Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
À partir d’avant-hierFlux principal

Sinagoga

10 septembre 2025 à 20:45

La Sinagoga si trova in via dell’Aquila, 3, a Reggio Emilia. 

Note storiche

La Sinagoga di Reggio Emilia è uno dei luoghi simbolo della memoria ebraica della città.

Sorge nel cuore dell’antico ghetto ebraico, istituito nella seconda metà del XVII secolo e delimitato dalle vie Caggiati, della Volta, dell’Aquila e Monzermone, secondo le politiche di segregazione che interessarono gran parte delle città italiane. In quest’area, già dal 1672, era presente un primo tempio, costruito dalla comunità ebraica locale per garantire uno spazio di culto interno al ghetto, come imposto dalle autorità ducali.

L’attuale sinagoga fu edificata tra il 1857 e il 1858 su progetto dell’architetto Pietro Marchelli (1806–1874), figura centrale del neoclassicismo reggiano.

Leggi tutto

La costruzione avvenne in un momento storico significativo: pochi anni dopo, con l’Unità d’Italia (1861), gli ebrei italiani avrebbero ottenuto l’emancipazione civile e la possibilità di uscire dal ghetto, conquistando finalmente pieni diritti di cittadinanza . La sinagoga, dunque, rappresenta un ponte tra la lunga stagione di segregazione e le nuove prospettive di integrazione sociale e politica.

Nel corso del Novecento, la comunità ebraica reggiana — numerosa e culturalmente attiva fino agli anni Trenta — fu duramente colpita dalle leggi razziali del 1938 e dalla persecuzione nazifascista. Molti membri furono deportati e non fecero ritorno.

Riduci

Dopo la guerra, la sinagoga ha assunto sempre più il valore di luogo della memoria, oltre che di culto, diventando punto di riferimento per la città nei momenti di commemorazione e riflessione sulla Shoah. Oggi l’edificio non ospita più funzioni religiose regolari, ma viene aperto per eventi, celebrazioni e visite guidate, soprattutto in occasione della Giornata della Memoria.

 

L’architettura

La sinagoga si presenta con una facciata neoclassica sobria ed equilibrata, segno della mano di Pietro Marchelli, che seppe declinare il linguaggio monumentale del classicismo in forme semplici e funzionali a un luogo di culto comunitario.

Leggi tutto

La facciata è scandita da colonne e lesene, culminanti in un timpano triangolare, secondo uno schema tipico dell’architettura religiosa ottocentesca, ma reinterpretato con eleganza misurata e senza eccessi decorativi .

L’interno, a pianta rettangolare, è arricchito dalla presenza dei matronei laterali, destinati un tempo alle donne secondo la tradizione ebraica, che contribuiscono a dare un senso di verticalità e solennità allo spazio.

L’asse centrale conduce verso lAron ha-Kodesh, l’armadio sacro contenente i rotoli della Torah, posto sulla parete orientale e sottolineato da un apparato decorativo ottocentesco che combina stucchi e motivi pittorici. Le decorazioni interne riflettono il gusto eclettico del XIX secolo, con inserti ornamentali che, pur semplici, contribuiscono a creare un’atmosfera raccolta e solenne.

Riduci

L’aula di preghiera conserva inoltre alcuni arredi liturgici originali, che testimoniano la vitalità della comunità ebraica reggiana fino alla metà del Novecento. La scelta del linguaggio neoclassico, sobrio ma solenne, si inserisce in quella stagione in cui molte comunità ebraiche italiane, emancipate o in via di emancipazione, vollero dotarsi di sinagoghe che riflettessero dignità, riconoscimento sociale e radicamento urbano.

Interno della Sinagoga di Reggio Emilia

Oggi la sinagoga di Reggio Emilia non è soltanto un monumento architettonico, ma soprattutto un luogo della memoria civile. La sua presenza nel cuore dell’ex ghetto rende tangibile la storia della comunità ebraica, dal periodo della segregazione alla persecuzione nazifascista, fino al ritorno alla vita democratica.

Negli ultimi decenni, l’edificio è stato utilizzato come polo culturale per mostre, conferenze, concerti e attività educative, divenendo parte integrante del tessuto cittadino e strumento di dialogo interreligioso e interculturale.

 

 

 

Ex Caserma Zucchi, attuale Palazzo Dossetti

10 septembre 2025 à 20:34

La Ex Caserma Zucchi, oggi Palazzo Dossetti,  si trova in viale Antonio Allegri 9, a Reggio Emilia

Note storiche

L’edificio della Ex Caserma Zucchi, oggi Palazzo Dossetti,  nasce nel cuore del XIX secolo, in un momento di grande trasformazione urbanistica della città di Reggio Emilia. Fu progettato dall’architetto Pietro Marchelli (1806-1874), figura di spicco della cultura architettonica reggiana, al quale si devono anche opere come il Teatro Ariosto e il Palazzo del Capitano del Popolo.

Entrata alla Ex Caserma Zucchi, oggi Palazzo Zucchetti, da viale Allegri

Leggi tutto

Commissionato dal Duca Francesco IV d’Este nel 1845, l’edificio venne concepito inizialmente come Foro Boario, luogo destinato al mercato del bestiame e deposito dell’annona (le riserve alimentari della città). La funzione del Foro Boario, inaugurato nel 1853, si inseriva in una più ampia politica di controllo e razionalizzazione della distribuzione delle risorse da parte del ducato.

Con la nascita del Regno d’Italia e i cambiamenti istituzionali della seconda metà dell’Ottocento, l’edificio perse la sua funzione originaria e, nel 1877, fu riconvertito a uso militare, assumendo il nome di Caserma Zucchi in memoria del generale Carlo Zucchi, patriota reggiano distintosi durante i moti risorgimentali. 

Nel corso del Novecento la Caserma ebbe un ruolo significativo durante la Seconda guerra mondiale: nella notte tra l’8 e il 9 settembre 1943, soldati italiani cercarono di opporre resistenza alle truppe tedesche, ma furono sopraffatti in un episodio tragico rimasto nella memoria cittadina in cui persero la vitagli artiglieri Antonio Giannone, Lino Bertone e Carlo Giannotti.  

Riduci

A partire dagli anni ’80, dismessa la funzione militare, l’edificio venne progressivamente rifunzionalizzato a fini culturali ed educativi, diventando uno dei poli dell’Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE). Il 9 febbraio 2013 il palazzo universitario reggiano è stato intitolato al costituente e giurista Giuseppe Dossetti.

Questo passaggio rientra in un più ampio processo di rigenerazione urbana che ha interessato diversi complessi storici italiani, trasformati da spazi militari a luoghi della formazione e della cittadinanza attiva.

L’architettura

Il progetto di Pietro Marchelli riflette pienamente il gusto neoclassico, che a Reggio Emilia trovò terreno fertile nel corso dell’Ottocento.

Leggi tutto

L’impianto originario del Foro Boario era caratterizzato da un ampio porticato aperto, funzionale all’esposizione e al commercio del bestiame. La struttura si distingueva per la regolarità modulare delle arcate e per l’impostazione simmetrica della pianta, tipiche del linguaggio neoclassico adottato da Marchelli.

Con la riconversione a caserma, i porticati vennero progressivamente tamponati, trasformando gli spazi aperti in ambienti chiusi più adatti a ospitare truppe e uffici amministrativi. Questa operazione non cancellò però la monumentalità della facciata principale, che mantiene ancora oggi il suo carattere severo ed equilibrato.

Riduci

L’architettura, definita da una facciata imponente e solenne affacciata su viale Allegri, si inserisce nel filone degli edifici pubblici ottocenteschi che coniugavano funzionalità e rappresentanza. I restauri effettuati negli anni Duemila, in occasione dell’adattamento a sede universitaria, hanno rispettato il disegno neoclassico originario, valorizzandone la monumentalità e garantendo al contempo la fruibilità degli spazi interni per aule e uffici accademici

Ex Caserma Zucchi, oggi Palazzo Dossetti

L’interno

L’interno della Ex Caserma Zucchi conserva ancora la monumentalità dell’impianto originario, pur profondamente trasformato dalle diverse funzioni succedutesi nel tempo. In fase di riconversione universitaria, i grandi spazi un tempo adibiti a magazzini, scuderie e camerate sono stati reinterpretati in chiave didattica, con la realizzazione di aule, biblioteche e spazi comuni.

Leggi tutto

Gli ambienti sono caratterizzati da una notevole ampiezza e luminosità, favorita dall’impianto modulare delle arcate e dai soffitti alti, elementi che hanno reso agevole l’adattamento alle esigenze contemporanee senza snaturare la percezione spaziale storica. Alcuni tratti delle murature portanti e delle volte in laterizio rimangono leggibili, offrendo una testimonianza tangibile della stratificazione costruttiva.

Il restauro ha posto attenzione a mantenere il dialogo tra antico e moderno: i corridoi e i chiostri interni, un tempo spazi di servizio, sono stati ripensati come luoghi di aggregazione e studio, sottolineando la nuova vocazione accademica dell’edificio. Questo equilibrio tra conservazione e innovazione fa della Ex Caserma Zucchi non solo una sede universitaria, ma anche un laboratorio di architettura urbana, in cui il recupero della memoria storica si intreccia con la funzione pubblica e comunitaria .

Riduci

 

Aula Manodori all’interno della Ex Caserma Zucchi, Palazzo Dossetti

 

L’Araba Fenice di Luciano Fabro 

L’opera Araba Fenice è collocata nel portico della ex Caserma Zucchi.

Realizzata nel 2005 da Luciano Fabro, maestro dell’arte contemporanea, l’opera consiste in una colonna in marmo travertino-oro iraniano alta circa sette metri, composta da tre rocchi sovrapposti.

 

L’Araba Fenice di Luciano Fabro

Leggi tutto

Le sue scanalature seguono da un lato le regole vitruviane della proporzione classica, dall’altro assecondano l’andamento naturale delle venature della pietra, creando un movimento elicoidale che intreccia geometria e natura.

Fabro concepisce così una colonna che non sostiene nulla, ma che diventa immagine simbolica di rinascita: la fenice, capace di rigenerarsi dalle proprie ceneri, rimanda alla trasformazione stessa della caserma, da luogo militare a spazio di cultura e sapere.

Inserita nell’ambito del progetto “Invito a…”, curato da Claudio Parmiggiani, l’opera instaura un dialogo intenso con il portico neoclassico di Marchelli, arricchendo l’edificio di una stratificazione simbolica che fonde memoria storica e linguaggio artistico contemporaneo.

Riduci

Particolare dell’opera L’Araba Fenice di Luciano Fabro

Efficienza edifici pubblici, Lombardia stanzia 33,8 milioni

5 mai 2025 à 17:28

Promuovere la riqualificazione energetica profonda e il miglioramento della sostenibilità degli edifici pubblici e dei servizi abitativi lombardi; integrare risparmio energetico e valorizzazione del patrimonio; aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici. Sono gli obiettivi del bando SEED PA (Sostenibilità ed Efficienza Energetica degli EDifici Pubblici), pubblicato nella sezione ‘Bandi e Servizi’ del sito istituzionale di Regione Lombardia, che ha una dotazione finanziaria pari a 33,8 milioni di euro. Sarà possibile presentare le domande dalle ore 12 di lunedì 12 maggio fino alle ore 12 di venerdì 8 agosto 2025.

Efficienza edifici pubblici in Lombardia, Maione: ridurremo le emissioni

efficienza edifici pubblici lombardia“Un investimento di straordinaria importanza – ha sottolineato Giorgio Maione, assessore regionale all’ambiente e Clima – perché ci consentirà di ridurre di almeno un terzo le emissioni di CO2 degli edifici pubblici che saranno riqualificati e permetterà di ridurre i costi energetici per i Comuni e per gli inquilini dell’edilizia residenziale pubblica”.

Le due linee di investimento del bando

Il bando prevede due linee di investimento: la prima, da 28,5 milioni, riguarda interventi su edifici pubblici o comprensivi di impianti tecnologici (come municipi, scuole, centri civici, biblioteche, palestre, strutture sanitarie). La seconda, da 5,35 milioni, interessa interi fabbricati destinati a Servizi Abitativi Pubblici (SAP) di proprietà di ALER e Comuni.

Le opere ammesse al finanziamento

“Finanzieremo opere di efficientamento energetico dell’involucro e degli impianti tecnologici, per ottenere gli standard più elevati di prestazione energetica ed emissiva. Gli obiettivi legati alla decarbonizzazione – ha concluso Maione – si raggiungono con investimenti mirati, puntando anche su innovazione ed efficienza energetica degli edifici”.

The post Efficienza edifici pubblici, Lombardia stanzia 33,8 milioni appeared first on Lombardia Notizie Online.

Bell Tower of San Prospero

15 février 2022 à 14:42

The Bell Tower of San Prospero is situated in Piazza San Prospero, next to the Basilica.

 Listen to the audio

Nothing certain is known about the origins of the bell tower of the ancient Basilica of San Prospero, except for its location, which must have coincided with the present one. Though never completed, the tower is one of the most significant works from the High Renaissance in Reggio Emilia. Its construction began in 1535-36, under the direction of the brothers Roberto and Alberto Pacchioni.

Comunità Energetiche Rinnovabili, Regione: 20 milioni per immobili pubblici

27 septembre 2024 à 13:03

Al via la Fase 2 dell’iniziativa regionale, nata su input dell’assessore regionale a Enti locali e Risorse energetiche, Massimo Sertori, finalizzata all’attivazione di specifiche misure di supporto finanziario per realizzare interventi relativi a nuovi impianti a fonti energetiche rinnovabili realizzati su immobili pubblici e a servizio delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

La Fase 2 per le Comunità Energetiche Rinnovabili in Lombardia

Massimo Sertori“La misura – spiega l’assessore Massimo Sertori – è rivolta a tutti i Comuni lombardi inseriti nell’apposito elenco che individua le proposte di CER ritenute meritevoli di accedere alla Fase 2. Questi, siano essi capofila oppure partecipanti alle configurazioni di CER proposte, saranno chiamati a presentare la documentazione aggiornata. La fase istruttoria sarà quindi condotta dagli uffici del mio assessorato. Consentirà infatti di definire il contributo concedibile per ciascun progetto presentato dalle Amministrazioni comunali”.

A disposizione 20 milioni di euro

“Con questa iniziativa – continua Sertori – mettiamo a disposizione 20.000.000 di euro di risorse regionali. Di queste, 15.000.000 euro a valere sul bilancio 2025 e 5.000.000 euro su quello del 2026. Servono a finanziare la realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo di proprietà di soggetti pubblici, su immobili pubblici e a servizio di Comunità Energetiche Rinnovabili del territorio lombardo”.

Tali impianti dovranno far parte di CER già costituite al momento della presentazione della domanda. Oppure da costituire obbligatoriamente entro la richiesta di erogazione della seconda quota di contribuzione. Che sarà pari al 50% del contributo assegnato.

Verso l’autonomia energetica

Regione Lombardia – conclude l’assessore Sertori – continua la sua azione volta ad attivare misure per il sostegno all’efficientamento energetico di edifici e impianti pubblici e, in particolare, per intensificare la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’autoconsumo e la nascita delle comunità energetiche, anche al fine di incrementare l’autonomia energetica regionale e di soddisfare il fabbisogno di cittadini, operatori, enti pubblici e consumatori locali”.

Le risorse

Il contributo, a fondo perduto, fino al 40% del costo di riferimento di investimento massimo e stabilito in base ai massimali contenuti dell’Appendice e alle ‘Regole operative per l’accesso al servizio di autoconsumo diffuso e al contributo PNRR’, redatte dal GSE (Gestore Servizi Energetici, in attuazione dell’articolo 11 del DM 414/2023, verrà erogato con le seguenti modalità:

  • la prima quota (anticipo), pari al 30% del contributo assegnato, a seguito dell’accettazione dello stesso;
  • la seconda quota, pari al 50% del contributo assegnato, a seguito dell’affidamento dei lavori e della rendicontazione delle spese sostenute. Per un importo pari a quello versato con la prima quota;
  • il saldo del contributo a intervento concluso, collaudato e con rendicontazione dei lavori presentata, fino all’ammontare delle spese ammissibili sostenute.

Deadline

Ogni intervento ammesso dovrà essere realizzato, collaudato e rendicontato entro e non oltre il 31 dicembre 2027.

The post Comunità Energetiche Rinnovabili, Regione: 20 milioni per immobili pubblici appeared first on Lombardia Notizie Online.

Efficientamento energetico, Sertori: da Regione 44 milioni per bando Recap

16 septembre 2024 à 16:50

La Giunta della Regione Lombardia ha approvato la delibera proposta dall’assessore a Enti locali e Risorse energetiche, Massimo Sertori, che incrementa di ulteriori 44 milioni la dotazione del bando Recap, arrivando complessivamente a 69 milioni di euro.

Risorse a valere sul PR FESR 2021-2027

Recap, con fondi a valere sul PR FESR 2021-2027, eroga contributi a fondo perduto. Destinati a interventi di efficientamento e riqualificazione energetica del patrimonio edilizio degli Enti locali e degli Enti gestori dei parchi regionali. Con maggiore attenzione agli edifici maggiormente energivori.

Aumento dotazione bando Recap  di 44 milioni

Massimo Sertori“Regione Lombardia – afferma l’assessore Massimo Sertori – sostiene concretamente gli interventi territoriali di efficientamento e riqualificazione energetica di strutture e impianti pubblici. Questo incremento della dotazione da un lato vuole sottolineare l’attenzione alla sostenibilità ambientale delle politiche regionali e, dall’altro, premiare e accompagnare gli sforzi dei nostri Enti locali per tutelare l’ambiente e contenere i costi vivi di funzionamento sotto il profilo energetico. L’aumento della dotazione ci consentirà di poter ammettere al finanziamento un numero maggiore di progetti. Riconoscendo così a più realtà e a più territori la condivisione delle politiche di sostenibilità ambientale e di efficientamento energetico che stiamo portando avanti come Regione Lombardia anche con l’attenzione alle Comunità Energetiche Rinnovabili Lombarde cui abbiamo dedicato uno specifico, e partecipato, tour nelle province”.

Le candidature

Gli Enti hanno partecipato candidando edifici di proprietà destinati a sedi e strutture dove viene svolta l’attività amministrativa dell’Ente. Tra queste: scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, di primo grado oppure biblioteche.

Il contributo, non cumulabile con altre forme pubbliche di incentivazione, sarà concesso fino a un massimo erogabile di 1 milione per Ente richiedente.

Gli interventi finanziati

Gli interventi comprendono una riqualificazione dell’involucro edilizio (come coibentazione delle superfici esterne, rifacimento delle coperture, sostituzione dei serramenti) finalizzata al miglioramento delle prestazioni energetiche, mediante una ristrutturazione importante almeno di secondo livello e una ristrutturazione almeno di livello medio con un risparmio in termini di EPgl (Energia primaria globale) di almeno il 30% rispetto alla situazione pre-intervento.

Altre incentivazioni

Il bando Recap  incentiva anche la realizzazione di impianti e sistemi per la generazione e la gestione dell’energia da fonti rinnovabili. Come impianti per il riscaldamento, il raffrescamento, la produzione di acqua calda sanitaria da fonti energetiche rinnovabili, sistemi di accumulo, sistemi di ventilazione meccanica controllata. O, ancora, impianti fotovoltaici o di microcogenerazione, sistemi di illuminazione a basso consumo energetico, sistemi di automazione per il controllo, la regolazione e la gestione degli impianti tecnologici dell’edificio. La valutazione degli interventi si basa inoltre su criteri di sostenibilità ambientale e resilienza dell’edificio. Assegnando punteggi a soluzioni progettuali bioarchitettoniche e bioclimatiche, all’utilizzo sostenibile di materiali, acqua e suolo, nonché alla presenza di certificazioni ambientali.

Graduatoria dei 180 progetti

“La graduatoria finale dei 180 progetti presentati – conclude Massimo Sertori – sarà disponibile entro la fine di settembre”.

The post Efficientamento energetico, Sertori: da Regione 44 milioni per bando Recap appeared first on Lombardia Notizie Online.

❌
❌