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Hier — 26 octobre 2026SiViaggia

Le compagnie aeree e gli aeroporti dove si mangia meglio: i vincitori dei World Culinary Awards 2026

26 octobre 2026 à 07:30

C’è chi sceglie un volo in base al prezzo del biglietto, chi guarda soprattutto alla comodità degli orari e delle coincidenze e chi, durante l’attesa in aeroporto o una volta a bordo, spera di trovarsi di fronte a un pasto capace di rendere il viaggio ancor più piacevole. Anche la cucina, infatti, può fare la differenza quando si vola, ma anche prima dell’imbarco, quando si delizia il proprio palato con una golosa colazione o con una cena.

A riconoscere le realtà che si distinguono per l’offerta gastronomica sono i World Culinary Awards 2026, i premi internazionali dedicati all’eccellenza nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità, giunti alla loro settima edizione, che incoronano anche compagnie aeree, aeroporti e lounge dove si mangia meglio al mondo. Tra i vincitori di quest’anno troviamo una compagnia aerea asiatica, che punta sui sapori della propria tradizione, uno dei principali aeroporti di Londra e due lounge dove attendere il volo diventa anche un’occasione per mangiare bene. Ecco quali sono e che cosa offrono ai viaggiatori.

La migliore compagnia aerea al mondo per la cucina

A conquistare il titolo di World’s Best Culinary Airline 2026 è Vietnam Airlines, che diventa la prima compagnia aerea asiatica a ottenere questo riconoscimento. La sua proposta gastronomica punta soprattutto sulla valorizzazione della cucina vietnamita, con menù studiati in base alle stagioni e alle rotte percorse, per offrire ai passeggeri un’esperienza che cambia a seconda della destinazione.

Anche in classe economica il pasto prevede diverse portate, mentre a colazione spicca il croissant dalla sfoglia croccante e a pranzo/cena vengono serviti piatti a base di riso e noodles, accompagnati da salse, dessert e panini.

Chi viaggia in Business Class può invece trovare nel menù specialità internazionali legate al Paese di destinazione. Sulle rotte verso la Corea del Sud, per esempio, compaiono il bibimbap, piatto di riso con ingredienti misti, la zuppa di pollo al ginseng (samgyetang) e i noodles con salsa di fagioli neri (jajangmyeon). Sui voli diretti in Europa, invece, la proposta si arricchisce di piatti della cucina francese, tedesca e britannica. Per alcune destinazioni europee, australiane e americane è inoltre possibile prenotare in anticipo il pasto in Business Class.

Il miglior aeroporto al mondo per mangiare

A essere eletto il migliore scalo in cui mangiare è l’aeroporto di Heathrow, a Londra, che si aggiudica quindi il titolo World’s Best Airport for Dining 2026. A convincere la giuria è stata in particolare l’offerta variegata, che spazia dai locali informali alle caffetterie, fino ai ristoranti internazionali e alle proposte di fascia alta distribuite nei suoi quattro terminal.

Al Terminal 2, per esempio, si trova Le Café Louis Vuitton, dove anche una pausa dolce può trasformarsi in un’esperienza particolare. Tra le proposte citate figurano dessert alla nocciola con ganache, pralinato e fleur de sel, impreziositi dalla caratteristica decorazione floreale del marchio. Al Terminal 5, invece, il Plane Food Market dello chef Gordon Ramsay propone una scelta ampia e adatta a diversi momenti della giornata: dalla colazione servita per tutto il giorno alla pizza, passando per sushi, noodles e fish and chips.

Heathrow ha superato nella categoria altri importanti scali internazionali, tra cui Dubai International, Hamad International in Qatar, Hong Kong International, il John F. Kennedy di New York, Paris Aéroport e Singapore Changi.

La compagnia con la migliore lounge per cenare

Per chi ha accesso alle lounge aeroportuali, l’attesa può diventare anche l’occasione per sedersi a tavola prima di partire. Il riconoscimento di World’s Best Airline Lounge for Dining 2026 è andato alle lounge internazionali di Turkish Airlines, apprezzate per una proposta che unisce cucina turca e specialità internazionali. L’offerta comprende pietanze calde e fredde servite a buffet, con una varietà di piatti pensata per soddisfare gusti differenti.

La migliore lounge aeroportuale per la ristorazione

Il secondo riconoscimento dedicato alle lounge è stato assegnato alle Clubrooms del Terminal Sud dell’aeroporto di Gatwick, premiate come World’s Best Airport Lounge for Dining 2026. Il punto di forza è un menù che cambia con le stagioni e comprende piatti caldi e freddi, oltre a piccoli assaggi e spuntini da gustare prima del volo.

A colazione si possono trovare uova alla Benedict e waffle belgi, mentre la proposta serale include piatti come l’insalata Caesar con pollo o un arrosto vegetariano di frutta secca in stile marocchino.

À partir d’avant-hierSiViaggia

Libera – Il caso Elena Palma, le location sorprendenti della fiction Rai con Lunetta Savino

25 octobre 2026 à 17:30

Lunetta Savino torna a vestire i panni di una delle giudici più amate della Tv. Nella seconda stagione della fiction Libera, in onda in prima serata su Rai 1 da domenica 25 ottobre 2026, si ritrova ad affrontare con la professionalità e la profonda umanità che la contraddistinguono un caso complesso, dove nulla è come sembra e che in più di un modo finisce per intrecciarsi alla sua sfera privata. Sullo sfondo c’è una città, Trieste, in cui la vita scorre veloce e piena di contraddizioni, un luogo che partecipa attivamente alle vicende dei personaggi: tra palazzi di giustizia e altri luoghi di potere, locali alla moda, quartieri popolari ed eleganti centri storici, scopriamo insieme le location di Libera – Il caso Elena Palma.

Di cosa parla

In questa stagione Libera Orlando, che nel frattempo è stata nominata presidente della Sezione Penale del Tribunale di Trieste, indaga su un caso di femminicidio. Tutto lascia pensare che a uccidere Elena Palma sia stato il compagno, un giovane rapper, ma l’esperienza e la sensibilità della giudice la spingono ad approfondire alcuni dettagli che non tornano. A venirle in aiuto c’è anche in questa stagione Pietro (Matteo Martari): l’ex fidanzato della figlia morta e padre di Clara, la nipote che Libera ha cresciuto da sola. Il sopraggiungere di una testimone chiave per l’indagine rischia di mettere in crisi proprio il rapporto appena ritrovato tra Pietro e Clara. Anche un altro arrivo, quello del magistrato palermitano Cesare Scuderi, rischia di scombussolare la quotidianità di Libera e della sua famiglia: l’uomo appartiene, infatti, a un passato con cui la giudice ha ancora qualche conto in sospeso.

"Libera - Il caso Elena Palma". arriva la seconda stagione della fiction Rai con Lunetta Savino
Ufficio stampa Rai
Una scena di “Libera – Il caso Elena Palma”

Dov’è stata girata la serie

Diretta da Gianluca Mazzella, anche la seconda stagione della fiction Rai Libera è stata girata principalmente in Friuli Venezia Giulia.

Trieste

Trieste, più in particolare, fa da sfondo a gran parte delle vicende personali e professionali della giudice interpretata da Lunetta Savino. In città tra le principali location di Libera – Il caso Elena Palma ci sono Palazzo Carciotti e il Palazzo di Giustizia di Foro Ulpiano. L’iconico palazzo settecentesco posto all’imbocco di Canal Grande è stato trasformato nella fiction nella Questura.

Trieste è la principale location della fiction Rai "Libera - Il caso Elena Palma"
iStock
Una vista, unica, su Canal Grande e Palazzo Carciotti

Il Palazzo di Giustizia, invece, interpreta se stesso ospitando anche nella finzione udienze, colloqui con gli avvocati e simili: sullo schermo sono facilmente riconoscibili sia la facciata esterna con le imponenti statue dei giuristi romani Ulpiano, Papiniano e Triboniano e sia gli interni con uffici, aule e locali di servizio.

Trieste: i luoghi dov'è stata girata la fiction "Libera - Il caso Elena Palma"
iStock
L’imponente Palazzo di Giustizia di Foro Ulpiano

In alcune inquadrature compare, tra scorci del centro storico di Trieste, anche Piazza Unità d’Italia: la – famosa – più grande piazza affacciata sul mare d’Europa.

Quali sono le location di "Libera - Il caso Elena Palma" a Trieste
iStock
La magnifica Piazza Unità d’Italia

In altre si riconosce il lungomare di Le Rive con i suoi eleganti palazzi ottocenteschi. Al Molo Audace, nel porto di Trieste, sono state girate alcune scene riguardanti il passato e la famiglia di Pietro.

I trascorsi del fidanzato della figlia portano Libera a esplorare anche quartieri popolari come Rozzol Melara (anche detto, significativamente, dai locali “Il Quadrilatero” o “Alcatraz”), altro luogo dov’è stata girata Libera – Il caso Elena Palma a Trieste.

Ambiente decisamente più in e alla moda è quello dello Yacht Club dove sono state effettuate riprese legate al mondo rapper da cui proviene il presunto assassino di questa stagione. Altri set sono stati stabiliti presso l’Università e la Camera di Commercio di Trieste.

I borghi friulani

Realizzata con il sostegno della FVG Film Commission, la seconda stagione della fiction Libera è stata girata anche in altri comuni friulani come Monfalcone, Duino Aurisina, Muggia. A Muggia, ultimo comune italiano prima del confine sloveno, le riprese hanno interessato in particolare il pittoresco borgo marinaro con calli e casette basse e colorate di evidente influenza veneta.

C'è anche Muggia tra le location di "Libera - Il caso Elena Palma"
iStock
Il pittoresco borgo di Muggia

Altre location

Diverse fonti in Rete segnalano tra le location di Libera – Il caso Elena Palma anche Lubiana, la capitale slovena, e Roma, dove sarebbero state girate per lo più scene in studio.

Ti sei mai chiesto perché gli assistenti di volo si siedono sulle proprie mani?

25 octobre 2026 à 16:00

Se hai preso un aereo almeno una volta nella vita, potresti aver notato un gesto curioso degli assistenti di volo durante il decollo e l’atterraggio: seduti sui loro sedili, tengono le mani sotto le cosce, quasi a nasconderle. Non si tratta di un gesto involontario o di semplice abitudine, ma di una pratica legata alla preparazione dell’equipaggio nelle fasi più delicate del volo.

Cos’è la brace position

In molte compagnie aeree, gli assistenti di volo assumono una postura particolare: schiena dritta contro lo schienale, cintura allacciata, piedi ben saldi sul pavimento e mani sotto le cosce, con i palmi rivolti verso l’alto e i pollici nascosti. Questa posizione rientra nelle procedure note come brace position, ovvero le posture da assumere in previsione di un eventuale impatto. Secondo la Federal Aviation Administration (FAA), servono a limitare i movimenti incontrollati del corpo e a ridurre il rischio di urti contro le superfici circostanti.

Inoltre, tenere le mani ferme può anche aiutare a evitare reazioni istintive, come cercare di aggrapparsi ai lati del sedile, che potrebbero provocare lesioni alle braccia. Sedersi sulle mani, tuttavia, non è una regola universale: le modalità esatte dipendono dalle procedure adottate dalle singole compagnie. Le indicazioni possono variare anche in base alla posizione del sedile e alle caratteristiche dell’aeromobile: non esiste, infatti, un’unica postura identica per tutti gli equipaggi.

Perché proprio durante decollo e atterraggio?

Il decollo e l’atterraggio sono tra le fasi più delicate del volo, ed è proprio in questi momenti che l’equipaggio deve essere pronto a intervenire tempestivamente in caso di emergenza. Gli assistenti di volo raggiungono quindi i posti assegnati e assumono la posizione prevista dalle procedure di sicurezza della compagnia.

L’obiettivo è anche proteggere la propria incolumità, evitando possibili lesioni che potrebbero compromettere la capacità di soccorrere i passeggeri. In caso di necessità infatti, saranno loro a dover coordinare un’eventuale evacuazione, prestare primo soccorso e guidare le persone verso le uscite di emergenza. Mantenere una postura prestabilita permette inoltre di arrivare preparati a un eventuale impatto, riducendo il rischio di movimenti involontari.

Cos’è la silent review

Mentre sono seduti, gli assistenti di volo svolgono spesso la cosiddetta silent review, ovvero un ripasso mentale delle procedure da seguire in caso di emergenza. In quei momenti richiamano alla mente la posizione delle uscite, le attrezzature disponibili, le modalità di evacuazione e le azioni necessarie per assistere i passeggeri.

Questo esercizio mentale aiuta l’equipaggio a mantenere alta la concentrazione e a individuare rapidamente le priorità, senza dover ripercorrere da zero le procedure in una situazione critica. Si tratta di una forma di preparazione individuale che consente di avere ben chiare le azioni da compiere quando il tempo a disposizione potrebbe essere limitato.

Anche i passeggeri devono farlo?

No, chi viaggia non deve imitare la postura dell’equipaggio né sedersi sulle proprie mani. È sufficiente seguire le indicazioni fornite prima del decollo e dell’atterraggio: tenere la cintura allacciata, il sedile in posizione verticale e il tavolino riposto. Queste semplici precauzioni aiutano a mantenere la cabina pronta per le diverse fasi del viaggio e consentono di seguire più facilmente le istruzioni dell’equipaggio, qualora fosse necessario.

La prossima volta che prenderai un volo, fa caso a questo piccolo dettaglio!

Un’antica stazione affacciata sul mare è nella Lista Rossa: online la mappa dei tesori italiani da salvare

25 octobre 2026 à 09:00

Affacciata su una costa selvaggia e incontaminata, all’estremità meridionale di Sant’Antioco, in Sardegna, c’è un’antica stazione militare da cui lo sguardo spazia sul blu del Golfo di Palmas. Oggi, tra le mura consumate dal tempo e le strutture ormai in rovina, questo luogo conserva il fascino di una storia ormai dimenticata, ma anche i segni di un abbandono che rischia di cancellarne la memoria storica.

È l’ex stazione segnali di Capo Sperone, conosciuta come Su Semafuru: l’edificio principale è pericolante e le strutture annesse sono ridotte a ruderi. Per questo compare nella Lista Rossa di Italia Nostra, il censimento dei beni culturali italiani che segnala quelli che hanno bisogno di tutela. Ora la mappa che raccoglie questi luoghi è consultabile online, per scoprire quanti altri tesori del nostro patrimonio rischiano di andare perduti (e inviare segnalazioni su altri beni da proteggere).

Su Semafuru, l’antica stazione militare da proteggere

Costruita a partire dal 1887, la stazione segnali di Capo Sperone aveva una funzione strategica nelle comunicazioni marittime e fu utilizzata anche durante i conflitti mondiali. Spenta definitivamente nel 1958, è caduta progressivamente in disuso, fino a diventare una testimonianza storica sempre più fragile.

Il suo valore non è soltanto architettonico: la struttura sorge in un’area di immensa bellezza paesaggistica e naturalistica, nella Zona di protezione speciale “Isola di Sant’Antioco, Capo Sperone”, importante anche per la presenza di specie faunistiche e botaniche di interesse. Recuperare questo edificio significherebbe quindi preservare una parte della memoria del territorio, in un contesto ambientale di grande valore.

La Lista Rossa dei beni culturali a rischio ora è online

La vicenda di Su Semafuru in Sardegna riporta al centro dell’attenzione la fragilità dell’immenso patrimonio italiano.

La Lista Rossa di Italia Nostra è un progetto nato nel 2011 per raccogliere segnalazioni di monumenti, edifici storici, siti archeologici, borghi e paesaggi che necessitano di tutela. Nell’ottobre 2026, l’associazione ha rinnovato il progetto con una piattaforma digitale aperta al pubblico: attraverso una mappa interattiva è possibile esplorare i beni segnalati, consultarne le schede e conoscere le condizioni di conservazione e le criticità individuate.

Sono i numeri, in particolare, a raccontare la portata dell’iniziativa: su 520 segnalazioni raccolte in quindici anni, 402 sono state validate. Di queste, 341 riguardano beni ancora da tutelare, mentre 58 sono passati nella Lista Verde perché recuperati o messi in sicurezza. Tre, invece, sono inseriti nella Lista Nera perché sono andati perduti in modo irreversibile.

Dalle abbazie ai siti archeologici: gli altri tesori da salvare

Dai complessi monastici dimenticati alle antiche fortezze, passando per siti archeologici e architetture legate alla storia della navigazione, la Lista Rossa custodisce storie molto diverse, disseminate lungo tutto lo Stivale. Tra i luoghi da salvare troviamo anche: l’Abbazia di Santa Maria di Calena, a Peschici, uno dei complessi religiosi storici del Gargano; l’Arsenale di Venezia, legato alla potenza marittima della Serenissima; l’area archeologica di Megara Hyblaea, in Sicilia, che conserva le tracce di un’antica colonia greca; e la Rocca di San Paolino, a Ripafratta, in Toscana, una fortezza che racconta secoli di storia militare.

La mappa non è però soltanto un catalogo di luoghi da conoscere e tutelare: è anche uno strumento aperto ai cittadini, che possono inviare nuove segnalazioni che verranno sottoposte poi a verifica. Un modo per portare alla luce tesori spesso lontani dai percorsi turistici più battuti e accendere i riflettori su edifici, paesaggi e testimonianze del passato che rischiano di scomparire per sempre dal nostro patrimonio architettonico e culturale.

Lupin 4, le location della stagione finale tra monumenti, boulevard e luoghi simbolo della Francia

23 octobre 2026 à 16:30

La stagione finale di quella che è senza dubbio la serie francese più di successo degli ultimi anni non poteva non essere anche un omaggio visivo alla Francia, alla sua storia, al suo immenso patrimonio artistico e architettonico. Tra le location di Lupin 4 non mancano così sontuose stanze in stile roccocò, raffinati palazzi aristocratici, eleganti boulevard del centro cittadino e monumenti simbolo della nazione: scopriamo insieme dove sono stati girati gli otto nuovi episodi della serie disponibili su Netflix dal 23 ottobre 2026.

Di cosa parla

Alla fine della precedente stagione Assane Diop, il moderno ladro gentiluomo ispirato al personaggio di Maurice Leblanc e interpretato da Omar Sy, aveva deciso di costituirsi alle forze dell’ordine per smettere finalmente di nascondersi e sperare un giorno di poter tornare a vivere una vita normale con la famiglia, possibilmente in Senegal. All’inizio della nuova stagione un comunicato annuncia una serie di furti che avverranno simultaneamente in diversi musei francesi: è firmato “Lupin”.

Nonostante le misure di sicurezza vengano rafforzate, le rapine avvengono esattamente come preannunciato. E soprattutto, nonostante Assane sia ancora in carcere, tutti gli indizi sembrano ricondurre a lui: c’è persino una telecamera di sicurezza che lo inquadra di faccia mentre, durante uno dei furti, viene gravemente ferita una responsabile delle forze dell’ordine. Al vero Assane non resta, così, che organizzare un’evasione per dimostrare che di Lupin ce n’è solo uno: lui.

Arriva su Netflix "Lupin 4", la stagione finale della serie con Omar Sy
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Lupin 4”

Dov’è stata girata la serie

Le riprese di Lupin 4 sono state realizzate interamente a Parigi, a partire da maggio 2025. Già nello short condiviso da Netflix con cui Omar Sy/Assane Diop aveva annunciato il proprio ritorno c’erano interessanti anticipazioni sui luoghi dov’è stata girata la nuova stagione.

Parigi

Dal materiale promozionale risultava evidente, per esempio, che ci sarebbero state scene girate nei pressi della e sulla Torre Eiffel: monumento simbolo della Francia, frequentato ogni giorno da decine di migliaia di turisti e non solo.

Parigi: dov'è stata girata la quarta e ultima stagione di "Lupin"
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La Torre Eiffel: il simbolo più iconico di Parigi

Una delle sequenze chiave della quarta stagione di Lupin è stata girata in prossimità del Pantheon: è la scena in cui Assane galoppa in sella a un cavallo lungo Rue Soufflot, l’elegante viale che collega i Giardini del Lussemburgo al mausoleo che ospita – tra le altre – le sepolture di Voltaire, Rousseau, Victor Hugo e Marie Curie.

C'è anche il Pantheon tra i luoghi di Parigi dov'è stata girata "Lupin 4"
Ufficio stampa Netflix
La scena di “Lupin 4” davanti al Pantheon

Facile da riconoscere sullo schermo è anche l’Hôtel de Soubise: un raffinato edificio aristocratico dell’Ottocento nel quartiere di Le Marais. Qui la produzione della nuova stagione di Lupin (Gaumont, per la prima volta con Carrousel Studios) ha girato soprattutto nel Salone della Principessa: un gabinetto ovale, riccamente affrescato e decorato alle pareti con specchi e altri elementi in stile roccocò.

Altre location di Lupin 4 si trovano tra il primo e il sedicesimo arrodissement in quello che, un tempo più di oggi, era il cuore finanziario e governativo della città. Alcune fonti in Rete segnalano Rue Beethoven, Rue des Petits-Frères, Rue La Vrillière, Rue Catinat, Rue Croix des Petits-Champs, Rue du Colonel Driant, Rue de Valois tra i punti esatti dov’è stata girata la stagione finale della serie Netflix con Omar Sy ispirata al classico di Maurice Leblanc.

In alcune inquadrature si possono riconoscere anche il Palais Royal e la Banque de France.

Quali sono le location dell'ultima stagione di "Lupin" a Parigi
iStock
L’elegante Palais Royal

Monreale è la Capitale Italiana del Libro 2027

23 octobre 2026 à 16:23

Venerdì 23 ottobre 2026, nella Sala Spadolini del ministero della Cultura, si è tenuta la cerimonia di proclamazione della Capitale Italiana del Libro 2027. A vincere l’ambito riconoscimento è Monreale, nella città metropolitana di Palermo. A premiarla è stato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, alla presenza della Giuria di esperti e dei rappresentanti dei Comuni finalisti, ovvero Chiaromonte (PZ), Iglesias (SU), Nuoro, Pomigliano d’Arco (NA), Teramo e Treviso.

L’iniziativa, promossa dal MiC attraverso il Dipartimento per le attività culturali, è volta a incentivare la lettura, valorizzare la filiera del libro e dell’editoria e favorire la partecipazione culturale, contribuendo alla coesione e all’inclusione sociale e allo sviluppo dei territori. Una nomina speciale per Monreale, che nel 2027 avrà un’ottima occasione per far riscoprire i suoi luoghi culturali legati alla lettura e al dialogo tra culture.

Monreale vince su tutte: è Capitale Italiana del Libro 2027

Alla cerimonia di proclamazione, il ministro Giuli ha annunciato il progetto vincitore della Capitale Italiana del Libro 2027: Monreale succede quindi a Pistoia, l’attuale Capitale italiana del Libro 2026, con il suo progetto “Monreale legge il Mondo”, che vince su ben 31 progetti presentati da un totale di 90 Comuni italiani.

Il dossier di Monreale si distingue per l’elevata qualità progettuale, la coerenza strategica e la capacità di coniugare identità locale con apertura nazionale e internazionale. Secondo quanto annunciato dal ministro Giuli leggendo il responso, molto apprezzabili risultano l’attenzione all’inclusione e alle giovani generazioni, il coinvolgimento in una rete territoriale ampia e qualificata, la solidità della governance e la previsione di interventi strutturali destinati a produrre effetti duraturi.

Il tema del plurilinguismo e del dialogo tra le culture, strettamente legato alla storia della città, è ritenuto originale e convincente, così come efficace appare l’utilizzo del patrimonio culturale quale elemento narrativo e partecipativo. A convincere la Giuria sono stati anche i progetti relativi alla formazione degli operatori, alle residenze creative e alla strategia volta a trasformare il visitatore in un “lettore in viaggio“. Elementi che rafforzano l’attrattiva e generano ricadute culturali ed economiche positive sul territorio.

In definitiva, la candidatura di Monreale evidenzia un elevato grado di maturità, coerenza e sostenibilità, distinguendosi per qualità, visione strategica, inclusione sociale, impatto di lungo periodo e piena aderenza agli obiettivi del bando.

Il progetto di Monreale

Il dossier “Monreale legge il mondo” è stato ideato dall’assessore alla Pubblica istruzione Patrizia Roccamatisi, che ne ha curato la redazione con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura e che ha espresso grande soddisfazione in occasione dell’annuncio della vittoria: “Onoratissima, il nostro dossier è dedicato alla nostra comunità e alle istituzioni scolastiche in primis, all’infanzia e a tutta la gente che vive il nostro territorio”, ha dichiarato l’assessore.

La candidatura nasce dalla volontà dell’amministrazione di valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale e spirituale della città attraverso un programma capace di guardare al futuro e promuovere nuove occasioni di partecipazione. L’obiettivo è quello di costruire attorno al libro un percorso che vada oltre la semplice promozione della lettura, puntando sulla cultura come strumento di incontro tra identità e generazioni differenti, ma anche come occasione di rigenerazione urbana e di coinvolgimento diretto della comunità.

Le altre città e i progetti candidati

Di seguito riportiamo le altre città candidate e i rispettivi titoli dei dossier presentati:

  • Chiaromonte (PZ): “Le trame di Calliope”;
  • Iglesias (SU): “Iglesias – Il Libro nel Mediterraneo”;
  • Nuoro: “Nuoro: radici di carta, visioni di futuro”;
  • Pomigliano d’Arco (NA): “Pomigliano d’Arco – Città officina del leggere”;
  • Teramo: “Teramo e le sue valli”, candidatura in aggregazione con i Comuni di Alba Adriatica, Ancarano, Atri, Campli, Civitella del Tronto, Corropoli, Crognaleto, Fano Adriano, Giulianova, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Nereto, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero, Silvi Marina e Tortoreto;
  • Treviso: “Memorie correnti, pagine viventi”.

Dalla polenta taragna al tartufo, dal vino al “folpo”, le sagre da non perdere nel weekend del 23, 24 e 25 ottobre

23 octobre 2026 à 12:00

Non c’è stagione migliore dell’autunno per immergersi nell’atmosfera festosa delle sagre più belle dello Stivale, tra borghi che si animano e sapori che raccontano le tradizioni locali. Dalla polenta taragna fumante ai profumi del tartufo, passando per castagne, vino e specialità di mare, il fine settimana offre tante occasioni per partire alla scoperta dell’Italia più autentica.

Ecco le sagre e gli eventi da non perdere assolutamente nel weekend del 23, 24 e 25 ottobre 2026, dal Nord al Sud.

Ragione e sentimento, le location del film tra dimore storiche e panorami dove il tempo si è fermato

22 octobre 2026 à 17:09

Il nuovo adattamento cinematografico di Ragione e sentimento, in arrivo nelle sale italiane dal 22 ottobre 2026, promette di ricreare sullo schermo quelle atmosfere così squisitamente inglesi e così squisitamente d’altri tempi che hanno reso tanto amati i romanzi di Jane Austen. La scelta delle location – va da sé – ha avuto un ruolo determinante in questo senso: tra dimore aristocratiche del Seicento, cottage immersi nella campagna inglese, manieri semiabbandonati e luoghi intrisi di arte e di storia, ecco dov’è stata girata la pellicola di Georgia Oakley.

Di cosa parla

Quando il signor Dashwood muore, la tenuta nel Nordland dove viveva con la moglie e le tre figlie passa in eredità al primogenito nato da un precedente matrimonio. Elinor (Daisy Edgar-Jones), Marianne (Esmé Creed-Miles) e la piccola Margaret si ritrovano, così, a vivere insieme alla madre in un modesto cottage di campagna.

Il film, come il romanzo da cui è tratto, si concentra in particolare su quanto accede alle due sorelle maggiori. Elinor, che è più riflessiva e introversa, si lega all’altrettanto timido Edward Ferrars (George MacKay). A contendersi le attenzioni di Marianne, decisamente più istintiva e passionale nel carattere, sono invece l’affascinante John Willoughby (Frank Dillane) e il colonnello Brandon (Herbert Nordrum).

Arriva al cinema "Ragione e sentimento": un nuovo riadattamento del romanzo di Jane Austen
(c) Focus Features
Una scena di “Ragione e sentimento”

Dov’è stato girato il film

Il film Ragione e sentimento del 2026 è stato interamente girato in Inghilterra in luoghi reali e realmente abitati, capaci di trasmettere quella genuinità e spontaneità tipica di personaggi e situazioni descritti dalla Austen. Rispetto al famoso adattamento con Kate Winslet e Hugh Grant, di cui proprio quest’anno ricorrono i trent’anni, quello di Georgia Oakley risulta anche visivamente più «ruvido e naturale», come lo ha definito il location manager, proprio grazie alla scelta di ambientazioni più fedeli a quelle del tempo. Regioni come il Devon, il Dorset, l’Oxfordshire, l’Hertfordshire e il Kent sono state quelle più interessate dalle riprese.

Scena del film "Ragione e sentimento"
IPA
Una scena del film “Ragione e sentimento”

Norland Park

Per rappresentare Norland Park, la casa che le sorelle Dashwood sono costrette a lasciare dopo la morte del padre, è stata sfruttata Kingston Russell House: una dimora seicentesca nel Dorset in cui ha vissuto, tra gli altri, anche il capitano Thomas Hardy. Nella pellicola si riconoscono sia gli interni sontuosi con legni pregiati, decorazioni a stucco e preziose carte da parati cinesi dipinte a mano e sia gli esterni, in particolare la facciata in pietra in perfetto stile georgiano.

Per gli esterni di Norland Park è stata utilizzata anche Parnham Park: una proprietà, sempre nel Dorset, che incarna gli stilemi della tenuta inglese di campagna e di cui vale la pena visitare soprattutto il giardino recintato con laghetto.

Barton Park

In cerca di una nuova sistemazione Elinor, Marianne e Margaret vengono inizialmente accolte da un lontano parente a Barton Park. Queste scene sono state girate a Broughton Castle: un maniero del XIV secolo nell’Oxfordshire che, nonostante le varie modifiche subite nei secoli, ha mantenuto quasi intatto il suo assetto di residenza fortificata. La produzione di Ragione e sentimento ha sfruttato soprattutto salotto e sala da pranzo, oltre che gli esterni che qualcuno riconoscerà per essere già apparsi in film come “Shakespeare in Love e Jane Eyre.

Inghilterra: quali sono le location reali di "Ragione e sentimento"
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L’imponente castello di Broughton

Barton Cottage

Il modesto cottage che diventa la nuova abitazione delle sorelle Dashwood, il Barton Cottage, è in realtà la Ditsworthy Warren Farm: un edificio rurale nel Devon.

C'è anche un famoso rudere nella campagna inglese tra le location di "Ragione e sentimento"
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I suggestivi resti della Ditsworthy Warren Farm

Circondato da colline questo rudere, in parte risistemato per le riprese del film, si trova all’interno del Parco Nazionale del Dartmoor: una delle zone più incontaminate della campagna inglese, famosa per il vento che continuamente spazza le brughiere e perfetta per rappresentare le tormentate storie dei personaggi della Austen (in realtà è una destinazione diventata nel tempo molto cinematografica, scelta come set tra gli altri anche da Steven Spielberg).

Qui si trova anche Nun’s Cross Farm: altra location di Ragione e sentimento, riconoscibile sullo sfondo del viaggio in carrozza che porta le protagoniste verso la nuova casa casa.

Le dimore storiche inglesi

Tra i luoghi dov’è stato girato Ragione e sentimento ci sono numerose altre dimore storiche inglesi. La scena dell’Hop, la vivace festa di campagna con danze tradizionali a cui partecipano anche le sorelle Dashwood, è stata girata per esempio all’interno di Penshurst Place, nel Kent: una dimora del XIV secolo di cui si riconosce soprattutto la Baron’s Hall con il tetto in legno di castagno.

La casa dei coniugi Palmer, dove Marianne trova ospitalità quando si ammala dopo una passeggiata nel bosco, è Knebworth House: una residenza aristocratica nell’Hertfordshire, famosa per le torrette merlate e le guglie in stile medievale e per aver fatto da set a Harry Potter, The Crown, The Gentlemen, solo per citare le produzioni più famose.

Le dimore storiche inglesi dov'è stato girato "Ragione e sentimento"
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L’iconico esterno con giardino di Knebworth House

Nel Buckinghamshire si trova West Wycombe Park: dimora palladiana che, tra arazzi e affreschi, ha fatto da sfondo nell’adattamento di Georgia Oakley a una scena di ballo.

In più di un’inquadratura è riconoscibile Blenheim Palace: un palazzo barocco, parte del patrimonio UNESCO, fatto costruire all’inizio del XVIII secolo come dono della Regina Anna a John Churchill. Qui tempo dopo sarebbe nato Wiston Churchill e sarebbero stati girati grandi classici del cinema inglese.

C'è anche il palazzo dove nacque Wiston Churchill tra le location di "Ragione e sentimento"
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I raffinati esterni di Blenheim Palace

Londra

Le location di Ragione e sentimento a Londra spaziano dalla National Gallery, dove sono state girate le scene della visita delle sorelle Dashwood alla Royal Academy (che non è stata scelta come set reale perché ambientazioni e luci non sono sembrate abbastanza in linea con la palette cromatica del film), al complesso residenziale di Lincoln’s Inn.

Le scene con la signora Jennings, ambientate all’interno della sua residenza londinese, sono state girate alla Rainham Hall: una dimora georgiana circondata da un florido giardino, un tempo appartenuta a un importante capitano londinese, dove oggi si tengono eventi e mostre (in programma ce n’è una dedicata proprio al nuovo riadattamento cinematografico del romanzo di Jane Austen).

Mothecombe Beach

Una delle scene chiave del film di Georgia Oakley  è stata girata a Mothecombe Beach: in questa spiaggia sabbiosa nel sud del Devon, famosa perché ancora quasi incontaminata e perché durante la bassa marea è facile fare il bagno al riparo delle correnti, avviene l’incontro tra Marianne che è appena caduta correndo e si è fatta male a una caviglia e il seducente John Willoughby. La natura rigogliosa sembra partecipare, come fa anche in altri passaggi del film, alle passioni e ai sentimenti delle protagoniste.

C'è anche una famosa spiaggia inglese tra i luoghi dov'è stato girato il film "Ragione e sentimento"
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La spiaggia, quasi incontaminata, di Mothecombe

I 7 stadi più belli del mondo premiati dal Prix Versailles 2026: un’italiana è tra le arene più spettacolari

19 octobre 2026 à 14:30

Non sono più soltanto il palcoscenico delle grandi sfide sportive: gli stadi e le arene sportive sono sempre più mete da scoprire in viaggio, grazie alle loro architetture spettacolari e alle storie calcistiche che hanno segnato intere generazioni.

Il 19 ottobre 2026, il Prix Versailles ha annunciato i 7 progetti vincitori tra le nuove arene più belle del mondo, distribuite su cinque continenti. Accanto a strutture che si distinguono per audacia architettonica e legame con il territorio, spicca anche uno stadio italiano. Inoltre, 3 arene riceveranno il World Title del Prix Versailles, nelle categorie Interior o Exterior: i vincitori saranno annunciati il 10 dicembre presso la sede dell’UNESCO.

Ecco i 7 templi dello sport incoronati nell’edizione 2026 del Prix Versailles.

Coronation Park Centre (Edmonton, Canada)

In Canada c’è una nuova pista ciclistica al coperto certificata dall’UCI e aperta al pubblico: il Coronation Park Centre, progettato dagli studi hcma e Dub Architects, in collaborazione con FaulknerBrowns, unisce sport di alto livello e attività per tutte le età.

Coronation Park Centre
© Nic Lehoux
Il Coronation Park Centre

Il velodromo sopraelevato di un piano è circondato da una pista da corsa e permette di osservare i ciclisti già dal piano terra. Sotto un tetto alto 90 metri, le pareti a nastro seguono la geometria della pista, creando una silhouette sempre diversa. Integrato con il Peter Hemingway Aquatic Centre e immerso in un parco dedicato alla memoria dell’incoronazione della regina Elisabetta II, il complesso è ideale anche per gli allenamenti dei triatleti.

Coronation Park Centre
© Nic Lehoux
L’interno del Coronation Park Centre

Xiangyang Olympic Center Stadium (Xiangyang, Cina)

Una copertura bianca che sembra dispiegarsi sopra gli spalti come un nastro continuo: è il tratto distintivo dello Xiangyang Olympic Center Stadium, progettato dal Central-South Architectural Design Institute (CSADI). Con 30.000 posti, l’impianto si ispira al movimento del fiume Han e alla figura della fenice Chu in volo.

Xiangyang Olympic Center Stadium
© Yilong Zhao
Xiangyang Olympic Center Stadium

Il lato sud resta aperto per favorire la circolazione dell’aria, in un progetto bioclimatico che punta a migliorare il comfort degli spettatori e ridurre i consumi energetici. Immerso nel verde, fa parte di un complesso sportivo di 138.000 metri quadrati, con spazi dedicati anche all’attività fisica quotidiana della comunità.

Armand Cesari Stadium (Furiani, Francia)

In Corsica, lo stadio Armand Cesari è molto più di un campo da calcio: inaugurato nel 1932, è legato alla storia dello SC Bastia, arrivato alla finale di Coppa UEFA nel 1978, e alla tragedia del 1992, rimasta impressa nella memoria collettiva del calcio.

Armand Cesari Stadium
© Banzaiprod
Armand Cesari Stadium

Nel 2025, lo studio Ateliers A+ ne ha curato il rinnovamento, ispirandosi al paesaggio locale immerso tra montagne e mare. L’impianto da 16.500 posti è avvolto da tre anelli architettonici che unificano gli spalti costruiti in epoche diverse, integrando illuminazione, coperture e facciata. Il risultato restituisce nuova vita a uno stadio leggendario, conservandone l’identità e la forte carica emotiva.

Unipol Dome (Milano, Italia)

A Milano, l’architettura contemporanea incontra il modello dell’anfiteatro romano: inaugurato in occasione delle Olimpiadi invernali del 2026, l’Unipol Dome, già Arena Milano, è stato premiato ai Prix Versailles 2026. Progettato da David Chipperfield Architects e Arup, può ospitare fino a 16.000 spettatori e si distingue per tre anelli sovrapposti che sembrano fluttuare sopra un basamento monolitico.

Unipol Dome di Milano, giorno e notte
© Noshe
Unipol Dome di Milano di giorno e di notte

I tubi di alluminio riflettono la luce del sole durante il giorno, mentre di notte strisce LED trasformano la struttura in uno spettacolo luminoso. Una grande scalinata conduce inoltre a una passeggiata sopraelevata di 12.000 metri quadrati, pensata per eventi e incontri quotidiani. Nel nuovo quartiere di Santa Giulia, l’arena si candida a diventare un nuovo punto di riferimento urbano.

Prince Moulay Abdellah Stadium (Rabat, Marocco)

Un involucro dorato ispirato alle palme che costeggiano i grandi viali di Rabat e ai ricami tradizionali di Fez avvolge il Prince Moulay Abdellah Stadium, progettato da Populous.

Prince Moulay Abdellah Stadium
Ufficio Stampa
Esterno del Prince Moulay Abdellah Stadium

Ricostruito in appena 24 mesi, l’impianto può accogliere 67.000 spettatori e si prepara a ospitare la Coppa del Mondo del 2030. La facciata è composta da circa 19.000 triangoli color champagne che proseguono fino alla copertura e, di notte, si trasformano in un enorme schermo animato.

All’interno, le gradinate monumentali possono accogliere circa 20.000 tifosi nelle curve, amplificando il calore del tifo marocchino. Un’arena ad alta tecnologia che racconta il volto contemporaneo del Paese senza rinunciare alla sua identità.

Prince Moulay Abdellah Stadium
Ufficio Stampa
Interno del Prince Moulay Abdellah Stadium

Tangier Grand Stadium (Tangeri, Marocco)

Con 75.500 posti, il Tangier Grand Stadium è oggi il più grande stadio del Marocco. Inaugurato nel 2011 e rinnovato in vista della Coppa d’Africa 2025 e dei Mondiali del 2030, il progetto è stato seguito dall’architetto Anouar Amaoui. La rimozione della pista di atletica e l’abbassamento del campo di circa otto metri hanno avvicinato gli spalti al terreno di gioco, rendendo più coinvolgente l’esperienza dei tifosi.

Tangier Grand Stadium
© Morocco lens
L’esterno del Tangier Grand Stadium

Ma a caratterizzare il nuovo impianto è soprattutto la copertura di 52.000 metri quadrati, sviluppata con gli ingegneri di Schlaich Bergermann Partner: cavi metallici e membrane flessibili proteggono campo e gradinate dal vento, creando una struttura imponente ma visivamente leggera.

Stadio Tangier Grand Stadium
© Abdou Faiz
Interno del Tangier Grand Stadium

One New Zealand Stadium, Te Kaha (Christchurch, Nuova Zelanda)

A Christchurch, il nuovo One New Zealand Stadium, Te Kaha, inaugurato nell’aprile 2026, rappresenta un simbolo della rinascita della città.

One New Zealand Stadium, Te Kaha
© Joel Kearns-Docker
One New Zealand Stadium, Te Kaha

Progettato da Populous e Warren & Mahoney, può ospitare 30.000 persone ed è dotato di una copertura fissa in ETFE trasparente. La facciata richiama i paesaggi della regione di Canterbury, tra montagne, corsi d’acqua e colori delle stagioni, mentre sulle gradinate compare un motivo ispirato al mangōpare, lo squalo martello, simbolo di forza e perseveranza nella cultura neozelandese.

Nato dalla collaborazione con il popolo indigeno Ngāi Tahu, il progetto si ispira anche al mito ancestrale della separazione tra Cielo e Terra. Un’arena che intreccia sport, architettura e cultura Māori, diventando un nuovo punto di riferimento per la comunità.

One New Zealand Stadium, Te Kaha
© Dennis Radermacher
Interni del One New Zealand Stadium

Costigliole d’Asti vince Communities in Bloom 2026: il borgo piemontese premiato per il verde

19 octobre 2026 à 07:30

C’è un affascinante borgo tra le colline del Monferrato e delle Langhe che ha conquistato un importante riconoscimento internazionale grazie alla cura del verde, alla sostenibilità e alla partecipazione della sua comunità. È Costigliole d’Asti, che a Montréal, in Canada, ha vinto la categoria International Challenge (Small) nella 32ª edizione del prestigioso concorso internazionale Communities in Bloom 2026, che ha riunito municipalità provenienti da Canada, Irlanda, Italia, Ungheria e Stati Uniti.

Ogni anno, l’iniziativa premia le realtà che si distinguono per la qualità del verde urbano e dell’ambiente di vita, attraverso progetti di sostenibilità, riqualificazione paesaggistica e partecipazione della comunità. La valutazione non si limita alla bellezza delle fioriture, ma prende in considerazione anche la pianificazione ambientale, la biodiversità, la resilienza climatica e il coinvolgimento attivo dei cittadini. Un riconoscimento, quello conquistato da Costigliole, che accende i riflettori su un territorio dove la cura del paesaggio si intreccia con le tradizioni e l’attenzione alla qualità della vita.

L’incredibile storia dell’aeroporto che sta sprofondando nel mare

18 octobre 2026 à 16:00

Atterrare in un aeroporto che sta lentamente sprofondando può sembrare l’inizio di un film catastrofico, eppure in Giappone è una realtà con cui gli ingegneri fanno i conti da decenni. Si tratta del Kansai International Airport, lo scalo che serve Osaka e altre importanti città della regione, costruito su un’isola artificiale nella baia di Osaka.

Un aeroporto costruito in mezzo al mare

Inaugurato il 4 settembre 1994, il Kansai International Airport è stato realizzato a circa 5 chilometri dalla costa, su un’isola ottenuta attraverso il riempimento di una porzione di mare. La scelta rispondeva così a due esigenze: soddisfare la crescente domanda di trasporto aereo nella regione e ridurre l’inquinamento acustico nelle aree abitate.

Nel 2007 è entrata in funzione anche la seconda isola artificiale, la quale ospita un’ulteriore pista. Il progetto, ambizioso dal punto di vista ingegneristico, si è però confrontato fin dall’inizio con una difficoltà: il fondale marino è composto da strati di argilla che si comprimono sotto il peso dei milioni di metri di cubi di materiale utilizzati per costruire le isole.

Perché l’aeroporto continua ad abbassarsi

Il fenomeno si chiama subsidenza ed è legato al progressivo consolidamento del terreno. In sostanza, il peso dell’isola comprime gli strati di argilla sottostanti, facendo fuoriuscire lentamente l’acqua contenuta nel suolo; il terreno si compatta e la superficie si abbassa.

Il gestore dell’aeroporto, Kansai Airports, pubblica periodicamente i dati raccolti attraverso una rete di punti di misurazione. Gli ultimi disponibili, aggiornati a dicembre 2025, indicano un abbassamento medio complessivo di 13,72 metri per la prima isola e 17,67 metri per la seconda, considerando anche il periodo di costruzione. Per la prima isola, la subsidenza media registrata nell’ultimo anno è stata di circa 5 centimetri; per la seconda, di 20 centimetri. Non si tratta quindi di un cedimento improvviso, bensì di un processo geologico lento, previsto già in fase di progettazione e ancora in corso.

Le soluzioni per evitare che sprofondi

Per gestire il fenomeno, gli ingegneri hanno adottato diverse contromisure. Ad esempio, durante la costruzione sono state utilizzate tecniche di miglioramento del terreno, come i drenaggi in sabbia, per accelerare il consolidamento degli strati più superficiali.

Anche le infrastrutture vengono adattate nel tempo: le dighe perimetrali sono state rialzate per contrastare il rischio di inondazioni e vengono adeguate in funzione dell’abbassamento del terreno.Per correggere eventuali inclinazioni degli edifici, invece, si ricorre a sistemi di sollevamento con martinetti idraulici, che consentono di riallineare le strutture intervenendo sulle singole colonne.

Un equilibrio da mantenere nel tempo

Il caso del Kansai International Airport dimostra quanto possa essere complesso costruire infrastrutture su terreni artificiali. La subsidenza non è stata eliminata, ma viene misurata e gestita attraverso interventi continui, dalla manutenzione delle strutture alla protezione contro le mareggiate. Nonostante il terreno abbia ceduto di oltre 17 metri in determinate aree, il fenomeno è monitorato costantemente, dunque non significa che l’aeroporto sia destinato a scomparire nel mare.

La sfida oggi non consiste nell’impedire un ulteriore abbassamento, quanto nel garantire che piste, terminal e collegamenti continuino a funzionare in sicurezza mentre il terreno si assesta. Un lavoro ingegneristico, ma destinato a proseguire ancora a lungo.

Il volo di linea più breve al mondo dura meno di un minuto!

17 octobre 2026 à 16:00

Immaginate di salire su un aereo, allacciare la cintura e arrivare a destinazione prima ancora di avere il tempo di sistemarvi al vostro posto. Non è uno scenario da film futuristico, ma ciò che accade davvero alle isole Orcadi, a nord della Scozia, dove si trova il volo di linea più breve del mondo.

Una rotta storica in soli 53 secondi

La tratta collega Westray a Papa Westray e copre appena 2,74 chilometri: un record entrato nel Guinness World Records e che ancora oggi continua ad attirare appassionati di aviazione e viaggiatori in cerca di esperienze insolite. Il collegamento fa parte del servizio aereo inter-isole operato dalla compagnia scozzese Loganair, che collega le comunità più remote delle Orcadi. La rete è stata inaugurata nel 1967 e, da allora, rappresenta un collegamento fondamentale per gli abitanti dell’arcipelago.

Per percorrere la breve distanza tra Westray e Papa Westray vengono utilizzati i Britten-Norman Islander, piccoli aerei bimotori con sette posti disponibili per i passeggeri. Secondo Loganair, il volo dura generalmente circa 90 secondi, ma spesso ne servono circa la metà, a seconda della direzione del vento. Il primato di velocità è legato al pilota Stuart Linklater, che avrebbe percorso questa tratta circa 12.000 volte in oltre 24 anni di servizio: il suo tempo migliore è di appena 53 secondi dal decollo all’atterraggio, ovvero meno di un minuto per passare da un’isola all’altra!

Come funziona il servizio

Il volo non è soltanto una curiosità per gli appassionati di aviazione. La tratta rientra nel servizio pubblico di collegamento tra le isole Orcadi, gestito da Loganair nell’ambito di un contratto con il consiglio locale. Il collegamento diretto tra Westray e Papa Westray viene effettuato quando le prenotazioni richiedono che l’aereo faccia scalo su entrambe le isole. Per questo motivo, è importante verificare gli orari aggiornati e prenotare in anticipo, mantenendo una certa flessibilità.

Per gli abitanti delle isole, il servizio aereo rappresenta un collegamento essenziale per gli spostamenti quotidiani, il lavoro, l’istruzione e l’accesso alle cure sanitarie. Non è quindi solo un’attrazione turistica, ma una parte importante della rete di trasporti che permette alle comunità locali di rimanere connesse al resto dell’arcipelago.

Come provare il volo più breve del mondo

Chi desidera vivere questa esperienza può prenotare direttamente sul sito di Loganair, scegliendo la tratta da Westray a Papa Westray oppure quella nella direzione opposta. Il viaggio può diventare anche un’occasione per scoprire le Orcadi, un arcipelago caratterizzato da paesaggi selvaggi, fauna marina e importanti siti archeologici. Tra questi c’è il Knap of Howar, a Papa Westray, considerato uno dei più antichi insediamenti neolitici conservati della Scozia. 

Il fascino di questo volo sta proprio nel suo contrasto: una traversata brevissima che, oltre a detenere un record mondiale, dimostra quanto un collegamento aereo possa fare la differenza nella vita quotidiana di una comunità isolata.

A caccia della golden hour, le 20 mete dove vedere i tramonti più spettacolari al mondo

17 octobre 2026 à 07:30

Le dune si infiammano, le rocce cambiano sfumature e persino le rovine antiche sembrano risplendere di una luce diversa durante il tramonto. È la magia della golden hour (l’ora d’oro), capace di trasformare completamente il paesaggio. Un appuntamento che conquista i fotografi e gli appassionati, ma anche coloro che durante un viaggio cercano semplicemente panorami suggestivi davanti ai quali emozionarsi.

Dove ammirare al meglio il tramonto? L’agenzia di viaggi Kuoni, insieme al meteorologo Jim Dale del British Weather Services, ha analizzato 165 destinazioni mondiali, selezionando le 20 con le condizioni più favorevoli per un tramonto da sogno. Per farlo ha considerato alcuni fattori come la copertura nuvolosa, le precipitazioni, l’inquinamento luminoso e la luminosità artificiale, la velocità del vento e la durata media del tramonto. Nella classifica dominano i paesaggi desertici, mentre in Europa spicca in particolare un Paese, che conta ben 4 località nella graduatoria.

Il luogo migliore al mondo per ammirare il tramonto

A conquistare il primo posto della classifica è il Wadi Rum, in Giordania, favorito dalla scarsa nuvolosità e dalle piogge quasi assenti. Conosciuto come la Valle della Luna, è un deserto di sabbia rossastra, imponenti pareti di arenaria, canyon e archi naturali scavati nella roccia. Durante la golden hour, questo paesaggio assume sfumature ancora più intense: le montagne si accendono di rosso e arancio, mentre lunghe ombre attraversano le dune. Uno spettacolo da godersi senza fretta, lasciando che sia la luce a svelare ogni volta un dettaglio diverso.

Il Wadi Rum con le luci del tramonto
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Il Wadi Rum con le luci del tramonto

Le mete europee da tenere d’occhio

All’interno della classifica, la prima destinazione europea che incontriamo è l’Acropoli di Lindos, a Rodi, alla decima posizione: svetta a 116 metri sul livello del mare, offrendo un punto di osservazione privilegiato per godersi la luce dorata. Tra antiche colonne e mura fortificate, lo sguardo abbraccia il mare e le case bianche del borgo sottostante: con il sole basso sull’orizzonte, le pietre si scaldano di riflessi ambrati e il panorama diventa ancor più suggestivo.

La Grecia conquista ben quattro posti nella top 20: oltre all’Acropoli di Lindos, troviamo la città di Rodi, Capo Sounion e la spiaggia del relitto di Navagio, a Zante. Tre scenari diversi, tra architetture storiche, promontori sul mare e alte scogliere che incorniciano l’acqua turchese. A completare la presenza europea c’è Paphos, a Cipro, che si aggiudica il sedicesimo posto.

La classifica completa

Subito dopo il Wadi Rum, arriva al secondo posto Sossusvlei, in Namibia: tra dune e orizzonti liberi dall’inquinamento luminoso, qui la durata media del tramonto indicata dall’analisi è di 27,9 minuti. Ma non è l’unico gioiello del Paese africano ad apparire in classifica: ci sono anche il Damaraland e il Parco Nazionale Etosha.

Completano la top five il deserto di Atacama, in Cile, dove il paesaggio si arricchisce della presenza di fenicotteri, alpaca e volpi andine, e le Wahiba Sands, in Oman.

Dai deserti alle zone umide africane, fino alle coste del Mediterraneo, la selezione premia paesaggi molto diversi, accomunati dalle condizioni favorevoli per ammirare la luce dorata. Oltre a Grecia, Namibia, Cile ed Oman, spiccano anche luoghi spettacolari del Botswana, dell’Australia e degli Stati Uniti. Tra le mete selezionate compaiono anche le Cascate Vittoria e Livingstone, insieme alle rocce di Sedona e ai panorami del Delta dell’Okavango.

Tempio di Poseidone al tramonto
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Tramonto dal Tempio di Poseidone a Capo Sounion

Ecco le 20 mete nell’ordine della classifica:

  1. Wadi Rum (Giordania);
  2. Sossusvlei (Namibia);
  3. Damaraland (Namibia);
  4. Deserto di Atacama (Cile);
  5. Wahiba Sands (Oman);
  6. Parco Nazionale Etosha (Namibia);
  7. Delta dell’Okavango (Botswana);
  8. Valle di San Joaquin, California (Stati Uniti);
  9. Parco Nazionale di Uluṟu-Kata Tjuṯa, Territorio del Nord (Australia);
  10. Acropoli di Lindos, Rodi (Grecia);
  11. Cascate Vittoria (Zimbabwe);
  12. Ras Al Khaimah (Emirati Arabi Uniti);
  13. Fiume Chobe (Botswana);
  14. Flinders Ranges, Australia Meridionale (Australia);
  15. Sedona, Arizona (Stati Uniti);
  16. Centro di Paphos (Cipro);
  17. Rodi (Grecia);
  18. Livingstone (Zambia);
  19. Capo Sounion (Grecia);
  20. Spiaggia del relitto di Navagio, Zante (Grecia);

Se ami qualcuno dillo, le location nel cuore di Roma del nuovo film con Edoardo Leo

16 octobre 2026 à 17:00

Marco Bonini esordisce alla regia con un film, tratto da un suo precedente romanzo edito da Longanesi, in cui a farla da padrone sono le relazioni familiari e il modo in cui spesso finiscono per complicarsi involontariamente.

Interpretati da un cast eccezionale, di cui fanno parte tra gli altri Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno, i protagonisti di Se ami qualcuno dillo imparano a fare i conti con una mascolinità tossica e l’incapacità di esprimere i propri sentimenti. Lo fanno sullo sfondo di una città almeno all’apparenza imperturbabile, che come unica risposta ai ritmi frenetici e a tratti alienanti della vita di tutti i giorni ha scorci di straordinaria bellezza: le location della pellicola nelle sale dal 16 ottobre 2026 sono gioielli da scoprire.

Di cosa parla

Sergio, il protagonista interpretato da Edoardo Leo, è colto da un malore mentre sta tradendo la compagna e finisce in coma. Quando si risveglia è come un bambino che deve imparare a fare tutto da zero. Da uomo burbero e anaffettivo qual era, convinto che esprimere i propri sentimenti fosse soprattutto per i maschi roba “da fregnoni”, si riscopre una persona sensibile e capace di amare profondamente. Questo non può che lasciare spiazzato chi gli sta attorno, soprattutto la sua famiglia allargata e il figlio Giulio (Biagio Venditti). Le risate e i momenti di goffaggine, ma anche quelli di profonda tenerezza, non mancheranno in questa nuova esistenza di Sergio.

Dov’è stato girato il film

Prodotto da Noname Entertainment, Alea Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky, il nuovo film con Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno è stato girato a Roma e sul litorale laziale. Soprattutto la scelta della Città Eterna dà alla rinascita di Sergio e al suo nuovo approccio alle proprie emozioni, agli altri e ai loro sentimenti un valore decisamente universale.

Roma

Tra le location di Se ami qualcuno dillo si segnala in particolare l’ex ospedale Carlo Forlanini: è qui che Sergio viene trasportato dopo l’infarto e che si ritrovano l’ex moglie, la nuova compagna e il figlio in attesa di notizie. Dello storico ospedale romano, nato negli Anni Trenta per la cura delle malattie polmonari e da anni ormai dismesso, si riconosce sullo schermo soprattutto l’iconico atrio colonnato con marmi e altorilievi dedicati al valore del lavoro, già utilizzato come set in numerosi film italiani (da C’è ancora domani di Paola Cortellesi ad Adagio di Stefano Sollima).

Altrettanto facile da riconoscere sullo schermo è il Parco degli Acquedotti: uno dei più grandi parchi cittadini (si estende per oltre 240 ettari), famoso per conservare appunto i resti di antichi acquedotti romani e molto frequentato per correre, passeggiare, rilassarsi sulle panchine o al sole o godersi uno spettacolare tramonto. È nelle sue vicinanze che si trova il campetto da calcio dove il figlio di Sergio gioca con gli amici.

Roma: quali sono le location del film "Se ami qualcuno dillo"
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Sono scorci unici quelli del Parco degli Acquedotti

Chi conosce meglio Roma non stenterà a individuare anche i vicoli stretti e i villini Anni Trenta del Quadraro: storico quartiere popolare, oggi tra i più multietnici e gentrificati della città.

Fiumicino

Le scene in spiaggia, quelle della nuova vita in cui Sergio riscopre il piacere delle piccole cose, come una passeggiata sul bagnasciuga con le persone che ama, sono state girate nei pressi di Fiumicino. In alcune inquadrature è possibile riconoscere il molo e il vecchio faro, tra i punti più panoramici della zona.

C'è anche Fiumicino tra i luoghi dov'è stato girato il film di Marco Bonini con Edoardo Leo
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Il panoramico molo di Fiumicino

Dal tartufo alle mele, dal Lugana all’olio: 10 sagre ed eventi imperdibili nel weekend dal 16 al 18 ottobre

16 octobre 2026 à 12:01

Una caccia al tesoro per scovare un formaggio segreto, una cena itinerante di cantina in cantina e una svendita di zucche al “peggior offerente”: questo weekend l’autunno ha in serbo una varietà incredibile di eventi e di sagre da raggiungere. Tra borghi, piazze e frantoi, si impastano strudel, si assaggia l’olio nuovo e si incontrano gli antichi guardiani delle vigne, mentre i funamboli camminano sospesi sopra il centro storico.

Noi di SiViaggia abbiamo selezionato 10 feste e sagre imperdibili del weekend dal 16 al 18 ottobre 2026, da Nord a Sud dello Stivale.

Le città con i migliori trasporti pubblici al mondo secondo chi le vive: la classifica 2026

16 octobre 2026 à 07:30

Un viaggio di più giorni in una metropoli o un city break in una città possono trasformarsi in un incubo se i trasporti pubblici non funzionano al meglio.

Tra metropolitane puntuali, coincidenze che funzionano e pass unici che permettono di spostarsi su più mezzi, quando il trasporto pubblico è ben organizzato anche il viaggio diventa più piacevole. Ma quali sono le città dove autobus, treni e tram sono più efficienti? A svelarlo è la nuova classifica di Time Out, che ha chiesto a oltre 24.000 residenti di valutare i mezzi pubblici del luogo in cui vivono. Chi meglio di coloro che si spostano quotidianamente da un lato all’altro della città può infatti suggerire dove i trasporti sono migliori? La graduatoria raccoglie le 20 città con la più alta percentuale di giudizi positivi (per avere una panoramica globale, è stata inclusa una sola città per ciascun Paese).

The Diplomat 4, le splendide location italiane della nuova stagione

15 octobre 2026 à 18:30

Parlando alla stampa della nuova stagione di The Diplomat, la showrunner Deborah Cahn già tempo fa aveva annunciato che ci sarebbero state grandi sorprese. Chissà che tra queste non includesse anche le location di The Diplomat 4: il ritorno attesissimo del political drama, dal 15 ottobre 2026 su Netflix, è segnato infatti da un cambio di ambientazioni, che tra pittoresche vie di un centro storico medievale, imponenti palazzi storici e raffinate ville aristocratiche non potrà certo passare inosservato.

I fan nostrani della serie, in particolare, saranno entusiasti di sapere che tra i luoghi dov’è stata girata la quarta stagione di The Diplomat ce ne sono anche di italiani: scopriamo quali sono.

Di cosa parla

Alla fine della terza stagione, dopo la morte del presidente degli Stati Uniti e l’elezione alla Casa Bianca della vicepresidente Grace Penn (il personaggio per cui Allison Janney è stata premiata agli Emmy come Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica), Kate Wyler, la protagonista interpretata da Keri Russell, aveva assunto un ruolo sempre più centrale nella politica americana: per la diplomatica si profilava, infatti, la vicepresidenza. Questo aveva contribuito a mettere in crisi il rapporto col marito, Hal Wyler (Rufus Sewell), già profondamente incrinato da conflitti, risentimenti, gelosie, ambizioni contrastanti.

The Diplomat 4 riparte da qui e, come recita la sinossi ufficiale di Netflix, da «un evento catastrofico [che] infrange la fragile pace mediata da Kate Wyler tra Stati Uniti e Regno Unito» e rischia di portare all’autodistruzione non uno ma ben due matrimoni.

Arriva su Netflix l'attesissima quarta stagione di "The Diplomat"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “The Diplomat 4”

Dov’è stata girata la serie

A quelle consuete, tra Londra e New York, nella quarta stagione di The Diplomat si aggiungono location tutte italiane. La produzione ha scelto la Toscana, infatti, per girare alcune scene chiave della stagione: quelle di un vertice informale tra rappresentanti del G7.

Lucca

Tra maggio e giugno 2026, nel centro storico di Lucca sono comparse prima insegne con la scritta “Lucca welcome – G7 Italia” e poi attrezzature e troupe che erano senza dubbio quelle di una grossa produzione. La maggior parte delle riprese sono state effettuate tra piazza Napoleone, Porta San Pietro, Piazza San Frediano, Piazza Anfiteatro, Piazza Guidiccioni e via Sant’Andrea: il cuore medievale della città che, a ogni angolo, nasconde gioielli unici d’arte e d’architettura.

C'è anche Lucca tra i luoghi dov'è stata girata "The Diplomat 4"
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Il centro storico di Lucca è un tesoro

In diverse inquadrature è facile riconoscere Palazzo Ducale: l’imponente edificio di origine trecentesca che per secoli è stato una dimora aristocratica e oggi ospita gli uffici della prefettura e dell’amministrazione provinciale, oltre che diverse esposizioni.

Lucca: quali sono le location di "The Diplomat 4"
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Lo storico Palazzo Ducale

Villa Reale di Marlia (Capannori)

Tra le location di The Diplomat 4 ci sarebbe anche Villa Reale di Marlia: appena fuori da Lucca, nel comune di Capannori, è una delle dimore storiche più eleganti d’Italia. Abitata per un periodo anche dalla sorella di Napoleone, Elisa Bonaparte Baciocchi, è famosa per i sedici ettari di giardini barocchi che la circondano oltre che per vere chicche in stile rinascimentale come la Palazzina dell’Orologio, il Teatro dell’acqua e quello di Verzura.

Altre location

Ci sono altri luoghi in Toscana dov’è stata girata la quarta stagione di The Diplomat: la serie Netflix del resto ha ricevuto il supporto della Film Commission regionale. Si segnalano in particolare Prato e la provincia di Firenze, dove la produzione avrebbe scelto soprattutto studi di registrazione e basi operative.

La nuova stagione di "The Diplomat" è girata anche in Italia
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena dalla quarta stagione di “The Diplomat”

Cosa fare a Halloween 2026 in Italia: 7 idee originali tra brividi e divertimento per tutti

14 octobre 2026 à 14:01

Se siete alla ricerca di ispirazione per trascorrere una festa di Halloween diversa dal solito, qui potete trovare i migliori spunti originali: tra borghi avvolti dal mistero, boschi illuminati dalle lanterne, musei a tema e parchi divertimento trasformati in mondi da brivido, quest’anno lo Stivale offre molte occasioni per vivere con gli amici o la famiglia (a qualsiasi età) la festa più spaventosa dell’anno.

Ecco alcune idee curiose per festeggiare Halloween 2026 in Italia.

Halloween Mystery Fest, il primo Halloween storico in Italia (MC)

Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, il centro storico di Montelupone, in provincia di Macerata, ospita l’Halloween Mystery Fest, il primo Halloween storico in Italia. Per l’occasione, il borgo si anima con cinque esperienze tra racconti, spettacoli e storie locali, per regalare momenti sospesi tra magia, mistero e avventure ai partecipanti di ogni età.

La novità è La Cantina del Matto, un’escape room in una cantina settecentesca, ispirata a una vicenda realmente accaduta nelle stanze in cui si gioca: dura un’ora e costa 25 euro (prezzo ridotto a 20 euro per i bambini sotto i 10 anni). In programma anche un tour teatrale tra i vicoli, spettacoli al Parco Franchi e al teatro, compreso uno dedicato alle creature leggendarie marchigiane e alle famiglie. Le attività nel borgo sono a ingresso gratuito, mentre gli spettacoli sono a pagamento: i biglietti partono da 8 euro.

Halloween al Museo della Scienza di Milano

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano propone attività per famiglie nei weekend del 24-25 ottobre e 31 ottobre-1° novembre 2026. Si va dagli esperimenti con gli inchiostri invisibili e la creazione di creature fantastiche ai laboratori con zucche di stoffa o dipinte, fino a un labirinto programmabile. Per i bambini dai 3 ai 6 anni, inoltre, c’è un laboratorio sensoriale dedicato a stelle e costellazioni immaginarie.

Nel weekend di Halloween si aggiungono la visita guidata I segreti del Museo, consigliata dai 7 anni, ed Emergenza Fantasmi, un’avventura in realtà virtuale dai 12 anni. Le attività dei laboratori e del Playlab sono incluse nel biglietto d’ingresso (13 euro intero, 8 euro ridotto), ma vanno prenotate online con un euro di prevendita.

Halloween al Museo della Scienza di Milano
©Matteo Gallazzi
Halloween al Museo della Scienza di Milano

Halloween Park a Catania: casa infestata e labirinti paurosi

Dal 23 ottobre al 1° novembre 2026, gli spazi delle Ciminiere di Catania ospitano l’Halloween Park, un’area di 15mila metri quadrati interamente dedicata alla festa più spaventosa dell’anno. Si tratta del primo parco del Sud Italia interamente a tema Halloween e tra le attrazioni annunciate ci sono una casa infestata ispirata alla leggenda di Blackwood Manor, i labirinti di Dracula e del Delirio, il treno fantasma e arene di realtà virtuale.

In programma anche spettacoli dal vivo, acrobazie, animazione e dj set… insomma tutto quello che si può desiderare da un parco a tema Halloween. Non mancano anche proposte per i più piccoli, tra laboratori, giochi, gonfiabili e tante altre attività.

La lanternata a Paluzza, camminata tra antiche leggende (UD)

Nel borgo di Paluzza, nella Carnia, in provincia di Udine, la notte di Halloween è speciale e si lega alla Not dalis Muars, la tradizione delle zucche intagliate che richiama il ricordo dei defunti.

Le lanterne per la suggestiva camminata nel bosco a
Visit Zoncolan
Le lanterne per la suggestiva camminata nel bosco a Paluzza

Il 31 ottobre e il 1° novembre 2026, dalle 20, Visit Zoncolan propone “Anime migranti”: una passeggiata guidata nei boschi e nelle radure attorno all’antica Torre Moscarda accompagnati dalle luci delle lanterne e da racconti popolari e memorie legate alla montagna.

Una chicca? Al termine dell’esperienza si assaggiano i cjarsòns, ravioli tipici carnici con un ripieno che unisce sapori dolci e salati, accompagnati immancabilmente dal vino.

Lanternata a Paluzza
Visit Zoncolan
La Lanternata a Paluzza

Halloween nei parchi divertimento più belli d’Italia

Una delle migliori idee per trascorrere la festa di Halloween a base di pura adrenalina è quella di raggiungere uno dei parchi divertimento più belli d’Italia. Quest’anno si festeggia tra giostre, spettacoli e attrazioni a tema, con proposte per diversi livelli di coraggio.

A Roma, Luneur Park si trasforma nella Luna Monsters School fino al 1° novembre, tra giostre, baby dance, laboratori creativi e il Labirinto Perduto. Il 24 ottobre arrivano Ninna e Matti, con due spettacoli e un meet & greet; il 31 ottobre, invece, il parco resta aperto fino alle 23, con parate e fuochi d’artificio.

A Leolandia, l’appuntamento con HalLEOween è in corso dal 18 settembre: ogni sabato sera tornano le Crazy HalLEOween Nights, tra attrazioni, dj set e street food. Ci sono oltre 50 attrazioni, spettacoli dal vivo e la parata a tema. E per chi ama la velocità c’è la suggestiva montagna russa Reveяsum.

Giostre e spettacoli per Halloween a Leolandia
Ufficio Stampa
Giostre e spettacoli per Halloween a Leolandia

Al CavallinoMatto, nei weekend di ottobre, si può affrontare l’Horror Forest, un percorso da brivido consigliato a partire dai 10 anni. Il 31 ottobre il parco è aperto fino alle 20 e il 1° novembre fino alle 19; in entrambi i giorni è in programma l’evento Dream’s Halloween. Accanto alle attrazioni horror ci sono anche punti informativi dedicati alla prevenzione e alla donazione del sangue.

Halloween al CavallinoMatto
Ufficio Stampa
Halloween al parco CavallinoMatto

Per chi cerca brividi più intensi, Cinecittà World propone fino al 1° novembre la Horror House, il roller coaster indoor Inferno e, per i più piccoli, lo Spooky Town Playground. A MagicLand, dal 3 ottobre al 1° novembre, si trovano sette horror maze, la Fattoria delle Zucche e il Ghost Park, mentre Mirabilandia festeggia fino al 1° novembre con l’area horror Suburbia, tunnel e percorsi pensati anche per famiglie e bambini. A Gardaland, infine, il Magic Halloween prosegue fino al 1° novembre, tra creature enigmatiche, zucche e scenografie immersive.

Halloween a Cinecittà World
Ufficio Stampa
Halloween da brividi a Cinecittà World

Halloween in una escape room a tema horror

Per una serata di Halloween davvero diversa dal solito, si può sfidare la paura in una escape room a tema. Secondo i dati di EscapeRoomMap, in Italia sono 216 le stanze horror: circa una su quattro tra quelle censite, distribuite in 66 città.

Roma è la città che ne conta di più (35), seguita da Milano con 15 e da Torino con 11. Ma ce ne sono tantissime altre sparse lungo lo stivale. Sul sito ufficiale di EscapeRoomMap è possibile trovarne molte vicino a casa per un Halloween originale insieme ai propri amici… c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Halloween nei campi di zucche più spettacolari

La festa più spaventosa dell’anno si può vivere anche di giorno, tra zucche da raccogliere e decorare, labirinti, giochi e scenografie autunnali. I pumpkin patch italiani sono una meta perfetta per una gita in famiglia o con gli amici. A Shirin, a Ornago, il campo resta aperto fino al 1° novembre, mentre alla Flover Farm di Bussolengo si passeggia tra oltre 30 varietà di zucche in un pumpkin patch di 20mila metri quadrati.

Il Campo delle Zucche di Flover Farm a Bussolengo
Ufficio Stampa
Il Campo delle Zucche di Flover Farm a Bussolengo

Per chi vuole prolungare la gita oltre Halloween ci sono il Villaggio delle Zucche di PuraVida Farm, in provincia di Pavia, e Tulipania, a Bonate Sopra: entrambi accolgono i visitatori fino all’8 novembre, con raccolta, laboratori e attività per famiglie. Altri indirizzi, date e informazioni sono nella nostra guida sui campi di zucche più belli d’Italia nel 2026.

Le 10 città più pericolose d’Italia nella classifica 2026

13 octobre 2026 à 10:00

Quando si organizza un viaggio, oltre alle tappe da seguire, ai ristoranti da provare e ai collegamenti da conoscere per spostarsi, conta anche la sicurezza della destinazione. Un tema che riguarda molte delle città italiane più frequentate, dalle mete d’arte ai grandi centri urbani, fino alle località balneari.

La nuova edizione dell’Indice della Criminalità 2026 del Sole 24 Ore, elaborato sui dati del dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno, fotografa un’Italia in cui i reati denunciati diminuiscono, ma restano forti differenze tra i territori. Nella graduatoria vengono prese in considerazione le denunce registrate nel 2025 ogni 100mila abitanti, riferite alle province e alle città metropolitane, offrendo così un quadro generale della sicurezza sul territorio. Nella top 10 della classifica figurano anche destinazioni molto amate dai turisti e alcune sorprendono.

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