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Beduschi: Consiglio di Stato su prelievo in deroga incomprensibile 

31 octobre 2025 à 16:02

“Come sempre le sentenze dei tribunali vanno rispettate, ma la decisione del Consiglio di Stato di venerdì 31 ottobre è davvero difficilmente comprensibile, visto che tutti gli atti di Regione Lombardia sul prelievo in deroga hanno seguito rigorosamente quanto previsto dalla legge e osservato il parere di Ispra sulle piccole quantità, così come ribadito dal TAR Lombardia che ci aveva dato ragione in occasione del primo ricorso”. Così l’assessore regionale ad Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, commenta la notizia dell’ordinanza con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in appello di alcune associazioni ambientaliste. E che ha sospeso i provvedimenti della Lombardia che autorizzavano la caccia in deroga a Fringuello e Storno.

Lombardia continua a lavorare in modo non ideologico

“Continuiamo a lavorare non in modo ideologico ma con il supporto e il rigore dei dati scientifici – conclude Beduschi – per assicurare che la caccia possa svolgersi nel pieno rispetto delle normative. Spiace notare come sia oggettivamente sempre più difficile farlo in un contesto di incertezza del diritto, a seconda di chi esamina le istanze. Con sentenze che spesso contraddicono di anno in anno quelle precedenti”.

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Consumo di suolo: Lombardia virtuosa, crescita sotto media d’Italia

27 octobre 2025 à 15:06

Lombardia virtuosa nel consumo di suolo. La conferma, per l’assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia Gianluca Comazzi arriva dall’ultimo rapporto Ispra.

“L’ultimo rapporto Ispra sul consumo di suolo in Italia conferma  – ha detto Gianluca Comazzi – che la Lombardia sta seguendo la strada giusta. L’incremento percentuale è dello 0,29%, ben al di sotto della media nazionale dello 0,39% e inferiore a diverse regioni come Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tenuto conto che la nostra regione conta oltre 10 milioni di abitanti (il 17% circa della popolazione italiana, dato che ci colloca al di sopra di 15 Stati dell’Unione Europea) e che genera un quinto del Pil italiano. Il consumo di suolo pro-capite pone la Lombardia al 17° posto a livello nazionale, con 291 mq/abitante, molto sotto la media nazionale di 366 mq. Inoltre, il 70,9% del nuovo consumo è reversibile. Questi dati certificano che, pur essendo la prima regione per numero di abitanti e la prima economia del Paese, stiamo riducendo in maniera importante l’impronta sul territorio”.

Consumo di suolo: Lombardia virtuosa

La Lombardia è stata la prima regione a dotarsi di una legge per ridurre il consumo di suolo e promuovere la rigenerazione (legge regionale 31/2014), con obiettivi chiari: -20/25% delle espansioni residenziali al 2025 e -45% al 2030. A dieci anni dall’entrata in vigore, circa 630 Comuni, inclusi Milano e la maggior parte dei capoluoghi, hanno adeguato i propri piani. Le riduzioni registrate sono significative: in media il 29% su 629 Pgt, (Piano di  governo del territorio).

Più tutela con rigenerazione e Ptr

“Quello di Regione – ha aggiunto Comazzi – è un percorso virtuoso che coinvolge Province, Comuni e Parchi, in un’ottica di sistema. Da parte nostra c’è massima attenzione anche al tema dei fotovoltaici a terra: la transizione energetica va governata con regole chiare per salvaguardare suolo agricolo, natura e paesaggio. In Consiglio regionale stiamo approvando la revisione del Ptr (Piano territoriale regionale): uno strumento strategico che rafforza rigenerazione, tutela del patrimonio agricolo-naturale e servizi ecosistemici. Parallelamente, spingiamo sull’invarianza idraulica e idrologica e sulla de-impermeabilizzazione delle superfici urbane: misure che riducono il rischio idraulico e migliorano microclima, biodiversità e qualità della vita”.

“Il nostro obiettivo – ha concluso Comazzi – è chiaro e si sviluppa sul lungo periodo: meno consumo di suolo, più rigenerazione urbana e un approccio che tenga insieme sviluppo e sostenibilità ambientale”.

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Caccia, dal 18 settembre attività consentite per alcune specie di avifauna

16 septembre 2024 à 13:07

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha approvato alcune disposizioni integrative al calendario venatorio regionale 2024-25 per quanto riguarda la caccia alle specie previste.

Alessandro Beduschi“Con questa delibera – commenta l’assessore Beduschi – modifichiamo il calendario, uniformandolo al parere di ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che espressamente consente l’apertura della caccia al 15 settembre alle specie prese in considerazione dal provvedimento”.

Caccia, le specie interessate

A partire da mercoledì 18 settembre sarà pertanto consentita, esclusivamente nelle forme da appostamento fisso e temporaneo, e come da raccomandazioni ISPRA, la caccia a un determinato numero di specie. Che sono: Colombaccio, Cornacchia Grigia, Cornacchia nera, Gazza, Ghiandaia, Merlo, Tordo bottaccio, Tordo sassello e Cesena.

A seguito del decreto del Presidente TAR 01067/2024 del 14 settembre, la caccia alla restante avifauna è sospesa fino al giorno 2 ottobre 2024.

Cosa già si può cacciare

Come da calendario è consentita dal 15 settembre la caccia a Lepre, Minilepre, Coniglio selvatico e Volpe. Così come sono previste le attività di prelievo degli ungulati e l’addestramento cani, secondo disposizioni vigenti.  Gli atti impugnati presso il TAR, inoltre, non riguardano gli istituti faunistico-venatori a gestione privata. A eccezione dell’avifauna migratoria non allevata. Per la quale la caccia è sospesa.

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Caccia. Beduschi: incontro positivo con Ispra su temi di maggiore attualità

20 juin 2024 à 18:58

L’assessore della Regione Lombardia all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha partecipato, giovedì 20 giugno, a Roma, presso la sede del Mase, a un incontro con il sottosegretario di Stato, Claudio Barbaro, l’assessore Alessio Piana per la Regione Liguria e il prefetto Stefano La Porta, presidente di Ispra sulla caccia. Una riunione convocata per arrivare alla quantificazione della ‘modica quantità’ di avifauna cacciabile in deroga, tema che riguarda le due Regioni, che hanno una consolidata cultura venatoria, ma in genere tutti i calendari venatori.

Proficuo incontro con Ispra sulla caccia

“L’incontro – sottolinea Beduschi – è stato molto proficuo e nell’occasione sono stati affrontati anche temi squisitamente lombardi. Tra questi quelli dei valichi di montagna, dell’utilizzo dei roccoli e dei richiami vivi. Esprimo piena soddisfazione per l’incontro con il sottosegretario perché ha recepito benissimo le istanze del territorio”.

Chiesto e ottenuto cambio di paradigma

“Chiedevamo – prosegue l’assessore – un cambio di paradigma nel rapporto con Ispra e con il Ministero. In particolare su quegli assunti che, in passato, hanno portato a delle frizioni. Questo perché si discostavano dalle evidenze scientifiche. Con questo incontro, invece, la scienza ha fatto pace con la politica. Finalmente abbiamo istaurato un rapporto diretto e costante e con il Ministero e con Ispra. Ciò all’infuori dei pregiudizi riscontrati in passato. E, di questo, ringrazio il presidente La Porta”.

Barbaro: agiremo su modiche quantità derogabili

“Nel rispetto del mandato popolare ricevuto a settembre del 2022 – ha espresso il sottosegretario Barbaro – intendo agire con risolutezza sul tema delle modiche quantità derogabili, considerando i troppi anni in cui non si è fatto alcun avanzamento. Dopo questo primo incontro, che reputo essere stato utilissimo, il Ministero ha inteso farsi parte diligente. E già dalle prossime settimane inizieranno i confronti con le Regioni, il nuovo Direttore generale del Mase per la protezione della natura e il nuovo capodipartimento dell’Ispra della biodiversità; anche confrontandoci con l’operato degli altri Paesi comunitari ci siamo dati l’obiettivo di definire, con la dovuta ponderazione, una modica quantità per la stagione venatoria 2025-2026 da verificare e monitorare anno dopo anno”.

Attenzione a ripopolamento e immissioni nelle acque dolci

A margine dell’incontro si è affrontato anche il tema delle immissioni e dei ripopolamenti di fauna ittica nelle acque dolci. Il sottosegretario di Stato ha ribadito che il Ministero intende consentire un maggior peso decisionale ai territori. Ciò unitamente a una più flessibile interpretazione del concetto di autoctonia. Confidando che agli esiti del lavoro del Nucleo di Valutazione sia possibile semplificare le immissioni di trota fario, trota iridea, coregone, persico trota, salmerino alpino e temolo proprio attraverso l’impiego di rinnovate Carte Ittiche Regionali, che disciplineranno, previa procedura di valutazione ambientale strategica, i criteri delle immissioni.

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