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Qualità aria, nel 2024 Lombardia conferma trend di miglioramento

10 janvier 2025 à 15:00

Alla conclusione della prima fase di validazione, sono ora disponibili le valutazioni sull’andamento della qualità dell’aria dell’anno 2024 fotografato dagli strumenti certificati della rete di rilevamento di Arpa Lombardia. Tutti i dati utilizzati per questo bilancio sono pubblici, reperibili sul sito e dall’inconfutabile valore scientifico. Provengono infatti da strumenti conformi alle norme, di cui è garantita, tramite apposite procedure di controllo e assicurazione di qualità, l’affidabilità e la comparabilità.

Maione: numeri su qualità dell’aria in Lombardia in miglioramento su base pluriennale

qualità aria lombardia 2024

“I numeri – ha dichiarato Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia – confermano il miglioramento del trend su base pluriennale. Nel periodo invernale ci sono frequenti situazioni di inversione termica che trasformano tutta la Pianura Padana in una sorta di recipiente chiuso, ma i dati scientifici di Arpa, unico ente titolato a certificarli, ci dicono che la direzione è giusta”.

Gli investimenti previsti nel 2025

“Nel 2025 – ha aggiunto l’assessore –  investiremo ancora sull’abbattimento delle emissioni degli edifici pubblici e dei servizi abitativi con un bando da 34 milioni di euro; sull’abbattimento delle emissioni derivanti dal traffico veicolare con un bando da 10 milioni di euro dedicato a strade verdi e smart; sulla sostituzione di autovetture inquinanti peri cittadini con 23 milioni di euro e sull’innovazione in agricoltura con 15 milioni di euro. È inoltre ancora aperto inoltre il bando da 23 milioni di euro dedicato alla sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomassa. Investimenti che si aggiungono a quelli fatti negli ultimi anni per la sostituzione dei veicoli inquinanti di aziende e privati. La collaborazione con gli altri territori del bacino padano è costante per una azione omogenea”.

La situazione sulle emissioni di PM10

Come ormai da qualche anno, anche nel 2024 è stato rispettato ovunque il limite annuale per il PM10 (media di 40 microgrammi per metrocubo). Inoltre, per il secondo anno dopo il 2023, anche la media annua del PM2.5 ha rispettato in tutte le stazioni lombarde il limite normativo di 25 microgrammi per metrocubo. Permangono invece in alcune zone del territorio lombardo superamenti del limite giornaliero fissato per il PM10 (rispetto ai 35 giorni consentiti), pur all’interno di un trend pluriennale in progressiva e continua riduzione.

I trend relativi alle emissioni di NO2

Buone notizie anche per il biossido di azoto (NO2), che non ha superato la media annuale di 40 microgrammi per metro cubo (limite di legge) nella quasi totalità delle stazioni di monitoraggio. Si segnala in particolare che sono scese al di sotto del limite anche le stazioni ad alta densità di traffico, Milano in viale Marche e Brescia in via Turati, che nel 2023 avevano superato i limiti. Il trend positivo dovrà continuare nel tempo, anche alla luce della direttiva europea 2024/2881, che fissa obiettivi ancora più ambiziosi rispetto a quelli attualmente in vigore, per avvicinarsi sempre più alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I dati sui diversi parametri

La situazione in dettaglio per i diversi parametri è la seguente:

Giorni di superamento del PM10

Numero di giorni di superamento dei 50 microgrammi al metrocubo di PM10 nella stazione peggiore di ciascun capoluogo: 68 giorni a Milano, 57 a Cremona, 56 a Brescia, 54 a Monza, 50 a Mantova, 49 a Lodi, 47 a Pavia, 40 a Bergamo, 21 a Como, 9 a Lecco, 8 a Sondrio e 5 a Varese. Considerando l’intera Regione, il numero di giorni di superamento più elevato nel 2024 è stato registrato nella stazione di Soresina (CR), con 75 giorni oltre il limite e nella stazione di Rezzato (BS), con 70 giorni sopra il limite.

Media annua PM2.5

Nella stazione peggiore di ciascun capoluogo, le medie per il PM2.5 sono le seguenti: Monza 24 µg/m³, Cremona 23 µg/m³, Brescia 22 µg/m³, Lodi e Milano 21 µg/m³, Pavia 19 µg/m³, Bergamo 18 µg/m³, Mantova e Sondrio 16 µg/m³, Como 15 µg/m³, Varese 13 µg/m³ e Lecco 11 µg/m³. Considerando l’intera Regione, nel 2024 le concentrazioni medie annue più elevate si sono registrate nella stazione di Soresina in provincia di Cremona, con 25 µg/m³, comunque sotto al limite.

Media annua NO2

La media nella stazione peggiore di ciascun capoluogo per il NO2 è la seguente: Milano 39 µg/m³, Brescia 38 µg/m³, Varese 35 µg/m³, Bergamo e Como 33 µg/m³, Lecco e Monza 28 µg/m³, Pavia 26 µg/m³, Cremona e Mantova 24 µg/m³, Lodi 22 µg/m³ e Sondrio 21 µg/m³. L’unica stazione attualmente sopra al limite in Lombardia è quella di Cinisello Balsamo, con 42 µg/m³, stabile rispetto al 2023.

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Cop29 in Azerbaigian, Maione: entro 2030 -43,8% di emissioni climalteranti 

14 novembre 2024 à 13:42

Gli obiettivi di decarbonizzazione da raggiungere entro il 2030, le risorse stanziate nel piano regionale 2021-2027 per rinnovabili, smart building e infrastrutture verdi, oltre all’efficacia di un approccio concreto e non ideologico al tema della sostenibilità. Questi alcuni dei punti evidenziati dall’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione, che, a Baku (Azerbaigian), in occasione della Cop 29 delle Nazioni Unite, ha partecipato all’assemblea generale di Under2Coalition, la rete di governi subnazionali di tutti i continenti impegnati a cooperare sul tema della mitigazione al cambiamento climatico.

Maione alla Cop29: in Lombardia – 43,8% di emissioni al 2030

cop 29 2030 emissioni “Siamo infatti pronti a ridurre le emissioni climalteranti del 43,8% entro il 2030 rispetto al 2005 – ha detto Maione – per arrivare alla neutralità carbonica nel 2050 in linea con le richieste del green deal e a raggiungere presto l’obiettivo del 35% di energia da fonti rinnovabili. L’ambiente si tutela con azioni concrete e con interventi condivisi con le persone e con il mondo economico, non con le imposizioni ideologiche”.

Oltre 600 milioni per la decarbonizzazione

“Nel piano regionale 2021-2027  – ha aggiunto l’assessore – mettiamo quindi a disposizione oltre 600 milioni di euro. Sono risorse destinate a progetti di decarbonizzazione, di energia pulita, di smart building, strade intelligenti, infrastrutture verdi. L’adattamento ai cambiamenti climatici passa anche dalla tecnologia, dalla ricerca e dall’innovazione”.

Modello lombardo è apprezzato nel mondo

“Il modello lombardo – ha concluso – è conosciuto nel mondo su materie come economia circolare, ricerca, agricoltura sostenibile. Siamo quindi pronti a migliorare ulteriormente, consapevoli dei grandi passi in avanti già fatti da mondo economico e cittadini”.

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Batterie mezzi elettrici, Maione: promuoviamo la filiera locale del riciclo

1 octobre 2024 à 13:38

Il riciclo e il riuso delle batterie esauste dei mezzi elettrici  è stato al centro del convegno organizzato a Palazzo Lombardia al quale è intervenuto l’assessore  all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione.

Epicentro dell’economia circolare

“Stiamo trasformando la Lombardia nell’epicentro internazionale di economia circolare – ha detto l’assessore – anche in ambito energetico. Nel nostro programma regionale abbiamo l’obiettivo di sviluppare una filiera locale di produzione e recupero di batterie per i mezzi elettrici. Siamo per la libera scelta dei cittadini sugli acquisti e sull’elettrico non possiamo continuare a dipendere dalla Cina. Sarebbe un danno enorme per la nostra economia”.

Il contributo di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni

“Bisogna considerare l’intero ciclo di vita delle batterie per i mezzi elettrici – ha aggiunto Maione – dall’estrazione delle materie prime, fino al momento della loro dismissione. Sia la ricerca pubblica sia quella privata hanno quindi fatto passi avanti con il decisivo contributo delle imprese e delle amministrazioni coinvolte” .

Verso una mobilità sempre più green

“Regione Lombardia – ha concluso l’assessore – sta sostenendo la transizione verso forme di mobilità meno impattanti in tutti gli ambiti di trasporto: persone, merci, servizi urbani.  Lo scopo è  concorrere agli obiettivi comuni, quali maggiore tutela dell’ambiente e della qualità dell’aria, riduzione delle emissioni in atmosfera e contenimento degli inquinanti climalteranti”.

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Ambiente, procedure più snelle per la conversione da biogas a biometano

30 septembre 2024 à 16:58

La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, ha approvato una delibera che chiarisce le procedure autorizzative inerenti alla realizzazione di impianti per la produzione di biometano collocati all’interno di attività zootecniche soggette ad autorizzazione integrata ambientale, con particolare riferimento all’inquadramento dell’impianto di upgrading per la conversione di biogas in biometano.

Maione: anticipiamo normativa nazionale

“Avevamo già fornito indicazioni alle Province nei mesi scorsi – ha dichiarato Maione – ma era necessario un ulteriore chiarimento formale. Gli interventi di realizzazione o conversione per la produzione di biometano all’interno di una installazione zootecnica sono considerati come ‘non sostanziali’ se non è previsto un incremento significativo del numero di capi allevati o degli effluenti da destinare alla produzione del gas. Questo provvedimento è una semplificazione enorme, dal punto di vista procedurale, per le aziende agricole lombarde. il testo anticipa inoltre la normativa nazionale. La Lombardia è sempre più modello internazionale di economia circolare”.

Le istanze di enti e operatori

Sul territorio regionale sono in fase di progettazione o realizzazione numerosi impianti per la conversione del biogas prodotto dalla digestione anaerobica di matrice organica (per lo più effluenti zootecnici) in biometano destinato a essere immesso in rete al pari del gas naturale.
Gli enti e gli operatori del settore chiedevano chiarimenti sulle autorizzazioni ambientali effettivamente necessarie ai fini della realizzazione degli impianti di produzione di biometano collocati all’interno degli allevamenti zootecnici. Uno dei punti su cui venivano richieste più precisazioni era soprattutto la corretta qualificazione rispetto alla normativa in materia di AIA e al corretto inquadramento delle emissioni.

Dialogo con associazioni di categoria fondamentale

“Lo sviluppo del biometano, partendo anche dalla conversione dal biogas – ha concluso l’assessore all’Ambiente e Clima – è uno degli obiettivi del PNRR.  Per mettere a terra gli investimenti è necessaria anche una semplificazione normativa richiesta dalle aziende. Con la delibera di oggi vengono fornite le indicazioni per agevolare e uniformare la valutazione degli interventi. Il dialogo con le associazioni di categoria ha portato ancora una volta a un risultato utile. Ciò andrà a vantaggio delle aziende e della produzione sostenibile di energia. Il passaggio tra la produzione di biogas a biometano non genera ulteriori emissioni inquinanti indicate dalla normativa nazionale. Pertanto per noi non sono necessari ulteriori passaggi burocratici”.

Beduschi: biometano frontiera da esplorare

“In Lombardia – ha affermato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia Alessandro Beduschi –  il biometano rappresenta una frontiera da esplorare sempre di più, specialmente per una regione che detiene il primato della zootecnia. La capacità di trasformare un problema in una risorsa è fondamentale per il nostro futuro agricolo e ambientale. Sfruttare gli scarti zootecnici per produrre biometano non solo riduce l’impatto ambientale, ma offre anche opportunità economiche significative per le nostre aziende agricole. È un passo verso un’economia circolare più sostenibile, che valorizza le risorse locali e promuove l’innovazione nel settore agricolo.”

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