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Dazi, Guidesi: pesantissime ricadute per le imprese lombarde

3 avril 2025 à 11:37

“È caduta la speranza che i dazi annunciati a suo tempo dall’amministrazione Usa, che coinvolgono naturalmente anche le imprese lombarde,  non diventassero realtà anche grazie ai tavoli di negoziazione che erano in corso. Le nuove tasse sui prodotti Ue ufficializzate nella serata di lunedì 2 aprile 2025 avranno pesantissime ricadute negative dal punto di vista economico per le nostre imprese e per le nostre filiere”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, a Bruxelles, al Parlamento europeo, a margine di un intervento sul tema automotive nell’ambito del Comitato delle Regioni.

Dazi per le imprese, coinvolte anche le lombarde

L’assessore Guidesi è intervenuto al Parlamento europeo sugli effetti dei dazi imposti dall’amministrazione Usa per le imprese lombarde“Ora – ha proseguito Guidesi – prima che la bilancia commerciale sia stravolta con pesanti conseguenze geopolitiche, auspico che i negoziati con gli Usa da parte della Commissione europea e del Governo italiano possano ripartire con maggiore concretezza, dopo un’immediata e doverosa risposta da parte europea. Sono convinto che le guerre commerciali non convengano a nessuno e sono convinto che solo un patto atlantico per un mercato atlantico regolato possano aiutare gli interessi sia europei sia statunitensi. Speriamo che la ragione prevalga”.

(in evidenza foto Ansa)

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Agricoltura. Beduschi a Bruxelles: alt decisioni dall’alto, Regioni contino

Par : redazione
26 octobre 2023 à 15:46

L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombarda, Alessandro Beduschi, ha partecipato a Bruxelles all’audizione del Comitato delle Regioni, in cui si è discusso del futuro della PAC-Politica Agricola Comunitaria.

“Un incontro – commenta Beduschi – nel quale è emersa con forza la necessità di tornare a far pesare le regioni nei processi decisionali. Troppe sono le differenze tra le agricolture dei territori perché tutto si decida in Europa, con evidenti storture burocratiche e imposizioni calate dall’alto senza condivisione, che sembrano fatte apposta per penalizzare sistemi competitivi come quello lombardo”.

Beduschi a Bruxelles al Comitato delle Regioni

riunione

Nel corso dell’audizione, l’assessore Beduschi ha consegnato al presidente della Commissione Agricoltura, Norbert Lins, un documento con i dossier ritenuti più urgenti per l’agricoltura lombarda.

“Contestiamo duramente – ribadisce l’assessore Beduschi – soprattutto due provvedimenti della nuova PAC, la cosiddetta condizionalità rafforzata, che consideriamo un colpo al cuore per la Lombardia. La misura BCAA 7, con l’obbligo alla rotazione dei seminativi, obbligherebbe la coltivazione del mais in Pianura Padana solo ad anni alterni. In questo modo si colpiscono al cuore le più importanti produzioni DOP italiane. Come Grano Padano, Parmigiano Reggiano, Prosciutto San Daniele e di Parma che proprio in Lombardia hanno il loro distretto zootecnico più importante”.

Norma incomprensibile

Beduschi

“Una norma – prosegue Beduschi – che riteniamo assolutamente incomprensibile anche dal punto di vista ambientale. Questo perché costringerebbe i nostri allevamenti a importare mangimi dall’estero invece di utilizzare il loro mais. Abbiamo proposto alternative credibili sia dal punto di vista agronomico che ambientale. Come, a esempio, l’utilizzo delle cosiddette cover crops e colture da sovescio che portano indubbi benefici al terreno senza costringere a bloccare la semina annuale di mais e grano. Inoltre, crediamo che alla scienza non si possa rispondere con la filosofia”.

Nel mirino anche la misura BCAA 8

Nel dossier lombardo, si contesta duramente anche la misura BCAA 8, che obbliga gli agricoltori a mantenere non produttiva una percentuale di almeno il 4% della superficie agricola aziendale.

“Un’altra follia – dice Beduschi – che in Lombardia costerebbe 26 milioni di euro all’anno di mancati ricavi. E che chiediamo sia, se non del tutto annullata, almeno dimezzata”.

“La sensazione – conclude Beduschi – è che sempre più Paesi, come la Spagna, la Polonia e in parte anche la Germania, condividano la necessità di cambiare rotta. Le regioni e gli agricoltori devono poter essere padroni del loro destino e non possono andare in Europa solo per difendersi”.

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