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Bormio, inaugurata la passerella sul Frodolfo finanziata da Regione

28 octobre 2025 à 18:40

Inaugurata a Bormio (Sondrio) la passerella sul torrente Frodolfo, finanziata da Regione Lombardia nell’ambito degli interventi per le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. I lavori per l’infrastruttura, assegnati a Cal – Concessioni Autostradali Lombarde, si sono conclusi con due mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma.

Infrastrutture finanziate grazie ai Giochi sono eredità duratura per il territorio

In foto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Claudia Maria Terzi, intervenuto sulla nuova passerella del torrente Frodolfo a Bormio, in provincia di Sondrio“La passerella ciclopedonale sul Frodolfo – ha commentato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi – è il primo passo verso la consegna ai cittadini di tutte le opere olimpiche eseguite a Bormio da Cal, che ringrazio per il buon operato: è la conferma di quanto le infrastrutture finanziate grazie ai Giochi rappresentino un’eredità concreta e duratura per il territorio, valorizzando aspetti fondamentali come l’ambiente e la mobilità sostenibile“.

“Da parte nostra – ha detto il sindaco di Bormio, Silvia Cavazzi – c’è grande soddisfazione per un’opera olimpica di grande utilità, al servizio della nostra comunità. Connette il paese e ci consente di ampliare la rete ciclopedonale per favorire la mobilità dolce. Voglio ringraziare Regione Lombardia, Cal, l’impresa, i tecnici, le maestranze, l’Ufficio tecnico comunale, gli assessori e i consiglieri: questo è un bellissimo giorno per Bormio. Il primo di una lunga serie perché presto avremo altre inaugurazioni”.

Bormio, i dettagli tecnici della passerella sul torrente Frodolfo

La passerella sul Frodolfo è caratterizzata da una struttura moderna di circa 50 metri di luce e con copertura vetrata, che consente di collegare le due sponde del torrente in corrispondenza del nuovo parcheggio di Porta. Nel rispetto del contesto ambientale e delle abitazioni, secondo quanto prescritto dalla Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, in fase di progettazione è stata definita una soluzione trasparente, che apre la vista sul paesaggio circostante, e limitata in altezza. Nelle ore serali l’impianto a led garantisce l’illuminazione della passerella e dell’intera area.

“La passerella sul Frodolfo – hanno affermato la presidente di Cal Cristiana Molin e l’amministratore delegato Gianantonio Arnoldi – rappresenta un risultato concreto del lavoro svolto in vista dei Giochi di Milano Cortina 2026. È stata consegnata in anticipo sul cronoprogramma e nel pieno rispetto degli investimenti previsti. In soli quindici mesi abbiamo completato un intervento complesso, in stretta collaborazione con Regione Lombardia. L’apertura anticipata della passerella è un segno tangibile di come, con competenza e impegno, le opere possano davvero diventare patrimonio del territorio”.

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Ponte di Paderno d’Adda, Regione predilige un nuovo viadotto misto

6 août 2025 à 15:40

Anche Regione Lombardia presenta le sue osservazioni all’interno del dibattito pubblico sul ponte San Michele che unisce le province di Lecco e Bergamo. Sulla base dei contributi del Gruppo di Lavoro Interdirezionale, lo ‘scenario 1’ ipotizzato da Rfi, ossia la realizzazione di un ponte promiscuo, stradale e ferroviario, in stretto affiancamento a sud dell’esistente, con il mantenimento delle attuali stazioni ferroviarie, è considerato di maggiore interesse.

Garantire un nuovo ponte tra Calusco e Paderno nel più breve tempo possibile

In foto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, commenta sul futuro del Ponte San Michele di Paderno d’Adda“Come noto – dichiara l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi – il ponte San Michele deve essere sostituito con una nuova infrastruttura e non c’è tempo da perdere. Sono certa che il commissario di prossima nomina saprà contenere le tempistiche della progettazione e dell’iter autorizzativo così da poter celermente avviare i lavori sulla scorta del progetto scelto anche a seguito del dibattito pubblico”.

“L’obiettivo di tutti – aggiunge l’assessore Terzi – deve essere quello di garantire un nuovo ponte stradale e ferroviario tra Calusco e Paderno nel più breve tempo possibile“.

Ponte sull’Adda tra Paderno e Calusco: lo scenario di interesse

Tra gli scenari progettuali presentati da Rfi, Regione Lombardia considera appunto di maggiore interesse la ‘soluzione 1’. “Un unico ponte a traffico misto, ferroviario e stradale, in stretto affiancamento al ponte San Michele esistente – prosegue l’assessore Terzi – continuerà ad assicurare una connessione diretta tra l’Isola bergamasca e la Brianza lecchese, territori che necessitano di collegamenti viabilistici importanti dettati da motivi di natura socioeconomica. Questo scenario, oltre a essere il migliore da un punto di vista trasportistico, presenta il minore impatto in termini di consumo di suolo e di assetto idrogeologico, nonché le migliori condizioni di fattibilità tecnico-economica e temporale”.

Le osservazioni

Confermando il pieno sostegno alla realizzazione di un’opera fondamentale per la mobilità stradale e ferroviaria a cavallo del fiume Adda, Regione Lombardia chiede di acquisire degli approfondimenti riguardo al traffico di un’area vasta che comprenda significative porzioni della rete infrastrutturale compresa tra Bergamo, Treviglio, Monza e, in termini viabilistici, consideri l’asse della SS470 ad est, la A4 a sud e la SS36 ad ovest.

Una foto del Ponte San Michele di Paderno d’Adda, al centro del dibattito pubblico a cui ha partecipato anche Regione LombardiaLo studio dovrà valutare sia la domanda di traffico, che sarà attratta dal nuovo ponte, sia la sostenibilità della rete viabilistica locale. Regione chiede che gli eventuali interventi viabilistici individuati come necessari e da realizzare diventino parte integrante del progetto del nuovo ponte e evidenzia inoltre la necessità di migliorare l’ipotesi progettuale contenendo il più possibile l’interferenza con gli edifici esistenti, nell’area della sponda bergamasca compresa tra la SP166 e via Monastero dei Verghi.

“La ‘soluzione 1’ – continua l’assessore Terzi – consente il mantenimento delle stazioni esistenti di Calusco e Paderno-Robbiate, assicurando così la continuità nell’accessibilità al servizio ferroviario attuale. Queste caratteristiche risultano fondamentali per garantire la mobilità locale e favorire l’interscambio con il trasporto pubblico. Regione auspica inoltre che, durante le fasi di cantiere, venga garantita la continuità operativa della linea ferroviaria, evitando interruzioni prolungate che potrebbero compromettere la qualità del servizio”.

Il concorso di idee nel rispetto del paesaggio

“Per non pregiudicare le qualità paesaggistiche del contesto territoriale in cui sarà realizzato l’intervento – conclude l’assessore Terzi – Regione accoglie positivamente l’indicazione del concorso di idee per individuare la migliore soluzione progettuale, che dovrà rispettare i principi di integrazione paesaggistica e minimizzazione dell’impatto ambientale, ponendo attenzione al tipo di rapporto visuale tra ponte esistente e nuova infrastruttura. La sfida che ci attende è costruire una nuova immagine del paesaggio lombardo in cui il passato sappia dialogare con il presente e il futuro”.

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Calusco d’Adda (BG), inaugurato il secondo lotto della Variante Sud

Par : Marco Dozio
6 août 2025 à 15:05

Inaugurato, nella giornata del 6 agosto 2025, il secondo lotto della Variante Sud di Calusco d’Adda (BG), opera viabilistica cofinanziata da Regione Lombardia con 1,8 milioni di euro.

Al taglio del nastro era presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, insieme al sindaco Michele Pellegrini e al presidente della commissione regionale Territorio e Infrastrutture, Jonathan Lobati.

Variante Sud a Calusco d’Adda (BG): sinergie col territorio

In foto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, durante il taglio del nastro del secondo lotto della Variante Sud di Calusco d’Adda, insieme ad altre figure istituzionali locali“Come Regione – ha evidenziato l’assessore Terzi – abbiamo accolto l’istanza del territorio e messo in campo uno stanziamento decisivo per realizzare l’infrastruttura. La Variante Sud sgraverà il centro urbano di Calusco dal traffico di attraversamento e dal traffico pesante, migliorando vivibilità e qualità della vita per i residenti, oltre a rendere più fluida, sicura e funzionale la mobilità su un asse viabilistico importante”.

“La sinergia – ha proseguito Terzi – tra Regione, Comune e tutti i soggetti coinvolti ha portato ancora una volta a risultati tangibili: abbiamo concretizzato un intervento atteso da decenni”.

I dettagli del progetto

Il tracciato si configura come variante alla SP 166 in attraversamento dell’abitato di Calusco d’Adda: oltre a determinare una diminuzione del traffico che interessa il centro urbano, svolge la funzione di collegamento per gli itinerari di media e lunga distanza e agevola l’accesso alle aree artigianali ed industriali.

La Variante è stata realizzata in due lotti: il primo (dalla SP 166 alla rotatoria di via Rivalotto) è stato aperto al traffico nel 2020, mentre il secondo (finanziato dal Piano Lombardia) completa il collegamento dalla rotatoria di via Rivalotto alla SP 170 con un andamento est – ovest di circa 1 chilometro di lunghezza. La Variante include il completamento della rotatoria di via Rivalotto, una nuova rotatoria sulla SP 170 e il tratto stradale di connessione tra le 2 rotatorie comprensivo di una galleria artificiale di circa 200 metri che sottopassa l’area residenziale di via Dante Alighieri, con andamento parallelo al confine con il Comune di Solza.

Gli investimenti

Il secondo lotto ha richiesto un investimento di 9,1 milioni di euro, di cui 1,8 milioni euro di finanziamento regionale, 4,65 milioni a carico del Comune e 2,65 milioni a carico di privati. Complessivamente per i due lotti l’investimento è di circa 15 milioni di euro.

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Infrastrutture, Terzi: impegno per sicurezza della rete in Lombardia

Par : Marco Dozio
10 juillet 2025 à 14:09

“La sicurezza delle infrastrutture è tema prioritario per Regione Lombardia: dal 2018 abbiamo investito 360 milioni di euro per sostenere la realizzazione di 700 opere di competenza provinciale e comunale finalizzate alla manutenzione e al miglioramento delle condizioni di efficienza della rete stradale. A questi si aggiungono 4 milioni di euro erogati alle Province ogni triennio per il monitoraggio di ponti, cavalcavia e manufatti”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, intervenendo a Palazzo Lombardia al convegno promosso da Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali) intitolato ‘Prestazioni delle barriere: dai campi prova alla strada‘.

“Come Regione abbiamo fatto una precisa scelta politica – ha proseguito Terzi – ovvero quella di impegnarci nel sostenere gli enti gestori delle strade, come Province e Comuni, nella consapevolezza di quanto sia dirimente poter usufruire di una rete viabilistica sicura e funzionale. Gli sforzi di Regione si riflettono anche negli stanziamenti per la sicurezza della rete ferroviaria di Ferrovienord di competenza regionale: 2,1 miliardi di euro di cui 400 milioni per la manutenzione“.

Nello specifico l’evento, che ha visto anche la partecipazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alessandro Morelli, del presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Massimo Sessa e del direttore di Ansfisa Domenico Capomolla, ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni, gestori, imprese del settore, professionisti, accademici ed esponenti del mondo giuridico sui dispositivi di ritenuta stradale, con particolare attenzione all’evoluzione normativa, alle criticità gestionali, alle nuove tecnologie e alle buone pratiche da condividere.

Capomolla (Ansfisa): risolviamo velocemente le situazioni più critiche

“La sicurezza stradale è un fattore tecnico e culturale – ha ricordato Capomolla – e richiede un approccio integrato che comprenda risorse, formazione e programmazione. È necessario lavorare su tutti questi fronti nell’ottica di elevare e uniformare gli standard di questi dispositivi su tutta la rete, puntando anche ad una manutenzione efficace dell’esistente”.

“Attraverso un’azione puntuale di monitoraggio e verifica – ha aggiunto  – si devono pianificare gli interventi e risolvere velocemente le situazioni più critiche e rischiose. Come Ansfisa, continueremo a impegnarci per costruire regole eque, semplici e applicabili per tutti, promuovendo un’evoluzione normativa in grado di rispondere concretamente alle esigenze di sicurezza dell’intera rete viaria nazionale”.

Infrastrutture, Terzi: sicurezza elemento fondamentale da considerare

L’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, interviene a Palazzo Lombardia al convegno promosso da Ansfisa e intitolato ‘Prestazioni delle barriere: dai campi prova alla strada’“La sicurezza – ha precisato Terzi – è un elemento fondamentale da considerare in ogni fase del ciclo di vita di un’opera: dalla progettazione, individuando le possibili criticità, alla realizzazione sino alla fase di esercizio. Quando si costruisce un’opera bisogna prevedere e sostenere i costi di manutenzione”.

“Le scelte politiche – ha concluso l’assessore – sono fondamentali dovendo calcolare, prevedere e stanziare le risorse adeguate a mantenere in efficienza nel tempo le infrastrutture, la cui vita utile deve essere di decine di anni. Il rapporto con Ansfisa è importante per tutti gli operatori del settore per interventi di sviluppo e manutenzione, a garanzia della sicurezza delle infrastrutture stradali e ferroviarie”.

Morelli: collaborazione con Ansfisa essenziale per protezione vita umana

“La sicurezza stradale – ha detto il sottosegretario di Stato con delega al Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile ) Morelli – non può più essere solo percepita, ma deve essere misurabile e fondata su evidenze tecniche, sperimentali e tracciabili. È in questa direzione che stiamo lavorando, e la collaborazione con Ansfisa si conferma essenziale per garantire l’applicazione concreta delle norme e la protezione della vita umana su tutto il territorio nazionale”.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alessandro Morelli, interviene a Palazzo Lombardia al convegno promosso da Ansfisa e intitolato ‘Prestazioni delle barriere: dai campi prova alla strada’Durante il suo intervento, il sottosegretario ha sottolineato “l’impegno del ministro Matteo Salvini nella modernizzazione del Codice della Strada” e ha ricordato l’introduzione dell’alcolock, un dispositivo che impedisce l’avvio del motore in caso di guida in stato di ebbrezza. “Una misura concreta, educativa e preventiva  – ha ribadito – che ci pone tra i Paesi più avanzati nella lotta contro l’abuso di alcol alla guida”.

Morelli ha poi annunciato due novità introdotte con il recente Decreto Infrastrutture: il rifinanziamento del fondo per i piccoli Comuni, con 10 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza di ponti e strade critiche anche per il 2026, e il riordino della normativa sugli autovelox, per contrastare l’attuale confusione normativa e garantire uno strumento realmente efficace per la prevenzione.

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Variante Idro-Vestone, presentato progetto con 28,5 milioni da Regione

3 juillet 2025 à 16:39

Si stringono i tempi per la realizzazione della variante Idro-Vestone, lungo la SP237 del Caffaro. Nella giornata di giovedì 3 luglio 2025, nella sede della Comunità Montana a Vestone (Brescia) è stato presentato il progetto esecutivo del primo stralcio che prevede la realizzazione di due rotatorie e un ponte, nell’ambito del progetto complessivo da 60.511.757 di euro totali. Di questa cifra, 28.511.757 sono stati messi a disponibili da Regione Lombardia, 27.500.000 dalla Provincia Autonoma di Trento e 4.500.000 dal Fondo dei Comuni Confinanti. L’opera, attesa da tempo, rappresenta una soluzione per favorire il decongestionamento del traffico dei centri abitati, concentrato sull’unica via di comunicazione che collega i territori dell’Alta Valle Sabbia e le province di Brescia e Trento.

Variante Idro-Vestone, l’inizio dei lavori

Le prime attività riguardano gli interventi di bonifica bellica e di installazione del cantiere. Seguiranno le operazioni di movimentazione terre e costruzione. Il cronoprogramma stabilisce una durata dei lavori per il primo stralcio pari a 13 mesi. L’inizio è previsto a ottobre 2025.

Terzi: nuova infrastruttura fondamentale per il territorio

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Claudia Maria Terzi, intervenuto alla presentazione della variante Idro-Vestone“La ex SS 237 del Caffaro – sottolinea l’assessore alle Infrastrutture e Opere Pubbliche di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi – è la direttrice storica che collega il territorio bresciano a quello di Trento e ai comprensori sciistici di Madonna di Campiglio. Questa strada attraversa la media e alta Val Sabbia e la riviera occidentale del lago d’Idro, territorio condizionato da vincoli orografici e urbanizzativi che hanno progressivamente compromesso la sua funzione di collegamento”.

“Con il progetto di questa variante, finanziata con oltre 28,5 milioni di euro da Regione Lombardia – precisa Terzi – si agevola l’accessibilità alle valli e aree montane e si decongestionano dal traffico i centri urbani nel tratto tra Nozza e il Lago di Idro. Un ulteriore esempio del sostegno regionale verso investimenti importanti destinati a realizzare nuove infrastrutture fondamentali per rispondere alle esigenze legate alla mobilità di chi vive quotidianamente questi territori e dei turisti, oltre a migliorare la sicurezza stradale e la qualità della vita degli abitati di questa zona”.

Sertori: opera capace di unire al lavoro enti diversi

L’assessore regionale Massimo Sertori sulla variante Idro-Vestone“Quest’opera – spiega Massimo Sertori, assessore alla Montagna, Enti locali, Energia e Rapporti con le Province autonome di Regione Lombardia – ha un enorme valore strategico, perché ha unito attorno ad un tavolo di lavoro due Province (Brescia e Trento), due Regioni (Lombardia e Trentino), una Comunità Montana (Valle Sabbia) e molti Comuni”.

“All’interno di Regione Lombardia – continua Sertori –, inoltre, c’è stata una sinergia tra le politiche infrastrutturali, quelle degli enti locali e la gestione del Fondo Comuni Confinanti che, in questo caso, conferma la sua importanza e concretezza nello sviluppo del territorio al confine. Per la Variante Idro-Vestone, attraverso questo fondo, abbiamo infatti stanziato risorse significative pari 4,5 milioni di euro”.

Variante Idro-Vestone, il cronoprogramma del progetto del primo stralcio

Il progetto esecutivo del primo stralcio, che comprende il lato Vestone con le due rotatorie e il ponte che attraversa il fiume Chiese ha preso avvio nel mese di aprile 2025 ed è, a luglio 2025, in fase di verifica e validazione. A giugno 2025 sono iniziate le attività di bonifica bellica, che si svolgeranno entro l’estate 2025, ed è stata pianificata l’installazione del cantiere. A partire dal mese di ottobre 2025, verranno attivate le opere di movimentazione terrea e costruzione.

Progetto esecutivo primo stralcio variante idro-vestoneNella parte bassa della Provinciale, tra Brescia, Vobarno e Barghe, sono già stati effettuati alcuni ammodernamenti con la realizzazione di diverse gallerie per eliminare numerosi attraversamenti urbani.

Nel tratto tra Nozza e il lago di Idro, invece, sono ancora molti gli attraversamenti diretti di centri abitati, che causano un significativo rallentamento dei flussi e un notevole impatto acustico oltre che, più genericamente, ambientale e di sicurezza.

Gli interventi nel centro abitato di Lavenone (BS)

Il progetto stradale, nel tratto che permette l’attraversamento del centro abitato di Lavenone (Brescia), compreso tra la zona a nord dell’abitato di Vestone, nel Comune omonimo, e l’ingresso al centro abitato di Pieve Vecchia, frazione del Comune di Idro, inizia al km 38+500 della SPBS 237, con una rotatoria a tre bracci. Da qui, il tracciato devia a destra, superando il fiume Chiese con un ponte in acciaio di 44 metri. Dopo il ponte, un’altra rotatoria connette la nuova strada ai fabbricati e ai fondi agricoli, pensata anche per futuri collegamenti.

Moraschini (Provincia di Brescia): intervento atteso da tempo

“Si tratta di un intervento di indubbia rilevanza – afferma il presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini – e che era atteso da tempo. È un’opera la cui realizzazione risulta fondamentale per la qualità della viabilità e della vita di un’area particolarmente ampia”.

Fugatti (Provincia autonoma di Trento): opera infrastrutturale molto attesa

“Per il nostro territorio – spiega il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti – si tratta di un intervento infrastrutturale molto atteso per il miglioramento della strada del Caffaro. Questo garantirà il collegamento con la Lombardia ed è importante per il turismo trentino, così come per l’economia e i servizi”.

L’obiettivo principale è, certamente, quello dell’alleggerimento del traffico, con ricadute positive anche sulla riduzione dei livelli sonori, delle emissioni di inquinanti atmosferici e anche maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti che si muovono a livello locale.

Il secondo stralcio

Con il secondo stralcio, i cui lavori sono in via di definizione, sarà realizzata la prosecuzione della deviante. Questa, secondo progetto, prosegue verso nord-est, quasi parallela al fiume Chiese, con una curva a destra di ampio raggio. Una strada di servizio affiancherà questo tratto, sottopassando la deviante. Il tracciato si sviluppa alternando tratti in rilevato e in scavo, con un manufatto scatolare per il sottopassaggio della strada locale. Dopo un tratto rettilineo e una curva a sinistra (raggio di 500 metri), il tracciato raggiunge l’imbocco della galleria di ‘Cima Antegolo’ (circa 900 m). La galleria permette di evitare un’ansa del fiume, riducendo il percorso e l’impatto ambientale.

A metà della galleria, una lunga curva riporta il tracciato parallelo al fiume, che viene nuovamente attraversato con un ponte in curva di 65 metri. Segue un tratto in galleria (Monte Coste) e un adeguamento della SPBS 237 esistente. Il progetto termina con una rotatoria a due bracci all’ingresso di Pieve Vecchia (Idro), dopo uno sviluppo di circa 3100 metri.

Flocchini (Comunità Montana): momento storico e di grande soddisfazione

“È momento storico e di grande soddisfazione per gli amministratori e per l’intera Valle, perché questo progetto – afferma il presidente della Comunità Montana di Valle Sabbia Giovanmaria Flocchini – rappresenta senza dubbio, l’avvio del programma di soluzione dei problemi annosi che gravano su un contesto viabilistico di particolare rilievo. Pongo l’attenzione a un’ulteriore necessità, in modo da porre le basi per cominciare a pianificare la riqualificazione di un ulteriore tratto della SP 237, quello tra Barghe nord e Vestone nord: pensiamo a un nuovo tratto in galleria che libererebbe i centri abitati e renderebbe più fluida la circolazione”.

Variante Idro-Vestone, i presenti all’evento

Alla presentazione del progetto esecutivo del primo stralcio ha partecipato, tra gli altri, l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi. Presenti anche la dirigente del settore Strade della Provincia di Brescia, Pierpaola Archini, il consigliere provinciale di Brescia delegato alle Strade, Paolo Fontana, il presidente della Comunità Montana di Valle Sabbia, Giovanmaria Flocchini. Hanno partecipato, infine, anche i sindaci di Idro, Vestone e Lavenone, Aldo Armani, Renato Verdelli e Franco Delfaccio.

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