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Giornata Mondiale Salute, ‘Premio Lombardia è Ricerca’ punta su prevenzione

7 avril 2025 à 12:11

Diagnosi precoci e prevenzione sono determinanti per garantire la salute dei cittadini. Questo il messaggio che Regione Lombardia lancia, insieme a Fondazione Veronesi, nella ‘Giornata Mondiale della Salute 2025’ del 7 aprile, anniversario dell’avvio delle attività dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1948.

Un premio a ricerche scientifiche con elevato impatto sociale

Il Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ 2025, per il quale le candidature sono aperte fino al 18 luglio 2025, è dedicato al tema ‘metodi innovativi di diagnostica precoce o di medicina preventiva’.

Il riconoscimento da 1 milione di euro, istituito da Regione Lombardia e che sarà consegnato in occasione della Giornata della Ricerca promossa in collaborazione con Fondazione Veronesi, viene assegnato ogni anno al contributo scientifico più significativo in determinati ambiti di ricerca con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei cittadini.

‘Giornata della salute’ e ‘Premio Lombardia è Ricerca’ a sostegno dell’attività scientifica

La Giornata Mondiale della Salute 2025  è incentrata sul tema ‘salute per tutti’ e ha come focus specifico la salute materna e quella infantile. Il Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ condivide i valori promossi dall’OMS e punta a sostenere contributi scientifici dall’elevato impatto potenziale sull’aspettativa di vita e sulle condizioni di salute della popolazione.

Fermi: importante incentivare innovazione in diagnostica

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“In questa giornata, che rappresenta un’importante occasione per riflettere sull’importanza della salute per il benessere della collettività – sottolinea l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – ci sembra doveroso ricordare quanto Regione Lombardia e Fondazione Veronesi fanno a sostegno della ricerca scientifica dal 2017 con il Premio ‘Lombardia è Ricerca'”.

“L’edizione 2025 del Premio – aggiunge Fermi – si concentra su innovazioni nella diagnosi precoce e per la prevenzione, due ambiti che ritengo fondamentali proprio per la salute collettiva. Quest’anno la Giornata mondiale della Salute è dedicata in particolare a salute materna e neonatale, il tema è ‘un inizio sano, un futuro pieno di speranza’. È un obiettivo in cui ci riconosciamo: regalare un futuro di speranza a tutti, incentivando lo sviluppo di metodi innovativi in diagnostica e prevenzione e contribuendo al contempo a migliorare l’assistenza sanitaria”.

Veronesi: in Lombardia ricerca è eccellenza

“Anche in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale della Salute – afferma il professor Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi ETS e direttore del programma di senologia dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia) – è importante sensibilizzare la società civile su argomenti cruciali che riguardano la salute individuale e pubblica. La diagnosi precoce e la prevenzione sono infatti strumenti fondamentali di tutela della salute: adottare sani e corretti stili di vita riduce il rischio di malattie cardiovascolari fino al 40% e aiuta a prevenire un terzo dei tumori. Sono felice che quest’anno il Premio ‘Lombardia è Ricerca’  interesserà questi due ambiti, consentendo al territorio lombardo di proseguire la ricerca d’eccellenza a beneficio dell’intera collettività”.

Candidature

Ogni scienziato in possesso dei requisiti previsti dal regolamento (un h-index pari almeno a 50 nelle aree di ricerca attinenti all’edizione 2025) può candidarsi al Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’, presentando il proprio contributo innovativo sul tema  ‘metodi innovativi di diagnostica precoce o di medicina preventiva‘. I ricercatori e le ricercatrici interessati e in possesso dei requisiti richiesti possono candidarsi compilando un form on line, a questo link.

Ambiti di ricerca ammissibili

Nello specifico, gli ambiti di ricerca che verranno presi in considerazione sono:

nel campo della diagnostica precoce:

  • Individuazione tempestiva di patologie;
  • Innovazioni in ambito radiologico, istopatologico o di laboratorio;
  • Approcci genomici e proteomici alla diagnostica;
  • Utilizzo di intelligenza artificiale e analisi dei dati;

nel campo della medicina preventiva:

  • Screening e interventi preventivi personalizzati;
  •  Vaccinazione e immunizzazione;
  • Approcci genetici e molecolari alla prevenzione;
  • Programmi di promozione della salute e prevenzione delle malattie.

Un progetto di ricerca traslazionale

Ai candidati si chiede di presentare un progetto di ricerca traslazionale (che traduce studi scientifici in attività cliniche) da attivare in collaborazione con uno o più organismi di ricerca pubblici o privati della Lombardia. Tratto distintivo del Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ è, infatti, quello di riservare il 70% del riconoscimento al sostegno del progetto di ricerca traslazionale abbinato alla candidatura risultata vincitrice, per favorire ricadute positive sull’intero ecosistema della ricerca del territorio.

La premiazione nella Giornata della Ricerca al Teatro alla Scala

Il premio viene consegnato ogni anno in occasione della Giornata della Ricerca, istituita da Regione e promossa insieme a Fondazione Veronesi nella data dell’8 novembre, anniversario della scomparsa dell’oncologo e ricercatore Umberto Veronesi. La Giornata della Ricerca 2025 si terrà come di consueto al Teatro alla Scala, nel corso di una cerimonia che punta a valorizzare il ruolo fondamentale della ricerca scientifica per il progresso delle nostre società.

Il premio di Regione Lombardia per gli studenti

Alla Giornata partecipano anche centinaia di alunni delle scuole superiori e dei percorsi di formazione. L’edizione 2025 del Premio riservata agli studenti prevede fino a 13.000 euro per progetti di gruppo (anche app e prototipi) sul tema della promozione della salute, sull’adozione di stili di vita sani, sul supporto alle persone con fragilità e sull’incremento della sostenibilità ambientale e sociale. Le candidature al premio studenti sono aperte fino al 23 settembre a questo link.

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Lo Ieo di Milano è il primo IRCCS a dotarsi di un Proton Center

29 novembre 2023 à 15:54

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha partecipato all’inaugurazione del ‘Proton Center’ all’Istituto Europeo di Oncologia alla presenza dei vertici dello IEO.

Si tratta del primo IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) in Italia a dotarsi di un proprio centro di Protonterapia e segue, in Lombardia, il CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) di Pavia che già opera in questo settore.

Sulla Protonterapia, nei giorni scorsi, la Giunta regionale ha approvato una delibera, su proposta dell’assessore Bertolaso, in cui dà mandato all’ATS Milano di assegnare un budget dedicato in via sperimentale allo IEO per questa attività.

Proton Center, Regione prevede costituzione gruppo di lavoro

La delibera prevede inoltre la costituzione di un gruppo di lavoro per predisporre le linee guida in merito all’appropriatezza ed alla priorità del trattamento e all’utilizzo nell’ambito della ricerca, in relazione alle prestazioni di Protonterapia inserite nei Lea. Il gruppo sarà coordinato dalla Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia e sarà composto, da un radioterapista esperto in adroterapia, un radioterapista pediatrico, un epidemiologo, un oncologo pediatrico, un oncologo esperto in tumori rari e un oncologo esperto nei tumori del distretto testa collo.

Il gruppo di lavoro dovrà acquisire semestralmente dalle strutture che erogano le prestazioni di Protonterapia una relazione sulle attività ed ai trattamenti effettuati, mantenendo un monitoraggio continuo sugli esiti.

Assessore Bertolaso: da Regione contributo importante per sostenere progetto ‘Proton Center’

“Da parte di Regione – ha affermato Bertolaso – c’è un supporto importante, anche di natura economica per il Proton Center. Abbiamo infatti adottato una delibera che stanzia 1,2 milioni di euro per portare avanti questo progetto. Siamo un Paese straordinario capace di ottenere risultati di primordine e a livello mondiale. In Lombardia ci sono molte strutture pubbliche e private di assoluta eccellenza e lo IEO è tra queste. Qui siamo proprio in un ‘santuario’ dove si celebra la parte più bella dell’arte medica: l’obiettivo è lavorare per il paziente”.

“Portare avanti con grande ostinazione e con tenacia nuove tecnologie e nuove metodologie – ha concluso l’assessore regionale al Welfare – è fondamentale per dare risposte di cura sempre più efficaci”.

“Con l’apertura del ‘Proton Center’ – ha dichiarato Roberto Orecchia, Direttore Scientifico dello IEO – realizziamo la promessa che facciamo ogni giorno a chi varca la soglia del nostro Istituto: se c’è una valida cura innovativa nel mondo, in IEO è disponibile o presto lo sarà. La terapia con i protoni permette di curare più tumori, compresi alcuni attualmente orfani di cura, e di curare meglio molti di quelli che oggi ricevono la radioterapia tradizionale. Offre, infatti, più possibilità di cura sia per i tumori sviluppati in organi critici o in sedi difficili da raggiungere, sia per quelli che non rispondono alla radioterapia convenzionale. Comporta inoltre meno rischi di tumori indotti dai raggi, meno tossicità durante e dopo il trattamento. La Protonterapia è dunque davvero innovativa, ma allo stesso tempo consolidata, come dimostrano i risultati ottenuti su oltre 200.000 pazienti trattati con protoni nel mondo. La sua diffusione capillare è tuttavia lenta perché un centro protoni richiede investimenti significativi in tecnologie, strutture e risorse umane”.

Protonterapia, come viene erogata

La Protonterapia viene erogata da un apposito macchinario molto sofisticato (Gantry) dopo l’esecuzione di alcuni esami di imaging che ricostruiscono virtualmente il tumore, quali la Tac, la Risonanza Magnetica, la Pet/Tac. Questi esami consentono di creare un’immagine digitale 3D del tumore e delle strutture anatomiche circostanti, indispensabili per strutturare e programmare un piano di trattamento che garantisca l’erogazione di una dose radiazione protonica che sia distruttiva per il tumore ma che al contempo eviti l’esposizione degli organi e dei tessuti vicini, alla radiazione residua. Il trattamento si effettua ambulatorialmente, senza bisogno di ricovero. Il paziente, dopo la preparazione, viene disteso su un lettino, e viene irradiato in posizione di immobilità, che deve essere mantenuta durante tutta la fase del trattamento. L’irradiazione dura non più di 2 minuti ed è completamente indolore. I cicli di sedute durano dalle 2 alle 8 settimane, a seconda del tipo di tumore.

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