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Neet, 50 milioni per i giovani che non studiano e non lavorano

17 juillet 2025 à 13:10

Regione Lombardia e Fondazione Cariplo hanno firmato un accordo per un piano straordinario da 40 milioni di euro, finanziato al 50% da parte di ciascun ente, per contrastare il fenomeno dei Neet (acronimo di ‘Not in Education, Employment or Training’). A queste risorse si aggiungono ulteriori 10 milioni messi a disposizione da Intesa Sanpaolo. Per la prima volta in Italia un ente pubblico e uno privato uniscono le forze, le energie e le risorse per intercettare, accompagnare e rilanciare il percorso di vita e di crescita professionale di migliaia di giovani lombardi, oggi a rischio di esclusione sociale e economica.

Sono ragazzi e ragazze che non studiano, non lavorano e non sono coinvolti in percorsi formativi. In Italia sono oltre un milione, in Lombardia circa 150.000. L’intesa è stata siglata da Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia e Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo.

Piano straordinario di Regione e Fondazione Cariplo per il contrasto ai Neet

Obiettivo della collaborazione legata al piano straordinario per contrastare i Neet in Lombardia non è solo prevenire l’esclusione sociale, ma anche riattivare chi si trova già nella condizione di Neet, attraverso la realizzazione di interventi congiunti nelle scuole, per intercettare precocemente i segnali di abbandono. Previste anche iniziative nei territori, per costruire percorsi personalizzati di reinserimento nel mercato del lavoro, con azioni concrete volte ad aumentare le opportunità occupazionali.

Attivazione di percorsi personalizzati

L’iniziativa prevede l’attivazione di percorsi personalizzati di orientamento, formazione e inserimento lavorativo, con particolare attenzione ai territori più fragili e la creazione di reti territoriali di presa in carico, che coinvolgeranno scuole, enti di formazione, imprese e servizi sociali.  L’accordo menziona inoltre l’introduzione di metodologie educative e formative innovative, attraverso laboratori esperienziali, attività pratiche e percorsi di mentoring individuale, per rafforzare le competenze, la motivazione e l’autonomia dei giovani coinvolti.

In campo reti multi-attore e un tavolo permanente

Inoltre Regione e Fondazione, per contrastare il fenomeno dei Neet e favorirne l’inclusione e la riattivazione, intendono inoltre promuovere nuove reti multi-attore e rafforzare quelle che già operano a fianco dei giovani, sostenendole nel tempo e aiutandole a lavorare meglio insieme. Al centro c’è l’idea che nessuno possa risolvere il problema da solo, ma che sia necessario fare sistema, mettere in comune conoscenze, competenze, strumenti e visioni. Per coordinare tutto questo nascerà un tavolo permanente. Si tratta in particolare una cabina di regia condivisa, che avrà il compito di guidare, monitorare e aggiornare le azioni, valutandone l’impatto reale.

Il bando

Il bando ‘ZeroNeet – Reti di opportunità per l’inserimento occupazionale e le competenze’ ha come obiettivo il finanziamento di progettualità rivolte al contrasto del fenomeno NEET e si rivolge ai giovani tra i 15 e i 29 anni compiuti. Un aspetto fondamentale dell’iniziativa consiste nella promozione di reti territoriali stabili, che coinvolgono diversi stakeholder attivi a livello locale, con l’obiettivo di una presa in carico personalizzata rispetto alle esigenze dei giovani NEET tramite interventi integrati e coordinati. Il contributo massimo previsto per ciascun progetto può variare da 400.000 euro a 600.000 euro, in funzione dell’estensione del territorio interessato.

Laboratori e tirocini

Oltre ad azioni di intercettazione i progetti dovranno prevedere interventi di riattivazione e inserimento lavorativo, tra cui attività laboratoriali, percorsi formativi e tirocini extracurriculari. Prima dell’avvio della progettualità alle reti territoriali sarà garantito da Fondazione Cariplo un servizio di accompagnamento e sostegno metodologico finalizzato alla definizione delle progettazioni definitive.

Tironi: chi non lavora e non studia è risorsa che rischiamo di perdere

un momento dell'intervento dell'assessore Tironi al convegno di presentazione del piano straordinario di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo sui neet

“Questo piano straordinario – spiega l’assessore Tironi – nasce da una convinzione profonda e una mission che dal primo giorno del mio insediamento come assessore ho ben chiara. Ogni giovane che oggi non studia, non lavora e non si forma, è una risorsa che rischiamo di perdere. E questo non possiamo permettercelo. L’accordo tra Regione Lombardia e Fondazione Cariplo rappresenta una risposta concreta, coraggiosa e strutturale”.

Piano straordinario Regione Lombardia/Fondazione Cariplo sui neet a supporto dei giovani

“Non è solo un investimento – chiarisce – ma un impegno condiviso per stare accanto ai giovani che rischiano di restare ai margini. Vogliamo prevenire l’abbandono scolastico, riattivare chi è in difficoltà, rafforzare le reti territoriali e costruire insieme percorsi di crescita reali, sostenibili e su misura. L’obiettivo è restituire ai giovani lombardi non solo formazione e lavoro, ma una prospettiva di vita dignitosa, in cui possano riconoscersi e costruire il proprio futuro”.

Valorizzare il talento dei giovani

“Per questo – aggiunge – faccio un grande appello agli enti del terzo settore e ai nostri enti accreditati affinché ci sia una vera e larga condivisione per accogliere più ragazzi possibili. Il nostro obiettivo è accompagnare ogni giovane verso una strada che senta davvero sua e verso una piena realizzazione personale e professionale, facendo in modo che nessuno si senta abbandonato. Perché il futuro della Lombardia si gioca su quanto sapremo valorizzare il talento, le energie e i sogni delle nuove generazioni. Non possiamo permettere che un’intera generazione resti ai margini: dobbiamo costruire ponti e non lasciare indietro nessuno”.

Azzone (Fondazione Cariplo): tema importante, immaginiamolo in prospettiva

presidente fondazione Cariplo e assessore Tironi al convegno di presentazione del piano straordinario di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo sui neet“L’accordo con Regione Lombardia – chiarisce Giovanni Azzone, presidente della Fondazione Cariplo – mette al centro un tema importante di cui forse ancora non abbiamo piena consapevolezza. Ci sono 1,3 milioni di giovani che non studiano e non lavorano in Italia, 150.000 nella nostra regione. La collaborazione amplia quella avviata a febbraio con Intesa Sanpaolo. Abbiamo di fronte un grave problema già oggi, immaginiamolo in prospettiva”.

Insieme per il futuro dei ragazzi

“Questi ragazzi – continua – hanno un enorme potenziale, necessario per il nostro Paese. Hanno l’energia che serve alle nostre comunità, alle nostre aziende. Hanno desideri e voglia di dare il loro contributo, ma per diversi motivi oggi si trovano in una condizione inerme. Sono i nostri figli, il nostro futuro. Dobbiamo siglare alleanze tra istituzioni e aziende per costruire il futuro di questi giovani, delle loro famiglie e del nostro Paese. E dobbiamo fare un patto coi ragazzi, prendere la responsabilità nei loro confronti e ingaggiarli”.

Bonassi (Intesa Sanpaolo): fondamentale restituire fiducia

Bonassi (intesa sanpaolo) assessoreTironi e Azzone (fondazione cariplo) in un momento dell'intervento dell'assessore Tironi al convegno di presentazione del piano straordinario di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo sui neet

“Sosteniamo con convinzione questo progetto di Fondazione Cariplo – commenta Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo – a cui si aggiunge oggi Regione Lombardia. Serve restituire fiducia a chi è uscito dal mondo della formazione e del lavoro in modo che possa costruirsi un futuro e che sappia di essere una risorsa preziosa per la crescita del Paese”.

I dati sul fenomeno

In Italia, alla fine del 2024, oltre 1,3 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni si trovano in condizione di Neet, ovvero non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. Di questi, 150.000 vivono in Lombardia. L’Unione Europea monitora il fenomeno dal 2010, considerandolo un indicatore chiave del benessere e delle prospettive offerte ai giovani. Il tema si intreccia con un contesto demografico sempre più fragile: secondo Istat, nel 2070 in Lombardia ci saranno 800.000 persone in meno, mentre le imprese avranno bisogno di 710.000 nuovi lavoratori entro il 2028. Paradossalmente, proprio mentre cresce la domanda di competenze, un’intera generazione rischia di restare esclusa. Il costo economico dei Neet per l’Italia è stimato da Eurofound in oltre 24 miliardi di euro all’anno.

Il programma ZeroNeet

L’accordo tra Fondazione Cariplo e Regione Lombardia si inserisce all’interno della più ampia sfida ZeroNeet, un programma nato per contrastare in modo strutturale il fenomeno dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi. L’iniziativa si fonda su due pilastri essenziali. Da una parte, la costruzione di alleanze pubblico-private, capaci di mettere in campo risorse, competenze e responsabilità condivise; dall’altra, un’azione multilivello, che agisca sia laddove il problema è già evidente, sia in chiave preventiva e conoscitiva, per anticipare i rischi di esclusione.

Obiettivi

L’obiettivo è attivare 20.000 giovani NEET e contribuire al superamento del 9% di incidenza NEET entro il 2030, in linea con le indicazioni dell’Unione Europea. Fondazione Cariplo porta con sé un’esperienza significativa maturata negli ultimi anni con progetti come Neetwork, il Bando Doposcuola (QuBì), Green Jobs e numerosi programmi dedicati all’orientamento e al sostegno allo studio (Azionamenti, Tutoring Online Program). Da questi interventi è emersa con forza la necessità di azioni personalizzate, integrate e capaci di coinvolgere i giovani più fragili.

I tre filoni di ‘ZeroNeet’

ZeroNeet si articola lungo tre direzioni principali. La prima riguarda la prevenzione della dispersione scolastica, attraverso interventi mirati nelle scuole più esposte. La seconda interviene nel contrasto diretto alla condizione di NEET, promuovendo percorsi formativi professionalizzanti nei settori in cui il fabbisogno di manodopera è più forte e facilitando la costruzione di reti territoriali che sappiano intercettare e accompagnare i giovani più invisibili. Infine, il terzo asse è dedicato alla produzione e condivisione di conoscenza, per analizzare i dati, comprendere il fenomeno e orientare politiche più mirate e replicabili.

Replicare il progetto su scala nazionale

Le realizzazioni partiranno in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola con la prospettiva di essere scalata successivamente a livello nazionale. ZeroNeet rappresenta una delle tre sfide strategiche su cui Fondazione Cariplo investirà nei prossimi anni, accanto a due programmi di pari rilevanza e impegno economico: uno sul tema della disabilità e uno dedicato alla prima infanzia, ciascuno con una dotazione prevista di 20 milioni di euro.

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Progetto Rozzano, Picchi: sarà modello di rinascita sociale

10 juillet 2025 à 18:51

Il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, ha incontrato Mattia Ferretti, sindaco di Rozzano (Milano), insieme a Claudio Sgaraglia, prefetto di Milano, e Fabio Ciciliano, commissario straordinario del Governo. Al centro del confronto le progettualità e gli investimenti previste nell’ambito del ‘Progetto Rozzano – Eccellenza Lombarda‘.

Nel piano, frutto di un lavoro sinergico tra il Comune, Regione Lombardia, la Prefettura di Milano e il Governo, sono state individuate quattro aree di intervento prioritarie. Gli investimenti complessivi per Rozzano sono pari a 22 milioni di euro su infrastrutture, sport e giovani, sociale, scuola e formazione. A queste risorse si aggiungono ulteriori 5 milioni di euro stanziati attraverso il bilancio regionale 2025. Sono destinati alla riqualificazione dei servizi sanitari territoriali, tra cui Sert, consultorio e neuropsichiatria infantile.

rozzano investimentiProgetto Rozzano – Eccellenza lombarda

“Il Progetto Rozzano – ha detto il sottosegretario Picchi –  rappresenta un passo concreto per trasformare aree di maggiore attenzione sociale in eccellenza. Come Regione desideriamo giocare di squadra con il Comune e il Governo per trasformare una delle aree più fragili del nostro territorio attraverso la pratica sportiva e la formazione. Qui la presenza dei Neet – ragazzi che non studiano e non lavorano – è doppia rispetto al dato lombardo. Abbiamo un’amministrazione locale giovane, energica, estremamente proattiva e ricettiva. Con loro non è solo è un dovere istituzionale essere a servizio, ma un piacere poter lavorare insieme su progettualità così alte e sfidanti come il modello Rozzano”.

Picchi: per Rozzano investimenti e riqualificazioni importanti

“Al centro dell’intervento – ha precisato Picchi –  ci sono investimenti per la riqualificazione degli impianti sportivi esistenti, la creazione di nuovi spazi aggregativi e un piano educativo che coinvolga attivamente associazioni, scuole, enti locali e imprese. Rozzano sarà un modello lombardo di rinascita urbana e sociale. Dove lo sport non sarà più solo un’attività ricreativa, ma un presidio educativo, culturale e civile”.

“Le risorse assegnate a Rozzano con il piano straordinario di interventi strutturali approvati dal Consiglio dei Ministri – ha ricordato il prefetto Sgaraglia –  consentiranno di realizzare un’attenta ed efficace riqualificazione urbana. Per  migliorare le condizioni di vivibilità e di sicurezza di quell’area, già costantemente monitorata con continui servizi straordinari congiunti di controllo del territorio di alto impatto da parte delle forze di Polizia”.

Realtà simboliche del territorio

Le autorità hanno visitato una realtà simbolica della comunità, l’oratorio di don Luigi, e incontrato Daniele Scardina, l’ex pugile di Rozzano, per un confronto sulle diverse iniziative previste. Due realtà diverse ma complementari, che rappresentano strumenti fondamentali per contrastare fenomeni come quello dei Neet, particolarmente elevato nel territorio di Rozzano.

Sport e interventi per il sociale la leva del cambiamento a Rozzano

Formazione, sport e sociale – ha sottolineato il commissario Ciciliano – sono opportunità di crescita e cambiamento per i ragazzi di Rozzano. È questo l’obiettivo che ci siamo dati e il risultato che con determinazione intendiamo raggiungere. Un percorso che ci vedrà impegnati fianco a fianco. Struttura commissariale e amministrazioni locali, Regione Lombardia e realtà sociali del territorio. Perché il cambiamento, se davvero vuole essere tale, deve necessariamente essere un’opera corale. La visita di giovedì 10 luglio e gli incontri svolti confermano la grande sinergia presente in questa squadra. Nei prossimi mesi  lavoreremo insieme per donare a Rozzano luoghi belli e sani convinti che la bellezza generi bellezza”.

Obiettivo:  città moderna, funzionale e attenta a qualità della vita

“Ringrazio il commissario Ciciliano – ha detto il sindaco Ferretti –  per la sua presenza e per l’attenzione concreta che ha voluto riservare alla nostra città. La sua partecipazione è un segnale importante di vicinanza istituzionale e di condivisione degli obiettivi strategici prefissati. Il progetto che presentiamo rappresenta un’opportunità unica. Non solo per riqualificare il tessuto urbano, ma per dare vita a un modello di sviluppo sostenibile, equo e realmente inclusivo. Capace cioè di rispondere alle esigenze attuali e future dei nostri cittadini. Con il supporto convinto del Governo e della Regione stiamo gettando le fondamenta per una città più moderna, funzionale e attenta alla qualità della vita. Una città in cui innovazione, partecipazione e coesione sociale siano pilastri fondamentali. Unendo le forze, riusciremo a trasformare questa visione in una realtà concreta e duratura”.

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‘Giovani Smart’, Picchi: 5,6 milioni per progetti di crescita

30 juin 2025 à 17:14

Sono oltre 5,6 i milioni di euro per valorizzare i giovani attraverso progetti che puntino a offrire opportunità di protagonismo, inserimento sociale ed espressione dei talenti. Lo prevede il bando ‘Giovani Smart – Supportiamo il Potenziale Giovanile‘ presentato lunedì 30 giugno a Palazzo Lombardia dal sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi. Promossa nell’ambito del piano ‘Generazione Lombardia 2.0‘, l’iniziativa è rivolta a ragazze e ragazzi tra i 15 e i 34 anni. Il bando mette a disposizione risorse consistenti per sostenere progetti che rafforzino i legami sociali, promuovano occasioni di crescita e contrastino le dipendenze e il disagio giovanile.

I presenti

Il ministro Santanchè e l'assessore Alessandro BeduschiAlla conferenza sono intervenuti Federico Romani, presidente del Consiglio Regionale, Daniela Santanchè, ministro del Turismo, e Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito. Presenti anche gli assessori regionali Francesca Caruso (Cultura), Paolo Franco (Casa e Housing sociale) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste). In video collegamento hanno portato il loro saluto Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito,  e Andrea Abodi, ministro dello Sport. Presenti rappresentanti di ANCI, CIP, CONI, oratori e diocesi lombarde.

L’incontro ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato e trasversale alle politiche giovanili, capace di coinvolgere le istituzioni, le comunità educanti e i territori in una strategia comune fondata sull’ascolto e sulla progettualità.

Picchi: misure concrete per nuove generazioni

L'intervento del sottosegretario Picchi“Giovani Smart – ha detto Picchi –  rappresenta una delle misure più significative che Regione Lombardia ha attivato per promuovere opportunità concrete per le nuove generazioni. È un bando che nasce per costruire legami e restituire fiducia: guardare ai giovani non come problema ma come opportunità, facendoli uscire da loro stessi e stimolandoli nell’essere protagonisti dei loro territori con attività di volontariato verso i più deboli, di ripristino di zone degradate e creazione di spazi di socialità e di promozione di stili di vita sani, con particolare attenzione al contrasto alle dipendenze e alla valorizzazione del talento”. Picchi ha aggiunto: “Le istituzioni hanno il dovere di offrire strumenti semplici, accessibili e capaci di generare impatto. Il bando Giovani Smart rafforza questo impegno, puntando su coprogettazione, protagonismo, prevenzione del disagio e valorizzazione delle energie migliori del nostro tessuto sociale”.

Giovani Smart, iniziative in salsa Lombardia

Francesca Caruso, Paola Frassinetti, Federica Picchi e Federico Romani“Anche il Consiglio regionale – ha ricordato il presidente Romani – ha approvato misure e progetti legati alla promozione giovanile e nel mondo del lavoro. Bando Giovani Smart continua l’azione politica regionale in quella sinergia tutta lombarda dove partecipano associazioni, singoli e istituzioni. Tutti insieme impegnati per confrontarsi su progetti innovativi e concreti come quello presentato”.

“Dobbiamo ripristinare una grande alleanza tra famiglia e scuola – ha detto il ministro Valditara – che sappia tornare a dire dei no, che dia regole. Con genitori che non si pongano sullo stesso piano di figli per recuperare benevolenza. Insieme a una scuola che sappia valorizzare talenti, dare entusiasmo ai giovani. Che  aspettano solo che qualcuno trasformi la loro voglia di vivere e crescere in progetti concreti. Insieme a tutto ciò servono luoghi di aggregazione che offrano occasioni per crescere insieme, tra coetanei”.

“Luoghi, disagio e talento sono  tre parole chiave che si declinano in questo bando per affrontare il complesso tema giovanile – ha detto il ministro Abodi -. Sono convinto che questo bando avrà il successo che si merita, attraverso la collaborazione istituzionale, e si collegherà a tutte le misure che insieme stiamo cercando di promuovere per dare un idea di futuro alle nuove generazioni”.

Santanchè: una regione dinamica e inclusiva

L'intervento del ministro Santanchè“Con questo bando diamo la visione di una regione dinamica e inclusiva – ha sottolineato il ministro Santanchè – dove anche il turismo gioca un ruolo fondamentale. L’Italia deve essere una nazione di qualità, che non è il lusso, ma un fattore che va declinato a livello di tutti i servizi. Questo bando valorizza talenti che possono essere ancora inespressi e contribuisce all’attivazione della promozione del nostro territorio attraverso lo spirito di identità e appartenenza e  farà dei nostri giovani i protagonisti per un futuro migliore. Stiamo loro vicini e diamo le possibilità che si meritano”.

“Questo bando ha molti punti di contatti con il nostro lavoro al Ministero – ha detto il sottosegretario Frassinetti – in raccordo con famiglia, mondo del volontariato. Puntiamo sulla parola rispetto, sullo sport e sul valore dell’impegno di chi è riuscito. La scuola si impegna a fornire le conoscenze, ma è importante puntare al connubio tra sport, educazione civica e inclusività. Ci mettiamo a disposizione di tutti i nostri ragazzi perché il mondo scolastico è molto attinente a questo bando. È qui che ai nostri giovani insegniamo a vivere, e a crescere con l’obiettivo di  creare una cittadinanza attiva degna di questo nome”.

Bando Giovani Smart Lombardia: candidature e scadenze

Il bando prevede il finanziamento di progetti in ambiti che spaziano dall’aggregazione alla cittadinanza attiva, dalla cultura allo sport, dalla mobilità internazionale alla prevenzione del disagio, con particolare attenzione ai giovani Neet. Le candidature possono essere presentate fino al 6 agosto 2025 attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi. La graduatoria uscirà a fine ottobre 2025.

 

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Nuova occupazione e competenze professionali con i Patti territoriali

28 novembre 2023 à 12:34

Per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e per colmare i gap produttivi di tutti quei settori che si trovano in difficoltà a reperire personale, la Giunta della Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Istruzione Formazione e Lavoro Simona Tironi, ha approvato lo stanziamento di 7,5 milioni a sostegno e tutela del mercato del lavoro. Attraverso i Patti territoriali per le competenze e per l’occupazione si potenziano le politiche attive e del sistema della formazione attraverso l’ascolto delle imprese, che stanno affrontando cambiamenti continui, dovuti anche alla transizione ecologica e digitale.

“Di fronte ad un mercato del lavoro in continua evoluzione ed innovazione abbiamo stanziato – specifica l’assessore Tironi – 7,5 milioni di euro per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro consentendo così alle figure professionali specializzate in cerca di nuova occupazione di tornare ad essere una leva per lo sviluppo competitivo delle imprese, anche per particolare nicchie produttive strategiche”.

“Un lavoro – rimarca l’assessore – che parte dal territorio e dalla collaborazione in un partenariato pubblico-privato tra associazioni di categoria, parti sociali, imprese, istituzioni pubbliche in iniziative di orientamento, formazione e ampliamento delle competenze dei lavoratori”.

Le competenze

In questo quadro, le competenze svolgono un ruolo chiave: disporre di competenze aggiornate costituisce un prerequisito indispensabile per il lavoratore, che così può trovare più facilmente lavoro, e per l’impresa, che senza lavoratori qualificati non è in grado di evolvere e sopravvivere in un mercato sempre più concorrenziale.

I 30 partenariati pubblico-privato

Sono 30 i partenariati pubblico-privato che hanno presentato i loro progetti per settore e/o filiera produttiva, per collaborare su criticità e opportunità occupazionali. Si tratta di 6 patti di portata regionale e 24 di portata provinciale.  Coinvolgono diversi settori produttivi, tra cui turismo, welfare, agroalimentare, edilizia, logistica, settore metalmeccanico, legno, formazione e tessile.

I settori coinvolti

giovaniA titolo di esempio, un patto a valenza regionale riguarda il settore delle costruzioni, che ha Ance come capofila.

Un settore che fatica a trovare giovani che vogliano investire il proprio futuro, nonostante sia tra i più coinvolti nella transizione ecologica e ambientale. Necessita quindi di un ripensamento dei processi produttivi e formativi che servono per sviluppate nuove competenze e professionalità.

Per la filiera del Welfare è emersa la necessità di servizi alla persona: educativi, assistenziali, sanitari, sociosanitari e di conciliazione vita-lavoro. Un patto, questo, a valenza regionale che vede come capofila Confcooperative, si propone di intervenire sulla mancata offerta di competenze disponibili, promuovendo l’attrattività delle professioni in questo ambito e l’interesse per l’imprenditorialità sociale, focalizzandosi sulle donne lavoratrici con carichi familiari, giovani neet, dispersione scolastica e lavoro mal retribuito.

Il settore del turismo, che ha visto una straordinaria espansione negli ultimi venti anni, è stato tra i più colpiti dalla pandemia, che ha portato a una flessione dei flussi turistici. Uno dei 6 patti dedicati al Turismo, vede la partecipazione di una molteplicità di imprese eterogenee (alberghi, servizi ricettivi, ristoranti, agenzie di viaggio, operatori turistici, trasporti, piattaforme digitali e altre attività commerciali e di servizi) volte tutte al rilancio del comparto.

Il cronoprogramma

La Prima fase (Manifestazione di interesse) si è conclusa a marzo 2023, con la ricezione e la presa d’atto di 30 Patti territoriali. Le 30 candidature hanno riguardato territori e ambiti eterogenei, a testimonianza della grande vitalità espressa dal territorio lombardo. La Seconda fase (Presentazione delle proposte progettuali di dettaglio da parte dei Patti) ha visto la creazione di tavoli di confronto tematici e l’approvazione da parte della Giunta regionale delle linee di attuazione.

Le risorse stanziate

Sono stati stanziati 7,5 milioni utilizzati dai partenariati per analizzare fabbisogno di competenze e di figure professionali. Serviranno anche ad avviare interventi formativi innovativi, in aggiunta rispetto alle misure esistenti. Ogni progetto presentato dal Partenariato deve prevedere un investimento totale non inferiore a 125.000 euro e non superiore a 375.000. Deve avere inoltre una durata temporale compresa tra i 6 ed i 18 mesi. Il finanziamento sarà fino all’80% da parte di Regione Lombardia.

bando nuova impresa attivitàLe linee di azione

Le linee di azione individuate sono:

A – Analisi fabbisogno di competenze figure professionali innovative, in evoluzione e/o comunque caratterizzate da fenomeni di difficoltà di reperimento nell’offerta di lavoro disponibile;

B – Formazione finalizzata ad accrescere le competenze rivolte a target di destinatari in cerca di occupazione o di reimpiego;

C – Orientamento e attività di comunicazione per settori e figure professionali caratterizzati da scarsa attrattività.

L’attuazione

La misura si attuerà attraverso un Avviso che sarà pubblicato nel mese di dicembre. Sarà fortemente orientata all’analisi del fabbisogno e al risultato occupazionale. I percorsi formativi presentati dovranno darsi anche un obiettivo occupazionale rispetto alle persone formate e realizzare almeno una percentuale del 40% di successi occupazionali.

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