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Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, le location reali e suggestive del survival thriller con Brad Pitt

Le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, il survival thriller di David Ayer arrivato nelle sale italiane lo scorso 24 settembre 2026, hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere a chi sta al di qua dello schermo quella stessa sensazione di solitudine, inquietudine e di essere in completa balia della natura che il protagonista, il personaggio interpretato da Brad Pitt, prova per gran parte della pellicola.

Ambientato tra ghiacciai, laghi, montagne e altri anfratti impervi dell’Alaska, il film è stato girato in realtà in tutt’altri luoghi: scopriamo dove.

Di cosa parla

James Belmont è un ufficiale delle Forze Speciali americane che, dopo un tragico incidente aereo, si ritrova disperso in Alaska. Con lui c’è solo Odin, il cane militare che per tutta la carriera lo ha accompagnato in esperienze al limite. Questa volta la missione impossibile per i due è sopravvivere alla natura ostile che hanno attorno: a circondarli ci sono infatti solo laghi, ghiacciai, montagne, anfratti che danno rifugio a ogni tipo di predatori. Nel viaggio di ritorno verso la civiltà l’uomo e il cane possono fare, così, affidamento solo uno sull’altro ed è proprio su questo rapporto di reciproca lealtà tra uomo e animale che si concentra la regia di David Ayer.

Arriva nelle sale "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio". il nuovo film di David Ayer con Brad Pitt
(c) Eagle Pictures
Una scena di “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio”

Dov’è stato girato il film

Oltre che raccontare attraverso le immagini la potenza della natura, le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio hanno un ruolo comprimario finendo per tracciare la cornice non solo paesaggistica, ma anche e soprattutto psicologica, del viaggio dei due protagonisti. L’Alaska in cui James e Odin si ritrovano soli e sperduti dopo l’incidente aereo è nella realtà la Nuova Zelanda: più nello specifico South Island, l’isola più estesa – ma meno popolosa – del Paese immersa nell’Oceano Pacifico.

Le location reali del nuovo film di David Ayer con Brad Pitt
iStock
La natura imponente di South Island

L’Isola del Sud

Commentando su GQ i luoghi dov’è stato girato il nuovo film con Brad Pitt, il regista ha affermato che lo spettatore avrà l’impressione di essere davvero davanti a immagini dell’Alaska, tanto sono simili i paesaggi di questa remota isola neozelandese a quelli dello stato americano.

Ayer non ha negato le difficoltà di girare a su un’isola «dove c’è fango dappertutto e il rischio costante di rotolare giù dall’altro lato della montagna» e raccontato che alcune riprese sono state effettuate in posti tanto remoti da richiedere l’intervento di elicotteri per trasportare attrezzature e attori. Per girare una sequenza in cui camminano da soli circondati dallo sconfinato paesaggio montano, per esempio, Brad Pitt e il vero cane di salvataggio neozelandese che nella pellicola interpreta Odin sono stati appositamente trasportati in volo su una cresta montuosa.

I luoghi reali dov'è stato girato il nuovo film con Brad Pitt "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
(c) Eagle Pictures
Un’altra scena di “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio”

Organizzare i set ha richiesto alla produzione anche una costante collaborazione con autorità locali, consulenti culturali e rappresentanti delle comunità Māori: tra le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio ce ne sono, infatti, di profondamente significative per questa popolazione indigena.

Il Lago Wakatipu

Come il Lago Wakatipu. Situato nel centro della regione dell’Otago, questo lago è il terzo più grande e il secondo più profondo della Nuova Zelanda. Per secoli, prima dell’arrivo dei colonizzatori europei, è stato un luogo chiave per la civiltà Māori come testimoniano i resti ancora presenti di insediamenti, luoghi di culto e deputati alla produzione di attrezzi da lavoro. Nel survival thriller di David Ayer con Brad Pitt sue sono le acque blu profondo da cui, in una scena presente anche nel trailer, James riemerge a fatica dopo l’incidente aereo.

Nuova Zelanda: i luoghi esatti dov'è stato girato il nuovo film con Brad Pitt
iStock
Il suggestivo Lago Wakatipu

Queenstown

Sulle sponde del Wakatipu sorge Queenstown: un’altra delle location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio scelta con ogni probabilità dalla produzione per le vette che la circondano, quelle dei Remarkables, così adatte a riprodurre sullo schermo i panorami dell’Alaska. Queenstown oggi è frequentata soprattutto dagli amanti di sport outdoor come bungee jumping, rafting, sci, parapendio tanto da essere conosciuta come la capitale mondiale dell’avventura.

Queenstown è una delle location del film "Heart of the Beast" a South Island
iStock
Queenstown è la capitale dell’avventura

Glenorchy

Spostandosi verso l’estremità settentrionale del lago si trova Glenorchy, un altro dei luoghi dov’è stato girato Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, ma soprattutto quello in cui è stato stabilito il campo base della troupe per gran parte dei giorni di produzione. In molti ricorderanno questa tranquilla cittadina neozelandese immersa tra laghi, praterie e foreste di faggi rossi come location di Il signore degli anelli che, negli anni, ne ha fatto meta di set jetting internazionale. In una scena del nuovo film di David Ayer Brad Pitt pesca da solo su uno dei vecchi moli in pietra di Glenorchy.

C'è anche Glenorchy tra le location di "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
iStock
La fiabesca Glenorchy

Mount Aspiring National Park

Glenorchy è soprattutto uno dei punti di accesso più comodi e frequentati al Mount Aspiring National Park. Chiamato così dal nome di una delle sue vette più imponenti – il Mont Aspiring, alto oltre 3.000 metri – è un’immensa area protetta oggi facente parte del patrimonio UNESCO e molto amata da alpinisti e appassionati di trekking.

Il Mount Aspiring National Park interpreta l'Alaska nel nuovo film di Ayer con Brad Pitt "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
iStock
Le suggestive alture dal Mount Aspiring National Park

Con le sue alture impervie, specie quelle della cresta occidentale, deve essere apparsa perfetta per rappresentare l’Alaska sullo schermo: diverse fonti riportano di Brad Pitt avvistato a girare tra le vallate della zona scavate da ghiacciai e corsi d’acqua.

Milford Sound

Tra le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, scelta per ragioni simili a quelle di cui si è detto fin qua e cioè per la somiglianza dei suoi paesaggi a quelli da fine del mondo dell’Alaska, c’è anche Milford Sound: uno dei fiordi più famosi della Nuova Zelanda, collocato all’interno del parco nazionale del Fiordland.

Milford Sound è tra i luoghi in Nuova Zelanda dov'è stato girato "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
iStock
L’imponente fiordo di Milford Sound

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare e a dispetto della difficile accessibilità, è una meta turistica molto frequentata e tra le più affollate della Nuova Zelanda, eletta più volte come miglior destinazione di viaggio.

Nonostante questo riesce a veicolare un senso di solitudine e di remoto che ben si adattano all’atmosfera del survival thriller di David Ayer con Brad Pitt: sarà per le ripide pareti rocciose, le cime che emergono dall’acqua, le numerose e nutrite cascate che danno l’impressione di essere in un posto in cui è la natura l’assoluta e incontrollabile padrona. Niente di più adatto, insomma, per un film che gioca tutto sulla tensione psicologia del ritrovarsi soli e sperduti, dopo un evento catastrofico, nel bel mezzo di un paesaggio che si percepisce come ostile.

Santiago – Un cammino per ricominciare, le location dense di spiritualità del film francese

Più che un film sul Cammino di Santiago, quello di Yann Samuell appena arrivato nelle sale è un film su come mettersi in cammino e allontanarsi, anche solo momentaneamente, da certi nodi della propria esistenza e su come ciò possa aiutare a scioglierli. I paesaggi, pure stupendi, che i due protagonisti interpretati da Julien Le Berre e Alexandra Lamy si ritrovano ad attraversare con lo zaino in spalla, restano così soprattutto sfondo rassicurante e consolatorio di un viaggio che è innanzitutto interiore

Questo non vuol dire che la scelta delle location di Santiago – Un cammino per ricominciare sia stata lasciata al caso: sentieri, albergue, borghi medievali dov’è stato girato il film hanno la capacità di far sentire anche lo spettatore in qualche misura in cammino.

Di cosa parla

Il film è ispirato al libro “Marche et invente ta vie” dello scrittore francese Bernard Ollivier e all’esperienza dell’associazione (Seuil) da lui stesso fondata che si occupa di organizzare marce individuali destinate ad adolescenti problematici, con precedenti penali o affidati ai servizi sociali. Adam, uno dei due protagonisti di Santiago – Un cammino per ricominciare, è uno di loro: un ragazzo segnato da un passato di abbandono e rabbia che rischia di vedere anche il suo futuro compromesso. Fred, l’altra protagonista, è una professoressa di liceo con un matrimonio in crisi, una figlia adolescente che sembra non sopportarla e una grossa grana con un’alunna della sua classe: forse anche per questo accetta la proposta di un’amica di accompagnare Adam sul Cammino di Santiago. I tre mesi vissuti fianco a fianco e le difficoltà inevitabili del cammino richiederanno a entrambi autocontrollo ma, soprattutto, li porteranno a (ri)scoprire chi sono e chi vogliono essere davvero.

Dal 24 settembre è nelle sale italiane il film "Santiago - Un cammino per ricominciare"
Ufficio stampa Officine UBU
Una scena di “Santiago – Un cammino per ricominciare”

Dov’è stato girato il film

Le Puy-en-Velay

Il cammino di Adam e Fred, nel nuovo film di Yann Samuell, parte da Le Puy-en-Velay: storico punto di partenza di uno dei più importanti cammini francesi, la Via Podiensis.

C'è Le Puy-en-Velay tra i luoghi dov'è stato girato "Santiago - Un cammino per ricominciare"
iStock
Le Puy-en-Velay è densa di spiritualità

Questa cittadina dell’Alta Loira, interessante anche per l’origine vulcanica del territorio che si rispecchia nell’uso caratteristico della pietra scura locale come materiale costruttivo prediletto, trasuda spiritualità. Lo fa soprattutto in luoghi come la cappella di Saint-Michel d’Aiguilhe, iconica perché arroccata sulla sua roccia, da cui per molti pellegrini prende ufficialmente il via il Cammino.

C'è il punto di partenza del Cammino francese tra i luoghi dov'è girato "Santiago - Un cammino per ricominciare"
iStock
L’affascinante cappella di Saint-Michel d’Aiguilhe

La Via Podiensis

Soprattutto se, come i protagonisti di Santiago – Un cammino per ricominciare, si decide di incamminarsi sulla già citata Via Podiensis (anche conosciuta come Cammino di Le Puy o, per usare la nomenclatura ufficiale, percorso GR®65). Portato a termine per la prima volta intorno all’anno 950 dal vescovo di Le Puy, questo percorso è stato dimenticato per secoli prima di essere riscoperto negli ultimi anni – soprattutto da pellegrini francesi e tedeschi – complice il sempre maggiore interesse per il Cammino di Santiago.

C'è la Via Podiensis tra le location di "Santiago - Un cammino per ricominciare"
iStock
Gli emozionanti paesaggi della Via Podiensis

Per oltre settecentocinquanta chilometri – quelli che a voler essere rigorosi collegano Le Puy-en-Velay con Saint-Jean-Pied-de-Port, da cui ci si ricongiunge con quello che è il Cammino francese a tutti gli effetti – la Via Podense attraversa regioni della Francia meridionale come l’Alta Loira naturalmente, ma anche quella della Lozère, dell’Aveyron, del Lot che sono anche quelle dov’è stato girato il film Santiago – Un cammino per ricominciare.

Sulla Via Podiensis è stato girato il nuovo film di Yann Samuel "Santiago - Un cammino per ricominciare"
Ufficio stampa UBU
Un’altra scena del film sulla Via Podiensis

Qui paesaggi di diverso tipo, dalla vallate fitte di vegetazione ai borghi medievali dove il tempo sembra esseri fermato passando naturalmente per abbazie, monasteri e altri luoghi sacri, si alternano dando modo allo sguardo del pellegrino, e a quello dello spettatore davanti allo schermo, di stupirsi sempre.

"Santiago - Un cammino per ricominciare": il film di Yann Samuell è girato in Francia
Ufficio stampa UBU
Le abbazie sono tra gli incontri più frequenti per i pellegrini del Cammino come per i protagonisti di “Santiago – Un cammino per ricominciare”

Nessun dolore, le location del film raccontano le contraddizioni delle città

Le location di Nessun dolore, il nuovo film di Gianni Amelio presentato fuori concorso a Venezia 83 e in arrivo nelle sale dal 24 settembre 2026, hanno natura ambivalente: mentre mostrano come le città – soprattutto le grandi città – possano restare del tutto indifferenti alle sorti dei loro abitati, infatti, ricordano che ci sono posti in cui è difficile non sentirsi a casa. La pellicola, che ha nel cast Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea tra gli altri, è stata girata tra Roma e Orvieto: scopriamo dove.

Di cosa parla

Davide, il protagonista, vive vendendo libri di seconda mano in una piazza centrale di Roma. Un giorno, all’improvviso, si materializza davanti al suo chiosco un bambino proveniente dal Nord Africa che da quel momento comincia a seguirlo e non lo molla più. Quando a seguito di un incidente stradale è costretto ad accompagnarlo al pronto soccorso, Davide cade in una spirale di rimorsi e sensi di colpa. È tra le corsie dell’ospedale che conosce Aminah: un’adolescente impaurita ed evidentemente incinta appena arrivata con un barcone dall’Algeria, a cui finirà per offrire ospitalità.

Da questo momento ogni giorno, tornato dal lavoro, Davide trova sempre qualcuno di nuovo ad attenderlo a casa: persone che vivono per strada senza un tetto, qualcosa da mangiare o qualcuno che si prenda cura di loro. Di fatto incapace di ribellarsi, dovrà presto fare i conti con una denuncia da parte dei condomini ma, soprattutto, con una serie di sentimenti contrapposti.

Arriva nelle sale "Nessun dolore": il nuovo film di Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea
(c) 01 Distribution
Una scena di “Nessun dolore”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film di Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea è stato girato come accennato tra Roma e Orvieto.

Roma

Nella Capitale tra le location di Nessun dolore è facile riconoscere il quartiere Prati con i suoi palazzi borghesi, i viali eleganti costeggiati da alberi e boutique alla moda e le Mura Vaticane e i profili di Piazza San Pietro sullo sfondo.

È a Piazza Risorgimento, uno dei principali snodi cittadini, oggetto in occasione dell’ultimo Giubileo di un radicale intervento di riqualificazione che l’ha restituita ai romani anche come posto dove passeggiare o fermarsi a prendere un gelato, che si trova il negozio di libri di Davide.

Il quartiere Prati è uno dei luoghi a Roma dov'è stato girato il film "Nessun dolore"
iStock
L’elegante Piazza Risorgimento

In alcune scene, soprattutto all’inizio del film, si vede il protagonista aggirarsi tra il caotico dedalo di vie dell’Esquilino: è qui, a ridosso della Stazione Termini, tra vie come via Giolitti note per essere abitate soprattutto da comunità straniere che Davide cerca disperatamente informazioni o qualcuno che conosca il bambino che gli è piombato in negozio.

Piazza Vittorio Emanuele II, nel quartiere Esquilino di Roma
iStock
Piazza Vittorio Emanuele II, nel quartiere Esquilino di Roma

Allontanandosi dal centro di Roma altre sequenze, soprattutto panoramiche e di passaggio, sono state girate sul litorale di Ostia.

Orvieto

Se c’è anche Orvieto tra i luoghi dov’è stato girato Nessun dolore è soprattutto per ragioni narrative: è di questo centro umbro, famoso per il Duomo, la Torre del Moro, il pozzo di San Patrizio e per la suggestiva posizione su una rupe di tufo, che è originario il protagonista interpretato da Alessandro Borghi.

C'è anche Orvieto tra le location del nuovo film di Gianni Amelio
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Caratteristica veduta di Orvieto

Qui le riprese hanno interessato soprattutto Piazza Raneri e l’ingresso della città e Piazza d’Armi con l’ex Caserma Piave ben riconoscibile sullo schermo.

Maigret – L’amore e la morte, le location raffinate della nuova avventura del commissario

Quello di Pascal Bonitzer è un omaggio non solo a uno dei personaggi più amati del genere poliziesco, ma anche alla città che da sempre ne ha animato le indagini: Parigi. Le location di Maigret – L’amore e la morte devono suonare particolarmente familiari così agli appassionati dei gialli di Georges Simenon: tra viali eleganti, appartamenti aristocratici, imponenti palazzi del potere, raffinate boutique d’antiquariato, ecco dov’è girato il film in arrivo nelle sale italiane dal 24 settembre 2026.

Di cosa parla

Quando l’ex ambasciatore Berthier-Lagès (Gaëtan Galliod) viene ritrovato morto all’interno del Quai d’Orsay, il commissario Maigret (Denis Podalydès) è convocato d’urgenza. Indagando scopre che l’uomo ha mantenuto, per oltre cinquant’anni, una relazione segreta con la principessa de Vuynes (Dominique Reymond).

Anche il marito della donna è morto da qualche giorno in circostanze sospette. Interrogando le due famiglie, i collaboratori del diplomatico, la sua enigmatica cameriera nel corso di un’indagine non priva di colpi di scena Maigret ha l’ennesima conferma dell’ipocrisia che vela un’esistenza borghese fatta, più spesso di quanto si immagini, di verità taciute e mera apparenza.

"Maigret - L'amore e la morte": il film di Pascal Bonitzer arriva al cinema
(c) Lucky Red
Una scena di “Maigret – L’amore e la morte”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film di Pascal Bonitzer è interamente girato a Parigi in quartieri, tra strade e piazze che volutamente riflettono l’eleganza e la raffinatezza della vita aristocratica.

Quai d’Orsay

Il settimo arrondissement è naturalmente il fulcro dell’azione: è qui, al Quai d’Orsay, il famoso lungofiume sulla riva sinistra della Senna che viene trovato morto l’ex diplomatico e che si concentrano le indagini del commissario. I parigini – ma non solo – non faranno fatica a riconoscere sullo schermo la storica sede, al 37, del Ministero degli affari esteri.

Parigi: dov'è stato girato il film "Maigret - L'amore e la morte"
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La storica sede del Ministero degli affari esteri francese

Tra le location di Maigret – L’amore e la morte prevalgono volutamente gli interni: sono una metafora visiva perfetta per ricreare sullo schermo il clima ovattato e a tratti claustrofobico che si deve respirare in certi salotti altolocati parigini, oltre che per dare risalto ai dialoghi durante gli interrogatori e non solo. Come suggeriscono diverse fonti sul web, la scena all’interno del negozio di antiquariato sarebbe stata girata, per esempio, nel nono arrondissement di Parigi in Rue Saint Georges. Il commissario Maigret e la sua signora cenano, invece, in un distinto ristorante di Rue Paul Bert, nell’undicesimo arrondissement.

Nel nuovo film di Pascal Bonitzer il commissario Maigret si confronta con l'ipocrisia della vita borghese
(c) Lucky Red
Un’altra scena di “Maigret – L’amore e la morte”

Place Dauphine

Tra le – poche – scene in esterni della nuova avventura cinematografica del commissario Maigret ce ne sono di girate nel primo arrondissement. Facile da riconoscere per la sua pianta triangolare e perché già spesso vista al cinema – in Io prima di te, per esempio – è Place Dauphine: piazza seicentesca fatta costruire da Enrico IV in onore del figlio, il futuro re Luigi XIII.

Le location di "Maigret - L'amore e la morte" a Parigi
iStock
Place Dauphine: una piazza molto amata dai parigini

Canal Saint – Martin

Le scene girate sul Canal Saint – Martin sono un omaggio non solo a uno dei più pittoreschi canali parigini, ma anche a una delle più famose e amate inchieste del commissario Maigret: “Maigret e il corpo senza testa”. Incluso tra i monumenti storici di Francia, fu costruito a inizio Ottocento per volere di Napoleone e oggetto nei secoli successivi di numerosi interventi di bonifica e riqualificazione che lo hanno reso oggi un posto molto amato dai parigini per passeggiare e rilassarsi all’aperto o godersi una crociera in battello. Percorrendo il canale, che attraversa i quartieri orientali della città, si scopre una Parigi dal gusto decisamente retrò e dove non mancano scorci romantici.

I luoghi a Parigi dov'è stato girato il film "Maigret - L'amore e la morte"
iStock
La romantica passeggiata lungo Canal Saint – Martin

Minerva – La scuola, le location del teen drama sono perle del patrimonio storico-artistico campano

Il back to school di Netflix ha un sapore tutto d’altri tempi: dal 22 settembre 2026 infatti arriva sulla piattaforma Minerva – La scuola, la nuova serie di Ivan Silvestrini (che i più ricorderanno per la regia delle prime stagioni di Mare Fuori) ambientata in un rigido liceo militare napoletano dove la sveglia è l’alba, smartphone e abiti civili sono banditi e persino innamorarsi è sconsigliabile per gli studenti.

Ecco le location, vere chicche storiche della Campania, dov’è girato il nuovo school drama che ha nel cast tra gli altri Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi, Irene Maiorino e Raiz.

Di cosa parla

Il Minerva è un prestigioso liceo militare. Qui si ritrovano al primo anno i tre protagonisti della nuova serie Netflix: Vincenzo (Biagio Venditti), un ragazzo che sogna di fare la stessa carriera militare del padre; Camilla (Margherita Buoncristiani) che viene dal nord da una famiglia ricca che l’ha viziata e che, ora, iscrivendola a una scuola militare prova a rimetterla in riga e Salvo (Ciro Minnopoli), un ragazzo cresciuto in una casa famiglia della periferia napoletana che si è iscritto al Minerva solo per cercare di capire cosa sia successo davvero l’anno prima all’amico Francesco mentre frequentava la scuola.

"Minerva - La scuola": il nuovo teen drama di Ivan Silvestrini ambientato in un liceo militare napoletano
Ufficio stampa Netflix
Il cast della serie “Minerva – La scuola”

Accanto a loro si muovono i grandi: Achille Giordano, il severissimo (almeno all’apparenza) direttore della scuola interpretato da Massimiliano Gallo; una giovane professoressa di storia e filosofia interpretata da Cristiana Capotondi che è l’unica a mettere in discussione le rigide regole della scuola e a spingere gli alunni a porsi domande; la maggiore Teresa Bonaiuto, personaggio a cui dà il volto Irene Maiorino e in cui rigore ed empatia si incontrano.

"Minerva - La scuola": di cosa parla il nuovo teen drama Netflix
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Minerva – La scuola”

Dov’è stata girata la serie

Tutto nella serie Minerva – La scuola gira, insomma, attorno al liceo: anche visivamente e ciò non può non avere influito nella scelta delle location.

La Reggia di Portici

Per rimarcare l’aura di prestigio che avvolge la scuola a interpretare sullo schermo la Minerva è stata scelta, anche grazie al supporto della Film Commission Regione Campania, la Reggia di Portici.

Costruita nel 1738 per volere del re di Napoli Carlo di Borbone e della moglie Maria Amalia di Sassonia in una zona già ben frequentata dalle famiglie aristocratiche del tempo, è rimasta per tempo a uso della corte borbonica prima di diventare, com’è oggi, sede tra l’altro della Facoltà di Agraria dell’Università Federico II.

La magnificenza degli spazi, che ricordano quelli di altre residenze borboniche come soprattutto la più famosa Reggia di Caserta, si deve ad architetti come Luigi Vanvitelli coinvolti nella progettazione. L’arredamento “alla francese”, ispirato allo sfarzo della corte di Luigi XIV, si deve al soggiorno di Gioacchino Murat.

All’interno della Reggia di Portici tra i luoghi dov’è stata girata Minerva – La scuola è facile riconoscere la biblioteca con le storiche scaffalature che conservano un corpus importante di opere del Settecento e dell’Ottocento, molte in edizione originale.

La Sala Pompeiana, chiamata così per la presenza di affreschi che ricordano nei colori e negli elementi decorativi quelli delle ville romane di Pompei, è stata trasformata nella serie nell’ufficio del comandante.

La sala professori è invece la Sala del Consiglio, riconoscibile dalle pareti tappezzate di una speciale seta gialla prodotta a San Leucio – frazione di Caserta che Ferdinando VI provò a trasformare in una comunità utopica in grado di sopravvivere autonomamente grazie all’arte manufatturiera – unica tappezzeria originale sopravvissuta nella Reggia.

Molte scene delle nuova serie Netflix "Minerva - La scuola" sono girate alla Reggia di Portici
Ufficio stampa Netflix
La spettacolare sala professori della Minerva

Il test di ingresso e la cerimonia dello spadino, due momenti clou per il percorso degli studenti all’interno della Minerva, si svolgono nei locali della Sala delle Guardie: uno spazio antistante all’appartamento reale, facile da riconoscere per l’affresco sul soffitto che celebra il buon governo dei Borbone.

Il rito dell’alzabandiera che segna l’inizio di ogni nuova giornata alla scuola viene eseguito nell’iconico cortile posteriore della Reggia: di forma a esedra, tagliato in due da quella che un tempo era la strada delle Calabrie, è affacciato sul mare e sui giardini del parco inferiore e ospita – tra le attrazioni più curiose della Reggia – un orologio analemmatico solare.

La Reggia di Portici è stata trasformata da Netflix nel liceo militare dov'è ambientata "Minerva - La scuola"
Ufficio stampa Netflix
Una scena dell’alzabandiera in “Minerva – La scuola”

Villa Campolieto

Man mano che negli otto episodi della serie la vicenda misteriosa di Francesco viene a galla c’è un ambiente, quello dei sotterranei della scuola, che assume tanta importanza quanta ne hanno quelli ufficiali delle aule, delle sale professori, degli uffici e degli spazi comuni. Le scene all’interno dei sotterranei della Minerva sono state girate in una location non meno prestigiosa dal punto di vista storico e architettonico: Villa Campolieto.

Si tratta di una residenza aristocratica collocata lungo quello che è conosciuto come Miglio d’Oro: un tratto di statale – ancora la vecchia strada regia per le Calabrie – tra Ercolano e Torre del Greco punteggiato da residenze nobiliari borboniche. Oggi di proprietà della Fondazione Ville Vesuviane e aperta al pubblico, Villa Campolieto fu commissionata a metà Settecento dal Principe Luzio De Sangro, Duca di Casacalenda, all’architetto Mario Gioffredo, poi sostituito in corsa da Luigi Vanvitelli.

Tra gli elementi più caratteristici della villa, chiaramente riconoscibili in molte scene del nuovo school drama di Netflix, ci sono la facciata posteriore con il colonnato ellittico che si affaccia sul mare e l’ampio scalone ispirato a quello della Reggia di Caserta con una rampa centrale e due laterali, arricchito da un mascherone, una grottesca e un vestibolo a nicchie occupate da statue con soggetti mitologici.

C'è anche Villa Campolieto, a Ercolano, tra le location di "Minerva - La scuola"
Getty Images
L’imponente scalone di Villa Campolieto

All’interno uno degli ambienti più prestigiosi è la sala da pranzo con il soffitto affrescato da figure allegoriche e la riproduzione di un fondo coltivato a vigne dove la famiglia amava intrattenersi con gli ospiti.

Tra i luoghi dov'è stata girata la serie "Minerva - La scuola" c'è Villa Campolieto a Ercolano
Getty Images
I magnifici affreschi di Villa Campolieto

Dal terrazzo di Villa Campolieto si gode di una vista unica sul Golfo di Napoli con Capri, la Penisola Sorrentina, Ischia e Posillipo sullo sfondo.

Gli assolati panorami che in questi anni hanno fatto di Napoli e dintorni set molto apprezzati dalle produzioni internazionali per il piccolo e per il grande schermo fanno da contrappunto, nella serie, alle vicende a tratti oscure che animano la comunità scolastica: anche le location di Minerva – La scuola riflettono, in altre parole, il dualismo teso tra ciò che avviene alla luce del giorno e ciò che si muove dietro le quinte del prestigioso liceo militare.

"Minerva - La scuola": i luoghi dov'è girata la serie Netflix in Campania
Ufficio stampa Netflix
Il Golfo di Napoli in una scena di “Minerva – La scuola”

Per silenzio e vento, le location straordinarie del film documentario sulla montagna

Da un film documentario sull’alpinismo e su cosa significa oggi andare per vette non ci si può che aspettare ambientazioni spettacolari e le location di Per silenzio e vento, l’ultimo lavoro di Marco Zuin in arrivo nelle sale il 12, 13 e 14 ottobre con Wanted Cinema, non lasciano certo delusi: mentre studiosi, alpinisti, contadini, abitanti parlano del proprio rapporto con le montagne sullo schermo scorrono immagini emozionanti delle Dolomiti.

Scopriamo dov’è stato girato il film che, proprio per la capacità di raccontare in maniera non scontata il patrimonio montano, ha ricevuto il supporto di Trentino Film Commission, Veneto Film Commission, Montura, CAI Nazionale e Fondazione Dolomiti Unesco.

Di cosa parla

Uno scrittore, Matteo Righetto, si ritrova in una piccola baita di montagna a leggere gli appunti per il suo prossimo libro. Le sue riflessioni sulla scrittura, sul valore del tempo, su una quotidianità spesso segnata dalla fretta e che spinge a dimenticarsi delle cose che contano veramente fanno da filo rosso per tutta la durata del film. Mentre incontra alpinisti di diverse generazioni, una giovane climber, una leggenda degli 8.000 metri, diversi studiosi e persone che hanno deciso di restare a vivere in alta quota lo scrittore – e, insieme a lui, lo spettatore – si rende conto infatti di come le montagne siano spesso le prime sentinelle di grandi crisi in atto: a cominciare da quella climatica per finire con quella socio-economica. Dalle vette arriva, però, anche la speranza di un cambiamento possibile.

Arriva nelle sale "Per silenzio e vento": il film documentario di Marco Zuin sulle Dolomiti
(c) Trentino Film Commission
Una scena di “Per silenzio e vento”

Dov’è stato girato il film

Come ha confermato lo stesso Matteo Righetto in un post su Instagram a fine riprese, i luoghi dov’è stato girato il film Per silenzio e vento si trovano per la maggior parte in Italia – tra Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle d’Aosta – ma con puntate anche in Svizzera. Vere e proprie co-protagoniste, più che semplici location, di Per silenzio e vento sono infatti come accennato le Dolomiti.

Il viaggio parte dalle Dolomiti bellunesi, luogo in cui lo scrittore ha scelto di vivere ed è conosciuto ormai da anni per l’impegno di attivista dell’ecologia e della montagna.

Le Dolomiti sono co-protagoniste del nuovo documentario di Marco Zuin con Matteo Righetto "Per silenzio e vento"
(c) Trentino Film Commission
Un’altra scena di “Per silenzio e Vento” con sullo sfondo le Dolomiti

Qui tra centri montani rinomati come soprattutto Cortina d’Ampezzo ma anche la stessa Belluno, considerata una sorta di “piccola Venezia” delle montagne, si è venuto a consolidare negli anni un certo stereotipo della montagna e di cosa significa andar per vette.

C’è una montagna completamente diversa, però, da quella immortalata negli scatti instagrammabili delle Tre Cime di Lavaredo, della Marmolada, delle Tofane che, pure, rimangono tra gli spettacoli più affascinanti da ammirare in zona, consigliate da National Geographic tra i Best of the World 2026 e sempre più spesso scelte come set dalle grandi produzioni cinematografiche.

È una montagna lontana dal turismo di massa, fatta di maestose pareti rocciose da scalare, boschi fitti in cui perdersi per potersi finalmente ritrovare davvero con se stessi, rifugi spartani in cui apprezzare la routine semplice e genuina di chi ha scelto di vivere in quota: Matto Righetto e Marco Zuin provano a raccontarla nel film con straordinarie riprese dal vivo e immagini d’archivio.

"Per silenzio e vento: dov'è girato il film documentario di Marco Zuin con Matteo Righetto
(c) Trentino Film Commission
Ancora una scena sulle Dolomiti di “Per silenzio e vento”

La vera chicca del documentario sono, infatti, ritagli di filmati provenienti dall’archivio di famiglia dello scrittore dove la bellezza straordinaria delle Dolomiti immortalata in Super8 rende vividamente l’idea del tempo che passa e delle cose che cambiano: anche in natura.

Ritorno a Buenos Aires, le location del film in un viaggio speciale dall’Italia al Sud America

C’è un uomo con tutte le zone d’ombra che può portarsi dentro al centro del nuovo film di Marco Bechis, in concorso a Venezia 83 e nelle sale italiane dal 17 settembre 2026, e non la violenza come pure ci si aspetterebbe da una pellicola che racconta di dittatura e repressione. Anche le location di Ritorno a Buenos Aires sembrano esplorare questa dimensione: la prevalenza di ambienti chiusi e a tratti claustrofobici suggerisce la ricerca di una verità – e giustizia – che è innanzitutto interiore.

Di cosa parla

È il 2008 e Mariano Guerra – un personaggio di finzione come il regista, che pure ha vissuto personalmente l’esperienza del sequestro durante la dittatura argentina, ha tenuto più volte a precisare – torna in Argentina dopo trentatré anni per testimoniare contro i militari che lo sequestrarono, torturarono e tennero in stato di schiavitù. In attesa di deporre, trascorre intere giornate con altri testimoni e i compagni di allora: tanto basta per far affiorare ricordi dolorosi e che nessuna sentenza può alleggerire. Il ritorno a Buenos Aires diventa così soprattutto un viaggio interiore, l’occasione per fare i conti con cosa significa essere rimasti vivi.

Marco Bechis torna nelle sale con il film "Ritorno a Buenos Aires"
(c) Film Commission Torino Piemonte
Una scena del film “Ritorno a Buenos Aires”

Dov’è stato girato il film

Quella del film di Marco Bechis con Adriano Giannini è una produzione internazionale: la pellicola è stata girata infatti tra Italia e Brasile, tra Torino e Porto Alegre più per l’esattezza.

Torino

Gli alloggi del Ministero della Giustizia argentino dove, insieme agli altri testimoni, Mario aspetta di deporre sono in realtà i locali dell’Aula Bunker del carcere delle Vallette di Torino: costruita negli Anni Ottanta per ospitare i maxiprocessi alla Brigate Rosse e a Prima Linea e teatro negli anni di numerosi altri processi rilevanti per la storia della Repubblica (ai No Tav, alla ‘ndrangheta, eccetera), è già stata set di film famosi come soprattutto Il divo di Paolo Sorrentino e di fiction RAI dal forte seguito come L’uomo sbagliato.

Le riprese, realizzate con il supporto della Film Commission Torino Piemonte, hanno interessato più in generale i dintorni di San Salvario. Oggetto di una consistente riqualificazione, oggi il quartiere è animato da localini alla moda dove bere qualcosa, botteghe artigiane e altri indirizzi di forte interesse culturale e artistico (il museo dedicato a Cesare Lombroso è, per restare in tema di crimini e giustizia, uno di quello da segnarsi).

C'è il quartiere di San Salvario tra le location torinesi di "Ritorno a Buenos Aires"
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L’animato quartiere di San Salvario

San Salvario è anche il quartiere più multietnico di Torino: qui non è difficile incontrare persone come Mariano che, per ragioni diverse, hanno lasciato il proprio paese d’origine e ormai da decenni vivono in Italia. Per accorgersi di questa contaminazione basta ascoltare le voci, guardare le vetrine del quartiere, respirare quel mix di odori che proviene dall’animato mercato di Piazza Madama Cristina.

Porto Alegre

Fuori dall’Italia, l’altra location di Ritorno a Buenos Aires è Porto Alegre in Brasile: la capitale del Rio Grande do Sul è stata scelta per evocare, specie con vedute panoramiche e riprese di esterni, l’ambientazione sudamericana che ha gran parte del film.

Porto Alegre è tra i luoghi dov'è stato girato il film di Marco Bechis "Ritorno a Buenos Aires"
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Una veduta di Porto Alegre

Come molte della zona, Porto Alegre è una città in cui continuano a convivere il vecchio e il nuovo, la storia (quella del Solar dos Camara, per esempio, che ospitò tra l’altro l’imperatore Dom Pedro II) e il futuro (dei numerosi centri sperimentali d’arte, di strutture moderne e di design come il Ponte dos Açorianos, di quartieri come Soho frequentati soprattutto da giovani e turisti alla ricerca di esperienze alla moda).

Napoli – New York, tutte le location suggestive del film con Pierfrancesco Favino

Le location di Napoli – New York aggiungono realismo a una storia che è già di per sé pensata per essere uno spaccato disincantato dell’Italia degli Anni Quaranta: il film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino, in onda in esclusiva su Rai 1 giovedì 17 settembre 2026 alle 21.30, è stato girato infatti tra Napoli e Trieste, in luoghi così simbolici per gli italiani che nel secondo dopoguerra decidevano di partire per l’America e inseguire i propri sogni di fortuna.

Di cosa parla

È il 1949. Carmine e Celestina riescono, grazie a una serie di eventi fortunati, a imbarcarsi clandestinamente su un transatlantico diretto da Napoli negli Stati Uniti. La loro speranza è di fuggire alla miseria in cui la guerra ha lasciato la città, ma anche di ritrovare la sorella di Celestina già partita per l’America per tenere fede a una promessa fatta a un ragazzo americano.

Durante il viaggio i due vivranno momenti felici e altri di difficoltà e, soprattutto, faranno incontri destinati a cambiare le loro vite. Il film, uscito nelle sale nel 2024, è tratto da un soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli.

Una scena di "Trieste -New York"
01 Distribution
Una scena di “Napoli-New York”

Dov’è stato girato il film

In accordo con la storia di Carmine e Celestina, così simile a quella di molti italiani dell’epoca, il film è ambientato tra Napoli e New York: la distruzione lasciata dalla guerra nel Sud Italia si contrappone, sullo schermo, a un sogno americano fatto di palazzi alti e moderni, negozi aperti a qualsiasi ora del giorno e della notte e tanto benessere.

Napoli

Le scene napoletane che popolano soprattutto la prima parte del film sono state girate a nel centro storico di Napoli: tra vicoli, quartieri, cortili dove il tempo sembra essersi fermato e la città continua a mostrarsi autentica, anche nelle sue ferite.

Napoli: dov'è stato girato il film del 2024 di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino
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Il verace centro storico di Napoli

Nel quartiere del porto sono state girate scene come quelle in cui i due ragazzini provano a vendere insieme ai compagni sigarette di contrabbando, chiedono una pizza a credito e soldi ai turisti per aver improvvisato un balletto.

Altre scene sono state girate nella Sanità: rione tra i più veraci della città, spesso scelto negli ultimi anni per rappresentare sullo schermo una Napoli d’altri tempi ma mai veramente passata. Qui si trova, per esempio, Palazzo Sanfelice: un palazzo settecentesco con portali gemelli in piperno e marmo, molto simile nell’architettura al vicino e più famoso Palazzo dello Spagnolo, un tempo abitazione di famiglia dell’architetto Ferdinando Sanfelice e dove sono stati girati, oltre che alcune scene del film di Salvatores, classici antichi e moderni del cinema napoletano.

Le location del film "Napoli - New York" nel centro storico di Napoli
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L’iconico cortile di Palazzo Sanfelice

In molte inquadrature sono riconoscibili i Quartieri Spagnoli con il loro dedalo di vicoli stretti e popolati di turisti, abitanti del posto, trattorie alla buona, bassi e botteghe artigiane.

Lungo l’altrettanto iconica via dei Tribunali, alcune scene sono state girate a Piazza Cardinale Sisto Riario Sforza: uno slargo che un tempo conduceva a un’entrata laterale del Duomo, oggi riconoscibile per l’alto obelisco in devozione di San Gennaro.

Il molo da cui parte il transatlantico con a bordo Carmine e Celestina è, infine, il Molo San Vincenzo: uno dei moli storici del porto di Napoli, passato nei secoli attraverso diversi progetti di riadattamento e riqualificazione.

Napoli: dov'è stato girato il film "Napoli - New York"
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Il panoramico Molo San Vincenzo

Trieste

Le vere sorprese tra le location di Napoli – New York vengono, però, da Trieste: scenografici e maestranze del film hanno trasformato ad arte, infatti, il capoluogo friulano nella New York degli Anni Quaranta per quasi tutte le scene, e sono numerose nella seconda parte, ambientate negli Stati Uniti. C’entra senza dubbio, come molti commentatori in Rete hanno fatto notare, la vocazione mitteleuropea di Trieste che la rende da sempre una delle più internazionali tra le città italiane.

Tra i luoghi dov’è stato girato il film di Salvatores con Pierfrancesco Favino a Trieste c’è il Porto Vecchio: sono facilmente riconoscibili sullo schermo il varco principale, la stazione marittima, le banchine dei moli.

"Napoli - New York": le location a Trieste del film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino
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La zona portuale di Trieste

Altra location triestina immediatamente riconoscibile è il Savoia Excelsior Palace: le imponenti facciate dell’hotel, affacciate sul mare, evocano i grandi edifici d’oltreoceano.

In centro a Trieste la produzione del film ha trasformato diverse attività storiche come la Drogheria Toso, la Pasticceria La Bomboniera e l’Antico Caffè San Marco – quest’ultimo riconoscibile dall’arredamento in stile liberty che ancora lo rende uno dei caffè più amati dai triestini – in negozi americani: i dintorni di Piazza San Giovanni, da sempre cuore commerciale della città, hanno ospitato soprattutto questo genere di riprese.

In alcune inquadrature compaiono edifici simbolo del passato, soprattutto economico e industriale, della città come Palazzo Berlam (più famoso tra i locali come “il palazzo rosso”), l’ex stabilimento Stock (dell’omonima casa di liquori), Palazzo Vivante e Palazzo Carciotti (entrambi appartenuti un tempo a famiglie ben in vista dell’aristocrazia locale).

Trieste: le location del film "Napoli - New York"
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L’aristocratico Palazzo Carciotti

La Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, una delle più riconoscibili del centro storico di Trieste grazie alla facciata con colonnato ionico, è stata trasformata dalla produzione nel tribunale americano dove si celebra il processo a uno dei protagonisti del film.

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La più cinematografica delle location triestine di Napoli – New York è senza dubbio il Salone degli Incanti: ex pescheria centrale di Trieste, costruita a inizio Novecento con un stile eclettico e una forma che ricorda quella di una basilica romana, oggi è usata principalmente come spazio espositivo ma negli anni è stata set di produzioni cinematografiche importanti come quella de Il Padrino – Parte II.

I luoghi a Trieste dov'è stato girato il film "Napoli - New York"
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È piuttosto cinematografico il Salone degli Incanti di Trieste

Cinecittà

Non mancano nel film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Savino riproposto da Rai 1 scene e sequenze in realizzate studio: agli studios di Cinecittà a Roma, per l’esattezza.

C'è Pierfrancesco Favino nel film di Gabriele Salvatores "Napoli - New York"
(c) Eagle Pictures
Un’altra scena di “Napoli – New York”

Rijeka

C’è, infine, Rijeka in Croazia tra i luoghi dov’è stato girato il film Napoli – New York. Nell’ex città di Fiume, dove si sente ancora forte l’influenza della cultura italiana, sono state girate le scene della festa a Little Italy a cui Celestina e Carmine partecipano quasi subito dopo essere sbarcati in America.

C'è anche Rijeka (l'ex Fiume) tra le location di "Napoli - New York"
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Una splendida veduta aerea di Rijeka

Nella città portuale croata, soprattutto, è rimasta attraccata per tutta la durata delle riprese la nave Galeb che nel film è quella su cui si imbarcano i due protagonisti in cerca di fortuna e affetti oltreoceano. Si tratta di un’imbarcazione storica, ai tempi molto amata come rifugio marittimo dal generale Tito e più tardi restaurata e diventata parte della flotta croata.

I figli della scimmia, le location del film con Riccardo Scamarcio premiato a Venezia

C’è il rapporto tra padre e figlio al centro del film di Tommaso Landucci in arrivo nelle sale dal 17 settembre 2026, ma anche un intero microcosmo di relazioni e interazioni personali che si muovono attorno al protagonista, il personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio e per cui l’attore romano è stato premiato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.

La città sembra fare da sfondo silenzioso e a volte impassibile a quanto avviene nelle vite e negli animi dei personaggi: quello che le location di I figli della scimmia hanno tutte in comune infatti è un carattere contemporaneo e universale, capace di rendere la storia una storia che potrebbe capitare a chiunque e si potrebbe svolgere ovunque.

Di cosa parla

Dario ha un bambino disabile a cui dedica ogni giorno tutto il tempo, le cure e le attenzioni di cui è capace. Ha, però, anche un rapporto privilegiato con il figlio adolescente del fratello: man mano che il nipote cresce finisce per ritrovare in lui il figlio che avrebbe voluto avere e, soprattutto, il padre che  non ha potuto essere. Questo gioco di proiezioni si rivela alla lunga pericoloso per l’equilibrio interiore per Dario e delle relazioni familiari. Il titolo del film richiama la famosa favola di Esopo di una scimmia che amava, e nutriva di conseguenza, in modo profondamente diverso i suoi due cuccioli.

Arriva al cinema "I figli della scimmia": film di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio
(c) La Biennale di Venezia
Una scena di “I figli della scimmia”

Dov’è stato girato il film

Realizzata con il contributo del Piemonte Film Tv Fund e della Film Commission Torino Piemonte, la pellicola è stata interamente girata in Piemonte: tra il capoluogo sabaudo e diversi comuni della provincia.

Torino

A Torino tra le location di I figli della scimmia è facile riconoscere sullo schermo Corso Inghilterra: tra le arterie più trafficate della città, collega il centro con altre aree strategiche come la stazione di Porta Susa ed è fiancheggiata da eleganti palazzi in stile liberty ed edifici più moderni.

La produzione ha girato anche al Parco del Valentino: uno dei parchi pubblici più antichi e grandi di Torino – vanta oltre 1800 alberi e una grande varietà di specie floristiche e arboree – dove passeggiare ammirando i giochi d’acqua del Giardino Roccioso, i vicoli lastricati del Borgo Medievale, varie statue tra cui quella dedicate a Cesare Battisti e Massimo D’Azelio e la Fontana dei dodici mesi in stile roccocò.

Torino: dov'è stato girato il film "I figli della scimmia"
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Un angolo romantico del Parco del Valentino

L’hinterland torinese

La provincia torinese ha nel film di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio il ruolo che da qualche tempo ha anche nella realtà: è il posto dove sempre più persone scelgono di abitare e organizzare la propria quotidianità in modo da essere abbastanza vicini e collegati alla città, ma al riparo dal suo tran tran.

Giaveno e Rivalba, due comuni ai piedi delle Alpi, sono stati scelti così per girare scene di interni e in abitazioni private.

A Rubiana, nella Val di Susa, sono state realizzate le sequenze all’interno dello studio medico.

Anche a Moncalieri le riprese hanno interessato luoghi di servizio come, in questo caso, un capannone industriale.

La piscina comunale di Pianezza ha fatto da set ad altre scene del film, così come l’ospedale di Carmagnola.

Colle del Lys

Tra le location di I figli della scimmia c’è anche il Colle del Lys: un valico alpino tra la Val di Susa e la Val di Viù molto amato da chi pratica trekking, dai ciclisti e dai motociclisti per i percorsi adrenalinici immersi tra boschi e panorami mozzafiato su cui consente di addentrarsi. Di recente la zona è stata usata spesso, appunto, anche come set cinematografico.

Le location di "I figli della scimmia" in Piemonte
Getty Images
La spettacolare vista dal Colle del Lys

La Bambola, le location del nuovo dramma in costume hanno un’eleganza antica e ineguagliabile

C’è un nuovo dramma storico pronto a trasportare gli spettatori in una Varsavia di fine Ottocento animata da amori tormentati, gelosie di classe, ricevimenti sfarzosi, conflitti sanguinolenti. Per ricreare al meglio l’atmosfera del tempo la serie, adattata da un grande classico della letteratura polacca, “Lalka” di Bolesław Prus, è stata girata tra eleganti palazzi aristocratici e ampie arterie urbane che durante la rivoluzione industriale segnarono l’ascesa di una nuova borghesia dedita al commercio e all’impresa.

Scopriamo insieme le location di La Bambola, disponibile su Netflix (col titolo internazionale di The Doll) dal 16 settembre 2026.

Di cosa parla

Stanisław Wokulski (Tomasz Schuchardt) è un uomo di umili origini ma estremamente ambizioso che si è costruito da solo la propria posizione sociale, passando attraverso povertà, guerra, lavoro. Quando si innamora di Izabela Łęcka (Sandra Drzymalska), giovane appartenente a una famiglia nobiliare, è costretto a fare i conti con l’evidenza che la classe aristocratica, in cui pure è apparentemente ben inserito, fatica in realtà a considerarlo uno di loro. I genitori di lei, il padre soprattutto, ostacolano profondamente infatti la relazione nonostante, dal canto suo, anche Izabela provi a liberarsi da vincoli e cliché di classe e a trovare il proprio da sola il proprio posto in società.

Arriva su Netflix il dramma in costume "La Bambola"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “La bambola”

Dov’è stata girata la serie

Per rimanere fedele all’ambientazione, la nuova serie in costume di Netflix è stata interamente girata in Polonia. Nel corso dell’estate 2025, quella in cui sono state effettuate le riprese, i set si sono alternati tra città come Varsavia, Lublino, Łódź e Wrocław.

Varsavia

A Varsavia la maggior parte delle location di La Bambola si trovano in Krakowskie Przedmieście: una delle principali arterie cittadine che collega la città vecchia e il castello. Distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruita a metà del Novecento restando il più possibile fedeli alla sua struttura originaria: sulla strada, così, ancora oggi si affacciano chiese e palazzi storici, importanti edifici pubblici e governativi ma anche locali alla moda e boutique lussuose che, a proposito di passato, testimoniano il forte sviluppo borghese vissuto a fine Ottocento dalla capitale polacca.

C'è Varsavia tra le principali location della serie Netflix "La bambola"
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L’elegante Krakowskie Przedmieście

Alcune scene sono state girate in prossimità del monumento a Nicolò Copernico: una statua bronzea che rende omaggio all’astronomo prussiano e al suo apporto alla fisica moderna.

Varsavia: dov'è girata la nuova serie in costume di Netflix "La bambola"
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Lo storico monumento a Copernico

Lublino

A Lublino tra i luoghi dov’è stata girata la serie La Bambola spicca la Old Town: il nucleo originale della città, oggi tutelato come patrimonio artistico-culturale nazionale. Inconfondibile è il Kraków Gate: un’imponente porta d’ingresso in stile gotico – poi rimaneggiata nell’Ottocento con elementi barocchi – che è quello che resta della cinta muraria del XIV secolo che proteggeva la città.

C'è anche Lublino tra le location di "La bambola"
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Lublino: la meravigliosa città antica

Łódź

A Łódź il nuovo dramma in costume di Netflix è stato girato soprattutto al Karol Poznański Palace: un elegante palazzo neorinascimentale, un tempo residenza aristocratica e oggi sede del rettorato dell’Accademia della musica.

Wrocław

A Wrocław, storica capitale della regione meridionale della Silesia, le principali location della serie La Bambola sono Szajnocha Street e Nieborów Palace. La prima è un’elegante via centrale, fiancheggiata da palazzi storici e che richiamano un’atmosfera ottocentesca.

"La bambola" è il nuovo dramma storico di Netflix adattato dal romanzo di Bolesław Prus
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “La bambola”

Nieborów Palace è invece una residenza settecentesca, progettata da uno dei più importanti architetti barocchi del Nord Europa: Tylman van Gameren, oggi utilizzata soprattutto come spazio espositivo all’interno di un complesso che, oltre al palazzo, due parchi (di cui uno in stile inglese), un’aranciera, una rimessa per le carrozze, una dependance e un edificio per la manifattura.

Nieborów Palace è una delle location di "La bambola" a Wrocław
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Il romantico complesso di Nieborów Palace

Widow’s Bay, le location reali della serie vincitrice di 14 Emmy Awards

Con 14 premi assegnati su 19 candidature Widow’s Bay è stata la vera protagonista della cerimonia degli Emmy Awards 2026. L’horror comedy di Apple TV, da poco rinnovata per la seconda stagione, è stata premiata come miglior serie comica, per l’interpretazione da protagonista di Matthew Rhys e quelle da non protagonisti di Kate O’Flynn e Stephen Root, oltre che per la regia di Hiro Murai e la sceneggiatura di Katie Dippold e in numerose categorie tecniche.

Ambientata in un’isola del New England infestata da presenze misteriose, Widow’s Bay ha location tutte da esplorare, ma che in parte suoneranno familiari agli amanti delle storie di paura.

Di cosa parla

Tom Lofits (Matthew Rhys) è il sindaco di una remota isola del New England: nonostante le oltre quaranta miglia che la separano dalla costa, una copertura wi-fi praticamente inesistente e altri innumerevoli disagi che gli abitanti conoscono bene, il suo intento è quello di trasformarla in una meta turistica esclusiva. Il piano non tiene conto, soprattutto, di una serie di leggende popolari che vogliono l’isola infestata da presenze misteriose ed eventi paranormali. L’arrivo di un cronista del New York Times, incaricato dal sindaco di realizzare un reportage promozionale, dà il via a una paurosa escalation di questi fenomeni che i cittadini reputavano del tutto prevedibile.

"Widow's Bay" è stata premiata come miglior serie comica agli Emmy Awards 2026
Ufficio stampa Apple TV
Una scena di “Widow’s Bay”

Dov’è stata girata la serie

Parlando delle location di Widow’s Bay, la prima cosa che può venire da chiedersi è se l’“isola della vedova” esiste realmente. La showrunner della serie, Katie Dippold, ha raccontato a People di aver effettivamente girato alcune scene su un’isola del New England, la cui identità è stata però volutamente mantenuta segreta. L’unica informazione disponibile è che si tratta di un’isola raggiungibile dopo una discreta traversata su traghetto che non è dato sapere, comunque, se in partenza dal Maine o dal Massachusetts.

Widow's Bay, la misteriosa isola dell'omonima serie Apple TV, esiste davvero?
Ufficio stampa Apple TV
Widow’s Bay è anche nella realtà un’isola del New England

In Massachussetts – come confermano anche diverse fonti in Rete – sono state girate numerose scene delle serie Apple TV stra-premiata agli Emmy:  a Gloucester, Rockport, Worcester e altre cittadine.

Gloucester

Il porto di Widow’Bay, per esempio, è Lane’s Cove: il pittoresco porticciolo protetto da una scogliera di granito di Gloucester. Nella cittadina, famosa per la pesca e come meta di mare, la produzione ha girato anche nei pressi dell’Eastern Point Lighthouse – il faro – e della Half Moon Beach, un tratto di costa sabbioso famoso proprio per la sua conformazione a mezza luna.

Le location della serie "Widow's Bay" nel Massachusetts
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La splendida costa di Gloucester

Cape Ann

In diverse inquadrature della serie sono riconoscibili i panorami di Cape Ann: il suggestivo promontorio roccioso affacciato sull’Atlantico che nel tempo ha ispirato molte storie di paura americane, famoso anche come punto di avvistamento delle balene.

Massachusetts: le location della serie "Widow's Bay"
Getty Images
Il suggestivo promontorio di Cape Ann

Rockport

Tra le location di Widow’s Bay molte si trovano a Rockport. In questa cittadina del Massachussetts dove il tempo sembra essersi fermato e si ha ancora la possibilità di esplorare la tradizione marinara americana, la serie è stata girata soprattutto a Bearskin Neck: un tempo un borgo di pescatori, oggi diventato un quartiere ricco di gallerie d’arte, negozi esclusivi e localini alla moda.

Rockport: dov'è stata girata la serie premiata agli Emmy "Widow's Bay"
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Il vivace quartiere di Bearskin Neck

Altre location

Numerosi edifici pubblici e privati disseminati in diversi centri del Massachusetts come Harvard, Ayer, Maynard, Groton, Shirley, sono stati riadattati per esigenze narrative.

Il municipio di Widow’s Bay, dove sono state girate numerose scene con il neo premio Emmy Matthew Rhys è la Town Hall di Berlin: una costruzione di fine Ottocento in uno stile che imita quello greco, oggi usata principalmente per eventi cittadini.

La chiesa dell’isola è invece la Martha-Mary Chapel di Sudbury: una cappella fatta edificare negli Anni Quaranta dall’industriale Henry Ford in ricordo della madre e della suocera, interamente realizzata con legni di alberi distrutti dall’uragano che colpì il New Englad nel 1938.

C'è anche la Martha-Mary Chapel tra le location della serie Apple TV "Widow's Bay"
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La cinematografica Martha-Mary Chapel

I diner e le iconiche tavole calde all’americana hanno un posto d’onore tra le location di Widow’s Bay: ancora parlando con People, la sceneggiatrice ha raccontato di come questi luoghi siano capaci di evocare in lei un’atmosfera degna di Stephen King. Alcune delle scene chiave della serie Apple TV, ambientate all’interno della Barnabus Tavern, sono state girate così al Vincent’s Bar di Worcester: un locale alla buona dove vivere l’esperienza così tipica negli Stati Uniti di mangiare qualcosa mentre gente del posto in camicia di flanella chiacchiera del più e del meno o di com’è andata la giornata.

Woman Unknown, tutte le suggestive location del film Leone d’Oro a Venezia 83

Il Leone d’Oro di Venezia 83 va a Woman Unknown (Kvinde ukendt): un film della regista danese May el-Toukhy, unica donna in gara in Laguna insieme a Rachel Szor (regista di Naza), che parla di guerra, ma soprattutto di come il corpo delle donne continui in molte circostanze a essere un vero e proprio campo di battaglia.

Ecco dov’è stato girato il film vincitore del Festival di Venezia 2026, in arrivo nelle sale italiane grazie a Lucky Red. Le location utilizzate rendono pienamente l’atmosfera sospesa di un Paese che cerca di lasciarsi alle spalle la guerra, ma non può ancora dimenticarla.

Di cosa parla

È il 1945. Marie, personaggio ispirato a una serie di donne realmente vissute nel dopoguerra e che è valso a Mathilde Arcel la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, sta per sposare il ricco vedovo per cui lavora da tempo come domestica e bambinaia. Il matrimonio ha per lei un valore soprattutto simbolico: le permetterà di cambiare status e diventare finalmente signora della casa. Un segreto inconfessabile, però, rischia di rovinare tutto: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco e, ora, il passato torna a chiederle il conto. Marie si ritrova, così, a mettere in campo tutte le risorse di cui dispone pur di difendere il futuro che ha cercato con pazienza e ostinazione a costruirsi.

"Woman Unknow" di May el-Toukhy ha vinto il Leone d'Oro a Venezia 83
(c) La Biennale di Venezia
Una scena di “Woman Unknown”

Dov’è stato girato il film

Ambientato nel secondo dopoguerra in Danimarca, quello premiato come miglior film all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è una produzione internazionale di Danimarca, Svezia e Lettonia.

Nei tre Paesi, le location di Woman Unknown sono state selezionate per provare a ricreare sullo schermo, nella maniera più realistica e meno retorica possibile, l’atmosfera che si doveva vivere a Copenhagen alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

La vicenda di Marie si dipana così sullo sfondo di edifici imponenti dove ogni giorno veniva esercitato il potere contrapposti ad altri ambienti, spesso chiusi, che richiamano un’idea di controllo e sopraffazione.

Mathilde Arcel, protagonista di "Woman Unknown", si è aggiudicata la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile a Venezia 83
(c) Film i Väst
Un’altra scena di “Woman Unknown”

Riga

A Riga, secondo quanto riporta il Centro Nazionale di Cinema, si sono svolti 25 giorni di riprese su 28. Il centro storico della capitale della Lettonia, ancora popolato com’è di edifici in stile Art Noveau, interpreta alla perfezione sullo schermo la parte di capitale europea alla prese con la rinascita del Dopoguerra.

C'è Riga tra le principali location di "Woman Unknown"
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L’elegante centro storico di Riga

Göteborg

Tra i luoghi dov’è stato girato il film Woman Unknow l’unico ufficialmente segnalato dalla produzione (Nordisk Film Production A/S con Nafta Films) è Göteborg. La città svedese deve essere stata scelta soprattutto per la forte identità industriale che la caratterizza, densa di richiami al periodo storico protagonista della pellicola: Göteborg è, infatti, la città natale di Volvo e la visita al luogo in cui è stata fondata la casa automobilistica (il World of Volvo) resta ancora una delle esperienze che più richiamano turisti in città.

Tra le location di "Woman Unknown" c'è Göteborg
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Ha un’anima industriale Göteborg

Simbolo iconico della città sono i tram celesti che collegano eleganti quartieri come quello di Avenyn, dove si trovano ristoranti, negozi e locali per la movida tra i più esclusivi, con il waterfront di Göteborg dove esplorare soprattutto il legame – passato e attuale – della città col mare e le attività nautiche.

Göteborg: i luoghi dov'è stato girato il film "Woman Unknown", Leone d'Oro a Venezia 83
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Gli iconici tram celesti di Göteborg

Nel quartiere di Haga passeggiando tra case di legno, vicoli acciottolati e piccoli cafè si potrebbe avere l’impressione che il tempo si sia fermato: lo scenario è perfetto insomma per tornare indietro, come fa il film di May el-Toukhy vincitore del Leone d’Oro a Venezia 83, alla metà del Novecento.

Göteborg: dov'è stato girato il film "Woman Unknown", Leone d'Oro a Venezia 83
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Il pittoresco quartiere di Haga

Copenhagen

In Danimarca, le riprese sono state effettuate soprattutto a Copenhagen, città dove Marie prova a costruire il proprio futuro e dove la produzione si sarebbe mossa tra set di interni e ambientazioni urbane. L’energia di questa città sembra piuttosto affine, del resto, con quella di un film che è anche e soprattutto un viaggio psicologico ed emotivo nell’interiorità del personaggio di Mathilde Arcel.

C'è anche Copenaghen tra le location di "Woman Unknown"
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La vibrante Copenaghen

Crew Girl, le location del teen drama tra laghi immersi nel verde e manieri d’epoca

Dal 10 settembre 2026 è disponibile su Netflix un teen drama pronto a tenere gli spettatori incollati allo schermo con cotte giovanili, triangoli amorosi, gare sportive piene d’adrenalina e i panorami mozzafiato di vecchi manieri, fiumi e laghi immersi nel verde. Nonostante l’ambientazione sia squisitamente a stelle e strisce, infatti, la serie è stata girata in una delle zone del Canada più interessanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico: scopriamo insieme le location di Crew Girl.

Di cosa parla

Tegan (Miku Martineau) ha sedici anni e si è appena trasferita dalla California alla East Coast con la madre a causa di uno scandalo familiare che le ha investite e costrette a cambiare vita. Nella nuova scuola, la prestigiosa East Prep, manca una squadra di canottaggio femminile e l’unico modo che Tegan ha per non abbandonare anche lo sport che tanto ama è iscriversi nella squadra maschile. I compagni, almeno inizialmente, non sembrano accettarla nel ruolo di timoniere.

Con il tempo quelli che sembrano solo screzi e dispetti si rivelano, però, attenzioni di ben altro genere verso Tegan: soprattutto da parte di Josh (Sam Braun), l’arrogante capitano della squadra, e del talentuoso Cam (Kyle Clark).

Arriva su Netflix "Crew Girl": un nuovo teen drama con al centro il canottaggio
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Crew Girl”

Dov’è stata girata la serie

Come in parte accennato, nonostante sia ambientata sulla East Coast, Crew Girl non è stata girata negli Stati Uniti ma in Canada, nella Columbia Britannica.

Victoria

Eagle’s Cove, la città di fantasia dove Tegan si trasferisce con la madre, più nello specifico è Victoria: l’elegante capitale della British Columbia dove storia e modernità si incontrano. I raffinati palazzi in stile vittoriano e i romantici giardini all’inglese sono, infatti, parte dell’identità della città tanto quanto gli edifici e le infrastrutture moderne e all’avanguardia.

"Crew Girl": le location reali della nuova serie Netflix
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L’elegante città di Victoria

Sullo schermo sono facili da riconoscere il Tillucum Bridge, anche chiamato dai locali “The Gorge Bridge”, e il più antico Selkirk Trestle, ponte di legno sempre sul fiume Gorge un tempo utilizzato per il trasporto di materiali.

In città la produzione di Crew Girl ha trasformato in set anche centri sportivi come il Victoria City Rowing Club e il Gorge Narrows Rowing Club.

Le location di "Crew Girl" a Victoria
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Crew Girl” girata in un club sportivo di Victoria

“The Gorge” ed Elk Lake

Quelle legate al canottaggio, di allenamenti e gare, sono del resto scene chiave nella serie. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono solo scene ricreate in studio e con effetti digitali: la produzione ha girato su “The Gorge”, come gli abitanti del posto amano chiamare il fiume che attraversa la città e che insieme alle aree verdi circostanti offre un’oasi di fresco e relax dal tran tran cittadino. Le rapide di Tillicum Narrows sono, anche nelle realtà, tra i punti del fiume più adrenalinici per chi pratica canottaggio e altri sport acquatici.

"Crew Girl": dove sono state girate le scene di canottaggio
Ufficio stampa Netflix
Una scena in acqua di “Crew Girl”

Altre scene in acqua sono state girate presso l’Elk Lake: un’area lacustre, formata dalla confluenza con il lago Beaver, molto frequentata dalle famiglie e non solo per rilassarsi sulla spiaggia, fare picnic o provare appunto uno dei numerosi sport outdoor per cui la zona è attrezzata.

Hatley Castle

Anche la East Prep, la nuova scuola di Tegan, nella realtà non esiste. Le scene all’interno del campus sono state girate nei pressi di Hatley Castle: una costruzione storica risalente ai primi anni del Novecento, oggi parte del complesso della Royal Roads University a Colwood, poco distante da Victoria. Le torrette merlate, la facciata in pietra, gli ampi e curatissimi giardini che lo circondano sono tra le caratteristiche più iconiche di Hatley Castle insieme agli ampi saloni interni, un tempo usati come dormitori per i cadetti dell’esercito locale e spesso sono comparsi sullo schermo nei film di X-Men, per esempio, e nella serie Smallville.

Tra le location della serie "Crew Girl" c'è anche Hatley Castle
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La facciata, molto cinematografica, di Hatley Castle

Il gusto amaro del tradimento, le location della serie Tv sono veri tesori naturalistici e d’architettura

C’è una nuova serie Netflix in cui niente è come sembra e persino quelle che potrebbero apparire ambientazioni scelte per l’unicità e la meraviglia dei paesaggi – spiagge sconfinate, dune bagnate dall’Oceano, villaggi immersi nei boschi – nascondono in realtà molto di più: le location di Il gusto amaro del tradimento sono senza dubbio tra le più sorprendenti del piccolo schermo, capaci di raccontare i Paesi Bassi da una prospettiva insolita e decisamente poco mainstream.

Di cosa parla

Tratta da De Eetclub, romanzo best seller di Saskia Noort, Il gusto amaro del tradimento (distribuita a livello internazionale con il titolo The Perfect Lie) ha per protagonista Karen van der Made: una donna che si è appena trasferita con la famiglia a Bergen e, qui, sta provando a costruire una nuova vita.

Entrare in un circolo di coppie benestanti che sono solite scambiarsi inviti a cene esclusive durante le quali si bevono vini pregiati, si assaggiano piatti di alta cucina e si intrattengono conversazioni altolocate sembra essere il modo più semplice per integrarsi nella nuova città. Almeno fino a quando, una sera, nella lussuosa villa dov’è riunito “il club” scoppia un incendio, il proprietario perde la vita e la moglie e il figlio riescono a salvarsi per un soffio. Karen si rende conto, così, che quelle che credeva amicizie sono in realtà relazioni fondate soltanto su bugie, manipolazioni, sospetti e amari tradimenti appunto.

Dal 10 settembre è disponibile su Netflix "Il gusto amaro del tradimento"
Una scena de “Il gusto amaro del tradimento”

Dov’è stata girata la serie

Ambientata a Bergen – non il famoso centro norvegese, ma la più piccola omonima cittadina olandese – il nuovo thriller psicologico a puntate di Netflix è stato girato nei Paesi Bassi, principalmente nella zona settentrionale.

Bergen e Bergen aan Zee

La stessa Bergen compare tra le location di Il gusto amaro del tradimento: come nella serie, è una città vivace animata da musei, gallerie d’arte e altri luoghi di cultura ben frequentati da turisti e locali e nota, anche per via dello stile architettonico particolare di molti suoi edifici, come “il villaggio degli artisti”.

A pochi minuti dal centro di Bergen si trova Bergen aan Zee: altro luogo dov’è stata girata la serie Il gusto amaro del tradimento. Località marittima fondata nel XX secolo per dare uno sbocco sul mare e più appeal turistico a Bergen, oggi è frequentata sia dalla gente del posto per passeggiare o rilassarsi sulla spiaggia e sia dai turisti che qui ammirano soprattutto lo spettacolo di dune sull’Oceano tra le più alte di tutti i Paesi Bassi.

I luoghi nel nord dei Paesi Bassi dov'è girata la serie "Il gusto amaro del tradimento"
La popolare spiaggia di Bergen aan Zee

Schoorl

Alta oltre 50 metri, la Klimduin è una di queste: si trova tecnicamente nel territorio di Schoorl, altro centro del nord dei Paesi Bassi famoso per le riserve naturali e dov’è stata girata serie Netflix. Qui sono state effettuate soprattutto riprese di esterni e pacifiche vedute panoramiche che volutamente “cozzano” con i sentimenti di gelosia e vendetta che animano i personaggi.

Le location di "Il gusto amaro del tradimento" sulla costa olandese
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Dune di sabbia sulla costa olandese: un paesaggio unico

Altre location

Altra location di Il gusto amaro del tradimento è IJmuiden, città portuale che almeno da metà degli Anni Quaranta del Novecento è al centro degli scambi economico-commerciali del Paese: il suo porto è uno dei più grandi in termini di traffico di merci tutti i Paesi Bassi.

"Il gusto amaro del tradimento": dov'è girata la nuova serie thriller di Netflix
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “Il gusto amaro del tradimento”

La maggior parte di scene e sequenze con ambientazione urbana sono state girate però tra Amsterdam, L’Aia e Vooburg, spostandosi un po’ più a sud rispetto al cuore delle riprese.

Lage Vuursche

Nei dintorni di Utrecht, anche Lage Vuursche ha fatto da set alla nuova serie Netflix olandese: villaggio dall’atmosfera fiabesca, dove sopravvivono ancora le tradizionali costruzioni con i tetti di paglia, è famoso soprattutto per il Castello di Drakestein, residenza privata della principessa Beatrice, e per i boschi dove chiunque può concedersi lunghe camminate immersi nella brughiera tra alberi secolari e i caratteristici bovini delle Higland.

Dov'è stata girata la serie olandese "Il gusto amaro del tradimento"
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Il fiabesco villaggio di Lage Vuursche

Amori & Incantesimi 2, le suggestive location del sequel con Sandra Bullock e Nicole Kidman

Torna nelle sale cinematografiche il 10 settembre 2026, a distanza di 28 anni, il secondo capitolo di Amori & Incantesimi, il film fantasy tratto dal romanzo “Practical Magic” (in lingua originale è anche il titolo del film) di Alice Hoffman, che vede protagoniste Sandra Bullock e Nicole Kidman. Il primo film era uscito nel 1998 e, oltre un quarto di secolo dopo, in Amori & Incantesimi 2, diretto da Susanne Bier, ritroviamo le due sorelle Owens, Sally (la Bullock) e Gillian (la Kidman), streghe come il resto della loro famiglia.

La trama del film

Se Sally cerca di condurre una vita normale, con due figlie grandi, Maria (interpretata da Ema Cavolli) e Hannah (Cassie Bradley), da crescere insieme alle zie Frances “Fran” Owens (l’attrice Stockard Channing, la famosa Rizzo di Grease) e zia Bridget “Jet” Owens (interpretata da Dianne Wiest, vincitrice di due premi Oscar), Gillian passa da una relazione all’altra, ma è molto legata alle due nipoti che tratta come fossero sue figlie. Quando un’antica maledizione minaccia ancora una volta il destino della famiglia Owens, le protagoniste Sally e Gillian dovranno affrontare nuove sfide in una storia che intreccia legami familiari, tradizioni e magia ancestrale.

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@Photo Courtesy Warner Bros. Pictures
Dianne Wiest, Jet, Sandra Bullock, Sally Owens, Stockard Channing, Franny, e Nicole Kidman, Gillian Owens , in una scena del film

La loro famiglia è da sempre vittima di un’antica maledizione: ogni uomo che si innamora di una Owens è destinato a morire. Così è morta la madre delle due sorelle e così è morto il marito di Sally, Michael, padre delle due figlie protagoniste anche loro del secondo capitolo. Per risolvere un nuovo capitolo della loro storia dovranno recersi alle origini di tutto, in Inghilterra.

Dov’è ambientato il sequel

Il nuovo capitolo della saga con Sandra Bullock e Nicole Kidman porta sul grande schermo un’Inghilterra ricca di magia e mistero. Girato in parte nei Warner Bros. Studios Leavesden della casa di produzione del film, la metà delle riprese si sono svolte in esterni tra i villaggi pittoreschi di mattoni del Buckinghamshire, i boschi che avvolgono il villaggio di Thornfield (che nella realtà è Hambleden), passando per storici castelli e dimore d’epoca. Le zone delle riprese del film sono soprattutto nella Contea dell’Hertfordshire, nel vicino Buckinghamshire, ma anche in numerose altre location dell’Inghilterra.

Il pittoresco villaggio di Hambleden, nel Buckinghamshire, che nel film è appunto Thornfield, è celebre per le sue case storiche, le stradine acciottolate e l’atmosfera tipicamente inglese. Adagiato tra le Chiltern Hills, tra le cittadine di Henley e Marlow e a breve distanza dal Tamigi, questo villaggio è la quintessenza dell’Inghilterra, una vera e propria cartolina fatta di cottage di legno, mattoni e selce rimasti intatti e perfettamente integrati nel paesaggio in cui sono nati.

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123RF
Il pittoresco villaggio di Hambleden, nel Buckinghamshire

L’aspetto del villaggio non è cambiato molto nel corso dei secoli ed è proprio questo a renderlo così unico e una meta molto ambita dalle troupe cinematografiche. Qui sono state girate alcune scene di “La carica dei 101” del 1996, di “Il mistero di Sleepy Hollow” del ’99 e molti altri ancora.

Sempre nel Buckinghamshire, la Wormsley Estate è stata utilizzata come ambientazione del cottage di Tom Lockland (Solly McLeod). Si tratta di una splendida casa di campagna del XVIII secolo, immersa in mille ettari di parco nei pressi delle Chiltern Hills. È stata per un certo periodo di tempo la residenza di Paul Getty e appartiene ancora alla famiglia.

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@Jaap Buitendijk - Warner Bros. Pictures
Lee Pace, Ian Wright, e Sandra Bullock, Sally Owens, in una scena di Amori e incantesimi 2

Per le scene dei boschi che circondano il villaggio la produzione si è spostata nel vicino Black Park Country Park, un bosco di 250 ettari di conifere che è stato usato spesse volte come set tra cui i film “Robin Hood”, “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”, alcuni James Bond e la serie su Harry Potter.

Lo spettacolare Old Wardour Castle, nel Wiltshire, è stato utilizzato per rappresentare le rovine di un antico maniero dove era stata messa al rogo una lontana antenata delle Owens e dove anche Kylie (l’attrice Joey King) rischia di essere bruciata. Ci troviamo in un vero castello del XIV secolo ormai ridotto in rovina a pochi chilometri dalla cittadina di Salisbury. La pianta esagonale era molto in voga all’epoca e la costruzione si ispirò allo Château de Concressault in Francia.

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123RF
o spettacolare Old Wardour Castle, nel Wiltshire

Un altro edificio che è stato usato come set è la settecentesca Langleybury Mansion, nell’Hertfordshire, un edificio che si trova ad Abbots Langley dove sono state girate le scene di Harvard e degli alloggi degli studenti. In effetti, da casa che era a un certo punto è stata trasformata in una scuola secondaria, la Langleybury School, e lo è stata fino al 1996. Oggi è un condominio. Tra le altre location utilizzate figura la St. Mary and All Saints Church di Romford, trasformata in un cimitero del New England.

Tra le location da menzionare sicuramente c’è il celebre pub The Royal Standard of England, che vanta oltre nove secoli di storia ed è il pub più antico d’Inghilterra. Le sue origini risalgono al 1100, ma la prima testimonianza scritta del locale risale al 1213, quando era conosciuto come The Ship. La sua identità attuale risale al 1663, quando re Carlo II gli diede il titolo di The Royal Standard of England. Questo è il pub della famiglia di Ian Wright (l’attore Lee Pace) dove Sally e Gillian alloggiano appena arrivate in Inghilterra.

Le location a Londra

Nel film Compare il tardo vittoriano Bishopsgate Institute di Londra che è la biblioteca. Inoltre, alcune scene sono state girate nel quartiere di The Hamptons, a Worcester Park, un quartiere completamente riqualificato nel Sud della città, scelta per rappresentare la cittadina del New England in cui vive la famiglia Owens.

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123RF
Il Royal Chelsea Hospital a Chelsea

Infine, è stato utilizzato il Royal Chelsea Hospital di Chelsea per alcune scene ambientate in un mercato dei fiori e per gli esterni di Harvard. Questo è una casa di riposo e di cura per ex militari fondata come ospizio dal re Carlo II nel 1682 e può ospitare circa 300 veterani dell’esercito britannico.

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@Photo Courtesy Warner Bros. Pictures
Nicole Kidman, Gillian Owens, e Joey King, e la nipote Kylie, in Amori e incantesimi 2

Why Did I Get Married Again?, le location della commedia in una delle destinazioni italiane più esclusive

Sono quasi vent’anni che i personaggi di Tyler Perry continuano a chiedersi perché mai abbiano deciso di sposarsi. Ma persino dubbi esistenziali come questi appaiono più leggeri e sopportabili se, come succede nel terzo capitolo della saga disponibile in esclusiva su Netflix dal 9 settembre 2026, la cornice è quella di borghi pittoreschi affacciati sul lago, ville storiche e dimore lussuose con panorami mozzafiato e passeggiate romantiche sul lungolago: le principali location di Why Did I Get Married Again? si trovano infatti in uno degli angoli più esclusivi d’Italia, spesso scelto dai Vip per i loro sfarzosi matrimoni.

Di cosa parla

Jasmine, la figlia di Marcus e Angela, sta per sposare Wesley: un giovane atleta non troppo ben visto in realtà dalla famiglia. Il matrimonio è l’occasione per riunire sul Lago di Como lo storico gruppo di amici già protagonisti dei due precedenti film del ciclo (Why Did I Get Married? e Why Did I Get Married Too?).

Tra di loro c’è lo stesso Tyler Perry nei panni di Terry: un uomo sposato da tempo con Sharon e insieme a lei impegnato a difendere a tutti i costi l’apparenza di coppia felice.

Arriva su Netflix un nuovo film della saga di Tyler Perry: "Why Did I Get Married Again?"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Why Did I Get Married Again?”

Ritrovarsi dopo anni a convivere, anche solo per pochi giorni, fa riaffiorare nel gruppo vecchie incomprensioni, gelosie e ferite mai guarite. La generazione dei genitori vede, soprattutto, i figli ripetere molti dei propri stessi errori e tanto basta per trasformare la commedia di Tyler Perry in una riflessione sul senso delle relazioni: di coppia e non solo.

Tyler Perry torna con il terzo film della saga "Why Did I Get Married?", disponibile in esclusiva su Netflix
Ufficio stampa Netflix
Un altra scena di “Why Did I Get Married?”

Dov’è stato girato il film

Il Lago di Como fa da cornice tranquilla agli sconvolgimenti sentimentali dei protagonisti di Why Did I Get Married Again? ed è proprio qui che il nuovo film di Tyler Perry è girato, almeno in parte: sulle sponde ovest del lago lombardo tanto amato dai Vip e dalle produzioni cinematografiche sono state girare le scene del matrimonio.

Si trovano sul Lago di Como le principali location di "Why Did I Get Married Again?"
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Una meravigliosa veduta del Lago di Como

Cernobbio

Tra le location di Why Did I Get Married Again? è segnalata soprattutto Cernobbio: cittadina famosa soprattutto per le sontuose ville storiche affacciate sul lago (due su tutte: Villa d’Este e Villa Erba), ma che ha anche in centro, tra i vicoli di quello che un tempo era il borgo dei pescatori e nel porticciolo tante chicche da scoprire.

Da Piazza Risorgimento per esempio, chiamata così in memoria dei caduti e delle tappe che hanno portato all’Unità d’Italia, si gode di una vista sul Lago magnifica a tutte le ore e in tutte le stagioni perché sempre diversa nei colori e nelle sfumature.

Dov'è girato il terzo film della saga "Why Did I Get Married Again?"
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Il romantico lungolago di Cernobbio

Da qualche tempo Cernobbio è stata riscoperta come meta anche dagli appassionati di sport outdoor che possono praticarli sul lago e dagli amanti del trekking che da qui possono raggiungere facilmente per delle escursioni il Monte Bisbino e il Monte Generoso.

La zona, come ben racconta la commedia tragica di Tyler Perry, è entrata appieno soprattutto nel circuito del cosiddetto wedding tourism con centinaia di coppie non originarie del posto che ogni anno la scelgono come location per il proprio matrimonio. È quello che hanno fatto anche Jasmine e Wesley, i protagonisti di Why Did I Get Married Again?, invitando famiglia e amici a festeggiare la loro unione, sì, ma anche a scoprire la bellezza del Lago di Como.

Ufficio stampa Netflix
È un destination wedding sul Lago di Como quello di “Why Did I Get Married Again?”

Ville sontuose adibite a strutture per ricevimenti, terrazze sul lago e punti panoramici dove immortalare sposi e invitati sono ciò che hanno fatto della zona una destinazione perfetta per i matrimoni. Tra le unioni vip celebrate qui ci sono quella di Johnny Legend con Chrissy Teigen, quella di Elettra Lamborghini con Afrojack e quella di Katie Holmes con il suo nuovo amore.

Fauda 5, le location della serie thriller in un angolo d’Europa inaspettato

Dopo uno stop di tre anni, l’8 settembre 2026 arriva su Netflix Fauda 5: la quinta stagione della serie thriller israeliana più apprezzata anche fuori da Israele e da un pubblico internazionale. Il cortocircuito con la realtà, e in particolare con quanto accaduto dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, non ha potuto non incidere con trama, evoluzione dei personaggi e persino posti dov’è girata la serie.

Marsiglia, che è uno dei luoghi principali in cui si svolge l’azione e che fino alla scorsa stagione era una delle location di Fauda, per esempio, è stata sostituita con un’altra capitale europea famosa per la sua eleganza e il suo spirito moderno e non è questo il solo sconvolgimento che i fan della serie di Avi Issacharoff e Lior Raz devono aspettarsi sullo schermo.

Di cosa parla

La pura azione che aveva caratterizzato le precedenti lascia spazio nella quinta stagione di Fauda all’introspezione psicologica. Doron, il protagonista principale interpretato dallo stesso Lior Raz, due anni dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 si ritrova infatti a fare i conti con un forte disturbo post-traumatico da stress. Diverse scene in flashback si soffermano a raccontare come sia lui e sia altri personaggi della serie abbiano vissuto in prima persona quello di fatto è stato l’inizio dell’operazione Diluvio al-Aqṣā e dell’escalation in Palestina che dura tutt’oggi. Nonostante assomigli più a «un guerriero spezzato che a un guerriero che ha sempre voglia di andare in battaglia», come ha sottolineato Raz, Doron si lascia trascinare da un amico in un’operazione sotto copertura a Marsiglia, condotta per puro spirito di vendetta personale.

Arriva su Netflix la quinta stagione di Fauda: la serie thriller israeliana molto amata
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Fauda 5”

Dov’è stata girata la serie

Come accennato, Marsiglia non è più tra le location di Fauda 5: a qualche mese dall’inizio delle riprese la produzione ha fatto sapere che le stesse si sarebbero trasferite a Budapest per ragioni di sicurezza. Alla capitale ungherese è toccato dunque, nonostante le notevoli differenze geografiche e architettoniche, il compito di rappresentare sullo schermo la città francese.

Hanno assolto allo scopo alcune vedute sul Danubio. Anche il centro di Budapest è stato interessato dalle riprese della serie, soprattutto in quartieri come Pest che incarnano l’anima più moderna, innovativa e per molti versi irrequieta della città. È qui che si trovano infatti boutique alla moda e negozietti creativi dove fare shopping, uffici moderni che ne fanno il cuore economico della città ed edifici come il Palazzo del Parlamento che assicurano a questa zona di Budapest una rilevanza anche a livello politico-governativo.

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Il moderno quartiere Pest

I palazzi eleganti del quartiere, molti dei quali d’epoca, hanno aiutato nell’impresa di trasformare la città in Marsiglia sullo schermo. Non può non aver inciso sulla scelta di girare qui la quinta stagione della serie thriller israeliana anche la presenza della Grande Sinagoga: inaugurata nel 1859 è la più grande d’Europa, la seconda più grande al mondo e può accogliere fino a 3000 fedeli.

Budapest: i luoghi dov'è stata girata "Fauda 5"
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La Grande Sinagoga di Budapest

Come segnalato da diverse fonti, tra le location di Fauda 5 ci sono anche alcuni quartieri periferici e sobborghi urbani di Budapest, scelti dalla produzione per rappresentare al meglio l’anima moderna, cosmopolita e a tratti caotica e imprendibile di Marsiglia.

Il Paradiso delle Signore 11, le location eleganti continuano a far sognare i fan della soap

Negli anni è diventata la soap opera più amata – e seguita – della fascia pomeridiana di Rai 1, capace di tenere i telespettatori incollati allo schermo con il suo originale mix di intrighi amorosi e nostalgia per il passato, un certo gusto tutto italiano per il ben vestire e la bella vita e una serie di ambientazioni uniche. La tanto attesa undicesima stagione de Il Paradiso delle Signore riprende lunedì 7 settembre alle 16:00, pronta come sempre a trasportare i fan tra le corsie della Galleria Milano Moda e non solo: se è qui che si svolgono la maggior parte delle vicende personali e lavorative dei protagonisti, infatti, tra le location della fiction ci sono vere chicche.

Di cosa parla

Il Paradiso delle Signore 11 riparte da dove si era fermata l’ultima stagione. Marcello Barbieri, Roberto Landi e Marta Guarnieri sono ancora alla direzione del grande magazzino e con loro, alla contabilità, c’è Matteo Portelli. Mentre si prepara al tanto desiderato matrimonio con Gianlorenzo Botteri, Delia si dedica intensamente alla propria attività di parrucchiera.

Dopo l’estate, Irene e Johnny tornano a Milano decisi a costruirsi un futuro insieme ma senza rinunciare alla libertà e al desiderio di divertirsi così tipico della loro generazione. È il 1967 infatti e Milano, come e più del resto d’Italia, sta vivendo un momento di profonda rivoluzione culturale. Alla Galleria Milano Moda Odile è rimasta ad affrontare un nuovo stilista e le difficoltà economiche della Banca Guarnieri.

Arriva su Rai 1 in daily time l'undicesima stagione de "Il Paradiso delle Signore"
Ufficio stampa RAI
Una scena de “Il Paradiso delle Signore 11”

Dov’è stata girata la serie

Le location de Il Paradiso delle Signore 11 sono per lo più invariate rispetto a quelle delle precedenti stagioni (nove in onda in daily time e due in onda in prima serata su Rai 1). Nonostante la storia sia ambientata principalmente a Milano, il capoluogo lombardo non compare sullo schermo che sottoforma di immagini di repertorio: vedute tra le più iconiche della città come quelle di Piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II, il Teatro alla Scala, il Castello Sforzesco, il quartiere dei Navigli. La soap è girata quasi interamente a Roma tra teatri di posa ed eleganti location nei quartieri bene della Capitale.

Videa Studios

“Il Paradiso delle Signore”, la grande galleria commerciale protagonista della fiction, è un chiaro riferimento a La Rinascente di Milano: un gigante della moda italiana al cui brand lavorò, com’è noto, anche Gabriele D’Annunzio. Le scene al suo interno sono state girate, però, ai Videa Studios di Via Livigno a Roma: fondati nei primi Anni Sessanta, hanno fatto da set a grandi classici del cinema italiano e internazionali e oggi sono visitabili in gran parte delle sezioni.

Villa Vitetti

Villa Guarnieri, altro luogo chiave della soap, è Villa Vitetti, meglio nota come la “villa con le lesene” per la particolarità della facciata con lesene, appunto, che l’ha resa riconoscibile sullo schermo dove ha fatto da set a molte produzioni italiane e non. Situata in via di Vigna Murata, poco distante dall’EUR, oggi è utilizzata principalmente come location per matrimoni, ma fu originariamente costruita dal conte Vitetti come omaggio per la moglie, tanto amata. All’interno è ricca di arredi, dipinti, statue, pavimenti antichi e pezzi di antiquariato. All’esterno è circondata da un romantico giardino.

Villino Crespi

Altra location di Il Paradiso delle Signore, iconica anche per l’undicesima stagione, è la sede della banca Guarnieri. Si tratta di Villino Crespi: un edificio in stile Liberty con grandi finestre sormontate da cornici con volute e festoni, un tempo parte della residenza della contessa di Mirafiori, Rosina Vercellana, amante ufficiale prima e poi moglie del re Vittorio Emanuele II. Oggi visitabile e tra i luoghi più scelti dalle produzioni che girano a Roma, all’interno custodisce meravigliose opere d’arte del Seicento soprattutto.

Sei mai stata sulla luna? Le location sorprendenti della commedia con Raoul Bova

Domenica 6 settembre 2026 Rai 1 ripropone in prima serata una commedia di Paolo Genovesi con un cast d’eccezione – ci sono tra gli altri Raoul Bova, Neri Marcorè, Nino Frassica, Emilio Solfrizzi, Sabrina Impacciatore, Giulia Michelini, Pietro Sermonti – girata tra antiche masserie, assolati centri storici, spartani bar di provincia e lungomare meravigliosi. Scopriamo insieme le location di Sei mai stata sulla luna?.

Di cosa parla

Guia è la giovane direttrice italo-spagnola di una rivista di moda. Lavora tra Milano e Parigi, ma alla morte del padre eredita la masseria in Puglia dove fin da piccola ha trascorso le estati con la famiglia.

Torna su Rai 1 la commedia romantica di Paolo Genovesi "Sei mai stata sulla luna?"
(c) 01 Distribution
Una scena di “Sei mai stata sulla luna?”

La sua intenzione iniziale è di venderla il prima possibile, ma quando arriva in Puglia per partecipare al funerale del padre capisce che dovrà fare i conti con un cugino affetto da ritardo mentale, il giovane e affascinante vedovo che si occupa della masseria e un microcosmo di altri personaggi bizzarri.

Pian piano, contro ogni previsione, Guia si abitua alla vita di paese e cambia idea sia sulla tenuta e sia sul proprio futuro: c’entra senza dubbio l’intrigante rapporto che si viene a instaurare con Renzo, il responsabile della masseria interpretato da Raoul Bova.

Raul Bova è il protagonista della commedia di Paolo Genovesi riproposta da Rai 1: "Sei mai stata sulla luna?"
(c) 01 Distribution
Un’altra scena di “Sei mai stata sulla luna”

Dov’è stato girato il film

Masseria Lupoli

Tra le location di Sei mai stata sulla luna? proprio la masseria è quella principale. Come molte fonti segnalano in Rete, si trova a Crispiano: un comune incastonato tra la Valle d’Itria e il golfo di Taranto, parte di una zona della Puglia conosciuta appunto come “la Puglia delle cento masserie”. Queste costruzioni, oggi spesso trasformate in strutture per l’ospitalità, raccontano il passato legato alla terra di questi luoghi.

Alla Masseria Lupoli, cuore pulsante di un’azienda agricola specializzata in coltivazione di olive, sono state girate le scene all’interno e all’esterno della proprietà ereditata da Guia.

La masseria di "Sei mai stata sulla luna?": dove si trova
(c) 01 Distribution
Una scena di “Sei mai stata sulla luna?” alla Masseria Lupoli

Nardò

Anche Nardò, una tappa spesso inclusa negli itinerari alla scoperta delle più belle spiagge del Salento, ha fatto da set alla commedia di Paolo Genovesi con Raoul Bova. In alcune inquadrature è possibile riconoscere Piazza Salandra, Via Vittorio Emanuele, Corso Garibaldi, la Chiesa di Santa Teresa e quella di Sant’Antonio: il centro storico di Nardò, insomma, che merita senza dubbio una visita per ammirare la sontuosa bellezza del barocco salentino.

Nardò è tra le location di "Sei mai stata sulla luna?" in Puglia
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L’opulento centro storico di Nardò

Galatina

In provincia di Lecce la produzione ha girato anche a Galatina: altra chicca, forse meno nota ma certamente non meno interessante del Salento, con un centro storico fatto di strade lastricate, piazze eleganti, palazzi storici tutto da scoprire.

Martina Franca

Altra location di Sei mai stata sulla luna? è Martina Franca: alcune scene chiave della commedia sono state girate nell’intricato dedalo delle vie del centro cittadino. Facile da riconoscere sullo schermo è Piazza Maria Immacolata con il suo emiciclo di portici ottocenteschi (da cui il nome di Piazza dei Portici con cui spesso la chiamano i locali).

Martina Franca è tra i luoghi in Puglia dov'è stato girato "Sei mai stata sulla luna?"
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Il “salotto buono” di Martina Franca

Brindisi

A Brindisi sono state girate scene di esterni e panoramiche: il porto con il Castello Alfonsino offrono, del resto, una cartolina unica della Puglia marittima e che ha fatto da sempre da “ponte” tra culture diverse rispetto alla nostra.

C'è anche Brindisi tra le location di "Sei mai stata sulla luna?"
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Una stupenda vista sul porto di Brindisi

Altre location

Fuori dalla Puglia, la commedia di Paolo Genovesi Sei mai stata sulla luna? è stata girata principalmente a Milano dove Guia vive e lavora prima di ricevere l’eredità paterna. A rappresentare sullo schermo la città della moda è soprattutto la zona di Piazza San Babila.

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