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Lecco, Parchi Monte Barro, Montevecchia-Valle del Curone, ok nuovi confini

26 février 2024 à 17:54

Palazzo Lombardia ha approvato il progetto di legge di ampliamento dei confini dei parchi regionali del Monte Barro e Montevecchia-Valle del Curone (Lecco). Più precisamente, nella nuova riorganizzazione entrano nel parco del Monte Barro i Comuni di Garlate e Valmadrera. Faranno invece parte del Parco di Montevecchia-Valle del Curone i Comuni di Airuno, Merate, Olgiate Molgora e Valgreghentino.

Nello stesso provvedimento anche una modifica in riduzione del confine del Parco di Montevecchia di due piccole porzioni di territorio. I Comuni interessati sono quelli di  Merate e di Missaglia. In conseguenza dell’ampliamento nel Parco di Montevecchia, i Comuni di Airuno e Valgreghentino entrano a far parte della Comunità del Parco.

Il documento è stato proposto dall’assessore al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi  di concerto con il sottosegretario alla Presidenza, Mauro Piazza.

Gestione partecipativa e condivisa del territorio

“Questo progetto di legge – ha affermato Comazzi – rappresenta un passo significativo per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale. Con queste misure, miriamo a garantire una maggiore protezione degli ecosistemi locali e a promuovere un uso sostenibile delle risorse ambientali. L’inclusione dei Comuni di Airuno e Valgreghentino nella Comunità del Parco di Montevecchia evidenzia l’impegno verso una gestione partecipativa e condivisa del territorio. Come Regione Lombardia continueremo a lavorare per preservare e arricchire il nostro ambiente per le generazioni future”.

Lecco, nuovi confini ai parchi,  gli enti coinvolti

Regione Lombardia – ha spiegato  Piazza – con questa proposta di progetto di legge, ha proseguito un percorso già iniziato nello scorso anno con l’incontro svoltosi a Galbiate nella sede del Parco del Monte Barro, Villa Bertarelli. Tutti gli enti coinvolti nei lavori della conferenza programmatica  – ha evidenziato –  hanno valutato positivamente il progetto di integrazione, aggregazione e ampliamento delle aree. I Comuni coinvolti sono quelli di Valmadrera, Garlate, Airuno, Olgiate Molgora, Valgreghentino e Merate. Questo consentirà di promuovere strategie di potenziamento della rete ecologica regionale, di salvaguardare la qualità del paesaggio e i caratteri naturalistici e ambientali delle aree. Saranno inoltre valorizzate le risorse identitarie e le emergenze storico-architetton

Tutela delle aree protette

Il territorio lecchese, ha proseguito Piazza, “è ricco di paesaggi di grande valore e vanta di un patrimonio naturale custodito dalle aree protette: parchi, riserve e monumenti naturali ed è proprio per questo che mi sono impegnato in prima persona a far calendarizzare questo argomento quanto prima. L’obiettivo di Regione Lombardia è sempre stato quello di tutelare le aree protette e di consolidare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale e dei valori paesaggistici del territorio, un obiettivo definito nel Programma Regionale di Sviluppo di questa legislatura”.

Territorio valorizzato

Con l’approvazione di questa proposta, ha aggiunto Piazza, “grazie al lavoro svolto dall’assessore Comazzi, con il coinvolgimento degli enti gestori dei parchi, intendiamo tutelare, valorizzare, salvaguardare la ricchezza del nostro territorio. Regione Lombardia – ha concluso il sottosegretario – ha sempre posto una particolare attenzione verso il paesaggio affinché si sviluppino azioni di tutela e valorizzazione dei molteplici paesaggi di qualità che contraddistinguono il territorio lombardo. Ora attendiamo l’approvazione della proposta di progetto di legge in Consiglio regionale“.

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Bergamo, da Regione 1,6 milioni di euro per ampliare l’Accademia Carrara

Par : redazione
13 novembre 2023 à 16:15

Regione Lombardia mette in campo 1,6 milioni di euro per valorizzare l’Accademia Carrara di Bergamo e in particolare finanziare gli interventi di ampliamento degli spazi esterni.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Cultura, Francesca Caruso, ha approvato lo schema di convenzione con il Comune di Bergamo per la realizzazione delle opere.

Caruso: investiamo risorse significative

“L’Accademia Carrara – ha evidenziato Caruso – è un luogo simbolo di Bergamo e riveste un’importanza culturale strategica per tutta la Lombardia. Come Regione investiamo risorse significative per contribuire, in modo decisivo, al progetto di ampliamento della pinacoteca, che dunque si presenterà con una veste rinnovata, migliorando fruibilità e accessibilità”.

Gli interventi

La convenzione prevede la realizzazione del camminamento esterno che collegherà i diversi piani dell’Accademia Carrara; l’abbattimento delle barriere architettoniche; il restauro e l’ampliamento del corpo rustico; il restauro del giardino storico che potrà così ospitare attività culturali e ricreative.

Bergamo Brescia Capitale della Cultura

“L’investimento – ha proseguito Caruso – è parte integrante del programma di interventi per Bergamo Brescia Capitale della Cultura. Nel mese scorso ho visitato il cantiere per verificare l’avanzamento dei lavori. Da parte della Regione c’è grande e concreta attenzione per la realtà bergamasca”.

Accessibilità

“Il nuovo percorso – ha sottolineato l’assessore – comprende la realizzazione di un ampio ascensore per permettere, anche all’utenza con disabilità, di accedere alla struttura e ai giardini”.

Museo del collezionismo

L’Accademia Carrara è stata fondata nel 1796 da Giacomo Carrara ed è considerata il museo del collezionismo italiano. Il percorso espositivo, rinnovato e rivisitato, presenta oltre 300 opere, con capolavori di Raffaello, Botticelli, Tiziano, Giovanni Bellini e altri maestri della pittura italiana. Il patrimonio museale conta in totale circa 1800 dipinti, più di 3000 disegni e oltre 8000 stampe. Ma anche sculture, mobili, oggetti di arti minori, una biblioteca storica con volumi già appartenuti a Giacomo Carrara e materiali legati all’Accademia di Belle Arti. La visita si snoda lungo un arco cronologico di cinque secoli, dall’inizio del Quattrocento alla fine dell’Ottocento.

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