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Dialetti: un viaggio tra le “lingue” d’Italia

24 février 2025 à 11:48

L’Italia ha una storia di divisioni, dissidi e separazioni, che ha portato poi all’unificazione del territorio composto da un grande via vai di tradizioni regionali e locali. La bellezza dell’Italia sta proprio nelle caratteristiche che rendono unico e riconoscibile ogni angolo di cui è composta. A marcare l’appartenenza e la straordinarietà di ogni paesino e pezzo di terra è la cadenza e il dialetto che distingue la parlata dei suoi abitanti. I dialetti sono un fenomeno interessante quanto complesso, guai a ridurli a deformazioni della lingua italiana.

Forse anche voi parlate un dialetto particolare, o lo capite. Magari lo associate ai vostri nonni o alle tradizione del vostro luogo natale. Senza dubbio il linguaggio che utilizzate quotidianamente ha preso in prestito parole ed espressioni dialettali e locali, che nessuno coglie al di fuori della vostra zona. Quante volte avete conosciuto qualcuno provenire da un’altra regione in difficoltà di fronte alle vostre espressioni idiomatiche di tutti i giorni?

Una deformazione della lingua pura

Purtroppo è ancora diffusa l’idea che i dialetti siano una “corruzione” dell’italiano. Non è affatto così, essi rappresentano la normale evoluzione della lingua parlata localmente, che deriva in prevalenza dal latino mischiata all’influenza delle lingue precedenti o arrivate successivamente con le conquiste militari, i movimenti migratori e così via. L’italiano standard si è evoluto a partire dal toscano. Lingua che ha guadagnato lustro e autorevolezza grazie al prestigio e al successo di autori in volgare come Dante, Boccaccio e Petrarca.

L’esempio dell’importanza del toscano a livello letterario ce la fornisce Manzoni, che andò a “sciacquare i panni in Arno” per scrivere le sue opere. Dopo l’Unità d’Italia questa lingua letteraria e parlata solo da una piccola percentuale della popolazione si diffuse grazie all’introduzione dell’istruzione obbligatoria e all’avvento della televisione.

Venezia, turista
Fonte: iStock
Una turista in giro per Venezia

Dialetto o vera e propria lingua?

Ancora si discute sulla corretta dicitura per definire il fenomeno dei dialetto. Scegliere cosa sia un dialetto e cosa una lingua è un compito arduo, spesso argomento di diatribe. Il governo italiano riconosce ufficialmente come lingue il sardo, il friulano e il ladino, mentre l’Unesco riconosce anche il napoletano e il siciliano. Il dibattito tra tutela del patrimonio culturale e la normale evoluzione delle lingue è ancora in corso.

Infatti, i dialetti italiani sono tutelati da normative e politiche regionali, ma non esiste una legislazione nazionale univoca per garantirne la sopravvivenza. Alcuni dialetti, come il sardo, il friulano e il ladino, sono riconosciuti come lingue ufficiali in certe regioni, e godono di una protezione speciale. Tuttavia, molti altri dialetti rischiano di scomparire, a causa della predominanza dell’italiano nelle scuole, nei media e nel mondo del lavoro.

La differenza nelle strutture grammaticali

I dialetti italiani presentano una varietà di strutture grammaticali che differiscono da quelle dell’italiano standard. Ad esempio, in alcuni dialetti si usa il verbo “essere” al posto di “avere” per formare i tempi composti, come nel caso del veneto, dove si dice “I go ‘sto libro”, invece di “Ho questo libro”. Altri dialetti, come quello napoletano, tendono ad avere un vocabolario completamente diverso, con parole che non hanno corrispettivo in italiano, ma che descrivono situazioni o concetti profondamente radicati nella cultura locale.

I dialetti più diffusi

È molto difficile tracciare confini netti per i dialetti italiani. Ci troviamo di fronte ad una varietà linguistica troppo  vasta da non consentire l’individuazione di zone geografiche definite e che condividono gli stessi tratti morfologici, fonetici o lessicali. Avrete notato che in Italia anche paesini confinanti si trovano dialetti con differenze evidenti. Semplificando grossolanamente è possibile dividere l’Italia per macro aree con dialetti simili, ma si tratta di un’operazione riduttiva che non offre la giusta prospettiva per capire il fenomeno dialettale.

Ogni luogo, zona, paesaggio, è possibile associarlo al dialetto e alla parlata degli abitanti nativi. L’Italia è speciale proprio perché ricca di particolarità e sfaccettature che la rendono una Paese unico e complesso, da esplorare. L’incontro tra persone provenienti da regioni diverse è sempre uno scambio di modi di dire e termini unici e caratteristici, uno spettacolo culturale e storico.

Tra i dialetti più diffusi in Italia, si trovano quelli appartenenti alle grandi famiglie linguistiche storiche, come il settentrionale, il centro-italiano, il meridionale e il siciliano. Sebbene l’italiano standard sia la lingua ufficiale, molti dialetti sono ancora parlati da milioni di persone, spesso nelle conversazioni familiari, nei mercati o in occasioni informali. Alcuni di questi dialetti sono anche riconosciuti ufficialmente come lingue minoritarie.

1. Il Napoletano

Il dialetto napoletano è uno dei più noti e parlati del sud Italia, con una ricca tradizione letteraria e musicale. Parlato principalmente nella regione Campania, si è diffuso anche nelle zone limitrofe. La sua origine è latina, ma con influenze greche, francesi e spagnole.
Esempio: “Comme stai? Aggi’ mangiato nu bellu piatto ‘e pasta”, che in italiano suona come “Come stai? Ho mangiato un buon piatto di pasta”.

2. Il Siciliano

Parlato in Sicilia, questo dialetto ha una struttura linguistica ricca, frutto di secoli di dominazioni e scambi culturali con greci, arabi, normanni, spagnoli, e francesi.
Esempio: “Chi fai? Veni a trovarmi pi nu cafè?” che tradotto in italiano è “Cosa fai? Vieni a trovarmi per un caffè?”

3. Il Veneto

Il veneto è parlato in gran parte del nord-est d’Italia, principalmente nella regione del Veneto. Le sue radici risalgono al latino, ma ha anche influenze tedesche, veneziane e slave.
Esempio: “Ghe xe sempre ‘na soluzion”, che in italiano significa “C’è sempre una soluzione”.

4. Il Lombardo

Nella regione Lombardia, in particolare nelle province di Milano, Bergamo e Brescia, il dialetto lombardo è parlato in diverse varianti. Esso ha una forte influenza del latino e del franco-provenzale.
Esempio: “Ammò, che bel! Andèm a mangià”, che in italiano significa “Adesso, che bello! Andiamo a mangiare”.

5. Il Piemontese

Il dialetto piemontese si parla principalmente nella regione Piemonte e ha radici nel latino, con forti influenze francesi e occitane.
Esempio: “A l’é ‘l moment d’andé a cà”, che in italiano si traduce come “È il momento di andare a casa”.

Le più belle serie Tv per sognare i viaggi su Netflix

21 août 2024 à 18:52

A volte, la fantasia è tutto ciò che abbiamo per viaggiare e andare all’esplorazione di luoghi meravigliosi – e purtroppo, a causa della pandemia, nei recenti anni lo abbiamo tristemente scoperto e ne abbiamo preso più consapevolezza che in passato.

Che sia per pigrizia, per difficoltà economiche o semplicemente perché la voglia di ammirare qualche nuovo scorcio del mondo non possiamo proprio soddisfarla mai, all’impossibilità di andare in vacanza possiamo sopperire con le serie Tv. Nell’era dello streaming, oggi ci sono sempre più show che parlano di splendidi viaggi e ci conducono da un capo all’altro del globo, per non annoiarci mai. Ecco quelli più belli offerti da Netflix.

Netflix, le serie Tv per viaggiare

Il ricchissimo catalogo Netflix ha davvero tanti programmi per andare alla scoperta del mondo anche senza bisogno di alzarsi dal divano. Uno dei più divertenti è la docu-serie Travels with my father, con il comico statunitense Jack Withehall – e con suo padre Michael, naturalmente. Sono ben cinque stagioni (l’ultima ha debuttato nell’autunno 2021), ognuna delle quali vi condurrà tra le bellezze di una diversa regione geografica. Se nel corso della prima serie il divertentissimo duo padre-figlio si è cimentato in un’avventurosa vacanza nel sud-est asiatico, tra Thailandia, Vietnam e Cambogia, negli episodi successivi ha percorso l’Europa orientale, l’America dell’est, l’Australia e la Gran Bretagna.

Serie tv Netflix, viaggi
Fonte: iStock
Una coppia guarda una serie Tv a casa

Un’altra serie Tv affascinante è Zac Efron: con i piedi per terra, che vede protagonista il celebre attore che ebbe successo da teenager. Viaggiando tra Francia, Porto Rico, Londra, Islanda, Costa Rica, Perù e Sardegna, la serie Netflix vi guiderà alla ricerca di luoghi in cui vivere un’esperienza turistica sostenibile.

Per gli amanti dell’Estremo Oriente, invece, c’è una proposta un po’ più bizzarra: si tratta di Ainori Love Wagon – Asian Journey, un’avventura sui generis molto particolare. Sette estranei a bordo di un furgone rosa andranno alla scoperta del Giappone, con l’intenzione di trovare l’anima gemella. Nel caso in cui vi appassionaste al format, c’è anche la versione African Journey, per altro divertimento incredibile.

Viaggi da sogno, le serie Tv migliori

Se amate la natura e il verde rigoglioso, potreste trovare molto interessante la docu-serie condotta da Monty Don, presentatore della BBC. Con Italian Gardens, avrete l’occasione di ammirare alcune delle bellezze del nostro Paese, in un viaggio strepitoso da nord a sud. E ancora, se non dovesse bastarvi, potrete spostarvi oltralpe con French Gardens, oppure optare per i meravigliosi giardini del mondo islamico, di quelli giapponesi o di quelli americani.

Un’altra avventura mozzafiato è quella documentata nella serie tv The Kindness Diaries: a bordo di una moto d’epoca e poi di un Maggiolino, Leon Logothetis gira per il mondo chiedendo ospitalità e facendo affidamento solo sulla gentilezza degli estranei che incontra.

Viaggiare vuol dire scoprire anche nuovi sapori e assaggiare piatti sconosciuti. Assieme all’attore Phil Rosenthal, con la serie Tv Date da mangiare a Phil, potrete esplorare Paesi bellissimi proprio attraverso i loro prodotti tipici – anche se non poterli assaporare è un vero peccato.

Poetico e romantico, Racconti di luce è una serie Tv documentario in cui diversi fotografi e registi da tutto il mondo viaggiano in lungo e in largo raccontando ciò che vedono attraverso le lenti delle loro fotocamere e cineprese, catturando momenti indimenticabili attraverso culture e posti remoti, ognuno con il proprio punto di vista.

Infine, il lato oscuro del mondo dei viaggi: Dark Tourist vi condurrà tra località da brivido, dove le emozioni non mancano di sicuro. Da luoghi di guerra a territori di caccia di serial killer, passando per quelle città tristemente conosciute per la loro pericolosa radioattività, le atmosfere macabre sono garantite.

Trani, l’elegante città in riva al mare

24 juin 2024 à 07:00

La cittadina di Trani è situata sulla costa occidentale della Puglia, il tacco d’Italia, è un autentico gioiello di edifici color crema, mare azzurro e viste mozzafiato sul mare. Un perfetto equilibrio tra storia, cultura e bellezze naturali che rendono questa cittadina una tappa imperdibile per chi visita la regione.

Un tuffo nella storia di Trani

Fondata durante l’epoca romana, Trani ha attraversato secoli di storia che l’hanno resa un importante centro commerciale e culturale per la Puglia ed il Sud Italia. La sua posizione strategica sulla costa adriatica l’ha trasformata in un punto di riferimento per i mercanti e i viaggiatori del passato, che attraversavano il Mar Adriatico. La città, data la sua importanza come centro commerciale e marittimo, ha vissuto un periodo di grande splendore durante il Medioevo. Oggi, Trani conserva ancora il fascino medievale, con il suo centro storico ben conservato e lo stile architettonico dei suoi edifici storici.

Le migliori cose da vedere a Trani

La Cattedrale di Trani

Il simbolo indiscusso della città è la magnifica Cattedrale di San Nicola Pellegrino, dallo stile romanico, che fu costruita nel 1143. Situata sul lungomare, la cattedrale contrasta con il blu intenso del mare maestosa grazie alla sua pietra color crema. Questa posizione unica, che sembra quasi sospesa tra cielo e mare, offre uno spettacolo visivo unico, specialmente al tramonto. La cattedrale è dedicata a San Nicola Pellegrino, un giovane greco di origini umili che, secondo la leggenda pugliese, giunse a Trani durante un pellegrinaggio e li vi morì. La sua tomba, all’interno della cattedrale, divenne presto meta di numerose visite da parte di pellegrini.

Foto della Cattedrale di Trani
Fonte: iStock
La Cattedrale di Trani, uno degli edifici più importanti della città

La marina di Trani

A pochi passi dalla cattedrale, il porto turistico di Trani è sicuramente il luogo adatto dove rilassarsi. Con una varietà di ristoranti e caffè affacciati sul mare, è il posto ideale per gustare una cena a base di pesce fresco mentre si osservano le barche che oscillano dolcemente sull’acqua. Il porto è uno dei punti centrale della vita cittadina e passeggiando lungo la marina, si possono ammirare i numerosi yacht e le barche da pesca, oltre che godere di una vista panoramica sulla città.

Il Fortino, per fotografie memorabili

Questo edificio è situato tra il parco cittadino e il porto turistico e offre alcune delle viste panoramiche più belle della città di Trani. Il Fortino è accessibile attraverso un suggestivo arco che sembra incorniciare perfettamente la cattedrale sullo sfondo, rappresentando un punto perfetto per tutti gli amanti della fotografia alla ricerca di scatti memorabili. Il Fortino non è solo un luogo panoramico, ma anche un importante sito storico. Originariamente il Fortino di Trani fu costruito come parte delle difese cittadine, mentre oggi rappresenta un luogo di pace e bellezza, dove poter passeggiare al tramonto e scoprire qualcosa in più sulla storia di Trani.

Il Fortino di Trani al tramonto
Fonte: iStock
Veduta del Fortino di Trani al tramonto

Parco cittadino di Trani

Il parco cittadino di Trani si trova nei pressi del porto turistico. Rappresenta un’oasi verde con percorsi pedonali ombreggiati, statue e terrazze panoramiche che si affacciano sul mare.  Questo parco è il luogo ideale per una passeggiata rilassante sia per gli abitanti del posto, che per i turisti, e dove poter godere di una vista diversa sulla città di Trani. Le sue terrazze panoramiche offrono viste spettacolari sul mare, rendendolo un luogo perfetto per ammirare il tramonto.

Castello Svevo di Trani

Costruito nel tredicesimo secolo per volere dell’allora Re di Sicilia Federico II, il Castello Svevo di Trani si erge sulla rive del Mar Adriatico. Questo castello, che è stato realizzato con la stessa pietra della cattedrale, ha una pianta quadrilatera con torri angolari che ricordano le fortificazioni dei crociati in Terra Santa. Dopo vari interventi architettonici, il castello, che per un periodo fu utilizzato anche come carcere, è stato riconvertito in museo negli anni Sessanta e da allora offre una preziosa testimonianza storica del territorio, ospitando mostro ed eventi culturali.

Il centro storico di Trani

Non si può lasciare la cittadina di Trani senza aver esplorato le vie del suo centro storico. Passeggiando tra i suoi vicoli stretti, infatti, si possono ammirare balconi fioriti, architetture storiche e maestosi palazzi aristocratici. Ogni angolo del centro storico racconta una storia, che diventa per i visitatori un’esperienza autentica e coinvolgente. Tra i punti di interesse, si trovano la Sinagoga Scolanova, una delle più antiche sinagoghe d’Europa, e la Chiesa di Ognissanti, un’altra perla dell’architettura di epoca romana. Per le strade del centro storico di Trani è possibile trovare diversi negozi di artigianato locale e ristoranti, dove è possibile assaporare le specialità della cucina pugliese.

Visitare Trani, ecco alcuni consigli utili

La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali per visitare Trani. In queste stagioni il clima in Puglia è mite e la città è molto meno affollata rispetto i periodi di alta stagioni. Grazie alle temperatura piacevoli, è possibile godere appieno delle bellezze di questo gioiello della Puglia. Trani, infatti, è una città che si presta perfettamente ad essere esplorata a piedi, in quanto il centro storico e le principali attrazioni sono tutte facilmente raggiungibili a piedi.

Sicuramente non si può perdere l’occasione di assaggiare i piatti tipici della cucina pugliese, grazie ai numerosi ristoranti che sul porto di Trani propongono frutti di mare freschi e pasta fatta in casa, prelibatezze di questa città. Tra i piatti tipici, non mancano le orecchiette con cime di rapa, il polpo alla griglia e il famoso pane di Altamura.

Scoprire i dintorni di Trani

Trani è anche un ottimo punto di partenza per esplorare altre meraviglie del nord della Puglia e non solo. A breve distanza da Trani è possibile visitare famose città pugliesi, come:

  • Castel del Monte, sede di uno dei castelli più affascinanti d’Italia e patrimonio mondiale dell’UNESCO, costruito anch’esso per volere di Federico II e famoso per la sua forma ottagonale unica e per il mistero che circonda la sua funzione originale;
  • Barletta, una città ricca di storia e cultura, con la Cattedrale di Santa Maria Maggiore e il Colosso di Barletta, una gigantesca statua di bronzo risalente all’epoca romana;
  • Bisceglie, con le sue belle spiagge ed il suo affascinante centro storico e per le grotte di Ripalta

Trani è una delle tante città della Puglia che merita di essere scoperta e visitata almeno una volta. Con il suo mix di storia, cultura e bellezze naturali, è in grado di offrire un’esperienza di viaggio unica ai visitatori, grazie ai suoi edifici storici, le suggestive strade del centro città e delle vedute sul Mar Adriatico.

Viaggio ad Amalfi, una città vertiginosa

2 avril 2024 à 22:33

Perla del sud Italia e della famosissima Costiera Amalfitana, il piccolo borgo di Amalfi si affaccia sul mar Tirreno da una posizione incredibile: le sue casette sono abbarbicate tra le rocce, vertiginosamente in bilico al di sotto di una scogliera che si tuffa tra le acque cristalline del Golfo di Salerno. È un paese ricco di sorprese, tra storia e natura incontaminata. Andiamo alla scoperta delle sue tante bellezze.

Dove si trova Amalfi

Il piccolo borgo di Amalfi conta poco più di 4.500 abitanti, ed è una località davvero meravigliosa. Siamo in Campania, e più precisamente in provincia di Salerno: è qui, in un litorale che tutto il mondo ci invidia, che sorge l’incanto della Costiera Amalfitana. Rocce a picco sul mare caratterizzano un paesaggio da sogno, che ogni anno richiama migliaia di turisti di ogni provenienza, soprattutto stranieri. Il paesino di Amalfi si trova in questo angolo di paradiso, dove la natura è ancora incontaminata e il mare ha una trasparenza incredibile.

Amalfi, tra storia e natura

Oggi è uno dei paesi più suggestivi della Costiera Amalfitana, meta di tantissimi turisti durante la stagione calda che vengono attratti dalle sue spiagge incantevoli, ma Amalfi vanta anche una ricchissima storia. Venne fondato molti secoli fa (secondo alcune testimonianze, affonderebbe le sue radici addirittura all’epoca precedente alla Magna Grecia): il suo nome è di origine romana e potrebbe derivare da Melfi, la città lucana da cui giunsero i primi abitanti che fondarono il paese, o dalla gens romana Amarfia, del I secolo d.C.

Nel IX secolo, il borgo campano divenne la prima Repubblica Marinara italiana, potendo vantare una posizione quasi inaccessibile e un riparo sicuro per le navi. Così, prosperò sia in ambito militare che in quello commerciale: fiorente sino all’XI secolo, quando raggiunse il suo massimo splendore, in seguito il paese venne assediato e conquistato dai normanni, saccheggiato dai pisani e poi devastato da un terribile maremoto avvenuto nel 1343. Quest’ultima vicenda, dovuta ad una violenta eruzione dello Stromboli, venne persino raccontata da Petrarca in una delle sue lettere.

Vista del centro storico di Amalfi
Fonte: iStock | Ph. Kirk Fisher
Il centro storico di Amalfi, con lo splendido Duomo

Ma Amalfi conserva ancora il suo fascino incredibile, grazie alle tante testimonianze antiche presenti nel centro storico e ad una cornice naturale da sogno. Il borgo è infatti incastonato tra le rocce a picco sul mare, e alle sue spalle si dipana un’ampia area verde: si tratta della Valle delle Ferriere, una riserva che prende il nome dalle antiche ferriere utilizzate nell’industria della carta, oggi in disuso. Contigua alla Valle dei Mulini, percorsa dal fiume Canneto, è un luogo dove l’opera dell’uomo e la natura hanno vissuto per secoli in armonia, prima che quest’ultima tornasse a prendere il sopravvento.

Cosa vedere e fare ad Amalfi

Amalfi è la meta perfetta per vacanze balneari, viste le sue splendide spiagge di sabbia dorata che si tuffano nelle acque cristalline del mar Tirreno. Ma bisogna davvero ritagliarsi un po’ di tempo per ammirare il suo centro storico e i dintorni, così da immergersi tra bellezze architettoniche e monumenti incredibili. Tappa fondamentale per chi vuole scoprire il lato più autentico del borgo è il Duomo di Amalfi, abbarbicato sulla cima di una lunga scalinata da cui domina un panorama mozzafiato. Costruito a partire dalla fine del X secolo, è riccamente decorato e custodisce al suo interno molte pregevoli opere d’arte, oltre alle reliquie del patrono Sant’Andrea.

Altrettanto affascinante è la Basilica del Crocifisso, una chiesa sconsacrata che oggi mostra i suoi decori romanici originali, grazie ad una lunga serie di restauri. Negli anni ’90, al suo interno è stato inaugurato il Museo diocesano. È inoltre possibile ammirare alcuni preziosi affreschi costruiti tra il XIII e il XIV secolo. Dalla Basilica si può accedere al vicino chiostro del Paradiso, un luogo idilliaco: di forma quadrangolare, ha al centro un giardino di palme ed è cinto da portici a sesto acuto, in perfetto stile moresco. Le cappelle che si aprono all’interno dei portici ospitano moltissimi affreschi e mosaici.

Vista del chiostro del Paradiso
Fonte: iStock
Il chiostro del Paradiso, dietro la Basilica del Crocifisso

Passeggiando poi per il centro storico, è impossibile non rimanere affascinanti davanti alle sue fontane impreziosite da ricche sculture marmoree: la più bella è forse la Fontana di Sant’Andrea, che attinge le sue acque direttamente dal fiume Sele. Scendendo verso il mare, ecco il grazioso porticciolo turistico dove l’atmosfera diventa immediatamente più colorata e vivace. È questo il cuore pulsante del paese, tra alberghi e ristoranti che attirano migliaia di turisti ogni anno. Ed è anche il punto di partenza ideale per scoprire i dintorni di Amalfi.

Imbarcandosi, è infatti possibile ammirare il paese da un punto di vista inedito, per poi godere dello spettacolo dell’intera Costiera Amalfitana che si apre davanti ai nostri occhi. Dai piccoli borghi come Maiori e Minori, con le loro splendide ville nobiliari e la natura incontaminata che li circonda, sino alle coloratissime casette di Positano: l’intero tratto di costa affacciato sul Golfo di Salerno è una vera meraviglia. E, verso il mare aperto, ecco la suggestiva isola di Capri e i suoi faraglioni, patrimonio naturale dalla bellezza unica al mondo.

Cosa vedere e fare nei dintorni di Amalfi

La Costiera Amalfitana, che si estende da Positano a Vietri sul Mare, ospita tantissimi luoghi da sogno che meritano assolutamente una visita. E Amalfi è un ottimo punto di partenza per esplorare i dintorni. Una delle prime tappe è Furore, piccolo centro abitato arrampicato tra le rocce. La sua attrazione più bella è il Fiordo di Furore, un vero angolo di paradiso: si tratta di un’apertura tra le scogliere a strapiombo sul mare, che ospita una spiaggetta molto rinomata. Il fiordo è scavalcato dalla strada statale che attraversa un ponte ad arcata unica alto circa 30 metri, da cui si gode un panorama meraviglioso.

Vista del Fiordo di Furore
Fonte: iStock
Il bellissimo Fiordo di Furore

Spostiamoci ora a Positano, uno dei borghi più famosi della Costiera Amalfitana. È un vero e proprio paesaggio idilliaco che sembra uscire da una cartolina, e che attrae moltissimi turisti. Le sue casette colorate, incastonate tra le rocce, digradano ripidamente verso il mare fino a toccare un’ampia spiaggia di sabbia dorata, che in estate viene letteralmente presa d’assalto dai turisti. Particolarmente suggestivo è il Museo Archeologico Romano che raccoglie le vestigia di un complesso ipogeo con due cripte e i resti di una villa romana: gli affreschi si sono conservati con colori davvero molto vividi e brillanti, una rarità.

Un altro borgo meraviglioso è quello di Vietri sul Mare, conosciuto soprattutto per la sua antichissima tradizione nella lavorazione della ceramica: è il luogo ideale per fare una bella passeggiata tra le strette viuzze del centro storico e ammirare le vetrine dei negozietti d’artigianato, in cerca di qualche souvenir. Se siete interessati a questa vera e propria arte, potete visitare la fabbrica di ceramiche Solimene. Considerata uno dei più eccellenti esempi di architettura organica del secondo dopoguerra, è stata realizzata dall’urbanista Paolo Soleri e accoglie un’ampia collezione di ceramiche contemporanee.

Imperdibile, se volete ammirare dei panorami da sogno, è poi il borgo di Ravello. È situato anch’esso sulla cima di una ripida rupe, da cui si sporge a guardare il mar Tirreno. Particolarmente famose sono le ville nobiliari ospitate nel territorio comunale, molte delle quali sono state trasformate in alberghi di lusso. È il caso di Palazzo Rogadeo, il più antico di Ravello, che oggi ospita l’hotel Bonadies. Villa Rufolo è invece aperta al pubblico: i suoi incantevoli giardini si affacciano sulle acque cristalline, e sono spesso location per matrimoni ed eventi. Anche Villa Cimbrone è molto nota, essendo diventata un museo. Qui si trova il belvedere dell’infinito, una terrazza situata a 300 metri a picco sul mare.

Per gli amanti del trekking, la Costiera Amalfitana è toccata dal suggestivo Sentiero degli Dei: si tratta di un cammino lungo poco più di 10 km, il quale si inerpica tra le rocce offrendo viste mozzafiato. Si parte da Positano e ci si dirige verso la Costiera Sorrentina, fino ad arrivare ad Agerola. Un’altra attività da fare assolutamente consiste nell’esplorare le grotte marine che si aprono lungo il litorale roccioso. Una delle più affascinanti è la Grotta dello Smeraldo, una piccola sala sotterranea caratterizzata da sfumature incredibili, nonché da grandi stalattiti e stalagmiti attorno alle quali si può girare in barca.

Vista dal giardino di Ravello
Fonte: iStock
Ravello, gli splendidi giardini di Villa Rufolo

Le eccellenze enogastronomiche di Amalfi

Amalfi e la sua costiera hanno un patrimonio gastronomico tutto da assaporare: approfittando delle vostre vacanze, potrete assaggiare alcune prelibatezze locali. Conoscerete sicuramente il Limone Costa d’Amalfi, un agrume a Indicazione Geografica Protetta coltivato nei comuni del litorale. Le piante, diffusissime lungo la costiera, sono molto rigogliose ed emanano un profumo incredibile. Una delle mode più recenti prevede l’utilizzo del limone, una volta aperto a metà e svuotato della sua polpa, come “coppetta” per il gelato da asporto. Ma in molti preferiscono il sapore puro e intenso del limoncello, un liquore conosciuto in tutto il mondo.

Un’altra squisitezza da provare è la colatura di alici di Cetara, specialità dell’omonimo villaggio costiero. La salsa, derivante dalla fermentazione delle alici messe a marinare, viene utilizzata in numerosi piatti, dagli antipasti ai secondi di pesce, ma ad essere imperdibile è la ricetta tipica del luogo, gli spaghetti con la colatura di alici. E poi, naturalmente, ad Amalfi e dintorni non si può fare a meno di assaporare del buonissimo pesce fresco, meglio ancora se scegliendo tra il pescato del giorno. Un’esperienza assolutamente da regalarsi, almeno una volta nella vita.

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