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Servizio civile, in Lombardia 1.370 giovani pronti a partire

28 mai 2025 à 13:30

Sono 1.370 i giovani lombardi pronti a iniziare la loro esperienza di servizio civile. Andranno a operare in 664 Comuni gestiti dal Network Scanci.it. Le nuove ‘leve’ sono state salutate, all’Auditorium Testori di Milano, nel corso di un evento organizzato da Anci e Anci Lombardia in collaborazione con Regione Lombardia. Le domande totali di partecipazione pervenute sono state 4.356.

Il saluto dell’assessore ai giovani del servizio civile in Lombardia

A salutarli l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, che ha ringraziato i ragazzi e le ragazze per “l’impegno che hanno scelto di prendere”, sottolineando “il valore” che rappresenta. “Il vostro – ha detto la responsabile della Famiglia – è un esempio di cittadinanza attiva, di grande valore per le nostre comunità.  Attraverso il vostro servizio, contribuirete concretamente alla costruzione di una società più solidale, inclusiva e consapevole”. “Siete protagonisti – ha aggiunto – di un’esperienza che arricchirà non solo il territorio, ma anche il vostro percorso personale e umano”.

L’opportunità sotto il profilo della formazione

L'assessore Elena Lucchini commenta i 12 milioni stanziati dalla Lombardia per l'inclusione sociale dei detenuti

Infine l’assessore Lucchini ha ricordato l’importante opportunità che il servizio civile offre anche sotto il profilo della formazione: “I percorsi previsti nei Programmi e progetti approvati anche con il concorso di Regione Lombardia – ha osservato – rappresentano un’opportunità a 360 gradi. Infatti, oltre a dare corpo ad attività rilevanti per il territorio e la società civile, contengono azioni formative che solitamente superano le 100 ore complessive e possono contenere anche percorsi di acquisizione delle competenze spendibili per la ricerca del futuro collocamento all’interno del mondo del lavoro”.

I numeri

Il Bando con cui partiranno è quello ordinario 2024 con i seguenti numeri complessivi di posti previsti sul territorio lombardo: Programmi 2024 – SCU n. 4.350 volontari. I posti di ‘operatore volontario’ in Lombardia negli ultimi anni hanno avuto numeri molto rilevanti: nel 2021 i volontari erano 4.342, nel 2022 si arrivò a 5.636 mentre lo scorso anno 5.409.

Profilo dei volontari

È di 23 anni l’età media dei candidati volontari. Di questi, il 68% sono femmine e il 32% maschi. Circa il 65% è in possesso di Diploma di Scuola Superiore. Oltre il 22% è in possesso di una Laurea. Il 10% è in possesso di Licenza media. Circa il 3% si distribuisce tra Licenza elementare e il possesso di titolo di studio conseguito all’estero e non riconosciuto in Italia.

Ambiti dei progetti

  • Assistenza: attività dedicate alle persone particolarmente vulnerabili e fragili (minori, persone con disabilità, anziani).
  • Cultura: attività all’interno delle biblioteche e nei musei e nell’organizzazione di iniziative ed eventi culturali.
  • Educazione: attività nelle scuole e nelle strutture ricreative per minori ed anziani.
  • Ambiente: attività svolte all’interno di parchi ed oasi protette e attività di educazione ambientale condotte nelle scuole e verso la cittadinanza.
  • Protezione civile: affiancamento agli operatori nella gestione delle attività e nell’educazione alla prevenzione.

Più facile trovare lavoro

Si sottolinea come nel corso degli anni il servizio civile abbia accentuato sempre più il suo ruolo di precursore (per i giovani) al futuro accesso nel mercato del lavoro. I giovani che partecipano al Servizio civile hanno sicuramente maggiori possibilità di trovare un posto di lavoro in tempi ragionevoli (spesso in pochi mesi).

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Da Lombardia 12 milioni per inclusione sociale dei detenuti

27 mai 2025 à 15:24

Un’opportunità concreta per una migliore inclusione sociale dei detenuti. Ossia, promuovere il pieno esercizio dei diritti e l’accesso alle tutele sociali per le persone – adulte e minorenni – destinatarie di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, ponendo al centro il valore rieducativo della pena.
È questo l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ​​e con l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi.
Attraverso il nuovo bando, che stanzia risorse pari a 12.000.000 di euro a valere sul Fondo Sociale Europeo, sarà possibile la messa a terra di percorsi personalizzati , integrati e multidimensionali che, attraverso la rete di welfare territoriale, miglioreranno la presa in carico.

Inclusione sociale priorità del mandato

L'assessore Elena Lucchini commenta i 12 milioni stanziati dalla Lombardia per l'inclusione sociale dei detenuti“Per Regione Lombardia – ha affermato l’assessore Lucchini – promuovere l’inclusione sociale è una priorità di mandato, così come garantire il fine rieducativo della pena e la prevenzione della recidiva. Grazie alle risorse che metteremo a disposizione e alla consueta collaborazione del Terzo Settore possiamo superare le logiche settoriali per la definizione di processi di inclusione attiva. Lo faremo attraverso l’integrazione tra le diverse aree di intervento, ovvero l’inclusione sociale, l’istruzione, la formazione e il lavoro”.

Intervento importante per coesione sociale comunità

“Crediamo – ha aggiunto Lucchini – che un’adeguata presa in carico delle persone sottoposte a provvedimento giudiziario, attraverso interventi di natura psicosociale, educativa e occupazionale promuoverà la coesione sociale dell’intera comunità”.

Percorsi formativi e di inserimento lavorativo

L'assessore Simona Tironi commenta i 12 milioni stanziati dalla Lombardia per l'inclusione dei detenuti“Attraverso percorsi formativi e di inserimento lavorativo – ha commentato l’assessore Tironi – vogliamo ripristinare dignità e futuro alle persone detenute, offrendo loro strumenti concreti per una vera riabilitazione. Il lavoro è un potente mezzo di riscatto sociale: consente l’autonomia economica, riduce la recidiva e contribuisce a rendere più sostenibile il sistema carcerario. Con questo intervento rafforziamo il nostro impegno nel costruire percorsi integrati che mettono davvero al centro la persona, anche nei contesti più fragili e complessi”.

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