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Mostre di ottobre in Italia: le esposizioni più belle da vedere tra città d’arte e weekend fuori porta

Ottobre ha un vantaggio: ci permette di tornare nei musei senza sentirci in colpa per le giornate di sole che avremmo potuto vivere all’aeperto. E la stagione autunnale 2026 parte alla grande con tantissime esposizioni da non perdere. Milano riporta in scena i Brueghel, Firenze ragiona sulla bellezza delle cose spezzate, Roma si accende con Keith Haring. Poi ci sono fotografia, moda, Pasolini, Tutankhamon e una Mestre che mette insieme Klimt, Schiele, Kokoschka e Body Art. Insomma, se volete fare un’immersione d’arte vera avete parecchie occasioni.

Ecco le 10 migliori mostre in Italia a ottobre da non perdere assolutamente.

I Brueghel a Milano

Paesaggi innevati, feste contadine, tempeste, battaglie, nature morte. A Palazzo Reale arriva la prima grande mostra milanese dedicata alla dinastia dei Brueghel, con oltre ottanta opere tra dipinti, disegni e stampe. Si parte da Pieter Bruegel il Vecchio, quello che porta la vita quotidiana dentro la grande pittura, e si passa ai figli Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio. Ma il punto interessante è anche un altro: capire come una famiglia sia riuscita a trasformare soggetti, modelli e bottega in qualcosa che oggi chiameremmo quasi un brand. Il percorso, firmato da Bernard Aikema e curato da Carlotta Striolo, racconta così la nascita di molti generi destinati a dominare la pittura europea del Seicento.

  • Date: 29 settembre 2026 – 31 gennaio 2027;
  • Dove: Palazzo Reale, Milano;
  • Prezzi: biglietto intero da 19 euro.
I Brueghel, la nuova mostra a Milano
Sofia Brogi
Imperdibile la mostra I Brueghel a Milano

Marc Riboud e Robert Capa a Cuneo

180 fotografie e cinquant’anni passati a guardare il mondo senza urlare. Al Filatoio di Caraglio arriva la grande retrospettiva dedicata a Marc Riboud, costruita con il Musée Guimet di Parigi. La Cina occupa molto spazio, ma non è l’unica protagonista. Ci sono persone, lavori, strade, dettagli, piccoli gesti. Riboud aveva quella capacità rara di aspettare che qualcosa accadesse dentro l’inquadratura. In mostra trovate anche provini, corrispondenze, riviste e materiali di lavoro. Non solo immagini perfette, quindi, ma il dietro le quinte di uno sguardo.

Alla Castiglia di Saluzzo cento fotografie provenienti dall’International Center of Photography di New York ricostruiscono il percorso di Robert Capa. Qui la distanza tra fotografo e avvenimento quasi scompare. Guerre, fughe, persone travolte dagli eventi: Capa entra nella storia mentre sta succedendo. La mostra è divisa in sette sezioni e mescola immagini celebri e fotografie meno note. Se visitate anche Riboud, il confronto viene praticamente da sé: uno osserva il mondo, l’altro spesso si fa travolgere.

  • Date: 22 ottobre 2026 – 29 marzo 2027
  • Dove: Castiglia di Saluzzo e Caraglio, Cuneo
  • Prezzi: Ingresso libero

Tutankhamon a Bologna

Palazzo Belloni punta sull’effetto immersione. La mostra dedicata a Tutankhamon ricostruisce la scoperta della tomba del faraone attraverso oltre cento riproduzioni certificate dei reperti, scenografie, sezioni sulla mummificazione e realtà virtuale. Non aspettatevi quindi una classica esposizione archeologica fatta di teche e reperti originali: qui l’obiettivo è farvi entrare nel racconto di Howard Carter e della scoperta del 1922. L’apertura del 3 ottobre ha anche un ospite decisamente pop per chi segue l’egittologia: Zahi Hawass, protagonista dell’inaugurazione.

  • Date: 3 ottobre 2026 – 2 maggio 2027;
  • Dove: Palazzo Belloni, Bologna;
  • Prezzi: Biglietti interi da 16 euro, ridotto da 13 euro.
L'interno della sala di TUTANKHAMON la tomba, il tesoro, la maledizione
Carlo Marrazzo
Imperdibile la mostra dedicata a TUTANKHAMON

Il corpo della città a Torino

Torino raccontata attraverso i corpi che l’hanno abitata. Non è una metafora: Palazzo Madama mette insieme dipinti, sculture, fotografie, documenti e oltre quaranta abiti di sartorie torinesi. Il percorso attraversa quasi ottant’anni, dalle grandi esposizioni di fine Ottocento fino al 61. In mezzo cambiano le silhouette, il lavoro femminile, la città industriale, l’arte, via Roma, il rapporto con Parigi. È una mostra di moda, certo. Ma anche di urbanistica, società e identità.

  • Date: 15 ottobre 2026 – 22 febbraio 2027;
  • Dove: Palazzo Madama, Torino;
  • Prezzi: Intero da 14 euro, ridotto 12 euro.

Broken. Il potere del frammento, Firenze

Una testa senza corpo può dire più di una statua intera? Palazzo Strozzi parte da qui e costruisce un viaggio che passa dall’antico Egitto alla Grecia, da Michelangelo a Rodin, fino a Louise Bourgeois, Francesco Vezzoli e Danh Vo. Sono oltre ottanta opere, con prestiti da musei come Louvre, British Museum e Metropolitan Museum. Il frammento, insomma, smette di essere considerato semplicemente ciò che resta. Diventa opera, memoria, trauma, possibilità. Una mostra molto fisica e insieme molto contemporanea.

  • Date: 25 settembre 2026 – 24 gennaio 2027;
  • Dove: Palazzo Strozzi, Firenze;
  • Prezzi: Biglietto intero da 16 euro, 20 euro con audioguida.

Keith Haring, Roma

Radiant Baby, cani che abbaiano, corpi in movimento. Il vocabolario visivo di Keith Haring arriva a Palazzo Braschi con oltre 140 opere e materiali, compresi importanti prestiti dalla Nakamura Keith Haring Collection. Il percorso parte dalla New York degli anni Ottanta, passa per i Subway Drawings, i poster politici, i dipinti e le sculture e arriva agli ultimi anni dell’artista. Il rischio con Haring è pensare di conoscere già tutto perché quelle figure sono finite ovunque. La mostra serve esattamente a fare il contrario: rimetterle nel loro contesto.

  • Date: 6 ottobre 2026 – 11 aprile 2027;
  • Dove: Museo di Roma – Palazzo Braschi;
  • Prezzi: Prezzi da 17 euro per gli interi, 15 euro per i ridotti.
Palazzo Braschi ospita Keith Haring
Ufficio Stampa
Imperdibile a Roma la mostra dedicata a Haring

Pasolini a Rapolano Terme (SI)

Il Pasolini che forse conoscete meno ha pennelli, fogli e colori davanti. All’Antica Grancia di Serre di Rapolano la mostra guarda alla produzione pittorica dello scrittore e regista, mettendola in dialogo con paesaggio, cinema e biografia. Ci sono autoritratti, figure umane, materiali della biblioteca, documenti e disegni legati al lavoro cinematografico, compresi quelli realizzati intorno a Medea. Il rapporto con Roberto Longhi e quello con Giuseppe Zigaina diventano due fili essenziali. E il paesaggio non fa semplicemente da sfondo: entra dritto dentro la riflessione di Pasolini sull’Italia che cambia.

  • Date: 11 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027;
  • Dove: Antica Grancia di Serre di Rapolano, Rapolano Terme;
  • Prezzi: Da 5 a 8 euro per l’intero, 3 euro per il ridotto.

Song of the Sirens aMilano

Nasi enormi. Orecchie. Glutei. Fiori fuori scala. Animazioni in stop-motion dentro sale immerse nella penombra. Nathalie Djurberg e Hans Berg tornano da Gió Marconi con una mostra che usa il corpo come frammento, feticcio e quasi creatura mitologica. Il desiderio resta sempre lì, appena fuori portata. Le figure di argilla sembrano sul punto di fare qualcosa che però non si compie mai. Più che osservare una sequenza di opere, vi ritrovate dentro un ambiente strano, sensuale, un po’ disturbante.

  • Date: 1 ottobre – 19 dicembre 2026;
  • Dove: Gió Marconi, via Tadino 15, Milano;
  • Prezzi: Accesso libero.

Van Gogh, Modigliani e oltre, Parma

60 opere, 13 sale e oltre due secoli di immagini femminili. Palazzo del Governatore porta a Parma una selezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea che mette in fila Van Gogh, Modigliani, Boldini, Savinio, Picasso e Giosetta Fioroni. Non aspettatevi però una semplice galleria di bei ritratti. Il filo è l’identità: donne reali e figure ideali, aristocratiche, attrici, intellettuali, personaggi rimasti quasi anonimi. Tra le opere più attese c’è anche Nu Debout di Picasso, recente acquisizione della Galleria Nazionale.

  • Date: 2 ottobre 2026 – 8 marzo 2027;
  • Dove: Palazzo del Governatore, Parma;
  • Prezzi: intero 12 euro; ridotto 8 euro; convenzionati 5 euro.

Klimt, Schiele, Kokoschka a Mestre

Il corpo bello, fragile, erotico, ferito. Poi il corpo che diventa direttamente opera. La nuova mostra del MUVEC parte dalla Vienna della Secessione e dalla Giuditta II di Gustav Klimt, attraversa Schiele e Kokoschka e arriva fino alla Body Art, con Yves Klein, Piero Manzoni, Ana Mendieta e Gina Pane. Sono 47 opere tra dipinti, disegni, grafiche, sculture e fotografie provenienti da musei e fondazioni internazionali. Il salto temporale funziona perché il tema resta lo stesso ma cambia pelle: prima il corpo viene rappresentato, poi esposto, usato, trasformato e diventa anche terreno politico. Una mostra che parte dal Novecento, ma parla parecchio del modo in cui guardiamo noi stessi oggi.

  • Date: 26 settembre 2026 – 14 febbraio 2027;
  • Dove: MUVEC – Casa delle Contemporaneità, Mestre;
  • Prezzi: Intero da 7 euro, ridotto da 3,50 euro.

Ottobre con gli occhi al cielo: arrivano due piogge di stelle e la Luna del Cacciatore

Tutti con il naso all’insù, ci sono ancora stelle cadenti e spettacoli astronomici da osservare anche nel mese di ottobre. Via il telefono e occhi puntati al cielo, ci sono diverse date preziose da mettere in agenda; si potrà assistere a ben 2 piogge di stelle molto diverse fra loro e, verso la fine, persino una luna piena dal nome decisamente autunnale. 

Le prime a farsi vedere saranno le Draconidi, lente e un po’ imprevedibili. Poi toccherà alle Orionidi, legate alla celebre cometa di Halley. A chiudere il giro arriverà la Luna del Cacciatore, il 26 ottobre. Non serve per forza un telescopio. Per le stelle cadenti, anzi, meglio lasciarlo a casa: servono soprattutto buio, pazienza e un pezzo di cielo abbastanza grande davanti a voi.

Lo spettacolo delle Draconidi

Le Draconidi saranno attive indicativamente tra il 6 e il 10 ottobre, con la fase più interessante concentrata attorno alle serate dell’8 e 9 ottobre. Il loro radiante, cioè il punto dal quale le meteore sembrano partire, si trova nella costellazione del Dragone. La particolarità? Non dovrete fare le tre del mattino per forza. Le Draconidi sono uno dei pochi sciami che si osservano bene già nelle prime ore della sera, quando il Dragone è ancora alto nel cielo dell’emisfero nord. In più, nel 2026 la Luna sarà vicinissima alla fase nuova del 10 ottobre. Le Draconidi normalmente hanno un’attività modesta, anche se in passato hanno regalato improvvisi aumenti del numero di meteore.

Da dove vedere le Draconidi in Italia

Cercate un luogo lontano dai lampioni e con orizzonte nord e nord-ovest abbastanza libero. Al Nord il radiante rimane in una posizione particolarmente favorevole; al Centro e al Sud conviene sfruttare soprattutto la prima parte della notte. Non fissate soltanto la costellazione del Dragone. Guardate un’area ampia del cielo: le scie possono comparire parecchio lontano dal radiante e risultare persino più spettacolari. Una buona opzione? Sicuramente l’Alpe di Siusi in Alto Adige dove l’altopiano offre orizzonti ampi, in alternativa anche Campo Imperatore in Abruzzo dove gli ampi spazi e la visione sul cielo danno modo di godersi lo show.

il fenomeno delle Orionidi

Le Orionidi sono meteore molto più rapide e nascono dai detriti lasciati lungo l’orbita dalla cometa 1P/Halley. Quando si potranno vedere? Il calendario condiviso dall’International Meteor Organization dice di osservare il cielo dal 2 ottobre al 7 novembre, con un picco massimo previsto attorno al 21 ottobre. Il tasso teorico indicato dall’IMO supera le 20 meteore all’ora in condizioni ideali, anche se il numero realmente visibile dipende sempre da buio, trasparenza del cielo e posizione del radiante. Orione sale bene nella seconda parte della notte e l’osservazione migliora generalmente dopo mezzanotte.

Da dove vedere le Orionidi in Italia

Avete un vantaggio semplice: si possono osservare praticamente da tutta Italia. Scegliete campagne, colline, montagne o spiagge lontane dai centri abitati e lasciate agli occhi almeno venti minuti per abituarsi al buio. Il telefono? Luminosità al minimo, oppure niente. Basta uno schermo acceso per rovinarvi parecchi minuti di adattamento notturno. Per le Orionidi una buona opzione è valutare il Piano Grande di Castelluccio sui Monti Sibillini, oppure Prato Selva in provincia di Teramo.

Luna del Cacciatore

La Luna piena di ottobre arriverà nelle prime ore di lunedì 26 ottobre, intorno alle 05:11 ora italiana. È conosciuta tradizionalmente come Luna del Cacciatore, nome associato al periodo dell’anno in cui, dopo il raccolto, le notti illuminate dalla Luna piena accompagnavano le attività di caccia e la preparazione all’inverno nell’emisfero nord.

Da dove vedere la Luna del Cacciatore in Italia

Qui potete essere molto meno selettivi. Il plenilunio sarà visibile da tutta Italia, meteo permettendo, anche dalle città. L’idea è sempre avviarsi verso zone con scarso inquinamento luminoso come ad esempio le colline del Monte Amiata in Toscana oppure Saint-Barthélemy in Valle d’Aosta.

Tra lucine, neve e vin brulé: i mercatini di Natale diventano low cost con la promozione Wizz Air

Non serve attendere le vacanze natalizie per godersi un weekend o un viaggetto staccando dalla routine, soprattutto se si cercano soluzioni low cost. Le promozioni come quella di Wizz Air sono l’occasione perfetta per fare la valigia (o meglio il bagaglio a mano) e partire godendosi l’incanto del foliage e i primi mercatini di Natale. Solo per il 30 settembre sarà possibile usufruire di uno sconto fino al 15% sulla tariffa, con ribassi extra per chi è membro di Wizz Club.

Per i voli? Si parte dal 12 ottobre 2026 fino al 3 gennaio 2027… e con un po’ di fortuna si trovano ancora posti nei fine settimana.

Da Milano a Cracovia

Da Milano Malpensa a Cracovia si vola con tariffe da meno di 34 euro… ed è una di quelle città che in autunno funzionano particolarmente bene. Le temperature scendono, certo, ma il centro storico diventa ancora più scenografico. Potete passeggiare tra Rynek Główny, il Castello del Wawel e le stradine di Kazimierz mentre gli alberi cambiano colore e i caffè iniziano a diventare un rifugio parecchio invitante tra una tappa e l’altra.

Cracovia nel periodo natalizio
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La magia di Cracovia a Natale

E nelle date di dicembre? La piazza principale si riempie di luci, casette di legno, decorazioni, dolci speziati e bicchieri fumanti. Cracovia, in pratica, passa dal foliage alla modalità Natale senza perdere il suo mood da city break semplice e super fotogenico.

Da Roma a Praga

Un’alternativa? L’atmosfera unica di Praga che sia in autunno sia nelle prime settimane d’inverno sa incantare. Da Roma si parte con meno di 37 euro, un vero affare. La Moldava, i tetti del centro, le colline che circondano la città: quando iniziano a comparire i colori ramati, il risultato è quasi cinematografico.

Attraversate Ponte Carlo la mattina presto, salite verso il Castello oppure perdetevi senza troppo programma tra Malá Strana e Staré Město. Da fine novembre, poi, si entra nel pieno della stagione natalizia. Le piazze del centro si accendono, arrivano i mercatini e l’odore di cannella sembra essere ovunque. Un weekend richiede scarpe comode, cappotto pesante e parecchio spazio nel rullino.

Praga a Natale vista dall'alto
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L’atmosfera natalizia dei mercatini di Praga

Da Palermo a Varsavia

Per chi parte dal Sud, c’è anche la rotta Palermo-Varsavia, con prezzi da meno di 40 euro. La capitale polacca è una scelta interessante soprattutto se cercate qualcosa di un po’ diverso dalle classiche mete da weekend natalizio. A ottobre e novembre i parchi cittadini, a partire dal Łazienki, si riempiono di tonalità gialle e arancioni

Il contrasto con l’architettura contemporanea della città fa il resto. Avvicinandosi a dicembre, Varsavia tira fuori invece il lato più festoso: luminarie, piazze decorate e atmosfera natalizia nel centro storico ricostruito. Fa freddo, sì. Ma è anche parte del gioco.

Varsavia, Polonia - Mercatino di Natale
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L’incanto dei mercatini natalizi a Varsavia

Con una finestra di viaggio che arriva fino ai primi giorni di gennaio, la promo Wizz Air mette quindi sul tavolo due viaggi in uno: prima l’Europa del foliage, subito dopo quella dei mercatini. La parte difficile resta scegliere quale partire a vedere per prima. Insomma, le occasioni sono davvero tante e con sconti fino al 15% con ulteriori ribassi per chi è membro del Club, la promozione Wizz Air rende irresistibile una partenza anche improvvisata.

Il lago di Mezzano continua a sorprendere: riemerge un segreto dell’Età del Bronzo

Il lago di Mezzano ha appena restituito un altro pezzo del suo passato, e non uno qualunque. Sul fondale del piccolo bacino vulcanico della Tuscia è stata individuata una spada dell’Età del Bronzo, perfettamente conservata, insieme a vasi integri e ad altri oggetti in bronzo.

Un ritrovamento che porta ancora più indietro nel tempo la storia di questo angolo del Lazio, dove sotto l’acqua si nascondono le tracce di un antico insediamento palafitticolo. Parliamo del XIII-XII secolo a.C.: diversi secoli prima della data tradizionale della fondazione di Roma.

Il ritrovamento di una terza spada nel lago di Mezzano

La protagonista della nuova campagna di ricerca è una spada a lingua da presa emersa nella zona meridionale del lago, in un settore ancora poco esplorato. È la terza trovata qui dall’inizio delle indagini archeologiche avviate negli anni Settanta. E non era sola. Nella stessa area sono comparsi anche un’ascia, un rasoio in bronzo e alcuni recipienti arrivati fino a noi praticamente intatti.

Negli ultimi anni il fondale del lago sta restituendo una quantità sorprendente di oggetti. Solo nella campagna del 2025 erano emersi più di 25 manufatti in bronzo: asce, punte di lancia, fibule, anelli, uno spillone, un falcetto e persino frammenti di lingotti, le cosiddette “panelle”. La cosa che incuriosisce di più gli archeologi, però, è la posizione dei ritrovamenti.

Diversi reperti metallici sembrano trovarsi a quote simili sul fondale. Non è un dettaglio da addetti ai lavori: capire dove e come sono stati deposti può cambiare completamente l’interpretazione del sito. Erano oggetti persi durante la vita quotidiana del villaggio? Depositi intenzionali? Offerte legate all’acqua? O magari il paesaggio del lago, cambiato nel corso dei secoli, ha spostato e sommerso zone che un tempo erano vicinissime alla riva?

Perché questa scoperta cambia la lettura del sito

La tentazione è concentrarsi sull’oggetto più scenografico: una spada di oltre tremila anni fa, in effetti, fa la sua figura. Ma il valore della scoperta è soprattutto nel contesto. Sembra infatti che proprio nel lago di Mezzano in provincia di Viterbo sia conservato uno dei più importanti insediamenti di palafitte di tutta Italia: le ricerche stanno permettendo di ricostruire come vivevano le comunità del lago esaminando le strutture di legno, gli utensili e le ceramiche oltre ai vari ritrovamenti proprio dell’Età del Bronzo.

Tra XIII e XII secolo a.C. il bronzo era una materia preziosa, frutto di reti di approvvigionamento e competenze tecniche complesse. A Mezzano, la presenza di armi finite insieme a frammenti di lingotti racconta un mondo già molto più connesso di quanto si potrebbe immaginare.

Ma a incuriosire è anche il rapporto con l’acqua. In diversi siti europei dell’Età del Bronzo, laghi, fiumi e paludi hanno restituito armi e oggetti metallici. In alcuni casi si ipotizzano deposizioni rituali, in altri le interpretazioni restano aperte. A Mezzano, la presenza di tre spade e di vasi ancora integri rende il quadro ancora più intrigante. E mentre gli archeologi lavorano sott’acqua, spesso con visibilità minima e condizioni non semplici, il lago continua a cambiare faccia. Da luogo appartato della Tuscia a specie di archivio sommerso della protostoria italiana.

I 10 Paesi leader del turismo nel 2026: c’è anche l’Italia, ma la vetta sorprende

Dalla scelta tramite TikTok al prezzo del volo, fino alla sicurezza e ai trasporti: il World Economic Forum ha provato a mettere insieme tutti i pezzi per poter creare la classifica dei 10 Paesi leader del turismo nel 2026 con il suo Travel & Tourism Development Index indicando quali sono i luoghi che oggi offrono le migliori condizioni di solidità per far crescere il settore turistico.

Il report prende in esame 110 economie e analizza 102 indicatori organizzati in 17 aree. Dentro ci finiscono la qualità delle infrastrutture, i collegamenti aerei, i trasporti terrestri, la sicurezza, la digitalizzazione, il costo di un viaggio, l’apertura verso i visitatori stranieri e la capacità di gestire il turismo senza mandare in tilt territori e comunità locali. Il quadro globale, comunque, è positivo. Tra il 2024 e il 2026 il 92% dei Paesi analizzati ha migliorato il proprio punteggio. E l’Europa resta super presente ai piani alti: sei dei primi dieci posti sono occupati da Paesi europei.

Weekend a prezzi mini, promozione Ryanair tra sole e anticipazioni natalizie

Voglia di partire ma poco budget a disposizione? Non serve spendere un capitale, basta sfruttare le nuove offerte come quella di Ryanair, che propone tantissimi voli scontati del 15% se si prenota entro il 30 settembre con date disponibili anche per i primi weekend dei mercatini di Natale.

Si potrà viaggiare dal 1° ottobre al 17 dicembre 2026, godendosi splendide capitali europee addobbate a festa… oppure valutando destinazioni marittime dove il sole ancora è ben presente.

Da Roma a Salonicco

Se l’idea di entrare subito in modalità inverno non vi entusiasma, Salonicco è probabilmente la deviazione più interessante. In autunno la città si gira molto meglio rispetto ai mesi più caldi e potete costruire tranquillamente un weekend senza programmi rigidi. Si parte da Roma con meno di 22 euro… un affare!

Partite dal lungomare e dalla Torre Bianca, poi infilatevi nelle strade del centro tra Ano Poli, mercati, caffè e taverne. Qui il viaggio può tranquillamente ruotare intorno al cibo: bougatsa al mattino, mezedopoleia per godersi la pausa pranzo e ovviamente imperdibili le Bougatsa. Non c’è bisogno di correre da un monumento all’altro. Ottobre, soprattutto, è il momento giusto se cercate una city break ancora relativamente mite ma senza atmosfera da piena estate.

Torre Bianca di Salonicco
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Il panorama suggestivo di Salonicco

Da Palermo a Norimberga

Per Norimberga il calendario della promozione Ryanair incrocia quasi perfettamente quello del Christkindlesmarkt. Il mercatino di Natale 2026 apre ufficialmente il 27 novembre alle 17:30 e resta attivo fino al 24 dicembre. Chi sfrutta la promo può quindi organizzare il viaggio tra fine novembre e il 17 dicembre.

In città l’atmosfera è quella natalizia classica: casette di legno, decorazioni, artigianato, Lebkuchen, Glühwein e i piccoli Rostbratwürste di Norimberga. Il mercato principale è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21. E chi viaggia con i bambini? L’opzione migliore è la Kinderweihnacht che attende con giostre e attività o laboratori per i più piccoli e nei dintorni si trova anche la Sternhaus! Si vola da Palermo con circa 32 euro a tratta.

Mercatino di Natale Nuremberg
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Norimberga nel periodo natalizio è magica

Da Milano a Edimburgo

Con Edimburgo potete giocare su due mood diversi. Partendo tra ottobre e i primi giorni di novembre trovate una città decisamente autunnale: giornate corte, parchi pieni di foglie, pub che diventano improvvisamente molto più invitanti. Dal 14 novembre 2026, invece, cambia tutto. Parte Edinburgh’s Christmas, in programma fino al 3 gennaio 2027. Con la promozione Ryanair avete quindi circa un mese, dal 14 novembre al 17 dicembre, per intercettarlo.

Il centro delle celebrazioni torna tra Princes Street Gardens e George Street, con mercatini, attrazioni e iniziative in pieno centro. Ovviamente Edimburgo merita sempre una visita andando oltre le bancarelle; basterà perdersi nella Old Town, entrare nei pub e ovviamente seguire un tour a tema Harry Potter perché è proprio qui che tante ispirazioni sono nate.

Panorama su Edimburgo
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Il centro storico di Edimburgo è da scoprire

Insomma, con biglietti sotto i 35 euro si può volare in autunno tra tante mete da sogno senza rinunciare a un viaggetto grazie alla nuova promozione Ryanair. Non resta che dare un’occhiata alle offerte attive nel proprio aeroporto di riferimento e godersi una pausa prima di quella attesa delle festività natalizie.

Weekend in Europa a prezzi stracciati, Vueling festeggia un premio con una promozione top

Un premio da festeggiare, possibilmente partendo. Vueling è stata nominata Best Low-Cost Airline in Europe ai World Airline Awards 2026 di Skytrax e per celebrare il riconoscimento lancia una nuova promozione con voli a partire da 22 euro.  Ma bisogna muoversi in fretta: i biglietti in offerta si acquistano soltanto fino al 27 settembre. La promozione riguarda partenze comprese tra il 1° novembre 2026 e il 28 febbraio 2027, proprio quei mesi in cui le città europee cambiano faccia: mercatini di Natale, luminarie, musei da riscoprire senza la folla dell’alta stagione e, passato Capodanno, weekend invernali spesso più tranquilli.

Nei World Airline Awards 2026 di Skytrax, Vueling si è classificata terza tra le low cost a livello mondiale e ha conquistato il primo posto nella categoria dedicata all’Europa. Ecco 3 mete da prenotare subito.

Da Milano a Barcellona

Una fuga super low cost? Da Milano a Barcellona con solo 15 euro. Tra novembre e febbraio si può attraversare il Barrio Gótico senza la stessa pressione turistica di agosto, visitare la Sagrada Família, salire verso il Park Güell oppure dedicare più tempo ai quartieri, da Gràcia al Born. Dicembre aggiunge un altro motivo per partire. Davanti alla Cattedrale torna la Fira de Santa Llúcia, il più tradizionale dei mercatini natalizi cittadini. È qui che si incontrano alcune delle tradizioni catalane più curiose, dai tions ai celebri caganers. Ci sono poi la fiera natalizia di Barcellona vicino alla Sagrada Família, quella del Moll de la Fusta e la Fira de Reis sulla Gran Via. Ovviamente il fascino autunnale non manca, con alcune sfumature più calde che invadono i parchi cittadini e gli angoli verdi.

Barcellona in autunno, vista panoramica
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Il fascino di Barcellona in autunno

Da Firenze a Bruxelles

Bruxelles in inverno non cerca di nascondere il freddo… anzi, lo sfrutta piuttosto bene. Da Firenze si trovano voli diretti Vueling per Bruxelles a partire da 32 euro; sul sito della compagnia, per esempio, la tariffa compare anche per partenze nel mese di novembre e dicembre.

Per chi può scegliere il periodo, il finale di novembre e dicembre sono probabilmente i mesi più scenografici. Proprio dal 27 del mese partiranno, fino al 3 gennaio 2027, i Winter Wonders 2026, uno degli appuntamenti più apprezzati della stagione con un’atmosfera natalizia imbattibile. Ci saranno oltre 200 chalet, la ruota panoramica, attrazioni, pista di pattinaggio e lo spettacolo di luci e suoni nella Grand-Place. Vale la pena partire proprio da qui, magari nel tardo pomeriggio, quando si accendono le luci. Poi una deviazione verso le Galeries Royales Saint-Hubert, una birra belga in centro e la classica tappa davanti al Manneken Pis, che dal vivo è decisamente più piccolo di quanto molti immaginino.

Mercatini di Natale a Bruxelles
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Bruxelles magica nel periodo natalizio

Da Roma a Maiorca

Da Roma a Malaga le tariffe indicate per la promozione partono da 50 euro. La città andalusa permette di cambiare completamente scenario senza dover aspettare la primavera: niente promessa di vacanza al mare in pieno inverno, ovviamente, ma giornate spesso adatte a stare all’aperto, passeggiare sul lungomare e fermarsi ai tavolini senza affrontare il gelo del Nord Europa.

E a dicembre Malaga non rinuncia affatto all’atmosfera natalizia… anzi. Si parte da Calle Marqués de Larios, la via pedonale più famosa della città. Per il 2026 si prevede l’inaugurazione dell’illuminazione natalizia il 27 novembre, con spettacoli di luci e suoni programmati fino al 4 gennaio 2027 tra Calle Larios e Plaza de la Constitución. Durante il giorno, invece, si può salire verso l’Alcazaba e il castello di Gibralfaro, da dove la vista arriva fino al porto. Poi si scende di nuovo nel centro storico, magari passando dal Teatro Romano e dal Museo Picasso.

La magia di Malaga a Natale
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Le luci natalizie scenografiche di Malaga

Inizia l’autunno e torna la stagione del foliage: 5 esperienze da vivere tra boschi e colori

L’autunno è arrivato. Quello astronomico, per la precisione, è iniziato mercoledì 23 settembre 2026 alle 2.05, con l’equinozio che ha chiuso ufficialmente l’estate nell’emisfero boreale. Fuori dalle definizioni astronomiche, però, la nuova stagione si riconosce in modo molto più semplice. Basta guardare cosa succede intorno. Le giornate perdono qualche minuto di luce, le mattine diventano più fresche. Nei boschi compaiono i primi gialli e sulle montagne le trasformazioni iniziano prima, mentre a quote più basse bisognerà aspettare ancora un po’. Poi arriveranno i rossi, il rame, le sfumature quasi viola di certe vigne, le foglie che si accumulano sui sentieri.

È l’inizio della stagione del foliage, che non si esaurisce nella classica passeggiata nel bosco con macchina fotografica al collo. Nel 2026 si può aspettare il cambio di colore seduti accanto al finestrino di un treno, seguire una guida dentro una faggeta, pedalare tra vigne ormai vendemmiate. Oppure andare a caccia del riflesso perfetto sulle acque di un lago e scoprire giardini botanici dove l’autunno convive ancora, per qualche settimana, con le ultime fioriture.

Ecco 5 modi diversi per godersi l’autunno e la stagione del foliage con esperienze imperdibili.

Guardare il foliage dal finestrino di un treno

Tra gli appuntamenti ormai classici c’è il Treno del Foliage sulla ferrovia Vigezzina-Centovalli, che nel 2026 torna dal 10 ottobre al 15 novembre lungo i 52 chilometri fra Domodossola e Locarno. Il percorso attraversa la Valle Vigezzo e le Centovalli svizzere, infilando boschi, piccoli centri, ponti e vallate che nel pieno dell’autunno cambiano completamente tono. Il biglietto speciale comprende andata e ritorno e permette anche una fermata intermedia.

Panoramico in valle Vigezzo
Ufficio Stampa
Il paesaggio autunnale visto dal Treno del Foliage

Domodossola è anche il punto di partenza di un altro viaggio adatto alla stagione, il Trenino Verde delle Alpi, diretto verso Berna lungo la linea del Lötschberg. Qui il viaggio può essere spezzato: si scende e si riparte, magari per raggiungere Thun, Kandersteg o Frutigen. La carta giornaliera 2026 costa 77 euro per gli adulti e 25 euro per i ragazzi e comprende anche la navigazione sul Lago di Thun.

Poi c’è la Toscana, con tutt’altra atmosfera e uno dei treni del foliage più interessanti di quest’autunno. Il Treno Natura rimette sui binari locomotive a vapore e vecchie carrozze, accompagnando l’autunno nelle Crete Senesi e in Val d’Orcia. Il calendario parte il 10 ottobre con il viaggio da Siena verso Abbadia San Salvatore per la Festa d’Autunno, seguito l’11 ottobre dalla corsa verso Vivo d’Orcia dedicata ai sapori e ai profumi dei boschi dell’Amiata.

Partecipare a una gita nei parchi naturali

Il cambio ora autunnale è alle porte e mentre c’è chi ama godersi un’ora di riposo in più c’è anche chi vuole sfruttare le ore di luce disponibili per una gita fuori porta. Foglie secche sotto gli scarponi, acqua nei torrenti, qualche ramo che cade. E spesso il foliage è soltanto una parte di quello che succede nei parchi in queste settimane. Le Foreste Casentinesi, tra Toscana ed Emilia-Romagna, hanno costruito intorno alla stagione un vero calendario. Autunno Slow 2026 prosegue da settembre a novembre con escursioni, appuntamenti naturalistici, attività legate al bramito del cervo, fotografia, prodotti dell’Appennino e iniziative dedicate alle famiglie. Imperdibile anche il Festival del Fall Foliage che coinvolge territori come San Godenzo e Bagno di Romagna oltre a Santa Sofia e Badia Prataglia dove, proprio in quest’ultima, dal 24 al 25 ottobre è attesa la tradizionale Festa della Castagna.

Passeggiata nelle Foreste Casentinesi in autunno
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Il foliage nelle Foreste Casentinesi in Toscana

Poco più a nord, anche il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano segue il cambio di stagione. Nel programma 2026 compare l’escursione “Foliage in Riserva” dell’11 ottobre a Corniglio, seguita il 17 ottobre da un’uscita nella faggeta dedicata proprio alla “fioritura autunnale” della foresta. Il 24 ottobre si torna invece nell’area del Rifugio Lagdei per una camminata serale.

Un’altra opportunità? Quella dei Boschi di Carrega, in provincia di Parma: con una tavolozza di colori unica e frizzante, nelle giornate più limpide regalano scorci particolarmente suggestivi. Tra foglie e silenzio, regalano una piacevole sensazione di relax.

Salendo in Trentino, a Ville di Fiemme, il bosco diventa anche uno spazio per rallentare. Il Percorso dei Pini è una passeggiata facile di circa 4 chilometri che alterna boschi di larici, betulle e conifere a prati e pascoli affacciati sulla Val di Fiemme. Da quest’autunno, lungo il tracciato ci saranno quattro nuove stazioni dedicate alla respirazione consapevole e al rilassamento, con un QR code che dà accesso a una voce guida per ripetere gli esercizi in autonomia. L’inaugurazione è in programma domenica 11 ottobre nel pomeriggio.

Boschi di Carrega vista panoramica
Davide Bianchi
Il foliage nei Boschi di Carrega

Il bosco d’autunno cambia ancora scendendo verso l’Abruzzo. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise il calendario di ottobre comprende trekking tra i colori autunnali, escursioni con gli asini, uscite dedicate ai cervi e, dal 23 al 25 ottobre, anche un workshop fotografico sulla stagione. Ci sono appuntamenti nelle zone di Pescasseroli, Civitella Alfedena, Villetta Barrea e Lecce nei Marsi.

Pedalare tra i vigneti in autunno

In Monferrato, tra fine settembre e novembre, il paesaggio vitato diventa uno dei modi più semplici per vedere l’autunno senza entrare davvero in un bosco. Le colline possono essere attraversate a piedi, in auto oppure in bicicletta, passando da un paese all’altro. Alexala propone per il 2026 anche un’esperienza fotografica nel Monferrato UNESCO, disponibile dal 30 settembre al 30 novembre, con tappe tra borghi, colline e Sacro Monte di Crea.

Panorama del Monferrato in autunno
Carlo Stoppato
Godersi il foliage del Monferrato

Per chi sceglie la bici, una delle zone da tenere d’occhio è quella intorno a Vignale Monferrato, dove le strade si muovono tra filari, piccoli borghi e gli infernot, le cantine sotterranee scavate nella pietra che caratterizzano questo territorio. In autunno i vigneti smettono di essere uno sfondo verde uniforme: ogni appezzamento sembra prendere una direzione diversa, dal giallo al mattone, dal rosso al bruno.

Un ottimo itinerario in bici è anche quello che riguarda le Langhe e il Roero, si trovano splendidi percorsi da affrontare su due ruote (anche in e-bike) per sfiorare vigne variopinte, borghi e castelli.

Qualcosa di simile succede sui Colli Piacentini. A Vernasca, la Cantina Visconti ha in calendario nel 2026 il “Sabato nel Foliage”: ogni sabato di ottobre, il 3, 10, 17, 24 e 31, si scende nei vigneti nel pomeriggio, tra i colori della Valle dello Stirone e i profumi dei mosti che stanno lavorando in cantina.

Imperdibile anche un bell’itinerario tra le colline del Prosecco: degustazioni, borghi e castelli possono essere esplorati anche con il noleggio di e-bike per non fare troppa fatica e godersi lo splendido panorama.

Cercare i colori riflessi nei laghi

Il foliage sul lago raddoppia. Alberi sopra, alberi sotto. Almeno quando il vento concede qualche minuto di tregua. È uno dei motivi per cui i laghi di montagna diventano particolarmente scenografici tra ottobre e novembre. In Abruzzo c’è il Lago di Barrea, circondato dai rilievi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: da Villetta Barrea e dai sentieri vicini si passa in poco spazio dall’acqua al bosco, con le montagne che fanno da quinta. Proprio quest’area ricorre in numerose escursioni autunnali organizzate nel Parco durante ottobre.

Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - L'autunno con fogliame
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La magia del foliage nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Sulle Alpi il gioco dei riflessi cambia ancora. Viaggiando sulla direttrice del Trenino Verde delle Alpi si possono combinare ferrovia e acqua: il biglietto giornaliero comprende la navigazione sul Lago di Thun, mentre lungo l’itinerario si aprono deviazioni verso scenari alpini come Kandersteg e il lago di Oeschinen.

Entrare nei giardini dove il foliage incontra le fioriture

Non tutti i colori dell’autunno vengono dalle foglie. Nei grandi giardini botanici settembre e ottobre sono settimane strane, sospese: alcune fioriture resistono, mentre alberi e arbusti hanno già cominciato a cambiare veste. Al Parco Giardino Sigurtà, a Valeggio sul Mincio, il Festival d’Autunno 2026 comincia proprio il 23 settembre e prosegue fino al 15 novembre, ultimo giorno di apertura della stagione. A fare la parte principale sono gli oltre 500 aceri giapponesi, insieme a ginkgo biloba, liquidambar, metasequoie, querce, carpini e liriodendri. Il risultato cambia settimana dopo settimana.

Nel calendario entrano anche appuntamenti che sfruttano il giardino in modo meno tradizionale: giornate dedicate agli artisti il 26 settembre e il 17 ottobre, eventi per bambini, Halloween e, il 18 ottobre, un’iniziativa che comprende anche una mongolfiera con volo vincolato per una parte dei partecipanti.

Sul Lago Maggiore, i Giardini Botanici di Villa Taranto giocano invece su due stagioni contemporaneamente. Da ottobre comincia ufficialmente il periodo del fall foliage, con aceri, castagni e grandi querce che cambiano colore. Ma nello stesso momento non è ancora finita la stagione dei fiori: la fioritura delle dalie prosegue fino alla fine di ottobre e il giardino ne ospita oltre 1.300 piante, appartenenti a circa 170 cultivar.

Due mete italiane sono tra le mete top del 2027, svelati i Best in Travel di Lonely Planet

Svelate ufficialmente le migliori mete per il prossimo anno: Lonely Planet Best in Travel 2027 ha svelato 50 destinazioni imperdibili e tra queste c’è l’Italia, ben 2 volte con autentiche meraviglie che molti non prendono subito in considerazione per una vacanza… ma che vale la pena visitare.

Le mete italiane consigliate

L’Italia non domina numericamente la selezione, ma centra due caselle molto diverse tra loro. Da una parte un’intera regione, il Veneto, che Lonely Planet invita a leggere come qualcosa di molto più ampio di Venezia. Dall’altra un arcipelago già celebre, le Eolie, dove però cambia il modo di viaggiare: niente semplice soggiorno su un’isola, ma una settimana scandita dal vento, dagli approdi e dal mare.

È anche qui che si capisce il filo dell’edizione 2027. Non serve necessariamente scoprire un luogo sconosciuto. A volte basta guardare in maniera diversa quello che pensavamo di conoscere già. C’è il Veneto, scelto tra le 25 destinazioni dell’anno e raccontato come una regione da esplorare ben oltre la Serenissima. E ci sono le Isole Eolie, protagoniste di una delle 25 esperienze consigliate: scoprirle dal mare, spostandosi in barca a vela.

Città e spiaggia di Caorle in Italia durante l'estate
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Il Veneto trionfa tra i Best in Travel 2027 – In foto: Caorle (VE)

Il Veneto

La prima presenza italiana è il Veneto, inserito da Lonely Planet tra le destinazioni da tenere d’occhio nel 2027. La motivazione parte quasi da un paradosso: è una delle regioni italiane più conosciute al mondo, eppure per molti viaggiatori coincide ancora quasi interamente con Venezia.

La proposta è fare esattamente il contrario. Arrivare sì nella città lagunare, magari, ma poi proseguire. Restare. Lasciarsi alle spalle i circuiti più congestionati e scoprire una regione che cambia volto nel giro di pochi chilometri. A nord ci sono le Dolomiti, poi le colline del Prosecco, il Lago di Garda, la Valpolicella. E ancora Padova, Verona, Treviso, Vicenza, il Polesine, i Colli Berici e il Delta del Po. Non un semplice contorno alla destinazione principale, dunque, ma un viaggio che potrebbe reggersi da solo. Lonely Planet presenta infatti il Veneto come una sorta di Italia in miniatura, capace di mettere insieme paesaggi alpini, città d’arte, vino, cucina e campagne.

Tra le esperienze suggerite ci sono un concerto al Teatro Olimpico di Vicenza, una deviazione lungo la sponda veneta del Garda, tra Peschiera e Malcesine, e naturalmente l’assaggio del tiramisù a Treviso, città legata alla storia del dolce.

Treviso vista sul centro
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Treviso è tra le mete del Veneto consigliate nel 2027

Le isole Eolie

La seconda presenza tricolore porta molto più a sud. Nelle Isole Eolie, in Sicilia, Lonely Planet non individua una semplice destinazione ma un’esperienza: girare l’arcipelago in barca a vela. Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Panarea, Alicudi e Filicudi viste quindi dal mare, con una prospettiva completamente diversa da quella del classico island hopping fatto di traghetti, hotel e valigie da trascinare da un porto all’altro.

È un viaggio fatto soprattutto di pause. Si getta l’ancora, si raggiunge una caletta, si entra in acqua. Il programma può cambiare con il vento o per una sosta decisa all’ultimo momento. E proprio l’imprevisto diventa parte dell’esperienza. Le Eolie si prestano bene a una geografia di questo tipo con un tour in barca a vela: sette isole vicine ma molto diverse, nate dal vulcanismo e disseminate nel Tirreno davanti alla costa nord-orientale della Sicilia. L’arcipelago è patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2000.

Vista panoramica sulle Eolie
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Il fascino delle isole Eolie secondo Lonely Planet

Le altre destinazioni Best in Travel 2027

La selezione di Lonely Planet si allarga dal Mediterraneo all’Asia, dalle Americhe all’Oceania. Accanto alle grandi distanze compaiono luoghi meno ovvi, territori spesso messi in ombra da vicini più famosi e itinerari costruiti attorno a esperienze precise.

C’è un Giappone di metropolitane, grattacieli e treni ad alta velocità. E poi c’è Okinawa. La prefettura più meridionale del Paese entra nella selezione con il suo carattere subtropicale, le spiagge, i fondali e soprattutto una cultura che conserva ancora tracce profonde dell’antico Regno delle Ryūkyū. Da Tokyo servono circa tre ore di volo e qui lo Shinkansen non arriva. Forse è anche questo il punto. Il ritmo rallenta, compaiono barriere coralline, mante e tartarughe marine. A tavola si passa dal gōya champuru, con melone amaro e tofu, all’umi budo, la cosiddetta uva di mare. Poi ci sono lo Shuri-jō e le rovine fortificate di Nakagusuku. Giappone, sì. Ma con un altro accento.

Il Québec gioca invece sull’ambiguità geografica. È Nord America, naturalmente, ma tra le strade acciottolate di Québec City, i vigneti delle Eastern Townships e la lingua francese la sensazione può cambiare in fretta. Montréal aggiunge una scena gastronomica vivace e un calendario fitto di festival; lungo il San Lorenzo il paesaggio prende il sopravvento, fino alle zone dove si osservano le balene. E poi ci sono sidro di ghiaccio, formaggi, vini naturali. Un viaggio che passa continuamente dalla città agli spazi aperti.

Sulla Wild Atlantic Way, nell’Irlanda occidentale, il Connemara custodisce uno dei paesaggi più potenti della selezione: il Killary Fjord. La strada corre tra montagne, acqua, prati battuti dal vento e piccoli centri. Qui il viaggio non ha bisogno di molto altro. Si cammina, si cercano spiagge come Silver Strand e Glassilaun, si mangiano cozze allevate nelle acque del fiordo. In primavera il Connemara Mountain Walking Festival porta sui sentieri guide ed escursionisti.

Non è il primo paesaggio che viene in mente pensando al Messico. Proprio per questo la Valle de Guadalupe, nella Baja California, è nella top 50. È la principale regione vinicola del Paese, con oltre 150 cantine disseminate tra vigneti e colline. Negli ultimi anni attorno al vino è cresciuta anche una scena gastronomica fondata sui prodotti locali, accompagnata da piccoli hotel e architetture contemporanee. Si viene per degustare, certo. Ma anche per fermarsi qualche giorno, mangiare nei ristoranti farm-to-table, visitare il Museo de la Vid y el Vino e spingersi verso la costa. A Popotla, villaggio di pescatori, l’esperienza cambia ancora: meno design, più pesce e tavoli semplici.

Alcune delle scelte 2027 spostano definitivamente l’attenzione dal “dove” al “come”. Taiwan diventa un itinerario gastronomico tra mercati notturni, tè d’alta montagna, cucina indigena, influenze cinesi e giapponesi. La Penisola Antartica viene raccontata attraverso un tuffo nelle acque vicine allo zero, tra iceberg, pinguini e balene.

Nel Regno Unito c’è invece il St Cuthbert’s Way, cammino che attraversa il confine tra Scozia e Inghilterra e termina sulla Holy Island di Lindisfarne. L’ultima parte si percorre seguendo le maree: quando l’acqua si ritira, compare il passaggio verso l’isola.

Tutte le mete Best in Travel 2027:

  • Okinawa (Giappone);
  • Penisola Antartica (Antartide);
  • New Mexico (Stati Uniti);
  • Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti);
  • Šibenik (Croazia);
  • Minnesota (Stati Uniti);
  • Danang (Vietnam);
  • St Cuthbert’s Way (Regno Unito);
  • The Tweed (Australia);
  • Valle de Guadalupe (Messico);
  • Fulidhoo (Maldive);
  • Miami Beach (Stati Uniti);
  • Granada (Nicaragua);
  • Route Napoléon (Francia);
  • Dessau (Germania);
  • Gombe National Park (Tanzania);
  • Prince Edward Island (Canada);
  • Darjeeling (India);
  • Maryland (Stati Uniti);
  • Samoa (Samoa);
  • Bariloche e il Distretto dei Laghi (Argentina);
  • Mar Egeo (Grecia);
  • Veneto (Italia);
  • Monteverde (Costa Rica);
  • Chengdu (Cina);
  • Narragansett Bay (Stati Uniti);
  • Dunedin e il Waitaki (Nuova Zelanda);
  • Astana (Kazakistan);
  • León (Spagna);
  • Polinesia Francese (Francia);
  • Bocas del Toro (Panamá);
  • São Tomé e Príncipe (São Tomé e Príncipe);
  • Rabat (Marocco);
  • Alaska (Stati Uniti);
  • Gujarat (India);
  • Connemara (Irlanda);
  • Skanör-Falsterbo (Svezia);
  • Tōhoku (Giappone);
  • Québec (Canada);
  • Buenos Aires (Argentina);
  • Montserrat (Regno Unito);
  • Red Centre (Australia);
  • Sequoie della California (Stati Uniti);
  • Galápagos (Ecuador);
  • Oman (Oman);
  • Taiwan (Taiwan);
  • Parco Nazionale di Tsavo (Kenya);
  • Isole Eolie (Italia);
  • Nuova Caledonia (Francia);
  • Sarawak (Malesia).

Itinerario enogastronomico lungo la Strada del Prosecco: 3 giorni di viaggio goloso tra le colline venete

Gli on the road a tema enogastronomico sono sempre più richiesti e da nord a sud in Italia ci sono delle autentiche meraviglie da esplorare, ne è un esempio la Strada del Prosecco che nel territorio attorno a Treviso esalta la bollicina più apprezzata agli aperitivi… e non solo. Tra Conegliano e Valdobbiadene le colline incantano con degustazioni, ovviamente, castelli, borghi e sentieri da esplorare a piedi.

Il vino? Solo un punto di partenza: i filari salgono e scendono seguendo pendenze dolci, i campanili spuntano dominanti sulle vigne e si può restare stupiti nel vedere ancora mulini in attività. Lo sguardo si perde tra questi scorci che rappresentano le Colline del Prosecco riconosciute come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Con un weekend di 3 o 4 giorni si scopre senza fretta alternando passeggiate, cantine, borghi e qualche sosta a tavola.

L’itinerario consigliato per 3 giorni

Provando a strutturare un itinerario di 3 giorni lungo la Strada del Prosecco da est verso ovest ecco come organizzare un weekend alla scoperta delle Colline:

  • Giorno 1. Da Conegliano. Follina. (Conegliano, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Molinetto della Croda, Follina (circa 25 km percorsi);
  • Giorno 2. Follina, Cison di Valmarino, Rolle, Miane, Combai, Valdobbiadene (circa 35 km percorsi);
  • Giorno 3. Da Valdobbiadene si parte per San Pietro di Barbozza e Santo Stefano (circa 20 km percorsi), consigliamo di aggiungere Asolo all’itinerario ad anello  (circa 20 km in più)

I borghi delle colline del Prosecco

Per un itinerario tra i borghi delle colline del Prosecco partite da Conegliano; oltre a essere una delle “capitali storiche del prosecco” ha un centro che ruota attorno alla Contrada Granda fiancheggiata da portici e palazzi.

Da Conegliano bastano pochi chilometri per cambiare completamente scenario. San Pietro di Feletto è una di quelle soste che rischiano di allungarsi più del previsto. La sua antica pieve conserva un notevole ciclo di affreschi e occupa una posizione panoramica, circondata da vigne e boschi. Nei dintorni si può raggiungere anche il Molinetto della Croda, a Refrontolo: un vecchio mulino costruito contro la roccia, accanto a un salto d’acqua. Piccolo, fotogenico, quasi nascosto.

Molinetto della Croda in azione
Angelica Losi SiViaggia
Lo scenografico Molinetto della Croda

Più a nord, Follina cambia ancora il registro. Il paese è legato da secoli alla lavorazione della lana e conserva uno dei monumenti religiosi più interessanti della zona, l’Abbazia di Santa Maria con un chiostro suggestivamente silenzioso che trasmette pace. Nei dintorni partono inoltre passeggiate che seguono il corso dei torrenti e attraversano un paesaggio sempre più vicino alle Prealpi.

Abbazia di Santa Maria a Follina
Angelica Losi SiViaggia
Lo splendido chiostro dell’Abbazia

Pochi minuti d’auto separano Follina da Cison di Valmarino. Qui vale la pena lasciare la macchina e continuare a piedi. Piazza Roma, le vecchie case, le stradine e i palazzi raccontano il lungo legame del paese con la famiglia Brandolini. La Via dell’Acqua segue il torrente Rujo tra ponticelli, piccole cascate e antichi manufatti: una parentesi verde perfetta tra una cantina e l’altra.

Una deviazione porta a Rolle, minuscola frazione immersa nei vigneti. Non serve un lungo elenco di monumenti. Il motivo per arrivare fin qui è il paesaggio stesso: poche case, una chiesa, le colline che si rincorrono tutt’intorno.

Sul versante occidentale, naturalmente, c’è Valdobbiadene. Il centro conserva un’impronta elegante, con il Duomo di Santa Maria Assunta, il campanile e alcuni edifici storici attorno a piazza Marconi. Ma basta allontanarsi di poco per entrare nel paesaggio del Cartizze.

Santo Stefano e San Pietro di Barbozza sono tappe quasi obbligate. Tra strade strette, ripidi vigneti e piccoli nuclei rurali si entra nel cuore di una viticoltura che qui deve fare i conti con pendenze importanti e lavorazioni spesso manuali. È anche la zona giusta per concedersi una passeggiata nell’Anello del Cartizze, meglio ancora prima di una degustazione.

Asolo non si trova perfettamente sulla Strada del Prosecco ma è uno dei borghi più scenografici della zona. Conosciuto con il soprannome di “città dei cento orizzonti” è da scoprire partendo proprio dalla Rocca, dal museo civico e ovviamente suggeriamo di ripercorrere le tappe che ricordano il talento di Eleonora Duse e Freya Stark.

Vista su Asolo
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Asolo è un incanto

I castelli da visitare

Prima delle bollicine c’erano mura, torri, feudi e famiglie nobiliari. Il territorio conserva parecchie tracce di quel passato, anche se non tutte le fortezze sono arrivate intatte fino a noi. A Conegliano il castello domina ancora il centro dall’alto. Dell’antica struttura restano soprattutto la Torre della Guardia, oggi sede del Museo Civico, alcuni tratti delle fortificazioni e altri elementi del complesso originario.

Chi cerca qualcosa di più scenografico si dovrebbe fermare a Susegana dove il castello di San Salvatore racconta la storia della famiglia Collalto che oggi si occupa di degustazioni, produzione e vendita con un approccio green e rispettoso del territorio.

Vista sul Castello di San Salvatore di Susegana
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Lo scenografico castello di San Salvatore

A Vidor la fortezza medievale non esiste più nella sua forma originaria: venne distrutta nel XVI secolo. La memoria del castello, però, è rimasta nella storia locale e nelle rievocazioni del paese. La sagoma più inconfondibile resta però Castelbrando, sopra Cison di Valmarino. Fortezza, residenza nobiliare, dimora signorile: nei secoli il complesso ha cambiato volto più volte. Oggi ospita una struttura ricettiva, ma alcuni spazi sono accessibili ai visitatori.

 

La Strada del Prosecco

Non pensate alla Strada del Prosecco come a un percorso panoramico da percorrere dall’inizio alla fine; nata nel 1966 è stata la prima a essere riconosciuta in Italia. Percorrendola si toccano i borghi che abbiamo segnalato ma non è obbligatorio fermarsi ovunque, è un viaggio on the road totalmente personalizzabile. Le possibilità di deviazione sono continue. Ci sono i Laghi di Revine per chi vuole inserire una passeggiata nella natura, le vie d’acqua di Cison, gli itinerari attorno a Follina, il Molinetto della Croda e i sentieri che salgono verso le Prealpi.

I sapori da non perdere

Il protagonista è inevitabilmente il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, prodotto principalmente con uva Glera. Da una collina all’altra cambiano esposizione, altitudine e caratteristiche del terreno. Cambiano anche le interpretazioni dei produttori. Degustare il vino direttamente in cantina permette di incontrare versioni Brut, Extra Brut, Extra Dry e Dry e di capire quanto possano essere diverse tra loro.

Il territorio, però, non vive di sole bollicine. A Refrontolo si incontra il Refrontolo Passito, vino rosso da meditazione ottenuto da uve Marzemino. Un cambio di passo deciso dopo una giornata dedicata agli spumanti.

A tavola la cucina resta quella concreta della Trevigiana. Salumi e formaggi sono il modo più semplice per iniziare, magari durante una degustazione. Poi arrivano polenta e carni, risotti, paste fresche e piatti costruiti intorno ai prodotti stagionali. In autunno, a Combai, il protagonista è il Marrone di Combai IGP. Nei mesi più freddi entrano nei menu anche radicchio, zuppe e preparazioni più sostanziose. Tra le specialità della tradizione veneta non manca la sopressa, spesso servita con pane o polenta, mentre i formaggi raccontano già l’avvicinarsi delle Prealpi e delle malghe del Monte Cesen.

Piatto di tagliatelle nella zona del Prosecco
Angelica Losi SiViaggia
Un primo piatto gustoso di pasta fresca

Capodichino cambia volto: così sarà il nuovo aeroporto di Napoli entro il 2035

L’aeroporto di Capodichino cambia volto; lo scalo di Napoli ha un Masterplan approvato entro il 2035 per cambiare profondamente. Enac ha detto sì nell’estate del 2026 prevedendo un investimento di oltre 250 milioni di euro per interventi che ridisegneranno significativamente il servizio nei prossimi anni. I principali cambiamenti? Un nuovo terminal dedicato ai voli extra-Schengen e intercontinentali, nuove piazzole per gli aerei e un albergo vicino all’area imbarchi per facilitare i pendolari. La novità più attesa riguarda però la metropolitana che arriverà a collegare proprio l’aeroporto con il centro città.

La data sembra lontana ma è relativamente vicina se si pensa al grande cambiamento che si prospetta; secondo le stile il lavoro permetterà di ospitare fino a 17,3 milioni di passeggero all’anno: una crescita importante che dovrà lavorare di pari passo con l’aumento dei voli. La strategia punta anche su aerei più capienti, un maggiore riempimento dei posti disponibili e una distribuzione delle partenze più equilibrata nell’arco della giornata. L’obiettivo è aumentare la capacità dello scalo senza appesantire ulteriormente un aeroporto che resta inserito nel tessuto urbano di Napoli.

Come cambia l’aeroporto Capodichino

La novità che probabilmente noterete di più riguarda i collegamenti internazionali. Capodichino vuole ritagliarsi uno spazio più importante sulle rotte a lungo raggio, con un’area dedicata ai passeggeri diretti fuori dallo spazio Schengen. Il nuovo terminal dovrebbe estendersi per circa 15 mila metri quadrati e diventare operativo dal 2032. Sono previsti cinque nuovi gate, spazi più ampi per i controlli dei passaporti, sia per chi parte sia per chi arriva, e nuove aree commerciali.

L’investimento previsto per questa parte del progetto è di circa 37 milioni di euro. L’idea è semplice: permettere a Napoli di gestire con maggiore facilità voli intercontinentali e aprire la strada a nuove destinazioni, comprese quelle verso Oriente. Prima del 2032, però, inizieranno a cambiare altre parti dell’aeroporto. Nei prossimi anni sono previsti interventi sulla pista, sui piazzali e sulle infrastrutture già esistenti. Una parte dei lavori riguarderà inoltre l’aviazione privata, settore che a Napoli potrebbe acquistare sempre più peso anche in vista dei grandi eventi internazionali ospitati dalla città.

E poi c’è una novità che interesserà soprattutto chi prende voli al mattino presto o arriva a Napoli a tarda sera: l’airport hotel. Dovrebbe nascere nell’edificio oggi utilizzato dagli uffici Gesac, praticamente accanto allo scalo. Parliamo di circa 150 metri dal terminal e appena 50 dalla futura stazione della metropolitana. L’investimento previsto è di 14 milioni di euro e, secondo il cronoprogramma, l’hotel dovrebbe essere pronto entro il 2030.

Novità: la metro arriva in aeroporto

La trasformazione più interessante, però, potrebbe iniziare ancora prima di varcare le porte del terminal. Uno dei nodi storici di Capodichino è infatti l’accessibilità. L’aeroporto è vicinissimo al centro di Napoli, un vantaggio enorme rispetto a tanti altri scali europei, ma quella stessa vicinanza significa convivere ogni giorno con il traffico cittadino. La metro sarà uno dei tasselli più importanti. La nuova stazione prevista a Capodichino dovrebbe aprire nel 2027 e cambierà parecchio l’esperienza di chi arriva a Napoli senza auto. L’obiettivo sarà quindi poter scendere dall’aero e iniziare il viaggio direttamente dalla rete metropolitana

40 Comuni e 10.000 anni di storia: la Valle Camonica punta alla Capitale della Cultura 2029

La Valle Camonica si presenta con una candidatura per poter diventare Capitale Italiana della Cultura; il progetto con il titolo “10.000 anni di futuro” viene lanciato in una data importante: proprio nel 2029 ricorrono i 50 anni dal riconoscimento dell’Arte Rupestre del territorio nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

La Valle Camonica si candida alla Capitale della Cultura 2029

La forza della proposta sta proprio nella dimensione territoriale. I protagonisti non sono uno o due Comuni chiamati a rappresentare gli altri, ma l’intera Valle Camonica. L’idea è costruire un programma nel quale musei, parchi archeologici, borghi, biblioteche, spazi culturali e luoghi meno conosciuti possano diventare parti dello stesso racconto.

Durante la presentazione a Milano, l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha posto l’accento sul carattere identitario della candidatura e sul valore del cinquantesimo anniversario UNESCO. La sfida, nella prospettiva regionale, sarà fare in modo che il patrimonio storico non resti soltanto un elemento da conservare, ma diventi occasione di ricerca, progettazione e occupazione.

La candidatura arriva inoltre in un momento nel quale la valle può mettere insieme diversi anniversari e percorsi già avviati. Oltre ai 50 anni del sito UNESCO, il territorio può contare sull’esperienza della Riserva della Biosfera MAB UNESCO, sulla rete dei parchi archeologici, sui musei, sul Distretto Culturale, sulla Fondazione Valle dei Segni e sui rapporti con università e centri di ricerca.

E le incisioni rupestri, pur restando il riferimento più immediato, non esauriscono il patrimonio camuno. Ci sono le testimonianze romane, i castelli, le chiese, i borghi, l’arte sacra e le opere del Romanino. Poi c’è la produzione contemporanea, che nella candidatura dovrebbe diventare uno dei punti di contatto fra il passato e ciò che la Valle Camonica e il territorio in provincia di Bergamo vuole essere nei prossimi anni.

Il programma e perché la Valle Camonica si candida

“10.000 anni di futuro” è, prima ancora che uno slogan, la sintesi del posizionamento scelto per il dossier. La Valle Camonica vuole partire dai segni lasciati dall’uomo sulla roccia e usarli come chiave per parlare dei segni che una comunità può lasciare oggi: culturali, sociali, ambientali e tecnologici.

Il programma definitivo dovrà tradurre questa idea in progetti, eventi e interventi concreti. Tra i temi indicati nel percorso preparatorio compaiono la montagna, il carattere diffuso della candidatura, l’identità della Valle dei Segni, l’UNESCO, il turismo e l’ospitalità, il coinvolgimento dei soggetti privati e la costruzione di una governance in grado di gestire un progetto complesso.

Non mancherà il capitolo delle infrastrutture culturali ma la candidatura non si giocherà soltanto sulla quantità degli eventi o sulla capacità di riempire un calendario. Uno dei nodi sarà la partecipazione. Giovani, scuole, associazioni, cittadini e imprese dovranno essere coinvolti nella costruzione del programma, con attenzione anche all’accessibilità e all’inclusione.

Il progetto della Capitale italiana della Cultura richiama esplicitamente l’utilizzo di nuovi strumenti per ampliare l’accesso alla cultura e raggiungere pubblici più giovani con l’aiuto della tecnologia. Per la Valle Camonica può diventare anche un modo per raccontare il patrimonio archeologico attraverso linguaggi diversi da quelli tradizionali. Dopo il debutto istituzionale a Palazzo Pirelli, la candidatura sarà presentata ufficialmente in Valle Camonica sabato 19 settembre, al Museo Nazionale della Preistoria di Capo di Ponte. Non è l’unica in lizza, ovviamente: c’è anche Bassano del Grappa tra i candidati.

Una follia autunnale, parti per queste mete a prezzi stracciati con la nuova promozione Ryanair

L’estate sta finendo, ma la voglia di partire ovviamente no. E se state già cercando una scusa per mettere in calendario un weekend fuori porta, Ryanair prova a darvela con “Follia d’autunno – Prezzi folli di metà settimana”, la nuova promozione con tariffe a partire da 16,99 euro.

Il tempo, però, è pochissimo. Dovete prenotare entro il 15 settembre 2026 per viaggiare dal 17 settembre al 31 dicembre 2026. Le mete a disposizione tantissime e spaziano da spiagge e isole ancora piacevoli da scoprire in autunno, mete perfette per scoprire il foliage e fare un city break e ovviamente località da scoprire nel periodo natalizio. Accanto alle partenze da 16,99 euro spuntano, con un po’ di flessibilità sulle date, anche voli sotto la soglia dei 15 euro.

Da Bergamo a Kalamata

Il calendario dice autunno. Kalamata, almeno per un po’, sembra non essersene accorta. Da Milano Bergamo si vola verso Kalamata con tariffe da 16,99 euro: una cifra davvero conveniente. Ma perché visitare la meta roprio in questo periodo? Le temperature sfiorano i 30 gradi di giorno fino a fine settembre e scendono a circa 20 gradi la sera… nelle ore diurne stare in spiaggia è ancora fattibile e molto piacevole.

La città ha il mare a pochi minuti dal centro e una lunga passeggiata costiera, però vale la pena allontanarsi dalla sdraio. Si può salire al Castello di Kalamata, che domina la parte vecchia, per poi scendere verso la chiesa dei Santi Apostoli, legata alla memoria della Guerra d’indipendenza greca. Poco distante ci sono il Museo Archeologico della Messenia, vicoli, taverne e piazze dove la vita continua senza troppo preoccuparsi della stagione turistica.

C’è anche il curioso Parco Municipale delle Ferrovie, museo all’aperto tra vecchie locomotive e vagoni storici, e c’è soprattutto il lato gastronomico. Kalamata è terra di olive e olio: andando avanti verso l’autunno, mercati e produttori diventano parte del viaggio tanto quanto spiagge e siti archeologici.

Gli ulivi di Kalamata
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Kalamata, la città delle olive da scoprire

Da Pisa a Rabat

Sulla rotta Pisa-Rabat Ryanair propone voli da 14,99 euro, con partenze dirette che trasformano la capitale marocchina in una delle occasioni più interessanti della promozione. Rabat è affacciata sull’Atlantico, più rilassata rispetto ad altre grandi città marocchine e abbastanza raccolta da poter essere scoperta senza trasformare un weekend in una maratona. A ottobre le massime si aggirano intorno ai 27 °C: clima ideale per passare parecchie ore fuori, tra monumenti, giardini e medina.

La prima tappa può essere la Kasbah degli Oudaïa, fortezza arroccata tra il fiume Bouregreg e l’oceano. Vicoli bianchi e blu, mura, scorci sull’acqua. Poco sotto ci sono i Giardini Andalusi; più avanti, cambiando completamente scenario, la Torre di Hassan e il Mausoleo di Mohammed V.

Vista del porto di Rabat, Marocco
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Rabat e il suo porto sono affascinanti

Da Napoli a Budapest

A Budapest l’autunno arriva presto e anche in città si vive il foliage e l’atmosfera con colori caldi che caratterizzano la capitale ungherese. Con voli a meno di 17 euro da Napoli è una chicca da non perdere, anche nei weekend… e in più ci sono in promo tante date perfette per scoprire anche i mercatini di Natale.

Una volta arrivati, la città si presta perfettamente a qualche giorno senza programmi troppo rigidi. Si può iniziare dalla Collina del Castello e dal Bastione dei Pescatori, con il Parlamento dall’altra parte del Danubio, e poi scendere verso il centro. In autunno anche l’Isola Margherita cambia atmosfera: quasi 100 ettari di verde nel mezzo del fiume, attraversabili a piedi o in bicicletta.

Quando le temperature scendono, poi, Budapest gioca la carta che poche città europee possono permettersi: le terme. Le piscine dello Széchenyi sono una delle immagini simbolo della città e con l’aria fresca il vapore che sale dall’acqua rende tutto ancora più scenografico.

Budapest nella stagione autunnale
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Budapest in autunno è magica

I migliori treni del foliage per quest’autunno: i viaggi più spettacolari

L’autunno visto dal finestrino? Un trend in crescita che incanta tutti e proprio per questo oggi vogliamo svelarvi quali sono i migliori treni del foliage dell’autunno 2026, alcuni partono dall’Italia altri viaggiano in Europa e ce ne sono anche di molto lontani. Nell’autunno 2026 si può scegliere tra carrozze storiche, locomotive a vapore, ferrovie di montagna, piccoli trenini a scartamento ridotto e grandi convogli panoramici. Alcuni attraversano l’Italia più appartata, altri salgono sulle Alpi svizzere o si infilano tra le foreste del Giappone.

L’Amerigo Vespucci arriva a Castellamare di Stabia: ecco come visitarlo gratuitamente

L’Amerigo Vespucci è tornata in Italia. Dopo aver chiuso il capitolo nordamericano del suo lungo viaggio e aver fatto rotta verso l’Europa, passando per Ponta Delgada e Cadice, la nave scuola della Marina Militare si trova ora a Cagliari, prima tappa italiana del nuovo tratto di navigazione. a sosta in Sardegna è prevista fino al 15 settembre.

Poi il Vespucci riprenderà il mare verso la Campania, dove lo attende un appuntamento dal valore particolare: dal 17 al 19 settembre sarà infatti a Castellammare di Stabia, la città in cui venne varata nel 1931. Per due giornate sarà possibile anche salire a bordo gratuitamente, ma i posti sono limitati e serve la prenotazione.

L’Amerigo Vespucci arriva a Castellamare di Stabia

Per il tour italiano della Vespucci dell’autunno il veliero sarà ormeggiato al Molo Sottoflutto del Porto di Castellammare di Stabia, un ritorno atteso dato che proprio nei cantieri navali locali è stata costruita prima del varo del 1931. Si attende l’arrivo per il 17 settembre con apertura delle visite al pubblico da venerdì 18 settembre con apertura dalle 14 alle 18:30 ripetendo l’appuntamento sabato 19 settembre dalle 13 alle 17:30.

Come salire a bordo

La visita all’Amerigo Vespucci è gratuita, ma l’ingresso è consentito soltanto con una prenotazione nominale effettuata attraverso il sito ufficiale del Tour Vespucci. Non sono riconosciuti altri canali o piattaforme per il rilascio degli accessi.

Con una singola registrazione si possono prenotare fino a quattro persone. Dopo aver scelto giorno e fascia oraria bisogna inserire i dati dei partecipanti. La conferma arriva via e-mail insieme a un QR code, che dovrà essere mostrato allo staff al momento dell’ingresso. Il codice è unico ed è inviato alla persona che effettua la prenotazione. Se sono stati registrati più partecipanti, quindi, il gruppo deve presentarsi insieme. Attenzione alla puntualità: si potrà accedere solo da 15 minuti prima fino a 15 minuti dopo l’orario riportato nella conferma. Prima di poter accedere potrebbero essere richiesti i documenti d’identità per confermare quelli utilizzati durante la prenotazione.

Per poter salire, oltre alla prenotazione, bisogna seguire le regole d’abbigliamento scegliendo un look comodo e scarpe chiuse senza tacchi, ad esempio sneakers. Chi sale con i bambini deve sapere che non possono essere utilizzati passeggini e carrozzine. I minori devono essere accompagnati e i bimbi sotto l’anno non devono essere registrati nella prenotazione.

Amerigo Vespucci in navigazione
Ufficio Stampa
Tappa per l’Amerigo Vespucci a Castellamare di Stabia

Le prossime tappe

Prima di raggiungere Castellammare di Stabia, l’Amerigo Vespucci resta a Cagliari fino al 15 settembre.

  • Dal 20 al 25 settembre sarà a Napoli dove si sposterà dopo la tappa alla città stabiese; le date si sovrappongono alla trentottesima edizione della Louis Vuitton America’s Cup Regata;
  • Dal 2 al 7 ottobre arriva a Venezia davanti al Museo Storico Navale nella zona di Riva di San Biaso in concomitanza con Trans-Regional Seapower Symposium atteso per il 6 e 7 ottobre all’Arsenale della Marina Militare;
  • Dall’8 al 12 ottobre farà tappa invece a Trieste;
  • Poi procederà per Ravenna, diventata Capitale Italiana del Mare 2026. 

L’appuntamento è imperdibile, ci sono poche date disponibili e il numero di posti a bordo è limitato. Prenotare in anticipo è importante per chi sogna davvero di salire a bordo.

Ilary Blasi si è sposata in una villa da sogno con il Terrazzo dell’Infinito: si può visitare

Ilary Blasi e Bastian Muller si sono giurati amore eterno, il giorno del sì hanno scelto Ravello nella Costiera Amalfitana per le celebrazioni e i festeggiamenti. Il rito simbolico e il ricevimento si sono svolti a villa Cimbrone ma dopo mezzanotte i festeggiamenti si sono spostati all’interno di Palazzo Tolla, attuale sede del comune, dove hanno formalizzato l’unione civile. La sposa è arrivata in municipio dopo aver percorso a piedi scalini e viottoli che separano la villa dal centro, mentre alla celebrazione ufficiale hanno preso parte soltanto 25 persone.

La location della festa, però, è uno dei luoghi più celebri e scenografici di Ravello: una dimora storica circondata da giardini, statue e terrazze sospese sul mare. La nostra fortuna? Possiamo visitare i giardini di villa Cimbrone, anche senza essere ospiti dell’hotel.

Villa Cimbrone, dove si è sposata Ilary Blasi

La festa di nozze si è tenuta a Villa Cimbrone, tra le dimore più note di Ravello e della Costiera Amalfitana: Affacciata sul mare, in via Santa Chiara, è conosciuta soprattutto per i suoi giardini storici, mentre una parte del complesso ospita oggi un hotel di charme.

Il punto più celebre resta il Terrazzo dell’Infinito, o Belvedere dell’Infinito. Una balconata sospesa sul Mediterraneo, segnata da busti in marmo e da una vista che si apre sulla costa. È uno degli scorci più riconoscibili di Ravello e anche uno dei motivi per cui Villa Cimbrone continua a essere scelta come cornice per eventi e cerimonie.

Come visitarla

Per visitare i Giardini di Villa Cimbrone non è necessario soggiornare in hotel. L’area monumentale è aperta anche ai visitatori esterni, con ingresso a pagamento. La visita può quindi rientrare senza problemi in una giornata a Ravello. La struttura indica un’apertura tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:30, con ultimo accesso alle 19:00.

Eventi privati, matrimoni o esigenze organizzative possono comportare chiusure straordinarie. Meglio controllare prima della visita.

Vista panoramica da Villa Cimbrone su Ravello
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La vista da sogno dalla villa

Cosa vedere

Le origini di Villa Cimbrone sono lontane, si parla di lei già nell’XI secolo; le prime tracce documentarie risalgono all’XI secolo e anche il nome conserva qualcosa di quella storia: deriverebbe da “Cimbronium”, il grande podere che occupava il promontorio. Nei secoli la proprietà cambiò più volte famiglia, seguendo passaggi e fortune della nobiltà locale.

Ma la villa che si vede oggi è soprattutto il risultato di una stagione molto più recente, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. È allora che il complesso cambia volto e i giardini vengono ripensati mescolando gusto classico, essenze mediterranee e suggestioni arrivate dall’Inghilterra. Il percorso si apre tra statue, fontane, piccoli templi e presenze quasi teatrali, senza mai perdere di vista il paesaggio.

Poi c’è il Terrazzo dell’Infinito: è il punto che più di altri ha costruito l’immaginario di Villa Cimbrone: una balconata sospesa sul mare, scandita da busti in marmo, con la Costiera Amalfitana che si allarga davanti agli occhi. La scena è potente, quasi inevitabile. Ma fermarsi qui sarebbe riduttivo. Poco più in là cambiano atmosfera e prospettiva: il chiostro, la cripta, i passaggi ombreggiati del giardino. Angoli meno celebrati, forse, ma capaci di raccontare la villa con una voce diversa, più raccolta.

Tutti pazzi per gli Oasis, i luoghi del cuore del gruppo più amato di sempre

Dopo la reunion con i concerti del 2025 i fratelli Gallagher tornano a far cantare le canzoni più famose a tutti i fan con alcune date importanti proprio in Italia: Roma, con certezza, e maybeeee anche Milano. Gli appassionati non possono fare altro che attendere l’apertura dell’acquisto dei biglietti ripercorrendo i loro luoghi del cuore, i concerti più famosi e ovviamente riascoltando in loop le canzoni più celebri.

Ecco tutti i luoghi del cuore degli Oasis. Per raccontare davvero la storia dei fratelli Gallagher non basta mettere in fila dischi, concerti e litigi memorabili. Bisogna andare nei luoghi che hanno costruito il loro immaginario: strade di Manchester, negozi di dischi, piccoli club e stadi giganteschi. Posti in cui Liam e Noel Gallagher sono stati prima due ragazzi ossessionati dalla musica e poi le rockstar capaci di trasformare Wonderwall, Don’t Look Back in Anger e Champagne Supernova in inni generazionali.

Burnage: dove tutto è cominciato

Prima delle folle oceaniche c’era Burnage, quartiere nella zona sud di Manchester dove Liam e Noel Gallagher trascorsero buona parte dell’infanzia. Case a schiera, cielo spesso grigio e una normalissima vita di periferia: difficile immaginare uno scenario più lontano dal delirio che avrebbe circondato gli Oasis pochi anni dopo.

Eppure, il DNA della band è anche qui. L’orgoglio working class, l’accento mancuniano mai addomesticato e quell’atteggiamento da “noi contro il mondo” sembrano arrivare direttamente da queste strade. Prima di essere Supersonic, i Gallagher erano semplicemente due fratelli di Burnage con parecchie cose da dimostrare.

Sifters Records: il negozio diventato parte delle canzoni

Per un fan degli Oasis, Sifters non è un normale negozio di dischi. È quasi terreno sacro. Noel lo frequentava da ragazzo per comprare album e allargare la propria educazione musicale, tanto che il negozio sarebbe poi entrato direttamente nell’universo della band attraverso Shakermaker. Ancora oggi rappresenta perfettamente la Manchester da cui nacquero gli Oasis: niente pose da rockstar, solo scaffali pieni di vinili, musica da scoprire e la sensazione che il prossimo disco possa cambiarti la vita. Probabilmente Noel, a sedici anni, non immaginava che un giorno qualcuno sarebbe entrato lì proprio perché aveva ascoltato una sua canzone.

Wembley e Cardiff, gli stadi della reunion

Il 2025 ha segnato la reunion ufficiale tra i due fratelli che hanno inaugurato il tour a Cardiff in Galles dove il Principality Stadium ha ospitato circa 74.000 fan, un numero da record. Il concerto attesissimo, dopo 16 anni dalla separazione arrivata a Parigi nel 2009 ha fatto il giro del mondo. Lo stadio di Wembley, a Londra, è stato invece uno degli eventi trionfali della reunion con più date. 3 a luglio, 2 ad agosto e un grande finale con due repliche a settembre.

Stadio Wembley di Londra
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Wembley, lo stadio di Londra che ha ospitato gli Oasis

The Boardwalk: il primo palco degli Oasis

Prima di Knebworth, prima di Maine Road e prima che ogni concerto iniziasse con migliaia di persone pronte a cantare ogni parola, ci fu il Boardwalk. Nel club di Little Peter Street gli Oasis tennero uno dei loro primissimi concerti nell’agosto del 1991. Il locale non esiste più nella sua forma originale, ma nella geografia sentimentale della band rimane fondamentale. È uno di quei posti che fanno capire quanto sia stata vertiginosa la scalata degli Oasis: da una sala della scena indie di Manchester a diventare, nel giro di pochi anni, una delle band più grandi del pianeta. Altro che Definitely Maybe: col senno di poi sembrava quasi inevitabile.

Stratford Avenue: la copertina di Definitely Maybe

Il numero 8 di Stratford Avenue, a Didsbury, è immediatamente riconoscibile per chiunque abbia osservato la copertina di Definitely Maybe. Era la casa del chitarrista Paul “Bonehead” Arthurs e quel salotto diventò uno degli interni più celebri della storia del rock britannico. Liam sdraiato sul pavimento, Noel con la chitarra, fotografie, oggetti e riferimenti culturali sparsi nella stanza: l’immagine sintetizzava perfettamente gli Oasis del 1994. Ambiziosi, sfacciati e già convinti di essere la band migliore del mondo. Nello stesso luogo vennero girate anche alcune immagini legate a Shakermaker. Per un fan, passare da Stratford Avenue significa praticamente entrare dentro un album.

Oldham Street e il Northern Quarter, la Manchester della musica

Il Northern Quarter è uno dei quartieri che meglio raccontano la Manchester alternativa amata dalla band. Gli Oasis frequentavano locali e negozi della zona, dal leggendario Dry Bar fino a Piccadilly Records e Afflecks. Era un ambiente fatto di musicisti, fanzine, dischi, vestiti, incontri casuali e nuove band. In altre parole, il terreno perfetto per chi voleva trasformare una chitarra in una via di fuga. Camminare oggi lungo Oldham Street con Live Forever nelle cuffie resta uno dei modi migliori per capire da quale ecosistema culturale siano usciti i Gallagher.

Maine Road

Nell’aprile 1996 gli Oasis arrivarono a Maine Road, allora stadio del Manchester City. Per Liam e Noel, tifosissimi del club, non era semplicemente un altro grande concerto: era una dichiarazione di vittoria. La band era nel pieno dell’era di (What’s the Story) Morning Glory? e Manchester si ritrovò davanti cinque ragazzi partiti dai suoi quartieri e tornati da dominatori del britpop. Poche immagini rappresentano meglio l’ascesa degli Oasis: Liam davanti alla folla, Noel alla chitarra e un’intera città pronta a cantare.

Knebworth: quando sembravano invincibili

Se Maine Road fu il ritorno trionfale a casa, Knebworth fu la conquista definitiva del regno. Nell’agosto 1996 circa 250.000 persone assistettero ai due concerti, mentre milioni avevano cercato di ottenere un biglietto. È probabilmente il momento in cui l’espressione “la band più grande del mondo” smise di sembrare una delle provocazioni dei Gallagher. Davanti a quella massa di pubblico, canzoni come Wonderwall, Champagne Supernova e Don’t Look Back in Anger appartenevano ormai a tutti. Gli Oasis erano partiti dalle strade di Manchester ed erano arrivati fin lì senza perdere l’arroganza, le chitarre e la convinzione assoluta di essere destinati a qualcosa di enorme. Forse è proprio questo il filo che unisce tutti i loro luoghi del cuore: da Burnage a Knebworth cambia la dimensione, ma non cambia l’attitudine. Come avrebbe detto un fan davanti al palco: mad fer it.

Heaton Park

Nella mappa emotiva degli Oasis merita un posto anche Heaton Park, enorme area verde di Manchester che nel giugno 2009 ospitò uno dei concerti più movimentati dell’ultima fase della band. Davanti a decine di migliaia di persone, la serata fu segnata da problemi tecnici e interruzioni che avrebbero potuto far saltare tutto. Invece Liam, Noel e compagni tornarono sul palco e portarono avanti il concerto. Ed è difficile pensare a qualcosa di più Oasis: caos, tensione, pubblico enorme e, alla fine, canzoni abbastanza grandi da tenere insieme ogni cosa. Ascoltare Slide Away o Live Forever immaginando quella distesa di fan sotto il cielo del Regno Unito significa entrare in una fase diversa della loro storia, meno innocente di Knebworth e più vicina al punto di rottura che sarebbe arrivato poco dopo. Anche per questo Heaton Park resta un luogo speciale: non racconta soltanto il successo, ma anche tutta l’imprevedibilità dei Gallagher.

Heaton Park a Manchester
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Lo splendido Heaton Park di Manchester

Mercatini di Natale a Bressanone, torna la magia nel cuore della città

Non è troppo presto per iniziare a pensare all’atmosfera delle casette di legno illuminate, del profumo di spezie e delle tazze fumanti con vin brulé e cioccolata calda tra le montagne dell’Alto Adige: le date dei mercatini di Natale di Bressanone sono state ufficialmente comunicate e insieme a essse un calendario speciale con eventi e iniziative per festeggiare i 35 anni dell’appuntamento. Per oltre un mese il centro storico si trasformerà in un piccolo mondo natalizio fatto di artigianato, sapori altoatesini, musica e appuntamenti per tutta la famiglia. Ma quest’anno ci sarà qualcosa in più: spettacoli di luce, installazioni artistiche e un programma che unirà tradizione e creatività contemporanea.

Date mercatini di Natale a Bressanone per il 2026

Per il 35° anniversario il mercatino di Natale di Bressanone verrà aperto il 26 novembre con appuntamenti nel centro storico: alle 16:30 è prevista la Sfilata degli Angeli, mentre alle 17:00 l’inaugurazione ufficiale.  Dal giorno successivo si continuerà tutti i giorni fino al 6 gennaio (ad esclusione del 25 dicembre).

Tra gli elementi caratteristici dell’edizione 2026 ci sarà anche la Torre Bianca. Ogni giorno, in coincidenza con l’apertura del mercatino, il carillon proporrà una versione speciale dell’“Inno alla gioia”. Spazio anche al Calendario dell’Avvento: dall’1 al 24 dicembre verrà scoperta ogni giorno una nuova finestra. Qual è il tema per il 2026? La speranza che farà da filo conduttore per tutti gli eventi più attesi per il mercatino simbolo dell’Alto Adige.

Gli eventi più attesi

Il calendario natalizio non si fermerà alle bancarelle. Tra gli appuntamenti più curiosi torna la tradizionale sfilata dei Krampus del 5 dicembre, seguita il 6 dicembre dall’arrivo di San Nicola. Il gran finale arriverà invece il 6 gennaio, quando la Befana raggiungerà Piazza Duomo insieme ai Re Magi e a decine di figuranti in costume.

Uno degli eventi da non perdere sarà però OOPS 2 – A Light & Music Show for UNICEF, in programma alla Hofburg dal 26 novembre 2026 al 9 gennaio 2027.

Le facciate dello storico Palazzo Vescovile diventeranno una gigantesca scenografia grazie alle proiezioni degli artisti francesi Spectaculaires, accompagnate dalle musiche di Giorgio Moroder. Escludendo solamente il 24 e il 25 dicembre ogni sera lo show farà battere il cuore dei visitatori con 2 rappresentazioni imperdibili e ogni settimana il sabato e nelle serate del 6 e del 7 dicembre l’appuntamento aggiunge uno spettacolo.

Oltre ad essere scenografico, OOPS 2 avrà anche un risvolto solidale: per ogni biglietto venduto, un euro sarà destinato a UNICEF per un progetto legato all’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari in Zambia. Chi cerca qualcosa di più scenografico deve appuntare in agenda il periodo dal 4 dicembre al 31 gennaio 2027 dove andrà in scena Via Illuminativa – Station Hope: l’itinerario prezioso conduce tra installazioni d’arte contemporanea che coinvolgono chiese e spazi pubblici del centro che portano i turisti a esplorare la cittadina andando oltre le vie del mercatino.

Luci proiettate al mercatino di Natale di Bressanone
Ufficio Stampa
Lo spettacolo al mercatino di Natale di Bressanone

Dove si svolgono e dove parcheggiare

I mercatini di Natale di Bressanone si svolgono in piazza Duomo, quindi in pieno centro e sono estremamente comodi per chi arriva in treno: dalla stazione bastano pochi minuti a piedi. Chi arriva in auto, invece, dovrebbe uscire a Chiusa/Val gardena oppure a Bressanone/Varna per procedere verso aree di sosta come l’Autosilo Stufles di via Cesare Battisti, o il parcheggio Aquarena in via Brennero o ancora in via Dante l’autosilo di Via Dante e il parkgarage Bressanone.

Per chi cercasse un’area di sosta gratuita c’è invece quello di Bressanone sud lungo la statale, dista circa 20 minuti dalla piazza del mercatino.

I quartieri di Roma si trasformano in un grande teatro a cielo aperto: appuntamenti speciali

Roma non ha bisogno di un sipario per andare in scena. A settembre sono piazze, strade, parchi e scorci della Capitale a trasformarsi in un grande teatro diffuso, dove passeggiare significa anche attraversare storie, ricordi e personaggi che hanno contribuito a costruire l’immaginario della città. Dall’11 al 29 settembre 2026 torna infatti Passeggiando con la storia, la rassegna di teatro civile e popolare ideata da Moovo e arrivata alla sua seconda edizione.

Al centro del programma ci sono Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Gabriella Ferri e Nino Manfredi, quattro figure profondamente legate alla cultura romana. La loro memoria diventa il punto di partenza per esplorare luoghi della città spesso attraversati velocemente, riscoprendoli attraverso aneddoti, musica, teatro e racconti.

Passeggiando con la storia: il programma

Sono 3 le date previste dall’edizione 2026 di Passeggiando con la storia, che giunge alla seconda edizione dopo il successo dell’anno precedente. Tutte e 3 le date prevedono una camminata di 90 minuti circa a partire dalle 18:30: si esplorerà il quartiere con una guida e si impareranno curiosità sul territorio. Alle 21, poi, va invece in scena la rappresentazione teatrale all’aperto. 

Il debutto è previsto per venerdì 11 settembre a Largo Aurelia Sordi, con lo spettacolo “Sotto casa di Alberto”. Cristiana Vaccaro, Fabrizio Giannini e Fabrizio Sabatucci accompagneranno il pubblico attraverso la lunga carriera di Alberto Sordi, alternando episodi, atmosfere cinematografiche e musica. Un modo per ricordare uno degli interpreti che più di altri ha saputo raccontare vizi, virtù e contraddizioni degli italiani, mantenendo Roma come costante punto di riferimento.

Il secondo appuntamento, in calendario il 17 settembre, porta invece il pubblico nel cuore di Testaccio. Piazza Testaccio ospiterà “Hostaria Testaccio – Ricette, poesie e stornelli dal quinto quarto”, uno spettacolo dedicato ad Aldo Fabrizi e Gabriella Ferri. L’ambientazione richiama idealmente il mondo delle osterie romane, tra cucina popolare, sonetti, canzoni e stornelli.

Il quartiere diventa così parte integrante della narrazione. Testaccio, con la sua storia legata al commercio, alle tradizioni gastronomiche e alla cultura popolare, offre infatti uno scenario particolarmente adatto per raccontare due artisti che hanno portato la romanità ben oltre i confini della Capitale.

La serata conclusiva è quella del 29 settembre e andrà in scena al Belvedere Ettore Scola, all’interno del parco di Monte Ciocci con “Sulle tracce di Nino” che vuole essere un omaggio all’intramontabile Nino Manfredi che con ironia e sensibilità ha saputo raccontare storie italiane profonde.

Come partecipare

Per poter partecipare non si paga niente, gli appuntamenti sono gratuiti e sempre accompagnati musicalmente da “La tris de Gabriella” che fornisce il giusto contributo per il racconto teatrale e la tradizione musicale romana. Le passeggiate storiche vengono realizzate con guide abilitate e sistemi audio, in collaborazione tecnica con ILove Rome, e hanno una durata indicativa di circa un’ora e mezza. Per partecipare agli itinerari è però necessaria la prenotazione obbligatoria.

Gli spettacoli serali, invece, prevedono circa 200 posti a sedere e sono accessibili liberamente fino a esaurimento della disponibilità. Insomma, Passeggiando con la storia giunge alla seconda edizione e per questo 2026 torna a essere un modo diverso di vivere i quartieri di Roma alla fine dell’estate andando oltre i classici monumenti.

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