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Lecco. Regione in campo per valorizzare Distretto della biomeccanica

Par : Marco Dozio
18 septembre 2025 à 13:31

Regione è in campo con il tour istituzionale ‘Lombardia Protagonista Qui Puoi’, che giovedì 18 settembre ha fatto tappa a Lecco, per valorizzare le eccellenze economiche dei territori agevolando le sinergie tra imprese, istituzioni, università, istituti di formazione e ricerca, hub di innovazione e istituti di credito. L’obiettivo è ‘fare sistema’ affinché la Lombardia possa consolidare la propria competitività nel contesto internazionale.

‘Lombardia Protagonista. Qui Puoi’ incontra Lecco

Il tour istituzionale ‘Lombardia Protagonista. Qui Puoi’, promosso dal governatore Attilio Fontana e dall’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, e oggi a Lecco, va nella direzione di intensificare il dialogo con aziende e stakeholder finalizzato a rafforzare le filiere e gli ‘ecosistemi’ economici locali.

A Lecco la decima tappa ha avuto come focus il Distretto territoriale della Biomeccanica. In mattinata Fontana e Guidesi, insieme al sottosegretario regionale all’Autonomia Mauro Piazza, hanno incontrato i protagonisti del settore nel corso di un tavolo istituzionale che si è svolto nell’Aula Magna del Politecnico di Milano (Polo di Lecco), per poi visitare nel pomeriggio alcune aziende del comparto.

Fontana: a disposizione per costruire strategie condivise

L'intervento del presidente Fontana alla tappa di Lecco del tour istituzionale 'Lombardia Protagonista. Qui Puoi'“Come Regione – ha evidenziato il governatore Fontana – ci mettiamo a disposizione per costruire strategie condivise in grado di garantire un ulteriore impulso alle economie territoriali. Il nostro supporto si declina da un lato in bandi e misure a sostegno degli investimenti delle imprese, dall’altro in un ruolo di regia rispetto alla necessità di connettere i diversi soggetti coinvolti nello sviluppo di un determinato settore, puntando su un approccio che guarda alla ‘filiera allargata’. Le interazioni tra istituzioni, mondo produttivo, mondo accademico e scientifico e istituti formativi sono fondamentali. Siamo e saremo accanto al territorio della provincia di Lecco, alla sua grande tradizione manifatturiera e al suo protagonismo nell’ambito dell’innovazione”.

Guidesi: dare forza alle peculiarità dei territori

L'intervento dell'assessore Guidesi alla tappa di Lecco del tour istituzionale 'Lombardia Protagonista. Qui Puoi'“Dare forza – ha sottolineato Guidesi – alle peculiarità economiche dei singoli territori, favorendo la connessione tra i ‘know how’ di cui disponiamo, significa creare le condizioni affinché la Lombardia possa mantenere il ruolo di guida dell’economia italiana ed europea. Siamo la prima regione manifatturiera del Continente. Abbiamo dunque il dovere di essere ambiziosi e continuare a puntare sulle realtà produttive. Lavoriamo per contribuire a proiettare gli ecosistemi economico locali verso il futuro dal punto di vista della pianificazione strategica”.

Piazza: sostegno alle eccellenze e al sistema economico

L'intervento del sottosegretario Piazza alla tappa di Lecco del tour istituzionale 'Lombardia Protagonista. Qui Puoi'“Regione – ha affermato Piazza – è al servizio del territorio offrendo sostegno per consolidare le eccellenze del nostro sistema economico. Il Polo territoriale del Politecnico di Milano realizzato con il contributo di Regione, con il concerto di tutto il ‘Sistema Lecco‘, ne è il chiaro esempio.
Ringrazio il presidente Fontana e l’assessore Guidesi che, anche in questa occasione, garantiscono la massima disponibilità per aiutare le imprese e sostenere lo sviluppo del nostro territorio. La provincia di Lecco in tutte le sue articolazioni territoriali, dalla Brianza al lago fino alle valli, è la terra dell’operosità: siamo impegnati a favorire nuove opportunità di crescita attraverso la costruzione di ponti concreti fra università, ricerca e impresa”.

Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS)

Un momento del tavolo del tour 'Lombardia protagonista. Qui Puoi' a LeccoIl tavolo odierno è stata l’occasione per presentare agli stakeholders le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), un modello sperimentale di azione pubblica che Regione Lombardia attiverà ispirandosi all’esempio di MIND.
L’idea è quella di sostenere aggregazioni spontanee di soggetti pubblici e privati – localizzati in un determinato territorio – che condividano una vocazione produttiva ed economica ben definita.
L’obiettivo delle ZIS è promuovere la cultura dell’innovazione, i flussi di conoscenza tra università, centri di ricerca, aziende e mercati, nonché la competitività delle imprese e dei territori su scala globale e costruire nuove esperienze di sviluppo del tessuto economico-produttivo locale.

Vogliamo costruire risposte mirate

L'assessore Guido Guidesi“Non vogliamo adottare un approccio uniforme a livello istituzionale, ma costruire risposte mirate, calibrate sulle esigenze specifiche dei singoli settori, soprattutto in un contesto in cui le contingenze economiche evolvono con grande rapidità. Le ZIS si inseriscono proprio in questa logica. Vogliamo continuare a creare le condizioni perché fare impresa in Lombardia sia, oggi più che mai, una scelta conveniente”, ha affermato l’assessore Guidesi.
Alla base ci sarà una mappatura dettagliata che permetterà di individuare gli attori da coinvolgere in ciascuna ZIS, con la possibilità di includere anche soggetti strategici esterni all’area geografica di riferimento.

Le richieste e proposte dai territori

Un momento dell'incontro al Polo territoriale di Lecco del PolimiL’istituzione delle ZIS avverrà su proposta dei territori, attraverso un bando regionale per manifestazioni d’interesse. I criteri premieranno le iniziative capaci di attivare sinergie pubblico-private, attrarre talenti e capitali, promuovere formazione e generare partnership a livello locale, nazionale e internazionale. Ogni ZIS sarà valutata anche in termini di impatto economico e sociale.

“Da parte nostra – ha proseguito Guidesi – saremo pronti a mettere in campo, oltre alle misure economiche già attivate e che a oggi a vario titolo sfiorano i 100 milioni di euro, strumenti specifici dedicati a ogni singola Zona di Innovazione e Sviluppo”.

Il piano industriale della Regione

Le ZIS vanno a integrare il piano di politica industriale regionale redatto nel 2023. La Lombardia è stata la prima regione italiana a dotarsi di uno strumento di pianificazione strategica che ha analizzato il contesto socio-economico lombardo in termini di ‘ecosistemi’, di mappatura delle specializzazioni industriali e di strategie da attuare. Il progetto di valorizzare ulteriormente le filiere e i distretti industriali, declinato anche nel tour sui territori, ha appunto la finalità di aggiornare il lavoro del 2023.

La biomeccanica a Lecco e in Lombardia

Biomeccanica al centro di 'Lombardia Protagonista. Qui Puoi' a LeccoLa biomeccanica in Lombardia rappresenta un settore strategico dell’innovazione applicata alla salute, all’interno della filiera delle ‘Life Sciences’. Si tratta di un ecosistema articolato che coinvolge oltre 1.400 imprese specializzate nella produzione di protesi, ortesi intelligenti, esoscheletri e tecnologie per la riabilitazione, in stretta collaborazione con università come il Politecnico di Milano e con cluster tecnologici regionali. Il comparto ha un peso economico rilevante. La filiera delle ‘Life Sciences’ in Lombardia, infatti, vale circa 84,7 miliardi di euro di produzione e 29,8 miliardi di valore aggiunto, pari al 13% del PIL regionale (dati 2024 Assolombarda). E beneficia della crescita del settore ‘medtech’, che ha registrato nel primo trimestre 2025 un incremento del fatturato dello 0,1%, della produzione industriale dello 0,4% e dell’occupazione dello 0,5% (dati UnionCamere Lombardia).

Livello occupazionale

A livello occupazionale, il settore dei dispositivi medici in Lombardia impiega circa 30.000 addetti, ovvero il 41% del totale nazionale, e si stima che tra i 6.000 e gli 8.000 lavorino direttamente in ambiti legati alla biomeccanica. Le figure più richieste sono ingegneri biomedici e meccanici, tecnici di produzione e ricercatori in materiali avanzati (dati sistema Informativo Excelsior – UnionCamere). La formazione gioca un ruolo centrale. Nelle università lombarde ci sono circa 3.500 studenti iscritti a corsi di laurea con indirizzo biomeccanico, mentre negli ITS sono circa 1.200 gli studenti impegnati in percorsi collegati al settore. Per entrambi i percorsi il tasso di occupazione supera l’80%. Rendendo la biomeccanica un campo particolarmente interessante per i giovani.

Lombardia la più attrattiva

Inoltre la Lombardia è la principale regione attrattiva per gli investitori esteri in Italia nel campo del medtech, con oltre il 60% di presenze straniere, e concentra più del 35% degli investimenti nazionali in ricerca applicata alla biomeccanica e ai dispositivi medici (Assolombarda, 2024).

Meccanica di precisione, meccatronica e biomedicale

All’interno di questo quadro generale, la provincia di Lecco occupa una posizione di rilievo in particolare nei settori della meccanica di precisione, della meccatronica e nel settore biomedicale e della biomeccanica applicata. Nel 2024 il comparto meccanico-meccatronico locale, che include applicazioni biomeccaniche, ha mantenuto una domanda stabile sul mercato interno (fonte: Confindustria Lecco-Sondrio). Lecco è stato inoltre l’unico distretto lombardo ad avere un saldo occupazionale positivo nel secondo semestre del 2024, segno di un mercato del lavoro dinamico e attrattivo per settori ad alta specializzazione.

Il Polo territoriale del Politecnico di Milano

Il presidente Fontana durante il tourUn elemento decisivo per questa trasformazione è stato lo sviluppo del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, inaugurato nel 1989 e rafforzato dall’Accordo di Programma del 2003 (sottoscritto da Regione Lombardia, Comune e Provincia di Lecco, Azienda Ospedaliera, Politecnico di Milano e Camere di Commercio) che ha consentito la realizzazione di un campus moderno, residenze universitarie, laboratori di ricerca e spazi per la cittadinanza. Negli anni si sono aggiunti il Polo del CNR, il Laboratorio Pier Luigi Nervi, il Laboratorio E4Sport@Lecco e altri centri di ricerca che hanno consolidato la vocazione del territorio nella biomeccanica e nella riabilitazione.

Tecnologie avanzate per sport e riabilitazione

Il presidente Fontana testa le applicazioni Da queste basi sono nati progetti innovativi come Spider@Lecco ed Empatia@Lecco, che introducono tecnologie avanzate per la riabilitazione, e il laboratorio E4Sport@Lecco, che lega sport e recupero funzionale. Lecco ospita anche iniziative come ActivE3, dedicate allo sport inclusivo, e il Living Lab Lecco, che diventerà un centro nevralgico per la ricerca su medicina personalizzata, riabilitazione e tecnologie sportive. A rafforzare l’ecosistema contribuiscono il Polo CNR, con istituti specializzati in polimeri, materiali avanzati e robotica, e collaborazioni pubblico-private come quelle con Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute e la startup Oversonic Robotics, che hanno introdotto sul territorio soluzioni come il robot umanoide RoBee per la riabilitazione neurologica.

Hub strategico per la biomeccanica

In questo contesto Lecco si sta affermando come hub strategico per la biomeccanica, capace di integrare ricerca, sanità, sport e industria. Le prospettive di crescita sono solide, con ricadute importanti sull’occupazione, sull’attrattività per i giovani e sulla competitività delle imprese, soprattutto nei campi della robotica riabilitativa, dell’analisi del movimento, dei materiali biomedicali e della formazione specialistica.

Visite nelle aziende

La giornata di lavoro ha incluso alcune visite istituzionali nelle aziende per proseguire sui territori, dal Lago alla Brianza, il dialogo col mondo produttivo. Dopo l’incontro con gli stakeholder al Politecnico, Fontana, Guidesi e Piazza hanno infatti visitato nel pomeriggio la Gilardoni Raggi X di Mandello del Lario e la Permedica di Merate.

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L’impegno di Regione Lombardia per l’ospedale di Merate

19 mars 2024 à 19:08

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha incontrato i dipendenti dell’ospedale di Merate e i sindaci del meratese per discutere del futuro del presidio ospedaliero. All’incontro erano presenti, tra gli altri, il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza; Michele Brait, direttore generale ATS Brianza; Alberto Ambrosio, direttore vicario DG Welfare Regione e Marco Trivelli direttore generale Asst Lecco.

“Regione Lombardia – ha detto l’assessore – è impegnata a rilanciare l’ospedale di Merate, che ritengo di primo livello, e potenziare i suoi servizi”.

Punto nascita, garantito alle donne in gravidanza percorso massima sicurezza

Lo scorso 11 marzo è stata sospesa l’attività del punto nascita dell’ospedale di Merate e sarà garantita in ogni caso l’assistenza a tutte le donne in gravidanza per un percorso in massima sicurezza. Per 8 settimane è previsto il mantenimento dell’organizzazione ordinaria dell’assistenza al parto h24 per le donne in autopresentazione clinicamente non trasferibili all’ospedale Manzoni di Lecco. L’11 maggio prossimo, contestualmente alla sospensione definitiva del punto nascita di Merate, sarà potenziata l’area della donna e del bambino del nosocomio meratese e rafforzato il punto nascita di Lecco.

Consultori

Sarà inoltre potenziata l’attività dei consultori di Merate, aperto da lunedì a sabato, e del consultorio di Casatenovo, aperto da lunedì al venerdì.

Gli investimenti di Regione Lombardia all’ospedale di Merate

Nel corso della riunione è stata annunciata la realizzazione a Merate dell’home visiting ostetrico e del centro per le cure palliative pediatriche. Sarà ampliata l’offerta chirurgica e urologica, e ulteriormente sviluppata l’orto geriatria e la medicina preoperatoria. Da Regione Lombardia anche ulteriori risorse anche per l’acquisto di nuove apparecchiature tecnologiche per la radiologia. E in programma la trasformazione Centro Dialisi Infermieristico in un vero e proprio Centro Dialisi che prevede l’assistenza di medici.

Bertolaso: Merate tornerà ad essere punto di riferimento del territorio

“I cittadini del meratese hanno diritto a un ospedale efficiente e sicuro. Con il nostro impegno e con la collaborazione di tutti, il presidio ospedaliero di Merate tornerà a essere un punto di riferimento per la salute del territorio” ha concluso l’assessore Bertolaso.

Sottosegretario Piazza: presenza assessore conferma impegno Regione

“La presenza di oggi dell’assessore Bertolaso, che ringrazio – ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza – è stata la conferma di un impegno in prima linea dell’assessore e della struttura della DG Welfare sul presidio di Merate al fianco della nuova direzione strategica guidata da Marco Trivelli. Impegno che si concretizzerà da subito con ulteriori investimenti. Come ho sempre detto e come è stato ribadito dall’assessore Bertolaso non c’è nessuna intenzione da parte di Regione di una riduzione del ruolo del Mandic come ospedale di primo livello. Un presidio ospedaliero che sta cercando di affrontare le stesse criticità che riguardano tutto il sistema sanitario regionale”.

Competenze e professionalità all’ospedale di Merate

“L’ospedale di Merate, come confermato dalla relazione della Direzione strategica, è dotato di competenze altamente qualificate che lo identificano chiaramente come un presidio indipendente. Ed ha la fortuna di avere dalla sua anche un grande senso di appartenenza dei professionisti che ci lavorano”.

Stanziati 500.000 euro per la radiologia

“Nei prossimi mesi – ha concluso Piazza – continuerò a raccordarmi con Trivelli e con l’assessore Bertolaso per proseguire in questo lavoro garantendo anche degli importanti investimenti in apparecchiature mediche tecnologiche che faciliteranno il lavoro quotidiano nel presidio del Mandic come, ad esempio, con lo stanziamento di 500.000 euro per il reparto di radiologia”.

 

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Lecco, Parchi Monte Barro, Montevecchia-Valle del Curone, ok nuovi confini

26 février 2024 à 17:54

Palazzo Lombardia ha approvato il progetto di legge di ampliamento dei confini dei parchi regionali del Monte Barro e Montevecchia-Valle del Curone (Lecco). Più precisamente, nella nuova riorganizzazione entrano nel parco del Monte Barro i Comuni di Garlate e Valmadrera. Faranno invece parte del Parco di Montevecchia-Valle del Curone i Comuni di Airuno, Merate, Olgiate Molgora e Valgreghentino.

Nello stesso provvedimento anche una modifica in riduzione del confine del Parco di Montevecchia di due piccole porzioni di territorio. I Comuni interessati sono quelli di  Merate e di Missaglia. In conseguenza dell’ampliamento nel Parco di Montevecchia, i Comuni di Airuno e Valgreghentino entrano a far parte della Comunità del Parco.

Il documento è stato proposto dall’assessore al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi  di concerto con il sottosegretario alla Presidenza, Mauro Piazza.

Gestione partecipativa e condivisa del territorio

“Questo progetto di legge – ha affermato Comazzi – rappresenta un passo significativo per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale. Con queste misure, miriamo a garantire una maggiore protezione degli ecosistemi locali e a promuovere un uso sostenibile delle risorse ambientali. L’inclusione dei Comuni di Airuno e Valgreghentino nella Comunità del Parco di Montevecchia evidenzia l’impegno verso una gestione partecipativa e condivisa del territorio. Come Regione Lombardia continueremo a lavorare per preservare e arricchire il nostro ambiente per le generazioni future”.

Lecco, nuovi confini ai parchi,  gli enti coinvolti

Regione Lombardia – ha spiegato  Piazza – con questa proposta di progetto di legge, ha proseguito un percorso già iniziato nello scorso anno con l’incontro svoltosi a Galbiate nella sede del Parco del Monte Barro, Villa Bertarelli. Tutti gli enti coinvolti nei lavori della conferenza programmatica  – ha evidenziato –  hanno valutato positivamente il progetto di integrazione, aggregazione e ampliamento delle aree. I Comuni coinvolti sono quelli di Valmadrera, Garlate, Airuno, Olgiate Molgora, Valgreghentino e Merate. Questo consentirà di promuovere strategie di potenziamento della rete ecologica regionale, di salvaguardare la qualità del paesaggio e i caratteri naturalistici e ambientali delle aree. Saranno inoltre valorizzate le risorse identitarie e le emergenze storico-architetton

Tutela delle aree protette

Il territorio lecchese, ha proseguito Piazza, “è ricco di paesaggi di grande valore e vanta di un patrimonio naturale custodito dalle aree protette: parchi, riserve e monumenti naturali ed è proprio per questo che mi sono impegnato in prima persona a far calendarizzare questo argomento quanto prima. L’obiettivo di Regione Lombardia è sempre stato quello di tutelare le aree protette e di consolidare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale e dei valori paesaggistici del territorio, un obiettivo definito nel Programma Regionale di Sviluppo di questa legislatura”.

Territorio valorizzato

Con l’approvazione di questa proposta, ha aggiunto Piazza, “grazie al lavoro svolto dall’assessore Comazzi, con il coinvolgimento degli enti gestori dei parchi, intendiamo tutelare, valorizzare, salvaguardare la ricchezza del nostro territorio. Regione Lombardia – ha concluso il sottosegretario – ha sempre posto una particolare attenzione verso il paesaggio affinché si sviluppino azioni di tutela e valorizzazione dei molteplici paesaggi di qualità che contraddistinguono il territorio lombardo. Ora attendiamo l’approvazione della proposta di progetto di legge in Consiglio regionale“.

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Lombardia è ricerca, 1 milione a Rosenberg e June per lotta contro i tumori

Par : redazione
8 novembre 2023 à 15:18

Gli scienziati americani Steven A. Rosenberg e Carl H. June hanno ricevuto al Teatro alla Scala di Milano dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dall’assessore  a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, il Premio Internazionale ‘Lombardia è Ricerca‘ per la lotta contro i tumori. Si tratta di un riconoscimento da 1 milione di euro che dovrà essere utilizzato per il 70% per attività di studio e analisi da condurre in Lombardia.

La consegna del ‘Nobel’ lombardo è avvenuta al termine della sesta edizione della Giornata della Ricerca ideata e realizzata dalla Regione Lombardia per premiare la miglior scoperta scientifica nell’ambito delle Scienze della Vita. Il tema di quest’anno era ‘Modelli innovativi di cura, terapia e prevenzione’. E la scelta è stata fatta da una giuria di 14 top scientist di livello internazionale, presieduta dal professor Marco Bianchi dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano.

Presidente Fontana: senza ricerca non c’è futuro

ricerca tumori“Oggi la ricerca – ha detto Fontana – fa passi da gigante nella lotta al nemico numero uno per la salute della collettività. Ne sarebbe fiero Umberto Veronesi, cui questa giornata è intitolata e dedicata. Premiamo due scoperte che si integrano per completarsi: il trasferimento cellulare adottivo di Rosenberg e la modifica genetica di cellule immunitarie di June”.

E poi il presidente Fontana ha voluto anche lodare i giovani che hanno accettato la sfida presentando i loro progetti. “È questa la via che intendiamo indicare a ricercatori e studenti che, con le loro innovazioni, app e strumenti, apportano un contributo determinante nel campo della prevenzione e promozione di stili di vita sani, anch’essi cruciali nella lotta al cancro. Così come cruciale resta la loro attenzione alle fragilità e la voglia di incidere con nuove tecnologie al miglioramento della vita di tanti cittadini che vivono con i loro diversi talenti e abilità”.

Contributo alla ricerca scientifica

intervento Fontana“Con questo premio – ha proseguito Fontana – valorizziamo il contributo della ricerca scientifica per il progresso sociale ed economico. E oggi siamo ancora più convinti di voler incidere sul benessere della popolazione, premiando la qualità e la ricerca, nel mondo e in Lombardia perché un Paese senza ricerca e senza innovazione è un paese senza futuro”.

Assessore Fermi: premio è grande esempio di collaborazione

ricerca tumori“Vogliamo continuare a far crescere ogni giorno sul nostro territorio – ha aggiunto Fermi – nuove teorie e tecnologie potenzialmente ‘dirompenti’. Siamo sulla strada giusta, come dimostrano i numeri che possiamo vantare nella nostra Regione e come, in maniera davvero perfetta, dimostra anche questo Premio della Ricerca, mirabile sintesi tra mondo dell’Università, della Ricerca e dell’Innovazione. E quest’anno, più che in altre occasioni, anche mirabile esempio di collaborazione”.

Ricerca contro i tumori, gli investimenti in Lombardia

Il professor Carl June ha deciso di destinare il 70% del Premio per realizzare un’iniziativa di collaborazione continuativa tra il polo di eccellenza che ha creato a Philadelphia e un network di organismi di ricerca pubblici e privati che in Lombardia stanno investendo sul tema delle CAR-T. La rete è promossa dagli IRCCS pubblici Istituto Nazionale dei Tumori, San Gerardo e Policlinico San Matteo. Questa rete, alla quale potranno aderire anche IRCCS privati quali San Raffaele e IEO, rappresenta il nucleo attorno a cui costruire un vero e proprio network lombardo. Esso potrà includere anche gli altri centri che propongono ai propri pazienti terapie avanzate. Una particolare attenzione sarà data all’attività di formazione di giovani ricercatori e all’organizzazione di visite di scambio. È previsto anche un meeting scientifico annuale tra Milano e Philadelphia.

L’immunoterapia e i tumori

L’immunoterapia con cellule derivate dal paziente rappresenta una svolta nella lotta contro il cancro. Dopo decenni in cui chirurgia, radioterapia e chemioterapia hanno costituito le uniche opzioni, oggi l’immunoterapia ha affiancato le terapie tradizionali come terapia innovativa con risultati promettenti per forme di cancro altrimenti non trattabili. Questo approccio per la prima volta utilizza le cellule stesse dei pazienti come strumento terapeutico, dunque come potenziale farmaco contro il tumore.

Biografia di Rosenberg e June

Steven Rosenberg è un chirurgo e immunologo statunitense che lavora ai National Institutes of Health a Bethesda, Maryland. È stato il primo a usare cellule immunitarie per curare il melanoma, tumore cutaneo per il quale all’epoca non c’era terapia. Le cellule furono estratte dai pazienti, fatte crescere in laboratorio e reinfuse nei pazienti assieme a Interleuchina 2. Si tratta di una molecola solubile che porta all’attivazione delle cellule antitumorali. Alcuni pazienti furono curati in modo definitivo usando le loro stesse cellule. Studi successivi dello stesso Rosenberg e di Carl June hanno permesso un deciso passo avanti.

Carl H. June è un oncologo e immunologo statunitense, attualmente professore nella Scuola di Medicina Perelman dell’Università di Pennsylvania. June è riuscito a modificare geneticamente le cellule T (le cellule immunitarie che uccidono cellule infettate e cellule tumorali) trasformandole in cellule chimeriche esprimenti un recettore per antigeni tumorali (cellule CAR-T). Le cellule CAR-T, che non esistono in natura, possiedono la proprietà di riconoscere e uccidere in modo selettivo le cellule tumorali ma non quelle normali. I primi studi clinici risalgono agli anni 1990 e sono ancora in co-stante sviluppo, con CAR-T di nuova generazione che hanno garantito la remissione completa a pazienti affetti da leucemie e linfomi refrattari alle terapie standard. Nel 2017 sono state approvate due terapie basate sulle cellule CAR-T, il tisagenlecleucel (Kymriah) e lo axicabtagene ciloleucel (Yescarta) contro la leucemia linfoblastica acuta (B-ALL) e il linfoma diffuso a grandi cellule B.

Studi e ricerche dei due scienziati

Carl H JuneGli studi di Rosenberg e June hanno fornito dunque all’immunoterapia con cellule immunitarie una ‘proof of principle’, dimostrando che questo approccio funziona. Lo sviluppo futuro dell’immunoterapia sarà quindi quello di aumentare il repertorio di tumori aggredibili. Ciò avverrà raffinando sempre più la creazione di nuove cellule riprogrammate, con specificità sempre più elevata. L’immunoterapia oggi si presenta dunque sempre più come un sistema integrato di approcci. Non si parla inoltre di immunoterapia solo contro i tumori, le applicazioni future potrebbero riguardare anche altre patologie, come ad esempio le malattie autoimmuni. In tutto questo, le intuizioni di Rosenberg e June sono state rivoluzionarie.

‘Lombardia è ricerca’, Veronesi: quella di Rosenberg e June ‘medicina d’avanguardia’

Ventura VeronesiLa Giornata della Ricerca che, come ogni anno, si è svolta al Teatro alla Scala di Milano, è dedicata alla memoria di Umberto Veronesi. “Il Premio assegnato a Steven A. Rosenberg e Carl H. June per le loro scoperte sull’utilizzo delle terapie cellulari nella lotta al cancro rappresenta un importante riconoscimento alla medicina d’avanguardia. L’ obiettivo è aumentare le percentuali di guarigione per le diverse forme di tumore fino ad oggi considerate non curabili. Ricerca d’eccellenza ed innovazione rappresentano il motore fondamentale per trovare soluzioni di cura sempre più efficaci per i pazienti di oggi e di domani” – ha affermato il professor Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Veronesi e Direttore Divisione Senologia Chirurgica IEO.

Come da regolamento, il 70% del Premio dovrà essere investito sul territorio lombardo in collaborazione con i nostri centri di ricerca.

Il professor Carl June – direttore del ‘Center for Cellular Immuotherapies’ dell’Università della Pennsylvania – ha deciso di destinarlo per la realizzazione di un’iniziativa di collaborazione continuativa tra il polo di eccellenza che lui e i suoi colleghi hanno creato a Philadelphia e un network di organismi di ricerca pubblici e privati che in Lombardia stanno investendo sul te-ma delle CAR-T. Sul territorio lombardo sta infatti nascendo una rete per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo di terapie CAR-T cells e terapie avanzate. La rete è promossa dagli IRCCS pubblici Istituto Nazionale dei Tumori, San Gerardo e Policlinico San Matteo.

Il network lombardo

veronesi palcoLa rete, alla quale potranno aderire anche IRCCS privati quali San Raffaele e IEO, rappresenta il nucleo attorno a cui costruire un ‘network lombardo’. Esso potrà includere anche gli altri centri che propongono ai propri pazienti terapie avanzate.

La collaborazione tra la Lombardia e la Pennsylvania sarà finalizzata a creare una rete per la ricerca biomedica, il trattamento e la produzione in ambito sperimentale e accademico di CARTs e terapie avanzate. Promuovendo, quindi, attività di ricerca, di sviluppo e produzione di prodotti accademici finalizzati all’utilizzo terapeutico. Una particolare attenzione sarà data all’attività di formazione di giovani ricercatori e all’organizzazione di visite di scambio. È previsto anche un meeting scientifico annuale tra Milano e Philadelphia.

Nel corso della Giornata è intervenuto l’architetto Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del MIT di Boston, che ha parlato del futuro delle città e dei territori. Con il loro bisogno di creatività, innovazione e sostenibilità per eccellere in un contesto sempre più globale e interconnesso. Un tema fortemente legato agli investimenti che in Regione Lombardia si stanno sviluppando su Hub e cittadelle dell’innovazione. Propulsori di un’eccellenza che può nascere dall’interconnessione tra competenze e discipline diverse.

Immancabile e accolto da grandi applausi Gerry Scotti. Quest’anno ha voluto con sé sul palco il vincitore di Amici 2023, Mattia Zenzola, per premiare gli studenti vincitori del Premio ‘Lombardia è Ricerca‘ dedicato alle scuole.

I premiati delle scuole: Castellanza (VA), Merate (LC) e Milano

Il primo progetto classificato, ‘Kick On – Siete bravi nel vostro campo… lo sarete anche nel mio?’, è stato messo a punto da tre studenti dell’Istituto Tecnico ‘Cipriano Facchinetti’ di Castellanza (Varese). È stato creato un prototipo di calcio balilla per disabili, avendo come target persone con disabilità agli arti superiori e affetti da patologie come la tetraparesi distonica di tipo spastico. Una patologia che non permette un uso efficiente degli arti superiori. Uno dei tre studenti che lo ha messo a punto è anche il target del progetto stesso, avendo una patologia che non gli permette di usare le braccia.

Mattia ZenzolaAl secondo posto 10 studenti della 4H dell’Iss ‘Viganò’ di Merate (Lecco), con il progetto intitolato ‘Smartwear’, studiato per rispondere alle necessità di Claudio, un bambino di 4 anni che ha avuto una paralisi cerebrale infantile. Oltre a non aver alcun movimento spontaneo, il piccolo è cieco e non parla, ma ha preservato il canale uditivo e quello tattile. Il prodotto si compone quindi di un guanto, degli occhiali, un bracciale e un’interfaccia grafica che funge da telecomando. Il tutto per creare un’attività ludica in grado di connettere il bambino all’ambiente, aumentando la sua qualità di vita attraverso un maggior benessere.

Sono 24 i ragazzi del liceo scientifico statale ‘Vittorio Veneto’ di Milano al terzo posto grazie al progetto ‘Healty rooms: live, treat and be well’. Il prodotto realizzato è un centro dedicato alla salute mentale costruito con una app di metaverso. Lo spazio realizzato è articolato in cinque aree tematiche: ‘Salute e sport’, ‘Le dipendenze’, ‘Humanities e salute mentale’, ‘Psicologia e colori’, ‘Società e ambiente’.

I giovani studenti hanno progettato e poi realizzato i prototipi che Regione Lombardia premierà con 15.000, 10.000 e 5.000 euro. Ulteriori 5.000 euro andranno a ognuno degli istituti di provenienza dei vincitori, per un totale di 45.000 euro.

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