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Palazzo Lombardia, mostra ‘Il simbolismo nei Tarocchi’ a ‘Spazio N3’

23 octobre 2025 à 13:32

Il simbolismo nei Tarocchi: L’arte tra mitologia ed esoterismo‘ è il titolo della mostra di pittura e scultura del maestro Alessandro Nastasio  inaugurata allo ‘Spazio 3‘ di Palazzo Lombardia dall’assessore regionale Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi).

L’esposizione propone un percorso attraverso i ventidue Arcani maggiori dei Tarocchi, reinterpretati da Nastasio in un dialogo continuo tra mitologia, spiritualità ed esoterismo.

Il simbolismo nei Tarocchi: L’arte tra mitologia ed esoterismo' è il titolo della mostra di Alessandro Nastasio (a sinistra nella foto con l'assessore regionale Gianluca Comazzi) allo 'Spazio 3' di Palazzo Lombardia fino al 12/11Arte come forma di conoscenza

“L’arte quando riesce a parlare al cuore dell’uomo – ha sottolineato l’assessore Comazzi – non si limita a essere un fatto estetico, ma diventa una forma di conoscenza e di rivelazione. Nei lavori di Nastasio  la forma non è mai pura decorazione, ma veicolo di significati profondi, strumenti per attraversare i grandi archetipi che abitano da sempre la memoria collettiva: i miti antichi, le figure sacre, i sogni che appartengono a ogni cultura”.

A Palazzo Lombardia la mostra sui Tarocchi

Accanto ai Tarocchi sono esposte anche alcune opere dedicate ai miti classici e alle visioni oniriche dell’artista, che rivelano la profonda ricerca estetica e spirituale che da sempre caratterizza la sua produzione.

La mostra, promossa in collaborazione con Regione Lombardia, sarà aperta al pubblico fino al 12 novembre 2025, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 19.

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A Roma la mostra ‘Intus 2025’, è allestita nella sede di Regione Lombardia

Par : Fabio Benati
17 avril 2025 à 12:52

Aperta a Roma, nella sede della delegazione di Regione Lombardia, la mostra ‘Intus 2025’ che riunisce opere esposte di Renato Calaj, Alessio Deli, Michela Milani, Gianluca Patti, Arjan Shehaj.

L’iniziativa, giunta alla seconda edizione,  è promossa da Regione Lombardia con Isorropia Homegallery.

Alla presentazione in anteprima ha partecipato  l’assessore regionale Elena Lucchini .

La mostra, a cura di Domenico de Chirico ed Eleonora Angiolini, resterà aperta fino al 20 febbraio 2026.

Con questa iniziativa, la Giunta lombarda rinnova per il secondo anno la propria identità e la propria vision con un approccio inclusivo oltre che  partecipativo.

A Roma la mostra Intus 2025

“Siamo molto lieti della seconda edizione di Intus 2025 – commenta l’assessore Lucchini – perché prosegue il nostro impegno. Promuove infatti la creatività giovanile e valorizza, con l’arte contemporanea, gli spazi istituzionali. Spazi di vita e lavoro, spazi di riflessione e anche di  introspezione. Aprire le porte al pubblico è l’intento, più che simbolico, di questa esposizione che dà voce dal ‘dentro’ alla bellezza e complessità dell’esperienza umana. Cinque giovani e talentuosi artisti presentano le loro opere ed è un orgoglio ospitarle nella nostra sede di Roma, a beneficio della collettività”.

Esposte 28 opere di 5  artisti

In mostra ventotto opere dei cinque artisti presenti all’interno della sede istituzionale, in un dialogo intenso e suggestivo che invita il visitatore a esplorare il sottile confine tra il materiale e l’immateriale, e tra il tempo vissuto e quello eterno.

Ogni artista, con la sua ricerca estetica e concettuale unica, crea un dialogo che trascende i limiti delle singole discipline, spingendo lo spettatore a confrontarsi con il proprio stato d’animo.

Mostra collettiva  introspettiva

“In un continuo intreccio di forme, colori e materiali – affermano i due curatori – queste opere invitano ad addentrarci nella fugacità dell’esperienza umana, nella memoria che si sedimenta nel tempo e anche nell’incessante trasformazione dell’essere”.

La mostra collettiva attraverso una fusione armoniosa di pittura e scultura invita a riflettere sull’interiorità non solo come spazio fisico, ma anche come profonda realtà mentale ed emotiva.

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A Sabbioneta (MN) la mostra di Juergen Teller, Mazzali: occasione preziosa

20 mars 2025 à 17:21

Coniugare avanguardia creativa e storia millenaria nella suggestiva cornice di Sabbioneta (Mantova), città patrimonio dell’Unesco, è il fulcro della mostra ‘7 ½’, firmata da Juergen Teller, promossa da Regione Lombardia e dalla Fondazione Sabbioneta Heritage.

L’esposizione è stata presentata in conferenza stampa a Palazzo Lombardia dall’assessore a Turismo, Marketing territoriale e Moda Barbara Mazzali. Erano presenti anche gli organizzatori, con la partecipazione del grande fotografo tedesco.

La mostra personale di Juergen Teller, artista dallo stile inconfondibile, figura iconica e irriverente innovatore della fotografia di moda contemporanea, sarà ospitata nella Galleria degli Antichi e nella Sala degli Specchi di Palazzo del Giardino a Sabbioneta (MN) da domenica 13 aprile a domenica 23 novembre 2025.

Mazzali: palcoscenico di cultura internazionale

La foto mostra i partecipanti alla conferenza stampa di presentazione, svoltasi a Palazzo Lombardia, tra cui l’assessore regionale al Turismo Barbara Mazzali, Juergen Teller, protagonista della mostra, Gianni Fava, presidente della Fondazione Sabbioneta Heritage, Ezio Zani, direttore della Fondazione Sabbioneta Heritage“Con la mostra dedicata a Juergen Teller, – spiega l’assessore regionale Barbara Mazzali – uno dei fotografi più influenti e provocatori della scena contemporanea, Sabbioneta si conferma non solo scrigno di storia e bellezza rinascimentale, ma anche palcoscenico vivo e vibrante della cultura internazionale”.

“Questo evento di respiro mondiale – continua Mazzali – rappresenta un’occasione preziosa per valorizzare ulteriormente l’identità culturale di Sabbioneta che insieme a Mantova è riconosciuta come patrimonio Unesco, e che oggi si apre con coraggio e visione anche ai linguaggi dell’arte contemporanea. Il dialogo tra il genio di Teller e l’eleganza architettonica della Piccola Atene dei Gonzaga crea un cortocircuito visivo ed emozionale che arricchisce l’esperienza del visitatore e potenzia l’attrattività turistica del territorio”.

Lombardia culla del turismo di qualità

“La Lombardia – sottolinea l’assessore regionale – continua a investire su un modello culturale capace di coniugare tutela del patrimonio, innovazione e turismo di qualità. Ringrazio la Fondazione Sabbioneta per la sua capacità di immaginare e realizzare progetti che portano nuova linfa a uno dei luoghi simbolo della nostra identità storica ed estetica”.

Le date della mostra di Juergen Teller a Sabbioneta

Palazzo Giardino, straordinaria architettura custodita entro le mura della città Unesco di Sabbioneta (MN), si appresta ad accogliere la seconda grande mostra d’arte contemporanea. Organizzata dalla Fondazione Sabbioneta Heritage, nella Galleria degli Antichi e la Sala degli Specchi di Palazzo Giardino, l’esposizione ‘7 ½’ si terrà da domenica 13 aprile a domenica 23 novembre 2025.

La mostra sarà visitabile da domenica 13 aprile a domenica 23 novembre:

– il lunedì dalle ore 10 alle ore 13

– dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14.30 alle ore 18

– il sabato, la domenica e nei festivi dalle 10 alle 19, con orario continuato.

Il biglietto d’ingresso, comprensivo di mostra e visita a Palazzo Giardino, è in vendita all’Infopoint di Palazzo Giardino e online tramite l’App Visit Sabbioneta.

Un titolo che racconta un amore e un sodalizio professionale

Dopo le retrospettive che lo hanno visto protagonista al Grand Palais Éphémère di Parigi (2023) e alla Triennale di Milano (2024), Juergen Teller approda a Sabbioneta. Con un inedito e originale progetto espositivo, la mostra è curata da Mario Codognato.

‘7 ½’ è la mostra più personale che Juergen Teller abbia mai realizzato e ricostruisce il percorso artistico da lui sviluppato negli anni più recenti. Un periodo caratterizzato da un grande rinnovamento creativo, con un’attenzione inventiva che dalla moda si espande agli avvenimenti storici del presente e del passato. Tra questi, il sodalizio professionale ed esistenziale con la moglie Dovile Drizyte.

Il numero scolpito nel titolo della mostra di Juergen Teller a Sabbioneta, infatti, rimanda non solo agli anni in cui i due hanno collaborato artisticamente, ma anche al tempo che quotidianamente trascorrono insieme. L’esposizione assume così una valenza di una mistica privata e intima resa pubblica delle immagini esposte. La matrice istintiva e la partecipazione personale con cui gli scatti di Teller colgono puntualmente la spontaneità delle situazioni e dei personaggi ritratti offre al visitatore la possibilità di attingere a una sorta di album privato lasciato generosamente a disposizione dall’artista.

Sabbioneta, la mostra di Juergen Teller: il progetto espositivo per l’allestimento

Una composizione veloce, uno sguardo imparziale e costante, con nessuna intenzione di celare l’imperfezione (che anzi si fa elemento d’interesse), caratterizzano da sempre la fotografia di Juergen Teller. Ciò si coniuga magnificamente con quello che si preannuncia come un progetto espositivo ‘site specific’ per l’allestimento, appositamente concepito dall’artista. Insieme a Mario Codognato e progettato da Federico Fedel, lo spazio risalta per l’eccezionale prospettiva orizzontale della Galleria degli Antichi. Con i suoi novantasette metri di lunghezza e i soffitti della Sala degli Specchi, l’area offre uno spazio ideale per un dialogo aperto con l’architettura rinascimentale di Sabbioneta. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano/inglese) curato da Marsilio editore.

Codognato: Teller ha anticipato l’estetica dei social

L’esposizione, curata da Mario Codognato, è incentrata sulla figura umana e su momenti di vita quotidiana. “Teller – aggiunge il curatore – è senza dubbio uno degli artisti più importanti della sua generazione e uno dei più grandi innovatori del linguaggio fotografico. Lo è non solo nel campo della moda, ma di tutta l’applicazione creativa di questo mezzo. Con l’inclusione del quotidiano, l’istantaneo congelamento di ogni situazione immaginabile, ha infatti anticipato l’estetica dei social e influenzato in maniera evidente ed inesorabile le ultime generazioni nel campo fotografico”.

L’impegno della Fondazione Sabbioneta Heritage

“Il percorso avviato da Sabbioneta lo scorso anno – racconta Ezio Zani, direttore della Fondazione – si arricchisce ora dell’opportunità di ospitare la produzione di un altro eccezionale artista. Teller, libero e visionario, pone l’uomo, declinato nella moltitudine delle sue espressioni, al centro della propria indagine e della propria visione. Un uomo calato nella storia, nel quotidiano, ripreso con una sincerità graffiante che rifugge ogni costruzione lirica e ripudia qualsiasi tentativo di atteggiamento”.

“Ospitando Juergen Teller – conclude Zani – con questo suo personalissimo progetto costruito con un allestimento che non può non lasciare stupefatti Sabbioneta conferma la sua vocazione di grande ed esclusivo contenitore e palcoscenico della più accreditata arte internazionale”.

Fava: mostra valore aggiunto per il territorio

La foto mostra i partecipanti alla conferenza stampa di presentazione, svoltasi a Palazzo Lombardia, tra cui l’assessore regionale al Turismo Barbara Mazzali, Juergen Teller, protagonista della mostra, Gianni Fava, presidente della Fondazione Sabbioneta Heritage, Ezio Zani, direttore della Fondazione Sabbioneta HeritageIl presidente della Fondazione Sabbioneta Heritage, Gianni Fava, richiama l’attenzione sul valore aggiunto a favore del territorio che la mostra porta con sé.

“Siamo orgogliosi – precisa Fava – di ospitare Teller a Sabbioneta per questa straordinaria esposizione. La mostra si inserisce perfettamente nella nostra missione di valorizzazione del patrimonio storico attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. Juergen Teller, con il suo sguardo diretto e senza compromessi, porta una visione nuova e audace in spazi carichi di storia. Palazzo Giardino, con la maestosità della Galleria degli Antichi e l’eleganza della Sala degli Specchi, diventa il palcoscenico ideale per il dialogo tra passato e presente. Offriamo così ai visitatori un luogo per un’esperienza inedita e affascinante”.

“Questa mostra – ribadisce Fava – rappresenta, dunque, anche un’importante occasione per il territorio. L’invito alle istituzioni, ai cittadini e alle realtà locali è di mettersi in gioco insieme, con fiducia. L’intento è lasciarsi coinvolgere in un progetto culturale di ampio respiro, generando valore e nuove prospettive per Sabbioneta”.

La storia della Fondazione Sabbioneta Heritage

Fondazione Sabbioneta Heritage nasce nel giugno 2022. Rappresenta un progetto in linea con le più avanzate esperienze italiane e internazionali nella gestione e valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale. Ente del terzo settore, è una fondazione partecipata di diritto privato. Dal 2023 gestisce un sistema museale unico, quello del sito Unesco di Sabbioneta, affidatole dal Comune, dalla Pro Loco e dalla Parrocchia di Sabbioneta. Con questa sinergia la Fondazione quindi intende agire in un’ottica di ottimizzazione delle risorse e massimizzazione dell’efficienza. Tra i suoi obiettivi anche l’impiego di buone pratiche in tema di gestione, valorizzazione e promozione del territorio e della sua straordinaria ricchezza storica, artistica e culturale.

La Fondazione mira, quindi, a un progressivo posizionamento internazionale della ‘Città ideale di Vespasiano Gonzaga’ come città produttrice di cultura. Tuttociò anche attraverso un articolato programma di ammodernamenti funzionali, di cantieri di innovazione tecnologica, di laboratori di partecipazione. Vuole promuovere, inoltre, eventi espositivi, artistici e musicali e iniziative di studio e approfondimento.

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A Palazzo Lombardia la mostra fotografica ‘High Contrast’

12 novembre 2024 à 15:10

Inaugurata dall’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi  la mostra ‘High Contrast’, allestita nello spazio espositivo N3 a Palazzo Lombardia. Protagonisti gli scatti del fotografo sedicenne Gaddo Belloni Menconi. Fil rouge  della galleria di immagini il tema della memoria e dei ricordi, immagini evanescenti di un passato che svanisce nell’incessante scorrere del tempo della vita umana e che può ritornare alla coscienza solo grazie all’introspezione. L’esposizione si può visitare gratuitamente fino al prossimo 18 novembre dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 18.00.

Assessore Tironi: in mostra a Palazzo Lombardia la bellezza profonda della quotidianità

“E’ stato molto bello farmi raccontare da Gaddo – ha commentato Tironi – tutto il lavoro che c’è dietro questi bellissimi scatti in bianco e nero. E’ un artista straordinario che riesce a rielaborare, attraverso le potenzialità espressive della fotografia, tutto ciò che più lo colpisce nella quotidianità. Il tutto soffermandosi su dettagli che stimolano l’immaginazione di tutti noi. Il punto di forza di queste foto è proprio la capacità di restituire la realtà che ci circonda attraverso giochi di luci e ombre e una sensibilità che sa guardare oltre i soggetti ritratti. Tanti i temi affrontati e, tra questi, anche la natura e la sostenibilità”.

Il giovane fotografo: esprimo le emozioni con la fotografia

A confermare il ruolo chiave della fotografia come mezzo per trasfigurare la realtà in modo creativo è stato anche il  giovane artista. “Giro per la città o in campagna –  ha detto  – alla ricerca di sensazioni, colori, ombre e luci. Nel silenzio sento la mia anima e sento anche il nascere di emozioni che poi cerco di esprimere attraverso il bianco e nero, i contrasti o i colori”.

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La mostra ‘Alexis Harding: 20 years 20 seconds’, a Palazzo Lombardia

6 novembre 2024 à 20:04

Inaugurata a Palazzo Lombardia la mostra ‘Alexis Harding: 20 years 20 seconds’. Celebra ed esplora le opere degli ultimi vent’anni dell’artista inglese, dalla sua prima mostra a Milano nel 2004. In questa città è tornato e vi ha esposto periodicamente. L’esposizione comprende 28 opere ed è la prima indagine retrospettiva del suo lavoro.

Alla cerimonia sono intervenuti l’assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia Gianluca Comazzi, l’artista Alexis Harding e il curatore della mostra Luca Tommasi.

 mostra Alexis HardingCome Regione Lombardia – ha asserito Gianluca Comazzi – siamo felici di ospitare una mostra di questa caratura. Harding è infatti un artista riconosciuto a livello internazionale e uno dei più grandi esponenti della pittura processuale contemporanea. Questa retrospettiva ha quindi  un duplice valore. Da un lato si evidenzia il rapporto speciale e ventennale che lega Harding a Milano e alla Lombardia, dall’altro si offre ai visitatori la possibilità di ripercorrere le tappe fondamentali del percorso di questo grande artista. Un racconto quindi, quello realizzato con la mostra, che lega arte e territorio, valorizzandoli entrambi”.

La mostra di Alexis Harding

Harding è diventato noto a metà degli anni ’90 per la realizzazione di un’astrazione ‘grunge’, dipinti astratti che sembravano corporei e fisici. Queste prime opere hanno abbattuto le barriere tradizionali e hanno permesso l’ingresso delle idee del corpo, della soggettività e del mondo, introducendo nuovi modi di pensare e di avvicinarsi alla pittura astratta.

Le sue opere sono state esposte a livello nazionale e internazionale dal 1995. Harding è stato il vincitore del ‘John Moores prize for painting’ nel 2004 e nel 2018 ha vinto il Premio Mac al Museo d’arte Contemporanea di Lissone (MB), dove nel 2020 si è tenuta un’importante mostra personale.

Date e orari

La mostra ‘Alexis Harding: 20 years 20 seconds’ resterà aperta fino al 26 novembre nello spazio IsolaSet di Palazzo Lombardia (piazza Città di Lombardia, 1 – Milano, ingresso accanto a N2), dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle 19, con ingresso libero e gratuito.

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Ciclismo, la storia della Tre Valli Varesine in mostra a Palazzo Lombardia

Par : Marco Dozio
10 septembre 2024 à 16:19

“La Tre Valli Varesine è parte integrante della nostra storia e delle nostre tradizioni, rappresenta al meglio l’amore dei varesini e dei lombardi per il ciclismo. Si tratta, a tutt’oggi, di una grande corsa dal prestigio internazionale in costante crescita dal punto di vista qualitativo”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, inaugurando la mostra ‘Tre Valli Varesine, un secolo di ciclismo’ allestita presso lo Spazio N3 di Palazzo Lombardia.

L’esposizione, a ingresso libero, è visitabile da lunedì a venerdì, dalle 10 alle 19, fino al 26 settembre.

Presidente Fontana: legame indissolubile tra Lombardia e ciclismo

“La mostra consente di rivivere emozioni uniche – ha proseguito il governatore Fontana – considerando anche il legame tra il ciclismo e la Lombardia, perché qui si è sviluppato questo magnifico sport, sono nati i primi campioni e le corse più importanti che ancora oggi caratterizzano il calendario internazionale”.

L’esposizione è promossa dall’Associazione Tre Valli Varesine APS in collaborazione con l’assessorato allo Cultura di Regione Lombardia e il supporto della Società Ciclistica Alfredo Binda, e ha il patrocinio di CONI e Federazione Ciclistica Italiana.

Al taglio del nastro erano presenti anche l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, e il sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega alle relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo.

Assessore Caruso: tradizione di carattere sportivo e culturale

“Questa esposizione – ha sottolineato l’assessore Caruso – offre l’opportunità di ospitare la storia del ciclismo qui a Palazzo Lombardia, rendendo omaggio alla ricca tradizione sportiva e culturale della nostra regione e ai campioni che hanno lasciato un segno indelebile su questa gara. La Tre Valli Varesine è molto più di una competizione: è un simbolo del ciclismo, una tradizione viva che continua ad entusiasmare appassionati da tutto il mondo”.

Sottosegretario Cattaneo: evento di rilievo internazionale

“La Tre Valli Varesine – ha evidenziato il sottosegretario Cattaneo – è un evento internazionale che porta Varese e la Lombardia nel mondo, attirando l’interesse degli appassionati per la grande storia e il grande prestigio che esprime. Ci sono luoghi noti anche per le loro corse ciclistiche e certamente la Tre Valli ha contribuito e contribuisce alla promozione del nostro territorio”.

La mostra espone cimeli, foto storiche, riproduzioni e giornali d’epoca provenienti dall’archivio della Società Ciclistica Alfredo Binda (che organizza la gara), da archivi storici del territorio e da collezionisti appassionati che hanno contribuito con il materiale in loro possesso.

La narrazione della competizione, dal 1919 a oggi, passa attraverso le imprese dei grandi protagonisti delle due ruote: dagli eterni rivali Fausto Coppi e Gino Bartali, passando per Gianni Motta, Giuseppe Saronni e Eddy Merckx fino a Stefano Garzelli e Vincenzo Nibali. L’esposizione è arricchita con le pagine storiche di giornali come La Gazzetta dello Sport, TuttoSport, Cronaca Prealpina e Stadio.

I campioni presenti

Al taglio del nastro hanno partecipato anche alcuni ex corridori che figurano nell’albo d’oro della Tre Valli Varesine: Gianni Motta (detentore del record di 4 vittorie a pari merito con Giuseppe Saronni), Giuseppe Fezzardi, vincitore dell’edizione 1962, il campione olimpico di Roma 1960 Marino Vigna che ha vinto la corsa nel 1964, Stefano Garzelli cha ha ottenuto due successi nel 2006 e nel 2007 sul traguardo di Campione d’Italia e Massimo Ghirotto vincitore nel 1992 e 1993.

 

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A Palazzo Lombardia mostra su relazioni diplomatiche tra Messico e Italia

11 juillet 2024 à 18:57

Inaugurata presso lo spazio Isola SET a Palazzo Lombardia la doppia esposizione ‘Il Messico a Milano: Celebrando i 150 Anni di Relazioni Diplomatiche con l’Italia’, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza con delega alle relazioni internazionali e con l’Ue di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo. Organizzata in collaborazione con il Consolato Generale del Messico a Milano e con il patrocinio del Comune di Milano, la mostra, aperta fino al 7 agosto, celebra e rafforza i profondi legami di amicizia e cooperazione tra Italia e Messico.

Un’occasione per immergersi nella cultura messicana

“La mostra – sottolinea Cattaneo – rappresenta un’opportunità unica per il pubblico lombardo di immergersi nella cultura messicana attraverso due affascinanti esposizioni. Spesso si ha un’idea del Messico, molto arretrata e rimasta a dieci anni fa. Oggi invece il Messico è la 14esima economia mondiale, la seconda in America latina, con un tasso di crescita media annuale del 2%. È un un mercato in forte crescita che può offrire molte opportunità alle imprese italiane”.

Andare oltre gli stereotipi di genere

‘L’uomo a nudo’ di Fabiola Quezada offre una prospettiva unica sulla figura maschile. Vengono infatti sfidati gli stereotipi di genere, promuovendo un dialogo artistico innovativo sulla parità tra uomo e donna. Questa esposizione rispecchia l’impegno condiviso di Regione Lombardia per una società più equa e inclusiva.

Alla scoperta della cultura Wixárika

In parallelo, ‘La storia di un abbraccio’ dello studio Menchaca ci introduce alla ricca cultura Wixárika del Messico. È una delle comunità native più antiche del paese. Le sculture adornate con chaquiras narrano storie antiche e ci immergono nell’arte tradizionale messicana.

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Fino al 30 giugno in mostra il treno dei re tra foto e documenti d’epoca

6 juin 2024 à 16:32

Raccontare, attraverso una serie di fotografie e documenti d’epoca, la storia del Treno Reale. il tutto in un percorso che parte dalla sua creazione, avvenuta alla fine dell’800, fino alla successiva restaurazione realizzata in epoca contemporanea dalla Fondazione FS italiane. È questo l’obiettivo della mostra ‘La Reggia Viaggiante – Storia ed evoluzione del Treno reale tra meraviglia estetica e saper fare italiano’, promossa da Fondazione FS e inaugurata  presso la sala reale della stazione centrale di Milano alla presenza, tra gli altri, degli assessori ai Trasporti e Mobilità Sostenibile e alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia. L’esposizione, allestita in quattro prestigiose sedi lombarde (Palazzo Reale e la Sala Reale della Stazione Centrale a Milano, Reggia e Saletta reale di Monza), sarà aperta al pubblico fino al 30 giugno 2024.

Assessore Trasporti: treno reale è ‘opera d’arte viaggiante’

“Questa iniziativa – ha sottolineato l’assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile – rientra in un proficuo percorso avviato da Regione Lombardia da tempo con Fondazione FS. Ogni anno finanziamo 600 mila euro per numerosi progetti che mirano alla valorizzazione del viaggio inteso come esperienza da vivere a 360 gradi. Di questi, ben 300 mila sono dedicati ai treni storici, che incontrano il favore del pubblico grazie all’opportunità di scoprire le bellezze della Lombardia a bordo di convogli storici e intrisi di cultura. La mostra sulla Reggia Viaggiante dimostra che il treno reale presidenziale è una vera e propria ‘opera d’arte’ viaggiante. Questo convoglio racconta la storia del nostro Paese. Un progetto, insieme ai treni storici, al quale Regione Lombardia tiene particolarmente: abbiamo l’obiettivo di implementare ulteriormente tali iniziative, che creano valore e attrattività”.

Assessore a Infrastrutture: iniziativa è occasione per valorizzare treni storici

Questa mostra – ha sottolineato l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche – è un’iniziativa importante che testimonia quanto la Fondazione FS sia da sempre attenta alla nostra storia, valorizzando un patrimonio di rotabili storici e di luoghi di pregio normalmente accessibili a pochi e in poche occasioni. E’ un’iniziativa che apprezziamo molto e che, come Regione Lombardia, cerchiamo di supportare così come facciamo con il progetto dei treni storici. Lavoriamo in sinergia con Fondazione FS per fare in modo che questo patrimonio culturale e turistico possa crescere ed essere valorizzato sempre di più. Questa esposizione è un’occasione per vedere le nostre stazioni in un modo diverso, non solo come luoghi di passaggio, ma come luoghi per fare cultura”.

Riscoprire bellezza del territorio grazie ai treni storici

Alla presentazione della mostra ha preso parte anche il direttore generale di Fondazione Fs, Luigi Cantamessa, che ha sottolineato come iniziative di questo tipo siano l’occasione per vedere le ferrovie come mezzo per riscoprire la bellezza della Lombardia nell’ambito di un turismo che, da Milano si irradia in tutto il territorio lombardo. Il tutto in un contesto che valorizza l’eccellenza del Made in Italy, di cui il treno reale è un esempio.

“C’è una ferrovia – ha detto Cantamessa – fatta di caselli, di ponticelli, di piccole aree di quiete. Questi sono luoghi del cuore del treno da riportare all’attenzione di milioni di turisti che vengono a Milano. In questo modo il trasporto ferroviario deve essere visto anche come un mezzo per ridurre il sovraffollamento turistico. Chi vede Milano ha l’occasione di vedere, solo per citare qualche esempio, anche Tirano, Sondrio, la pianura lombarda a bordo di un treno turistico, riscoprendo la bellezza di un intero territorio”.

L’esposizione, ha spiegato direttore generale di Fondazione Fs, vuole raccontare la storia del treno reale, una piccola reggia viaggiante che in passato ha ospitato reali e presidenti della repubblica, mantenendo inalterato il suo fascino fatto di legni, di stucchi e tappeti tramati su misura. Questi elementi lo rendono un esempio di eccellenza del made in Italy.

“La sala reale della stazione centrale di Milano – ha infine concluso Cantamessa – da gennaio diventerà un museo. E’ un esempio della capacità di fare rete e di valorizzare l’eccellenza del made in Italy”.

Mostra sul treno reale è occasione per valorizzare eccellenza del Made in Italy

A sottolineare l’importanza della mostra dedicata al treno reale come occasione per promuovere l’eccellenza del saper fare italiano è stato anche Domenico Piraina, direttore del Palazzo Reale di Milano. “Dobbiamo difendere e promuovere sempre di più – ha detto – il made in Italy e la sua conoscenza tra i cittadini. Solo studiando in modo approfondito la storia del nostro passato possiamo proiettarci con ottimismo verso il futuro”.

I filoni tematici della mostra

La mostra dedicata al treno reale, organizzata in occasione dell’Assemblea Generale dell’Associazione delle Residenze Reali Europee, evento in programma a Milano e Monza fino al 7 giugno. L’esposizione declina il tema del treno abbinandolo a quello delle residenze reali. il tutto attraverso un percorso fatto di fotografie storiche e contemporanee, documenti originali e disegni tecnici provenienti dagli Archivi della Fondazione FS Italiane. Quattro in particolare i filoni tematici. Si va dalla storia all’arte fino all’eccellenza dell’opera d’ingegneria. Si tratta di ambiti che trovano una sintesi virtuosa nella valorizzazione del ‘saper fare’ italiano.

Date e orari

La mostra è aperta al pubblico nei seguenti orari:

  • Padiglione reale della stazione di Milano Centrale dal 6 all’8 giugno (6 giugno dalle 14 alle 19; 7 e 8 giugno dalle 10 alle 19)
  • Palazzo Reale di Milano dal 6 al 30 giugno (dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.30, il giovedì dalle 10 alle 22, lunedì chiuso)
  • Saletta reale della stazione di Monza dal 6 giugno al 30 giugno: dal mercoledì al venerdì dalle 14.30 alle 19.30; sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30
  • Reggia di Monza dal 6 al 30 giugno (dal mercoledì al venerdì dalle 14.30 alle 19.30, sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30)

 

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A Roma nella sede della Regione mostra di quattro giovani artisti lombardi

31 mai 2024 à 16:03

Regione Lombardia ospita, nella sua sede di Roma, la mostra Intus 2024 con opere di quattro giovani artisti lombardi . E’ il primo progetto espositivo all’interno della sede istituzionale romana ed è organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Isorropia Homegallery. Le opere sono degli artisti lombardi Thomas Berra, Andrea Mariconti, Monica Mazzone e Silvia Negrini.

Intus (dal latino dentro, all’interno) 2024 non è solo il nome della mostra di arte contemporanea ma è anche un progetto finalizzato a promuovere e supportare giovani artisti italiani.

A Roma in mostra 4 giovani artisti lombardi

L’iniziativa fa parte di un approccio culturale che si sviluppa all’interno di spazi di lavoro e sedi istituzionali come valore aggiunto al vivere quotidiano. Porte aperte all’arte e alla cultura, quindi, per creare un dialogo multidisciplinare a sostegno della crescita di persone e imprese con l’obiettivo di rendere fruibili a un vasto pubblico di visitatori, spazi solitamente chiusi o privati.

“L’attenzione per le giovani generazioni, che rappresentano il futuro del nostro territorio – afferma il presidente di Regione Lombardia – si esprime anche nella scelta di puntare sulla genialità creativa di quattro emergenti artisti lombardi. Una delle sfide principali di ogni tempo è, infatti, l’educazione alla bellezza”.

Thomas Berra

Thomas Berra lavora con la pittura a partire dalla tecnica tradizionale del dipinto su carta o su tela di grande e piccolo formato, per poi espandersi su supporti diversi come tende o pareti, realizzando opere dal carattere onirico e immersivo. Il punto di partenza della sua attuale pratica artistica è una ricerca sul mondo vegetale.

Andrea Mariconti

Andrea Mariconti lavora con materiali naturali di origine minerale (grafite – rame – bronzo) vegetale (fitolacca – carbone – cenere – carta ganpi – petrolio), da cui ricava colori e tinte intense e velate. La sua ricerca si basa prevalentemente su un approccio inclusivo di tutta la storia dell’arte e dell’esplorazione di interferenze percettive.

Monica Mazzone

Monica Mazzone porta in mostra le sue ‘configurazioni architettoniche emozionali’, proponendo la geometria come principio guida dell’atto creativo. La ‘geometria emotiva’ è un percorso artistico fondato sull’idea di poter percepire ed esprimere visivamente l’ossessione per la perfezione.

Silvia Negrini

Silvia Negrini utilizza un linguaggio minimalista che descrive paesaggi, interni o luoghi isolati e desolati, attraverso tavole o tele spesso di grandi dimensioni. Gli oggetti raffigurati si presentano come un gioco ambiguo di rappresentazione astratta, costruita attraverso forme stereotipate, cambi improvvisi di tinta, effetti di ombre e luci.

La mostra resterà aperta nella sede di Regione Lombardia (via del Gesù, 57 – Roma) fino al 22 gennaio 2025.

 

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A Palazzo Lombardia la mostra ‘Iconic Women’ con un omaggio a Carla Fracci

Par : Fabio Benati
24 avril 2024 à 15:19

Aperta fino al 26 aprile a Palazzo Lombardia, la mostra ‘Iconic Women’ dell’artista Domenico Pellegrino. L’esposizione, gratuita, è aperta al pubblico  presso lo Spazio IsolaSET a Milano (ingresso da via Galvani) dalle 10 alle 18. 

Mostra ‘Iconic Women’ in occasione della Design Week

‘Iconic Woman’, inaugurata in occasione della Design week, evento per il quale Regione Lombardia ha organizzato un ricco programma di iniziative, presenta dieci icone pop per dieci racconti. Si tratta di dieci voci femminili che regalano un’anima alle installazioni luminose. Tra queste, un omaggio a Carla Fracci, grande etoile del Teatro alla Scala. L’artista siciliano Domenico Pellegrino propone una sfida ironica a chi pensa che possano esistere i corpi senza le teste. Le sue ‘Iconic women’ costituiscono un unico progetto declinato su linguaggi diversi a confronto.

Da Carla Fracci a Frida Kahlo: donne iconiche protagoniste di originali installazioni

I visitatori potranno ammirare i visi di otto donne famose. Si va da Raffaella Carrà a Frida Kahlo e Madonna, da Marylin a Moira Orfei. Donne iconiche che diventano protagoniste di originali installazioni in legno e luci a led. Queste opere ‘chiedono un corpo’ ad altrettanti racconti. I testi sono quelli di Eleonora Lombardo, narrati da dieci donne siciliane del mondo dello spettacolo.  Viene in questo modo offerta un’interpretazione personale delle figure che rappresentano. Il tutto in un contesto che arricchisce il racconto dell’artista.

Una fruizione poliedrica tra musica e teatro

Hanno prestato la loro voce: Stefania Auci, Giusina Battaglia, Stefania Blandeburgo.  E ancora Emma Dante, Marianna Di Martino, Donatella Finocchiaro, Eleonora Lombardo, Stefania Petyx e Barbara Tabita. Al progetto ha inoltre partecipato la figlia dell’artista, Anna Sofia Pellegrino con i bambini del Teatro Ditirammu. L’aggiunta di dieci dischi in vinile, accompagnati da una selezione musicale curata da Donatella Sollima, direttrice artistica dell’Associazione Siciliana Amici della musica, amplifica l’esperienza dei visitatori.  Il tutto donando una colonna sonora che integra le storie e i percorsi di ogni personaggio ritratto.

Contenuti speciali accessibili tramite un’app

Grazie all’utilizzo dell’app Aria Platform, i visitatori potranno accedere a contenuti speciali. Sarà necessario semplicemente inquadrando i ritratti luminosi. In questo modo si potranno scoprire i contenuti digitali che animano i ritratti delle donne. Sarà possibile inoltre ascoltare la voce che legge il testo inquadrando direttamente i vinili esposti.

La prossima tappa della mostra è Favignana

‘Iconic Women’ non è quindi solo un allestimento di opere fruibili in modo originale. È anche un progetto dinamico.  L’esposizione è destinata ad arricchirsi nel tempo, con l’inserimento di nuovi ritratti e nuove storie legate alle città dove viene allestita. Dopo Milano, infatti, la mostra si sposterà a Favignana.  Inoltre in autunno è prevista una tappa a Palermo.

Chi è Domenico Pellegrino

Domenico Pellegrino, nato nel 1974 a Mazzarino (CL). È scultore e creatore di installazioni urbane luminose.  Le sue opere raccolgono lembi della cultura mediterranea per trasformarli in pagine contemporanee. Il suo lavoro è innovativo e trova spunti nella luce del Sud Italia, ma anche nelle luminarie delle feste patronali. Le diverse creazioni sono realizzate partendo da tecniche artigianali tramandate di generazione in generazione, rilette con un linguaggio postmoderno.

 

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Fino al 27 marzo ’24 Palazzo Lombardia ospita mostra ‘Il senso della vita’

Par : Fabio Benati
20 mars 2024 à 20:23

Uno sguardo profondo e coinvolgente sulla vita quotidiana di mamme, bambini, medici e operatori sanitari che, insieme, trovano significato nella reciproca solidarietà e nell’impegno a servire i più vulnerabili. La comunità di Kalongo, nel nord dell’Uganda, ha con tenacia difeso e curato l’ospedale e la sua scuola, da sempre un punto di riferimento per centinaia di migliaia di persone.

Il senso della vita per Padre Ambrosoli in mostra a Palazzo Lombardia

Nei volti e nei sorrisi di queste persone risiede il senso della vita ricercato da Padre Giuseppe Ambrosoli, che dà il titolo alla mostra fotografica e video documentaristica ‘Il Senso della Vita’ inaugurata a Palazzo Lombardia nello Spazio IsolaSET dal presidente della Regione Lombardia  Attilio Fontana insieme all’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e al Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.

Presenti anche Giuliano Rizzardini, direttore Dipartimento Malattie Infettive Ospedale Sacco di Milano e Giovanna Ambrosoli, presidente Fondazione Ambrosoli.

Fino al 27 marzo a Palazzo Lombardia la mostra ‘Il senso della vita’

L’esposizione della Fondazione Ambrosoli, aperta al pubblico fino al 27 marzo, ricorda il missionario Beato. Gli scatti e i video ci restituiscono la conoscenza dell’eredità che ha lasciato: il dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo (Nord Uganda) e la scuola di ostetricia St. Mary.

Il dr. Ambrosoli Memorial Hospital Kalongo è l’unico ospedale del Distretto di Agago, con un bacino di utenza di circa 500.000 persone, provenienti anche dai 6 distretti confinanti, in cui non sono presenti strutture ospedaliere. Ogni anno sono in media 50.000 le persone assistite. In oltre 60 anni di attività oltre 3 milioni di pazienti hanno ricevuto assistenza sanitaria. Di questi il 70% donne e bambini sotto i 5 anni. Dalla sua nascita nel 1959 la St Mary Midwifery School ha trasformato più di 1.650 giovani donne in ostetriche altamente qualificate e fortemente motivate. Oggi la struttura è riconosciuta come una delle migliori del Paese.

Fontana: motivo di orgoglio ricordare Giuseppe Ambrosoli

“Era un uomo coraggioso e un visionario. Giuseppe Ambrosoli avrebbe potuto lavorare nell’azienda di famiglia, a Ronago, in provincia di Como, notissima in Italia e nel mondo per la produzione del miele e delle caramelle che tutti abbiamo assaggiato – commenta il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – ma scelse di diventare medico e missionario. Per noi è certamente motivo di orgoglio ricordarlo a Palazzo Lombardia. Alla nostra terra lo legano, oltre ai natali e agli affetti familiari, anche l’esperienza acquisita all’Ospedale di Tradate. Qui Ambrosoli ha completato il suo praticantato di Chirurgia durante gli anni in cui studiava teologia a Venegono Superiore per la sua formazione missionaria (1951-1955). Un luogo che è stato importante nella sua vita in quanto fu ricoverato e curato proprio in questo ospedale quando è tornato in Italia a causa di alcuni problemi di salute”.

“Le sue opere – ha concluso – sono esposte nella mostra video fotografica che raccontano l’ospedale di Kalongo, la scuola e la comunità che lo circonda”.

Mons. Delpini: la sua vita è testimonianza della carità di Cristo

“La gente di Kalongo (nord Uganda) – ha ricordato l’Arcivescovo Delpini – lo aveva chiamato ‘Doctor Ladit’, ‘grande medico’, termine affettuoso che non ha tanto a che fare con la sua competenza medica, seppur grande anche quella, ma con la sua grandezza di umanità. Il suo modo di trattare i pazienti con competenza e umiltà, la sua disponibilità verso tutti i malati e soprattutto i più bisognosi, la sua profonda spiritualità e la vita di preghiera lo rendevano grande agli occhi della gente per cui ha speso la propria vita in testimonianza alla Carità di Cristo”.

Bertolaso: esempio da seguire per coraggio e dedizione verso i malati

“Esiste una malattia – ha sottolineato l’assessore al Welfare Bertolaso, che è anche medico – che si chiama malaria e accompagna l’uomo sin dalla sua comparsa sulla Terra. Purtroppo anche oggi, muoiono milioni di donne, uomini e bambini, per la malaria. Una malattia dei poveri, degli ultimi, molto presente in Africa e a tutt’oggi non esiste un vaccino per curarla: non è un parassita, non è un virus ma è intollerabile che ancor oggi se hai un attacco di malaria cerebrale si curi con il chinino. Padre Giuseppe e gli altri missionari che hanno lavorato in Africa molto più di me sono un esempio da seguire, per il coraggio e la dedizione verso i malati“.

L’importanza del diritto alla salute

“L’importanza del diritto alla salute, soprattutto in Africa – afferma Giovanna Ambrosoli, presidente della Fondazione Ambrosoli – è un tema cruciale che richiede attenzione e azione a livello globale. In Africa, come in molte altre parti del mondo, l’accesso a cure mediche di qualità è spesso limitato dalla mancanza di risorse e infrastrutture sanitarie adeguate, dall’estrema povertà delle fasce più vulnerabili di popolazione e da enormi disuguaglianze socio-economiche. Il diritto alla salute è un pilastro fondamentale per il benessere e lo sviluppo di ogni individuo e della sua comunità, e deve essere garantito in modo equo e universale, soprattutto in contesti come l’Africa, dove le sfide sanitarie sono enormi e urgenti”.

Orari di apertura della mostra ‘Il senso della vita’ a Palazzo Lombardia

Dal 21 al 27 marzo 2024 – Ingresso libero
Dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.00
Sabato e domenica dalle 11.00 alle 18.00

Spazio IsolaSET
Palazzo Lombardia – via Galvani, 27 Milano.

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Natale Regione: pista ghiaccio e mostra ‘Natale Pop a Palazzo Lombardia’ 

1 décembre 2023 à 18:00

Primo weekend con atmosfera natalizia nella piazza della Regione Lombardia. Non solo la pista di pattinaggio su ghiaccio coperta più grande di Milano, ma anche nello spazio ‘Isola Set’ (lato via Galvani), la mostra ‘Natale Pop a Palazzo Lombardia’ con la possibilità di ammirare – con ingresso gratuito – opere di Andy Warhol, Gomor e altri importanti artisti in un contesto coloratissimo dedicato alla ‘pop art’ e alle imperdibili opere a firma Walt Disney.

E, ancora, quattro igloo illuminati con ambienti fiabeschi, in cui scattare selfie e foto ricordo, una giostra retrò, una pista per snowboard destinata a bambini dai 3 ai 6 anni.

Il Natale a Palazzo Lombardia anche con una mostra

Andy Warhol albero Natale

Sono solo alcune delle proposte della Regione in programma, da oggi e fino al 7 gennaio, sotto il titolo ‘Insieme è Natale a Palazzo Lombardia’, in piazza Città di Lombardia. Il tutto sarà arricchito dalla possibilità di effettuare visite al Belvedere del 39° piano – con prenotazione obbligatoria sul sito www.eventi.regione.lombardia.it – dal 7 al 10 dicembre dalle ore 10 alle 18, il 17 dicembre dalle ore 10 alle 18, e il 6 e 7 gennaio dalle ore 10 alle 18.

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