❌

Vue lecture

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.

Natale e Capodanno in crociera: tra mercatini innevati e mete esotiche, ecco le migliori

L’atmosfera delle feste è qualcosa del tutto personale, c’è chi sogna un bianco Natale con neve tutto attorno, mercatini e cioccolata calda e chi invece non desidera altro che approfittare dei giorni senza lavoro per rinnovare la tintarella… qualsiasi siano i propri gusti c’è una crociera di Natale o Capodanno perfetta per sé. Ecco le rotte da mettere subito in wishlist.

Crociere fluviali: Natale tra borghi e mercatini

Una crociera sul fiume? Sicuramente una buona idea per vivere a pieno la magia del Natale. Le rotte sono tantissime e noi abbiamo selezionato le migliori per vivere l’atmosfera di una crociera fluviale nel periodo natalizio.

Sul fiume Elba

Si parte con Viking River Cruises il primo giorno di dicembre e per 10 giorni si naviga sull’Elba, da Berlino ci si sposta con un itinerario verso Wittenberg dove sarà possibile visitare il mercatino e poi si raggiunge Meissen, patria della porcellana. Imperdibile Dresda con le sue architetture barocche e ovviamente la tappa finale… Praga.

Crociera sul Meno

Un’opportunità imperdibile? Quella della crociera fluviale proposta da Uniworld che collega Norimberga a Francoforte e fa scoprire i mercatini natalizi più belli della Germania.

Lungo il Danubio

Con AmaWaterways si passa dai mercatini tedeschi di Norimberga, Ratisbona e Passau a Vienna e Budapest. Scenic offre un’alternativa che comprende anche Bratislava, Dürnstein e Melk. La parte migliore è il cambio di scenario: un giorno vicoli acciottolati, quello dopo i palazzi delle capitali imperiali.

Sul Reno

Un’altra crociera fluviale imperdibile? Quella di Viking River Cruises sul Reno che per le feste natalizie tocca le tappe di Amsterdam, Colonia e Strasburgo facendo vivere la magia tra i centri storici vestiti di luci.

Sempre sul Reno la proposta di Avalon Waterways che partendo da Amsterdam ci porta a scoprire varie tappe tra cui Colonia, Strasburgo per raggiungere la Foresta Nera e concludersi dunque a Basilea.

Crociere in mare per le feste natalizie 2026-2027

No, Natale e Capodanno non devono per forza essere trascorsi al freddo ci sono tante crociere in mare che ci portano verso mete dove rinnovare la tintarella e brindare al nuovo anno baciati dal sole.

Crociera Corsica Ferries in navigazione
Ufficio Stampa
Crociere Corsica Ferries Capodanno 2027

Capodanno a Copacabana

Il 31 dicembre 2026 Rio de Janeiro si accende per il Réveillon. Costa Serena, in viaggio tra Brasile e Argentina, si ferma nella baia di Copacabana per ammirare i fuochi dall’acqua. A mezzanotte il programma di Costa Crociere non finisce: a bordo si balla al White Party, rigorosamente vestiti di bianco.

Natale sotto il sole dell’Atlantico

Dal 21 al 28 dicembre 2026, Costa Crociere è in partenza da Tenerife e fa rotta verso Lanzarote, Fuerteventura, Gran Canaria e Madeira. Tra paesaggi vulcanici, spiagge e Funchal addobbata a festa, Costa Smeralda propone un’alternativa al solito Natale invernale. Maglione pesante? Probabilmente non servirà.

Natale ai Caraibi

Sette notti dal 21 dicembre, con imbarco a La Romana. MSC Opera esplora Samaná, Virgin Gorda, Basseterre, Philipsburg e Catalina Sugar Beach. Qui il programma delle feste si mescola a baie turchesi, palme e sabbia chiara.

Città mediterranee in festa

Si salpa da Civitavecchia con MSC il 24 o il 31 dicembre 2026 per sette notti. Valencia, Barcellona, Marsiglia, Genova e Livorno compongono una rotta perfetta per alternare passeggiate nei centri storici, architetture sorprendenti e soste gastronomiche.

Capodanno alle Antille

Partenza il 26 dicembre da Fort-de-France, poi Pointe-à-Pitre, Bridgetown, Kingstown, Saint George e Castries. In sette notti MSC World Europa attraversa isole dai caratteri diversi, tra mercati colorati e spiagge da screensaver. Un modo niente male per cominciare il 2027.

Capodanno a Nizza

Un’altra opportunità? Corsica Sardinia Ferries ci porta a Nizza partendo da Savona. Si parte la sera del 30 dicembre e il 31 si esplora Nizza con il suo centro storico mentre per la notte di San Silvestro si rientra sulla nave con un cenone di tutto rispetto firmato dallo chef stellato Filippo Chiappini Dattilo. Si rientra il 1° gennaio.

Capodanno in Corsica

Chi ha poco tempo a disposizione potrebbe partire il 31 dicembre da Livorno per arrivare a Bastia nel pomeriggio così da godersi una passeggiata prima della festa a bordo prevista per poter festeggiare in grande l’arrivo del nuovo anno. Si rientra il 1° gennaio.

Dove si scia già in Italia: ecco le prime piste aperte per la stagione invernale

Chi ha deciso che per tornare sugli sci bisogna aspettare dicembre? Mentre in città siete ancora indecisi tra giacca leggera e cappotto, in alta quota la stagione della neve è già iniziata. Tra le prime piste aperte in Italia e i ghiacciai del Tirolo, l’autunno si trasforma nell’occasione perfetta per concedervi un weekend bianco fuori stagione. Ecco dove ci si può già divertire sulla neve.

Breuil-Cervinia

A Breuil-Cervinia si torna a sciare. La stagione invernale 2026/2027 ha preso il via il 24 ottobre, con i primi appassionati di nuovo sulle piste ai piedi del Cervino. Un avvio anticipato per chi aspettava il momento di rimettere gli sci ai piedi. Il comprensorio internazionale, che unisce Cervinia, Valtournenche e la svizzera Zermatt, offre complessivamente 322 chilometri di piste. Per ora, però, si scia soltanto su una parte del tracciato. Sono 13 gli impianti di risalita attivi sui 15 previsti in questa fase. Le prossime aperture dipenderanno dal meteo e dalle condizioni della neve.

Piste da sci a Breuil-Cervinia
iStock
Breuil-Cervinia, le piste da sci sono già attive

Ghiacciaio della Val Senales

Dal 19 settembre la stagione sciistica è stata ufficialmente inaugurata sul ghiacciaio della Val Senales con le prime discese che fanno già assaporare l’amore per la neve. Il comprensorio, che offre 42 chilometri di piste, continuerà la sua apertura progressiva, ma propone già numerose attività aperte. A fine ottobre è disponibile una porzione ancora molto ridotta dei tracciati, con nuove aperture programmate nel corso di novembre, neve permettendo.

Non pensate, però, che il divertimento finisca quando togliete gli scarponi. Dal 19 al 21 novembre sono annunciati diversi appuntamenti per celebrare l’inizio della stagione, tra musica, DJ set, un concerto degli ABBA Stars e un après-ski party all’Hotel Grawand, a 3.212 metri. Se preferite qualcosa di più tranquillo, potete alternare le giornate sul ghiacciaio a passeggiate autunnali e pause gastronomiche nei paesi della valle.

Passo dello Stelvio

Qui il calendario funziona al contrario. Al Passo dello Stelvio, in Lombardia, si scia soprattutto durante l’estate e l’autunno, mentre l’arrivo dell’inverno segna la pausa stagionale del comprensorio. L’attività resterà aperta solo fino al 1° novembre 2026… ma abbiamo ancora qualche giorno per poterci sciare.

Il comprensorio dispone di 9 chilometri di piste complessive, anche se soltanto una parte è attualmente utilizzabile. È una meta interessante per chi desidera riprendere confidenza con le curve senza aspettare l’apertura delle grandi stazioni invernali.

Il bonus di fine stagione? Dal 29 ottobre al 1° novembre la località organizza il Pirovano Winter Party, con lezioni di sci, test delle attrezzature Fischer, DJ set, cene tipiche e momenti di relax nell’area benessere. Il gran finale è affidato a una castagnata: un mix decisamente riuscito di sport, montagna e atmosfera autunnale.

Le prossime aperture

Attenzione al calendario, le prossime aperture non sono poi così lontane. Ad aprire le danze sarà Solda all’Ortles che riaprirà le piste il 31 ottobre. Livigno, Courmayeur, La Thuile e Monterosa Ski 3 Valli si attiveranno invece dal 28 novembre. Bisognerà attendere il 4 dicembre per Bormio, Val Gardena, Carezza e il 5 dicembre per Tarvisio e Vialattea.

Chi sogna già di sciare e non vuole attendere l’arrivo dell’inverno può valutare già diverse opzioni in Italia per prenotare un weekend sulla neve e godersi lo sport all’aria aperta.

Il turismo cambia mappa entro il 2036: ecco le mete europee che conquisteranno più viaggiatori

Come cambierà il turismo europeo nei prossimi 10 anni? A porsi questa domanda è Accor che ha creato uno studio basandosi sulle previsioni di Tourism economics; il Continente registrerà una crescita continua ma i flussi si sposteranno dalle mete più note alle località meno conosciute per allontanarsi dall’overtourism. Si parla di un aumento del 32% di pernottamenti… un risultato che si prospetta interessante.

Le mete europee che conquisteranno più viaggiatori

Ma quali saranno le destinazioni capaci di conquistare più viaggiatori? Francia, Spagna e Regno Unito continueranno a dominare la scena turistica europea. Ma qualcosa si muove anche lontano dalle destinazioni più frequentate. L’Europa centrale e orientale, i Paesi baltici e alcune zone dei Balcani potrebbero conquistare una fetta crescente di visitatori, spinti dalla voglia di scoprire luoghi diversi e uscire dai soliti itinerari.

Tra le destinazioni da seguire ci sono Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Cracovia, Praga e Budapest non sono certo mete sconosciute. Eppure, il loro patrimonio storico, insieme a una scena culturale vivace, potrebbe contribuire a rafforzare il peso turistico dell’intera regione. Città già apprezzate, dunque, ma con ulteriori margini di crescita.

C’è poi il Baltico. Tallinn, Riga (che registrerà un 83% in più di pernottamenti) e Vilnius stanno attirando l’attenzione di chi cerca un’alternativa alle grandi capitali dell’Europa occidentale. A fare la differenza sono i centri storici, le architetture e la possibilità di abbinare una visita in città alla scoperta dei paesaggi naturali di Estonia, Lettonia e Lituania.

Vilnius dall'alto
iStock
Vilnius, una delle mete top d’Europa da scoprire

E nei Balcani? Albania e Montenegro restano due destinazioni da osservare. Coste, montagne e percorsi culturali offrono possibilità di viaggio ancora poco esplorate rispetto ad altre aree del continente. Il crescente interesse per le mete meno battute potrebbe dare ulteriore slancio al turismo locale.

Le grandi destinazioni europee manterranno il loro richiamo. Ma per una parte dei viaggiatori, nei prossimi anni, la scelta potrebbe cadere sempre più spesso su una capitale baltica o su un itinerario tra le coste balcaniche.

La nuova mappa del turismo europeo

Sarà soprattutto il turismo internazionale a spingere la crescita dei viaggi in Europa nei prossimi dieci anni. Entro il 2036 i pernottamenti dei visitatori stranieri aumenteranno del 42%. Si parla di circa un miliardo di notti in più ogni anno, con una spesa turistica dall’estero destinata a superare i 1.300 miliardi di euro.

A crescere più rapidamente saranno i flussi dal Medio Oriente e dall’Asia-Pacifico, con arrivi in aumento rispettivamente del 93% e dell’88%. Ma qualcosa si muoverà anche dentro i confini europei. I turisti provenienti dall’Europa centrale e orientale viaggeranno più di quelli dei mercati occidentali, favoriti da collegamenti migliori, nuovi investimenti e costi di viaggio più accessibili.

L’Italia continuerà a giocare un ruolo da protagonista. Le previsioni indicano un aumento complessivo dei pernottamenti del 33% entro il 2036, trainato ancora una volta dalla domanda internazionale, attesa in crescita del 45%.

Le grandi capitali e le destinazioni più conosciute resteranno al centro delle rotte turistiche. Non perderanno il loro richiamo. A cambiare sarà piuttosto la distribuzione dei flussi, con una quota crescente di viaggiatori diretta anche verso territori meno frequentati. Una geografia del turismo più estesa, nella quale accanto alle mete tradizionali troveranno spazio nuove destinazioni.

Rocchetta Mattei, riapre l’ala araba dopo 30 anni: alla scoperta delle stanze segrete del conte

Sull’appennino bolognese c’è un posto che, con le sue atmosfere e gli archi, ci fa volare con la fantasia fino all’Andalusia. Stiamo parlando della Rocchetta Mattei a Grizzana Morandi che ha riaperto l’ala arabo-moresca al pubblico dopo una chiusura che durava dal 2015. La novità? Grazie a un team di volontari è possibile accedervi visitando un’unica ala, oppure l’intera struttura con guide preparate che raccontano la storia e i dettagli.

Rocchetta Mattei riapre le stanze segrete del conte

Il nuovo itinerario vi porta oltre le sale più fotografate della Rocchetta permettendo di scoprire la Sala delle Ceramiche, quella dei Fenicotteri e gli ambienti destinati alla cucina e al pranzo posizionati al piano terra. Poi si sale con un percorso più intimo per visitare la loggia delle Uri, il salotto turco, la camera turca e la sala degli specchi. Ma la vera chicca viene svelata dagli appartamenti del conte Mattei dove il salotto viola, quello inglese e la sua stanza fanno sognare già dal nome. Imperdibile la sala della visione dove un affresco rimanda direttamente all’episodio che, secondo il racconto del conte, avrebbe ispirato le sue teorie terapeutiche con un gioco di luci e ombre.

Rocchetta Mattei, il castello salvato

Cesare Mattei non era esattamente un personaggio convenzionale. Nato nel 1809, fu politico, studioso e inventore dell’elettromeopatia, una pratica oggi priva di riconoscimento scientifico. Le sue gocce diventarono così celebri da finire persino nei Fratelli Karamazov di Dostoevskij. Nel 1850 scelse uno sperone roccioso affacciato sulla valle del Reno per costruire la sua dimora. Il risultato? Un collage audace di torri medievali, richiami gotici, decorazioni moresche e dettagli liberty.Se avete già visto il Cortile dei Leoni, ispirato all’Alhambra di Granada, sapete di cosa parliamo. Eppure, la Rocchetta nasconde un altro trucco: materiali umili come gesso, legno e stucco imitano marmi e pietre lavorate. L’acquisto della Fondazione Carisbo nel 2005 segna però una nuova vita grazie alla mobilitazione dei volontari e ha portato nel 2015 alle prime visite stoppate per poi ripartire solo nel 2026.

I soffitti della cappella di Rocchetta Mattei
iStock
Il suggestivo soffitto della cappella di Rocchetta Mattei

Come visitare la Rocchetta Mattei

La Rocchetta Mattei sorge nel comune di Grizzana Morandi in provincia di Bologna e propone 3 percorsi: l’Ala Nobile, con il celebre Cortile dei Leoni e la cappella; l’Ala Arabo-Moresca, dedicata agli spazi privati del conte; oppure il tour completo, che unisce entrambe le sezioni. Si può raggiungere in auto ed è possibile usufruire del parcheggio disponibile a monte del Castello.

Il prezzo del biglietto intero parte da 12 euro per il percorso singolo, oppure si può acquistare il tour completo a 20 euro attraverso il sito ufficiale rocchettamattei.it. Si può accedere solo con la guida e dopo aver prenotato obbligatoriamente dal portale. Un’avvertenza importante: nell’ala moresca ci sono scale strette e passaggi angusti, senza ascensore. Se avete difficoltà motorie, informatevi in anticipo sui percorsi accessibili. E ricordate il nuovo parcheggio a monte del castello. Un motivo in più per visitarla? Osservare i dintorni. A pochi chilometri è presente infatti un borgo bolognese medievale con vicoli in pietra e case antiche: La Scola, un’idea originale per un weekend.

A Saqqara riemerge la tomba di un uomo vicino al faraone: custodisce segreti millenari

La storia non smette di far parlare di sé, in Egitto a Saqqara una spedizione di archeologi ha appena fatto una scoperta preziosa: dagli scavi è riemersa la tomba di Weni, un alto funzionario dell’Antico Regno molto vicino al faraone. Il ritrovamento prestigioso, tra camere funerarie e oggetti, ha dato modo di approfondire diverse tematiche legato a un uomo così influente.

La scoperta a Saqqara della tomba di Weni

Una nuova scoperta arriva dalla necropoli di Saqqara, a poca distanza dalla piramide del faraone Merenre. Gli archeologi in Egitto hanno riportato alla luce una mastaba, una tomba in mattoni crudi riservata nell’antichità ai personaggi di alto rango. E questa volta il nome è di quelli che contano: Weni. Il ritrovamento è avvenuto durante gli scavi condotti da una missione egiziana sotto il coordinamento del Consiglio Supremo delle Antichità.

All’interno della struttura sono stati identificati diversi pozzi funerari. Uno conduce direttamente alla camera sepolcrale di Weni, dove le decorazioni e le iscrizioni sulle pareti si sono conservate abbastanza bene da permettere agli esperti di ricostruire parte della sua identità. Weni viene indicato come sindaco, sacerdote sem, supervisore degli appartamenti reali, tesoriere della Casa del Nord e compagno unico del sovrano. Tra i suoi titoli compare anche quello di signore della città di Kab. Non si trattava, quindi, di un semplice amministratore: era un personaggio inserito nei meccanismi del potere, con responsabilità che attraversavano la gestione dello Stato e la sfera religiosa.

La parte più intrigante della scoperta, però, si trova appena sopra la camera funeraria. Gli archeologi hanno individuato un ambiente con copertura a volta contenente diversi reperti, tra cui due piccole statue di legno raffigurate in un’insolita posizione di adorazione. Una presenza rara, soprattutto per il particolare atteggiamento delle figure, che potrebbe aiutare a comprendere meglio il significato degli oggetti collocati nelle tombe dei funzionari.

Nel pozzo funerario sono stati recuperati alcuni strumenti di bronzo che potrebbero essere stati impiegati in ambito medico; oggetti simili sono piuttosto insoliti nei contesti sepolcrali e, almeno per il momento, non esiste una spiegazione definitiva della loro presenza. Durante gli scavi le sorprese non sono mancate: è stata ritrovata una porta falsa appartenente a Sekhet-Nebty, una donna che portava titoli religiosi, tra cui quello di sacerdotessa della dea Hathor. Ma cosa sono le false porte? Nell’architettura funeraria egizia venivano accompagnate da un significato simbolico rappresentando quello che era un punto di comunicazione diretto tra i vivi e i defunti.

Perché questa scoperta è importante

Una tomba appartenente a un alto funzionario è già una fonte preziosa per gli egittologi. Quando però restituisce iscrizioni leggibili, oggetti rari e resti umani ancora studiabili, il suo valore cresce notevolmente. Nel caso di Weni, a sorprendere sono soprattutto le prime analisi antropologiche. Secondo gli studiosi, l’uomo sarebbe morto dopo aver superato i cinquant’anni, un dato che permette di collocarlo in una fase relativamente avanzata della vita. I resti mostrano in più gravi problemi dentali e alterazioni dei tessuti che circondavano i denti, segnali compatibili con patologie orali in stato avanzato.

La magia natalizia di queste mete low cost è imperdibile con la promozione Vueling

C’è chi aspetta il Natale per scartare i regali e chi, invece, sogna di scartare una nuova destinazione. Luci scintillanti, mercatini pieni di meraviglie, profumo di cannella nell’aria e quella voglia irresistibile di perdersi tra le strade di una città in festa. Con la nuova promo Vueling, il prossimo viaggio potrebbe essere molto più vicino di quanto immagini! Ma attenzione perché il tempo per approfittarne è limitato, si possono prenotare voli a prezzi stracciati solo fino al 1° novembre 2026 per partire dal 1° novembre 2026 al 31 gennaio 2027.

Insomma, il momento giusto per dare una svolta alle prossime feste è arrivato. Abbiamo scelto tre città: tre atmosfere diverse e un’unica certezza, ovvero che quest’inverno sarà impossibile restare a casa.

Da Roma a Londra

Il Natale di Londra è in grande stile, tra luci scintillanti e mercatini… ma come risparmiare? Con la promozione Vueling si raggiunge con 21 euro a persona, un’ottima occasione. Tra le attività imperdibili ci sono quelle di passeggiare lungo Oxford Street sotto un cielo di decorazioni luminose, curiosare tra le vetrine addobbate di Covent Garden e fermarsi per una cioccolata calda, rigorosamente fumante.

Le luci di Oxford Street a Londra
iStock
Le scenografiche luminarie di Londra a Natale

Il massimo dell’atmosfera? Hyde Park, dove il celebre Winter Wonderland porta giostre, bancarelle e un’energia contagiosa. Imperdibili anche i mercatini lungo il Tamigi, i pub dall’atmosfera cozy, le stradine illuminate e quell’inconfondibile tocco british che rende tutto più cinematografico. Una passeggiata a South Bank, qualche regalo originale da infilare in valigia e il gioco è fatto: Londra ha già conquistato il vostro spirito natalizio.

Da Firenze a Parigi

Parigi è sempre una buona idea, con la sua anima romantica, i mercatini e ovviamente le tantissime luminarie scenografiche. Da Firenze si parte con 36 euro, praticamente un regalo. La città dell’amore è perfetta come regalo di coppia, per un viaggio in solitaria oppure con un gruppo di amici e l’itinerario può cambiare a seconda dei vostri gusti. Imperdibili gli Champs-Élysées illuminati e i numerosi bistrot della zona dove gustare un ottimo croque monsieur prima di riprendere la passeggiata.

Tra i mercatini natalizi più belli? Quello delle Tuileries dove si alternano bancarelle di artigianato e altre dedicate alla gastronomia. Ma la vera chicca è nel quartiere degli artisti: Montmartre è ancora più scenografica con luci e decorazioni… ed è anche il posto perfetto per trovare idee regalo originali.

Monmartre nel periodo di Natale
iStock
Il quartiere di Montmartre a Natale è magia

Da Torino a Barcellona

La magia del Natale non è fatta solo di temperature glaciali e luoghi innevati, a Barcellona l’atmosfera festiva ha vibes mediterranee e si può raggiungere da Torino con voli a 12 euro. Le feste nella città catalana profumano di spezie e vengono animate dallo storico mercatino della Fira de Santa Llúcia nei pressi della cattedrale.

Non distante si illumina il Barrio Gotico e ovviamente invitiamo a perdervi tra i vicoli della città raggiungendo poi la zona del mare dove potrete concedervi un buon aperitivo a base di tapas… con un po’ di fortuna all’aperto e baciati dal sole. Insomma, un’occasione imperdibile.

Luminarie natalizie a Barcellona
iStock
Barcellona e la sua atmosfera natalizia

Ryanair, da novembre la consegna bagagli da stiva chiuderà 60 minuti prima della partenza

Le corse al terminal per consegnare la valigia da imbarcare e poi dirigersi verso il gate dovranno richiedere una preparazione attenta: dal 10 novembre Ryanair chiuderà il bag drop, ovvero la consegna dei bagagli da stiva, 60 minuti prima della partenza del volo e non più 40 minuti prima.

Quei 20 minuti in meno potrebbero sembrare uno scarto ridotto, ma con un po’ di traffico, una navetta in ritardo o file più lunghe in aeroporto l’impatto potrebbe sentirsi, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

Cambia la consegna del bagaglio da stiva

Il nuovo limite sarà applicato in tutti gli aeroporti serviti dalla compagnia. Dal 10 novembre, chi deve lasciare un bagaglio in stiva deve recarsi prima in aeroporto perché il bag drop chiuderà 60 minuti prima del volo. Facciamo un esempio concreto: il vostro volo decolla alle 15? Il banco di consegna chiuderà alle 14, mentre fino al 9 novembre il limite sarebbe stato fissato alle 14.20. Presentarvi alle 14.05 con il trolley pronto e il sorriso migliore potrebbe non salvarvi.

La decisione, in realtà, non è del tutto nuova: come avevano anticipato nell’articolo sulle nuove regole per il check-in Ryanair, l’aggiornamento era stato annunciato già ad aprile. Ora, con la data sempre più vicina, la compagnia è tornata sull’argomento per evitare sorprese ai viaggiatori.

Ma perché anticipare la chiusura? La compagnia punta a offrire più margine dopo la consegna della valigia: controlli di sicurezza, eventuale verifica dei passaporti e camminata fino al gate possono richiedere parecchio tempo, soprattutto quando l’aeroporto è pieno o molto grande. Secondo l’azienda, questa piccola modifica dovrebbe aiutare a ridurre ulteriormente i casi di chi perde l’aereo perché resta bloccato in coda.

Come organizzarsi per la nuova regola

La novità riguarda solo chi viaggia con bagaglio in stiva, cioè circa il 20% dei clienti Ryanair. L’altro 80%, secondo i dati, è abituato a viaggiare con bagagli a mano e dunque non viene toccato dal cambiamento. Calcolate il tragitto verso l’aeroporto con un margine realistico, tenete conto delle code al banco e controllate in anticipo terminal e documenti necessari. Se potete, arrivate con largo anticipo anziché puntare all’ultimo minuto utile: 60 minuti è il termine di chiusura, non l’orario consigliato per entrare in aeroporto.

Occhio alle postazioni self-service per consegnare i bagagli, previste dal piano di digitalizzazione della compagnia in molti scali. Possono rendere l’operazione più scorrevole, ma non cambiano la deadline. E prima di partire, date un’occhiata alle comunicazioni relative al vostro volo: eventuali istruzioni specifiche meritano sempre la precedenza.

Cosa succede se si arriva dopo la chiusura

Se si arriva dopo la chiusura non è possibile imbarcare la valigia e dunque bisognerà provvedere diversamente, ad esempio partendo solo con il bagaglio a mano e chiedendo a qualcuno che rimane in città di venire a ritirare la vostra valigia. Attenzione anche alla questione rimborsi voli: quando l’errore è vostro la compagnia non risponde.

Dara Brady, chief marketing officer di Ryanair ha commentato la notizia così: “Da martedì 10 novembre, i banchi di consegna bagagli in tutti gli aeroporti serviti da Ryanair chiuderanno 60 minuti prima dell’orario di partenza previsto, anziché gli attuali 40 minuti. Questa piccola modifica darà al 20% dei passeggeri Ryanair che imbarca un bagaglio in stiva più tempo per superare le code ai controlli di sicurezza e al controllo passaporti e per raggiungere il gate di partenza prima dell’inizio dell’imbarco, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, quando le code in aeroporto possono essere più lunghe”.

Vacanze wellness in Alto Adige, un rapporto svela dove trovare hotel con piscine panoramiche e spa private

E se la vacanza wellness non avesse una formula unica? Dalle piscine affacciate sulle montagne alle saune, fino a quelle a due passi da un laghetto naturale dove rilassarsi. In Alto Adige tutto questo è possibile e a raccontarlo sono i dati del Rapporto Wellness Alto Adige 2026 pubblicato da SuedtirolWellness che ha esaminato 722 hotel distribuiti in tutta la provincia studiando a pieno il fenomeno.

Vacanze Wellness in Alto Adige: lo studio

Il wellness è, a tutti gli effetti, una componente importante del mondo hospitality in Alto Adige ma non tutti gli hotel interpretano il concetto (e di conseguenza i servizi) allo stesso modo. Il nuovo rapporto di SuedtirolWellness prova a mettere ordine in questa varietà. La rilevazione, condotta nell’agosto 2026 attraverso informazioni pubblicamente disponibili, ha individuato 722 strutture con caratteristiche riconducibili al wellness, presenti in 101 dei 116 comuni della provincia.

Gli hotel sono stati suddivisi in tre gruppi. In 107 casi il benessere rappresenta un elemento centrale dell’identità della struttura; altri 138 alberghi mostrano una specializzazione nella spa o nei servizi wellness. Il gruppo più numeroso, composto da 477 hotel, comprende invece strutture che associano un’offerta qualificata di piscine a saune o altri ambienti dedicati al calore, insieme a spazi relax o trattamenti specifici. Il dato più interessante per i viaggiatori riguarda proprio le diverse possibilità di soggiorno. Le piscine con vista costituiscono la categoria più numerosa tra le quattro tipologie approfondite. Seguono le soluzioni per il wellness privato, le strutture con acque naturali e quelle che prevedono ambienti distinti per adulti e famiglie.

Dove trovare hotel con piscine panoramiche in Alto Adige

Sono almeno 281 gli hotel altoatesini che, secondo il Rapporto Wellness Alto Adige 2026, dispongono di una piscina con vista panoramica o di una soluzione come una infinity pool, una rooftop pool o una sky pool. È il numero più alto tra le quattro forme di wellness analizzate nel dettaglio dalla ricerca. Un’indicazione interessante per chi cerca un hotel dove la piscina non sia soltanto uno spazio per nuotare, ma anche un punto da cui ammirare il paesaggio. La rilevazione non fornisce, nei dati qui disponibili, una graduatoria delle località con il maggior numero di piscine panoramiche. La presenza di hotel wellness in 101 comuni mostra però quanto sia ampia la distribuzione territoriale delle strutture considerate.

Il paesaggio fa il resto. L’Alto Adige passa dai 207 metri delle zone più basse ai 3.905 metri delle sue vette maggiori. Una differenza di quota che si traduce in panorami molto diversi: fondovalle, pendii boscosi, prati d’alta montagna e pareti rocciose. Anche l’esperienza in piscina cambia con la stagione. In inverno il richiamo è quello dell’acqua calda mentre fuori fa freddo e non mancano i mercatini di Natale. In primavera e in autunno sono i colori del paesaggio a diventare protagonisti. D’estate, invece, una piscina panoramica può essere la pausa ideale dopo qualche ora sui sentieri.

Spiccano le Spa private

Tra le tendenze viaggi 2027 più interessanti c’è anche quella di potersi rilassare in spa private, proposte dove potersi godere un momento di relax in totale privacy. Sul territorio si contano almeno 72 strutture che offrono questo tipo di opzione, alcune con saune o vasche idromassaggio a uso esclusivo. La formula piace soprattutto alle coppie alla ricerca di fughe e weekend romantici, magari in occasioni speciali come quello dell’anniversario.

Un’icona di New York che compare in tanti film potrebbe non esistere più

Alcuni luoghi sono fatti anche di cliché, vale per noi in Italia ma vale anche per le città estere. New York, per esempio, porta con sé l’immagine delle passeggiate romantiche a Central Park dei primi appuntamenti e dei baci dati proprio a bordo delle iconiche carrozze trainate da cavalli… ma tutto questo potrebbe restare solo impresso nella nostra memoria e nelle pellicole più famose. Infatti, NYC potrebbe dire addio alle celebri attrazioni turistiche per motivi etici.

Addio alle carrozze di Central Park?

Per chi ha visitato New York almeno una volta, le carrozze di Central Park sono una presenza familiare. Cavalli, cocchieri, turisti con lo smartphone in mano e coppie alla ricerca della loro personale scena da film. Da quasi 170 anni questa tradizione è stata portata avanti ma ora cambia tutto: durante il Consiglio comunale di NYC tenutosi il 22 ottobre 2026 è stata appoggiata la legge che prevede la fine della circolazione delle carrozze trainate da cavalli a partire da giugno 2028. Una decisione che arriva dopo anni di discussioni, proteste e tentativi falliti di cambiare le regole. Le carrozze circolano nel parco dal 1858, quando erano un vero mezzo di trasporto. Con il tempo sono diventate un’esperienza turistica, spesso anche piuttosto costosa. Un giro di 45 minuti può arrivare a circa 150 dollari (circa 135 euro), mentre per occasioni speciali, come una proposta di matrimonio, il conto può salire di parecchio.

Perché potrebbero sparire

Dietro l’atmosfera romantica, però, c’è una questione molto meno instagrammabile. Le associazioni animaliste denunciano da tempo le condizioni in cui lavorano i cavalli, tra traffico, caldo estivo e strade affollate. A riaccendere le polemiche sono stati anche diversi incidenti, alcuni mortali.

Il caso più drammatico risale al 17 giugno 2026, quando Romanch Mahajan, un turista indiano di appena 18 anni, è morto dopo essere stato sbalzato da una carrozza il cui cavallo era improvvisamente fuggito. Una tragedia che ha accelerato il dibattito politico, tanto che la nuova legge porta proprio il suo nome: Romanch’s Law. La decisione, comunque, non mette tutti d’accordo. Per circa 150 conducenti significa perdere un lavoro, spesso tramandato di generazione in generazione. Il sindacato Transport Workers Union ha già annunciato battaglia legale. Il piano prevede misure di sostegno per aiutare i lavoratori a trovare una nuova occupazione e tutele per i quasi 200 cavalli coinvolti. Gli animali non potranno essere venduti ai macelli né destinati ad altre attività di trasporto turistico con carrozze.

Giro in carrozza a Central Park in autunno
iStock
Ultime occasioni per un giro in carrozza a Central Park

Film e serie Tv in cui compaiono

Basta una carrozza che attraversa Central Park per capire subito dove ci troviamo. Non servono grattacieli, insegne luminose o la Statua della Libertà. Un esempio arriva da A piedi nudi nel parco, la commedia del 1967 con Robert Redford e Jane Fonda. Tra i momenti legati alla città compare anche una passeggiata in carrozza, perfettamente in linea con quell’atmosfera newyorkese fatta di amori complicati, piccoli litigi e riconciliazioni. Ma è soprattutto Sex and the City ad aver contribuito a rendere le carrozze parte del sogno di Manhattan. Nella serie con Sarah Jessica Parker, la Grande Mela non è mai soltanto lo sfondo delle vicende di Carrie Bradshaw e delle sue amiche. È quasi un personaggio aggiuntivo.

Halloween, i cimiteri più belli d’Europa da visitare: la nuova classifica del “tombstone tourism”

Cercate un Halloween alternativo, che possa allontanarsi da una maratona di film horror, il classico “dolcetto e scherzetto” o le zucche intagliate? Per gli amanti dei viaggi c’è la possibilità di scoprire i cimiteri più belli d’Europa seguendo quella che è la nuova classifica sul Tombstone Tourism.

Luoghi pieni di mistero, monumenti consumati dal tempo, tombe di personaggi leggendari e atmosfere che sembrano uscite direttamente da una serie di Tim Burton. Il turismo cimiteriale trasforma alcuni dei luoghi più silenziosi in tappe culturali e questa classifica originale svela alcune mete tutte da scoprire.

La Tokyo di Murakami, i luoghi raccontati in Tokyo Decadence, Tokyo Soup e Blu quasi trasparente

L’autore Ryu Murakami si è spento il 17 ottobre 2026; la notizia condivisa dalla casa editrice Gentosha solo il 23 ottobre ha fatto il giro del mondo riportando l’attenzione su quello che è il racconto di Tokyo attraverso le pagine di uno dei romanzieri più apprezzati degli ultimi anni in materia di saggistica. L’autore, mancato a 74 anni, ha avuto il coraggio di raccontare una città che pochi conoscono mostrando un universo di contraddizioni dove lusso e degrardo convivono.

Attraverso opere come Tokyo Decadence, Tokyo Soup e Blu quasi trasparente, Murakami ha costruito una geografia letteraria fatta di quartieri a luci rosse, alberghi esclusivi, strade affollate e periferie segnate dalla presenza americana. La sua scrittura, cruda, cinematografica e provocatoria, mescola sesso, violenza, musica e critica sociale. Per scoprire i suoi luoghi del cuore, intesi soprattutto come luoghi simbolo del suo immaginario, bisogna esplorare una Tokyo lontana dai templi e dagli itinerari turistici più tradizionali.

Roppongi: il lusso e la solitudine di Tokyo Decadence

Roppongi, celebre per i suoi club, i ristoranti internazionali e gli alberghi esclusivi, è una tappa ideale per avvicinarsi alle atmosfere di Tokyo Decadence, legato al racconto Topaz e al film diretto dallo stesso Murakami nei primi anni Novanta. Al centro della storia c’è Ai, una giovane prostituta che incontra uomini ricchi, spesso incapaci di stabilire relazioni autentiche. Dietro gli interni raffinati e le fantasie dei clienti emerge il ritratto di una società consumistica, in cui persino i sentimenti diventano merce. Per ritrovare questo contrasto si possono esplorare le strade della vita notturna di Roppongi e salire verso Roppongi Hills, complesso simbolo della Tokyo contemporanea.

Tokyo visto da Colline Roppongi
iStock
Il quartiere di Roppongi nel romanzo di Murakami

Fussa: la periferia di Blu quasi trasparente

Per scoprire le origini letterarie di Murakami bisogna allontanarsi dal centro e raggiungere Fussa, nella parte occidentale di Tokyo, vicino alla base militare americana di Yokota. È questo il paesaggio legato a Blu quasi trasparente, romanzo d’esordio del 1976, vincitore del prestigioso premio Akutagawa. Protagonista è un gruppo di giovani che trascorre le giornate tra droghe, sesso e musica rock, in una realtà segnata dall’influenza statunitense. Il racconto procede per immagini frammentate e sensazioni fisiche, quasi senza una trama tradizionale. Per comprenderne l’atmosfera si può percorrere Fussa Base Side Street, lungo la Route 16, tra negozi vintage, insegne americane e locali che conservano tracce della cultura degli anni Settanta.

Kabukichō e Shinjuku: le atmosfere notturne di Tokyo Soup

I quartieri di Kabukichō e Shinjuku sono tra i più rappresentativi del mondo di Murakami e sono quelli che emergono di più all’interno di Tokyo Soup. Il romanzo che segue le avventure di Kenji, un giovane che accompagna turisti in locali a luce rosse, e Frank, uhn cliente americano porta a scoprire un’anima che pochi conoscono della città simbolo del Giappone.

Con insegne luminose, karaoke, locali notturni e alberghi diventa un labirinto dove tutto sembra acquistabile, anche l’amore. Oggi vale la pena attraversare Kabukichō Ichibangai, riconoscibile dal celebre ingresso illuminato, passeggiare lungo Godzilla Road e scoprire le minuscole stradine di Golden Gai, con i suoi piccoli bar dall’atmosfera rétro.

Shibuya: i giovani, il consumismo e Love & Pop

La Tokyo di Murakami è anche quella degli adolescenti e delle mode dove non manca la ricerca ossessiva del denaro che emerge tra le pagine di Love & Pop. La trasposizione cinematografica non è mancata e ha amplificato la fama del titolo. Il quartiere di Shibuya è al centro di tutto, con negozi, musica e una overdose di pubblicità che alimenta la FOMO.

Shibuya, Tokyo
iStock
La doppia anima di Shibuya

Itinerario enogastronomico delle Langhe, dove il vino incontra la magia di borghi e castelli

Molti organizzano un tour enogastronomico delle Langhe durante il periodo della fiera al tartufo di Alba, ma il territorio ha qualcosa di magico non solo in autunno. Con borghi, una splendida tradizione enogastronomica, castelli e un circuito di panchine giganti è una zona del Piemonte tutta da scoprire, perfetta anche in coppia per un weekend romantico. Se sognate un viaggio di un weekend di 3 giorni nelle Langhe date un’occhiata a questo itinerario on the road che abbiamo testato noi stessi; un modo perfetto e non stressante per visitare tanto in uno dei paesaggi vitivinicoli riconosciuti come Patrimonio UNESSCO.

Itinerario consigliato per 3 giorni nelle Langhe

Ecco come organizzare un itinerario di 3 giorni enogastronomico nelle Langhe:

  • Giorno 1. Iniziate da Alba, capitale delle Langhe, passeggiando nel centro storico tra torri medievali, botteghe gourmet e pasticcerie. Proseguite verso Grinzane Cavour per visitare il suo castello UNESCO, poi raggiungete La Morra e il suo spettacolare belvedere. Se possibile, fate una deviazione verso la coloratissima Cappella del Barolo. Concludete a Barolo, tra il WiMu, una passeggiata nel borgo e una degustazione in cantina. Finale perfetto? Una cena con tajarin e un calice di Nebbiolo;
  • Giorno 2. Dedicate la giornata alla Langa del Barolo. Prima tappa Castiglione Falletto, con il suo castello e le viste sui vigneti. Proseguite verso Serralunga d’Alba per esplorare la sua imponente fortezza medievale, poi raggiungete Monforte d’Alba. Qui perdetevi tra i vicoli della Saracca, scoprite l’Auditorium Horszowski e fermatevi in un’osteria per assaggiare gli agnolotti del plin;
  • Giorno 3. Partite alla scoperta delle colline del Barbaresco e salite sulla celebre Torre di Barbaresco per una vista panoramica spettacolare. Continuate verso Neive, uno dei borghi più affascinanti della zona, tra palazzi storici ed enoteche. Se avete ancora tempo, spingetevi fino a Santo Stefano Belbo, sulle tracce dello scrittore Cesare Pavese, magari con una degustazione di Moscato d’Asti per chiudere in dolcezza.

I borghi delle Langhe da visitare

Se si percorrono on the road le Langhe in un itinerario di 3 giorni, tutto si basa sui borghi… quali vedere? Il territorio ne custodisce tantissimi ma in un weekend non bisogna esagerare. Ecco i nostri preferiti.

Se amate il vino, Barolo è una tappa obbligatoria. Circondato da vigneti di Nebbiolo, dà il nome a uno dei rossi italiani più prestigiosi, il Barolo DOCG, che richiede almeno 38 mesi di invecchiamento. Visitate il Castello Falletti, sede del WiMu, il Museo del Vino, un percorso immersivo che racconta il mondo dell’enologia. Curioso e originale anche il Museo dei Cavatappi. Poi lasciate spazio alla vera esperienza da ricordare: una degustazione in una cantina storica.

Barolo, vista panoramica
iStock
L’imperdibile borgo di Barolo

A La Morra vi aspetta uno dei belvedere più spettacolari delle Langhe. Raggiungete Piazza Castello e preparatevi a una vista che abbraccia colline, vigneti e borghi. Passeggiate tra le botteghe, scoprite la chiesa di San Martino e fermatevi alla Cantina Comunale per conoscere le etichette locali. Poco fuori dal centro trovate anche la Cappella del Barolo, una vera esplosione di colore.

Alba è il cuore vivace delle Langhe e una meta imperdibile per i food lovers. Passeggiate lungo Via Vittorio Emanuele, curiosate tra le botteghe e raggiungete Piazza Risorgimento, dove svettano alcune delle celebri torri medievali. Le più conosciute? La Torre Sineo e la Torre Bonino… e se foste fortunati potreste persino partecipare ai tour di Alba Sotterranea che sono attivi in alcuni periodi dell’anno.

A Barbaresco le vigne dominano il paesaggio e il profumo del vino sembra accompagnarvi tra i vicoli. Il simbolo del paese è la Torre di Barbaresco, alta circa 36 metri: salite fino alla terrazza panoramica, quando accessibile, per ammirare il territorio dall’alto.

Barbaresco e la sua torre
iStock
Salire sulla torre di Barbaresco per una degustazione

A Castiglione Falletto vi aspettano un castello medievale, la chiesa di San Lorenzo e scorci incredibili sulla Langa del Barolo. Serralunga d’Alba è riconoscibilissima grazie al castello trecentesco che domina il borgo. Passeggiate tra le sue case in pietra e godetevi la vista sui filari. A Monforte d’Alba raggiungete invece la Saracca, il suggestivo quartiere antico, fino all’Auditorium Horszowski, uno spazio per concerti all’aperto circondato da edifici storici. Da vedere anche la torre civica e la chiesa della Madonna della Neve.

Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, Neive sembra uscito da un film ambientato nel Medioevo. Scoprite Piazza Italia, gli eleganti palazzi nobiliari e la Torre dell’Orologio. Tra le chicche nella zona c’è l’enoteca comunale dove poter assaggiare un calicetto e soprattutto acquistare ottime bottiglie a prezzi interessanti.

Vista panoramica di Neive
iStock
Neive, uno dei borghi più belli d’Italia

I castelli più belli delle Langhe

Vigneti e castelli? Un’accoppiata che nelle Langhe funziona benissimo! Tra fortezze medievali e residenze nobiliari, ecco quelli da mettere in itinerario. Il Castello di Grinzane Cavour è una delle icone del territorio, riconosciuto dall’UNESCO. Al suo interno potete scoprire il Museo delle Langhe, ambienti storici e l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour.

Il Castello Falletti di Barolo racconta la storia del borgo e della cultura vinicola attraverso il WiMu, mentre il Castello di Serralunga d’Alba vi stupirà con la sua architettura slanciata, ispirata ai donjon francesi, e i panorami spettacolari. Se amate i luoghi meno scontati, spingetevi nell’Alta Langa fino al Castello di Prunetto, fortezza medievale affacciata su un paesaggio che, nelle giornate limpide, arriva fino alle montagne.

Castello di Grinzane Cavour
iStock
Imperdibile, il castello di Grinzane Cavour

Se il tempo lo permette fermatevi anche al castello di Magliano di Alfieri che all’interno ospita il museo dei soffitti di gesso e il teatro del paesaggio, oppure al castello reale di Govone oggi patrimonio UNESCO. La residenza sabauda è circondata da giardini e durante il periodo di Natale ospita un evento imperdibile a tema.

La strada del vino delle Langhe

Istituita ufficialmente nel 2006, con oltre 20 anni di storia la strada del Barolo e dei grandi vini di Langa è un percorso panoramico di circa 100 chilometri che coinvolge borghi, castelli, cantine e belvedere. Tocca i comuni di Alba, La Morra, Barolo, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e Monforte d’Alba ed è stupenda da percorrere in e-bike soprattutto in autunno e in primavera.

Cosa mangiare e bere nelle Langhe

Nelle Langhe il rischio di innamorarvi della cucina locale è altissimo! Cosa mangiare? Sicuramente i primi piatti come i tajarin conditi con il tartufo e il burro o con il ragù piemontese meritano l’attenzione, quanto gli agnolotti del plin. C’è chi va pazzo per gli antipasti: un tagliere con salumi e formaggi locali come la robiola di Roccaverano o i salami aromatizzati al tartufo e al barolo, chi preferisce i classici vitello tonnato e insalata russa e chi non sa dire di no a una fetta di torta di nocciole o allo zabaione. E nel calice? Il Barolo è ideale per chi ama i rossi strutturati, mentre il Barbaresco conquista con eleganza e complessità. Provate anche Barbera d’Alba, Nebbiolo e Dolcetto. E per gli amanti del bianco? Sicuramente l’Arneis è una coccola da non perdere.

Pasta al tartufo, tajarin piemontesi
iStock
La cucina con il tartufo nelle Langhe

Chicche imperdibili nelle Langhe

Pensate che le Langhe siano soltanto vino e borghi? Vi sbagliate. Le Big Bench sono gigantesche panchine colorate posizionate in punti panoramici. Cercarle tra le colline è un modo divertente per esplorare il territorio, soprattutto con un tour in e-bike.

Imperdibile anche la Cappella del Barolo, nel vigneto Brunate a La Morra. Realizzata artisticamente nel 1999 da Sol LeWitt e David Tremlett, è un piccolo capolavoro di arte contemporanea. Prima di raggiungerla, controllate le condizioni di accesso sul sito Ceretto, perché la cappella è stata interessata da lavori di restauro.

Sempre firmata dall’universo Ceretto è l’Acino, una struttura panoramica trasparente e futuristica presso la Tenuta Monsordo Bernardina di Alba: un incontro sorprendente tra design contemporaneo e paesaggio vinicolo, da scoprire verificando le modalità di visita della tenuta.

A Grinzane Cavour cercate invece la Nocciola Gigante, una scultura dedicata a uno dei prodotti simbolo del territorio. E se volete aggiungere una deviazione davvero particolare, raggiungete Vicoforte, fuori dal cuore delle Langhe, dove potrete ammirare la gigantesca cupola ellittica del santuario e, con l’esperienza Magnificat quando disponibile, scoprirla da una prospettiva insolita.

Negli Stati Uniti è nato un nuovo parco nazionale detto “la meraviglia delle rocce”: Chiricahua National Park in Arizona

La meraviglia degli Stati Uniti va oltre il fascino delle grandi città frenetiche e scintillanti, sono soprattutto i paesaggi naturali ad attirare l’attenzione con percorsi da fare on the road. Una degli ultimi capolavori premiati è il Chiricahua National Park, riconosciuto ufficialmente come parco nazionale da ottobre 2026 ma noto a molte con il soprannome “la meraviglia delle rocce”.

Il nuovo parco nazionale degli USA

L’America ha ufficialmente il suo 64° Parco Nazionale. Il presidente Donald Trump ha firmato il 20 ottobre 2026 il riconoscimento del Chiricahua National Monument come National Park permettendo di evidenziare quello che è il suo patrimonio naturale e culturale. A differenza di altri, non ha un classico paesaggio desertico con cactus e distesa di sabbia ma ha una caratteristica speciale che gli ha permesso di guadagnare il soprannome di Wonderland of Rocks, la meraviglie delle rocce. Dominato da centinaia di pinnacoli vulcanici e colonne di pietra dalle forme bizzarre, vanta una storia di 27 milioni di anni. La sua formazione è dovuta a un’eruzione vulcanica che ha coperto la regione, poi il tempo, l’erosione del vento e la pioggia hanno scolpito la roccia dando vita ai labirinti naturali che oggi possiamo esplorare.

Come visitarlo e cosa vedere

State pianificando un viaggio on the road degli Stati Uniti e la zona del West vi attira particolarmente? Non potete non inserire il Chiricahua nel vostro itinerario; l’auto è il modo migliore per scoprirlo seppur si trovi a soli 58 chilometri da Willicox e a poco più di 2 ore da Tucson. La prima meraviglia da visitare è la Bonita Canyon Scenic Drive, una strada panoramica di circa 13 chilometri dove si susseguono paesaggi spettacolari. Grazie all’altezza, regala una vista unica su guglie rocciose e vallate.

Da non perdere, poi, l’Echo Canyon Loop: lungo circa 5 chilometri è forse la parte più sorprendente del parco. Si snoda tra paesaggi stretti e formazioni rocciose davvero suggestive. Per gli appassionati di trekking, invece, ci sono sentieri da percorre come l’Heart of Rocks Loop: l’escursione di 12 chilometri complessivi lascia a bocca aperta grazie al raggiungimento di rocce surreali come Duck on a Rock e Big Balanced Rock.

Le formazioni rocciose del Chiricahua National Park
iStock
L’incredibile paesaggio del Chiricahua National Park

Altre informazioni e curiosità sul parco

Chiricahua non è soltanto un paradiso geologico degli Stati Uniti. Le sue montagne sono considerate delle sky islands, vere e proprie isole ecologiche che emergono dalle pianure desertiche, creando habitat ricchissimi di biodiversità. Durante le vostre esplorazioni potreste avvistare cervi, numerose specie di uccelli e, con molta fortuna, qualche animale più schivo.

Queste terre custodiscono anche una storia profonda, legata agli Apache Chiricahua, che qui hanno vissuto per generazioni. Tra le figure più conosciute della loro resistenza compare Geronimo, simbolo di un passato segnato da conflitti e dalla difesa delle terre ancestrali.

E quando il sole tramonta? La magia continua. Dal 2021 Chiricahua è riconosciuto come International Dark Sky Park, grazie alla qualità eccezionale dei suoi cieli notturni. Lontano dalle luci delle città, potrete osservare una distesa di stelle e, nelle condizioni giuste, la Via Lattea in tutta la sua bellezza. Insomma, i parchi nazionali americani non smettono di conquistare gli appassionati di paesaggi e viaggi on the road.

Addio voli low cost nel 2027: i prezzi dei biglietti potrebbero salire del 20%

Un weekend improvvisato in una capitale europea, uno zaino pronto a partire e quel volo trovato a un prezzo così basso da sembrare quasi un regalo. Chi ama viaggiare non prenderà bene questa notizia, perché la libertà di partire (anche last minute con tratte low cost) potrebbe essere minacciata da uno dei rincari più alto di sempre in Europa: si prevede un aumento fino al 20% su tante tratte. A lanciare l’allarme è il CEO di Ryanair, Michael O’Leary, che dipinge uno scenario tutt’altro che rassicurante per chi sogna di esplorare il mondo senza svuotare il portafoglio.

Gli aumenti previsti nel 2027 per i voli

State già pianificando le prime vacanze del 2027? Forse è il momento di iniziare a tenere d’occhio i budget e, dove possibile, fermare i voli con le tariffe convenienti. Secondo il CEO di Ryanair assisteremo a uno dei rincari più significativi degli ultimi anni con un +20% sui voli causato dal caro carburante legato alle tensioni geopolitiche e dal conflitto in Medio Oriente.

Per le compagnie l’aumento potrebbe addirittura non essere sufficiente e si preannuncia un anno particolarmente complicato. A rendere il quadro ancora più incerto contribuiscono le nuove abitudini di prenotazione: se preferite aspettare l’ultimo momento prima di acquistare un volo, sappiate che questa tendenza rende più difficile per le compagnie prevedere la domanda e pianificare la propria attività.

È addio voli low cost?

Davvero dovremo dire addio ai voli da pochi euro che ci permettevano di pianificare, anche last minute, fughe nei weekend? Non sarà del tutto così, ma probabilmente ci troveremo davanti a un cambiamento epocale rispetto ai biglietti a prezzi stracciati a cui ci eravamo abituati. Il modello low cost, che negli anni ha reso accessibili destinazioni un tempo considerate troppo costose, sta affrontando una fase delicata: al rincaro del carburante si aggiungono infatti tasse aeroportuali e imposte locali che pesano sulle scelte delle compagnie.

Ryanair, per esempio, ha già previsto una riduzione della propria presenza in mercati come Francia e Belgio, dove l’aumento della pressione fiscale sta rendendo alcune rotte meno convenienti da gestire. Parlare di “addio” potrebbe essere esagerato; con un po’ di flessibilità sarà comunque possibile trovare voli a prezzi competitivi ma sicuramente le tariffe non saranno più quelle a cui ci stavamo abituando.

Le dichiarazioni del CEO di Ryanair

Fanno discutere le parole di Michal O’Leary tra gli appassionati di viaggio. L’amministratore delegato durante una conferenza stampa a Bruxelles ha messo l’attenzione su come l’aumento delle tariffe coinvolgerà non solo Ryanair ma anche altre compagnie portando a un aumento fino al 20%, il più alto degli ultimi anni in Europa. L’allarme arriva da uno dei protagonisti del settore voli low cost ed è particolarmente significativo; a preoccupare più di tutto, però, è che il rincaro dei biglietti potrebbe non bastare a compensare le spese di carburante.

Non resta che sperare di poter avere ferie in periodi lontane dalla maggiore richiesta e approvate con anticipo, così da poter mostrare la flessibilità necessaria per poter trovare ancora voli competitivi continuando a godersi la scoperta del mondo con viaggi a prezzi competitivi.

Dove andare in vacanza nel 2027: le 25 destinazioni consigliate da National Geographic

Il 2027 ha tutta l’aria di essere l’anno giusto per riempire il passaporto di nuovi timbri, lasciarvi sorprendere da luoghi mai considerati prima e trasformare quella lista infinita di viaggi salvati sui social in esperienze da vivere davvero. Ma da dove cominciare? A darvi qualche idea ci pensa National Geographic, che ha selezionato le 25 migliori destinazioni da visitare nel 2027. Una raccolta di luoghi capaci di stupirvi, tra grandi ritorni, nuove scoperte ed esperienze fuori dall’ordinario. Preparate la vostra wishlist… scegliere la prossima meta potrebbe diventare la parte più difficile.

Best of the World 2027 di National Geographic

Best of the World 2027 di National Geographic è la selezione annuale che racconta le destinazioni più interessanti da prenotare nei dodici mesi successivi; viene redatta con l’aiuto di una rete internazionale di giornalisti e fotografi o esperti di viaggio che mettono in luce nuovi luoghi lontani dai soliti circuiti, offrono un itinerario diverso o raccontano un evento speciale che si svolgerà proprio quell’anno.

Le 25 mete da visitare nel 2027 secondo National Geographic

Quali luoghi meritano allora un posto nella vostra travel wishlist? La selezione di National Geographic attraversa paesaggi diversissimi, alternando destinazioni iconiche ad angoli del pianeta che raramente finiscono sotto i riflettori.

Partiamo dall’Europa, dove il Vestland, in Norvegia, sembra uscito da una leggenda nordica. Fiordi profondissimi, cascate che scendono dalle montagne e piccoli villaggi affacciati sull’acqua disegnano scenari in cui la natura si prende tutta la scena. Se avete sempre sognato di pagaiare tra pareti rocciose gigantesche o di camminare sospesi sopra laghi color zaffiro, qui potreste trovare il vostro posto nel mondo.

Vestland, in Norvegia
iStock
Vestland è la meta top del 2027

L’atmosfera cambia in Normandia, il territorio si prepara a celebrare i mille anni dalla nascita di Guglielmo il Conquistatore accompagnando il periodo con eventi e rievocazioni storiche.

Normandia, paesaggi panoramici
iStock
I paesaggi unici della Normandia

Spostandovi verso l’Asia, potreste lasciarvi conquistare da Penang, in Malesia, dove le strade ricche di storia di George Town incontrano la vegetazione tropicale, i templi e una scena gastronomica tutta da assaporare. In Giappone, invece, la prefettura di Niigata invita a scoprire un volto meno conosciuto del Paese, tra installazioni artistiche immerse nella campagna, tradizioni legate al sake e paesaggi che cambiano completamente con le stagioni.

Nell’elenco si aggiunge Luxor, la località egiziana che il 2 agosto permetterà di assistere a uno spettacolo unico: l’eclissi totale di sole. Interessanti sorprese come i laghi di Madison negli Stati Uniti, Halifax in Canada che conquista per le sue tradizioni e Maya Ka’an in Messico dove si entra in contatto con la cultura maya e gli ecosistemi della penisola dello Yucatán.

Halifax, Canada
iStock
Halifax è da scoprire

Ecco l’elenco completo delle 25 destinazioni consigliate da National Geographic per il 2027:

  1. Vestland, Norvegia;
  2. Penang, Malesia;
  3. Luxor, Egitto;
  4. Madison (Wisconsin), Stati Uniti;
  5. Porto Rico, territorio degli Stati Uniti;
  6. Dumfries e Galloway, Scozia, Regno Unito;
  7. Prefettura di Niigata, Giappone;
  8. Chengdu, Cina;
  9. Pacific Coast Highway (California), Stati Uniti;
  10. Jaipur, India;
  11. Arcipelago di Grenada, Grenada;
  12. Salvador, Brasile;
  13. Capo Froward, Cile;
  14. Santander, Spagna;
  15. Normandia, Francia;
  16. Monti Ozark meridionali (Missouri e Arkansas), Stati Uniti;
  17. Halifax, Canada;
  18. Sentiero transcaucasico, Armenia;
  19. Melbourne, Australia;
  20. Lipsia, Germania;
  21. Baltimora (Maryland), Stati Uniti;
  22. Parchi naturali e territori del Malawi, Malawi;
  23. Maya Ka’an, Messico;
  24. Tricity (Danzica, Sopot e Gdynia), Polonia;
  25. Kuélap, Perù.

L’Europa più magica è a portata di volo: Ryanair sorprende con 20 euro di sconto

Essere ghostati non è mai piacevole, ma questa volta potrebbe esserci un lieto fine. E magari anche un biglietto aereo! Però per chi ha voglia di cambiare aria e staccare dalla routine c’è la promozione Ryanair che offre 20 euro di sconto su voli andata e ritorno per chi prenota entro il 23 ottobre. Le date di partenza? Dal 23 ottobre al 17 dicembre 2026. Ecco 3 idee da cogliere al volo.

Newark, la sorprendente alternativa a New York tra ciliegi in fiore e quartieri vivaci

E se vi dicessimo che c’è un’alternativa ai grattacieli di Manhattan, alle luci di Times Square e ai soliti itinerari da cartolina di New York? Non siamo molto lontani da NYC e il nuovo collegamento dall’Italia per Newark ci porta a scoprire una chicca del New Jersey. Multiculturale, creativa e piena di energia, è il posto giusto per scoprire un lato diverso degli Stati Uniti, tra quartieri che profumano di cucina internazionale, murales giganti, concerti e parchi che in primavera si tingono di rosa. Il tutto senza rinunciare alla possibilità di raggiungere la Grande Mela.

Per poterci arrivare ora è più semplice: dal 27 maggio 2027 United Airlines inaugurerà il collegamento diretto tra Olbia e Newark con 3 voli settimanali sulla nuova rotta che avvicina la Sardegna alla costa orientale americana aprendo ai visitatori statunitensi.

Ma cosa rende questa città una destinazione da mettere in wishlist? Molto più di quanto possiate immaginare. Ecco cosa fare e vedere a Newark. 

Cosa vedere a Newark

Branch Brook Park

Una delle destinazioni più belle di questa località degli Stati Uniti è il Branch Brook Park, una chicca per gli amanti delle fioriture soprattutto in primavera quando sono i ciliegi a dare spettacolo con 18 varietà e oltre 5.300 alberi.  Il momento da segnare sul calendario? Aprile, quando la città celebra la fioritura con l’Essex County Cherry Blossom Festival, tra eventi all’aperto, musica e attività per tutte le età. Tenete però presente che il nuovo volo da Olbia debutterà a fine maggio: per assistere alla fioritura dovrete organizzare il viaggio con altri collegamenti.

Il Branch Brook Park in primavera
iStock
La magia del Branch Brook Park in primavera

Ironbound District

Il quartiere Ironbound District è tutto da scoprire perché l’anima americana fa match con le tradizioni del Portogallo, spagnole e brasiliane dando vita a un mix irresistibile di  ristoranti, bakery, locali e piccole attività che raccontano storie arrivate da lontano. Cosa assaggiare? Sicuramente le specialità alla griglia concludendo in dolcezza con un pastel de nata.

Newark Museum of Art

Al Newark Museum of Art potrete passare dall’arte americana alle collezioni africane e asiatiche, fino a scoprire una straordinaria raccolta di arte tibetana. Tra le tappe più affascinanti c’è anche un altare buddista consacrato, oltre alla storica Ballantine House e al planetario. E ovviamente non perdetevi l’arte di strada, i murales sono enormi tele da scoprire.

Cosa fare a Newark

Se cercate adrenalina, puntate sul Prudential Center, l’arena che ospita le partite di hockey dei New Jersey Devils, concerti di artisti internazionali e spettacoli dal vivo. Preferite una serata tra danza, teatro, jazz e comicità? Il New Jersey Performing Arts Center (NJPAC) è uno dei principali poli culturali della città, con un calendario che spazia tra generi e linguaggi diversi. Per gli appassionati di calcio, invece, c’è lo Sports Illustrated Stadium, nella vicina Harrison, casa dei New York Red Bulls. Assistere a una partita della Major League Soccer è un ottimo modo per vivere l’energia dello sport americano, cori e tifo compresi.

Tra le esperienze stagionali da tenere d’occhio c’è il Newark Winter Village a Mulberry Commons, con attività sul ghiaccio e spazi dedicati al divertimento.

I dintorni di Newark da scoprire

Non dobbiamo per forza fermarci qui, ci sono tante opportunità a partire ovviamente da New York. Manhattan è facilmente raggiungibile grazie ai collegamenti ferroviari PATH e NJ Transit. Potrete dedicarvi ai classici imperdibili, da Central Park al ponte di Brooklyn, passando per musei, rooftop e quartieri iconici. Poi tornare a Newark e continuare a scoprire il New Jersey.

Se desiderate un cambio di atmosfera, dirigetevi verso Morristown e i suoi dintorni. Qui potrete seguire le tracce di George Washington nei luoghi della Guerra d’Indipendenza, esplorare il centro cittadino tra boutique e ristoranti oppure raggiungere il Lake Hopatcong per una giornata all’aria aperta.

Morristown dall'alto
iStock
Morristown, la cittadina nei dintorni di Newark da scoprire

Voglia di rallentare? Tra fattorie, giardini e paesaggi bucolici, la contea di Somerset offre un volto decisamente più tranquillo della East Coast. Esplorate i sentieri e gli spazi naturali di Duke Farms, lasciatevi conquistare dalle rose del Colonial Park e scoprite le piccole comunità locali. Per visitare le attrazioni più diffuse sul territorio, un’auto a noleggio può essere particolarmente comoda.

Dove si trova e come raggiungerla

Newark si trova nel New Jersey, sulla costa orientale degli Stati Uniti, a circa 15 chilometri da Manhattan. La sua posizione la rende una base interessante per esplorare sia la Grande Mela sia altre località del New Jersey, alternando le attrazioni più famose a itinerari meno battuti.

Raggiungerla dall’Italia sarà ancora più semplice grazie ai nuovi voli diretti per l’aeroporto internazionale di Newark Liberty. Dal 27 maggio 2027 United Airlines collegherà Olbia a Newark con tre voli settimanali e, dal 28 maggio, anche Catania a Newark con quattro frequenze alla settimana. Si aggiunge il collegamento stagionale diretto da Bari, inaugurato nel 2026 e previsto nuovamente per l’estate 2027. Una volta atterrati, si può raggiungere New York con i collegamenti ferroviari e proseguire alla scoperta di Newark e dei suoi dintorni.

Château de Breteuil, il castello vicino a Parigi dove le fiabe di Cenerentola e Pollicino prendono vita

Basta allontanarsi pochi chilometri dalla frenesia di Parigi per essere catapultati in un mondo fiabesco all’interno di un edificio che sembra volerci far pronunciare la frase “c’era una volta”. Viali incorniciati da alberi secolari e angoli da cartolina: Château de Breteuil non è uscito da un libro illustrato, anche se sembrerebbe. Simbolo della campagna francese, si raggiunge facilmente dal capoluogo e sembra essere questo il posto in cui Cenerentola ritrova la magia del ballo e Pollicino torna a lasciare traccia.

Il mood? Un mix irresistibile di royal vibes e nostalgia d’infanzia con irrinunciabili atmosfere da sogno. Perfetto per una gita fuori porta capace di far brillare gli occhi a tutte le età.

Château de Breteuil, il castello delle fiabe vicino a Parigi

Nascosto tra le colline verdi della Valle di Chevreuse, a Choisel, lo Château de Breteuil conquista già al primo sguardo: mattoni rosati, pietra chiara, tetti d’ardesia e aiuole geometriche compongono uno scenario decisamente da fiaba. Ci spostiamo indietro nel tempo fino al 1712 per la sua costruzione ma il dettaglio magico arriva dal legame di amicizia tra Charles Perrault, l’autore di fiabe, e Louis de Breteuil che ha ispirato la trasformazione del parco in un universo narrativo. E all’interno del castello francese c’è persino un tesoro degno di una leggenda: la preziosa Tavola di Teschen, realizzata nel 1779 e un tempo custodita dalla famiglia. Oggi non è più nel castello, ma fa parte delle collezioni del Louvre. Una vera chicca di storia, arte e diplomazia!

Cosa vedere a Château de Breteuil

Saloni raffinati, biblioteche, camere arredate e antiche cucine raccontano la vita quotidiana della nobiltà francese. A rendere tutto ancora più scenografico ci pensano circa cinquanta figure di cera del Musée Grévin: personaggi storici a grandezza naturale che popolano le sale e ricreano incontri, cerimonie e momenti familiari. Tra i protagonisti compaiono Maria Antonietta, Luigi XVI e Marcel Proust. Nelle dépendance del castello prendono vita otto fiabe di Charles Perrault attraverso scenografie, luci, suoni e personaggi animati. Cenerentola, Pollicino, Il Gatto con gli Stivali, Cappuccetto Rosso e La Bella Addormentata diventano piccoli mondi in cui immergersi.

Fuori, la magia cambia colore. Il parco si estende per 75 ettari tra giardini alla francese, specchi d’acqua, siepi scolpite e sentieri ombreggiati. Il romantico Giardino dei Principi regala fioriture, pergolati e angoli delicatissimi, mentre il labirinto di bosso invita a perdersi per gioco, proprio come in una fiaba. E per chi viaggia in famiglia? Aree picnic, prati e spazi gioco rendono la giornata rilassata, senza fretta e con tante occasioni per fermarsi a sognare. Il consiglio è di ritagliarsi almeno mezza giornata: a Breteuil la parte più bella è concedersi il tempo di curiosare.

Lo Château de Breteuil vicino a Parigi
Getty Images
Lo Château de Breteuil è un castello da fiaba

Dove si trova e come raggiungerlo

Non è lontano dal centro di Parigi lo Château de Breteuil che dista appena 35 o 40 chilometri nella zona sud ovest; per poterlo raggiungere l’opzione più comoda e pratica è sicuramente con un’auto magari da noleggiare durante una vacanza in loco. Si procede verso Saclay per poi girare in direzione Chevreuse o in alternativa si può prendere l’A10 uscendo a Rochefort-en-Yvelines. Per chi preferisce usare i mezzi pubblici si può acquistare il biglietto della RER B fino a Saint-Rémy-lès-Chevreuse, da dove proseguire in taxi o con i collegamenti locali disponibili.

Le città italiane dove si vive meglio grazie a servizi più intelligenti: la classifica 2026

Belle da visitare, ma anche smart da vivere! Nel 2026 le città italiane si sfidano a colpi di innovazione, servizi efficienti, mobilità e sostenibilità. Ma quali sono quelle che riescono davvero a rendere la vita più semplice a residenti e visitatori? A svelarlo è il City Vision Score, la classifica che ha analizzato 7.896 Comuni italiani attraverso 30 indicatori, dalla qualità della vita all’ambiente, passando per economia, governance e mobilità. Il risultato? Un’Italia in cui il Nord continua a dominare, ma con qualche sorpresa interessante.

Ecco chi conquista il podio e quali sono le 10 città più smart d’Italia nel 2026.

Bologna è la città più smart d’Italia nel 2026

Portici infiniti, piazze piene di vita, cultura e buon cibo: Bologna ha già tantissimi motivi per conquistare chi la visita. Ora può aggiungerne un altro alla lista. Secondo anno di conquista del titolo per il capoluogo dell’Emilia Romagna come città più smart d’Italia che guadagna 100 punti su 100 nella classifica City Vision Score.

Il primato racconta pienamente come la capacità riesca ad affiancare il suo patrimonio storico e culturale con un sistema urbano che punta sempre più all’innovazione e alla qualità dei servizi. Chi ama viaggiare ne apprezza il calendario mostre ed eventi ma anche un’anima che va oltre l’essere bella da fotografare, perché funziona e si organizza grazie all’implemento tecnologico.

Bologna vista dall'alto
iStock
Bologna è la città più smart d’Italia secondo la top 10

La top 10 del 2026

A insidiare il primato di Bologna è Pordenone, che conquista il secondo posto con 99,96 punti, facendo un vero salto di qualità rispetto all’ottava posizione dell’edizione precedente. Sul terzo gradino del podio troviamo invece Casalecchio di Reno, con 99 punti.

Subito fuori dal podio spiccano due città lombarde tutte da riscoprire: Bergamo, quarta, con il fascino irresistibile della sua Città Alta, e Brescia, quinta, dove storia e cultura rendono ogni itinerario una scoperta. Seguono Rovereto, in Trentino-Alto Adige, e Agrate Brianza, in Lombardia, rispettivamente sesta e settima.

L’ottava posizione regala una sorpresa: Firenze è l’unica città del Centro Italia nella top 10, dimostrando che il patrimonio rinascimentale può convivere con un modello urbano sempre più intelligente. A chiudere la classifica sono Milano, nona, e Udine, decima.

Il dato che fa riflettere? Nove delle prime dieci città si trovano al Nord e nessun Comune del Sud o delle Isole compare nelle prime 100 posizioni. A livello regionale, la Lombardia guida con 43 Comuni nella top 100, seguita dall’Emilia-Romagna con 23.

Una fotografia dell’Italia che cambia, dove innovazione e servizi diventano sempre più importanti anche per chi sceglie una destinazione da esplorare.

Ecco la top 10 delle città più smart d’Italia nel 2026, secondo il City Vision Score:

  1. Bologna, Emilia-Romagna;
  2. Pordenone, Friuli-Venezia Giulia;
  3. Casalecchio di Reno, Emilia-Romagna;
  4. Bergamo, Lombardia;
  5. Brescia, Lombardia;
  6. Rovereto, Trentino-Alto Adige;
  7. Agrate Brianza, Lombardia;
  8. Firenze, Toscana;
  9. Milano, Lombardia;
  10. Udine, Friuli-Venezia Giulia.

❌