Sul nuovo numero di ottobre 2026 del magazine sfogliabile GATE, vi riportiamo a Dubai, per scoprire un lato inedito, ma molto più autentico, dell’Emirato che non smette mai di attrarre gli italiani.
Se pesante che Dubai sia tutta grattacieli avveniristici, mall lussuosissimi, attrazioni costosissime a ristoranti stellati, vi sbagliate di grosso. A due passi dai luoghi più iconici c’è una zona meno turistica, meno patinata e, soprattutto, meno costosa ma molto più autentica, che solo i local e gli expat conoscono. È il quartiere di Deira, la storica e vivace zona commerciale situata nella parte Est della città. Ci siamo stati e ve la raccontiamo.
Ma vi diamo anche qualche consiglio su gite da fare in giornata in Italia: dal viaggio sul Treno del foliage alla visita dell’Amerigo Vespucci a una tappa sull’isola di Ortigia in Sicilia.
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Organizzare il Capodanno durante l’estate è una delle strategie migliori per partire senza spendere una fortuna: le mete più richieste registrano infatti il tutto esaurito con mesi di anticipo e prenotare per tempo permette di trovare tariffe più competitive per voli e alloggi, e di assicurarsi le strutture migliori e una maggiore possibilità di scelta.
Abbiamo selezionato alcune località meno inflazionate, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, perfette per salutare il 2026 e dare il benvenuto al 2027. Dalle atmosfere innevate delle Dolomiti ai borghi della Toscana, passando per un’isola croata fuori dai circuiti del turismo di massa fino ad arrivare ai safari africani e ai paesaggi desertici dell’Oman, ecco alcune idee per chi vivere un Capodanno originale.
Sappada, Dolomiti: il fascino delle tradizioni alpine
Se immaginate un Capodanno tra i fiocchi di neve, una delle destinazioni più suggestive delle Dolomiti è Sappada, piccolo centro montano che durante le festività si arricchisce di eventi e tradizioni.
Il momento più atteso della serata del 31 dicembre è la tradizionale fiaccolata dei maestri di sci, che di solito prende il via intorno alle 18. A seguire, lo spettacolo pirotecnico illumina la zona della Pista Nera, uno scenario spettacolare tra le montagne innevate.
Gli appassionati di sport invernali possono dedicarsi allo sci e allo snowboard sulle piste, mentre chi preferisce un ritmo più rilassato può scegliere escursioni con le ciaspole, pattinaggio sul ghiaccio oppure trascorrere qualche ora a Nevelandia, il parco dedicato alle famiglie e ai bambini.
La serata può proseguire con un cenone in baita o in uno dei rifugi in quota, raggiungibili anche con motoslitte o gatti delle nevi, oppure nei ristoranti e negli hotel del centro, dove vengono organizzate cene accompagnate da musica e intrattenimento fino a tarda notte.
Urbino, Marche: arte, storia e atmosfera romantica
iStockTutto il fascino del centro storico di Urbino
Tra le mete meno considerate per la notte di San Silvestro c’è anche Urbino, città natale di Raffaello che sorprende per il patrimonio storico e culturale e che durante le festività assume un fascino speciale. Il centro storico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, invita a passeggiare tra vicoli acciottolati, scorci panoramici e palazzi rinascimentali ancora più suggestivi grazie alle decorazioni natalizie.
Le famiglie possono contare su un ambiente tranquillo e accogliente, con iniziative dedicate ai bambini, tra laboratori creativi e spettacoli organizzati nelle piazze durante il periodo natalizio.
Le coppie trovano invece il contesto ideale per trascorrere una serata romantica, con una passeggiata tra le vie del centro e poi il Cenone di San Silvestro a lume di candela.
Anche i gruppi di amici hanno diverse occasioni per alternare cultura e divertimento. Dopo aver visitato il centro storico durante il giorno, la serata può continuare nei locali oppure partecipando agli eventi musicali e culturali organizzati in piazza.
Maremma Toscana: borghi, natura e sapori del territorio
La Maremma è ideale per accogliere il nuovo anno lontano dal caos delle grandi città, al cospetto di paesaggi dove la natura, la storia e le tradizioni convivono in piena armonia.
Hotel, agriturismi, dimore storiche e strutture ricettive propongono soggiorni dedicati al relax, spesso accompagnati da percorsi benessere e da esperienze gastronomiche che valorizzano i prodotti tipici della cucina maremmana.
La sera del 31 dicembre i borghi organizzano feste in piazza con musica dal vivo e spettacoli pirotecnici; è inoltre possibile passeggiare tra i mercatini di Natale oppure assistere ai concerti di fine anno ospitati nelle località più caratteristiche della zona.
Sentieri escursionistici, percorsi in bicicletta o a cavallo permettono di esplorare le Vie Cave etrusche, le oasi WWF, i parchi naturali, antiche fortezze, eremi e borghi marinari, dove il mare d’inverno regala panorami dal fascino particolare.
Isola di Vis, Croazia: Capodanno lontano dal turismo di massa
iStockL’incantevole villaggio di pescatori di Komiza sull’Isola di Vis
Nel cuore dell’Adriatico, Vis, ancora poco interessata dal turismo di massa, durante il periodo di Capodanno vanta un’atmosfera intima e rilassata, la scelta migliore per iniziare il nuovo anno lontano dalla folla.
Le calette silenziose, i piccoli villaggi di pescatori come Komiža e le grotte che punteggiano la costa creano scenari di rara suggestione in cui lunghe passeggiate affacciate sul mare.
L’esperienza passa anche per la buona tavola: presso le taverne dell’isola è possibile assaporare specialità tradizionali come la Viška pogača, la caratteristica focaccia farcita con acciughe, pomodori e cipolle, oppure il goulash di polpo, piatto tipico della cucina dell’isola.
Aarhus, Danimarca: creatività, cultura e qualità della vita
Giovane, dinamica e ricca di iniziative culturali, Aarhus riesce a trasmettere una sensazione di benessere senza rinunciare alla vivacità urbana. Non a caso è stata nominata “The Happiest City of 2026“, un riconoscimento che ben descrive il clima che si respira tra le sue strade.
Trascorrervi il Capodanno significa vivere una festa più autentica: caffè, quartieri illuminati, musei e spazi culturali diventano il punto di incontro per residenti e turisti.
Tra le esperienze da non perdere una visita a Den Gamle By, il museo a cielo aperto che racconta l’evoluzione storica della città grazie a quartieri e edifici ricostruiti, accanto ai numerosi esempi di architettura e design contemporaneo che caratterizzano Aarhus.
Sofia, Bulgaria: concerti, tradizioni e vita notturna
Sofia è una valida alternativa per godersi il Capodanno in una capitale europea ancora poco battuta dal turismo internazionale: ai piedi del Monte Vitosha, durante le festività si anima con concerti, mercatini natalizi e spettacoli pirotecnici.
Il cuore dei festeggiamenti è Piazza Knyaz Alexander I, dove viene organizzato il grande concerto di fine anno con artisti bulgari e musica dal vivo. Allo scoccare della mezzanotte il cielo si illumina con i fuochi d’artificio mentre tutti brindano con vino e rakia, il tradizionale distillato bulgaro.
Prima della festa vale la pena concedersi una cena in uno dei ristoranti tradizionali del centro per assaggiare specialità come la banitsa, la shopska salata e le carni alla griglia accompagnate da salse speziate. Per un’atmosfera più romantica, potete scegliere un locale con vista sul Monte Vitosha, che durante l’inverno è spesso ammantato di neve.
La serata può poi proseguire nei bar e nei club del quartiere Studentski Grad, mentre per un Capodanno più tranquillo potete trascorrere la notte in montagna, in un rifugio affacciato sulle luci della città.
Nepal: un viaggio tra spiritualità e Himalaya
iStockTrekking sulle montagne dell’Himalaya
Sognante un Capodanno davvero differente? Pensate al Nepal per un itinerario capace di unire spiritualità, cultura e grandi paesaggi naturali.
Kathmandu custodisce alcuni dei luoghi simbolo del Paese, come il Boudhanath Stupa, tra i più importanti siti sacri buddhisti, e il Tempio di Pashupati, spesso considerato la piccola Varanasi del Nepal.
L’itinerario può proseguire a Patan, celebre per la lavorazione delle campane tibetane, mentre il Parco Nazionale di Chitwan offre la possibilità di partecipare a un safari alla scoperta della fauna autoctona e di visitare un tradizionale villaggio Tharu.
Pokhara, affacciata sul Lago Phewa e abbracciata dalle vette himalayane, è invece una delle località più suggestive del Paese, mentre il villaggio di Bandipur è ideale per concedersi una pausa rilassante.
Tanzania: safari e spiagge tropicali per iniziare l’anno
Tra le destinazioni di lungo raggio più interessanti per il periodo di Capodanno non manca la Tanzania. In questo periodo dell’anno, molte aree del Paese coincidono con la stagione secca, condizione favorevole per esplorare i grandi parchi nazionali.
Il Serengeti e il cratere di Ngorongoro offrono l’occasione di osservare da vicino leoni, elefanti, giraffe e rinoceronti, nel loro ambiente naturale.
Il viaggio può essere arricchito dalla scoperta della cultura swahili con la visita ai villaggi tradizionali, ai mercati locali e ai piatti tipici, spesso accompagnati da eventi e celebrazioni per l’arrivo del nuovo anno.
Per alternare l’avventura al relax potete infine raggiungere Zanzibar o l’isola di Pemba, dove spiagge di sabbia chiara e mare cristallino disegnano la cornice perfetta per iniziare il nuovo anno sotto il sole.
Oman: dal deserto alle coste dell’Oceano Indiano
L’Oman è una delle destinazioni più indicate per godersi il Capodanno al caldo senza affrontare temperature eccessive. Durante l’inverno, infatti, lungo la costa il clima è piacevole, con valori compresi tra i 20 e i 30 °C.
I festeggiamenti comprendono cene di gala organizzate nei resort internazionali, spettacoli di fuochi d’artificio e suggestive serate nei campi tendati del deserto di Wahiba Sands, dove il nuovo anno viene accolto attorno ai falò sotto un cielo ricco di stelle.
Le temperature rendono infatti semplici gli spostamenti sia lungo la costa sia nelle aree interne, per visitare città storiche, paesaggi naturali e persino il deserto senza il caldo intenso che caratterizza altri periodi dell’anno.
Le low cost hanno sicuramente rivoluzionato il mondo dell’aviazione, rendendo il volo un’esperienza accessibile a tutti, ma le Business Class hanno un fascino intramontabile. In continua evoluzione, queste cabine si preparano a un 2026 ricco di cambiamenti: scopriamo le principali novità.
Emirates Airlines punta sull’inclusività
La domanda di Business Class è in costante crescita grazie a comfort come Wi-Fi ad alta velocità e poltrone reclinabili. In questo scenario, Emirates si conferma pioniera, alzando ulteriormente l’asticella: tra le novità del 2026 spicca una sezione dedicata ai passeggeri neurodivergenti o con specifiche necessità sensoriali. A bordo saranno infatti introdotti elementi come:
fidget toys;
stress reliever tattili;
cubi antistress;
giochi sensoriali;
supporti specifici per passeggeri ansiosi o neurodivergenti.
Questa iniziativa rappresenta uno degli aggiornamenti più significativi in termini di accessibilità ed esperienza inclusiva degli ultimi anni. Naturalmente l’evoluzione non si ferma qui: se nel 2025 era presente un Wi-Fi standard, nel 2026 arriva Starlink, segnando una delle differenze più grandi rispetto al passato grazie a un internet molto più veloce, connessione stabile, streaming e videochiamate sempre possibili e, soprattutto, gratis per tutti. Inoltre, l’esperienza di lusso si arricchisce sui voli lunghi con un nuovo set comfort che include maglia morbida, pantaloni, ciabatte e mascherina per dormire.
Emirates Media CentreLa Business Class dell’Emirates Airbus A380
Innovazione in Thai Airways
Nella panoramica delle cabine di lusso, Thai Airways rinnova la sua Royal Silk Class con l’introduzione dei nuovi Airbus A321neo, dotati di sedili “flat-bed”. Questo velivolo non solo migliora l’esperienza di volo, ma sottolinea l’impegno della compagnia verso la sostenibilità, grazie a una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 20% e a operazioni più silenziose.
L’estetica degli interni fonde la tradizione thailandese con un design contemporaneo, visibile nello styling dei sedili e nelle pannellature. Il vero punto di forza è l’estensione dell’esperienza widebody (tipica dei lunghi raggi) alle rotte regionali: i passeggeri potranno beneficiare di sedili reclinabili a 180°, schermi 4K, connettività Bluetooth e illuminazione dinamica studiata per il benessere. Una scelta che premia la clientela business alla ricerca di continuità nel servizio premium anche sui voli di medio raggio.
Ufficio StampaInterno del nuovo Airbus A321neo della Thai Airways
ANA porta la privacy al massimo livello
Dal Giappone arriva una delle novità più attese del 2026: ANA – All Nippon Airways introduce gradualmente sui Boeing 787-9 a lungo raggio la nuova poltrona di business class THE Room FX, primo restyling della business ANA sugli aerei di medie dimensioni dopo un decennio.
La compagnia rivendica la seduta più ampia al mondo nella sua categoria, in configurazione 1-2-1 con accesso diretto al corridoio e porta scorrevole su ogni posto. Oltre alla classica reclinazione fino a letto, la poltrona offre una funzione divano per rilassarsi in più posizioni, uno schermo da 24 pollici, ricarica wireless e connettività Bluetooth.
La nuova poltrona di business class THE Room FX dei velivoli ANA
Delta One Suite: nuova era del business made in USA
Sul fronte statunitense, Delta Air Lines ha annunciato nell’aprile 2026 una nuova generazione di Delta One Suite, che debutterà a inizio 2027 sugli Airbus A350-1000 e sarà progressivamente estesa alla flotta A330-200/300, all’interno di un investimento di oltre un miliardo di dollari.
La novità più visibile è la porta scorrevole che chiude ogni suite (una prima assoluta per la compagnia), con poltrone disposte a spina di pesce inversa verso i finestrini.
Il letto completamente reclinabile supera i due metri di lunghezza, con seduta in memory foam e bedding firmato Missoni, mentre lo schermo da 24 pollici è il più grande mai installato da Delta. A bordo si aggiungono ricarica wireless, connettività Bluetooth e una snack station accessibile h24. Anche le cabine Delta Comfort e Delta Main vengono aggiornate, con poltrone ridisegnate, schermi 4K QLED e Wi-Fi gratuito.
Le nuove sedute della suite di Delta One
American Airlines manda in pensione la prima classe
Cambio di paradigma anche per American Airlines. La nuova Flagship Suite sostituisce la first class, diventando il prodotto di punta della cabina premium.
Le suite sono installate sui Boeing 787-9P di nuova generazione, sui nuovi Airbus A321XLR e su una parte dei 777-300ER in retrofit. La disposizione è 1-2-1, con accesso diretto al corridoio e porta scorrevole per ogni posto. Tra le caratteristiche:
sedile lie-flat completamente reclinabile;
schermo touch 4K da 17 pollici;
connettività Bluetooth, ricarica wireless, prese USB-A, USB-C e AC;
Wi-Fi satellitare Viasat su tutto l’aereo, gratuito per i membri AAdvantage;
bedding curato con piumino, cuscino dual-sided e pantofole firmate Nest Bedding.
Sui 787-9P è disponibile anche la Flagship Suite Preferred, una versione “business class plus” in prima fila, con più spazio e privacy. Va precisato però che, al momento, la Flagship Suite non è operativa sui voli tra Italia e Stati Uniti: le rotte attuali partono da Chicago, New York, Philadelphia, Los Angeles e Dallas verso Londra, Zurigo e poche altre destinazioni.
La Compagnie conquista i gourmet
L’ascesa delle Business Class è legata anche all’alta cucina e a una selezione di vini pregiati, come conferma La Compagnie, recentemente inserita tra le 10 migliori compagnie al mondo per l’offerta gastronomica ai Global Tastemakers Awards 2026 di Food & Wine. Il premio conferma la visione distintiva della compagnia 100% Business Class: portare in quota una vera esperienza da ristorante, ispirata alla tradizione gastronomica francese. I menu vengono rinnovati mensilmente e strutturati per scandire i tempi del viaggio: un pasto completo prevede un antipasto freddo, un piatto caldo a scelta, una selezione di formaggi e un dessert, conclusi da uno spuntino leggero prima dell’atterraggio.
A distinguere La Compagnie non è solo la qualità dei piatti, ma un approccio all’esperienza gastronomica che va ben oltre il semplice menu: il percorso continuerà nel 2026 con nuovi talenti a bordo e menu in costante evoluzione, per fare della sorpresa e del benessere a tavola una componente irrinunciabile del viaggio, anche a 10.000 metri di altezza.
Nel mondo dei viaggi premium, l’aeroporto non è più soltanto un luogo di passaggio, bensì è diventato una parte integrante dell’esperienza, soprattutto per chi vola spesso e cerca qualità anche nei momenti di attesa. Ma c’è una differenza fondamentale da chiarire: non si parla dei ristoranti nei terminal aperti a tutti i passeggeri, bensì delle lounge delle compagnie aeree, spazi esclusivi dove il viaggio inizia molto prima dell’imbarco.
Secondo la nuova classifica dei Food & Wine Global Tastemakers Awards 2026, le migliori lounge del mondo stanno vivendo una vera rivoluzione gastronomica. Non più semplici aree relax con snack e caffè, ma vere destinazioni culinarie con menu da ristorante, chef dedicati, bar d’autore e piatti che raccontano l’identità del Paese da cui si parte. Dalla spettacolare Dubai a Singapore, passando per Doha, Parigi e Istanbul, le lounge delle compagnie aeree più importanti stanno ridefinendo il concetto di attesa in aeroporto come parte stessa del viaggio.
Le lounge come destinazioni gastronomiche
Le lounge aeroportuali delle compagnie aeree stanno vivendo una trasformazione profonda: da spazi funzionali pensati per l’attesa a vere e proprie destinazioni gastronomiche. Non si parla più solo di un posto dove sedersi prima del volo, ma di veri e propri spazi progettati per offrire ai viaggiatori premium un’esperienza completa, con una forte identità culinaria e un livello di servizio sempre più vicino a quello dell’alta ristorazione.
L’idea alla base è duplice, da un lato offrire un assaggio del Paese di partenza o di arrivo, dall’altro garantire un momento di comfort esclusivo prima dell’imbarco. In questo scenario si inseriscono lounge sempre più sofisticate, dove convivono champagne bar, ristoranti interni, sushi counter, noodle station e cucine a vista con piatti espressi preparati al momento.
Il risultato è un panorama estremamente variegato. Con Japan Airlines si può vivere un’esperienza profondamente giapponese, tra sushi preparato al momento, ramen e piatti tradizionali. Con Emirates si passa invece a un’impostazione quasi da ristorante di lusso, con servizio al tavolo, champagne e caviale.
Singapore Airlines porta in aeroporto la cultura gastronomica locale con laksa, satay e chicken rice, mentre altre compagnie puntano sempre più su menu dinamici e chef in residenza.
Il concetto chiave che unisce tutte queste esperienze è quello di “sense of place”: ogni lounge deve raccontare qualcosa del territorio in cui si trova. A Hong Kong dominano dim sum e noodle bar, a Parigi la pasticceria francese e i grandi vini, mentre a Istanbul i sapori si muovono tra mezze, pane caldo e piatti della tradizione anatolica. Anche le compagnie occidentali stanno seguendo questa evoluzione, collaborando con chef locali, bakery famose e brand gastronomici per rendere ogni lounge sempre più riconoscibile e legata al contesto urbano.
Le 10 migliori lounge airline, la classifica completa
Se fino a pochi anni fa le lounge erano considerate un plus accessorio, oggi sono diventate uno dei criteri più importanti nella valutazione dell’esperienza di volo premium. Le migliori al mondo si distinguono per qualità del cibo, varietà dell’offerta e capacità di trasformare l’attesa in un momento memorabile.
Secondo la nuova classifica dei Food & Wine Global Tastemakers Awards 2026, queste sono le 10 lounge aeroportuali delle compagnie aeree dove si mangia (e si beve) meglio al mondo:
1. Emirates – Dubai,
2. Singapore Airlines – Singapore Changi,
3. Cathay Pacific – Hong Kong,
4. Qatar Airways – Doha,
5. Japan Airlines – Tokyo Narita,
6. Air France – Parigi Charles de Gaulle,
7. Turkish Airlines – Istanbul,
8. Virgin Atlantic – Londra Heathrow,
9. Qantas – Sydney,
10. Capital One – network USA.
La guerra in Medioriente sta cambiando profondamente il nostro modo di viaggiare e a essere coinvolte sono anche le crociere. Tra navi bloccate nello Stretto di Hormuz che non potranno ripartire per un po’ e nuove rotte ripensate di conseguenza, chi sarebbe dovuto partire per una crociera o chi aveva intenzione di prenotarla deve conoscere la situazione.
Le navi bloccate nello Stretto di Hormuz
Lo stretto di Hormuz divide la penisola arabica dalle coste dell’Iran e mette in comunicazione il Golfo dell’Oman con il Golfo Persico. I Paesi coinvolti sono, quindi, oltre all’Iran anche gli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di un passaggio strategico, come abbiamo avuto modo di sentire negli ultimi giorni, per le navi, anche quelle da crociera, per dirigersi verso l’Oceano Indiano. Quando è scoppiata la guerra, in quel tratto di mare erano presenti sei navi da crociera che, tra tutte, trasportavano ben 15mila passeggeri.
Le navi coinvolte sono la nostra MSC Euribia, le Mein Schiff 4 e Mein Schiff 5 della compagnia tedesca TUI, le due ammiraglie della compagnia crocieristica greca Celestyal Cruises Discovery e Journey e la AroyaManara della saudita Aroya Cruises.
La Euribia è una delle ultime navi varate da MSC (2023), fiore all’occhiello della compagnia in quanto è la seconda nave dopo la World Europa – la prima di una nuova classe di super navi da crociera – a essere alimentata a gas naturale liquefatto (GNL). Famosa per la sua fiancata dipinta (l’artista è Alex Flämig che ha creato un’opera intitolata #savethesea che vuole dare un messaggio a tute dell’ecosistema marino). Si tratta di una nave da 184 tonnellate che può ospitare 6327 passeggeri.
Le compagnie sono riuscite a riportare i loro clienti a casa, ma le navi sono ancora lì bloccate e finché la situazione non si risolverà non potranno riprendere la navigazione. Il che significa che le compagnie hanno dovuto cancellare le crociere e chi aveva prenotato un viaggio a bordo di quella nave non potrà partire, se non cambiando nave e ovviamente itinerario.
Le nuove rotte crocieristiche
MSC Crociere è una delle compagnie che organizza tanti itinerari in Medioriente con crociere che toccano i porti di Dubai, Abu Dhabi, Qatar e Bahrain. Anche Costa Crociere offre itinerari negli Emirati e Oman, soprattutto in inverno, giusto per citare quelle più vicine al mercato italiano. Ed è solo un caso che in questa stagione – in Medioriente iniziano ad alzarsi le temperature e non è quasi più il momento di andare in viaggio – le navi da crociera si stiano spostando e cambiando rotta concentrandosi soprattutto sul Mediterraneo Orientale e Occidentale. La compagnia, a fine marzo, ha annunciato una riorganizzazione del posizionamento per la prossima stagione invernale 2026/2027, rafforzando la sua storica presenza nei Caraibi con l’introduzione della nave MSC World Europa, che in origine avrebbe dovuto operare in Medioriente, tra novembre e aprile 2027, nelle Antille Francesi.
Per MSC, che si sta aprendo sempre più a una clientela internazionale, era già in programma che il Mediterraneo sarebbe stato al centro della sua strategia. Per la compagnia il Mediterraneo, quindi, rappresenta il fulcro della programmazione estiva con ben 13 navi – oltre la metà dell’intera flotta – che solcheranno queste acque, offrendo itinerari che combinano grandi classici e nuove mete emergenti. Tra le novità dell’estate 2026 c’è infatti Marmaris, affacciata sulla costa Sud Occidentale della Turchia, uno degli approdi più suggestivi tra Mar Egeo e Mediterraneo. sarà uno degli itinerari della MSC Divina. E poi per la prima volta l’isola greca di Syros, meno battuta rispetto ad altre Cicladi, raggiunta dalla MSC Lirica. Ma anche Nord Europa, con quattro navi operative tra i Fiordi norvegesi, oltre alle principali Capitali scandinave.
A seguito di un’attenta valutazione e per garantire a ospiti e consulenti di viaggio chiarezza e fiducia nella pianificazione dei loro futuri viaggi, la compagnia Explora Journeys (del gruppo MSC) ha comunicato che gli itinerari originariamente previsti in Medioriente non avranno luogo e che opererà esclusivamente nel Mediterraneo, nel periodo compreso tra novembre 2026 e marzo 2027.
Norwegian Cruise Line non opera nell’area interessata dal conflitto pertanto non vi sono impatti sugli itinerari programmati che sono in primo luogo quelli nei Caraibi e, ora che ci spingiamo verso la stagione estiva, nel Mediterraneo. Da aprile a novembre 2026, ci sono oltre 170 itinerari tra Nord Europa, Mediterraneo, isole greche e Baltico che variano dai 7 ai 14 giorni operati da otto navi NCL che salpano da undici porti di imbarco dedicati.
Costa Crociere si sta già organizzando per il prossimo inverno e introduce delle novità. Innanzitutto, debutterà la nave Costa Smeralda alle Isole Canarie, mentre la Costa Pacifica sarà riposizionata nel Mediterraneo occidentale, dove offrirà sia crociere di una settimana sia itinerari più lunghi tra Europa meridionale e Nord Africa. Toccherà infatti i porti di La Goulette a Tunisi, mentre gli itinerari più lunghi si spingeranno verso Tangeri, in Marocco.
Cosa cambia per chi deve partire
Tutti coloro che avevano già prenotato crociere in Medioriente sono comunque stati contattati dalle compagnie e hanno ricevuto tutte le informazioni necessarie sulle opzioni disponibili, inclusa la possibilità di modificare la propria prenotazione o richiedere un rimborso completo. Le navi da crociera, a dire delle compagnie, torneranno nella regione per la stagione invernale 2027/2028 con scali a Dubai, Abu Dhabi, Sir Bani Yas, Bahrain e Doha.
Da quando Israele ha avviato le operazioni militari in Iran il 28 febbraio le ricerche di voli verso il Golfo Persico hanno iniziato a calare con una discesa netta e progressiva; nello stesso tempo, però, i flussi si sono spostati altrove non fermandosi ma cambiando direzione.
I numeri vengono da Mabrian by Data Appeal, società specializzata nell’analisi dei dati turistici, che ha monitorato milioni di ricerche di voli internazionali nei quasi venti giorni successivi all’inizio del conflitto. L’obiettivo era capire se e quanto le tensioni geopolitiche stessero già traducendosi in scelte concrete (o perlomeno in intenzioni) da parte dei viaggiatori per i 3 mesi successivi.
La risposta è sì, e la mappa che ne emerge non sorprende del tutto, ma ha qualche dettaglio interessante.
Il Golfo perde quota
Gli Emirati Arabi Unitiperdono 1,6 punti percentuali nella quota di ricerche rispetto allo stesso periodo del 2025. Qatar, Kuwait e Bahrein mostrano contrazioni simili. Bahrein e Oman, geograficamente più esposti, sono anche quelli che faticano di più a stabilizzarsi; l’indice di percezione della sicurezza continua a essere volatile, senza segnali chiari di recupero. Gli Emirati e l’Arabia Saudita tengono meglio, almeno per ora.
L’Arabia Saudita, anzi, è l’unica destinazione del Golfo che registra un leggero segno più: +0,2 punti. Ma gli analisti lo attribuiscono in parte alla fine del Ramadan che storicamente genera un picco di ricerche. Quanto di questo si trasformerà in prenotazioni reali dipenderà, inevitabilmente, da come evolve la situazione sul campo.
Le mete in crescita
Nel frattempo, chi stava valutando un viaggio nella regione e ora ha dubbi sulla sicurezza cerca alternative, e il Mediterraneo ne offre una tutto sommato ovvia. La Spagna è la destinazione che cresce di più tra quelle monitorate: +0,4 punti percentuali nella quota di ricerche internazionali. Seguono Italia e Marocco, con incrementi più contenuti. Francia e Grecia guadagnano qualcosa, ma meno.
iStockLe spiagge del Marocco attirano i turisti
La situazione nel Mediterraneo
Più complicato il discorso per Turchia ed Egitto, 2 Paesi che si trovano in una zona grigia: abbastanza vicini all’area di crisi da risentire dell’instabilità percepita, abbastanza distanti da non essere direttamente coinvolti.
La Turchia è in difficoltà: le intenzioni di viaggio erano già in calo prima del 28 febbraio, e il conflitto ha accelerato quella tendenza: -0,5 punti percentuali nel periodo analizzato. L’indice di percezione della sicurezza continua a risentire dell’effetto di contagio che Mabrian aveva già identificato in una precedente analisi.
L’Egitto invece sorprende. Dopo un piccolo scivolone a febbraio, le ricerche sono rimbalzate con forza, segnando un +0,5. Sharm el-Sheikh e il patrimonio storico continuano evidentemente a fare presa, nonostante la vicinanza geografica con Gaza e il Sinai.
iStockSharm el-Sheikh e la splendida Naama Bay accolgono i turisti
Quello che emerge è uno scenario in movimento ma non ancora in crisi aperta per il turismo. Le intenzioni cambiano, i flussi si redistribuiscono, ma nessun crollo. Almeno per ora. Il vero test sarà nei prossimi mesi, quando le prenotazioni estive entreranno nel vivo. Nel turismo, come in geopolitica, non possiamo altro che osservare la situazione e seguire le evoluzioni.
Negli ultimi giorni il mercato dei voli internazionali è stato travolto da un improvviso aumento dei prezzi sulle rotte tra Europa e Asia. A causa della guerra in Medio Oriente e della conseguente chiusura di gran parte dello spazio aereo, i collegamenti aerei tra i due continenti stanno subendo forti disagi: voli cancellati, rotte allungate e tariffe che in alcuni casi sono aumentate fino al 900% nel giro di poche ore.
Molte delle rotte più utilizzate passavano attraverso i grandi hub del Golfo come Dubai, Doha e Abu Dhabi, oggi difficilmente utilizzabili a causa delle tensioni geopolitiche. La chiusura di questi corridoi ha costretto le compagnie aeree a riprogrammare i collegamenti, con conseguenze dirette sui costi dei biglietti e sulla disponibilità dei voli.
La più diffusa narrativa sul Medio Oriente tende a oscillare tra due estremi: da un lato l’immaginario ultramoderno delle metropoli verticali, dall’altro la dimensione desertica più tradizionale. Kuwait City, infatti, si colloca in una posizione diversa, più misurata e meno spettacolarizzata, ma proprio per questo interessante.
È una capitale che ha scelto di crescere senza eccessi, puntando su infrastrutture solide, investimenti culturali e un’identità urbana coerente. Il 2026 rappresenta un momento favorevole per inserirla nel proprio itinerario di viaggio, soprattutto grazie al nuovo collegamento diretto con l’Italia. Ma al di là della novità logistica, Kuwait City offre un’esperienza che merita di essere analizzata con attenzione: un equilibrio tra modernità, tradizione e strategia culturale che oggi racconta molto del presente del Golfo.
Nuovo collegamento diretto a Kuwait City
Dal 20 maggio 2026, Jazeera Airways inaugura il volo diretto tra l’aeroporto di Milano-Bergamo (BGY) e Kuwait City. La rotta sarà operativa tre volte a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) con Airbus A320neo, ampliando a 43 i Paesi collegati dallo scalo lombardo.
iStockLe Kuwait Towers al tramonto
Si tratta di un passaggio strategico sotto diversi profili. In primo luogo, semplifica l’accesso a una destinazione che finora richiedeva spesso uno scalo intermedio in altri hub del Golfo. Ridurre i tempi di viaggio e la complessità delle coincidenze modifica la percezione stessa della meta: Kuwait City diventa più immediata, più pianificabile, più competitiva. In secondo luogo, il nuovo collegamento rafforza le relazioni economiche e culturali tra Europa e Medio Oriente. Il Kuwait è un Paese con un alto potere d’acquisto e una crescente apertura verso l’interscambio culturale e commerciale.
Per il viaggiatore, il volo diretto rappresenta dunque la possibilità di esplorare una capitale ancora poco inflazionata dal turismo di massa. In un contesto globale in cui molte città turistiche soffrono di overtourism, Kuwait City offre un’alternativa meno caotica e congestionata, mantenendo però standard elevati in termini di servizi e sicurezza.
Eventi da non perdere a Kuwait City nel 2026
Il calendario culturale della capitale kuwaitiana è uno degli elementi più interessanti per chi pianifica un viaggio nel 2026. Negli ultimi anni il Paese ha investito in modo consistente nelle arti performative e nella programmazione internazionale, con l’obiettivo di consolidare la propria posizione nel panorama culturale del Golfo.
Il fulcro di questa strategia è il Sheikh Jaber Al-Ahmad Cultural Centre, un complesso architettonico contemporaneo che ospita stagioni teatrali, concerti sinfonici, festival di danza e rassegne multidisciplinari. Il 2026 si preannuncia infatti come un anno di consolidamento per le produzioni internazionali e per le collaborazioni con istituzioni artistiche straniere.
Tra gli appuntamenti più rilevanti in ambito lifestyle e business figura invece la Kuwait Fashion & Beauty Expo 2026, esposizione dedicata a moda, cosmetica, skincare e nuove tendenze del settore. L’evento richiama designer, brand regionali e operatori internazionali, posizionando la città come hub emergente per l’industria beauty nel Golfo.
Accanto alla programmazione contemporanea, non mancano momenti di forte identità nazionale. Le celebrazioni della Festa Nazionale del Kuwait, che si svolgono a febbraio, trasformano la città e le Kuwait Towers, simbolo urbano affacciato sul Golfo Persico, diventano in queste occasioni uno dei punti focali delle celebrazioni.
iStockLa Grand Mosque di Kuwait City
Sul piano religioso e culturale, la Grand Mosque rappresenta un luogo di estrema rilevanza. Oltre alla funzione spirituale, offre visite guidate che permettono di comprendere l’architettura islamica e il significato simbolico degli spazi. Infine, il Souq Al-Mubarakiya consente di entrare in contatto con la dimensione più tradizionale della città. Il mercato storico, con le sue botteghe di spezie, tessuti e artigianato, offre un’esperienza che racconta le radici mercantili del Kuwait. Nei mesi più freschi, tra autunno e primavera, l’area ospita anche eventi gastronomici e iniziative culturali che animano il centro storico.
Doha, capitale del Qatar, è stata appena eletta Capitale del turismo del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) per il 2026, succedendo ad Al Ain negli Emirati Arabi Uniti. Un riconoscimento che premia la diversità dell’offerta turistica della città, le infrastrutture moderne e il forte impegno in termini di sostenibilità e innovazione.
La nomina segna un’occasione unica per scoprire Doha in un momento di pieno fermento culturale e turistico, con programmi ed eventi pensati per tutto l’anno. Grazie a questo titolo, la capitale del Qatar si conferma destinazione emergente del Medio Oriente, perfetta sia per chi cerca esperienze culturali autentiche sia per gli appassionati di sport e design contemporaneo.
Perché visitare Doha in Medio Oriente
Il riconoscimento come Capitale del turismo GCC 2026 non è solo un titolo simbolico. Doha si è distinta per l’offerta turistica diversificata e per la qualità delle infrastrutture: l’aeroporto internazionale Hamad, premiato a livello globale, garantisce collegamenti veloci, mentre la Doha Metro & Tram facilita gli spostamenti in città, rendendo ogni visita pratica e accessibile.
Il presidente di Qatar Tourism, Sua Eccellenza Saad bin Ali Al-Kharji, sottolinea che la nomina riflette i progressi compiuti nella costruzione di un ecosistema turistico integrato e sostenibile, capace di competere a livello regionale e internazionale. Visitare Doha nel 2026 significa quindi essere tra i primi a scoprire una città in piena trasformazione, dove architettura contemporanea, tradizione e innovazione si incontrano.
iStockPanorama di Doha e navi turistiche
Oltre alle infrastrutture, la città in Qatar offre già oggi esperienze uniche: Souq Waqif, mercato tradizionale di oltre un secolo fa, consente di immergersi nella cultura locale, mentre il National Museum of Qatar, firmato da Jean Nouvel, racconta la storia del Paese attraverso un percorso architettonico e narrativo sorprendente. Per chi ama l’arte, la città propone anche il Museum of Islamic Art di I. M. Pei, il Mathaf: Arab Museum of Modern Art e la Doha Fire Station, oggi spazio espositivo e culturale. Il turismo sportivo ha trovato terreno fertile dopo i Mondiali 2022, con strutture come il 3-2-1 Qatar Olympic and Sports Museum e il Lusail International Circuit, accessibili ai visitatori durante tutto l’anno.
Il 2026 sarà un anno ricco di appuntamenti speciali. Tra le novità più attese, Art Basel Qatar debutterà dal 5 al 7 febbraio a M7 e nel Doha Design District, portando in città una selezione di arte moderna e contemporanea di livello internazionale.
A marzo, il Lusail Stadium ospiterà la Finalissima 2026, lo spettacolare match tra le nazionali campioni in carica di Sudamerica ed Europa. Durante l’anno non mancheranno eventi come il Doha Film Festival, il Qatar International Art Festival, il Qatar Balloon Festival e il Katara Traditional Dhow Festival, appuntamenti che offrono un mix di tradizione, cultura e intrattenimento.
Ogni angolo di Doha, dalla cornice futuristica della West Bay alle vie storiche dei souq, promette esperienze memorabili e visitare la città nel 2026 significa non solo esplorare un territorio in piena espansione, ma vivere in prima persona l’anno in cui Doha sarà sotto i riflettori internazionali, ponendosi come una delle capitali culturali e turistiche più dinamiche del Medio Oriente.
C’è un modo molto preciso con cui Ras Al Khaimah ama presentarsi al mondo: guardando il cielo. L’Emirato più settentrionale degli Emirati Arabi Uniti ha salutato l’arrivo del 2026 con uno spettacolo che non è passato inosservato, conquistando un nuovo Guinness World Record e rilanciando, ancora una volta, la sua vocazione a diventare una delle destinazioni più sorprendenti del Medio Oriente.
Per quindici minuti il lungomare si è trasformato in un teatro a cielo aperto, mentre 2.300 droni, di cui mille pirotecnici, hanno disegnato nell’aria una gigantesca Fenice luminosa. Un’immagine potente, non scelta a caso: la Fenice, simbolo di rinascita e rinnovamento, racconta in una sola figura la traiettoria di Ras Al Khaimah, sempre più proiettata verso un turismo contemporaneo, creativo e sostenibile.
Lo show ha stabilito il record per la più grande rappresentazione aerea di una fenice realizzata con droni, ma soprattutto ha consolidato una tradizione che ormai è diventata un vero e proprio marchio di fabbrica dell’emirato.
Il nuovo Guinness World Record di Ras Al Khaimah
Come lo scorso anno, anche per l’inizio del 2026 il cielo sopra Ras Al Khaimah non è stato solo una scenografia, ma una tela viva. Dopo la Fenice, un’altra coreografia aerea ha preso forma: “The Welcome”, una figura umana che emerge dal mare a braccia aperte, simbolo dell’ospitalità locale. Un messaggio semplice, immediato, quasi universale: qui, negli Emirati Arabi, sei il benvenuto.
Ufficio StampaLo spettacolare cielo di Capodanno a Ras Al Khaimah
A seguire, sei chilometri di fuochi d’artificio hanno illuminato il tratto di costa da Marjan Island ad Al Hamra, accompagnando il passaggio al nuovo anno con una cascata di luci sincronizzate che ha coinvolto migliaia di persone tra resort, spiagge e aree dedicate al festival. Il Guinness World Record non è un episodio isolato. È l’ennesima tessera di una collezione che Ras Al Khaimah costruisce da anni, usando la tecnologia non come esercizio di stile, ma come strumento per raccontare la propria identità: un emirato che cambia, cresce e si reinventa senza perdere il legame con la propria storia.
Dietro lo spettacolo che anche quest’anno ha reso famosa la località di Ras Al Khaimah c’è una visione chiara. Ras Al Khaimah punta su un turismo che unisce paesaggio, cultura ed esperienzeemozionali.
Le montagne Hajar, le spiagge sabbiose, i siti archeologici e i nuovi resort dialogano con eventi pensati per creare ricordi, non solo soggiorni. Ras Al Khaimah dunque molte cose, è mare cristallino e spiagge lunghissime, ma anche montagne spettacolari dove fare trekking e salire sulla zipline più lunga del mondo. Qui si possono persino esplorare forti storici, villaggi tradizionali e siti archeologici millenari, tra deserto e oasi verdi e poi spa sul mare, resort straordinari, tramonti infuocati e silenzi che sembrano usciti da un film.
Il New Year’s Eve Festival ha coinvolto famiglie, residenti e visitatori con musica dal vivo, attività culturali e momenti pensati anche per i più piccoli, come lo spettacolo anticipato alla Corniche Al Qawasim. Una festa che non divide, ma include, e che rafforza il senso di comunità.
Non c’è dubbio, i Paesi da visitare nel 2026 finiscono quasi tutti con “an”: Uzbekistan, Azerbaigian (o Azerbaijan, che dir si voglia), Kazakistan. Sono queste tre le mete da scoprire assolutamente nel 2026, la triade a cavallo tra Oriente e Occidente ricca di fascino. Ma non solo: il 2026 è sicuramente l’anno migliore per visitare gli Stati Uniti d’America, tra eventi e anniversari storici.
E poi, Vietnam re indiscussa dell’Asia per il 2026, Egitto (quello classico), Arabia Saudita e Oman che stanno spopolando più di altri Paesi del Medioriente e, tra le mete esotiche, è sicuramente l’anno di Mauritius, da scoprire o riscoprire con il nuovo volo diretto dall’Italia. E, infine, una meta su tutte sarà la top dell’anno: Singapore, non più solo uno stop-over ma una vera e propria destinazione. Vi spieghiamo il perché delle nostre scelte.
Il Black Friday non è più soltanto il momento perfetto per acquistare tecnologia o moda a prezzi scontati: negli ultimi anni è diventato anche una delle occasioni più attese per chi sogna una vacanza senza spendere una fortuna.
Le principali compagnie di navigazione hanno lanciato promozioni dedicate che permettono di programmare un viaggio con notevoli vantaggi economici, itinerari ampliati e servizi aggiuntivi inclusi. Le offerte coinvolgono ogni genere di esperienza, dalle rotte classiche nel Mediterraneo alle atmosfere esotiche dei Caraibi, passando per i mari del Nord Europa, le Canarie, gli Emirati e le traversate oceaniche.
Costa Crociere
Costa Crociere arriva al Black Friday con un’offerta pensata per rendere i suoi itinerari più accessibili. Fino al 1° dicembre 2025 sarà possibile prenotare una crociera di otto giorni a partire da 399 euro a persona, scegliendo tra rotte molto diverse tra loro: dalle Canarie ai Caraibi, fino al Mediterraneo e al Nord Europa. La promozione consente anche di aggiungere un pacchetto bevande a tariffa speciale, pensato per rendere più completa l’esperienza a bordo.
Costa mantiene una forte presenza nel Mediterraneo occidentale con Costa Smeralda, che continua a navigare tra Italia, Francia, Spagna e Tunisia. Costa Toscana introduce invece due novità. La prima è l’itinerario dedicato ai “Golfi d’Italia”, una rotta di otto giorni proposta fino a dicembre 2025 che attraversa Provenza, Catalogna, Golfo di Napoli e Cinque Terre. La seconda novità è rappresentata dalle crociere di dodici o tredici giorni disponibili da gennaio 2026, che conducono dalla costa andalusa a quella nordafricana, con tappe come Malaga, Alicante, Tunisi e Tangeri.
Per chi desidera inseguire il sole anche nei mesi più freddi, Costa Fortuna propone l’itinerario alle Canarie, che abbraccia l’intero arcipelago includendo anche Madeira e una sosta in Marocco. È la prima volta che, grazie a una formula volo+crociera con partenza da Tenerife e Las Palmas, si possono visitare sei isole in otto giorni.
L’offerta dedicata ai Caraibi resta una delle più complete. Costa Pacifica e Costa Fascinosa presentano tre itinerari differenti: uno dedicato a Santo Domingo e all’esclusiva Catalina Island, un secondo che intensifica l’esplorazione con cinque scali nella sola Repubblica Dominicana e un terzo che permette di scoprire fino a sei isole delle Antille.
La compagnia guarda già anche all’estate 2026, con itinerari nel Mediterraneo e nel Nord Europa a bordo di Costa Diadema e Costa Favolosa: le crociere dureranno da sette a quindici giorni e saranno abbinate a un piano voli completo da tutta Italia. A queste si aggiungono le transatlantiche e i viaggi di posizionamento, ideali per chi ama vivere il tragitto stesso come un’esperienza.
MSC Crociere
MSC Crociere torna protagonista del Black Friday con una delle sue iniziative promozionali più ampie degli ultimi anni. Prenotando entro il 1° dicembre, i viaggiatori possono ottenere sconti fino al 50% su una vasta selezione di crociere valide per il 2027, un vantaggio che permette di programmare con estrema tranquillità e tariffe particolarmente favorevoli.
Le destinazioni spaziano dal Mediterraneo alla magia dei Caraibi e delle Antille, passando per gli Emirati e i fiordi del Nord Europa. Non mancano le Canarie, che continuano ad attrarre grazie al loro clima mite e ai contrasti vulcanici. Per molte rotte è possibile optare per soluzioni con voli e trasferimenti inclusi, utili soprattutto per chi preferisce un viaggio più semplice da organizzare.
MSC propone anche il “Black Friday con Bevande”, che permette di avere consumazioni incluse per tutta la durata della crociera, così da rendere il viaggio più spensierato. Nella promozione rientra inoltre lo Yacht Club, la sezione più esclusiva delle navi MSC, caratterizzata da ambienti riservati e servizi personalizzati, ora accessibile con condizioni economiche più vantaggiose.
iStockSplendida veduta di Los Cristianos, Tenerife
Royal Caribbean
Royal Caribbean si distingue con una promozione lampo attiva fino all’8 dicembre 2025. Gli sconti sono consistenti: le tariffe possono essere ridotte fino a 1.000 euro, un incentivo importante per chi sogna navi tecnologiche, intrattenimento d’eccellenza e un’ampia offerta gastronomica. Un ulteriore vantaggio è la possibilità di aggiungere un terzo e un quarto ospite a partire da 99 euro, una condizione ideale per famiglie e gruppi di amici.
Oltre alle riduzioni sulle crociere, Royal Caribbean prevede sconti fino al 50% sui servizi extra, dai pacchetti bevande al Wi-Fi, fino alle escursioni. A rendere ancora più interessante la proposta è il pacchetto “All-In”, disponibile da 85 euro a persona al giorno. Include consumazioni illimitate grazie al programma Unlimited Sips, il pacchetto Unlimited Dining, che permette di cenare ogni sera nei ristoranti di specialità e di pranzare nei giorni di navigazione in quelli dedicati, e la connessione VOOM Surf & Stream per un dispositivo, garantita anche durante le soste nella celebre isola privata Perfect Day at CocoCay.
Norwegian Cruise Line
Norwegian Cruise Line porta nel Black Friday 2025 il suo approccio distintivo, il Freestyle Cruising. Nessun orario rigido, nessuna formalità, solo libertà di scegliere come vivere ogni momento della giornata. Per questa occasione la compagnia propone uno sconto fino al 50% sulle tariffe delle crociere, rendendo accessibili anche itinerari molto richiesti.
Norwegian offre anche la possibilità di aggiungere upgrade ai servizi di bordo a partire da 139 euro a persona, con bevande premium, ristoranti di specialità, Wi-Fi ed escursioni. I bambini possono viaggiare da 149 euro, un incentivo notevole per le famiglie. Completano l’offerta fino a 300 euro di credito volo su una selezione di itinerari e uno sconto aggiuntivo del 5% per i membri del Club Più.
Il Golfo di Oman possiede angoli che sembrano rifiutare qualunque compromesso. Le Isole Daymaniyat ne sono l’esempio più concreto: un arcipelago piccolo, brullo e di un’eleganza naturale che non fa sconti. Le nove isole affiorano dall’acqua con una semplicità che sorprende, segnate da un mare chiaro e da scogliere asciutte.
La prima impressione è quella di un santuario isolato dal resto del mondo, privo di insediamenti, strutture e regolato da un equilibrio antico. Qui la vita continua con un ordine che il vento non riesce a intaccare, mentre tartarughe, uccelli marini e coralli costruiscono un territorio che l’Oman protegge con fermezza.
Storia e geografia delle Daymaniyat
Le Daymaniyat compaiono nel Periplus Maris Erythraei, documento ellenistico che cita le Calaei Islands in relazione agli scambi che collegavano l’India, la penisola arabica e la città di Kalhat. È probabile che le comunità costiere utilizzassero questi affioramenti come riferimento nella navigazione lungo il margine occidentale dell’Oceano Indiano. La storia non lascia strutture visibili, però conserva un’eredità fatta di rotte, correnti e punti di appoggio che oggi possiamo solo ricostruire attraverso testi e toponimi.
L’arcipelago si trova nel Wilayat Al-Seeb, nel governatorato di Muscat, a circa 18 chilometri dalla costa di Barka e a 70 dalla Capitale. Le isole principali sono Kharabah, Huyoot e Al Jabal Al Kabeer, divisa a sua volta in Um Al Liwahah e Al Jawn. L’area totale supera di poco i cento ettari: una superficie ridotta, ma resa preziosa dall’ambiente marino che la circonda.
iStockUna spiaggia da sogno delle Isole Daymaniyat
Dal 1996 le isole sono riserva naturale, accessibile solo con permessi e regolamenti rigidi. Qui nidificano tartarughe verdi ed embricate, sostano e si riproducono sterne, gabbiani fuligginosi e falchi della regina. Le barriere coralline includono specie rare e colonie vaste, alimentate da acque limpide che favoriscono un’eccezionale varietà di pesci tropicali.
Cosa fare e vedere alle Isole Daymaniyat
Una visita alle Daymaniyat consente di vivere un contatto diretto con un ambiente marino che, nel corso dei secoli, ha conservato autenticità e silenzio. L’arcipelago non ha servizi, sentieri e non è nemmeno predisposto per esplorazioni a terra se non in periodi circoscritti. L’esperienza di viaggio, quindi, si concentra sul mare, sulle coste e sulla fauna che caratterizza la riserva.
Snorkeling tra coralli e pesci tropicali
I fondali presentano un caleidoscopio di formazioni coralline con una visibilità che, nella maggior parte dei casi, è sorprendente per chi arriva da altre zone della regione. Le acque, con gradazioni che spaziano dal turchese pallido delle zone più basse al blu pieno dei canali interni, invitano a godersi la magia dell’ambiente con il massimo del rispetto.
Tra le strutture coralline si muovono pesci chirurgo, pesci pappagallo, farfalle di mare e piccoli banchi che cambiano direzione all’unisono. In diversi periodi dell’anno le tartarughe verdi attraversano gli stessi tratti in cerca di praterie e rifugi, creando incontri frequenti e mai banali.
Immersioni in aree protette
Gli amanti delle immersioni trovano il loro personale paradiso, ma anche un ambiente regolamentato. A nord il fondale scende fino a trenta metri, con pareti che rivelano la stratificazione della barriera e la presenza di gorgonie e madrepore. A sud le profondità restano più contenute e permettono un approccio adatto anche a chi è alle prime armi.
In zona l’acqua è tendenzialmente calma per lunghi tratti e il fondale sabbioso dà vita ad aree ideali per osservare razze, murene e piccoli predatori. In estate aumenta la possibilità di incontrare lo squalo balena: un passaggio lento e imponente che taglia la superficie con movimenti regolari.
Le Daymaniyat sono un’Important Bird Area riconosciuta a livello internazionale. Le scogliere e le basse piattaforme rocciose sono la casa di colonie di sterne rosate, sterne bridled e gabbiani fuligginosi. La stagione riproduttiva richiama anche i falchi della regina, che controllano i promontori con una precisione quasi geometrica. I periodi più intensi vanno da primavera a inizio autunno, quando l’arcipelago diventa uno dei siti ornitiologici più interessanti del Golfo.
Escursioni in barca tra acque limpide e coste frastagliate
La navigazione attorno alle isole è un modo efficace per apprezzarne la struttura. Queste, infatti, presentano scogliere piatte, piattaforme calcaree e brevi archi naturali. Un alternarsi che crea un paesaggio essenziale, segnato solo da roccia e mare. La luce del mattino mette in evidenza il bianco poroso delle coste, mentre il pomeriggio esalta i contrasti tra acqua e superficie emersa. Alcune uscite prevedono soste in baie protette in cui nuotare in acque calme e trasparenti.
Osservazione delle tartarughe marine (e a volte anche nuoto)
Le spiagge delle Daymaniyat rappresentano uno dei principali siti di nidificazione dell’Oman. Da maggio a ottobre le femmine risalgono la sabbia per deporre le uova. Durante questi mesi lo sbarco non è permesso, però l’osservazione dalla barca rivela un’attività costante lungo i litorali. La stagione successiva alla schiusa genera un movimento sorprendente di piccoli che raggiungono il mare con uno sforzo che non concede pause. Le guide autorizzate gestiscono gli avvistamenti con rispetto e distanze obbligatorie.
Tra le Daymaniyat capita spesso di ritrovarsi affiancati da una tartaruga che sale in superficie per respirare e poi scivola di nuovo nel blu. L’incontro è possibile, ma regolato con attenzione. Le tartarughe qui non sembrano intimorite, ma nonostante questo mantengono le distanze. Talvolta si avvicinano e passano lente, lasciando qualche secondo sospeso che vale l’intera traversata dal continente. Basta restare fermi, lasciare che sia il mare a decidere l’incontro e non forzare nulla: è questo rispetto silenzioso a rendere il momento autentico.
La partenza più pratica è Al Mouj Marina, a Muscat. Da qui le barche autorizzate impiegano circa 40-50 minuti. Il permesso del Ministero dell’Ambiente è obbligatorio e viene gestito dai tour operator. Le regole limitano i gruppi a un massimo di dodici persone, con un tetto di permanenza che non supera i cinque giorni per chi pratica campeggio regolamentato. Le tariffe variano tra visitatori locali e stranieri, con costi più alti per chi non è residente. L’accesso diretto senza organizzazione non è previsto.
Quando andare alle isole Daymaniyat
La stagione più stabile va da ottobre ad aprile, con mare generalmente più tranquillo e temperature piacevoli. L’estate porta correnti più calde e un’attività maggiore degli animali marini, inclusi gli squali balena. Da maggio a ottobre le isole restano chiuse allo sbarco per proteggere la nidificazione delle tartarughe, però le attività in acqua e la navigazione sono comunque permesse. La scelta dipende quindi dall’esperienza desiderata: acque più fresche e calme nei mesi invernali, una concentrazione più alta di fauna in quelli estivi.
Novità in arrivo per i viaggiatori diretti nel Golfo: entro la fine del 2025 sarà possibile visitare sei Paesi, che offrono una varietà unica di paesaggi, tradizioni e attrazioni, con un solo visto elettronico. Un’iniziativa pensata per semplificare i viaggi e rafforzare l’attrattività turistica dell’area.
Si potrà iniziare il viaggio tra i grattacieli di Dubai, proseguendo tra le moschee storiche di Muscat, scoprendo l’eleganza moderna di Doha o lasciandosi incantare dal fascino millenario di Riyadh. Il tutto senza dover richiedere visti separati o affrontare lunghe trafile burocratiche.
Si consiglia di iniziare fin da subito a progettare l’itinerario nel Golfo, approfittando della crescente offerta di voli, tour guidati e pacchetti personalizzati pensati proprio per questo nuovo scenario di mobilità integrata. I portali turistici e gli operatori specializzati si stanno già attrezzando per offrire esperienze combinabili tra più Paesi, così da valorizzare al massimo questa nuova opportunità.
Un visto unico per sei destinazioni
Il Golfo si prepara a rivoluzionare il settore turistico con l’introduzione di un visto elettronico unico valido per tutti i Paesi membri del Gulf Cooperation Council (GCC): Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrain, Kuwait e Oman.
iStockSkyline di Gedda, Arabia Saudita
L’iniziativa, che entrerà in vigore entro la fine del 2025, è il frutto di anni di lavoro e cooperazione tra gli Stati dell’area, con l’obiettivo di rendere più fluido e attrattivo l’accesso ai viaggiatori internazionali.
Il nuovo visto elettronico sarà ispirato al modello europeo, previsto per i Paesi dell’Ue. Anche se i dettagli tecnici e politici sono ancora in fase di definizione, si prevede che la sua introduzione snellirà notevolmente le procedure di ingresso, facilitando l’organizzazione di viaggi combinati tra più destinazioni del Golfo.
Questo progetto rappresenta un cambio di paradigma: non più sei destinazioni separate, ma un’unica regione integrata dal punto di vista turistico. Una scelta strategica, pensata per posizionare l’area del Golfo come un vero e proprio hub internazionale per il turismo, capace di competere con le principali mete globali.
Un’opportunità per i viaggiatori e per l’economia turistica
L’introduzione del visto unico rappresenta un’opportunità significativa sia per i turisti che per gli operatori del settore. Per i viaggiatori, in particolare, si apre la possibilità di esplorare sei Paesi culturalmente affascinanti e paesaggisticamente diversi con un’unica pratica burocratica, abbattendo costi, tempi e complessità.
Dalle futuristiche metropoli come Dubai e Doha, fino ai paesaggi desertici e alle oasi storiche dell’Arabia Saudita o dell’Oman, l’intera area del Golfo potrà essere visitata come un unico itinerario integrato.
iStockSkyline di Dubai
Anche il settore turistico locale ne trarrà beneficio: tour operator, agenzie di viaggio, compagnie aeree e strutture ricettive potranno proporre pacchetti multi-destinazione, favorendo una permanenza più lunga e una maggiore spesa da parte dei turisti.
Il visto unico aiuterà inoltre a destagionalizzare i flussi, migliorare la distribuzione geografica dei visitatori e incentivare nuove collaborazioni tra gli operatori dei diversi Paesi del GCC.
I numeri dimostrano che il potenziale è enorme: nel 2023, l’area del Golfo ha attratto oltre 68 milioni di visitatori internazionali, con un aumento del 42% rispetto al 2019. La regione dell’Asia-Pacifico ha raffigurato la quota maggiore dei mercati turistici con il 38%, seguita da Medio Oriente (25,1%), Europa (22,9%), Africa (8,8%) e Americhe (4,3%).
Da viaggiatori assidui, tutti noi abbiamo delle preferenze quando si tratta di scegliere con chi volare. Le opzioni, in base alle destinazioni, possono essere diverse e i criteri che vengono considerati sono differenti: dai prezzi alla qualità del cibo offerto in volo, dalla reputazione della compagnia in termini di efficienza o puntualità alle regole riguardanti i bagagli.
Se siete curiosi di scoprire quali compagnie aeree offrono la migliore esperienza complessiva, vi basterà dare un’occhiata ai vincitori del Business Traveller Middle East (BTME), l’evento annuale organizzato dalla rivista omonima per premiare le eccellenze nel settore dei viaggi e del turismo.
Quest’anno, a portare a casa ben quattro premi, c’è la compagnia aerea Emirates, riconosciuta come la “Migliore compagnia aerea a livello mondiale” per il dodicesimo anno consecutivo, la “Migliore First Class”, la “Migliore Premium Economy Class” e la “Migliore Lounge Aeroportuale in Medio Oriente”.
Fonte: @EmiratesLa Premium Economy di Emirates a bordo del B777
Perché Emirates è la migliore compagnia aerea al mondo
Emirates è stata dichiarata la migliore compagnia aerea a livello mondiale e, da sempre, rappresenta una delle più amate dai viaggiatori. Le ragioni sono da ricercare sia nell’esperienza di lusso e comfort offerta che nei servizi, tra i quali la connettività wifi e un sistema di intrattenimento all’avanguardia a bordo con un massimo di 5.000 canali tra tv, film, musica e notizie.
Durante l’evento Business Traveller Middle East (BTME), la compagnia aerea con sede a Dubai si è distinta in ben quattro categorie. I suoi punti di forza sono la copertura e l’utilizzo di aerei moderni e aggiornati (entro la fine del 2025 servirà oltre 70 città in tutto il mondo con Boeing 777 e Airbus A380 rinnovati e nuovi A350) e l’esperienza sia in First Class che in quella Premium Economy.
L’esperienza di First Class garantisce il massimo del comfort con suite private completamente chiuse, caviale e champagne Dom Pérignon illimitati, pigiami idratanti di lusso, prodotti per la cura della pelle Byredo e prodotti per la doccia sostenibili Voya, nonché kit di cortesia Bulgari. Chi viaggia con la Premium Economy Class avrà invece spaziosi sedili reclinabili in pelle, kit di cortesia gratuiti su voli selezionati ed esperienze culinarie di alta qualità, il tutto accompagnato dal suo spumante esclusivo – Chandon Vintage Brut 2017.
Infine, è molto apprezzata anche l’esperienza a terra, dove le tre First Class Lounge presso l’aeroporto internazionale di Dubai offrono di tutto, da un’area commerciale duty-free premium dedicata a una ristorazione à la carte con una moltitudine di opzioni di menù, una spa Timeless con servizi gratuiti, una cantina e molto altro ancora.
Fonte: Ufficio StampaI premi vinti da Emirates come migliore compagnia aerea al mondo
Un brand amato da tutti i viaggiatori
Secondo alcune analisi, Emirates è tra i primi cinque marchi di compagnie aeree più preziosi al mondo e, grazie ai suoi servizi e all’esperienza offerta, è considerata una delle più amate dai viaggiatori. Il solido posizionamento del marchio si basa sul suo impegno a fornire prodotti e servizi di prim’ordine sia in volo che a terra soddisfacendo le esigenze dei viaggiatori.
Dall’Italia, la compagnia aerea Emirates vola verso tantissime destinazioni dagli aeroporti di Bologna, Milano, Roma e Venezia.
Una provincia, quella di Brescia, che in tema di turismo è sempre più cosmopolita, raffinata e ricercata. È questa l’immagine emersa al convegno ‘Turismi emergenti in provincia di Brescia, opportunità di sviluppo da Nord America e Medio Oriente‘, organizzato da Visit Brescia. Ai lavori è intervenuta l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione LombardiaBarbara Mazzali, con i presidenti di Visit Brescia Eugenio Massetti, e della Camera di CommercioRoberto Saccone. Tra i partecipanti anche l’economista e storico Giulio Sapelli.
A Brescia turismo di qualità in crescita
“La provincia di Brescia – ha affermato Mazzali – non è più una sorpresa, è una certezza. I numeri confermano una crescita costante, ma quello che più colpisce è il salto qualitativo. Chi sceglie Brescia non lo fa solo infatti solo per i suoi laghi o le sue montagne, ma per un’offerta culturale, enogastronomica e artigianale di altissimo livello”.
I dati del 2024
Nel 2024, infatti, la provincia ha registrato oltre 9 milioni di pernottamenti da parte di turisti stranieri, con una quota estera pari al 73% del totale. Gli arrivi internazionali hanno rappresentato il 60,5% degli ingressi complessivi, per un totale di circa 2 milioni di visitatori.
“Questo territorio – ha sottolineato l’assessore – sa accogliere con autenticità e con stile. I visitatori cercano emozioni, non solo luoghi, e qui le trovano. Dai riflessi del lago di Garda alla spiritualità della Valle Camonica, dalle eccellenze dell’arte alla maestria delle manifatture, Brescia è una destinazione che racconta l’Italia più vera, e al tempo stesso più sofisticata”.
Una provincia, quindi, che piace sempre di più, non solo ai turisti tedeschi, che rappresentano ancora il 47% delle presenze internazionali ma anche a viaggiatori che provengono da ogni parte del mondo.
Nuovi mercati
“Oggi – ha evidenziato Mazzali – si affacciano con forza nuovi mercati ad alto valore, come quelli provenienti dal Medio Oriente e dall’Asia. Emirati Arabi, Kuwait, Qatar, Hong Kong, Cina e Kazakistan sono tra i Paesi più dinamici in termini di presenze e capacità di spesa. Questi turisti dispongono di elevata capacità di spesa, e sono attratti dal Made in Italy più prezioso: moda, gioielleria, design”.
“Il turismo del lusso – ha ribadito – trova così una ‘nuova casa’. Anche qui infatti si sta affermando con forza il ‘shopping tourism’, che porta con sé economia, lavoro e nuove opportunità. Il Bresciano sa essere accogliente e elegante, un luogo ideale per chi cerca esperienze esclusive ma autentiche”.
Accoglienza di qualità
L’assessore ha poi rivolto un messaggio diretto agli operatori locali. “Questa – ha concluso – è un’occasione da cogliere: serve una rete pronta, capace di rispondere con servizi su misura, accoglienza di qualità, storytelling territoriale. Unire il valore dell’offerta a quella capacità di comunicare emozioni, sarà sicuramente il volàno per far diventare Brescia una delle capitali italiane del turismo internazionale di alta fascia”.
L’Isola di Hormuz, adagiata proprio nel cuore del Golfo Persico, in Iran, è un luogo di straordinaria bellezza naturale, caratterizzato da spiagge e formazioni rocciose dai colori surreali, ma non solo: tra i fenomeni più affascinanti che si possono osservare in questa destinazione, infatti, vi sono le cascate rosso sangue, un evento naturale che ha recentemente catturato l’attenzione del web grazie a spettacolari video diventati virali.
Ma cosa causa questo straordinario effetto visivo in questo splendido angolo di natura? Scopriamolo insieme.
Cosa sono le cascate rosso sangue dell’Isola di Hormuz
Le cascate rosso sangue dell’Isola di Hormuz non sono veri e propri corsi d’acqua permanenti, bensì flussi temporanei di acqua piovana (proprio per questo, dunque, non sempre osservabili) che assumono una peculiare colorazione rossastra. Questo fenomeno si verifica quando le precipitazioni scorrono sulla terra che in quel luogo è oltremodo ricca di ossidi di ferro, dilavando il terreno e tingendo l’acqua di un intenso rosso rubino. Il risultato è un effetto visivo sorprendente, che richiama l’immagine di un fiume di sangue che scorre lungo la superficie dell’isola in Iran.
L’isola di Hormuz è infatti definita come un diapiro di sale, una formazione geologica che si distingue per la presenza di antichi depositi di roccia sedimentaria e di un nucleo di salgemma. Oltre agli ossidi di ferro, responsabili come già detto della colorazione rossa del suolo e delle acque, il territorio presenta anche una varietà di minerali che contribuiscono alla sua particolare conformazione.
L’Isola di Hormuz si trova nel sud dell’Iran, all’ingresso dello Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più strategiche al mondo. Con una superficie di circa 42 km², l’isola appartiene alla provincia di Hormozgan ed è celebre per i suoi paesaggi spettacolari, tra cui le celebri Spiagge Rosse, che condividono la stessa origine geologica delle cascate rosso sangue.
Dall’alto, l’isola appare come una macchia colorata immersa nel blu del Golfo Persico, con sfumature che vanno dal rosso intenso al bianco del sale e al giallo dorato delle sue rocce. Il contrasto tra la terra e il mare crea uno scenario mozzafiato che attira ogni anno viaggiatori e fotografi da tutto il mondo.
Il fenomeno delle cascate rosso sangue
Come già accennato, dunque, il processo alla base delle cascate rosso sangue è del tutto naturale e trova la sua spiegazione nella composizione del suolo di Hormuz. Gli ossidi di ferro presenti nelle rocce e nella sabbia si dissolvono nell’acqua piovana, conferendo alla corrente il tipico colore rosso vivo. Questo fenomeno non è esclusivo dell’Iran: un caso simile si verifica anche in Antartide, dove le celebri Blood Falls presentano un effetto visivo molto simile, generato dall’acqua ricca di ferro che sgorga dai ghiacciai.
Oltre ad avere un impatto visivo straordinario, il terreno ricco di ossidi di ferro dell’Isola di Hormuz ha trovato applicazione in diversi ambiti. L’ocra rossa locale, chiamata golak, viene utilizzata per scopi industriali, cosmetici e persino alimentari. Tuttavia, alcuni studi hanno evidenziato la presenza di metalli pesanti nel suolo, sottolineando la necessità di monitorarne l’uso per garantire la sicurezza alimentare.
Pronti a partire per un viaggio dove il moderno convive con la tradizione, dove il mare si unisce al deserto e la cultura si accompagna al lusso e allo shopping sfrenato? Voliamo a Doha, la capitale del Qatar, che sia in occasione di un breve stopover durante un viaggio dall’altra parte del mondo o per una vacanza alla scoperta delle affascinanti terre affacciate al Golfo Persico, comprese Dubai e Abu Dhabi.
Dalla vista sul suggestivo skyline con grattacieli futuristici ai souq dove comprare diversi souvenir, fino ai suoi paesaggi naturali incontaminati, scopri cosa vedere a Doha, la città più popolosa degli Emirati Arabi che offre ai curiosi tantissime sorprese.
Il centro storico, tra cultura, religione, modernità e tradizione
Le moschee
Le moschee sono al centro della cultura di Doha e degli Emirati Arabi in generale. Si tratta di luoghi che lasciano a bocca aperta per la loro maestosità, come la moschea Imam Muhammad bin Abdul Wahhab, la più grande del Qatar, capace di ospitare fino a 30.000 persone. Dall’alto di una collina, quest’opera architettonica che unisce tradizione e modernità domina la città. Tutti possono visitarla, anche i non musulmani, prestando sempre attenzione a seguire le regole sull’abbigliamento e sugli orari di apertura.
Più piccola, ma non per questo meno affascinante, è la moschea del Fanar, che sorge proprio nella piazza davanti al Souq Waqif, in centro città. Ad attirare particolarmente l’attenzione è il suo minareto a spirale, che appare uguale da qualsiasi prospettiva lo si ammiri. Fa parte del Centro culturale islamico Al-Fanar Abdulla Bin Zaid Al Mahmoud, nome dato in onore del famoso studioso e fondatore del sistema giudiziario del Qatar. Non solo moschea e preghiere, in questo importante luogo cittadino si tengono anche numerosi eventi educativi e sociali.
Le Corniche, il lungomare di Doha
Lo skyline della città si staglia sul mare in uno dei punti più suggestivi da cui ammirarlo: le Corniche. Un lungomare con un grande viale pedonale di 7 km sul quale passeggiano lentamente local e turisti, ammirando scorci meravigliosi dall’alba al tramonto. Qui sono tanti i locali e ristorantini in cui poter deliziare il palato con specialità locali. Quando cala il buio, poi, le Corniche si trasformano in un ottimo punto di riferimento per la vita notturna.
Da ammirare, lungo il tragitto che collega il Museo Nazionale del Qatar al quartiere di West Bay, è il Pearl Monument, un’enorme scultura che raffigura una grande conchiglia che contiene una perla. Una celebrazione del passato di Doha, la cui economia era incentrata sulla pesca delle perle. Lungo il porto, inoltre, sono ormeggiate decine di antiche navi in legno (dhow), un tempo utilizzate per la pesca, una delle poche testimonianze del passato all’interno di questa città ultramoderna.
Fonte: iStockPearl Monument a Doha, lungo le Corniche
I musei
Dopo una passeggiata sul lungomare, si può andare alla scoperta della storia e della cultura locale visitando alcuni dei più importanti musei cittadini. Da non perdere il Museum of Islamic Art (MIA), situato su una piccola isola artificiale collegata alle Corniche. Nel Museo d’Arte Islamica si esplorano 14 secoli di storia con tantissimi artefatti islamici provenienti da tutto il mondo, oltre a una magnifica libreria che vanta un tesoro di 21 mila libri.
A poca distanza, sorge il Museo Nazionale del Qatar, altra tappa imprescindibile durante un viaggio a Doha. La sua struttura è inconfondibile, con linee morbide che ricordano una rosa del deserto. Reperti archeologici, manoscritti, antichi costumi e fotografie, riempiono di millenni di storia i 40 mila metri quadri del museo. Tra i tesori esposti, troverete il Corano di Al Zurbarah e il Tappeto di perle di Baroda, composto da più di 1 milione di perle, intrecciate con diamanti, rubini, zaffiri e smeraldi immersi nell’oro.
Se siete interessati ad esplorare l’arte moderna del mondo arabo (dal 1840 fino ai giorni nostri), invece, consigliamo l’Arab Museum of Modern Art, sitauto nell’Education City. Nel quartiere Msheireb Downtown Doha, invece, si trovano i Msheireb Museums: 4 edifici tradizionali in cui scoprire il passato del Paese, la storia legata alla schiavitù e alla più recente industria petrolifera.
I quartieri moderni e stravaganti
Doha è una città in continua evoluzione e proiettata verso il futuro: nuovi quartieri moderni sorgono continuamente e fanno a gara a qual è il più spettacolare. Tra quelli da vedere sicuramente, troviamo The Pearl: una grande isola artificiale composta da altri 3 quartieri, dove lusso e divertimento ricordano il Palm Jumeirah di Dubai. Si trova a 11 km a nord rispetto alle Corniche di Doha. La zona più curiosa? Il Qanat Quartier, ispirato all’intramontabile Venezia: qui potrete passeggiare e fare shopping tra le casette colorate affacciate ai canali attraversati dai tipici ponticelli.
A poca distanza si trova anche il quartiere Katara Cultural Village, un mix perfetto tra di storia, arte, religione, divertimento, cucina e mare. Qui c’è tutto: centro commerciale, teatro d’opera (Katara Opera House), spiagge, ristoranti e locali, diversi musei e una moschea.
Souq e luoghi dello shopping
Doha è anche sinonimo di shopping sfrenato, sia nei negozi lussuosi e moderni, sia nei più tradizionali souq. Il più celebre di questi è il Souq Waqif, che spicca come elemento legato all’anima più antica di Doha rispetto ai grattacieli e agli alti palazzi futuristici. Qui si possono acquistare colorati e profumati souvenir, dai tappeti variopinti alle spezie, dai gioielli alle ceramiche. Si passa poi al “mercato dei falchi”, il Falcon Souq, cdove poter ammirare diversi esemplari di questi volatili tra un negozietto di souvenir e altri che vendono oggetti e gioielli d’oro.
Per gli amanti del lusso, invece, nel quartiere di Katara si trova la Galleria La Fayette, in cui trovare capi d’alta moda, accessori, cosmetici e gioielli. Ma tante altre boutique si trovano anche lungo la celebre 21 High Street, nello stesso quartiere.
Mare e deserto, dove la natura non ha confini
Doha ha due anime: quella cittadina, moderna ma sempre legata alla tradizione, e quella naturale, divisa tra due elementi opposti, l’acqua e il sole, che formano paesaggi bellissimi, il mare e il deserto.
La città sorge su una laguna affacciata al Golfo Persico e riserva splendide spiagge in cui rilassarsi baciati dai caldi raggi solari. Tra le più belle troviamo West Bay Beach, sulla quale si affaccia il quartiere degli affari. È adatta a tutti, visto che ha diversi servizi e attrazioni per adulti e bambini. Presente anche una rampa di accessibilità per aiutare le persone con problemi di mobilità ad accedere all’acqua.
A poca distanza si trova invece Katara Beach, proprio di fronte al quartiere Katara Cultural Village, dove poter passare piacevoli momenti di relax e cimentarsi in sport d’acqua adrenalinici.
Fonte: iStockKatara Beach al tramonto, Doha
Un altro angolo di paradiso è rappresentato da Banana Island a poca distanza dall’aeroporto. “Maldive del Qatar” è il suo soprannome, ed effettivamente tutto ricorda queste isole paradisiache. Nonostante sia occupata quasi interamente da un resort, tutti possono accedere alla sua spiaggia acquistando un biglietto d’ingresso giornaliero.
Spostandosi di pochi km a sud da Doha, fuori dal contesto cittadino, si trovano altre splendide mete come Al Wakra Beach, Simaisma Beach e Al Thakhira Beach. Quest’ultima è caratterizzata da una rigogliosa foresta di mangrovie da esplorare pagaiando su un kayak.
E dopo l’immersione in mare, vi aspetta la scoperta dei territori desertici del Qatar con escursioni a bordo di auto 4×4 o trasportati dai cammelli. Non mancano le avventure anche nel deserto, come le divertenti discese dalle dune con la sandboard. Da raggiungere è anche la Riserva naturale di Khor Al-Adaid. Qui uno stretto canale forma un mare interno abbracciato dal deserto: un vero spettacolo della natura.
Non è ancora così costruito come Dubai. Non è ancora così famoso per l’arte come Abu Dhabi. Non ha ancora spiagge così attrezzate come Ajman. L’Emirato arabo di Sharja (o Sharjah) è il meno conosciuto di tutti, ma i turisti stanno iniziando ad arrivarci. Scelto come Capitale della cultura araba già nel 1998, Sharja si trova lungo la costa del Golfo Persico, lontano dalle alte temperature del deserto. L’Emirato è il terzo più grande e più popoloso tra i sette Emirati arabi uniti.
Moderno nel nuovo skyline, ma anche antico per i suoi edifici storici, vivace per chi ama vivere la notte, ma tranquillo per chi cerca relax sulla spiaggia, Sharja sta diventando una meta molto interessante per i viaggiatori che cercano nuove destinazioni di medio raggio, a meno di un’ora da Dubai e a mezz’ora da Ras Al Khaimah.
Sharja City, cosa vedere nella Capitale
La Capitale, Sharja (o Sharja City), dà il nome anche all’Emirato e, fondata intorno all’anno 3.000 a.C., è una delle più antiche città dell’UAE (United Arab Emirates). Da sempre, la sua anima è il commercio, ma delle Capitali dei sette Emirati è quella più amante dell’arte e della musica. In città ci sono diversi siti culturali da visitare, primo fra tutti il Museo dell’arte islamica ricavato in un antico suq, poi c’è il Sharja Heritage Museum che racconta la storia dell’Emirato, e il Maritime Museum che ospita delle antiche imbarcazioni di legno. Da non perdere è anche la moschea Al Noor.
Fonte: 123RFLa moschea di Sharja
Il waterfront Al Majaz di Sharja City è il centro nevralgico della città ed è in una fase di grande trasformazione. Stanno sorgendo nuove attrazioni per i giovani e le famiglie, giardini e ristoranti. Al centro dell’intera area c’è una grande fontana famosa per i suoi giochi di luci e suoni che attirano i visitatori al calar della sera. Si possono noleggiare le biciclette, imbarcarsi su una dhow – la tipica barca mediorientale – per ammirare il tramonto o assistere a un concerto nell’anfiteatro ricavato su una penisola al largo della costa.
Come in tutti gli Emirati arabi uniti, anche a Sharja fare shopping conviene. Tanto più che la città ospita il suq più antico dell’UAE, da sempre luogo di incontro dei beduini che vi arrivavano con i loro cammelli. Oggi, l’edificio è stato completamente rinnovato ed è circondato da parcheggi per le auto, ma i manufatti che si trovano nelle botteghe mantengono ancora lo stesso fascino di una volta. Si possono acquistare stoffe, spezie e oro a prezzi piuttosto convenienti.
Fonte: 123RFIl sontuoso palazzo del parlamento di Sharjah
Cosa vedere nell’Emirato di Sharja
Parte dell’Emirato di Sharja si estende verso l’entroterra desertico. Il Rubʿ al-Khālī, il secondo deserto sabbioso più grande al mondo (mille chilometri per 500, circa) oltre a essere disabitato è ancora in gran parte inesplorato. Le sue splendide dune sono alte anche 300 metri.
Fonte: 123RFA Sharja c’è il secondo deserto sabbioso più grande al mondo
Le spiagge di Sharja
Le spiagge di Sharja hanno tutto per diventare la prossima meta delle vacanze al mare. Lunghe distese di sabbia affacciate sul mare turchese del Golfo Persico che arrivano fino al confine con l’Emirato di Ajman. Tra le spiagge più note ci sono Al Khan Beach, la spiaggia pubblica di Sharja nonché una delle più frequentate dai turisti, e Al Corniche, che ha ottenuto la Bandiera Blu ed è celebre per le sue acque cristalline.
Fonte: 123RFLe spiagge più belle dell’Emirato di Sharja
Le spiagge più belle si trovano lungo la costa Est e sono raggiungibili in auto. Prima fra tutte, l’Enclave Nahwa, una caletta nascosta tra le rocce di un wadi all’ombra di lussureggianti palme da dattero che appartengono già all’Oman. Un tempo vi era anche un villaggio ormai abbandonato. Bellissima è anche la lunga baia di Khorfakkan, costeggiata dalle formazioni rocciose delle montagne dell’Hajar, sulla quale si affiano i primi resort costruiti nell’Emirato.
Come arrivare a Sharja
L’Emirato di Sharja è raggiungibile con voli diretti della compagnia low cost Air Arabia dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio e con Turkish Airlines da Istanbul. Spesso Sharja è considerata un semplice stop-over durante i viaggi verso l’estremo Oriente. Invece, il piccolo Emirato merita una sosta prolungata e una vera e propria vacanza.