Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
Aujourd’hui — 16 septembre 2026Flux principal

Atokos, l’isola greca senza abitanti diventata celebre per i maiali selvatici in spiaggia

16 septembre 2026 à 15:00

Nel Mar Ionio esiste una piccola isola privata che negli ultimi tempi è diventata una delle mete più insolite della Grecia. Si chiama Atokos e si trova nei pressi di Itaca, tra le isole dello Ionio. È un territorio disabitato dall’uomo, caratterizzato da una costa prevalentemente rocciosa, piccole baie e acque trasparenti. A renderla famosa, però, non sono soltanto il paesaggio e la sua posizione appartata, ma alcuni abitanti molto particolari: gruppi di maiali selvatici che si muovono liberamente lungo le coste e arrivano fino al mare.

Foto e video degli animali sono diventati virali sui social network, portando Atokos all’attenzione di viaggiatori provenienti da diversi Paesi. L’isola, un tempo conosciuta soprattutto da chi navigava nello Ionio, è oggi inserita negli itinerari di numerose escursioni in barca.

La spiaggia dove i maiali selvatici entrano in acqua

La principale attrazione di Atokos è la spiaggia dove vengono avvistati i maiali selvatici. Gli animali si spostano lungo la riva in cerca di cibo, riposano sulla spiaggia e, quando le temperature aumentano, entrano anche in acqua per rinfrescarsi. La loro presenza ha dato origine al soprannome informale di “Piggy Island”, ormai utilizzato anche per promuovere le escursioni verso l’isola.

I maialini dell'isola di Atokos in Grecia
iStock
Maialini selvatici che nuotano

I maiali sembrano essersi abituati alla presenza delle persone e possono avvicinarsi alle barche e ai visitatori. Secondo le testimonianze raccolte alcuni operatori utilizzano anche della frutta per attirare gli animali vicino alle imbarcazioni. Proprio questa particolare interazione tra fauna e turisti è diventata il soggetto di numerosi video condivisi online.

Atokos conserva comunque caratteristiche naturali che vanno oltre la presenza dei maiali. L’isola della Grecia ha una superficie di circa 4,5 chilometri quadrati, una conformazione prevalentemente montuosa e aspra e raggiunge i 334 metri di altezza. La costa è frastagliata e presenta diverse piccole baie, grotte marine e spiagge di ciottoli bianchi. Tra i punti utilizzati dalle imbarcazioni ci sono One House Bay e Cliff Bay, due insenature con acque particolarmente limpide.

L’isola fa inoltre parte della rete Natura 2000, a tutela di un ambiente marino e terrestre caratterizzato dalla presenza di flora e fauna. Nonostante sia privata e priva di popolazione residente, Atokos non è quindi soltanto una curiosità legata ai suoi maialini neri, ma anche un’area naturale di interesse europeo.

Dove si trova Atokos e come arrivare

Atokos appartiene amministrativamente al comune di Itaca e si trova nel Mar Ionio, a circa 9 chilometri a nord-est di Itaca e a sud-ovest di Kastos. È una piccola isola privata appartenente alla famiglia di armatori greci Tsakos e non dispone di un centro abitato né delle normali infrastrutture turistiche. Sono presenti alcune costruzioni, tra cui una piccola abitazione privata, un pozzo e una cappella dedicata a San Giovanni, ma non ci sono strutture ricettive o servizi destinati al turismo.

Non esistono collegamenti regolari in traghetto per Atokos. L’isola è raggiungibile soltanto via mare, con imbarcazioni private, yacht, gommoni oppure partecipando a escursioni turistiche organizzate. Le partenze possono essere effettuate da Itaca, ma anche da Lefkada e Cefalonia.

La crescente notorietà sui social ha quindi trasformato una piccola isola privata e quasi sconosciuta in una tappa sempre più richiesta soprattutto durante la stagione estiva.

La Toscana apre le porte dei suoi luoghi più segreti: torna la Terra dei 100 Castelli

16 septembre 2026 à 14:00

Ci sono luoghi della Toscana che raccontano storie antiche e che, per gran parte dell’anno, rimangono lontani dai percorsi turistici più conosciuti. Sono castelli, fortezze, torri, pievi e dimore storiche disseminati nel territorio di Massa-Carrara, protagonisti dal 17 al 20 settembre 2026 di una nuova edizione de “La Terra dei 100 Castelli“. Quattro giorni di aperture straordinarie, visite guidate ed esperienze per andare alla scoperta di un patrimonio che conta quasi cento castelli e che comprende anche strutture normalmente non accessibili al pubblico o visitabili solo in rare occasioni.

L’iniziativa è promossa dall’Istituto Valorizzazione Castelli con il contributo della Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest e coinvolge sempre più Comuni, proprietari privati, Pro Loco, associazioni, operatori turistici e realtà culturali. Il supporto di Sigeric, cooperativa specializzata nella valorizzazione turistica della Lunigiana e della provincia, contribuisce inoltre alla costruzione di itinerari, visite ed esperienze capaci di mettere in relazione il patrimonio storico con il paesaggio locale.

Dai castelli Malaspina alle fortezze: i luoghi da scoprire

Il programma permette di scegliere tra numerose aperture distribuite nei diversi comuni della provincia. Tra gli appuntamenti spicca il Castello del Piagnaro di Pontremoli, visitabile dal 17 al 20 settembre dalle 10 alle 18:30, con ultimo ingresso alle 17:30. Il 20 settembre, alle 21:30, sarà inoltre teatro di un concerto di MutaMenti Liliana Sommariva.

Sempre dal 17 al 20 settembre aprirà le porte il Castello Malaspina di Fosdinovo, con visite in diversi orari della giornata (ore 11,12,15,16,17 e domenica anche alle ore 18) e prenotazione consigliata mentre a Massa sarà possibile entrare nella Villa della Rinchiostra, dove sono previste visite guidate ogni ora (giovedì dalle 9 alle 13; venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 19) e l’accesso alla mostra temporanea “Astratto organico” posta al primo piano della Villa.

Il 17 settembre sarà aperto il Castello di Comano con visita guidata alle 18, apericena alle 19 e musica alle 21:30.

Il 18 settembre sono in programma visite alla Pieve di Codiponte (alle ore 16), al Castello di Pontebosio (alle 17:30), con aperitivo incluso, e al Castello di Avenza sulla Via Francigena (alle 15:15).

Il 19 settembre il programma prevede visite guidate al Castello di Bagnone (alle ore 11), al Castiglione del Terziere (alle 9:30 e alle 11), al Castello di Moneta (alle 15), al Castello di Pallerone (alle ore 15), al Castello Malaspina della Verrucola (alle 11) e alla Pieve di Montedivalli (alle ore 17).

Il Castello di Lusuolo, la Fortezza della Brunella e la Torre di Mulazzo saranno aperti sia il 19 che il 20 settembre con diversi orari.

Il 20 settembre sarà invece possibile visitare il Castello Aghinolfi di Montignoso, aperto dalle 10 alle 18 senza prenotazione, oltre al Castello Malaspina di Monti e al Castello di Bastia.

Per molte visite la prenotazione sarà obbligatoria quindi si consiglia di consultare il sito ufficiale dell’Istituto Valorizzazione Castelli per avere informazioni precise a riguardo.

Torna la Terra dei 100 Castelli in Toscana
Ufficio Stampa
Castello di Comano

Non solo castelli: bici, borghi segreti e musica

La Terra dei 100 Castelli amplia il racconto del territorio anche attraverso proposte dedicate al turismo attivo. Tra queste ci sono Filattiera Segreta, visita guidata in programma il 18 settembre, e due itinerari “Pedala e gusta”: il primo nelle Terre dello Spino Secco, tra Mulazzo e Tresana, e il secondo lungo la Ciclovia dei Castelli, tra Filattiera, Bagnone e Villafranca in Lunigiana. Entrambi prevedono percorsi in bicicletta abbinati alla scoperta del territorio e delle sue tradizioni.

Per informazioni e prenotazioni scrivere a info@sigeric.it.

A completare il programma ci sono anche gli appuntamenti musicali, con concerti ospitati in alcuni dei luoghi storici coinvolti nell’iniziativa.

Oltre all’evento di MutaMenti del 20 settembre al Castello del Piagnaro di Pontremoli, si potrà ascoltare musica anche al Castello di Comano il 17 settembre con MutaMenti Nascente Trio e al Castello Malaspina di Monti il 18 settembre con MutaMenti Max De Aloe.

Il programma completo di orari si trova sul sito ufficiale dell’evento.

In Toscana arriva un evento magico: la Terra dei 100 Castelli
Ufficio Stampa
Castello di Pontebosio

Le sagre dell’uva e del vino da non perdere in Italia quest’anno

16 septembre 2026 à 13:00

Con l’arrivo dell’autunno, l’Italia torna a celebrare uno dei suoi prodotti più identitari: il vino. È il momento della vendemmia, dei magnifici borghi che si animano, delle cantine che aprono le porte ai visitatori e delle sagre che portano in piazza uva, calici, ricette locali e antiche tradizioni. Sono tantissimi gli appuntamenti del 2026 che permettono di abbinare una gita fuori porta alla scoperta dei territori del vino.

Abbiamo selezionato dieci feste e manifestazioni da segnare in agenda, tra grandi eventi enoturistici e sagre storiche. Un’occasione per conoscere denominazioni e vitigni, assaggiare ottime specialità regionali e vivere l’atmosfera della vendemmia nel periodo più suggestivo dell’anno.

Cantine Aperte in Vendemmia

Fino al 25 ottobre 2026 le cantine del Movimento Turismo del Vino apriranno le porte durante le settimane più vive dell’anno. L’iniziativa Cantine Aperte in Vendemmia permette di seguire il percorso dell’uva dalla vigna alla cantina, tra raccolta, pigiatura, fermentazione e primi assaggi.

Il programma cambia da territorio a territorio e comprende vendemmie didattiche, degustazioni, picnic tra i filari, passeggiate, musica, pranzi e cene in vigna. Non mancano proposte pensate per le famiglie, con attività per bambini e occasioni per vivere la campagna. Un modo originale per scoprire il vino italiano direttamente nei luoghi in cui nasce.

65ª Festa del Vino del Monferrato (AL)

Casale Monferrato ospiterà la 65ª Festa del Vino del Monferrato il 18, 19 e 20 e il 25, 26 e 27 settembre 2026. In piazza Castello e al Mercato Pavia saranno protagonisti 30 produttori di vino monferrino e 31 Pro Loco, con migliaia di posti a sedere e un ricco percorso gastronomico.

Accanto ai calici troveranno spazio alcuni dei piatti più rappresentativi della cucina monferrina, dagli agnolotti alla panissa, dai friciulin ai fritti misti, fino alla bagna cauda. La festa permette così di scoprire il territorio attraverso il suo abbinamento più autentico: vino e cucina locale.

I partecipanti all’evento avranno anche l’opportunità di decretare “il Vino della Festa 2026“.

140ª Festa dell’Uva di Merano (BZ)

Dal 16 al 18 ottobre 2026 Merano celebrerà 140 anni di Festa dell’Uva. La manifestazione, nata nel 1886, è una delle tradizioni più radicate della città altoatesina e nel 2026 tornerà con un programma che intreccia memoria e contemporaneità.

La festa proporrà musica e folklore, specialità autunnali e iniziative che raccontano la cultura locale, in un’atmosfera capace di unire tradizione e apertura verso il futuro. Il momento più caratteristico sarà quello della domenica con la sfilata con carri allegorici, bande e gruppi in costume tradizionale che trasmormerà Merano in un grande palcoscenico dedicato alla vendemmia.

Le sagre dell'uva 2026 in Italia
iStock
Il borgo di Merano

Festival Franciacorta in Cantina (BS)

Dal 18 al 20 settembre 2026 la Franciacorta celebrerà il suo vino più famoso con un intero weekend dedicato a cantine, degustazioni e territorio. Le aziende partecipanti proporranno visite e assaggi, ma anche esperienze gastronomiche, culturali e all’aria aperta.

Il Festival è pensato per andare oltre il calice e raccontare il paesaggio tra vigneti, castelli, monasteri e dimore storiche. Nel programma 2026 saranno presenti anche appuntamenti “Focus Franciacorta”, con masterclass, degustazioni verticali, visite ai vigneti e incontri con produttori ed enologi.

98ª Festa dell’Uva di Soave (VR)

Dal 18 al 20 settembre 2026 il borgo scaligero di Soave ospiterà la 98ª Festa dell’Uva. L’appuntamento celebra il legame tra il paese e la sua tradizione vitivinicola, portando nel centro storico eventi e iniziative dedicate all’uva e al vino.

La festa è anche un’opportunità per visitare uno dei borghi medievali più suggestivi del Veneto e abbinarvi una passeggiata tra le mura, il castello e le colline vitate che circondano Soave. Un appuntamento ideale per chi cerca una gita d’autunno tra paesaggio, storia e sapori.

59ª Sagra dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro (MO)

Il 19 e 20 e il 25, 26 e 27 settembre 2026 Castelvetro di Modena festeggerà la 59ª edizione della Sagra dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa. Il borgo collinare modenese si animerà con degustazioni, musica, street food e appuntamenti dedicati alla tradizione vitivinicola locale.

Durante la manifestazione sarà previsto il percorso Degustazione Lambrusco Grasparossa con 14 aziende vitivinicole del territorio che propongono imperdibili assaggi. È una buona occasione per conoscere il Lambrusco Grasparossa direttamente nel territorio di produzione e passeggiare tra il centro storico, le botteghe e gli spazi della festa.

74ª Sagra Provinciale dell’Uva di Riolo Terme (RA)

Dal 25 al 27 settembre 2026 Riolo Terme, in Emilia-Romagna, festeggerà la 74ª Sagra Provinciale dell’Uva. Tre giorni dedicati a sapori, musica e tradizioni, con un programma che mette al centro l’uva e il vino ma anche la convivialità romagnola.

Tra gli appuntamenti gastronomici spicca la grande polentata del venerdì al Parco Pertini, mentre il programma proporrà gara di pigiatura, giochi, spettacoli e serate musicali. La sagra è l’occasione per vivere una festa popolare legata alla vendemmia e scoprire un angolo dell’entroterra romagnolo.

Da non perdere la Camminata della Sagra dell’Uva di domenica 27 settembre, un percorso guidato tra calanchi e gessi.

70ª Festa dell’Uva di Arcevia (AN)

Dal 24 al 27 settembre 2026 il centro storico di Arcevia, nelle Marche, ospiterà la 70ª Festa dell’Uva, una delle ricorrenze più sentite dell’autunno marchigiano. Per quattro giorni il borgo celebrerà la vendemmia con vino, cucina locale, musica e iniziative per tutte le età. Tra i momenti più attesi dell’evento c’è “Vergara in Gara” una competizione dedicata alle sfogline e agli sfoglini per eleggere la migliore tagliatella.

Le vie e le piazze si trasformeranno in un percorso del gusto grazie alle Locande del Buon Ristoro, dove assaggiare ricette della tradizione accompagnate dai vini delle colline della Val Mivola. È un appuntamento ideale per unire una festa popolare alla scoperta dell’entroterra marchigiano.

43ª Festa dell’Uva e del Vino di Chiusi (SI)

Dal 25 al 27 settembre 2026 Chiusi, in Toscana, celebrerà la 43ª Festa dell’Uva e del Vino. Nel centro storico apriranno cantine, enoteche e taverne, creando un percorso tra degustazioni, cucina tradizionale, musica e spettacoli. Il programma comprenderà anche street band, folklore, cene nelle taverne e degustazioni in Piazza Duomo.

Nei giorni che precedono la festa, dal 18 al 24 settembre, è previsto inoltre un calendario di appuntamenti “Aspettando la festa…”, con musica, apertura dell’enoteca, street food e degustazioni.

102ª Sagra dell’Uva di Marino (RM)

Tra gli appuntamenti più celebri del Lazio c’è la storica Sagra dell’Uva di Marino, in programma il 26 e 27 settembre e poi il 3, 4 e 5 ottobre 2026. La festa è profondamente legata alla tradizione vitivinicola dei Castelli Romani e richiama ogni anno visitatori per celebrare il raccolto e il vino locale.

Il cuore della manifestazione è il rapporto tra città e tradizione agricola, con eventi, degustazioni e momenti spettacolari. È una delle feste più caratteristiche dell’autunno romano e un’occasione per scoprire Marino e i suoi dintorni in un periodo particolarmente vivace.

Hier — 15 septembre 2026Flux principal

Vola in autunno verso tre città europee da 15 euro con la promozione Vueling

15 septembre 2026 à 15:00

L’autunno può essere il momento ideale per concedersi una pausa dalla routine e scoprire una nuova città, soprattutto quando si trovano tariffe convenienti. Vueling propone una nuova promozione che permette di prenotare alcuni voli con sconti fino al 20%, per viaggiare tra il 1° ottobre 2026 e il 31 gennaio 2027. L’offerta è disponibile per acquisti effettuati dal 15 al 20 settembre, sul sito della compagnia o tramite l’app mobile, ed è valida su una selezione di voli diretti operati da Vueling, fino a esaurimento dei posti disponibili. Il prezzo finale può variare in base ai servizi accessori scelti.

Tra le combinazioni disponibili ci sono alcune proposte particolarmente interessanti per organizzare un city break nei prossimi mesi. Dalle atmosfere autunnali di Bruxelles alla vivacità di Bilbao, fino a una Barcellona da vivere lontano dalla piena stagione turistica, ecco tre idee che abbiamo selezionato per voi da prendere al volo.

Da Firenze a Bruxelles

Novembre può essere davvero una buona occasione per scoprire Bruxelles con un’atmosfera decisamente autunnale. In questo periodo la capitale belga si presta a passeggiate suggestive dalla Grand-Place fino ai suoi diversi quartieri, entrando in piccoli locali e birrerie artigianali per una pausa al riparo dal clima più fresco. La città è particolarmente interessante anche per la sua scena gastronomica, tra street food, cioccolato e specialità locali come le waffle belghe o le patatine fritte.

Vale la pena dedicare un po’ di tempo al quartiere del Sablon, con le sue boutique e le gallerie d’arte moderna e contemporanea, oppure esplorare le zone più creative della città come Ixelles e Saint-Gilles. Novembre è inoltre un buon periodo per alternare passeggiate e musei, approfittando delle numerose proposte culturali di Bruxelles. Sicuramente da non perdere l’iconico Atomium e il Museo Magritte.

Il volo da Firenze a Bruxelles del 22 novembre parte da 28 euro a persona.

Nuova promozione Vueling per partire in autunno
iStock
Bruxelles, Belgio

Da Venezia a Bilbao

Ottobre è invece perfetto per visitare Bilbao, quando l’autunno permette ancora di vivere la città camminando senza il caldo dei mesi estivi. Oltre ai grandi musei, come il Guggenheim, si può dedicare una parte della giornata alla scoperta del Casco Viejo, il centro storico attraversato da strade strette e piazze dove fermarsi per assaggiare i tantissimi tipi di pintxos.

Una passeggiata lungo la Ría de Bilbao durante una giornata di sole offre un punto di vista diverso sulla città, tra architettura contemporanea e quartieri, come Bilbi o Abando, che negli ultimi decenni hanno cambiato volto. In autunno può essere piacevole anche raggiungere i dintorni della città per ammirare il paesaggio dei Paesi Baschi. Una tappa consigliata è Hayedo de Otzarreta nel Parco Naturale del Gorbeia con i suoi spettacolari faggi secolari.

Andare da Venezia a Bilbao il 29 ottobre costa da 22 euro a persona.

Da Milano Malpensa a Barcellona

Dicembre è ideale per scoprire una Barcellona diversa da quella dei mesi più affollati. Le temperature generalmente più miti rispetto a molte altre città europee permettono di passeggiare a lungo, alternando i quartieri del centro, come El Born o El Raval, alle zone meno turistiche come Sant Andreu.

Dicembre porta inoltre in città un’atmosfera particolare, tra mercatini, decorazioni e tradizioni natalizie. È il momento giusto per curiosare tra le bancarelle e fermarsi in una caffetteria per una pausa. Per chi ama l’arte, poi, i musei rappresentano una valida alternativa nelle giornate più fresche. Da non perdere il Museo Picasso e la Fondazione Joan Miró.

Si può volare da Milano Malpensa a Barcellona il 1° dicembre da 15 euro a persona.

À partir d’avant-hierFlux principal

Ferrara conquista il Guardian con arte rinascimentale, tradizione gastronomica e ritmi lenti

10 septembre 2026 à 07:30

Ci sono città italiane che conquistano per i grandi monumenti e quelle che, invece, sorprendono proprio per la possibilità di scoprirle senza fretta. Ferrara, in Emilia-Romagna, appartiene alla seconda categoria e il suo fascino ha attirato anche l’attenzione del Guardian, che l’ha inserita tra le destinazioni europee più interessanti per chi cerca brevi soggiorni lontano dalle mete più affollate.

Qui l’Italia sembra quasi avere il volume abbassato: le strade sono tranquille, le biciclette diventano un modo naturale per muoversi e l’arte rinascimentale può essere ammirata con maggiore calma. Un’atmosfera che permette di vivere la città non soltanto attraverso i suoi monumenti, ma anche seguendo ritmi più lenti e assaporando la piacevole quotidianità.

Ferrara, il fascino del Rinascimento

L’incredibile cuore del fascino di Ferrara si trova innanzitutto nel suo patrimonio storico e artistico. La città conserva infatti una straordinaria eredità rinascimentale, che si inserisce armoniosamente nell’impianto urbano e nelle sue architetture in mattoni e terracotta.

Tra i luoghi simbolo spicca il Palazzo dei Diamanti, uno degli edifici più riconoscibili della città grazie alla caratteristica facciata decorata da migliaia di bugne a forma di diamante. La visita può trasformarsi in un’esperienza particolarmente piacevole proprio quando l’affluenza è contenuta: entrare nelle sue sale quasi deserte consente di soffermarsi sulle opere d’arte e cogliere con maggiore attenzione i dettagli del patrimonio ferrarese. Il Palazzo dei Diamanti è uno spazio espositivo che ospita diverse mostre temporanee di arte antica e moderna.

Ma per respirare davvero l’atmosfera della città bisogna anche allontanarsi dai luoghi più celebri e perdersi tra le strade del centro storico.

Via delle Volte, con i suoi caratteristici passaggi sospesi, la pavimentazione in acciottolato e l’atmosfera medievale restituisce immediatamente quella sensazione di una Ferrara autentica e raccolta che ha conquistato il Guardian. Le mattine in città possono iniziare proprio in questa zona, passeggiando tra le stradine ancora tranquille e lasciandosi accompagnare dal profumo dei dolci appena sfornati.

In bicicletta tra le mura e i sapori della tradizione

Uno degli aspetti che rendono Ferrara particolarmente adatta a un viaggio lento è il modo in cui si presta a essere esplorata in bicicletta. Pedalare permette di attraversare il centro storico senza fretta e di raggiungere anche le zone che circondano l’antico nucleo urbano.

Al tramonto, un itinerario ideale può seguire le mura di terracotta, che raccontano la storia della città e offrono un punto di vista diverso sul suo patrimonio architettonico. Il ritmo diventa quello della pedalata, tra scorci tranquilli e angoli in cui fermarsi per una pausa.

E dopo aver esplorato il cuore di Ferrara, arriva il momento di scoprirne anche la tradizione gastronomica. Nelle piccole trattorie locali si possono assaggiare i cappellacci di zucca, uno dei piatti più rappresentativi della cucina ferrarese: pasta fresca ripiena di zucca, spesso accompagnata da condimenti capaci di valorizzarne il gusto delicato.

È proprio questa combinazione tra arte, bicicletta, strade silenziose e cucina locale a rendere Ferrara una destinazione capace di far rallentare il viaggio, trasformando anche un breve soggiorno in un’esperienza da assaporare con calma.

Ferrara elogiata dal Guardian
iStock
Via Giuseppe Mazzini di Ferrara

Cagliari conquista il Guardian, la città sarda tra mare e sapori

9 septembre 2026 à 14:00

C’è un’Italia che non ha bisogno di grandi folle di turisti per conquistare chi la visita. È quella delle città dove il mare si incontra con la cucina locale, i panorami si aprono improvvisamente dietro i tetti delle case e l’atmosfera invita a rallentare. Tra le destinazioni europee più piccole e tranquille suggerite dal The Guardian per un breve soggiorno c’è anche Cagliari, capoluogo della Sardegna, apprezzata per la sua capacità di offrire bellezza, autenticità e sapori locali lontano dalle mete più affollate.

La città sarda viene raccontata come una destinazione ideale per chi cerca il mare senza rinunciare alla scoperta del centro storico e alla buona tavola. Una combinazione che permette di vivere un soggiorno rilassato, tra spiagge cittadine, mercati ricchi di prodotti locali e scorci panoramici sul Mediterraneo.

Dal Poetto al cuore storico di Cagliari

Il primo richiamo è naturalmente il mare. Cagliari può contare sul Poetto, una delle spiagge cittadine più belle d’Europa, una lunga distesa di sabbia che rappresenta uno dei luoghi simbolo del capoluogo sardo. Ma il suggerimento del The Guardian è proprio quello di andare oltre la spiaggia più famosa per scoprire le altre anime della città.

Dal porto, il centro storico si sviluppa in salita attraverso i suoi quartieri più caratteristici. Tra questi spicca il Castello, l’antico quartiere che domina la città e custodisce alcuni dei suoi scorci più suggestivi. A segnare l’ingresso a questa parte storica di Cagliari è il Bastione Saint-Rémy, elegante struttura panoramica dalla quale lo sguardo abbraccia i tetti della città e la costa.

È uno di quei luoghi in cui vale la pena fermarsi semplicemente per osservare il paesaggio, lasciando che siano le sfumature del mare e dell’architettura a raccontare la città. Cagliari, infatti, sembra invitare a una visita senza fretta, alternando passeggiate nel centro storico a momenti di relax sul litorale.

Sempre nel quartiere storico di Castello, all’interno della Cittadella dei Musei, si trova anche il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari che custodisce oltre 4000 oggetti che narrano una lunga storia di quasi 7000 anni (dalla Preistoria all’Alto Medioevo).

Il The Guardian elogia Cagliari
iStock
Cagliari in Sardegna

Mercati, frutti di mare e cucina sarda

A conquistare il The Guardian non sono però soltanto il mare e i panorami. Un ruolo importante è quello della gastronomia, a partire dall’enorme mercato coperto della città, descritto come un vero tripudio di prodotti locali. Sui banchi si incontrano frutti di mare freschissimi, pecorino sardo e dolci tradizionali preparati con la frutta secca, che offrono un assaggio della ricchezza della cucina della Sardegna.

Il pesce, inoltre, rappresenta uno dei punti di forza di Cagliari anche per il buon rapporto tra qualità e prezzo. Tanti i ristoranti locali dove assaggiare piatti di pesce della tipica tradizione sarda. Tra le specialità ci sono l’orata e i calamari alla griglia, capaci di trasformare una semplice cena in uno dei momenti più piacevoli del soggiorno.

Cagliari è una città dove mare, storia, panorami e cucina convivono a ritmo lento.

Cagliari, un mix tra mare e cultura che affascina il The Guardian
iStock
Sabbia bianca della spiaggia di Poetto

La misteriosa fortezza inglese dove vivono draghi enormi: il Castello di Lincoln

2 septembre 2026 à 15:00

Nel cuore di una delle città storiche più affascinanti dell’Inghilterra esiste una fortezza che sembra uscita da una fiaba. È il Castello di Lincoln, imponente edificio medievale che da quasi mille anni domina la città e che oggi ospita anche tre giganteschi draghi. L’ultimo arrivato è il più grande di tutti: si chiama Hastings, misura cinque metri e scruta dall’alto i visitatori, aggiungendo un tocco fantastico a un luogo già ricco di storia.

La storia del Castello di Lincoln

La storia del Castello di Lincoln affonda le sue radici nell’epoca normanna. Fu Guglielmo il Conquistatore a ordinarne la costruzione nel 1068, appena due anni dopo la celebre battaglia di Hastings. L’obiettivo era consolidare il controllo normanno sul territorio e sorvegliare una città strategica dell’Inghilterra settentrionale. La fortezza venne edificata in parte riutilizzando le antiche strutture romane di Lindum Colonia presenti sulla collina.

Nel corso dei secoli il castello fu teatro di assedi e conflitti, oltre a essere utilizzato come sede di giustizia e prigione. Un capitolo particolarmente importante è legato alla Magna Carta: proprio qui venne conservato uno dei soli quattro esemplari originali del 1215. Oggi il documento è esposto insieme alla Charter of the Forest del 1217, un altro storico testo legale, nella suggestiva e sotterranea David P J Ross Magna Carta Vault.

Cosa fare e vedere al castello

La visita permette di attraversare quasi mille anni di storia. Uno dei percorsi più suggestivi è la passeggiata sulle mura medievali (al momento aperta parzialmente per via dei lavori di restauro), che consente di camminare lungo le antiche mura e raggiungere torri e punti panoramici. Da qui si possono ammirare la città di Lincoln e il paesaggio circostante, immergendosi nell’atmosfera medievale della fortezza.

Meritano una visita anche la Prigione Vittoriana, con le sue celle su più livelli e la particolare cappella interna (unico esemplare al mondo di struttura religiosa costruita con il “sistema separato”), e il caveau dedicato alla Magna Carta. Ma oggi sono soprattutto i draghi a catturare l’immaginazione dei visitatori.

Hastings, arrivato nell’agosto 2026, è il terzo drago del castello e anche il più grande. La gigantesca scultura squamosa è posizionata sopra l’Heritage Skills Centre e si ispira alle creature mitologiche raffigurate nell’Arazzo di Bayeux. Il suo nome richiama proprio la battaglia del 1066.

Hastings si è unito a Lucy, arrivata nel 2022, e Norman, che l’ha raggiunta l’anno successivo. I due sembrano emergere dalle antiche mura della fortezza e contribuiscono a trasformare la visita in un’esperienza particolarmente coinvolgente anche per le famiglie.

Per informazioni circa orari e giorni di apertura e per acquistare i biglietti, consultare il sito ufficiale del Castello di Lincoln.

Cosa vedere al Castello di Lincoln
Getty Images
I draghi del Castello di Lincoln

Dove si trova e come andare

Il Castello di Lincoln si trova di fronte alla Cattedrale di Lincoln, nella parte alta e storica della città. La zona comprende anche vicoli acciottolati, negozi indipendenti e la celebre Steep Hill, una salita, particolarmente ripida ma scenografica, che unisce la parte bassa alla cittadella storica.

Lincoln è raggiungibile in treno da diverse città inglesi, tra cui Londra (in circa 1 ora e 46 minuti), Nottingham, Sheffield, Leicester, Peterborough e Doncaster. Dalla stazione centrale di Lincoln il castello dista circa 20 minuti a piedi oppure 10 minuti in auto. Sono inoltre disponibili collegamenti in autobus dal centro cittadino come il Lincoln Walk & Ride.

Per chi arriva in automobile sono presenti diversi parcheggi nelle vicinanze, mentre l’aeroporto più vicino è quello di East Midlands, a circa 80 chilometri.

Le 10 gemme nascoste migliori per viaggiare lavorando da remoto: una città italiana in classifica

2 septembre 2026 à 14:00

Lavorare da remoto permette di trasformare una vacanza in un soggiorno più lungo, scegliendo destinazioni dove internet funziona bene, gli affitti sono accessibili e la vita quotidiana non pesa troppo sul budget. Non sempre, però, le mete più famose sono anche le migliori per i nomadi digitali. Un nuovo studio realizzato dalla piattaforma BC Game ha analizzato 20 piccole città europee, individuando le dieci più adatte a chi lavora viaggiando. Tra connessioni veloci, sicurezza, coworking e costi contenuti, ecco le gemme nascoste da prendere in considerazione.

Palencia, la migliore città europea per i nomadi digitali

Al primo posto della classifica c’è Palencia, in Spagna, che conquista un punteggio complessivo di 100 su 100. La città offre un ottimo equilibrio tra qualità della vita e costi, a partire da un indice di sicurezza di 94,12/100. Anche la connessione internet rappresenta un punto di forza, con una velocità media di 267 Mbps, ideale per videochiamate, trasferimenti di file e attività professionali online.

A rendere Palencia ancora più interessante sono le spese quotidiane: un appartamento con una camera da letto in centro costa circa 698 dollari al mese, mentre un caffè costa appena 1,75 dollari. Anche mangiare fuori rimane conveniente, con un pasto in un ristorante economico che si aggira intorno ai 12 dollari. Una combinazione che rende questa destinazione spagnola particolarmente interessante per soggiorni di medio periodo.

Le 10 gemme nascoste migliori per i nomadi digitali
iStock
Vista panoramica dal drone sulla città di Palencia

Matera, la sorpresa italiana della classifica

L’unica destinazione italiana presente nella top 10 è Matera, in Basilicata, città celebre per i suoi Sassi e per il patrimonio storico e paesaggistico. Nella classifica dedicata alle migliori piccole città europee per lavorare da remoto raggiunge un indice di sicurezza di 80/100.

La velocità media della banda larga, pari a 87 Mbps, è inferiore rispetto alle altre destinazioni ai vertici della graduatoria, ma Matera può contare su costi del caffè contenuti, circa 2,10 dollari, e su un affitto mensile in centro di circa 737 dollari. Per chi desidera alternare giornate di lavoro alla scoperta di una delle città più suggestive d’Italia, rappresenta una soluzione particolare e fuori dai circuiti più scontati del nomadismo digitale.

Le 10 città perfette per lavorare da remoto
iStock
I Sassi di Matera

La top 10

Lo studio ha preso in considerazione diversi elementi: velocità media della connessione internet, affitto di un appartamento con una camera da letto in centro, sicurezza, numero di caffè e spazi di coworking, prezzo del caffè e costo di un pasto economico. Il risultato premia soprattutto le destinazioni capaci di offrire un buon equilibrio tra infrastrutture e spese.

Ecco la top 10:

  1. Palencia, Spagna – sicurezza 94/100, internet 267 Mbps, affitto 698 dollari;
  2. Soria, Spagna – sicurezza 87/100, internet 277 Mbps, affitto 582 dollari;
  3. Vaduz, Liechtenstein – sicurezza 92/100, internet 286 Mbps, affitto 1.427 dollari;
  4. Le Havre, Francia –  internet 312 Mbps, affitto 524 dollari.
  5. Angers, Francia – internet 257 Mbps, affitto 664 dollari;
  6. Akureyri, Islanda – sicurezza 80/100, internet 279 Mbps, affitto 1.783 dollari;
  7. Reims, Francia – internet 288 Mbps, affitto 705 dollari;
  8. Digione, Francia – internet 271 Mbps, affitto 646 dollari;
  9. Tartu, Estonia – sicurezza 77/100, internet 136 Mbps, affitto 659 dollari;
  10. Matera, Italia – sicurezza 80/100, internet 87 Mbps, affitto 737 dollari.

Tra le destinazioni spicca Le Havre, che registra la connessione più veloce, pari a 312 Mbps, e uno degli affitti più bassi. Akureyri, invece, porta i nomadi digitali fino ai paesaggi artici dell’Islanda, mentre Soria si distingue per il rapporto tra tranquillità, sicurezza e costi contenuti.

Nel Regno Unito ci sono 7 castelli in vendita per poter vivere come un Royal

1 septembre 2026 à 12:00

Il Regno Unito è una terra di castelli, dimore storiche e antiche tenute che raccontano secoli di storia. Se ne contano oltre 4.000 e, anche se la maggior parte non è acquistabile, alcune proprietà sono sorprendentemente disponibili sul mercato.

Si va dalle autentiche fortezze medievali alle dimore più moderne, fino a una curiosa riproduzione costruita in stile medievale. E per chi può permetterselo, vivere come un vero Royal non è soltanto un sogno: ecco 7 castelli in vendita nel Regno Unito.

Glengorm, sull’Isola di Mull

Sulla costa dell’Isola di Mull, in Scozia, Glengorm è una proprietà da sogno per chi cerca privacy e natura. Il castello è stato recentemente ristrutturato e si estende su ben 3.702 acri, con oltre cinque chilometri di costa frastagliata.

L’acquisto comprende 17 proprietà, un’azienda agricola con allevamento di bestiame, una caffetteria e un’attività di affitti turistici. Non mancano tre laghi e oltre 260 acri di bosco. Per diventare proprietari servono offerte superiori a 9 milioni di sterline.

Castello di Cloncaird, nel South Ayrshire

Le origini del Castello di Cloncaird risalgono alla fine del XVI secolo, quando fu costruito come casa-torre fortificata. La dimora, legata alla famiglia Mure di Auchendrane, dispone oggi di sette saloni, 15 camere da letto e otto bagni, con interni rinnovati.

La tenuta comprende inoltre nove cottage, uno spazio per eventi, annessi e terreni agricoli. Il prezzo richiesto è di 3 milioni di sterline.

Haltwhistle, nel Northumberland

Questo castello è un edificio classificato di Grado 1, una delle categorie di tutela più importanti in Inghilterra e Galles (come Buckingham Palace e la Torre di Londra). Le sue origini risalgono al Medioevo e alcune parti della struttura potrebbero essere state costruite già nel XII secolo.

La proprietà comprende 4,51 acri di parco protetto, una residenza del XVII secolo e otto camere da letto. Il prezzo è di 2 milioni di sterline, ma la tutela impone regole molto rigide per eventuali modifiche.

Tawstock, a Barnstaple

Con appena 8,41 acri e quattro camere da letto, Tawstock è una delle proprietà più piccole della selezione. Il suo fascino, però, è tutto nei dettagli: un tavolo rotondo in stile Re Artù, un camino decorato, un ufficio nella torretta, stanze segrete e una terrazza panoramica. C’è persino una connessione internet in fibra ottica ad alta velocità sotterranea. La richiesta è di 1,35 milioni di sterline.

Castello di Brechin

Costruito originariamente nel XIII secolo, il Castello di Brechin conserva soprattutto elementi risalenti al XVIII secolo. Nel corso della sua storia ha ospitato poeti, clan, conti e persino re Giacomo. La dimora offre 16 camere da letto, 10 bagni e otto soggiorni, oltre a 40 acri di terreno, cinque cottage e un giardino recintato. Il prezzo è di 1,6 milioni di sterline e gli interni hanno conservato le decorazioni originali.

Pottens Mill Lane, Heathfield

Una curiosa eccezione è questa proprietà di Heathfield, che non è un castello autentico ma una costruzione realizzata circa 25 anni fa con materiali di recupero e ispirata all’architettura medievale. Tra cottage e castello, dispone di 7-8 camere da letto, sei bagni, quattro soggiorni e dieci acri di terreno. Costa 2,25 milioni di sterline.

Holmes Chapel Road, Lower Withington

Per chi cerca il massimo del lusso, questa tenuta da 25 milioni di sterline comprende 94 acri di parco storico, un lago di cinque acri, una grande scuderia, garage, paddock, addirittura due castelli separati e una tenuta di campagna. Gli interni ospitano piscine, sale da biliardo e numerosi saloni. Una proprietà talmente sontuosa da sembrare uscita direttamente da un film.

Dalla Liguria alla Sicilia, 5 (+1) luoghi d’Italia scelti dal Times

1 septembre 2026 à 11:00

In Italia accanto alle destinazioni più celebri esistono città d’arte, borghi e paesaggi capaci di regalare esperienze altrettanto memorabili. A indicare 5 luoghi da non perdere in Italia è il The Times, attraverso la selezione personale della travel expert Julia Buckley.

La lista attraversa il Paese da nord a sud e comprende Genova, Pienza e Mussomeli, Urbino, Valtiberina e Pantelleria, cinque destinazioni molto diverse tra loro, accomunate da storia, arte e paesaggi straordinari.

Tre fughe d’autunno a prezzi folli con la promo speciale Ryanair

1 septembre 2026 à 09:57

Il rientro a scuola può diventare anche l’occasione per concedersi una breve fuga d’autunno. Ryanair lancia infatti uno “Speciale rientro a scuola”, promozione dedicata a chi vuole programmare un viaggio tra settembre e ottobre. L’offerta, da prenotare entro il 3 settembre 2026, prevede un 20% di sconto sui voli per partenze nel periodo compreso tra il 4 settembre e il 31 ottobre 2026.

Nei dintorni di Parigi apre un parco a tema Dragon Ball

30 août 2026 à 13:00

Un nuovo parco a tema dedicato a Dragon Ball è pronto a entrare nei progetti più curiosi della regione parigina, anche se il suo annuncio ha già fatto discutere in Francia. L’iniziativa, finanziata dall’Arabia Saudita, punta infatti a trasformare l’area di Cergy-Pontoise in una nuova grande destinazione per il divertimento internazionale. Una scelta che ha suscitato qualche perplessità tra chi avrebbe preferito valorizzare maggiormente la cultura e la creatività francesi, ma che promette anche importanti ricadute economiche e occupazionali.

Il progetto nasce da un accordo tra Francia e Arabia Saudita e prevede la realizzazione di tre parchi di divertimento alle porte di Parigi. Uno sarà dedicato all’universo creato da Akira Toriyama, trasformando il mondo di Goku e dei suoi compagni in una vera esperienza immersiva.

Il parco Dragon Ball sorgerà sull’ex area di Mirapolis

Il futuro parco a tema Dragon Ball sarà realizzato a Cergy-Pontoise, nel Val d’Oise, a nord-ovest di Parigi, sull’area che un tempo ospitava Mirapolis. Il parco divertimenti inaugurato nel 1987 ebbe però vita breve e chiuse definitivamente pochi anni dopo, lasciando il sito inutilizzato.

Proprio qui dovrebbe nascere una nuova grande destinazione dedicata all’intrattenimento, inserita in un complesso formato da tre parchi. Il progetto rappresenta quindi anche una sorta di rinascita per un luogo che in passato aveva già tentato di affermarsi nel settore dei parchi a tema.

Al centro del nuovo progetto ci sarà Dragon Ball, il celebre universo manga ideato da Akira Toriyama, capace di conquistare generazioni di appassionati in tutto il mondo. Per ora, tuttavia, non sono stati comunicati tutti i dettagli sulle attrazioni e sulle aree tematiche, né è stata fissata una data ufficiale di apertura. La costruzione dovrebbe richiedere diversi anni.

L’idea nasce anche da una curiosa passione comune: il presidente francese Emmanuel Macron e il principe saudita Mohammed bin Salman hanno infatti dichiarato il loro interesse per il mondo dei manga e, in particolare, per Dragon Ball. Un legame che ha contribuito a dare forma a un progetto destinato a portare uno dei simboli della cultura pop giapponese alle porte della capitale francese.

Un investimento da 6 miliardi

Il parco Dragon Ball sarà soltanto una parte di un’operazione molto più ampia. Francia e Arabia Saudita hanno previsto un investimento complessivo di circa 6 miliardi di euro per la realizzazione dei tre parchi, finanziati dal gruppo saudita Qiddiya.

Le dimensioni economiche del progetto sono notevoli e, secondo le stime annunciate dall’Eliseo, l’intero complesso potrebbe generare circa 22 mila posti di lavoro. L’obiettivo è creare una nuova destinazione internazionale capace di affiancarsi alle attrazioni già consolidate della regione, a partire da Disneyland Paris.

L’iniziativa si inserisce inoltre nella strategia dell’Arabia Saudita di investire sempre di più nei settori del turismo, dell’intrattenimento e del tempo libero, riducendo progressivamente la dipendenza dall’economia del petrolio.

Proprio le dimensioni dell’operazione hanno alimentato il dibattito in Francia. Alcuni commentatori hanno osservato come l’arrivo di grandi investimenti stranieri nel settore dei parchi rischi di rafforzare l’immagine di una Francia sempre più orientata al turismo e all’intrattenimento. Altri hanno invece sottolineato le opportunità economiche e occupazionali legate al progetto.

Per il momento, dunque, Goku non ha ancora una data per l’arrivo alle porte di Parigi, ma il progetto ha già acceso l’interesse dei fan di Dragon Ball e del mondo dei parchi a tema.

Forte dello Chaberton a rischio crollo, la meraviglia tra Francia e Italia chiude e vieta le visite

30 août 2026 à 10:00

Il Forte dello Chaberton, conosciuto anche come “Forte delle Nuvole”, è una delle testimonianze militari più spettacolari delle Alpi. Costruito a 3.131 metri di quota, domina il paesaggio tra Italia e Francia dalla vetta del Monte Chaberton, ma oggi deve fare i conti con il deterioramento delle sue strutture.

Il Comune francese di Montgenèvre ha infatti disposto il divieto di accesso e visita all’interno della fortificazione, a causa del rischio di crolli. La misura, adottata con un’ordinanza del 19 agosto 2026, resterà in vigore fino alla messa in sicurezza del complesso. Per gli escursionisti, però, c’è una precisazione importante: la salita alla vetta resta consentita, mentre è vietato entrare nel forte.

Perché è stato vietato l’accesso

Il provvedimento riguarda le parti più fragili del Forte dello Chaberton, comprese torrette, gallerie, casematte e locali sotterranei. Dopo oltre un secolo trascorso a più di tremila metri, neve, gelo, infiltrazioni d’acqua e continui cicli di gelo e disgelo hanno compromesso progressivamente la stabilità delle strutture. A queste condizioni si aggiungono i danni provocati dai bombardamenti del 1940 e il lungo periodo di abbandono successivo.

L’ordinanza vieta anche di arrampicarsi sui muri e di svolgere attività esplorative non autorizzate. Non è inoltre consentito prelevare o spostare pietre, elementi metallici e reperti legati alla storia militare del sito. I controlli potranno essere effettuati dalla Gendarmerie francese.

La fortificazione è tutelata dal 2021 come Monument Historique francese e la protezione riguarda l’intero complesso, non soltanto le otto celebri torri che caratterizzano la sommità. Nel corso degli anni erano già state ipotizzate opere per limitare il deterioramento, tra cui interventi per impedire a neve e acqua di penetrare attraverso porte, finestre e aperture delle torrette.

Monte Chaberton, le escursioni restano consentite

La chiusura del forte non significa che il Monte Chaberton sia diventato inaccessibile. Le escursioni lungo i sentieri che conducono alla vetta restano consentite e anche le gite già programmate possono svolgersi regolarmente, nel rispetto delle indicazioni presenti sul territorio. Una volta raggiunta la cima, però, non è possibile entrare nella struttura militare.

Il valore del luogo resta comunque straordinario. La costruzione della fortificazione iniziò alla fine dell’Ottocento e comportò un’autentica impresa ingegneristica: la cima della montagna venne abbassata di circa sei metri per creare lo spazio necessario alla struttura. Otto torri in calcestruzzo ospitavano originariamente cannoni su installazioni girevoli, mentre all’interno erano presenti comando, infermeria, cucine, depositi, depositi e altri ambienti.

Una teleferica, completata nel 1910, collegava inoltre il forte al fondovalle e permetteva di trasportare uomini, materiali e viveri. Per la sua posizione, lo Chaberton era considerato una fortificazione quasi imprendibile, ma il 21 giugno 1940 l’artiglieria francese riuscì a neutralizzare sei delle otto torri con obici Schneider da 280 millimetri.

Dopo la guerra, con il Trattato di Parigi del 1947, la cima passò alla Francia. Oggi il forte rimane un monumento storico di enorme fascino, osservabile dall’esterno durante la salita, ma temporaneamente off limits al suo interno per ragioni di sicurezza.

È già tempo di Halloween nei parchi divertimento italiani: le novità più attese

29 août 2026 à 11:00

L’estate non è ancora finita, ma nei grandi parchi divertimento italiani è già tempo di pensare ad Halloween. Tra scenografie da brivido, tunnel dell’orrore, zucche giganti, spettacoli e attrazioni aperte fino a tarda sera, la stagione autunnale si prepara a regalare nuove entusiasmanti esperienze per famiglie, bambini e appassionati dell’horror.

Nel 2026 alcuni dei principali parchi italiani hanno infatti annunciato appuntamenti speciali e importanti novità, con calendari che in alcuni casi iniziano già a settembre. Da Gardaland a Mirabilandia, passando per il MagicLand, ecco cosa aspettarsi per Halloween 2026.

Gardaland: Halloween arriva già a settembre

La grande novità del 2026 riguarda Gardaland, dove il tradizionale appuntamento con Gardaland Magic Halloween partirà eccezionalmente in anticipo. L’evento in Veneto è in programma dal 12 settembre al 1° novembre, per un totale di 51 giorni consecutivi all’insegna di atmosfere misteriose, creature enigmatiche, zucche sorridenti e scenografie immersive.

L’apertura della stagione sarà accompagnata anche da Oktoberfest da Paura, in programma fino al 27 settembre in Piazza Jumanji, dove musica folk dal vivo, specialità bavaresi e birre si incontreranno con le ambientazioni di Halloween.

A fare da anteprima alla nuova stagione sarà inoltre la Gardaland Stars Night, prevista sabato 5 settembre dalle 18 all’una di notte. Una lunga serata di musica e intrattenimento vedrà protagonisti DJ Antoine, Cristian Marchi e Molella, oltre a Jeanine Fakko e Luca Lazza. Le attrazioni resteranno aperte fino a tardi, trasformando il parco in una grande festa sotto le stelle.

Mirabilandia: horror e divertimento per tutta la famiglia

A Mirabilandia, in provincia di Ravenna, Halloween tornerà dall’ultimo weekend di settembre e proseguirà fino alla chiusura del Parco (domenica 1 novembre 2026), con un programma pensato per coinvolgere visitatori di tutte le età. L’intera area sarà decorata a tema e ospiterà spettacoli e animazioni dedicate alla festa più spaventosa dell’anno.

Tra le attrazioni più attese c’è Suburbia, presentata come la più grande area horror all’interno di un parco divertimenti italiano. Per gli adulti e i teenager non mancheranno quindi tunnel horror e percorsi pensati per aumentare il livello di adrenalina, mentre bambini e famiglie potranno scegliere esperienze più adatte alla loro età.

Il programma comprende infatti anche tunnel e percorsi fiabeschi e fatati, spettacoli e show dedicati e naturalmente tutte le attrazioni del parco, creando un’offerta capace di alternare paura e divertimento.

MagicLand: 7 horror maze e la Fattoria delle Zucche

Anche il MagicLand di Valmontone (RM) si prepara a festeggiare Halloween con un programma particolarmente ricco. L’appuntamento è fissato dal 3 ottobre al 1° novembre 2026, quando il parco del Centro-Sud Italia sarà completamente tematizzato con nuove scenografie e ambientazioni tenebrose.

Per gli amanti dell’horror saranno disponibili sette horror maze, mentre per le famiglie sono previste la Fattoria delle Zucche e due percorsi dedicati ai bambini. Non mancherà inoltre il Ghost Park, con morbidi gonfiabili, insieme a parate, spettacoli, animazioni, eventi speciali e personaggi che animeranno le diverse aree del parco.

A completare l’esperienza ci sarà anche una speciale proposta di food a tema Halloween, pensata per accompagnare una giornata tra magia, adrenalina e atmosfere da brivido.

Turisti indisciplinati al mare, il nuovo caso italiano fa scattare la denuncia: cosa ha fatto

28 août 2026 à 16:00

Una piacevole vacanza al mare può trasformarsi in un grande problema con la giustizia quando si ignorano le fondamentali regole che tutelano l’ambiente. È quanto accaduto a Calasetta, in Sardegna, dove un turista è stato denunciato dopo aver prelevato e nascosto una nacchera, una specie marina protetta e gravemente minacciata di estinzione. A far scattare l’intervento delle autorità sono state alcune segnalazioni di cittadini presenti sulla spiaggia.

L’episodio si è verificato alla Spiaggia Grande, uno dei litorali più conosciuti del territorio di Calasetta. Gli agenti della Stazione forestale di Sant’Antioco sono prontamente intervenuti per verificare quanto segnalato e hanno accertato il prelievo illecito di un giovane esemplare di Pinna nobilis. La nacchera era stata nascosta tra gli scogli, a brevissima distanza dall’ombrellone del turista.

Il nuovo trucco della valigia è geniale: sta spopolando tra i viaggiatori

28 août 2026 à 15:00

Quando si prepara una valigia per una vacanza, si pensa soprattutto a come organizzare vestiti, scarpe e accessori per sfruttare al meglio lo spazio disponibile. Ma c’è un altro aspetto da non trascurare: la cura della valigia, soprattutto delle sue ruote, tra le parti più esposte a urti, sporco e usura durante un viaggio. Proprio per questo, tra i viaggiatori sta diventando sempre più popolare un piccolo trucco fai da te che costa pochissimo: avvolgere le ruote della valigia con del nastro adesivo prima di partire.

Un gesto semplice, che richiede pochi minuti e può rivelarsi utile soprattutto quando si deve trascinare il bagaglio su superfici difficili, come asfalto, ciottoli o pavimentazioni irregolari. Il nastro, infatti, crea una sorta di rivestimento protettivo attorno alla ruota, con alcuni vantaggi pratici.

A Londra riapre il teatro perduto di Shakespeare: si può finalmente visitare

26 août 2026 à 12:27

Quando si parla di William Shakespeare e dei luoghi che hanno segnato la storia del teatro londinese, il primo nome che viene in mente è quasi sempre quello del Globe Theatre. Eppure, sulle rive del Tamigi, esiste un altro sito legato alla vita e alla carriera del celebre drammaturgo: il Rose Playhouse. Più antico del Globe e a lungo considerato perduto, il teatro torna eccezionalmente accessibile al pubblico dopo sei anni, offrendo l’occasione di osservare da vicino i suoi resti archeologici.

Il teatro di Shakespeare riscoperto dopo secoli

Il Rose Playhouse fu costruito nel 1587 a Bankside, diventando il primo teatro di Londra realizzato appositamente per questo scopo nella zona. Era dunque già attivo quando un giovane Shakespeare muoveva i primi passi nel mondo teatrale e rappresentò uno dei luoghi più importanti della scena dell’epoca. Qui il drammaturgo lavorò e recitò regolarmente, mentre alcune delle sue opere e dei testi più celebri del periodo conquistarono il pubblico londinese.

Proprio al Rose venne rappresentata Tito Andronico, la prima tragedia di Shakespeare, mentre il teatro ospitò anche importanti lavori di Christopher Marlowe, tra cui Il dottor Faust e Tamburlaine il Grande. La storia del Rose, tuttavia, fu sorprendentemente breve: il teatro chiuse nel 1603, meno di vent’anni dopo la sua inaugurazione.

Per secoli si pensò che non fosse rimasta alcuna traccia dell’edificio. La svolta arrivò nel 1989, quando i resti furono scoperti casualmente durante i lavori per la costruzione di un edificio per uffici nelle vicinanze. Il ritrovamento suscitò grande interesse e portò alla mobilitazione di numerose personalità del mondo dello spettacolo, tra cui Judi Dench, Ian McKellen, Patrick Stewart e Laurence Olivier, impegnate nella campagna per salvare il sito. Oggi le rovine sono protette dalla legge sui monumenti storici.

Quando visitare il Rose Playhouse di Londra

L’opportunità di vedere i resti del Rose Playhouse è particolarmente rara. Le visite guidate torneranno infatti a essere organizzate per il pubblico nei mesi di settembre e ottobre, per la prima volta dopo sei anni. Gli appuntamenti sono previsti ogni giovedì, dal 17 settembre al 29 ottobre, dalle 10 alle 15, con tour della durata di circa 45 minuti.

Durante la visita sarà possibile conoscere la storia del teatro, capire perché venne costruito proprio a Bankside e scoprire le vicende delle persone che vi lavorarono e si esibirono. Un’occasione per entrare nella Londra dell’epoca elisabettiana attraverso uno dei luoghi che hanno preceduto il più famoso Globe Theatre.

I resti archeologici sono conservati sott’acqua e illuminati da luci a corda, mentre una parte del sito, circa un terzo, deve ancora essere scavata. Il Rose Theatre Trust punta infatti a raccogliere i fondi necessari per completare gli scavi archeologici e trasformare l’area in The Rose Revealed, uno spazio dedicato a esposizioni, attività didattiche e spettacoli.

Il Rose Playhouse si trova al 56 Park Street, Bankside, SE1 9AR. L’ingresso è gratuito per i residenti di Southwark, mentre per gli altri visitatori il biglietto costa 12 sterline, con tariffa di 8 sterline per i biglietti ridotti. La prenotazione va fatta sul sito ufficiale del Rose Playhouse.

È qui che Pamela Anderson ha scelto di vivere lontano da Hollywood

26 août 2026 à 11:03

Per anni il suo nome è stato associato a Hollywood, ai riflettori, alle copertine e alla fama conquistata con Baywatch. Oggi, però, Pamela Anderson sembra aver scelto una dimensione completamente diversa, lontana dal clamore del mondo dello spettacolo e immersa nella natura. A riportarla sotto i riflettori è stato proprio un video pubblicato su TikTok e diventato virale dove la star appare nel giardino della sua casa sull’isola di Vancouver, in Canada.

Il breve filmato mostra un’ambientazione quasi fiabesca, tra fiori e piante. Nessun lusso ostentato, nessuna scena hollywoodiana: soltanto Pamela Anderson nel suo spazio verde, intenta a godersi una quotidianità più semplice. Un’immagine che ha conquistato rapidamente il pubblico e che racconta anche una fase completamente nuova della sua vita.

La casa di Pamela Anderson sull’isola di Vancouver

Dopo gli anni trascorsi sotto i riflettori di Hollywood, Pamela Anderson ha scelto di tornare alle proprie radici e di vivere sull’isola di Vancouver, nella British Columbia, sulla costa occidentale del Canada. È qui che l’attrice è cresciuta e ha ristrutturato la proprietà di circa sei acri di Ladysmith (sulla costa orientale della parte meridionale dell’isola) appartenuta ai suoi nonni, trasformandola nel suo rifugio immerso nella natura.

Il video diventato virale su TikTok mostra proprio uno degli elementi più caratteristici di questa nuova quotidianità: il giardino della sua casa, tra fiori, piante e spazi verdi. Anderson si dedica infatti al giardinaggio, alla cura della natura e a progetti sostenibili. Coltiva parte del cibo che porta in tavola come pomodori e erbe aromatiche e trascorre molto tempo all’aria aperta, insieme ai suoi cani. Un’immagine che racconta bene il cambiamento della star, oggi sempre più legata a una vita lontana dai ritmi di Hollywood.

Come raggiungere Vancouver Island

Per chi desidera scoprire Vancouver Island, arrivare sull’isola è più semplice di quanto si potrebbe immaginare. Uno dei modi più suggestivi è il traghetto: dalla zona di Vancouver partono i collegamenti di BC Ferries verso diversi punti dell’isola. La rotta da Tsawwassen raggiunge Swartz Bay, nell’area di Victoria, mentre da Horseshoe Bay si può arrivare a Nanaimo. In queste tratte è possibile imbarcare l’auto.

Un’alternativa particolarmente interessante è Hullo, il servizio di traghetto veloce per soli passeggeri che collega il centro di Vancouver con Nanaimo in circa 70 minuti.

Spiaggia a Tofino, Vancouver Island
iStock
Spiaggia a Tofino, Vancouver Island

Per chi invece preferisce viaggiare in aereo, l’isola dispone di diversi scali: tra questi il Nanaimo Airport, utile soprattutto per esplorare la parte centrale e raggiungere anche Ladysmith, e il Victoria International Airport, nel sud.

Una volta arrivati, avere un’auto permette di muoversi con maggiore libertà e di attraversare i diversi paesaggi dell’isola. La rete stradale collega le principali località e offre itinerari panoramici, compresi quelli lungo la costa.

Vancouver Island diventa così una meta ideale per chi cerca foreste, oceano, piccoli centri e grandi spazi naturali: lo stesso scenario che oggi fa da sfondo alla nuova vita di Pamela Anderson, lontana da Hollywood e sempre più vicina alla sua idea personale di tranquillità.

Una fuga d’autunno a prezzi incredibili, torna la promo flash Ryanair

26 août 2026 à 09:58

Una nuova promo flash Ryanair accende i riflettori sui voli low cost di fine estate e inizio autunno. L’offerta “Prenota ora” prevede un 15% di sconto sui voli acquistati entro il 28 agosto 2026 per viaggiare dal 1° settembre al 31 ottobre 2026. Tra le tantissime combinazioni da tenere d’occhio ci sono tre rotte, che abbiamo selezionato, e che permettono di raggiungere alcune città europee perfette per un weekend, con tariffe particolarmente interessanti.

❌
❌