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Visitare il borgo di Alberobello in un giorno: le tappe imperdibili

20 mai 2024 à 17:30

Esistono luoghi intrisi di fascino che raccontano storie di un passato antico in cui la vita scorreva lenta ed erano le cose semplici ad avere la massima importanza. Piccoli scrigni di bellezza davanti ai quali meravigliarsi almeno una volta nella vita. Uno di questi luoghi meravigliosi è la cittadina conosciuta come la “Capitale dei trulli”: Alberobello.

È uno dei borghi della Puglia più caratteristici e che vale assolutamente la pena visitare se si decide di organizzare un viaggio in questa meravigliosa regione italiana. L’unicità architettonica e l’importanza storica di Alberobello sono state riconosciute dall’Unesco, che le ha conferito il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dal 1996. Ma non è tutto, perché sono numerosi gli elogi a questo angolo di terra pugliese dove le case creano uno scenario unico nel suo genere: il Touring Club Italiano gli ha conferito più volte la Bandiera arancione, un marchio di qualità turistico-ambientale importante, mentre l’ANCI l’ha riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia.

Ecco tutto quello che dovresti vedere in una giornata ad Alberobello: i rioni storici, i trulli tradizionali, i musei e le viste spettacolari sul paesaggio.

La storia di Alberobello

I muri candidi sormontati dai tetti conici con pietre a secco sono il simbolo di Alberobello: i trulli. Un tipo di costruzione tradizionale della Puglia centro-meridionale e in particolare nella Valle d’Itria, dove si trova una concentrazione maggiore. Rappresentano il perfezionamento delle preistoriche thòlos, presenti nelle varie zone dell’Italia, ma i trulli si distinguono da esse per la loro continuità d’uso.

I trulli più antichi di Alberobello risalgono al XIV secolo. È proprio in quel periodo che questa terra all’inizio disabitata fu assegnata al primo conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona, che decise di introdurre dal feudo di Noci una quarantina di famiglie di contadini. Con il passare del tempo sorsero nella zona degli insediamenti rurali che, accorpandosi poco a poco formarono dei veri e propri villaggi soprannominati in seguito Aia Piccola e Monti.

Per evitare di pagare le tasse sui nuovi insediamenti al Regno di Napoli, ai nuovi coloni venne imposta la costruzione di muri a secco, senza malta, di modo che potessero essere facilmente smantellate. Tuttavia, l’uso di questa particolare tecnica edilizia era anche dovuto all’abbondanza di pietra calcarea e carsica in quelle zone, che venivano utilizzate per le costruzioni.

Cosa vedere ad Alberobello

Per visitare i trulli di Alberobello, dovrete perdervi tra le sue viuzze caratteristiche, estese tra i trulli e le costruzioni che rendono questo borgo un gioiello di rara bellezza. Lasciate l’auto in uno dei parcheggi appena fuori dal centro storico e partite per una giornata alla scoperta di Alberobello. Il percorso inizia esplorando tutto quello che merita di essere visitato nei due principali rioni di questa fiabesca cittadina pugliese: Rione Monti e Rione Aia Piccola.

Rione Monti

Partite da una delle perle riconosciute dell’Unesco: il Rione Monti. Il distretto più famoso ed esteso è composto da ben 1030 trulli, allineati lungo i margini di otto stradine irregolari che procedono verso la sommità del colle, sulla cima del quale spicca la chiesa di Sant’Antonio da Padova, anch’essa a forma di trullo.

Qui sorgono trulli di ogni tipo, i più conosciuti dei quali sono i Trulli Siamesi, uniti sulla sommità ma con ingressi che aprono su due strade diverse. Un tempo collegati da una porta esterna, si racconta che furono separati a seguito di una faida tra due fratelli, innamorati della stessa fanciulla. Molti dei trulli di questa zona ospitano negozietti e botteghe di artigianato locale nei quali fare shopping acquistando souvenir di legno, pietra o cuoio, oppure sfiziosi alimenti tipici della regione, come i celebri taralli pugliesi.

Per ammirare il Rione Monti dall’alto e godere di un panorama spettacolare potete raggiungere Alberobello centro, in piazza Gian Girolamo D’Acquaviva D’Aragona. Qui si trova la terrazza-tetto Belvedere o Terrazza della chiesa di Santa Lucia, resa pubblica ai visitatori a partire dagli anni ’90: si apre così davanti agli occhi una vista meravigliosa sui trulli più antichi e caratteristici, e su quei misteriosi simboli bianchi che compaiono su alcuni dei loro tetti in pietra.

Rione Aia Piccola

Dopo l’immersione nella zona più celebre di Alberobello, potete recarvi nel Rione Aia Piccola, a breve distanza dal Rione Monti e poco più a nord: è più piccolo e totalmente residenziale e questo lo rende ancor più autentico e prezioso. Qui la vita scorre lenta e nelle viuzze si diffondono i profumi inconfondibili dei piatti tradizionali pugliesi. Si tratta di una zona che comprende 400 trulli, perfetta per immergersi nell’atmosfera del vecchio borgo medievale visto che, rispetto alle altre zone della città, è l’unica a non essere invasa dalle attività commerciali.

Musei e altri punti d’interesse da visitare in un giorno ad Alberobello

Poco distante, tra Aia Piccola e piazza del Popolo, sorge Casa Pezzolla, un complesso architettonico unico nel suo genere affacciato a Piazza XXVII Maggio, composto da 15 trulli comunicanti tra loro. Oggi è la sede del Museo del Territorio, ideale per chi vuole conoscere la cultura locale scoprendo le attività produttive principali della zona e ammirando gli arredamenti tipici di un trullo dell’epoca contadina. Poco distante da questa piazzetta è ancora visibile un antico magazzino in cui venivano raccolte anticamente le decime e nel quale oggi sono presenti alcuni locali commerciali.

Tra un rione e l’altro è d’obbligo una sosta in uno dei ristoranti-trullo della città, per assaggiare le delizie locali, come le orecchiette alle cime di rapa, e gustare i prodotti tipici della zona, come l’olio extravergine d’oliva.

Poco distante da questa zona di Alberobello, non lasciatevi scappare il Trullo Sovrano, l’unica struttura conica a due piani della cittadina. Con un’enorme facciata, questo trullo è oggi una casa-museo con ingresso a pagamento (2 euro): la visita, che permette di esplorare la struttura tipica dei trulli dall’interno, comprende le sale arredate con mobilio tipico del Novecento e il giardino mediterraneo.

Ultima, ma non per importanza, merita una visita Casa D’Amore, la prima struttura “stabile” costruita da quando Alberobello è stata riconosciuta come città da parte di Ferdinando IV re di Napoli. Prima di allora, infatti, era permesso realizzare edifici esclusivamente in pietra a secco, senza l’uso di malta. Casa D’Amore risale al 1797 ed è il simbolo del passaggio di Alberobello da borgo a cittadina riconosciuta.

Un’oasi verde a due passi dal centro storico

A sud del centro abitato di Alberobello, potrete immergervi nell’oasi naturale del Bosco Selva, perfetto per una pausa rilassante a contatto con la natura. Con un’estensione di 40 ettari, è possibile passeggiare tra i numerosi sentieri che lo attraversano ammirando i numerosi esemplari di flora locale. Il parco ha un’area attrezzata per i bambini, oltre a panchine e tavoli per piacevoli picnic: il luogo perfetto per ripararsi dalla calura estiva e rigenerarsi per poi proseguire alla scoperta delle attrazioni più sorprendenti della “Capitale dei trulli”.

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

Cosa sono i simboli esoterici sui trulli di Alberobello

19 avril 2024 à 16:15

Terra di tradizioni, cultura e bellezza: la Puglia è una regione tutta da scoprire in cui la natura convive con ciò che ha creato la mano dell’uomo in un disegno perfetto, fatto di un mix di colori e fascino difficile da dimenticare.

E di luoghi da sogno, come Alberobello che con i suoi trulli è meta amatissima dei viaggiatori di tutto il mondo. Fotografi, immortalati, osservati, sono dotati anche di un alone di mistero: li avete notati i simboli esoterici sui trulli di Alberobello? Si possono trovare sui tetti di questi particolarissimi edifici e la loro origine è davvero antica.

I simboli esoterici sui trulli di Alberobello

A camminare per la strada sembra di essere entrati in un altro mondo: case bianche, dalle forme insolite, che sembrano quasi brillare sotto la luce del sole.

Sono i trulli, edifici di forma conica che si trovano in Puglia nella parte centrale e più a sud della regione. In genere composti da un unico vano, di pianta circolare, si possono trovare anche più grandi, con l’aggiunta di altri simili vani simili accanto a quello principale. Mura spesse e poche aperture verso l’esterno, sono altri due dettaglii molto rappresentativi di queste costruzioni che restano calde in inverno e fresche d’estate.

Sulla cima si trova un pinnacolo che ha dato vita a diverse teorie: alcune ritengono possa essere una sorta di firma della famiglia, altre un segno indentificativo di chi aveva costruito il trullo. Tra le altre ipotesi quella magica: che fossero composti da simboli che potevano essere collegati al culto del sole.

A un occhio attento, però, non possono sfuggire anche i simboli esoterici che si possono vedere sui tetti, sulla loro parte frontale: sono bianchi, dipinti con la calce, e spiccano sulle pietre incastrate tra loro fino a formare il cono.

Pare che si tratti di simboli magici e propiziatori, che fanno parte del culto pagano, di quello cristiano oppure che possono avere derivazioni anche diverse.  Ad esempio, quelli che ricordano dei dischi potrebbero essere collegati a culti del passato, come quello legato al sole, quelli – invece – che presentano delle croci potrebbero essere legati alla religione cristiana.

Pare che siano circa 200 e che siano molto diversi uno dall’altro. Potrebbe essere divertente girare per Alberobello e andare alla scoperta di quelli più particolari e interessanti. Sono stati classificati in diverse tipologie: primitivi, cristiani, pagani, magici e grotteschi.

I simboli primitivi sui trulli

Linee, punti, cerchi e triangoli: sono questi alcuni dei segni di tipo primitivo che si possono osservare sui tetti dei trulli di Alberobello. In genere le linee si presentano a gruppi di tre o sette e possono essere dritte o curve. Si tratta di quelli il cui significato è più complesso da decifrare.

I simboli cristiani

Ci sono anche alcuni disegni che sembrano rifarsi alla tradizione cristiana. Ad esempio, il sole, che si può tradurre con Cristo, un cuore trafitto che vuole ricordare Maria, ma anche le iniziali dei santi patroni. La luna, invece, starebbe a indicare l’uomo.  Pare che questa tipologia di disegni sia la più numerosa tra quelle che si possono vedere sui tetti di Alberobello.

I simboli pagani

Aquile, oppure la testa di animali come cavallo o cane e, ancora, il serpente: tutti questi segni dipinti fanno parte dei simboli pagani, che possono essere direttamente collegati ai culti del passato più remoto e in particolare a quelli degli antichi romani. Qualche esempio del loro significato? Il gallo significa vigilanza, mentre il cavallo il lavoro. Il serpente, infine, starebbe a indicare accortezza.

I simboli magici

Tutto quello che riguarda astrologia, pianeti, e segni zodiacali rientra nella simbologia magica visibile su alcuni dei tetti dei tanti trulli di Alberobello. Tra i disegni, ad esempio, si può anche scorgere un tridente in questo caso simbolo della trinità, oppure Toro o Gemelli per la fortuna: pare infatti che, insieme a Cancro, Leone e Bilancia, siano come dei veri e propri simboli per portare buona sorte.

I simboli grotteschi

Particolarissimi, infine, sono i simboli che vengono definiti grotteschi. Questi non hanno un significato religioso, magico o propiziatorio ma sono semplicemente l’elemento identificativo scelto dal proprietario dell’edificio per raccontare di sè. Ci possono essere tetti con le iniziali o altri in cui è stato dipinto il mestiere specifico, altri ancora con disegni legati all’agricoltura come rami d’ulivo o grappoli d’uva.

Alberobello, il fascino dei trulli simbolo della città

I trulli non sono solo simbolo della città di Alberobello ma sono uno degli elementi identificativi della Puglia. Lo sono almeno tanto quanto le spiegge da sogno, la natura che regala scorci mozzafiato e alcuni bellissimi centri abitati che sono vere e proprie perle preziose da inserire in un itinerario di viaggio alla scoperta di questa regione.

Per il loro fascino, per la storia che racchiudo e per quel pizzico di magia e mistero che emanano, non stupisce, quindi, che i trulli siano stati dichiarati patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1996.

Su questi particolarissimi edifici dal grande fascino sono stati portati avanti molti studi nel corso del tempo e vale la pena approfondirne la storia in occasione di una visita in questo luogo fantastico della Puglia.

Se si ha in programma una vacanza alla scoperta della Puglia, la tappa ad Alberobello è immancabile: la si può visitare di giorno, ma anche di notte regala un fascino senza tempo e un colpo d’occhio speciale, da conservare tra i ricordi più belli.

Tra gli edifici da vedere assolutamente non può mancare una tappa alla casa-museo del Trullo Sovrano, unico in tutta la città a svilupparsi su due piani, oppure al Rione Monti dove di possono ammirare circa 1000 coni. Nel Rione Aia Piccola ci sono circa 400 trulli abitati. Pare che nei due rioni ci sia un totale di circa 1500 edifici di questo tipo, il sito Unesco sottolinea che la massima concetrazione di trulli meglio conservati si trova proprio qui.

Passeggiare per Alberobello significa colmare gli occhi di meraviglia, ma anche di vivere un’esperienza che sembra essere senza tempo: tra case bianche, tetti che si stagliano nell’azzurro del cielo, storia e misteri. Un luogo fantastico e indimenticabile.

Ad Alberobello si può vivere l’esperienza magica di dormire in un trullo

16 octobre 2023 à 12:26

Immerso nella Valle d’Itria c’è un borgo diventato famoso in tutto il mondo per le sue caratteristiche case in pietra con il tetto a cono grigio, note come ‘trulli’, entrate a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1996. Situato a una cinquantina di chilometri da Bari, Alberobello è senza dubbio uno dei luoghi più fiabeschi della Puglia. Se desiderate immergervi totalmente in questo sogno a occhi aperti, c’è un’esperienza da fare assolutamente, che vi catapulterà in un tempo sospeso, facendovi scoprire più da vicino tali incredibili architetture: dormire in un trullo.

Alla scoperta dei trulli, Patrimonio dell’Umanità

Tipiche abitazioni in pietra calcarea di Alberobello, i trulli sono esempi straordinari di edilizia in pietra a secco a lastre, una tecnica risalente all’epoca preistorica e tuttora utilizzata in questa regione. Sebbene queste costruzioni rurali siano sparse per tutta la Valle d’Itria, la massima concentrazione di esemplari meglio conservati si trova proprio in questa cittadina, che vanta più di 1500 strutture nei rioni Monti e Aia Piccola.

Ma come sono fatti i trulli? Guardandoli più da vicino, scopriamo che sono delle tradizionali capanne in pietra a secco con il tetto conico, che presenta un rivestimento interno a volta in pietre di forma conica, culminante in chiave di volta, e un cono esterno impermeabile costituito da lastre di pietra calcarea, note come chianche o chiancarelle. I muri imbiancati sono edificati direttamente sulle fondamenta in pietra calcarea e realizzati con la tecnica della muratura a secco, senza malta o cemento. Su di essi si apre una porta e piccole finestre, mentre nelle spesse mura sono incastonati un focolare interno e delle alcove.

In passato, i trulli venivano utilizzati principalmente come ripari temporanei o come abitazioni permanenti dai piccoli proprietari terrieri o lavoratori agricoli. Erano costruiti in pietra calcarea, estratta durante gli scavi per la realizzazione di cisterne sotterranee, o raccolta nella campagna e da affioramenti rocciosi circostanti.

Un’altra particolarità che si può scorgere spesso sui tetti di queste costruzioni sono le iscrizioni in cenere bianca dal significato mitologico o religioso, e un pinnacolo decorativo in cima, la cui funzione era quella di scacciare le influenze maligne o la sfortuna.

Alberobello trulli
Fonte: iStock
Le iscrizioni in cenere bianca dal significato mitologico o religioso, visibili sui tetti di alcuni trulli

Alberobello ieri e oggi

Intorno al 1000 a.C, l’area della attuale Alberobello era cosparsa di insediamenti rurali, che in seguito si svilupparono fino a formare gli attuali rioni di Aia Piccola e Monti. Le origini storiche di Alberobello risalgono alla fine del XV secolo. La tradizione vuole che i Conti di Acquaviva decisero di attirare coloni nel loro territorio offrendo immunità a quanti vi si sarebbero stabiliti, obbligandoli a costruire le loro case a secco, per eludere i controlli e le tasse reali.

Nel 1797, verso la fine del dominio feudale, venne adottato il nome di Alberobello, e Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli, conferì alla località il titolo di città regia. Dopo quel periodo, l’edificazione di nuovi trulli cadde in declino. Tra il 1909 e il 1936, alcune parti della cittadina furono designate come monumenti protetti del patrimonio culturale.

Alberobello è oggi l’unico centro abitato nel quale è presente un intero quartiere di trulli. Per questo motivo, viene considerata ‘capitale culturale dei trulli della Murgia’.

Dormire in un trullo, un’esperienza magica

Un soggiorno ad Alberobello è un’esperienza davvero emozionante, che permette di immergersi ancora di più nella storia di questo gioiello della Puglia, davvero unico al mondo. Una volta qui, non è affatto difficile trovare trulli finemente restaurati e adibiti a case-vacanza o a strutture di lusso, che offrono agli ospiti la possibilità di dormire sotto il caratteristico tetto in pietra a forma di cono in una costruzione che ha in sé una magia tangibile.

Al posto di un classico hotel, ad esempio, si può soggiornare nei trulli sparsi per il centro storico Rione Aia Piccola del Trulli Holiday, il primo Albergo Diffuso in Puglia. Una formula che permette di vivere appieno la cultura del luogo nel centro storico abitato più antico del paese. Dalla Reception collocata in Piazza XXVII Maggio, a due passi dal Museo del Territorio di Alberobello, è possibile prenotare numerosi servizi che renderanno la vacanza ancora più unica, come noleggiare un mezzo di trasporto, prenotare un’escursione, un appuntamento in un centro benessere o persino uno chef a domicilio.

Di fronte alla piazza municipale di Alberobello, accanto a Casa D’Amore e poco distante dai centri storici, Le Alcove offre, invece, un lusso sobrio tra pareti secolari che in un lontano passato accolsero contadini, artigiani e dame dell’antico feudo. Questo esclusivo hotel nei trulli, è dotato di sei eleganti suite, accuratamente restaurate da mastri trullari, che conservano intatto il legame col passato.

Un’altra esperienza immersiva in queste antiche e caratteristiche abitazioni, restaurate per offrire l’opportunità di un soggiorno unico ai visitatori, la offrono le dimore storiche di Trulli Soave, casa-vacanze nel cuore di Alberobello, con soluzioni adatte a tutti. Si può optare per il nido d’amore ideato per le coppie, fino agli alloggi per le famiglie, con cucina e giardino, perfetti per trascorrere la vacanza all’aperto.

Cosa vedere nella Capitale dei Trulli in un giorno

Se avete in programma una visita ai trulli di Alberobello, ecco 5 tappe da non perdere per un tour di un giorno alla scoperta di queste fantastiche architetture spontanee che contribuiscono a fare della Puglia una delle mete più ambite dai turisti, comprese le star internazionali.

  • Rione Monti, il quartiere a trulli più esteso e più famoso, con circa mille coni. Sorge sulla collina a sud del paese, ed è intersecato da quindici vie.
  • Rione Aia piccola, a breve distanza dal primo, è più piccolo ma esclusivamente residenziale: qui, infatti, è vietato aprire attività commerciali. Ospita circa 400 trulli.
  • Casa Pezzolla, un complesso di 15 trulli comunicanti che ospita il Museo cittadino dedicato alla cultura ed al territorio di Alberobello.
  • Casa D’Amore, primo municipio cittadino legato al riconoscimento ufficiale della città.
  • La casa-museo del Trullo Sovrano. Situata nella parte nord di Alberobello, alle spalle della Chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano, rappresenta l’unico trullo ad avere un piano sopraelevato, raggiungibile dall’interno attraverso una scala in muratura, tra i primi ad essere costruito con la malta.
Trullo Sovrano
La casa-museo del Trullo Sovrano, l’unico trullo ad avere un piano sopraelevato

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