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Parco Orobie Valtellinesi,Comazzi: punta di diamante per varietà ecosistema

7 février 2024 à 16:16

Il Parco regionale delle Orobie Valtellinesi al centro dell’attenzione delle istituzioni con il convegno ‘Habitat di Lombardia: capolavori di biodiversità’, un momento di incontro e condivisione tra gli enti locali.
Presente l’assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Gianluca Comazzi, oltre a numerosi sindaci e vicesindaci del territorio. Tra loro Doriano Codega, sindaco di Colorina e presidente del Parco Orobie Valtellinesi; Yvan Caccia, sindaco di Ardesio e presidente del Parco Orobie Bergamasche; Marco Balsarini, vicesindaco di Aprica. All’incontro anche i sindaci Ilario Sabbadini (Corteno Golgi), Franco Angelini (Faedo Valtellino), Pietro Taeggi (Val Masino), e il direttore del Parco dello Stelvio, Franco Claretti.

Parco Orobie Valtellinesi, gioiello di ecosistemi

“Con i suoi 44.000 ettari di estensione – ha affermato Gianluca Comazzi – è un luogo unico nel suo genere. E’ un gioiello rinomato per la varietà dei suoi ecosistemi: valli, praterie alpine, boschi, fino ad arrivare a laghetti e torbiere. Luoghi che vanno tutelati e valorizzati, un impegno che noi come Regione Lombardia abbiamo molto a cuore. Pochi giorni fa, infatti, abbiamo approvato una delibera che prevede uno stanziamento di 900.000 euro.  Il suo obiettivo è la realizzazione di iniziative di educazione ambientale e valorizzazione delle aree protette”.

Il Parco delle Orobie Valtellinesi interessa le Comunità Montane Valtellina di Tirano, Valtellina di Sondrio, Valtellina di Morbegno.  Il suo territorio comprende  26 Comuni: Albaredo per San Marco, Albosaggia, Andalo Valtellino, Aprica, Bema, Caiolo, Castello dell’Acqua, Cedrasco, Colorina, Cosio Valtellino, Delebio, Faedo Valtellino, Forcola, Fusine, Gerola Alta, Morbegno, Pedesina, Piantedo, Piateda, Ponte in Valtellina, Rasura, Rogolo, Talamona, Tartano, Teglio.

Al suo interno si possono trovare 7 riserve naturali. Tra queste,  la Riserva Naturale della Val di Mello, la più estesa in Lombardia. Le altre sono le Piramidi Postalesio, il Bosco dei Bordighi, il Paluaccio di Oga, il Pian di Gembro in Aprica, il Pian di Spagna e il Parco delle Marmitte dei Giganti in Valchiavenna. Ci sono inoltre 2 monumenti naturali e ben 10 Zps (Zona di protezione speciale).

Patrimonio naturalistico e storico

Il Parco non è famoso solo per la sua natura, ma anche per l’incredibile patrimonio storico. Queste montagne sono attraversate dalla ‘Linea Cadorna’, l’imponente apparato difensivo costruito durante la Prima Guerra Mondiale. Le trincee sono visibili in val Gerola e al passo del Verrobbio. Tra le valli risuona l’eco del mito dell”Homo Selvadego’, figura dal retaggio celtico, simbolo dell’armonia tra uomo e natura, che si può trovare nel museo della Val Gerola.

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Lombardia, Regione celebra 40 anni legge che tutela le aree verdi

30 novembre 2023 à 14:52

Le aree verdi della Lombardia  comprendono 24 parchi regionali, 101 parchi di interesse sovracomunale, 3 riserve naturali statali e 67 riserve naturali regionali, 33 monumenti naturali e 246 siti Rete Natura 2000. Un patrimonio definito “eccezionale, da tutelare e da valorizzare. Le parole pronunciate al convegno ‘Le aree protette in Lombardia, 40 anni di tutela e valorizzazione’ dal presidente della Regione, Attilio Fontana, e dall’assessore al Territorio, Gianluca Comazzi.

I lavori si sono svolti all’auditorium Giorgio Gaber di Palazzo Pirelli e hanno celebrato i 4 decenni dalla legge regionale che regolamenta questa materia.

Aree verdi della Lombardia, patrimonio da valorizzare

“Questa – ha affermato il presidente Fontana – è una giornata speciale. E’ una celebrazione del ruolo cruciale che i parchi lombardi hanno nel preservare le aree protette e nell’insegnare una consapevolezza ambientale più profonda. Un impegno vitale quindi per garantire la tutela del nostro territorio e il benessere di tutti i cittadini. Tutto ciò, lavorando in sinergia con le comunità locali, coinvolgendole cioè nelle decisioni riguardanti la gestione delle aree verdi, con progetti di volontariato e conservazione.  Adottando un approccio integrato che si relaziona con le realtà del territorio, è infatti possibile garantire che il potenziale verde della nostra Regione sia valorizzato al meglio”.

Patrimonio lombardo da preservare

“Il quarantesimo anniversario della legge 86/83 è un momento di riflessione e celebrazione per tutti noi impegnati nella preservazione del patrimonio ambientale della Lombardia. Sono estremamente grato – ha sottolineato l’assessore Comazzi – per il prezioso lavoro svolto e il costante impegno nella valorizzazione del territorio lombardo e della sua eredità. I nostri parchi, le nostre riserve naturali, i siti di Rete Natura, rappresentano infatti tutti un valore inestimabile per la qualità della vita dei cittadini,. Lo sono anche per lo sviluppo sostenibile del territorio e per la crescita del turismo lombardo. Il nostro sostegno a questo sistema di aree protette – ha concluso – è quindi essenziale per garantire un futuro sostenibile per la Lombardia”.

Strumento fondamentale per la difesa degli ecosistemi

Al convegno con un video messagio è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. “Le aree protette – ha detto – sono uno strumento fondamentale per la difesa degli ecosistemi e della nostra biodiversità. Quelle lombarde da 40 anni svolgono un ruolo essenziale di tutela e sono tra le più importanti nel nostro Paese”.

Quasi il 30% del territorio regionale è zona protetta

In Lombardia quasi il 30% del territorio è racchiuso in queste zone protette, aree che sono necessarie per la salvaguardia dell’ingente patrimonio naturale autoctono, ricco di varie tipologie di habitat e di biodiversità vegetale e animale, all’interno dei quali vivono numerose specie di interesse comunitario, nonché un’elevata quantità di endemismi. La legge regionale ha avuto un impatto tangibile, ottenendo risultati concreti per la conservazione della biodiversità, la salvaguardia del paesaggio, la promozione di attività agricole sostenibili e la protezione di habitat critici per la fauna e la flora locali.

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