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Parkinson: neurostimolatore a distanza impiantato al Policlinico di Milano

11 avril 2025 à 12:19

Soffrire di Parkinson e poter ricevere modifiche della terapia a distanza dal proprio medico attraverso un piccolo neurostimolatore cerebrale ora è possibile. Per il Policlinico di Milano è la realizzazione di un progetto innovativo, una nuova frontiera della telemedicina che corre sui binari del progresso, per una cura sempre più personalizzata. Per la prima volta in Italia al Policlinico di Milano è stato impiantato in una paziente del Centro Parkinson e Parkinsonismi (ASST G. Pini-CTO) un nuovo neurostimolatore: il più piccolo sistema ricaricabile esistente, che dispone di funzioni innovative, in particolare la possibilità di essere programmato a distanza.

Impianto di dimensioni molto ridotte

L’introduzione nella pratica clinica di questo impianto, caratterizzato sia da dimensioni molto ridotte che dalla possibilità di controllo da remoto dei parametri di stimolazione, rappresenta un importante passo avanti nella gestione della malattia di Parkinson, perché grazie a questa tecnologia, è possibile registrare e monitorare costantemente al domicilio l’attività cerebrale del paziente e di modulare l’erogazione di corrente in base alle sue necessità cliniche, garantendo una tempestiva riprogrammazione del dispositivo e migliorando molto la qualità delle cure.

Piattaforma di telemedicina integrata

Questo nuovo stimolatore cerebrale – dichiara Filippo Cogiamanian, Direttore della Neurofisiopatologia del Policlinico di Milano – ci consente, grazie alla piattaforma di telemedicina integrata, di modificare da remoto i parametri di stimolazione in base alle necessità del pazienteriducendo la necessità di spostamenti, un aspetto cruciale per chi vive lontano dai Centri di riferimento”.

alloggi Aler infermieri

Intervento eseguito con la paziente sveglia

Continua Marco Locatelli, Direttore della Neurochirurgia al Policlinico di Milano e Professore Associato all’Università degli Studi di Milano, raccontando: “L’intervento chirurgico di impianto di questo neurostimolatore, il più piccolo ora disponibile, è andato molto bene, con un protocollo chirurgico ormai consolidato da anni di esperienza presso il nostro Centro: è stato eseguito con la paziente sveglia, perché è importante monitorare, quando possibile, l’attività cerebrale e l’immediata risposta alla stimolazione”.

Il Centro Parkinson e Parkinsonismi protagonista

Questo neurostimolatore – sottolinea poi Salvatore Bonvegna, Responsabile della Neuromodulazione del Centro Parkinson e Parkinsonismi di Milano – completa le recentissime innovazioni tecnologiche nel campo della neuromodulazione ora disponibili per i pazienti con malattia di Parkinson, come la stimolazione cerebrale profonda di tipo adattativo, che hanno visto il Centro Parkinson e Parkinsonismi protagonista principale nel panorama internazionale”.

Ventennale collaborazione con il Policlinico di Milano

Questa novità si inserisce in una ormai ventennale collaborazione tra il Policlinico di Milano e il Centro Parkinson G.Pini-CTO che ha portato alla fondazione di Newronika, società nata come spin-off del Policlinico di Milano e dell’Università degli Studi di Milano, per la sperimentazione e implementazione clinica di nuovi paradigmi di stimolazione, come la stimolazione adattativa. Il lavoro pionieristico di Newronika e di altre aziende ha portato alla recente commercializzazione di dispositivi capaci di una stimolazione adattativa ora disponibili per tutti i pazienti.

La collaborazione tra il Policlinico di Milano e il Centro Parkinson e Parkinsonismi (ASST G.Pini-CTO) rientra nel progetto regionale lombardo di implementazione di reti Hub e Spoke per l’ottimizzazione della gestione di patologie croniche e complesse come la malattia di Parkinson, garantendo ai pazienti l’accesso a trattamenti all’avanguardia e un monitoraggio continuo e personalizzato delle terapie.

Del nuovo centro di ricerca per la cura del Parkinson di Milano  ne avevamo già parlato qui

E qui l’approfondimento

 

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All’Ospedale Pini di Milano nasce un centro di ricerca per il Parkinson

31 octobre 2024 à 16:58

Un ‘Clinical Research Center’ monotematico per lo studio della malattia di Parkinson, con ambulatori specialistici e tecnologie d’avanguardia, per offrire nuovi approcci di ricerca clinica basati sull’analisi del contenuto informativo di dati medici e dallo studio approfondito delle diverse problematiche del paziente in ambulatori specialistici. Alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al presidio ospedaliero CTO, dell’ASST Pini/CTO, in via Bignami 1, a Milano, frutto di un percorso che ha visto la collaborazione tra ASST Gaetano Pini — CTO e Fondazione Pezzoli – ex Fondazione Grigioni – per la Malattia di Parkinson, guidata dal professor Gianni Pezzoli, con il coordinamento del professor Ioannis Ugo Isaias, direttore del Centro Parkinson e Parkinsonismi.

Presidente Fontana: il modello lombardo di collaborazione tra pubblico e privato risulta vincente

La Fondazione – ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – ha finanziato l’acquisto di tutti i dispositivi dei laboratori di ricerca che consentono di curare e prendere in carico i pazienti di grande complessità, provenienti da tutta Italia. Una scelta che sarà, senza dubbio, ripagata perché i percorsi clinici personalizzati sono possibili solo grazie al progresso scientifico. Ancora una volta il modello lombardo di collaborazione tra pubblico e privato, risulta vincente anche per la funzione strategica di ricerca monotematica, come quella sul Parkinson. E il Pini- CTO, con la numerosità dei casi (una banca dati di 40.000 pazienti), consente sia di trattare la patologia che di indagare, in funzione preventiva, i fattori di rischio e produrre utili studi clinici comparativi. Le patologie neurodegenerative hanno un costo elevato per i sistemi sanitari, concentrarsi su prevenzione e fattori di rischio, è aspetto di grande rilevanza”.

Paola Lattuada (d.g. Pini): garantire ai pazienti un luogo di cura all’avanguardia

“La nascita del Centro – ha dichiarato il Direttore generale di ASST Gaetano Pini-CTO, Paola Lattuada – testimonia il successo della collaborazione tra pubblico e privato per una causa fondamentale: garantire ai pazienti affetti da Malattia di Parkinson che afferiscono al Centro Parkinson e Parkinsonismi dell’ASST un luogo di cura che fonda assistenza clinica, ricerca e innovazione tecnologica d’avanguardia. In questa importante Giornata, che rientra nelle celebrazioni per il 150º della fondazione dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, desidero ringraziare in particolare il presidente Fontana che è sempre attento alle istanze del mondo sanitario, il professor Pezzoli e il professor Isaias, per aver reso possibile questo nuovo progetto, che aggiunge un tassello significativo all’offerta del presidio ospedaliero CTO, centro di eccellenza a livello regionale e nazionale, e nel quadro complessivo della nostra sanità pubblica” .

Gianni Pezzoli (presidente Fondazione Pezzoli per la Malattia di Parkinson)

“Le attività del Centro di Ricerca Clinica consentiranno di fare simulazioni individuali sull’efficacia prevista di particolari interventi e il loro impatto preventivo sullo sviluppo di complicanze. Consentirà, inoltre, un benchmarking individualizzato per il paziente, per valutare e comprendere lo stato individuale della malattia nel suo percorso, per l’operatore sanitario, per controllare la qualità e l’efficacia del paradigma terapeutico scelto e, per la società, per garantire la migliore assistenza medica ai suoi cittadini parkinsoniani e valutarne l’impatto in termini di ritorno degli investimenti” ha spiegato il professor Gianni Pezzoli, presidente della c già Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, che ha assunto la nuova denominazione, prendendo il nome dal suo fondatore, che ha contribuito a renderla un punto di riferimento nella ricerca per la Malattia di Parkinson in Italia.

Dai sensori indossabili ai dispositivi per lo studio della disautonomia

L’acquisto di tutte le apparecchiature presenti all’interno dei Laboratori di Ricerca del Centro, dai sensori indossabili per il monitoraggio al domicilio, alla strumentazione per l’analisi cinematica del cammino, dai dispositivi per lo studio della disautonomia a innovativi dispositivi per registrazioni elettroencefalografiche ad alta intensità che consentiranno di curare e prendere in carico i pazienti anche di grande complessità, provenienti da tutta Italia, nell’ambito di progetti di ricerca e percorsi clinici personalizzati, è stato reso possibile anche grazie al finanziamento della Fondazione Pezzoli per la Malattia di Parkinson, nata nel 1993 e legata da sempre all’Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP).

Ioannis Ugo Isaias (direttore del Centro Parkinson e Parkinsonismi)

“Le ricadute maggiori dell’attività scientifica del Centro di Ricerca Clinica – ha spiegato il professor Ioannis Ugo Isaias, direttore del Centro Parkinson e Parkinsonismi – riguarderanno la comprensione dei meccanismi eziopatologici della Malattia di Parkinson e Io sviluppo di nuovi approcci di medicina di precisione, un potenziamento ulteriore delle attività del Centro Parkinson e Parkinsonismi, che da oltre trent’anni, rappresenta un’eccellenza lombarda nel panorama internazionale per Io studio e la cura della Malattia di Parkinson e dei disturbi del movimento con un numero di pazienti gestiti superiore a 40.000”.

L’obiettivo è garantire una personalizzazione delle cure

L’obiettivo complessivo, dunque, è quello di garantire una personalizzazione delle cure, e una digitalizzazione dei processi decisionali terapeutici e di monitoraggio per una concreta presa in carico delle esigenze del singolo paziente nel suo contesto familiare e sociale in tutte le fasi della malattia. Queste conoscenze forniranno opzioni terapeutiche nuove, più precise e personalizzate (geniche, farmacologiche infusionali, o di neuromodulazione) per garantire la migliore qualità di vita possibile e sperare in un rallentamento dei sintomi o in una cura.
La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa multisistemica caratterizzata da una combinazione di sintomi motori, come rallentamento motorio, rigidità e tremore, e sintomi non motori. Questi comprendono una serie di disfunzioni cognitive (demenza), neuropsichiatriche (depressione, ansia, psicosi), del sonno, autonomiche e sensoriali (ipotensione ortostatica, urgenza minzionale, stipsi, dolore) con grande impatto sulla qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari. La prevalenza della malattia di Parkinson è aumentata del 155% dal 1990 ed è in continua crescita.

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