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Alla scoperta del Fiordo di Killary, il volto selvaggio del Connemara

Montagne che scendono ripide verso l’acqua, pascoli punteggiati di pecore, piccoli allevamenti di cozze e una lunga insenatura che si spinge nel cuore del Connemara: il Fiordo di Killary, lungo la Wild Atlantic Way nell’Irlanda occidentale, è uno di quei paesaggi in cui fermarsi e lasciare che sia la natura a dettare il ritmo.

Nel 2026 è arrivato anche un riconoscimento importante: Lonely Planet lo ha inserito nel Best in Travel 2027, la selezione annuale dedicata alle destinazioni e alle esperienze da vivere nell’anno successivo, indicandolo come una delle tappe irlandesi da non perdere e definendolo un luogo capace di competere per il titolo di scenario più spettacolare del Paese.

Il fiordo si estende per circa 16 chilometri tra le contee di Galway e Mayo, fino al piccolo villaggio di Leenaun, ed è vegliato da alcuni dei rilievi più scenografici della regione: da una parte svetta il Mweelrea, la montagna più alta del Connacht, dall’altra si susseguono i profili delle Maamturks e degli altri rilievi del Connemara.

Cosa vedere e fare al Fiordo di Killary tra crociere e sentieri

Il modo più immediato per capire la grandezza di Killary è ammirarlo dall’acqua: le crociere che attraversano il fiordo permettono di navigare tra montagne e allevamenti di cozze, mentre sulla superficie possono comparire foche, lontre e, con un po’ di fortuna, anche delfini. Il tour panoramico dura circa 90 minuti e regala una prospettiva inedita rispetto a quella dalla strada.

Se preferite vivere il paesaggio in maniera ancora più attiva, potete scegliere il kayak o lo stand-up paddle, oppure cimentarvi in attività come coasteering e canyoning leggero.

A terra, invece, una delle esperienze più significative è la Famine Walk, il percorso storico che segue la costa del fiordo lungo una strada realizzata durante il XIX secolo nell’ambito dei programmi di soccorso della Grande Carestia. Camminando incontrerete antiche abitazioni, campi abbandonati e tracce di un passato difficile, mentre tutt’intorno continuano ad aprirsi vedute sull’acqua e sulle montagne.

È proprio un simile contrasto a rendere la passeggiata così intensa: da una parte uno dei paesaggi più belli dell’Irlanda occidentale, dall’altra la memoria delle comunità che vissero e lavorarono in queste terre durante uno dei periodi più drammatici della storia irlandese.

Alla fine del fiordo vi aspetta Leenaun, piccolo villaggio raccolto tra acqua e montagne, perfetto per una sosta prima di continuare l’esplorazione del Connemara. Da qui potete raggiungere facilmente altre mete celebri della regione, tra cui Kylemore Abbey, il Connemara National Park e il sentiero panoramico di Diamond Hill.

Poco più a nord meritano una deviazione anche le Aasleagh Falls, cascate sul fiume Erriff poco prima che le sue acque raggiungano Killary Harbour: la zona è ideale per una passeggiata lungo il fiume e per osservare un altro volto, più verde e impetuoso, del paesaggio locale.

Se cercate il mare aperto, potete spingervi verso spiagge come Glassilaun e Silver Strand, dove il paesaggio cambia ancora e le montagne lasciano spazio all’Atlantico.

Veduta aerea del Fiordo di Killary, Connemara, Irlanda
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Suggestiva veduta aerea del Fiordo di Killary nel Connemara

Cozze, musica e cultura gaelica nel cuore del Connemara

Il fiordo è famoso anche per le cozze, allevate nelle acque riparate dell’insenatura e diventate una delle specialità gastronomiche più caratteristiche della zona. Tutt’intorno, i produttori locali di frutti di mare e i piccoli pub permettono di scoprire una cucina legata all’Atlantico.

Proseguendo nella regione entrerete inoltre nel territorio delle Gaeltacht, le aree in cui la lingua irlandese è parte della vita quotidiana. Sessioni di musica tradizionale, comunità rurali e piccoli villaggi rendono il viaggio indimenticabile ben oltre il solo panorama.

Dove si trova il Fiordo di Killary e come arrivare

Il Fiordo di Killary spicca nell’Irlanda occidentale, lungo la Wild Atlantic Way, tra le contee di Galway e Mayo.

Il villaggio di Leenaun è uno dei punti di riferimento più comodi per iniziare a esplorare il territorio.
Potete raggiungerlo da Galway City attraversando gli scenari del Connemara oppure arrivare dall’Ireland West Airport Knock; anche l’aeroporto di Shannon è un punto di accesso utile per chi raggiunge l’Irlanda dall’estero.

Race-cation, la nuova fuga in città corre al ritmo delle maratone

Correre una maratona e, subito dopo aver tagliato il traguardo, andare alla scoperta della città che l’ha ospitata: è questa l’idea alla base delle race-cation, una tendenza che sta conquistando sempre più spazio nel mondo dei viaggi e che unisce sport, turismo e brevi soggiorni.

Secondo i dati analizzati da Bókun, società di proprietà di Tripadvisor, nel 2026 le ricerche online relative alle “maratone all’estero” sono aumentate di circa il 1.255% rispetto all’anno precedente e hanno raggiunto il livello più alto mai registrato. I viaggiatori stanno già pensando a cosa vedere, dove mangiare e quali esperienze vivere una volta conclusa la competizione.

Che cos’è una race-cation

Il termine nasce dall’unione di “race”, gara, e “vacation”, vacanza: la race-cation descrive un modo di viaggiare in cui la partecipazione a un evento sportivo si trasforma nell’occasione per visitare una nuova meta.

È una formula molto adatta a chi presta attenzione alla forma fisica e allo stile di vita attivo, ma non vuole rinunciare alla possibilità di esplorare una città. La competizione rappresenta il fulcro del viaggio, mentre tutto ciò che la circonda (dalla scoperta dei quartieri alle esperienze gastronomiche) contribuisce a completarlo.

Uno degli aspetti più interessanti della tendenza è poi la crescita delle fughe lampo di 24 ore, pensate per concentrare in pochissimo tempo sport e turismo.

Dalle maratone alle fughe di 24 ore

Bókun ha analizzato i dati di Google Trends degli ultimi 30 giorni relativi alle destinazioni che ospiteranno alcune delle principali maratone ed eventi fitness dell’autunno, e ha scoperto quanto siano cambiate le ricerche legate a itinerari di una giornata.

Amburgo registra il balzo più significativo, con un aumento del 500% delle ricerche su Google relative a “cosa fare ad Amburgo” nell’ultimo mese. Seguono Lisbona, dove le ricerche per “cosa fare a Lisbona in un giorno” sono aumentate del 400%, e Monaco, con una crescita del 250% per “cosa fare a Monaco in un giorno”.

Anche le ricerche su cosa fare a Berlino in un giorno sono cresciute del 119%, quelle relative a “24 ore a Budapest” dell’84%, mentre i consigli per un viaggio di un giorno ad Amsterdam hanno registrato un aumento del 70%.

Vista panoramica del famoso Ponte delle Catene di Budapest al tramonto sul Danubio
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Vista panoramica del famoso Ponte delle Catene di Budapest al tramonto sul Danubio

L’autunno europeo delle race-cation

Il calendario sportivo contribuisce a spiegare questo interesse. Tra i principali appuntamenti europei dell’autunno spiccano HYROX Rome e la maratona di Berlino, entrambi a settembre, mentre in ottobre sono in programma le maratone di Amsterdam, Monaco, Lisbona e Budapest e HYROX Valencia. HYROX Hamburg, invece, si svolgerà dal 28 ottobre al 1° novembre.

La presenza di tanti eventi concentrati in poche settimane offre quindi un terreno oltremodo favorevole alla crescita delle race-cation.

Ma il fenomeno non riguarda soltanto i maratoneti: Bókun ha infatti osservato anche le conversazioni e i contenuti diffusi sui social media. Su piattaforme come TikTok raccolgono migliaia di visualizzazioni i video dedicati alle migliori città dove partecipare a una competizione HYROX o agli itinerari da seguire durante una vacanza legata a una maratona.

La race-cation incontra la micro-vacanza

Le fughe legate alle gare sembrano inserirsi in un fenomeno più ampio: quello delle micro-avventure e delle micro-vacanze.

L’obiettivo è vivere una destinazione in maniera intesa anche quando il tempo a disposizione è di una sola giornata. Per i viaggiatori che scelgono questo formato, organizzare in anticipo cosa vedere e quali attività svolgere diventa quindi fondamentale.

In questo contesto, le visite guidate e le esperienze organizzate possono rappresentare un modo per conoscere rapidamente una città, senza rinunciare alla possibilità di entrare in contatto con la cultura locale.

Anche su questo fronte i dati di Bókun indicano una crescita: nell’ultimo anno, le ricerche di “Budapest day tours” sono aumentate di oltre il 400%, quelle di “Amsterdam day tours” di oltre il 100%, mentre le ricerche di “day tours in Lisbon” sono cresciute di oltre il 70%.

Dopo il traguardo c’è anche la tavola

La race-cation, però, non sembra limitarsi alla visita dei monumenti più conosciuti. Per chi viaggia in questo modo, anche la gastronomia può diventare parte integrante dell’esperienza.

Le ricerche suggeriscono, infatti, un interesse crescente verso attività capaci di far conoscere una meta grazie al cibo: le ricerche di “Lisbon cooking class” sono aumentate del 488%, mentre quelle relative ai “Rome food tour” sono cresciute del 94%.

La Dubai che pochi conoscono: riapre l’edificio più antico con un museo

Quando pensiamo a Dubai, la prima immagine corre quasi inevitabilmente verso il futuro: grattacieli vertiginosi, architetture spettacolari, enormi centri commerciali, isole artificiali e hotel di lusso. Eppure, prima dello skyline che oggi definisce la metropoli, esisteva una Dubai molto diversa, legata al Creek, alle abitazioni tradizionali e a una storia che affonda le radici ben più lontano nel tempo.

È proprio quest’anima meno conosciuta che torna sotto i riflettori con la prossima riapertura del Forte di Al Fahidi, nel cuore della Old Dubai: lo storico edificio, considerato il più antico ancora in piedi a Dubai, si prepara infatti ad accogliere i visitatori dopo un lungo intervento di restauro durato cinque anni.

La riapertura è attesa nelle “prossime settimane o mesi”, secondo Ayisha Khansaheb, direttrice del Forte di Al Fahidi e dei musei specializzati presso la Dubai Culture & Arts Authority.

Sul lato meridionale del Creek, nell’area storica di Al Fahidi, il forte rappresenta una testimonianza concreta della Dubai precedente alla trasformazione in metropoli globale. Attorno si incontrano case tradizionali e attrazioni culturali che restituiscono un volto lontano dall’immagine più futuristica.

Un forte di oltre 230 anni che ha cambiato volto insieme alla città

Forte di Al Fahidi, il forte più antico di Dubai, Emirati Arabi Uniti
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Forte di Al Fahidi, il forte più antico di Dubai

La storia del Forte di Al Fahidi inizia intorno al 1787, quando venne costruito con una funzione difensiva ma nel corso di oltre due secoli il suo ruolo è cambiato più volte, seguendo le trasformazioni della città e delle sue istituzioni.

Il forte è stato infatti utilizzato come residenza del sovrano, oltre che come centro di governo e amministrazione. In un’altra fase della sua lunga storia è diventato anche una prigione.

Poi, nel 1971, è arrivata una nuova svolta: il Forte di Al Fahidi è diventato il primo museo di Dubai, nello stesso anno della formazione degli Emirati Arabi Uniti.

Cinque anni di restauri per riportare il forte nel futuro

Il Forte di Al Fahidi è chiuso dal 2021, quando è iniziato un ampio progetto di restauro. Dopo cinque anni di lavori, si prepara ora a riaprire con un museo rinnovato, nel quale la struttura storica dialogherà con tecnologie e strumenti contemporanei.

Il nuovo percorso ha l’obiettivo di raccontare la storia del Forte grazie a manufatti, materiali d’archivio e tecnologie interattive, e di collegare le vicende dell’edificio allo sviluppo della stessa Dubai.

Una delle principali novità del progetto è poi l’estensione sotterranea dove prende avvio l’esperienza dei visitatori.

Le gallerie contemporanee affrontano vari temi legati alla storia del forte e della città, tra cui difesa, leadership e artigianato. Solo dopo questo primo percorso si entra nella parte storica dell’edificio, con un passaggio tra gli spazi museali più moderni e l’architettura originale del forte.

Tra le esperienze previste c’è anche “The Vault”, un allestimento dedicato all’evoluzione delle capacità difensive di Dubai, pensato tramite un’esperienza basata sulla luce e su elementi solidi.

Il percorso prosegue poi con “A Landmark Across the Ages”, una galleria che racconta i diversi ruoli assunti dal Forte di Al Fahidi nell’arco di più di 230 anni. Il museo ospiterà inoltre una grande collezione di armi e armature islamiche.

Infine, nel progetto sono state inserite anche esperienze di apprendimento interattive per i bambini, così da rendere la visita più accessibile e coinvolgente anche per i più giovani.

Passaporto nella carta stagnola in aeroporto: perché sta spopolando

Una scena insolita ha iniziato a comparire negli aeroporti europei: al momento del controllo dei documenti, alcuni passeggeri tirano fuori dalla borsa il proprio passaporto avvolto con cura nella carta stagnola. Lo scartano davanti all’addetto, consegnano il documento e, una volta terminato il controllo, tornano a proteggerlo con l’alluminio.

Il gesto può sembrare bizzarro, ma dietro questa nuova abitudine c’è un timore molto concreto: la possibilità che il chip presente nei moderni passaporti biometrici possa essere letto a distanza e che i dati personali contenuti al suo interno vengano intercettati. La preoccupazione ha trovato spazio soprattutto sulle piattaforme social e nei forum dedicati ai viaggi, e ha trasformato una precauzione tecnologica in un curioso trend aeroportuale.

Perché organizzare un viaggio a Riyadh: storia, futuro e grandi eventi

Per lungo tempo Riyadh è stata soprattutto una città di passaggio per chi visitava l’Arabia Saudita. Oggi, invece, la capitale saudita si sta affermando come una destinazione con una propria identità turistica, capace di unire quartieri storici in mattoni di fango, architetture contemporanee, grandi eventi internazionali e nuovi progetti dedicati a sport e intrattenimento.

Un cambiamento che diventerà ancora più interessante per i viaggiatori italiani con l’arrivo di nuovi collegamenti aerei diretti.

Nuovi voli dall’Italia

Una delle novità più interessanti per chi parte dall’Italia riguarda Riyadh Air, la nuova compagnia aerea saudita. La società ha ampliato la propria presenza commerciale nel Belpaese nominando Discover The World come proprio rappresentante commerciale, in vista dell’avvio dei collegamenti tra Milano e Riyadh.

Il debutto sulla rotta Milano-Riyadh è previsto per il 16 dicembre 2026, con quattro voli alla settimana operati con Boeing 787-9.

Cosa vedere a Riyadh, la futuristica capitale

Distretto finanziario King Abdullah ad Al Aqiq, Riyadh, Arabia Saudita
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Scorcio del Distretto finanziario King Abdullah ad Al Aqiq, Riyadh

Riyadh è una metropoli moderna, centro politico ed economico dell’Arabia Saudita, ma il suo volto contemporaneo non ha cancellato le tracce della storia. Anzi, è proprio il contrasto tra grattacieli, quartieri moderni e architetture tradizionali a rendere interessante una visita.

Il punto da cui partire è Diriyah e il quartiere storico di At-Turaif, Patrimonio UNESCO dal 2010: a nord-ovest della capitale, fu il centro della prima capitale della dinastia saudita e conserva un importante esempio dell’architettura tradizionale Najdi, caratterizzata dall’uso del mattone crudo. Oggi At-Turaif è stato valorizzato con percorsi, musei ed esperienze dedicate alla storia del luogo, mentre l’area di Diriyah affianca al patrimonio storico ristoranti, cultura e nuovi spazi per i visitatori.

Nel cuore della Riyadh storica spiccano anche Al-Masmak Fortress e i souq tradizionali, tra cui Souq Al-Zal, dove l’atmosfera cambia rispetto ai moderni quartieri della capitale.

Per approfondire la storia della penisola arabica potete poi visitare il Museo Nazionale, mentre per osservare Riyadh dall’alto una delle esperienze più note è il Kingdom Centre Sky Bridge, punto panoramico sospeso a oltre 300 metri di altezza. Ancora, a circa 90 chilometri a nord-ovest ecco Edge of the World, il celebre scenario di scogliere che si affacciano sul deserto.

Tra le novità legate al futuro c’è poi Qiddiya City, dove è in costruzione lo Speed Park Track, un circuito progettato per ospitare grandi competizioni motoristiche, inclusa la Formula 1. Il progetto prevede 21 curve, configurazioni sia aperte sia stradali e l’elemento spettacolare del Blade, una sezione sopraelevata alta circa 70 metri. La pista è destinata a diventare uno dei nuovi poli dello sport e dell’intrattenimento dell’area di Riyadh.

La Riyadh Season 2026-2027

Se scegliete di visitare la capitale durante i mesi invernali, un ulteriore motivo di interesse è Riyadh Season, il grande calendario di intrattenimento, cultura e sport che anima la città con eventi e manifestazioni internazionali. Tra i luoghi simbolo c’è Boulevard City, distretto dedicato a ristorazione, spettacoli e intrattenimento, che durante la stagione diventa uno dei principali punti di ritrovo della capitale.

Il programma comprende inoltre appuntamenti sportivi di grande richiamo. Nel 2027 Riyadh Season ospiterà WrestleMania 43, annunciata dalla WWE a Riyadh: sarà la prima edizione dell’evento organizzata fuori dal Nord America.

Anche l’ippica occupa un posto importante nel calendario. La Riyadh Racing Season 2026-2027 al King Abdulaziz Racecourse è ufficialmente programmata dal 16 ottobre 2026 al 17 aprile 2027, con 69 corse e un montepremi complessivo di 197,8 milioni di riyal sauditi.

La Formula 1 incontra il lusso sul mare: come vivere il GP Monaco 2027

Il Formula 1® Louis Vuitton Grand Prix de Monaco 2027 trasformerà ancora una volta la Riviera in uno dei grandi palcoscenici internazionali dello sport e della mondanità. Per chi cerca un modo particolare di vivere il weekend di gara, Explora Journeys propone un’esperienza che porta il lusso nel cuore dell’evento: dal 2 al 7 giugno 2027, infatti, EXPLORA I tornerà a Port Hercule, a soli 150 metri dal circuito.

Dopo le esperienze del 2025 e del 2026, sarà il terzo anno consecutivo in cui la nave farà tappa a Monaco in occasione del Gran Premio e la sua posizione permetterà agli ospiti di trovarsi a pochi passi dall’energia del circuito, mantenendo però a bordo un’atmosfera più riservata e rilassata.

Suite con terrazza privata e vista sul weekend più glamour

Le prenotazioni per il 2027 sono già aperte e permettono di scegliere tra soggiorni esclusivamente in suite e formule che abbinano la suite a un accesso di tre giorni alle tribune del Gran Premio.

A bordo di EXPLORA I, l’esperienza è pensata per proseguire anche lontano dal circuito: le sistemazioni sono suite fronte oceano, tutte dotate di terrazza privata, mentre l’offerta gastronomica comprende sei ristoranti, affiancati da 12 bar e lounge. Durante il soggiorno sono inoltre previste bevande premium.

Il benessere occupa un altro spazio importante dell’esperienza, con una proposta ispirata all’oceano che comprende spa e strutture fitness. La nave diviene così una sorta di indirizzo privilegiato da cui vivere Monaco, con la possibilità di passare dal circuito alla tranquillità del mare senza rinunciare al comfort.

Le lussuose cabine di Explora Journey per godersi il Grand Prix a Monaco
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Le lussuose cabine di Explora Journey per godersi il Grand Prix a Monaco

Tre giorni di tribune per seguire da vicino il Gran Premio

Per chi desidera vivere l’appuntamento sportivo dagli spalti, le formule disponibili includono un accesso di tre giorni alle tribune. La proposta consente di seguire il weekend di gara mantenendo come base EXPLORA I, ormeggiata nel cuore di Port Hercule.

È prevista inoltre un’ulteriore formula per avvicinarsi ancora di più al mondo della Formula 1: le suite con pacchetto di ospitalità F1 Paddock Club™ di tre giorni saranno disponibili più avanti. L’esperienza comprenderà anche l’accesso a momenti dedicati alla gastronomia gourmet, passeggiate nella pit lane e la possibilità di incontrare leggende della Formula 1.

Le prenotazioni per questa formula non sono ancora aperte, ma è già possibile registrare il proprio interesse tramite Explora Journeys.

Dal Gran Premio a un viaggio nel Mediterraneo

Il soggiorno a Monaco può essere anche soltanto una tappa di un viaggio più lungo: Explora Journeys offre, infatti, la possibilità di abbinare il weekend del Gran Premio a una Journey prima o dopo l’evento.

Tra le opzioni c’è il viaggio da Roma a Monaco, dal 24 maggio al 7 giugno, che permette di raggiungere Port Hercule a bordo della nave. In alternativa, si può proseguire da Monaco a Barcellona, dal 2 al 14 giugno, e continuare il viaggio dopo il weekend di gara.

Per vivere l’esperienza nella sua forma più estesa, è possibile combinare entrambi gli itinerari e intraprendere una Journey da Roma a Barcellona dal 24 maggio al 14 giugno, inserendo il Gran Premio all’interno di un soggiorno più lungo nel Mediterraneo.

Il ritorno di EXPLORA I dopo le esperienze del 2025 e 2026

Il ritorno a Monaco nel 2027 arriva dopo due edizioni che hanno rafforzato il legame tra Explora Journeys e il celebre weekend di gara. Nel corso degli appuntamenti del 2025 e del 2026, a bordo sono state ospitate anche alcune figure leggendarie del motorsport, tra cui Sir Jackie Stewart, Mika Häkkinen e David Coulthard.

Il programma degli anni precedenti ha incluso inoltre eventi esclusivi legati alla dimensione mondana del Gran Premio, come l’Official Formula 1 Grand Prix de Monaco 2026 Opening Party e l’iconico Vanity Fair Club nel 2025.

Per il 2027, il programma completo degli eventi a bordo non è stato ancora svelato: tutti i dettagli saranno annunciati prossimamente.

Cambiano le vacanze degli italiani: le scelte che ora attirano di più

Il modo di viaggiare degli italiani sta cambiando e la sostenibilità entra sempre più nelle decisioni legate alle vacanze: a dirlo è la terza edizione dell’Osservatorio “Turismo & Sostenibilità” di Human Company, gruppo italiano attivo nel settore dell’hospitality. La ricerca è stata realizzata quest’anno in collaborazione con Ipsos Doxa e, per la prima volta, con Legambiente, nell’ambito della partnership avviata dall’azienda sui temi del turismo a minor impatto e della valorizzazione dei territori.

Dai risultati emerge un viaggiatore più consapevole, disposto a cambiare alcune delle proprie abitudini, ma anche alle prese con una nuova dimensione emotiva legata all’impatto delle proprie scelte: circa 3 viaggiatori su 10 dichiarano, infatti, di sperimentare una forma di eco-ansia quando pensano ai propri viaggi.

Gli italiani vogliono viaggiare in modo più sostenibile

La sostenibilità sembra essere diventata una componente stabile della cultura di viaggio: il 72% degli italiani ritiene che le proprie scelte possano incidere sulla sostenibilità delle destinazioni, mentre il 79% si dichiara disponibile a modificare le proprie abitudini per ridurre l’impatto ambientale delle vacanze.

Tra i comportamenti indicati più di frequente ci sono il rispetto della flora e della fauna, citato dal 37% dei viaggiatori, e una corretta gestione dei rifiuti, anch’essa al 37%. Il 35% indica il rispetto delle risorse naturali, mentre il 33% punta sulla riduzione dei consumi energetici e sull’eliminazione degli sprechi.

Anche la mobilità assume un ruolo importante: il 28% degli intervistati dichiara di essere orientato verso il trasporto pubblico o mezzi considerati più sostenibili. Un ulteriore 26% guarda invece alle mete meno affollate e alle forme di “turismo slow”.

Soltanto l’8% prenderebbe parte a iniziative sul turismo responsabile e la stessa percentuale si dedicherebbe ad attività di pulizia o volontariato durante il soggiorno.

La sostenibilità deve essere concreta

La crescente attenzione ambientale si riflette anche nella scelta della struttura ricettiva.

Tra le caratteristiche più importanti spicca l’utilizzo di energie rinnovabili, indicato dal 44% degli intervistati. Seguono il risparmio idrico, al 39%, e la corretta raccolta differenziata, al 38%. Per il 35% conta inoltre la tutela dell’ambiente naturale, mentre il 34% considera importante la valorizzazione dei prodotti enogastronomici a chilometro zero.

Cresce anche l’attenzione verso il rapporto tra struttura ricettiva e territorio: il 26% attribuisce importanza al sostegno dell’economia locale e all’utilizzo di fornitori del territorio, un dato in aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2025.

Non sorprende, quindi, che le strutture percepite come sostenibili siano quelle associate alla natura e al territorio: gli agriturismi raggiungono il 90%, seguiti dai rifugi alpini e di montagna con l’86% e dai campeggi e village con l’83%. Seguono B&B, al 79%, ostelli, al 72%, e appartamenti in affitto, al 70%.

L’associazione con la sostenibilità è invece più sfumata per le strutture termali, al 55%, gli hotel, al 35%, e i resort, al 30%. Le navi da crociera, infine, si fermano al 16%.

hu Norcenni Girasole village nel verde delle colline toscane
Ph BPRESS Ufficio Stampa
Gli italiani vogliono viaggiare in modo più sostenibile

Il turismo outdoor avvicina viaggiatori e comunità

Tra le tendenze che stanno conquistando gli italiani c’è anche il turismo outdoor: il 71% degli italiani dichiara di praticarlo, mentre per 3 viaggiatori su 10 è un’abitudine frequente.

La propensione è ancora maggiore tra le famiglie con figli piccoli, dove arriva al 37%, tra la Gen Z e tra i residenti nel Nord Est, entrambi al 36%.

Secondo il 79% degli italiani, le esperienze outdoor favoriscono inoltre una forma di “community-positive travel”, capace di mettere in relazione chi viaggia con le comunità e i territori.

La percezione è ancora più diffusa tra i Millennials, con l’82%, e tra chi viaggia regolarmente in Europa, dove raggiunge l’84%.

Mete meno conosciute e bassa stagione

Guardando ai prossimi anni, l’Osservatorio evidenzia una disponibilità sempre maggiore a modificare le modalità con cui si organizzano le vacanze, anche in risposta ai cambiamenti climatici e alla crescente sensibilità ambientale.

Il 75% sarebbe disposto a privilegiare mete meno conosciute, mentre il 74% sceglierebbe di viaggiare in bassa stagione. Il 62% considera inoltre trasporti pubblici e modalità di spostamento a minore impatto una possibile direzione per il futuro, anche con tempi di viaggio più lunghi: una disponibilità espressa dal 57% degli intervistati.

Ancora, circa 6 viaggiatori su 10 sceglierebbero strutture dotate di sistemi di raffrescamento progettati per aumentare l’efficienza energetica, anche a fronte di una lieve riduzione del comfort percepito.

Una responsabilità condivisa per cambiare il turismo

Per gli italiani, la transizione verso un turismo più sostenibile non può però essere affidata solo alle decisioni dei singoli viaggiatori.

Il ruolo principale viene attribuito alle istituzioni, indicate dal 28% degli intervistati. Seguono gli operatori dell’ospitalità, l’Unione Europea e le amministrazioni locali, tutti al 25%, mentre il 22% riconosce una responsabilità diretta agli stessi viaggiatori.

Anche la gestione dei flussi turistici dovrebbe passare soprattutto da incentivi e alternative. La misura più indicata è quella degli incentivi alla bassa stagione, al 35%, seguita dal potenziamento del trasporto pubblico, al 28%, e dallo sviluppo di itinerari alternativi, al 27%.

Il 15% indica le limitazioni agli affitti brevi e il 12% l’introduzione di tasse di soggiorno più elevate.

Dal turismo sostenibile a quello rigenerativo

Secondo il 29% degli italiani, una delle principali direttrici di sviluppo del settore verso il 2030 sarà il turismo rigenerativo.

L’idea è quella di andare oltre una vacanza meno impattante e di immaginare esperienze capaci di produrre un effetto positivo sui territori: contribuire alla tutela e al miglioramento della natura, delle comunità e dei luoghi visitati.

Seguono, tra le direttrici indicate per il futuro, il turismo di prossimità, al 19%, l’introduzione di regole più severe e standard condivisi, al 18%, e la crescente difficoltà nel distinguere le iniziative concrete da quelle riconducibili al greenwashing, al 18%.

Il Trenino Verde delle Alpi ha una nuova tappa, perfetta per l’autunno

Il viaggio a bordo del Trenino Verde delle Alpi si arricchisce di una nuova possibilità per chi vuole scoprire la Svizzera seguendo un incantevole itinerario al cospetto di montagne, laghi, panorami e piccoli centri alpini. La novità riguarda lo Stockhorn, nell’Oberland Bernese, una vetta che raggiunge quasi i 2.200 metri di quota e che diventa la meta da inserire nel percorso del celebre treno panoramico.

La proposta arriva proprio all’inizio della stagione autunnale, quando i paesaggi alpini assumono colori oltremodo suggestivi e il viaggio in treno si trasforma in un’occasione per alternare spostamenti, passeggiate e momenti dedicati alla scoperta di un territorio da fiaba.

Dal Trenino Verde delle Alpi allo Stockhorn

Per raggiungere lo Stockhorn partendo col Trenino Verde delle Alpi occorre scendere a Spiez, una delle fermate lungo il tragitto: da qui si prosegue con un treno regionale in direzione di Erlenbach im Simmental, da dove prende il via la salita verso la montagna. L’ultima parte dell’itinerario prevede, infatti, l’utilizzo della funivia, raggiungibile dopo un percorso a piedi in paese.

La nuova escursione è stata pensata per integrarsi con il viaggio sul Trenino Verde delle Alpi e dispone di un biglietto dedicato, acquistabile sul sito di BLS. Il titolo di viaggio per lo Stockhorn costa 49 franchi, circa 52 euro, ed è valido esclusivamente se abbinato alla carta giornaliera oppure alla carta di 2 giorni del Trenino Verde BLS.

Sono disponibili anche due formule combinate: la Carta giornaliera + Stockhorn costa 113 franchi, circa 121 euro, mentre la Carta 2 giorni + Stockhorn ha un prezzo di 121 franchi, circa 130 euro. Le combinazioni consentono di risparmiare fino a circa il 35% rispetto al prezzo del biglietto da Domodossola allo Stockhorn e ritorno.

Quasi 2.200 metri di quota tra panorami alpini e laghi

Lo Stockhorn è una tappa adatta a chi vuole vivere la montagna senza rinunciare alla possibilità di scegliere tra molteplici esperienze: a quasi 2.200 metri di quota, la vetta offre infatti la possibilità di dedicarsi a escursioni di ogni livello e a passeggiate panoramiche, immerse in un ambiente caratterizzato dal silenzio alpino.

Uno dei punti più spettacolari è la piattaforma panoramica sulla parete nord, da cui lo sguardo corre sul lago di Thun, sul massiccio del Giura e, in presenza di condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli, può arrivare addirittura alla Foresta Nera.

Spostandosi sul versante sud, poco sotto la vetta, appare il lago di Hinterstocken, incastonato tra le rocce: da una parte l’ampiezza del panorama, dall’altra un ambiente più raccolto e suggestivo.

Lago Oberstockesee vicino alla vetta dello Stockhorn, Svizzera
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Tutto il fascino alpino del Lago Oberstockesee

Un viaggio panoramico da Domodossola a Berna

La proposta si inserisce all’interno di un itinerario ferroviario che consente di ammirare alcuni dei paesaggi più caratteristici della Svizzera.

Il viaggio a bordo del Trenino Verde delle Alpi parte infatti da Domodossola, con collegamenti ogni circa due ore, e segue un percorso lungo le storiche linee del Sempione e del Lötschberg, entrambe caratterizzate da una storia ferroviaria ormai ultracentenaria. Gli itinerari possibili includono Briga, Wiler-Goppestein, Kandersteg, Frutigen, Spiez, Thun e Berna: a seconda della fermata scelta, il viaggio può quindi assumere caratteristiche differenti, dalla montagna alle rive dei laghi, dalle passeggiate alla scoperta delle città fino alle esperienze dedicate al benessere.

Durante il tragitto, il treno si inoltra piano piano nell’ambiente alpino e dona, dalle ampie finestre, scorci sulle terrazze soleggiate del Vallese e sulle montagne dell’Oberland Bernese, passando anche per località come Kandersteg. Superato il versante settentrionale delle Alpi, il percorso prosegue in discesa verso il lago di Thun per arrivare a Berna in poco più di due ore.

Nuovo cammino nelle terre delle sorelle Brontë tra brughiere e villaggi

Un nuovo percorso di 29 chilometri attraversa le brughiere e i paesaggi del West Yorkshire, collega Ilkley, Saltaire e Haworth e invita a scoprire un territorio che va ben oltre le sue località più conosciute: si chiama Bradford Pennine Gateway Trail e viene lanciato il 19 settembre 2026 per mostrare un volto più naturale di Bradford e dei suoi dintorni, attraversando anche la nuova Bradford Pennine Gateway National Nature Reserve.

Nasce, infatti, in una zona di particolare interesse paesaggistico e naturalistico e tocca luoghi legati alla storia industriale, alla letteratura e alla vita delle comunità; l’itinerario arriva fino alle terre associate alle sorelle Brontë, con Haworth come punto di riferimento finale, ma lungo il cammino permette di incontrare brughiere, boschi, corsi d’acqua, siti storici e piccoli tesori naturalistici spesso lontani dagli itinerari più battuti.

Un percorso tra Ilkley, Saltaire e Haworth

Il Bradford Pennine Gateway Trail collega tre località molto note del West Yorkshire: Ilkley, Saltaire e Haworth.

La partenza al cospetto delle alture sopra Ilkley mette subito alla prova le gambe: la prima mezz’ora è in prevalenza in salita, con numerose scale di pietra e alcuni tratti ripidi. Una volta raggiunta la sommità, però, il panorama è la ricompensa di ogni fatica, con le vaste distese delle brughiere che si aprono dinanzi agli occhi.

La grande cresta sopra Ilkley è Rombalds Moor, il cui nome è legato a una figura leggendaria, e comprende svariate aree di brughiera. Il percorso attraversa Ilkley, Burley e Bingley moors, con ampie vedute che arrivano fino ai radomi della RAF Menwith Hill, vicino a Harrogate, a Leeds e al trasmettitore di Emley Moor, nei pressi di Wakefield, indicato come la struttura indipendente più alta del Regno Unito.

Brughiere a Rombalds Moor, Yorkshire
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Suggestive brughiere a Rombalds Moor

Lungo il tragitto si incontra anche il cerchio di pietre dei Dodici Apostoli, sul Burley Moor, uno degli elementi che ricordano come queste brughiere siano state frequentate e utilizzate dall’uomo per secoli.

La nuova riserva naturale tra erica, torbiere e affioramenti di pietra

Uno degli elementi più significativi del nuovo itinerario è il passaggio nel cuore della Bradford Pennine Gateway National Nature Reserve, la prima riserva naturale nazionale di questo tipo nel West Yorkshire.

Il paesaggio delle brughiere è dominato dall’erica, che in autunno regala tonalità rosa e porpora, insieme a fitte fasce di felci, erbe tipiche delle alture e torbiere, mentre qua e là emergono i caratteristici affioramenti di pietra grinta.

Il titolo di riserva naturale nazionale ne riconosce il valore della biodiversità, che ospita una ricca varietà di flora e fauna. Ma sulle brughiere sono ancora visibili numerose tracce della presenza e delle attività umane.

Un’ampia cavità, dall’aspetto quasi simile a quello di un cratere, si è rivelata essere una vecchia fossa utilizzata per l’estrazione del carbone in epoca preindustriale. La segnaletica e i segni ancora leggibili nel paesaggio ricordano inoltre l’addestramento dei carri armati durante la Seconda guerra mondiale. A completare il quadro ci sono le cave, i muri a secco e gli estesi fossati, testimonianze di secoli di gestione del territorio.

Shipley Glen, una sorpresa lungo il cammino

Il percorso prosegue fino a Shipley Glen, una delle tappe che possono sorprendere anche chi conosce già la vicina Saltaire. Il burrone ha avuto numerose funzioni nel corso di oltre un secolo e mezzo: vi si sono svolti raduni radicali e incontri delle suffragette, mentre in epoca vittoriana l’area ospitava giardini di piacere, attrazioni e divertimenti. Nel tempo ci sono stati anche un hotel di temperanza e una teashop.

Uno degli elementi più particolari è poi la tramvia di Shipley Glen, inaugurata nel 1895 e ancora in funzione. Per chi affronta l’intero percorso, questo può essere un buon punto per concedersi una pausa: la posizione offre infatti un’ambientazione suggestiva, mentre la vicina Saltaire permette di dedicare del tempo all’arte, alla storia industriale e alla gastronomia.

Da Bingley ai luoghi della natura

Lasciata Shipley Glen, il sentiero tocca molte aree di interesse naturalistico prima di dirigersi verso Haworth e tra queste spicca Trench Meadows, sito di particolare interesse scientifico (SSSI) per la presenza di erbe e fiori selvatici.

Il percorso passa anche da Bingley, lungo zone residenziali sulle alture della città e qui il paesaggio è associato al romanzo del 1957 “Room at the Top” di John Braine, ambientato in un luogo ribattezzato dall’autore “Warley”.

Un’altra parte dell’itinerario segue il canale Leeds-Liverpool, passando dalle Five Rise Locks e dalle Three Rise Locks di Bingley. Tra le due serie di chiuse ecco Bingley North Bog, una piccola ma preziosa area naturale habitat ideale per insetti, uccelli e anfibi.

A Bingley St Ives il sentiero costeggia poi un grande laghetto frequentato da trampolieri, oltre a un campo da golf e a un centro equestre. Alcune delle proprietà più antiche conservano porte dall’aspetto ecclesiastico, un richiamo a un passato in cui la tenuta era legata a Rievaulx Abbey e Drax Priory.

Harden Moor e l’arrivo nella terra delle Brontë

L’ultima parte del percorso attraversa Harden Moor, una rara brughiera secca accanto a un bosco misto, habitat favorevole a numerosi invertebrati tra cui la tormentil mining bee, un’ape considerata di importanza nazionale, insieme a vespe, ragni, mosche, cavallette e altre specie.

Da qui il paesaggio accompagna verso Haworth, il villaggio legato alle sorelle Brontë e alla loro storia letteraria. Il Bradford Pennine Gateway Trail termina ufficialmente al Penistone Hill Country Park.

A Vienna riapre il Museo di Sissi tra stanze e tesori di corte

Il Museo di Sissi a Vienna riaprirà il 19 novembre 2026 con un percorso di visita completamente rinnovato, sia negli spazi sia nei contenuti. Il progetto interessa tre aree della Hofburg e permetterà di accedere, per la prima volta, a un’offerta museale completa, pensata per raccontare la figura dell’Imperatrice Elisabetta tramite gli ambienti in cui visse e gli oggetti che le appartennero.

La riapertura rappresenta un importante intervento di valorizzazione di uno dei luoghi legati alla memoria di Sissi, figura tra le più celebri della storia austriaca. Il nuovo itinerario non si limita infatti a presentare una serie di sale e collezioni, ma costruisce un racconto nel quale gli spazi della Hofburg, gli oggetti personali e gli ambienti di corte restituiscono una prospettiva più concreta sulla vita dell’imperatrice.

Un nuovo percorso lungo tre aree della Hofburg

Il progetto di rinnovamento ha interessato in particolare il Museo di Sissi, gli Appartamenti Imperiali e la Camera d’Argento, riuniti ora in un itinerario più ampio e articolato.

Il nuovo museo è stato ampliato di circa 700 metri quadrati e di 12 stanze, mentre il restauro delle aree sottoposte a tutela ha richiesto un intervento impegnativo per far convivere la conservazione degli ambienti storici con una fruizione più ampia e accessibile.

Tra le novità figura anche la nuova scala nel cortile Marschall, accompagnata da infrastrutture migliorate e da un orientamento più semplice all’interno del complesso. Il nuovo percorso sarà inoltre accessibile senza barriere architettoniche, consentendo a un numero maggiore di persone di visitare gli spazi interessati dal progetto.

Sissi raccontata grazie ai suoi oggetti e alla vita di corte

Il Museo di Sissi rinnovato mette al centro il legame tra la biografia di Elisabetta e gli oggetti appartenuti personalmente all’imperatrice. Quasi nessuna figura storica austriaca è conosciuta quanto Sissi, ma il progetto museale punta a presentarla innanzitutto come persona, mediante le tracce concrete della sua esistenza.

A completare il racconto sono gli ambienti abitativi e quelli destinati alla rappresentanza, che permettono di comprendere anche l’organizzazione della corte che circondava la sua vita. Gli Appartamenti Imperiali della Hofburg, infatti, erano spazi ufficiali di residenza e ricevimento della famiglia imperiale.

Il complesso comprende camere da letto, soggiorni privati, sale di rappresentanza e stanze secondarie. Attraversandole, il visitatore può quindi avvicinarsi alla quotidianità dell’élite di corte e osservare come mobili, decorazioni e disposizione degli ambienti riflettessero protocolli, esigenze di privacy e rigide regole di etichetta. L’ampliamento permette inoltre di accedere alle stanze arredate in oro bianco della famiglia imperiale, caratterizzate da decorazioni luminose e interni riccamente ornati.

Sala decorata del Museo di Sissi a Vienna
© Schloß Schönbrunn Kultur und Betriebsges.m.b.H., Severin Wurnig
Il Museo di Sissi riapre con nuovi tesori della corte imperiale

La Camera d’Argento e la cultura della tavola imperiale

Un’altra parte fondamentale del percorso è la Camera d’Argento, dedicata alla cultura della tavola di corte: la collezione comprende porcellane, argenti, cristalli e centrotavola utilizzati in occasione di banchetti rappresentativi e cerimonie.

Anche in questo caso, gli oggetti raccontano una storia che va oltre il loro valore artistico: la collezione permette di osservare anche gli aspetti logistici legati all’organizzazione della vita di corte e mostra quanto fosse complessa la gestione dei ricevimenti e delle occasioni ufficiali.

La qualità delle porcellane, degli argenti e dei cristalli diventa quindi parte di un racconto più ampio sulla rappresentanza imperiale e sulle consuetudini che regolavano la tavola della famiglia imperiale.

Un investimento da circa 14 milioni di euro

La portata del progetto è evidente anche nell’investimento finora effettuato, che ammonta a circa 14 milioni di euro: si tratta tuttavia di una cifra indicativa, dal momento che i costi complessivi potrebbero ancora aumentare.

Gli interventi all’interno di edifici storici sottoposti a tutela richiedono infatti risorse considerevoli, soprattutto quando è necessario conciliare il restauro con le norme di conservazione e con l’obiettivo di rendere gli spazi più accessibili e fruibili.

Il Gruppo Schönbrunn sostiene in autonomia i costi, contribuendo al progetto di valorizzazione di un patrimonio che lega la storia della Hofburg alla figura di Sissi.

Il veliero Amerigo Vespucci torna a solcare il mare di Napoli: visite ed eventi

Napoli accoglie una delle navi più simbolo della Marina Militare: dal 20 al 25 settembre, l’Amerigo Vespucci fa infatti tappa nel capoluogo campano, dove è ormeggiata presso la Stazione Marittima – Molo Beverello, in occasione della Louis Vuitton 38ª America’s Cup Regata Preliminare Napoli, in programma dal 24 al 27 settembre.

La sosta napoletana segna una nuova tappa del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, iniziativa che ha visto la Nave Scuola della Marina Militare impegnata dallo scorso maggio e che si avvia verso la conclusione della campagna. Dopo il ritorno nel Mediterraneo e le soste di Cagliari e Castellammare di Stabia, dal 17 al 19 settembre, e di Napoli, il Vespucci raggiungerà anche Venezia e Trieste per la tappa finale.

Il 23 settembre il trofeo dell’America’s Cup salirà a bordo

Il momento centrale della tappa napoletana è previsto per il 23 settembre, quando una delegazione dei team che prenderanno parte alla Louis Vuitton 38ª America’s Cup Regata Preliminare Napoli salirà a bordo del Vespucci, grazie alla collaborazione con Sport e Salute.

Sarà l’occasione per celebrare l’avvio della seconda Regata Preliminare e sottolineare il legame ideale tra due simboli legati indissolubilmente alla storia della navigazione e della vela. A bordo tornerà anche il trofeo dell’America’s Cup, considerato il più antico trofeo sportivo internazionale ancora conteso.

La sua storia affonda le radici nel 1848, quando a Londra venne realizzata un’elegante brocca in argento: il trofeo assunse il nome di America’s Cup dopo la vittoria dello yacht America nel 1851, nella regata di flotta intorno all’Isola di Wight, nel Regno Unito. Da allora è diventato un’icona mondiale della vela, legata a oltre 170 anni di sfide tra grandi yacht club, innovazione e passione per il mare.

Il 24 settembre l’annuncio della chiusura del Tour

Giovedì 24 settembre, alle 0re 11:30, è in programma l’annuncio della chiusura del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026 a Trieste, in occasione della 58ª Barcolana. Vengono così presentati i vari appuntamenti alla presenza del Presidente della Barcolana Mitja Gialuz, l’Amministratore Delegato di Difesa Servizi Luca Andreoli e il Comandante del Comando Logistico della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Vincenzo Montanaro.

A bordo anche i protagonisti istituzionali

La giornata del 23 settembre vedrà inoltre la presenza di diverse figure istituzionali e rappresentanti del mondo dello sport e della Marina Militare. A bordo della Nave Amerigo Vespucci sono attesi il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, l’Amministratore Delegato di Difesa Servizi Luca Andreoli, il Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, l’Amministratore Delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris e l’Amministratore Delegato di America’s Cup Partnership Marzio Perrelli.

Il Vespucci apre le porte ai visitatori

Il mitico veliero Amerigo Vespucci in mare
Ph Ufficio stampa Tour Mondiale Amerigo Vespucci - Campagna in Nord America 2026
Il mitico veliero Amerigo Vespucci arriva a Napoli

La presenza dell’Amerigo Vespucci a Napoli è anche un’occasione da non perdere per il pubblico: la nave sarà, infatti, aperta alle visite nei giorni 21, 22 e 24 settembre. La visita è gratuita, ma è necessario prenotare. Le modalità per accedere alla nave e riservare il proprio posto sono disponibili sul sito ufficiale del Tour Mondiale Amerigo Vespucci, http://www.tourvespucci.it.

Per chi si troverà a Napoli in quei giorni, sarà dunque possibile salire a bordo della Nave Scuola e vivere da vicino una delle tappe del viaggio che ha portato il Vespucci lungo la campagna nordamericana del 2026.

Da Napoli verso Venezia, aspettando Trieste

La tappa napoletana si inserisce nel percorso che accompagnerà l’Amerigo Vespucci verso la conclusione della Campagna in Nord America 2026. L’iniziativa, annunciata nel settembre 2025 dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, è promossa dal Ministero della Difesa e dalla Marina Militare, prodotta da Difesa Servizi S.p.A. e sviluppata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero della Cultura, il Ministro per lo Sport e i Giovani e il Ministro per le Disabilità. Enel sostiene il progetto.

Dopo Napoli, la Nave Scuola raggiungerà la laguna veneta. Dal 2 al 7 ottobre sarà ormeggiata a Venezia, presso Riva di San Biasio, di fronte al Museo Storico Navale, in occasione della XV edizione del Trans-Regional Seapower Symposium (T-RSS).

Il forum internazionale, dedicato alla cooperazione e alla sicurezza marittima, si svolgerà il 6 e 7 ottobre 2026 presso l’Arsenale della Marina Militare di Venezia.

ViViamo il Trasimeno, cinque weekend da vivere a passo lento

Entra nel vivo “ViViamo il Trasimeno”, il Festival dei Cammini 2026 che fino all’11 ottobre propone cinque fine settimana ricchi di appuntamenti dedicati alla scoperta del territorio, alla sostenibilità ambientale e a un turismo capace di valorizzare paesaggi, storia, cultura e tradizioni.

Percorsi a piedi e in bicicletta, attività all’aria aperta e occasioni di incontro e riflessione per scoprire o riscoprire il fascino del Trasimeno e, allo stesso tempo, promuovere le buone pratiche legate al turismo lento, anche nei periodi di bassa stagione e di minore affluenza.

Sono sei i soggetti che organizzano l’iniziativa: l’associazione culturale “L’Olivo e la Ginestra”, il gruppo sportivo “Filippide” di Castiglione del Lago, l’associazione italiana “Via Romea Germanica”, la UISP Regionale Umbria, l’associazione “I Borghi più belli d’Italia” e il gruppo di mountain bike “ASD MTB” di Castiglione del Lago.

A collaborare e promuovere il festival sono invece l’Unione dei Comuni del Trasimeno e i Comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno, insieme al GAL Trasimeno Orvietano.

A piedi sulle tracce di Perugino

Il primo appuntamento accompagna i partecipanti alla scoperta dei paesaggi legati a Pietro Vannucci, il Perugino: fino a martedì 22 settembre sono, infatti, in programma le “Camminate lungo i sentieri del Perugino”, curate dall’associazione “L’Olivo e la Ginestra”.

Cinque tappe, per un totale di 103 chilometri, lungo una fitta rete di strade secondarie e sentieri di campagna, con un itinerario che parte e si conclude a Panicale per andare alla ricerca dei paesaggi raffigurati dal celebre artista.

Dopo essere partito il 18 settembre alle 9 da Panicale, con arrivo nel pomeriggio a Fontignano,  sabato 19 il percorso riparte alle 9 da Fontignano per raggiungere Castiglion Fosco. Domenica 20 si cammina da Castiglion Fosco a Piegaro, mentre lunedì 21 la partenza è fissata da Piegaro, alle 9, con arrivo a Città della Pieve nel pomeriggio.

L’ultima tappa, martedì 22 settembre, prenderà il via da Città della Pieve, dallo storico Palazzo Fargna, sede del Municipio pievese, per fare ritorno a Panicale.

ViViamo il Trasimeno, Festival dei Cammini 2026, Umbria
Ph Ufficio stampa GOEC Gabriele Olivo Editoria e Comunicazione
ViViamo il Trasimeno, Festival dei Cammini 2026

A Castiglione del Lago il festival incontra il ciclismo

Il fine settimana del 19 e 20 settembre porta invece a Castiglione del Lago una due giorni dedicata a ciclismo, cammini e cultura.

Sabato 19, alle 17, Palazzo della Corgna ospiterà le iniziative legate alla “Cicloturistica dei Borghi più belli d’Italia” e alla rievocazione della “Pedalata Rosa del 1995”. L’appuntamento sarà anche l’occasione per visitare la mostra allestita nel palazzo, con pannelli fotografici, documenti dell’evento e reperti di abbigliamento e accessori appartenuti ai ciclisti.

Seguirà un convegno dedicato al rapporto tra cammini, territorio, turismo, sport e marketing territoriale cui parteciperanno rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Federciclismo, di Bike Hospitality e delle categorie interessate, oltre alla stampa locale, nazionale e al gruppo RCS. Tra gli ospiti è prevista anche la partecipazione straordinaria del russo Evgenij Berzin, vincitore del Giro d’Italia nel 1994 e secondo classificato nel 1995.

La giornata si concluderà con la premiazione di alcune delle figure che contribuirono all’evento del 1995.

Domenica 20 settembre sarà invece la volta della XIV edizione della “Cicloturistica dei Borghi più belli d’Italia”, organizzata da “ASD Cicli Matè”: dalle 8 alle 15 i partecipanti partiranno e arriveranno a Castiglione del Lago, attraversando anche Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno, Magione e Panicale.

Sono previsti due percorsi: uno di 70 chilometri, pensato per tutti i cicloamatori, e uno di 118 chilometri, rivolto a chi desidera affrontare una sfida più impegnativa.

Tra i laghi di Chiusi e Montepulciano, camminate e sport

Sempre domenica 20 settembre il festival si sposterà al confine tra Umbria e Toscana, nell’area dei laghi di Chiusi e Montepulciano, dove l’ASD GS Filippide propone una giornata dedicata alle attività podistiche e a tre differenti camminate.

Si comincia presto, alle 6, con una camminata di 29 chilometri intorno al lago di Chiusi e al lago di Montepulciano. Alle 8.30 partirà invece il percorso di 16 chilometri attorno al lago di Chiusi, mentre alle 9.30 sarà la volta della camminata di 8 chilometri, arricchita dalla visita alle celebri torri “Beccati Questo” e “Beccati Quest’altro”, legate da oltre sette secoli alla storia del territorio.

Le due torri raccontano, infatti, un antico capitolo della rivalità tra Siena e Perugi: la Torre di Beccati Questo fu realizzata dai senesi nel fondo della valle, mentre quella di Beccati Quest’altro, detta anche Torre Beccati Quello, fu edificata dai perugini in posizione dominante e proprio di fronte alla prima.

La prima torre venne costruita nel 1279 dai Guelfi, dopo una vittoria sui Ghibellini, come simbolo del loro dominio sulle zone paludose al confine tra i territori di Siena e Perugia. Qualche anno più tardi, i perugini risposero costruendo la seconda torre. Nonostante i nomi dal tono volutamente sbeffeggiante, i due edifici non vennero utilizzati come vere strutture difensive o militari ma svolgevano piuttosto la funzione di stazioni di gabella, dove venivano riscossi i tributi di passaggio.

Per i podisti più preparati, infine, è prevista la tradizionale corsa di 18,5 chilometri, con partenza e arrivo al lago di Chiusi alle 9.30 e passaggio dalla frazione di Vaiano di Castiglione del Lago.

Migliori festival gastronomici europei d’autunno: premiata l’Italia

L’autunno in Europa profuma di vendemmia, tartufi, dolci tradizionali, prodotti del raccolto e specialità locali: è la stagione in cui molte città celebrano la propria identità gastronomica con festival che sanno trasformare il cibo in un vero e proprio viaggio tra sapori, tradizioni e cultura.

A stilare una classifica dei migliori festival gastronomici autunnali d’Europa è Big 7 Travel, sito internazionale di guide e consigli di viaggio, che porta sul podio alcune delle manifestazioni più amate del continente, con l’Italia presente in due posizioni della top 25.

Il festival gastronomico autunnale più bello d’Europa è a Galway

Al primo posto della classifica spicca il Galway International Oyster & Seafood Festival, il festival delle ostriche più longevo del mondo, che va in scena dal 25 al 27 settembre. Ogni anno, oltre 25.000 persone raggiungono Galway, sulla costa occidentale dell’Irlanda, per assaggiare alcune delle più gustose ostriche del mondo e immergersi in un appuntamento che unisce gastronomia e atmosfera festosa. Giunto alla 72ª edizione, il festival continua a crescere e propone un ricco programma con spettacoli di musica dal vivo, dimostrazioni di cucina e golose specialità a base di frutti di mare.

Uno degli appuntamenti più caratteristici è il World Oyster Opening Championship, la competizione dedicata all’arte di aprire le ostriche. Esperti shucker arrivano da diverse parti del mondo per mettersi alla prova e contendersi l’ambito titolo di shucker più veloce e abile.

Centro storico di Galway, Irlanda
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Colorato centro storico di Galway

Due festival italiani nella top 25

L’Italia compare nella classifica europea con due appuntamenti accomunati dalla capacità di raccontare il territorio grazie al cibo: da una parte ci sono i dolci della tradizione, dall’altra uno degli ingredienti più preziosi e ricercati della gastronomia italiana.

Al dodicesimo posto ecco Dolci d’Italia, a Spoleto dal 30 ottobre al 1 novembre, il festival dedicato a un mondo molto più ampio del solo tiramisù: tra le proposte trovano spazio torte, dolci, cioccolato, biscotti e svariate altre specialità pensate per chi ama i sapori zuccherini. Un gustoso viaggio dal Medioevo fino alle tradizioni che si sono sviluppate nel corso dei secoli, dal Nord al Sud del Belpaese.

Al settimo posto, troviamo invece la Fiera del Tartufo Bianco d’Alba, dal 10 ottobre al 6 dicembre, che attira ogni anno in Piemonte appassionati di gastronomia da tutto il mondo, accompagna l’intera stagione della raccolta del tartufo e propone un programma all’insegna di mercati, degustazioni e dimostrazioni. L’esperienza si completa con l’abbinamento ad altri prodotti italiani di alta qualità, compresi i pregiati vini.

La classifica completa dei 25 festival gastronomici d’autunno

1. Festival Internazionale di Oyster & Seafood di Galway, Irlanda — 25–27 settembre
2. Oktoberfest, Monaco di Baviera, Germania — 19 settembre–4 ottobre
3. Festival della Salsiccia di Csabai, Békéscsaba, Ungheria — 22–25 ottobre
4. Fête des Vendanges de Montmartre, Parigi, Francia — 7–11 ottobre
5. Festival della zucca di Ludwigsburg, Ludwigsburg, Germania — 22 agosto–1 novembre
6. Veganské Hody Bratislava, Bratislava, Slovacchia — 11 ottobre
7. Fiera del Tartufo Bianco di Alba, Piemonte, Italia — 10 ottobre–6 dicembre
8. Festival del cibo e delle bevande di York, York, Inghilterra — 18–27 settembre
9. Festival di Stranraer Oyster, Stranraer, Scozia — 11–13 settembre
10. Epicurialpes, Grimentz, Svizzera — 9–11 ottobre
11. Gastro Sweet Fest, Praga, Repubblica Ceca — 2–3 ottobre
12. Dolci d’Italia, Spoleto, Italia — 30 ottobre–1 novembre
13. Foire Internationale & Gastronomique de Dijon, Digione, Francia — 1–11 novembre
14. San Sebastián Gastronomika, San Sebastián, Spagna — 6–9 ottobre
15. Festival alimentare di Saaremaa, Saaremaa, Estonia — 4–13 settembre
16. Festival della mela di Kyperounda, Kyperounda, Cipro — 10–11 ottobre
17. Festival Nazionale della Gastronomia, Santarém, Portogallo — 22 ottobre–1 novembre
18. Mercato delle aringhe del Baltico di Helsinki, Helsinki, Finlandia — 4–10 ottobre
19. Festival del cibo di Abergavenny, Abergavenny, Galles — 19–20 settembre
20. Pilsner Fest, Plzeň, Repubblica Ceca — 5–10 ottobre
21. Festival di Aegina Fistiki, Egina, Grecia — 17–20 settembre
22. Festival del cibo di Dartmouth, Dartmouth, Inghilterra — 23–25 ottobre
23. Festival dell’Olivo, Bilçë, Albania — 10 ottobre
24. Festival del raccolto di Öland, Öland, Svezia — 25–27 settembre
25. Festa d’Autunno, Lugano, Svizzera — 2–4 ottobre

3 mete perfette per vivere l’Oktoberfest oltre Monaco con l’offerta Ryanair

L’autunno in Germania ha un appuntamento che, ogni anno, richiama viaggiatori da ogni parte del mondo: è l’Oktoberfest, la grande festa bavarese che nel 2026 torna sulla Theresienwiese di Monaco dal 19 settembre al 4 ottobre.

A rendere ancora più interessante questo periodo arriva una promo Ryanair che prevede uno sconto del 10% sui biglietti aerei per raggiungere la Germania e organizzare un viaggio proprio durante la stagione dell’Oktoberfest. Per usufruire della promozione occorre prenotare entro il 21 settembre 2026, mentre il periodo di viaggio indicato va dal 21 settembre al 31 ottobre 2026.

È quindi il momento giusto per pensare a una fuga di qualche giorno tra birrerie, tradizioni bavaresi, città d’arte e atmosfere autunnali.

Da Brindisi a Memmingen, non lontano da Monaco

La colorata Piazza del Mercato di Memmingen, Germania
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La colorata Piazza del Mercato di Memmingen

Se partite da Brindisi, una delle possibilità è raggiungere Memmingen, una piccola città delle Prealpi svevo-bavaresi che conserva un’autentica atmosfera medievale e che permette di allontanarsi, almeno per qualche ora, dalle mete più affollate.

Il centro storico invita a passeggiare tra strade che raccontano la sua gloriosa storia come punto di scambio per prodotti come pellame, spezie, vini e tessuti pregiati: tra le più caratteristiche spiccano la Herrenstraße, la “via dei signori”, dove un tempo svettavano le case dei commercianti più facoltosi e la Kalchstraße, legata al primo ampliamento urbano lungo la Via del Sale.

Un’altra strada da percorrere è la Weinmarkt, oggi pedonale, dove ammirare gli edifici che un tempo appartenevano alle varie corporazioni attive: tessitori, droghieri, fabbri e mercanti.

Memmingen diventa, inoltre, una base interessante per raggiungere Monaco di Baviera e la celebre Theresienwiese per partecipare all’Oktoberfest in poco più di un’ora di viaggio in treno.

Da Milano Bergamo a Berlino, l’Oktoberfest ad Alexanderplatz

Veduta aerea di Alexanderplatz a Berlino, Germania
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Favolosa veduta aerea di Alexanderplatz a Berlino

Da Milano Bergamo potete invece volare a Berlino dove uno degli appuntamenti imperdibili è quello organizzato ad Alexanderplatz dal 25 settembre al 4 ottobre 2026, quando la piazza si trasforma in una grande festa in stile Oktoberfest, con birra bavarese, specialità gastronomiche tipiche e musica dal vivo.

L’atmosfera richiama quella delle tradizionali feste bavaresi, con un grande tendone, un’area all’aperto dedicata alla birra e piatti della cucina regionale, tra cui stinco di maiale, pollo arrosto e pretzel. Non mancano la musica tradizionale né iniziative legate ai costumi bavaresi, come una competizione dedicata al Dirndl.

Il vantaggio è quello di poter abbinare l’esperienza dell’Oktoberfest a un viaggio alla scoperta di Berlino, una delle città più vivaci e ricche di storia della Germania.

Da Bologna a Colonia per la nuova Royal Wiesn

Scorcio della Cattedrale e del Ponte Hohenzollern a Colonia, Germania
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Scorcio della Cattedrale e del Ponte Hohenzollern a Colonia

La terza idea parte da Bologna e conduce a Colonia, dove a ottobre 2026 debutta la Royal Wiesn, una festa popolare bavarese ispirata all’atmosfera dell’Oktoberfest.

L’appuntamento si svolge al Tanzbrunnen, sul Reno, con giornate dedicate alla musica, alla gastronomia e alle tradizioni bavaresi. Il programma ufficiale prevede appuntamenti il 9, 10, 11, 16, 17 e 18 ottobre 2026, con diverse formule e fasce orarie.

L’esperienza punta sulla dimensione del grande festeggiamento bavarese, con tendone, musica tradizionale, specialità regionali e birra König Ludwig. Tra i piatti proposti brezel, pollo arrosto, stinco di maiale, Obazda e altre specialità bavaresi, insieme ad alcune alternative vegetariane.

L’11 ottobre è previsto un brunch domenicale, mentre il 18 ottobre la festa termina con il “Royal Wiesn goes Cologne Pride”, il cosiddetto Pink Sunday.

Colonia offre così la possibilità di prolungare l’atmosfera dell’Oktoberfest anche dopo la conclusione della manifestazione di Monaco.

La Puglia premia le 31 spiagge più sostenibili e inclusive: ecco quali sono

Inclusione, sostenibilità, attenzione alle famiglie e mobilità alternativa: ecco alcuni dei criteri con cui la Puglia ha scelto di valorizzare le realtà costiere più virtuose, 31 spiagge, tra stabilimenti balneari, lidi attrezzati e spiagge libere, che si sono aggiudicate la prima edizione del “Granello d’Oro”, il nuovo riconoscimento di qualità promosso dalla Regione Puglia che prende in considerazione interventi già realizzati e servizi verificabili lungo la costa.

“L’iniziativa nasce dalla volontà di orientare i servizi balneari verso un modello capace di coniugare qualità, accessibilità e tutela del territorio“, ha spiegato l’assessora regionale a Paesaggio e Costa, Marina Leuzzi.

Le categorie sono sei: si va dall’accessibilità alla sostenibilità ambientale, passando per le esigenze delle famiglie, lo sport, il rapporto con la natura, la mobilità sostenibile e la possibilità di vivere la spiaggia senza fumo.

Le 31 spiagge premiate in Puglia

La categoria più rappresentata è quella Accessibile, con 13 riconoscimenti:

  • Dinamiko Beach a Nardò;
  • Spiaggia libera inclusiva di Maruggio;
  • Lido Matinelle di Trani;
  • Lido Torre Egnazia di Monopoli;
  • Io Posso, la spiaggia dedicata alle persone con disabilità a Melendugno;
  • Spiaggia libera del Cagnolo di Bisceglie;
  • Lido Torre Guaceto;
  • Spiaggia “Camerini” di Carovigno;
  • Le cinque vele di Salve;
  • Cala San Giovanni di Polignano a Mare;
  • AbilBeach di Trepuzzi;
  • Lido Blu Marine di Rodi Garganico;
  • Lido Vela Velo Beach di Vieste.

Sono invece tre le realtà premiate per l’impegno Eco-sostenibile: La Conchiglia di Bisceglie, Lido Torre Egnazia di Monopoli e Lido FataMorgana di Pulsano.

Particolare attenzione è stata riservata anche a chi viaggia con bambini e cerca servizi pensati per tutta la famiglia. La categoria Family Friendly comprende infatti dieci realtà:

  • Il Santos di Fasano;
  • Lido Rosa di Lesina;
  • Lido Torre Egnazia di Monopoli;
  • Lido Torre Guaceto di Carovigno;
  • Cala San Giovanni di Polignano a Mare;
  • Lido Cala d’Oro di Bari;
  • Lido Colonna di Trani;
  • Lido FataMorgana di Pulsano;
  • Lido Blu Marine di Rodi Garganico;
  • Lido Vela Velo Beach di Vieste.

Dal mare allo sport, passando per la mobilità sostenibile

La Puglia del “Granello d’Oro” guarda anche a un modo più attivo di vivere il litorale. Nella categoria Sport e Natura sono state premiate:

  • Lido Matinelle (Trani);
  • Lido Torre Egnazia (Monopoli);
  • Cala San Giovanni (Polignano a Mare);
  • GIL Beach – Lido la Testa di Bisceglie;
  • Lido FataMorgana (Pulsano);
  • La baia del pescatore di Trani;
  • Lido Blu Marine (Rodi Garganico);
  • Lido Vela Velo Beach (Vieste);
  • Lido Colonna (Trani)
  • la spiaggia di Pane e Pomodoro a Bari.

Ancora più numerosi sono i riconoscimenti Green Move, ben 14, dedicati alla mobilità sostenibile:

  • Lido Matinelle (Trani);
  • Lido Torre Egnazia (Monopoli);
  • Io Posso (Melendugno);
  • Lido Moretti di Bari;
  • Lido Torre Guaceto (Carovigno);
  • Lido La Rotonda di Bari;
  • Lido Il Titolo di Bari,
  • Cala San Giovanni (Polignano a Mare);
  • GIL Beach – Lido la Testa (Bisceglie);
  • Lido Cala d’Oro (Bari);
  • Lido Colonna (Trani);
  • Lido FataMorgana (Pulsano);
  • Lido Blu Marine (Rodi Garganico);
  • Lido Vela Velo Beach (Vieste).

Infine, sono 14 le spiagge che hanno ottenuto il riconoscimento Smoke Free:

  • La Conchiglia (Bisceglie);
  • Lido Matinelle (Trani);
  • Lido Torre Egnazia (Monopoli);
  • Lido Moretti (Bari);
  • Lido Torre Guaceto (Carovigno);
  • Lido La Rotonda (Bari);
  • Lido Il Titolo (Bari);
  • Cala San Giovanni (Polignano a Mare);
  • Spiaggia per tutti (Castellaneta);
  • GIL Beach – Lido la Testa (Bisceglie);
  • Lido FataMorgana (Pulsano);
  • Lido Cala d’Oro (Bari);
  • La baia del pescatore (Trani);
  • Lido Blu Marine (Rodi Garganico).

Il primo “Granello d’Oro” sarà ufficialmente consegnato domenica 20 settembre 2026 alle ore 12:20, nell’ambito della giornata “Mare Democratico” e la cerimonia si svolgerà al padiglione 152 della Fiera del Levante di Bari, dove saranno celebrate le realtà che hanno scelto di investire in una fruizione del mare più inclusiva, sostenibile e attenta alle persone.

Castelli, sole e calcio: 3 fughe d’autunno con la promo flash Wizz Air

La metà di settembre è da poco trascorsa ma avete già il desiderio di staccare dalla ritrovata routine? Questo potrebbe essere il momento giusto per trasformare quel “prima o poi partiamo di nuovo” in un vero piano d’azione: Wizz Air lancia, infatti, una promo flash con 1 milione di posti a partire da 14,99 euro, pensata per chi sogna una fuga nei prossimi mesi e vuole approfittare di tariffe decisamente convenienti.

Ma attenzione: l’offerta è valida soltanto oggi, 18 settembre 2026, e le prenotazioni possono essere effettuate dalle ore 08.00 alle 23.59. Il periodo utile per viaggiare va invece dal 1° ottobre al 10 dicembre 2026, l’occasione per organizzare una gita fuori porta, un weekend d’autunno o un piccolo viaggio prima dell’arrivo delle Festività.

La promozione è disponibile soltanto per le prenotazioni effettuate sul sito ufficiale Wizz Air o tramite l’app mobile WIZZ. Tra le svariate possibilità ci sono anche alcune mete interessanti in partenza dagli aeroporti italiani, perfette per cambiare scenario senza dover aspettare le vacanze natalizie.

Da Milano Bergamo a Târgu Mureș, cuore della Transilvania

Scorcio di Targu Mures, la città delle rose in Romania
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Scorcio di Targu Mures, la città delle rose in Romania

Tra le proposte più convenienti della promo spicca Târgu Mureș, raggiungibile da Milano Bergamo con prezzi a partire da 14,99 euro: conosciuta come la “città delle rose”, si cela nel cuore della Transilvania ed è un’idea originale per scoprire una città meno inflazionata rispetto alle classiche capitali europee.

Una delle tappe più caratteristiche è la Cittadella, un complesso fortificato sorto intorno a un monastero e a una chiesa francescana, la cui architettura conserva diversi elementi che ne raccontano la funzione difensiva, dalla cinta muraria alle torri di guardia squadrate, passando per i bastioni realizzati tra il 1613 e il 1629. Catturano lo sguardo anche le facciate continue, rinforzate all’interno da archi, che contribuiscono a dare alla fortezza il suo inconfondibile aspetto. Oggi ospita eventi durante tutto l’anno e un museo.

Da vedere poi il Palazzo della Cultura, realizzato in stile Secessionista, e il Palazzo Toldalagi, costruito nel 1762 in stile barocco, che ospita il Museo Etnografico.

Da Roma Fiumicino a Malaga, storia e atmosfera della Costa del Sol

Panorama di Malaga, Costa del Sol, Andalusia
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Suggestiva veduta panoramica di Malaga

Da Roma Fiumicino, con tariffe a partire da 22,64 euro, potete invece volare verso Malaga, perla della Costa del Sol, in Andalusia, ideale per prolungare la sensazione d’estate anche nei mesi autunnali. Conosciuta in tutto il mondo per essere la città natale di Pablo Picasso e per il clima soleggiato durante tutto l’anno, Malaga unisce la vitalità tipica delle città di mare a un patrimonio storico e culturale davvero ricco.

Proprio Picasso è uno dei protagonisti grazie al Museo Picasso e alla casa natale in Plaza de la Merced; se amate la storia, inoltre, uno dei luoghi più suggestivi è l’Alcazaba, affiancata dal Castello di Gibralfaro: due fortificazioni arabe che svettano dall’alto e donano viste panoramiche difficili da descrivere a parole.

Nel cuore del centro storico incanta la Cattedrale di Malaga, conosciuta affettuosamente come “La Manquita”, un soprannome legato alla torre rimasta incompiuta. A completare il viaggio nella ecco il Teatro Romano, testimonianza dell’epoca romana risalente al I secolo a.C., ai piedi dell’Alcazaba.

Da Palermo a Dortmund, una fuga tra calcio, birra e archeologia

Skyline di Dortmund, Germania
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Skyline di Dortmund, mecca del calcio europeo

Se partite dalla Sicilia, la promo propone Dortmund, raggiungibile da Palermo con tariffe a partire da 22,64 euro: nell’immaginario europeo è indissolubilmente legata al calcio e al Borussia Dortmund, squadra capace di coinvolgere migliaia di tifosi in tutta Europa con le sue imprese sportive.

Tuttavia, non si tratta di una meta riservata agli appassionati del pallone: offre, infatti, interessanti spunti anche per dedicarsi alla scoperta dell’archeologia industriale, della cultura della birra e del patrimonio storico e artistico locale.

Durante una visita incontrerete chiese ricche di opere d’arte, musei all’avanguardia e vivaci vie pedonali, in un contesto urbano moderno e dinamico. Non manca anche una torre panoramica dalla quale ammirare la città dall’alto.

Non solo Sakura, è il momento del Momijigari, magico foliage giapponese

Il Giappone non regala emozioni soltanto in primavera, quando la fioritura dei ciliegi trasforma parchi e giardini in scenari da fiaba. Anche l’autunno dona il suo grande spettacolo di rosso, arancio, oro e atmosfere sospese: è il Momijigari, l’antica tradizione giapponese dedicata alla contemplazione del foliage.

Il periodo di solito associato al foliage va da ottobre a novembre, anche se le tempistiche cambiano in base alla latitudine e all’altitudine: proprio seguendo tale progressione dei colori è possibile costruire un suggestivo viaggio lungo il Paese del Sol Levante e incontrare l’autunno in luoghi diversi, anche più volte durante lo stesso itinerario.

Cos’è il Momijigari e perché è una tradizione così importante

La parola Momijigari si traduce come “caccia alle foglie rosse” e identifica la pratica di andare alla ricerca dei paesaggi autunnali, soprattutto quelli caratterizzati dalle foglie degli aceri: il termine richiama infatti il momiji, l’acero dalle intense tonalità autunnali, ma l’esperienza comprende anche il foliage degli alberi di ginkgo, che danno vita a scenari altrettanto favolosi con le loro sfumature dorate.

Le sue origini risalgono al periodo Heian, tra il 794 e il 1195. In quell’epoca il Momijigari era soprattutto una pratica dell’aristocrazia: nobili e poeti si ritrovavano nei giardini e nei rifugi di montagna per ammirare il mutare della natura. La contemplazione delle foglie diventava così un’occasione per dedicarsi alla poesia e alla riflessione sulla transitorietà dell’esistenza, un tema legato all’estetica giapponese.

Con il passare dei secoli il Momijigari si è trasformato in una tradizione popolare ma ha mantenuto il suo significato più profondo. Come l’hanami accompagna la primavera con la contemplazione dei ciliegi in fiore, il foliage scandisce l’autunno ricordando quanto la bellezza possa essere intensa proprio perché destinata a cambiare.

Quando vedere il foliage in Giappone

In generale, il periodo migliore si colloca tra fine ottobre e inizio dicembre, ma già alla fine di settembre l’autunno può fare la sua comparsa nelle aree settentrionali e montane.

In Hokkaido, per esempio, i colori arrivano prima, già dalla fine di settembre nei parchi e nelle zone montane. A Sapporo il momento più suggestivo si concentra invece tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

Scendendo verso il centro del Paese, località come Nikko e le Alpi giapponesi possono raggiungere il loro momento migliore già da metà ottobre. A Tokyo, invece, il foliage urbano tende a raggiungere il culmine tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, e regala il particolare contrasto tra i colori autunnali, i parchi storici e il paesaggio della metropoli.

Novembre è anche un mese ideale per ammirare i colori di Hakone e della regione dei Cinque Laghi, con il Monte Fuji a fare da sfondo. Nel Kansai, tra Kyoto, Osaka e Nara, lo spettacolo arriva di solito dalla metà di novembre, mentre più a sud, verso Hiroshima e Kyushu, le foglie possono tingersi più tardi, arrivando anche all’inizio di dicembre: a Fukuoka, in particolare, il foliage può proseguire fino a dicembre inoltrato.

Foliage autunnale a Tokyo
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Tutta la magia del foliage autunnale a Tokyo

Dal nord a Kyoto, il foliage segue il viaggio

La magia del foliage rende l’autunno una stagione davvero interessante per organizzare un itinerario in Giappone: programmando gli spostamenti in base alle varie tempistiche potrete infatti seguire idealmente il movimento dei colori e incontrare il foliage in più tappe.

Tra le mete più celebri spicca senza dubbio Kyoto, dove il rosso degli aceri si inserisce in un paesaggio impreziosito da templi e giardini: qui l’esperienza può prevedere l’accesso a luoghi che richiedono un biglietto d’ingresso, mentre nei parchi pubblici la visita è di solito gratuita.

Il Momijigari resta infatti un’esperienza accessibile, ma richiede una buona pianificazione. Conoscere la progressione stagionale è fondamentale per aumentare le possibilità di incontrare le foglie nel loro momento migliore e trasformare un viaggio autunnale in un percorso al cospetto di alcuni dei paesaggi giapponesi più suggestivi.

Palazzina di Caccia di Stupinigi, visite tra giardini segreti e atmosfere da fiaba

A settembre la Palazzina di Caccia di Stupinigi (nel territorio di Nichelino a 10 chilometri da Torino) torna a svelare alcuni dei suoi angoli più segreti: sabato 12, 19 e 26 settembre 2026 riprendono infatti gli appuntamenti di Passepartout, il ciclo di visite guidate straordinarie dedicato agli ambienti di solito esclusi dal percorso ordinario.

Per l’occasione potete scegliere tra due itinerari molto diversi: “Dietro le porte segrete“, che conduce nei passaggi utilizzati un tempo dalla servitù, e “Sotto il cervo“, un percorso in verticale che permette di salire nella struttura della cupola juvarriana fino alla sua parte più alta.

La Palazzina di Caccia, Patrimonio UNESCO dal 1997, è una delle più importanti residenze sabaude del Piemonte ed è legata alla straordinaria architettura di Filippo Juvarra e a una lunga storia che ha visto transitare tra le sue sale anche Napoleone e Paolina Bonaparte.

Dietro le porte segrete, lungo i corridoi della servitù

Il percorso “Dietro le porte segrete” è dedicato agli spazi utilizzati dal personale di servizio: lungo corridoi e ambienti nascosti, la visita mostra i passaggi che consentivano alla servitù di muoversi all’interno della Palazzina senza interferire con la vita ufficiale della corte.

Si tratta di percorsi che consentivano di raggiungere stanze, appartamenti privati e sale mantenendo separati i movimenti del personale da quelli dei nobili. La visita diventa quindi anche un modo per ricostruire l’organizzazione quotidiana della residenza, andando oltre l’immagine degli ambienti monumentali destinati alla rappresentanza.

Tra gli elementi più curiosi che si possono incontrare spicca il quadro dei campanelli automatici, un sistema tramite cui era possibile richiamare la servitù dai vari ambienti della Palazzina.

Sotto il cervo, la salita nella cupola di Juvarra

Se scegliete, invece, “Sotto il cervo“, la visita si sviluppa in altezza e permette di entrare nella struttura lignea che sostiene la grande cupola progettata da Juvarra.

Il percorso prende avvio dal grande salone ovale a doppia altezza da cui comincia la salita, che dopo circa 50 gradini conduce a una balconata affacciata sul salone centrale. La balaustra presenta un caratteristico andamento concavo e convesso e, dalla posizione sopraelevata, è possibile ammirare l’ambiente da una prospettiva inedita.

La visita prosegue poi lungo una stretta scala a chiocciola, con altri 50 scalini circa e conduce alla parte alta della cupola, sotto il cervo che ne costituisce uno degli elementi più riconoscibili.

Raggiunta la parte superiore, l’attenzione si concentra sulla complessa struttura del tetto, descritta come un “tetto a barca rovesciata” sostenuto da una articolata orditura lignea: è proprio da qui che potrete osservare da vicino la costruzione della cupola e cogliere la complessità tecnica del progetto juvarriano.

Ma non è tutto: dalla sommità si apre infatti una vista a 360 gradi sui dintorni, mentre dall’alto diventa più evidente anche la geometria complessiva del complesso.

La grandiosa Palazzina di Caccia a Stupinigi, Torino
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Tutto il fascino della Palazzina di Caccia a Stupinigi

Informazioni pratiche per la visite

“Dietro le porte segrete” è previsto alle 14.30 e alle 16, mentre “Sotto il cervo” si svolge alle 10.30 e alle 12. Entrambi i percorsi durano circa un’ora e prevedono gruppi molto piccoli, composti da un massimo di 10 persone.

L’accesso ai percorsi è consentito a partire dai 12 anni. È consigliato indossare abiti comodi e soprattutto scarpe chiuse, adatte a percorsi con scale e passaggi ristretti. Non sono invece consentiti zaini o borse ingombranti.

Le visite non sono accessibili alle persone con disabilità motoria e possono risultare difficoltose per chi soffre di claustrofobia o vertigini, soprattutto per la presenza della stretta scala a chiocciola. Il percorso è inoltre sconsigliato a chi soffre di patologie cardiache o non si trova in condizioni fisiche adeguate, in particolare per la salita verso la cupola.

Il biglietto per “Dietro le porte segrete” ha un costo complessivo di 22 euro, di cui 12 euro per l’ingresso e 10 euro per la visita guidata. La tariffa ridotta è di 18 euro.

“Sotto il cervo” costa invece 25 euro, di cui 15 euro per l’ingresso e 10 euro per la visita guidata; la tariffa ridotta è di 22 euro.

Per i possessori della Tessera Abbonamento Musei l’ingresso alla Palazzina è gratuito, mentre rimane da corrispondere il costo della visita guidata, pari a 10 euro.

La prenotazione è obbligatoria e può essere richiesta scrivendo a stupinigi@info.ordinemauriziano.it. Per informazioni è possibile anche contattare il numero 011 6200601, attivo dal martedì al venerdì dalle 10 alle 17.30.

Tolentino, la Sistina delle Marche torna a splendere dopo dieci anni

Dopo dieci anni di chiusura, il Cappellone di San Nicola torna a essere visitabile: siamo a Tolentino, in provincia di Macerata, dove uno dei più importanti cicli di affreschi del Trecento italiano è stato restituito ai fedeli e ai visitatori al termine di un lungo intervento di consolidamento e restauro. La riapertura è avvenuta il 10 settembre, proprio nel giorno dedicato alla festa di San Nicola da Tolentino, il santo a cui è intitolato il monumentale ambiente della basilica.

Considerato dal vescovo di Macerata e Tolentino Nazzareno Marconi come la “Sistina delle Marche del Trecento“, il Cappellone custodisce uno dei complessi pittorici trecenteschi più vasti e meglio conservati in Italia.

Un capolavoro del Trecento nel cuore di Tolentino

Il Cappellone di San Nicola prende il nome da Nicola da Tolentino, nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto a Tolentino nel 1305, e in origine era la sala del capitolo del convento agostiniano. Nel corso del Trecento venne decorato con un grandioso ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese.

Secondo le più recenti attribuzioni critiche, il ciclo è riconducibile a maestranze riminesi guidate da Pietro da Rimini: la decorazione si sviluppa sull’intero spazio dell’ambiente, ricoprendo la volta a crociera e le pareti e costruendo un articolato racconto per immagini. Le scene intrecciano le storie della Vergine, di Cristo e di San Nicola, così da creare una narrazione unitaria che accompagna lo sguardo lungo tutta la cappella.

Sopra l’altare trova posto la Crocifissione, mentre al centro dell’ambiente si conserva l’arca lapidea quattrocentesca commissionata nel 1474. Sopra l’arca è collocata la statua policroma del Santo, legata allo scultore fiesolano Francesco di Simone Ferrucci.

È proprio l’ampiezza e la qualità della decorazione, insieme al suo stato di conservazione, a rendere il Cappellone un caso di particolare rilievo nel panorama dell’arte italiana. Il complesso rappresenta, infatti, uno dei cicli pittorici del Trecento più estesi e meglio conservati del Paese, con una superficie decorata che trasforma l’intero ambiente in un racconto visivo.

Pregevoli affreschi del Cappellone di San Nicola a Tolentino, Marche
ANSA
I pregevoli affreschi del Cappellone di San Nicola a Tolentino

Il terremoto del 2016 e i dieci anni di attesa

Il sisma che nel 2016 colpì il Centro Italia ebbe conseguenze anche sulla Basilica di San Nicola: vari ambienti dell’edificio, comprese le cappelle laterali, furono danneggiati e si rese necessario un articolato percorso di consolidamento e ricostruzione.

Il cantiere complessivo sulla Basilica è stato avviato nell’aprile 2024 e coinvolge un intervento dal valore di circa 4,5 milioni di euro, finanziato grazie ai fondi della ricostruzione del sisma del 2016. I lavori hanno già interessato la facciata, il campanile, la copertura e la Cappella del Santissimo Sacramento, mentre è in fase di completamento anche l’abside.

All’interno di tale intervento più ampio, il lavoro sul Cappellone si è concentrato in particolare sull’apparato pittorico. L’obiettivo è stato quello di intervenire sulle condizioni degli affreschi dopo il lungo periodo seguito al terremoto, con la rimozione degli inserti protettivi temporanei, il consolidamento dei distacchi e il recupero della leggibilità cromatica originale.

La copertura del Cappellone, invece, non è stata interessata dai lavori.

La riapertura nel giorno di San Nicola

La scelta del 10 settembre per la riapertura ha assunto un significato particolare perché coincide con la festa di San Nicola da Tolentino. La restituzione del Cappellone alla comunità è stata accompagnata da una cerimonia alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e le autorità civili e religiose del territorio.

Per Acquaroli, la riapertura ha rappresentato un momento significativo proprio perché avvenuta nella ricorrenza dedicata al Santo: il presidente ha sottolineato il valore simbolico e spirituale del luogo e ha ricordato come, a dieci anni dal terremoto, la ricostruzione continui a rappresentare un dovere, una sfida costante e una responsabilità.

Anche Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione, ha evidenziato la particolare natura del patrimonio recuperato a Tolentino. Il valore di un’opera d’arte, infatti, non può essere assimilato a quello di un edificio: una casa può essere ricostruita, mentre un’opera perduta non può essere replicata. Il cantiere del Cappellone diventa così anche un esempio del lavoro necessario per preservare il patrimonio artistico colpito dal sisma e mette insieme ricerca scientifica e tradizione artigianale.

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