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Dove avvistare i delfini nel Mediterraneo, i luoghi migliori

31 mars 2025 à 08:50

I delfini sono tra le creature marine più amate, per la loro intelligenza e la natura giocosa. Il Mediterraneo ne ospita diverse specie, ognuna con caratteristiche fisiche e comportamenti diversi, tra cui il delfino comune – che privilegia sia le acque costiere che il mare aperto, e lo si vede spesso nuotare vicino a barche e navi – la stenella striata, avvistata specialmente nelle acque profonde e lontane dalla costa, il tursiope e il grampo.

L’Italia è famosa per l’avvistamento dei delfini, con la massima concentrazione nel Mar Ligure, nelle acque dell’arcipelago toscano, della Sicilia, della Sardegna e del Golfo di Taranto. Ma le opportunità di vivere un’esperienza marina straordinaria e osservare gli animali nel loro habitat naturale non mancano anche all’estero, dallo Stretto di Gibilterra alla Grecia. Scopriamo allora i luoghi migliori dove ammirare da vicino questi splendidi mammiferi marini, e cosa sapere prima di partire per la vostra straordinaria avventura.

Il Santuario Pelagos in Liguria

Come detto, in Italia sono tantissimi i luoghi dove ammirare i delfini che nuotano nelle nostre acque cristalline. La Liguria, in particolare, è uno dei più famosi al mondo per l’avvistamento di questi bellissimi esemplari nel Mediterraneo. Grazie al programma “Cetacean Sanctuary Research” (CSR) si ha, infatti, l’opportunità unica di osservare delfini e balene nel “Santuario Pelagos”, un ampio tratto di mare specialmente protetto per i cetacei, contribuendo al contempo alla loro sopravvivenza e alla conservazione di queste specie. Chi lo desidera, può quindi vivere la straordinaria esperienza di incontrare i cetacei a fianco degli esperti.

Grazie al gioco di venti e di correnti e alla conformazione del fondale, con profondi canyon e montagne sommerse, quest’area è particolarmente ricca di vita, probabilmente come nessun’altra nel Mediterraneo. Basti pensare che ospita tutte le otto specie di balene e delfini dei nostri mari, in un numero decisamente maggiore di altre zone.

Le crociere durano 6 giorni e si svolgono nel Mar Ligure, con partenza da Sanremo, da maggio a settembre. I partecipanti sono ospitati sul motorsailer “Pelagos” insieme a un team di biologi esperti. La zona in cui si svolgono le ricerche si estende al largo di Sanremo ed è delimitata grossomodo da Capo Mele sulla costa italiana, Saint Raphael su quella francese, e la parte settentrionale della Corsica. Sul motorsailer “Pelagos” trovano posto un massimo di 11 partecipanti, 4 ricercatori e lo skipper. La barca, di 21 metri, è spaziosa e confortevole, ed è gestita in accordo con le regole di un turismo responsabile. Tutti possono collaborare alla raccolta dati, anche senza avere precedenti esperienze. È importante però avere dimestichezza con l’inglese, perché è la lingua ufficiale parlata a bordo.

Delfini avvistati da una barca nel Mar Ligure
Fonte: iStock @izanbar
Avvistamento di delfini nel Mar Ligure

Incontrare i delfini in Costa Azzurra

Se vi capita di navigare in Costa Azzurra, potete ancora godere delle ricchezze del Santuario Pelagos – istituito nel 1993 fra Italia, Francia e Principato di Monaco –  e scorgere qualche delfino. Il periodo migliore per il whale watching, ovvero l’attività di osservazione dei cetacei in mare, è senza dubbio l’estate.

Partendo da Villefranche-sur-Mer, Saint-Jean-Cap Ferrat, Antibes, Mandelieu-La Napoule, Saint-Raphaël, Sainte-Maxime e Hyères, molti operatori offrono la possibilità di avvicinarsi a questi bellissimi mammiferi marini. Un’opportunità unica per fotografare e incontrare delfini e balene nel loro habitat naturale, senza compromettere la loro pace e tranquillità, insieme a tutta la famiglia.

Nelle ricche acque dello Stretto di Gibilterra

Lo Stretto di Gibilterra, che collega il Mar Mediterraneo con l’Oceano Atlantico, separando la zona più meridionale della Spagna da quella più settentrionale dell’Africa, è rinomato a livello mondiale per la sua vivace popolazione di delfini selvatici. Le sue acque fungono da santuario dove questi splendidi mammiferi si riuniscono a migliaia per nutrirsi, ripararsi e riprodursi.

Qui si possono vivere emozionanti avventure a bordo di imbarcazioni che offrono una serie di gite, escursioni e safari con i delfini adatte a tutti. Da Tarifa, il comune più meridionale dell’intera Europa continentale, nella comunità autonoma dell’Andalusia, organizzano tour per l’avvistamento di delfini e balene nel loro habitat naturale, da fine febbraio a inizio novembre, a seconda delle condizioni meteorologiche. La durata è di circa due ore e trenta minuti, con prenotazione disponibile fino a 10 ore prima dell’orario di inizio. C’è anche la possibilità di escursioni e visite per gruppi privati.

In Grecia con crociere di lusso

In Grecia è possibile avvistare facilmente i delfini nel Golfo Amvrakikos, nelle acque intorno alle isole di Paxos e Antipaxos e in quelle più profonde vicino alla Penisola Calcidica, a Citera e a Creta. In queste aree non mancano le offerte di crociere di intere giornate dedicate all’avvistamento di questi meravigliosi esemplari, ma anche alla scoperta della vita marina del Mediterraneo con la presenza di biologi a bordo.

A Ouranoupolis, nella Grecia nord orientale, partono ogni giorno le crociere turistiche e di lusso per il Monte Athos, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e le isole Drenia. In viaggio su uno yacht che può trasportare 180 passeggeri garantendo ogni comfort a bordo, mentre si è diretti a esplorare gli splendidi monasteri del luogo si viene scortati dai delfini che regalano ai loro spettatori coreografici salti e giochi d’acqua.

Delfini nello Stretto di Gibilterra
Fonte: iStock
Delfini che nuotano con la Rocca di Gibilterra sullo sfondo

Tour per l’avvistamento dei delfini: info utili

I tour di avvistamento dei delfini sono un’attività popolare nel Mediterraneo, ma è importante farlo in modo responsabile. Al momento della prenotazione, è quindi essenziale scegliere un operatore affidabile che segua le linee guida per l’osservazione responsabile di delfini e balene. Queste includono il rimanere a distanza di sicurezza dagli animali, il non avvicinarsi troppo velocemente e il non dar loro da mangiare né toccarli.

È inoltre importante evitare di disturbare il comportamento naturale dei delfini e ridurre al minimo l’impatto del tour sull’ambiente. In questo modo, si avrà l’opportunità di vivere un’esperienza indimenticabile e allo stesso tempo proteggere i delfini e il loro habitat.

Altre info utili:

  • l’orario di partenza e il tour possono essere soggetti alle condizioni meteomarine
  • è generalmente consigliato di indossare abbigliamento e calzature comode (possibilmente evitando le infradito), una giacca leggera e ricambi
  • non dimenticate le creme solari: se l’escursione che avete pianificato prevede anche snorkeling oppure bagni in mare, è importante scegliere prodotti biodegradabili
  • è bene proteggere cellulari e macchine fotografiche con custodie waterproof, per evitare danneggiamenti durante l’escursione in barca; se volete essere sicuri di avere una visione nitida degli animali, il consiglio è di portarsi un binocolo

Gibilterra: dov’è e a chi appartiene questo territorio?

27 février 2025 à 08:00

Una meta probabilmente troppo lontana dai grandi flussi turistici, a volte quasi snobbata nel momento in cui si decide di organizzare un weekend fuori dai confini nazionali o un periodo di ferie prolungato. Stiamo parlando di Gibilterra, fantastico territorio sulle rive del Mediterraneo. Ma dove si trova Gibilterra e a quale Stato appartiene?

Dove si trova Gibilterra?

Gibilterra è una piccola penisola situata all’estremità meridionale della Spagna. Un fantastico territorio che dà il nome all’omonimo Stretto di Gibilterra, ovvero il punto in cui il Mar Mediterraneo incontra l’Oceano Atlantico. Si trova a circa 80 chilometri di distanza dalla più conosciuta città di Marbella, in Spagna e viene spesso inserita fra gli itinerari consigliati per scoprire la bellissima Costa del Sol.

È una posizione, quella di Gibilterra, decisamente strategica, in quanto segna il confine naturale che c’è tra il Europa ed Africa, e dal quale è addirittura possibile vedere ad occhio nudo il Marocco, soprattutto nelle giornate più limpide. Questo fa sì che, nonostante le sue dimensioni ridotte, ovvero una superficie di circa 6,8 chilometri quadrati, sia un luogo di grande importanza geopolitica e storica.

A quale Stato appartiene Gibilterra?

Non molti sanno, però, che Gibilterra non è uno stato indipendente. Infatti, nonostante la sua posizione geografica, questo territorio appartiene al Regno Unito e proprio per questo motivo è inserito all’interno della lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi, che racchiude tutti quei territori che sono ancora soggetti al colonialismo.

Questo status di territorio d’oltremare del governo britannico è sempre stato fonte di tensioni politiche tra Spagna e Regno Unito, in quanto il Paese spagnolo rivendica la sovranità sulla penisola da diversi secoli. Infatti, la presenza del potere britannico su questi territori risale addirittura ai primi anni del Diciottesimo secolo, precisamente al 1704, durante la Guerra di Successione Spagnola, quando il territorio e la Rocca di Gibilterra furono occupati. Il potere del Regno Unito è stato riconosciuto nel 1713 con il Trattato di Utrecht, in cui i due Paesi trovarono l’accordo per la cessione del territorio.

Nonostante le pressioni da parte del governo spagnolo per la sovranità, negli anni sono stati indetti due referendum, il primo nel 1967 ed il secondo nel 2002, in cui la popolazione di Gibilterra ha votato a favore del controllo del Regno Unito. Basti pensare, infatti, che la lingua ufficiale è l’inglese, la valuta è la sterlina britannica e ci sono influenze molto evidenti sulla cultura locale.

Qual è la capitale di Gibilterra?

La città di Gibilterra è la capitale di questo territorio e si tratta dell’unico centro urbano dell’intero territorio. È una vivace città, che si sviluppa ai piedi della Rocca, con una popolazione di circa 34.000 abitanti.

Il centro storico cittadino è caratterizzato da suggestivi edifici in stile coloniale, dove è possibile notare un mix unico tra l’influenza britannica e gli elementi del mediterraneo. Per gli amanti dello shopping, nella Main Street, ovvero la strada principale, sono presenti numerosi negozi duty-free, con prezzi convenienti, ma anche ristoranti e caffè. I visitatori di Gibilterra possono esplorare anche famosi luoghi turistici come la Grotta di San Michele oppure osservare le numerose scimmie berbere che popolano la Rocca di Gibilterra o semplicemente godersi una passeggiata sul lungomare, con vista sullo stretto.

Scimmie berbere che si trovano a Gibilterra, territorio che si trova nel sud della Spagna
Fonte: iStock
Scimmie berbere nella Rocca di Gibilterra

Quali sono stati i risvolti della Brexit su Gibilterra?

Dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, sono state sollevate nuove questioni su Gibilterra, soprattutto in relazione alla libertà di movimento delle persone tra questo territorio ed il vicino paese spagnolo. Nonostante ciò, il governo di Gibilterra ha mantenuto relazioni positive con l’Unione Europea, garantendo dunque la stabilità economica e sociale del territorio.

Infatti, grazie a questi accordi, per tutti i cittadini italiani che hanno intenzione di visitare Gibilterra, non è necessario essere muniti di passaporto. Documento che invece risulta obbligatorio per chiunque abbia intenzione di visitare il Regno Unito, proprio a causa della Brexit.

Decidere di visitare Gibilterra vuol dire andare alla scoperta di un territorio, che seppur molto limitato dal punto di vista geografico ed il controllo del Regno Unito, è stato in grado di mantenere una forte identità propria, tutta da scoprire. La sua capitale affacciata sul mare e il fascino della Rocca, sapranno regalare piacevoli ricordi.

Viaggio a Marbella, tra Malaga e Gibilterra lungo la Costa del Sol

Par : ritarossella
28 août 2024 à 15:30

Tra le destinazioni più famose situate lungo la Costa del Sol dell’Andalusia c’è sicuramente Marbella, una località che ha tutto quello che serve per una vacanza perfetta per ogni tipologia di viaggio. C’è chi la sceglie per il glamour e per l’atmosfera offerta da yacht, resort sulla spiaggia, negozi di design e campi da golf, e chi invece vuole godere appieno del suo clima incredibile, mite anche durante l’inverno, a spasso tra vecchi bar di tapas e il suo centro storico. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se chiunque viene sedotto dal suo fascino.

Marbella è un luogo incredibile da visitare durante un viaggio in Spagna, magari in un road trip che, proprio da questa località balneare, vi porta alla scoperta di altre mete imperdibili presenti sulla costa come Fuengirola o la stessa Malaga, fino ad arrivare a Gibilterra, l’angolo d’Inghilterra su territorio spagnolo.

Marbella: relax, arte e storia

Il mare e le spiagge rappresentano l’attrattiva principale di Marbella che, grazie alla bellezza delle sue acque, è la zona intorno a Malaga che ha ottenuto più volte la prestigiosa Bandiera Blu. 30 chilometri di costa perfetti per rilassarsi, dalla spiaggia cittadina di Playa del Cable, frequentata sia dai turisti che dagli abitanti del posto perché molto ampia e caratterizzata da acque tranquille e poco profonde, a quella di Fontanilla, facilmente raggiungibile da qualsiasi zona della città.

Dopo esservi rilassati sulla spiaggia e aver fatto una meritata siesta, è ora di scoprire il centro storico tra edifici rinascimentali e tante opportunità per provare le specialità tipiche, come le tapas. Una volta qui, assicuratevi di fare una passeggiata nella Plaza de los Naranjos, risalente al 1400, dove troverete il municipio costruito in stile rinascimentale, la cappella di Santiago, la prima chiesa della città e la Casa del Corregidor. Successivamente, dirigetevi verso il Museo di Gravado Español dove potrete ammirare le opere d’arte moderna realizzate da artisti locali e nazionali spagnoli come Goya, Picasso, Miró e Dalí. Infine, non dimenticate di tornare indietro nel tempo e di visitare i resti della basilica paleocristiana di Vega del Mar nella zona di Linda Vista.

Molti turisti, soprattutto quelli dediti ai viaggi di lusso, non arrivano al centro storico: voi non fate assolutamente questo errore, ma esploratelo con calma perdendovi nel labirinto delle sue strade bianche, strette e tortuose, ricche di buganvillee e delle famose arance, che appaiono durante la primavera.

Natura e attività all’aria aperta

Non solo spiagge e borghi caratteristici, Marbella soddisfa anche le esigenze di chi, al relax, desidera affiancare anche attività all’aria aperta. Oltre ai diversi parchi e giardini presenti, come il Jardin El Ángel o il Lago de las Tortugas, luogo ideale per vedere da vicino tante simpatiche tartarughe acquatiche, è possibile intraprendere un percorso di trekking verso La Concha, una delle montagne più alte vicino a Marbella. Se siete escursionisti con una buona esperienza, non perdetevi quest’opportunità: anche se impegnativa, vi ripagherà con viste uniche e mozzafiato.

La Concha Marbella
Fonte: iStock
Montagna La Concha a Marbella

Fuengirola e Torremolinos

Se avete deciso di proseguire verso Malaga, ci sono alcune cittadine che meritano una sosta, come Fuengirola. Anche qui, come a Marbella, si respira l’atmosfera tipica andalusa racchiusa nel litorale, dove si trovano alcune delle spiagge più belle della Costa del Sol come Los Boliches o Las Gaviotas. Non mancano siti di interesse storico, eredità dei popoli che l’hanno abitata nel tempo, come le terme, le ville romane e il castello arabo di Sohail.

Dopo ulteriori 20 chilometri giungerete a Torremolinos, un’altra località molto amata da chi desidera una pura vacanza di relax all’insegna di mare e divertimento. Il litorale vanta una lunga spiaggia di sabbia dorata bordata di palme che arriva fino al río Guadalhorce, dove sono presenti diversi bar, locali notturni e ristoranti.

Malaga, capitale della Costa del Sol

Ed eccoci arrivati a Malaga, la capitale della Costa del Sol, oltre che una delle più importanti mete turistiche dell’Andalusia. Passeggiando nel suo centro storico totalmente pedonale, in un mix di stradine e viali alberati, scoprirete un’interessante varietà di stili architettonici, mentre il suo lungomare vi aspetta con spiagge sabbiose e acque limpide. Qui fate un salto a La Malagueta, spiaggia cittadina non lontana dal porto e ricca di servizi e bar, o a quella di Pedregalejo se cercate una location più tranquilla.

Dedicate a Malaga almeno qualche giorno dove al relax delle spiagge potete affiancare momenti di shopping lungo i grandi viali o di scoperta dedicati a monumenti imperdibili, come l’Alcazaba. Simile all’Alhambra di Granada, anche se molto più piccola, questa fortezza che domina la città fu costruita come parte del Regno Nasride nell’XI secolo, ossia il periodo di dominio islamico in Spagna. L’architettura è bellissima, caratterizzata dai tipici archi moreschi, da mosaici e da giardini pieni di fontane, aranci, palme e immersi nel profumo del gelsomino.

Merita una visita anche il Castello di Gibralfaro (costruito nell’VIII secolo) per ospitare le truppe e proteggere la fortezza dell’Alcazaba. La vista da qui è imperdibile perché potrete camminare sopra le antiche mura e godere di una vista privilegiata su alcuni dei più importanti monumenti della città.

Se capitate in città verso la metà di agosto, segnate in agenda la Feria de Malaga, forse l’evento estivo più famoso di tutta l’Andalusia. Per tutta la città si balla dalla tarda mattinata fino alle prime luci dell’alba, facendo tappa nei ristoranti per degustare le tipiche tapas o nei bar per provare lo sherry e il locale cartojal, vino bianco simbolo di Malaga.

Malaga
Fonte: iStock
Vista panoramica di Malaga

Gibilterra, un angolo d’Inghilterra in Spagna

Se da Marbella desiderate dare un tocco British al vostro viaggio, proseguite lungo la Costa del Sol in direzione di Gibilterra, distante 78 chilometri. Il suo patrimonio storico è racchiuso nella città vecchia, che custodisce un misto di stili architettonici plasmati dai popoli che l’hanno governata nel tempo quali i mori, gli spagnoli e gli inglesi. Proprietà inglese su territorio spagnolo, è caratterizzata da uno stile di vita biculturale che renderà la vostra vacanza ancora più interessante.

Anche qui, come nel resto della Costa del Sol, potete godervi le piccole cose della vita come rilassarvi sulle spiagge: dalla pittoresca baia di Sandy Bay a quella di Catalan. Per chi vuole approfittare dello status duty-free di Gibilterra, può dedicarsi allo shopping lungo Main Street, mentre se quello che cercate è un belvedere o mirador perfetto lo trovate alla Rocca, simbolo del territorio. Considerato la punta d’Europa, può essere raggiunto facilmente con la teleferica, ma state attenti alle scimmie che l’abitano: non dategli da mangiare e non cercate di toccarle.

Dalla Rocca potrete godere di uno splendido panorama a 360 gradi su Gibilterra oppure prendere il sentiero che vi porterà alla Saint Michael’s Cave, una grotta naturale così grande da essere utilizzata per ospitare anche concerti di ogni tipo. Una volta scesi in città riparatevi dal caldo nei suggestivi giardini di Alameda e non dimenticare una visita al cimitero di Trafalgar dove sono seppelliti i caduti durante l’omonima battaglia avvenuta nel 1805.

Scimmia Gibilterra
Fonte: iStock
Una scimmia sulla Rocca di Gibilterra

Cap Spartel e l’incontro (in Marocco) tra Mediterraneo e Atlantico

29 juillet 2024 à 14:45

A pochi chilometri dal centro di Tangeri, nel Marocco a noi più vicino, si trova il promontorio di Cap Spartel, il punto panoramico per osservare la linea di incontro tra Oceano Atlantico e Mar Mediterraneo sullo stretto di Gibilterra. È un luogo estremamente suggestivo, pieno zeppo di energia, in cui la forza dell’oceano si incontra e scontra con i colori più delicati del Mediterraneo.

Dove si trova Cap Spartel

Cap Spartel si trova a Nord-Ovest di Tangeri, nella parte settentrionale del Paese. Il promontorio è alto circa 300 metri dal livello del mare e circondato da vegetazione lussureggiante (qui piove per diversi mesi l’anno!). Il faro e i vari punti panoramici sullo stretto di Gibilterra sono  tappa obbligata per chi visita Tangeri o si sposta per un viaggio nel Nord del Marocco, anche per prendere una pausa dal caos delle Medine e per respirare una piacevole arie e brezza di mare; anzi di due mari!

Cap Spartel però non è solo un punto d’incontro tra due mari, ma anche un luogo ricco di storia. Durante i secoli, il promontorio ha servito come punto di riferimento cruciale per i navigatori. I Fenici, i Romani e, più tardi, i pirati del Mediterraneo hanno solcato queste acque di confine, lasciando tracce delle loro culture.

Il panorama dal faro di Cap Spartel

A Cap Spartel si trova un faro che ospita un piccolo museo al suo interno, e su cui salire per un panorama mozzafiato. Dalla terrazza, nelle giornate serene di cielo limpido, è possibile vedere la costa spagnola; mentre il verde della vegetazione contrasta con il blu profondo del mare e la linea di unione e scontro delle correnti tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico è percettibile a occhio nudo. Per entrare al faro, costruito nel 1861 per volontà di Mohammed III, è necessario acquistare un biglietto, che include la visita al museo, l’accesso alla terrazza e la visita ai giardini.

Cap Spartel, il panorama
Fonte: AS
Il faro di Cap Spartel

La grotta di Ercole, tra storia e leggenda

Poco distante dal faro di Cap Spartel, lungo la costa oceanica, la Grotta di Ercole richiama i turisti per la sua leggenda. Si dice che proprio in questa grotta a ridosso del mare Ercole venisse a riposarsi dalle sue imprese e dodici fatiche. Altre voci invece sostengono che qui visse il ciclope Polifemo. I più realistici sostengono invece che questa grotta di calcare di 200 anni fosse un piccolo granaio di Berberi e un frantoio per la lavorazione della farina e la produzione dell’olio di oliva.

Cap Spartel, cosa vedere
Fonte: AS
Dentro il faro di Cap Spartel

Dalla grande piazza esterna si ha accesso alla grotta, illuminata da una “porta naturale” sul mare. Provate a guardare bene: la porta sul mare ha proprio la forma del continente africano rovesciato a testa in giù! La grotta è stata aperta al pubblico nel 1950 ed è facilmente accessibile, anche per i bambini.

I dintorni di Cap Spartel, lungo la costa

Grotta d'Ercole, la porta
Fonte: AS
La porta verso il mare della Grotta d’Ercole ha la forma del continente africano rovesciato

Lungo la strada che da Tangeri porta a Cap Spartel, e raggiunta la costa, si trovano diversi altri punti panoramici oltre al faro, perfetti per una foto. Iconico è quello con il cartello a due frecce che indica verso sinistra l’Oceano Atlantico e verso destra il Mar Mediterraneo. Da qui partono diversi itinerari e sentieri per il trekking, in bici, addirittura in dromedario lungo le grandi spiagge della costa atlantica. Non sarà difficile trovare la soluzione più adatta alle esigenze e all’età di ciascuno.

La natura intorno a Cap Spartel

L’ambiente naturale di Cap Spartel è sorprendente, anche perché qui piove diversi mesi l’anno. Boschi di pini, eucalipti e querce fanno da cornice a questa porta sul mare, che ricorda un po’ la nostra Macchia mediterranea, con una varietà di piante aromatiche come il rosmarino, il timo e il mirto, che riempiono l’aria di profumi familiari. Gli amanti del birdwatching possono osservare diverse specie di uccelli migratori che fanno tappa in questa zona durante i loro spostamenti tra Europa e Africa, tra cui falchi, cicogne, aironi e rondini. Proprio per questa ricchezza, l’ecosistema della zona di Cap Spartel è al centro di alcuni progetti di riforestazione, di conservazione e protezione delle specie locali. Se riuscite, infilate nello zainetto un binocolo e provate a curiosare intorno a voi.

Info pratiche

Cap Spartel dista 15 chilometri circa da Tangeri, superata la zona collinare più turistica. Se non ci si muove con mezzi propri, conviene partecipare ad una gita organizzata dai vari hotel o tour operator. Diversamente si può contrattare con un taxi per la doppia tappa, faro e grotte, con rientro in città; o prendere un bus collettivo per risparmiare un pochino.

costa atlantica Marocco
Fonte: AS
La costa atlantica di Cap Spartel

Solitamente a Cap Spartel si viene in gita giornaliera da Tangeri, ma chi volesse godere di questa atmosfera wild e naturalistica per più tempo o fare qui tappa per proseguire il viaggio verso Sud può trovare diverse strutture ricettive lungo la costa atlantica, andando verso la bellissima Asilah. Per mangiare, al faro si trova un bar ristorante; mentre nella piazza di ingresso alla grotta ci sono negozi di souvenir e snack. Non mancano lungo la costa bar e ristoranti.

Un consiglio sull’abbigliamento: è bene portare sempre qualcosa da mettere sulle spalle o un giacchetto, sia per la brezza marina che per entrare in grotta. Scarpe comode per camminare; ma facili da togliere per affondare i piedi nella sabbia!

cap spartel, la grotta
Fonte: AS
La grotta di Ercole era in realtà un frantoio berbero

Curiosità

Per diverso tempo, e qualche marocchino con vanto ancora lo ripete, Cap Spartel è erroneamente stato considerato il punto più settentrionale del continente africano. Non è così: il punto più a Nord si trova in Tunisia e dal 2014 è stato individuato a Cap Angela, nei pressi della cittadina portuale di Biserta, sul Mar Mediterraneo.

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