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Fiume Olona, inaugurata vasca di laminazione di Canegrate 

15 mai 2025 à 13:27

Inaugurata dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e  l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi la vasca di laminazione delle piene del fiume Olona nei Comuni di San Vittore Olona, Canegrate e Parabiago (Milano). È  un’opera di difesa dalle esondazioni che fa parte dell’assetto di progetto dell’Olona disegnato nella Pianificazione di bacino. Prevede, tra l’altro,  una serie di casse di laminazione ai fini della sicurezza idraulica sia del territorio attraversato che della città di Milano, dove il corso d’acqua scorre sotterraneo. L’impianto potrà contenere fino a un milione di metri cubi d’acqua.  All’inaugurazione  erano presenti anche i rappresentanti del territorio e di Aipo (Agenzia interregionale fiume Po).

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi (a sinistra) al taglio del nastro della vasca di laminazione sul fiume Olona a Canegrate (Milano).Fontana: risposta importante al territorio

“Quest’opera – ha detto il presidente Fontana – è importante perchè purtroppo gli eventi meterologici che in questi anni si ripetono portano a esondazioni. L’Olona, a questo proposito, può creare dei problemi, credo quindi questa sia un’opera importante per salvaguardare tutta la parte a sud, a valle di tutto il percorso del fiume. È un lavoro che sicuramente ha comportato fatica, tempo, impegno, ma che credo darà una risposta importante ai territori.”

Sicurezza idraulica

Fra le opere previste per la sicurezza idraulica lungo l’asta dell’Olona è già operativa a monte, dal 2004, l’area di laminazione di Malnate (Varese), dove la diga di Ponte Gurone, gestita da Aipo, consente un invaso di 1,5 milioni di mc. A valle, prima dell’ingresso a Milano, è invece da tempo in funzione il Canale Scolmatore di Nord Ovest (CSNO), anch’esso gestito da Aipo, che intercetta l’Olona a monte e a valle dell’abitato di Rho, con due opere di presa che derivano rispettivamente 25 metri cubi al secondo e 15 mc/s.
Con due finanziamenti successivi Regione Lombardia ha messo a disposizione 18 milioni di euro per la realizzazione dell’area di laminazione inaugurata oggi, che si compone di due invasi posti in sinistra idraulica, collegati fra loro, e di quattro aree golenali in sponda destra e sinistra, ottenendo complessivamente un invaso di circa 1 milione di metri cubi.

Salvaguardia abitato

Con una variante dei lavori si è ottenuto un miglioramento della sua funzionalità idraulica assieme alla salvaguardia dell’abitato delle Cascinette in comune di Canegrate, posto in prossimità dell’opera di presa dell’area di espansione, attraverso la limitazione del deflusso di piena al di sotto del ponte delle Cascinette e inserendo a monte di esso un manufatto di controllo dotato di paratoia che tiene la portata transitante massima a circa 15 mc/s.

Comazzi: traguardo strategico Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi (a sinistra) in un momemnto dell'inaugurazione della vasca di laminazione sul fiume Olona a Canegrate (Milano).

“L’inaugurazione della vasca di laminazione sull’Olona – ha spiegato l’assessore Comazzi – rappresenta un traguardo strategico per la sicurezza del territorio e un passo concreto nella prevenzione del rischio idraulico. È un’opera complessa, frutto di una collaborazione efficace tra Regione Lombardia, i Comuni coinvolti e tutti gli enti territoriali, che oggi ci permette di proteggere i centri abitati da eventi di piena sempre più frequenti”.

Fiume Olona, inaugurata vasca laminazione di Canegrate

“Non solo – ha continuato –  grazie agli interventi di riqualificazione ambientale, abbiamo restituito al fiume una funzione ecologica e paesaggistica, integrandolo con percorsi ciclopedonali e aree verdi a beneficio della collettività. Regione Lombardia continuerà quindi a investire con decisione per rendere i nostri territori sempre più sicuri, sostenibili e vivibili”.

Attivazione dei bacini

Per avere una gestione ottimale dell’invaso e del post-piena è prevista l’attivazione sequenziale dei bacini. Tuttociò allo scopo di ridurre la frequenza di allagamento del bacino di monte e consentirne il massimo sfruttamento agricolo, ma senza modificare i volumi massimi accumulabili. In pratica, in caso di piena a riempirsi per primo è il bacino di valle; solo nel caso che il volume d’acqua sia maggiore, si attiva anche il comparto di monte.

Tutela del territorio

La restituzione delle acque al fiume Olona al termine dell’evento avviene in maniera naturale, per gravità. Da sottolineare che durante l’esecuzione dei lavori l’area era stata già laminata durante alcuni eventi di piena, proteggendo il territorio. L’inserimento dell’opera nel contesto è avvenuto in stretta collaborazione con gli Enti territoriali, Comuni e Plis, Parco locale interesse sovraccomunale dei Mulini, con una grande attenzione al recupero degli ambiti perifluviali e al rispetto della vocazione agricola della zona. La Regione Lombardia ha stanziato altri 400.000 euro per questo scopo.

Ambiente e natura

Particolare importanza è stata data agli aspetti ambientali e naturalistici: quattro aree golenali poste in destra e destra idraulica del fiume Olona sono state oggetto di sistemazione e recupero ambientale, realizzando progetti concordati col Plis dei Mulini. Nell’alveo attivo dell’Olona sono previste opere di ripristino della continuità longitudinale. All’interno delle aree si realizzeranno aree boscate di connessione ecologica con quella già esistenti al di fuori, aumentando il potenziale bionomico della zona.

Nei periodi di non utilizzo ‘idraulico’, i terreni di fondo dell’area di laminazione potranno continuare ad essere coltivati, grazie alla realizzazione non solo di una rete di canali interni, ma anche di una nuova presa irrigua che, insieme al manufatto di collegamento della roggia Bellona, li alimentano.

Rete dei canali

La rete interna di canali è realizzata in terra, che, oltre a conferire più naturalità, consente la formazione di habitat favorevoli alla fauna acquatica e all’avifauna. Nel bacino di valle, appena prima dell’opera di restituzione, di concerto con il Plis dei Mulini è stata realizzata una vera e propria area umida.

L’integrazione col territorio si completa con la realizzazione di percorsi collegati con la rete ciclabile, tra cui l’Olona Greenway, molto frequentata da cittadini ed escursionisti. L’opera coniuga la sicurezza idraulica con la riqualificazione fluviale e la valorizzazione ambientale, nel rispetto dei valori e delle consuetudini insediative delle comunità locali, raggiungendo una corretta integrazione con l’ambito territoriale che la ospita.

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Parco del Mincio, Regione esalta le qualità: gioiello verde da valorizzare

Par : redazione
19 octobre 2023 à 16:01

Visita istituzionale al Parco del Mincio, gioiello verde della Lombardia, per gli assessori regionali Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste). Con loro anche il presidente Maurizio Pellizzer e il direttore Cinzia De Simone.

Parco del MincioParco del Mincio

Il parco, istituito con legge regionale nel 1984, ha un’estensione territoriale molto ampia, circa 16.000 ettari, tra cui spiccano le riserve naturali di Castellaro Lagusello, Vallazza e valli del Mincio oltre al parco delle Bertone. Il terreno spazia dalle colline moreniche alla pianura terrazzata, dalla zona meandri forme a paleoalvei al complesso dei laghi di Mantova. Un’eccezionale varietà di situazioni, in cui si trovano anche notevoli elementi architettonici e artistici tra cui il santuario di Santa Maria delle Grazie, la villa al Parco Bertone e numerose dimore dei tempi dei Gonzaga.

E’ inoltre attraversato dalla pista ciclabile Mantova-Peschiera, che si snoda per quasi 40 km, parte dei quali con tratti non asfaltati, costeggiando il corso del fiume Mincio.

Polmone verde lombardo

“Il parco del Mincio – ha spiegato l’assessore Comazzi – è il polmone verde della provincia di Mantova. Un luogo magnifico caratterizzato da una ricca biodiversità e da un patrimonio faunistico di incredibile valore. Al suo interno possiamo trovare sei riserve naturali (Valli del Mincio, Vallazza, Castellaro Lagusello, Garzaia di Pomponesco, Palude di Ostiglia, Isola Boscone) e ben 12 siti appartenenti alla rete europea Natura 2000. Tutte queste aree fanno del parco del Mincio un’eccellenza, un’oasi che che ospita quasi 300 specie di uccelli differenti, oltre a molteplici varietà di piante. Un patrimonio quindi da tutelare e valorizzare”.

“Il nuovo bacino di sedimentazione alla foce dell’Osone – ha continuato – va proprio in questa direzione. Con un investimento da 255 mila euro da parte di Regione si creerà infatti un’area umida che migliorerà le condizioni del tratto terminale del canale. In questo modo sarà tutelata la qualità delle acque e la biodiversità”.

Gioiello del territorio mantovano

Parco del Mincio“Il Parco del Mincio – ha sottolineato l’assessore Beduschi – è un vanto del territorio mantovano. Negli anni è diventato esempio di tutela del territorio, del paesaggio e dell’ambiente. Anche la sua storia e la sua cultura sono sempre più a disposizione di cittadini e visitatori. L’impegno di Regione Lombardia per valorizzare questo patrimonio è quindi costante. Lo dimostrano anche gli interventi sui canali Goldone e Osone. Proseguono infatti i lavori per realizzare sgrigliatori e bacini di sedimentazione. L’obiettivo è infatti quello di intercettare i rifiuti presenti nelle acque e attivare così la fitodepurazione per sottrarre inquinanti grazie all’azione delle piante”.

I 18 Comuni dell’area

Il parco regionale del Mincio comprende diciotto Comuni: Ponti sul Mincio, Monzambano, Volta Mantovana, Goito, Marmirolo, Rodigo, Porto Mantovano, Curtatone, Mantova, Borgo Virgilio, Bagnolo S. Vito, Sustinente, Roncoferraro, Cavriana, Pomponesco, Borgocarbonara, Ostiglia, Desenzano del Garda.

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