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Tutti pazzi per gli Oasis, i luoghi del cuore del gruppo più amato di sempre

Dopo la reunion con i concerti del 2025 i fratelli Gallagher tornano a far cantare le canzoni più famose a tutti i fan con alcune date importanti proprio in Italia: Roma, con certezza, e maybeeee anche Milano. Gli appassionati non possono fare altro che attendere l’apertura dell’acquisto dei biglietti ripercorrendo i loro luoghi del cuore, i concerti più famosi e ovviamente riascoltando in loop le canzoni più celebri.

Ecco tutti i luoghi del cuore degli Oasis. Per raccontare davvero la storia dei fratelli Gallagher non basta mettere in fila dischi, concerti e litigi memorabili. Bisogna andare nei luoghi che hanno costruito il loro immaginario: strade di Manchester, negozi di dischi, piccoli club e stadi giganteschi. Posti in cui Liam e Noel Gallagher sono stati prima due ragazzi ossessionati dalla musica e poi le rockstar capaci di trasformare Wonderwall, Don’t Look Back in Anger e Champagne Supernova in inni generazionali.

Burnage: dove tutto è cominciato

Prima delle folle oceaniche c’era Burnage, quartiere nella zona sud di Manchester dove Liam e Noel Gallagher trascorsero buona parte dell’infanzia. Case a schiera, cielo spesso grigio e una normalissima vita di periferia: difficile immaginare uno scenario più lontano dal delirio che avrebbe circondato gli Oasis pochi anni dopo.

Eppure, il DNA della band è anche qui. L’orgoglio working class, l’accento mancuniano mai addomesticato e quell’atteggiamento da “noi contro il mondo” sembrano arrivare direttamente da queste strade. Prima di essere Supersonic, i Gallagher erano semplicemente due fratelli di Burnage con parecchie cose da dimostrare.

Sifters Records: il negozio diventato parte delle canzoni

Per un fan degli Oasis, Sifters non è un normale negozio di dischi. È quasi terreno sacro. Noel lo frequentava da ragazzo per comprare album e allargare la propria educazione musicale, tanto che il negozio sarebbe poi entrato direttamente nell’universo della band attraverso Shakermaker. Ancora oggi rappresenta perfettamente la Manchester da cui nacquero gli Oasis: niente pose da rockstar, solo scaffali pieni di vinili, musica da scoprire e la sensazione che il prossimo disco possa cambiarti la vita. Probabilmente Noel, a sedici anni, non immaginava che un giorno qualcuno sarebbe entrato lì proprio perché aveva ascoltato una sua canzone.

Wembley e Cardiff, gli stadi della reunion

Il 2025 ha segnato la reunion ufficiale tra i due fratelli che hanno inaugurato il tour a Cardiff in Galles dove il Principality Stadium ha ospitato circa 74.000 fan, un numero da record. Il concerto attesissimo, dopo 16 anni dalla separazione arrivata a Parigi nel 2009 ha fatto il giro del mondo. Lo stadio di Wembley, a Londra, è stato invece uno degli eventi trionfali della reunion con più date. 3 a luglio, 2 ad agosto e un grande finale con due repliche a settembre.

Stadio Wembley di Londra
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Wembley, lo stadio di Londra che ha ospitato gli Oasis

The Boardwalk: il primo palco degli Oasis

Prima di Knebworth, prima di Maine Road e prima che ogni concerto iniziasse con migliaia di persone pronte a cantare ogni parola, ci fu il Boardwalk. Nel club di Little Peter Street gli Oasis tennero uno dei loro primissimi concerti nell’agosto del 1991. Il locale non esiste più nella sua forma originale, ma nella geografia sentimentale della band rimane fondamentale. È uno di quei posti che fanno capire quanto sia stata vertiginosa la scalata degli Oasis: da una sala della scena indie di Manchester a diventare, nel giro di pochi anni, una delle band più grandi del pianeta. Altro che Definitely Maybe: col senno di poi sembrava quasi inevitabile.

Stratford Avenue: la copertina di Definitely Maybe

Il numero 8 di Stratford Avenue, a Didsbury, è immediatamente riconoscibile per chiunque abbia osservato la copertina di Definitely Maybe. Era la casa del chitarrista Paul “Bonehead” Arthurs e quel salotto diventò uno degli interni più celebri della storia del rock britannico. Liam sdraiato sul pavimento, Noel con la chitarra, fotografie, oggetti e riferimenti culturali sparsi nella stanza: l’immagine sintetizzava perfettamente gli Oasis del 1994. Ambiziosi, sfacciati e già convinti di essere la band migliore del mondo. Nello stesso luogo vennero girate anche alcune immagini legate a Shakermaker. Per un fan, passare da Stratford Avenue significa praticamente entrare dentro un album.

Oldham Street e il Northern Quarter, la Manchester della musica

Il Northern Quarter è uno dei quartieri che meglio raccontano la Manchester alternativa amata dalla band. Gli Oasis frequentavano locali e negozi della zona, dal leggendario Dry Bar fino a Piccadilly Records e Afflecks. Era un ambiente fatto di musicisti, fanzine, dischi, vestiti, incontri casuali e nuove band. In altre parole, il terreno perfetto per chi voleva trasformare una chitarra in una via di fuga. Camminare oggi lungo Oldham Street con Live Forever nelle cuffie resta uno dei modi migliori per capire da quale ecosistema culturale siano usciti i Gallagher.

Maine Road

Nell’aprile 1996 gli Oasis arrivarono a Maine Road, allora stadio del Manchester City. Per Liam e Noel, tifosissimi del club, non era semplicemente un altro grande concerto: era una dichiarazione di vittoria. La band era nel pieno dell’era di (What’s the Story) Morning Glory? e Manchester si ritrovò davanti cinque ragazzi partiti dai suoi quartieri e tornati da dominatori del britpop. Poche immagini rappresentano meglio l’ascesa degli Oasis: Liam davanti alla folla, Noel alla chitarra e un’intera città pronta a cantare.

Knebworth: quando sembravano invincibili

Se Maine Road fu il ritorno trionfale a casa, Knebworth fu la conquista definitiva del regno. Nell’agosto 1996 circa 250.000 persone assistettero ai due concerti, mentre milioni avevano cercato di ottenere un biglietto. È probabilmente il momento in cui l’espressione “la band più grande del mondo” smise di sembrare una delle provocazioni dei Gallagher. Davanti a quella massa di pubblico, canzoni come Wonderwall, Champagne Supernova e Don’t Look Back in Anger appartenevano ormai a tutti. Gli Oasis erano partiti dalle strade di Manchester ed erano arrivati fin lì senza perdere l’arroganza, le chitarre e la convinzione assoluta di essere destinati a qualcosa di enorme. Forse è proprio questo il filo che unisce tutti i loro luoghi del cuore: da Burnage a Knebworth cambia la dimensione, ma non cambia l’attitudine. Come avrebbe detto un fan davanti al palco: mad fer it.

Heaton Park

Nella mappa emotiva degli Oasis merita un posto anche Heaton Park, enorme area verde di Manchester che nel giugno 2009 ospitò uno dei concerti più movimentati dell’ultima fase della band. Davanti a decine di migliaia di persone, la serata fu segnata da problemi tecnici e interruzioni che avrebbero potuto far saltare tutto. Invece Liam, Noel e compagni tornarono sul palco e portarono avanti il concerto. Ed è difficile pensare a qualcosa di più Oasis: caos, tensione, pubblico enorme e, alla fine, canzoni abbastanza grandi da tenere insieme ogni cosa. Ascoltare Slide Away o Live Forever immaginando quella distesa di fan sotto il cielo del Regno Unito significa entrare in una fase diversa della loro storia, meno innocente di Knebworth e più vicina al punto di rottura che sarebbe arrivato poco dopo. Anche per questo Heaton Park resta un luogo speciale: non racconta soltanto il successo, ma anche tutta l’imprevedibilità dei Gallagher.

Heaton Park a Manchester
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Lo splendido Heaton Park di Manchester

Roma come non l’avevi mai vista: gli acquedotti diventano un palcoscenico a cielo aperto

Dopo due mesi trascorsi tra quartieri, cortili Ater, mercati, bar, parchi e strade, il Roma Borgata Festival arriva al Parco di Torre del Fiscale per l’ultima settimana della sua seconda edizione. Dal 7 al 13 settembre, il suggestivo paesaggio romano segnato dalla presenza degli acquedotti diventa il palcoscenico di sette giornate dedicate alle arti performative, tra danza site-specific, teatro, musica, letteratura e passeggiate performative.

Il Roma Borgata Festival è un progetto di ASAPQ, con la direzione artistica di Alessandra Muschella, e nell’ultima settimana concentra alcuni dei progetti che hanno caratterizzato l’intera seconda edizione, accanto a nuovi appuntamenti pensati per dialogare con lo spazio del Parco di Torre del Fiscale.

Il Parco di Torre del Fiscale diventa una scena a cielo aperto

La programmazione conclusiva prenderà il via con un progetto che mette al centro il rapporto diretto tra corpo, movimento e luogo: da lunedì 7 a venerdì 11 settembre si svolgerà, infatti, la residenza di danza site-specific “Pillole Urbane”, a cura di ACSD KODANCE/&KO.

Gli artisti lavoreranno all’interno del parco per costruire la coreografia che verrà poi presentata al pubblico sabato 12 settembre, dalle ore 19.00, con “To the Ground”; il concept, la regia e la coreografia sono di Sil Marti, con l’assistenza coreografica di Giulia Federico.

Un viaggio nel Quadraro a bordo di uno scuolabus anni Ottanta

Mercoledì 9 settembre, alle ore 19.00, torna uno dei progetti simbolo della seconda edizione del Festival, “Scuolabus – quando il viaggio diventa racconto”: Giulia Anania e Lavinia Mancusi accompagneranno il pubblico in un percorso attraverso il Quadraro a bordo di uno scuolabus anni Ottanta.

Il viaggio toccherà luoghi nascosti, memorie, storie umane e dettagli del quartiere che spesso restano fuori dallo sguardo quotidiano: musica, parole e racconto urbano si incontrano in un’esperienza nella quale lo spostamento diventa parte della performance.

Roma Borgata Festival Scuolabus – quando il viaggio diventa racconto
@foto Francesca Vangieri - Ufficio Stampa HF4
Roma Borgata Festival Scuolabus – quando il viaggio diventa racconto

A teatro la storia del ciclista Vito Taccone

Giovedì 10 settembre, alle ore 19.00, il programma prosegue con “Bar Campioni – Il ciclista incatenato”, spettacolo teatrale scritto e interpretato da Ariele Vincenti, con le musiche di Tiziano Gialloreto.

Al centro dello spettacolo c’è Vito Taccone, il celebre “Camoscio d’Abruzzo”, figura entrata nell’immaginario dello sport italiano del Novecento per le sue straordinarie qualità di scalatore. Ribelle, generoso e irascibile, Taccone viene raccontato anche tramite la sua dimensione umana e popolare.

Ambientato idealmente in un bar dello sport dell’entroterra abruzzese, lo spettacolo ripercorre la sua epopea agonistica e personale e restituisce il ritratto di un campione anticonformista e di una figura che ha saputo conquistare un posto particolare nella storia del ciclismo.

Italo Calvino, la musica e i concerti della nuova generazione

Venerdì 11 settembre, alle ore 19.00, spazio a “Fiammiferi”, progetto performativo di ABRA con Stella Mastrantonio e Brando Pacitto e la sonorizzazione di Ludovico Franco.

Il lavoro propone una rilettura de “L‘avventura di due sposi” di Italo Calvino grazie a un’esperienza di lettura collettiva, immersiva e site-specific.

La serata proseguirà dalle ore 20.00 con “Dominio Pubblico per Roma Borgata Festival”, che ospiterà tre concerti affidati alla programmazione della DAP Under 25 – Direzione Artistica Partecipata. L’iniziativa lascia spazio allo sguardo e alle proposte di una nuova generazione di artisti e alla loro capacità di contribuire alla costruzione di una programmazione culturale.

Dopo la restituzione di “To the Ground”, la serata di sabato 12 settembre continuerà con “Omaggio a Hans Zimmer”, diretto da Giordano Maselli.

I Dialoghi Sinfonici chiudono la seconda edizione

L’ultima giornata del Festival, domenica 13 settembre, inizierà invece alle ore 18.00 con “Street Stories”, passeggiata performativa nel Parco di Torre del Fiscale a cura di Giulia Anania e Tiziano Panici e proseguirà alle ore 20.00, “Dialoghi Sinfonici – Operette”, con l’Orchestra EICO diretta dal maestro Germano Neri.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno al Parco di Torre del Fiscale, con ingresso da via dell’Acquedotto Felice 120. I biglietti, con un costo da 1 a 2 euro, sono a sostegno del Festival.

Il Roma Borgata Festival è realizzato da ASAPQ con la direzione artistica di Alessandra Muschella, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio, il patrocinio del Municipio Roma VII e in collaborazione con ALPHIO APS – Casali di Tor Fiscale. Partner multimediale è HF4.

Per il programma completo, le informazioni e i biglietti è possibile consultare il sito ufficiale del Roma Borgata Festival.

Sta per succedere qualcosa di speciale in questo gioiello: sarà il cuore dei Borghi più belli d’Italia

Per tre giorni Sammichele di Bari diventerà il punto d’incontro dei Borghi più belli d’Italia: dal 4 al 6 settembre 2026 il comune in provincia di Bari ospiterà, infatti, la XVIII edizione del Festival Nazionale de “I Borghi più belli d’Italia”, l’appuntamento annuale che riunisce amministratori, delegazioni e rappresentanti dei comuni appartenenti alla rete, provenienti da ogni parte del Paese.

L’evento rappresenta un’importante occasione di incontro tra territori differenti, accomunati dalla volontà di valorizzare il patrimonio e l’identità dei piccoli centri italiani. Nel corso della manifestazione troveranno spazio esperienze, progetti e riflessioni sulle sfide che oggi interessano i borghi, senza dimenticare la loro capacità di custodire storia, cultura, paesaggi, tradizioni e produzioni locali.

Tre giorni per raccontare il presente e il futuro dei piccoli centri

Il Festival sarà prima di tutto un momento di confronto sul ruolo che i borghi possono avere nell’Italia contemporanea, luoghi ricchi di identità e patrimonio, ma anche comunità chiamate ad affrontare questioni sempre più importanti, dalla tutela del territorio alla sostenibilità, dall’innovazione alla necessità di creare nuove opportunità di sviluppo e attrattività.

L’obiettivo sarà quindi mettere in relazione esperienze diverse e offrire uno spazio di dialogo tra istituzioni, amministratori, professionisti e realtà impegnate nella valorizzazione dei territori. In parallelo, il pubblico potrà conoscere più da vicino le peculiarità dei borghi italiani e scoprire un patrimonio diffuso che trova proprio nei piccoli centri una parte fondamentale dell’identità del Paese.

Ad aprire il Festival sarà venerdì 4 settembre: l’accoglienza delle delegazioni è prevista alle 16, mentre alle 18 si terrà la cerimonia inaugurale con i saluti istituzionali di Fiorello Primi, Presidente dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, del sindaco di Sammichele di Bari Lorenzo Netti e dell’assessore all’Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Puglia Francesco Paolicelli, insieme alle altre autorità nazionali, regionali e locali presenti. La prima giornata si concluderà con il concerto dell’Orchestra Sinfonica Città Metropolitana di Bari.

Sabato 5 settembre il programma entrerà nel vivo fin dalle 10 con l’apertura degli stand del Villaggio dei Borghi, uno spazio che accompagnerà alla scoperta delle diverse realtà presenti e che, insieme all’area espositiva del MIB – Mercato italiano dei Borghi e al mercato dell’artigianato, resterà attivo per tutte le tre giornate.

Alle 11, presso la Chiesa della Maddalena, si terrà il convegno “Le 100 strade più belle d’Italia”, dedicato agli itinerari e alle nuove modalità di scoperta dei piccoli centri con i temi della mobilità, del turismo e della valorizzazione territoriale. Interverranno Roberto Perticone, Presidente di Italy Discovery, Claudio Bacilieri, Direttore di Borghi Magazine, Emiliano d’Andrea di Borghi Italia Tour, Lorena Varani delle Ciclovie dei Borghi delle Marche, Antonio Baldelli, Parlamentare e Vicesindaco di Pergola, e Domenica Spinelli, Parlamentare e Vicesindaco di Coriano. Al confronto prenderà parte anche Alessandro Musumeci, Direttore Marketing di FIAT.

A seguire, alle 11.45, sarà affrontato il tema del MIB – Mercato italiano dei Borghi, con gli interventi di Riccardo Cuomo, Dirigente Area Politiche del Lavoro e Progetti Istituzionali di Unioncamere, e Gianluca Raspa, dirigente di BMTI – Borsa Merci Telematica Italiana. Alle 12.30 spazio invece agli incontri istituzionali, tra cui quello del Comitato impegnato nella presentazione di un disegno di legge sui Borghi coordinato tra tutte le Regioni d’Italia.

Il pomeriggio di sabato proseguirà alle 13.30 con uno show cooking mentre alle 16 sarà il momento di BorgoLab, il panel dedicato alle esperienze di successo che raccontano come i piccoli centri possano trasformarsi in luoghi di attrattività, innovazione e sviluppo. Tra i partecipanti è previsto Saverio Mucci, Government Engagement Lead Italy di Mastercard.

Il confronto sul futuro dei borghi continuerà alle 17.30 con un appuntamento dedicato alla resilienza delle comunità dove interverranno Giulio De Rita, Presidente del Censis, e Antonio Forzieri, direttore Cybersecurity Strategy di WINDTRE. A seguire, i Laboratori dell’Artigianato proporranno dimostrazioni dal vivo con artigiani.

La serata lascerà poi spazio allo spettacolo “TUTTAPPOST! – Storie di ordinaria italianità”, con protagonista Pinuccio, nome d’arte di Alessio Giannone. Sul palco anche il Gruppo Folkloristico Internazionale La Pacchianella di Monte Sant’Angelo, tra le formazioni folkloristiche più antiche d’Italia e custode delle tradizioni popolari del Gargano.

Chiesa della Maddalena di Sammichele di Bari
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Veduta della Chiesa della Maddalena di Sammichele di Bari

Cinema, libri, danza e musica per la giornata conclusiva

Domenica 6 settembre si aprirà alle 10.30 con BorgoGrafie, spazio dedicato alle conversazioni con autori di libri che raccontano borghi, comunità e storie dei territori.

Alle 11.30, nella Chiesa della Maddalena, si terrà “BorgoVisioni”, incontro dedicato al ruolo del cinema e dei teatri nei piccoli comuni italiani e al loro valore come strumenti culturali e di racconto dei territori. Moderato da Osvaldo Bevilacqua, il convegno vedrà la partecipazione di Luciana Cazzolla, Consigliere di Amministrazione di Apulia Film Commission, Antonio Di Santo, sindaco di Opi, e del giornalista Michele Peragine.

Dopo lo show cooking delle 13.30, il programma proseguirà con la conferenza-spettacolo di Vincenzo Santoro “Ritmi meridiani. Tradizione e modernità nelle danze del Sud”, accompagnata da intermezzi di pizzica e taranta del gruppo Fabulanova Folk Ensemble.

Alle 19.30 Sammichele di Bari passerà il testimone al Comune di Dozza, che ospiterà l’edizione 2027 del Festival. La serata continuerà alle 20.30 con Pino Campagna e lo spettacolo “Io… Superterrone”, dedicato con ironia alle usanze, ai linguaggi e alle diverse identità regionali italiane.

A chiudere la XVIII edizione, alle 22, sarà il concerto dell’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, realizzato in collaborazione con Regione Puglia e Puglia Culture – Circuito Teatrale.

I migliori eventi e le sagre di settembre in Toscana

Nel calendario di fine estate il passaggio verso l’autunno si riempie di sagre di paese, feste patronali ed eventi dedicati ai sapori di stagione. Tra piazze, borghi e colline, le comunità si ritrovano per celebrare la vendemmia, assaggiare specialità locali e vivere serate all’aperto tra musica e profumi invitanti. È il momento in cui i prodotti tipici tornano protagonisti delle tavole condivise, in un’atmosfera conviviale che unisce residenti e viaggiatori. In questo scenario la Toscana offre un ventaglio particolarmente ricco di appuntamenti, diffusi dalle città d’arte ai paesi più piccoli.

Nel settembre 2026 la Toscana invita a un viaggio tra calici, sapori e tradizioni: dalle atmosfere di Expò del Chianti Classico a Greve in Chianti, alle serate della Sagra del Cinghiale a Capalbio, fino alla vivace Festa della Rificolona a Firenze e San Casciano in Val di Pesa. Un itinerario che tocca borghi medievali, colline vitate e località termali, dove ogni festa racconta un volto diverso della regione e rende l’inizio d’autunno un’occasione perfetta per scoprire territori e sapori.

Tutte le sagre di settembre 2026 in Toscana da segnare in agenda

  • Sagra della Panella e della Focaccia – Rapolano Terme (SI), dal 28 agosto al 6 settembre 2026.
    La Sagra della Panella e della Focaccia Rapolanese propone uno stand gastronomico con panella fritta servita con salumi e la tipica focaccia dolce a base di pasta di mandorle e crema.
  • Beat Garden, musica divertimento e streetfood – Empoli (FI), dal 29 agosto al 7 settembre 2026.
    Beat Garden propone serate dal tramonto alla notte con musica, street food e intrattenimento, all’interno del cartellone del Beat Festival.
  • Sagra della Bistecca a Badia al Pino – Civitella in Val di Chiana (AR), dal 3 al 6 settembre 2026.
    Sagra in cui una grande griglia in piazza serve bistecche alla brace accompagnate da contorni tradizionali e vino Chianti.
  • Villaggio della Birra – Buonconvento (SI), dal 4 al 6 settembre 2026.
    Festival della birra artigianale a Rapolano Terme con birrifici italiani e internazionali, degustazioni guidate, laboratori, musica dal vivo, cucina e incontri sulla cultura brassicola.
  • Sagra del Tortello, della Salsiccia e del Bardiccio – Pelago (FI), dal 4 al 6 settembre 2026.
    Sagra con specialità tipiche locali come tortelli di patate, salsiccia alla pelaghese, bardiccio, carne alla brace, piatti toscani tradizionali e bomboloni.
  • Fierucola del Pane – Firenze (FI), il 5 settembre 2026.
    Mercato di prodotti biologici e artigianato ecocompatibile in piazza SS. Annunziata, con farine di grani antichi, prodotti di stagione, musica, giochi e balli popolari.
  • Festa medievale Salamarzana – Fucecchio (FI), dal 5 al 6 settembre 2026.
    Evento di rievocazione storica che trasforma il centro di Fucecchio in un borgo medievale, con visite guidate in costume, rievocazioni di mestieri, accampamenti militari, musici, figuranti e spettacolari scenografie.
  • Terra di Prato, mercato dei prodotti agricoli – Prato (PO), il 5 settembre 2026.
    Mercato agricolo Terra di Prato, dove acquistare direttamente dai produttori alimenti genuini e di stagione e approfondire, con agricoltori ed esperti, proprietà, stagionalità e tradizioni legate ai cibi locali.
  • Festa Medievale di Vicopisano – Vicopisano (PI), dal 5 al 6 settembre 2026.
    Nel borgo medievale di Vicopisano si ricrea l’atmosfera dell’XI e XII secolo con illuminazione a torce, allestimenti in legno e canniccio, bandiere, spettacoli in costume e cambio della valuta all’ingresso del paese.
  • Annuale fiera di settembre – Abetone Cutigliano (PT), il 6 settembre 2026.
    La tradizionale Fiera di settembre anima le vie di Cutigliano con banchi e iniziative distribuiti nel centro del paese.
  • Festa della Rificolona – Firenze (FI), il 7 settembre 2026.
    La sera del 7 settembre i fiorentini sfilano lungo l’Arno con lanterne di carta su bastoni in una processione in onore della Natività della Vergine Maria.
  • Festa della Rificolona – San Casciano in Val di Pesa (FI), il 7 settembre 2026.
    A San Casciano si rinnova la tradizionale Festa della Rificolona, tra folclore locale e celebrazioni popolari.
  • Il palio delle contrade – Castel del Piano (GR), il 8 settembre 2026.
    A Castel del Piano si corre il Palio delle Contrade in onore della Madonna delle Grazie, preceduto da un corteo storico che rievoca eventi dal 1330 al 1571.
  • Ostensione della Sacra Cintola – Prato (PO), il 8 settembre 2026.
    Ostensione solenne della Sacra Cintola nel Duomo, reliquia mariana mostrata ai fedeli dal pulpito di Donatello in alcune date liturgiche dell’anno.
  • Sagra del Cinghiale – Capalbio (GR), dal 9 al 13 settembre 2026.
    Torna la Sagra del Cinghiale con piatti tipici a base di carne di cinghiale e stand gastronomici diffusi nel paese, dove degustare anche vino locale.
  • Sagra della porchetta – Monte San Savino (AR), dal 9 al 13 settembre 2026.
    Manifestazione culinaria dedicata alla porchetta, appuntamento gastronomico centrale per il territorio con una nuova edizione tutta da gustare.
  • Expò del Chianti Classico – Greve in Chianti (FI), dal 10 al 13 settembre 2026.
    Expo Chianti Classico permette di scoprire il vino Chianti Classico nel suo territorio, con un ricco programma di eventi artistici, culturali, rurali e incontri con i viticoltori nelle vigne e cantine.
  • Torna La Notte Rossa a Volterra – Volterra (PI), il 12 settembre 2026.
    Volterra celebra La Notte Rossa con il centro storico animato da musica, letture e brevi performance teatrali in varie location, invitando a scoprire scorci e dimore cittadine.
  • Il Volto Santo e la Luminara di Santa Croce – Lucca (LU), il 13 settembre 2026.
    La Luminara di Santa Croce è una processione serale dal complesso di San Frediano alla Cattedrale di San Martino, con benedizione finale, esecuzione del tradizionale Mottettone, bancarelle diffuse e spettacolo pirotecnico.
  • Il Palio della Balestra – Sansepolcro (AR), il 13 settembre 2026.
    In Piazza Torre di Berta si svolge il Palio della Balestra, sfida tra San Sepolcro e Gubbio accompagnata da feste e iniziative legate alla tradizione rinascimentale della città.
  • Festa dell'uva – Rievocazione alla scoperta delle antiche tradizioni – Subbiano (AR), il 13 settembre 2026.
    La Festa dell’uva propone una sfilata di carri carichi d’uva e figuranti in costumi contadini ottocenteschi, accompagnata da bande musicali e gruppi folkloristici lungo le strade del paese.
  • Fierucolina di San Michele – Firenze (FI), il 20 settembre 2026.
    La Fierucolina di San Michele celebra il passaggio stagionale con prodotti di stagione, riflessioni sul rapporto con la natura e particolare attenzione ai frutti seccati al sole estivo.

Dallo chalet di legno senza luce né acqua a Dollywood al nuovo hotel-museo, i luoghi di Dolly Parton, regina della musica country

Regina del country, fatina bionda, la farfalla di ferro, l’usignolo delle Smoky Mountains, la Barbie dei boschi, la Signora dei libri, bomba sexy… tanti sono stati i soprannomi che le hanno dato nel corso della sua lunga carriera, testamento di ciò che ha costruito nella vita. Per la storia della musica, Dolly Parton è stata una figura leggendaria, definita la “regina della country music”, autrice straordinaria e una delle artiste femminili più influenti e di maggior successo di tutti i tempi. Per i fan (ma non solo), ecco quali sono i luoghi che hanno lasciato un segno nella sua vita personale e di grande artista.

Nuovo hotel a tema e museo

A Nashville, la Capitale del Tennessee, lo Stato dove era nata Dolly Parton nel 1946, e la città dove ci ha lasciati il 25 agosto 2026 dopo aver spento esattamente 80 candeline, è appena stato inaugurato il SongTeller Hotel, quello che è già stato chiamato “la dichiarazione d’amore di Dolly alla città di Nashville”. Era già previsto ed è stato l’ultimo luogo caro a Dolly. Scrivono in una nota ufficiale che il suo fascino iconico e il suo spirito di cantautrice si riflettono in tutte le 245 camere e suite, con i testi delle sue canzoni impresse sulle testate dei letti.

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Ufficio stampa
Il SongTeller Hotel di Nashville voluto da Dolly Parton

L’hotel offre un’esperienza immersiva nello spirito del Sud degli Stati Uniti d’America. Il nuovo albergo dedicato a Dolly Parton ha anche due honky-tonk, il Parton’s Live e il Jolene’s (che prende il nome da un suo celebre brano), dove suonano musica dal vivo, come accade su tutta la Lower Broadway, anche detta Music Row, la via dove sono concentrati i locali musicali di Nashville, molti dei quali riportano il profilo di Dolly come bomba sexy sull’insegna.

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Ufficio stampa
La suite Six Sister del SongTeller Hotel con le parole del brano “Eagle When She Flies” di Dolly Parton

All’interno dell’hotel sta per aprire anche un museo a tema Dolly Parton, il Many Colors Museum. La data prevista è ottobre 2026 e sarà la più grande mostra dedicata a Dolly e occuperà tutto il terzo piano dell’hotel. Il museo sarà progettato per immergere i visitatori nel suo straordinario percorso di vita, con mostre che ripercorrono la sua ascesa “dalla cima delle montagne alla cima del mondo”, i suoi meravigliosi outfit e persino il motorhome usato dalla cantante duramte i suoi tour musicali.

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Ufficio stampa
Il rendering del Many Colors Museum, il museo dedicato a Dolly Parton a Nashville

“Sono entusiasta dell’apertura del mio hotel e museo a Nashville” aveva dichiarato la Parton alla stampa all’annuncio del progetto. “Broadway è diventata un tale polo di attrazione turistica che questo mi è sembrato il momento giusto per offrire qualcosa di speciale, che si aggiungesse alla straordinaria vivacità di Nashville. Ho sempre sognato di creare qualcosa qui, nella Music City, e so che abbiamo trovato l’aggiunta perfetta per la città che considero casa mia”. Poche settimane prima della sua scomparsa aveva infine commentato: “Questo museo è un luogo in cui le persone possono vedere il mio percorso attraverso i miei occhi: ogni colore, ogni storia e ogni sogno che mi hanno portata fin qui”.

Ufficio stampa
Il motorhome usato da Dolly Parton durante i suoi tour musicali in mostra nel nuovo museo nel SongTeller Hotel

Dollywood, il parco a tema voluto da Dolly

Chi volesse ripercorrere i luoghi della cantautrice country più famosa al mondo, vincitrice di dieci Grammy, ha quindi due nuove tappe del Dolly Parton Music Tour.

Sicuramente una tappa obbligata sui luoghi di Dolly è Dollywood, il celebre parco a tema nonché una delle attrazioni più visitate dello Stato del Tennessee (circa due milioni di visitatori all’anno), celebrativo della cultura e della musica degli Appalachi. Aperto nel 1986 (proprio quest’anno ha festeggiato i 40 anni), fa parte dei Dollywood Parks & Resorts insieme al parco acquatico Dollywood’s Splash Country e i teatri-ristoranti Dixie Stampede, una sorta di Disneyland dedicato a un unico personaggio: Dolly Parton. Si trovano a Pigeon Forge, a circa 25 km da Pittman Center, villaggio natale di montagna di Dolly, vicino al Parco nazionale delle Smoky Mountains, il parco nazionale più visitato degli Stati Uniti.

All’interno di Dollywood c’è anche una riproduzione fedele della casetta di legno con due sole stanze in cui Dolly è cresciuta con i suoi undici fratelli. All’interno, una scritta cita le sue parole: “Queste montagne e la casa della mia infanzia occupano un posto speciale nel mio cuore. Ispirano la mia musica e la mia vita. Spero che essere qui faccia lo stesso per voi!”. In questa piccola dimora, senza elettricità né acqua corrente, le pareti della cucina sono rivestite di carta da parati a motivi floreali, la tavola è apparecchiata con piatti e tazze da caffè in alluminio, alcuni cesti sono colmi di legna da ardere e vecchie fotografie dei suoi genitori sono appese sopra il letto.

All’interno del parco, gli ospiti si muovono a bordo del Dollywood Express, un treno a vapore che esisteva da prima che aprisse il parco in quanto fu voluto dal precedente proprietario del parco a tema “Rebel Railroad” nel 1961.

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Getty Images
Il Dollywood Express, il treno a vapore che attraversa Dollywood

Dollywood non è solo un parco dei divertimenti. L’artista aveva volto che ci fossero anche negozi di artigianato locale. Inoltre, e viene utilizzato come sede per eventi musicali (in alcuni casi anche concerti della stessa Dolly. Inoltre, parte dei proventi degli esercizi è destinato ad attività benefiche attraverso la Dollywood Foundation, una fondazione che si occupa principalmente dell’alfabetizzazione dei bambini e che gestisce un programma chiamato Imagination Library, che prevede l’invio gratuito di un libro al mese a tutti i bambini di età inferiore ai 6 anni residenti nelle tre aree in cui sono presenti le attività di Dollywood.

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Getty Images
Doilly Parton nella sua Dollywood

La casa di Sevierville

Nel 1984, i genitori della Parton, Robert Lee e Avie Lee Parton, acquistarono una casa con il tetto rosso a Sevierville, nel Tennessee. La casa, molto più grande della baita di montagna, era stata costruita nel 1917 e aveva tre camere da letto, due bagni e mezzo e due camini, un notevole cambiamento. Immersa in oltre 25 ettari di dolci colline verdi, la proprietà offriva privacy, ampi spazi e una vista panoramica sul paesaggio. Dopo la morte dei genitori, nel 2003 Parton vendette la casa a un amico di famiglia. A distanza di quasi vent’anni, gli attuali proprietari di “Red Top” continuano a portare avanti l’eredità filantropica della famiglia Parton. Nel 2022, hanno trasformato temporaneamente l’incantevole abitazione in una location per matrimoni, dopo che una struttura vicina era andata distrutta negli incendi boschivi della contea di Sevier. Oggi, una statua di bronzo di Dolly Parton che raffigura la cantautrice giovane con la chitarra in mano è ubicata davanti al tribunale della contea.

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La statua di Dolly Parton a Sevierville, Tennessee

I luoghi di Dolly Parton a Nashville

Nashville ha rappresentato la rampa di lancio con cui la ragazza Dolly cresciuta nelle Great Smoky Mountains si è trasformata in una leggenda globale, Dolly Parton. Il rapporto tra Dolly e Nashville è stato indissolubile e decisivo per l’intera storia della musica country: Nashville rappresenta per lei la terra delle opportunità, mentre Dolly è diventata una delle più grandi icone cittadine.

Il giorno esatto dopo essersi diplomata nel 1964, da diciottenne, prese un autobus di linea dalla sua città di campagna per trasferirsi a Nashville. Proprio il primo giorno in città incontrò il futuro marito, Carl Dean. Nella capitale del songwriting, Dolly si è affermata inizialmente come autrice per altri artisti, firmando contratti con le storiche etichette di Music Row prima di esplodere come solista, registrando nello storico RCA Studio B, dove ha inciso molti dei suoi più grandi successi, tra cui “Jolene” e “I Will Always Love You”.

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Gli honky-tonk lungo la Music Row a Nashville

Ha esordito al celebre Grand Ole Opry di Nashville, uno dei luoghi simbolo della musica country, ad appena 13 anni (introdotta dal mitico Johnny Cash a cui è stato dedicato un museo a Nashville), diventandone poi membro ufficiale nel 1969. È stato lo palcoscenico che l’ha consacrata nell’olimpo della musica country. La città la celebra al Country Music Hall of Fame, il museo che conserva cimeli, abiti di scena e dischi d’oro dedicati alla sua carriera, con una sezione permanente d’onore e con la sua inclusione nella Nashville Songwriters Hall of Fame dal 1986.

Dove andare in Europa a settembre, 8 città da visitare senza spendere una fortuna

Se non avete avuto l’occasione di partire in piena estate oppure avete volontariamente scelto di evitare i viaggi in alta stagione, tra prezzi alle stelle e folla un po’ ovunque, sappiate che settembre è uno dei mesi migliori per organizzare una vacanza in Europa. Anzi, a settembre potete concedervi un weekend europeo o anche dei giorni di vacanza in più senza spendere quanto ad agosto, godendo addirittura di un clima più piacevole e fresco, ideale anche per la città.

Ma non solo: a settembre, a invogliare la partenza, si aggiunge il fatto che anche voli e alloggi possono scendere notevolmente di prezzo rispetto ai periodi di alta stagione. A questo si accompagna un calendario ricco di festival, eventi culturali, appuntamenti gastronomici e manifestazioni locali che permettono di vivere le destinazioni in un momento particolarmente interessante dell’anno.

Cosa fare a Roma ad agosto, guida agli appuntamenti che accendono l’estate

Non tutti partono ad agosto: c’è chi resta in città e, conoscendo i posti giusti, può viverla in un modo completamente diverso. Succede anche a Roma, dove la Città Eterna rallenta il suo ritmo frenetico e, nonostante il caldo estivo, svela un volto più autentico, tranquillo e conviviale.

Molte iniziative prendono vita dal tramonto in poi, proprio per poter garantire maggiore piacevolezza negli avventori, ma ci sono tantissime opportunità di scelta che forse non tutti conoscono. Tra concerti, cinema sotto le stelle, visite notturne e festival gratuiti ecco cosa fare a Roma ad agosto 2026.

Roma Summer Fest

La Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone resta accesa con gli ultimi appuntamenti del Roma Summer Fest, tra sonorità internazionali, pop contemporaneo e artisti italiani da tenere d’occhio. Il 24 agosto, sul palco arriva Djo, alias Joe Keery: volto amatissimo di Stranger Things, ma ormai protagonista anche della scena musicale con un progetto indie dal carattere tutto suo. Il 29 agosto è il turno di Tony Pitony, uno dei nomi più curiosi e discussi del momento.

Le aperture serali dei monumenti e dei musei

Roma ad agosto è splendida, ma affrontare il Colosseo o il Pantheon nel pieno del pomeriggio può trasformare una visita culturale in una prova di resistenza. La soluzione? Uscire quando il sole comincia a scendere. Il Pantheon propone aperture serali straordinarie, perfette per entrare nel monumento mentre piazza della Rotonda si fa più tranquilla e scenografica.

Il Colosseo, invece, apre di notte ogni martedì e giovedì fino al 29 settembre con “Una Notte al Colosseo”, dalle 20 alle 23. Le luci sulle arcate, il cielo scuro e il relativo silenzio delle ore serali rendono la visita ancora più spettacolare. I posti, però, non sono molti: prenotate con anticipo sui canali ufficiali.

Due le date da ricordare per il VIVE: 7 e 21 agosto. Vittoriano e palazzo Venezia resteranno aperti fino alle 23:30, con ultimo ingresso alle 22:45. Basta il biglietto ordinario per esplorare sale, collezioni e terrazze panoramiche, con una vista su piazza Venezia che vale da sola la serata.

Visitare l'interno del Colosseo di notte
Astrid D'Eredità
La visita interna del Colosseo con queste aperture speciali

Aniene Festival

Fino al 20 agosto il parco Nomentano resta acceso ogni sera grazie all’Aniene Festival. Il programma mescola concerti, presentazioni di libri, dj set, danza, circo contemporaneo, attività sportive e laboratori per i più piccoli. Si parte dalle 18 e si può restare fino alle 2, passando dall’aperitivo a uno spettacolo senza dover cambiare zona.

Intorno trovate area food, market di artigianato e vintage, tavoli e spazi relax. Ad agosto sono previsti, tra gli altri, incontri con Niccolò Ammaniti e live dedicati a Fabrizio De André ed Enzo Carella. Il 15 agosto la festa guarda invece agli anni Ottanta e a “Ritorno al futuro”, con una serata rock’n’roll ispirata al ballo “Incanto sotto il mare”. L’ingresso agli eventi è gratuito.

Cinema all’aperto

Il cinema all’aperto a Roma è un’iniziativa da non perdere. Tornano le arene CineVillage in diverse zone della città con proiezioni a piazza Vittorio, villa Bonelli, parco Tevere Marconi e villa Lazzaroni con tantissimi film in programma che spaziano dal cinema italiano ai titoli internazionali.

Yoga al tramonto a Villa Pamphili

A villa Pamphili si torna a respirare con “Il Saluto al Sole”. La rassegna gratuita organizzata da VIVI porta lo yoga all’aperto, nel cuore di uno dei parchi più belli di Roma. Le lezioni accolgono tutti, dagli appassionati più esperti a chi confonde ancora una posizione yoga con uno stretching fatto al volo. Il mercoledì arriva anche il Tai Chi, con gesti lenti, concentrazione e una pausa totale dal caos cittadino. Stop dall’11 al 16 agosto, poi si riparte il 18. Per partecipare serve soltanto la VIVI Card.

I Viaggi dell’Arte tra Magliana, Trullo e Corviale

Fino al 9 agosto, “I Viaggi dell’Arte” torna per la sua diciottesima edizione e si muove tra il parco Tevere Magliana, Marconi, Trullo, Corviale e Muratella. Spettacoli, incontri, installazioni e laboratori diventano strumenti per ascoltare i territori, non semplici eventi calati dall’alto. Le storie degli abitanti incontrano il lavoro degli artisti e restituiscono un ritratto vivo, creativo e sorprendente della città. Nel pomeriggio sono in programma anche attività per adulti e bambini.

Mangiare una grattachecca

Non è una granita e chiamarla così davanti a un romano potrebbe aprire una discussione infinita. La grattachecca nasce raschiando a mano un blocco di ghiaccio, poi bagnato con sciroppi e completato, a seconda dei gusti, con frutta fresca, cocco o altre aggiunte. È una tradizione estiva molto romana, legata ai chioschi storici distribuiti in varie zone della città.

Ne trovate sul lungotevere, a Trastevere, nei pressi di Ponte Milvio, Prati e in altri quartieri. Limone per chi vuole restare classico, amarena per chi non ha paura delle macchie, menta per chi cerca l’effetto aria condizionata.

Le spiagge più belle di Roma per una giornata al mare

Quando l’asfalto inizia a tremare per il caldo, resta sempre il piano mare scegliendo una delle spiagge vicino a Roma. Tra Ladispoli e Cerveteri potete scegliere Torre Flavia, con sabbia dorata, fondali graduali e una zona umida frequentata da numerose specie di uccelli.

Ad Anzio ci sono le Grotte di Nerone, una spiaggia ai piedi del promontorio legato ai resti della villa imperiale. Il tratto è raccolto, scenografico e vicino al centro del borgo. Più a nord, Santa Severa offre un litorale ampio dominato dal castello affacciato sul mare. Potete alternare bagno, passeggiata e visita culturale, evitando così la giornata da lettino immobile.

Spiaggia di Santa Severa con il suo Castello
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La spiaggia di Santa Severa con il suo Castello

Street food sul lungo Tevere

Fino al 24 agosto, le banchine comprese tra ponte Sublicio e ponte Sisto tornano a riempirsi con “Lungo il Tevere Roma”. Ogni sera trovate ristorazione, cocktail bar, artigianato, mostre, presentazioni, musica e piccoli spettacoli. Non serve costruire un programma preciso. Potete arrivare dopo cena, scendere le scale e cominciare a camminare seguendo ciò che attira l’attenzione. È una delle passeggiate più semplici dell’estate romana, ma anche una delle più vive.

Festival des Cabanes nei giardini di Villa Medici

Tra sentieri, alberi e scorci su Roma a villa Medici spuntano sei installazioni da attraversare, esplorare e guardare da prospettive diverse. Il Festival des Cabanes torna con progetti internazionali che mescolano creatività, ricerca e materiali insoliti, dagli elementi industriali a quelli recuperati. Non sono rifugi da fiaba, ma piccole provocazioni costruite: invitano a ripensare il modo in cui occupiamo lo spazio, conviviamo con l’ambiente e immaginiamo l’abitare di domani. Il festival resta aperto fino al 28 settembre nei giardini dell’Accademia di Francia.

Una notte nella Valle dell’Inferno a Tivoli

Serve uscire appena fuori Roma, ma ne vale la pena. Ogni venerdì e sabato, fino al 5 settembre, villa Gregoriana a Tivoli ospita “Una notte nella Valle dell’Inferno”. Il percorso attraversa boschi, grotte, cascate, rovine e sentieri nel parco voluto da Gregorio XVI. Di sera tutto cambia: le luci si abbassano, i rumori della natura diventano più presenti e la passeggiata acquista un tono quasi cinematografico.

Un’estate d’amore sul Lago di Garda, torna l’appuntamento più romantico tra eventi ed esperienze uniche

Il Lago di Garda si prepara a vivere una nuova estate all’insegna del romanticismo con il ritorno di “Lago di Garda in Love – Un’Estate d’Amore & Friends”, la manifestazione che dall’8 al 16 agosto trasforma il Benaco in una grande rassegna diffusa capace di coinvolgere territori, comunità e turisti. L’iniziativa, ideata e organizzata da PromoE20, conferma anche per il 2026 la volontà di valorizzare alcune delle località più suggestive del lago con un programma che unisce spettacolo, musica, arte, intrattenimento e momenti di condivisione.

Per nove giorni il pubblico può vivere un percorso che attraversa borghi, lungolaghi e colline, e scoprire il territorio da una prospettiva differente. L’evento coinvolge otto Comuni gardesani (San Zeno di Montagna, Brenzone sul Garda, Torri del Benaco, Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Valeggio sul Mincio e Sirmione) ai quali si aggiungono tre ospiti speciali, Soave, Montagnana e Rosolina.

Tra sale a ferro di cavallo e palchi dorati, viaggio tra i 10 teatri condominiali UNESCO che raccontano l’Italia

Sale a ferro di cavallo, palchi decorati, antichi velluti e macchine sceniche che raccontano storie di musica e spettacolo: sono i teatri condominiali all’italiana, dieci piccoli capolavori nascosti tra borghi e città storiche del Centro Italia che nel luglio 2026 hanno conquistato il riconoscimento UNESCO.

Il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, riunitosi a Busan in Corea del Sud, ha infatti riconosciuto il valore universale del “Sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale”, portando a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella prestigiosa lista.

Un riconoscimento che premia senz’altro la bellezza di queste sale teatrali, con palchi decorati e atmosfere da grande opera, ma anche la loro storia straordinaria: questi teatri sono nati infatti grazie alla partecipazione delle comunità locali, che a cavallo tra Settecento e Ottocento decisero di unirsi per costruire e gestire luoghi dedicati alla cultura e allo spettacolo. Ancora oggi questi teatri rappresentano il cuore pulsante di molti borghi italiani: ospitano spettacoli, concerti, festival e continuano a raccontare una tradizione in cui il teatro era intrattenimento sì, ma anche uno spazio di incontro e identità collettiva.

Vi suggeriamo dunque un itinerario, un percorso perfetto per chi ama il turismo culturale e vuole scoprire un’Italia meno conosciuta, dove piccoli centri intrecciano arte, storia e comunità e qui questi convivono ancora oggi.

Perché i teatri condominiali sono UNESCO

Il termine “condominiali” racconta già la loro caratteristica più originale. A differenza dei grandi teatri costruiti dalle corti aristocratiche, questi edifici nacquero grazie a un modello partecipativo: cittadini, famiglie locali e istituzioni contribuirono economicamente alla loro realizzazione diventandone proprietari. Tra XVIII e XIX secolo, nei piccoli centri dell’Italia centrale, il teatro diventò così un elemento fondamentale della vita sociale. Le sale a ferro di cavallo, con la platea e i palchetti disposti secondo il modello italiano, erano luoghi di spettacolo e punti di riferimento per la comunità.

Il valore riconosciuto dall’Unesco nasce proprio dall’unione di tre elementi: architettura, funzione culturale e partecipazione civica. Un modello innovativo che ha permesso per oltre due secoli di mantenere viva la tradizione dello spettacolo dal vivo anche lontano dalle grandi capitali culturali. Oggi questi teatri conservano ancora la loro funzione originaria e continuano a essere luoghi vivi, capaci di adattarsi ai nuovi linguaggi artistici senza perdere il fascino del passato.

Itinerario nei 10 teatri condominiali Unesco in Italia

Dalle colline del Montefeltro ai borghi marchigiani, fino all’Umbria del Festival dei Due Mondi: ecco le tappe del nuovo itinerario culturale Unesco.

Teatro Angelo Mariani di Sant’Agata Feltria (Emilia-Romagna)

Tra le colline del Montefeltro si nasconde uno dei teatri storici più affascinanti d’Italia. Il Teatro Angelo Mariani colpisce per le sue dimensioni raccolte e per la sua atmosfera elegante: una vera bomboniera interamente realizzata in legno, dove ogni dettaglio richiama il fascino del teatro d’opera ottocentesco. La sala all’italiana, con la caratteristica forma a ferro di cavallo e i palchetti decorati, regala ai visitatori un’esperienza immersiva, riportando chi lo ammira ancora oggi indietro nel tempo.

Teatro Gentile di Fabriano (Marche)

Nel cuore delle Marche, il Teatro Gentile di Fabriano racconta una storia di bellezza e resilienza. Danneggiato dal terremoto del 1997, è stato restituito alla città dopo un importante intervento di recupero, tornando a essere uno dei principali luoghi culturali del territorio. La sua elegante sala, impreziosita da decorazioni e palchi, rappresenta il legame profondo tra il teatro e la comunità che lo ha custodito nel tempo.

Teatro Pergolesi di Jesi (Marche)

Il Teatro Pergolesi di Jesi è uno degli esempi più emblematici del modello condominiale. La sua costruzione fu resa possibile grazie a una società composta da 57 cittadini proprietari, che parteciparono direttamente alla nascita del teatro. Inaugurato nel 1798, ancora oggi è permeato dal fascino delle grandi sale italiane e ospita una ricca programmazione di opere, concerti e spettacoli.

Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno (Marche)

Nel centro storico di Ascoli Piceno si trova uno dei teatri più eleganti delle Marche. Il Ventidio Basso conquista con la sua sala all’italiana, i tre ordini di palchi e le decorazioni ottocentesche che testimoniano il prestigio raggiunto dal teatro italiano. Una visita in questo antico gioiello permette di scoprire il lato più raffinato della città, tra architettura, musica e tradizione.

Teatro Serpente Aureo di Offida (Marche)

Nel borgo di Offida, considerato uno dei più belli delle Marche, il Teatro Serpente Aureo è un piccolo scrigno culturale. Il nome richiama lo stemma cittadino del serpente d’oro, mentre gli interni sorprendono con decorazioni, stucchi e dipinti allegorici. Una tappa perfetta per chi vuole unire cultura teatrale e viaggio nei borghi storici italiani.

Teatro dell’Aquila di Fermo (Marche)

Con i suoi 124 palchi distribuiti su cinque ordini, il Teatro dell’Aquila di Fermo è uno dei più spettacolari teatri storici italiani. La sua particolarità più affascinante è la presenza della macchina scenica ottocentesca ancora funzionante, una testimonianza unica della complessità degli spettacoli di un tempo, nonché un vero monumento alla tradizione teatrale italiana.

Teatro Lauro Rossi di Macerata (Marche)

Il Teatro Lauro Rossi rappresenta perfettamente lo spirito dei teatri condominiali. Nato come “Teatro dei Condomini”, fu costruito grazie alla partecipazione dei cittadini e ancora oggi mantiene il suo ruolo centrale nella vita culturale di Macerata. Le sue eleganti decorazioni e la sua storia lo rendono una delle tappe più importanti dell’itinerario Unesco.

Teatro Feronia di San Severino Marche (Marche)

Il Teatro Feronia custodisce una storia particolare: venne realizzato alla fine del Settecento all’interno degli spazi di una precedente chiesa. Questa trasformazione racconta il cambiamento della società dell’epoca, quando il teatro iniziò a diventare un luogo aperto e condiviso dalla comunità.

Teatro Bramante di Urbania (Marche)

Nel borgo di Urbania, antica città del Ducato di Urbino, il Teatro Bramante sorprende per la sua atmosfera raccolta.
Costruito all’interno di un antico complesso conventuale, porta il nome di Donato Bramante e rappresenta il perfetto incontro tra architettura, storia e cultura.

Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto (Umbria)

Ultima tappa del viaggio è Spoleto, dove il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti rappresenta il legame tra tradizione e innovazione. Il teatro è indissolubilmente legato al celebre Festival dei Due Mondi, una delle manifestazioni culturali più importanti d’Italia fondata proprio da Gian Carlo Menotti.

Il turismo culturale cresce e rigenera i territori italiani tra borghi e festival

La cultura traina il turismo italiano; il richiamo di città d’arte, borghi, territori segreti, musei e siti archeologici conquista i viaggiatori nazionali e internazionali. Questo è ciò che emerge dal 22° Rapporto Annuale Federculture, intitolato Impresa Cultura. La cultura che cambia i territori e presentato a Roma: l’edizione ha analizzato i dati del 2025 misurando quanto il patrimonio culturale riesce a incidere su turismo ed economia.

I dati del turismo culturale nel Rapporto di Federculture

I numeri confermano la ripresa. Nel 2025 l’Italia ha registrato 476,4 milioni di presenze turistiche, con un incremento del 2,2% rispetto all’anno precedente e del 9,8% nel confronto con il 2019, prima della pandemia. Il punto, però, non è soltanto quanto sia cresciuto il turismo.

La maggior parte dei pernottamenti si concentra infatti in un gruppo ristretto di destinazioni. Sono 1.024 i comuni classificati come territori a vocazione culturale e paesaggistica: rappresentano circa il 13% del totale nazionale, ma raccolgono il 63% delle presenze turistiche italiane.

Non si parla soltanto di Roma, Firenze, Venezia o delle altre città più note. Nel gruppo rientrano anche centri minori, aree caratterizzate da più forme di turismo e comuni nei quali la dimensione culturale convive con quella naturalistica, spirituale o gastronomica. Eppure, il divario rimane. Alcune destinazioni devono gestire un numero crescente di visitatori, altre faticano a farsi conoscere.

Il turismo internazionale sceglie le destinazioni culturali

La presenza straniera è uno degli elementi più evidenti del rapporto. Nei territori culturali i visitatori internazionali rappresentano oltre il 55% del movimento turistico. La percentuale sale al 58% nei comuni a prevalente vocazione culturale e raggiunge il 73% nelle grandi città.

Il turismo urbano internazionale, secondo le analisi riportate da Federculture, ha ormai raggiunto dimensioni tali da superare quello legato alle tradizionali destinazioni balneari. Una trasformazione che cambia anche il modo in cui si viaggia.

Le città vengono visitate durante tutto l’anno, non soltanto nei mesi estivi, e attirano un pubblico disposto a spostarsi per una mostra, un concerto, un anniversario storico o l’apertura di un nuovo spazio culturale. La crescita, però, porta con sé la difficoltà di gestione dei flussi che in alcuni periodi dell’anno provocano affollamento e il problema degli affitti brevi.

Il futuro della rigenerazione urbana

Uno dei passaggi più interessanti del rapporto riguarda la rigenerazione urbana. Federculture ha esaminato i progetti sostenuti attraverso un programma del Ministero dell’Interno legato al PNRR. Circa un intervento su cinque presenta una componente culturale.

Biblioteche, ex fabbriche, teatri, edifici storici e spazi pubblici vengono recuperati con l’obiettivo di restituirli alle comunità. Secondo Bonisoli, questi dati mostrano un potenziale ancora sottovalutato: la cultura può riattivare luoghi abbandonati e creare nuove forme di partecipazione, a condizione che la trasformazione non si limiti ai lavori edilizi.

Dopo il restauro, però, servono personale e risorse per poter mantenere vivi i progetti rilanciati. Accanto alla rigenerazione l’analisi individua tutti gli strumenti utili per ampliare la geografia del turismo culturale sfruttando festival, il legame spirituale con la rete di cammini, abbazie, santuari e non solo. Queste opportunità vanno ad alleggerire la pressione sulle mete più frequentate per proporre aree interne e meno conosciute.

Musica Dal Vivo a Roma: I Migliori Concerti A Dicembre

I migliori concerti a Roma nel mese di dicembre 2025; calendario degli eventi di musica dal vivo nella Capitale.

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I migliori concerti a Roma nel mese di dicembre 2025; calendario degli eventi di musica dal vivo nella Capitale.

Musica dal vivo a Roma: i migliori concerti a Ottobre 2025

Scopri il calendario dei principali concerti ed eventi musicali in programma a Roma nel mese di Ottobre 2025.

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