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Capodichino cambia volto: così sarà il nuovo aeroporto di Napoli entro il 2035

L’aeroporto di Capodichino cambia volto; lo scalo di Napoli ha un Masterplan approvato entro il 2035 per cambiare profondamente. Enac ha detto sì nell’estate del 2026 prevedendo un investimento di oltre 250 milioni di euro per interventi che ridisegneranno significativamente il servizio nei prossimi anni. I principali cambiamenti? Un nuovo terminal dedicato ai voli extra-Schengen e intercontinentali, nuove piazzole per gli aerei e un albergo vicino all’area imbarchi per facilitare i pendolari. La novità più attesa riguarda però la metropolitana che arriverà a collegare proprio l’aeroporto con il centro città.

La data sembra lontana ma è relativamente vicina se si pensa al grande cambiamento che si prospetta; secondo le stile il lavoro permetterà di ospitare fino a 17,3 milioni di passeggero all’anno: una crescita importante che dovrà lavorare di pari passo con l’aumento dei voli. La strategia punta anche su aerei più capienti, un maggiore riempimento dei posti disponibili e una distribuzione delle partenze più equilibrata nell’arco della giornata. L’obiettivo è aumentare la capacità dello scalo senza appesantire ulteriormente un aeroporto che resta inserito nel tessuto urbano di Napoli.

Come cambia l’aeroporto Capodichino

La novità che probabilmente noterete di più riguarda i collegamenti internazionali. Capodichino vuole ritagliarsi uno spazio più importante sulle rotte a lungo raggio, con un’area dedicata ai passeggeri diretti fuori dallo spazio Schengen. Il nuovo terminal dovrebbe estendersi per circa 15 mila metri quadrati e diventare operativo dal 2032. Sono previsti cinque nuovi gate, spazi più ampi per i controlli dei passaporti, sia per chi parte sia per chi arriva, e nuove aree commerciali.

L’investimento previsto per questa parte del progetto è di circa 37 milioni di euro. L’idea è semplice: permettere a Napoli di gestire con maggiore facilità voli intercontinentali e aprire la strada a nuove destinazioni, comprese quelle verso Oriente. Prima del 2032, però, inizieranno a cambiare altre parti dell’aeroporto. Nei prossimi anni sono previsti interventi sulla pista, sui piazzali e sulle infrastrutture già esistenti. Una parte dei lavori riguarderà inoltre l’aviazione privata, settore che a Napoli potrebbe acquistare sempre più peso anche in vista dei grandi eventi internazionali ospitati dalla città.

E poi c’è una novità che interesserà soprattutto chi prende voli al mattino presto o arriva a Napoli a tarda sera: l’airport hotel. Dovrebbe nascere nell’edificio oggi utilizzato dagli uffici Gesac, praticamente accanto allo scalo. Parliamo di circa 150 metri dal terminal e appena 50 dalla futura stazione della metropolitana. L’investimento previsto è di 14 milioni di euro e, secondo il cronoprogramma, l’hotel dovrebbe essere pronto entro il 2030.

Novità: la metro arriva in aeroporto

La trasformazione più interessante, però, potrebbe iniziare ancora prima di varcare le porte del terminal. Uno dei nodi storici di Capodichino è infatti l’accessibilità. L’aeroporto è vicinissimo al centro di Napoli, un vantaggio enorme rispetto a tanti altri scali europei, ma quella stessa vicinanza significa convivere ogni giorno con il traffico cittadino. La metro sarà uno dei tasselli più importanti. La nuova stazione prevista a Capodichino dovrebbe aprire nel 2027 e cambierà parecchio l’esperienza di chi arriva a Napoli senza auto. L’obiettivo sarà quindi poter scendere dall’aero e iniziare il viaggio direttamente dalla rete metropolitana

40 Comuni e 10.000 anni di storia: la Valle Camonica punta alla Capitale della Cultura 2029

La Valle Camonica si presenta con una candidatura per poter diventare Capitale Italiana della Cultura; il progetto con il titolo “10.000 anni di futuro” viene lanciato in una data importante: proprio nel 2029 ricorrono i 50 anni dal riconoscimento dell’Arte Rupestre del territorio nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

La Valle Camonica si candida alla Capitale della Cultura 2029

La forza della proposta sta proprio nella dimensione territoriale. I protagonisti non sono uno o due Comuni chiamati a rappresentare gli altri, ma l’intera Valle Camonica. L’idea è costruire un programma nel quale musei, parchi archeologici, borghi, biblioteche, spazi culturali e luoghi meno conosciuti possano diventare parti dello stesso racconto.

Durante la presentazione a Milano, l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha posto l’accento sul carattere identitario della candidatura e sul valore del cinquantesimo anniversario UNESCO. La sfida, nella prospettiva regionale, sarà fare in modo che il patrimonio storico non resti soltanto un elemento da conservare, ma diventi occasione di ricerca, progettazione e occupazione.

La candidatura arriva inoltre in un momento nel quale la valle può mettere insieme diversi anniversari e percorsi già avviati. Oltre ai 50 anni del sito UNESCO, il territorio può contare sull’esperienza della Riserva della Biosfera MAB UNESCO, sulla rete dei parchi archeologici, sui musei, sul Distretto Culturale, sulla Fondazione Valle dei Segni e sui rapporti con università e centri di ricerca.

E le incisioni rupestri, pur restando il riferimento più immediato, non esauriscono il patrimonio camuno. Ci sono le testimonianze romane, i castelli, le chiese, i borghi, l’arte sacra e le opere del Romanino. Poi c’è la produzione contemporanea, che nella candidatura dovrebbe diventare uno dei punti di contatto fra il passato e ciò che la Valle Camonica e il territorio in provincia di Bergamo vuole essere nei prossimi anni.

Il programma e perché la Valle Camonica si candida

10.000 anni di futuro” è, prima ancora che uno slogan, la sintesi del posizionamento scelto per il dossier. La Valle Camonica vuole partire dai segni lasciati dall’uomo sulla roccia e usarli come chiave per parlare dei segni che una comunità può lasciare oggi: culturali, sociali, ambientali e tecnologici.

Il programma definitivo dovrà tradurre questa idea in progetti, eventi e interventi concreti. Tra i temi indicati nel percorso preparatorio compaiono la montagna, il carattere diffuso della candidatura, l’identità della Valle dei Segni, l’UNESCO, il turismo e l’ospitalità, il coinvolgimento dei soggetti privati e la costruzione di una governance in grado di gestire un progetto complesso.

Non mancherà il capitolo delle infrastrutture culturali ma la candidatura non si giocherà soltanto sulla quantità degli eventi o sulla capacità di riempire un calendario. Uno dei nodi sarà la partecipazione. Giovani, scuole, associazioni, cittadini e imprese dovranno essere coinvolti nella costruzione del programma, con attenzione anche all’accessibilità e all’inclusione.

Il progetto della Capitale italiana della Cultura richiama esplicitamente l’utilizzo di nuovi strumenti per ampliare l’accesso alla cultura e raggiungere pubblici più giovani con l’aiuto della tecnologia. Per la Valle Camonica può diventare anche un modo per raccontare il patrimonio archeologico attraverso linguaggi diversi da quelli tradizionali. Dopo il debutto istituzionale a Palazzo Pirelli, la candidatura sarà presentata ufficialmente in Valle Camonica sabato 19 settembre, al Museo Nazionale della Preistoria di Capo di Ponte. Non è l’unica in lizza, ovviamente: c’è anche Bassano del Grappa tra i candidati.

Una follia autunnale, parti per queste mete a prezzi stracciati con la nuova promozione Ryanair

L’estate sta finendo, ma la voglia di partire ovviamente no. E se state già cercando una scusa per mettere in calendario un weekend fuori porta, Ryanair prova a darvela con “Follia d’autunno – Prezzi folli di metà settimana”, la nuova promozione con tariffe a partire da 16,99 euro.

Il tempo, però, è pochissimo. Dovete prenotare entro il 15 settembre 2026 per viaggiare dal 17 settembre al 31 dicembre 2026. Le mete a disposizione tantissime e spaziano da spiagge e isole ancora piacevoli da scoprire in autunno, mete perfette per scoprire il foliage e fare un city break e ovviamente località da scoprire nel periodo natalizio. Accanto alle partenze da 16,99 euro spuntano, con un po’ di flessibilità sulle date, anche voli sotto la soglia dei 15 euro.

Da Bergamo a Kalamata

Il calendario dice autunno. Kalamata, almeno per un po’, sembra non essersene accorta. Da Milano Bergamo si vola verso Kalamata con tariffe da 16,99 euro: una cifra davvero conveniente. Ma perché visitare la meta roprio in questo periodo? Le temperature sfiorano i 30 gradi di giorno fino a fine settembre e scendono a circa 20 gradi la sera… nelle ore diurne stare in spiaggia è ancora fattibile e molto piacevole.

La città ha il mare a pochi minuti dal centro e una lunga passeggiata costiera, però vale la pena allontanarsi dalla sdraio. Si può salire al Castello di Kalamata, che domina la parte vecchia, per poi scendere verso la chiesa dei Santi Apostoli, legata alla memoria della Guerra d’indipendenza greca. Poco distante ci sono il Museo Archeologico della Messenia, vicoli, taverne e piazze dove la vita continua senza troppo preoccuparsi della stagione turistica.

C’è anche il curioso Parco Municipale delle Ferrovie, museo all’aperto tra vecchie locomotive e vagoni storici, e c’è soprattutto il lato gastronomico. Kalamata è terra di olive e olio: andando avanti verso l’autunno, mercati e produttori diventano parte del viaggio tanto quanto spiagge e siti archeologici.

Gli ulivi di Kalamata
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Kalamata, la città delle olive da scoprire

Da Pisa a Rabat

Sulla rotta Pisa-Rabat Ryanair propone voli da 14,99 euro, con partenze dirette che trasformano la capitale marocchina in una delle occasioni più interessanti della promozione. Rabat è affacciata sull’Atlantico, più rilassata rispetto ad altre grandi città marocchine e abbastanza raccolta da poter essere scoperta senza trasformare un weekend in una maratona. A ottobre le massime si aggirano intorno ai 27 °C: clima ideale per passare parecchie ore fuori, tra monumenti, giardini e medina.

La prima tappa può essere la Kasbah degli Oudaïa, fortezza arroccata tra il fiume Bouregreg e l’oceano. Vicoli bianchi e blu, mura, scorci sull’acqua. Poco sotto ci sono i Giardini Andalusi; più avanti, cambiando completamente scenario, la Torre di Hassan e il Mausoleo di Mohammed V.

Vista del porto di Rabat, Marocco
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Rabat e il suo porto sono affascinanti

Da Napoli a Budapest

A Budapest l’autunno arriva presto e anche in città si vive il foliage e l’atmosfera con colori caldi che caratterizzano la capitale ungherese. Con voli a meno di 17 euro da Napoli è una chicca da non perdere, anche nei weekend… e in più ci sono in promo tante date perfette per scoprire anche i mercatini di Natale.

Una volta arrivati, la città si presta perfettamente a qualche giorno senza programmi troppo rigidi. Si può iniziare dalla Collina del Castello e dal Bastione dei Pescatori, con il Parlamento dall’altra parte del Danubio, e poi scendere verso il centro. In autunno anche l’Isola Margherita cambia atmosfera: quasi 100 ettari di verde nel mezzo del fiume, attraversabili a piedi o in bicicletta.

Quando le temperature scendono, poi, Budapest gioca la carta che poche città europee possono permettersi: le terme. Le piscine dello Széchenyi sono una delle immagini simbolo della città e con l’aria fresca il vapore che sale dall’acqua rende tutto ancora più scenografico.

Budapest nella stagione autunnale
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Budapest in autunno è magica

I migliori treni del foliage per quest’autunno: i viaggi più spettacolari

L’autunno visto dal finestrino? Un trend in crescita che incanta tutti e proprio per questo oggi vogliamo svelarvi quali sono i migliori treni del foliage dell’autunno 2026, alcuni partono dall’Italia altri viaggiano in Europa e ce ne sono anche di molto lontani. Nell’autunno 2026 si può scegliere tra carrozze storiche, locomotive a vapore, ferrovie di montagna, piccoli trenini a scartamento ridotto e grandi convogli panoramici. Alcuni attraversano l’Italia più appartata, altri salgono sulle Alpi svizzere o si infilano tra le foreste del Giappone.

L’Amerigo Vespucci arriva a Castellamare di Stabia: ecco come visitarlo gratuitamente

L’Amerigo Vespucci è tornata in Italia. Dopo aver chiuso il capitolo nordamericano del suo lungo viaggio e aver fatto rotta verso l’Europa, passando per Ponta Delgada e Cadice, la nave scuola della Marina Militare si trova ora a Cagliari, prima tappa italiana del nuovo tratto di navigazione. a sosta in Sardegna è prevista fino al 15 settembre.

Poi il Vespucci riprenderà il mare verso la Campania, dove lo attende un appuntamento dal valore particolare: dal 17 al 19 settembre sarà infatti a Castellammare di Stabia, la città in cui venne varata nel 1931. Per due giornate sarà possibile anche salire a bordo gratuitamente, ma i posti sono limitati e serve la prenotazione.

L’Amerigo Vespucci arriva a Castellamare di Stabia

Per il tour italiano della Vespucci dell’autunno il veliero sarà ormeggiato al Molo Sottoflutto del Porto di Castellammare di Stabia, un ritorno atteso dato che proprio nei cantieri navali locali è stata costruita prima del varo del 1931. Si attende l’arrivo per il 17 settembre con apertura delle visite al pubblico da venerdì 18 settembre con apertura dalle 14 alle 18:30 ripetendo l’appuntamento sabato 19 settembre dalle 13 alle 17:30.

Come salire a bordo

La visita all’Amerigo Vespucci è gratuita, ma l’ingresso è consentito soltanto con una prenotazione nominale effettuata attraverso il sito ufficiale del Tour Vespucci. Non sono riconosciuti altri canali o piattaforme per il rilascio degli accessi.

Con una singola registrazione si possono prenotare fino a quattro persone. Dopo aver scelto giorno e fascia oraria bisogna inserire i dati dei partecipanti. La conferma arriva via e-mail insieme a un QR code, che dovrà essere mostrato allo staff al momento dell’ingresso. Il codice è unico ed è inviato alla persona che effettua la prenotazione. Se sono stati registrati più partecipanti, quindi, il gruppo deve presentarsi insieme. Attenzione alla puntualità: si potrà accedere solo da 15 minuti prima fino a 15 minuti dopo l’orario riportato nella conferma. Prima di poter accedere potrebbero essere richiesti i documenti d’identità per confermare quelli utilizzati durante la prenotazione.

Per poter salire, oltre alla prenotazione, bisogna seguire le regole d’abbigliamento scegliendo un look comodo e scarpe chiuse senza tacchi, ad esempio sneakers. Chi sale con i bambini deve sapere che non possono essere utilizzati passeggini e carrozzine. I minori devono essere accompagnati e i bimbi sotto l’anno non devono essere registrati nella prenotazione.

Amerigo Vespucci in navigazione
Ufficio Stampa
Tappa per l’Amerigo Vespucci a Castellamare di Stabia

Le prossime tappe

Prima di raggiungere Castellammare di Stabia, l’Amerigo Vespucci resta a Cagliari fino al 15 settembre.

  • Dal 20 al 25 settembre sarà a Napoli dove si sposterà dopo la tappa alla città stabiese; le date si sovrappongono alla trentottesima edizione della Louis Vuitton America’s Cup Regata;
  • Dal 2 al 7 ottobre arriva a Venezia davanti al Museo Storico Navale nella zona di Riva di San Biaso in concomitanza con Trans-Regional Seapower Symposium atteso per il 6 e 7 ottobre all’Arsenale della Marina Militare;
  • Dall’8 al 12 ottobre farà tappa invece a Trieste;
  • Poi procederà per Ravenna, diventata Capitale Italiana del Mare 2026. 

L’appuntamento è imperdibile, ci sono poche date disponibili e il numero di posti a bordo è limitato. Prenotare in anticipo è importante per chi sogna davvero di salire a bordo.

Ilary Blasi si è sposata in una villa da sogno con il Terrazzo dell’Infinito: si può visitare

Ilary Blasi e Bastian Muller si sono giurati amore eterno, il giorno del sì hanno scelto Ravello nella Costiera Amalfitana per le celebrazioni e i festeggiamenti. Il rito simbolico e il ricevimento si sono svolti a villa Cimbrone ma dopo mezzanotte i festeggiamenti si sono spostati all’interno di Palazzo Tolla, attuale sede del comune, dove hanno formalizzato l’unione civile. La sposa è arrivata in municipio dopo aver percorso a piedi scalini e viottoli che separano la villa dal centro, mentre alla celebrazione ufficiale hanno preso parte soltanto 25 persone.

La location della festa, però, è uno dei luoghi più celebri e scenografici di Ravello: una dimora storica circondata da giardini, statue e terrazze sospese sul mare. La nostra fortuna? Possiamo visitare i giardini di villa Cimbrone, anche senza essere ospiti dell’hotel.

Villa Cimbrone, dove si è sposata Ilary Blasi

La festa di nozze si è tenuta a Villa Cimbrone, tra le dimore più note di Ravello e della Costiera Amalfitana: Affacciata sul mare, in via Santa Chiara, è conosciuta soprattutto per i suoi giardini storici, mentre una parte del complesso ospita oggi un hotel di charme.

Il punto più celebre resta il Terrazzo dell’Infinito, o Belvedere dell’Infinito. Una balconata sospesa sul Mediterraneo, segnata da busti in marmo e da una vista che si apre sulla costa. È uno degli scorci più riconoscibili di Ravello e anche uno dei motivi per cui Villa Cimbrone continua a essere scelta come cornice per eventi e cerimonie.

Come visitarla

Per visitare i Giardini di Villa Cimbrone non è necessario soggiornare in hotel. L’area monumentale è aperta anche ai visitatori esterni, con ingresso a pagamento. La visita può quindi rientrare senza problemi in una giornata a Ravello. La struttura indica un’apertura tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:30, con ultimo accesso alle 19:00.

Eventi privati, matrimoni o esigenze organizzative possono comportare chiusure straordinarie. Meglio controllare prima della visita.

Vista panoramica da Villa Cimbrone su Ravello
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La vista da sogno dalla villa

Cosa vedere

Le origini di Villa Cimbrone sono lontane, si parla di lei già nell’XI secolo; le prime tracce documentarie risalgono all’XI secolo e anche il nome conserva qualcosa di quella storia: deriverebbe da “Cimbronium”, il grande podere che occupava il promontorio. Nei secoli la proprietà cambiò più volte famiglia, seguendo passaggi e fortune della nobiltà locale.

Ma la villa che si vede oggi è soprattutto il risultato di una stagione molto più recente, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. È allora che il complesso cambia volto e i giardini vengono ripensati mescolando gusto classico, essenze mediterranee e suggestioni arrivate dall’Inghilterra. Il percorso si apre tra statue, fontane, piccoli templi e presenze quasi teatrali, senza mai perdere di vista il paesaggio.

Poi c’è il Terrazzo dell’Infinito: è il punto che più di altri ha costruito l’immaginario di Villa Cimbrone: una balconata sospesa sul mare, scandita da busti in marmo, con la Costiera Amalfitana che si allarga davanti agli occhi. La scena è potente, quasi inevitabile. Ma fermarsi qui sarebbe riduttivo. Poco più in là cambiano atmosfera e prospettiva: il chiostro, la cripta, i passaggi ombreggiati del giardino. Angoli meno celebrati, forse, ma capaci di raccontare la villa con una voce diversa, più raccolta.

Tutti pazzi per gli Oasis, i luoghi del cuore del gruppo più amato di sempre

Dopo la reunion con i concerti del 2025 i fratelli Gallagher tornano a far cantare le canzoni più famose a tutti i fan con alcune date importanti proprio in Italia: Roma, con certezza, e maybeeee anche Milano. Gli appassionati non possono fare altro che attendere l’apertura dell’acquisto dei biglietti ripercorrendo i loro luoghi del cuore, i concerti più famosi e ovviamente riascoltando in loop le canzoni più celebri.

Ecco tutti i luoghi del cuore degli Oasis. Per raccontare davvero la storia dei fratelli Gallagher non basta mettere in fila dischi, concerti e litigi memorabili. Bisogna andare nei luoghi che hanno costruito il loro immaginario: strade di Manchester, negozi di dischi, piccoli club e stadi giganteschi. Posti in cui Liam e Noel Gallagher sono stati prima due ragazzi ossessionati dalla musica e poi le rockstar capaci di trasformare Wonderwall, Don’t Look Back in Anger e Champagne Supernova in inni generazionali.

Burnage: dove tutto è cominciato

Prima delle folle oceaniche c’era Burnage, quartiere nella zona sud di Manchester dove Liam e Noel Gallagher trascorsero buona parte dell’infanzia. Case a schiera, cielo spesso grigio e una normalissima vita di periferia: difficile immaginare uno scenario più lontano dal delirio che avrebbe circondato gli Oasis pochi anni dopo.

Eppure, il DNA della band è anche qui. L’orgoglio working class, l’accento mancuniano mai addomesticato e quell’atteggiamento da “noi contro il mondo” sembrano arrivare direttamente da queste strade. Prima di essere Supersonic, i Gallagher erano semplicemente due fratelli di Burnage con parecchie cose da dimostrare.

Sifters Records: il negozio diventato parte delle canzoni

Per un fan degli Oasis, Sifters non è un normale negozio di dischi. È quasi terreno sacro. Noel lo frequentava da ragazzo per comprare album e allargare la propria educazione musicale, tanto che il negozio sarebbe poi entrato direttamente nell’universo della band attraverso Shakermaker. Ancora oggi rappresenta perfettamente la Manchester da cui nacquero gli Oasis: niente pose da rockstar, solo scaffali pieni di vinili, musica da scoprire e la sensazione che il prossimo disco possa cambiarti la vita. Probabilmente Noel, a sedici anni, non immaginava che un giorno qualcuno sarebbe entrato lì proprio perché aveva ascoltato una sua canzone.

Wembley e Cardiff, gli stadi della reunion

Il 2025 ha segnato la reunion ufficiale tra i due fratelli che hanno inaugurato il tour a Cardiff in Galles dove il Principality Stadium ha ospitato circa 74.000 fan, un numero da record. Il concerto attesissimo, dopo 16 anni dalla separazione arrivata a Parigi nel 2009 ha fatto il giro del mondo. Lo stadio di Wembley, a Londra, è stato invece uno degli eventi trionfali della reunion con più date. 3 a luglio, 2 ad agosto e un grande finale con due repliche a settembre.

Stadio Wembley di Londra
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Wembley, lo stadio di Londra che ha ospitato gli Oasis

The Boardwalk: il primo palco degli Oasis

Prima di Knebworth, prima di Maine Road e prima che ogni concerto iniziasse con migliaia di persone pronte a cantare ogni parola, ci fu il Boardwalk. Nel club di Little Peter Street gli Oasis tennero uno dei loro primissimi concerti nell’agosto del 1991. Il locale non esiste più nella sua forma originale, ma nella geografia sentimentale della band rimane fondamentale. È uno di quei posti che fanno capire quanto sia stata vertiginosa la scalata degli Oasis: da una sala della scena indie di Manchester a diventare, nel giro di pochi anni, una delle band più grandi del pianeta. Altro che Definitely Maybe: col senno di poi sembrava quasi inevitabile.

Stratford Avenue: la copertina di Definitely Maybe

Il numero 8 di Stratford Avenue, a Didsbury, è immediatamente riconoscibile per chiunque abbia osservato la copertina di Definitely Maybe. Era la casa del chitarrista Paul “Bonehead” Arthurs e quel salotto diventò uno degli interni più celebri della storia del rock britannico. Liam sdraiato sul pavimento, Noel con la chitarra, fotografie, oggetti e riferimenti culturali sparsi nella stanza: l’immagine sintetizzava perfettamente gli Oasis del 1994. Ambiziosi, sfacciati e già convinti di essere la band migliore del mondo. Nello stesso luogo vennero girate anche alcune immagini legate a Shakermaker. Per un fan, passare da Stratford Avenue significa praticamente entrare dentro un album.

Oldham Street e il Northern Quarter, la Manchester della musica

Il Northern Quarter è uno dei quartieri che meglio raccontano la Manchester alternativa amata dalla band. Gli Oasis frequentavano locali e negozi della zona, dal leggendario Dry Bar fino a Piccadilly Records e Afflecks. Era un ambiente fatto di musicisti, fanzine, dischi, vestiti, incontri casuali e nuove band. In altre parole, il terreno perfetto per chi voleva trasformare una chitarra in una via di fuga. Camminare oggi lungo Oldham Street con Live Forever nelle cuffie resta uno dei modi migliori per capire da quale ecosistema culturale siano usciti i Gallagher.

Maine Road

Nell’aprile 1996 gli Oasis arrivarono a Maine Road, allora stadio del Manchester City. Per Liam e Noel, tifosissimi del club, non era semplicemente un altro grande concerto: era una dichiarazione di vittoria. La band era nel pieno dell’era di (What’s the Story) Morning Glory? e Manchester si ritrovò davanti cinque ragazzi partiti dai suoi quartieri e tornati da dominatori del britpop. Poche immagini rappresentano meglio l’ascesa degli Oasis: Liam davanti alla folla, Noel alla chitarra e un’intera città pronta a cantare.

Knebworth: quando sembravano invincibili

Se Maine Road fu il ritorno trionfale a casa, Knebworth fu la conquista definitiva del regno. Nell’agosto 1996 circa 250.000 persone assistettero ai due concerti, mentre milioni avevano cercato di ottenere un biglietto. È probabilmente il momento in cui l’espressione “la band più grande del mondo” smise di sembrare una delle provocazioni dei Gallagher. Davanti a quella massa di pubblico, canzoni come Wonderwall, Champagne Supernova e Don’t Look Back in Anger appartenevano ormai a tutti. Gli Oasis erano partiti dalle strade di Manchester ed erano arrivati fin lì senza perdere l’arroganza, le chitarre e la convinzione assoluta di essere destinati a qualcosa di enorme. Forse è proprio questo il filo che unisce tutti i loro luoghi del cuore: da Burnage a Knebworth cambia la dimensione, ma non cambia l’attitudine. Come avrebbe detto un fan davanti al palco: mad fer it.

Heaton Park

Nella mappa emotiva degli Oasis merita un posto anche Heaton Park, enorme area verde di Manchester che nel giugno 2009 ospitò uno dei concerti più movimentati dell’ultima fase della band. Davanti a decine di migliaia di persone, la serata fu segnata da problemi tecnici e interruzioni che avrebbero potuto far saltare tutto. Invece Liam, Noel e compagni tornarono sul palco e portarono avanti il concerto. Ed è difficile pensare a qualcosa di più Oasis: caos, tensione, pubblico enorme e, alla fine, canzoni abbastanza grandi da tenere insieme ogni cosa. Ascoltare Slide Away o Live Forever immaginando quella distesa di fan sotto il cielo del Regno Unito significa entrare in una fase diversa della loro storia, meno innocente di Knebworth e più vicina al punto di rottura che sarebbe arrivato poco dopo. Anche per questo Heaton Park resta un luogo speciale: non racconta soltanto il successo, ma anche tutta l’imprevedibilità dei Gallagher.

Heaton Park a Manchester
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Lo splendido Heaton Park di Manchester

Mercatini di Natale a Bressanone, torna la magia nel cuore della città

Non è troppo presto per iniziare a pensare all’atmosfera delle casette di legno illuminate, del profumo di spezie e delle tazze fumanti con vin brulé e cioccolata calda tra le montagne dell’Alto Adige: le date dei mercatini di Natale di Bressanone sono state ufficialmente comunicate e insieme a essse un calendario speciale con eventi e iniziative per festeggiare i 35 anni dell’appuntamento. Per oltre un mese il centro storico si trasformerà in un piccolo mondo natalizio fatto di artigianato, sapori altoatesini, musica e appuntamenti per tutta la famiglia. Ma quest’anno ci sarà qualcosa in più: spettacoli di luce, installazioni artistiche e un programma che unirà tradizione e creatività contemporanea.

Date mercatini di Natale a Bressanone per il 2026

Per il 35° anniversario il mercatino di Natale di Bressanone verrà aperto il 26 novembre con appuntamenti nel centro storico: alle 16:30 è prevista la Sfilata degli Angeli, mentre alle 17:00 l’inaugurazione ufficiale.  Dal giorno successivo si continuerà tutti i giorni fino al 6 gennaio (ad esclusione del 25 dicembre).

Tra gli elementi caratteristici dell’edizione 2026 ci sarà anche la Torre Bianca. Ogni giorno, in coincidenza con l’apertura del mercatino, il carillon proporrà una versione speciale dell’“Inno alla gioia”. Spazio anche al Calendario dell’Avvento: dall’1 al 24 dicembre verrà scoperta ogni giorno una nuova finestra. Qual è il tema per il 2026? La speranza che farà da filo conduttore per tutti gli eventi più attesi per il mercatino simbolo dell’Alto Adige.

Gli eventi più attesi

Il calendario natalizio non si fermerà alle bancarelle. Tra gli appuntamenti più curiosi torna la tradizionale sfilata dei Krampus del 5 dicembre, seguita il 6 dicembre dall’arrivo di San Nicola. Il gran finale arriverà invece il 6 gennaio, quando la Befana raggiungerà Piazza Duomo insieme ai Re Magi e a decine di figuranti in costume.

Uno degli eventi da non perdere sarà però OOPS 2 – A Light & Music Show for UNICEF, in programma alla Hofburg dal 26 novembre 2026 al 9 gennaio 2027.

Le facciate dello storico Palazzo Vescovile diventeranno una gigantesca scenografia grazie alle proiezioni degli artisti francesi Spectaculaires, accompagnate dalle musiche di Giorgio Moroder. Escludendo solamente il 24 e il 25 dicembre ogni sera lo show farà battere il cuore dei visitatori con 2 rappresentazioni imperdibili e ogni settimana il sabato e nelle serate del 6 e del 7 dicembre l’appuntamento aggiunge uno spettacolo.

Oltre ad essere scenografico, OOPS 2 avrà anche un risvolto solidale: per ogni biglietto venduto, un euro sarà destinato a UNICEF per un progetto legato all’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari in Zambia. Chi cerca qualcosa di più scenografico deve appuntare in agenda il periodo dal 4 dicembre al 31 gennaio 2027 dove andrà in scena Via Illuminativa – Station Hope: l’itinerario prezioso conduce tra installazioni d’arte contemporanea che coinvolgono chiese e spazi pubblici del centro che portano i turisti a esplorare la cittadina andando oltre le vie del mercatino.

Luci proiettate al mercatino di Natale di Bressanone
Ufficio Stampa
Lo spettacolo al mercatino di Natale di Bressanone

Dove si svolgono e dove parcheggiare

I mercatini di Natale di Bressanone si svolgono in piazza Duomo, quindi in pieno centro e sono estremamente comodi per chi arriva in treno: dalla stazione bastano pochi minuti a piedi. Chi arriva in auto, invece, dovrebbe uscire a Chiusa/Val gardena oppure a Bressanone/Varna per procedere verso aree di sosta come l’Autosilo Stufles di via Cesare Battisti, o il parcheggio Aquarena in via Brennero o ancora in via Dante l’autosilo di Via Dante e il parkgarage Bressanone.

Per chi cercasse un’area di sosta gratuita c’è invece quello di Bressanone sud lungo la statale, dista circa 20 minuti dalla piazza del mercatino.

I quartieri di Roma si trasformano in un grande teatro a cielo aperto: appuntamenti speciali

Roma non ha bisogno di un sipario per andare in scena. A settembre sono piazze, strade, parchi e scorci della Capitale a trasformarsi in un grande teatro diffuso, dove passeggiare significa anche attraversare storie, ricordi e personaggi che hanno contribuito a costruire l’immaginario della città. Dall’11 al 29 settembre 2026 torna infatti Passeggiando con la storia, la rassegna di teatro civile e popolare ideata da Moovo e arrivata alla sua seconda edizione.

Al centro del programma ci sono Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Gabriella Ferri e Nino Manfredi, quattro figure profondamente legate alla cultura romana. La loro memoria diventa il punto di partenza per esplorare luoghi della città spesso attraversati velocemente, riscoprendoli attraverso aneddoti, musica, teatro e racconti.

Passeggiando con la storia: il programma

Sono 3 le date previste dall’edizione 2026 di Passeggiando con la storia, che giunge alla seconda edizione dopo il successo dell’anno precedente. Tutte e 3 le date prevedono una camminata di 90 minuti circa a partire dalle 18:30: si esplorerà il quartiere con una guida e si impareranno curiosità sul territorio. Alle 21, poi, va invece in scena la rappresentazione teatrale all’aperto. 

Il debutto è previsto per venerdì 11 settembre a Largo Aurelia Sordi, con lo spettacolo “Sotto casa di Alberto”. Cristiana Vaccaro, Fabrizio Giannini e Fabrizio Sabatucci accompagneranno il pubblico attraverso la lunga carriera di Alberto Sordi, alternando episodi, atmosfere cinematografiche e musica. Un modo per ricordare uno degli interpreti che più di altri ha saputo raccontare vizi, virtù e contraddizioni degli italiani, mantenendo Roma come costante punto di riferimento.

Il secondo appuntamento, in calendario il 17 settembre, porta invece il pubblico nel cuore di Testaccio. Piazza Testaccio ospiterà “Hostaria Testaccio – Ricette, poesie e stornelli dal quinto quarto”, uno spettacolo dedicato ad Aldo Fabrizi e Gabriella Ferri. L’ambientazione richiama idealmente il mondo delle osterie romane, tra cucina popolare, sonetti, canzoni e stornelli.

Il quartiere diventa così parte integrante della narrazione. Testaccio, con la sua storia legata al commercio, alle tradizioni gastronomiche e alla cultura popolare, offre infatti uno scenario particolarmente adatto per raccontare due artisti che hanno portato la romanità ben oltre i confini della Capitale.

La serata conclusiva è quella del 29 settembre e andrà in scena al Belvedere Ettore Scola, all’interno del parco di Monte Ciocci con “Sulle tracce di Nino” che vuole essere un omaggio all’intramontabile Nino Manfredi che con ironia e sensibilità ha saputo raccontare storie italiane profonde.

Come partecipare

Per poter partecipare non si paga niente, gli appuntamenti sono gratuiti e sempre accompagnati musicalmente da “La tris de Gabriella” che fornisce il giusto contributo per il racconto teatrale e la tradizione musicale romana. Le passeggiate storiche vengono realizzate con guide abilitate e sistemi audio, in collaborazione tecnica con ILove Rome, e hanno una durata indicativa di circa un’ora e mezza. Per partecipare agli itinerari è però necessaria la prenotazione obbligatoria.

Gli spettacoli serali, invece, prevedono circa 200 posti a sedere e sono accessibili liberamente fino a esaurimento della disponibilità. Insomma, Passeggiando con la storia giunge alla seconda edizione e per questo 2026 torna a essere un modo diverso di vivere i quartieri di Roma alla fine dell’estate andando oltre i classici monumenti.

Augsburg ritrova il suo gioiello, riapre il Municipio con la meravigliosa Sala d’Oro

Nel 2024 era stato chiuso, ma ora è pronto a riaprire le porte: il Municipio di Augsburg torna finalmente visitabile e lo fa in grande stile. Il capolavoro della Baviera, che custodisce all’interno la Sala d’Oro, è una delle tappe imperdibili nella città di Augusta.

Il Municipio di Ausgburg riapre

Dopo oltre due anni di chiusura, il Municipio di Augsburg si prepara a riaprire le porte. Dal 28 settembre 2026 visitatori e turisti potranno tornare nell’edificio e accedere anche alla celebre Sala d’Oro.

Il Rathaus era chiuso dall’agosto 2024 per un intervento di risanamento particolarmente complesso. Tra i problemi emersi, soprattutto la presenza di amianto e di altri materiali che hanno richiesto opere specifiche di bonifica. I lavori sono serviti anche ad adeguare gli spazi alle attuali norme antincendio. Con la riapertura torna così accessibile uno dei luoghi simbolo della città.

Il Municipio fu progettato da Elias Holl; la parte esterna venne costruita tra il 1615 e il 1620, mentre gli ambienti interni furono completati nel 1624. Un edificio pensato anche per mostrare la forza di una città che, all’epoca, era tra i grandi centri commerciali e finanziari europei.

La storia del Rathaus, però, non è stata lineare. I bombardamenti del febbraio 1944 lo devastarono e la Sala d’Oro venne quasi completamente distrutta. Nel dopoguerra si intervenne inizialmente con soluzioni provvisorie. La vera ricostruzione del grande salone cominciò soltanto nel 1980 e si concluse nel 1996.

Sala d'oro nel Municipio di Augsburg
Siegfried Kerpf Stadt Augsburg
Visitare la Sala d’Oro del Municipio di Augsburg

Come visitare il Municipio di Augsburg e la Sala d’Oro

Il Rathaus si trova in pieno centro storico, sulla Rathausplatz, una posizione comodissima da inserire in qualsiasi itinerario a piedi ad Augsburg. La visita può quindi essere facilmente abbinata alla piazza, alla Fontana di Augusto, alla Maximilianstraße e agli altri monumenti del centro. La riapertura è attesa ufficialmente lunedì 28 settembre; se fino al momento della riapertura restava visitabile solamente l’ingresso e un’esposizione temporanea ora cambia tutto e sarà possibile finalmente riscoprire nella sua interezza questo splendido monumento simbolo di Augusta in Germania, nella regione della Baviera.

Gli orari non sono ancora stati comunicati ufficialmente, ma sembra che aprirà abitualmente dalle 10 alle 18 includendo anche il fine settimana per garantire a più visitatori possibili l’accesso. Il prezzo, se confermato quello prima della chiusura, sarà di 2,50 euro per gli adulti e di solo 1 euro per studenti e ragazzi in età scolare.

Cosa vedere nel Municipio di Augsburg

La ragione principale per varcare la soglia del Rathaus è naturalmente il Goldener Saal. Basta alzare gli occhi per capire l’origine del nome: il grande soffitto a cassettoni, gli elementi lignei, le decorazioni e i monumentali portali trasformano l’ambiente in un tripudio di oro, pittura e simboli.

È una sala pensata non semplicemente per stupire, ma per comunicare un preciso messaggio politico. Augsburg era una libera città imperiale e il suo Municipio doveva essere l’espressione della sua prosperità, della sua autonomia e del suo ruolo nel cuore dell’Europa. Pitture, figure allegoriche, sovrani dell’antichità e riferimenti al potere imperiale costruiscono quindi un vero e proprio programma celebrativo.

Particolarmente suggestivo è il soffitto, oggi ricostruito. Quello originario, rivestito di foglia d’oro, era addirittura sospeso alla struttura del tetto tramite catene: una soluzione ingegnosa che, durante l’incendio seguito ai bombardamenti del 1944, contribuì però alla distruzione degli ambienti interni. Oggi la struttura ricostruita è ancorata a un solaio moderno.

A Villa Adriana riemerge un segreto dell’antica Roma legato ai fulmini: la sorprendente scoperta

Roma non smette di stupire, a Villa Adriana una nuova scoperta archeologica ha riportato Tivoli al centro dell’attenzione: proprio qui è emerso all’interno dell’Anfiteatro una lastra di marmo con la scritta FVLGVR SVBMANIVM, un ricordo speciale di un antico rito romano. L’iscrizione rimanda a Summano, divinità romana legata ai fulmini notturni.

La scoperta del Fulgur Submanium a Villa Adriana

Mentre gli studiosi si stavano occupando degli scavi nel settore dedicato all’Anfiteatro il banco di tufo è comparso stupendo tutti. Elementi uniti con malta, dimensioni contenute e, sul fronte, una lastra di marmo di circa 40 per 35 centimetri. È lì che si trova l’iscrizione. Le lettere capitali, distribuite su due righe, compongono la formula FVLGVR SVBMANIVM, riferita a un fulmine notturno attribuito a Summano. Nell’antica Roma, infatti, non tutti i fulmini appartenevano simbolicamente alla stessa divinità. Le folgori diurne venivano generalmente associate a Giove; quelle notturne erano invece legate a Summano.

La lastra non è stata trovata fuori posto, riutilizzata in un muro successivo o spostata nel corso dei secoli, è ancora inserita nella struttura alla quale apparteneva. L’ipotesi è che la piccola costruzione possa essere collegata a un bidental, ovvero un luogo delimitato e reso sacro dopo la caduta di un fulmine. Quando una folgore colpiva il terreno, un edificio o un oggetto, per i Romani non si trattava soltanto di un fenomeno naturale.  Le tracce interessate dal fulmine potevano essere raccolte e sepolte secondo rituali precisi. Da qui l’espressione fulgur conditum, letteralmente collegata al fulmine “deposto” o “sepolto”.

La scritta dell'antico rito romano a Villa Tivoli
Ufficio Stampa
La scoperta del Fulgur Submanium a Villa Adriana

L’importanza della scoperta

Villa Adriana viene spesso raccontata attraverso le sue architetture più spettacolari. Il Canopo, il Teatro Marittimo, le terme, i grandi complessi residenziali. Sono questi gli spazi che catturano immediatamente lo sguardo di chi visita il sito. La lastra rinvenuta nell’area dell’Anfiteatro racconta però qualcosa di diverso perché non parla direttamente del potere imperiale o della grandiosità delle costruzioni. Porta invece dentro un gesto religioso, in una dimensione molto più concreta. Un fulmine cade.

Il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este Alberto Samonà ha commentato la notizia spiegando come il ritrovamento possa spostare lo sguardo dalle grandi architetture a un approfondimento su quella che era la cultura romana dell’epoca; l’iscrizione rimasta nella sua collocazione originaria offre un prezioso supporto per gli studiosi che possono comprendere meglio le procedure rituali; le indagini potrebbero avere conseguenze anche sulla lettura complessiva di questa parte della villa.

Il direttore dello scavo, Fabio Giorgio Cavallero, ha sottolineato come sarà importante studiare il rapporto stratigrafico tra il fulgur conditum, le strutture individuate nell’area e i resti del palazzo emerso durante le ricerche del 2024. La sequenza potrebbe aiutare a capire meglio come il settore sia cambiato nel tempo e in quale momento il rito legato al fulmine sia entrato nella storia di quest’area.

La scoperta potrebbe fornire nuovi elementi sulla riorganizzazione degli spazi di Villa Adriana a Tivoli, sulle diverse fasi di utilizzo dell’area e sul peso che la religione aveva anche nelle scelte legate ai luoghi e agli edifici.

Le migliori città segrete e low cost da prenotare con la promozione lampo Wizz Air

Voglia di cambiare aria? Questo è il momento giusto per trasformare quel “prima o poi partiamo” in un vero boarding pass. Solo l’11 settembre, con Wizz Air potete approfittare di uno sconto fino al 15% su tantissime destinazioni selezionate e iniziare a programmare la vostra prossima fuga tra città sorprendenti, sapori nuovi e weekend tutti da raccontare. Le date comprese? Dal 1° ottobre 2026 al 3 gennaio 2027… ponti natalizi e festivi inclusi!

Che preferiate perdervi tra palazzi Art Nouveau, scoprire una capitale piena di energia o assaggiare l’atmosfera più autentica della Transilvania, le idee non mancano. E con voli da meno di 30, 35 o 45 euro, a seconda della rotta, potreste avere un motivo in più per preparare la valigia.

Da Bergamo a Oradea

Se amate le città belle da fotografare ma ancora lontane dalle rotte più affollate, Oradea potrebbe essere la sorpresa del vostro prossimo viaggio. Partendo da Milano Bergamo potete trovare voli da meno di 30 euro e raggiungere una delle città più affascinanti della Romania occidentale.

Vi aspettano facciate Art Nouveau, piazze eleganti e palazzi dalle decorazioni che sembrano fatte apposta per riempire la vostra gallery. Passeggiate senza fretta tra gli edifici del centro, attraversate i suggestivi passaggi del Palazzo dell’Aquila Nera e fermatevi in Piazza Unirii per godervi l’atmosfera della città. Chi desidera alternare cultura e relax si innamorerà della tradizione termale di Oradea.

Oradea simbolo della Transilvania
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Alla scoperta della Transilvania da Oradea

Da Roma a Târgu Mureș

Dimenticate per un attimo i soliti itinerari. Con voli da Roma da meno di 45 euro potete puntare verso Târgu Mureș, una città della Transilvania perfetta se cercate atmosfere autentiche, architettura elegante e ritmi decisamente più slow. Il vostro punto di partenza può essere Piața Trandafirilor, la Piazza delle Rose, circondata da edifici storici e locali dove fermarvi per una pausa.

Raggiungete il Palazzo della Cultura, uno dei simboli della città, famoso per le sue decorazioni e le splendide vetrate. Vale la pena visitare anche la cittadella e poi semplicemente lasciarvi incuriosire dalle strade meno turistiche, tra caffè, mercati e piccole botteghe. E quando arriva il momento di sedervi a tavola, preparatevi ai sapori decisi della cucina transilvana: sarmale, mici e specialità regionali trasformano anche una semplice cena in una parte importante del viaggio.

Târgu Mureș centro storico
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Alla scoperta di Târgu Mureș

Da Napoli a Craiova

Da Napoli potete volare a Craiova da meno di 35 euro e scoprire una città che sa sorprendere chi decide di darle una chance. Iniziate dal suo lato più green. Il Parco Nicolae Romanescu è uno dei luoghi più amati della città e invita a lunghe passeggiate tra lago, ponti, giardini e angoli romantici.

Se invece siete in modalità cultura, puntate sul Museo d’Arte di Craiova, ospitato nell’elegante Palazzo Constantin Mihail, oppure esplorate il centro alla ricerca degli edifici storici e delle influenze architettoniche tipiche della regione. Craiova è anche una deliziosa meta gastronomica dove farsi coccolare con i sapori tipici dell’Oltenia. 

Craiova, centro storico
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La meravigliosa Craiova

Pronti a scegliere la prossima meta? Gli sconti di Wizz Air sono validi solo per la giornata dell’11 settembre e scadono alle 23:59 ma sono convenientissime. Si parte verso tantissime mete con uno sconto del 15% dal 1 ottobre al 3 gennaio 2027.

Qui è tornata la primavera, i ciliegi in fiore del Banksia Park di Bulleen: lo spettacolo è gratis

In Italia i colori stanno iniziando a scaldarsi mentre le temperature crollano: è il profumo d’autunno nell’aria ma non in tutto il mondo la natura si sta addormentando, in Australia la bella stagione sta per iniziare. A Melbourne la primavera porta con sé anche la fioritura dei ciliegi. E non serve necessariamente partecipare a festival a pagamento o allontanarsi troppo dalla città per ammirarla. A Bulleen, a circa mezz’ora dal centro di Melbourne, esiste infatti un angolo verde dove potete passeggiare circondati da nuvole di petali bianchi e rosa senza spendere nulla: è il Cherry Grove di Banksia Park.

Come visitare i ciliegi di Banksia Park

Per visitare il Banksia Park non si paga, l’ingresso è gratuito. Tutti possono accedervi liberamente durante la giornata e raggiungere il Cherry Groove, ovvero l’area del parco dove si trovano i ciliegi fioriti. Il periodo può cambiare di anno in anno in base alle temperature ma tra la fine di settembre e ottobre si gode il momento più scenografico. Nel Cherry Grove trovate un percorso ad anello che vi permette di passeggiare tra gli alberi e osservare la fioritura da diversi punti. Se avete tempo, portate con voi qualcosa da mangiare: nel parco ci sono tavoli da picnic e ampi prati dove fermarvi per una pausa.

Anche i cani possono accompagnarvi, purché siano tenuti al guinzaglio. Accanto al boschetto è inoltre presente un’area recintata di circa un ettaro dove possono correre senza guinzaglio. Oltre un centinaio di esemplari divisi tra i celebri Prunus serrulata con i celebri fiori a grappolo bianco e rosa si trovano ciliegi Yoshino e varietà a fiore doppio come Shogetsu e Shirofugen. Sono presenti poi alcuni meli ornamentali, che contribuiscono ad ampliare la tavolozza di colori primaverili.

La storia dei ciliegi regalati dal Giappone

Il fascino di questo luogo non dipende soltanto dalla fioritura. Dietro il Cherry Grove di Melbourne c’è anche una storia che unisce Australia e Giappone. Il progetto è nato negli anni ’80 quando il governo giapponese ha regalato circa 100 alberi in occasione della visita dell’allora primo ministro; in 40 anni il parco è diventato un’attrativa e a contribuire alla fioritura e manutenzione ci pensa un gruppo di volontari nato nel 2015.

Dove si trova Banksia Park e come arrivarci

Banksia Park si trova a Bulleen, nella zona nord-orientale di Melbourne, lungo Templestowe Road. Dal centro città potete raggiungerlo in automobile percorrendo la Eastern Freeway: considerate circa 30 minuti, traffico permettendo. Nei pressi del parco sono disponibili diverse aree di parcheggio.

Se preferite utilizzare i mezzi pubblici, potete prendere il treno fino alla stazione di Heidelberg e proseguire con l’autobus 903, scendendo nella zona di Bulleen Road e Manningham Road. Da lì dovrete completare il tragitto a piedi. Se preferite muovervi in bici potete arrivarci seguendo il Main Yarra Trail così da partecipare anche a una bella escursione lungo il fiume e una volta terminata la passeggiata che profuma di primavera potrete esplorare i dintorni continuando verso il Banksia Park oppure concedendovi un momento culturale all’interno dell’Heide Museum di arte moderna.

Il giardino segreto del Fontanone a Roma apre gratis al tramonto, ma solo pochi giorni

Chi pensa di conoscere Roma rimarrà sorpreso di scoprire che alle spalle della celebre Fontana dell’Acqua Paola sul Gianicolo esiste un giardino segreto che torna accessibile gratuitamente al pubblico solo per poche settimane; l’ingresso è in via Garibaldi 30 e fino al 29 settembre, in alcune date speciali, all’ora del tramonto sarà possibile entrarci godendosi una vista suggestiva.

La riapertura del giardino del Fontanone

I Giardini dell’Acqua Paola rappresentano una piccola porzione superstite di un’area verde un tempo molto più ampia. Oggi l’accesso avviene attraverso una breve scalinata su via Garibaldi, al civico 30, poco distante dal grande bacino del Fontanone. L’iniziativa rientra nel programma “Eventi a Fontana 2026”, che durante il mese di settembre anima lo spazio con appuntamenti culturali e spettacoli.

Come visitarlo

Per chi vuole visitare soltanto il giardino, la fascia da ricordare è quella gratuita: dal lunedì al venerdì, dalle 18:30 alle 20:00, fino a martedì 29 settembre 2026. In questo intervallo è possibile entrare e osservare il sito in autonomia, prima dell’inizio degli eventi serali, alcuni dei quali possono prevedere modalità di accesso differenti o un biglietto.

Il consiglio è arrivare con qualche minuto di anticipo, soprattutto nelle giornate di bel tempo, quando il Gianicolo richiama numerosi visitatori al tramonto. La zona si raggiunge facilmente da Trastevere salendo verso via Garibaldi, mentre dal centro storico si può attraversare il Tevere all’altezza di Ponte Sisto e proseguire a piedi verso il colle. Il percorso è in salita, ma regala scorci panoramici già prima di arrivare.

Cosa vedere nel giardino segreto dietro la Fontana dell’Acqua Paola

Il punto di forza del giardino è soprattutto uno: da qui la Fontana dell’Acqua Paola si vede dal retro. Una prospettiva insolita, lontana dall’immagine più conosciuta del Fontanone che domina via Garibaldi. Dietro alla facciata monumentale che tutti conosciamo possiamo rimanere stupiti osservando le arcate e i dettagli architettonici che solitamente sono nascosti e a quel punto lasciamo che lo sguardo si allarghi.

Ci sono i tetti del centro storico, le cupole, scorci della città e, più in basso, il Tevere. Un punto di osservazione che cambia completamente la percezione del complesso barocco e che si presta bene anche alle fotografie.

All’interno del giardino si trovano anche colonne, capitelli e altri frammenti lapidei ma tra gli elementi più curiosi c’è un piccolo ninfeo datato fine Seicento decorato con i simboli riconducibi alla famiglia Borghese (aquile e draghi).

Il legame con il Fontanone, del resto, è diretto. La Fontana dell’Acqua Paola venne realizzata all’inizio del Seicento per volontà di papa Paolo V Borghese, come mostra terminale dell’acquedotto riportato in funzione per rifornire d’acqua la parte occidentale della città, dal Vaticano a Borgo fino a Trastevere.

Visitare questo giardino segreto è un modo per scoprire i quartieri di Roma più nascosti andando oltre alle viste panoramiche tipiche del Gianicolo. Proprio la durata limitata dell’apertura rende l’esperienza ancora più interessante: chi si trova nella Città Eterna a settembre ha pochi giorni per approfittarne, gratuitamente e nell’ora più suggestiva della giornata.

Millie Bobbie Brown, la star di Stranger Things, in vacanza sulle Dolomiti con la figlia

Cambiata tantissimo dal suo esordio in Stranger Things, da adolescente a mamma e donna: Millie Bobby Brown è una delle attrici più chiacchierate dello star system e ha scelto l’Italia per una vacanza in famiglia. Un viaggio a ritmo lento a contatto con la natura nelle Dolomiti insieme al marito Jake Bongiovi e alla loro bambina; gli scatti hanno fatto il giro del mondo. A rendere particolarmente speciale il racconto social è stata proprio la presenza della figlia, che l’attrice continua però a proteggere con grande attenzione.

Il carosello condiviso su Instagram fa sognare: rari momenti di quotidianità da mamma in un breve video dove cammina tra i prati con la bimba in braccio mentre il Jake procede al suo fianco. Il volto della minore resta nascosto, una tutela che non viene mai meno.

Millie Bobby Brown in vacanza sulle Dolomiti

Per la loro fuga italiana, Millie Bobby Brown e Jake Bongiovi hanno puntato su uno degli scenari naturali più spettacolari del Paese. Le Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO, sono diventate lo sfondo di giornate trascorse tra prati verdi, animali, montagne e momenti di relax lontani dalla frenesia delle grandi città. Il contenuto condiviso dall’attrice restituisce proprio l’atmosfera di una vacanza semplice e immersa nella natura. Il luogo è stato scelto anche dal Presidente Mattarella per le sue vacanze estive.

La famiglia passeggia accompagnata da alcuni alpaca, mentre nelle altre immagini compaiono anatre tra le margherite, prodotti freschi e scorci alpini. Millie si mostra anche in bikini e con una maglietta dedicata all’Italia, mentre Jake compare in altri momenti della giornata tra paesaggi montani e animali al pascolo. Bongiovi ha pubblicato a sua volta alcuni ricordi della vacanza, tra cui un selfie della coppia a tavola e immagini di una piscina affacciata sulle vette. Un quadro che racconta bene perché le Dolomiti siano diventate una delle mete più amate da chi cerca un soggiorno capace di unire comfort, natura e privacy.

La scelta della montagna appare particolarmente adatta anche alla nuova dimensione familiare della coppia. Lontano da paparazzi e red carpet, il territorio dolomitico permette di alternare passeggiate, esperienze nella natura e pause di benessere, mantenendo un ritmo più lento.

Le vacanze italiane di Millie Bobby Brown

Non solo Dolomiti: la coppia ha scelto l’Italia per la sua vacanza toccando altre mete. Una tra tutte? Il lago di Como, apprezzato anche da Katie Holmes che ci ha trascorso una fuga romantica con il suo nuovo amore. Tra le località frequentate figurano Bellagio, Tremezzina e Cernobbio, tre delle destinazioni più conosciute del Lario. Anche in quel caso la vacanza era stata raccontata attraverso alcune immagini social, con Millie Bobby Brown a bordo di una barca e Jake Bongiovi al timone.

Il rapporto della coppia con l’Italia ha anche un significato sentimentale. Millie Bobby Brown e Jake Bongiovi si sono sposati nel maggio 2024 e hanno scelto proprio la Toscana per celebrare una parte importante del loro matrimonio. Tra colline, borghi e atmosfere romantiche, la regione si è così aggiunta alla personale mappa italiana dei due attori.

Torna il Treno del Foliage, il viaggio più spettacolare dell’autunno tra Italia e Svizzera

Riparte il collegamento ferroviario più atteso dell’autunno: dal 10 ottobre al 15 novembre torna attivo il Treno del Foliage della Ferrovia Vigezzina-Centovalli che collega Domodossola a Locarno.  Il percorso è quello tra Italia e Svizzera: 52 chilometri, poco meno di due ore per tratta, con il paesaggio che cambia settimana dopo settimana.

Castagneti e faggete, gole, piccoli centri e versanti di montagna si accendono dei colori dell’autunno, dal giallo al rosso passando per tutte le sfumature dell’arancio. Negli ultimi anni la linea ha attirato anche l’attenzione della stampa internazionale. Tutti ne hanno parlato, ma il dato più significativo arriva dal numero di passeggeri che ha permesso di trasformare una tratta ferroviaria in un itinerario turistico attesissimo anno dopo anno.

L’itinerario del Treno del Foliage 2026

Si può salire a bordo da entrambi i capolinea, Domodossola o Locarno. Il biglietto speciale vale per andata e ritorno e permette, se si vuole, una sola sosta intermedia lungo il percorso, all’andata oppure al ritorno. Da Domodossola il treno lascia il fondovalle e prende quota verso la Valle Vigezzo, la cosiddetta Valle dei Pittori.

Tra le tappe più frequentate c’è Santa Maria Maggiore, borgo di montagna che nelle settimane del foliage affianca al paesaggio anche un calendario di eventi. Il 17 e 18 ottobre torna, per la 21ª edizione, Fuori di Zucca, tra mercatino, degustazioni e iniziative nel centro storico. Più avanti si arriva a Re, con il Santuario della Madonna del Sangue. Poi il percorso cambia volto. Passato il confine, la ferrovia entra nelle Centovalli e comincia la discesa verso il Lago Maggiore.

È qui che il tragitto offre alcuni degli scorci più spettacolari: gole profonde, boschi sui versanti, piccoli paesi e aperture improvvise sul paesaggio. Una delle fermate più apprezzate è Intragna, un borgo conosciuto per il campanile iconico che domina il Ticino e per il museo regionale delle Centovalli e del Pedemonte. Capolinea dell’itinerario è Locarno, una località svizzera affacciata sul lago Maggiore. Piazza Grande, il centro storico e il lungolago permettono facilmente di allungare la giornata prima del viaggio di ritorno. Da qui, con un breve collegamento in autobus, si può raggiungere anche Ascona.

Il percorso del Treno del Foliage
Alberto Lorenzina
Il Treno del Foliage e le sue tappe

Informazioni utili: date, prezzi e prenotazioni

Il Treno del Foliage 2026 sarà attivo dal 10 ottobre al 15 novembre. Il periodo coincide con la fase in cui, normalmente, i boschi attraversati dalla Vigezzina-Centovalli mostrano le tonalità autunnali più intense. Naturalmente il foliage resta un fenomeno naturale: temperatura, piogge e andamento della stagione possono anticipare o ritardare il picco dei colori.

Il biglietto speciale è valido per il viaggio andata e ritorno Domodossola-Locarno oppure Locarno-Domodossola.

I prezzi del treno del foliage 2026

Ecco nel dettaglio i prezzi del treno del foliage per l’autunno 2026:

  • In settimana i costi vanno da 36 euro per la seconda classe a 46 euro per la prima classe;
  • Sabato e domenica i prezzi salgono a 42 euro e 51 euro rispettivamente per la seconda e la prima classe;
  • I bambini dai 6 ai 15 anni pagano la metà mentre quelli sotto i 6 anni viaggiano gratis se si siedono in braccio ai genitori.

Come funziona la sosta intermedia

Il biglietto permette una sola sosta intermedia nell’intero viaggio: si può inserirla all’andata oppure al ritorno, non in entrambe le direzioni. Aggiungere più fermate può infatti bloccare la procedura di acquisto. Chi parte da Domodossola e sceglie, per esempio, di fermarsi a Santa Maria Maggiore dovrà prenotare separatamente i posti sulle tratte indicate dal sistema: Domodossola-Santa Maria Maggiore, Santa Maria Maggiore-Locarno e, per il rientro, Locarno-Domodossola.

Non c’è invece una durata fissa per la sosta. Il tempo da trascorrere nella località scelta dipende dagli orari disponibili e può essere deciso liberamente dal viaggiatore.

Panoramico in valle Vigezzo
Ufficio Stampa
Il paesaggio autunnale visto dal Treno del Foliage

Katie Holmes sceglie il lago di Como per festeggiare il nuovo amore

Katie Holmes ha scelto uno degli scenari più romantici d’Italia per vivere i primi momenti pubblici della sua nuova storia d’amore. L’attrice diventata celebre con Dawson’s Creek ha trascorso alcuni giorni sul Lago di Como insieme a Jason Bard Yarmosky, artista newyorkese con cui sarebbe legata sentimentalmente dall’estate. Dopo settimane di indiscrezioni e alcune apparizioni insieme negli Stati Uniti, la coppia ha deciso di condividere sui social una parentesi italiana fatta di panorami sul lago, gite in barca e momenti di relax. L’attrice sembra aver scelto il Lario per presentare al pubblico un nuovo capitolo sentimentale. Le fotografie pubblicate durante il viaggio mostrano un’atmosfera lontana dai red carpet: sorrisi, acqua, tramonti e giornate trascorse senza fretta, con le montagne comasche sullo sfondo.

Il viaggio romantico di Katie Holmes sul lago di Como

Il Lago di Como è da tempo una delle destinazioni italiane più amate dalle star internazionali, ma nelle immagini condivise da Katie Holmes non c’è soltanto il fascino glamour associato al territorio. Il viaggio dell’attrice e di Jason Bard Yarmosky sembra piuttosto raccontare il lato più semplice e rilassante del Lario: navigare sull’acqua, fermarsi ad ammirare il paesaggio e trascorrere qualche ora lontano dalla confusione.

Una delle esperienze centrali della vacanza è stata proprio la gita in barca. Holmes e il compagno sono stati fotografati a bordo di un’elegante imbarcazione in legno, uno dei modi più suggestivi per scoprire il Lago di Como. Dal centro del lago, infatti, il panorama cambia completamente prospettiva: ville storiche, piccoli centri abitati e montagne sembrano scorrere lentamente lungo le rive. Non sono mancati neppure i momenti dedicati all’acqua e al relax. Gli album pubblicati dall’attrice mostrano tuffi, soste al sole e scene di complicità tra i due.

I posti visitati da Katie Holmes sul Lago di Como

Le fotografie condivise durante il soggiorno non permettono di ricostruire nel dettaglio ogni tappa dell’itinerario, ma raccontano bene il tipo di viaggio scelto dalla coppia. Il protagonista assoluto è naturalmente il lago, esplorato dall’acqua durante diverse uscite in barca. È un’esperienza particolarmente indicata per chi visita il Lario, perché permette di osservare da vicino le località distribuite sulle due sponde e raggiungere facilmente alcuni degli angoli più panoramici.

Negli scatti compaiono i caratteristici borghi affacciati sull’acqua, con case, campanili e piccoli approdi incastonati ai piedi delle montagne. Non vengono però indicate con precisione le località visitate dalla coppia; quindi, sarebbe azzardato attribuire le immagini a Bellagio, Varenna, Menaggio o agli altri centri più conosciuti della zona.

Più che un itinerario serrato tra monumenti e attrazioni, quello di Katie Holmes e Jason Bard Yarmosky sembra quindi essere stato un soggiorno dedicato al piacere di vivere il lago con calma. Navigazione, panorami, bagni e tramonti sono diventati lo sfondo di una nuova relazione che l’attrice, dopo mesi di discrezione, ha deciso di mostrare anche ai suoi fan. E ancora una volta il Lago di Como conferma la sua capacità di trasformare una semplice fuga romantica in un viaggio da ricordare.

Dove andare a ottobre con i migliori voli low cost: 3 mete da sogno con la promozione Ryanair

Siete indecisi su dove andare a ottobre? Il mese che profuma d’autunno e che richiama Halloween anima moltissime città con atmosfere calde e festive accompagnate da eventi a tema; con i voli low cost si possono raggiungere città d’arte o mete affacciate sul mare dove, con un po’ di fortuna, ci si può godere ancora splendide giornate di sole all’aperto. Ryanair con la nuova promozione ci accompagna con tantissimi voli low cost per ottobre a partire da 19,99 euro… ma noi, con un po’ di ricerca, ne abbiamo trovati anche sotto i 15 euro! Per poter usufruire dell’offerta bisogna prenotare entro l’11 settembre scegliendo voli dall’11 settembre al 31 ottobre.

Da Milano Linate a Palma

Non avete ancora voglia di archiviare costumi da bagno e occhiali da sole? Per godervi qualche pomeriggio vista mare facendo il pieno di vitamina D, Palma di Maiorca è l’ideale ed è una delle mete low cost più interessanti dove andare a ottobre. Con Ryanair e la nuova promo si parte da Milano Linate a meno di 15 euro. Le temperature diurne si aggirano tra i 22 e i 24 gradi, un clima ancora piacevole per un giro in barca tra le calette, sedersi in spiaggia o godersi passeggiate sul lungomare. Attenzione soltanto a non immaginare necessariamente un agosto-bis: il mare di Palma può risultare fresco e i più freddolosi potrebbero preferire prendere il sole senza tuffarsi.

Vista panoramica di Palma di Maiorca
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Tra le mete di ottobre c’è Palma di Maiorca

Da Bologna a Praga

Chi cerca invece una città dal clima piacevole e dalle forti atmosfere autunnali dovrebbe approfittare dell’offerta volo da Bologna a Praga: si parte con meno di 17 euro e si raggiunge una capitale ricca di fascino e storia. Tra gli appuntamenti più curiosi c’è la mostra delle zucche dell’Orto Botanico di Praga, in programma nel 2026 dal 9 ottobre al 1° novembre. Il tema di quest’anno porta i visitatori addirittura nel mondo preistorico, con composizioni di zucche, attività interattive e laboratori creativi; il 31 ottobre è inoltre prevista una celebrazione di Halloween con lanterne e installazioni illuminate.

A metà mese, poi, Praga cambia ancora volto grazie al Signal Festival. Dal 15 al 18 ottobre 2026, installazioni luminose, proiezioni, arte digitale e performance trasformano parti della città in un percorso creativo da esplorare dopo il tramonto. Il programma 2026 coinvolge il centro e l’area di Dejvice, con diverse installazioni accessibili gratuitamente e altre inserite nel programma Signal INSIDE.

Di giorno, invece, è il momento di godersi il lato più classico della capitale. Lo Stromovka, il grande parco cittadino, è perfetto per cercare il foliage e camminare sotto alberi tinti di giallo e arancio. Il Castello di Praga può risultare più piacevole da visitare rispetto ai mesi estivi, mentre una crociera sulla Moldava al tramonto permette di guardare ponti e palazzi da una prospettiva diversa.

Vista autunnale su Praga
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L’atmosfera magica di Praga in ottobre

Da Napoli a Tolosa

Per la terza proposta voliamo dalla Campania alla Francia. Da Napoli a Tolosa le tariffe Ryanair scendono sotto la soglia dei 23 euro, rendendo la cosiddetta Ville Rose una candidata perfetta per un weekend europeo economico. Tolosa è una città che in ottobre si lascia scoprire con grande facilità: abbastanza vivace da riempire le giornate, ma raccolta quanto basta per essere esplorata senza trasformare il viaggio in una maratona.

Il consiglio è concedersi un po’ di autentica flânerie: niente programmi troppo rigidi, ma una passeggiata tra strade, caffè e piazze fino a raggiungere il Pont Neuf e le rive della Garonna. In ottobre gli alberi iniziano a cambiare colore e il contrasto tra foliage, acqua e architetture in mattoni rende questo angolo della città particolarmente suggestivo.

Il ponte di Saint Pierre sulla Garonna e la cupola di La Grave a Tolosa
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L’atmosfera autunnale a Tolosa

Castel del Monte festeggia 30 anni Unesco, tanti eventi in programma fino al 12 settembre

È un anno importante per Castel del Monte, che celebra i 30 anni dall’ingresso nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO con una settimana di appuntamenti. Dall’apertura del 5 e fino al 12 settembre sono previsti cinque incontri imperdibili che vogliono raccontare il monumento mettendolo in relazione con linguaggi e interpreti del presente.

30 anni di Unesco per Castel del Monte

Castel del Monte dal 1996 è inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e oggi, a 30 anni di distanza, Andria sceglie di celebrarlo andando oltre la commemorazione per proporre un programma culturale ricco.

Il filo conduttore è l’armonia. Quella delle geometrie e delle proporzioni che caratterizzano l’edificio voluto da Federico II, ma anche quella che può nascere dal confronto tra epoche, discipline e sensibilità lontane; per gli appuntamenti sono stati coinvolti musicisti, registi, studiosi, artisti e coreografi.

L’obiettivo del Comune di Andria è molto chiaro: si vuole trasformare il trentennale in un momento di riflessione con lo sguardo puntato al futuro; la Sindaca Giovanna Bruno in una nota ufficiale ha dichiarato che il riconoscimento porta con sé la responsabilità di custodire e trovare nuove forme per raccontare un luogo coinvolgendo i più giovani. Il progetto nasce proprio dall’idea di affiancare alla tutela la produzione culturale, lasciando che storia e contemporaneità si incontrino all’interno del monumento.

Sulla stessa linea la direttrice del Castello Svevo di Bari della Direzione regionale Musei nazionali di Puglia, Anita Guarnieri. Il doppio anniversario, quello UNESCO e quello del Festival Castel dei Mondi, diventa secondo Guarnieri un’occasione per rinnovare l’attenzione verso un bene dal valore riconosciuto a livello internazionale. Non solo visite e conservazione, dunque: anche studio, confronto e interpretazioni nuove possono contribuire alla valorizzazione del sito.

Panoramica su Castel del Monte
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Castel del Monte festeggia 30 anni Unesco con tanti eventi

Il programma

L’attività è stata inaugurata il 5 settembre con Fulvio Delle Donne; lo storico e filologo del Medioevo attualmente nell’organico dell’Università Federico II di Napoli si è affiancato al docente di storia medievale Victor Rivera Magos per un approfondimento con al centro proprio la figura di Federico II toccando il contesto politico e culturale che portò alla nascita di Castel del Monte.

Il 7 settembre, il secondo appuntamento è in programma alle 11 con Maria Luisa Bafunno, regista e docente alla NABA di Milano, e il controtenore Nicolò Balducci. Il dialogo ruota attorno a Carlo Broschi, conosciuto come Farinelli, e affronta temi legati alla voce, al corpo, all’identità e alla memoria.

Giovedì 10 settembre a partire dalle 17 ci sarà il visual artist e docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma Dario Agrimi a raccontare di pittura, scultura, fotografia e installazioni raccontando come l’armonia e la percezione siano spesso collegate al mondo delle arti visive.

Dalle 17 di venerdì 11 settembre andrà in scena l’intervento approfondito del coreografo Emiliano Pellisari; il fondatore della compagnia NoGravity parlerà del rapporto tra corpo e movimento, geometria e spazio.

L’appuntamento finale è atteso per sabato 12 settembre; dalle ore 17 la direttrice di Mittelfest di Cividale del Friuli Agata Tomšič e l’autore e regista Roberto Latini intervengono per portare una riflessione sul teatro contemporaneo.

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