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Competenze nel lavoro, pilastro fondamentale politiche attive

31 janvier 2025 à 13:44

Una giornata formativa all’Auditorium Testori per i Consulenti del lavoro di Milano con il convegno ‘La Certificazione delle competenze per l’occupabilità’,  appuntamento nel quale sono stati illustrati gli strumenti e i modelli applicativi in tema di formazione e tirocini.

All’incontro ha preso parte l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi.

Certificate le competenze nel mondo del lavoro

Competenze lavoro“La certificazione delle competenze nel nostro sistema di formazione in Regione Lombardia – ha affermato l’assessore – rappresenta, infatti, uno dei pilastri fondamentali delle nostre politiche attive al lavoro. Soprattutto in un mercato del lavoro che è in costante e in rapida evoluzione dettato da tantissime leve, come quella tecnologica”.

“La grande sfida che noi raccogliamo – ha proseguito Tironi – è la certificazione delle competenze dei nostri lavoratori. Devono essere, infatti, spendibili in un sistema sempre più competitivo.  Questo vuol dire essere al passo con i tempi, immaginare e capire, cioè, quali saranno le competenze richieste tra i prossimi 5-7 anni. Un patrimonio di conoscenze che le nostre aziende cercano proprio per misurarsi con le sfide globali. Queste competenze, oggi fanno i conti con le trasformazioni imposte dal digitale e, soprattutto, con l’intelligenza artificiale che deve essere vista come una grandissima opportunità”.

Sistema duale di formazione

“Nel nostro sistema duale di formazione – ha concluso Tironi – lavoriamo in sinergia con le aziende e con il mondo economico produttivo. E’ per questo che per noi oggi è un po’ più facile certificare quelle competenze che sono tanto ricercate dalle nostre aziende”.

Ai lavori hanno preso parte Potito Di Nunzio, il presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Milano, di Andrea Fortuna, presidente Ancl Regione Lombardia, Vincenzo Silvestri, presidente Fondazione consulenti per il lavoro e Rosario de Luca, presidente Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro.

 

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Innovazione, 7 milioni per rafforzare competenze nelle aziende

19 décembre 2024 à 13:40

Uno stanziamento di 7 milioni di euro per accrescere le competenze per la transizione industriale e la sostenibilità delle aziende. Il progetto ha due linee con il rafforzamento sia per gli imprenditori sia per i lavoratori.  Previsto anche l’inserimento di figure qualificate attraverso percorsi di apprendistato di alta formazione e ricerca.

Un piano di sviluppo quindi che presuppone la costruzione di relazioni costanti con il mondo della ricerca e ha sullo sfondo il grande obiettivo del trasferimento tecnologico.

‘Competenze&Innovazione’

Il bando ‘Competenze&Innovazione’  di Regione Lombardia ha reso concreto quanto era contenuto in una delibera approvata dalla Giunta regionale pochi mesi fa su proposta dell’assessore all’Università, Ricerca, Innovazione Alessandro Fermi.

L’agevolazione, a fondo perduto, è fino all’80% delle spese ammissibili e può arrivare fino a 50.000 euro per domanda. L’importo minimo delle proposte progettuali è di 10.000 euro.

 Per accrescere competenze aziende, 7 milioni di euro

di euro“Con questa misura – spiega  Fermi – intendiamo promuovere l’acquisizione di competenze complementari allo sviluppo degli investimenti in ricerca, innovazione, digitalizzazione. Quindi vogliamo orientare e riorientare i profili dei lavoratori, in particolare le fasce più giovani, verso le professionalità innovative richieste dal mercato del lavoro e favorire la crescita di nuove figure qualificate. Contestualmente,  desideriamo sostenere la formazione di nuovi imprenditori e la trasformazione delle competenze imprenditoriali verso nuovi modelli di impresa”.

Le domande

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese e gli imprenditori titolari di ditte individuali. La misura finanzierà progetti per il potenziamento delle competenze dell’impresa beneficiaria per sostenere la transizione digitale e/o ecologica. I progetti dovranno includere almeno uno degli ambiti tra digitale ed ecologico e potranno integrare azioni per il rafforzamento delle competenze trasversali, manageriali e strategiche complementari allo sviluppo degli investimenti in ricerca, innovazione e digitalizzazione.

Destinatari del progetto

I destinatari dei progetti di potenziamento sono il personale in forza alle imprese – dipendenti, collaboratori amministratori, titolari e soci, gli imprenditori individuali coinvolti – e, per la seconda linea finanziata dal bando, i giovani tra i 18 ed i 29 anni assunti con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, coinvolti nell’implementazione della strategia aziendale di transizione digitale ed ecologica.

Formazione e servizi

Erogatori della formazione e dei servizi possono essere: Università; Società consortili che rilasciano titoli di studio universitari; organismi di ricerca iscritti all’Anagrafe nazionale delle ricerche; Istituti tecnologici superiori (Its Academy); enti e società di formazione accreditati con i sistemi regionali per la formazione professionale.

In questo elenco sono inclusi anche gli enti di formazione in possesso di certificazione ISO 9001 EA37, operanti nel settore da almeno 5 anni;  incubatori di impresa iscritti alla sezione speciale del registro delle imprese; competence centers; centri di trasferimento tecnologico; digital innovation hub e poli europei di innovazione digitale (European digital innovation hubs). Completano il quadro dei beneficiari le Fondazioni universitarie, gli Innovation manager certificati UNI 11814:2021 e gli esperti innovazione tecnologica accreditati.

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Formazione, Fontana: creiamo contesto attrattivo per trattenere i talenti

Par : Fabio Benati
26 février 2024 à 14:37

Nell’anno europeo delle competenze Regione Lombardia ha promosso una giornata di presentazione delle esperienze e di illustrazione delle proposte di lavoro innovative dedicate a questo tema.

In particolare, il dialogo e il confronto tra Istituzioni, associazioni di categoria, imprese, università e mondo della ricerca e dell’istruzione ha come obiettivo l’individuazione delle competenze necessarie per fronteggiare le trasformazioni dettate dal mutamento del mondo lavoro. Il tutto con l’obiettivo di rispondere alle esigenze delle imprese e creare attrattività per i territori.

In questo quadro, il momento di lavoro ha analizzato gli strumenti utili per certificare le competenze, l’importanza delle competenze avanzate legate anche all’uso dell‘intelligenza artificiale, e quelle sulla sostenibilità che dovranno avere un ruolo trasversale.

Fontana: valorizzare apporto di imprese e partner sociali e locali

Attilio Fontana“Le risorse comunitarie – ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – per sortire efficacia di intervento e virtuosa capacità di generare valore, necessitano di un territorio capace di declinare le scelte in maniera responsabile. Occorre valorizzare l’apporto delle imprese e dei partner sociali e locali per individuare i fabbisogni”.

“La chiave vincente, che è nel DNA di Regione Lombardia – ha continuato – risiede nella logica di condivisione di questa responsabilità a tutti i livelli, verticale e orizzontale, e stabilendo ordini di priorità”.

Superare il mismatch

“Diventa per noi doveroso – ha aggiunto – ragionare su formazione continua, mismatch fra domanda e offerta di forza lavoro qualificata e programmazione all’altezza delle aspettative imprenditoriali. Dobbiamo quindi andare oltre l’approccio di voler contrastare la fuga dei cervelli ‘trattenendo’ i giovani. Bisogna programmare, invece, un contesto che sia attrattivo di talenti e competenze anche acquisite altrove”.

Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, Adelina Dos Reis Capo Unità DG EMPL Commissione Europea, Santo Darko Grillo direttore generale INAPP e Coordinatore nazionale dell’anno europeo delle competenze. Erano presenti inoltre Mario Mezzanzanica direttore Dipartimento di Statistica dell’Università Bicocca e Francesco Baroni presidente Assolavoro, Lorenzo Maternini vicepresidente Talent Garden.

Transizione, sfida e opportunità

“La Lombardia – ha affermato l’assessore regionale all’Istruzione Formazione e Lavoro Simona Tironi – come molte altre Regioni europee, si trova di fronte a una serie di sfide senza precedenti. La transizione verso un’economia più sostenibile, digitale e inclusiva richiede un impegno congiunto da parte di tutti gli attori della società. Deve coinvolgere istituzioni, imprese, istruzione e formazione e cittadini”.

“Affinché questa transizione sia un’opportunità per tutti – ha detto ancora l’assessore – è fondamentale investire nelle persone, nella formazione e nello sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le sfide del futuro”.

I pilastri della strategia regionale

“Formazione, valorizzazione delle competenze e aggiornamento professionale – ha spiegato Tironi – sono i pilastri della strategia regionale. Una visione che ha l’obiettivo di realizzare percorsi di formazione professionalizzante e politiche attive sempre più capaci di rispondere ai fenomeni di mismatch. Per questo Regione Lombardia ha attivato azioni che permettono di intercettare i soggetti inattivi e di realizzare misure volte all’orientamento e accompagnamento al lavoro”.

Difendere il modello lombardo di formazione e lavoro

“Siamo a metà del periodo di programmazione 2021-2027 – ha evidenziato Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee – ed è proprio quest’ anno che si comincia a discutere il futuro delle politiche di coesione. Purtroppo, in Europa tira un’aria di ricentralizzazione delle risorse sulle politiche gestite dagli Stati nazionali e non su quelle gestite dalle regioni e dai territori. Realtà quali invece sono le politiche di coesione, tra cui il Fondo Sociale Europeo, che è uno dei pilastri”.

Difesa delle risorse

“La Lombardia è dunque impegnata per difendere queste risorse. Ricordo che – ha chiarito – siamo passati da 2 miliardi a 3,5 miliardi in sette anni per le politiche di coesione. Ciò è importante anche per difendere il modello lombardo di formazione e lavoro. Che si basa sul principio di sussidiarietà. Grazie a questo approccio sono nate tante realtà in questi anni che hanno fornito un servizio concreto. Ciò è avvenuto grazie a politiche attive davvero efficaci e con la possibilità di riqualificare i percorsi professionali di molte persone. Cittadine e cittadini che hanno potuto usufruire dei nostri percorsi di formazione, finanziati in parte con il Fondo Sociale Europeo”.

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Nuova occupazione e competenze professionali con i Patti territoriali

28 novembre 2023 à 12:34

Per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e per colmare i gap produttivi di tutti quei settori che si trovano in difficoltà a reperire personale, la Giunta della Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Istruzione Formazione e Lavoro Simona Tironi, ha approvato lo stanziamento di 7,5 milioni a sostegno e tutela del mercato del lavoro. Attraverso i Patti territoriali per le competenze e per l’occupazione si potenziano le politiche attive e del sistema della formazione attraverso l’ascolto delle imprese, che stanno affrontando cambiamenti continui, dovuti anche alla transizione ecologica e digitale.

“Di fronte ad un mercato del lavoro in continua evoluzione ed innovazione abbiamo stanziato – specifica l’assessore Tironi – 7,5 milioni di euro per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro consentendo così alle figure professionali specializzate in cerca di nuova occupazione di tornare ad essere una leva per lo sviluppo competitivo delle imprese, anche per particolare nicchie produttive strategiche”.

“Un lavoro – rimarca l’assessore – che parte dal territorio e dalla collaborazione in un partenariato pubblico-privato tra associazioni di categoria, parti sociali, imprese, istituzioni pubbliche in iniziative di orientamento, formazione e ampliamento delle competenze dei lavoratori”.

Le competenze

In questo quadro, le competenze svolgono un ruolo chiave: disporre di competenze aggiornate costituisce un prerequisito indispensabile per il lavoratore, che così può trovare più facilmente lavoro, e per l’impresa, che senza lavoratori qualificati non è in grado di evolvere e sopravvivere in un mercato sempre più concorrenziale.

I 30 partenariati pubblico-privato

Sono 30 i partenariati pubblico-privato che hanno presentato i loro progetti per settore e/o filiera produttiva, per collaborare su criticità e opportunità occupazionali. Si tratta di 6 patti di portata regionale e 24 di portata provinciale.  Coinvolgono diversi settori produttivi, tra cui turismo, welfare, agroalimentare, edilizia, logistica, settore metalmeccanico, legno, formazione e tessile.

I settori coinvolti

giovaniA titolo di esempio, un patto a valenza regionale riguarda il settore delle costruzioni, che ha Ance come capofila.

Un settore che fatica a trovare giovani che vogliano investire il proprio futuro, nonostante sia tra i più coinvolti nella transizione ecologica e ambientale. Necessita quindi di un ripensamento dei processi produttivi e formativi che servono per sviluppate nuove competenze e professionalità.

Per la filiera del Welfare è emersa la necessità di servizi alla persona: educativi, assistenziali, sanitari, sociosanitari e di conciliazione vita-lavoro. Un patto, questo, a valenza regionale che vede come capofila Confcooperative, si propone di intervenire sulla mancata offerta di competenze disponibili, promuovendo l’attrattività delle professioni in questo ambito e l’interesse per l’imprenditorialità sociale, focalizzandosi sulle donne lavoratrici con carichi familiari, giovani neet, dispersione scolastica e lavoro mal retribuito.

Il settore del turismo, che ha visto una straordinaria espansione negli ultimi venti anni, è stato tra i più colpiti dalla pandemia, che ha portato a una flessione dei flussi turistici. Uno dei 6 patti dedicati al Turismo, vede la partecipazione di una molteplicità di imprese eterogenee (alberghi, servizi ricettivi, ristoranti, agenzie di viaggio, operatori turistici, trasporti, piattaforme digitali e altre attività commerciali e di servizi) volte tutte al rilancio del comparto.

Il cronoprogramma

La Prima fase (Manifestazione di interesse) si è conclusa a marzo 2023, con la ricezione e la presa d’atto di 30 Patti territoriali. Le 30 candidature hanno riguardato territori e ambiti eterogenei, a testimonianza della grande vitalità espressa dal territorio lombardo. La Seconda fase (Presentazione delle proposte progettuali di dettaglio da parte dei Patti) ha visto la creazione di tavoli di confronto tematici e l’approvazione da parte della Giunta regionale delle linee di attuazione.

Le risorse stanziate

Sono stati stanziati 7,5 milioni utilizzati dai partenariati per analizzare fabbisogno di competenze e di figure professionali. Serviranno anche ad avviare interventi formativi innovativi, in aggiunta rispetto alle misure esistenti. Ogni progetto presentato dal Partenariato deve prevedere un investimento totale non inferiore a 125.000 euro e non superiore a 375.000. Deve avere inoltre una durata temporale compresa tra i 6 ed i 18 mesi. Il finanziamento sarà fino all’80% da parte di Regione Lombardia.

bando nuova impresa attivitàLe linee di azione

Le linee di azione individuate sono:

A – Analisi fabbisogno di competenze figure professionali innovative, in evoluzione e/o comunque caratterizzate da fenomeni di difficoltà di reperimento nell’offerta di lavoro disponibile;

B – Formazione finalizzata ad accrescere le competenze rivolte a target di destinatari in cerca di occupazione o di reimpiego;

C – Orientamento e attività di comunicazione per settori e figure professionali caratterizzati da scarsa attrattività.

L’attuazione

La misura si attuerà attraverso un Avviso che sarà pubblicato nel mese di dicembre. Sarà fortemente orientata all’analisi del fabbisogno e al risultato occupazionale. I percorsi formativi presentati dovranno darsi anche un obiettivo occupazionale rispetto alle persone formate e realizzare almeno una percentuale del 40% di successi occupazionali.

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