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La Lombardia scende in piazza a Bruxelles per i fondi di coesione

Par : Marco Dozio
15 octobre 2025 à 16:19

La Lombardia scende in piazza a Bruxelles per dire no al taglio e alla centralizzazione dei fondi di coesione. L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, e il sottosegretario con delega Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, hanno partecipato oggi alla manifestazione indetta di fronte al Parlamento Europeo dalla ‘Cohesion Alliance’, il movimento che riunisce le regioni contrarie alla proposta della Commissione Europea di ridurre e accentrare le risorse destinate ai territori.

Le ripercussioni per il territorio lombardo

L’assessore Guidesi ha lanciato l’allarme sulle ripercussioni per il territorio lombardo: “Se andasse in porto il progetto di Ursula von der Leyen, per la Lombardia verrebbero a mancare 4,4 miliardi di euro che la Regione investe in modo virtuoso in molteplici settori, a cominciare dalle politiche di sostegno alle imprese per arrivare alla formazione e alla ricerca. Tagliare i fondi di coesione significa mettere a repentaglio lo sviluppo dei territori. Una scelta insensata che contrastiamo con forza”.

“Indebolire le politiche di coesione – ha proseguito Guidesi – significa cancellare l’unico legame diretto tra la Commissione Europea e i territori. La mobilitazione di Bruxelles, trasversale a ogni schieramento politico, dice che le regioni non subiranno passivamente questa decisione scellerata”.

Fondi di coesione, Regione Lombardia a Bruxelles per dire no al taglio

“Oltre al tema della diminuzione delle risorse – ha sottolineato Guidesi – la Lombardia risulterebbe danneggiata anche dalla gestione fondi che passerebbe allo Stato centrale. Vorrebbe dire dover attendere i tempi di Roma, non propriamente celeri. Non ce lo possiamo permettere. Il nostro sistema economico-sociale ha bisogno di tempi di reazione ‘lombardi’: siamo uno dei principali motori economici d’Europa e dobbiamo poter continuare a correre”.

“Penalizzare i territori – ha evidenziato Guidesi – vuol dire cancellare il grande lavoro messo in campo rispetto alla capacità di costruire percorsi strategici di sviluppo, finanziati negli anni con i fondi di coesione”.

Politiche dannose verso la locomotiva economico-produttiva del nostro Paese

“Da sempre la Lombardia – ha commentato il sottosegretario Cattaneo – è in prima linea per evitare che le Regioni subiscano effetti pesantissimi a causa di scelte che vanno nella direzione opposta di quanto noi sosteniamo: no alla centralizzazione, sì alla sussidiarietà e alla valorizzazione del ‘saper fare’ dei territori. Il presidente Fontana, per primo a livello nazionale e anche su scala europea, sostiene che queste politiche siano inaccettabili e dannose verso la locomotiva economico-produttiva del nostro Paese”.

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Automotive, governo tedesco in linea con Regione Lombardia e ‘Ara’

7 octobre 2025 à 13:29

“Bene le dichiarazioni del Cancelliere tedesco Friedrich Merz in tema di automotive e, nello specifico, a tutela dell’industria del settore. Concetti chiari come ‘neutralità tecnologica’ e netta contrarierà allo ‘stop delle vendite di auto a motore endotermico dopo il 2035’. Le posizioni che la Lombardia sostiene da anni, condivise anche dall’Automotive Regions Alliance, stanno trovando sempre più consenso”. Lo dichiara l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, accoglie positivamente le posizioni del governo tedesco in tema di automotive“Ora è arrivato il momento – prosegue Guidesi – che tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’industria automobilistica chiedano alla Commissione Europea di mettere finalmente in campo azioni forti e concrete per scongiurare il più grande suicidio economico della storia. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen adesso decida se tentare di salvare 13 milioni di posti di lavoro o, al contrario, distruggere definitamente la più grande industria europea”.

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PSR, 1,4 miliardi assegnati, Lombardia tra le più virtuose in Europa

25 septembre 2025 à 15:42

La Lombardia si conferma tra le regioni più virtuose nell’utilizzo dei fondi europei per l’agricoltura. Nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022, giunto in chiusura di programmazione, sono stati erogati oltre 1,4 miliardi di euro, avvicinandosi quindi al completo assorbimento dei fondi disponibili (1,5 miliardi). Lo ha annunciato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, intervenendo, giovedì 25 settembre, all’incontro con il Comitato di Sorveglianza della Commissione Europea.

Agricoltura, Lombardia virtuosa in uso fondi europei

Alessandro Beduschi commenta la chiusura della programmazione PSR 2014-2022 con Lombardia virtuosa nell'uso dei fondi europei in agricoltura“Abbiamo dimostrato di saper utilizzare le risorse europee – sottolinea Beduschi – con fondi concreti arrivati a imprese, giovani e territori. Un segnale di efficienza che conferma la solidità del nostro sistema agricolo e la capacità della Lombardia di fare la differenza”.

I risultati

Tra i risultati maggiormente significativi:

  • le misure a superficie hanno superato tutti gli obiettivi, con un’ampia adesione da parte delle aziende agricole;
  • i Progetti Europei di Innovazione (PEI) hanno sostenuto iniziative di alto valore tecnologico e ambientale;
  • la misura per i giovani agricoltori ha favorito ricambio generazionale e nuovi insediamenti;
  • il programma Leader, dopo un avvio lento, ha registrato un’accelerazione che ha generato effetti positivi sui territori.

Il moltiplicatore del PSR

Particolarmente rilevante anche il dato sugli investimenti: a fronte di 400 milioni di contributi pubblici, sono stati attivati quasi 1 miliardo di euro di capitale privato, confermando la capacità del PSR di fungere da moltiplicatore.

“Questi numeri – conclude Beduschi – ci permettono di tracciare un bilancio positivo. Ora la sfida già in corso è quella di replicare questa efficienza anche nella nuova programmazione, puntando su giovani, innovazione e sostenibilità”.

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Peste Suina Africana, allentate restrizioni alle zone colpite

17 septembre 2025 à 17:08

“Un’ottima notizia quella della Commissione europea: allentate in modo sostanziale le restrizioni agli allevamenti suinicoli lombardi delle province di Pavia e di Lodi e anche a quelli piemontesi di Novara colpiti dalla Peste Suina africana“.

È il commento dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia Alessandro Beduschi, sullo stop alle limitazioni alle zone con focolai o casi di PSA (Peste Suina Africana).

Peste Suina Africana, allentate le restrizioni

“Abbiamo agito subito, con il Ministero dell’Agricoltura e quello della Salute e il Commissario di Governo per la PSA, Giovanni Filippini – ricorda l’assessore – con misure volte a contenere la diffusione del virus, con recinzioni, strutture di biosicurezza, anche con il sostegno del mondo venatorio e, va sottolineato, con la grande disponibilità al sacrificio degli allevatori di suini e dell’intera filiera della suinicoltura”.

Zona 3, restrizioni completamente rimosse

Nel dettaglio, la zona ‘3’, quella con restrizioni totali, è completamente rimossa. Sono 109 i Comuni classificati in zona ‘2’57 in zona ‘1’, mentre 72 Comuni precedentemente inclusi nelle zone di restrizione passano a territorio libero.

Lavoro sinergico e di squadra

“Dopo questa notizia – prosegue Beduschi – possiamo dire che i lavoratori del settore, e l’intera filiera tutta, possono tornare, e dico finalmente, a guardare ai mesi futuri con rinnovato ottimismo lasciandosi alle spalle mesi di duri sacrifici legati alle restrizioni. Siamo arrivati al traguardo di un allentamento alle restrizioni con un lavoro sinergico, di squadra, conosci che contenere e sconfiggere la PSA non è affatto semplice o facile, come dimostrano casi di altri Stati vicini a noi”.

Sguardo al futuro

“Questo non significa – conclude – che la battaglia sia finita. È però un grandissimo segnale che in molte zone colpite gli allevatori possano tornare a riaccasare i suini e quindi a tornare lentamente alla normalità. È una grande vittoria di un sistema che ha funzionato nonostante momenti di grandissima difficoltà”.

 

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Peste Suina Africana. Fontana firma nuova Ordinanza contro virus

11 septembre 2025 à 17:53

Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato, giovedì 11 settembre 2025, una nuova Ordinanza, la numero 381, in tema di Peste Suina Africana (PSA). L’Ordinanza costituisce l’atto amministrativo con cui Regione Lombardia recepisce i contenuti delle Ordinanze n. 3 e n. 4 del Commissario Straordinario PSA, Giovanni Filippini.

La nuova Ordinanza della Lombardia sulla Peste Suina Africana

“Questo documento – dichiara il presidente Fontana – contiene regole e indicazioni fondamentali per proseguire nelle azioni di contenimento del cinghiale, principale vettore di questo virus che, innocuo per l’uomo, colpisce gli allevamenti suini. L’Ordinanza ribadisce inoltre l’importanza di una corretta applicazione delle misure di biosicurezza come strumento essenziale per impedire l’accesso della malattia negli allevamenti domestici”.

Circolazione del virus fortemente ridotta

CinghialeDopo aver colpito duramente negli ultimi anni il settore zootecnico lombardo, in particolare in provincia di Pavia, la circolazione del virus nei selvatici si è fortemente ridotta, grazie soprattutto alle azioni di contenimento e rimozione delle carcasse di cinghiale, unite al rafforzamento delle misure di biosicurezza negli allevamenti. Questo fatto, sommato all’assenza di casi positivi negli allevamenti da ottobre 2024, porterà il Commissario Filippini a richiedere alla Commissione europea la revisione delle zone di restrizione che attualmente sono in vigore in diverse province lombarde.

Azione coordinata tra Regione, Ministero e struttura commissariale

“L’azione coordinata tra Regione, Ministero e struttura commissariale – conclude il presidente Fontana – si è dimostrata nel tempo sempre più efficace. Guardiamo quindi con fiducia ai prossimi passi, senza dimenticare che la guardia non deve essere abbassata”.

A questo link il testo della nuova Ordinanza del presidente Attilio Fontana sulla Peste Suina Africana.

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Discorso Unione Europea, per Lombardia centrale ruolo dei territori

10 septembre 2025 à 16:13

Il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, ha preso parte alla tavola rotonda organizzata dalla Rappresentanza della Commissione Europea a Milano, che ha riunito esponenti del mondo politico e della ricerca in occasione del discorso sullo Stato dell’Unione e del successivo dibattito al Parlamento europeo sottolineando l’importanza di valorizzare il ruolo dei territori. Durante l’evento la presidente Ursula von der Leyen ha presentato il bilancio del primo anno di attività della Commissione e le direttrici che guideranno l’azione europea nei prossimi mesi.

Discorso Unione Europea, Cattaneo: Lombardia chiede maggiore valorizzazione territori

cattaneo qui in una foto generica, commenta nel discorso sullo stato dell'unione illustrando istanze della Lombardia

“Mi ha innanzitutto sorpreso – ha commentato il sottosegretario Cattaneo – che la presidente non abbia fatto riferimento al rapporto con i territori, a partire dal futuro delle politiche di coesione. No  ha menzionato inoltre il prossimo Quadro finanziario pluriennale (Mff). Prevale, ancora una volta, una visione centralista dell’Unione europea che non considera e tantomeno valorizza i territori e le loro specificità.”

Tentativo  per mantenere unita maggioranza

“Il discorso della presidente von der Leyen – ha aggiunto – è stato, poi, un chiaro tentativo di mantenere unita la maggioranza che la sostiene e i Paesi dell’Unione europea. Un tentativo, da parte sua, apprezzabile, ma in diversi passaggi contraddittorio. Nella parte iniziale, interamente dedicata allo scenario internazionale e ai temi della sicurezza e della difesa, mi hanno colpito i toni che richiamano una narrativa di conflitto. Non posso nascondere la preoccupazione per un’escalation retorica. Questo tono, fin dalle prime parole, ha messo in secondo piano il dialogo e la via diplomatica, rimpiazzandoli con espressioni come ‘l’Europa è in battaglia’, fino alla domanda ‘l’Europa avrà lo stomaco per affrontare questa battaglia?’. Tutto ciò appare in contrasto con il principio fondativo dell’Unione, ovvero la difesa e la promozione della pace”.

Rafforzare collaborazione con Usa

“È certo che l’Europa debba attrezzarsi per difendere ‘ogni centimetro del suo territorio’, come ha sottolineato la presidente. Tuttavia occorre anche riconoscere che oggi non appare nelle condizioni di affrontare un conflitto armato.  C’è invece bisogno di rafforzare la collaborazione con la Nato e con gli Stati Uniti, nonostante le tensioni sui dazi”.

Recuperare leadership di Europa

“La vera domanda da porsi – ha proseguito – è: qual è la battaglia che l’Europa deve combattere e che realisticamente può vincere? A mio avviso è fondamentale che l’Unione riscopra i propri valori fondativi e le radici da cui è nata. Bisogna recuperare quel ruolo di leadership morale e politica, capace di sostenere la via diplomatica e il dialogo con tutti. Un ruolo che oggi appare troppo spesso indebolito e subalterno, relegando l’Europa al ruolo di semplice spettatrice degli eventi globali”.

Discorso Unione, per Lombardia centrale promuovere competitività

“Nella seconda parte del suo intervento – ha concluso Cattaneo – la presidente ha affrontato il tema della competitività, toccando in modo condivisibile diverse priorità. Restano però aperte contraddizioni profonde sul green deal e su settori strategici come l’automotive e l’energia. Su questi temi servono maggiore chiarezza e il coraggio di rivedere scelte che rischiano di compromettere la competitività europea. Le risorse europee, infatti, appaiono insufficienti a sostenere programmi tanto ambiziosi. Lo dimostra anche il ‘Rapporto Draghi’, del quale ad oggi è stato attuato appena il 10%” .

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Automotive, Guidesi a vertice ‘Ara’: la Commissione Ue cambi rotta

Par : Marco Dozio
10 septembre 2025 à 12:50

Si sono ritrovate a Monaco di Baviera le 40 Regioni appartenenti all’Automotive Regions Alliance (ARA), la realtà europea che raggruppa i territori manifatturieri più importanti del continente con una presenza significativa di aziende del settore Automotive. A presiedere l’ARA è la Lombardia con l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi.

Le Regioni si sono incontrate a Monaco per l’assemblea annuale in occasione del Salone dell’Auto (IAA Mobility): all’ordine del giorno la firma di un nuovo Manifesto e, soprattutto, un momento di confronto alla vigilia del grande appuntamento del 12 settembre 2025 a Bruxelles, quando il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, riunirà tutti i più importanti protagonisti dell’industria dell’Automotive. Tutti ad esclusione di uno: l’Automotive Regions Alliance; una scelta molto criticata dalla Lombardia e da tutta l’associazione, considerando che le Regioni aderenti all’Ara rappresentano il 40% del Pil europeo.

Il bilancio del primo anno di presidenza

L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, interviene a Monaco di Baviera all’assemblea annuale dell’Automotive Regions Alliance (ARA) in qualità di presidente chiedendo un cambio di passo alla Commissione UePer Guidesi l’evento bavarese è stata l’occasione per tracciare un primo bilancio del suo anno di presidenza e per ribadire le priorità di azione, sempre con l’obiettivo di difendere l’industria Automotive messa in grave difficoltà dalle decisioni “ideologiche”, come le ha definite lo stesso Guidesi, messe in atto della precedente Commissione e non corrette dall’attuale.

“Innanzitutto – ha spiegato Guidesi durante il suo intervento – è importante sottolineare il fatto che la squadra si sia allargata arrivando a quota 40 Regioni, che nel loro complesso rappresentano l’Europa dal punto di vista geografico ma anche economico, dato che sostanzialmente i 40 territori insieme incidono praticamente per la metà del Pil europeo. All’interno dell’alleanza abbiamo creato sinergia e sintesi: allo stesso tempo siamo riusciti a proporre alla Commissione europea documenti con idee e suggerimenti per raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile senza distruggere la competitività. Al momento, però, la Commissione non è passata dall’ascolto alla concretizzazione; infatti, per ora quasi nulla delle nostre proposte è stata messa in campo”.

Il nuovo manifesto dell’Automotive Regions Alliance

Sul versante invece delle priorità, molte delle quali inserite nel nuovo Manifesto dell’Ara, il presidente dell’alleanza Guidesi ha sottolineato quanto ormai sia doveroso e non più rimandabile l’attuazione del principio di ‘neutralità tecnologica’. A tal proposito una novità significativa introdotta nel nuovo Manifesto dell’Automotive Regions Alliance, sottoscritto da tutte le 40 Regioni, consiste nella richiesta indirizzata alla Commissione Ue di considerare anche i carburanti alternativi (ad esempio i biocarburanti) nel raggiungimento di una mobilità sostenibile. Una battaglia ‘lombarda’ che oggi trova ampia condivisione in Europa.

Altro elemento significativo inserito nel Manifesto, e condiviso da tutti i partecipanti, riguarda la dura presa di posizione rispetto all’esclusione di Ara dalla riunione strategica del 12 settembre a Bruxelles.

“Grave – si legge nel documento – che l’alleanza non sia stata pienamente inclusa nel dialogo strategico sul settore automobilistico, nonostante il suo ruolo essenziale nella rappresentanza degli interessi regionali, e si ritiene che ciò costituisca un’occasione mancata per garantire adeguata rappresentazione alle istanze territoriali”. Anche in questo caso la Lombardia è stata tra le prime a denunciare la decisione definendola “un pessimo segnale”.

Il ruolo delle auto d’epoca e il calcolo delle emissioni

L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, interviene a Monaco di Baviera all’assemblea annuale dell’Automotive Regions Alliance (ARA) in qualità di presidenteUn ulteriore passaggio significativo sottolineato da Guidesi e ripreso nel documento riguarda le ‘auto storiche’. “Si rimarca – si legge – che il quadro giuridico dell’Ue che fissa gli obiettivi climatici nel settore del trasporto su strada non si applica alle auto d’epoca, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione del patrimonio storico e culturale delle regioni automobilistiche d’Europa”.

Altro elemento chiave della ‘tesi lombarda’ inserito nel Manifesto riguarda il metodo di calcolo delle emissioni: “importante considerare – si legge nel paragrafo specifico – il ruolo strategico della valutazione del ciclo di vita (LCA) nell’orientare lo sviluppo tecnologico; allo stesso tempo si ritiene fondamentale che l’UE investa ulteriormente nell’innovazione relativa ai biomateriali, alla progettazione circolare e ai metodi di produzione a basso impatto per sostenere gli obiettivi climatici e il rinnovamento industriale regionale, sia per i componenti automobilistici e l’assemblaggio di veicoli sia per i componenti delle batterie e il loro assemblaggio”.

L’appello alla Commissione Ue per l’Automotive

“La Commissione europea – ha dichiarato il presidente di Ara, Guidesi – ora deve decidere se salvare l’industria automotive europea oppure far morire l’intero comparto. O si cambiano le regole e l’impostazione attuale oppure lasceremo ai costruttori cinesi il monopolio. L’Europa invece si troverà a gestire tanti disoccupati visto che questo settore, tra diretti e indiretti, vale 13 milioni di posti di lavoro. Con il ‘solo elettrico’ gli obiettivi ambientali si raggiungeranno unicamente attraverso la desertificazione industriale. La Commissione decida, tempo non ce n’è più”.

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Unione Europea. Beduschi: proposta scellerata, colpisce agricoltura

17 juillet 2025 à 12:35

“Siamo di fronte a una proposta scellerata per l’agricoltura di bilancio UE, che fortunatamente è solo un’ipotesi ma che, se confermata, segnerebbe una vera e propria resa dell’Europa sulla sovranità alimentare. Ci avevano detto che l’agricoltura sarebbe stata al centro delle politiche europee, ma il ravvedimento è durato lo spazio di una campagna elettorale. Ora, con un taglio del 20% alla PAC e senza più strumenti per le Regioni, si minaccia la tenuta stessa del settore primario. Economia, ambiente, biodiversità e territori sarebbero travolti insieme”. Lo dichiara l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, commentando la proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea.

Bilancio UE, Beduschi: proposta scellerata per l’agricoltura e il futuro

L'assessore Alessandro Beduschi“Da una parte – ricorda l’assessore – ci sono le tensioni sui mercati internazionali, che mettono a rischio la competitività dei nostri prodotti di eccellenza. Dall’altra, l’Europa vuole mettere gli agricoltori nelle condizioni di chiudere. E tutto ciò è assolutamente inaccettabile”.

No a cibo senza controlli

“Noi non accetteremo mai l’idea – conclude Beduschi – che la produzione di cibo venga delegata altrove. E, magari, senza le nostre garanzie di qualità e i nostri controlli. Ci auguriamo che il Parlamento europeo sappia sconfessare questa idea pericolosa”.

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Lombardia vuole trasformare scarti allevamenti in risorsa

15 juillet 2025 à 13:21

Trasformare gli scarti in risorsa preziosa per i campi. È con queste premesse che la Lombardia si candida, prima in Europa, ad avviare una sperimentazione su larga scala per promuovere l’utilizzo del digestato. Si tratta del derivato dalla trasformazione degli scarti prodotti negli allevamenti, come fertilizzante naturale e alternativa sostenibile ai concimi chimici. Per questo, l’Italia chiederà formalmente alla Commissione europea l’equiparazione del digestato ai fertilizzanti naturali.
Ne ha parlato lunedì 14 luglio a Bruxelles l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, durante il convegno ‘From waste to resource‘ organizzato presso il Parlamento Europeo. Hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro Francesco Lollobrigida, l’europarlamentare Carlo Fidanza e i presidenti nazionali di Coldiretti, Confagricoltura, CIA e Copagri.

Digestato? Scarti in Lombardia possono diventare risorsa

“Regione Lombardia – dichiara l’assessore Beduschi – vuole accendere i riflettori su un tema tanto tecnico quanto strategico per il futuro dell’agricoltura. Oggi il digestato, soprattutto quello liquido separato, è una sostanza ricca di azoto prontamente disponibile per le piante. Eppure, a causa delle attuali regole europee, continua a essere trattato alla stregua di un refluo zootecnico, con limiti rigidi che ne frenano l’impiego nei campi. Un paradosso, se si considera che può ridurre le emissioni di CO₂, migliorare la fertilità dei suoli e offrire agli agricoltori una preziosa fonte di nutrienti autoprodotti, a costo quasi zero”.

Nel solo territorio lombardo sono attivi quasi 600 impianti di biogas, che ogni anno generano digestato contenente oltre 38.000 tonnellate di azoto. Una quota importante di questo prodotto – oggi largamente sottoutilizzata – potrebbe diventare un fertilizzante a tutti gli effetti, con vantaggi ambientali, agronomici ed economici. A differenza dei fertilizzanti minerali come l’urea, il digestato apporta inoltre anche sostanza organica, di cui i nostri suoli hanno davvero bisogno.

Per questo Regione Lombardia sostiene una nuova stagione di ricerca, anche in collaborazione con il CREA e con il supporto del MASAF, per ottenere a livello europeo il riconoscimento del digestato come ‘azoto recuperato dal letame‘ – già previsto per altri prodotti simili ma finora negato. Un riconoscimento che permetterebbe di svincolare il suo utilizzo da una normativa pensata negli anni ‘90 e ormai superata da tecnologia e buon senso.

“La sfida – conclude Beduschi – è far sì che ciò che oggi è considerato un problema diventi una risorsa strategica per il sistema agricolo. Abbiamo le tecnologie, abbiamo le conoscenze scientifiche, ci mancano solo le regole giuste”.  Dunque, gli scarti in Lombardia potrebbero diventare una risorsa.

Il convegno ha messo a confronto istituzioni, tecnici e mondo agricolo, tracciando una rotta chiara: quella che porta a un’economia circolare vera, in cui l’energia si produce, i nutrienti si recuperano, e la sostenibilità diventa anche competitività.

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Automotive, assessore Guidesi a Strasburgo: l’UE cambi rotta

Par : Marco Dozio
17 juin 2025 à 19:00

Prosegue il lavoro dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, per rafforzare il protagonismo della Lombardia in Europa. Per l’esponente della Giunta una due giorni di incontri istituzionali a Strasburgo, nella sede del Parlamento europeo, con focus sui temi dell’automotive e della siderurgia: in particolare l’assessore ha partecipato a una riunione con tutte le 40 regioni aderenti all’Automotive Regions Alliance (Ara), di cui è presidente europeo, e a bilaterali con il presidente della regione francese Grand Est ed esponenti del governo della Baviera.

Evitare un disastro economico

In merito alla plenaria dell’Automotive Regions Alliance a Strasburgo, Guidesi ha ribadito alle Regioni europee la “necessità di apportare correttivi rispetto alle attuali direttive della Commissione europea così da evitare quello che potrebbe essere ricordato come il suicidio economico più importante della storia”. Già oggi il 75% della produzione potenziale in Europa è di fatto fermo: nel continente sono a rischio 500.000 posti di lavoro. In Italia il numero delle vetture prodotte nel 2024 è stato inferiore del 20%, con punte del 30% per i componentisti, rispetto al 2019. Parliamo di un settore che solo in Lombardia vale oltre 30.000 aziende e 100.000 lavoratori, con un fatturato complessivo di 40 miliardi di euro.

Assessore Guidesi: lottiamo per salvare aziende e posti di lavoro

“Come ‘Sistema Lombardo‘ – ha spiegato Guidesi a margine degli incontri – in questi quattro anni crediamo di aver messo in campo tutto quello che potevamo. Siamo stati i primi a lanciare un grido di allarme nel silenzio più assordante, abbiamo predisposto documenti scientifici grazie al supporto del Cluster della Mobilità Lombarda e delle Università, abbiamo creato alleanze con le Regioni europee. Adesso tocca all’Europa dare risposte concrete e apportare cambiamenti radicali per salvare un settore strategico per la manifattura europea. Noi continueremo a lottare per salvare aziende e posti di lavoro. Per noi i principi della neutralità tecnologica e della pluralità di trazione non cambiano e ci aspettiamo che anche la Commissione li faccia propri”.

Dichiarazione di Monza e Manifesto dei Carburanti Rinnovabili

La Lombardia da tempo è in campo per salvaguardare il comparto e in questi mesi ha promosso due documenti sottoposti al commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas: il primo è la ‘Dichiarazione di Monza’ sottoscritta da tutte le 40 regioni appartenenti all’alleanza dell’Automotive per promuovere la neutralità tecnologica, il secondo è il ‘Manifesto dei Carburanti Rinnovabili’ sottoscritto dai principali stakeholder e associazioni di categoria a livello nazionale a per valorizzare una pluralità di trazioni a basse emissioni, oltre all’elettrico.

Unità sul principio della neutralità tecnologica

La plenaria a Strasburgo con le 40 Regioni appartenenti all’Automotive Regions Alliance è stata l’occasione per ribadire preoccupazioni comuni, fare il punto su strategie condivise e consegnare l’aggiornamento del ‘Manifesto dei Carburanti Rinnovabili’ lombardo con l’obiettivo di rinsaldare le alleanze e proseguire nel lavoro di ‘lobby istituzionale’, affinché la voce dei territori possa trovare ascolto in Europa andando ad incidere sulle decisioni della Commissione e del Parlamento europeo. “Oggi – ha detto ancora Guidesi – registriamo positivamente l’unità delle Regioni sul principio della neutralità tecnologica. Abbiamo inoltre chiesto congiuntamente il massimo coinvolgimento delle regioni per il nuovo piano d’azione europeo per l’automotive, ribandendo altresì una forte preoccupazione per la situazione del settore a livello europeo; una situazione che richiede cambiamenti immediati“.

Strategie comuni anche per la siderurgia

Guidesi ha poi incontrato, nell’ambito di alcuni bilaterali, il presidente della regione francese Grand-Est, Franck Leroy: un momento di confronto utile per accordarsi su strategie comuni da attuare in tema di sostegno alla siderurgia, un comparto fondamentale sia per la Lombardia sia per il territorio transalpino. “É stato definito un programma congiunto da mettere in campo nei prossimi mesi”, ha commentato Guidesi.

Proprio in tema di tutela del settore siderurgico a fine aprile l’assessore e una delegazione del settore di Confindustria Brescia hanno incontrato a Bruxelles la Commissione Europea, in particolare i rappresentanti della direzione generale dell’EU per il Mercato Interno, l’Industria, l’Imprenditoria e le Pmi (DG GROW), con l’obiettivo di portare le proprie istanze a sostegno di un comparto strategico in sofferenza proprio a causa dell’iper-regolamentazione europea.

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Automotive, Guidesi: la Commissione Europea cambi subito le regole

19 mai 2025 à 13:40

“L’iniziativa ‘Tour d’Europe‘ rappresenta l’ultimo tassello del puzzle che abbiamo costruito in tre anni di lavoro tecnico-scientifico coinvolgendo tutti i soggetti interessati: territori, aziende e università. Il lavoro di Regione Lombardia è da tempo nelle mani della Commissione Europea a cui chiediamo di salvare l’industria dell’automotive cambiando le stupide regole imposte”.

Lo ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico e presidente dell’Automotive Regions Alliance, Guido Guidesi, a Palazzo Lombardia nel corso della presentazione del ‘Tour d’Europe’. L’evento itinerante, promosso da aziende di settore, segue il viaggio di diversi veicoli alimentati da carburanti prodotti con materie prime rinnovabili attraverso 20 Paesi europei.

Automotive a rischio se la Commissione Europea non cambia le regole

“Adesso si tratta solo ed esclusivamente di volontà politica – ha proseguito l’assessore – perché agli elementi tecnico-scientifici ci abbiamo pensato noi. Se l’UE non procede con soluzioni rapide sono a rischio 500.000 posti di lavoro nel settore in Europa. Occorre evitare il più grande suicidio industriale della storia”.

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Automotive, Guidesi: l’Unione Europea corregga i suoi gravi errori

Par : Marco Dozio
3 avril 2025 à 15:43

La battaglia di Regione Lombardia a difesa dell’automotive, delle sue imprese e dei suoi posti di lavoro, approda nuovamente a Bruxelles dove l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, è intervenuto giovedì 3 aprile 2025 durante la plenaria del Comitato delle Regioni in qualità di presidente dell’Automotive Regions Alliance per sferzare la Commissione Europea e il Parlamento Europeo reiterando l’allarme sul destino di un settore in profonda crisi, che vede attualmente fermo il 75% della capacità produttiva dei costruttori europei e della loro filiera di fornitura, con la drammatica prospettiva, a livello continentale, di perdere mezzo milione di lavoratori da qui ai prossimi anni.

Guidesi: Unione Europea responsabile per la crisi del settore automotive

L'assessore Guidesi mentre parla al microfono al Parlamento europeo

Guidesi, da gennaio a capo dell’Automotive Regions Alliance (ARA) ovvero l’alleanza tra le più importanti 36 regioni europee del comparto, ha sottolineato le responsabilità dell’Unione Europea rispetto alle politiche che hanno individuato nel motore elettrico l’unica via per attuare la transizione ecologica. Una scelta, ha ribadito l’assessore, che ha rappresentato un assist per i competitori extraeuropei e l’industria cinese in particolare: “L’automotive é ciò che di meglio dal punto di vista industriale rappresenta l’integrazione europea e le basi su cui si è fondata l’Unione Europea. Non c’è regione in Europa che non ci abbia mai avuto a che fare. Paradossalmente è la stessa Unione Europea, attraverso la Commissione, ad averne determinato la messa in crisi. Da anni i cinesi sviluppano le batterie elettriche e grazie al clamoroso assist europeo hanno trasformato la loro peculiarità in opportunità commerciali, in un settore che fin lì mai avevano affrontato”.

Il cambio di passo proposto

Da qui la richiesta di un cambio di passo alla Commissione Europea. Per Guidesi il correttivo annunciato nelle scorse settimane dal capo dell’esecutivo Ue, Ursula Von der Leyen, non è sufficiente: “Serve una modifica radicale del regolamento e della strada intrapresa rispetto al calcolo delle emissioni, serve ridare alla nostra industria la possibilità e l’economicità di poter riprendere a fare le auto più belle al mondo”.

La neutralità tecnologica

La foto ritrae i rappresentanti presenti alla plenaria dell'ARA al Parlamento Europeo

La tesi lombarda, condivisa dai principali stakeholder del comparto e dalle regioni aderenti all’ARA, consiste nel puntare sulla ‘neutralità tecnologica’, ovvero sulla necessità di raggiungere gli obiettivi ambientali attraverso tutte le opportunità offerte dalla tecnologia, dall’idrogeno ai biocarburanti, dal biometano ai carburanti sintetici, senza limitare le scelte all’elettrico. “La trasformazione di raffinerie in bioraffinerie per produrre il biocarburante che alimenta un’auto o un veicolo commerciale a motore endotermico – ha detto Guidesi – è un’ottima operazione ambientale che abbassa notevolmente le emissioni. Non si può limitare la ricerca e l’innovazione tecnologica imponendo un’unica strada, così si ferma l’innovazione, così non si raggiungono gli obiettivi ambientali, così l’indotto va ad altri e la nostra industria viene cancellata. A tutto questo si aggiungono i dazi appena confermati dall’amministrazione Usa e i costi energetici, ulteriori fattori che ci danneggiano dal punto di vista della competitività”.

Guidesi chiede all’UE di cancellare le scadenze nel settore automotive

Guidesi ha lanciato un accorato appello alla Commissione e al Parlamento Ue: “E’ più che mai necessario e urgente cancellare scadenze insensate e restituire libertà d’azione all’industria rispetto a cosa poter offrire al mercato in piena ‘neutralità tecnologica’. Dobbiamo dire semplicemente ai cittadini che possono muoversi come ritengono purchè non inquinino. E dobbiamo ridare a tutti i cittadini europei la possibilità di potersi permettere un’auto europea”.

Le regioni dell’ARA pronte a collaborare

L’assessore ha ribadito la disponibilità da parte delle regioni dell’ARA a collaborare con la Commissione per attuare soluzioni pragmatiche finalizzate a salvare il settore automobilistico: “Bisogna correggere gli errori e guardare al futuro, scongiurando quello che si configura come il più grande suicidio economico della storia industriale”, ha chiosato l’assessore, da anni fautore di un’azione di ‘lobby istituzionale’ che ha visto la Lombardia tessere alleanze a livello italiano ed europeo, culminate con la nomina alla guida di ARA e soprattutto la redazione di un Manifesto firmato sostanzialmente da tutti i principali stakeholder del settore e diventato il documento ufficiale delle regioni dell’automotive.

Invertire la rotta

L'assessore Guidesi mentre parla al microfono al Parlamento europeo

Nel testo si ribadisce la necessità di intraprendere la strada della ‘neutralità tecnologica’ per invertire la rotta e preservare quella che per decenni è stata la più grande industria del continente e la prima a disporre di una filiera complementare diffusa nei vari Stati europei. La Lombardia ha iniziato in solitaria, tre anni fa, il percorso a difesa del comparto, scontrandosi con lo scetticismo del ‘mainstream’ e i dogmi ideologici del ‘pensiero unico’: col tempo, le condizioni di contesto sono cambiate e oggi la gran parte degli addetti ai lavori concorda con la ‘tesi lombarda’ e dunque con la necessità di lasciare ai territori la libertà di scegliere le soluzioni tecnologiche più adeguate per la transizione ecologica, unico modo per consentire all’Europa di non disperdere un patrimonio di competenze, tecnologie e posizionamenti sul mercato acquisiti in tanti anni di ricerca, innovazione e successi imprenditoriali.

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Beduschi: Dop e Igp Lombardia sono nostra identità, prioritario difenderle

2 avril 2025 à 18:31

“Le Dop e Igp della Lombardia non sono solo etichette, ma un patrimonio da proteggere, ora più che mai in questi giorni”. Lo ha ribadito  l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, presiedendo a Bruxelles il Comitato esecutivo di Arepo, l’associazione che riunisce le Regioni europee impegnate nella valorizzazione delle Indicazioni Geografiche (Ig). Un incontro strategico anche in virtù dei rapporti con la nuova Commissione Europea, con un obiettivo chiaro: rafforzare il ruolo di Arepo come voce autorevole nelle politiche agroalimentari.

“Le Indicazioni Geografiche – spiega Beduschi – sono un pilastro dell’agroalimentare europeo. Garantiscono qualità, tradizione e unicità, perché i nostri prodotti non sono replicabili altrove. E in un momento complicato per i mercati internazionali, dobbiamo difendere con forza questa identità. Per questo, Arepo vuole essere un interlocutore di primo piano con la nuova Commissione”.

Sul tema dei dazi l’assessore ha poi avuto un incontro con Diego Canga Fano, direttore divulgazione ricerca e indicazioni geografiche della Dg Agri della Commissione europea.

Dazi, valutare mercati alternativi a tutela di Dop e Igp

“Abbiamo concordato – ribadisce Beduschi – che in caso di dazi penalizzanti per il nostro export agroalimentare, sarà fondamentale affiancare al momento della diplomazia anche quello della differenziazione, cercando di rafforzare la presenza di mercati alternativi che già apprezzando le nostre eccellenze. Questo a tutela dell’export, che è un fattore di benessere non solo per l’agroalimentare ma per tutta l’economia”.

Arepo

Arepo rappresenta 35 regioni europee e oltre 850 associazioni di produttori, tutelando più del 60% delle Indicazioni Geografiche Ue. La Lombardia gioca un ruolo chiave in questa partita, con 75 tra cibi e vini Dop e Igp che valgono quasi 2,6 miliardi di euro.

Nel corso della riunione, si è discusso di come rendere più efficace il sostegno alle Ig all’interno della strategia agricola europea. Le risorse sono poche e la burocrazia eccessiva, penalizzando le piccole produzioni. Tra le proposte avanzate, Arepo ha rilanciato l’idea di istituire una Giornata Europea delle Ig, con una premiazione annuale per valorizzare le eccellenze del settore. Grande attenzione anche al turismo esperienziale e al marketing territoriale, strumenti fondamentali per far conoscere meglio i prodotti a Indicazione geografica.

“Le Dop e Igp italiane ed europee – conclude l’assessore – sono un valore immenso per l’economia e il territorio. Il nostro impegno è farle diventare sempre più centrali nelle strategie Ue, affinché continuino a essere un simbolo di eccellenza e qualità”.

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A Mind incontro tra Maione e il commissario europeo Serafin

28 mars 2025 à 16:15

L’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione, ha incontrato, nella mattinata di venerdì 28 marzo al Mind di Milano, il commissario europeo per il bilancio, la lotta antifrode e la pubblica amministrazione, Piotr Serafin, ribadendo la preoccupazione della Regione sull’ipotesi di una gestione centralizzata dei fondi europei.

Mind, Maione a commissione Serafin: mantenere principio di sussidiarietà

mind commissario serafin“La Lombardia – ha sottolineato l’assessore – è modello virtuoso di gestione e di investimenti sul territorio. Impegniamo tutte le risorse europee e raggiungiamo ogni obiettivo. Per i lombardi sarebbe incomprensibile la scelta dell’Unione Europea di penalizzare tutti solo perché qualche altra Regione non ha le stesse capacità”.

“Per noi – ha aggiunto Maione – è necessario mantenere il principio di sussidiarietà e il coinvolgimento diretto delle Regioni nella governance multilivello. Ringrazio il commissario Serafin per la disponibilità al dialogo e per la visita”.

La visita alla startup Ephos

L’assessore e il commissario europeo hanno poi visitato gli spazi di Ephos, startup italiana che progetta chip fotonici basati sul vetro usati nel calcolo quantistico, nelle soluzioni di comunicazione e nella sensoristica.

Lombardia motore europeo di innovazione

“La Lombardia – ha concluso – è il motore europeo dell’innovazione e della ricerca. Questi strumenti consentiranno un risparmio energetico notevole anche nella gestione dei data center”.

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Fontana a Bruxelles: UE cambi rotta, errore ignorare ruolo Regioni

29 janvier 2025 à 17:49

“Abbiamo partecipato a una serie di incontri importanti, sia in ambito diplomatico, sia in ambito politico. Ci siamo confrontati martedì 28 gennaio con il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, mercoledì 29 con la vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna (all’appuntamento erano presenti anche il vicepresidente Marco Alparone, l’assessore Giorgio Maione e il sottosegretario Raffaele Cattaneo) e con diversi alti funzionari della Commissione Europea, esprimendo tutte le nostre preoccupazioni e le nostre ‘necessità’ in merito alla mancanza di un’adeguata valorizzazione del ruolo delle Regioni nella Politica di Coesione Europea”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, facendo un bilancio della missione a Bruxelles appena conclusa, in cui ha portato a Fitto e Sberna le istanze del territorio.

Fontana: a Bruxelles incontri con Fitto e Sberna

Antonella Sberna Attilio Fontana“In particolare – ha precisato il governatore lombardo – abbiamo sottolineato come sia necessario un ripensamento dell’approccio adottato finora dalla Commissione Europea, in quanto registriamo una mancanza di partecipazione diretta delle Regioni nelle scelte dell’UE, in particolare nella predisposizione dei diversi progetti. Purtroppo constatiamo una visione ancora centralizzata a livello nazionale”.

“Credo che proseguire in questa direzione – ha concluso Fontana – sarebbe una scelta che danneggerebbe le Regioni, creando di conseguenza un danno complessivo per tutto il Paese”.

Aperture sull’automotive

“Guardando, invece, a quello che certamente può essere considerato un risultato positivo – ha concluso Fontana – valutiamo con favore le aperture che riguardano l’automotive dove l’orientamento ‘sempre e comunque’ pro elettrico sembra, finalmente, essere scardinato da importanti aperture verso la neutralità tecnologica”.

mog/as2

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Agricoltura, Beduschi: Lombardia propone cambio di passo a Commissione

29 janvier 2025 à 14:24

Nel corso della missione istituzionale a Bruxelles con il presidente Attilio Fontana, l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha presentato le istanze riguardanti l’agricoltura della Lombardia al vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, agli stakeholders e, in un incontro dedicato, alla Commissione agricoltura.

Dalla Lombardia richieste alla Commissione europea per l’agricoltura

Alparone Beduschi Guidesi Fontana Fitto Maione Sertori Cattaneo“Abbiamo portato in Europa – ha dichiarato Beduschi – una serie di problematiche per noi indispensabili per il futuro della nostra agricoltura, come la semplificazione della PAC e il superamento dell’attuale Direttiva nitrati che sta penalizzando il nostro settore zootecnico. Inoltre, abbiamo ribadito la disponibilità della Lombardia a farsi promotrice di un patto tra politica e scienza che favorisca la vera sostenibilità attraverso l’applicazione di tecnologie e innovazione”.

Sostenibilità ambientale sia obiettivo, non ideologia

L’assessore ha ricordato che, negli ultimi anni, la sostenibilità ambientale è spesso diventata più un’ideologia che un vero obiettivo concreto. Invece di fornire soluzioni efficaci, si è trasformata in un dogma che ha finito per ostacolare il settore agricolo, generando una serie di difficoltà nell’applicazione della PAC e nelle misure di sostegno.

Serve forte semplificazione normativa

“Talvolta – ha detto Beduschi – si sfocia in un’isteria falso-ambientalista che ignora la realtà e rischia di penalizzare chi lavora. Per questo, abbiamo chiesto una forte semplificazione normativa e un ritorno a un approccio che metta l’agricoltore al centro delle politiche europee. Abbiamo riscontrato un ascolto attento e, in alcuni casi, anche l’ammissione di errori del passato”.

Superamento della ‘infrazione nitrati’

Alessandro BeduschiTra i temi affrontati, uno di particolare rilevanza per la Lombardia è il superamento della ‘infrazione nitrati’ che, dal 2018, penalizza soprattutto l’allevamento lombardo. La normativa di riferimento risale al 1991 e non tiene conto delle innovazioni tecnologiche e delle nuove pratiche agricole, che proprio in Lombardia hanno trovato un terreno fertile per il loro sviluppo. “Grazie a soluzioni avanzate – ha proseguito l’assessore Beduschi – molte delle logiche alla base di quella direttiva sono ormai superate. Fortunatamente, nei prossimi mesi, grazie al lavoro con la Commissione e con il Ministero, potremo finalmente uscire da questa penalizzazione. Abbiamo proposto di dimostrare concretamente che la tecnologia e l’innovazione già oggi permettono una gestione sostenibile ed efficiente degli allevamenti”.

Approccio pragmatico

L’assessore Beduschi ha ribadito la necessità di un approccio pragmatico alla sostenibilità, basato su dati concreti. La Lombardia ha già dimostrato che una gestione efficiente dei reflui zootecnici è possibile, trasformandoli in biogas, biometano e idrogeno, oltre a utilizzare un sottoprodotto della loro trasformazione, il digestato, come fertilizzante naturale.

Lombardia pioniera per Tecniche di Evoluzione Assistita

Lo stesso vale per le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), di cui siamo pionieri, che possono rappresentare una svolta per la riduzione dei fitofarmaci. “Adesso – ha concluso l’assessore Beduschi – serve il coraggio di superare vincoli anacronistici e lasciare che la scienza fornisca soluzioni reali. Il confronto con la Commissione è stato positivo: c’è apertura al dialogo e questo ci spinge a proseguire con determinazione”.

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UE. Beduschi: Lombardia pretende chiarezza su fondi a lobby green

23 janvier 2025 à 13:30

L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, commenta le notizie rivelate dal quotidiano olandese De Telegraaf, secondo cui la Commissione europea avrebbe destinato fondi pubblici per finanziare una rete di Ong incaricata di promuovere l’agenda green dell’ex commissario Frans Timmermans.

Lombardia pretende chiarezza su fondi a lobby green

“Anche se Timmermans smentisce – dichiara Beduschi – questi fatti confermerebbero quello che sosteniamo da tempo e cioè che il Green Deal, anziché essere una rivoluzione ecologica al servizio dei cittadini e dei territori, sembra sempre più indirizzato verso interessi economici che si celano dietro la facciata della sostenibilità. Stiamo assistendo a un disegno che favorisce un modello di agricoltura industriale e centralizzata, che nulla ha a che vedere con l’idea originale di tutela ambientale”.

Per Regione serve profonda revisione politiche europee

Regione Lombardia, da sempre al fianco delle proprie imprese e comunità locali, ribadisce la necessità di una profonda revisione delle politiche europee, che parlino realmente di innovazione sostenibile basata sull’applicazione di tecnologie e innovazione.

Serve vero sostegno ad agricoltura dei territori

“Non possiamo accettare – prosegue Beduschi – un’Europa che sostenga agende indirizzate a rafforzare i potentati economici legati a bioreattori, brevetti e grandi filiere industriali multinazionali, che niente hanno a che vedere con l’agricoltura dei territori. Anche in Italia, purtroppo, qualcuno lavora per screditarla senza nessuna base scientifica, con lo scopo di farla scomparire”.

Interessi lobbistici non siano pagati dai cittadini

“Questo – continua l’assessore – potrebbe essere solo il primo capitolo di una vicenda molto più complessa, in cui emergono meccanismi lobbistici che forse saranno legali, ma certamente sono sempre meno etici. È inaccettabile che i fondi europei, pagati dai cittadini, finiscano per sostenere progetti guidati dai potentati economici piuttosto che dall’interesse collettivo. La Lombardia, tra le prime regioni agricole d’Europa, è per il patto tra agricoltura e scienza, mentre evidentemente qualcuno preferisce abbracci letali con la finanza”.

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Peste Suina. Beduschi: Europa approva strategia per fare muro contro virus

4 septembre 2024 à 17:58

Regione Lombardia ha organizzato, mercoledì 4 settembre, un incontro straordinario con il commissario alla Peste Suina, Giovanni Filippini, e i rappresentanti delle organizzazioni agricole, delle prefetture e delle Province, per condividere gli aspetti più importanti della strategia di contrasto alla PSA prevista dalla nuova ordinanza del commissario. L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha coordinato la riunione.

Strategia anti Peste Suina Africana piace a Commissione europea

Alessandro Beduschi“La strategia messa in campo dal commissario Filippini – dichiara l’assessore Beduschi – contiene provvedimenti studiati con attenzione. E che hanno formalmente ricevuto il plauso della Commissione europea. La strategia serve a mettere a terra azioni concrete. Tuttavia va detto chiaramente che, per vedere i primi risultati, dovremo attendere almeno due settimane”.

“La PSA – ricorda Beduschi – è un’emergenza nazionale e siamo consapevoli dei sacrifici che stanno affrontando gli allevatori. Tuttavia, la priorità assoluta in questo momento è fare muro contro il virus. Nella nuova strategia, l’obiettivo principale è stabilire con precisione dove e come fermarlo”.

Chiusura dei varchi autostradali

A tal proposito, l’annuncio che entro una settimana, intorno al 10 settembre, partiranno il via i lavori per chiudere tutti i varchi autostradali aperti nelle zone colpite, sfruttando le autostrade come barriere ‘naturali’. Oltre a questa misura di cinturazione degli assi viari sarà intensificato il depopolamento del cinghiale grazie all’intervento delle polizie provinciali e dell’esercito, per creare delle vere e proprie zone tampone.

Crisi si affronta con interventi coordinati

“Per affrontare questa crisi – conclude Beduschi – servono interventi coordinati e un grande sforzo collettivo. Non c’è spazio per improvvisazioni o egoismi, dobbiamo fare squadra. Inoltre, è il momento di mettere da parte i toni da caccia al colpevole che certa politica sta cavalcando in modo strumentale, anche con la diffusione di vere e proprie fake news. Quello che serve ora è senso di responsabilità”.

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Fontana a von der Leyen: Regioni siano decisive su Politiche di coesione

3 septembre 2024 à 17:01

Il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha inviato, martedì 3 settembre, una lettera al presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nella quale, dopo essersi congratulato per la conferma alla guida della Commissione europea, pone alla sua attenzione alcune considerazioni e preoccupazioni riguardanti la futura Politica di coesione ‘post 2027’, chiedendo che “venga riconosciuto un ruolo anche alle Regioni e agli altri attori locali nell’ambito del dialogo tra le Istituzioni europee”.

Quindi indirizzata un’altra missiva ai parlamentari europei eletti nel Nord-Ovest per congratularsi con loro ed esprimere la posizione delle Regione Lombardia sempre in materia di Politica di coesione.

Fontana a von der Leyen: Regioni abbiano ruolo decisivo in Politiche di coesione

Attilio FontanaRivolgendosi al presidente von der Leyen, il governatore sottolinea come “da tempo la Commissione europea abbia avviato un dibattito sul tema, istituendo il Gruppo di specialisti di alto livello sul futuro della Politica di coesione”. Quindi Fontana evidenzia che “indubbiamente occorrerà rivedere sia l’impostazione generale, sia l’impianto operativo della futura Politica di coesione per il settennio 2028-2035”. Secondo il presidente della Lombardia “la nuova Politica di coesione non potrà che essere più flessibile, orientata a riforme strutturali e più cogente con i programmi di lavoro della Commissione e del Consiglio europeo. Non dovrà essere però abbandonato il suo approccio territoriale, con un forte orientamento a risultati misurabili e tangibili a livello regionale e locale”.

Politica di coesione per tutte le Regioni

“La Politica di coesione – aggiunge Fontana – dovrà continuare a riguardare tutte le Regioni. La necessaria attenzione alle aree meno sviluppate non deve andare a discapito di quelle più sviluppate. Ovvero quelle spesso maggiormente interessate dalle importanti sfide connesse alla transizione verso un’economia più digitalizzata e climaticamente neutra. Una Politica di coesione – dunque – che dovrà continuare a essere declinata come strumento a livello regionale. Confermandone l’approccio place-based, la gestione concorrente, il partenariato e la governance multilivello a partire dalla sua fase programmatoria, in una prospettiva realmente sussidiaria. Per garantire una reale coerenza delle sue priorità con le caratteristiche dei territori interessati e degli strumenti finanziari a disposizione”.

Unione incrementi stanziamento per la coesione

“Inoltre – conclude Fontana – l’Unione europea dovrà incrementare lo stanziamento per la Politica di coesione all’interno del prossimo quadro finanziario pluriennale. Considerando l’importanza e la difficoltà delle sfide che intende sostenere. E riportando il livello di cofinanziamento nazionale e regionale ai tassi previsti per il ciclo di programmazione 2014-2020. Indubbiamente, anche in linea con l’evoluzione di altre politiche, la Politica di coesione dovrà progressivamente accettare la sfida di un marcato orientamento ai risultati anziché alla mera capacità di spesa e al rispetto dei tempi di realizzazione. Questo però potrà avvenire solo in un quadro di maggiore semplificazione, di stabilità e di certezza regolamentare”.

@foto Ansa

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