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Sanità, Lombardia leader nelle classifiche mondiali di Newsweek

11 septembre 2025 à 14:45

La Lombardia si conferma punto di riferimento della sanità italiana e internazionale nella classifica 2026 stilata da Newsweek e in quella di Statista. Nella prima graduatoria mondiale relativa ai migliori ‘smart hospitals‘, che misura l’adozione di tecnologie digitali, intelligenza artificiale e innovazione al servizio dei pazienti, tre dei primi quattro ospedali italiani sono lombardi. In totale, sui 18 presenti a livello nazionale, ben 7 appartengono alla Lombardia. La seconda classifica riguarda le specializzazioni delle strutture sanitarie.

Classifica Newsweek Ospedali Smart, Regione Lombardia prima in Italia

A guidare la classifica italiana (ospedali Smart) è l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), 61° a livello globale. Subito dopo si posiziona l’Ospedale San RaffaeleGruppo San Donato di Milano, 72° al mondo e secondo in Italia, mentre al quarto posto tra i migliori ospedali italiani compare l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, 76° a livello internazionale. Presenze che dimostrano come la Lombardia sappia coniugare innovazione, ricerca e qualità delle cure, imponendosi come laboratorio avanzato della sanità italiana.

La seconda classifica di Newsweek: i migliori ospedali specializzati al mondo in 12 discipline

Il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano nelle classifiche per ostetricia e ginecologia nei migliori ospedali stilata da Newsweek e Statista Il primato lombardo emerge anche nella seconda classifica dei migliori ospedali specializzati al mondo in 12 discipline mediche. In 5 specialità il miglior ospedale italiano è lombardo: il Centro Cardiologico Monzino si distingue nella chirurgia cardiaca e nella cardiologia, la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta è prima in neurologia e neurochirurgia, mentre per l’oncologia il riferimento resta l’Istituto Europeo di Oncologia – IEO.

Accanto a questi riconoscimenti, altri ospedali lombardi confermano la loro centralità a livello nazionale. L’Ospedale San Raffaele è secondo in endocrinologia e urologia, oltre che tra i migliori in cardiologia. L’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano è secondo in gastroenterologia, mentre il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano si distingue in ostetricia e ginecologia (secondo in Italia) e in pneumologia (quinto). C’è poi l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che è il secondo centro italiano in oncologia. Quindi l’Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano, del Gruppo San Donato è secondo in ortopedia e l’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi – ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano rappresenta il quarto centro pediatrico italiano.

Bertolaso: Lombardia ruolo di guida nella sanità nazionale

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha commentato la classifica dei migliori ospedali stilata da Newsweek e Statista“La Lombardia – dichiara l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso – conferma ancora una volta il suo ruolo di guida nella sanità nazionale. Non solo tre ospedali lombardi tra i primi quattro italiani nella classifica degli smart hospitals, ma anche cinque primi posti nelle discipline specialistiche dimostrano come la nostra regione sappia coniugare innovazione tecnologica, ricerca scientifica ed eccellenza clinica“.

“È un patrimonio di competenze e professionalità – conclude Bertolaso – che intendiamo rafforzare, continuando a investire in strutture moderne e percorsi di cura sempre più efficaci e vicini al cittadino”

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Università, al via bando di Regione per le infrastrutture di ricerca

26 août 2025 à 14:39

A partire da martedì 26 agosto è possibile presentare la domanda di partecipazione al nuovo bando di Regione Lombardia rivolto alle università  ‘Infrastrutture di Ricerca per il Trasferimento Tecnologico’, che può contare su una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro del Programma Regionale Fesr 2021–2027. L’iniziativa punta a sostenere gli investimenti per l’ammodernamento o la creazione di infrastrutture di ricerca e innovazione degli atenei lombardi. L’obiettivo è in particolare rafforzare la collaborazione con il sistema produttivo e promuovere il trasferimento tecnologico. È il primo bando dedicato esclusivamente agli atenei che sfrutta risorse Fesr. La deadline per le candidature è il 23 ottobre 2025.

Fermi: più risorse alle università per finanziare infrastrutture di ricerca

foto generica dell'assessore Fermi che nel comunicato commenta il bando il bando sulle infrastrutture ricerca delle università

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale all’ Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi. “Questa azione – ha sottolineato – è frutto di numerose occasioni di confronto che abbiamo avuto con le università, a partire dai tour negli atenei, e con la Conferenza dei Rettori. E’ inoltre il risultato della ricognizione dei fabbisogni che abbiamo raccolto formalmente tramite una manifestazione di interesse”.

Università come centri propulsori di competitività

Per Regione Lombardia il sistema universitario costituisce, infatti, un asset strategico in termini di capacità di innovazione e di competenze. In quest’ottica il potenziamento delle infrastrutture di ricerca consente di rafforzare la competitività a livello locale, nazionale e internazionale e di rimanere all’avanguardia in un contesto di tecnologie in rapido mutamento.

Sinergia tra università e imprese

“Con questa misura – ha aggiunto Fermi – Regione Lombardia compie un passo decisivo per rafforzare il dialogo tra università e imprese, in particolare Pmi. Vogliamo che la ricerca non resti chiusa nei laboratori, ma diventi motore di sviluppo, innovazione e competitività per tutto il territorio. Per svilupparla abbiamo valorizzato i risultati molto positivi ottenuti da un’iniziativa simile del ‘Piano Lombardia’ rivolta solo alle università statali e abbiamo voluto estenderla anche a tutte le altre università non statali”.

Le infrastrutture di ricerca finanziabili dalle università

Dalle proposte preliminari degli atenei raccolte in fase di ricognizione si può avere un quadro dei progetti che potrebbero ottenere il finanziamento. Tra questi ci sono, ad esempio, laboratori per lo studio dell’invecchiamento e per la produzione di terapie avanzate; simulatori dinamici per la guida di aeromobili o per la gestione di linee manifatturiere; grandi strumentazioni per applicare le nuove scoperte nel settore dell’Intelligenza Artificiale oppure progetti dedicati alla Space Economy.

Le università destinatarie del bando sulle infrastrutture di ricerca

Il bando è rivolto alle quindici Università lombarde statali e non statali: Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Pavia, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Brescia, Università dell’Insubria, IULM, LIUC, Humanitas University, Università Vita-Salute San Raffaele, IUSS di Pavia, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Università Telematica E-Campus.

Contributi erogabili e investimento minimo

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, con un importo massimo variabile in base al regime di aiuto applicabile.

  • Fino a 3 milioni di euro (80% delle spese ammesse) in caso gli atenei non abbiano usufruito di aiuti di Stato.
  • Fino a 5 milioni di euro (50% delle spese ammesse) in applicazione del Regolamento GBER, ovvero il regolamento generale di esenzione per categoria che consente agli Stati membri dell’Unione europea di destinare importi significativi di aiuti pubblici a una vasta gamma di progetti e attività senza dover richiedere l’autorizzazione preventiva alla Commissione Europea.

I progetti finanziabili devono prevedere un investimento minimo di 500.000 euro.

Modalità di presentazione della candidatura

Le domande di partecipazione potranno essere presentate esclusivamente online sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi fino al 23 ottobre 2025 all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it.

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Gli ospedali lombardi al vertice della classifica mondiale di Newsweek

26 février 2025 à 17:09

“Il Niguarda di Milano è il migliore ospedale italiano nella classifica stilata da Newsweek e Statista dei 250 ospedali top del mondo. Un vero orgoglio per la sanità lombarda e italiana, soprattutto se si considera che si tratta di una struttura pubblica. Complimenti a tutti i nostri medici, infermieri e operatori tecnici sanitari e sociosanitari”. Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso commentano i risultati della classifica 2025 dei migliori ospedali nel mondo, appena presentata dalla rivista Newsweek e Statista.

Ai vertici anche San Raffaele, Humanitas, Papa Giovanni (BG) e San Matteo (PV)

“È una grande soddisfazione – proseguono Fontana e Bertolaso – vedere che tra i primi 9 posti della classifica per l’Italia ben 5 ospedali sono lombardi, di cui ben 3 pubblici e due privati accreditati: Niguarda e San Raffaele di Milano; Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI); Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Policlinico San Matteo di Pavia. Questi sono i dati che contano e che dovrebbe leggere attentamente chi tenta di attaccare l’eccellenza del nostro sistema sanitario regionale”.

I paesi selezionati nella classifica di Newsweek 2025

La classifica di quest’anno elenca i migliori ospedali in 30 Paesi: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, India, Israele, Italia, Giappone, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Arabia Saudita, Singapore, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti. Un comitato di esperti ha selezionato questi Paesi in base a molteplici fattori di comparabilità, come tenore di vita, aspettativa di vita, dimensioni della popolazione, numero di ospedali e disponibilità dei dati. Il report presenta alla base un ampio processo di valutazione, che include un sondaggio online di migliaia di esperti medici (medici, direttori ospedalieri e professionisti sanitari), dati sull’esperienza dei pazienti, parametri di qualità ospedaliera e questionari standardizzati e convalidati compilati dai pazienti per misurare la loro percezione del loro benessere funzionale e della qualità della vita.

A questo link la classifica

Qui l’elenco degli ospedali lombardi menzionati nella classifica 2025 di Newsweek

Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Milano
Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato Milano
Istituto Clinico Humanitas Rozzano
Ospedale Papa Giovanni XXIII Bergamo
Ospedale Policlinico San Matteo Pavia
Ospedale San Raffaele Turro – Gruppo San Donato Milano
Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi Varese
Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia Brescia
IRCCS San Gerardo Monza
Ospedale Luigi Sacco Milano
Ospedale Maggiore Policlinico Milano
Presidio Ospedaliero Alessandro Manzoni Lecco
IRCCS Policlinico San Donato San Donato Milanese/MI
Ospedale Treviglio – Caravaggio Treviglio/BG
Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio – Gruppo San Donato Milano
Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero Brescia
Ospedale di Cremona Cremona
Ospedale Maggiore di Lodi Lodi
Ospedale di Circolo – Busto Arsizio Busto Arsizio/VA
Ospedale di Desenzano del Garda Desenzano del Garda/BS
Ospedale San Paolo Milano
Ospedale Maggiore di Crema Crema/CR
Ospedale Bolognini Bergamo
Ospedale Città di Sesto San Giovanni Sesto San Giovanni/MI
Ospedale di Mantova – Carlo Poma Mantova
Ospedale Sant’Anna Como
Ospedale di Sondrio Sondrio
Ospedale di Esine Breno/BS
Centro Cardiologico Monzino – Cardiology Milano
IEO – Istituto Europeo di Oncologia – Oncology Milano
Istituto Nazionale dei Tumori – Oncology Milano

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Il Consiglio Europeo della Ricerca finanzia 7 progetti della Lombardia

5 décembre 2024 à 13:24

La Lombardia si distingue ancora una volta nel panorama della ricerca d’eccellenza, ottenendo un ruolo di primo piano tra i vincitori dei Consolidator Grant 2024 assegnati dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC). Su un totale di 328 progetti finanziati, 7 saranno realizzati in Lombardia, rappresentando oltre un terzo del successo italiano. La regione è presente con ben 2 progetti dell’Università Vita-Salute San Raffaele, 2 dell’Università di Pavia, 1 dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, 1 dell’Università Bocconi, 1 dell’Università Milano-Bicocca. Questi risultati rafforzano il prestigio della Regione nel contesto accademico e scientifico europeo, sottolineando l’importanza della sinergia tra istituzioni di ricerca e territorio.

consiglio europeo ricerca

Qui di seguito i link con i progetti italiani:

Il progetto NEWWORLD di Cecilia Muratori del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia
I progetti dell’IRCCS San Raffaele e dell’Università Vita-Salute
Il progetto dell’Università Milano-Bicocca
Il progetto dell’Università Bocconi di Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sono 6 gli ospedali lombardi nella classifica dei 250 migliori al mondo

29 février 2024 à 10:46

Sono 6 gli ospedali lombardi che entrano nella classifica dei 250 migliori al mondo che, come ogni anno dal 2019, redige la rivista ‘Newsweek’.

Sul primo gradino del ‘podio lombardo’ sale il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (52esimo nella classifica generale e 2° in Italia dopo il Policlinico universitario Gemelli di Roma), seguito dall’IRCCS Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato (57°), dall’Istituto Clinico Humanitas  di Rozzano (MI, 65°), dall’Ospedale Policlinico San Matteo di Pavia (117°), dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII    di Bergamo (135°) e dagli Spedali Civili di Brescia (202)

La classifica include dati (organizzati per nazione) di 2.400 ospedali di 30 Paesi.

 

Assessore Bertolaso: orgogliosi di questo risultato

“Siamo sicuramente orgogliosi e lusingati di rientrare in questo importante ranking internazionale con così tante strutture di eccellenza, commenta l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Quello che ci interessa davvero sono solamente i giudizi e i voti dei nostri concittadini. Ogni struttura, che sia un ospedale, una casa di comunità, una RSA, un ambulatorio, un dispensario o qualsiasi altra tipologia, per noi è importante e vogliamo che possa rientrare nella migliore classifica di accoglienza, funzionalità ed efficienza”.

ospedali lombardi classifica

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Ospedale in Fiera, Nota della Regione Lombardia su dichiarazioni Fedez

18 décembre 2023 à 18:53

In merito alle dichiarazioni rilasciate dal cantante Fedez sull’ospedale in Fiera di Milano, Regione Lombardia, nel sottolineare quanto “importanti, meritevoli e utili siano state tutte le raccolte di donazioni che hanno permesso di realizzare strutture e tensostrutture in cui ricoverare i pazienti più gravi, come quella organizzata dall’artista e da sua moglie Chiara Ferragni, accanto all’ospedale San Raffaele di Milano”, in una Nota precisa quanto segue.

Ospedale in Fiera, i numeri di Regione e di Fedez

“I posti letto di terapia intensiva che sono stati ricavati nella struttura realizzata grazie alle donazioni raccolte da Fedez e Ferragni – si legge nella Nota – erano 14 e non 150. All’ospedale in Fiera, invece, grazie alle donazioni di oltre 6.000 donatori privati, anche semplici cittadini, si è potuto realizzare un vero reparto di terapia intensiva con 157 posti letto, che ha potuto ricoverare e curare 538 pazienti”.

I tempi di entrata in funzione

“Anche sui tempi di entrata in funzione delle due strutture – prosegue la Nota – occorre ricordare che dal primo paziente ricoverato nella tensostruttura del San Raffaele, il 23 marzo 2020, a quello ricoverato in Fiera, il 6 aprile 2020, sono trascorsi solo 14 giorni, motivati dalla differente complessità degli interventi e dal numero assolutamente più elevato dei posti letto messi a disposizione nell’ospedale in Fiera”.

Ancora un grazie ai 6.000 donatori

“Tale precisazione – conclude la Nota – era doverosa da parte di Regione Lombardia per ringraziare ancora una volta i 6.000 donatori dell’Ospedale in Fiera che, con la loro grande sensibilità, hanno permesso di curare e salvare la vita a centinaia di malati. Questo episodio di generosità non deve rischiare di essere ‘svalutato’ da dichiarazioni imprecise e fuorvianti, che poco c’entrano con i gesti di solidarietà che tanti lombardi hanno manifestato durante la pandemia”.

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Al S.Raffaele di Milano il laboratorio di neuroriabilitazione innovativa

4 décembre 2023 à 18:52

La Scuola Superiore Sant’Anna (SSSA) di Pisa e l’Università Vita-Salute San Raffaele (UniSR) di Milano annunciano la creazione dell’innovativo Laboratorio congiunto sulle Neurotecnologie Impiantabili Modulari (MINE Lab). Questa iniziativa di ricerca, guidata da Pietro Mortini, Professore Ordinario di Neurochirurgia all’UniSR, e Silvestro Micera, Professore Ordinario di Bioelettronica e Ingegneria Neurale alla SSSA, è dedicata all’avanzamento del campo della neuroriabilitazione attraverso lo sviluppo di tecnologie impiantabili innovative e multimodali.

Sede all’Università Vita-Salute San Raffaele

La sede principale del nuovo laboratorio congiunto si trova a Milano, all’Università Vita-Salute San Raffaele.

Missione e approccio

La missione principale del MINE Lab è pertanto quella di colmare il divario tra le neurotecnologie impiantabili e le applicazioni pratiche. Per raggiungere questo obiettivo, il laboratorio adotta un approccio iterativo che prevede vari punti. Dalle neurotecnologie personalizzate: sviluppo di interventi personalizzati in base alle esigenze specifiche di ogni paziente, per massimizzare l’efficacia delle strategie di riabilitazione. Ed ancora,  monitoraggio remoto dei progressi clinici: Utilizzo di sistemi multimodali e intelligenti per monitorare i progressi dei pazienti in ambienti non strutturati e durante la loro vita quotidiana, andando oltre i tradizionali contesti clinici.  Infine il coinvolgimento attivo delle principali parti interessate, medici, pazienti e assistenti, con l’obiettivo, quindi, di migliorare lo sviluppo di tecnologie in grado di avere successo nella pratica clinica.

Esempi di neurotecnologie sviluppate nel Laboratorio MINE per consentire il controllo di dispositivi esterni o il ripristino delle funzioni motorie mediante interfacce impiantate in diverse zone del sistema nervoso.
Esempi di neurotecnologie sviluppate nel Laboratorio MINE per consentire il controllo di dispositivi esterni o il ripristino delle funzioni motorie mediante interfacce impiantate in diverse zone del sistema nervoso.

Laboratorio Neuroriabilitazione: le aree di ricerca 

Sfruttando competenze in neurochirurgia, ingegneria neurale, neuroriabilitazione, elaborazione di segnali e immagini biomediche, sensori indossabili e intelligenza artificiale, il MINE Lab svilupperà moduli neurotecnologici all’avanguardia per vari aspetti. Tra questi:

Ripristinare i movimenti: Ottimizzare le tecnologie di neurostimolazione per la neuromodulazione corticale, spinale e periferica, insieme a dispositivi robotici per la riabilitazione.

Valutazione a distanza: Acquisire le funzioni motorie in ambienti non strutturati attraverso sensori indossabili multimodali e algoritmi di intelligenza artificiale.

Strategie di decodifica motoria: Esplorare le interfacce uomo-macchina, come le interfacce cervello-computer basate sull’ECoG, che consentono alle persone di controllare e comunicare con dispositivi esterni attraverso segnali neurali.

Ripristino del feedback sensoriale: Sviluppare modalità multisensoriali per ripristinare le funzioni termiche, tattili e propriocettive.

 Prospettive future del laboratorio di Neuroriabilitazione

Nei prossimi anni, il Laboratorio MINE intende pertanto ampliare le proprie attività, sviluppando organi artificiali dopo la rimozione del cancro. Il team multidisciplinare del MINE Lab quindi  collaborerà strettamente con i pazienti e i medici. Obiettivo affrontare le sfide cliniche del mondo reale, garantendo l’applicazione pratica di neurotecnologie impiantabili all’avanguardia.

Sinergie tra la Scuola Superiore Sant’Anna (SSSA) di Pisa e l’Università Vita-Salute San Raffaele

“Nel nostro DNA c’è sempre stata la volontà di sviluppare nuove terapie, ottenendo risultati straordinari nella pratica clinica. L’Università Vita-Salute San Raffaele e la Scuola Superiore Sant’Anna possono creare insieme una sinergia organizzativa e interdisciplinare unica. Nasce dall’incontro tra le nostre competenze in neurochirurgia e quelle della Scuola Sant’Anna nei campi della bioelettronica e dell’ingegneria neurale. Grazie a questo approccio, stiamo creando una nuova sfida scientifica. E anche una grande opportunità per chi è affetto da malattie attualmente considerate incurabili”. Professor Pietro Mortini, professore ordinario di Neurochirurgia, UniSR e Capo della Divisione di Neurochirurgia, IRCCS Ospedale San Raffaele

Le partnership

“La partnership strategica con l’équipe del Prof. Mortini e con tutta l’Università Vita-Salute San Raffaele ci permetterà di testare nuove tecnologie per aiutare le persone con disabilità motorie e sensoriali. Anche ad aumentare la loro indipendenza e la loro qualità della vita. Attraverso il MINE Lab, le neurotecnologie sono pronte a migliorare significativamente il loro impatto clinico, con risultati attesi sia nelle applicazioni cliniche che in quelle industriali”, afferma il Prof. Silvestro Micera, professore ordinario alla SSSA e responsabile dell’Area di Bioelettronica e Ingegneria Neurale.

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Lombardia è ricerca, 1 milione a Rosenberg e June per lotta contro i tumori

Par : redazione
8 novembre 2023 à 15:18

Gli scienziati americani Steven A. Rosenberg e Carl H. June hanno ricevuto al Teatro alla Scala di Milano dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dall’assessore  a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, il Premio Internazionale ‘Lombardia è Ricerca‘ per la lotta contro i tumori. Si tratta di un riconoscimento da 1 milione di euro che dovrà essere utilizzato per il 70% per attività di studio e analisi da condurre in Lombardia.

La consegna del ‘Nobel’ lombardo è avvenuta al termine della sesta edizione della Giornata della Ricerca ideata e realizzata dalla Regione Lombardia per premiare la miglior scoperta scientifica nell’ambito delle Scienze della Vita. Il tema di quest’anno era ‘Modelli innovativi di cura, terapia e prevenzione’. E la scelta è stata fatta da una giuria di 14 top scientist di livello internazionale, presieduta dal professor Marco Bianchi dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano.

Presidente Fontana: senza ricerca non c’è futuro

ricerca tumori“Oggi la ricerca – ha detto Fontana – fa passi da gigante nella lotta al nemico numero uno per la salute della collettività. Ne sarebbe fiero Umberto Veronesi, cui questa giornata è intitolata e dedicata. Premiamo due scoperte che si integrano per completarsi: il trasferimento cellulare adottivo di Rosenberg e la modifica genetica di cellule immunitarie di June”.

E poi il presidente Fontana ha voluto anche lodare i giovani che hanno accettato la sfida presentando i loro progetti. “È questa la via che intendiamo indicare a ricercatori e studenti che, con le loro innovazioni, app e strumenti, apportano un contributo determinante nel campo della prevenzione e promozione di stili di vita sani, anch’essi cruciali nella lotta al cancro. Così come cruciale resta la loro attenzione alle fragilità e la voglia di incidere con nuove tecnologie al miglioramento della vita di tanti cittadini che vivono con i loro diversi talenti e abilità”.

Contributo alla ricerca scientifica

intervento Fontana“Con questo premio – ha proseguito Fontana – valorizziamo il contributo della ricerca scientifica per il progresso sociale ed economico. E oggi siamo ancora più convinti di voler incidere sul benessere della popolazione, premiando la qualità e la ricerca, nel mondo e in Lombardia perché un Paese senza ricerca e senza innovazione è un paese senza futuro”.

Assessore Fermi: premio è grande esempio di collaborazione

ricerca tumori“Vogliamo continuare a far crescere ogni giorno sul nostro territorio – ha aggiunto Fermi – nuove teorie e tecnologie potenzialmente ‘dirompenti’. Siamo sulla strada giusta, come dimostrano i numeri che possiamo vantare nella nostra Regione e come, in maniera davvero perfetta, dimostra anche questo Premio della Ricerca, mirabile sintesi tra mondo dell’Università, della Ricerca e dell’Innovazione. E quest’anno, più che in altre occasioni, anche mirabile esempio di collaborazione”.

Ricerca contro i tumori, gli investimenti in Lombardia

Il professor Carl June ha deciso di destinare il 70% del Premio per realizzare un’iniziativa di collaborazione continuativa tra il polo di eccellenza che ha creato a Philadelphia e un network di organismi di ricerca pubblici e privati che in Lombardia stanno investendo sul tema delle CAR-T. La rete è promossa dagli IRCCS pubblici Istituto Nazionale dei Tumori, San Gerardo e Policlinico San Matteo. Questa rete, alla quale potranno aderire anche IRCCS privati quali San Raffaele e IEO, rappresenta il nucleo attorno a cui costruire un vero e proprio network lombardo. Esso potrà includere anche gli altri centri che propongono ai propri pazienti terapie avanzate. Una particolare attenzione sarà data all’attività di formazione di giovani ricercatori e all’organizzazione di visite di scambio. È previsto anche un meeting scientifico annuale tra Milano e Philadelphia.

L’immunoterapia e i tumori

L’immunoterapia con cellule derivate dal paziente rappresenta una svolta nella lotta contro il cancro. Dopo decenni in cui chirurgia, radioterapia e chemioterapia hanno costituito le uniche opzioni, oggi l’immunoterapia ha affiancato le terapie tradizionali come terapia innovativa con risultati promettenti per forme di cancro altrimenti non trattabili. Questo approccio per la prima volta utilizza le cellule stesse dei pazienti come strumento terapeutico, dunque come potenziale farmaco contro il tumore.

Biografia di Rosenberg e June

Steven Rosenberg è un chirurgo e immunologo statunitense che lavora ai National Institutes of Health a Bethesda, Maryland. È stato il primo a usare cellule immunitarie per curare il melanoma, tumore cutaneo per il quale all’epoca non c’era terapia. Le cellule furono estratte dai pazienti, fatte crescere in laboratorio e reinfuse nei pazienti assieme a Interleuchina 2. Si tratta di una molecola solubile che porta all’attivazione delle cellule antitumorali. Alcuni pazienti furono curati in modo definitivo usando le loro stesse cellule. Studi successivi dello stesso Rosenberg e di Carl June hanno permesso un deciso passo avanti.

Carl H. June è un oncologo e immunologo statunitense, attualmente professore nella Scuola di Medicina Perelman dell’Università di Pennsylvania. June è riuscito a modificare geneticamente le cellule T (le cellule immunitarie che uccidono cellule infettate e cellule tumorali) trasformandole in cellule chimeriche esprimenti un recettore per antigeni tumorali (cellule CAR-T). Le cellule CAR-T, che non esistono in natura, possiedono la proprietà di riconoscere e uccidere in modo selettivo le cellule tumorali ma non quelle normali. I primi studi clinici risalgono agli anni 1990 e sono ancora in co-stante sviluppo, con CAR-T di nuova generazione che hanno garantito la remissione completa a pazienti affetti da leucemie e linfomi refrattari alle terapie standard. Nel 2017 sono state approvate due terapie basate sulle cellule CAR-T, il tisagenlecleucel (Kymriah) e lo axicabtagene ciloleucel (Yescarta) contro la leucemia linfoblastica acuta (B-ALL) e il linfoma diffuso a grandi cellule B.

Studi e ricerche dei due scienziati

Carl H JuneGli studi di Rosenberg e June hanno fornito dunque all’immunoterapia con cellule immunitarie una ‘proof of principle’, dimostrando che questo approccio funziona. Lo sviluppo futuro dell’immunoterapia sarà quindi quello di aumentare il repertorio di tumori aggredibili. Ciò avverrà raffinando sempre più la creazione di nuove cellule riprogrammate, con specificità sempre più elevata. L’immunoterapia oggi si presenta dunque sempre più come un sistema integrato di approcci. Non si parla inoltre di immunoterapia solo contro i tumori, le applicazioni future potrebbero riguardare anche altre patologie, come ad esempio le malattie autoimmuni. In tutto questo, le intuizioni di Rosenberg e June sono state rivoluzionarie.

‘Lombardia è ricerca’, Veronesi: quella di Rosenberg e June ‘medicina d’avanguardia’

Ventura VeronesiLa Giornata della Ricerca che, come ogni anno, si è svolta al Teatro alla Scala di Milano, è dedicata alla memoria di Umberto Veronesi. “Il Premio assegnato a Steven A. Rosenberg e Carl H. June per le loro scoperte sull’utilizzo delle terapie cellulari nella lotta al cancro rappresenta un importante riconoscimento alla medicina d’avanguardia. L’ obiettivo è aumentare le percentuali di guarigione per le diverse forme di tumore fino ad oggi considerate non curabili. Ricerca d’eccellenza ed innovazione rappresentano il motore fondamentale per trovare soluzioni di cura sempre più efficaci per i pazienti di oggi e di domani” – ha affermato il professor Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Veronesi e Direttore Divisione Senologia Chirurgica IEO.

Come da regolamento, il 70% del Premio dovrà essere investito sul territorio lombardo in collaborazione con i nostri centri di ricerca.

Il professor Carl June – direttore del ‘Center for Cellular Immuotherapies’ dell’Università della Pennsylvania – ha deciso di destinarlo per la realizzazione di un’iniziativa di collaborazione continuativa tra il polo di eccellenza che lui e i suoi colleghi hanno creato a Philadelphia e un network di organismi di ricerca pubblici e privati che in Lombardia stanno investendo sul te-ma delle CAR-T. Sul territorio lombardo sta infatti nascendo una rete per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo di terapie CAR-T cells e terapie avanzate. La rete è promossa dagli IRCCS pubblici Istituto Nazionale dei Tumori, San Gerardo e Policlinico San Matteo.

Il network lombardo

veronesi palcoLa rete, alla quale potranno aderire anche IRCCS privati quali San Raffaele e IEO, rappresenta il nucleo attorno a cui costruire un ‘network lombardo’. Esso potrà includere anche gli altri centri che propongono ai propri pazienti terapie avanzate.

La collaborazione tra la Lombardia e la Pennsylvania sarà finalizzata a creare una rete per la ricerca biomedica, il trattamento e la produzione in ambito sperimentale e accademico di CARTs e terapie avanzate. Promuovendo, quindi, attività di ricerca, di sviluppo e produzione di prodotti accademici finalizzati all’utilizzo terapeutico. Una particolare attenzione sarà data all’attività di formazione di giovani ricercatori e all’organizzazione di visite di scambio. È previsto anche un meeting scientifico annuale tra Milano e Philadelphia.

Nel corso della Giornata è intervenuto l’architetto Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del MIT di Boston, che ha parlato del futuro delle città e dei territori. Con il loro bisogno di creatività, innovazione e sostenibilità per eccellere in un contesto sempre più globale e interconnesso. Un tema fortemente legato agli investimenti che in Regione Lombardia si stanno sviluppando su Hub e cittadelle dell’innovazione. Propulsori di un’eccellenza che può nascere dall’interconnessione tra competenze e discipline diverse.

Immancabile e accolto da grandi applausi Gerry Scotti. Quest’anno ha voluto con sé sul palco il vincitore di Amici 2023, Mattia Zenzola, per premiare gli studenti vincitori del Premio ‘Lombardia è Ricerca‘ dedicato alle scuole.

I premiati delle scuole: Castellanza (VA), Merate (LC) e Milano

Il primo progetto classificato, ‘Kick On – Siete bravi nel vostro campo… lo sarete anche nel mio?’, è stato messo a punto da tre studenti dell’Istituto Tecnico ‘Cipriano Facchinetti’ di Castellanza (Varese). È stato creato un prototipo di calcio balilla per disabili, avendo come target persone con disabilità agli arti superiori e affetti da patologie come la tetraparesi distonica di tipo spastico. Una patologia che non permette un uso efficiente degli arti superiori. Uno dei tre studenti che lo ha messo a punto è anche il target del progetto stesso, avendo una patologia che non gli permette di usare le braccia.

Mattia ZenzolaAl secondo posto 10 studenti della 4H dell’Iss ‘Viganò’ di Merate (Lecco), con il progetto intitolato ‘Smartwear’, studiato per rispondere alle necessità di Claudio, un bambino di 4 anni che ha avuto una paralisi cerebrale infantile. Oltre a non aver alcun movimento spontaneo, il piccolo è cieco e non parla, ma ha preservato il canale uditivo e quello tattile. Il prodotto si compone quindi di un guanto, degli occhiali, un bracciale e un’interfaccia grafica che funge da telecomando. Il tutto per creare un’attività ludica in grado di connettere il bambino all’ambiente, aumentando la sua qualità di vita attraverso un maggior benessere.

Sono 24 i ragazzi del liceo scientifico statale ‘Vittorio Veneto’ di Milano al terzo posto grazie al progetto ‘Healty rooms: live, treat and be well’. Il prodotto realizzato è un centro dedicato alla salute mentale costruito con una app di metaverso. Lo spazio realizzato è articolato in cinque aree tematiche: ‘Salute e sport’, ‘Le dipendenze’, ‘Humanities e salute mentale’, ‘Psicologia e colori’, ‘Società e ambiente’.

I giovani studenti hanno progettato e poi realizzato i prototipi che Regione Lombardia premierà con 15.000, 10.000 e 5.000 euro. Ulteriori 5.000 euro andranno a ognuno degli istituti di provenienza dei vincitori, per un totale di 45.000 euro.

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