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Post vacation blues, quando il rientro accende la sindrome di wanderlust

Par : losiangelica
10 septembre 2025 à 11:11

Il ritorno dalle vacanze? Un vero shock. La sveglia puntata, le e-mail a cui rispondere, le notifiche, la routine familiare con scuola, figli e lavoro ci travolge quasi come se fosse un’onda improvvisa. Dopo giorni (o settimane per i più fortunati) di libertà, relax e avventura, rientrare alla quotidianità ci getta nello sconforto.

Ecco perché si parla sempre più spesso di post vacation blues, una sensazione di nostalgia che si mixa allo stress del back to work e mette a dura prova il nostro umore. L’effetto aggiuntivo? Per noi amanti dei viaggi si accende ancora di più la sindrome di wanderlust e pianificare nuove partenze sembra l’antidoto migliore.

Cos’è il post vacation blues

Non è solo malinconia da rientro: il post vacation blues è quella sensazione di vuoto e stanchezza che ti assale quando le ferie finiscono e la routine torna a bussare. Nonostante tutti i buoni propositi di tornare carichi di energie, per molti il rientro è uno shock che getta nello sconforto: non ci si sente pronti a ricominciare con grinta, ma improvvisamente svuotati, malinconici e con la testa che corre ai momenti felici in viaggio.

Il fenomeno, conosciuto come post vacation blues, è sempre più diffuso e spesso viene sottovalutato. I sintomi? Tra i segnali più frequenti irritabilità, ansia e una sensazione di stanchezza generale che va a braccetto con la tristezza, soprattutto per i meteoropatici che soffrono l’accorciarsi delle giornate e il clima autunnale più uggioso.

C’è persino chi evidenzia un calo di motivazione e di concentrazione, tanto da avvertire come faticose anche le attività più semplici. A tutto ciò si aggiungono disturbi fisici: difficoltà a dormire, sbalzi d’umore, emicrania e tensioni muscolari.

Legame tra Post vacation blues e sindrome di wanderlust
iStock
Come i viaggiatori provano a superare il Post vacation blues

Come affrontare il post vacation blues se ami viaggiare

Il sapore amaro del rientro dalle vacanze provoca il post vacation blues, ma devi sapere che quella sensazione di malinconia che ci sta accompagnando può essere superata con la giusta dose di wanderlust ( dal tedesco “voglia di viaggiare”).

Il primo consiglio? Porta con te il viaggio attraverso la quotidianità: cucina una ricetta che hai provato in vacanza, riascolta la playlist che ha fatto da colonna sonora e organizza le foto, magari stampandone alcune con cui decorare casa o la tua scrivania in ufficio.

L’altro suggerimento? Inizia a pianificare la prossima fuga. Pensa ad un breve weekend o magari ad una vacanza più strutturata e lunga uscendo dall’Europa. Dai un’occhiata alle mete emergenti perfette per l’autunno da visitare e fatti ispirare per uscire dal momento triste e trovare di nuovo la tua allegria.

Altra opzione, spesso sottovalutata, è quella di diventare turista nella propria città. Non tutti hanno la fortuna di poter prenotare subito una nuova meta e con pochi giorni di ferie spostarsi diventa complicato. Ma le nostre città e i borghi nei dintorni custodiscono tesori che meritano di essere scoperti.

Ricorda, soprattutto, che la vera magia di ciò che hai vissuto non finisce con il ritorno: vive nei tuoi ricordi, nelle tante storie che hai da raccontare e nei nuovi occhi con cui puoi guardare il mondo. Insomma, prova a trasformare il post vacation blues in carburante per tornare a sognare. Dopotutto ogni ritorno è l’inizio di una nuova partenza.

Sinope, la città turca che ha scoperto la chiave della felicità

14 mai 2025 à 22:50

A Nord di Istanbul c’è un luogo dove i boschi incontrano il Mar Nero. È Sinope, una delle città più antiche della Turchia, fondata dagli Ioni nel VII secolo a.C. e dove si dice che gli abitanti siano i più felici del Paese. Circondato da dolci colline di pascoli, punteggiate da alberi che costeggiano strette spiagge, alcune nere per via della sabbia di origine vulcanica, è un luogo che induce al relax e alla spensieratezza.

Rispetto al resto del Paese, Sinope non spicca nelle classifiche per le infrastrutture e neppure per il particolare stato di salute della gente che ci vive e, soprattutto, non è molto turistica. Tuttavia, è al primo posto in fatto di felicità, secondo quanto risulta da uno studio che viene condotto ogni anno. Qual è il suo segreto allora?

Perché è famosa Sinope

Sinope è il luogo natale del filosofo greco Diogene, che condusse una vita semplice a contatto con la natura. Il professor Stephen Voss del Dipartimento di filosofia dell’università del Bosforo sostiene che lui, come altri, apprezzano ciò che hanno e sono disinteressati a ciò che invece non possiedono. Diogene scelse di vivere con niente, se non con gli abiti che indossava, e ironizzava a proposito dei politici, dei religiosi e di tutti coloro che, secondo lui, erano al di fuori del naturale ordine sociale.

Secondo un’antica leggenda, Alessandro il Grande andò a far visita al filosofo che trovò seduto in un luogo all’aperto. Gli chiese cosa volesse domandare al suo re e Diogene rispose: ”Potrebbe farsi da parte così da non coprire la luce del sole”. Sinope è dunque da sempre la città “felice” perché patria di un pensatore che cercava la vera felicità nella semplicità e nell’autosufficienza. Una statua del filosofo nei pressi del porto ch regge una lanterna, simbolo della ricerca della verità, ricorda che il suo approccio alla vita non è mai stato dimenticato.

Il segreto della felicità di Sinope

A Sinope, per esempio, non esistono i semafori. Le poche auto circolano tranquillamente. La maggior parte degli abitanti si sposta a piedi e nessuno ha mai fretta. Gli uffici pubblici sono aperti solo fino al mercoledì. Il resto della settimana si va a pesca, si chiacchiera con i vicini, si passeggia mano nella mano sul lungomare. La settimana corta che molti stanno sperimentando qui funziona già da anni.

A Sinope tutti vivono in pace e tranquillità. Non c’è da stupirsi se di fianco alla moschea si trova il pub, cosa vietatissima nel resto della Turchia. Dal 2013, una legge impone che non si possa vendere alcool a meno di 100 metri di distanza da un luogo di preghiera. Ma qui, sacro e profano convivono in pace.

La città è molto sicura. Una donna può indossare shorts senza che nessuno dica nulla e può uscire fino alle 3 del mattino senza che le accada nulla. Non ci sono ricchi e non ci sono poveri. Tutti hanno tutto, ma anche niente. La gente apprezza uno stile di vita semplice come ai tempi di Diogene. Dal 400 a.C. sembra che nulla sia cambiato.

La piccola Lundy Island ci insegna come prenderci cura del nostro pianeta

17 février 2025 à 16:18

Un’isola remota, priva di strade e ricca di biodiversità dove il ricordo più grande di ogni viaggiatore che la raggiunge non è un souvenir ma la consapevolezza del contributo che si è dato alla sostenibilità e alla protezione degli animali. Ancorata a 19 km dalle coste occidentali della Gran Bretagna, nel Canale di Bristol, tra la Cornovaglia ed il Galles, Lundy Island è una piccola e autentica isola con la più ampia visione di sostenibilità nei confronti del mondo intero.

La conservazione e la protezione della biodiversità è la cosa più cara all’isola riconosciuta ormai nel mondo per il suo impegno e i successi per l’ecoturismo, l’utilizzo di energie rinnovabili e la quasi totale assenza di materiale plastico nella quotidianità.

Lundy Island è diventata un vero punto di riferimento per vivere e viaggiare responsabilmente. Oltre infatti ad occuparsi della salvaguardia e protezione delle specie animali che vivono sull’isola, la popolazione ha organizzato un metodo di viaggiare responsabile. La stagione turistica infatti è aperta solo dalla primavera all’autunno con circa tre partenze a settimana.

Tutto quello che c’è da sapere su questo luogo e su come visitarlo.

La storia di Lundy Island

Non è solo un luogo in cui ammirare la bellezza della natura, Lundy Island fa parte del Regno Unito e ha anche una storia antica: pare che sia abitata da almeno 3mila anni, come testimoniano le tracce di insediamenti dell’età del bronzo e del ferro. Una terra viva che nel corso dei secoli è stata abitata dai normanni, poi è diventato luogo interessante per i predoni, a seguire un avamposto fedele a re Carlo I e molto altro. Nel 1833 vi abitavano 10 persone: una famiglia e 4 abitanti del faro realizzato nel 1819.

Nel 1834 l’isola è stata acquistata da un uomo d’affari, William Hudson Heaven, e negli anni della sua proprietà sono state realizzate alcune opere, ovvero: Beach Road, Millcombe House e St Helen’s Church.

Nel 1925, poi, è stata comprata da Martin Coles Harman che ha portato un sistema postale privato e ha dato vita alla moneta Puffin, una nuova vendita è avvenuta nel 1968. Dal 1969 l’isola è di proprietà del National Trust e gestita dal Landmark Trust che operano insieme per ripristinarla e proteggerla.

Faro a Lundy Island
Fonte: iStock
Lo scorcio di un faro a Lundy Island

Cosa vedere a Lundy Island

Sono tantissime le cose che si possono fare e vedere a Lundy Island, uno dei numerosi luoghi fantastici che si possono visitare in Europa. Questa isola accoglie i visitatori con la sua natura sorprendente e con un’atmosfera che fa sentire davvero in contatto con la terra. Non ci sono strade e automobili, qui ci si può dedicare al relax e all’esplorazione in un ambiente privo di inquinamento.

E in cui la natura lascia senza fiato: le coste che si affacciano verso l’Atlantico sono alte e frastagliate, mentre quelle orientali presentano pendii dolci, dove ammirare alberi e fiori selvatici.  Il mare è straordinario e il cielo si può ammirare in tutta la sua vastità, soprattutto di notte quando la mancanza di luci non intralcia lo spettacolo più magico di tutti: quello delle stelle.

Questa isola è la destinazione ideale per tutti coloro che amano la natura, infatti ci si può dedicare al birdwatching o alla scoperta delle piante, ma è la meta perfetta anche per sub, scalatori, oppure per tutti coloro che vogliono approfondire la storia del passato. Da questo punto di vista si spazia da insediamenti dell’età del bronzo, a un castello medievale, fino a una chiesa vittoriana. Solo per fare degli esempi.

E poi si possono osservare gli uccelli: l’isola è molto famosa proprio per questo, basti pensare che offre rifugio a esemplari terresti, migratori e residenti per un totale di 140 specie. Non mancano le foche e i loro cuccioli.

Poi si possono fare delle suggestive passeggiate, delle arrampicate (da metà agosto a ottobre circa) oppure dedicarsi alle immersioni: qui le acque sono molto limpide e celano tesori da esplorare, come le 200 navi circa che nel mare sono affondate, dieci di queste sono siti di immersione riconosciuti.

Inoltre è bene sapere che questa isola cerca di essere autosufficiente, sfruttando ad esempio l’acqua piovana e il suo obiettivo è quello di diventare plastic free, anche gli ospiti devono portare via la propria plastica, mentre il resto viene il più possibile riciclato.

Lundy Island scopri questa isola
Fonte: iStock
Lundy Island, alla scoperta di questa isola

Le cassette delle lettere: la caccia al tesoro sull’isola

Un aspetto davvero speciale di questa isola sono le 27 cassette delle lettere che si trovano sparse suo territorio: alcune in legno, altre in metallo, altre ancora in plastica.

La loro peculiarità, però, non è questa, ma deriva dal fatto che sono celate allo sguardo: per trovarle si devono seguire gli indizi e il premio – se si riesce a trovarle – è speciale e unico, poiché al loro interno si trova un timbro di gomma e collezionarli tutti è un’attività divertente e unica.

Ma soprattutto è una buona scusa per conoscere questo territorio, infatti si tratta di un modo divertente per grandi e piccini di esplorare l’isola, andando a scovare anche luoghi meno battuti e per questo ancora più speciali. A quanto pare, per coloro che decidono si programmare una gita di un giorno esiste un percorso più semplice. Ma la caccia al tesoro è comunque sempre imperdibile.

Come raggiungere l’isola

Raggiungere l’isola è piuttosto semplice, infatti, ci sono delle imbarcazioni che possono trasportare i visitatori anche per una gita in giornata. Queste salpano circa tre volte a settimana da Bideford o Ilfracombe, in base alle maree. Il viaggio dura circa due ore a tratta. Su Lundy Island sono luoghi in cui dormire ed è il posto perfetto per staccare davvero: il segnale del telefono cellulare è intermittente e non ci sono tv o radio. Un sogno per tutti coloro che hanno bisogno di staccare la spina.

Un viaggio nella natura, in posto unico e che viene protetto per mantenerlo tale. Si può raggiungere da aprile a ottobre e c’è un codice di condotta molto attento e specifico per chi desidera visitare questa bellissima isola. In cambio ci si immerge in un luogo in cui sentirsi lontani, realmente, da tutto.

Le migliori città per i nomadi digitali nel 2025

5 février 2025 à 15:19

Con l’evoluzione del lavoro da remoto, sempre più professionisti stanno scegliendo di abbracciare uno stile di vita nomade. Il 2025 si preannuncia come un anno entusiasmante per i nomadi digitali, grazie a destinazioni che offrono il perfetto equilibrio tra infrastrutture, costo della vita e qualità di vita. Da vivaci capitali europee a paradisi naturali dell’Estremo Oriente, queste città si distinguono per attrattività e innovazione, offrendo spazi di coworking, comunità accoglienti e ambienti ideali per conciliare lavoro e tempo libero.

Come evidenziato infatti in un articolo del blog di Flatio, portale web per la ricerca di alloggi, nel 2025 ci sono molte nuove destinazioni emergenti per i nomadi digitali, dall’Europa al Sud Est Asiatico. Abbiamo selezionato quelle che ci sembravano avere più appeal, soprattutto in termini di rapporto tra costo e qualità della vita. 

Scopriamo insieme quali sono le migliori città per nomadi digitali nel 2025, in base al rapporto tra servizi offerti, qualità della vita e costi.

Lisbona: il fascino della capitale portoghese

Lisbona si conferma una delle mete più amate dai nomadi digitali grazie alla sua combinazione unica di cultura, clima piacevole e infrastrutture moderne. Con i suoi quartieri pittoreschi, come l’Alfama e il Bairro Alto, e una scena tecnologica in forte crescita, Lisbona è il luogo perfetto per chi cerca ispirazione e produttività.

La città offre numerosi spazi di coworking, come il celebre Second Home, situato in un edificio storico, e una vivace comunità internazionale di professionisti da tutto il mondo. Oltre al lavoro, Lisbona regala infinite opportunità di svago: tramonti sul fiume Tago, eventi culturali e gite nei vicini villaggi costieri come Cascais e Sintra.

Lisbona, Portogallo
Fonte: iStock
Sguardo sulla città portoghese di Lisbona

Costo della vita a Lisbona:
Con un costo mensile che varia tra i 1.200 e i 1.800 euro, Lisbona è relativamente accessibile rispetto ad altre capitali europee. Gli appartamenti nel centro storico possono essere un po’ costosi, ma quartieri come Alcântara o Intendente offrono opzioni più economiche senza rinunciare alla qualità.

Qualità della vita a Lisbona:
Con oltre 300 giorni di sole all’anno, spiagge vicine e una vibrante vita notturna, Lisbona è una città che incoraggia uno stile di vita equilibrato. Grazie al visto per nomadi digitali del Portogallo, è facile stabilirsi qui per lunghi periodi e godersi il meglio della cultura portoghese.

Zagabria: la capitale croata che sorprende

Zagabria è una città in rapida ascesa tra i nomadi digitali. Con un’atmosfera rilassata, una scena culturale vivace e un costo della vita tra i più bassi d’Europa, la capitale croata è ideale per chi cerca un ambiente stimolante ma accessibile. I suoi caffè storici, le strade acciottolate e gli spazi verdi rendono Zagabria un luogo accogliente per lavorare e vivere.

Zagabria
Fonte: iStock
Vista sul centro storico di Zagabria

La città è nota per i suoi numerosi eventi, dalle mostre d’arte ai festival di strada, che la rendono dinamica e creativa. Inoltre, la vicinanza a destinazioni come la costa adriatica e i parchi nazionali croati offre infinite opportunità di esplorazione durante il tempo libero.

Costo della vita a Zagabria:
Con un budget mensile compreso tra gli 800 e i 1.200 euro, vivere a Zagabria è molto conveniente. I quartieri centrali come Donji Grad sono perfetti per chi desidera essere vicino a coworking, ristoranti e attrazioni culturali. Per un’atmosfera più tranquilla, Maksimir è una scelta eccellente, grazie alla presenza di parchi e residenze più economiche.

Qualità della vita a Zagabria:
Zagabria combina la praticità di una città moderna con il fascino di una comunità a misura d’uomo. I suoi spazi di coworking offrono un ambiente ideale per lavorare e socializzare. Inoltre, il visto croato per nomadi digitali rende facile rimanere a lungo.

Madeira: l’isola della primavera eterna

Madeira, situata nell’Oceano Atlantico, è una delle destinazioni più affascinanti per i nomadi digitali. Conosciuta come l’Isola della Primavera Eterna, grazie al clima mite tutto l’anno, Madeira offre un connubio perfetto di bellezze naturali e infrastrutture pensate per il lavoro remoto. Qui, è possibile lavorare con vista sull’oceano e, nel tempo libero, esplorare sentieri montani, scogliere mozzafiato e villaggi pittoreschi.

Costo della vita a Madeira:
Con un costo mensile compreso tra i 1.000 e i 1.500 euro, vivere a Madeira è relativamente accessibile. La capitale Funchal è il cuore pulsante dell’isola, con co-living come il Madeira Digital Nomads Village che offrono soluzioni all-inclusive per chi lavora da remoto.

Qualità della vita a Madeira:
Oltre a un paesaggio unico, l’isola vanta una comunità accogliente e un’ottima sicurezza. Le attività outdoor, come il trekking lungo le levadas, il surf e il whale watching, rendono Madeira una destinazione perfetta per chi ama la natura.

Malaga: il gioiello della Costa del Sol

Malaga è una città che unisce la vivacità di una capitale culturale alla rilassatezza dello stile di vita mediterraneo. Con spiagge dorate, un clima mite tutto l’anno e una crescente scena tecnologica, questa città spagnola è una delle mete più interessanti per i nomadi digitali.

Malaga
Fonte: iStock
La bellissima Malaga affacciata sul mare

Costo della vita a Malaga:
Le spese mensili si aggirano tra i 1.200 e i 1.800 euro, con opzioni di alloggio che spaziano dai moderni appartamenti del centro a soluzioni più economiche nei quartieri periferici come Pedregalejo.

Qualità della vita a Malaga:
La città offre una scena di coworking fiorente ideale per professionisti da remoto. Le attività ricreative non mancano: dalle passeggiate lungo il Paseo Marítimo alle visite ai musei come il Centro Pompidou.

Bangkok: la perla dell’Asia per i nomadi digitali

Bangkok offre una combinazione unica di modernità e tradizione, rendendola una delle destinazioni asiatiche più attraenti per i lavoratori da remoto. Con una vasta offerta di coworking, una connessione internet affidabile e un costo della vita contenuto, la capitale thailandese rappresenta un’ottima scelta per chi cerca avventura e produttività.

Bangkok, grattacieli
Fonte: iStock
Il quartiere più moderno di Bangkok

Costo della vita a Bangkok:
Con spese mensili comprese tra 1.000 e 1.500 dollari, Bangkok offre molte opzioni di alloggio, dai moderni condomini nel quartiere Sukhumvit a soluzioni più economiche in zone residenziali come On Nut.

Qualità della vita a Bangkok:
Bangkok sorprende per la sua vivace vita notturna, la straordinaria cucina e la possibilità di esplorare la cultura locale, dai templi ai mercati galleggianti. Non mancano spazi che creano ambienti stimolanti per lavorare e fare networking.

Sofia: la gemma nascosta dell’Europa orientale

Sofia, capitale della Bulgaria, è una delle città più economiche e affascinanti per i nomadi digitali. Grazie alla sua storia millenaria, la natura incontaminata a breve distanza e una comunità internazionale in crescita, Sofia è la scelta ideale per chi cerca un equilibrio tra lavoro e scoperta.

Sofia, Bulgaria
Fonte: iStock
La famosa Chiesa Ortodossa bulgara a Sofia

Costo della vita a Sofia:
Con un budget mensile tra gli 800 e i 1.200 euro, Sofia offre una qualità di vita elevata a costi contenuti. Quartieri come Lozenets combinano modernità e tranquillità, mentre Studentski Grad è ideale per chi cerca opzioni più economiche.

Qualità della vita a Sofia:
La città è ricca di coworking perfetti per creare nuove connessioni. La vicinanza alle montagne Vitosha offre opportunità di svago unico per chi ama la natura.

Gli alberi fanno bene e rendono felici. Lo dice la scienza

21 novembre 2024 à 10:20

Se in montagna, in mezzo a un bosco o a un prato verde, vi è capitato di percepire una sensazione di particolare benessere sappiate non è soltanto un’impressione. Capita a tutti. E il motivo è scientifico. È statisticamente e soprattutto scientificamente provato che il contatto dell’essere umano con la natura, in particolare con le piante, porta dei benefici.

Le piante fanno bene all’uomo: lo studio

Negli ultimi anni si stanno intensificando studi sull’interrelazione tra uomo e pianta che indagano i meccanismi fisici e biologici. La pianta, come ogni altro organismo vivente, ha una sostanziale componente bio-energetica che le consente di entrare in sintonia con ciò che la circonda. La teoria dell’eco designer Marco Nieri chiamata ‘Bioenergetic Landscapes’ dimostra che gli alberi emettono campi elettromagnetici tra i quali sono rilevabili frequenze analoghe a quelle emesse dalle cellule dei nostri organi, e per questo capaci di creare un’interazione con l’organismo umano.

Non sorprende, dunque, l’esigenza di raggiungere le zone verdi del pianeta. Un vero e proprio pellegrinaggio, come quello che c’è verso l’albero della vita nel Bahrain, o quello che conduce in India al cospetto dell’albero più grande del mondo detentore del record, che fa bene agli occhi, all’anima e al cuore.

Ogni pianta ha un beneficio

La qualità dell’interazione “uomo-pianta” dipende dalla particolare specie di albero: ogni tipo di pianta ha un’influenza diversa sui vari organi umani. Alcune specie sono molto benefiche, mentre altre si sono verificate ‘disturbanti’. È stato dimostrato, per esempio, che il tiglio è molto benefico soprattutto per il sistema nervoso, per le mucose e per i reni, mentre se si sta vicino a una quercia si ottiene un miglioramento del sistema cardiocircolatorio e immunitario. La pianta del ginkgo viene spesso utilizzata contro i disturbi di memoria e per le condizioni che, soprattutto durante la terza età, sono associate alla riduzione del flusso di sangue al cervello (come mal di testa, vertigini, acufeni, difficoltà di concentrazione e disturbi dell’umore). In Cina ne esiste un esemplare millenario che sembra che pianga lacrime d’oro.

Gli strumenti scientifici

Attraverso l’utilizzo di moderni strumenti bio-elettrici, capaci di misurare istantaneamente la reazione del corpo, sono stati dimostrati gli effetti dovuti al contatto uomo-albero. In particolare con la bio-elettrografia GDV del Professor Korotkov dell’università di San Pietroburgo si è riscontrato l’istantaneo innalzamento dei parametri energetici di un organismo umano posto in un’area di influenza con una specie arborea benefica.

Quanto tempo serve per ottenere benefici

L’effetto terapeutico è temporaneo, la sua durata varia in base a una serie di fattori come lo stato iniziale, la qualità del luogo, il tipo e la grandezza della pianta e, naturalmente, anche dal tempo di persistenza nell’area di influenza. Certo è che quanto più a lungo si può sostare vicino alle piante, maggiori saranno i benefici, ma sono già sufficienti dieci minuti per trovarne giovamento.

Chiaro che, è opportuno ricordare, ogni esemplare naturale è un ecosistema a sé, fragile e delicato, che l’uomo ha il diritto e il dovere di rispettare e proteggere. Proprio come nel caso dell’albero più alto del mondo, reso inavvicinabile per la sua salvaguardia.

Anche le piante ottengono benefici dall’uomo

Ma l’aspetto ancor più sorprendente è che, sulla base delle misurazioni effettuate, si è osservato che non siamo solo noi uomini a trovare giovamento dal contatto con un albero, in quanto il beneficio è reciproco. Secondo Nieri, infatti, il contatto tra pianta e uomo causa un feedback energetico che trasmette all’albero le nostre informazioni biologiche. Si può misurare la reazione energetica sulle frequenze del sistema nervoso e immunitario dell’albero, che risponde modificando i valori di risposta in relazione al fatto che gradisca o meno il contatto. Generalmente le piante hanno una reazione positiva alla nostra presenza.

Questo dovrebbe farci riflettere su quanto sia profondo – e in parte ancora sconosciuto – il rapporto di interazione tra esseri viventi e quindi anche tra uomo e pianta. Una sintonia legata inevitabilmente al passato primordiale, che oggi viene ignorata ma che, forse, in futuro, potrà riacquisire fondamentale importanza grazie alla ricerca scientifica.

Lo studio che dimostra che viaggiare mantiene giovani

Par : elenausai10
16 septembre 2024 à 16:30

Come si suol dire: ogni scusa è buona per viaggiare, ma questa che stiamo per raccontarvi è dimostrata da uno studio ed è la migliore che possiate usare. La studiosa Fangli Hu dell’Università Edith Cowan di Perth ha applicato al turismo la teoria dell’entropia, dimostrando che viaggiare mantiene giovani perché rallenta l’invecchiamento e rafforza lo stato di salute. Viaggiare è un investimento nella vita ed è uno dei pochi che garantisce un ritorno certo: non solo ci permette di fare esperienze nuove o conoscere culture diverse dalle nostre, ma ci aiuta a prenderci cura anche della nostra salute.

Viaggiare rallenta l’invecchiamento

La ricerca, realizzata da Fangli Hu e pubblicata sul Journal of Travel Research, ha applicato la teoria dell’entropia ai viaggi, collegando la salute e l’invecchiamento al disordine di un sistema fisico. Ma cos’è l’entropia? È una grandezza fisica della termodinamica definita in termini di variazione tra due stati, una tendenza della natura verso il disordine. La studiosa ha dichiarato nel sito dell’università: “L’invecchiamento è un processo irreversibile ma, mentre non può essere fermato, può essere rallentato”.

Viaggiare è quindi il modo migliore non solo per evitare l’invecchiamento prematuro e rallentarlo, ma anche per migliorare il benessere fisico e mentale, due aspetti fondamentali che contribuiscono a mantenere in equilibrio il nostro stato di salute. Secondo la ricerca, questi benefici aumentano soprattutto quando viaggiamo in luoghi nuovi e con persone che non conosciamo.

I viaggi che riducono l’entropia

Non tutte le tipologie di viaggio si sposano alla perfezione con i risultati ottenuti dallo studio australiano. Quelli migliori sono i viaggi che espongono le persone ad ambienti nuovi o che comportano attività fisica e interazioni sociali positive. La studiosa, al riguardo, ha dichiarato: “I viaggi che coinvolgono escursioniscalate, camminate e cicloturismo, sinonimo di salute, ancora di più se in luoghi nuovi e con persone nuove, sono esperienze che stimolano risposte di stress, elevano i tassi metabolici e potenziano il sistema immunitario. In breve, il sistema di autodifesa diventa più resiliente. Si rilasciano ormoni che conducono alla riparazione dei tessuti ed elevano i tassi metabolici”.

Al contrario situazioni di stress, incidenti, malattie aumentano l’entropia compromettendo il benessere. Questo può succedere durante viaggi avventurosi dove il rischio di farsi male o contrarre problematiche per la salute è più alto. Per lo studio, quindi, è importante scegliere la meta giusta e viaggiare in sicurezza così da beneficiare degli aspetti positivi del viaggio come quelli relativi all’invecchiamento.

Trekking montagna
Fonte: iStock
I trekking in montagna sono un esempio di viaggio positivo per la salute

Cammini, viaggi in natura e nuove tendenze benessere

Chi vuole sfruttare i benefici del viaggiare deve regalarsi esperienze di un certo tipo, come le attività outdoor e i cammini. Passo dopo passo, il camminare è considerato uno dei metodi ideali per rallentare l’invecchiamento, come anche il trascorrere più tempo possibile a contatto con la natura. Tra le nuove tendenze, invece, c’è il Silent Travel, una tipologia di viaggio che aiuta a disconnettersi dalla frenesia del mondo per riconnettersi con la natura, con le proprie vere priorità e con se stessi.

Sempre più persone ricercano una forma di viaggio più consapevole, che non richiede una vacanza per “riprendersi dalle vacanze”. Ora che nuovi benefici sono stati dimostrati, siamo sicuri che il numero aumenterà sempre di più.

Sogni di lasciare tutto e cambiare vita? Questi luoghi ti pagano per farlo

6 septembre 2024 à 12:00

Quante volte è capitato di dirci che vorremmo cambiare vita? E quante volte guardandoci intorno ci rendiamo conto che il posto in cui viviamo ci inizia a stare stretto e non ci fa stare più bene? Spostarci in un posto diverso, più o meno lontano da ciò a cui siamo abituati, però, per molti di noi significa fare un salto nel buio. Immaginare di trasferirsi e fare realmente le valigie sono due cose completamente diverse, rese ancora più distinte da tanti ostacoli e paure che possono rendere irrealizzabile il progetto.

Se state sognando di trascorrere un periodo della vostra vita in libertà, immersi nella natura e in luoghi splendidi in cui “ripartire da zero”, sappiate che esistono dei posti nel mondo fatti su misura per queste esigenze. Ma c’è di più, perché è possibile essere pagati proprio per trasferirsi in quelli che sono dei veri e propri paradisi: dalle città cosmopolite ai più piccoli borghi, ecco il nostro viaggio in giro per il mondo alla scoperta del luogo perfetto in cui andare a vivere e in cui si è addirittura pagati per farlo.

Andare a vivere in America

Il sogno americano ancora oggi affascina molti e ci sono alcune città degli Stati Uniti pronte a farlo diventare realtà. Su tutte spicca Tulsa, in Oklahoma, che da novembre del 2018 ha lanciato il programma “Tulsa Remote“. Indirizzato a chi ha un lavoro da remoto, permette a coloro che decidono di trasferirsi qui di ricevere ben 10.000 dollari oltre ad una somma mensile di 500 dollari per pagare l’affitto per un anno.

Sono già migliaia i giovani con lavoro smart che hanno deciso di partecipare a questa iniziativa, contribuendo a creare una comunità di persone che allacciano legami lavorativi e personali, migliorando così la qualità della vita in Tulsa.

Tulsa, città in America in cui si è pagati per viverci
Fonte: iStock
Tulsa, Oklahoma, Stati Uniti

 C’è poi la città di Topeka, nella contea di Shawnee in Kansas, che per aumentare la propria popolazione e trovare risorse da inserire in differenti settori come quello finanziario, dell’editoria e dell’istruzione, dal 2020 offre un particolare “bonus”. Si tratta del programma “Choose Topeka” che mette a disposizione 15.000 dollari per coloro che decidono di trasferirsi nella capitale del Kansas con un’offerta di lavoro a tempo pieno e di acquistare una casa, oppure 10.000 dollari per gli affittuari che firmano un contratto di locazione di un anno.

Topeka, una delle città del Kansas
Fonte: iStock
La piazza principale della città di Topeka, Kansas

Rimanendo in America del Nord, in Indiana anche la cittadina di Noblesville offre a coloro che decidono di trasferirsi e lavorare lì un incentivo di 15.000 dollari. È immersa nel verde e ha una dimensione locale (con poco più di 63 mila abitanti) che la rende ottima per costruire legami nella sua piccola comunità. Negli ultimi anni Noblesville ha visto un notevole miglioramento grazie all’impegno nel creare luoghi di ritrovo, bar e ristoranti, oltre agli splendidi murales realizzati da artisti locali che rendono unici alcuni vicoli del centro. Tanti l’hanno già scelta per allontanarsi dalle grandi ed estranianti metropoli, per ritrovare un luogo in cui vivere che sia a misura d’uomo.

Spostandoci nell’America del Sud ci si può imbattere invece nel progetto “Start-up Chile”, volto a trasformare la capitale Santiago nel regno del tech. Il programma, nato nel 2010 e che sta continuando ad ottenere successo, offre a chi vuole vivere e avviare la propria attività di start-up ben 40.000 dollari e una rete di contatti per agevolare la creazione di collaborazioni e connessioni virtuose.

Trasferirsi in alcune zone d’Italia con i contributi

Se si vuole cambiare vita, ma senza andare troppo lontano, non c’è bisogno di attraversare l’Oceano: anche in Italia esistono luoghi che ci pagano per viverci.

Quale posto migliore se non la Sardegna per ricominciare da zero? L’isola che incanta i turisti per i suoi paesaggi mozzafiato sta subendo una grave crisi di spopolamento, soprattutto nelle zone interne. Le amministrazioni locali hanno quindi pensato di offrire fino a 15.000 euro a coloro che andranno a vivere qui e acquisteranno (o ristruttureranno) una casa in un comune con meno di 3.000 abitanti. E per coloro che sposteranno in tali comuni la loro attività economica, è previsto un contributo a fondo perduto di 15.000 euro, che sale a 20.000 euro nel caso in cui l’avvio o il trasferimento aziendale determina un aumento dell’occupazione.

Anche la Calabria nel 2024 ha stanziato il bando “Abita Borghi Montani“: con l’intento di ripopolare i piccoli centri con meno di 3.000 abitanti, vengono offerti contributi di almeno 20mila euro a coloro che decidono di trasferirvi la propria residenza e avviare un’attività commerciale.

Borgo montano in Calabria, dove ti pagano per trasferirti
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Tipico borgo montano in Calabria

Altri luoghi d’Europa in cui trasferirsi

Oltre all’Italia, ma sempre in Europa, c’è la Svizzera che è pronta ad accogliere tutti coloro che decideranno di vivere nella piccola Albinen. Il meraviglioso villaggio del cantone elvetico del Vallese, offrirà a chi è munito di cittadinanza svizzera o un permesso di soggiorno permanente poco più di 25.000 euro per gli adulti e più di 10.000 euro per i bambini. Coloro che decideranno di trasferirsi in questo grazioso villaggio, per ottenere l’incentivo dovranno acquistare una casa e trasformarla nell’abitazione principale nei successivi 10 anni.

Anche in Spagna esistono piccoli borghi che offrono aiuti economici per incentivarne la ripopolazione. Due di questi sono Ponga e Rubiá, immersi nella natura e mete ideali per coloro che vogliono sperimentare una vita rurale e semplice, al di fuori del caos cittadino e della vita frenetica. Incastonato tra le montagne delle Asturie, nel nord della penisola spagnola, Ponga è un piccolo centro rurale popolato da soli 700 abitanti. Il municipio ha così deciso di elargire fino a 3.000 euro alle famiglie che decidono di trasferirsi in questo territorio, e 3.000 euro aggiuntivi per ciascun figlio. L’unico requisito è quello di mantenere la residenza a Ponga per almeno 5 anni.

Tra le montagne della Galizia, invece, sorge il piccolo borgo di Rubiá, dove terreni sconfinati si uniscono ai corsi dei fiumi in un paesaggio suggestivo fatto di folta vegetazione. Il comune offre a coloro che decidono di viverci un importo mensile che va dai 100 ai 150 euro, commisurato al reddito familiare. Un altro piccolo tesoro da scoprire per scrivere i nuovi capitoli della propria vita.

Borgo nella Valle di Ponga, in Spagna
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Borgo nella Valle di Ponga, Spagna

Perché viaggiare con un amico ti cambia la vita

30 juillet 2024 à 13:22

Ci sono diverse ragioni per cui viaggiare in compagnia di un amico è sicuramente meglio che viaggiare da soli. Certo, bisogna che l’amicizia sia affiatata – e non significa che sia per forza di lunga durata, anche con un amico conosciuto da poco si possono avere tanti interessi in comune -, che ci sia la giusta confidenza, il massimo del rispetto e che si siano messi in chiaro fin dall’inizio alcuni presupposti.

L’amico con cui si viaggia deve sicuramente condividere gli stessi nostri interessi, a partire dalla meta scelta ma anche dei luoghi da visitare, dei gusti in fatto di cibo e del tipo di vacanza che si desidera fare (zaino in spalla, lusso, itinerante ecc.). ma soprattutto l’amico con cui si viaggia deve essere qualcuno su cu contare in caso di necessità. Viaggiare in compagnia di un amico, se tutto va bene, serve sicuramente a rafforzare l’amicizia oltre che a condividere esperienze e bellissimi ricordi. Detto questo, ecco quali sono i vantaggi di fare un viaggio con un amico/amica.

Viaggiare con un amico è più sicuro

Viaggiare da soli è bello e la sensazione di indipendenza è impagabile, tuttavia, spesso i malintenzionati prendono di mira chi è in balìa di se stesso. Ecco allora che fare una vacanza in compagnia dà un senso di maggiore sicurezza e tiene più lontani truffatori e imbroglioni e, soprattutto, l’amico è un aiuto da contattare in caso di problemi, specie se si viaggia in Paesi stranieri dove non è semplice districarsi tra lingue incomprensibili e burocrazia.

Viaggiare con un amico è più divertente

Condividere le esperienze di viaggio con un amico è molto più divertente. Ci si può confrontare sui luoghi che si visitano e su tutto ciò che vi accade durate una vacanza. Come già detto, un viaggio ben riuscito può rafforzare un’amicizia sui cui poter contare anche una volta tornati a casa ed è quindi un esercizio di convivenza.

Viaggiare con un amico è più economico

Sì, perché dividere alcune spese è sicuramente più vantaggioso che sobbarcarsele tutte. Vedi per esempio il prezzo dei taxi, di un’auto a noleggio, di una camera d’hotel – se la si vuole condividere, ma non è obbligatorio – .  Insomma, dividere per due i costi rende le scelte molto più abbordabili e vi permette di risparmiare per regalarvi qualche altra esperienza non programmata.

Viaggiare con un amico per mettersi alla prova

Lanciarsi in avventure impensabili, è questo l’effetto che può fare un viaggio in compagnia di un amico fidato. Sapere di condividere un’impresa difficile può darvi la forza di affrontare situazioni che da soli non avreste mail coraggio di fronteggiare. Un amico vi incoraggia, vi sprona e vi tranquillizza. Quando si è lontani dal proprio ambiente può capitare di sentirsi fuori dalla propria comfort zone. Un amico può trasformare una situazione difficile in una più tranquillizzante. Aiutatevi a vicenda per portare a casa il massimo dal vostro viaggio anziché perdere delle belle occasioni di cui potreste anche pentirvi.

Viaggiare con un amico rafforza l’amicizia

Nel bene e, soprattutto, nel male ci si accorge di quanto sia affidabile il compagno o la compagna di viaggio con cui state condividendo una vacanza. Sì, perché sono i problemi che possono insorgere a mettere veramente alla prova il vostro rapporto. Se la persona con cui viaggiate non è affidabile, vi servirà per la prossima volta in cui deciderete di partire in compagnia di un amico, questa volta vero.

Viaggiare con un amico insegna a condividere

Spesso non ce ne rendiamo conto ma ci comportiamo da veri egoisti e quando si viaggia con un’altra persona il difetto viene sicuramente a galla. Viaggiare in due, condividendo tutto e tenendo conto delle esigenze altrui mette alla prova proprio il nostro carattere e quello dell’altro.

Viaggiare con un amico per condividere le skill

Ma condividere significa anche incastrarsi alla perfezione con il compagno di viaggio: per esempio, se voi guidate bene e l’altro no ma è un ottimo navigatore con un fantastico senso dell’orientamento ecco che siete fatti l’uno per l’altro. Conoscendo i punti forti e quelli deboli di entrambi si possono compensare pregi e difetti diventando la coppia perfetta per viaggiare.

Viaggiare con un amico per condividere bei ricordi

Detto che ciascuno di noi affronta le situazioni in modo assolutamente personale e in modo altrettanto personale le ricorda, condividere le esperienze di un viaggio con un’altra persona aiuta a ricordare più le cose belle di quelle brutte. Infatti, quando si viaggia da soli si tende ad affrontare le situazioni con maggiore tensione e stress, invece, sapendo di poter contare su una spalla, ci si rilassa maggiormente e ci si gode di più il viaggio.

Test: sei un middle traveller?

26 juillet 2024 à 12:21

I viaggi sono le specchio della vita. In base alla propria personalità, alla famiglia, agli interessi e alle proprie disponibilità economiche cambia il modo di viaggiare. Ma i viaggi sono anche un continuo adattamento a ciò che offre il mercato turistico che è in costante evoluzione. Ecco perché questo mondo coinvolge praticamente tutti e ognuno si approccia ai viaggi in modo assolutamente personale e unico.

Ci sono viaggiatori e turisti

Infatti, bisogna sempre fare una distinzione tra viaggiatori e turisti. Il turista è colui il quale affida l’organizzazione del proprio viaggio ad altri, siano questi un’agenzia di viaggio, un sito web, un travel blogger, e segue un programma predefinito che gli consenta di visitare tutti i luoghi più famosi durante il suo viaggio. Il viaggiatore, invece, organizza il proprio itinerario di viaggio per conto proprio. E qui si apre un mondo perché in base a interessi, budget, età e a numerosi altri fattori cambia tutto.

Chi è il middle traveller

Senza addentrarci nella miriade di profili di viaggiatori, possiamo raccontarvi, però, delle ultime tendenze di viaggio e di un tipo di viaggiatore che sta iniziando a distinguersi: il middle traveller.

Come viaggia il middle traveller

Una “specie” ancora in fase di evoluzione, il middle traveller è un viaggiatore che idealmente sarebbe un backpacker, ma che in realtà non viaggia con lo zaino, bensì preferisce un comodo trolley per sistemare ben bene i propri capi e tutto il necessario per il viaggio che deve intraprendere. Inclusi prodotti per l’igiene personale e di tutto ciò che gli sta attorno.

Dove dorme il middle traveller

Il middle traveller opta per alloggiare in alberghi economici ma non dorme mai negli ostelli, a meno che non siano boutique hostel e non abbiano una camera individuale con bagno individuale.

Dove mangia il middle traveller

Ama lo street food e i ristoranti tipici, ma non disdegna un’esperienza gourmet se è alla sua portata. Usa i mezzi pubblici per muoversi quando visita le città, cerca le offerte delle compagnie aeree prima di prenotare e non si tira indietro se gli offrono un upgrade di classe a bordo.

Qual è il budget del middle traveller

Il lusso, per il middle traveller, non è contemplato, se non una volta ogni tanto. Il middle traveller, infatti, ha una buona disponibilità economica che gli permette di essere parsimonioso dove serve e di gratificarsi quando si presenta l’occasione unica. Il middle traveller è quindi disposto a spendere, gli piace viaggiare in maniera comoda sia in fatto di alloggi sia di spostamento. Perché per questo tipo di viaggiatore ciò che conta è l’esperienza, che è poi il motivo per cui viaggia.

Guardare il mare ci fa sentire meglio. Lo dice la scienza

8 juillet 2024 à 20:10

Guardare il mare fa bene e ce lo dice la scienza. Se almeno una volta si è vissuta l’esperienza di andare ad ammirare l’orizzonte, a qualsiasi ora del giorno, è impossibile negare la sensazione di pace interiore che si prova di fronte a uno scenario tanto perfetto. L’odore di salsedine, il senso di immensità e il rumore delle onde creano un’armonia perfetta che, oltretutto, fa bene al cervello.

Ecco perché guardare il mare fa bene

Uno dei motivi scientifici che spiegano perché guardare il mare fa bene è davvero molto semplice. Ogni colore ha una sua caratteristica e quella del blu è di emettere onde elettromagnetiche che regolano il nostro stato emozionale.

Un’altra motivazione è che l’acqua è il nostro stato naturale. Gli esseri umani vivono per 9 mesi in acqua nel ventre della madre; inoltre, il corpo umano è composto da H2o al 65% circa. Il cervello è in grado di percepirlo, quindi reagisce di conseguenza e si rilassa.

Un altro effetto terapeutico lo fornisce il rumore delle onde. Esso influisce a regolare la dopamina e la serotonina, entrambi neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale che controllano gli impulsi nervosi. Se si è stressati dalla frenesia quotidiana, dunque, non c’è miglior cura del trascorrere le proprie vacanze al mare.

Anche la Terra è coperta al 70% da acqua, dunque la nostra vicinanza a essa ci riporta quasi a uno stato primordiale. Non è un caso se un’importante percentuale di persone preferisce trascorrere le proprie vacanze al mare piuttosto che in altri luoghi: resistere al richiamo della natura è sicuramente difficile.

Come mai gli sport acquatici rigenerano?

Se poi si praticano anche degli sport acquatici, vi siete mai chiesti come mai siano così rigeneranti? A dirlo è ancora la scienza. Quando nuotiamo o pratichiamo surf, per esempio, il nostro cervello produce endorfina e adrenalina, elementi chimici che sono la causa scatenante del piacere umano.

Guardare il mare stimola la creatività

Ammirare il mare può essere una potente fonte di ispirazione creativa. Il movimento fluido dell’acqua, la forma delle onde e i riflessi di luce possono stimolare la mente e favorire il fluire di immagini e pensieri. Molti artisti e scrittori affermano che trascorrere ore sulla riva li aiuta a superare il blocco creativo e a produrre nuove idee.

I benefici del mare per la salute

L’acqua di mare, ricca di minerali come magnesio, potassio e iodio, particelle di sale e oligoelementi, fa bene anche alla salute. Molto spesso lo consigliano perfino i medici per aiutare nella guarigione di varie malattie, tra cui artrite, diverse forme di anemia, problemi alle vie respiratorie, allergie, asma e recupero dopo l’esercizio fisico.

Immergersi nell’acqua, peraltro, può aiutare a combattere i chili di troppo e a rafforzare il sistema circolatorio, fattori che ci fanno inevitabilmente sentire meglio.

Uno dei principali benefici psicologici di guardare il mare è poi la riduzione dello stress e dell’ansia. Il suono delle onde che si infrangono sulla riva ha un effetto calmante sul cervello, simile a quello della musica rilassante. Studi hanno dimostrato che l’esposizione all’ambiente marino può abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, contribuendo così a ridurre l’ansia e a promuovere una sensazione di tranquillità.

Lo scenario balneare favorisce anche un sonno di qualità. Il suono delle onde, il profumo dell’aria salmastra e la brezza marina creano un’atmosfera rilassante che può aiutare a combattere l’insonnia. In più, la luce naturale del sole, che abbonda nelle località costiere, aiuta a regolare il ritmo circadiano, migliorando così i cicli di sonno e veglia.

Che sia a livello fisico o psicologico, dunque, il mare fa bene e le numerose ricerche scientifiche condotte sull’argomento non lasciano alcun dubbio.

Luoghi energetici in Italia: cosa sono e dove si trovano

8 juillet 2024 à 15:00

Avete mai visitato un luogo dove, per citare Stephen King, “un senso di mistero ha invaso il vostro cuore e la vostra mente”? Nel mondo sono tanti i luoghi considerati magici, in grado di emanare vibrazioni energetiche particolari e dove si percepisce un’aura speciale. Questi vengono chiamati luoghi ad alta energia e, se in alcuni casi rappresentano posti che invitano alla contemplazione e al silenzio, come quelli naturali, in altri si parla di una linea vera e propria che collega monumenti ed edifici specifici.

In Italia, questa misteriosa linea retta, chiamata ‘Linea di San Michele‘, unisce alcuni santuari con quelli situati in altri paesi come St. Michael’s Mount in Cornovaglia, Le Mont Saint Michel in Bretagna, il Monastero di San Michele Arcangelo di Panormitis nell’isola greca di Symi per poi raggiungere il Monastero di Stella Maris sul Monte Carmelo ad Haifa, in Israele. Di chiese e abbazie dedicate all’Arcangelo ne esistono tante sul territorio italiano, ma quelle che si posizionano sulla linea retta energetica sono la Sacra di San Michele in Val di Susa e l’omonimo santuario di Monte Sant’Angelo sul Gargano. Questa linea è ricca di misteri, siete pronti a scoprirla?

La misteriosa linea di San Michele

L’Arcangelo Michele è colui che insorge contro Satana e i suoi satelliti in quanto difensore degli amici di Dio e protettore del suo popolo. Ed è proprio questo il racconto al centro della leggenda che ha dato vita alla misteriosa linea di San Michele. Secondo la tradizione biblica, la linea sarebbe stata tracciata con la spada dall’Arcangelo durante la lotta contro Lucifero, al termine della quale fu ricacciato e sigillato all’inferno.

La leggenda aggiunge anche un dettaglio in più, sottolineando che l’Arcangelo Michele sarebbe apparso in ognuno dei sette punti che tracciano la retta, conferendo a ogni posizione una particolare sacralità. Ed è proprio in questi punti che sono stati costruiti i monasteri e i luoghi di culto citati nel paragrafo precedente, custodi di un’energia potente avvertita da credenti e non. Oltre alla storia biblica, questa linea retta rappresenta anche il percorso di pellegrinaggio seguito dai devoti Micheliti.

I luoghi energetici in Italia

Il primo dei due santuari italiani situati sulla Via Micaelica si trova in Piemonte, nella Val di Susa, dove la venerazione per San Michele ha origini molto antiche, risalenti al V-VI secolo d.C. Costruita a partire dall’anno 1000 da cinque monaci benedettini su volere del vescovo Annuncone, la Sacra di San Michele sorge arroccata a 962 metri di altezza sulla punta del monte Pirchiriano, nelle Alpi Cozie. Come avvenne per il santuario de Le Mont Saint Michel in Francia, sempre secondo la leggenda, anche La Sacra fu realizzata su volere dell’Arcangelo che qui vi apparve ordinando al vescovo l’edificazione del santuario.

Questa maestosa abbazia, che ha ispirato la scrittura del monumentale “Il nome della Rosa” di Umberto Eco, può essere raggiunta a piedi attraverso due percorsi: uno che la collega all’abitato di Chiusa di San Michele, e uno che la collega all’abitato di Sant’Ambrogio. Una volta arrivati, vi mancherà salire i 239 scalini in pietra per arrivare a questo luogo magico e ricco di mistero. I più avventurosi possono raggiungerla anche percorrendo la via Ferrata Carlo Giorda.

Il secondo santuario, tra i più importanti luoghi energetici in Italia, è il Monte Sant’Angelo in Puglia. Anche in questo caso si dice che il santuario dedicato al divino messaggero sia stato costruito dagli angeli e consacrato da San Michele in persona. Anche qui, secondo la leggenda, apparve al Vescovo dell’antica diocesi di Siponto, fondata dall’apostolo Pietro, rivelandogli l’arcano di un luogo inaccessibile e misterioso che, per volontà di Dio, era stato designato a sua privilegiata dimora terrena. La grotta viene considerata un luogo sacro che testimonia la nascita del culto micaelico sul Gargano. Qui potete visitare la Basilica Santuario, la Cappella Penitenziale e i Musei Tecum, che custodisce le cripte longobarde, il museo lapidario e quello devozionale.

Vita da spotter: chi sono quelli che osservano gli aerei all’aeroporto

27 juin 2024 à 12:41

Cosa spinge una persona a restare in piedi delle ore, ferma, a guardare gli aerei che atterrano o decollano dietro la recinzione della pista di un aeroporto? Sicuramente la grande passione per gli aerei. Oltre a darsi appuntamento a bordo pista, sono nati, negli anni, siti Internet e blog dove gli “spotter” condividono informazioni, foto, video e consigli.

Vita da “spotter”

Su Oriospotter.it, il sito di riferimento degli “spotter” dello scalo bergamasco, nonché il terzo aeroporto della Lombardia, con migliaia di follower, per esempio, a proposito di ‘spotting points’ (i migliori punti da dove avere un’ottima visuale) consigliano alcuni punti strategici: “Punto 1 – Posto all’altezza del raccordo Fox – pista 10, è sicuramente un punto molto interessante dove fare fotografie nelle fasce orarie pomeridiane, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio. Questa posizione non è molto usata dagli spotter locali (anche se dal punto di vista fotografico è molto buona) in quanto per il 90% delle volte la pista in uso per l’atterraggio risulta essere la 28, e non la 10 (che viene solitamente utilizzata in caso di vento contrario e/o fascia notturna per il rumore). Consigliamo a chi volesse sostare in zona di parcheggiare l’auto vicino al cimitero del comune di Orio al Serio e dotarsi di scaletta treppiedi. I vari punti siti in testata 10, si trovano sulla strada di uscita dall’aeroporto”. Non manca nulla.

Tutti “spotter”

Chiunque può, quindi, appostarsi nel punto consigliato dagli esperti e osservare le manovre dei piloti degli aerei durante le fasi di decollo o di atterraggio. C’è pure la mappa multimediale della zona aeroportuale con indicati gli spot migliori. L’airport spotting non è un’usanza solo italiana, naturalmente. Lo fanno in tutto il mondo. In rete – ma anche su carta – si trovano migliaia di guide dedicate agli aeroporti di tutto il mondo per gli appassionati di decolli e atterraggi aerei. Ci sono persino gruppi di “spotter” appassionati solo ed esclusivamente di un certo modello di velivolo, come l’Airbus 350 o l’A380 o anche il caro e vecchio Boeing 747.

Consigli per gli “spotter”

Gli “spotter” non possono stare lontani da una pista nemmeno quando devono scegliere un hotel. Ecco allora che sui siti specializzati e sui blog dedicati si trova l’elenco (costantemente aggiornato) dei migliori alberghi e delle migliori camere con vista sulla pista. Per esempio, all’aeroporto di Parigi Charles de Gaulle l’hotel migliore pare essere l’Ibis Styles. Quando si prenota una stanza bisogna chiederne una con vista sulla pista, come la numero 731, consigliatissima dagli intenditori. C’è chi, come l’inglese Matt Falcus, che ha trasformato la propria passione per gli aerei e il proprio hobby in un lavoro e oggi scrive guide per “spotter”, articoli per riviste e ha preso il brevetto da pilota oltre a gestire il sito Airportspotting.com e i relativi social.

Oltre agli “spotter” professionisti c’è tutta una schiera di appassionati, famigliole e pensionati che, nei weekend, si appostano dietro le reti di protezione degli scali per osservare gli aerei che vanno e che vengono. Un passatempo, insomma. In Italia questa pratica non è ancora riconosciuta, mentre all’estero sono molto più organizzati. All’aeroporto di Zurigo, per esempio, c’è un parco di fronte alla pista dove si può sostare, mentre a Francoforte è stata creata una terrazza aperta al pubblico con tanto di bar: l’ingresso costa 2 euro. A Parigi, addirittura, bisogna iscriversi tramite la prefettura per potersi appostare, altrimenti si pagano mille euro di multa. Insomma, Paese che vai spotter che trovi.

In Cina, l’albero millenario di ginkgo sembra che pianga lacrime d’oro

27 juin 2024 à 12:21

“La foglia di quest’albero, dall’oriente affidato al mio giardino, segreto senso fa assaporare così come al sapiente piace fare”, scriveva J. W. von Goethe a proposito del ginkgo biloba dopo uno dei suoi viaggi. Un albero dal fascino unico, come spesso accade con ciò che ha un sapore orientale. In autunno, quando l’albero di ginkgo – o ginko, ginco o albero di capelvenere –, come quasi tutte le piante, perde le foglie, che in questo caso sono dorate, e si prepara all’arrivo dell’inverno mostra uno spettacolo unico, finché, a primavera, non tornerà al suo originale splendore.

Nell’antichità, in Cina, il ginkgo veniva considerato una sostanza benefica per il cuore e i polmoni. I medici lo utilizzavano per curare l’asma, i geloni e le tumefazioni causate dal freddo. I monaci buddisti lo piantavano accanto al tè, gli antichi cinesi e giapponesi consumavano i semi tostati come rimedio digestivo. I guaritori indiani ayurvedici lo associavano alla longevità usandolo come ingrediente del “soma”, l’elisir di lunga vita. Pensate che in Giappone alcune piante di ginkgo sono persino sopravvissute alla bomba atomica caduta su Hiroshima. Questo albero è stato introdotto in Europa solo nel 1730, in Italia il primo esemplare arrivò nel 1750 e ancora oggi si trova nell’Orto Botanico di Padova, Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Oggi, anche i nostri medici lo consigliano per alcune patologie.

Il ginkgo del tempio buddista di Gu Guanyin

In Cina, ci sono ancora moltissime piante di ginkgo. Una in particolare, però, che cresce nei pressi del tempio buddista di Gu Guanyin a Xi’an, nella regione montuosa di Zhongnan, è diventata famosissima. Si dice che l’antichissimo albero di ginkgo biloba sia stato piantato dall’Imperatore Tai Zong, fondatore della dinastia Tang, che regnò dal 626 al 649. In occasione del suo show autunnale, questa pianta alta 20 metri e il cui tronco misura tre metri, ogni anno attira migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo in questo angolo remoto della grande Cina. Questa pianta ha ben 1400 anni e quando in autunno perde le migliaia di foglie crea tutt’intorno un meraviglioso tappeto dorato.

La magia del ginkgo cinese

Il ginkgo è una specie vegetale molto antica che cresce in Cina e non è famoso soltanto per avere foglie dai colori bellissimi. Esse, infatti, forniscono un alimento fondamentale e un medicinale impiegato come rimedio tradizionale in Asia fin dall’antichità. L’albero di ginkgo è molto utilizzato come pianta ornamentale nei parchi, nei viali e nei giardini dei centri urbani sia in Cina sia in Giappone, grazie alla grande resistenza agli agenti inquinanti. Viene spesso utilizzato anche per farne dei bonsai.

I benefici del ginkgo

Il ginkgo ha anche un significato simbolico: nella cultura orientale, la sua bellezza ha un effetto benefico e salutare sulle persone. Viene spesso utilizzato contro i disturbi di memoria e per le condizioni che, soprattutto durante la terza età, sono associate alla riduzione del flusso di sangue al cervello (come mal di testa, vertigini, acufeni, difficoltà di concentrazione e disturbi dell’umore).
Viene impiegato per risolvere altri problemi associati ai disturbi della circolazione, come dolori alle gambe mentre si cammina (claudicatio) e sindrome di Raynaud. Infine, è utilizzato in caso di problemi cognitivi associati alla malattia di Lyme o alla depressione, disfunzioni sessuali, glaucoma, retinopatia diabetica, degenerazione maculare senile o che portano ai problemi di memoria tipici dell’Alzheimer. L’estratto dei suoi semi, una parte meno studiata dagli esperti, contiene sostanze che potrebbero aiutare a uccidere batteri e funghi.

Il mare è un farmaco che cura almeno 16 malattie: lo dice la scienza

27 juin 2024 à 10:52

Gettate tutti i medicinali e partite per una vacanza al mare. Grazie alla salsedine, allo iodio e all’aria salsoiodica, il mare può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie. A trarre beneficio da un soggiorno in riva al mare, oltre agli effetti piscologici, sono almeno 16 malattie, dalle allergie respiratorie alle anemie, dall’artrosi alla depressione, ma anche distorsioni, fratture, ipotiroidismo, malattie ginecologiche, reumatiche, psoriasi e rachitismo.

Quali sono i benefici del mare

Tanti i benefici del mare. Del resto, sono gli stessi medici a consigliare da sempre alle mamme di portare i bimbi al mare per far respirare loro aria buona. L’aria del mare fa bene a tutti e, di recente, sono stati scoperti molti altri benefici non soltanto fisici ma anche psicologici dati dall’acqua del mare, dai colori del mare e dall’intero ambiente marino. Ecco alcuni esempi di benefici che se ne possono trarre.

1. Migliora il respiro

L’aria vicina alla costa contiene una quantità più elevata di sali minerali. Cloruro di sodio e di magnesio, iodio, calcio, potassio, bromo e silicio provengono dalle onde che si rompono sulla riva e dagli spruzzi di acqua marina sollevati dal vento. I primi a beneficiarne sono i polmoni: la respirazione migliora sensibilmente fin dai primi giorni. Una sorta di aerosol marino assolutamente naturale.

2. Combatte la ritenzione idrica

Nell’acqua marina c’è una notevole concentrazione di sali minerali e ciò, per osmosi, favorisce l’eliminazione, attraverso la pelle, dei liquidi accumulati nei tessuti. Addio alle creme anticellulite, quindi, basta un bel bagno nell’acqua salata del mare.

3. Combatte i chili di troppo

Il sale stimola le terminazioni nervose dell’epidermide e, come conseguenza, accelera il metabolismo così il corpo brucia più velocemente i grassi.

4. Rinforza il sistema circolatorio

Per merito della pressione che l’acqua esercita mentre si è immersi, della temperatura e del moto ondoso, che pratica un massaggio naturale su tutto il corpo, la circolazione viene riattivata naturalmente.

5. Fa bene al cuore

L’acqua del mare che consente di migliorare la circolazione del sangue, di conseguenza, fa anche davvero molto bene al cuore. E, pensate, specie se si ha il coraggio di fare il bagno in inverno, è ancora meglio.

6. Migliora il tono muscolare

Il nuoto rilassa i muscoli, scioglie le contratture e regala mobilità alle articolazioni bloccate da artrite e artrosi.

7. Rafforza il sistema immunitario

È proprio questo uno dei principali motivi per cui viene spesso consigliato ai genitori di portare i bambini al mare. L’esposizione al sole stimola la produzione di Vitamina D, fondamentale per molte funzioni dell’organismo, come per esempio il potenziamento del sistema immunitario.

8. Fa bene alla pelle

Grazie all’azione dei sali sciolti nel mare, la pelle diventa più tonica e levigata. Questi, infatti, puliscono e levigano la pelle riequilibrando gli strati dell’epidermide. Ma è importantissimo soprattutto in caso di patologie dermatologiche come l’acne e la dermatite seborroica, entrambe caratterizzate da un’importante componente infiammatoria. In particolare, nel caso della psoriasi, una malattia molto fastidiosa che in genere colpisce gomiti, ginocchia, mani, piedi e unghie e che si manifesta con ispessimento e arrossamento della cute o placche biancastre che causano prurito, a offrire i migliori risultati è l’associazione tra l’acqua di mare e l’esposizione ai raggi del sole. Il sale contenuto nell’acqua aumenta la penetrazione dei raggi solari che, a loro volta, favoriscono la sintesi di Vitamina D, che ha azione antipsoriasica, e attenuano l’infiammazione. Anche cicatrici e ferite, infine, possono trarre benefici dall’acqua di mare.

9. Aiuta i reni

L’acqua del mare aiuta intestino e reni, depurando così tutto l’organismo.

10. Fa bene alla tiroide

Nel mare è presente un elemento fondamentale per l’organismo, lo iodio, un componente essenziale per la sintesi di ormoni tiroidei, utili per il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea. Il mare da solo, però, non basta per fare il pieno di questo prezioso minerale, è necessario integrarlo con il consumo di pesce, molluschi, crostacei, alghe, ma anche frutta e verdura coltivata sui territori costieri naturalmente ricchi di iodio.

11. Fa bene alle ossa

Una vacanza al mare è una perfetta occasione per fare scorta di Vitamina D che solitamente è presente nell’organismo in due forme: la Vitamina D2, che si assume con il cibo, e la Vitamina D3, o “vitamina del sole”, sintetizzata dall’organismo con l’esposizione ai raggi solari. Questa vitamina, importantissima in tutte le fasi della vita, è una preziosa alleata delle ossa, fondamentale per fissare il calcio e per il normale sviluppo osseo dei bambini. Per fare il pieno di questa vitamina l’ideale sarebbe esporsi al sole per almeno 30 minuti al giorno, evitando, come raccomandano gli specialisti, le ore più calde (tra le 10 e le 14), e utilizzare una protezione solare non inferiore a 30 SPF.

12. Fa bene ai capelli

Anche i capelli possono beneficiare delle proprietà del mare. La salsedine permette, infatti, sia la riduzione di sebo e forfora sia la sensazione di prurito che entrambi provocano. Naturalmente, i capelli vanno curati e protetti in maniera adeguata se ci espone al sole per lunghi periodi.

13. Fa bene alla pressione arteriosa

In questo caso è più il sole del mare a dare beneficio alla pressione, in quanto esporsi alla luce solare può abbassare in modo significativo anche la pressione arteriosa.

14. Dà beneficio alla salute mentale

Gli ioni negativi presenti nell’aria salmastra possono stimolare la produzione di serotonina, un importante neurotrasmettitore che promuove sensazioni di benessere. Da uno studio condotto dal Centro Europeo per l’ambiente e la salute umana, presso l’Università di Exeter (Regno Unito), è emerso come le persone che vivono vicino alla costa godano di un benessere psicologico migliore rispetto a quelle che vivono in città.

15. Favorisce la calma e la serenità

Il blu del mare e del cielo, che sulla spiaggia si fondono, favorisce naturalmente calma e serenità. Secondo la cromoterapia, infatti, il colore blu calma la mente, trasmettendo fiducia e serenità.

16. Migliora il sonno

Il rumore del mare, classificato come “white noise”, “rumore bianco”, (la somma di tutti i toni percepibili dal nostro orecchio), con frequenza costante senza picchi o sbalzi improvvisi, è in grado di donare calma, tranquillità e concentrazione. Il suono delle onde è, inoltre, in grado di stimolare la produzione di endorfine che favoriscono il rilassamento e migliorano l’umore e il sonno.

Dormire su una zattera in un lago: succede in Olanda

25 février 2024 à 10:00

Sognate una vacanza veramente differente da tutte quelle che avete già vissuto? Se siete amanti della natura e dell’avventura, in coppia o in solitaria, e volete mettere alla prova le vostre capacità di problem solving, o semplicemente volete scollegarvi dalla vita quotidiana e dalla modernità per rigenerare spirito, mente e corpo, esiste un’esperienza che fa al caso vostro.

Ci troviamo nei Paesi Bassi e più precisamente nella regione settentrionale, a Waaland, tra canali, laghetti e tanta natura. Qui esiste un Airbnb nel quale si dorme in una tenda, ma non stiamo parlando di un soggiorno in stile glamping e nemmeno di un classico campeggio. Sì, perché la tenda in cui dormire non si trova sulla terraferma, bensì sull’acqua. Non aspettatevi nessun lusso e comodità: solo pochi accessori per i servizi primari e l’originalità di una zattera nel lago che vi permette di spostarvi alla scoperta del paesaggio circostante.

Dormire su una zattera in mezzo al lago

Una pedana motorizzata di 18 metri quadrati realizzata con legno sostenibile, una tenda gonfiabile, una sdraio e alcuni accessori basici per un soggiorno all’insegna dell’avventura. Questa camera-zattera parte dalla semplicità, con pochi elementi essenziali per vivere un’esperienza unica e memorabile completamente immersi nella natura.

Voi dovrete portarvi l’attrezzatura da campeggio, quindi sacco a pelo, materassino, cibo e bevande varie, mentre al resto ci ha pensato Kees Meester, il proprietario della zattera: a bordo troverete un piccolo wc chimico portatile, una borsa frigo, un fornelletto a gas con tanto di pentolini per cucinare e alcuni coperti per mangiare. Completano il kit 3 casse in legno grezzo nelle quali sono contenuti questi accessori e che, all’occorrenza, diventano un tavolino e due sedute.

Il ritorno alle origini e alla vita semplice e senza agi, fa di questo soggiorno un’esperienza da provare. I viaggiatori più temerari la adorano, ma piace molto anche a coloro che hanno semplicemente bisogno di disconnettersi dalla frenesia della vita quotidiana per ritrovare un contatto genuino con la natura e con se stessi. Dimenticatevi quindi di smartphone e social, anche perché sulla zattera non c’è elettricità e non potrete ricaricarli se non porterete con voi una power bank.

Una volta saliti a bordo, sarete voi i capitani della zattera e potrete spostarvi nei diversi punti del laghetto e lungo i vari canali di quest’area alla ricerca del panorama perfetto. Ricordatevi però di gettare l’ancora prima di andare a dormire, altrimenti potreste navigare in notturna ritrovandovi da tutt’altra parte la mattina seguente.

Durante il soggiorno potrete leggere quel libro che non siete ancora riusciti a finire per mancanza di tempo libero, fare un tuffo nelle acque del laghetto di Waarland e nei canali collegati (in estate), attraccare la zattera e addentrarvi nella natura per una sana camminata. E quando cala la notte, cullati dal leggero dondolio dell’acqua, potrete stendere i vostri sacchi a pelo sulla zattera, sdraiarvi e ammirare quel magico e infinito cielo stellato che Madre Natura ci ha donato.

La zattera può essere affittata per 75 euro a notte tramite il sito di Airbnb, per un minimo di due notti.

Airbnb tenda su zattera nel lago
Fonte: Jam Press/Airbnb / IPA
La zattera Airbnb e i suoi accessori

Cosa vedere nelle vicinanze

Ci troviamo a Waarland, un villaggio che fa parte del comune di Schagen, nell’Olanda Settentrionale, a un minuto da Oudkarspel e a circa 6 km a nord di Heerhugowaard. Qui tra canali, dighe, canneti e natura, sorgono piccoli centri abitati che conservano ancora gli edifici storici, le chiese antiche e i celebri mulini a vento. Uno di questi, che merita una sosta, è il “Slootgard Molen“, un mulino costruito intorno al 1532 e rimasto in servizio per più di 400 anni, fino al 1949. Ora è possibile ammirarne tutta la bellezza grazie alla fine ristrutturazione eseguita nel 2017.

Se volete variare il vostro soggiorno sull’acqua, potete attraccare a riva la zattera e addentrarvi a piedi, in bicicletta o in auto, verso la zona nord del villaggio per raggiungere il curioso “Vlindorado”, il Giardino delle farfalle dove potrete lasciarvi meravigliare dagli splendidi colori di queste piccole creature e dalla calma della natura circostante. In questo giardino sono presenti anche una suggestiva voliera per gli uccelli e un minigolf, per un po’ di sano divertimento dedicato a grandi e piccini.

In questo hotel puoi dormire su un biscotto: succede a Londra

19 février 2024 à 12:31

Dai viaggiatori più avventurieri a quelli che ricercano luoghi immersi nella tranquillità, tutti noi siamo sempre alla ricerca di nuove esperienze da vivere, da soli o in compagnia. Così, tra location classiche e mete da sogno, ci piace sperimentare nuove modalità di viaggio e originali posti in cui soggiornare.

Di location insolite e curiose ce ne sono ormai diverse in tutto il mondo. Dagli “heuhotel” in cui dormire in una stalla, all’hotel galleggiante , fino alla bizzarra dimora in cui è possibile dormire nel ventre della balena di Moby Dick. Se vi dicessimo che da adesso, tra le location più particolari, potete dormire anche su un biscotto? No, non uno qualsiasi, bensì il celebre e immortale Oreo.

Ci troviamo nel Regno Unito e più precisamente a Chessington, Londra. Proprio qui sorge uno dei parchi a tema safari più belli del mondo: il Chessington World of Adventures Resort.

Il Safari Hotel più originale

Nel Safari Hotel del parco è possibile dormire in bellissime stanze a tema safari riccamente decorate per rendere anche il pernottamento un’avventura unica. Tra le camere che lo compongono troviamo, ad esempio, le stanze della tigre, quelle del tempio delle scimmie o della giraffa, oltre che la curiosa sala Jumanji.

Ma non è tutto, perché in questo fantastico hotel sono state inaugurate due nuove camere a tema che si distinguono da tutte le altre. Una in particolare è davvero insolita e “golosa”: la camera Oreo. Gli affezionati di questo dolcetto ne saranno sicuramente entusiasti.

Dormire su un biscotto: la camera a tema Oreo

Nella nuova stanza del Resort tutto ricorda il celebre biscotto al cacao che racchiude una dolce crema al latte. Dal letto tondo che riproduce fedelmente il biscotto Oreo nei colori delle lenzuola, passando per il pavimento decorato con una scia che ricorda il latte.

Nella camera troviamo anche un letto a castello stravagante che assomiglia a tutti gli effetti a una pila di biscotti. Inoltre, le tonalità azzurre delle pareti restano fedeli ai colori del celebre marchio e la carta da parati presente in bagno riporta le immagini di questo dolcetto goloso.

In questa ambientazione speciale e unica non possono di certo mancare anche dei veri e propri biscotti originali: lo spuntino perfetto per una carica di bontà durante la permanenza in questo luogo bizzarro e ricco di divertimento assicurato.

Il soggiorno avventuroso all’interno della camera Oreo è prenotabile online direttamente dal sito web della struttura, con un prezzo che parte da £ 259 e che comprende alloggio, colazione, biglietto d’entrata per il parco avventura per gli tutti gli ospiti il primo giorno e un ulteriore biglietto gratuito per il secondo giorno di permanenza.

Stanza Oreo nel Safari Hotel di Londra
Fonte: Jam Press/Chessington World of Adventures / IPA
Letto a castello della stanza Oreo, nel Safari Hotel di Londra

L’altra nuova e particolare stanza a tema

Oltre alla camera Oreo, l’altra novità del Safari Hotel di Chessington è la stanza Capri-Sun, omonimo marchio altrettanto celebre per i suoi squisiti succhi di frutta. Ciò che rende speciale questa camera è un vero e proprio scivolo giallo su cui i bambini possono divertirsi, oltre a decorazioni a tema e ad un goloso minibar pieno dei famosi succhi.

Karl Phipp, Direttore delle operazioni alberghiere del Chessington World of Adventures Resort, ha dichiarato: “Speriamo che le famiglie li trovino deliziosi e, dopo una giornata trascorsa godendosi il nostro parco a tema e lo zoo, un soggiorno in una stanza con il proprio scivolo o un letto a forma di Oreo continua semplicemente il divertimento“.

Stanza Capri-Sun scivolo Safari Hotel Londra
Fonte: Jam Press/Chessington World of Adventures / IPA
Stanza Capri-Sun nel Safari Hotel del Chessington World of Adventures Resort

Cenare in una cupola di vetro a lume di “stelle” tra la neve: è magia

10 février 2024 à 12:52

Ci mettiamo in viaggio per tantissimi motivi, e anche se sono tutti differenti tra loro, sono accomunati dal medesimo desiderio di vivere e condividere esperienze uniche e irripetibili con la famiglia, con gli amici, o con la propria dolce metà. Tra quelle più incredibili di sempre ce n’è una che, da sola, vale un intero viaggio e che tutti dovremmo concederci almeno una volta nella vita.

Si tratta di una cena romantica e suggestiva che non ha nulla a che fare con ristoranti turistici o stellati, ma che è unica e uguale a nessun’altra. Sì perché qui, in Carinzia, è possibile mangiare all’interno di una cupola di vetro a lume di stelle con la vista sulle montagne innevate. Un’esperienza magica tutta da gustare.

L’esperienza più magica di sempre si vive in Carinzia

Torniamo in Carinzia, ancora una volta, per sperimentare il ritmo slow che caratterizza l’intero territorio. La regione dell’Austria meridionale, incastonata tra le Alpi orientali, è infatti conosciuta per i suoi paesaggi incantati e mozzafiato che portano la firma di Madre Natura. I laghi alpini, le montagne e gli edifici medievali fanno da cornice a tutti gli avventurieri che vogliono vivere esperienze lente all’insegna della natura e della bellezza.

Ed è proprio in uno dei luoghi simbolo del paesaggio della regione che oggi vogliamo portarvi, proprio lì dove si innalza verso il cielo, possente e maestoso, il monte Goldeck, uno dei massicci più sorprendenti dell’intera Carinzia. È ai suoi piedi che si trova una locanda di campagna, caratterizzata da interni calorosi e suggestivi, che offre agli ospiti la possibilità di immergersi completamente nella natura grazie alla sua posizione privilegiata.

Ma non è tutto perché proprio qui, è possibile cenare a lume di stelle in una cupola incastonata nella natura. Il momento più bello per vivere e condividere questa esperienza magica è sicuramente l’inverno, quando la neve si trasforma nella scenografia naturale di un sogno a occhi aperti.

La cena a lume di stelle nella cupola di vetro

Se avete in mente di vivere un’esperienza al di fuori dall’ordinario con la vostra dolce metà, o con gli amici di sempre, allora l’indirizzo da segnare in agenda è il Landgasthof Marhube. Situata a Baldramsdorf, ai piedi del monte Goldeck e nei pressi del lago Millstätter See, gioiello della Carinzia, si trova questa struttura ricettiva intima e suggestiva.

Oltre ad offrire alloggi semplici e genuini agli escursionisti, e a tutti gli amanti degli sport invernali, il Landgasthof Marhube ospita anche una cupola di vetro all’interno della quale è possibile cenare godendo di una vista esclusiva e sconfinata sulle montagne circostanti.

Questo particolare ristorante, che può ospitare fino a sei persone, è situato proprio sopra a uno degli specchi d’acqua più suggestivi della regione. Ma la vera magia è offerta dalla struttura, completamente trasparente, che consente di abbracciare con lo sguardo il paesaggio fiabesco che si snoda tutto intorno.

Quando le luci del giorno lasciano spazio alla notte, la cupola di vetro si trasforma in un posto incantato. Gli ospiti possono cenare a lume di stelle e, se fortunati, ammirare i fiocchi di neve che danzano nel vento sopra e intorno a loro.

Un nido d’amore sotto le stelle: l’esperienza da sogno

7 février 2024 à 11:55

Ci mettiamo in viaggio per tantissimi motivi, lo facciamo per esplorare le meraviglie di Madre Natura, per toccare con mano i capolavori artistici e architettonici creati dall’uomo, e anche per raggiungere quei luoghi iconici che capeggiano tutte le travel wish list. Ma lo facciamo anche e soprattutto per vivere e condividere esperienze uniche ed entusiasmanti, come quelle offerte dagli alloggi più affascinanti e suggestivi del mondo.

Case sugli alberi, baite immerse nella natura, hotel a tema e strutture ricettive dalle forme incantate non sono più semplici luoghi del riposo e del ristoro, ma sono diventati con gli anni parte integrante e caratterizzante di un’avventura straordinaria.

Come quella che si può vivere in Carinzia, magari insieme alla propria dolce metà, che permette di dormire in un nido d’amore sotto le stelle. Un rifugio delle meraviglie che offre un’esperienza da sogno. Pronti a partire?

Carinzia: un nido d’amore sotto il cielo stellato

Il nostro viaggio di oggi ci porta in Carinzia, nella regione dell’Austria meridionale incastonata tra le Alpi Orientali. Proprio qui, al cospetto della più alta montagna del Paese, il Grossglockner, i viaggiatori possono perdersi e immergersi in un paesaggio mozzafiato caratterizzato da laghi alpini e foreste lussureggianti, ma anche da edifici medievali e fiabeschi che trasportano in luoghi incantati.

Ed è sempre qui, nei pressi del lago Millstätter See, che gli avventurieri possono arricchire il loro viaggio scegliendo di dormire all’interno di uno degli alloggi più suggestivi e romantici del mondo. Si tratta dei Biwak unter den Sternen, letteralmente rifugi sotto le stelle, dei veri e propri nidi d’amore illuminati solo dalle luci del cielo. Piccole case in legno che, da sole, valgono un intero viaggio e che diventano la destinazione perfetta di una fuga d’amore.

Dormire in un rifugio sotto le stelle: l’esperienza da sogno

Se state organizzando un viaggio di coppia per suggellare le promesse e l’amore, la Carinzia è la meta ideale. Non solo perché offre panorami incantati a ogni ora del giorno, e consente di trascorrere momenti all’insegna delle bellezze naturalistiche e del relax, ma anche e soprattutto perché offre delle esperienze incredibili che passano per gli alloggi che si snodano intorno al lago Millstätter See.

Questo specchio d’acqua, caratterizzato da colori cristallini e da una superficie liscia e placida, è già meta prediletta di moltissimi viaggiatori amanti della natura. Ed è proprio qui che sono state create delle piccole baite in legno di cirmolo e di larici, alloggi straordinari per ammirare gli spettacoli del cielo immersi in un paesaggio mozzafiato.

Piccoli e confortevoli, questi edifici sono dotati di ogni comfort: un letto che riempie l’ambiente, un tavolo, due sedie e delle morbide coperte. Non mancano le ampie finestre panoramiche che offrono viste privilegiate sul lago, sulle montagne circostanti e sul cielo.

Il fascino è indiscusso, a ogni ora del giorno e in ogni periodo dell’anno. Tuttavia, se è un’esperienza magica e unica che volete vivere, vi consigliamo di prenotare il vostro rifugio in inverno, quando i fiocchi della neve danzano illuminati solo dalla luce delle stelle.

Sauna in botte e bagni di birra: in questo hotel il relax è differente

5 février 2024 à 08:49

Organizzare un viaggio in Germania, in qualsiasi periodo dell’anno e in ogni stagione è sempre un’ottima idea. Lo è perché il Paese dell’Europa Occidentale ospita tutta una serie di meraviglie naturalistiche, storiche e architettoniche che incantano e sorprendono a ogni chilometro percorso.

Paesaggi fiabeschi, fiumi e spiagge bagnate dal Mare del Nord, città ferventi e musei, locali notturni e movida e poi, ancora, eventi che ogni anno attirano migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo: c’è sempre un buon motivo per raggiungere il Paese.

E se quelli appena elencati non dovessero bastarvi ve ne segnaliamo un altro che, da solo, vale un intero viaggio. Sì perché in Germania, e più precisamente nella regione del Baden-Württemberg, è possibile vivere un’esperienza unica e uguale a nessun’altra, quella di immergersi in bagni di birra e dormire nell’unico hotel completamente dedicato alla bevanda alcolica simbolo del Paese. Benvenuti al BierKulturHotel.

BierKulturHotel, dove ogni esperienza ha il sapore della birra

Il nostro viaggio di oggi ci porta a Baden-Württemberg, nella regione tedesca che confina con la Francia e con la Svizzera. Si tratta di una destinazione molto popolare tra gli avventurieri che subiscono il fascino della magia e dei paesaggi incantati. Qui, infatti, si snoda la suggestiva Foresta Nera, quel territorio lussureggiante che ospita paesini pittoreschi e mozzafiato e che ha fatto da sfondo alle più belle fiabe dei fratelli Grimm.

È proprio in questo territorio, non lontano dall’affascinante Stoccarda, che troviamo Ehingen an der Donau, un delizioso villaggio che è il perfetto punto di partenza per escursioni e avventure mozzafiato. Ed è sempre qui che è possibile dormire all’interno di uno degli alloggi più particolari dell’intero Paese e di tutta Europa.

Il Best Western Plus BierKulturHotel Schwanen, questo il suo nome, è un hotel completamente dedicato alla birra, ai suoi sapori, ai suoi profumi e persino alla sua produzione. La struttura ricettiva, infatti, è dotata di un birrificio e di una distilleria a testimonianza del legame che da sempre esiste tra la Germania e la bevanda alcolica fermentata. Ma non è tutto perché qui gli ospiti possono vivere un’avventura immersiva, sensoriale e rilassante che passa attraverso la birra.

Michael Miller, gestore dell’hotel, per raccontare l’esperienza al mondo ha dichiarato: “Metaforicamente parlando, vogliamo far dormire i nostri ospiti nella birra”.

Il bagno turco nella botte, Beer spa
Fonte: Ente Nazionale Germanico per il Turismo
Il bagno turco nella botte, Beer spa

Sauna in botte e bagni di birra: un’esperienza unica

Situato a poco più di 30 minuti in auto da Stoccarda, BierKulturHotel è un alloggio incredibile capace di offrire agli ospiti un’esperienza unica e senza eguali. La struttura ricettiva, che ospita 50 camere, ha un’offerta completamente dedicata alla birra che non passa solo per il palato, ma anche e soprattutto per il relax.

L’hotel, infatti, è dotato di un’area benessere che comprende un bagno turco in botti di birra, una sauna finlandese ricavata da un vecchio birrificio e una sala relax. Ma non è tutto perché qui è possibile sperimentare anche i bagni di birra, immersioni speciali create con l’ausilio degli stessi ingredienti impiegati per la birra: del resto è lei l’assoluta protagonista dell’esperienza. Durante il percorso benessere, inoltre, gli ospiti possono gustare inediti infusi creati con la birra e con il luppolo.

Non è tutto, però, perché anche le stanze celebrano la bevanda alcolica preferita della Germania. Per far immergere completamente gli ospiti nella cultura della birra, sono stati creati degli alloggi che imitano le casse di birra utilizzando il legno proveniente dall’ex magazzino di grano e malto del birrificio.

Camera da letto del BierKulturHotel
Fonte: Ente Nazionale Germanico per il Turismo
Camera da letto del BierKulturHotel

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