❌

Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
Hier — 7 octobre 2026Flux principal

È la Piccola Islanda d’Italia: viaggio alla scoperta della Caldara di Manziana, un posto surreale

7 octobre 2026 à 17:00

Mentre ci si avvicina alla Caldara di Manziana, un Monumento Naturale di circa 90 ettari inserito nel territorio del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano, ci si rende conto che il terreno diventa più umido, l’aria acquista un odore minerale profondo e, oltre gli alberi, compare una radura chiara, segnata da acque lattiginose e piccole polle in movimento

Non vi sorprenderà dunque sapere che il nome popolare è “callara“, ovvero un grande recipiente per l’acqua bollente. E, del resto, basta osservare il suolo per intuire l’associazione: bolle, emissioni gassose, fanghi sulfurei e ruscelli mineralizzati trasformano la depressione in un paesaggio inatteso per il Lazio. Al verde dei querceti seguono chiazze biancastre, terreni grigi, pozze opache e ciuffi d’erba tenace.

A rendere il quadro ancora più singolare ci pensa un piccolo bosco di betulle bianche, alberi legati soprattutto ai climi freddi dell’Europa settentrionale e dell’arco alpino. Tanto che, molto spesso, non mancano i paragoni con l’Islanda. Va detto però che a Manziana queste piante appaiono accanto a un ambiente sulfureo mediterraneo.

Tronchi chiari, prati bagnati, vapori bassi e odore di zolfo costruiscono una scena quasi straniante. Proprio questa convivenza di elementi lontanissimi fra loro rende la Caldara uno dei biotopi più particolari dell’Italia centrale.

Origine, formazione e leggende della Caldara di Manziana

Il distretto vulcanico Sabatino, in tempi ormai remotissimi, interessava una vasta porzione del Lazio settentrionale e, nel corso dei secoli, ha lasciato tracce profonde nel territorio: Lago di Bracciano, rilievi vulcanici, depositi di tufo, antichi crateri e aree segnate da emissioni gassose.

In questo contesto, la depressione di Manziana rappresenta una delle testimonianze più evidenti della fase tarda di quel vulcanismo. La forma appare quasi circolare e nel settore centrale emergono polle alimentate da acque mineralizzate e gas provenienti dal sottosuolo. Tra questi figurano anidride carbonica e idrogeno solforato, responsabile dell’inconfondibile odore di uova marce percepibile già a distanza.

Fanghi chiari e sedimenti scarsamente permeabili trattengono l’acqua e favoriscono la presenza di acquitrini. In pochi ettari si passa così dalla prateria umida ai ristagni, dai querceti agli ontani, fino alle felci e alle betulle. Tra le rarità botaniche c’è Agrostis canina subsp. monteluccii, una graminacea italiana legata agli ambienti umidi. Piccoli organismi acquatici attirano anche numerosi uccelli, fra i quali l’airone cenerino.

Le betulle meritano un’attenzione speciale: in manzianese vengono chiamate “albanelle” e la loro presenza a queste latitudini ha alimentato a lungo l’ipotesi di un relitto glaciale, una popolazione rimasta isolata dopo periodi climatici molto più freddi. Oggi l’origine del boschetto viene considerata con maggiore prudenza e lo stesso Ente Parco la definisce dubbia.

Tronchi betulle a Manziana
iStock
I tronchi betulle presso la Caldara di Manziana

Il fascino, però, resta intatto perché i fusti bianchi in mezzo alla vegetazione mediterranea sono una delle immagini più riconoscibili della Caldara. Poi entra in scena la leggenda: la tradizione collega questo territorio alla divinità infernale etrusca Manth, divenuta Mantus in ambiente latino.

Dal suo nome sarebbe nata la denominazione Silva Mantiana, riferita alla vasta foresta che occupava le colline a occidente del Lago di Bracciano e dalla quale deriverebbe anche Manziana. C’è poi un’altra tradizione che racconta persino di soldati romani che avrebbero utilizzato queste sorgenti al rientro dalle campagne militari.

La visita tra polle sulfuree, betulle e sentieri nel bosco

Visitare la Caldara richiede lentezza. Dal parcheggio si entra nell’area protetta e si raggiunge la depressione vulcanica attraverso un percorso semplice. Il passaggio dal bosco alla radura rappresenta già una parte dell’esperienza, con gli alberi che si diradano e il terreno che cambia consistenza, mentre davanti agli occhi compaiono zone impregnate d’acqua, fanghi pallidi e piccole pozze agitate dalle risalite gassose.

Le polle rappresentano il punto più spettacolare, soprattutto nei momenti in cui le bolle rendono evidente l’attività sotterranea. Acque apparentemente tranquille possono incresparsi all’improvviso, senza mai lasciare da parte l’odore sulfureo che, anzi, accompagna buona parte della visita.

Poco oltre si incontrano le betulle con le loro corteccia bianca, rami sottili e chiome leggere che vanno a creare un forte contrasto con il verde più scuro della vegetazione circostante. Nelle giornate grigie questo angolo acquista forse il suo carattere più intenso: la luce morbida accentua i fusti pallidi, il terreno umido diventa quasi nero e la radura sembra appartenere a un paesaggio del Nord Europa.

Primavera e autunno regalano due volti diversi. Tra aprile e maggio le ginestre accendono di giallo alcuni settori e il prato acquista maggiore vigore. Con l‘autunno arrivano tonalità più scure, foglie bagnate e un’atmosfera ruvida che valorizza il carattere vulcanico del sito. Dopo periodi piovosi, in ogni caso, servono scarpe adatte al fango.

Chi vuole prolungare l’escursione può unire la Caldara alla Macchia Grande di Manziana. Il Parco segnala il sentiero CAI 262B, collegamento tra il grande bosco e il Monumento Naturale. Si tratta di un itinerario che permette di attraversare uno dei frammenti forestali legati all’antica copertura vegetale estesa tra i Monti Sabatini e i rilievi della Tolfa.

Vale anche la pena prestare attenzione ai dettagli piccoli, tra cui felci, ontani, insetti acquatici, tracce lasciate dagli uccelli e variazioni cromatiche del terreno: sono tutti elementi che spiegano molto più della sola polla centrale.

Dove si trova e come arrivare

La Caldara ricade nel territorio comunale di Manziana, nella Città metropolitana di Roma Capitale, sul margine sud-occidentale del distretto vulcanico Sabatino. Il Lago di Bracciano prende vita poco più a est, mentre verso occidente iniziano i paesaggi collinari che conducono ai Monti della Tolfa.

In auto il riferimento principale è il centro di Manziana. Da lì si prosegue verso Via Lazio e Via della Caldara, fino alla zona di sosta utilizzata anche per le attività organizzate dall’Ente Parco.

Per una giornata più ampia si può abbinare la visita alla Macchia Grande, al borgo di Manziana oppure alla vicina area di Canale Monterano. Eppure è facile che, alla fine, il ricordo più nitido resti quello della Caldara: acqua che ribolle piano, odore pungente di zolfo, tronchi bianchi e fango chiarissimo raccontano un Lazio molto diverso dall’immagine consueta.

Bocas del Toro, scoprire la bioluminescenza nelle isole tesoro di Panama

7 octobre 2026 à 16:00

Panama, per tutto il mondo, significa Canale: la piccola repubblica centroamericana, quattro milioni di abitanti, custodisce infatti la via più veloce di transito per le navi commerciali tra l’Oceano Atlantico e quello Pacifico, grazie agli 82 chilometri di scavi, chiuse e dighe che costituiscono il passaggio. Tuttavia, c’è molto di più da scoprire e visitare in questo angolo di Caraibi che non limitarsi alla pur interessante scoperta di questa opera dell’ingegno umano.

Una delle destinazioni da non perdere, ad esempio, è l’arcipelago di Bocas del Toro, non lontano dal confine con il Costa Rica: oltre 250 tra isole, isolette, isolotti e cayos di vario genere nel nordovest del paese, oggetto di un variegato ma mai eccessivo flusso turistico interessato soprattutto a godere della straordinaria natura celata tra le spiagge e i boschi di mangrovie. Una delle principali attrattive è costituita dalla bioluminescenza, un’esperienza rara di cui poter godere dopo il tramonto a bordo di una barca: i dinoflagellati, minuscoli organismi monocellulari, emettono un lampo di luce blu quando avvertono un movimento nell’acqua e producono questo spettacolo naturale, da godere nelle notti senza luna.

Panama come destinazione turistica

Per molto tempo Panama è stata considerata soprattutto una terra di passaggio. Stretto lembo di terra che unisce le due Americhe e separa Atlantico e Pacifico, è noto in tutto il mondo per il suo Canale, come detto.

Le cose, tuttavia, sembrano in rapido mutamento e un crescente flusso turistico, interessato non solo al passaggio da un lato all’altro del continente americano, sta incominciando ad arrivare nel paese. L’attrattiva per i turisti esteri è la varietà di esperienze di cui si può godere, pur visitando un paese relativamente piccolo. A Ciudad de Panama, la moderna capitale del paese, si fondono un’anima contemporanea, con i grattacieli affacciati sul Pacifico, e lo storico quartiere di Casco Viejo, riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Nell’entroterra occidentale si trovano le montagne fresche di Boquete e della provincia di Chiriquí. Nella parte nordorientale ci sono le spiagge di Guna Yala, terra abitata dal popolo indigeno Guna. Due coste, due oceani, un entroterra ricco di corsi d’acqua e foreste, e una quantità di isole e isolotti completano il quadro, con l’arcipelago di Bocas del Toro come punta di diamante.

zapatilla isola di bocas del toro
Sergi Reboredo/VW PICS/Universal Images Group via Getty Images
Le spiagge caraibiche delle isole di Bocas del Toro

Dove si trova l’arcipelago di Bocas del Toro e come arrivare

L’arcipelago di Bocas del Toro si trova nel nordovest di Panama, sulla costa caraibica, vicino al confine con il Costa Rica. Le principali isole che lo compongono sono Isla Colón, dove sorge il capoluogo Bocas Town, Carenero, Solarte, Bastimentos, San Cristóbal, Isla Popa e Cayo Agua. Inoltre centinaia di isolotti e altre piccole isole tempestano quest’area di Oceano Atlantico. Fu a queste coste che approdò Cristoforo Colombo nel 1502, durante il quarto e ultimo viaggio verso il Nuovo Mondo, e a Bastimentos diede un nome che in spagnolo significa provviste, perché l’isola servì a rifornire la sua flotta.

Il modo più rapido per arrivare a Bocas del Toro è l’aereo. Isla Colón, la più grande e la più turistica dell’arcipelago, possiede un piccolo aeroporto a circa un’ora di volo da Ciudad de Panama. Isla Colón è collegata anche ad Almirante, piccola città sulla costa di fronte all’arcipelago, attraverso il cosiddetto water taxi, un collegamento marittimo di circa mezz’ora con partenze frequenti durante il giorno.

Una volta raggiunte le isole ci si sposta tra l’una e l’altra esclusivamente in barca.

Sebbene il clima tropicale mantenga caldo per tutto l’anno, i mesi migliori per visitare le isole sono quelli di settembre e ottobre. Si tratta del momento relativamente più asciutto e con un mare tendenzialmente più calmo, anche se è difficile che la pioggia stia a lungo lontana dai cieli panamensi.

Cosa fare e cosa vedere a Bocas del Toro

Il cuore dell’esperienza a Bocas del Toro è l’escursione notturna in barca per essere testimoni dell’incredibile fenomeno della bioluminescenza. Per poter essere abbastanza fortunati da vederla, si devono sfruttare le notti senza luna nel cielo, e pertanto pianificare il proprio viaggio secondo il ciclo lunare.

Attraverso visite guidate, si esce in barca in gruppi ridotti per raggiungere alcune piccole baie riparate, dove ogni movimento dell’acqua funziona come un interruttore per accendere tante piccole luci azzurre e blu, come uno sciame di lucciole che si illuminano all’unisono, o come una polvere di stelle azzurra che si scioglie tra le onde. L’esperienza comprende nuotare con maschera e boccaglio in queste aree, mentre l’acqua si accende ad ogni movimento. Si tratta di un’esperienza davvero magica, dalla spiegazione scientifica meno romantica di quanto non lo sia lo spettacolare effetto esteriore: la luminescenza è prodotta da un particolare tipo di fitoplancton, i dinoflagellati; si tratta di organismi monocellulari che, quando ricevono un impulso meccanico o un movimento dell’acqua, innescano un enzima chiamato luciferasi, il quale agisce sulla luciferina, una piccola molecola capace di trasformare l’energia chimica in luce visibile. Questo bagliore, a livello naturale, si ritiene che serva come meccanismo di difesa per spaventare o confondere i predatori, ma nelle notti scure nel cuore dei Caraibi, tra isole selvagge coperte di mangrovie e il calmo mare interno all’arcipelago, regala momenti di bellezza ultraterrena.

Tra le altre attrattive dell’arcipelago c’è il Parco Nazionale Marino di Bastimentos, istituito nel 1988 e indicato come il primo parco marino del paese. Protegge circa 13mila ettari tra foresta, mangrovie e barriera corallina, con quasi ottanta specie di coralli. Ne fanno parte i Cayos Zapatilla, due isolotti disabitati di sabbia chiara e palme, tra le mete più visitate dell’area e ideali per lo snorkeling.

bocas del toro panama
Lorenzo Calamai
Spiagge bianche e selvagge, mare blu e un orizzonte magico

Sul lato caraibico di Bastimentos, invece, si trovano spiagge stereotipicamente caraibiche come Wizard Beach e Red Frog Beach, con quest’ultima che deve il nome alle minuscole rane velenose rosse che vivono nella foresta vicina. Tra le mangrovie di Salt Creek, all’estrema punta orientale dell’isola, si possono invece avvistare bradipi e scimmie.

I bradipi sono un animale particolarmente numeroso in alcune aree dell’arcipelago. Se ne trovano molti a Bastimentos, ma anche a Isla Popa, anche se le probabilità più alte di avvistare questo timido e appartato animale arroccato sulle cime degli alberi è a Isla de los Perezosos, chiamata proprio Sloth Island, un piccolo isolotto vicino Isla Colón destinazione di diversi tour guidati.

bradipo panama
123RF
Il bradipo tridattilo è il più diffuso a Bocas del Toro

Sulla grande Isla Colón, inoltre, ci sono diverse spiagge degne di nota: Playa Estrella, sulla costa nordoccidentale, è caratterizzata dalle stelle marine che riposano sui fondali bassi e trasparenti; anche Dolphin Bay è un nomen omen, trattandosi di una baia circondata da mangrovie dove vivono numerosi delfini per buona parte dell’anno.

Valgono assolutamente la pena tutte le escursioni giornaliere organizzate dagli operatori locali per raggiungere altre isole dell’arcipelago come Isla Solarte e Coral Cay, due delle destinazioni più gettonate per uno snorkeling memorabile, tra banchi di pesci coloratissimi e coralli dalle forme ardite.

Infine, tra un’escursione e l’altra non è da trascurare la visita della città di Bocas del Toro, comunemente chiamata Bocas Town o semplicemente Bocas, la città di riferimento dell’arcipelago, al margine meridionale di Isla Colón. Qui si incontrano eredità caraibiche e tracce delle comunità indigene delle isole, oltre a essere sostanzialmente l’unico vero abitato delle isole, con strutture ricettive, ristoranti, bar e una vera e propria vita cittadina.

In treno al lago: cinque destinazioni da raggiungere con un solo biglietto e senza pensieri

7 octobre 2026 à 10:26

È sabato mattina, il cielo è limpido e il lago ti chiama. Poi arriva la realtà: la coda in tangenziale, il navigatore che segna ritardi, il giro dell’isolato per trovare un posto dove lasciare l’auto e, la sera, la stanchezza di chi deve anche guidare per tornare a casa. Il lago era la meta, ma il viaggio si è mangiato mezza giornata.

E se il viaggio tornasse a far parte della gita? Con i treni di Trenord si parte da qualsiasi stazione della Lombardia, si guarda il paesaggio scorrere dal finestrino e si arriva in riva all’acqua già rilassati. Poi tocca al battello e inizia solo la giornata che avevi immaginato.

Da ovest a est, un lago dopo l’altro

Prendi la mappa della Lombardia e segui l’acqua: il servizio di Trenord ti accompagna sulla riva di ogni lago, da un confine all’altro della regione.

Stresa e Isole Borromee
Trenord
Laveno di Mobello e Luino

Si comincia a ovest, sul Lago Maggiore, dove il treno ti lascia a Laveno Mombello Lago, ti aspettano i giardini botanici di Villa Taranto. E da Luino, una breve passeggiata porta all’imbarcadero per i Castelli di Cannero: due fortezze medievali su isolotti rocciosi, visitabili con audioguida e realtà aumentata.

Poco più a est, quasi in Svizzera, si apre il Lago di Lugano. Da Porto Ceresio il battello raggiunge Morcote, considerato uno dei borghi più belli della Svizzera, con le viuzze acciottolate, i portici eleganti e il Parco Scherrer. Chi vuole spingersi oltre può toccare anche Melide, dove il Parco Alprose fa felici i golosi di cioccolato, poi Paradiso, Gandria e la stessa Lugano con il suo elegante lungolago.

 

Lago di Como
Trenord
Lago di Como

Poi arriva il Lago di Como, il più ricco di proposte. Da Como parte la “rotta delle ville sull’acqua” fino a Bellagio, con la possibilità di includere l’ingresso a Villa Carlotta e ai suoi giardini botanici. Se preferisci un giro più breve, il primo bacino fino a Torno ti porta tra Cernobbio, Moltrasio e Blevio, con Villa Bernasconi come extra. Sul ramo di Lecco si naviga liberamente tra Lecco e Onno, oppure si segue il Sentiero del Viandante fino al Castello di Vezio, che da oltre mille anni domina Varenna, con libera circolazione in treno sulla tratta Lecco–Colico.

Ancora più a est, il Lago d’Iseo ha un nome da ricordare: Monte Isola. Scendi a Iseo, cammina fino all’imbarcadero e sali a bordo verso la più grande isola lacustre abitata d’Europa.

Il viaggio si chiude sul Lago di Garda. Scendi a Desenzano o a Peschiera e lasciati portare a Sirmione, tra Castello Scaligero e Grotte di Catullo. Con la Garda Experience navighi liberamente tra le località del basso lago, da Sirmione a Salò, da Bardolino a Garda, e visiti il Vittoriale degli Italiani e il Parco Heller a Gardone Riviera. Con il Girogarda Ovest, invece, vai in battello fino a Salò e torni a Desenzano in autobus con ARRIVA.

Perché scegliere il treno

Il primo vantaggio è quello che senti subito: nessuno guida e la giornata comincia già sul binario. Trenord propone itinerari completi, con treno, battello e, dove previsto, ingresso alle attrazioni nella stessa offerta. Non devi raggiungere un punto di partenza preciso, perché si parte da qualsiasi stazione della Lombardia. Su molti itinerari la navigazione è libera tra gli scali, quindi decidi tu dove scendere e quanto fermarti. Ci sono formule per adulti, ragazzi e famiglie, e itinerari per chi ama l’arte, i giardini, il trekking o la buona tavola. La scelta del trasporto pubblico è anche un modo più sostenibile di vivere il territorio. E sulla via del ritorno puoi finalmente riposare, chiacchierare e sfogliare le foto della giornata.

Scopri tutte le proposte in treno per turismo e prenota la tua giornata al lago.

À partir d’avant-hierFlux principal

Abbiamo provato in anteprima l’Halloween di Cinecittà World e brividi e adrenalina sono assicurati

Par : saragambero
6 octobre 2026 à 15:12

Premetto che sono una fan di Cinecittà World, amando il cinema in tutte le sue sfaccettature e al tempo stesso una grande appassionata di Halloween, adorando i film dell’orrore. Aggiungo che dei miei due figli, uno è temerario, l’altro più pauroso. Questa premessa per spiegare perché l’Halloween di Cinecittà World, ovvero il mese a tema horror cominciato il 3 ottobre che proseguirà fino al 31, è adatto a tutte le fasce d’età e tolleranza di paura, con attrazioni più o meno adrenaliniche e più o meno spaventose.

Si passa dallo spettacolo nel gran teatro, a tema Rocky Horror Picture Show (un plauso agli interpreti, tutti bravissimi) alla casa infestata; dalle classiche attrazioni in 3d, che fanno sempre la felicità dei ragazzi, a nuove attrazioni horror, come il Teatro infestato, dove la presenza di veri  attori truccati e mostruosi regala brividi ai più coraggiosi.

Halloween 2026 a Cinecittà World
Ufficio Stampa
Halloween 2026 a Cinecittà World

Cinecittà World: le novità per Halloween 2026

Una delle novità 2026 del parco è infatti proprio The Haunted Theatre, “un vecchio teatro di Broadway dove, dal 1930, si aggirano anime dannate sospese tra la vita e la morte. Un nuovo percorso horror che invita gli ospiti a trovare il coraggio di varcare la soglia e affrontare l’incognito”. Ma il terrore raddoppia anche nelle nuove stanze della Horror House, una immersione cinematografica a tema, tra scenografie, ambientazioni da incubo e incontri ravvicinati con attori in carne e ossa.

Per non parlare dei personaggi che si aggirano mascherati per il parco (e si prestano a foto ricordo). Zombie, streghe e l’amato-temuto Pennywise, omaggio doveroso quest’anno all’attore recentemente scomparso Tim Curry, che diede vita al mostro mutaforma nato dalla penna di Stephen King nella celebre miniserie TV It del 1990. 

Pennywise a Cinecittà World
@SiViaggia - Sara Gambero
Pennywise a Cinecittà World

Le nuove attrazioni dedicate ai più piccoli

Ma nessuna eccessiva paura: anche i meno coraggiosi e più piccoli hanno pane, anzi zucca per i propri denti: La grande novità della stagione è infatti dedicata ai più piccoli con  Spooky Town Playground, il più grande playground al coperto con attori dal vivo, dove il gioco incontra le atmosfere di Halloween in un’esperienza pensata per esorcizzare le piccole paure e trasformarle in divertimento. Mentre nel Villaggio Piccoli Brividi li aspettano labirinti di paglia, zucche, alberi magici, casette di caramelle e mele stregate, insieme al Truccabimbi per trasformarsi nel mostriciattolo preferito, circondati da streghe e fantasmini.

Streghe a Cinecittà World
@SiViaggia - Sara Gambero
Streghe a Cinecittà World

Una giornata insomma adatta a tutta la famiglia, dove ogni età e grado di coraggio trova il proprio divertimento. In attesa del gran finale che arriva il weekend del 31 ottobre, quando la festa continua fino a tarda notte tra live show, cene a tema, musica e dj set.

Riparte il Treno delle Fragole: da Madrid per un viaggio d’autunno tra giardini e palazzi

Par : losiangelica
6 octobre 2026 à 11:30

Un’ora di viaggio, carrozze d’epoca e un finale che sa di fragole. Il Tren de la Fresa torna sui binari anche nell’autunno 2026, collegando Madrid ad Aranjuez lungo uno degli itinerari ferroviari storici più noti della Spagna. Si parte dal Museo del Ferrocarril, nell’ex stazione di Madrid-Delicias, per un viaggio che richiama la linea aperta nel 1851 tra la capitale e il Real Sitio.

Il treno turistico circola dal 1984 e continua a essere uno degli appuntamenti del fine settimana, soprattutto in primavera e in autunno. Il fascino sta anche nelle carrozze d’epoca, alcune ancora in legno. Non una ricostruzione perfetta del passato, ma abbastanza per cambiare atmosfera appena si sale a bordo. La destinazione rende tutto più speciale: Aranjuez, con il Palazzo Reale, i giardini, il Tago e il paesaggio culturale riconosciuto dall’UNESCO, è abbastanza vicina a Madrid da permettere una gita in giornata, ma lontana quanto basta per cambiare ritmo.

Itinerario del Treno delle Fragole

La partenza è fissata alle 10 dal Museo del Ferrocarril di Madrid. Circa un’ora dopo il treno arriva ad Aranjuez. Da quel momento la giornata cambia in base al biglietto scelto: c’è chi preferisce muoversi in libertà e chi invece segue visite guidate, percorsi nei giardini, navigazione sul Tago o ingresso al Palazzo Reale.

La formula più semplice è “Fresas al Natural”, con viaggio di andata e ritorno e tempo libero ad Aranjuez. “Fresas con Nata” aggiunge il trenino turistico cittadino e le visite ai giardini storici. “Fresas del Tajo” porta invece sul fiume, mentre “Fresas Reales” punta sul Palazzo Reale e sul Museo delle Falúas Reales. Esistono poi formule combinate che mettono insieme trenino, battello, giardini e palazzo.

Non mancano le varianti più particolari. In alcune date il programma comprende percorsi in bicicletta, kayak, visite agli orti storici o appuntamenti legati al Festival di Musica Antica di Aranjuez. C’è anche un itinerario interamente in inglese. Insomma, lo stesso treno porta a giornate piuttosto diverse.

Treno storico delle Fragole autunno 2026
Ufficio Stampa
L’itinerario storico del Tren de la Fresa

L’esperienza da non perdere

Il momento più riconoscibile resta il viaggio stesso, un treno storico che in Spagna risulta imperdibile. Non tanto per la velocità, naturalmente, quanto per l’idea di attraversare il tratto Madrid-Aranjuez su un convoglio storico, lasciando per qualche ora i ritmi dei treni contemporanei. Durante l’esperienza compaiono anche figuranti in costume, legati al racconto della ferrovia e della storia del Real Sitio.

Una volta raggiunto Aranjuez c’è tanto da fare. Il Palazzo Reale è il richiamo più evidente, ma una parte importante della giornata si consuma all’aperto: il Jardín del Príncipe, il Parterre, il Jardín de la Isla, i viali lungo il fiume. In autunno l’atmosfera cambia ancora, soprattutto nelle giornate meno calde e affollate.

La tradizione vuole che il viaggio si chiuda con le fragole di Aranjuez offerte durante il ritorno verso Madrid. È il dettaglio che ha dato il nome al treno e che, più di tanti effetti speciali, continua a essere la sua firma.

Carrozza del Treno delle Fragole
Ufficio Stampa
Un viaggio storico a bordo del Treno delle Fragole

Info utili: date e prezzi

Le date del treno delle Fragole autunno 2026 sono:

  • 10, 11, 12, 17, 18, 24, 25 e 31 ottobre;
  • 1, 7 e 8 novembre.

Si parte alle 10:00 dal museo del Ferrocarril. I controlli inizieranno alle 9:15 e termineranno alle 9:50, si raccomanda massima puntualità. Il ritorno da Aranjuez è previsto alle 18:54 con arrivo a Madrid attorno alle 20:08.

I prezzi cambiano parecchio a seconda dell’itinerario. “Fresas al Natural” costa 32 euro per gli adulti e 24 per i bambini; “Fresas con Nata” 43 e 32 euro. “Fresas del Tajo” e “Fresas Reales” costano 49 euro per gli adulti e 38 per i bambini. Le formule combinate partono da 56 euro e arrivano a 60; l’English Tour costa 53 euro per gli adulti e 42 per i bambini.

La tariffa bambini indicata dall’organizzazione riguarda la fascia tra uno e 1,40 metri di altezza; sotto il metro si viaggia gratis se non si occupa un posto. Si possono acquistare i biglietti online sul sito ufficiale dell’iniziativa, oppure presso la biglietteria del Museo del Ferrocarril, le date però tendono a esaurirsi velocemente quindi muoversi con anticipo è una mossa furba.

Tra lago e montagne, due spa italiane brillano nei World Spa & Wellness Awards 2026

5 octobre 2026 à 13:33

L’Italia del benessere conquista ancora una volta la scena internazionale. Dai panorami alpini delle Dolomiti alle sponde del Lago di Garda, due destinazioni italiane sono state premiate ai World Spa & Wellness Awards 2026, uno degli appuntamenti internazionali dedicati alle eccellenze del settore spa e wellness.

I vincitori sono stati annunciati durante una cerimonia tenutasi domenica 4 ottobre a The Brewery di Londra, che ha riunito professionisti e realtà provenienti da tutto il mondo. I riconoscimenti prendono in considerazione diversi aspetti dell’ospitalità legata al benessere, dall’esperienza degli ospiti alla formazione, fino alla sostenibilità e all’innovazione.

A distinguersi sono state due strutture della stessa realtà italiana, ma immerse in paesaggi completamente differenti: Lefay Resort & SPA Dolomiti e Lefay Resort & SPA Lago di Garda.

La spa italiana migliore d’Europa

Circondato dalle montagne del Trentino-Alto Adige, il Lefay Resort & SPA Dolomiti ha conquistato il titolo di Resort Spa of the Year – Western Europe & Scandinavia ai World Spa & Wellness Awards 2026, imponendosi in una categoria dedicata alle migliori spa inserite all’interno di resort dell’Europa occidentale e della Scandinavia.

La struttura si trova a Pinzolo, nel cuore delle Dolomiti e a poca distanza da Madonna di Campiglio, in un territorio particolarmente apprezzato sia dagli amanti degli sport invernali sia da chi cerca una vacanza immersa nella natura. Il fulcro dell’esperienza è Lefay SPA Dolomiti, un ampio universo dedicato al benessere nel quale la filosofia del brand combina approcci occidentali e principi della medicina tradizionale cinese. Piscine, saune, aree relax e percorsi dedicati al riequilibrio psicofisico trasformano così il soggiorno in montagna in qualcosa che va oltre la classica vacanza alpina.

Il migliore rifugio wellness del mondo

Dalle montagne lo scenario cambia completamente. A Gargnano, sulla sponda lombarda del Lago di Garda, si trova infatti Lefay Resort & SPA Lago di Garda, vincitore del premio Worldwide Health & Wellness Destination of the Year. Un riconoscimento di portata globale, assegnato alla struttura italiana nell’ambito dei World Spa & Wellness Awards 2026.

Il resort sorge sulle colline che dominano il lago ed è circondato da un parco di circa 11 ettari, con un’architettura progettata per integrarsi il più possibile nel paesaggio. Ampie vetrate, materiali naturali e spazi aperti verso l’esterno permettono al panorama gardesano di diventare parte integrante dell’esperienza di soggiorno. Cuore della struttura è la grande area spa, che si estende per circa 4.300 metri quadrati e propone percorsi e trattamenti ispirati a una concezione olistica del benessere.

Il borgo minuscolo che regala emozioni intense a chi cerca silenzio totale: La Roque-Alric, in Francia

4 octobre 2026 à 14:00

Tra le montagne del Vaucluse, in Provenza, La Roque-Alric è un borgo che conquista all’istante. Il merito è delle sue case che seguono il profilo di uno sperone roccioso e, contemporaneamente, sembrano stringersi attorno alla pietra che ha dato il nome al paese. Qui vivonono solo una cinquantina di abitanti, i quali custodiscono un luogo appartato, fatto di silenzio, vicoli stretti e scorci aperti sulla valle.

Tale conformazione singolare dona all’abitato un aspetto teatrale, magnificamente incorniciato dalle celebri Dentelles de Montmirail, una possente catena montuosa contraddistinta da picchi frastagliati risalenti a 200 milioni di anni fa. Queste formazioni geologiche, nate dai movimenti tettonici dell’era mesozoica, dominano l’orizzonte con le loro creste taglienti, simili a merletti di pietra lavorati da un gigante.

Cosa vedere a La Roque-Alric

La visita a questo grazioso villaggio di Francia richiede poco tempo sul piano delle distanze, ma il paese merita uno sguardo lento. La sua particolarità sta soprattutto nel rapporto tra architettura e roccia, mentre alcuni edifici raccontano episodi molto diversi della storia locale.

La chiesa di Saint-Pierre-ès-Liens

In cima all’abitato, sopra uno sperone roccioso, sorge la chiesa di Saint-Pierre-ès-Liens. Si tratta di un edificio che occupa il punto più alto del paese e che nasce come antico priorato.

Per raggiungerla occorre seguire le stradine in forte pendenza che attraversano il piccolo nucleo abitato. La salita accentua la sensazione di trovarsi dentro un insediamento costruito seguendo la conformazione della montagna, anziché imponendo alla roccia una geometria prestabilita.

Dal punto panoramico accanto alla chiesa lo sguardo si apre sulle Dentelles de Montmirail e sulla valle. Le montagne assumono un profilo frastagliato e riconoscibile, mentre i vigneti occupano parte del paesaggio sottostante.

Le rovine della cappella di Saint-Michel

Nel cimitero si trovano le rovine della cappella di Saint-Michel, edificio risalente all’XI secolo attualmente interessato da lavori di restauro.

La presenza di una costruzione così antica aggiunge un altro livello alla visita: la cappella appartiene infatti alla fase medievale del paese e conserva il legame con una storia religiosa sviluppatasi molto prima dell’attuale assetto del villaggio.

L’oratorio di Saint-Jean

Tra le testimonianze religiose locali vale la pena menzionare anche l‘oratorio di Saint-Jean, altra piccola presenza architettonica inserita nel tessuto del borgo.

Più che singoli monumenti monumentali, La Roque-Alric conserva una successione di tracce minute. Chiesa, cappella e oratorio accompagnano la lettura di un paese nato attorno alla roccia e cresciuto secondo le esigenze di una piccola comunità agricola.

Il quartiere Rouviol

Rouviol rappresenta il settore più popolato dell’abitato, rimanendo un quartiere che conserva ancora una dimensione artigianale legata alla tradizione locale.

Un ceramista lavora nella zona e presenta le proprie creazioni anche in un laboratorio situato nella vicina Beaumes-de-Venise. La presenza dell’artigianato aggiunge una nota contemporanea a un luogo rimasto fortemente legato alla propria storia rurale.

Le abitazioni trogloditiche e le facciate antiche

Alcune dimore storiche sfruttano intelligentemente le cavità naturali della montagna per integrare la rupe viva direttamente all’interno delle stanze da letto o delle cantine. Questa tecnica costruttiva primordiale, nota fin dalla preistoria, garantisce un isolamento termico eccezionale, in grado di mantenere gli ambienti interni meravigliosamente freschi in estate e tiepidi durante l’inverno rigido.

Osservare da vicino le porte spesse in legno massiccio, frequentemente dipinte con colori pastello ormai sbiaditi dal sole implacabile, svela l’abilità straordinaria degli artigiani locali.

Cosa fare a La Roque-Alric

Il carattere appartato di questo angolo di Provenza che pare incantato invita soprattutto a vivere il meraviglioso paesaggio. La Roque-Alric, infatti, può diventare una piccola base per attività all’aperto, con le montagne e i vigneti a fare da sfondo.

  • Seguire i sentieri delle Dentelles de Montmirail: permette di lasciare rapidamente il nucleo abitato e raggiungere un ambiente dominato da rocce calcaree, vigne e rilievi.
  • Pedalare lungo la strada ai piedi del borgo: regala una prospettiva particolare sullo sperone roccioso. Il tracciato è stretto e tortuoso, con aperture sul paesaggio circostante.
  • Esplorare i vigneti: per entrare in uno dei paesaggi agricoli più caratteristici del territorio, legato alle denominazioni Beaumes-de-Venise e Ventoux.
  • Scoprire la gastronomia del Vaucluse: in modo da conoscere una tradizione regionale strettamente legata alle produzioni agricole locali. I mercati dei paesi vicini, per esempio, sono un’occasione per incontrare produttori e assaggiare specialità del territorio.
  • Praticare attività outdoor nei dintorni: amplia le possibilità della visita, con itinerari dedicati anche a equitazione, parapendio e percorsi avventura tra gli alberi.

Dove si trova e come arrivare

La Roque-Alric si trova nel dipartimento del Vaucluse, nella Francia sud-orientale, a circa 16 km a nord di Carpentras. Il paese appartiene all’area storica del Comtat Venaissin, antico territorio legato per secoli allo Stato Pontificio e caratterizzato da paesaggi agricoli, vigneti e numerosi borghi storici.

La posizione tra le Dentelles de Montmirail e il Mont Ventoux rende il villaggio particolarmente interessante per chi viaggia attraverso l’entroterra provenzale alla ricerca di piccoli centri lontani dai percorsi più affollati.

In auto si raggiunge seguendo la viabilità locale verso lo sperone roccioso sul quale è costruito il borgo. L’ultimo tratto assume già il carattere della destinazione, con una strada stretta e sinuosa che passa ai piedi dell’abitato e lascia spazio a viste aperte sulla campagna.

Per chi arriva in bicicletta, proprio questo tratto rappresenta una delle caratteristiche più suggestive della zona. La strada segue il profilo della montagna e accompagna il passaggio sotto il paese, offrendo una vista insolita sulle case raccolte sulla rupe.

Villaggio di La Roque-Alric, Provenza
iStock
Il bel villaggio di La Roque-Alric

Il borgo di Roque-Alric conserva così una dimensione difficile da trovare nei centri più conosciuti della Provenza. La sua forza sta nella scala ridotta, nella posizione ardita e nel paesaggio che prende forma appena oltre le case. La roccia, in fondo, ha davvero preso il posto della piazza centrale. E forse è proprio questa la sua firma più originale.

A bordo del treno storico da Milano verso il Natale nel Südtirol

4 octobre 2026 à 10:00

C’è un modo davvero suggestivo per vivere l’attesa del Natale, lasciando che il viaggio diventi parte integrante dell’esperienza: per il Natale 2026, da Milano Centrale e Brescia si può partire alla volta dei Mercatini di Natale del Südtirol – Alto Adige a bordo di affascinanti vetture storiche, con un viaggio di andata e ritorno nella stessa giornata.

La proposta permette di raggiungere alcune delle località più richieste durante il periodo natalizio senza dover affrontare il traffico autostradale, le code o la ricerca di un parcheggio: al posto dell’auto, si sale su un treno storico e ci si mette comodi verso le atmosfere natalizie di Bolzano, Merano e Bressanone.

L’iniziativa è organizzata da Pallenium Tourism, in collaborazione con Fondazione FS Italiane e ARSMS – Associazione Rotabili Milano Smistamento.

Borghi da scoprire in treno, 3 mete italiane perfette per una fuga fuori stagione

3 octobre 2026 à 11:00

L’autunno e l’inverno possono essere il momento perfetto per riscoprire l’Italia lentamente, tra centri storici, laghi e piccoli borghi che fuori dall’alta stagione acquistano un fascino completamente diverso. A rendere ancora più interessante l’idea di organizzare una fuga di qualche giorno c’è la nuova Promo Italo Borghi, con sconti dal 10% al 20% sui biglietti.

Per approfittarne bisogna acquistare il viaggio entro le ore 11:00 del 5 ottobre, utilizzando il codice promo BORGHI. La promozione permette di viaggiare dal 20 ottobre al 21 marzo negli ambienti Smart e Prima Business, su una disponibilità complessiva di 500.000 posti. I codici promozionali Italo possono essere inseriti direttamente durante la ricerca e l’acquisto del biglietto sui canali ufficiali della compagnia.

Ma dove andare? Nel network Italo ci sono diverse fermate perfette per costruire un weekend dedicato ai centri storici più suggestivi d’Italia. Tra le destinazioni servite direttamente compaiono anche Maratea, Peschiera del Garda e Desenzano del Garda.

Questa città è così bella che viene paragonata a una rosa: Klagenfurt am Wörthersee, l’Austria con anima italiana

2 octobre 2026 à 17:00

Una città austriaca con un’anima italiana, affacciata su uno dei laghi più celebri della Carinzia e circondata da boschi, prati e montagne. Klagenfurt am Wörthersee si presenta così, con un centro storico raccolto e ordinato che conserva l’impronta dei maestri costruttori italiani arrivati durante la grande stagione rinascimentale.

Rinomata turisticamente come la “Rosa del Wörthersee“, sfoggia un carattere elegante, ma appena ci si allontana dalle strade centrali il paesaggio cambia: il verde prende spazio e il lago compare poco più in là con le sue acque limpide e dai colori intensi. Da queste parti si trova inoltre la più antica zona pedonale del Paese, inaugurata nel 1961, tra Kramergasse e Wienergasse.

In sostanza è un centro raccolto, piacevole da attraversare lentamente, con negozi, locali e indirizzi gastronomici inseriti all’interno dell’architettura storica.

Monasteri Aperti 2026, in Emilia-Romagna un weekend tra abbazie segrete e pranzi nei refettori

2 octobre 2026 à 15:00

Nei primi due weekend di ottobre torna in Emilia-Romagna uno degli appuntamenti più suggestivi per chi ama scoprire il territorio lentamente, entrando in luoghi normalmente poco accessibili e seguendo itinerari dove arte, storia e spiritualità si incontrano. Il 3-4 e il 10-11 ottobre 2026 va infatti in scena l’ottava edizione di Monasteri Aperti, con visite guidate, passeggiate, concerti, incontri e aperture straordinarie tra abbazie, conventi, pievi ed eremi della regione.

L’edizione di quest’anno assume un significato particolare perché è dedicata a San Francesco d’Assisi, nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla sua morte, avvenuta nel 1226. Il programma comprende esperienze lungo i Cammini dell’Emilia-Romagna, incontri con religiosi e monache di clausura, concerti di musica sacra e antica, degustazioni e perfino pranzi nei refettori monastici.

Uno sguardo su Monasteri Aperti 2026

Promosso da APT Servizi Emilia-Romagna in collaborazione con la Conferenza Episcopale della Regione Emilia-Romagna e con il circuito dei Cammini dell’Emilia-Romagna, Monasteri Aperti torna nel 2026 con un calendario diffuso che permette di scoprire alcuni dei luoghi religiosi più affascinanti della regione, in diversi casi eccezionalmente accessibili al pubblico.

Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia
Ph. Enrico Rossi
Sguardo sui Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia

La filosofia dell’iniziativa resta legata a un modo di viaggiare lento e consapevole: si cammina tra antichi borghi e paesaggi appenninici, si entra in chiostri e abbazie millenarie e si ascoltano storie legate alla vita delle comunità religiose. Tra le proposte figurano anche degustazioni di ricette della tradizione monastica, incontri con esperti di storia dell’arte e appuntamenti musicali, oltre alle passeggiate lungo i 22 Cammini del circuito regionale.

Il programma del 3 e 4 ottobre 2026

Il filo conduttore dell’ottava edizione è San Francesco e il rapporto tra spiritualità, natura e cammino. Il primo weekend di Monasteri Aperti 2026 comincia sabato 3 ottobre con diverse esperienze tra Reggio Emilia e la provincia di Parma.

A Reggio Emilia l’appuntamento è con “Sul Cammino di Matilde”, una giornata che dalle 9 alle 16.30 circa unisce cultura e trekking lungo la Via Matildica del Volto Santo. Dopo le visite al Museo Diocesano e ai Chiostri di San Domenico, si parte per una passeggiata di circa 6,5 chilometri fino alla Reggia Ducale di Rivalta, con picnic nei giardini e visita al Palazzo e al Giardino Segreto.

Via Matildica del Volto Santo, Guastalla
Ufficio Stampa
Via Matildica del Volto Santo a Guastalla

Nel pomeriggio, alle 16.00, ci si sposta idealmente a Fidenza, l’antico Borgo San Donnino, con “Il Pane, la Pietra e la Stella”, un itinerario a piedi dedicato alle tracce di San Francesco in città. Il percorso attraversa quattro luoghi legati alla storia locale, tra affreschi trecenteschi, antichi oratori e conventi ormai scomparsi, per terminare con la degustazione di una pagnotta artigianale preparata secondo un’antica ricetta che richiama un miracolo della tradizione francescana. La partecipazione è gratuita ma richiede la prenotazione.

Sempre il 3 e 4 ottobre apre eccezionalmente anche il Monastero di Santa Maria Assunta a Castione Marchesi di Fidenza, abbazia millenaria situata lungo la Via Francigena. Con “Visite e InCANTI poetici in Abbazia” sarà possibile scoprire i mosaici policromi medievali e gli antichi ambienti delle dispense. Domenica 4 sono previste visite guidate su prenotazione dalle 14 e, alle 17.30, il concerto della Corale Collecchiese Mario Dellapina.

Tra gli appuntamenti più particolari di domenica 4 ottobre c’è anche il pranzo nel Refettorio della Badia di Torrechiara, nel Monastero Benedettino di Santa Maria della Neve. Prima di sedersi a tavola, alle 10 è prevista una visita al monastero, alla chiesa e al Belvedere affacciato sul torrente Parma; il pranzo nel refettorio inizia invece alle 12.30. L’esperienza viene proposta anche nelle altre domeniche di ottobre ed è necessario prenotare.

Numerosi anche gli appuntamenti nel Reggiano. Sabato 3 ottobre si può visitare la Pieve di Santa Maria Assunta di Pianzo, mentre a Guastalla apre la Chiesa di San Francesco, visitabile sabato alle 15.30 e domenica alle 15 e alle 16.30. A Campagnola Emilia, per tutto il weekend, è invece possibile ripercorrere la storia del monastero degli Agostiniani e dell’Abbazia della Santissima Trinità.

Domenica 4 ottobre il viaggio nell’Appennino reggiano prosegue tra la Chiesa di Sant’Andrea e il Castello delle Carpinete, la Chiesa del Castello di Rossena a Canossa, l’Oratorio di San Michele in Beleo, la Pieve di San Bartolomeo in Paullo e la Pieve di Santa Maria a Toano.

A Reggio Emilia, inoltre, domenica 4 il Cammino di Matilde cambia ritmo e si percorre in bicicletta. L’itinerario parte dalla città, attraversa la pianura fino a Guastalla e comprende una degustazione di Erbazzone Reggiano IGP, la visita ai Chiostri di San Pietro, il pranzo sulle rive del Po e l’ingresso alla Chiesa di San Francesco. Nello stesso pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.30, è in programma anche l’itinerario “La fine del Manierismo e l’innovazione barocca a Reggio Emilia” tra la Basilica di San Prospero e quella della Beata Vergine della Ghiara.

Anche Piacenza partecipa al primo weekend con “Mirabili prospettive”, l’esperienza che permette di salire in quota in due dei luoghi simbolo del centro storico: la Cupola del Guercino nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e la Cupola del Pordenone nella Basilica di Santa Maria di Campagna.

Salsomaggiore conquista Forbes: il ritorno della città delle terme dal fascino Liberty

Par : elenausai10
2 octobre 2026 à 14:00

Sapevate che, in passato, Salsomaggiore Terme era il ritrovo dell’alta società? Nei primi del Novecento, quando nei saloni dorati del Kursaal si giocava alla roulette, la città era considerata una meta così mondana che, come ricorda Forbes, veniva accostata a Monte Carlo.

Poi sono arrivati anni più difficili, con alberghi chiusi e una lenta perdita di smalto. Oggi la cittadina in provincia di Parma torna a far parlare di sé proprio dalle pagine della rivista americana, che le ha dedicato un ampio reportage sulla sua rinascita come destinazione del benessere.

La storia delle terme che hanno reso famosa Salsomaggiore

Già il nome racconta da dove nasce la fortuna di Salsomaggiore: “salso”, cioè salato, come le acque che sgorgano dal sottosuolo. Tutto ebbe inizio nel 1839, quando il medico locale Lorenzo Berzieri curò una bambina affetta da scrofola, una forma di tubercolosi, con bagni quotidiani nelle acque salsobromoiodiche del posto. Da quel momento, Salsomaggiore diventò una delle località termali più apprezzate d’Italia, punto di riferimento per chi cercava sollievo da disturbi articolari, respiratori, cutanei e circolatori. Con l’apertura del Casinò Kursaal, in pieno stile Liberty, la città aggiunse alla vocazione termale un’anima mondana.

Il periodo d’oro arrivò nel dopoguerra. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, lo Stato copriva le cure termali prescritte ai lavoratori, spesso compreso il soggiorno in albergo, e gli hotel si moltiplicarono. Nello stesso periodo, il Grand Hotel ospitò per oltre quarant’anni le finali di Miss Italia. Tra le concorrenti dell’edizione del 1950 c’era anche una giovanissima Sophia Loren, in gara come Miss Lazio. Quando negli anni Ottanta e Novanta le agevolazioni pubbliche furono ridotte, il turismo termale entrò in crisi e molte strutture chiusero i battenti.

Il Grand Hotel e le nuove terme nel Palazzo Berzieri

Secondo Forbes, il cuore di questa rinascita batte nel Grand Hotel Salsomaggiore Terme & Spa, l’unico cinque stelle della città. Costruito nel 1902, è tornato a splendere dopo cinque anni di restauri. Varcato l’ingresso, si cammina su pavimenti in marmo, mentre dalle pareti le foto d’epoca ricordano gli ospiti illustri di un tempo.

L’altra grande novità è QC Terme Salsomaggiore, il centro benessere ospitato nel Palazzo Berzieri, capolavoro di marmi, mosaici e decorazioni dorate costruito proprio dove un tempo sorgevano gli antichi pozzi di sale. Anche il resto del centro storico è stato restaurato con cura e l’ufficio turistico ha creato itinerari a piedi alla scoperta dei suoi edifici simbolo.

Salsomaggiore è anche una buona base per esplorare i dintorni. A pochi chilometri si trova il Castello di Scipione, ancora abitato dai discendenti dei Pallavicino, dove la visita attraversa saloni affrescati e ambienti arredati, fino al loggiato seicentesco affacciato sulle colline. A Fontanellato, la Rocca Sanvitale custodisce la Saletta di Diana e Atteone, affrescata dal Parmigianino, e una curiosa Camera Ottica ottocentesca: grazie a un sistema di specchi, l’immagine della piazza esterna viene riflessa su uno schermo all’interno. Sempre nel territorio di Fontanellato, il Labirinto della Masone, il più grande labirinto di bambù al mondo, invita a perdersi tra corridoi verdi, bivi e vicoli ciechi. Ideato da Franco Maria Ricci, ospita anche la sua collezione d’arte, con opere che spaziano dal Cinquecento al Novecento.

Le mete ideali per l’inverno 2026/2027: dove l’estate non finisce mai (e il cielo fa sognare)

Par : elenausai10
1 octobre 2026 à 13:30

C’è chi aspetta felicemente l’inverno dopo un’estate particolarmente calda e chi, appena compare la prima brina sul parabrezza, inizia a contare i giorni che mancano alla primavera. Eppure i mesi freddi sono anche quelli in cui certe destinazioni danno il meglio di sé: è la stagione secca ai Caraibi, il clima si fa ideale nelle città del deserto e i prezzi, lontano dalle settimane delle feste, diventano più accessibili.

Il segreto è sapere dove andare. Per l’inverno 2026/2027 abbiamo scelto sette mete, tra nuovi voli diretti dall’Italia, capitali che stanno cambiando volto e isole lontane dai circuiti più battuti.

Repubblica Dominicana

Per chi sogna i Caraibi, quest’inverno c’è un motivo in più per partire. Dal 30 novembre 2026, ITA Airways collega Roma Fiumicino a Santo Domingo con un nuovo volo diretto, operativo il lunedì e, dal 14 dicembre fino a fine marzo, anche la domenica.

Si arriva così nella capitale senza scali e la si può usare come punto di partenza per scoprire il Paese oltre i resort. La Ciudad Colonial, con le sue piazze e i palazzi storici, è perfetta per i primi giorni. Poi ci si sposta verso le spiagge di Punta Cana o di Bayahibe, da dove partono le escursioni per arrivare all’isola di Saona. Chi preferisce immergersi in paesaggi più selvaggi può puntare sulla penisola di Samaná, mentre l’entroterra di Jarabacoa e Constanza offre montagne, cascate e temperature più fresche.

Città del Messico

D’inverno, Città del Messico regala cieli quasi sempre sereni e giornate miti, anche se la sera, a oltre 2.000 metri di altitudine, serve una giacca. Questo è il momento ideale per esplorare una capitale immensa, dove le rovine dell’antica Tenochtitlán convivono con palazzi coloniali e musei di livello mondiale.

Un itinerario ideale potrebbe partire dallo Zócalo, dove si trovano la Cattedrale Metropolitana e il Templo Mayor, per poi dedicare quasi una giornata al Bosque de Chapultepec e al suo Museo Nacional de Antropología. Il quadro si completa con Coyoacán e la Casa Azul di Frida Kahlo, oltre che con un giro in trajinera tra i canali di Xochimilco.

Chi parte tra fine febbraio e inizio marzo 2027 troverà anche la Feria Internacional del Libro al Palacio de Minería. La città si raggiunge senza scali da Roma Fiumicino con Aeroméxico, che dal 28 marzo 2027 attiverà un nuovo volo diretto anche da Milano Malpensa.

La Cattedrale Metropolitana affacciata sullo Zócalo di Città del Messico
iStock
La Cattedrale Metropolitana sullo Zócalo, a Città del Messico

Riyadh, Arabia Saudita

Se d’estate il caldo a Riyadh è proibitivo, da novembre a marzo le temperature diventano piacevoli e la capitale saudita si accende con la Riyadh Season, il calendario di eventi, spettacoli e sport che anima la città per tutto l’inverno.

Tra una tappa e l’altra vale la pena prendere la metropolitana: il Prix Versailles 2026 ha inserito due stazioni della città tra le più belle del mondo. La National Museum Station, nel quartiere di Al-Batha, è la porta d’accesso al Museo Nazionale; la Western Station, invece, firmata dallo studio Omrania, si ispira alle dune del deserto con strutture color sabbia, giardini e una piazza che si trasforma in mercato. Se siete curiosi di vederle dal vivo, dal 16 dicembre 2026 Riyadh Air collegherà Milano e Riyadh con quattro voli diretti a settimana.

Isole Yaeyama, Giappone

Mentre nel resto del Giappone l’inverno vuol dire neve e onsen, le Isole Yaeyama restano intorno ai 20 gradi anche a gennaio: sono all’estremo sud del Paese, oltre Okinawa e a un passo da Taiwan, e in questa stagione hanno il clima più mite di tutto il Giappone.

La porta d’accesso è Ishigaki, raggiungibile in volo da Tokyo, Osaka o Naha. Qui c’è la baia di Kabira, con le acque turchesi punteggiate di isolotti, e le giornate scorrono tra snorkeling, mercati e cucina locale. In circa 40 minuti di traghetto si arriva a Iriomote, coperta per gran parte da giungla e mangrovie e Patrimonio UNESCO dal 2021, dove si risalgono i fiumi in kayak fino alle cascate. La sera conviene alzare gli occhi: il parco nazionale di Iriomote-Ishigaki è stato il primo in Giappone a ottenere la certificazione Dark Sky Park.

Tramonto sulla costa naturale di Iriomote, nelle Isole Yaeyama
iStock
Tramonto sulla costa di Iriomote, nelle Isole Yaeyama

Grenada

Meno conosciuta rispetto alle grandi mete caraibiche, Grenada è un piccolo Stato insulare all’estremo sud delle Piccole Antille, dove l’inverno coincide con i mesi più asciutti dell’anno. Qui, il viaggio passa soprattutto dal palato. Non a caso è conosciuta come l’isola delle spezie: la noce moscata, soprannominata oro nero, è tra le sue grandi esportazioni e finisce ovunque, grattugiata sul rum punch o trasformata in marmellate e sciroppi per la colazione. In generale, a tavola si incontrano influenze africane, francesi, britanniche e indiane, come le baiganee, melanzane fritte in pastella di piselli spezzati.

Ma Grenada è anche natura e nel cuore dell’isola il Grand Etang National Park troverete un lago vulcanico circondato dalla foresta pluviale, con sentieri che portano alle cascate. Sulla costa, invece, ci sono i due chilometri di sabbia bianca di Grand Anse e, poco lontano, le sculture sommerse di Molinere Bay, da esplorare con maschera e boccaglio.

Sri Lanka

Da dicembre a marzo, le piogge del monsone si concentrano sul nord-est dello Sri Lanka, mentre tutto l’itinerario che proponiamo, dal centro dell’isola alla costa meridionale, vive la sua stagione secca: questo, quindi, è il periodo ideale per un viaggio tra storia, natura e mare. Si comincia all’alba, con la prima luce che accende Sigiriya, l’antica fortezza costruita in cima a un monolite di roccia. Poi si raggiunge Kandy e il Tempio del Dente, uno dei luoghi più sacri del buddhismo.

Da qui si sale verso gli altopiani, tra piantagioni dove assaggiare il tè appena raccolto e sentieri di trekking intorno a Ella e Nuwara Eliya. Il finale è sulla costa sud, nella baia a ferro di cavallo di Hiriketiya dove si fa surf, con onde adatte anche ai principianti. A Galle, infine, ci si perde tra gallerie d’arte e botteghe dentro le mura del forte olandese, Patrimonio UNESCO.

Rocca di Sigiriya in Sri Lanka
iStock
La rocca di Sigiriya, antica fortezza nel cuore dello Sri Lanka

Abisko, Svezia

Infine, a chi preferisce il freddo e sogna di vedere l’aurora boreale nell’inverno 2026/2027, consigliamo di raggiungere Abisko, nella Lapponia svedese, uno dei posti migliori dove aspettarla. Il segreto è un microclima tutto suo, il cosiddetto Blue Hole. I venti che arrivano da ovest scaricano umidità e nuvole sulle montagne, così sopra il villaggio e il lago Torneträsk resta spesso uno squarcio di cielo sereno, anche quando le zone vicine sono coperte. A questo si aggiungono notti lunghissime, con l’aurora visibile da settembre all’inizio di aprile, e un inquinamento luminoso quasi assente, visto che il villaggio conta circa cento abitanti.

Ottobre in Valle d’Aosta: le migliori sagre, feste ed eventi

1 octobre 2026 à 09:01

Nel calendario delle feste d’autunno le giornate si riempiono di mercatini, profumi di cantina, piazze animate e sapori di stagione che tornano protagonisti. Le sagre di paese celebrano i piccoli borghi, le feste patronali riportano al centro le comunità e i prodotti tipici raccontano il ritmo della terra che cambia. Tra frutti maturi, colori caldi e aria frizzante, ogni fine settimana diventa un’occasione per rallentare, assaggiare, incontrare. Anche in Valle d’Aosta il paesaggio si accende di tonalità dorate e accompagna i viaggiatori in un vero itinerario di gusto.

Nel 2026 la regione propone un mese ricchissimo di appuntamenti enogastronomici: tra i filari e le vie del borgo prende vita la Sagra dell’uva 2026 a Donnas, mentre a Bard il Marché au Fort trasforma il Forte in una grande vetrina di eccellenze locali. Per chi ama i sapori d’alpeggio e le tradizioni contadine, da non perdere anche Lo Pan Ner 2026, che coinvolge villaggi come Allein, Avise e Gressoney-la-Trinité con la festa dedicata al pane nero di montagna.

Gli eventi di ottobre in Valle d’Aosta tra sagre e sapori d’autunno

  • Sagra dell’uva 2026 a Donnas – Donnas (AO), dal 1 al 4 ottobre 2026.
    A Donnas la Sagra dell’uva celebra questo prodotto simbolo del territorio con eventi, degustazioni e intrattenimenti, assegnando il riconoscimento del “Grappolo d’oro” alle uve migliori.
  • Du blé au pain 2026 – La Magdeleine (AO), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    A La Magdeleine Du blé au pain fa rivivere l’uso del forno comunitario con una festa del pane che propone attività per riscoprire gesti, profumi e sapori della tradizione valdostana.
  • Féta di pomme 2026 – Gressan (AO), il 4 ottobre 2026.
    A Gressan la Féta di pomme è dedicata alla mela con una mostra mercato all’aperto, vendita diretta dai produttori, artigianato locale, animazioni per bambini, musica, giochi, gastronomia e mercati agricoli.
  • Sagra della Castagna 2026 – Donnas (AO), dal 9 al 11 ottobre 2026.
    A Donnas la Sagra della Castagna valorizza la castagna locale con appuntamenti tradizionali come la Cena Bavarese e la gara di Mendaye tra caldarrostai, che assegna la Castagna d’oro.
  • Mele Vallée 2026 – Antey-Saint-André (AO), dal 10 al 11 ottobre 2026.
    Ad Antey Mele Vallée propone una mostra mercato sulle mele e i loro derivati nel centro storico, con possibilità di assaggi e acquisti, animazioni e laboratori tematici.
  • Marché au Fort – Bard (AO), dal 10 al 11 ottobre 2026.
    Marché au Fort è una grande mostra-mercato nel borgo medievale di Bard dedicata all’enogastronomia valdostana, con degustazioni e vendita di prodotti tipici e specialità regionali in una cornice storica suggestiva.
  • Castagnata a Fénis – Castagna d’oro 2026 – Fénis (AO), dal 10 al 11 ottobre 2026.
    Ai piedi del Castello di Fénis, la Castagnata – Castagna d’Oro celebra la castagna e le sue preparazioni con assaggi, dolci e intrattenimenti presso l’area attrezzata Tzanté de Bouva.
  • Lo Pan Ner, i pani delle alpi 2026 – Allein, Avise e Gressoney-la-Trinité (AO), dal 17 al 18 ottobre 2026.
    Lo Pan Ner – I pani delle Alpi è una festa transfrontaliera dedicata al pane di segale, con numerosi comuni valdostani che accendono i forni dei villaggi per offrire pane nero appena sfornato, eventi e momenti conviviali.
  • Sagra del Miele 2026 – Châtillon (AO), dal 24 al 25 ottobre 2026.
    La Sagra del Miele trasforma Châtillon in capitale valdostana del miele, con concorso regionale dedicato ai mieli locali, vendita diretta dai produttori, esposizioni di attrezzi antichi, degustazioni guidate e attività per bambini e famiglie.

L’autunno del tartufo bianco in Italia, 5 località da scoprire tra paesaggi, sapori ed esperienze

29 septembre 2026 à 16:00

Quando arriva l’autunno, i boschi italiani si trasformano in uno scrigno prezioso e il tartufo bianco diventa uno dei protagonisti della stagione. In Italia sono numerose le località dove andare alla ricerca di questo pregiato prodotto. Abbiamo fatto una selezione di cinque destinazioni dove il tartufo è un motivo in più per partire, ma che meritano una visita anche per i paesaggi autunnali incantati, la storia e le tradizioni.

Alba in Piemonte (CN)

Alba è una delle destinazioni simbolo per chi vuole vivere l’autunno all’insegna del tartufo bianco. Nel cuore delle Langhe, questa località, abbina alla gastronomia (Alba è Città Creativa UNESCO per la Gastronomia) un paesaggio fatto di dolci colline e vigneti particolarmente suggestivo con i colori di questa stagione e un centro storico con le torri medievali tutto da scoprire.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (dal 10 ottobre al 6 dicembre) è un’occasione in più per scoprire la capitale delle Langhe. L’evento anima la città con appuntamenti gastronomici, culturali e folkloristici.

Ad Alba, inoltre si può visitare anche il MUDET – museo del tartufo di Alba, uno spazio dedicato al mondo del tartufo dove vivere l’esperienza tutto l’anno.

Dove andare in Italia in autunno alla ricerca di tartufo bianco
iStock
La città di Alba

Acqualagna nelle Marche (PU)

Nel cuore delle Marche, Acqualagna è una meta da mettere in programma durante la stagione del tartufo. Qui si svolge infatti la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco (25, 31 ottobre e 1, 7, 8, 14 e 15 novembre) con degustazioni, incontri ed eventi.

Ma il viaggio, per un weekend tra sapori e paesaggi nel borgo in provincia di Pesaro-Urbino, può continuare anche tra la scoperta del centro, il foliage del territorio appenninico, la vicina Riserva Naturale Statale Gola del Furlo e il Museo del tartufo di Acqualagna dove è possibile vivere una truffle experience.

Gubbio in Umbria (PG)

Il tartufo diventa anche l’occasione per scoprire Gubbio, una delle città medievali più affascinanti dell’Umbria. In autunno la “città di pietra” offre un’atmosfera particolarmente suggestiva e la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei Prodotti Agroalimentari (30 e 31 ottobre e 1-6-7-8 novembre) porta in città profumi e sapori del territorio.

A Gubbio vale la pena perdersi tra i suggestivi vicoli, ammirare Piazza Grande e il Palazzo dei Consoli e visitare la chiesa di San Francesco e il teatro romano.

Volterra in Toscana (PI)

Per unire tartufo bianco e cultura, Volterra è una destinazione da inserire in un itinerario di viaggio. La città toscana arroccata su una collina di tufo, famosa per il suo patrimonio etrusco e medievale, in autunno ospita Volterragusto (24 e 25 ottobre e il 31 ottobre e 1 novembre), manifestazione che comprende anche la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei prodotti tipici dell’Alta Val di Cecina.

Questa è anche l’occasione per esplorare il centro storico tra Piazza dei Priori, la Cattedrale romanica, la Fortezza Medicea, il teatro romano e i dintorni fatti di riserve naturali tutte da vivere con i colori del foliage.

Savigno in Emilia-Romagna (BO)

Sulle colline bolognesi, Savigno, frazione di Valsamoggia, celebra ogni autunno il suo prodotto più prezioso con il Festival Internazionale del Tartufo Bianco (nei weekend dal 24 ottobre al 15 novembre).

Savigno è una destinazione perfetta per chi cerca un weekend autunnale alla scoperta di un borgo affascinante, strade panoramiche e sapori dell’Appennino.

Tra foliage e atmosfere d’autunno, 3 mete da scoprire con la promozione Vueling

29 septembre 2026 à 13:00

L’autunno è il momento perfetto per concedersi una fuga in viaggio, soprattutto quando si trovano tariffe particolarmente convenienti. Vueling propone una nuova promozione dedicata ai prossimi mesi: fino al 15% di sconto sui voli acquistati dal 29 settembre al 4 ottobre 2026, con partenze comprese tra il 1° novembre 2026 e il 31 gennaio 2027.

La promozione riguarda rotte selezionate e voli diretti operati da Vueling, con posti soggetti a disponibilità. Il prezzo mostrato è a persona e non comprende eventuali servizi aggiuntivi. Per approfittare dell’offerta è necessario effettuare l’acquisto attraverso il sito ufficiale della compagnia aerea o sull’app mobile. Tra le destinazioni disponibili si possono trovare anche alcune città ideali per un viaggio autunnale, quando parchi e giardini si tingono di rosso, arancio e giallo.

Ecco una nostra selezione di tre mete perfette per un’esperienza tra i colori del foliage.

Da Milano a Bilbao

Bilbao è una destinazione interessante anche per chi vuole alternare arte, architettura e passeggiate nella natura. A novembre, quando l’autunno entra nel vivo, si può iniziare dal Parque de Doña Casilda Iturrizar, uno dei principali polmoni verdi della città. Il parco si trova non lontano dal Guggenheim e vicino al Museo de Bellas Artes e offre suggestivi viali alberati, percorsi pedonali e scorci piacevoli per una passeggiata tra i colori della stagione.

Dopo aver ammirato il foliage, il viaggio può proseguire verso il centro storico, tra le vie del Casco Viejo, oppure lungo la Ría, per scoprire una Bilbao capace di unire tradizione e contemporaneità.

Per chi parte da Milano, la promo Vueling propone il volo per Bilbao, il 18 e il 24 novembre, da 13 euro a persona.

Dove andare in autunno con la promo Vueling
iStock
Paesaggio autunnale a Bilbao

Da Firenze a Parigi

Parigi in autunno ha un fascino particolare e novembre è perfetto per scoprirne anche il lato più pittoresco. Tra le passeggiate da mettere in programma c’è quella nei Giardini del Lussemburgo, dove gli alberi e i colori della stagione fanno da cornice a uno dei luoghi più amati della capitale francese ricco di monumenti e statue.

Anche il giardino des Tuileries, il più antico di Parigi, regala atmosfere suggestive durante la stagione autunnale. Qui da non perdere la visita al Musée de l’Orangerie, il museo di pittura impressionnista e post-impressionista con opere di Monet, Cézanne, Renoir e Picasso.

Per un’esperienza ancora più a contatto con la natura si può raggiungere il Bosco di Boulogne, grande area verde nei pressi del sobborgo di Boulogne-Billancourt e Neuilly-sur-Seine. In autunno i suoi viali alberati si trasformano in una tavolozza di colori, ideali per una passeggiata lontano dalla frenesia del centro città.

La tariffa proposta da Vueling per la tratta Firenze-Parigi del 18 novembre parte da 40 euro a persona.

Da Firenze a Londra

Londra è una delle città più interessanti da visitare in autunno, soprattutto per chi ama passeggiare nei grandi parchi. A novembre si può raggiungere Richmond Park, dove boschi secolari, prati e alberi regalano splendidi paesaggi stagionali. Il parco è inoltre famoso per i suoi cervi e novembre è il mese ideale per assistere al bramito.

Un’altra tappa che consigliamo sono i Kew Gardens, dove il foliage può essere ammirato tra gli alberi dell’arboreto e i numerosi giardini botanici, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Con la promo Vueling, la tratta Firenze-Londra del 24 novembre è disponibile da 41 euro a persona.

3 mete dove andare a novembre con la promo Vueling
iStock
Veduta aerea dei giardini botanici di Kew

Weekend a prezzi mini, promozione Ryanair tra sole e anticipazioni natalizie

Par : losiangelica
29 septembre 2026 à 10:00

Voglia di partire ma poco budget a disposizione? Non serve spendere un capitale, basta sfruttare le nuove offerte come quella di Ryanair, che propone tantissimi voli scontati del 15% se si prenota entro il 30 settembre con date disponibili anche per i primi weekend dei mercatini di Natale.

Si potrà viaggiare dal 1° ottobre al 17 dicembre 2026, godendosi splendide capitali europee addobbate a festa… oppure valutando destinazioni marittime dove il sole ancora è ben presente.

Da Roma a Salonicco

Se l’idea di entrare subito in modalità inverno non vi entusiasma, Salonicco è probabilmente la deviazione più interessante. In autunno la città si gira molto meglio rispetto ai mesi più caldi e potete costruire tranquillamente un weekend senza programmi rigidi. Si parte da Roma con meno di 22 euro… un affare!

Partite dal lungomare e dalla Torre Bianca, poi infilatevi nelle strade del centro tra Ano Poli, mercati, caffè e taverne. Qui il viaggio può tranquillamente ruotare intorno al cibo: bougatsa al mattino, mezedopoleia per godersi la pausa pranzo e ovviamente imperdibili le Bougatsa. Non c’è bisogno di correre da un monumento all’altro. Ottobre, soprattutto, è il momento giusto se cercate una city break ancora relativamente mite ma senza atmosfera da piena estate.

Torre Bianca di Salonicco
iStock
Il panorama suggestivo di Salonicco

Da Palermo a Norimberga

Per Norimberga il calendario della promozione Ryanair incrocia quasi perfettamente quello del Christkindlesmarkt. Il mercatino di Natale 2026 apre ufficialmente il 27 novembre alle 17:30 e resta attivo fino al 24 dicembre. Chi sfrutta la promo può quindi organizzare il viaggio tra fine novembre e il 17 dicembre.

In città l’atmosfera è quella natalizia classica: casette di legno, decorazioni, artigianato, Lebkuchen, Glühwein e i piccoli Rostbratwürste di Norimberga. Il mercato principale è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21. E chi viaggia con i bambini? L’opzione migliore è la Kinderweihnacht che attende con giostre e attività o laboratori per i più piccoli e nei dintorni si trova anche la Sternhaus! Si vola da Palermo con circa 32 euro a tratta.

Mercatino di Natale Nuremberg
iStock
Norimberga nel periodo natalizio è magica

Da Milano a Edimburgo

Con Edimburgo potete giocare su due mood diversi. Partendo tra ottobre e i primi giorni di novembre trovate una città decisamente autunnale: giornate corte, parchi pieni di foglie, pub che diventano improvvisamente molto più invitanti. Dal 14 novembre 2026, invece, cambia tutto. Parte Edinburgh’s Christmas, in programma fino al 3 gennaio 2027. Con la promozione Ryanair avete quindi circa un mese, dal 14 novembre al 17 dicembre, per intercettarlo.

Il centro delle celebrazioni torna tra Princes Street Gardens e George Street, con mercatini, attrazioni e iniziative in pieno centro. Ovviamente Edimburgo merita sempre una visita andando oltre le bancarelle; basterà perdersi nella Old Town, entrare nei pub e ovviamente seguire un tour a tema Harry Potter perché è proprio qui che tante ispirazioni sono nate.

Panorama su Edimburgo
iStock
Il centro storico di Edimburgo è da scoprire

Insomma, con biglietti sotto i 35 euro si può volare in autunno tra tante mete da sogno senza rinunciare a un viaggetto grazie alla nuova promozione Ryanair. Non resta che dare un’occhiata alle offerte attive nel proprio aeroporto di riferimento e godersi una pausa prima di quella attesa delle festività natalizie.

Perché organizzare un viaggio nella Repubblica Dominicana proprio adesso

28 septembre 2026 à 15:00

Caraibi, spiagge bianchissime, natura tropicale e città ricche di storia, è questa la cornice di un viaggio nella Repubblica Dominicana, da sempre una delle destinazioni più desiderate per una fuga invernale. E udite, udite… Nei prossimi mesi raggiungerla dall’Italia diventerà ancora più semplice grazie a una novità importante sul fronte dei collegamenti aerei.

A partire dalla fine di novembre, infatti, ITA Airways inaugurerà il nuovo volo diretto tra Roma Fiumicino e Santo Domingo, creando un collegamento senza scali perfetto per chi sta già pensando a una vacanza al caldo durante l’inverno europeo. Un motivo in più per riscoprire un Paese che non è fatto soltanto di resort e spiagge da cartolina, ma anche di città coloniali, parchi naturali, cascate e piccoli paradisi affacciati sul Mar dei Caraibi.

Il nuovo volo ITA Airways da Roma a Santo Domingo

La grande novità della stagione invernale 2026-2027 di ITA Airways riguarda proprio la Repubblica Dominicana. Dal 30 novembre 2026 la compagnia lancerà il nuovo collegamento stagionale diretto tra Roma Fiumicino e Santo Domingo, prima destinazione di ITA Airways in America Centrale. ITA Airways Inizialmente il volo sarà operato una volta alla settimana, il lunedì, mentre dal 14 dicembre si aggiungerà invece una seconda frequenza settimanale, la domenica, prevista fino alla fine di marzo 2027. Sulla rotta saranno utilizzati Airbus A330neo configurati nelle classi Business, Premium Economy ed Economy.

Isola di Saona
iStock
Vista sull’Isola di Saona

Secondo l’operativo attualmente pubblicato dalla compagnia, il volo Roma-Santo Domingo avrà una durata indicativa di circa 11 ore e 5 minuti, mentre il viaggio di ritorno durerà circa 9 ore e 45 minuti. Il nuovo diretto rende quindi particolarmente interessante programmare adesso un viaggio nella Repubblica Dominicana, soprattutto in vista dell’inverno: si potrà raggiungere la capitale senza scali e, da qui, costruire un itinerario che vada oltre le classiche vacanze all inclusive.

Cosa vedere nella Repubblica Dominicana

Il primo luogo da esplorare è proprio Santo Domingo, una capitale che vale molto più di una semplice tappa di arrivo. Il cuore storico è la Ciudad Colonial, dove edifici storici, piazze e testimonianze del periodo coloniale raccontano una parte fondamentale della storia dell’isola. È il lato più culturale della Repubblica Dominicana e permette di alternare mare e visite già nei primi giorni di viaggio.

Ciudad Colonial, Santo Domingo
iStock
La Ciudad Colonial a Santo Domingo

Per chi sogna soprattutto i Caraibi da cartolina, restano imperdibili le località balneari. Punta Cana è il grande classico, con lunghe spiagge tropicali e una vasta offerta di resort, mentre la zona di Bayahibe e La Romana è una delle basi più interessanti per escursioni e giornate in mare. Tra le mete più amate della zona c’è anche l’isola di Saona, celebre per le sue acque trasparenti e le spiagge circondate dalla vegetazione tropicale.

Chi cerca invece un volto più selvaggio può spingersi verso la penisola di Samaná, tra baie, foreste e paesaggi decisamente più verdi. Qui si trovano anche Las Terrenas, località che combina atmosfera caraibica, spiagge e una vivace scena turistica. Vale la pena considerare anche l’interno del Paese. Zone come Jarabacoa e Constanza mostrano una Repubblica Dominicana molto diversa da quella dell’immaginario più classico: montagne, sentieri, cascate e temperature più fresche trasformano il viaggio in qualcosa di decisamente più vario.

Acque calde e relax: 3 capitali europee del benessere da raggiungere con la promo Wizz Air

Par : elenausai10
28 septembre 2026 à 10:05

Quando le giornate si accorciano e il freddo comincia a farsi sentire, c’è un modo infallibile per ricaricare le energie: regalarsi qualche giorno di benessere. Una fuga alle terme è molto più di una semplice pausa, è l’occasione per rimettere in equilibrio corpo e mente tra bagni in acque calde, massaggi e trattamenti rigeneranti, spesso in luoghi immersi nella natura o in edifici storici che da soli valgono il viaggio.

❌
❌