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Sanità, Lombardia leader nelle classifiche mondiali di Newsweek

11 septembre 2025 à 14:45

La Lombardia si conferma punto di riferimento della sanità italiana e internazionale nella classifica 2026 stilata da Newsweek e in quella di Statista. Nella prima graduatoria mondiale relativa ai migliori ‘smart hospitals‘, che misura l’adozione di tecnologie digitali, intelligenza artificiale e innovazione al servizio dei pazienti, tre dei primi quattro ospedali italiani sono lombardi. In totale, sui 18 presenti a livello nazionale, ben 7 appartengono alla Lombardia. La seconda classifica riguarda le specializzazioni delle strutture sanitarie.

Classifica Newsweek Ospedali Smart, Regione Lombardia prima in Italia

A guidare la classifica italiana (ospedali Smart) è l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), 61° a livello globale. Subito dopo si posiziona l’Ospedale San RaffaeleGruppo San Donato di Milano, 72° al mondo e secondo in Italia, mentre al quarto posto tra i migliori ospedali italiani compare l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, 76° a livello internazionale. Presenze che dimostrano come la Lombardia sappia coniugare innovazione, ricerca e qualità delle cure, imponendosi come laboratorio avanzato della sanità italiana.

La seconda classifica di Newsweek: i migliori ospedali specializzati al mondo in 12 discipline

Il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano nelle classifiche per ostetricia e ginecologia nei migliori ospedali stilata da Newsweek e Statista Il primato lombardo emerge anche nella seconda classifica dei migliori ospedali specializzati al mondo in 12 discipline mediche. In 5 specialità il miglior ospedale italiano è lombardo: il Centro Cardiologico Monzino si distingue nella chirurgia cardiaca e nella cardiologia, la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta è prima in neurologia e neurochirurgia, mentre per l’oncologia il riferimento resta l’Istituto Europeo di Oncologia – IEO.

Accanto a questi riconoscimenti, altri ospedali lombardi confermano la loro centralità a livello nazionale. L’Ospedale San Raffaele è secondo in endocrinologia e urologia, oltre che tra i migliori in cardiologia. L’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano è secondo in gastroenterologia, mentre il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano si distingue in ostetricia e ginecologia (secondo in Italia) e in pneumologia (quinto). C’è poi l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che è il secondo centro italiano in oncologia. Quindi l’Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano, del Gruppo San Donato è secondo in ortopedia e l’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi – ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano rappresenta il quarto centro pediatrico italiano.

Bertolaso: Lombardia ruolo di guida nella sanità nazionale

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha commentato la classifica dei migliori ospedali stilata da Newsweek e Statista“La Lombardia – dichiara l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso – conferma ancora una volta il suo ruolo di guida nella sanità nazionale. Non solo tre ospedali lombardi tra i primi quattro italiani nella classifica degli smart hospitals, ma anche cinque primi posti nelle discipline specialistiche dimostrano come la nostra regione sappia coniugare innovazione tecnologica, ricerca scientifica ed eccellenza clinica“.

“È un patrimonio di competenze e professionalità – conclude Bertolaso – che intendiamo rafforzare, continuando a investire in strutture moderne e percorsi di cura sempre più efficaci e vicini al cittadino”

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Gli ospedali lombardi al vertice della classifica mondiale di Newsweek

26 février 2025 à 17:09

“Il Niguarda di Milano è il migliore ospedale italiano nella classifica stilata da Newsweek e Statista dei 250 ospedali top del mondo. Un vero orgoglio per la sanità lombarda e italiana, soprattutto se si considera che si tratta di una struttura pubblica. Complimenti a tutti i nostri medici, infermieri e operatori tecnici sanitari e sociosanitari”. Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso commentano i risultati della classifica 2025 dei migliori ospedali nel mondo, appena presentata dalla rivista Newsweek e Statista.

Ai vertici anche San Raffaele, Humanitas, Papa Giovanni (BG) e San Matteo (PV)

“È una grande soddisfazione – proseguono Fontana e Bertolaso – vedere che tra i primi 9 posti della classifica per l’Italia ben 5 ospedali sono lombardi, di cui ben 3 pubblici e due privati accreditati: Niguarda e San Raffaele di Milano; Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI); Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Policlinico San Matteo di Pavia. Questi sono i dati che contano e che dovrebbe leggere attentamente chi tenta di attaccare l’eccellenza del nostro sistema sanitario regionale”.

I paesi selezionati nella classifica di Newsweek 2025

La classifica di quest’anno elenca i migliori ospedali in 30 Paesi: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, India, Israele, Italia, Giappone, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Arabia Saudita, Singapore, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti. Un comitato di esperti ha selezionato questi Paesi in base a molteplici fattori di comparabilità, come tenore di vita, aspettativa di vita, dimensioni della popolazione, numero di ospedali e disponibilità dei dati. Il report presenta alla base un ampio processo di valutazione, che include un sondaggio online di migliaia di esperti medici (medici, direttori ospedalieri e professionisti sanitari), dati sull’esperienza dei pazienti, parametri di qualità ospedaliera e questionari standardizzati e convalidati compilati dai pazienti per misurare la loro percezione del loro benessere funzionale e della qualità della vita.

A questo link la classifica

Qui l’elenco degli ospedali lombardi menzionati nella classifica 2025 di Newsweek

Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Milano
Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato Milano
Istituto Clinico Humanitas Rozzano
Ospedale Papa Giovanni XXIII Bergamo
Ospedale Policlinico San Matteo Pavia
Ospedale San Raffaele Turro – Gruppo San Donato Milano
Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi Varese
Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia Brescia
IRCCS San Gerardo Monza
Ospedale Luigi Sacco Milano
Ospedale Maggiore Policlinico Milano
Presidio Ospedaliero Alessandro Manzoni Lecco
IRCCS Policlinico San Donato San Donato Milanese/MI
Ospedale Treviglio – Caravaggio Treviglio/BG
Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio – Gruppo San Donato Milano
Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero Brescia
Ospedale di Cremona Cremona
Ospedale Maggiore di Lodi Lodi
Ospedale di Circolo – Busto Arsizio Busto Arsizio/VA
Ospedale di Desenzano del Garda Desenzano del Garda/BS
Ospedale San Paolo Milano
Ospedale Maggiore di Crema Crema/CR
Ospedale Bolognini Bergamo
Ospedale Città di Sesto San Giovanni Sesto San Giovanni/MI
Ospedale di Mantova – Carlo Poma Mantova
Ospedale Sant’Anna Como
Ospedale di Sondrio Sondrio
Ospedale di Esine Breno/BS
Centro Cardiologico Monzino – Cardiology Milano
IEO – Istituto Europeo di Oncologia – Oncology Milano
Istituto Nazionale dei Tumori – Oncology Milano

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‘Lombardia è Ricerca’, il premio all’immunologo Alberto Mantovani

8 novembre 2024 à 17:12

L’immunologo lombardo Alberto Mantovani ha ricevuto il Premio internazionale Lombardia è Ricerca 2024. Nelle motivazioni si legge tra l’altro, per “le sue scoperte fondamentali sul ruolo dell’immunità innata e dell’infiammazione nel cancro”.

La consegna, al Teatro alla Scala di Milano, effettuata dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dall’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi.  Presente anche il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e il conduttore televisivo Gerry Scotti.

Lombardia è ricerca, premio all’immunologo Alberto Mantovani

Il riconoscimento da 1 milione di euro dovrà essere utilizzato per il 70% per attività di studio e analisi da condurre in Lombardia.

La consegna del ‘Nobel’ lombardo è avvenuta al termine della settima edizione della ‘Giornata della Ricerca’. Ideata da Regione Lombardia è realizzata in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi Ets. L’obiettivo è infatti quello di premiare la miglior scoperta scientifica nell’ambito delle Scienze della vita. La scelta è stata fatta da una giuria di 14 top scientist di livello internazionale, presieduta da Patrizia Caraveo, direttore dell’Istituto di Astrofisica Spaziale di Milano.

Il ‘ritorno dei cervelli’

“Questo premio – ha evidenziato il presidente Attilio Fontana – merita di essere ulteriormente valorizzato. Dimostra infatti come sia possibile un’inversione di tendenza rispetto alla ‘fuga di cervelli’. Si pone infatti come occasione per favorire il ‘ritorno’ dei cervelli in Italia. Il vincitore, l’immunologo lombardo Alberto Mantovani, si è laureato a Milano e si è specializzato in oncologia a Pavia. Ha poi lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti, Successivamente  è rientrato in Italia dove ricopre il ruolo di direttore scientifico dell’Irccs Humanitas. Ha  mantenuto comunque l’incarico di docente alla ‘Queen Mary University di Londra‘ ”.

“Un esempio virtuoso – ha proseguito – di come le esperienze e le competenze acquisite in altri Paesi diventino elementi di valore quando si rientra in Italia.  Grazie anche a questi elementi  si creano le condizioni per investire in ricerca.  Questa è la testimonianza concreta di come l’integrazione tra pubblico e privato, da sempre alla base del sistema lombardo, è ormai diventato un modello a livello internazionale. Questa è  la strada da seguire con sempre maggiore determinazione. Mantovani ad esempio opera all’Humanitas, che è un soggetto privato, ma la sua esperienza e il suo bagaglio di conoscenze sono a disposizione di tutti”.

La ricerca è fondamentale Premio Lombardia Ricerca immunologo Mantovani

“Quest’anno – ha aggiunto l’assessore Fermi – abbiamo voluto fare riferimento all’’innovazione’ ma anche alle ‘radici’. Sono due parole, che in un primo momento potrebbero sembrare antitetiche, una ancorata al passato e una proiettata verso il futuro. In realtà niente può nascere e svilupparsi senza radici. È stato per me quindi un grande onore essere qui in occasione della settima edizione della Giornata della Ricerca.

“Questo è infatti un appuntamento  – ha ribadito – che ogni anno ci permette di riconoscere e celebrare i successi della scienza e dell’innovazione. Ci permette inoltre  di riflettere sul valore imprescindibile della ricerca per il benessere e il progresso della nostra società.

Scienze della Vita

La nostra attenzione si è concentrata sulle Scienze della Vita, un settore che più di ogni altro può migliorare concretamente la qualità della vita delle persone, offrendo nuove prospettive di cura e di prevenzione, rispondendo a sfide sanitarie globali. Il Premio ‘Lombardia è Ricerca’ 2024 è andato a uno scienziato che ha dedicato la propria vita proprio a questo: il professor Alberto Mantovani, immunologo di fama internazionale e uno dei protagonisti assoluti della ricerca contemporanea in ambito medico-scientifico”.

Lavoro di squadra

“Sono molto grato per questo riconoscimento – ha detto Alberto Mantovani – è il risultato del lavoro di squadra di tante persone e delle istituzioni che mi hanno sostenuto. Più che un traguardo, il premio è una sfida. L’obiettivo è infatti  fare sempre meglio e di più per spostare il confine della conoscenza al servizio della salute delle persone.  Vogliamo così sostenere il lavoro e i sogni delle nuove generazioni di scienziati che scelgono di restare in Italia. Fare Ricerca è come scalare una montagna. Occasioni come questa ci ricordano che, nella cordata, anche cittadini, istituzioni e imprese hanno un ruolo fondamentale per il bene di tutti”.

 Sostegno a ricerca è migliore lotta contro il cancro

“Questa giornata dedicata alla memoria di mio padre – ha commentato il professor Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi Ets e direttore Programma Senologia Ieo – si conferma essere un appuntamento unico nel panorama scientifico nazionale per celebrare l’avanzamento della ricerca quale motore del progresso e del benessere sociale. Sono felice che il Premio Lombardia è Ricerca di quest’anno sia stato assegnato ad un italiano di altissimo livello quale il professor Alberto Mantovani, le cui scoperte si sono rivelate fondamentali per comprendere maggiormente l’origine dei tumori. Il sostegno alla ricerca è lo strumento migliore di cui disponiamo nella lotta al cancro ed è per questo motivo che da più di vent’anni Fondazione Veronesi è impegnata con tutte le proprie energie a sostenerla per dare speranza di guarigione ai pazienti di oggi e di domani” .

Premio Lombardia ricerca immunologo MantovaniChi è l’immunologo Alberto Mantovani

Il Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ quest’anno è andato a un italiano, alla guida di uno degli Irccs lombardi. Nato a Milano nel 1948, Alberto Mantovani ha studiato Medicina all’Università degli Studi di Milano e si è specializzato in Oncologia a Pavia.

Dopo diverse esperienze di ricerca all’estero, negli Usa e in UK, ha fatto ritorno in Italia lavorando all’Istituto di Ricerca Mario Negri, all’Università di Brescia e quindi a Humanitas University, dove ha insegnato Patologia Generale.

Numerosi i riconoscimenti nazionali e internazionali ricevuti da Mantovani negli anni. Tra questi il prestigioso Robert Koch Award (2016), il Premio Europeo Oncologia 2016 (assegnato ogni tre anni), l’American Association for Cancer Research International Pezcoller Award (2019). Più recentemente, il Cimt Lifetime Achievement Award e l’Iais Lifetime Achievement. L’ampio impatto del suo contributo scientifico è testimoniato dalle oltre 178 mila citazioni dei suoi lavori e da un H-index di 190 (Scopus, ottobre 2024).

Già Commendatore della Repubblica per i suoi contributi scientifici (2006), nel 2018 ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro della città di Milano. Nel  2021 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Studi e scoperte

Mantovani ha contribuito in modo riconosciuto all’immunologia applicata all’oncologia formulando nuovi paradigmi e identificando nuove molecole e funzioni. Ha scoperto, in particolare,  che alcune cellule del sistema immunitario, i macrofagi, componente fondamentale della reazione infiammatoria, si comportano come ‘poliziotti corrotti.’ Invece di combattere e arrestare il cancro, infatti, lo aiutano a crescere e proliferare. Questi studi hanno posto le basi degli attuali sviluppi dell’immunoterapia, considerata ormai una linea primaria nella lotta contro il cancro accanto alle tradizionali chirurgia, chemioterapia e radioterapia. L’immunoterapia potrebbe quindi risultare particolarmente efficace contro alcune tipologie di tumori, ad esempio del polmone.

Il ruolo del sistema immunitario

È noto per l’identificazione di CCL2, una citochina in grado di attrarre i macrofagi nel tumore e la caratterizzazione di una molecola fondamentale dell’immunità innata, PTX3, con un ruolo rilevante nei processi infiammatori protumorali.

L’attenzione di Mantovani al ruolo del sistema immunitario nello sviluppo del cancro ha portato a indagare questo stesso ruolo anche in relazione ad altre patologie, ad esempio quelle cardiache.

Premi anche alle scuole

Al Teatro alla Scala di Milano premiati anche i vincitori del ‘Premio Ricerca’ rivolto agli studenti, con la consueta partecipazione di Gerry Scotti. I tre gruppi di studenti riceveranno dalla Regione Lombardia 15.000, 10.000 e 5.000 euro. Ulteriori 5.000 euro andranno ad ognuno degli istituti di provenienza dei vincitori. le somme sono destinate al miglioramento di materiali e strumenti che favoriscono le attività didattiche.

Primo classificato liceo Majorana di Rho

Il liceo Ettore Majorana di Rho si è aggiudicato il primo posto. Il progetto prevede la  realizzazione di un dispositivo fisico controllato da un algoritmo avanzato. Il suo scopo è  la creazione di terapie probiotiche personalizzate e specifiche per ogni singolo paziente.

Secondo posto all’istituto Locatelli di Bergamo

Al secondo posto l’Istituto aeronautico Locatelli di Bergamo. Il progetto consiste nell’applicazione di una sottilissima lente di Fresnel ai pannelli fotovoltaici. Lo scopo è quello di massimizzarne il rendimento soprattutto durante il periodo dell’alba e del tramonto.

Terza posizione per l’istituto Castelli di Brescia

Al terzo posto l’Istituto Castelli di Brescia, che ha presentato una proposta originale: ‘Aria Connect’. È un innovativo progetto di monitoraggio della qualità dell’aria da remoto. Al centro di questo progetto c’è uno zaino smart e green. È una stazione mobile di rilevazione dei parametri della qualità dell’aria, alimentata tramite un piccolo pannello fotovoltaico.

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Buone notizie da trial clinico per risolvere complicanze da morbo di Crohn

16 mai 2024 à 16:57

Buone notizie dal trial Clinico ATTIC che, grazie ad un lavoro fra 6 ospedali italiani di cui 2 lombardi (l’Ospedale Luigi Sacco di Milano e  l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano/MI) ha arruolato 80 pazienti affetti dal morbo di Crohn che hanno sviluppato, come conseguenza del processo infiammatorio della patologia, una fistola perianale complessa. Tutti sono risultati multiresistenti alle terapie standard fino ad oggi utilizzate, quali farmaci biologici sistemici o locali e intervento chirurgico.

Gli interventi sui pazienti

Tutti i pazienti sono stati sottoposti a un intervento di fistulectomia, mentre solo la metà ha ricevuto il trapianto tissutale, mediante infiltrazione di tessuto adiposo autologo microfratturato, attorno alla fistola, con valutazione dell’efficacia a distanza di 24 settimane. Il gruppo di controllo, costituito dall’altra metà dei pazienti, ha ricevuto una semplice soluzione salina come placebo. I partecipanti sono stati assegnati ai gruppi suddetti in modo casuale, come nella logica di ogni sperimentazione randomizzata controllata.

L’intera procedura di prelievo, microframmentazione e somministrazione di tessuto adiposo avviene in un unico tempo chirurgico, facilitando pertanto l’organizzazione pre-operatoria e il successivo decorso del paziente.

Prof. Laureti: tra sei mesi, potremo raggiungere i primi risultati

Arruolare ben 80 pazienti, affetti da malattia di Crohn, che hanno sviluppato una fistola perianale complessa, è stata un’impresa straordinaria. E’ riuscita solo grazie all’incredibile impegno di tutti i Centri coinvolti nello Studio ATTIC. Grazie a loro, tra sei mesi, potremo raggiungere i primi risultati che potrebbero portare a una vera rivoluzione nel trattamento della malattia di Crohn e di quella che è sicuramente la complicanza più complessa e devastante dal punto di vista della qualità della vita del paziente. In questo modo daremo una speranza concreta ai pazienti refrattari alle terapie standard (i dati della letteratura ci dicono che solamente il 55/60% dei pazienti affetti da malattia perianale di Crohn risponde ai trattamenti standard attualmente conosciuti”, ha dichiarato il principal investigator e coordinatore dello studio, il professor Silvio Laureti, Associato di Chirurgia generale dell’Università di Bologna, della U.O. Chirurgia del Tratto Alimentare ed Urgenze dell’IRCCS Policlinico Sant’Orsola – Malpighi, diretto dal professor Gilberto Poggioli.

Sono 150.000 gli italiani che convivono con la Malattia di Crohn

Sono circa 150.000 le persone che in Italia convivono con il morbo di Crohn, patologia caratterizzata da un’infiammazione cronica dell’intestino, che può interessare qualunque segmento dalla bocca all’ano. I tratti intestinali colpiti presentano ulcere, spesso alternate a tratti di intestino sano. Ad oggi le cause della malattia non sono note e i meccanismi che intervengono sono multifattoriali. L’ipotesi più accreditata è che fattori ambientali, in presenza di un assetto genetico predisponente, possano scatenare l’attivazione del sistema immunitario contro l’apparato digerente. La malattia esordisce soprattutto nei giovani (20-30 anni), più raramente oltre i 65 anni e non sono rari i casi pediatrici. Il suo andamento è caratterizzato da periodi di remissione, alternati a periodi di riacutizzazione.

Come si manifesta il morbo di Crohn

La maggior parte delle volte si manifesta con dolore addominale ricorrente, diarrea cronica a volte associata a sanguinamento rettale, calo ponderale, talora febbre. Può complicarsi con la formazione di restringimenti (stenosi), ascessi e fistole intra-addominali o perianali. È fondamentale sottolineare l’impatto clinico, sociale ed economico della Malattia di Crohn. Una patologia cronica che produce una notevole sofferenza, sia fisica che psicologica, nei pazienti che ne sono affetti, insieme a importanti limitazioni nelle loro attività quotidiane, sociali e lavorative. Sta interessando sempre più giovani e giovanissimi.

*fonte: Osservatorio malattie rare

Il dispositivo LIPOGEMS
È un dispositivo medico certificato e autorizzato per il prelievo e la processazione del tessuto adiposo. La procedura, minimamente invasiva, può essere completata in meno di un’ora sia in sala operatoria che in un ambulatorio chirurgico. Prevede un piccolo prelievo di tessuto adiposo, generalmente dall’addome, la processazione dello stesso e il successivo innesto. Questo processo di micro frammentazione simula un danno tissutale ed innesca i naturali processi di riparazione dei tessuti, in particolare attiva la trasformazione del pericita a cellula mesenchimale [MSC]. Il prodotto LIPOGEMS così ottenuto è un tessuto adiposo micro frammentato privo di sostanze oleose e residui ematici con proprietà pro-infiammatorie, destinato ad innesto autologo con alte concentrazioni di periciti e cellule mesenchimali attive che favoriscono il naturale processo rigenerativo.

I campi di applicazione

I campi di applicazione sono numerosi: osteoartrite del ginocchio, dell’anca e della spalla, ulcera del piede diabetico, fistola perianale da morbo di Crohn e, in via di sperimentazione, come veicolo di somministrazione dei farmaci nel trattamento di tumori e infezioni. Ad oggi, l’azienda vanta oltre 60.000 pazienti trattati nel mondo e oltre 120 pubblicazioni scientifiche su prestigiose riviste.

Il lavoro coordinato dall’IRCCS Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna ha visto collaborare, insieme ai due ospedali lombardi, anche l’IRCCS Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze.

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Sono 6 gli ospedali lombardi nella classifica dei 250 migliori al mondo

29 février 2024 à 10:46

Sono 6 gli ospedali lombardi che entrano nella classifica dei 250 migliori al mondo che, come ogni anno dal 2019, redige la rivista ‘Newsweek’.

Sul primo gradino del ‘podio lombardo’ sale il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (52esimo nella classifica generale e 2° in Italia dopo il Policlinico universitario Gemelli di Roma), seguito dall’IRCCS Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato (57°), dall’Istituto Clinico Humanitas  di Rozzano (MI, 65°), dall’Ospedale Policlinico San Matteo di Pavia (117°), dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII    di Bergamo (135°) e dagli Spedali Civili di Brescia (202)

La classifica include dati (organizzati per nazione) di 2.400 ospedali di 30 Paesi.

 

Assessore Bertolaso: orgogliosi di questo risultato

“Siamo sicuramente orgogliosi e lusingati di rientrare in questo importante ranking internazionale con così tante strutture di eccellenza, commenta l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Quello che ci interessa davvero sono solamente i giudizi e i voti dei nostri concittadini. Ogni struttura, che sia un ospedale, una casa di comunità, una RSA, un ambulatorio, un dispensario o qualsiasi altra tipologia, per noi è importante e vogliamo che possa rientrare nella migliore classifica di accoglienza, funzionalità ed efficienza”.

ospedali lombardi classifica

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Malattia di Crohn, l’Humanitas di Milano aderisce a studio clinico

Par : redazione
6 novembre 2023 à 17:38

L’Irccs Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI) entra a far parte del progetto ATTIC, lo studio clinico multicentrico tutto italiano per il trattamento della Malattia di Crohn con fistole perianali complesse (MPC).

Della ricerca fanno già parte l’IRCCS Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna – coordinatore dello studio –, l’Ospedale Luigi Sacco di Milano, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze, l’IRCCS Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, che, nel mese di marzo di quest’anno, avevano annunciato l’avvio dello studio.

Sono 51 i pazienti arruolati, obiettivo arrivare a 80

Ad oggi, grazie al lavoro degli ospedali e degli IRCCS già coinvolti nello studio, il trial clinico conta 51 pazienti arruolati, affetti da malattia di Crohn, che hanno sviluppato una fistola perianale complessa, quale conseguenza del processo infiammatorio della patologia.

Scopo dello studio è quello di sottoporre una parte di essi a trapianto tissutale. Trattamento mediante infiltrazione di tessuto adiposo autologo microfratturato, attorno alla fistola, per valutarne l’efficacia a distanza di 24 settimane. La ricerca è disegnata su una coorte finale di 80 pazienti: prosegue, pertanto, l’invito ad aderire al progetto, per completare nel minor tempo possibile l’arruolamento dei pazienti. L’appello è rivolto a uomini e donne multiresistenti alle terapie standard fino ad oggi utilizzate, quali farmaci biologici sistemici o locali e intervento chirurgico.

La somministrazione di tessuto adiposo

L’intera procedura di prelievo, microframmentazione e somministrazione di tessuto adiposo si effettua tramite il dispositivo Lipogems e avviene in un unico tempo chirurgico, facilitando, pertanto, l’organizzazione pre-operatoria e il successivo decorso del paziente.

Prof. Spinelli: lo studio ATTIC può essere considerato una promettente prospettiva per i pazienti refrattari alle terapie standard

“Le fistole perianali complesse rappresentano una delle manifestazioni più impegnative della malattia di Crohn, causa di notevole sofferenza fisica e psicologica per il paziente. La terapia combinata chirurgica e medica con farmaci biologici rappresenta, al momento, l’opzione terapeutica principale, ma il tasso di successo complessivo non supera il 60%. Trovare un’alternativa terapeutica valida è, quindi, di fondamentale importanza. Lo studio ATTIC, apre a un approccio innovativo quale quello del prelievo di tessuto adiposo, micro frammentato e destinato a innesto autologo. Può essere considerato una promettente prospettiva per i pazienti refrattari alle terapie standard, ai quali sentiamo di poter offrire una nuova speranza”, ha dichiarato il professor Antonino Spinelli, Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia del Colon e del Retto, co-direttore del Centro IBD per le malattie infiammatorie croniche intestinali dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas.

La Malattia di Crohn

La Malattia di Crohn è caratterizzata da un processo infiammatorio cronico transmurale che può interessare, in maniera segmentaria, tutto l’apparato digerente. La patologia può complicarsi, nel suo decorso, con lo sviluppo di fistole e/o ascessi perianali in circa 1/3 dei casi (23-38%). La comparsa della Malattia Perianale di Crohn (MPC) rappresenta una patologia molto invalidante. La conseguenza più eclatante è la compromissione significativa della qualità della vita dei pazienti. Persone nella grande maggioranza in età giovanile, e la malattia pone limiti all’attività di relazione ed alla capacità lavorativa.

 Il dispositivo Lipogems

È un dispositivo medico certificato e autorizzato per il prelievo e la processazione del tessuto adiposo. La procedura, minimamente invasiva, può essere completata in meno di un’ora sia in sala operatoria che in un ambulatorio chirurgico. Prevede un piccolo prelievo di tessuto adiposo, generalmente dall’addome, la processazione dello stesso e il successivo innesto. Questo processo di micro frammentazione simula un danno tissutale ed innesca i naturali processi di riparazione dei tessuti, in particolare attiva la trasformazione del pericita a cellula mesenchimale [MSC]. Il prodotto Lipogems così ottenuto è un tessuto adiposo micro frammentato privo di sostanze oleose e residui ematici con proprietà pro-infiammatorie. E’ destinato a innesto autologo con alte concentrazioni di periciti e cellule mesenchimali attive che favoriscono il naturale processo rigenerativo.

I campi di applicazione

I campi di applicazione sono numerosi: osteoartrite del ginocchio, dell’anca e della spalla, ulcera del piede diabetico, fistola perianale da malattia di Crohn e, in via di sperimentazione, come veicolo di somministrazione dei farmaci nel trattamento di tumori e infezioni. Ad oggi, l’azienda vanta oltre 60.000 pazienti trattati nel mondo e oltre 120 pubblicazioni scientifiche su prestigiose riviste.

Lipogems International SpA

Lipogems International SpA è una multinazionale italiana – con sede a Milano – che opera nel settore delle biotecnologie e della medicina rigenerativa. Costituita nel 2012 dal professor Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute di Miami,  dal professor Carlo Tremolada, chirurgo plastico e maxillo-facciale, e guidata dal CEO Giorgio Ninzoli L’attività di ricerca si svolge in collaborazione con un panel di scienziati internazionali e clinici esperti. La società è presente in oltre 28 Paesi nel mondo.

 

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