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La Bambola, le location del nuovo dramma in costume hanno un’eleganza antica e ineguagliabile

16 septembre 2026 à 17:00

C’è un nuovo dramma storico pronto a trasportare gli spettatori in una Varsavia di fine Ottocento animata da amori tormentati, gelosie di classe, ricevimenti sfarzosi, conflitti sanguinolenti. Per ricreare al meglio l’atmosfera del tempo la serie, adattata da un grande classico della letteratura polacca, “Lalka” di Bolesław Prus, è stata girata tra eleganti palazzi aristocratici e ampie arterie urbane che durante la rivoluzione industriale segnarono l’ascesa di una nuova borghesia dedita al commercio e all’impresa.

Scopriamo insieme le location di La Bambola, disponibile su Netflix (col titolo internazionale di The Doll) dal 16 settembre 2026.

Di cosa parla

Stanisław Wokulski (Tomasz Schuchardt) è un uomo di umili origini ma estremamente ambizioso che si è costruito da solo la propria posizione sociale, passando attraverso povertà, guerra, lavoro. Quando si innamora di Izabela Łęcka (Sandra Drzymalska), giovane appartenente a una famiglia nobiliare, è costretto a fare i conti con l’evidenza che la classe aristocratica, in cui pure è apparentemente ben inserito, fatica in realtà a considerarlo uno di loro. I genitori di lei, il padre soprattutto, ostacolano profondamente infatti la relazione nonostante, dal canto suo, anche Izabela provi a liberarsi da vincoli e cliché di classe e a trovare il proprio da sola il proprio posto in società.

Arriva su Netflix il dramma in costume "La Bambola"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “La bambola”

Dov’è stata girata la serie

Per rimanere fedele all’ambientazione, la nuova serie in costume di Netflix è stata interamente girata in Polonia. Nel corso dell’estate 2025, quella in cui sono state effettuate le riprese, i set si sono alternati tra città come Varsavia, Lublino, Łódź e Wrocław.

Varsavia

A Varsavia la maggior parte delle location di La Bambola si trovano in Krakowskie Przedmieście: una delle principali arterie cittadine che collega la città vecchia e il castello. Distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruita a metà del Novecento restando il più possibile fedeli alla sua struttura originaria: sulla strada, così, ancora oggi si affacciano chiese e palazzi storici, importanti edifici pubblici e governativi ma anche locali alla moda e boutique lussuose che, a proposito di passato, testimoniano il forte sviluppo borghese vissuto a fine Ottocento dalla capitale polacca.

C'è Varsavia tra le principali location della serie Netflix "La bambola"
iStock
L’elegante Krakowskie Przedmieście

Alcune scene sono state girate in prossimità del monumento a Nicolò Copernico: una statua bronzea che rende omaggio all’astronomo prussiano e al suo apporto alla fisica moderna.

Varsavia: dov'è girata la nuova serie in costume di Netflix "La bambola"
iStock
Lo storico monumento a Copernico

Lublino

A Lublino tra i luoghi dov’è stata girata la serie La Bambola spicca la Old Town: il nucleo originale della città, oggi tutelato come patrimonio artistico-culturale nazionale. Inconfondibile è il Kraków Gate: un’imponente porta d’ingresso in stile gotico – poi rimaneggiata nell’Ottocento con elementi barocchi – che è quello che resta della cinta muraria del XIV secolo che proteggeva la città.

C'è anche Lublino tra le location di "La bambola"
iStock
Lublino: la meravigliosa città antica

Łódź

A Łódź il nuovo dramma in costume di Netflix è stato girato soprattutto al Karol Poznański Palace: un elegante palazzo neorinascimentale, un tempo residenza aristocratica e oggi sede del rettorato dell’Accademia della musica.

Wrocław

A Wrocław, storica capitale della regione meridionale della Silesia, le principali location della serie La Bambola sono Szajnocha Street e Nieborów Palace. La prima è un’elegante via centrale, fiancheggiata da palazzi storici e che richiamano un’atmosfera ottocentesca.

"La bambola" è il nuovo dramma storico di Netflix adattato dal romanzo di Bolesław Prus
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “La bambola”

Nieborów Palace è invece una residenza settecentesca, progettata da uno dei più importanti architetti barocchi del Nord Europa: Tylman van Gameren, oggi utilizzata soprattutto come spazio espositivo all’interno di un complesso che, oltre al palazzo, due parchi (di cui uno in stile inglese), un’aranciera, una rimessa per le carrozze, una dependance e un edificio per la manifattura.

Nieborów Palace è una delle location di "La bambola" a Wrocław
iStock
Il romantico complesso di Nieborów Palace

Svelati i 50 hotel migliori al mondo: 6 sono in Italia, uno è nella top 5

16 septembre 2026 à 07:30

C’è un hotel italiano tra i primi cinque al mondo: lo Stivale conquista un posto di rilievo nella nuova classifica dedicata alle migliori strutture alberghiere del pianeta. A incoronare i protagonisti dell’hotellerie internazionale è The 50 Best Hotels 2026, svelata nella serata del 15 settembre a Parigi.

A decidere chi merita un posto nella graduatoria non è una giuria qualunque: sono oltre 800 esperti da tutto il mondo, tra giornalisti di viaggio, albergatori e viaggiatori esperti del segmento luxury. Per esprimere il proprio giudizio devono aver soggiornato negli hotel votati negli ultimi tre anni e ciascuno può indicare sette preferenze, in ordine di gradimento. Un sistema basato quindi sull’esperienza diretta, con votazioni anonime e un processo verificato in modo indipendente da Deloitte.

Ad essere incoronata tra le prime posizioni è soprattutto l’Asia, ma la graduatoria regala grande soddisfazione anche al’Europa (in testa con 21 hotel premiati) e al Belpaese: 6 hotel italiani entrano nella top 50 dei migliori hotel del mondo (e altri 9 si sono già classificati nelle posizioni 51-100), parimerito con la Francia.

Hier — 15 septembre 2026Flux principal

Widow’s Bay, le location reali della serie vincitrice di 14 Emmy Awards

15 septembre 2026 à 14:00

Con 14 premi assegnati su 19 candidature Widow’s Bay è stata la vera protagonista della cerimonia degli Emmy Awards 2026. L’horror comedy di Apple TV, da poco rinnovata per la seconda stagione, è stata premiata come miglior serie comica, per l’interpretazione da protagonista di Matthew Rhys e quelle da non protagonisti di Kate O’Flynn e Stephen Root, oltre che per la regia di Hiro Murai e la sceneggiatura di Katie Dippold e in numerose categorie tecniche.

Ambientata in un’isola del New England infestata da presenze misteriose, Widow’s Bay ha location tutte da esplorare, ma che in parte suoneranno familiari agli amanti delle storie di paura.

Di cosa parla

Tom Lofits (Matthew Rhys) è il sindaco di una remota isola del New England: nonostante le oltre quaranta miglia che la separano dalla costa, una copertura wi-fi praticamente inesistente e altri innumerevoli disagi che gli abitanti conoscono bene, il suo intento è quello di trasformarla in una meta turistica esclusiva. Il piano non tiene conto, soprattutto, di una serie di leggende popolari che vogliono l’isola infestata da presenze misteriose ed eventi paranormali. L’arrivo di un cronista del New York Times, incaricato dal sindaco di realizzare un reportage promozionale, dà il via a una paurosa escalation di questi fenomeni che i cittadini reputavano del tutto prevedibile.

"Widow's Bay" è stata premiata come miglior serie comica agli Emmy Awards 2026
Ufficio stampa Apple TV
Una scena di “Widow’s Bay”

Dov’è stata girata la serie

Parlando delle location di Widow’s Bay, la prima cosa che può venire da chiedersi è se l’“isola della vedova” esiste realmente. La showrunner della serie, Katie Dippold, ha raccontato a People di aver effettivamente girato alcune scene su un’isola del New England, la cui identità è stata però volutamente mantenuta segreta. L’unica informazione disponibile è che si tratta di un’isola raggiungibile dopo una discreta traversata su traghetto che non è dato sapere, comunque, se in partenza dal Maine o dal Massachusetts.

Widow's Bay, la misteriosa isola dell'omonima serie Apple TV, esiste davvero?
Ufficio stampa Apple TV
Widow’s Bay è anche nella realtà un’isola del New England

In Massachussetts – come confermano anche diverse fonti in Rete – sono state girate numerose scene delle serie Apple TV stra-premiata agli Emmy:  a Gloucester, Rockport, Worcester e altre cittadine.

Gloucester

Il porto di Widow’Bay, per esempio, è Lane’s Cove: il pittoresco porticciolo protetto da una scogliera di granito di Gloucester. Nella cittadina, famosa per la pesca e come meta di mare, la produzione ha girato anche nei pressi dell’Eastern Point Lighthouse – il faro – e della Half Moon Beach, un tratto di costa sabbioso famoso proprio per la sua conformazione a mezza luna.

Le location della serie "Widow's Bay" nel Massachusetts
iStock
La splendida costa di Gloucester

Cape Ann

In diverse inquadrature della serie sono riconoscibili i panorami di Cape Ann: il suggestivo promontorio roccioso affacciato sull’Atlantico che nel tempo ha ispirato molte storie di paura americane, famoso anche come punto di avvistamento delle balene.

Massachusetts: le location della serie "Widow's Bay"
Getty Images
Il suggestivo promontorio di Cape Ann

Rockport

Tra le location di Widow’s Bay molte si trovano a Rockport. In questa cittadina del Massachussetts dove il tempo sembra essersi fermato e si ha ancora la possibilità di esplorare la tradizione marinara americana, la serie è stata girata soprattutto a Bearskin Neck: un tempo un borgo di pescatori, oggi diventato un quartiere ricco di gallerie d’arte, negozi esclusivi e localini alla moda.

Rockport: dov'è stata girata la serie premiata agli Emmy "Widow's Bay"
iStock
Il vivace quartiere di Bearskin Neck

Altre location

Numerosi edifici pubblici e privati disseminati in diversi centri del Massachusetts come Harvard, Ayer, Maynard, Groton, Shirley, sono stati riadattati per esigenze narrative.

Il municipio di Widow’s Bay, dove sono state girate numerose scene con il neo premio Emmy Matthew Rhys è la Town Hall di Berlin: una costruzione di fine Ottocento in uno stile che imita quello greco, oggi usata principalmente per eventi cittadini.

La chiesa dell’isola è invece la Martha-Mary Chapel di Sudbury: una cappella fatta edificare negli Anni Quaranta dall’industriale Henry Ford in ricordo della madre e della suocera, interamente realizzata con legni di alberi distrutti dall’uragano che colpì il New Englad nel 1938.

C'è anche la Martha-Mary Chapel tra le location della serie Apple TV "Widow's Bay"
iStock
La cinematografica Martha-Mary Chapel

I diner e le iconiche tavole calde all’americana hanno un posto d’onore tra le location di Widow’s Bay: ancora parlando con People, la sceneggiatrice ha raccontato di come questi luoghi siano capaci di evocare in lei un’atmosfera degna di Stephen King. Alcune delle scene chiave della serie Apple TV, ambientate all’interno della Barnabus Tavern, sono state girate così al Vincent’s Bar di Worcester: un locale alla buona dove vivere l’esperienza così tipica negli Stati Uniti di mangiare qualcosa mentre gente del posto in camicia di flanella chiacchiera del più e del meno o di com’è andata la giornata.

I percorsi ciclabili più belli del mondo: due italiani spiccano nella classifica

15 septembre 2026 à 07:30

Ci sono strade e tragitti che, percorsi in bicicletta, si trasformano in un viaggio emozionante dentro il paesaggio: ogni curva apre una nuova prospettiva, ogni salita svela un panorama e anche i luoghi più conosciuti sembrano assumere un volto diverso. Non è un caso che il cicloturismo stia vivendo una fase di forte crescita: basti pensare che, secondo i dati riportati da Euronews, le ricerche su Google per “cycling holiday” sono aumentate del 292%.

À partir d’avant-hierFlux principal

Cadere dalla scaletta di questa compagnia aerea è più comune di quanto si pensi

14 septembre 2026 à 14:00

Quando si pensa ai possibili inconvenienti durante un viaggio in aereo, difficilmente si immagina che uno dei momenti più delicati possa essere proprio quello in cui si mette piede a terra. Eppure scendere dall’aereo utilizzando la scaletta può nascondere qualche insidia, soprattutto nel caso dei Boeing 737 utilizzati da Ryanair.

È più facile cadere dalla scaletta che avere un incidente aereo

A evidenziarlo sono i dati raccolti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV). Nel triennio 2023-2025, in Italia, sono state registrate 104 cadute di passeggeri durante le operazioni di imbarco e sbarco. Ben 85, pari a circa l’82%, hanno riguardato la scaletta integrata anteriore del Boeing 737.

Il dato va naturalmente rapportato all’enorme numero di persone che ogni anno viaggiano in aereo. Ma il confronto resta significativo: nello stesso periodo Ryanair ha trasportato circa il 26-27% dei passeggeri complessivi in Italia, mentre le altre compagnie, che rappresentano il restante traffico, hanno registrato 19 cadute dalle scale aeroportuali. I ratei calcolati dall’ANSV confermano quindi una frequenza maggiore per la scala integrata.

I numeri delle cadute dalle scalette integrate di Ryanair
iStock
I numeri delle cadute dalle scalette integrate di Ryanair

La scaletta di Ryanair non è come quella dell’aeroporto

La differenza è importante e spiega anche perché il confronto tra i due sistemi sia interessante.

La scaletta aeroportuale è un mezzo di terra, difatti viene portata sotto l’aereo dagli operatori dell’handling quando il velivolo è parcheggiato e viene utilizzata per permettere ai passeggeri di salire o scendere. È quindi indipendente dall’aeromobile e, una volta terminato l’utilizzo, viene allontanata.

Il Boeing 737 utilizzato da Ryanair può invece essere dotato di una scaletta integrata, cioè incorporata direttamente nella struttura dell’aereo. Si trova sotto il portellone anteriore e viene estratta quando il velivolo è fermo al parcheggio. In questo modo l’aereo può essere utilizzato per le operazioni di sbarco senza dover richiedere necessariamente una scala esterna all’handler aeroportuale. Questa soluzione consente di semplificare e velocizzare le operazioni a terra, ed è proprio qui che emerge la differenza fisica.

Più stretta e più ripida: ecco com’è la scaletta integrata

Secondo lo studio, la scala integrata del Boeing 737 è composta da 12 gradini, larghi circa 61 centimetri, con un’alzata di circa 20 centimetri e una pedata di circa 25 centimetri, mentre l’inclinazione è di circa 35 gradi. Le scale normalmente utilizzate dai gestori aeroportuali sono invece progettate secondo criteri specifici per le attrezzature di terra: hanno generalmente una pedana più larga, gradini più ampi e un’inclinazione meno accentuata. La normativa applicabile alle scale aeroportuali prevede inoltre gradini di dimensioni uniformi.

La differenza più particolare riguarda proprio il primo gradino della scala integrata del 737: a causa della conformazione della fusoliera, esso è asimmetrico e di forma trapezoidale, risultando diverso dagli altri. Per chi sta scendendo, quindi, la sequenza dei gradini non è perfettamente uniforme. L’ANSV sottolinea che la scala integrata si trova ai limiti dei valori previsti per altezza dei gradini e pendenza e risulta meno confortevole rispetto alle scale aeroportuali. Questo non significa, però, che sia una scala “difettosa” o intrinsecamente pericolosa.

Disattenzione e fattore umano restano determinanti

Lo stesso studio evidenzia infatti il peso del fattore umano. Infatti, in diversi casi i passeggeri non prestano sufficiente attenzione durante la discesa, non utilizzano il corrimano oppure scendono con bagagli che possono compromettere l’equilibrio. Il problema, dunque, non è semplicemente la presenza della scaletta integrata, ma l’insieme di caratteristiche della scala e modalità di utilizzo. I numeri mostrano però che le cadute si verificano con una frequenza maggiore rispetto alle scale aeroportuali.

E così, quella che sembra una fase assolutamente ordinaria del viaggio in realtà merita qualche attenzione in più: una mano libera sul corrimano, niente fretta e, soprattutto, occhi sui gradini fino a quando non si è arrivati a terra!

La città migliore al mondo da scoprire in bicicletta è una sorpresa: la classifica mondiale

14 septembre 2026 à 07:30

Andare in bicicletta è uno dei modi più piacevoli per scoprire una città, soprattutto quando piste ciclabili, spazi verdi e percorsi dedicati permettono di muoversi comodamente senza il rumore e il traffico delle auto. Ma quali sono le città dove pedalare è davvero più facile?

A stilare la classifica delle migliori città al mondo per andare in bicicletta nel 2026 è stata Time Out, che ha raccolto le opinioni di oltre 24.000 persone che vivono nelle diverse destinazioni analizzate. Quest’anno c’è una sorpresa: a conquistare il primo posto non è la più celebre Copenhagen. Ma non solo: l’Italia è la grande assente dalla top 20 globale.

La città migliore al mondo per andare in bicicletta

È Cambridge, nel Regno Unito, la città che nel 2026 conquista il primo posto tra le destinazioni più adatte a essere scoperte su due ruote secondo Time Out, con un 83,2% di giudizi positivi da parte dei residenti.

La città universitaria inglese sembra avere tutte le caratteristiche che rendono piacevole spostarsi in bicicletta: è relativamente compatta, prevalentemente pianeggiante e presenta una rete di infrastrutture pensate proprio per chi pedala. A questo si aggiunge una particolare attenzione alla mobilità ciclabile, con le cosiddette “cycle streets”, strade progettate per favorire la circolazione delle biciclette, e un grande parcheggio multipiano per le bici presso la stazione ferroviaria.

Non è quindi un caso che circa un terzo degli spostamenti a Cambridge avvenga in bicicletta. La città riesce così a superare anche alcune delle destinazioni che nell’immaginario comune sono da sempre considerate le capitali mondiali della mobilità su due ruote, come Copenhagen.

Cambridge è la migliore città da girare in bici
iStock
Cambridge è la migliore città da girare in bici

La classifica completa

Al secondo posto troviamo Montréal, in Canada, con un punteggio dell’82,5%. Nonostante il clima rigido e la presenza di alcuni tratti collinari, la città ha investito molto nella mobilità ciclabile. Basti pensare che nel 2023 ben il 25% dei residenti ha utilizzato BIXI, il principale sistema di bike sharing cittadino. A rendere ancora più capillare la rete ciclabile è l’ambizioso progetto della Rete Ciclabile Espressa, o EBN, che prevede l’estensione delle piste protette fino a 171 chilometri. I percorsi vengono inoltre sgomberati dalla neve durante i mesi invernali, così da restare accessibili tutto l’anno.

Solo terza è invece Copenhagen, in Danimarca, con il 79,2%. La capitale danese resta una delle città più associate alla bicicletta e ogni giorno i suoi abitanti percorrono complessivamente circa 1,44 milioni di chilometri sulle due ruote. A fare la differenza sono decenni di pianificazione urbana e una fitta rete di piste ciclabili, insieme a ingegnose misure per rallentare il traffico. In città, infatti, ci sono segnali che limitano la velocità a 20 chilometri orari, ma anche strade con pavimentazione antiscivolo e corsie strette, soluzioni che incoraggiano efficacemente la prudenza e rendono la città un luogo molto più piacevole da esplorare in bicicletta.

A un soffio dal podio si ferma invece Shanghai, in Cina, con il 78% di voti favorevoli. Una chicca per gli amanti delle pedalate? La Pudong Riverside Greenway, una pista ciclopedonale che si snoda per 24 km lungo le rive dell’Hunagpu offrendo viste mozzafiato sulla città.

Nella top 10 troviamo in seguito Vienna, in Austria, dove ci sono circa 1.800 chilometri di percorsi ciclabili, Varsavia, Marrakech, Taipei, Stoccolma e Siviglia. Quest’ultima, in particolare, è la città spagnola più apprezzata dai suoi abitanti per gli spostamenti in bici, grazie a circa 180 chilometri di piste ciclabili e a una rete che permette di raggiungere anche alcune delle sue attrazioni più famose.

La graduatoria è stata costruita considerando le città con la maggiore percentuale di residenti che hanno definito “buona” o “incredibile” la facilità di spostarsi in bicicletta. Per rendere la classifica più rappresentativa a livello globale, Time Out ha inoltre inserito una sola città per ciascun Paese.

Ecco la classifica completa delle 20 città selezionate da Time Out:

  1. Cambridge (Regno Unito): 83,2%;
  2. Montréal (Canada): 82,5%;
  3. Copenaghen (Danimarca): 79,2%;
  4. Shanghai (Cina): 78%;
  5. Vienna (Austria): 77,7%;
  6. Varsavia (Polonia): 76,6%;
  7. Marrakech (Marocco): 75%;
  8. Taipei (Taiwan): 74,5%;
  9. Stoccolma (Svezia): 73,7%;
  10. Siviglia (Spagna): 72,3%;
  11. Seoul (Corea del Sud): 72,2%;
  12. Medellín (Colombia): 71%;
  13. Rotterdam (Paesi Bassi): 69,3%;
  14. Helsinki (Finlandia): 69,3%;
  15. Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti): 69,2%;
  16. Orlando (Stati Uniti): 68,7%;
  17. Francoforte (Germania): 65,3%;
  18. Lussemburgo (Lussemburgo): 64,7%;
  19. Lubiana (Slovenia): 64,4%;
  20. Brasilia (Brasile): 64,4%.

Woman Unknown, tutte le suggestive location del film Leone d’Oro a Venezia 83

13 septembre 2026 à 13:29

Il Leone d’Oro di Venezia 83 va a Woman Unknown (Kvinde ukendt): un film della regista danese May el-Toukhy, unica donna in gara in Laguna insieme a Rachel Szor (regista di Naza), che parla di guerra, ma soprattutto di come il corpo delle donne continui in molte circostanze a essere un vero e proprio campo di battaglia.

Ecco dov’è stato girato il film vincitore del Festival di Venezia 2026, in arrivo nelle sale italiane grazie a Lucky Red. Le location utilizzate rendono pienamente l’atmosfera sospesa di un Paese che cerca di lasciarsi alle spalle la guerra, ma non può ancora dimenticarla.

Di cosa parla

È il 1945. Marie, personaggio ispirato a una serie di donne realmente vissute nel dopoguerra e che è valso a Mathilde Arcel la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, sta per sposare il ricco vedovo per cui lavora da tempo come domestica e bambinaia. Il matrimonio ha per lei un valore soprattutto simbolico: le permetterà di cambiare status e diventare finalmente signora della casa. Un segreto inconfessabile, però, rischia di rovinare tutto: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco e, ora, il passato torna a chiederle il conto. Marie si ritrova, così, a mettere in campo tutte le risorse di cui dispone pur di difendere il futuro che ha cercato con pazienza e ostinazione a costruirsi.

"Woman Unknow" di May el-Toukhy ha vinto il Leone d'Oro a Venezia 83
(c) La Biennale di Venezia
Una scena di “Woman Unknown”

Dov’è stato girato il film

Ambientato nel secondo dopoguerra in Danimarca, quello premiato come miglior film all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è una produzione internazionale di Danimarca, Svezia e Lettonia.

Nei tre Paesi, le location di Woman Unknown sono state selezionate per provare a ricreare sullo schermo, nella maniera più realistica e meno retorica possibile, l’atmosfera che si doveva vivere a Copenhagen alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

La vicenda di Marie si dipana così sullo sfondo di edifici imponenti dove ogni giorno veniva esercitato il potere contrapposti ad altri ambienti, spesso chiusi, che richiamano un’idea di controllo e sopraffazione.

Mathilde Arcel, protagonista di "Woman Unknown", si è aggiudicata la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile a Venezia 83
(c) Film i Väst
Un’altra scena di “Woman Unknown”

Riga

A Riga, secondo quanto riporta il Centro Nazionale di Cinema, si sono svolti 25 giorni di riprese su 28. Il centro storico della capitale della Lettonia, ancora popolato com’è di edifici in stile Art Noveau, interpreta alla perfezione sullo schermo la parte di capitale europea alla prese con la rinascita del Dopoguerra.

C'è Riga tra le principali location di "Woman Unknown"
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L’elegante centro storico di Riga

Göteborg

Tra i luoghi dov’è stato girato il film Woman Unknow l’unico ufficialmente segnalato dalla produzione (Nordisk Film Production A/S con Nafta Films) è Göteborg. La città svedese deve essere stata scelta soprattutto per la forte identità industriale che la caratterizza, densa di richiami al periodo storico protagonista della pellicola: Göteborg è, infatti, la città natale di Volvo e la visita al luogo in cui è stata fondata la casa automobilistica (il World of Volvo) resta ancora una delle esperienze che più richiamano turisti in città.

Tra le location di "Woman Unknown" c'è Göteborg
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Ha un’anima industriale Göteborg

Simbolo iconico della città sono i tram celesti che collegano eleganti quartieri come quello di Avenyn, dove si trovano ristoranti, negozi e locali per la movida tra i più esclusivi, con il waterfront di Göteborg dove esplorare soprattutto il legame – passato e attuale – della città col mare e le attività nautiche.

Göteborg: i luoghi dov'è stato girato il film "Woman Unknown", Leone d'Oro a Venezia 83
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Gli iconici tram celesti di Göteborg

Nel quartiere di Haga passeggiando tra case di legno, vicoli acciottolati e piccoli cafè si potrebbe avere l’impressione che il tempo si sia fermato: lo scenario è perfetto insomma per tornare indietro, come fa il film di May el-Toukhy vincitore del Leone d’Oro a Venezia 83, alla metà del Novecento.

Göteborg: dov'è stato girato il film "Woman Unknown", Leone d'Oro a Venezia 83
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Il pittoresco quartiere di Haga

Copenhagen

In Danimarca, le riprese sono state effettuate soprattutto a Copenhagen, città dove Marie prova a costruire il proprio futuro e dove la produzione si sarebbe mossa tra set di interni e ambientazioni urbane. L’energia di questa città sembra piuttosto affine, del resto, con quella di un film che è anche e soprattutto un viaggio psicologico ed emotivo nell’interiorità del personaggio di Mathilde Arcel.

C'è anche Copenaghen tra le location di "Woman Unknown"
iStock
La vibrante Copenaghen

Orvieto incanta l’Independent: la gemma umbra che sembra uscita da una fiaba

13 septembre 2026 à 09:00

Se Firenze è la cartolina che tutti conoscono, Orvieto è quella la sorpresa che si scopre andando un po’ più a fondo: arroccata su una scenografica rupe di tufo e capace di nascondere sotto le sue strade un mondo completamente diverso, la città umbra ha conquistato anche l’attenzione dell’Independent, che l’ha inserita tra le destinazioni da scegliere per andare oltre le mete più affollate.

Il quotidiano britannico la consiglia infatti come alternativa a Firenze, ma non una qualsiasi: è una città che, tra un Duomo spettacolare, capolavori rinascimentali e un incredibile labirinto sotterraneo, ha una personalità tutta sua. E proprio il giornalista che l’ha visitata arriva a una conclusione significativa: qui c’è “troppo sapore” per essere semplicemente considerata l’alternativa di qualche altra città più blasonata.

I migliori aeroporti del mondo: la classifica 2026 premia due scali italiani

13 septembre 2026 à 07:30

I migliori aeroporti in cui viaggiare non sono per forza i più grandi del mondo: a fare la differenza, sempre più spesso, sono soprattutto i collegamenti, la rapidità dei controlli, le infrastrutture e la facilità negli spostamenti.

Ma qual è il migliore scalo dell’anno? A svelarlo è il World Consumer Airport Index 2026 stilato dal Consumer Choice Center, che analizza 60 aeroporti internazionali suddivisi in due categorie in base al numero di passeggeri. Per l’Italia c’è una sorpresa particolarmente interessante: due aeroporti entrano nella classifica dei migliori scali del mondo.

Le sagre dei funghi in Italia, dove sono le migliori e quando andarci

12 septembre 2026 à 11:00

Con l’avvicinarsi dell’autunno i boschi italiani tornano a riempirsi di profumi, colori e sapori inconfondibili. È la stagione dei funghi e, da Nord a Sud, sono tantissime le sagre e le feste che celebrano porcini e altre specie del sottobosco con piatti della tradizione, mostre micologiche, escursioni e iniziative originali dedicate alla scoperta del territorio.

Abbiamo selezionato 12 sagre e manifestazioni dedicate ai funghi da segnare in agenda per l’autunno 2026: alcune sono appuntamenti storici, altre hanno formule particolari che permettono di esplorare anche i paesaggi in cui nascono queste eccellenze.

È questa la destinazione più bella e autentica d’Italia: la classifica sorprende

12 septembre 2026 à 07:30

Sapreste stabilire qual è la destinazione più bella d’Italia? Una domanda che non può chiaramente avere una risposta univoca, vista la moltitudine di meraviglie di cui il Belpaese è ricco. Non sempre, però, la meta più bella è anche quella più famosa: c’è infatti un’Italia fatta di piccoli borghi, isole, paeselli affacciati sul mare e città d’arte sottovalutate, dove la bellezza si misura anche nel patrimonio locale, nei gioielli da scoprire e nella capacità di conservare un’identità autentica.

A provare a individuare le destinazioni italiane considerate più autenticamente belle è un nuovo indice realizzato dagli esperti di viaggio di SIXT, che ha messo a confronto 50 località attraverso diversi parametri, dalle ricerche su Google all’inquinamento luminoso, passando per la concentrazione di attrazioni, l’engagement sui social e la crescita delle ricerche online.

Ecco la top 10 delle località più belle, dalle più celebri a quelle meno affollate.

Incoronate le stazioni ferroviarie migliori d’Europa: una città italiana nella top 20 (di nuovo)

11 septembre 2026 à 07:30

Per alcuni sono soltanto dei luoghi di passaggio, attraversati di corsa con un biglietto in mano e l’orologio che scorre troppo rapidamente quando si sta per perdere una coincidenza. Per chi ama viaggiare, invece, una stazione ferroviaria è già l’inizio dell’avventura: il primo assaggio di una città, tra grandi architetture, binari che si incrociano e treni pronti a partire verso nuove destinazioni.

Ma quali sono le stazioni d’Europa dove si viaggia meglio? A rispondere è la nuova edizione dell’annuale European Railway Station Index 2026 stilata dal Consumer Choice Center., che ha analizzato 60 tra le principali stazioni ferroviarie europee più trafficate e ha analizzato diversi aspetti: dai servizi all’accessibilità, dai collegamenti al Wi-Fi, fino all’affidabilità dei treni.

La prima posizione della classifica delle migliori stazioni europee è occupata da una città svizzera, mentre nella top 20 appare anche un’italiana (ma non è la prima volta).

La migliore stazione ferroviaria d’Europa

Il primo posto della classifica è stato assegnato alla Zürich Hauptbahnhof, la stazione centrale di Zurigo, che conquista 101 punti e si lascia alle spalle alcuni dei più importanti snodi ferroviari del continente.

La stazione svizzera è particolarmente apprezzata per l’efficienza del sistema ferroviario nazionale. La Svizzera registra infatti una puntualità del 94,1% e, a Zurigo, il tempo medio di attesa indicato dall’indice è di appena 1,2 minuti, mentre solo il 4% dei treni risulta in ritardo.

Le stazioni italiane in classifica

Sono otto le stazioni italiane presenti nell’European Railway Station Index 2026, ma tra la prima classificata e le altre il distacco è piuttosto evidente. A guidare la graduatoria nazionale è ancora una volta Roma Termini, che con 87,5 punti si piazza al 12° posto assoluto (ma perde una posizione rispetto al 2025). Qui il tempo medio di attesa registrato è di 10,33 minuti e la percentuale di treni in ritardo è del 41,2%. Un risultato che permette alla principale stazione della Capitale di confrontarsi con alcuni dei grandi hub ferroviari europei e di rimanere ampiamente nella parte alta della classifica.

Stazione di Roma Termini
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Vista panoramica sulla stazione di Roma Termini

Bisogna invece scendere fino al 23° posto per trovare Napoli Centrale, che totalizza 78 punti. La stazione partenopea è quindi la seconda italiana per risultato, a quasi dieci punti di distanza da Roma.

Più distanti le altre: Firenze Santa Maria Novella e Venezia Santa Lucia sono entrambe al 40° posto, con 67,5 punti. Seguono Milano Centrale, al 48° posto con 63,5 punti, e Bologna Centrale, al 51° con 60,5 punti. Chiudono la presenza italiana nella classifica Roma Tiburtina, 52ª con 60 punti, e Torino Porta Nuova, 53ª con 59,5 punti.

La top 20 completa

Dopo la stazione centrale di Zurigo, sul podio salgono anche Gare du Nord di Parigi, seconda con 100,5 punti, e Amsterdam Centraal, terza con 98,5 punti.

Guardando il resto della classifica, se Svizzera e Francia brillano nella parte alta, la Germania registra invece una delle performance peggiori: 15 delle 30 stazioni nelle posizioni più basse sono tedesche e nessuna entra nella top 10. La migliore è Berlin Hbf, al 18° posto, con il 61,1% dei treni in ritardo e un tempo medio di attesa di 20 minuti. Il tasso medio di ritardi in Germania arriva al 49,4%, contro il 29% della media europea.

Tra le novità del 2026 spiccano invece le stazioni polacche. Kraków Główny è la migliore tra le 10 new entry e conquista il 9° posto con 89,5 punti, mentre Poznań Główny è 13ª con 86,5 punti. Cracovia convince per i numerosi collegamenti nazionali e internazionali e per l’integrazione con autobus e tram. Il Paese guarda inoltre al futuro con un piano che prevede 4.700 chilometri di nuovi binari.

Di seguito riportiamo la classifica delle prime 20 migliori stazioni ferroviarie d’Europa nel 2026 tra le 60 analizzate dallo studio:

  1. Zürich Hbf, Zurigo (Svizzera): 101 punti;
  2. Gare du Nord, Parigi (Francia): 100,5 punti;
  3. Amsterdam Centraal, Amsterdam (Paesi Bassi): 98,5 punti;
  4. Wrocław Główny, Breslavia (Polonia): 96,5 punti;
  5. Bern Hbf, Berna (Svizzera): 94,5 punti;
  6. Gare Montparnasse, Parigi (Francia): 94,5 punti;
  7. Gare Saint-Lazare, Parigi (Francia): 91,5 punti;
  8. London Bridge, Londra (Regno Unito): 90 punti;
  9. Kraków Główny, Cracovia (Polonia): 89,5 punti;
  10. London St Pancras International, Londra (Regno Unito): 89,5 punti;
  11. Madrid Puerta de Atocha-Almudena Grandes, Madrid (Spagna): 88,5 punti;
  12. Roma Termini, Roma (Italia): 87,5 punti;
  13. Poznań Główny, Poznań (Polonia): 86,5 punti;
  14. Luzern Hbf, Lucerna (Svizzera): 86 punti;
  15. Utrecht Centraal, Utrecht (Paesi Bassi): 86 punti;
  16. Rotterdam Central Station, Rotterdam (Paesi Bassi): 83,5 punti;
  17. Stockholm Centralstation, Stoccolma (Svezia): 83,5 punti;
  18. Berlin Hbf, Berlino (Germania): 82 punti;
  19. London Victoria, Londra (Regno Unito): 82 punti;
  20. London Paddington, Londra (Regno Unito): 81,5 punti.

Crew Girl, le location del teen drama tra laghi immersi nel verde e manieri d’epoca

10 septembre 2026 à 19:00

Dal 10 settembre 2026 è disponibile su Netflix un teen drama pronto a tenere gli spettatori incollati allo schermo con cotte giovanili, triangoli amorosi, gare sportive piene d’adrenalina e i panorami mozzafiato di vecchi manieri, fiumi e laghi immersi nel verde. Nonostante l’ambientazione sia squisitamente a stelle e strisce, infatti, la serie è stata girata in una delle zone del Canada più interessanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico: scopriamo insieme le location di Crew Girl.

Di cosa parla

Tegan (Miku Martineau) ha sedici anni e si è appena trasferita dalla California alla East Coast con la madre a causa di uno scandalo familiare che le ha investite e costrette a cambiare vita. Nella nuova scuola, la prestigiosa East Prep, manca una squadra di canottaggio femminile e l’unico modo che Tegan ha per non abbandonare anche lo sport che tanto ama è iscriversi nella squadra maschile. I compagni, almeno inizialmente, non sembrano accettarla nel ruolo di timoniere.

Con il tempo quelli che sembrano solo screzi e dispetti si rivelano, però, attenzioni di ben altro genere verso Tegan: soprattutto da parte di Josh (Sam Braun), l’arrogante capitano della squadra, e del talentuoso Cam (Kyle Clark).

Arriva su Netflix "Crew Girl": un nuovo teen drama con al centro il canottaggio
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Crew Girl”

Dov’è stata girata la serie

Come in parte accennato, nonostante sia ambientata sulla East Coast, Crew Girl non è stata girata negli Stati Uniti ma in Canada, nella Columbia Britannica.

Victoria

Eagle’s Cove, la città di fantasia dove Tegan si trasferisce con la madre, più nello specifico è Victoria: l’elegante capitale della British Columbia dove storia e modernità si incontrano. I raffinati palazzi in stile vittoriano e i romantici giardini all’inglese sono, infatti, parte dell’identità della città tanto quanto gli edifici e le infrastrutture moderne e all’avanguardia.

"Crew Girl": le location reali della nuova serie Netflix
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L’elegante città di Victoria

Sullo schermo sono facili da riconoscere il Tillucum Bridge, anche chiamato dai locali “The Gorge Bridge”, e il più antico Selkirk Trestle, ponte di legno sempre sul fiume Gorge un tempo utilizzato per il trasporto di materiali.

In città la produzione di Crew Girl ha trasformato in set anche centri sportivi come il Victoria City Rowing Club e il Gorge Narrows Rowing Club.

Le location di "Crew Girl" a Victoria
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Crew Girl” girata in un club sportivo di Victoria

“The Gorge” ed Elk Lake

Quelle legate al canottaggio, di allenamenti e gare, sono del resto scene chiave nella serie. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono solo scene ricreate in studio e con effetti digitali: la produzione ha girato su The Gorge”, come gli abitanti del posto amano chiamare il fiume che attraversa la città e che insieme alle aree verdi circostanti offre un’oasi di fresco e relax dal tran tran cittadino. Le rapide di Tillicum Narrows sono, anche nelle realtà, tra i punti del fiume più adrenalinici per chi pratica canottaggio e altri sport acquatici.

"Crew Girl": dove sono state girate le scene di canottaggio
Ufficio stampa Netflix
Una scena in acqua di “Crew Girl”

Altre scene in acqua sono state girate presso l’Elk Lake: un’area lacustre, formata dalla confluenza con il lago Beaver, molto frequentata dalle famiglie e non solo per rilassarsi sulla spiaggia, fare picnic o provare appunto uno dei numerosi sport outdoor per cui la zona è attrezzata.

Hatley Castle

Anche la East Prep, la nuova scuola di Tegan, nella realtà non esiste. Le scene all’interno del campus sono state girate nei pressi di Hatley Castle: una costruzione storica risalente ai primi anni del Novecento, oggi parte del complesso della Royal Roads University a Colwood, poco distante da Victoria. Le torrette merlate, la facciata in pietra, gli ampi e curatissimi giardini che lo circondano sono tra le caratteristiche più iconiche di Hatley Castle insieme agli ampi saloni interni, un tempo usati come dormitori per i cadetti dell’esercito locale e spesso sono comparsi sullo schermo nei film di X-Men, per esempio, e nella serie Smallville.

Tra le location della serie "Crew Girl" c'è anche Hatley Castle
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La facciata, molto cinematografica, di Hatley Castle

Il gusto amaro del tradimento, le location della serie Tv sono veri tesori naturalistici e d’architettura

10 septembre 2026 à 18:00

C’è una nuova serie Netflix in cui niente è come sembra e persino quelle che potrebbero apparire ambientazioni scelte per l’unicità e la meraviglia dei paesaggi – spiagge sconfinate, dune bagnate dall’Oceano, villaggi immersi nei boschi – nascondono in realtà molto di più: le location di Il gusto amaro del tradimento sono senza dubbio tra le più sorprendenti del piccolo schermo, capaci di raccontare i Paesi Bassi da una prospettiva insolita e decisamente poco mainstream.

Di cosa parla

Tratta da De Eetclub, romanzo best seller di Saskia Noort, Il gusto amaro del tradimento (distribuita a livello internazionale con il titolo The Perfect Lie) ha per protagonista Karen van der Made: una donna che si è appena trasferita con la famiglia a Bergen e, qui, sta provando a costruire una nuova vita.

Entrare in un circolo di coppie benestanti che sono solite scambiarsi inviti a cene esclusive durante le quali si bevono vini pregiati, si assaggiano piatti di alta cucina e si intrattengono conversazioni altolocate sembra essere il modo più semplice per integrarsi nella nuova città. Almeno fino a quando, una sera, nella lussuosa villa dov’è riunito “il club” scoppia un incendio, il proprietario perde la vita e la moglie e il figlio riescono a salvarsi per un soffio. Karen si rende conto, così, che quelle che credeva amicizie sono in realtà relazioni fondate soltanto su bugie, manipolazioni, sospetti e amari tradimenti appunto.

Dal 10 settembre è disponibile su Netflix "Il gusto amaro del tradimento"
Una scena de “Il gusto amaro del tradimento”

Dov’è stata girata la serie

Ambientata a Bergen – non il famoso centro norvegese, ma la più piccola omonima cittadina olandese – il nuovo thriller psicologico a puntate di Netflix è stato girato nei Paesi Bassi, principalmente nella zona settentrionale.

Bergen e Bergen aan Zee

La stessa Bergen compare tra le location di Il gusto amaro del tradimento: come nella serie, è una città vivace animata da musei, gallerie d’arte e altri luoghi di cultura ben frequentati da turisti e locali e nota, anche per via dello stile architettonico particolare di molti suoi edifici, come “il villaggio degli artisti”.

A pochi minuti dal centro di Bergen si trova Bergen aan Zee: altro luogo dov’è stata girata la serie Il gusto amaro del tradimento. Località marittima fondata nel XX secolo per dare uno sbocco sul mare e più appeal turistico a Bergen, oggi è frequentata sia dalla gente del posto per passeggiare o rilassarsi sulla spiaggia e sia dai turisti che qui ammirano soprattutto lo spettacolo di dune sull’Oceano tra le più alte di tutti i Paesi Bassi.

I luoghi nel nord dei Paesi Bassi dov'è girata la serie "Il gusto amaro del tradimento"
La popolare spiaggia di Bergen aan Zee

Schoorl

Alta oltre 50 metri, la Klimduin è una di queste: si trova tecnicamente nel territorio di Schoorl, altro centro del nord dei Paesi Bassi famoso per le riserve naturali e dov’è stata girata serie Netflix. Qui sono state effettuate soprattutto riprese di esterni e pacifiche vedute panoramiche che volutamente “cozzano” con i sentimenti di gelosia e vendetta che animano i personaggi.

Le location di "Il gusto amaro del tradimento" sulla costa olandese
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Dune di sabbia sulla costa olandese: un paesaggio unico

Altre location

Altra location di Il gusto amaro del tradimento è IJmuiden, città portuale che almeno da metà degli Anni Quaranta del Novecento è al centro degli scambi economico-commerciali del Paese: il suo porto è uno dei più grandi in termini di traffico di merci tutti i Paesi Bassi.

"Il gusto amaro del tradimento": dov'è girata la nuova serie thriller di Netflix
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “Il gusto amaro del tradimento”

La maggior parte di scene e sequenze con ambientazione urbana sono state girate però tra Amsterdam, L’Aia e Vooburg, spostandosi un po’ più a sud rispetto al cuore delle riprese.

Lage Vuursche

Nei dintorni di Utrecht, anche Lage Vuursche ha fatto da set alla nuova serie Netflix olandese: villaggio dall’atmosfera fiabesca, dove sopravvivono ancora le tradizionali costruzioni con i tetti di paglia, è famoso soprattutto per il Castello di Drakestein, residenza privata della principessa Beatrice, e per i boschi dove chiunque può concedersi lunghe camminate immersi nella brughiera tra alberi secolari e i caratteristici bovini delle Higland.

Dov'è stata girata la serie olandese "Il gusto amaro del tradimento"
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Il fiabesco villaggio di Lage Vuursche

Why Did I Get Married Again?, le location della commedia in una delle destinazioni italiane più esclusive

9 septembre 2026 à 17:00

Sono quasi vent’anni che i personaggi di Tyler Perry continuano a chiedersi perché mai abbiano deciso di sposarsi. Ma persino dubbi esistenziali come questi appaiono più leggeri e sopportabili se, come succede nel terzo capitolo della saga disponibile in esclusiva su Netflix dal 9 settembre 2026, la cornice è quella di borghi pittoreschi affacciati sul lago, ville storiche e dimore lussuose con panorami mozzafiato e passeggiate romantiche sul lungolago: le principali location di Why Did I Get Married Again? si trovano infatti in uno degli angoli più esclusivi d’Italia, spesso scelto dai Vip per i loro sfarzosi matrimoni.

Di cosa parla

Jasmine, la figlia di Marcus e Angela, sta per sposare Wesley: un giovane atleta non troppo ben visto in realtà dalla famiglia. Il matrimonio è l’occasione per riunire sul Lago di Como lo storico gruppo di amici già protagonisti dei due precedenti film del ciclo (Why Did I Get Married? e Why Did I Get Married Too?).

Tra di loro c’è lo stesso Tyler Perry nei panni di Terry: un uomo sposato da tempo con Sharon e insieme a lei impegnato a difendere a tutti i costi l’apparenza di coppia felice.

Arriva su Netflix un nuovo film della saga di Tyler Perry: "Why Did I Get Married Again?"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Why Did I Get Married Again?”

Ritrovarsi dopo anni a convivere, anche solo per pochi giorni, fa riaffiorare nel gruppo vecchie incomprensioni, gelosie e ferite mai guarite. La generazione dei genitori vede, soprattutto, i figli ripetere molti dei propri stessi errori e tanto basta per trasformare la commedia di Tyler Perry in una riflessione sul senso delle relazioni: di coppia e non solo.

Tyler Perry torna con il terzo film della saga "Why Did I Get Married?", disponibile in esclusiva su Netflix
Ufficio stampa Netflix
Un altra scena di “Why Did I Get Married?”

Dov’è stato girato il film

Il Lago di Como fa da cornice tranquilla agli sconvolgimenti sentimentali dei protagonisti di Why Did I Get Married Again? ed è proprio qui che il nuovo film di Tyler Perry è girato, almeno in parte: sulle sponde ovest del lago lombardo tanto amato dai Vip e dalle produzioni cinematografiche sono state girare le scene del matrimonio.

Si trovano sul Lago di Como le principali location di "Why Did I Get Married Again?"
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Una meravigliosa veduta del Lago di Como

Cernobbio

Tra le location di Why Did I Get Married Again? è segnalata soprattutto Cernobbio: cittadina famosa soprattutto per le sontuose ville storiche affacciate sul lago (due su tutte: Villa d’Este e Villa Erba), ma che ha anche in centro, tra i vicoli di quello che un tempo era il borgo dei pescatori e nel porticciolo tante chicche da scoprire.

Da Piazza Risorgimento per esempio, chiamata così in memoria dei caduti e delle tappe che hanno portato all’Unità d’Italia, si gode di una vista sul Lago magnifica a tutte le ore e in tutte le stagioni perché sempre diversa nei colori e nelle sfumature.

Dov'è girato il terzo film della saga "Why Did I Get Married Again?"
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Il romantico lungolago di Cernobbio

Da qualche tempo Cernobbio è stata riscoperta come meta anche dagli appassionati di sport outdoor che possono praticarli sul lago e dagli amanti del trekking che da qui possono raggiungere facilmente per delle escursioni il Monte Bisbino e il Monte Generoso.

La zona, come ben racconta la commedia tragica di Tyler Perry, è entrata appieno soprattutto nel circuito del cosiddetto wedding tourism con centinaia di coppie non originarie del posto che ogni anno la scelgono come location per il proprio matrimonio. È quello che hanno fatto anche Jasmine e Wesley, i protagonisti di Why Did I Get Married Again?, invitando famiglia e amici a festeggiare la loro unione, sì, ma anche a scoprire la bellezza del Lago di Como.

Ufficio stampa Netflix
È un destination wedding sul Lago di Como quello di “Why Did I Get Married Again?”

Ville sontuose adibite a strutture per ricevimenti, terrazze sul lago e punti panoramici dove immortalare sposi e invitati sono ciò che hanno fatto della zona una destinazione perfetta per i matrimoni. Tra le unioni vip celebrate qui ci sono quella di Johnny Legend con Chrissy Teigen, quella di Elettra Lamborghini con Afrojack e quella di Katie Holmes con il suo nuovo amore.

Roma svela un tesoro nascosto sotto le Terme di Traiano: apre al pubblico un nuovo museo

9 septembre 2026 à 07:30

Roma continua a sorprendere il mondo, anche quando si pensa di averla già vista tutta. Nel cuore del Colle Oppio, sotto le imponenti Terme di Traiano, sta per aprire al pubblico un nuovo spazio museale che permette di scendere letteralmente sotto la superficie della città e scoprire una parte dell’antico complesso rimasta a lungo inaccessibile.

È il frutto del progetto di restauro e valorizzazione realizzato nell’ambito del PNRR-Caput Mundi, che ha reso nuovamente accessibili la Galleria e l’Esedra, per cui potremo finalmente ammirare da vicino due importanti testimonianze archeologiche: la Città Dipinta e il Grande Mosaico. A queste si aggiunge anche una nuova chicca, emersa durante le attività di ricerca.

È un viaggio nella Roma più nascosta, quella che non si vede passeggiando tra le sue strade e le sue piazze più celebri, ma che si svela scendendo nel sottosuolo. Qui, tra affreschi, mosaici e architetture antiche, la storia delle Terme di Traiano riemerge torna a raccontare la città da una prospettiva completamente diversa.

Cosa si trova sotto le Terme di Traiano

Poter esplorare la galleria sotterranea significa scoprire le stratificazioni archeologiche più interessanti del Colle Oppio. Le indagini hanno permesso di leggere le diverse fasi della storia dell’area, dalle strutture precedenti alle Terme di Traiano fino alle trasformazioni avvenute nei secoli successivi.

Tra i ritrovamenti più suggestivi c’è la Città Dipinta, un affresco di circa 10 metri quadrati risalente al I secolo d.C., che raffigura una vera e propria città fortificata, con mura, torri, edifici, un portico e persino elementi riconducibili a un teatro e a un porto. I colori sono ancora sorprendentemente leggibili, anche se non è stato possibile stabilire con certezza quale città rappresenti.

Gli interni ora visitabili delle Terme di Traiano
ANSA
Gli interni ora visitabili delle Terme di Traiano

Non meno interessante è il Grande Mosaico, una decorazione monumentale articolata in più registri, all’interno di un ambiente dove si trova un ninfeo e una scenae frons (o frontescena, ovvero la monumentale facciata architettonica che chiudeva il palcoscenico dei teatri romani), con raffigurazioni come statue, figure realistiche e le Muse.

Durante il recupero dell’area è inoltre emersa una nuova porzione del mosaico, che sembra rappresentare una città portuale: si distinguono edifici affacciati sul mare, forse ville marittime. Al di sotto sono presenti grandi lastre di marmo e una nicchia centrale alta circa 2,20 metri.

A sottolineare il valore di questa scoperta è stato anche il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri, secondo cui “siamo consapevoli che Roma aggiunge alle sue meraviglie un pezzo forte”. Ha sottolineato inoltre che i due grandi apparati decorativi rappresentano testimonianze di particolare rilevanza “sia dal punto di vista della bellezza artistica sia dal punto di vista dell’importanza storica e documentaria”.

Sotto a Roma apre il nuovo museo delle Terme di Traiano
ANSA
Sotto a Roma apre il nuovo museo delle Terme di Traiano

La storia di un luogo straordinario

Le Terme di Traiano furono progettate dall’architetto Apollodoro di Damasco e inaugurate il 22 giugno del 109 d.C. Il complesso occupava circa 60.000 metri quadrati e non era destinato soltanto alla cura del corpo: comprendeva portici, spazi verdi, luoghi per passeggiare e praticare attività fisica, oltre ad ambienti legati alla cultura e alla socialità.

L’area dell’attuale parco del Colle Oppio conserva però tracce di epoche ancora precedenti. Le strutture rinvenute nel sottosuolo sono state messe in relazione da alcuni studiosi anche con la Domus Aurea, anche se l’ipotesi non è considerata certa. Come ha spiegato il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce, “l’impianto termale fu un modello innovativo”.

Al centro del nuovo percorso si trova anche l’imponente Esedra, una struttura semicircolare di circa 30 metri di diametro. Le sue nicchie, disposte su due file, potrebbero essere state utilizzate per conservare documenti o libri, mentre i gradini potrebbero aver ospitato letture e incontri pubblici. Oggi questo spazio torna a vivere anche come luogo destinato a eventi, concerti e conferenze, grazie alla nuova cavea.

Nuovo spazio museale alle Terme di Traiano
ANSA
Nuovo spazio museale alle Terme di Traiano di Roma

Il nuovo percorso di visita è stato realizzato con interventi di conservazione e valorizzazione che comprendono il trattamento biocida delle superfici, la rimozione dei depositi, il consolidamento e la stuccatura, oltre alla realizzazione di nuovi camminamenti, punti panoramici e un sistema di illuminazione. Una passerella permette inoltre di osservare dall’alto il Grande Mosaico, mentre un altro ambiente ospita una raccolta di fistulae, le antiche tubazioni in piombo.

Come visitare il nuovo museo

L’apertura al pubblico avverrà in via sperimentale con visite guidate gratuite in italiano sabato 12 e domenica 13 settembre 2026, su prenotazione e con un numero limitato di partecipanti.

Dal 2 ottobre 2026, invece, il nuovo spazio sarà visitabile dal venerdì alla domenica, con sei turni giornalieri (alle 10, 11, 12, 13, 14 e 15), per un massimo di 15 persone a turno. Inizialmente le visite sono gratuite, ma in seguito è prevista l’introduzione di un biglietto: resterà comunque gratuit per i residenti di Roma e dei 121 Comuni della Città metropolitana.

Prenotare la propria visita è fortemente consigliato (rivolgendosi allo 060608): si è scelto infatti di optare per un numero limitato di visitatori per garantire un’esperienza più attenta e immersiva.

Fauda 5, le location della serie thriller in un angolo d’Europa inaspettato

8 septembre 2026 à 19:00

Dopo uno stop di tre anni, l’8 settembre 2026 arriva su Netflix Fauda 5: la quinta stagione della serie thriller israeliana più apprezzata anche fuori da Israele e da un pubblico internazionale. Il cortocircuito con la realtà, e in particolare con quanto accaduto dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, non ha potuto non incidere con trama, evoluzione dei personaggi e persino posti dov’è girata la serie.

Marsiglia, che è uno dei luoghi principali in cui si svolge l’azione e che fino alla scorsa stagione era una delle location di Fauda, per esempio, è stata sostituita con un’altra capitale europea famosa per la sua eleganza e il suo spirito moderno e non è questo il solo sconvolgimento che i fan della serie di Avi Issacharoff e Lior Raz devono aspettarsi sullo schermo.

Di cosa parla

La pura azione che aveva caratterizzato le precedenti lascia spazio nella quinta stagione di Fauda all’introspezione psicologica. Doron, il protagonista principale interpretato dallo stesso Lior Raz, due anni dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 si ritrova infatti a fare i conti con un forte disturbo post-traumatico da stress. Diverse scene in flashback si soffermano a raccontare come sia lui e sia altri personaggi della serie abbiano vissuto in prima persona quello di fatto è stato l’inizio dell’operazione Diluvio al-Aqṣā e dell’escalation in Palestina che dura tutt’oggi. Nonostante assomigli più a «un guerriero spezzato che a un guerriero che ha sempre voglia di andare in battaglia», come ha sottolineato Raz, Doron si lascia trascinare da un amico in un’operazione sotto copertura a Marsiglia, condotta per puro spirito di vendetta personale.

Arriva su Netflix la quinta stagione di Fauda: la serie thriller israeliana molto amata
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Fauda 5”

Dov’è stata girata la serie

Come accennato, Marsiglia non è più tra le location di Fauda 5: a qualche mese dall’inizio delle riprese la produzione ha fatto sapere che le stesse si sarebbero trasferite a Budapest per ragioni di sicurezza. Alla capitale ungherese è toccato dunque, nonostante le notevoli differenze geografiche e architettoniche, il compito di rappresentare sullo schermo la città francese.

Hanno assolto allo scopo alcune vedute sul Danubio. Anche il centro di Budapest è stato interessato dalle riprese della serie, soprattutto in quartieri come Pest che incarnano l’anima più moderna, innovativa e per molti versi irrequieta della città. È qui che si trovano infatti boutique alla moda e negozietti creativi dove fare shopping, uffici moderni che ne fanno il cuore economico della città ed edifici come il Palazzo del Parlamento che assicurano a questa zona di Budapest una rilevanza anche a livello politico-governativo.

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Il moderno quartiere Pest

I palazzi eleganti del quartiere, molti dei quali d’epoca, hanno aiutato nell’impresa di trasformare la città in Marsiglia sullo schermo. Non può non aver inciso sulla scelta di girare qui la quinta stagione della serie thriller israeliana anche la presenza della Grande Sinagoga: inaugurata nel 1859 è la più grande d’Europa, la seconda più grande al mondo e può accogliere fino a 3000 fedeli.

Budapest: i luoghi dov'è stata girata "Fauda 5"
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La Grande Sinagoga di Budapest

Come segnalato da diverse fonti, tra le location di Fauda 5 ci sono anche alcuni quartieri periferici e sobborghi urbani di Budapest, scelti dalla produzione per rappresentare al meglio l’anima moderna, cosmopolita e a tratti caotica e imprendibile di Marsiglia.

Incoronati i migliori bar d’Europa, da scoprire durante un viaggio (anche in Italia)

8 septembre 2026 à 07:30

Quando si esplora una nuova meta, ci sono luoghi capaci di raccontarne l’identità meglio di molti altri. Oltre a monumenti, musei o piazze celebri, a volte basta entrare in un bar, sedersi al bancone e osservare chi lo frequenta per scoprire qualcosa in più della destinazione che si sta visitando. Basti pensare anche al fenomeno, strettamente collegato, del cosiddetto grocery store tourism, la tendenza a visitare i supermercati locali per scoprire abitudini, prodotti e sapori autentici del luogo.

La nuova classifica dei 100 migliori bar d’Europa del 2026, realizzata dall’European Bar Guide, ci fa scoprire proprio questi luoghi che più di altri sanno raccontare la cultura e le tendenze di una destinazione: una graduatoria che valuta non solo la qualità dei cocktail offerti ai clienti, ma anche l’atmosfera, il carattere del locale, la cultura del posto, la vita sociale e la capacità di rappresentare l’anima di una città. Anche 4 locali italiani rientrano nella nuova classifica.

I migliori bar d’Europa da scoprire in viaggio

Se siete curiosi di segnarvi gli indirizzi migliori per un viaggio speciale attraverso l’Europa più autentica, tra locali storici, pub di quartiere, bar nascosti (alcuni veramente bizzarri) e indirizzi diventati vere e proprie istituzioni, ecco i 20 migliori locali della selezione: non sono luoghi perfetti soltanto per bere qualcosa, ma per vivere una destinazione da una prospettiva diversa.

Sul primo gradino del podio troviamo lo Szimpla Kert di Budapest, il celebre ruin bar che dal 2002 è diventato uno dei simboli della vita notturna della capitale ungherese.

È un labirinto di stanze, cortili, arredi vintage, piante tropicali e oggetti eccentrici che fanno vivere un’esperienza fuori dall’ordinario. Il mercato contadino della domenica e i numerosi eventi culturali, inoltre, lo rendono un luogo profondamente legato alla vita della città.

Al secondo posto, a Bruges, spicca il Retsins Lucifernum, un bar-museo decisamente fuori dagli schemi. Arte gotica, antiquariato, cimeli e atmosfere macabre trasformano una semplice serata in un’esperienza quasi surreale, resa ancora più esclusiva dall’accesso limitato a circa 20 persone alla volta.

Sul terzo gradino troviamo invece La Fleur en Papier Doré di Bruxelles, una storica taverna che sembra una vera capsula del tempo. Tra opere d’arte, legno e arredi vintage, il locale conserva anche un importante legame con la storia culturale della città: fu infatti un punto d’incontro per René Magritte e gli intellettuali surrealisti.

Sempre a Bruxelles, si trova il locale che si aggiudica il quarto posto: il Goupil Le Fol, che avvolge immediatamente in un’atmosfera intima e teatrale, con gli interni ricchi di oggetti e dettagli decorativi.

A completare la top 5 troviamo lo Zlatna Ribica di Sarajevo, un locale eccentrico dove ogni angolo è ricco di oggetti e particolari da osservare. Un luogo da vivere con calma, entrando in contatto con una dimensione più autentica della capitale bosniaca.

La musica è invece protagonista al Papa Joe’s Jazzlokal di Colonia, al sesto posto, storico locale dedicato al jazz. Seguono ’t Brugs Beertje (Bruges) legato alla tradizione della birra belga, Bar Marsella (Barcellona), che svela il volto più bohémien della città, U Hrocha (Praga), dove scoprire la tradizionale cultura delle birrerie ceche e Le Pot Au Lait di Liegi, un locale che sorprende soprattutto per i suoi interni fuori dagli schemi che lo rendono una sorta di mondo fantastico.

I locali italiani in classifica

Anche l’Italia è presente nella classifica con quattro indirizzi, distribuiti tra Firenze, Trieste e Milano. Si tratta di locali anche molto diversi tra loro, ma capaci di raccontare una parte fondamentale dell’identità delle città in cui si trovano.

Al 68° posto della classifica generale troviamo il Rasputin di Firenze, un locale dall’atmosfera riservata, perfetto per scoprire un volto più segreto della città toscana.

A Trieste, invece, il Mastro Birraio (73°), porta in classifica la cultura della birra e una dimensione più informale della città. Milano è rappresentata infine da due locali: all’82° posto c’è Backdoor 43, celebre per le sue dimensioni minuscole e per l’esperienza raccolta e particolare che offre ai visitatori, mentre al 99° posto troviamo il Birrificio Lambrate, fortemente legato al quartiere milanese da cui prende il nome.

Il Paradiso delle Signore 11, le location eleganti continuano a far sognare i fan della soap

7 septembre 2026 à 16:00

Negli anni è diventata la soap opera più amata – e seguita – della fascia pomeridiana di Rai 1, capace di tenere i telespettatori incollati allo schermo con il suo originale mix di intrighi amorosi e nostalgia per il passato, un certo gusto tutto italiano per il ben vestire e la bella vita e una serie di ambientazioni uniche. La tanto attesa undicesima stagione de Il Paradiso delle Signore riprende lunedì 7 settembre alle 16:00, pronta come sempre a trasportare i fan tra le corsie della Galleria Milano Moda e non solo: se è qui che si svolgono la maggior parte delle vicende personali e lavorative dei protagonisti, infatti, tra le location della fiction ci sono vere chicche.

Di cosa parla

Il Paradiso delle Signore 11 riparte da dove si era fermata l’ultima stagione. Marcello Barbieri, Roberto Landi e Marta Guarnieri sono ancora alla direzione del grande magazzino e con loro, alla contabilità, c’è Matteo Portelli. Mentre si prepara al tanto desiderato matrimonio con Gianlorenzo Botteri, Delia si dedica intensamente alla propria attività di parrucchiera.

Dopo l’estate, Irene e Johnny tornano a Milano decisi a costruirsi un futuro insieme ma senza rinunciare alla libertà e al desiderio di divertirsi così tipico della loro generazione. È il 1967 infatti e Milano, come e più del resto d’Italia, sta vivendo un momento di profonda rivoluzione culturale. Alla Galleria Milano Moda Odile è rimasta ad affrontare un nuovo stilista e le difficoltà economiche della Banca Guarnieri.

Arriva su Rai 1 in daily time l'undicesima stagione de "Il Paradiso delle Signore"
Ufficio stampa RAI
Una scena de “Il Paradiso delle Signore 11”

Dov’è stata girata la serie

Le location de Il Paradiso delle Signore 11 sono per lo più invariate rispetto a quelle delle precedenti stagioni (nove in onda in daily time e due in onda in prima serata su Rai 1). Nonostante la storia sia ambientata principalmente a Milano, il capoluogo lombardo non compare sullo schermo che sottoforma di immagini di repertorio: vedute tra le più iconiche della città come quelle di Piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II, il Teatro alla Scala, il Castello Sforzesco, il quartiere dei Navigli. La soap è girata quasi interamente a Roma tra teatri di posa ed eleganti location nei quartieri bene della Capitale.

Videa Studios

“Il Paradiso delle Signore”, la grande galleria commerciale protagonista della fiction, è un chiaro riferimento a La Rinascente di Milano: un gigante della moda italiana al cui brand lavorò, com’è noto, anche Gabriele D’Annunzio. Le scene al suo interno sono state girate, però, ai Videa Studios di Via Livigno a Roma: fondati nei primi Anni Sessanta, hanno fatto da set a grandi classici del cinema italiano e internazionali e oggi sono visitabili in gran parte delle sezioni.

Villa Vitetti

Villa Guarnieri, altro luogo chiave della soap, è Villa Vitetti, meglio nota come la “villa con le lesene” per la particolarità della facciata con lesene, appunto, che l’ha resa riconoscibile sullo schermo dove ha fatto da set a molte produzioni italiane e non. Situata in via di Vigna Murata, poco distante dall’EUR, oggi è utilizzata principalmente come location per matrimoni, ma fu originariamente costruita dal conte Vitetti come omaggio per la moglie, tanto amata. All’interno è ricca di arredi, dipinti, statue, pavimenti antichi e pezzi di antiquariato. All’esterno è circondata da un romantico giardino.

Villino Crespi

Altra location di Il Paradiso delle Signore, iconica anche per l’undicesima stagione, è la sede della banca Guarnieri. Si tratta di Villino Crespi: un edificio in stile Liberty con grandi finestre sormontate da cornici con volute e festoni, un tempo parte della residenza della contessa di Mirafiori, Rosina Vercellana, amante ufficiale prima e poi moglie del re Vittorio Emanuele II. Oggi visitabile e tra i luoghi più scelti dalle produzioni che girano a Roma, all’interno custodisce meravigliose opere d’arte del Seicento soprattutto.

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