Trekking sui vulcani italiani: Etna, Eolie, Vesuvio
Sono pochi i Paesi in Europa con un maggior numero di vulcani attivi rispetto all’Italia, che ne vanta un’alta concentrazione, in particolare nelle Regioni meridionali. Un privilegio geologico, questo, che si traduce nella possibilità per i viaggiatori di intraprendere alcune delle esperienze di trekking più uniche e sorprendenti che si possano vivere nel continente.
L’escursionismo è una delle principali attività turistiche sulle pendici dell’Etna, il grande vulcano che domina con la sua silhouette la Sicilia orientale, mentre sono meno celebri ma altrettanto scenografici i cammini che si inerpicano lungo i coni perfetti di Vulcano e Stromboli, le due isole delle Eolie che ospitano vulcani attivi, o sulle morbide pendenze del Vesuvio, con la vista che si perde sul Golfo di Napoli.
Trekking sull’Etna
L’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa e uno dei più studiati al mondo. Il suo cono imponente, spesso sormontato da un pennacchio di fumo chiaro, si intravede praticamente da ogni angolo della costa ionica siciliana, quella orientata a est. Questo per via del suo svettare nettamente oltre i tremila metri di quota: anche se a tratti può divenire inquietante e minaccioso, il vulcano siciliano offre un’ampia possibilità di esperienze di trekking adatte a tutti i livelli e accomunate dalla sorprendente scoperta di un ambiente naturalistico unico.
Chi cerca un’escursione semplice può fermarsi ai Crateri Silvestri, poco sotto i 2.000 metri, raggiungibili anche senza guida e comunque estremamente affascinanti per la loro conformazione, per la terra nera che li caratterizza e per il contrasto con la vegetazione che, resistente, ha saputo farsi strada anche in questo ambiente. Un’altra opportunità è salire in funivia da Rifugio Sapienza fino a circa 2.500 metri di quota, da dove partono sentieri panoramici con un dislivello medio-basso, alla portata dei più.

Chi invece vuole spingersi verso i crateri sommitali, che si trovano tra i 2.900 e i 3.300 metri, deve necessariamente affidarsi a una guida vulcanologica autorizzata. A maggiore fatica corrisponde maggiore premio: attorno alla vetta il paesaggio si fa davvero lunare, si incontrano fumarole attive, campi di lava recente e un panorama che, nelle giornate limpide, abbraccia l’intera Sicilia orientale fino allo Stretto di Messina.
Il versante nord dell’Etna, quello di Piano Provenzana, offre un’alternativa più selvaggia e meno battuta dai flussi turistici: qui i sentieri si snodano tra colate laviche recenti, come quella del 2002, e alcune faggete, in un contrasto continuo tra la vita rigogliosa del bosco e la roccia nera.
Trekking sul Vesuvio
Vero e proprio simbolo della Campania e di Napoli, il Vesuvio è il vulcano che più di ogni altro ha segnato la storia dell’umanità in Italia: fu la sua eruzione del 79 d.C. a seppellire Pompei ed Ercolano sotto una coltre di cenere e lapilli, restituendoci oggi due delle testimonianze archeologiche più straordinarie al mondo.
Oggi è un vulcano quiescente: è attivo, ma la sua ultima eruzione risale al 1944, e il suo imprevedibile futuro è materia di studio costante da parte dei vulcanologi.
Il suo grande fascino lo si può scoprire anche avventurandosi sulle sue pendici a piedi. Il trekking più celebre del Parco Nazionale del Vesuvio, nato nel 1995 per valorizzare e difendere l’ecosistema del vulcano, è quello che porta al Gran Cono, il sentiero che dal piazzale di Ercolano sale fino al bordo del cratere, a 1.281 metri sul livello del mare.
Si tratta di un percorso non lungo né particolarmente impegnativo, eppure capace di regalare una vista spettacolare sul Golfo di Napoli, con la possibilità di vedere anche le sagome di Capri, Ischia e Procida emergere sul piano del mare. Una volta in cima, ci si affaccia su una voragine di circa 700 metri di diametro e oltre 300 di profondità, dove può capitare di osservare fumarole attive, e certamente si potranno individuare minerali colorati e una vegetazione che si è adattata con sorprendente tenacia a un terreno tanto ostile.
Vulcano, trekking alle Eolie
Tra le sette isole che compongono l’arcipelago delle Eolie, Vulcano è la più vicina alla costa siciliana e, come suggerisce il nome, deve la sua fama al Gran Cratere della Fossa, che con i suoi circa 390 metri di altitudine domina l’intera isola.
Secondo la mitologia romana, era proprio qui che si trovavano le fucine del dio del fuoco e della metallurgia, per l’appunto chiamato dai latini Vulcano (Efesto, nel pantheon greco). Una fantasia che ancora oggi si risveglia quando si intravedono le fumarole che testimoniano lo stato di quiescenza del vulcano, mai del tutto spento anche se non si registra un’eruzione dal 1890.

Il sentiero che conduce al cratere parte nei pressi del porto e sale fino alla sommità in circa 3 ore di cammino. È un’esperienza intensa: il dislivello è piuttosto concentrato e anche se il percorso è adatto a chiunque abbia un minimo di allenamento, non si affronta senza fatica; si cammina tra piccole rocce e sabbia di origine vulcanica, in un paesaggio arido ma dai colori intensi; si percepisce l’attività vulcanica anche per l’odore di zolfo che si fa penetrante, di quando in quando; infine, si è colpiti da un panorama eccezionale, con la vista che spazia su tutto l’arcipelago delle Eolie.
Una escursione alternativa è quella che attraversa la Valle Roja, una gola incisa nella roccia vulcanica dove l’ambiente selvaggio si apre al contrasto tra pareti laviche caratterizzate da colori decisi e la vegetazione che tenta di attecchire tutt’attorno. Molto bella, breve e alla portata di tutti anche l’escursione a Vulcanello, com’è chiamata la piccola penisola collegata al resto dell’isola solo da un sottile istmo sabbioso, formatasi grazie ad alcune eruzioni relativamente recenti, che consente di ottenere un punto di vista scenografico e diverso su Vulcano, il Gran Cratere e la vicina Lipari.
Trekking a Stromboli
Stromboli si staglia nel bel mezzo del Mar Tirreno, un’isola-vulcano dall’aspetto stereotipico, ergendosi per ben 924 metri dalle acque. È uno dei vulcani più attivi del mondo, con esplosioni brevi e frequenti. Da una parte questo porta a una sorta di spettacolo pirotecnico naturale pressoché ininterrotto, dall’altra ovviamente a una minaccia per la presenza umana sull’isola, che si divide tra i paesi di Stromboli e Ginostra.

Per quanto riguarda il turismo, e in particolare l’escursionismo, salire sul vulcano di Stromboli non è possibile in autonomia oltre i 400 metri di quota: superata questa soglia, il percorso verso i crateri sommitali è aperto esclusivamente ai gruppi accompagnati da guide vulcanologiche autorizzate, e nei momenti in cui è consentito dall’attività del vulcano.
In ogni caso, arrivati al punto panoramico di quota 400 metri, lo spettacolo che si apre davanti agli occhi è già tra i più suggestivi che l’Italia vulcanica possa offrire, da ammirare in particolare al calar della sera: il cielo che si tinge di rosso al tramonto, la grande lingua nera della Sciara del Fuoco che precipita verso il mare e, con il calare della notte, i bagliori regolari delle esplosioni che illuminano il buio. Il ritorno avviene poi con le pile frontali, lungo la vecchia mulattiera, in un’atmosfera quasi spirituale.

































