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PdL Aree idonee Lombardia, ok a testo su impianti rinnovabili

15 avril 2025 à 17:22

Aumentare la produzione e l’autonomia energetica attraverso l’incremento delle fonti rinnovabili, salvaguardando territorio, agricoltura e contenendo i costi. Questi gli obiettivi del Progetto di Legge (PdL) approvato martedì 15 aprile 2025 dalla Giunta regionale che individua le aree idonee per l’istallazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici in Lombardia e che ora andrà in aula per la definitiva approvazione. Nell’ambito del processo di decarbonizzazione le direttive europee, e quindi la normativa italiana, prevedono un forte incremento della produzione da fonte rinnovabile con obiettivi da raggiungere entro il 2030. Tale incremento in Lombardia sarà difatti raggiunto sviluppando soprattutto gli impianti fotovoltaici e agrivoltaici.

Il PdL ‘Aree idonee’ della Lombardia

Il PdL sulle ‘Aree idonee’ è stato presentato in conferenza stampa dagli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste).

La norma italiana, è stato ricordato, prevede delle fasce in cui insistono procedure semplificate per la loro installazione, a queste zone con la norma regionale si applicano il disciplinare italiano con qualche comma definito a livello lombardo.

Sertori: i nuovi scenari per lo sviluppo

Assessore Sertori mentre illustra il PdL Aree idonee della Lombardia“Regione Lombardia – annuncia l’assessore a Enti locali e Risorse energetiche della Regione Lombardia, Massimo Sertori – ha definito nuovi scenari di sviluppo per le aree idonee destinate all’installazione di impianti a fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, con l’obiettivo di raggiungere 12 GW di potenza installata entro il 2030”.

L’assessore ha quindi ricordato il passaggio dal prezzo unico nazionale (PUN) al prezzo zonale, avvenuto il 1° gennaio 2025, fatto che ha reso ancora più urgente l’incremento di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Regione Lombardia, in attuazione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), ha mappato il territorio e individuato le zone ove è possibile installare impianti a fonte rinnovabile, contemperando la necessità di raggiungere gli obiettivi di nuova potenza installata minimizzando gli impatti sull’ambiente, sul territorio, sul patrimonio culturale, sul paesaggio e soprattutto sul suolo agricolo, quest’ultimo fortemente impattato dallo scenario che vede il fotovoltaico come la tecnologia più facilmente percorribile per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

La mappatura ha permesso di operare una ripartizione provinciale dell’obiettivo regionale prevedendo una distribuzione equilibrata dell’obiettivo di potenza in suddette aree, tenendo conto di fattori di natura economica, sociale e territoriale.

“Il raggiungimento dell’obiettivo di 12 GW di nuovi impianti FER che abbiamo inserito in legge – dichiara l’assessore Massimo Sertori – mira a incrementare l’autonomia di produzione in modo sostenibile garantendo sicurezza e competitività, favorendo la stabilità del prezzo zonale dell’energia”.

Beduschi: punto di equilibrio che tutela il mondo agricolo

L'intervento dell'assessore Beduschi a illustrare il PdL 'Aree idonee' della Lombardia“Come Regione più produttiva d’Italia – afferma l’assessore Beduschi – siamo chiamati a coniugare la necessità di accelerare sulla transizione energetica con la responsabilità di tutelare un’agricoltura che è motore economico, presidio del paesaggio e fondamento della nostra qualità agroalimentare. Abbiamo scelto un approccio equilibrato, individuando obiettivi ambiziosi sulle rinnovabili, ma tracciando limiti chiari a tutela delle superfici agricole che alimentano le nostre filiere e sostengono la Dop economy lombarda. È un lavoro di mediazione complesso, ma necessario per garantire uno sviluppo davvero sostenibile, che non metta in competizione l’energia con il cibo, ma valorizzi entrambe le vocazioni del nostro territorio”. “Era inevitabile – conclude – chiedere un contributo a tutti i settori, ma grazie al lavoro svolto siamo riusciti a contenere l’impatto e a proteggere in modo sostanziale il cuore agricolo della Lombardia”.

La mappatura ha consentito di definire, per ogni tipologia di area, il potenziale di sviluppo FER applicando una percentuale di effettiva realizzabilità degli impianti nelle diverse categorie di superfici.

Il riparto dei 12 GW per provincia

Di seguito la distribuzione della potenza in GW da installare entro il 31 dicembre 2030 per ciascuna provincia:

  • Bergamo 1,24;
  • Brescia 1,89;
  • Como 0,55;
  • Cremona 1,44;
  • Lecco 0,34;
  • Lodi 0,47;
  • Mantova 1,13;
  • Monza e Brianza 0,62;
  • Milano 1,63;
  • Pavia 1,70;
  • Sondrio 0,16;
  • Varese 0,81.
    TOTALE 12

Il limite massimo

“Tale ripartizione – sottolinea Sertori -, oltre a rappresentare l’obiettivo di realizzazione di nuovi impianti, fissa un limite massimo oltre il quale non sarà più possibile realizzare nuovi impianti”.

A fronte del raggiungimento dell’obiettivo di 12 GW si stimano investimenti sul territorio lombardo di circa 11-12 miliardi di euro e compensazioni territoriali che Regione Lombardia definirà a breve in attuazione delle modifiche normative che si stanno finalizzando in recepimento del Testo unico FER.

Proficuo lavoro interassessorile

L’assessore Sertori conclude affermando che il testo di legge oggi approvato dalla Giunta è frutto di un lungo e proficuo lavoro fatto di confronti e approfondimenti condotti dagli uffici dei vari Assessorati coinvolti (Enti locali, Agricoltura, Territorio, Ambiente e Sviluppo economico) che ha permesso di trovare un equilibrio al fine di favorire una transizione energetica sostenibile, tutelando al contempo il suolo agricolo e rispondendo alle crescenti esigenze energetiche del nostro territorio.

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Protocollo d’Intesa Regione Lombardia-Terna su sicurezza sistema elettrico

4 juin 2024 à 13:35

Con una delibera proposta dall’assessore a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche, la Giunta regionale ha approvato lo schema di Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia e Terna spa per la sicurezza del sistema elettrico e lo sviluppo del territorio lombardo.

Protocollo Lombardia-Terna per il sistema elettrico

“L’obiettivo di questo Protocollo che avrà la durata di 5 anni – spiega l’assessore regionale alle Risorse energetiche – è incentivare l’efficientamento energetico. Promuovendo altresì lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Ciò al fine di garantire la programmazione efficiente delle infrastrutture della rete elettrica. E di fare questo in coordinamento con lo sviluppo degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo e degli impianti di consumo. Obiettivi strategici coerenti quindi con le politiche messe in campo dall’assessorato”.

Decarbonizzazione

“Diventa di fondamentale importanza – continua l’assessore alle Risorse energetiche – l’accordo tra Regione e Terna rispetto all’epoca storica che stiamo vivendo. Il processo di decarbonizzazione che inevitabilmente porta a una maggiore produzione attraverso le fonti rinnovabili, non può prescindere da un potenziamento della rete di connessione che deve marciare di pari passo all’aumento degli impianti da fonte rinnovabile su tutto il territorio”. “Questo il motivo principale per il quale garantire un forte coordinamento tra Terna e Regione Lombardia – conclude l’assessore – è funzionale al processo in atto”.

Gli obiettivi del Protocollo

Il Protocollo nello specifico mira al raggiungimento delle seguenti finalità:

  • l’attuazione delle politiche energetiche regionali e nazionali (PNIEC) dando impulso alle attività di collaborazione relative alla definizione degli scenari;
  • l’armonizzazione tra pianificazione energetica, elettrica, territoriale e ambientale. E questo con particolare riguardo ai piani di TERNA e agli strumenti di programmazione territoriale e urbanistica e in materia di mobilità e trasporti. Naturalmente in linea con il sistema dei vincoli paesaggistici, naturalistici e ambientali in essere nei territori della Regione;
  • la promozione della più ampia collaborazione con le Amministrazioni locali, con gli stakeholder territoriali e con la popolazione nella promozione ed attuazione di approcci concertativi e volontari. Ciò al fine di ottimizzare i processi di programmazione, progettazione, autorizzazione e realizzazione degli interventi elettrici sul territorio;
  • la prevenzione e risoluzione delle criticità territoriali durante la fase concertativa, autorizzativa e realizzativa degli interventi di sviluppo della RTN;
  • lo scambio di dati e informazioni inerenti la RTN, le richieste di connessione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, la pianificazione territoriale, locale e della mobilità ed il sistema dei vincoli paesistico-ambientali, culturali e naturalistici nel rispetto dei rispettivi fini istituzionali;
  • la promozione di azioni comuni per l’analisi e la semplificazione normativa di ambito nazionale e regionale.

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Comunità energetiche rinnovabili, Sertori: pronti a sostenerne lo sviluppo

1 février 2024 à 16:30

L’assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, ha avviato l’1 febbraio 2024 a Sondrio il primo degli incontri provinciali dedicati allo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e al tema dell’autoconsumo di energia rinnovabile. Intervenuto in videocollegamento anche il presidente del Gestore Servizi Energetici, Paolo Arrigoni.

Gli eventi sono l’occasione per presentare le attività di accompagnamento che Regione Lombardia intende intraprendere, anche grazie al supporto della Comunità Energetica Regionale Lombarda (CERL), istituita dalla legge regionale 2/2022.

Comunità energetiche, modelli di sviluppo e gestione energia

sviluppo comunità energetiche“La Lombardia – ha sottolineato Sertori – ha dimostrato da subito forte interesse ad accompagnare la diffusione delle Cer. Esse costituiscono una delle principali opportunità di sviluppo di impianti di piccola taglia che utilizzano Fonti energetiche rinnovabili (Fer), sia a livello nazionale che regionale. Possono innescare modelli virtuosi di gestione e condivisione di energia rinnovabile sui territori. Generano benefici sociali, ambientali ed economici per i partecipanti alle configurazioni. Inoltre, contribuiscono a consolidare l’uso e l’accettazione delle Fer da parte dei cittadini e dei diversi attori pubblici e privati del territorio”.

In vigore dal 24 gennaio, il decreto dedicato alle Comunità energetiche rinnovabili, pubblicato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, sblocca la nascita e lo sviluppo delle Cer in Italia. Ora si attendono i tempi tecnici del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che dovrà redigere le regole operative e predisporre il portale per il riconoscimento delle Cer.

Cer, obiettivo sostegno a piccoli comuni

Nel frattempo, ha aggiunto l’assessore, “abbiamo subito avviato un dialogo con il Ministero per chiedere modifiche sostanziali alla bozza di decreto, perché i fondi del PNRR, destinati al sostegno delle Cer, venissero trasformati da concessione di fondi a restituzione (prestito) a contributi a fondo perduto. Un segnale forte per gli oltre mille piccoli comuni lombardi. Spesso, infatti, non hanno la capienza finanziaria necessaria per avviare progetti di così ampio respiro e complessità. Abbiamo, inoltre, avviato la raccolta di manifestazioni di interesse a costituire Comunità energetiche sul territorio raccogliendo più di 500 candidature”.

“La sfida per la Lombardia – ha spiegato Sertori – sarà ora mettere a terra i progetti che sono stati proposti dai territori. Non solo quelli riconosciuti meritevoli di accedere alla fase 2 della Manifestazione di interesse, ma soprattutto quelli proposti da piccoli comuni lombardi. Che potranno candidarsi al finanziamento tramite fondi PNRR”.

Il tour informativo avviato l’1 febbraio 2024 toccherà tutte le province lombarde, insieme a GSE e al CERL. Gli incontri saranno aperti a enti locali, associazioni di categoria, Camere di commercio. Generalmente a  tutti coloro che intendono approfondire i contenuti del nuovo decreto, sono interessati ad aggregarsi in comunità energetiche e a cogliere le opportunità di finanziamento regionale, nazionale, comunitario.

Idroelettrico e fotovoltaico, Lombardia protagonista

Regione Lombardia è ancora protagonista: da sola contribuisce per il 23% alla produzione di energia da idroelettrico con una potenza installata pari al 27% della potenza idroelettrica nazionale. E’ distribuita principalmente sui territori della provincia di Sondrio.
Per quanto riguarda invece il fotovoltaico la Lombardia detiene il 12,6% della potenza rispetto all’installato a livello nazionale e il primato per numero di impianti. Si registra inoltre un incremento di potenza installata dal 2021 al 2022 pari al 16%.

Regione Lombardia, per la promozione delle Fer, ha reso concrete misure di sostegno alla realizzazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili. Ha messo a disposizione risorse autonome per circa 90 milioni di euro per sostenere la diffusione di impianti Fer e altrettanti per interventi sugli involucri edilizi. Con l’obiettivo di migliorarne le prestazioni energetiche.

A queste risorse si sono affiancate quelle della programmazione regionale Fesr 21-27. Più di 300 milioni di euro per la definizione di azioni in tema di energia; di questi 55,5 milioni sono destinati al sostegno delle Cer e 90 per la diffusione delle Fer.

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