Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
Hier — 16 septembre 2026Flux principal

La Toscana apre le porte dei suoi luoghi più segreti: torna la Terra dei 100 Castelli

16 septembre 2026 à 14:00

Ci sono luoghi della Toscana che raccontano storie antiche e che, per gran parte dell’anno, rimangono lontani dai percorsi turistici più conosciuti. Sono castelli, fortezze, torri, pievi e dimore storiche disseminati nel territorio di Massa-Carrara, protagonisti dal 17 al 20 settembre 2026 di una nuova edizione de “La Terra dei 100 Castelli“. Quattro giorni di aperture straordinarie, visite guidate ed esperienze per andare alla scoperta di un patrimonio che conta quasi cento castelli e che comprende anche strutture normalmente non accessibili al pubblico o visitabili solo in rare occasioni.

L’iniziativa è promossa dall’Istituto Valorizzazione Castelli con il contributo della Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest e coinvolge sempre più Comuni, proprietari privati, Pro Loco, associazioni, operatori turistici e realtà culturali. Il supporto di Sigeric, cooperativa specializzata nella valorizzazione turistica della Lunigiana e della provincia, contribuisce inoltre alla costruzione di itinerari, visite ed esperienze capaci di mettere in relazione il patrimonio storico con il paesaggio locale.

Dai castelli Malaspina alle fortezze: i luoghi da scoprire

Il programma permette di scegliere tra numerose aperture distribuite nei diversi comuni della provincia. Tra gli appuntamenti spicca il Castello del Piagnaro di Pontremoli, visitabile dal 17 al 20 settembre dalle 10 alle 18:30, con ultimo ingresso alle 17:30. Il 20 settembre, alle 21:30, sarà inoltre teatro di un concerto di MutaMenti Liliana Sommariva.

Sempre dal 17 al 20 settembre aprirà le porte il Castello Malaspina di Fosdinovo, con visite in diversi orari della giornata (ore 11,12,15,16,17 e domenica anche alle ore 18) e prenotazione consigliata mentre a Massa sarà possibile entrare nella Villa della Rinchiostra, dove sono previste visite guidate ogni ora (giovedì dalle 9 alle 13; venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 19) e l’accesso alla mostra temporanea “Astratto organico” posta al primo piano della Villa.

Il 17 settembre sarà aperto il Castello di Comano con visita guidata alle 18, apericena alle 19 e musica alle 21:30.

Il 18 settembre sono in programma visite alla Pieve di Codiponte (alle ore 16), al Castello di Pontebosio (alle 17:30), con aperitivo incluso, e al Castello di Avenza sulla Via Francigena (alle 15:15).

Il 19 settembre il programma prevede visite guidate al Castello di Bagnone (alle ore 11), al Castiglione del Terziere (alle 9:30 e alle 11), al Castello di Moneta (alle 15), al Castello di Pallerone (alle ore 15), al Castello Malaspina della Verrucola (alle 11) e alla Pieve di Montedivalli (alle ore 17).

Il Castello di Lusuolo, la Fortezza della Brunella e la Torre di Mulazzo saranno aperti sia il 19 che il 20 settembre con diversi orari.

Il 20 settembre sarà invece possibile visitare il Castello Aghinolfi di Montignoso, aperto dalle 10 alle 18 senza prenotazione, oltre al Castello Malaspina di Monti e al Castello di Bastia.

Per molte visite la prenotazione sarà obbligatoria quindi si consiglia di consultare il sito ufficiale dell’Istituto Valorizzazione Castelli per avere informazioni precise a riguardo.

Torna la Terra dei 100 Castelli in Toscana
Ufficio Stampa
Castello di Comano

Non solo castelli: bici, borghi segreti e musica

La Terra dei 100 Castelli amplia il racconto del territorio anche attraverso proposte dedicate al turismo attivo. Tra queste ci sono Filattiera Segreta, visita guidata in programma il 18 settembre, e due itinerari “Pedala e gusta”: il primo nelle Terre dello Spino Secco, tra Mulazzo e Tresana, e il secondo lungo la Ciclovia dei Castelli, tra Filattiera, Bagnone e Villafranca in Lunigiana. Entrambi prevedono percorsi in bicicletta abbinati alla scoperta del territorio e delle sue tradizioni.

Per informazioni e prenotazioni scrivere a info@sigeric.it.

A completare il programma ci sono anche gli appuntamenti musicali, con concerti ospitati in alcuni dei luoghi storici coinvolti nell’iniziativa.

Oltre all’evento di MutaMenti del 20 settembre al Castello del Piagnaro di Pontremoli, si potrà ascoltare musica anche al Castello di Comano il 17 settembre con MutaMenti Nascente Trio e al Castello Malaspina di Monti il 18 settembre con MutaMenti Max De Aloe.

Il programma completo di orari si trova sul sito ufficiale dell’evento.

In Toscana arriva un evento magico: la Terra dei 100 Castelli
Ufficio Stampa
Castello di Pontebosio

À partir d’avant-hierFlux principal

Castelli Aperti in Piemonte, viaggio tra dimore storiche, torri e musei

12 septembre 2026 à 09:00

Domenica 13 settembre l’appuntamento con Castelli Aperti, una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio storico, artistico e architettonico delle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara e Torino e propone un totale di 56 aperture tra castelli, ville, palazzi, musei, torri e borghi.

Il programma permette così di costruire itinerari molto diversi tra loro, dalle dimore storiche delle Langhe e del Canavese fino ai centri fortificati del Monferrato, passando per musei e antiche residenze nobiliari.

Tra castelli e borghi nella provincia di Alessandria

La provincia di Alessandria propone un ricco programma in cui le architetture storiche si alternano a musei e borghi del Monferrato. Ad Acqui Terme, per esempio, il Castello dei Paleologi ospita il Civico Museo Archeologico e consente di affiancare alla visita la scoperta delle testimonianze archeologiche del territorio. L’apertura è prevista dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, con ingresso a 4 euro.

Da non perdere poi la Tenuta Castello di Razzano, ad Alfiano Natta, dove visitare il Museo Artevino e le cantine dedicate all’invecchiamento, e il Castello di Piovera, aperto nel pomeriggio con visite guidate su prenotazione dalle 14.30 alle 18.30, e ingresso a 13 euro. Se preferite un’esperienza legata ai borghi, Ozzano Monferrato propone invece un percorso libero negli spazi esterni del centro storico, accompagnato da un’audioguida accessibile tramite QR Code.

Le aperture tra Asti e il paesaggio del Monferrato

Anche l’Astigiano porta nel circuito torri, castelli e testimonianze della storia locale: tra gli altri, a Castagnole delle Lanze, la Torre del Conte Ballada di Saint Robert dona l’occasione di ammirare il suggestivo panorama dall’alto, con apertura dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. La salita costa 3 euro, mentre è prevista anche una formula da 8 euro che comprende un calice di vino.

A Castelnuovo Calcea, invece, l’area dell’antico castello è accessibile gratuitamente per tutta la giornata, dalle 10 alle 19. Tra le numerose proposte spicca poi il Castello di Rorà a Costigliole d’Asti, che domina il centro storico e sarà aperto sia al mattino sia nel pomeriggio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, con ingresso a 5 euro.

Biella, dalle dimore storiche al Ricetto di Candelo

Nel Biellese l’appuntamento permette di alternare palazzi storici e borghi fortificati: a Biella, Palazzo Gromo Losa sarà aperto dalle 10 alle 19 e ospiterà la rassegna “Fatti ad Arte” insieme alla mostra “Tutto rose e fiori” di Elham M. Aghili, visitabile fino al 18 ottobre 2026. L’ingresso ha un costo di 7 euro.

Un’altra dimora storica visitabile è Palazzo La Marmora, aperto dalle 15 alle 19 con possibilità di visita libera o accompagnata; nel programma compare inoltre il Ricetto di Candelo, celebre borgo fortificato medievale in cui passeggiare liberamente oppure con visite guidate disponibili su richiesta.

Nelle Langhe tra Barolo, Manta e Serralunga

È davvero ricca la proposta della provincia di Cuneo, dove il percorso di Castelli Aperti incontra alcuni dei paesaggi storici più riconoscibili delle Langhe. Ad esempio, a Barolo, il Castello Falletti ospita il WiMu – Wine Museum, dedicato alla cultura e alla storia del vino: sarà aperto dalle 10.30 alle 19, con ingresso intero di 9 euro.

Altre meraviglie sono il Castello della Manta, che vanta i pregevoli affreschi della Sala Baronale, aperto dalle 10 alle 18, e il Castello di Serralunga d’Alba, che propone svariati turni di visita guidata nell’arco della giornata. Il primo ha un ingresso di 11 euro, mentre per Serralunga il costo è di 6 euro.

A completare il panorama le proposte di Saluzzo, dove il pubblico può visitare la Castiglia, antica fortezza dei marchesi, oltre a Casa Cavassa, alla Torre Civica e alla Pinacoteca Olivero.

Dal Novarese al Canavese

Il circuito raggiunge poi la provincia di Novara, con aperture che includono dimore storiche e luoghi dedicati all’arte: a Oleggio Castello, il Castello Dal Pozzo sarà visitabile al mattino con visita guidata e prenotazione obbligatoria, al costo di 15 euro. A Vacciago di Ameno, la Fondazione Antonio e Carmela Calderara propone invece visite libere gratuite dalle 15 alle 18.

Nel Torinese, infine, l’itinerario guarda soprattutto al Canavese e alle dimore storiche: ad Agliè, Villa Il Meleto, legata alla figura di Guido Gozzano e al paesaggio canavesano, sarà aperta dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 19, con ingresso a 8 euro mentre a Caravino il Castello e Parco di Masino consentirà di visitare la residenza storica insieme al grande parco, dalle 10 alle 18, con ingresso di 15 euro e accesso gratuito per gli iscritti FAI.

A Piossasco, Casa Lajolo abbina invece l’apertura alla Festa degli Orti, in programma proprio domenica 13 settembre. Il calendario torinese comprende inoltre il Castello delle Quattro Torri di Arignano e il Castello di Pralormo visitabile con guida dalle 10 alle 18.

Ferrara conquista il Guardian con arte rinascimentale, tradizione gastronomica e ritmi lenti

10 septembre 2026 à 07:30

Ci sono città italiane che conquistano per i grandi monumenti e quelle che, invece, sorprendono proprio per la possibilità di scoprirle senza fretta. Ferrara, in Emilia-Romagna, appartiene alla seconda categoria e il suo fascino ha attirato anche l’attenzione del Guardian, che l’ha inserita tra le destinazioni europee più interessanti per chi cerca brevi soggiorni lontano dalle mete più affollate.

Qui l’Italia sembra quasi avere il volume abbassato: le strade sono tranquille, le biciclette diventano un modo naturale per muoversi e l’arte rinascimentale può essere ammirata con maggiore calma. Un’atmosfera che permette di vivere la città non soltanto attraverso i suoi monumenti, ma anche seguendo ritmi più lenti e assaporando la piacevole quotidianità.

Ferrara, il fascino del Rinascimento

L’incredibile cuore del fascino di Ferrara si trova innanzitutto nel suo patrimonio storico e artistico. La città conserva infatti una straordinaria eredità rinascimentale, che si inserisce armoniosamente nell’impianto urbano e nelle sue architetture in mattoni e terracotta.

Tra i luoghi simbolo spicca il Palazzo dei Diamanti, uno degli edifici più riconoscibili della città grazie alla caratteristica facciata decorata da migliaia di bugne a forma di diamante. La visita può trasformarsi in un’esperienza particolarmente piacevole proprio quando l’affluenza è contenuta: entrare nelle sue sale quasi deserte consente di soffermarsi sulle opere d’arte e cogliere con maggiore attenzione i dettagli del patrimonio ferrarese. Il Palazzo dei Diamanti è uno spazio espositivo che ospita diverse mostre temporanee di arte antica e moderna.

Ma per respirare davvero l’atmosfera della città bisogna anche allontanarsi dai luoghi più celebri e perdersi tra le strade del centro storico.

Via delle Volte, con i suoi caratteristici passaggi sospesi, la pavimentazione in acciottolato e l’atmosfera medievale restituisce immediatamente quella sensazione di una Ferrara autentica e raccolta che ha conquistato il Guardian. Le mattine in città possono iniziare proprio in questa zona, passeggiando tra le stradine ancora tranquille e lasciandosi accompagnare dal profumo dei dolci appena sfornati.

In bicicletta tra le mura e i sapori della tradizione

Uno degli aspetti che rendono Ferrara particolarmente adatta a un viaggio lento è il modo in cui si presta a essere esplorata in bicicletta. Pedalare permette di attraversare il centro storico senza fretta e di raggiungere anche le zone che circondano l’antico nucleo urbano.

Al tramonto, un itinerario ideale può seguire le mura di terracotta, che raccontano la storia della città e offrono un punto di vista diverso sul suo patrimonio architettonico. Il ritmo diventa quello della pedalata, tra scorci tranquilli e angoli in cui fermarsi per una pausa.

E dopo aver esplorato il cuore di Ferrara, arriva il momento di scoprirne anche la tradizione gastronomica. Nelle piccole trattorie locali si possono assaggiare i cappellacci di zucca, uno dei piatti più rappresentativi della cucina ferrarese: pasta fresca ripiena di zucca, spesso accompagnata da condimenti capaci di valorizzarne il gusto delicato.

È proprio questa combinazione tra arte, bicicletta, strade silenziose e cucina locale a rendere Ferrara una destinazione capace di far rallentare il viaggio, trasformando anche un breve soggiorno in un’esperienza da assaporare con calma.

Ferrara elogiata dal Guardian
iStock
Via Giuseppe Mazzini di Ferrara

A tutto vapore, un treno storico festeggia 140 anni e viaggia da Novara a Varallo

8 septembre 2026 à 14:02

Le carrozze d’epoca di recente sono tornate in voga e fanno viaggiare i viaggiatori, che intraprendono così un vero salto nel tempo tra sbuffi di vapore e paesaggi… Piemontesi. Stavolta infatti vi portiamo lungo la storica linea ferroviaria Novara-Varallo, che compie 140 anni e per l’occasione torna protagonista con un fine settimana speciale dedicato alla storia e alla cultura ferroviaria.

Sabato 12 e domenica 13 settembre 2026 un treno storico a vapore collegherà Novara a Varallo Sesia, attraversando il territorio della Valsesia e riportando sui binari un’atmosfera d’altri tempi. L’iniziativa, organizzata da Fondazione FS Italiane insieme al Museo Ferroviario Valsesiano e al Comune di Varallo Sesia, non sarà soltanto un viaggio in treno: l’arrivo a Varallo darà il via a una serie di appuntamenti tra esposizioni, incontri, visite guidate e iniziative dedicate ai 140 anni della linea.

Treno storico a vapore da Novara a Varallo

Il protagonista assoluto delle celebrazioni sarà un convoglio storico trainato dalla locomotiva a vapore FS Gr. 880, con carrozze Centoporte degli anni Trenta e bagagliaio. Il treno partirà dalla stazione di Novara alle 9.50, raggiungendo Varallo Sesia alle 12.00, per un percorso che permette di riscoprire una delle linee ferroviarie storiche del Piemonte. La destinazione ha valore anche dal punto di vista paesaggistico: la stazione di Varallo si trova infatti ai piedi del Sacro Monte, inserito in un contesto di grande interesse storico e naturalistico. Il viaggio diventa così parte di un’esperienza più ampia alla scoperta della Valsesia.

A Varallo il programma proseguirà per tutta la giornata con un’esposizione di cimeli ferroviari, diorami e modelli, un percorso fotografico dedicato alla storia della linea e la presenza delle carrozze storiche Centoporte. Sarà inoltre possibile assistere all’esposizione della locomotiva a vapore sul piazzale della stazione e sulla piattaforma girevole. Non mancheranno incontri e presentazioni dedicate alla storia della ferrovia, oltre a momenti di intrattenimento e una degustazione organizzata dal Museo Ferroviario Valsesiano in collaborazione con il Comune di Varallo. Nel pomeriggio è prevista anche una visita guidata al centro storico di Varallo, dalle 14.00 alle 16.00.

Date, orari e biglietti

Il viaggio speciale sulla Novara-Varallo è in programma sia sabato 12, che domenica 13 settembre 2026. In entrambe le giornate il treno storico partirà da Novara alle 9.50, con arrivo a Varallo Sesia alle 12.00.

Il biglietto per l’andata o per il ritorno costa 17,50 euro per gli adulti, mentre la tariffa ridotta per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti è di 8,75 euro. I bambini da 0 a 4 anni non compiuti viaggiano gratuitamente. La tariffa indicata si riferisce a una singola tratta. I biglietti sono acquistabili attraverso i canali Trenitalia, comprese le biglietterie e le self-service presenti nelle stazioni, oltre alle agenzie di viaggio abilitate. La vendita è stata aperta il 29 agosto.

Il Malloppo, le location della commedia con Diego Abatantuono sono vere chicche rinascimentali

3 septembre 2026 à 17:00

Diego Abatantuono torna al cinema in una commedia tutta italiana diretta da Volfango De Biasi e che vede nel cast, tra gli altri, Mago Forest e Max Angioni. Anche le location di Il Malloppo, questo il titolo della pellicola nelle sale dal 3 settembre 2026, trasudano italianità: il film, in cui non mancano gag, equivoci e malintesi così tipici della comicità nostrana, è stato girato infatti nel centro storico di una delle più belle città rinascimentali italiane tra palazzi, parchi, edifici sacri e luoghi cult per il cinema e la letteratura tricolori.

Di cosa parla

Diego Viani, il personaggio di Diego Abatantuono, negli Anni Ottanta è stato un rapinatore famoso per i suoi colpi “a mano disarmata”. Da tempo, però, ha cambiato vita e aperto un’osteria a Ferrara. Un giorno il passato di Diego si ripresenta nelle vesti di Salamandra, il suo vecchio complice, che lo accusa di essere scappato con il malloppo dell’ultimo colpo: cinque miliardi di lire in lingotti d’oro.

Quando l’uomo viene ritrovato morto tutti si convincono che ad ammazzarlo sia stato Diego, soprattutto il commissario Castrone (Antonio Catania) che nutre per lui un vecchio odio personale. Persino la figlia Sara (Irene Girotti), nel frattempo diventata poliziotta, non sembra del tutto convinta dell’innocenza del padre. Soltanto il migliore amico di Diego, Michele Ragusa (Mago Forest), che di mestiere fa l’investigatore privato, sembra credere che non c’entri niente con l’omicidio e insieme al tirocinante Alex (Max Angioni) comincia a indagare parallelamente su quanto accaduto.

Dov’è stato girato il film

La nuova commedia con Diego Abatantuono è stata girata pressoché per intero in Emilia Romagna, anche grazie al supporto dell’Emilia Romagna Film Commission.

Ferrara

A Ferrara, più nello specifico, si trovano la maggior parte delle location di Il Malloppo. Il centro storico della città estense è stato interessato per sette settimane da riprese che hanno toccato Piazza Trento e Trieste, Corso Martiri della Libertà, Viale Cavour, Corso Ercole I d’Este: punti nevralgici della città, per il suo passato rinascimentale e il suo presente di importante centro culturale ed economico della zona.

A Ferrara si trovano le principali location di "Il Malloppo", il nuovo film con Abatantuono
iStock
Il caratteristico centro storico di Ferrara

Alcune scene sono state girate nei pressi del Castello: vero simbolo della città, la fortezza quattrocentesca è stata per secoli il centro della vita governativa e amministrativa di Ferrara prima di diventare, com’è oggi, un’importante attrazione culturale anche grazie all’allestimento di mostre ed esibizioni. Iconico è l’impianto del Castello d’Este, con quattro torri quadrate dalla cui sommità si gode di una splendida vista sulla città.

I luoghi a Ferrara dov'è stato girato il film "Il Malloppo" con Diego Abatantuono
iStock
Il magnifico Castello d’Este

Altre sequenze sono state girate tra la Piazza e il Museo della Cattedrale: la facciata con loggiato del Duomo di San Giorgio, con il suo mix di stile romanico e gotico e la sua simbologia misteriose, è inconfondibile sullo schermo. Nell’attiguo museo sono conservati, oltre che tesori d’arte sacra, anche testimonianze dell’affetto che Ludovico Ariosto nutriva per questo angolo di città.

Ferrara: dov'è stato girato il nuovo film con Diego Abatantuono e Mago Forest
iStock
Il misterioso duomo di San Giorgio

L’Osteria del Brigante, aperta da Diego quando ha deciso di tagliare con il proprio passato criminale, è stata allestita nei pressi di Parco Massari: il più grande parco pubblico cittadino, frequentato ogni giorno da ferraresi e non per passeggiare, leggere, fare jogging. Risalente a fine Settecento, a metà Novecento ha ispirato Giorgio Bassani nella scrittura de “Il giardino dei Finzi Contini” ed è qui che sono state girate alcune scene della trasposizione cinematografica di Vittorio De Sica.

Le location di "Il Malloppo", il nuovo film di Diego Abatantuono, a Ferrara
iStock
Parco Massari: oasi verde e letteraria di Ferrara

Tresignana

Tra le location di Il Malloppo, poco fuori Ferrara, è segnalata anche Tresignana: comune nato dalla fusione, recente, di Tresigallo e Formignana. Il primo negli Anni Trenta del Novecento fu interessato da una riprogettazione totale all’insegna del razionalismo: oggi spicca, così, per la particolarità delle geometrie e dei cromatismi del suo impianto urbano che le è valsa il soprannome di “città metafisica”.

C'è anche Tresignana tra le location del film "Il Malloppo"
iStock
Il particolare impianto, metafisico, della città di Tresignana

Da Leonardo a Van Gogh, da Monet a Man Ray, da Kandinsky a Dalí: in Italia arriva un settembre ricco di mostre

24 août 2026 à 18:00

Se il buongiorno si vede dal mattino, il calendario delle mostre che ci attendono al rientro dalle vacanze estive nelle nostre città non fa che preannunciare un anno culturale ricco di appuntamenti.

Il mese di settembre sarà bello pieno di inaugurazioni, dalle grandi città come Milano, Roma, Torino e Bologna, alle città d’arte come Mantova, Parma e Ferrara.

Abbiamo selezionato le dieci mostre più importanti e interessanti da non perdere in Italia a settembre.

Un autunno inaspettato tra isole, città e magia con la promo flash Ryanair

18 août 2026 à 09:48

Una nuova promo flash Ryanair permette di risparmiare 20 euro sui voli di andata e ritorno e di organizzare una fuga per dare il benvenuto all’autunno. È possibile prenotare entro il 19 agosto 2026 per viaggiare dal 1° settembre al 31 ottobre 2026.

Tra le opportunità spuntano alcune combinazioni particolarmente interessanti, perfette per chi vuole concedersi qualche giorno fuori stagione senza spendere troppo. Abbiamo selezionato tre idee di viaggio da Napoli, Pescara e Milano.

Musei, siti archeologici e castelli aperti a Ferragosto 2026: dove andare il 15 agosto

11 août 2026 à 11:00

Ferragosto non significa necessariamente mare, per chi resta in città o è in viaggio e vuole alternare una giornata culturale alla spiaggia, il 15 agosto 2026 offre moltissime possibilità. Il Ministero della Cultura ha previsto l’apertura di musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali, compresi castelli, abbazie, ville e giardini.

Le visite si svolgeranno negli orari e con le modalità stabilite dalle singole strutture. Da sottolineare che quella del 15 agosto non è un’apertura gratuita. Per visionare tutti i siti aperti e le informazioni relative ad orari e eventuali prenotazioni, consultare il sito ufficiale del Ministero della Cultura.

Nord Italia

Nel Nord Italia le occasioni spaziano dall’archeologia alle residenze storiche. In Piemonte si possono scegliere il Castello di Racconigi, aperto dalle 9 alle 19, oppure il Castello di Moncalieri, mentre nell’area di Gavi è possibile visitare il Forte di Gavi e l’area archeologica di Libarna.

A Ferragosto anche Torino apre le porte alla cultura: sabato 15 agosto la Fondazione Torino Musei accoglie visitatori e turisti alla GAM, al MAO e a Palazzo Madama, tutti aperti con orario continuato dalle 10 alle 18 e con biglietto ridotto per le collezioni e le mostre. Alla GAM si possono visitare, tra le altre, “Un altro Novecento” e le esposizioni dedicate a Vincenzo Agnetti e Lisetta Carmi; al MAO è protagonista “Paesaggi da sogno”, con le celebri stampe di Hiroshige dedicate alle 53 stazioni della Tōkaidō; a Palazzo Madama si possono invece scoprire le mostre “MonumenTO”, “Giardini” e “Bianco al femminile”. La giornata sarà arricchita anche da visite guidate speciali, dedicate alle collezioni e alle mostre dei tre musei, con prenotazione consigliata.

In Emilia-Romagna, Palazzo Milzetti – Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna – a Faenza accoglie i visitatori dalle 9 alle 18.30 e propone anche una visita guidata (alle ore 16:30) dedicata al significato storico di Ferragosto. A Modena e provincia sono aperte la Galleria Estense e il Palazzo Ducale di Sassuolo.

Ma il Ferragosto in Emilia-Romagna regala tanti altri appuntamenti. A Piacenza la giornata si tinge di magia al calar del sole con “Le Cupole al Tramonto – Mirabili Prospettive”: si possono visitare la Cattedrale e Santa Maria di Campagna, ammirando alla luce del tardo pomeriggio gli affreschi di Guercino e Pordenone. A Rivalta, sempre nel Piacentino, Ferragosto si festeggia tra storia e sapori al Castello di Rivalta, dove il borgo medievale accoglie i visitatori per una giornata speciale. Dalle 10:30 sono previste visite guidate su prenotazione alle eleganti sale storiche, accompagnate dai Conti Zanardi Landi, mentre al Bistrot del Borgo si può scegliere tra la tradizionale grigliata di Ferragosto e il menù estivo. La giornata prosegue tra aperitivi e una cena sotto le stelle.

Torna la kermesse "Oh Che Bel Castello!" in Emilia-Romagna
iStock
Castello di Rivalta, Rivalta Trebbia (PC)

A Modena, la Fondazione AGO apre a Ferragosto dalle 15 alle 19, offrendo l’occasione di visitare due mostre: “Visioni necessarie”, dedicata alla fotografia italiana contemporanea al femminile, e “Figurati Modena”, progetto nato per celebrare i vent’anni del Museo della Figurina. A Reggio Emilia, nel weekend di Ferragosto, si può visitare la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, dedicata al grande cantautore e allestita allo Spazio Gerra dalle 16 alle 20. Il percorso racconta la sua poetica attraverso nove canzoni, materiali d’archivio inediti, fotografie personali e opere di illustratori, creando un viaggio tra musica, memoria e parole.

Bologna, infine, offre diverse occasioni per trascorrere Ferragosto tra arte e fotografia: a Palazzo Pepoli è aperta “Frida Kahlo. Lo sguardo come identità”, dalle 10 alle 19; alla Fondazione MAST si può invece visitare “Bernd & Hilla Becher. History of a Method”, ampia retrospettiva dedicata ai due grandi fotografi tedeschi; al MAMbo protagonista è “Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce”, che racconta il sodalizio tra il fotografo e lo scrittore. Apertura straordinaria anche a Palazzo Fava, dove è possibile visitare “Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983–2005)”, prorogata fino al 18 ottobre.

In Liguria, invece, Palazzo Reale e Palazzo Spinola a Genova aprono eccezionalmente nel pomeriggio (13:30-19), mentre il Forte Santa Tecla di Sanremo può essere visitato in fascia serale (17:30-23:30).

Anche il Veneto offre diverse alternative: il Museo nazionale di archeologia del Mare di Caorle sarà aperto dalle 9 alle 13, mentre il Museo nazionale Atestino di Este e il Museo archeologico nazionale Concordiese di Portogruaro saranno regolarmente aperti al pubblico con le solite modalità di ingresso.

Musei e castelli aperti a Ferragosto al Nord
iStock
Veduta aerea di Racconigi

Centro Italia

Al Centro, Roma si conferma una delle destinazioni più ricche per trascorrere Ferragosto tra arte e storia. Il 15 agosto sono visitabili, tra gli altri, Castel Sant’Angelo, aperto dalle 9 alle 19.30, Palazzo Barberini, dalle 10 alle 19, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell’Appia Antica. Anche il Pantheon rientra nel programma delle aperture.

In Toscana, il Museo Archeologico Nazionale di Siena sarà aperto dalle 10 alle 19, offrendo l’occasione di scoprire le collezioni che raccontano la storia antica del territorio, mentre a Siena si può aggiungere una visita a Villa Brandi a Vignano, organizzata su turni (14-15:30-17). Nelle Marche, tra le proposte figurano il Museo Archeologico Nazionale di Ancona, l’Antiquarium statale di Numana e la Rocca Roveresca di Senigallia: un’occasione per unire patrimonio archeologico, arte e architettura fortificata.

Sud Italia

Scendendo verso Sud, la scelta comprende grandi complessi monumentali e importanti aree archeologiche. A Napoli sono aperti il Museo e Real Bosco di Capodimonte, la Certosa e Museo di San Martino e Villa Floridiana.

Poco più a sud, al Parco Archeologico di Ercolano, il Ferragosto si trascorre tra le vestigia dell’antica città romana: il Parco Archeologico sarà infatti regolarmente aperto anche il 15 agosto, dalle 8:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18). Un’occasione per visitare uno dei siti archeologici più affascinanti d’Italia, Patrimonio UNESCO, proprio in un’estate che sta facendo registrare numeri in crescita: a luglio sono stati 44.985 i visitatori, il 6,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025.

In Campania meritano attenzione anche la Certosa di San Lorenzo a Padula, il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, dove si racconta la storia degli Etruschi di frontiera e il Museo alla Reggia di Caserta.

In Puglia, invece, si può scegliere tra il Castello Svevo di Bari, il Castello Svevo di Trani e il Castello di Copertino, oppure visitare l’Anfiteatro romano di Lecce. Anche il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, con la mostra dedicata ad atleti e competizioni nel Mediterraneo, è tra le aperture del 15 agosto.

Musei e siti archeologici aperti a Ferragosto al Sud
iStock
Bari, Castello Svevo

La magia di Ferrara d’estate: i luoghi del Summer Festival tra musica e storia

15 juin 2026 à 16:28

Ferrara è un vero gioiello ricco di storia e di tradizioni che merita assolutamente una visita. Famosa per essere la città delle biciclette – qui ci si muove benissimo sulla due ruote, e non solo da adesso, ma da decenni – è una delle più belle città d’arte italiane, con il Castello Estense che domina il centro storico, con uno dei musei più belli d’Italia, Palazzo dei Diamanti, che ospita ogni anno importantissime mostre, e una maestosa cattedrale del XII secolo, il Duomo di San Giorgio, interamente di marmo, da fare invidia anche alle più blasonate chiese d’Europa.

Quando arriva la bella stagione, gli eventi e i ferraresi, che amano stare all’aria aperta, animano le strade e le piazze trasformando Ferrara in una grande e unica festa.

Tra gli eventi che più la vivacizzano c’è il Ferrara Summer Festival, un evento che concentra gli appuntamenti nei mesi estivi, ma che in realtà si estende fino a inverno inoltrato (dal 13 giugno fino a gennaio 2027) e che trasforma Ferrara in un palcoscenico a cielo aperto con concerti live e musical, un’occasione per scoprire alcune delle location più belle della città emiliana.

Ferrara Summer Festival 2026

Il Ferrara Summer Festival è una manifestazione di musica – ma non solo – che coinvolge famosissimi artisti (dai Megadeth – lo scorso 14 giugno – a Marilyn Manson l’11 luglio, che sono concerti a pagamento) e altri eventi musicali gratuiti aperti a tutti come i dj set con il celebre Paul Kalkbrenner, il 20 giugno, i gospel (21 giugno), le serate musicali per il 50° compleanno di Radio 105 (18 e 19 giugno) e che comprende anche una rassegna di spettacoli, e non, nel periodo estivo, tutti all’interno del centro storico di Ferrara.

piazza-ariostea-ferrara
Ufficio stampa
La piazza Ariostea a Ferrara durante il Summer Festival

Tra questi, anche La notte dei format il 25/06 per ballare a suon di musica con le hit dagli Anni ’80 ai Duemila, e il più grande karaoke d’Italia, perfetto anche per i più piccoli. Inoltre, dal 22 al 26 luglio 2026, la piazza ospita una delle più grandi produzioni teatrali al mondo: Notre Dame de Paris. Un palcoscenico monumentale avvolge le notti di Ferrara con il capolavoro di Riccardo Cocciante.

La cornice rinascimentale della città crea la suggestione per vivere delle serate di spettacolo uniche. I concerti del Ferrara Summer Festival si svolgono all’aperto, principalmente in piazza Ariostea, l’antica piazza ovale che ogni anno ospita anche il Palio di Ferrara, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di maggio.

Le location del festival

Per chi si reca a Ferrara in occasione del Summer Festival, ci sono diverse curiosità da conoscere intorno alle sedi degli eventi.

Piazza Ariostea

La piazza Ariostea, la principale location dei concerti e degli eventi del Ferrara Summer Festival, prende il nome dal poeta Ludovico Ariosto, che visse a Ferrara lavorando per la corte Estense e componendo diverse opere, tra cui il famoso poema cavalleresco L’Orlando Furioso, e la cui statua troneggia nel centro adagiata su una colonna. Voluta da Ercole I d’Este nel XV secolo, fu realizzata dall’architetto di corte Biagio Rossetti insieme a un ampio progetto urbanistico che vide la città completamente trasformata. Dal Campanile di San Giorgio alla cinta muraria fino ai più bei palazzi ferraresi, la sua mano è arrivata ovunque.

piazza-ariostea-ferrara-statua-ariosto
123RF
Piazza Ariostea di giorno con la statua dell’Ariosto

Ed è proprio grazie al suo intervento urbanistico che, nel 1995, Ferrara è diventata “Città del Rinascimento Patrimonio dell’Umanità” dell’UNESCO. Tutt’intorno alla piazza, si possono ammirare edifici storici, come Palazzo Massari, sede dei Musei civici di Arte moderna e contemporanea (attualmente chiuso per lavori di restauro). Questa zona si trova a poco più di dieci minuti a piedi dal Castello Estense (quattro in bicicletta).

Sottomura Open Air

Alcuni eventi, come il Fuoricorso – Unifest (17 e 24 giugno), una delle serate universitarie (gratuite) più attese dell’estate che è parte del Summer Festival, si svolgono al Sottomura Open Air, una delle location più suggestive di Ferrara per eventi musicali e festival all’aperto. Situato lungo le storiche mura rinascimentali della città, questo spazio all’aperto immerso nel verde unisce architettura e musica. Si trova a circa 10–15 minuti a piedi dal centro storico.

Mura Estensi

All’interno del Summer Festival si svolge anche la Fluo Run Ferrara (3 luglio), che non è una semplice corsa bensì un vero e proprio festival dedicato al movimento, al benessere e al divertimento. Le attività fitness guidate dai coach ufficiali dell’evento si svolgono in piazza Ariostea e culminano con la fun race di 5 km, una corsa – o camminata – notturna che attraversa le suggestive Mura Estensi -che oggi misurano solo 9 km, ma che nel Medioevo circondavano l’intera città – e il magnifico centro storico di Ferrara.

Sala Estense

Anche la Sala Estense ospita alcuni eventi del festival che dura fino all’autunno. Tra questi, l’omaggio a Lucio Battisti (8 novembre), a Fabrizio De André (28/11), alle musiche dei film di Tim Burton (23 gennaio), l’Hans Zimmer Tribute (14/11) e il tributo al fumettista e regista giapponese Hayao Miyazaki produttore del film La città incantata (15/11), con le colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema. Questo edifico ha una storia lunghissima. Ex cinema e oggi teatro, la sua costruzione si deve anch’essa a Ercole d’Este che la fece erigere come cappella di corte chiamandola Chiesa Nuova. Al suo interno vi venivano esposte le salme degli Estensi. Fino all’800 venne ancora utilizzata, poi abbandonata finché non iniziarono i lavori di recupero e oggi ha un piccolo palcoscenico e una bella sala in stile Liberty. Dell’antica chiesa è rimasto solo il portale sulla facciata.

In collaborazione con Ferrara Summer Festival

La BBC innamorata della Toscana: i luoghi amati dagli inglesi

13 juin 2026 à 11:00

BBC News, con il programma di viaggi di punta del canale The Travel Show, è venuto in Toscana per esplorare la tradizione artigianale e industriale che si cela dietro questa destinazione e ripercorrere le tappe della mitica Vespa che, proprio nel 2026, ha festeggiato gli ottant’anni.

Qasa Alom, che ha condotto la puntata, ne è tornato entusiasta. Qasa è andato a Carrara a incontrare i cavatori che estraggono il famoso marmo bianco, a Pisa per visitare la piazza dei Miracoli con la Torre pendente per finire a Pontedera, la culla dello scooter più famoso del mondo, dove si è unito agli altri motocilisti attraversando la campagna toscana. Sui suoi social ha raccontato della sua incredibile esperienza con i Butteri e ha particolarmente apprezzato la slow life dei borghi toscani. Lui, come molti altri inglesi, sono innamorati dell’Italia. Gli abbiamo chiesto della sua esperienza e del perché i suoi connazionali siano così attratti dal Belpaese.

Cosa ti è piaciuto di più del viaggio in Vespa attraverso la Toscana?

Ci sono tantissime cose che ho apprezzato del mio viaggio in Vespa attraverso la Toscana, ma ciò che mi rimarrà più impresso è il calore delle persone che vivono lì da generazioni e continuano ad aprire le braccia e il cuore ai visitatori per mostrare loro la vera Toscana.

Qasa-Alom-bbc-vespa-toscana
@BBC News
Il conduttore della BBC Qasa Alom con al su vespa in giro per la Toscana

Trascorrere del tempo a cavallo con i Butteri è stata sicuramente una sfida e un’esperienza che mi rimarrà impressa a lungo. Non sapevo cavalcare fino a poche settimane prima di partire per le riprese del programma: avevo preso qualche lezione e poi quello che mi aspettava con la troupe è stata una vera sorpresa. Mi hanno buttato nella mischia e ho passato tutta la mattinata a cavallo con loro… a volte i tori mi caricavano addosso, insieme al mio adorabile cavallo Hercules, e abbiamo anche dovuto gestire alcune situazioni impreviste. Quindi, nel complesso, è stata un’esperienza che mi ha messo alla prova fisicamente, ma che si è rivelata estremamente gratificante. Non dimenticherò mai i colori intensi visti a cavallo, il cielo azzurro e l’erba verde e rigogliosa che si mescolava al folto manto marrone del mio cavallo: uno spettacolo meraviglioso.

Che impatto hanno i tuoi servizi sull’Italia sui tuoi spettatori?

L’impatto del programma è profondo: è un mix perfetto di viaggio, storia e divertimento! Il mio obiettivo è sempre quello di essere gli occhi e le orecchie dello spettatore. Non voglio che si limitino a guardarmi attraversare la Toscana, ma che si sentano partecipi. Il mio scopo è quello di porre loro le domande che si pongono e di mostrare l’umanità e il carattere di un luogo così come lo vedrebbe un turista che non lo conosce bene.

Voglio anche trasmettere l’entusiasmo di un bambino e la capacità narrativa di un giornalista. È importante avere quell’entusiasmo e quell’energia infantile perché, in fin dei conti, viaggiare significa nuove esperienze e avventure, e niente lo dimostra meglio di una mentalità da bambino.

Allo stesso tempo, a volte, per andare oltre la superficie di un luogo o di una storia, è necessario tirare fuori il giornalismo e intervistare le persone con sensibilità per comprendere il luogo più a fondo di quanto farebbe una semplice conversazione.

Secondo te, cosa apprezzano di più gli inglesi dell’Italia?

Cosa non si può apprezzare, dal punto di vista di un inglese, quando si viene in Italia? Buon cibo, buon vino, bel tempo e panorami mozzafiato! È tutto ciò che si desidera quando si lascia l’Inghilterra per un periodo in cui piove o fa un po’ freddo. È anche un promemoria per godersi la vita e per capire che c’è molto di più che correre di qua e di là.

A volte è anche una lezione di riflessione sulla cultura, lo stile e il valore estetico di un luogo. Spesso la cultura britannica è molto formale, ma a volte forse ci dimentichiamo della bellezza e ci concentriamo sulla funzionalità. La Vespa è un esempio perfetto di come gli oggetti funzionali possano essere anche pieni di stile e bellezza.

E cosa ti piace personalmente dell’Italia, oltre alla Toscana?

Ho sempre avuto una grande passione per l’Italia. Da ragazzo guardavo le partite di calcio in TV, quindi la mia passione è nata con il Milan di Sacchi e Capello, con giocatori incredibili come Baresi, Maldini e Boban. Poi sono arrivati ​​Shevchenko, Kaká e Ancelotti, che hanno continuato a plasmare questo spirito milanese. Ho visitato San Siro molte volte e ho adottato il Milan come mia squadra del cuore.

Da appassionato d’arte, ho visitato Firenze, Roma e molti altri luoghi innumerevoli volte. La cultura del caffè e il rispetto e l’importanza che viene data alla famiglia sono valori molto simili alle mie origini, quindi, è un luogo in cui mi sento a mio agio e vivo.

La puntata di The Travel Show intitolata “Tuscany: Beyond La Dolce Vita” va in onda sul canale BBC News sabato 13 giugno alle 6:30 e alle 21:30 e domenica 14 giugno alle 8:30 e alle 14:30.

Carrara è stata nominata prima Capitale toscana dell’Arte Contemporanea

Par : losiangelica
13 mars 2026 à 07:30

Carrara prova ancora una volta a ribadire il suo legame con l’arte. Non solo con quella del passato, legata al marmo e alla tradizione scultorea che ha reso la città famosa nel mondo, ma anche con quella di oggi. La Regione Toscana ha infatti deciso di assegnarle un nuovo riconoscimento: Carrara diventa la prima Capitale toscana dell’arte contemporanea.

Ad annunciarlo sono stati il presidente della regione Eugenio Giani e l’assessora alla cultura Cristina Manetti durante una cerimonia istituzionale a Firenze.

La città del marmo si prende la scena

Carrara non ha vinto il titolo nazionale, ma dalla sconfitta è uscita con qualcosa in più. Carrara era riuscita ad arrivare tra le cinque finaliste nella corsa al titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, risultato mai raggiunto prima da una città toscana. Quando il Ministero della Cultura ha scelto un’altra sede, Firenze ha deciso di non lasciare cadere nel vuoto quel percorso.

L’idea non è solo simbolica. L’obiettivo? Costruire attorno al titolo un vero e proprio calendario di iniziative, eventi e collaborazioni per rafforzare il concetto di arte contemporanea legato al territorio. Dopotutto, Carrara ha una storia particolare risultando un punto di riferimento per molti scultori provenienti da tutto il mondo. Dalle cave di marmo alle botteghe fino all’Accademia di Belle Arti: l’ecosistema artistico è unico.

Il nuovo titolo ha anche un’altra funzione: rafforzare la rete regionale dell’arte contemporanea. L’idea è sostenere la filiera culturale, riqualificare spazi dedicati all’arte e creare opportunità di sviluppo per le città toscane che investono nella cultura.

Le Cave di marmo di Carrara
iStock
Le celebri cave di marmo di Carrara

Le iniziative di Carrara capitale toscana dell’Arte Contemporanea

Per l’amministrazione comunale il riconoscimento rappresenta soprattutto uno stimolo. La sindaca Serena Arrighi ha parlato apertamente di un passaggio importante nel processo di crescita culturale della città. La candidatura nazionale, pur non avendo portato al titolo, ha costretto Carrara a ripensarsi, a mettere insieme idee e progetti in una visione più ampia di rigenerazione urbana.

Una delle opere più suggestive ipotizzate è quella di poter realizzare dei grandi bassorilievi nelle cave di marmo per trasformare il paesaggio in una vera e propria opera contemporanea; per poterci riuscire l’amministrazione sta valutando una possibile collaborazione con Maurizio Cattelan, Fabio Viale o Jeff Koons.

Parallelamente continua il lavoro sugli eventi culturali. Mostre e iniziative al Mudac e al Carmi, il festival White Carrara e altre manifestazioni che negli ultimi anni hanno cercato di portare l’arte anche negli spazi urbani. L’idea è che alcune opere possano restare stabilmente in città, diventando parte dell’arredo urbano.

C’è poi il capitolo legato alla rete delle Città Creative Unesco, nella quale Carrara svolge già un ruolo attivo. In questo ambito è stata avviata una mappatura degli atelier del marmo presenti sul territorio, con l’obiettivo di valorizzare anche dal punto di vista turistico le botteghe e i laboratori artigiani.

Importante anche il rapporto con il Museo Pecci di Prato e con la rete dei musei toscani dedicati al contemporaneo che ha già pronti incontri e collaborazioni. Nel percorso che ha portato alla candidatura nazionale, Carrara aveva raccolto anche il sostegno di numerose personalità del mondo della cultura e dello sport.

Scorcio di una cava di marmo di Carrara
iStock
Suggestiva cava di marmo di Carrara

Itinerario in Emilia-Romagna sulle tracce delle grandi donne che ne hanno fatto la storia

Par : losiangelica
6 mars 2026 à 16:00

In Emilia-Romagna la storia passa spesso da una figura femminile. Imperatrici, duchesse, artiste, ma anche personaggi leggendari e protagoniste della politica. Nei secoli hanno lasciato tracce concrete: nelle città, nei castelli, nei musei, perfino nel paesaggio. L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è l’occasione per seguire questo filo che attraversa la regione e mette insieme caratteri molto diversi: ambizioni, passioni, visioni lontane tra loro. Da Parma a Ravenna, da Ferrara a Bologna, fino alla Romagna, ecco un itinerario che segue le tracce delle donne che hanno attraversato epoche diverse.

Parma e la “Buona Duchessa”

Una delle figure più amate della storia parmense è Maria Luigia d’Austria. Arrivò a Parma nel 1816, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, di cui era stata moglie. E in questa città che rimase fino alla morte, nel 1847.

Il suo ricordo in città è ancora vivissimo. Maria Luigia governò il Ducato di Parma e Piacenza con un approccio pragmatico ma anche molto attento alla vita culturale. Non a caso è ricordata come la “Buona Duchessa”. Come scoprire la sua storia? All’interno della Galleria Nazionale di Parma si può osservare il ritratto con la firma di Giovan Battista Borghesi dove compaiono anche progetti come il Teatro Regio che sottolineano il ruolo di mecenate della duchessa.

Sull’Appennino reggiano con Matilde di Canossa

Se Parma racconta l’Ottocento, basta spostarsi verso l’Appennino reggiano per tornare indietro di molti secoli. E vedere la figura di Matilde di Canossa, una delle donne più influenti del Medioevo europeo, dominare la scena.

La Grancontessa ha saputo governare il territorio vasto di Lombardia, Emilia e Toscana tanto che il suo nome è rimasto nei libri di storia. Non è un caso che in occasione dell’8 marzo 2026 la città abbia previsto diverse occasioni in suo onore, tra cui la mostra “Matilde era femminista?” all’interno del castello e un percorso nel labirinto Cuore di Matilde per richiamare il legame tra spiritualità e potere.

Modena e la regina italiana d’Inghilterra

Tra le storie meno note, ma non meno affascinanti, c’è quella di Maria Beatrice d’Este. Nata a Modena nel 1658, divenne regina d’Inghilterra, Scozia e Irlanda sposando Giacomo II Stuart. È uno dei rarissimi casi di un’italiana salita sul trono inglese.

La sua vicenda si intreccia con una delle fasi più turbolente della storia britannica, segnata da conflitti religiosi e rivoluzioni politiche. Maria Beatrice fu una figura molto discussa nel contesto inglese, ma rimase sempre profondamente legata alla sua origine modenese.

Negli ultimi anni il Comune di Modena ha avviato un progetto di valorizzazione dedicato alla sua memoria. L’Archivio storico cittadino conserva e digitalizza documenti legati alla sua vita, permettendo oggi di ricostruire con maggiore precisione il ruolo che ebbe nelle vicende europee del XVII secolo.

Bologna, le artiste che sfidarono il loro tempo

A Bologna il racconto delle grandi donne della storia passa anche dall’arte. E porta a due figure che, in epoche diverse, hanno lasciato un segno forte nella città.

La prima è Properzia de’ Rossi, attiva tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. È considerata la prima scultrice documentata della storia occidentale. In un ambiente dominato dagli uomini riuscì comunque a ritagliarsi spazio e riconoscimento. Alcune sue opere sono ancora visibili in città, dalla Basilica di San Petronio al Museo Civico Medievale. Anche Giorgio Vasari la citò nelle Vite, colpito dalla finezza con cui sapeva lavorare il marmo.

Due secoli dopo Bologna vede emergere un’altra protagonista: Elisabetta Sirani. Pittrice del Seicento, morì a soli ventisette anni ma fu tra le artiste più attive della scena bolognese. Non solo per la quantità di opere realizzate, oggi conservate soprattutto alla Pinacoteca Nazionale, ma anche per un progetto allora inedito: una scuola di pittura pensata per formare giovani donne. Una delle prime esperienze del genere in Europa.

Ferrara e la corte di Lucrezia Borgia

Ferrara racconta invece la storia di una donna che ancora oggi divide gli storici: Lucrezia Borgia. Figlia di papa Alessandro VI, la sua reputazione è stata per secoli avvolta da leggende oscure. La figura femminile è tra le più complesse per la sua storia: è arrivata in città come moglie di Alfonso I d’Este e ha saputo distinguersi per il suo apporto nel costruire il centro culturale del rinascimento sostenendo poeti e letterati. La sua presenza è ancora forte oggi tra le sale del Castello Estense e di Palazzo Schifanoia.

Forlì e la Leonessa della Romagna

Scendendo verso la Romagna si incontra la figura impetuosa di Caterina Sforza. Soprannominata la Tigre di Forlì e la Leonessa della Romagna, la figlia naturale del duca Galeazzo Maria Sforza è tra le donne simbolo della regione grazie al suo apporto al governo di Forlì e Imola.

Uno dei luoghi più legati alla sua storia è la Rocca di Ravaldino, la fortezza che difese durante gli assedi. Recentemente restaurata, oggi rappresenta una delle tappe più suggestive per comprendere il ruolo politico di questa figura femminile.

A Forlì si trova anche il celebre ritratto attribuito a Lorenzo di Credi, noto come “Dama del Gelsomino”, conservato nel complesso dei Musei San Domenico.

Ravenna e l’eredità di Galla Placidia

Ravenna costudisce la figura dai Galla Placidia simbolo dell’impero romano di Occidente e figlia dell’imprenditore Teodosio I. Oltre ad aver fatto da reggente all’impero per conto del figlio Valentiniano III è possibile osservare la sua eredità nel mausoleo riccamente decorato da straordinari mosaici. L’opera, simbolo di arte paleocristana, rientra nei siti UNESCO di Ravenna.

Interni mosaicati del mausoleo di Galla Placidia
iStock
Gli interni con i mosaici del mausoleo di Galla Placidia

Rimini e la leggenda di Francesca

L’itinerario tocca anche Rimini dove si può approfondire la storia d’amore di Francesca di Rimini e Paolo Malatesta che compare anche tra le pagine della Divina Commedia di Dante. All’interno di Castel Sismondo, oggi parte del Fellini Museum, sono conservati diverse testimonianze della famiglia Malatesta.  Il filo tra storia, mito e poesia incanta i visitatori che hanno modo di scoprire da vicino una figura femminile irriverente per l’epoca e capace di lasciare tracce che superano i secoli.

L’Emilia-Romagna le custodisce ancora oggi, tra castelli medievali, palazzi rinascimentali, musei e monumenti. L’8 marzo diventa così non soltanto una giornata simbolica, ma l’occasione per riscoprire una parte importante della storia italiana raccontata da uno sguardo femminile.

Le mostre da vedere in Italia a marzo 2026

1 mars 2026 à 10:00

Grandi, anzi, grandissime sono le mostre che vengono inaugurate in Italia nel mese di marzo. Da Warhol a van Dyck, da Giotto alla scuola di Caravaggio, gli appuntamenti di primavera con l’arte sono davvero imperdibili. Ai grandi Maestri che debuttano nei musei italiani si aggiungono alcune delle più importanti mostre ancora in corso che, se non avete ancora visto, meritano assolutamente un viaggio.
Ecco le dieci mostre selezionate per voi da non mancare.

Andy Warhol a Ferrara

Dal 14 marzo al 19 luglio 2026, Ferrara diventa capitale della creatività con la mostra “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen”, ospitata nello storico Palazzo dei Diamanti. L’esposizione celebra il genio rivoluzionario di Andy Warhol, proponendo un’esperienza immersiva che ripercorre la leggendaria rassegna del 1975-76 e ne aggiorna lo spirito per il pubblico contemporaneo. La mostra, con oltre 150 opere tra serigrafie, Polaroid e ritratti, esplora i temi che lo hanno reso un’icona dell’arte moderna: la celebrità, la riproducibilità dell’immagine e il confine sempre più labile tra cultura alta e popolare. Ogni sala racconta una storia diversa, alternando volti noti e figure meno celebrate in un dialogo visivo che riflette sulla costruzione dell’identità e sull’impatto dei media nella società. Colori vividi, composizioni seriali e sperimentazioni fotografiche trasformano l’esposizione in un viaggio sensoriale, capace di coinvolgere sia gli appassionati d’arte sia chi si avvicina per la prima volta alla Pop Art.

Anton van Dyck a Genova

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, l’Appartamento e Cappella del Doge di Palazzo Ducale a Genova ospita “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra“, la più grande mostra degli ultimi 25 anni dedicata a uno degli artisti più iconici della storia dell’arte internazionale e tra i più amati dal grande pubblico. Un “genio” capace di scavalcare i secoli e incontrare il gusto, per contenuti e tecnica pittorica, di diversi contesti sociali e di molte epoche storiche. L’eccezionalità della mostra – che si propone come una retrospettiva aperta a uno sguardo internazionale – si deve al numero davvero straordinario di opere di Van Dyck, 60 in dieci sezioni tematiche, prestate dai più grandi e autorevoli musei d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid e la National Gallery di Londra, oltre ai musei italiani come gli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino.

Giotto e San Francesco a Perugia

L’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia: “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”. La rassegna si soffermerà sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna. Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, ripercorrerà la straordinaria stagione, attraverso oltre 60 opere, realizzate da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana, in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio.

Compianto-sul-Cristo-morto-Giotto
Ufficio stampa
“Compianto sul Cristo morto” di Giotto

Bernardo Bertolucci a Parma

Dal 27 marzo al 26 luglio 2026, il Palazzo del Governatore di Parma ospita la mostra “Bernardo Bertolucci. Il Novecento” che celebra il cinquantesimo compleanno del film “Novecento” presentato per la prima volta al 29° Festival di Cannes nel maggio del 1976, salutato da subito come un classico contemporaneo e per questo oggetto di polemiche, dibattiti, interpretazioni, dispute che ne fanno una delle opere più acclamate e discusse degli Anni Settanta in Italia e nel mondo. Attraverso quattro macro-sezioni, il visitatore viene guidato nella genesi del film e nella sua eredità artistica tra materiali inediti, testimonianze d’epoca e opere pittoriche, ricordando così un film che ha segnato profondamente la storia del cinema moderno e che rappresenta, ancora oggi, una chiave di lettura universale della storia sociale, politica e culturale del nostro Paese.

novecento-Fondazione-Bernardo-Bertolucci
© Fondazione Bernardo Bertolucci
Foto dal set del film “Novecento” (1976)

Il paesaggio del Cile a Bologna

Dal 19 al 30 marzo 2026, lo Spazio b5 a Bologna ospita la mostra fotografica “Discendere o salire”, curata dall’Arch. Lorena Zúñiga Aguilera, con testo critico di Lorenzo Gresleri e con il patrocinio del Consolato Onorario del Cile per l’Emilia-Romagna. L’esposizione introduce al lavoro del fotografo Andrea Borzatta, un artista che ha scelto il paesaggio cileno come campo di osservazione, riflessione e visione. All’interno dello spazio, il visitatore potrà immergersi in 21 fotografie che, insieme, vanno a formare un racconto espositivo che mette in dialogo Patagonia e deserto cileno. Se amete i viaggi, questa mostra è imperdibile.

Tra-terra-e-cielo
@Andrea Borzatta
La mostra sul Cile a Bologna (nella foto, “Tra terra e cielo”)

Il Seicento dopo Caravaggio a Forte dei Marmi

Gli spazi rinnovati del Forte Pietro Leopoldo I a Forte dei Marmi (Lucca) accolgono, dal 27 marzo al 27 settembre 2026, l’esposizione dedicata al Seicento napoletano intitolata “Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito”. L’esposizione ripercorre l’evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio tra il 1606 e il 1607 e tra il 1609 e il 1610, attraverso i dipinti raccolti da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico. Con la presentazione di 39 dipinti esemplari dei maggiori protagonisti del “secolo d’oro”, viene tracciata una sequenza cronologica che va dai primi interpreti del naturalismo caravaggesco, agli altri artisti che, successivamente, si mostrarono pronti a rielaborarne il linguaggio in forme più orientate verso il classicismo e il barocco.

natura morta Giuseppe-Ruoppolo
Ufficio stampa
Natura morta con frutta, zucche, pappagallo, tartaruga e zuppiera di maiolica, Giuseppe Ruoppolo (Napoli-1630–1710)

Il Liberty a Brescia

Prosegue fino al 14 giugno al Palazzo Martinengo di Brescia la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”. L’esposizione racconta i primi quindici anni del Novecento, quando l’Italia si aprì a nuovi linguaggi artistici, influenzando pittura, scultura, architettura, moda, grafica e fotografia. Con oltre cento capolavori tra dipinti, sculture, ceramiche, fotografie e spezzoni cinematografici, la mostra esplora lo stile Liberty in tutte le sue sfaccettature, dalle forme sinuose della grafica alle eleganti linee degli abiti femminili dell’epoca. Tra gli artisti presenti figurano Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Edoardo Rubino e Galileo Chini.

I Macchiaioli a Milano

Sempre fino al 14 giugno 2026, Palazzo Reale a Milano ospita la mostra dedicata ai Macchiaioli, il movimento artistico che anticipò l’Impressionismo in Italia. Con più di 90 opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi, la rassegna è organizzata in nove sezioni che raccontano il legame tra arte e ideali risorgimentali, il Positivismo francese e il desiderio di una pittura “nazionale”. I visitatori possono immergersi nel mondo dei pittori che rivoluzionarono la luce e il colore in chiave moderna. La mostra include anche dettagli sul contesto sociale e culturale del periodo, permettendo di comprendere come i Macchiaioli abbiano contribuito a creare una nuova identità artistica italiana.

Bernini e i Barberini a Roma

Un’altra grande mostra visitabile fino al 14 giugno è quella a Palazzo Barberini a Roma intitolata “Bernini e i Barberini”, che esplora il rapporto creativo tra Gian Lorenzo Bernini e il suo principale committente, Maffeo Barberini, poi papa Urbano VIII.  L’esposizione permette di ripercorrere la carriera del grande scultore napoletano attraverso opere come Le Quattro Stagioni e San Sebastiano, provenienti da importanti collezioni europee e italiane, illustrando la profonda sinergia tra arte e mecenatismo nel Seicento.

Tintoretto a Venezia

Fino al 7 giugno 2026, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano la mostra “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro”, che segna il ritorno nel museo del ciclo delle Storie della Genesi realizzato da Jacopo Tintoretto nei primi anni Cinquanta del Cinquecento. Per la prima volta dall’Ottocento, le tre tele conservate a Venezia vengono riunite al dipinto “Adamo ed Eva davanti all’Eterno”, in prestito dagli Uffizi, offrendo al pubblico un’occasione unica per riscoprire il ciclo nella sua unità narrativa e simbolica, insieme al lavoro di studio e restauro che ne ha restituito la forza espressiva.

Carnevale di Comacchio 2026, quando la festa prende forma sull’acqua

7 février 2026 à 13:30

L’unicità del Carnevale di Comacchio nasce da una combinazione rara e affascinante: la magia sospesa della cittadina lagunare incontra la creatività di chi, anno dopo anno, dà forma a uno degli eventi più originali del panorama carnevalesco italiano. Le barche diventano protagoniste assolute, trasformate in battelli allegorici che scorrono lungo i canali del centro storico.

La maestria degli artigiani e l’impegno delle associazioni prendono vita in ambientazioni curate nei dettagli, popolate da personaggi fantasiosi e scenografie sorprendenti. Ogni imbarcazione racconta una storia e segue un tema preciso, e nel suo passaggio riesce a coinvolgere chi osserva e a inondare di allegria canali, vicoli e piazze.

Giunto nel 2026 alla sua tredicesima edizione, il Carnevale sull’Acqua è diventato negli anni un appuntamento di forte richiamo turistico, capace di attirare migliaia di visitatori da tutta Italia.

Date del Carnevale di Comacchio 2026

La XIII edizione del Carnevale sull’Acqua si svolgerà domenica 8 e domenica 15 febbraio 2026 con un programma ricco di appuntamenti che coinvolgono grandi e piccoli.

Eventi del Carnevale di Comacchio 2026

La giornata di domenica 8 febbraio si apre fin dal mattino nella suggestiva cornice dei Trepponti, con la sfilata delle bambine e dei bambini dei nidi, delle scuole dell’infanzia e delle parrocchie. Poco dopo, nel cuore del centro storico, arrivano le prime premiazioni dei gruppi in parata, accompagnate da momenti di animazione e spettacolo.

Nel primo pomeriggio, l’attenzione si sposta di nuovo ai Trepponti, dove vengono presentati gli equipaggi e i temi delle barche allegoriche. Alle 14.00 si apre ufficialmente il sipario: le imbarcazioni allegoriche scivolano lungo i canali, affiancate da scuole di danza e gruppi mascherati.

Il pomeriggio è scandito da iniziative pensate soprattutto per bambine e bambini, con uno spazio dedicato alle avventure della Baia dei Pirati, giochi, animazione, spettacoli e momenti di intrattenimento che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente.

Non mancano gli appuntamenti teatrali, come il teatrino dei burattini, e le premiazioni dedicate alle maschere più originali. Nel tardo pomeriggio, le esibizioni di danza delle scuole del territorio riportano ancora l’attenzione sui Trepponti.

Domenica 15 febbraio la mattina è dedicata alle bambine e ai bambini delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo di Comacchio, che sfilano portando colore ed entusiasmo. Le premiazioni dei gruppi in parata e la presentazione degli equipaggi anticipano ancora una volta la grande sfilata pomeridiana delle barche allegoriche, che torna a essere il cuore pulsante dell’evento.

Anche in questa giornata, il Carnevale dedicato ai più piccoli propone giochi, spettacoli e momenti di intrattenimento lungo le vie del centro. Nel tardo pomeriggio arrivano le premiazioni finali delle barche allegoriche, delle scuole di danza e dei gruppi a piedi, seguite da musica, balli di gruppo e sorprese che accompagnano il saluto al Carnevale sull’Acqua.

Durante entrambe le giornate, il centro storico è animato anche dal Luna Park, dei mercatini e di punti dedicati alla ristorazione.

Come partecipare

Il Carnevale sull’Acqua di Comacchio è a ingresso libero e non è previsto alcun biglietto.

Come raggiungere il Carnevale di Comacchio

Se viaggiate in auto potete percorrere l’autostrada A13 con uscita Ferrara Sud, proseguire poi lungo il raccordo Ferrara–Porto Garibaldi fino all’uscita Comacchio.

Per chi preferisce il treno, le stazioni di riferimento sono Ferrara, Ostellato, Codigoro e Ravenna, tutte collegate a Comacchio da una rete di autobus che consente di raggiungere agevolmente il centro cittadino e i Lidi.

Sono inoltre disponibili collegamenti autobus di linea da Ferrara e Ravenna verso i Lidi di Comacchio.

Alla scoperta di Carrara, la sorprendente città del marmo

10 janvier 2026 à 12:00

Sospesa tra il mare e le montagne, Carrara è una città che deve la sua fama mondiale al marmo, ma che sa sorprendere anche oltre le cave. Il centro storico si visita con lentezza e piacere, perché le distanze sono brevi e ogni angolo restituisce tracce di una storia antica, di lavoro, arte e identità.

Carrara non ama definirsi città d’arte, e forse è proprio questo il suo punto di forza: si lascia scoprire passo dopo passo, rivelandosi ideale per una visita di uno o due giorni, prima di salire verso i paesaggi spettacolari delle montagne di marmo che l’hanno resa celebre.

Cosa vedere e fare a Carrara

Il cuore spirituale della città è il Duomo, ufficialmente Insigne Collegiata Abbazia Mitrata di Sant’Andrea Apostolo, che si affaccia sul centro storico: le sue origini risalgono al XII secolo, anche se la costruzione si protrasse per circa duecento anni. La facciata in marmo colpisce per equilibrio ed eleganza, dominata da un rosone che cattura lo sguardo, mentre la torre campanaria, edificata separatamente, richiama modelli liguri, simili a quelli che si incontrano passeggiando per Genova. L’interno sorprende per la sua essenzialità: pochi ornamenti, quasi nessun affresco, eppure un’atmosfera intensa, dove la luce e il marmo dialogano in modo potente.

La storia di Carrara è indissolubilmente legata al marmo, e tale rapporto profondo trova la sua massima espressione nel Museo Civico del Marmo. Fondato nel 1982 e situato lungo Viale XX Settembre, propone un viaggio che tocca secoli di estrazione, lavorazione e creatività. Le sale raccontano la nascita geologica del marmo, l’evoluzione delle tecniche estrattive, la vita dei cavatori e l’impiego artistico di cotanto materiale straordinario. Dall’archeologia industriale alla scultura contemporanea, il percorso restituisce una visione completa di ciò che il marmo ha rappresentato (e continua a rappresentare) per l’identità della città.

Il centro storico ruota attorno a Piazza Alberica, dalla pianta rettangolare, che sorprende per i colori delle facciate degli edifici che la delimitano e per la fontana con la statua neoclassica di Maria Beatrice d’Este, che domina lo spazio con grazia austera. Su uno dei lati si apre il Palazzo delle Logge, elegante esempio di architettura rinascimentale, riconoscibile per il grande loggiato che accompagna lo sguardo lungo tutta la piazza.

Piazza Alberica e monumento con fontana, Carrara
iStock
Piazza Alberica, il cuore di Carrara

Tra gli edifici storici più rappresentativi spicca il Palazzo Cybo Malaspina, noto anche come Palazzo Ducale. Di origine medievale, si distingue per la merlatura che richiama l’architettura fortificata dell’epoca, e ricorda come Carrara sia stata per secoli un centro di potere oltre che di produzione.

Infine, un tour delle cave di marmo è ciò che permette di comprendere davvero l’essenza della città toscana. La Cava Museo Fantiscritti offre uno sguardo toccante sulla vita dei cavatori fino agli Anni Sessanta, grazie a sculture a grandezza naturale che restituiscono scene di lavoro e quotidianità mentre alla Cava Gioia, sulla vetta della montagna, fa bella mostra di sé un enorme murales raffigurante la testa del David di Michelangelo, realizzato dall’artista brasiliano Kobra, visibile da grande distanza. La Cava Michelangelo aggiunge un ulteriore livello di suggestione, con un murales della Genesi che trasforma l’interno in uno spazio quasi sacrale, dove il marmo diventa racconto visivo.

Scorcio di una cava di marmo di Carrara
iStock
Suggestiva cava di marmo di Carrara

Come arrivare

Carrara si trova a nord-ovest della Toscana, a circa 130 chilometri da Firenze, e dista poco più di due ore e mezza da città come Arezzo e Siena. Raggiungerla è semplice, soprattutto in auto, grazie alla vicinanza con l’autostrada A12 Genova-Rosignano che collega la costa tirrenica ligure e toscana. Uscendo al casello dedicato, bastano circa quindici o venti minuti per arrivare in centro.

Da Novara a Varallo Sesia a bordo di un treno storico suggestivo

4 janvier 2026 à 09:30

Amanti dei viaggi a ritmo lento a bordo di splendidi treni storici, questo è l’appuntamento che fa per voi: torna il percorso sui vagoni d’epoca della linea ferroviaria della Valsesia che collega Novara con Varallo Sesia.

Un viaggio imperdibile per scoprire un angolo d’Italia autentico e poco battuto, che custodisce speciali località da esplorare e l’imponente complesso architettonico del Sacro Monte di Varallo, Patrimonio UNESCO. Un percorso lungo 54 chilometri che permette di ammirare paesaggi naturali che cambiano con dolcezza, tra risaie, colline, montagne e borghi storici, respirando l’atmosfera di un tempo che sembra essersi fermato.

Data, tappe e orari del viaggio sul treno storico

Parte il 24 gennaio 2026 il viaggio in treno storico organizzato da Fondazione Fs Italiane, Città di Varallo e Regione Piemonte. Potrete salire a bordo dell’antico centoporte trainato da una locomotiva a vapore, che percorre a ritmo lento l’antica linea inaugurata nel lontano 1886 e lunga 54 chilometri.

Si parte dalla stazione di Novara e si attraversano paesaggi in continua trasformazione: dalle risaie della pianura, con i loro canali e filari di pioppi, alle dolci colline ricche di vigneti e boschi, con fermate previste a Briona, Fara, Sizzano, Ghemme e Romagnano Sesia. Dopo questa fermata il convoglio si inoltra nella Valsesia (conosciuta anche come la “Valle più verde d’Italia”, dominata dal massiccio del Monte Rosa), superando le stazioni di Prato Sesia, Grignasco e le pendici del Monte Fenera, fino a raggiungere Borgosesia, Quarona e infine Varallo, immerso in paesaggi suggestivi.

Proprio in questa destinazione, i viaggiatori potranno partecipare gratuitamente a una visita guidata del centro storico, in programma dalle ore 11.00 alle ore 13.00: si esploreranno le antiche contrade medievali della cittadina, scoprendo la storia locale, dal Medioevo all’età moderna, con tappe dedicate alle botteghe dei prodotti enogastronomici e artigianali tipici del territorio.

A Varallo Sesia si trova anche il Sacro Monte di Varallo, il più antico dei Sacri Monti italiani, fondato alla fine del XV secolo per riprodurre la Gerusalemme biblica. Il complesso, Patrimonio UNESCO dal 2003, ospita cappelle con statue e affreschi a grandezza naturale che narrano la vita di Cristo, integrando arte, architettura e paesaggio. La visita al Sacro Monte offre anche l’occasione di scoprire scorci panoramici sulla città e sulla valle, perfetti per una passeggiata lenta e immersiva tra storia e spiritualità.

L'imponente Sacro Monte di Varallo
iStock
L’imponente Sacro Monte di Varallo

Ecco tutti gli orari delle fermate previste:

  • Novara: Partenza 09:00
  • Briona: Arrivo 09:19 – Partenza 09:20
  • Fara: Arrivo 09:25 – Partenza 09:26
  • Sizzano: Arrivo 09:31 – Partenza 09:32
  • Ghemme: Arrivo 09:36 – Partenza 09:37
  • Romagnano Sesia: Arrivo 09:44 – Partenza 09:45
  • Prato Sesia: Arrivo 09:51 – Partenza 09:52
  • Grignasco: Arrivo 10:02 – Partenza 10:03
  • Borgosesia: Arrivo 10:13 – Partenza 10:14
  • Quarona: Arrivo 10:26 – Partenza 10:27
  • Varallo Sesia: Arrivo 10:40.

Informazioni utili

Le informazioni sui prezzi dei biglietti e sulle modalità di acquisto dei biglietti verranno presto aggiornate sul sito ufficiale dei Treni Turistici, ma intanto possiamo raccontarvi cosa succederà una volta saliti a bordo.

La tariffa comprenderà il viaggio di andata e ritorno sul treno storico trainato dalla locomotiva a vapore, ma anche altri servizi, come l’accoglienza a bordo da parte delle guide turistiche abilitate e dei volontari del Museo Ferroviario Valsesiano e le visite guidate ai luoghi di interesse che verranno presto resi noti dallo stesso museo (sul sito ufficiale Museoferroviariovalsesiano.it).

Questo treno storico, infatti, non è solo un mezzo di trasporto che collega due destinazioni, ma un vero e proprio viaggio esperienziale: tra storia, cultura e gastronomia locale, ogni dettaglio è pensato per far vivere ai passeggeri un’esperienza immersiva, piacevole e adatta a tutta la famiglia, dove ogni fermata diventa un piccolo momento da ricordare.

Mercatini di Natale in Abruzzo, tra borghi incantati, tradizioni e sapori autentici

Par : elenausai10
18 décembre 2025 à 18:00

Il Natale in Abruzzo ha un carattere deciso, ma accogliente. Qui, tutto profuma di legna e dolci tradizionali, mentre le luci si riflettono sui selciati e lo sguardo corre dalle cime del Gran Sasso e della Majella fino ai paesaggi più dolci delle colline e dei trabocchi. Come viverlo al meglio? Visitando i suoi mercatini di Natale!

Ogni paese celebra le festività natalizie con una personalità distinta: da Pescara, dove viene dato ampio spazio anche alla musica, a Campo di Giove, che può essere raggiunto in modo speciale salendo sul Treno dei Mercatini di Natale, uno dei viaggi più amati della Transiberiana d’Italia.

Mercatini a Pescara

Fino al 6 gennaio, Piazza Sacro Cuore a Pescara ospita i tradizionali mercatini di Natale. Qui, troverete 25 casette addobbate dov’è presente anche il trono di Babbo Natale con gli elfi per raccontare fiabe ai bambini, una vecchia cassetta delle Poste per spedire le lettere a Babbo Natale e un piccolo bosco incantato con cervi illuminati.

Tra le bancarelle si trovano prodotti tipici natalizi e specialità abruzzesi. Non mancano stand creativi, come quelli che propongono saponi a tema natalizio, e uno spazio dedicato a onlus locali che presentano le loro attività. Ogni settimana, inoltre, sono previsti concerti dal vivo e DJ set a tema natalizio.

In Piazza della Repubblica, infine, è stata installata una pista di pattinaggio su ghiaccio, trasformando l’intera piazza in un villaggio di Natale illuminato e suggestivo. Per i più piccoli sono previsti anche laboratori al Welcome Center di Piazza Salotto il sabato pomeriggio e la domenica mattina.

Mercatino di Natale a Roccaraso

Raggiungibile con il Treno dei Mercatini di Natale, Roccaraso offre un’atmosfera festiva da fine novembre fino all’Epifania. Tra le località montane più conosciute dell’Appennino, soprattutto grazie ai suoi impianti sciistici, vanta dei mercatini natalizi vivaci, concentrati soprattutto nelle aree centrali del paese. Qui vengono proposti oggetti d’artigianato e prodotti tipici, con una particolare attenzione alle specialità di montagna.

Non mancano dolci tradizionali, bevande calde e piatti sostanziosi, ideali dopo una giornata sulla neve.

Mercatini di Natale a Caramanico

Anche a Caramanico Terme si respira la magia del Natale. Lungo le strade del centro storico, le luminarie, le scenografie e gli spettacoli creano un’atmosfera unica, dove grandi e piccoli possono divertirsi. I bambini possono ballare con gli elfi, scattare una foto ricordo con Babbo Natale e giocare a tombola, mentre tutti i visitatori possono gustare prodotti tipici e scoprire oggetti artigianali realizzati a mano.

Tra le novità di quest’anno c’è la possibilità di pattinare su ghiaccio, visitare la fattoria didattica e godersi giostre come le mongolfiere, il carosello di cavallini con trenino e altre attrazioni per tutta la famiglia. Il centro storico ospita anche la suggestiva “Via dei Presepi”, mentre i giardini d’inverno offrono uno spazio magico immerso tra luci e colori.

Mercatino a Campo di Giove

Dal 22 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, anche Campo di Giove ospita i tradizionali mercatini di Natale. A rendere ancora più unica questa esperienza è la presenza della Transiberiana d’Italia, il treno di Natale che attraversa le montagne abruzzesi offrendo panorami spettacolari. Una volta scesi alla fermata del borgo, potete passeggiare tra le bancarelle, degustare prodotti tipici locali e riscaldarvi con il vin brulé fumante.

I mercatini propongono una vasta selezione di artigianato locale: oggetti unici, creazioni fatte a mano e idee regalo che raccontano tradizioni e mestieri antichi. Campo di Giove, inoltre, è noto per le sue abbondanti nevicate!

Mercatini di Cugnoli

Cugnoli si trasforma ogni anno in un vero e proprio Villaggio di Natale. L’edizione 2025 di Natale al Borgo ha animato l’ultimo fine settimana di novembre, mentre sabato 20 dicembre dalle 17:00, ci sarà la settima edizione del Presepe Vivente. L’iniziativa coinvolge residenti e visitatori in un percorso tra scene della natività, artigianato e momenti di spettacolo dal vivo, ricreando le atmosfere di un Natale autentico.

L’evento rappresenta un’occasione unica per scoprire il borgo, i suoi scorci medievali e la tradizione abruzzese, vivendo le feste con semplicità e partecipazione diretta.

Mercatini natalizi a Penne

Dal 6 dicembre al 6 gennaio, il centro storico di Penne si trasforma in un percorso festoso e luminoso grazie alla III Edizione del Borgo di Babbo Natale. La manifestazione offre attività, spettacoli, letture e momenti dedicati ai bambini e alle famiglie, con la Casa di Babbo Natale al centro delle celebrazioni.

La Casa sarà aperta fino al 21 dicembre dalle 15:00 alle 21:00, con musica dal vivo e accoglienza speciale per i più piccoli. Nei giorni 6, 14 e 21 dicembre, il “Bosco delle Favole” ospiterà La strada di Cioccolato, con letture da Gianni Rodari curate dall’Auser-Biblioteca regionale di Penne. Dal 6 dicembre al 6 gennaio (esclusi 25 dicembre e 1 gennaio), l’Auditorium ospiterà anche esposizioni di presepi e artigianato locale, visitabili dalle 15:30 alle 18:30.

Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, le befane saranno protagoniste alla Casa di Babbo Natale, mentre l’Auditorium accoglierà il torneo amatoriale di Burraco, evento conclusivo della rassegna.

Mercatini di Natale a L’Aquila

Dai primi di dicembre fino all’Epifania, Piazza Duomo a L’Aquila si anima con i mercatini di Natale, un appuntamento tradizionale che trasforma il centro storico in un percorso festoso tra casette in legno dove espositori presentano prodotti artigianali, dolci tipici e decorazioni natalizie. L’edizione del 2025 assume un valore speciale, in vista del 2026, anno in cui L’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura, rendendo l’esperienza ancora più unica.

Qui, potete scoprire l’artigianato locale e gustare le eccellenze gastronomiche del territorio, dai formaggi e salumi al miele, dal farro e zafferano alle lenticchie, senza dimenticare dolci e torroni. Tra le proposte più caratteristiche ci sono le ceramiche di Castelli, i piccoli oggetti in legno e rame per la casa e la bigiotteria artigianale, perfetti come regali o souvenir.

Mercatino natalizio a Sant’Omero

Infine, a Sant’Omero la piazza del paese si trasforma in un vero Villaggio di Babbo Natale, con pista di pattinaggio sul ghiaccio e la casa di Babbo Natale dedicata ai più piccoli. Dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, dalle 10:00 alle 23:00, il borgo accoglierà visitatori di tutte le età con eventi, spettacoli e animazioni, resi possibili dall’impegno della Pro Loco di Sant’Omero APS. Sarà un’occasione per vivere appieno l’atmosfera natalizia, tra divertimento, luci e momenti di festa!

Isola Dovarese, ok ad Accordo Locale Semplificato Palazzo Dovara

4 novembre 2025 à 11:18

La Giunta, su proposta del presidente Attilio Fontana, di concerto con l’assessore a Enti locali e Programmazione negoziata, Massimo Sertori, ha approvato l’adesione di Regione Lombardia all’ipotesi di Accordo Locale Semplificato (Als) con il Comune di Isola Dovarese (Cremona) per la riqualificazione di Palazzo Dovara.

Regione con Comune Isola Dovarese per Palazzo Dovara

Il presidente Attilio Fontana“Ci uniamo al Comune – spiegano il presidente Attilio Fontana e l’assessore Massimo Sertori – in un Accordo Locale Semplificato che vuole riqualificare un importante bene del comune di Isola Dovarese“.

“Ancora una volta – rimarcano governatore e assessore -, Regione Lombardia conferma una grande attenzione verso i piccoli Comuni considerandoli quali autentici punti di forza dei nostri territori”.

Interventi per 150.000 euro di valore sovraccomunale

Si tratta di un intervento complessivo da 150.000 euro con Regione Lombardia pronta a garantire un massimo di 100.000, restando i rimanenti 50.000 a carico della municipalità locale.

L’intervento presenta, per la tipologia e la storia del bene immobile, una valenza sovraccomunale.

Sertori: riqualificazione della parte dell’edificio attualmente dismessa

L'assessore Massimo Sertori“Le azioni di riqualificazione di Palazzo Dovara – dichiara l’assessore Sertori – prevedono interventi di manutenzione straordinaria che vogliono consentire di riutilizzare una porzione dell’edificio attualmente dismessa e non agibile e tenendo anche presente l’esigenza di eliminare le barriere architettoniche per rendere il bene fruibile da parte di tutti”.

“Si tratta di opere che integrano e completano altre azioni manutentive – ricorda l’assessore – che interessano il palazzo e che sono finanziati con fondi Pnrr e Cariplo per trasformare la struttura in un vero e proprio hub culturale“.

The post Isola Dovarese, ok ad Accordo Locale Semplificato Palazzo Dovara appeared first on Lombardia Notizie Online.

‘Corsa del Ricordo’ 2025: anche Milano ‘in campo’ per la memoria

29 octobre 2025 à 13:13

La quarta edizione della ‘Corsa del Ricordo 2025‘, l’evento sportivo che unisce memoria e solidarietà,  è stata presentata a Palazzo Lombardia dal sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi. Promossa da Asi (Associazioni sportive e sociali italiane) Lombardia in collaborazione con Anvgd (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e Top Training ha l’obiettivo di mantenere viva, attraverso il linguaggio dello sport, la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Presentata a Palazzo Lombardia la tappa di Milano della quarta edizione della 'Corsa del Ricordo 2025' è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave con 2 percorsi: 10 (gara competitiva) e 5 km (aperta a tutti).Sport e memoria

L’idea di associare un evento sportivo alla Giornata del Ricordo, il 10 febbraio, (istituita con la  Legge 92 del 30 marzo 2004) nasce proprio per conservare la memoria delle vittime delle foibe e della tragedia vissuta dagli esuli e condividere insieme un momento di unione. La ‘Corsa del Ricordo‘ è così composta da 11 tappe italiane, che vanno da Roma a Milano, passando per Catania, Grosseto, Aversa, Terni, Novara, San Felice del Circeo, Trieste e Latina.

La tappa di Milano

La tappa di Milano è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave e prevede due percorsi: una gara competitiva di 10 chilometri su u percorso certificato Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) e una non competitiva di 5 km, aperta a tutti, con partenza alle ore 9.30.

Corsa del Ricordo 2025 unisce sport, memoria, partecipazione e comunità

“La ‘Corsa del Ricordo’ – ha sottolineato Federica Picchi –  è una manifestazione che sicuramente va oltre il significato sportivo. È infatti un gesto collettivo che unisce memoria, partecipazione e comunità. Ricordare attraverso lo sport significa cioè dare alle nuove generazioni un modo concreto per avvicinarsi alla storia, comprenderla e trasformarla in un impegno civile. Regione Lombardia è quindi orgogliosa di ospitare nel proprio territorio eventi come questo, che promuovono valori di solidarietà, rispetto e condivisione, rafforzando il ruolo dello sport come ponte tra memoria e futuro”.

The post ‘Corsa del Ricordo’ 2025: anche Milano ‘in campo’ per la memoria appeared first on Lombardia Notizie Online.

❌
❌