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Il Trenino Verde delle Alpi ha una nuova tappa, perfetta per l’autunno

Il viaggio a bordo del Trenino Verde delle Alpi si arricchisce di una nuova possibilità per chi vuole scoprire la Svizzera seguendo un incantevole itinerario al cospetto di montagne, laghi, panorami e piccoli centri alpini. La novità riguarda lo Stockhorn, nell’Oberland Bernese, una vetta che raggiunge quasi i 2.200 metri di quota e che diventa la meta da inserire nel percorso del celebre treno panoramico.

La proposta arriva proprio all’inizio della stagione autunnale, quando i paesaggi alpini assumono colori oltremodo suggestivi e il viaggio in treno si trasforma in un’occasione per alternare spostamenti, passeggiate e momenti dedicati alla scoperta di un territorio da fiaba.

Dal Trenino Verde delle Alpi allo Stockhorn

Per raggiungere lo Stockhorn partendo col Trenino Verde delle Alpi occorre scendere a Spiez, una delle fermate lungo il tragitto: da qui si prosegue con un treno regionale in direzione di Erlenbach im Simmental, da dove prende il via la salita verso la montagna. L’ultima parte dell’itinerario prevede, infatti, l’utilizzo della funivia, raggiungibile dopo un percorso a piedi in paese.

La nuova escursione è stata pensata per integrarsi con il viaggio sul Trenino Verde delle Alpi e dispone di un biglietto dedicato, acquistabile sul sito di BLS. Il titolo di viaggio per lo Stockhorn costa 49 franchi, circa 52 euro, ed è valido esclusivamente se abbinato alla carta giornaliera oppure alla carta di 2 giorni del Trenino Verde BLS.

Sono disponibili anche due formule combinate: la Carta giornaliera + Stockhorn costa 113 franchi, circa 121 euro, mentre la Carta 2 giorni + Stockhorn ha un prezzo di 121 franchi, circa 130 euro. Le combinazioni consentono di risparmiare fino a circa il 35% rispetto al prezzo del biglietto da Domodossola allo Stockhorn e ritorno.

Quasi 2.200 metri di quota tra panorami alpini e laghi

Lo Stockhorn è una tappa adatta a chi vuole vivere la montagna senza rinunciare alla possibilità di scegliere tra molteplici esperienze: a quasi 2.200 metri di quota, la vetta offre infatti la possibilità di dedicarsi a escursioni di ogni livello e a passeggiate panoramiche, immerse in un ambiente caratterizzato dal silenzio alpino.

Uno dei punti più spettacolari è la piattaforma panoramica sulla parete nord, da cui lo sguardo corre sul lago di Thun, sul massiccio del Giura e, in presenza di condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli, può arrivare addirittura alla Foresta Nera.

Spostandosi sul versante sud, poco sotto la vetta, appare il lago di Hinterstocken, incastonato tra le rocce: da una parte l’ampiezza del panorama, dall’altra un ambiente più raccolto e suggestivo.

Lago Oberstockesee vicino alla vetta dello Stockhorn, Svizzera
iStock
Tutto il fascino alpino del Lago Oberstockesee

Un viaggio panoramico da Domodossola a Berna

La proposta si inserisce all’interno di un itinerario ferroviario che consente di ammirare alcuni dei paesaggi più caratteristici della Svizzera.

Il viaggio a bordo del Trenino Verde delle Alpi parte infatti da Domodossola, con collegamenti ogni circa due ore, e segue un percorso lungo le storiche linee del Sempione e del Lötschberg, entrambe caratterizzate da una storia ferroviaria ormai ultracentenaria. Gli itinerari possibili includono Briga, Wiler-Goppestein, Kandersteg, Frutigen, Spiez, Thun e Berna: a seconda della fermata scelta, il viaggio può quindi assumere caratteristiche differenti, dalla montagna alle rive dei laghi, dalle passeggiate alla scoperta delle città fino alle esperienze dedicate al benessere.

Durante il tragitto, il treno si inoltra piano piano nell’ambiente alpino e dona, dalle ampie finestre, scorci sulle terrazze soleggiate del Vallese e sulle montagne dell’Oberland Bernese, passando anche per località come Kandersteg. Superato il versante settentrionale delle Alpi, il percorso prosegue in discesa verso il lago di Thun per arrivare a Berna in poco più di due ore.

Nuovo cammino nelle terre delle sorelle Brontë tra brughiere e villaggi

Un nuovo percorso di 29 chilometri attraversa le brughiere e i paesaggi del West Yorkshire, collega Ilkley, Saltaire e Haworth e invita a scoprire un territorio che va ben oltre le sue località più conosciute: si chiama Bradford Pennine Gateway Trail e viene lanciato il 19 settembre 2026 per mostrare un volto più naturale di Bradford e dei suoi dintorni, attraversando anche la nuova Bradford Pennine Gateway National Nature Reserve.

Nasce, infatti, in una zona di particolare interesse paesaggistico e naturalistico e tocca luoghi legati alla storia industriale, alla letteratura e alla vita delle comunità; l’itinerario arriva fino alle terre associate alle sorelle Brontë, con Haworth come punto di riferimento finale, ma lungo il cammino permette di incontrare brughiere, boschi, corsi d’acqua, siti storici e piccoli tesori naturalistici spesso lontani dagli itinerari più battuti.

Un percorso tra Ilkley, Saltaire e Haworth

Il Bradford Pennine Gateway Trail collega tre località molto note del West Yorkshire: Ilkley, Saltaire e Haworth.

La partenza al cospetto delle alture sopra Ilkley mette subito alla prova le gambe: la prima mezz’ora è in prevalenza in salita, con numerose scale di pietra e alcuni tratti ripidi. Una volta raggiunta la sommità, però, il panorama è la ricompensa di ogni fatica, con le vaste distese delle brughiere che si aprono dinanzi agli occhi.

La grande cresta sopra Ilkley è Rombalds Moor, il cui nome è legato a una figura leggendaria, e comprende svariate aree di brughiera. Il percorso attraversa Ilkley, Burley e Bingley moors, con ampie vedute che arrivano fino ai radomi della RAF Menwith Hill, vicino a Harrogate, a Leeds e al trasmettitore di Emley Moor, nei pressi di Wakefield, indicato come la struttura indipendente più alta del Regno Unito.

Brughiere a Rombalds Moor, Yorkshire
iStock
Suggestive brughiere a Rombalds Moor

Lungo il tragitto si incontra anche il cerchio di pietre dei Dodici Apostoli, sul Burley Moor, uno degli elementi che ricordano come queste brughiere siano state frequentate e utilizzate dall’uomo per secoli.

La nuova riserva naturale tra erica, torbiere e affioramenti di pietra

Uno degli elementi più significativi del nuovo itinerario è il passaggio nel cuore della Bradford Pennine Gateway National Nature Reserve, la prima riserva naturale nazionale di questo tipo nel West Yorkshire.

Il paesaggio delle brughiere è dominato dall’erica, che in autunno regala tonalità rosa e porpora, insieme a fitte fasce di felci, erbe tipiche delle alture e torbiere, mentre qua e là emergono i caratteristici affioramenti di pietra grinta.

Il titolo di riserva naturale nazionale ne riconosce il valore della biodiversità, che ospita una ricca varietà di flora e fauna. Ma sulle brughiere sono ancora visibili numerose tracce della presenza e delle attività umane.

Un’ampia cavità, dall’aspetto quasi simile a quello di un cratere, si è rivelata essere una vecchia fossa utilizzata per l’estrazione del carbone in epoca preindustriale. La segnaletica e i segni ancora leggibili nel paesaggio ricordano inoltre l’addestramento dei carri armati durante la Seconda guerra mondiale. A completare il quadro ci sono le cave, i muri a secco e gli estesi fossati, testimonianze di secoli di gestione del territorio.

Shipley Glen, una sorpresa lungo il cammino

Il percorso prosegue fino a Shipley Glen, una delle tappe che possono sorprendere anche chi conosce già la vicina Saltaire. Il burrone ha avuto numerose funzioni nel corso di oltre un secolo e mezzo: vi si sono svolti raduni radicali e incontri delle suffragette, mentre in epoca vittoriana l’area ospitava giardini di piacere, attrazioni e divertimenti. Nel tempo ci sono stati anche un hotel di temperanza e una teashop.

Uno degli elementi più particolari è poi la tramvia di Shipley Glen, inaugurata nel 1895 e ancora in funzione. Per chi affronta l’intero percorso, questo può essere un buon punto per concedersi una pausa: la posizione offre infatti un’ambientazione suggestiva, mentre la vicina Saltaire permette di dedicare del tempo all’arte, alla storia industriale e alla gastronomia.

Da Bingley ai luoghi della natura

Lasciata Shipley Glen, il sentiero tocca molte aree di interesse naturalistico prima di dirigersi verso Haworth e tra queste spicca Trench Meadows, sito di particolare interesse scientifico (SSSI) per la presenza di erbe e fiori selvatici.

Il percorso passa anche da Bingley, lungo zone residenziali sulle alture della città e qui il paesaggio è associato al romanzo del 1957 “Room at the Top” di John Braine, ambientato in un luogo ribattezzato dall’autore “Warley”.

Un’altra parte dell’itinerario segue il canale Leeds-Liverpool, passando dalle Five Rise Locks e dalle Three Rise Locks di Bingley. Tra le due serie di chiuse ecco Bingley North Bog, una piccola ma preziosa area naturale habitat ideale per insetti, uccelli e anfibi.

A Bingley St Ives il sentiero costeggia poi un grande laghetto frequentato da trampolieri, oltre a un campo da golf e a un centro equestre. Alcune delle proprietà più antiche conservano porte dall’aspetto ecclesiastico, un richiamo a un passato in cui la tenuta era legata a Rievaulx Abbey e Drax Priory.

Harden Moor e l’arrivo nella terra delle Brontë

L’ultima parte del percorso attraversa Harden Moor, una rara brughiera secca accanto a un bosco misto, habitat favorevole a numerosi invertebrati tra cui la tormentil mining bee, un’ape considerata di importanza nazionale, insieme a vespe, ragni, mosche, cavallette e altre specie.

Da qui il paesaggio accompagna verso Haworth, il villaggio legato alle sorelle Brontë e alla loro storia letteraria. Il Bradford Pennine Gateway Trail termina ufficialmente al Penistone Hill Country Park.

A Vienna riapre il Museo di Sissi tra stanze e tesori di corte

Il Museo di Sissi a Vienna riaprirà il 19 novembre 2026 con un percorso di visita completamente rinnovato, sia negli spazi sia nei contenuti. Il progetto interessa tre aree della Hofburg e permetterà di accedere, per la prima volta, a un’offerta museale completa, pensata per raccontare la figura dell’Imperatrice Elisabetta tramite gli ambienti in cui visse e gli oggetti che le appartennero.

La riapertura rappresenta un importante intervento di valorizzazione di uno dei luoghi legati alla memoria di Sissi, figura tra le più celebri della storia austriaca. Il nuovo itinerario non si limita infatti a presentare una serie di sale e collezioni, ma costruisce un racconto nel quale gli spazi della Hofburg, gli oggetti personali e gli ambienti di corte restituiscono una prospettiva più concreta sulla vita dell’imperatrice.

Un nuovo percorso lungo tre aree della Hofburg

Il progetto di rinnovamento ha interessato in particolare il Museo di Sissi, gli Appartamenti Imperiali e la Camera d’Argento, riuniti ora in un itinerario più ampio e articolato.

Il nuovo museo è stato ampliato di circa 700 metri quadrati e di 12 stanze, mentre il restauro delle aree sottoposte a tutela ha richiesto un intervento impegnativo per far convivere la conservazione degli ambienti storici con una fruizione più ampia e accessibile.

Tra le novità figura anche la nuova scala nel cortile Marschall, accompagnata da infrastrutture migliorate e da un orientamento più semplice all’interno del complesso. Il nuovo percorso sarà inoltre accessibile senza barriere architettoniche, consentendo a un numero maggiore di persone di visitare gli spazi interessati dal progetto.

Sissi raccontata grazie ai suoi oggetti e alla vita di corte

Il Museo di Sissi rinnovato mette al centro il legame tra la biografia di Elisabetta e gli oggetti appartenuti personalmente all’imperatrice. Quasi nessuna figura storica austriaca è conosciuta quanto Sissi, ma il progetto museale punta a presentarla innanzitutto come persona, mediante le tracce concrete della sua esistenza.

A completare il racconto sono gli ambienti abitativi e quelli destinati alla rappresentanza, che permettono di comprendere anche l’organizzazione della corte che circondava la sua vita. Gli Appartamenti Imperiali della Hofburg, infatti, erano spazi ufficiali di residenza e ricevimento della famiglia imperiale.

Il complesso comprende camere da letto, soggiorni privati, sale di rappresentanza e stanze secondarie. Attraversandole, il visitatore può quindi avvicinarsi alla quotidianità dell’élite di corte e osservare come mobili, decorazioni e disposizione degli ambienti riflettessero protocolli, esigenze di privacy e rigide regole di etichetta. L’ampliamento permette inoltre di accedere alle stanze arredate in oro bianco della famiglia imperiale, caratterizzate da decorazioni luminose e interni riccamente ornati.

Sala decorata del Museo di Sissi a Vienna
© Schloß Schönbrunn Kultur und Betriebsges.m.b.H., Severin Wurnig
Il Museo di Sissi riapre con nuovi tesori della corte imperiale

La Camera d’Argento e la cultura della tavola imperiale

Un’altra parte fondamentale del percorso è la Camera d’Argento, dedicata alla cultura della tavola di corte: la collezione comprende porcellane, argenti, cristalli e centrotavola utilizzati in occasione di banchetti rappresentativi e cerimonie.

Anche in questo caso, gli oggetti raccontano una storia che va oltre il loro valore artistico: la collezione permette di osservare anche gli aspetti logistici legati all’organizzazione della vita di corte e mostra quanto fosse complessa la gestione dei ricevimenti e delle occasioni ufficiali.

La qualità delle porcellane, degli argenti e dei cristalli diventa quindi parte di un racconto più ampio sulla rappresentanza imperiale e sulle consuetudini che regolavano la tavola della famiglia imperiale.

Un investimento da circa 14 milioni di euro

La portata del progetto è evidente anche nell’investimento finora effettuato, che ammonta a circa 14 milioni di euro: si tratta tuttavia di una cifra indicativa, dal momento che i costi complessivi potrebbero ancora aumentare.

Gli interventi all’interno di edifici storici sottoposti a tutela richiedono infatti risorse considerevoli, soprattutto quando è necessario conciliare il restauro con le norme di conservazione e con l’obiettivo di rendere gli spazi più accessibili e fruibili.

Il Gruppo Schönbrunn sostiene in autonomia i costi, contribuendo al progetto di valorizzazione di un patrimonio che lega la storia della Hofburg alla figura di Sissi.

Il veliero Amerigo Vespucci torna a solcare il mare di Napoli

Napoli si prepara ad accogliere una delle navi più simbolo della Marina Militare: dal 20 al 25 settembre, l’Amerigo Vespucci farà infatti tappa nel capoluogo campano, dove sarà ormeggiata presso la Stazione Marittima – Molo Beverello, in occasione della Louis Vuitton 38ª America’s Cup Regata Preliminare Napoli, in programma dal 24 al 27 settembre.

La sosta napoletana segna una nuova tappa del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, iniziativa che ha visto la Nave Scuola della Marina Militare impegnata dallo scorso maggio e che si avvia verso la conclusione della campagna. Dopo il ritorno nel Mediterraneo e le soste di Cagliari e Castellammare di Stabia, dal 17 al 19 settembre, il Vespucci raggiungerà dunque Napoli per un appuntamento internazionale dedicato alla vela.

Il 23 settembre il trofeo dell’America’s Cup salirà a bordo

Il momento centrale della tappa napoletana è previsto per il 23 settembre, quando una delegazione dei team che prenderanno parte alla Louis Vuitton 38ª America’s Cup Regata Preliminare Napoli salirà a bordo del Vespucci, grazie alla collaborazione con Sport e Salute.

Sarà l’occasione per celebrare l’avvio della seconda Regata Preliminare e sottolineare il legame ideale tra due simboli legati indissolubilmente alla storia della navigazione e della vela. A bordo tornerà anche il trofeo dell’America’s Cup, considerato il più antico trofeo sportivo internazionale ancora conteso.

La sua storia affonda le radici nel 1848, quando a Londra venne realizzata un’elegante brocca in argento: il trofeo assunse il nome di America’s Cup dopo la vittoria dello yacht America nel 1851, nella regata di flotta intorno all’Isola di Wight, nel Regno Unito. Da allora è diventato un’icona mondiale della vela, legata a oltre 170 anni di sfide tra grandi yacht club, innovazione e passione per il mare.

A bordo anche i protagonisti istituzionali

La giornata del 23 settembre vedrà inoltre la presenza di diverse figure istituzionali e rappresentanti del mondo dello sport e della Marina Militare. A bordo della Nave Amerigo Vespucci sono attesi il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, l’Amministratore Delegato di Difesa Servizi Luca Andreoli, il Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, l’Amministratore Delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris e l’Amministratore Delegato di America’s Cup Partnership Marzio Perrelli.

Sempre a bordo del Vespucci, il Comandante del Comando Logistico della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Vincenzo Montanaro, Luca Andreoli e il Presidente della Barcolana Mitja Gialuz annunceranno inoltre la chiusura del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026 a Trieste, in occasione della 58ª Barcolana, e presenteranno anche il programma dei relativi appuntamenti.

Il Vespucci apre le porte ai visitatori

Il mitico veliero Amerigo Vespucci in mare
Ph Ufficio stampa Tour Mondiale Amerigo Vespucci - Campagna in Nord America 2026
Il mitico veliero Amerigo Vespucci arriva a Napoli

La presenza dell’Amerigo Vespucci a Napoli è anche un’occasione da non perdere per il pubblico: la nave sarà, infatti, aperta alle visite nei giorni 21, 22 e 24 settembre. La visita è gratuita, ma è necessario prenotare. Le modalità per accedere alla nave e riservare il proprio posto sono disponibili sul sito ufficiale del Tour Mondiale Amerigo Vespucci, http://www.tourvespucci.it.

Per chi si troverà a Napoli in quei giorni, sarà dunque possibile salire a bordo della Nave Scuola e vivere da vicino una delle tappe del viaggio che ha portato il Vespucci lungo la campagna nordamericana del 2026.

Da Napoli verso Venezia, aspettando Trieste

La tappa napoletana si inserisce nel percorso che accompagnerà l’Amerigo Vespucci verso la conclusione della Campagna in Nord America 2026. L’iniziativa, annunciata nel settembre 2025 dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, è promossa dal Ministero della Difesa e dalla Marina Militare, prodotta da Difesa Servizi S.p.A. e sviluppata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero della Cultura, il Ministro per lo Sport e i Giovani e il Ministro per le Disabilità. Enel sostiene il progetto.

Dopo Napoli, la Nave Scuola raggiungerà la laguna veneta. Dal 2 al 7 ottobre sarà ormeggiata a Venezia, presso Riva di San Biasio, di fronte al Museo Storico Navale, in occasione della XV edizione del Trans-Regional Seapower Symposium (T-RSS).

Il forum internazionale, dedicato alla cooperazione e alla sicurezza marittima, si svolgerà il 6 e 7 ottobre 2026 presso l’Arsenale della Marina Militare di Venezia.

ViViamo il Trasimeno, cinque weekend da vivere a passo lento

Entra nel vivo “ViViamo il Trasimeno”, il Festival dei Cammini 2026 che fino all’11 ottobre propone cinque fine settimana ricchi di appuntamenti dedicati alla scoperta del territorio, alla sostenibilità ambientale e a un turismo capace di valorizzare paesaggi, storia, cultura e tradizioni.

Percorsi a piedi e in bicicletta, attività all’aria aperta e occasioni di incontro e riflessione per scoprire o riscoprire il fascino del Trasimeno e, allo stesso tempo, promuovere le buone pratiche legate al turismo lento, anche nei periodi di bassa stagione e di minore affluenza.

Sono sei i soggetti che organizzano l’iniziativa: l’associazione culturale “L’Olivo e la Ginestra”, il gruppo sportivo “Filippide” di Castiglione del Lago, l’associazione italiana “Via Romea Germanica”, la UISP Regionale Umbria, l’associazione “I Borghi più belli d’Italia” e il gruppo di mountain bike “ASD MTB” di Castiglione del Lago.

A collaborare e promuovere il festival sono invece l’Unione dei Comuni del Trasimeno e i Comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno, insieme al GAL Trasimeno Orvietano.

A piedi sulle tracce di Perugino

Il primo appuntamento accompagna i partecipanti alla scoperta dei paesaggi legati a Pietro Vannucci, il Perugino: fino a martedì 22 settembre sono, infatti, in programma le “Camminate lungo i sentieri del Perugino”, curate dall’associazione “L’Olivo e la Ginestra”.

Cinque tappe, per un totale di 103 chilometri, lungo una fitta rete di strade secondarie e sentieri di campagna, con un itinerario che parte e si conclude a Panicale per andare alla ricerca dei paesaggi raffigurati dal celebre artista.

Dopo essere partito il 18 settembre alle 9 da Panicale, con arrivo nel pomeriggio a Fontignano,  sabato 19 il percorso riparte alle 9 da Fontignano per raggiungere Castiglion Fosco. Domenica 20 si cammina da Castiglion Fosco a Piegaro, mentre lunedì 21 la partenza è fissata da Piegaro, alle 9, con arrivo a Città della Pieve nel pomeriggio.

L’ultima tappa, martedì 22 settembre, prenderà il via da Città della Pieve, dallo storico Palazzo Fargna, sede del Municipio pievese, per fare ritorno a Panicale.

ViViamo il Trasimeno, Festival dei Cammini 2026, Umbria
Ph Ufficio stampa GOEC Gabriele Olivo Editoria e Comunicazione
ViViamo il Trasimeno, Festival dei Cammini 2026

A Castiglione del Lago il festival incontra il ciclismo

Il fine settimana del 19 e 20 settembre porta invece a Castiglione del Lago una due giorni dedicata a ciclismo, cammini e cultura.

Sabato 19, alle 17, Palazzo della Corgna ospiterà le iniziative legate alla “Cicloturistica dei Borghi più belli d’Italia” e alla rievocazione della “Pedalata Rosa del 1995”. L’appuntamento sarà anche l’occasione per visitare la mostra allestita nel palazzo, con pannelli fotografici, documenti dell’evento e reperti di abbigliamento e accessori appartenuti ai ciclisti.

Seguirà un convegno dedicato al rapporto tra cammini, territorio, turismo, sport e marketing territoriale cui parteciperanno rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Federciclismo, di Bike Hospitality e delle categorie interessate, oltre alla stampa locale, nazionale e al gruppo RCS. Tra gli ospiti è prevista anche la partecipazione straordinaria del russo Evgenij Berzin, vincitore del Giro d’Italia nel 1994 e secondo classificato nel 1995.

La giornata si concluderà con la premiazione di alcune delle figure che contribuirono all’evento del 1995.

Domenica 20 settembre sarà invece la volta della XIV edizione della “Cicloturistica dei Borghi più belli d’Italia”, organizzata da “ASD Cicli Matè”: dalle 8 alle 15 i partecipanti partiranno e arriveranno a Castiglione del Lago, attraversando anche Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno, Magione e Panicale.

Sono previsti due percorsi: uno di 70 chilometri, pensato per tutti i cicloamatori, e uno di 118 chilometri, rivolto a chi desidera affrontare una sfida più impegnativa.

Tra i laghi di Chiusi e Montepulciano, camminate e sport

Sempre domenica 20 settembre il festival si sposterà al confine tra Umbria e Toscana, nell’area dei laghi di Chiusi e Montepulciano, dove l’ASD GS Filippide propone una giornata dedicata alle attività podistiche e a tre differenti camminate.

Si comincia presto, alle 6, con una camminata di 29 chilometri intorno al lago di Chiusi e al lago di Montepulciano. Alle 8.30 partirà invece il percorso di 16 chilometri attorno al lago di Chiusi, mentre alle 9.30 sarà la volta della camminata di 8 chilometri, arricchita dalla visita alle celebri torri “Beccati Questo” e “Beccati Quest’altro”, legate da oltre sette secoli alla storia del territorio.

Le due torri raccontano, infatti, un antico capitolo della rivalità tra Siena e Perugi: la Torre di Beccati Questo fu realizzata dai senesi nel fondo della valle, mentre quella di Beccati Quest’altro, detta anche Torre Beccati Quello, fu edificata dai perugini in posizione dominante e proprio di fronte alla prima.

La prima torre venne costruita nel 1279 dai Guelfi, dopo una vittoria sui Ghibellini, come simbolo del loro dominio sulle zone paludose al confine tra i territori di Siena e Perugia. Qualche anno più tardi, i perugini risposero costruendo la seconda torre. Nonostante i nomi dal tono volutamente sbeffeggiante, i due edifici non vennero utilizzati come vere strutture difensive o militari ma svolgevano piuttosto la funzione di stazioni di gabella, dove venivano riscossi i tributi di passaggio.

Per i podisti più preparati, infine, è prevista la tradizionale corsa di 18,5 chilometri, con partenza e arrivo al lago di Chiusi alle 9.30 e passaggio dalla frazione di Vaiano di Castiglione del Lago.

Migliori festival gastronomici europei d’autunno: premiata l’Italia

L’autunno in Europa profuma di vendemmia, tartufi, dolci tradizionali, prodotti del raccolto e specialità locali: è la stagione in cui molte città celebrano la propria identità gastronomica con festival che sanno trasformare il cibo in un vero e proprio viaggio tra sapori, tradizioni e cultura.

A stilare una classifica dei migliori festival gastronomici autunnali d’Europa è Big 7 Travel, sito internazionale di guide e consigli di viaggio, che porta sul podio alcune delle manifestazioni più amate del continente, con l’Italia presente in due posizioni della top 25.

Il festival gastronomico autunnale più bello d’Europa è a Galway

Al primo posto della classifica spicca il Galway International Oyster & Seafood Festival, il festival delle ostriche più longevo del mondo, che va in scena dal 25 al 27 settembre. Ogni anno, oltre 25.000 persone raggiungono Galway, sulla costa occidentale dell’Irlanda, per assaggiare alcune delle più gustose ostriche del mondo e immergersi in un appuntamento che unisce gastronomia e atmosfera festosa. Giunto alla 72ª edizione, il festival continua a crescere e propone un ricco programma con spettacoli di musica dal vivo, dimostrazioni di cucina e golose specialità a base di frutti di mare.

Uno degli appuntamenti più caratteristici è il World Oyster Opening Championship, la competizione dedicata all’arte di aprire le ostriche. Esperti shucker arrivano da diverse parti del mondo per mettersi alla prova e contendersi l’ambito titolo di shucker più veloce e abile.

Centro storico di Galway, Irlanda
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Colorato centro storico di Galway

Due festival italiani nella top 25

L’Italia compare nella classifica europea con due appuntamenti accomunati dalla capacità di raccontare il territorio grazie al cibo: da una parte ci sono i dolci della tradizione, dall’altra uno degli ingredienti più preziosi e ricercati della gastronomia italiana.

Al dodicesimo posto ecco Dolci d’Italia, a Spoleto dal 30 ottobre al 1 novembre, il festival dedicato a un mondo molto più ampio del solo tiramisù: tra le proposte trovano spazio torte, dolci, cioccolato, biscotti e svariate altre specialità pensate per chi ama i sapori zuccherini. Un gustoso viaggio dal Medioevo fino alle tradizioni che si sono sviluppate nel corso dei secoli, dal Nord al Sud del Belpaese.

Al settimo posto, troviamo invece la Fiera del Tartufo Bianco d’Alba, dal 10 ottobre al 6 dicembre, che attira ogni anno in Piemonte appassionati di gastronomia da tutto il mondo, accompagna l’intera stagione della raccolta del tartufo e propone un programma all’insegna di mercati, degustazioni e dimostrazioni. L’esperienza si completa con l’abbinamento ad altri prodotti italiani di alta qualità, compresi i pregiati vini.

La classifica completa dei 25 festival gastronomici d’autunno

1. Festival Internazionale di Oyster & Seafood di Galway, Irlanda — 25–27 settembre
2. Oktoberfest, Monaco di Baviera, Germania — 19 settembre–4 ottobre
3. Festival della Salsiccia di Csabai, Békéscsaba, Ungheria — 22–25 ottobre
4. Fête des Vendanges de Montmartre, Parigi, Francia — 7–11 ottobre
5. Festival della zucca di Ludwigsburg, Ludwigsburg, Germania — 22 agosto–1 novembre
6. Veganské Hody Bratislava, Bratislava, Slovacchia — 11 ottobre
7. Fiera del Tartufo Bianco di Alba, Piemonte, Italia — 10 ottobre–6 dicembre
8. Festival del cibo e delle bevande di York, York, Inghilterra — 18–27 settembre
9. Festival di Stranraer Oyster, Stranraer, Scozia — 11–13 settembre
10. Epicurialpes, Grimentz, Svizzera — 9–11 ottobre
11. Gastro Sweet Fest, Praga, Repubblica Ceca — 2–3 ottobre
12. Dolci d’Italia, Spoleto, Italia — 30 ottobre–1 novembre
13. Foire Internationale & Gastronomique de Dijon, Digione, Francia — 1–11 novembre
14. San Sebastián Gastronomika, San Sebastián, Spagna — 6–9 ottobre
15. Festival alimentare di Saaremaa, Saaremaa, Estonia — 4–13 settembre
16. Festival della mela di Kyperounda, Kyperounda, Cipro — 10–11 ottobre
17. Festival Nazionale della Gastronomia, Santarém, Portogallo — 22 ottobre–1 novembre
18. Mercato delle aringhe del Baltico di Helsinki, Helsinki, Finlandia — 4–10 ottobre
19. Festival del cibo di Abergavenny, Abergavenny, Galles — 19–20 settembre
20. Pilsner Fest, Plzeň, Repubblica Ceca — 5–10 ottobre
21. Festival di Aegina Fistiki, Egina, Grecia — 17–20 settembre
22. Festival del cibo di Dartmouth, Dartmouth, Inghilterra — 23–25 ottobre
23. Festival dell’Olivo, Bilçë, Albania — 10 ottobre
24. Festival del raccolto di Öland, Öland, Svezia — 25–27 settembre
25. Festa d’Autunno, Lugano, Svizzera — 2–4 ottobre

3 mete perfette per vivere l’Oktoberfest oltre Monaco con l’offerta Ryanair

L’autunno in Germania ha un appuntamento che, ogni anno, richiama viaggiatori da ogni parte del mondo: è l’Oktoberfest, la grande festa bavarese che nel 2026 torna sulla Theresienwiese di Monaco dal 19 settembre al 4 ottobre.

A rendere ancora più interessante questo periodo arriva una promo Ryanair che prevede uno sconto del 10% sui biglietti aerei per raggiungere la Germania e organizzare un viaggio proprio durante la stagione dell’Oktoberfest. Per usufruire della promozione occorre prenotare entro il 21 settembre 2026, mentre il periodo di viaggio indicato va dal 21 settembre al 31 ottobre 2026.

È quindi il momento giusto per pensare a una fuga di qualche giorno tra birrerie, tradizioni bavaresi, città d’arte e atmosfere autunnali.

Da Brindisi a Memmingen, non lontano da Monaco

La colorata Piazza del Mercato di Memmingen, Germania
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La colorata Piazza del Mercato di Memmingen

Se partite da Brindisi, una delle possibilità è raggiungere Memmingen, una piccola città delle Prealpi svevo-bavaresi che conserva un’autentica atmosfera medievale e che permette di allontanarsi, almeno per qualche ora, dalle mete più affollate.

Il centro storico invita a passeggiare tra strade che raccontano la sua gloriosa storia come punto di scambio per prodotti come pellame, spezie, vini e tessuti pregiati: tra le più caratteristiche spiccano la Herrenstraße, la “via dei signori”, dove un tempo svettavano le case dei commercianti più facoltosi e la Kalchstraße, legata al primo ampliamento urbano lungo la Via del Sale.

Un’altra strada da percorrere è la Weinmarkt, oggi pedonale, dove ammirare gli edifici che un tempo appartenevano alle varie corporazioni attive: tessitori, droghieri, fabbri e mercanti.

Memmingen diventa, inoltre, una base interessante per raggiungere Monaco di Baviera e la celebre Theresienwiese per partecipare all’Oktoberfest in poco più di un’ora di viaggio in treno.

Da Milano Bergamo a Berlino, l’Oktoberfest ad Alexanderplatz

Veduta aerea di Alexanderplatz a Berlino, Germania
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Favolosa veduta aerea di Alexanderplatz a Berlino

Da Milano Bergamo potete invece volare a Berlino dove uno degli appuntamenti imperdibili è quello organizzato ad Alexanderplatz dal 25 settembre al 4 ottobre 2026, quando la piazza si trasforma in una grande festa in stile Oktoberfest, con birra bavarese, specialità gastronomiche tipiche e musica dal vivo.

L’atmosfera richiama quella delle tradizionali feste bavaresi, con un grande tendone, un’area all’aperto dedicata alla birra e piatti della cucina regionale, tra cui stinco di maiale, pollo arrosto e pretzel. Non mancano la musica tradizionale né iniziative legate ai costumi bavaresi, come una competizione dedicata al Dirndl.

Il vantaggio è quello di poter abbinare l’esperienza dell’Oktoberfest a un viaggio alla scoperta di Berlino, una delle città più vivaci e ricche di storia della Germania.

Da Bologna a Colonia per la nuova Royal Wiesn

Scorcio della Cattedrale e del Ponte Hohenzollern a Colonia, Germania
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Scorcio della Cattedrale e del Ponte Hohenzollern a Colonia

La terza idea parte da Bologna e conduce a Colonia, dove a ottobre 2026 debutta la Royal Wiesn, una festa popolare bavarese ispirata all’atmosfera dell’Oktoberfest.

L’appuntamento si svolge al Tanzbrunnen, sul Reno, con giornate dedicate alla musica, alla gastronomia e alle tradizioni bavaresi. Il programma ufficiale prevede appuntamenti il 9, 10, 11, 16, 17 e 18 ottobre 2026, con diverse formule e fasce orarie.

L’esperienza punta sulla dimensione del grande festeggiamento bavarese, con tendone, musica tradizionale, specialità regionali e birra König Ludwig. Tra i piatti proposti brezel, pollo arrosto, stinco di maiale, Obazda e altre specialità bavaresi, insieme ad alcune alternative vegetariane.

L’11 ottobre è previsto un brunch domenicale, mentre il 18 ottobre la festa termina con il “Royal Wiesn goes Cologne Pride”, il cosiddetto Pink Sunday.

Colonia offre così la possibilità di prolungare l’atmosfera dell’Oktoberfest anche dopo la conclusione della manifestazione di Monaco.

La Puglia premia le 31 spiagge più sostenibili e inclusive: ecco quali sono

Inclusione, sostenibilità, attenzione alle famiglie e mobilità alternativa: ecco alcuni dei criteri con cui la Puglia ha scelto di valorizzare le realtà costiere più virtuose, 31 spiagge, tra stabilimenti balneari, lidi attrezzati e spiagge libere, che si sono aggiudicate la prima edizione del “Granello d’Oro”, il nuovo riconoscimento di qualità promosso dalla Regione Puglia che prende in considerazione interventi già realizzati e servizi verificabili lungo la costa.

L’iniziativa nasce dalla volontà di orientare i servizi balneari verso un modello capace di coniugare qualità, accessibilità e tutela del territorio“, ha spiegato l’assessora regionale a Paesaggio e Costa, Marina Leuzzi.

Le categorie sono sei: si va dall’accessibilità alla sostenibilità ambientale, passando per le esigenze delle famiglie, lo sport, il rapporto con la natura, la mobilità sostenibile e la possibilità di vivere la spiaggia senza fumo.

Le 31 spiagge premiate in Puglia

La categoria più rappresentata è quella Accessibile, con 13 riconoscimenti:

  • Dinamiko Beach a Nardò;
  • Spiaggia libera inclusiva di Maruggio;
  • Lido Matinelle di Trani;
  • Lido Torre Egnazia di Monopoli;
  • Io Posso, la spiaggia dedicata alle persone con disabilità a Melendugno;
  • Spiaggia libera del Cagnolo di Bisceglie;
  • Lido Torre Guaceto;
  • Spiaggia “Camerini” di Carovigno;
  • Le cinque vele di Salve;
  • Cala San Giovanni di Polignano a Mare;
  • AbilBeach di Trepuzzi;
  • Lido Blu Marine di Rodi Garganico;
  • Lido Vela Velo Beach di Vieste.

Sono invece tre le realtà premiate per l’impegno Eco-sostenibile: La Conchiglia di Bisceglie, Lido Torre Egnazia di Monopoli e Lido FataMorgana di Pulsano.

Particolare attenzione è stata riservata anche a chi viaggia con bambini e cerca servizi pensati per tutta la famiglia. La categoria Family Friendly comprende infatti dieci realtà:

  • Il Santos di Fasano;
  • Lido Rosa di Lesina;
  • Lido Torre Egnazia di Monopoli;
  • Lido Torre Guaceto di Carovigno;
  • Cala San Giovanni di Polignano a Mare;
  • Lido Cala d’Oro di Bari;
  • Lido Colonna di Trani;
  • Lido FataMorgana di Pulsano;
  • Lido Blu Marine di Rodi Garganico;
  • Lido Vela Velo Beach di Vieste.

Dal mare allo sport, passando per la mobilità sostenibile

La Puglia del “Granello d’Oro” guarda anche a un modo più attivo di vivere il litorale. Nella categoria Sport e Natura sono state premiate:

  • Lido Matinelle (Trani);
  • Lido Torre Egnazia (Monopoli);
  • Cala San Giovanni (Polignano a Mare);
  • GIL Beach – Lido la Testa di Bisceglie;
  • Lido FataMorgana (Pulsano);
  • La baia del pescatore di Trani;
  • Lido Blu Marine (Rodi Garganico);
  • Lido Vela Velo Beach (Vieste);
  • Lido Colonna (Trani)
  • la spiaggia di Pane e Pomodoro a Bari.

Ancora più numerosi sono i riconoscimenti Green Move, ben 14, dedicati alla mobilità sostenibile:

  • Lido Matinelle (Trani);
  • Lido Torre Egnazia (Monopoli);
  • Io Posso (Melendugno);
  • Lido Moretti di Bari;
  • Lido Torre Guaceto (Carovigno);
  • Lido La Rotonda di Bari;
  • Lido Il Titolo di Bari,
  • Cala San Giovanni (Polignano a Mare);
  • GIL Beach – Lido la Testa (Bisceglie);
  • Lido Cala d’Oro (Bari);
  • Lido Colonna (Trani);
  • Lido FataMorgana (Pulsano);
  • Lido Blu Marine (Rodi Garganico);
  • Lido Vela Velo Beach (Vieste).

Infine, sono 14 le spiagge che hanno ottenuto il riconoscimento Smoke Free:

  • La Conchiglia (Bisceglie);
  • Lido Matinelle (Trani);
  • Lido Torre Egnazia (Monopoli);
  • Lido Moretti (Bari);
  • Lido Torre Guaceto (Carovigno);
  • Lido La Rotonda (Bari);
  • Lido Il Titolo (Bari);
  • Cala San Giovanni (Polignano a Mare);
  • Spiaggia per tutti (Castellaneta);
  • GIL Beach – Lido la Testa (Bisceglie);
  • Lido FataMorgana (Pulsano);
  • Lido Cala d’Oro (Bari);
  • La baia del pescatore (Trani);
  • Lido Blu Marine (Rodi Garganico).

Il primo “Granello d’Oro” sarà ufficialmente consegnato domenica 20 settembre 2026 alle ore 12:20, nell’ambito della giornata “Mare Democratico” e la cerimonia si svolgerà al padiglione 152 della Fiera del Levante di Bari, dove saranno celebrate le realtà che hanno scelto di investire in una fruizione del mare più inclusiva, sostenibile e attenta alle persone.

Castelli, sole e calcio: 3 fughe d’autunno con la promo flash Wizz Air

La metà di settembre è da poco trascorsa ma avete già il desiderio di staccare dalla ritrovata routine? Questo potrebbe essere il momento giusto per trasformare quel “prima o poi partiamo di nuovo” in un vero piano d’azione: Wizz Air lancia, infatti, una promo flash con 1 milione di posti a partire da 14,99 euro, pensata per chi sogna una fuga nei prossimi mesi e vuole approfittare di tariffe decisamente convenienti.

Ma attenzione: l’offerta è valida soltanto oggi, 18 settembre 2026, e le prenotazioni possono essere effettuate dalle ore 08.00 alle 23.59. Il periodo utile per viaggiare va invece dal 1° ottobre al 10 dicembre 2026, l’occasione per organizzare una gita fuori porta, un weekend d’autunno o un piccolo viaggio prima dell’arrivo delle Festività.

La promozione è disponibile soltanto per le prenotazioni effettuate sul sito ufficiale Wizz Air o tramite l’app mobile WIZZ. Tra le svariate possibilità ci sono anche alcune mete interessanti in partenza dagli aeroporti italiani, perfette per cambiare scenario senza dover aspettare le vacanze natalizie.

Da Milano Bergamo a Târgu Mureș, cuore della Transilvania

Scorcio di Targu Mures, la città delle rose in Romania
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Scorcio di Targu Mures, la città delle rose in Romania

Tra le proposte più convenienti della promo spicca Târgu Mureș, raggiungibile da Milano Bergamo con prezzi a partire da 14,99 euro: conosciuta come la “città delle rose”, si cela nel cuore della Transilvania ed è un’idea originale per scoprire una città meno inflazionata rispetto alle classiche capitali europee.

Una delle tappe più caratteristiche è la Cittadella, un complesso fortificato sorto intorno a un monastero e a una chiesa francescana, la cui architettura conserva diversi elementi che ne raccontano la funzione difensiva, dalla cinta muraria alle torri di guardia squadrate, passando per i bastioni realizzati tra il 1613 e il 1629. Catturano lo sguardo anche le facciate continue, rinforzate all’interno da archi, che contribuiscono a dare alla fortezza il suo inconfondibile aspetto. Oggi ospita eventi durante tutto l’anno e un museo.

Da vedere poi il Palazzo della Cultura, realizzato in stile Secessionista, e il Palazzo Toldalagi, costruito nel 1762 in stile barocco, che ospita il Museo Etnografico.

Da Roma Fiumicino a Malaga, storia e atmosfera della Costa del Sol

Panorama di Malaga, Costa del Sol, Andalusia
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Suggestiva veduta panoramica di Malaga

Da Roma Fiumicino, con tariffe a partire da 22,64 euro, potete invece volare verso Malaga, perla della Costa del Sol, in Andalusia, ideale per prolungare la sensazione d’estate anche nei mesi autunnali. Conosciuta in tutto il mondo per essere la città natale di Pablo Picasso e per il clima soleggiato durante tutto l’anno, Malaga unisce la vitalità tipica delle città di mare a un patrimonio storico e culturale davvero ricco.

Proprio Picasso è uno dei protagonisti grazie al Museo Picasso e alla casa natale in Plaza de la Merced; se amate la storia, inoltre, uno dei luoghi più suggestivi è l’Alcazaba, affiancata dal Castello di Gibralfaro: due fortificazioni arabe che svettano dall’alto e donano viste panoramiche difficili da descrivere a parole.

Nel cuore del centro storico incanta la Cattedrale di Malaga, conosciuta affettuosamente come “La Manquita”, un soprannome legato alla torre rimasta incompiuta. A completare il viaggio nella ecco il Teatro Romano, testimonianza dell’epoca romana risalente al I secolo a.C., ai piedi dell’Alcazaba.

Da Palermo a Dortmund, una fuga tra calcio, birra e archeologia

Skyline di Dortmund, Germania
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Skyline di Dortmund, mecca del calcio europeo

Se partite dalla Sicilia, la promo propone Dortmund, raggiungibile da Palermo con tariffe a partire da 22,64 euro: nell’immaginario europeo è indissolubilmente legata al calcio e al Borussia Dortmund, squadra capace di coinvolgere migliaia di tifosi in tutta Europa con le sue imprese sportive.

Tuttavia, non si tratta di una meta riservata agli appassionati del pallone: offre, infatti, interessanti spunti anche per dedicarsi alla scoperta dell’archeologia industriale, della cultura della birra e del patrimonio storico e artistico locale.

Durante una visita incontrerete chiese ricche di opere d’arte, musei all’avanguardia e vivaci vie pedonali, in un contesto urbano moderno e dinamico. Non manca anche una torre panoramica dalla quale ammirare la città dall’alto.

Non solo Sakura, è il momento del Momijigari, magico foliage giapponese

Il Giappone non regala emozioni soltanto in primavera, quando la fioritura dei ciliegi trasforma parchi e giardini in scenari da fiaba. Anche l’autunno dona il suo grande spettacolo di rosso, arancio, oro e atmosfere sospese: è il Momijigari, l’antica tradizione giapponese dedicata alla contemplazione del foliage.

Il periodo di solito associato al foliage va da ottobre a novembre, anche se le tempistiche cambiano in base alla latitudine e all’altitudine: proprio seguendo tale progressione dei colori è possibile costruire un suggestivo viaggio lungo il Paese del Sol Levante e incontrare l’autunno in luoghi diversi, anche più volte durante lo stesso itinerario.

Cos’è il Momijigari e perché è una tradizione così importante

La parola Momijigari si traduce come “caccia alle foglie rosse” e identifica la pratica di andare alla ricerca dei paesaggi autunnali, soprattutto quelli caratterizzati dalle foglie degli aceri: il termine richiama infatti il momiji, l’acero dalle intense tonalità autunnali, ma l’esperienza comprende anche il foliage degli alberi di ginkgo, che danno vita a scenari altrettanto favolosi con le loro sfumature dorate.

Le sue origini risalgono al periodo Heian, tra il 794 e il 1195. In quell’epoca il Momijigari era soprattutto una pratica dell’aristocrazia: nobili e poeti si ritrovavano nei giardini e nei rifugi di montagna per ammirare il mutare della natura. La contemplazione delle foglie diventava così un’occasione per dedicarsi alla poesia e alla riflessione sulla transitorietà dell’esistenza, un tema legato all’estetica giapponese.

Con il passare dei secoli il Momijigari si è trasformato in una tradizione popolare ma ha mantenuto il suo significato più profondo. Come l’hanami accompagna la primavera con la contemplazione dei ciliegi in fiore, il foliage scandisce l’autunno ricordando quanto la bellezza possa essere intensa proprio perché destinata a cambiare.

Quando vedere il foliage in Giappone

In generale, il periodo migliore si colloca tra fine ottobre e inizio dicembre, ma già alla fine di settembre l’autunno può fare la sua comparsa nelle aree settentrionali e montane.

In Hokkaido, per esempio, i colori arrivano prima, già dalla fine di settembre nei parchi e nelle zone montane. A Sapporo il momento più suggestivo si concentra invece tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

Scendendo verso il centro del Paese, località come Nikko e le Alpi giapponesi possono raggiungere il loro momento migliore già da metà ottobre. A Tokyo, invece, il foliage urbano tende a raggiungere il culmine tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, e regala il particolare contrasto tra i colori autunnali, i parchi storici e il paesaggio della metropoli.

Novembre è anche un mese ideale per ammirare i colori di Hakone e della regione dei Cinque Laghi, con il Monte Fuji a fare da sfondo. Nel Kansai, tra Kyoto, Osaka e Nara, lo spettacolo arriva di solito dalla metà di novembre, mentre più a sud, verso Hiroshima e Kyushu, le foglie possono tingersi più tardi, arrivando anche all’inizio di dicembre: a Fukuoka, in particolare, il foliage può proseguire fino a dicembre inoltrato.

Foliage autunnale a Tokyo
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Tutta la magia del foliage autunnale a Tokyo

Dal nord a Kyoto, il foliage segue il viaggio

La magia del foliage rende l’autunno una stagione davvero interessante per organizzare un itinerario in Giappone: programmando gli spostamenti in base alle varie tempistiche potrete infatti seguire idealmente il movimento dei colori e incontrare il foliage in più tappe.

Tra le mete più celebri spicca senza dubbio Kyoto, dove il rosso degli aceri si inserisce in un paesaggio impreziosito da templi e giardini: qui l’esperienza può prevedere l’accesso a luoghi che richiedono un biglietto d’ingresso, mentre nei parchi pubblici la visita è di solito gratuita.

Il Momijigari resta infatti un’esperienza accessibile, ma richiede una buona pianificazione. Conoscere la progressione stagionale è fondamentale per aumentare le possibilità di incontrare le foglie nel loro momento migliore e trasformare un viaggio autunnale in un percorso al cospetto di alcuni dei paesaggi giapponesi più suggestivi.

Palazzina di Caccia di Stupinigi, visite tra giardini segreti e atmosfere da fiaba

A settembre la Palazzina di Caccia di Stupinigi (nel territorio di Nichelino a 10 chilometri da Torino) torna a svelare alcuni dei suoi angoli più segreti: sabato 12, 19 e 26 settembre 2026 riprendono infatti gli appuntamenti di Passepartout, il ciclo di visite guidate straordinarie dedicato agli ambienti di solito esclusi dal percorso ordinario.

Per l’occasione potete scegliere tra due itinerari molto diversi: “Dietro le porte segrete“, che conduce nei passaggi utilizzati un tempo dalla servitù, e “Sotto il cervo“, un percorso in verticale che permette di salire nella struttura della cupola juvarriana fino alla sua parte più alta.

La Palazzina di Caccia, Patrimonio UNESCO dal 1997, è una delle più importanti residenze sabaude del Piemonte ed è legata alla straordinaria architettura di Filippo Juvarra e a una lunga storia che ha visto transitare tra le sue sale anche Napoleone e Paolina Bonaparte.

Dietro le porte segrete, lungo i corridoi della servitù

Il percorso “Dietro le porte segrete” è dedicato agli spazi utilizzati dal personale di servizio: lungo corridoi e ambienti nascosti, la visita mostra i passaggi che consentivano alla servitù di muoversi all’interno della Palazzina senza interferire con la vita ufficiale della corte.

Si tratta di percorsi che consentivano di raggiungere stanze, appartamenti privati e sale mantenendo separati i movimenti del personale da quelli dei nobili. La visita diventa quindi anche un modo per ricostruire l’organizzazione quotidiana della residenza, andando oltre l’immagine degli ambienti monumentali destinati alla rappresentanza.

Tra gli elementi più curiosi che si possono incontrare spicca il quadro dei campanelli automatici, un sistema tramite cui era possibile richiamare la servitù dai vari ambienti della Palazzina.

Sotto il cervo, la salita nella cupola di Juvarra

Se scegliete, invece, “Sotto il cervo“, la visita si sviluppa in altezza e permette di entrare nella struttura lignea che sostiene la grande cupola progettata da Juvarra.

Il percorso prende avvio dal grande salone ovale a doppia altezza da cui comincia la salita, che dopo circa 50 gradini conduce a una balconata affacciata sul salone centrale. La balaustra presenta un caratteristico andamento concavo e convesso e, dalla posizione sopraelevata, è possibile ammirare l’ambiente da una prospettiva inedita.

La visita prosegue poi lungo una stretta scala a chiocciola, con altri 50 scalini circa e conduce alla parte alta della cupola, sotto il cervo che ne costituisce uno degli elementi più riconoscibili.

Raggiunta la parte superiore, l’attenzione si concentra sulla complessa struttura del tetto, descritta come un “tetto a barca rovesciata” sostenuto da una articolata orditura lignea: è proprio da qui che potrete osservare da vicino la costruzione della cupola e cogliere la complessità tecnica del progetto juvarriano.

Ma non è tutto: dalla sommità si apre infatti una vista a 360 gradi sui dintorni, mentre dall’alto diventa più evidente anche la geometria complessiva del complesso.

La grandiosa Palazzina di Caccia a Stupinigi, Torino
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Tutto il fascino della Palazzina di Caccia a Stupinigi

Informazioni pratiche per la visite

Dietro le porte segrete” è previsto alle 14.30 e alle 16, mentre “Sotto il cervo” si svolge alle 10.30 e alle 12. Entrambi i percorsi durano circa un’ora e prevedono gruppi molto piccoli, composti da un massimo di 10 persone.

L’accesso ai percorsi è consentito a partire dai 12 anni. È consigliato indossare abiti comodi e soprattutto scarpe chiuse, adatte a percorsi con scale e passaggi ristretti. Non sono invece consentiti zaini o borse ingombranti.

Le visite non sono accessibili alle persone con disabilità motoria e possono risultare difficoltose per chi soffre di claustrofobia o vertigini, soprattutto per la presenza della stretta scala a chiocciola. Il percorso è inoltre sconsigliato a chi soffre di patologie cardiache o non si trova in condizioni fisiche adeguate, in particolare per la salita verso la cupola.

Il biglietto per “Dietro le porte segrete” ha un costo complessivo di 22 euro, di cui 12 euro per l’ingresso e 10 euro per la visita guidata. La tariffa ridotta è di 18 euro.

“Sotto il cervo” costa invece 25 euro, di cui 15 euro per l’ingresso e 10 euro per la visita guidata; la tariffa ridotta è di 22 euro.

Per i possessori della Tessera Abbonamento Musei l’ingresso alla Palazzina è gratuito, mentre rimane da corrispondere il costo della visita guidata, pari a 10 euro.

La prenotazione è obbligatoria e può essere richiesta scrivendo a stupinigi@info.ordinemauriziano.it. Per informazioni è possibile anche contattare il numero 011 6200601, attivo dal martedì al venerdì dalle 10 alle 17.30.

Tolentino, la Sistina delle Marche torna a splendere dopo dieci anni

Dopo dieci anni di chiusura, il Cappellone di San Nicola torna a essere visitabile: siamo a Tolentino, in provincia di Macerata, dove uno dei più importanti cicli di affreschi del Trecento italiano è stato restituito ai fedeli e ai visitatori al termine di un lungo intervento di consolidamento e restauro. La riapertura è avvenuta il 10 settembre, proprio nel giorno dedicato alla festa di San Nicola da Tolentino, il santo a cui è intitolato il monumentale ambiente della basilica.

Considerato dal vescovo di Macerata e Tolentino Nazzareno Marconi come la “Sistina delle Marche del Trecento“, il Cappellone custodisce uno dei complessi pittorici trecenteschi più vasti e meglio conservati in Italia.

Un capolavoro del Trecento nel cuore di Tolentino

Il Cappellone di San Nicola prende il nome da Nicola da Tolentino, nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto a Tolentino nel 1305, e in origine era la sala del capitolo del convento agostiniano. Nel corso del Trecento venne decorato con un grandioso ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese.

Secondo le più recenti attribuzioni critiche, il ciclo è riconducibile a maestranze riminesi guidate da Pietro da Rimini: la decorazione si sviluppa sull’intero spazio dell’ambiente, ricoprendo la volta a crociera e le pareti e costruendo un articolato racconto per immagini. Le scene intrecciano le storie della Vergine, di Cristo e di San Nicola, così da creare una narrazione unitaria che accompagna lo sguardo lungo tutta la cappella.

Sopra l’altare trova posto la Crocifissione, mentre al centro dell’ambiente si conserva l’arca lapidea quattrocentesca commissionata nel 1474. Sopra l’arca è collocata la statua policroma del Santo, legata allo scultore fiesolano Francesco di Simone Ferrucci.

È proprio l’ampiezza e la qualità della decorazione, insieme al suo stato di conservazione, a rendere il Cappellone un caso di particolare rilievo nel panorama dell’arte italiana. Il complesso rappresenta, infatti, uno dei cicli pittorici del Trecento più estesi e meglio conservati del Paese, con una superficie decorata che trasforma l’intero ambiente in un racconto visivo.

Pregevoli affreschi del Cappellone di San Nicola a Tolentino, Marche
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I pregevoli affreschi del Cappellone di San Nicola a Tolentino

Il terremoto del 2016 e i dieci anni di attesa

Il sisma che nel 2016 colpì il Centro Italia ebbe conseguenze anche sulla Basilica di San Nicola: vari ambienti dell’edificio, comprese le cappelle laterali, furono danneggiati e si rese necessario un articolato percorso di consolidamento e ricostruzione.

Il cantiere complessivo sulla Basilica è stato avviato nell’aprile 2024 e coinvolge un intervento dal valore di circa 4,5 milioni di euro, finanziato grazie ai fondi della ricostruzione del sisma del 2016. I lavori hanno già interessato la facciata, il campanile, la copertura e la Cappella del Santissimo Sacramento, mentre è in fase di completamento anche l’abside.

All’interno di tale intervento più ampio, il lavoro sul Cappellone si è concentrato in particolare sull’apparato pittorico. L’obiettivo è stato quello di intervenire sulle condizioni degli affreschi dopo il lungo periodo seguito al terremoto, con la rimozione degli inserti protettivi temporanei, il consolidamento dei distacchi e il recupero della leggibilità cromatica originale.

La copertura del Cappellone, invece, non è stata interessata dai lavori.

La riapertura nel giorno di San Nicola

La scelta del 10 settembre per la riapertura ha assunto un significato particolare perché coincide con la festa di San Nicola da Tolentino. La restituzione del Cappellone alla comunità è stata accompagnata da una cerimonia alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e le autorità civili e religiose del territorio.

Per Acquaroli, la riapertura ha rappresentato un momento significativo proprio perché avvenuta nella ricorrenza dedicata al Santo: il presidente ha sottolineato il valore simbolico e spirituale del luogo e ha ricordato come, a dieci anni dal terremoto, la ricostruzione continui a rappresentare un dovere, una sfida costante e una responsabilità.

Anche Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione, ha evidenziato la particolare natura del patrimonio recuperato a Tolentino. Il valore di un’opera d’arte, infatti, non può essere assimilato a quello di un edificio: una casa può essere ricostruita, mentre un’opera perduta non può essere replicata. Il cantiere del Cappellone diventa così anche un esempio del lavoro necessario per preservare il patrimonio artistico colpito dal sisma e mette insieme ricerca scientifica e tradizione artigianale.

Parte il treno Milano-Alba, fantastici itinerari d’autore tra tartufo e vino

Esistono viaggi in cui la meta comincia a prendere forma molto prima dell’arrivo ed è il caso del treno storico Milano-Alba Tartufo e Vino, proposto da Itinerari d’autore nell’autunno 2026 per accompagnare i passeggeri da Milano nel cuore delle Langhe, in un periodo oltremodo suggestivo per scoprire il territorio piemontese.

L’appuntamento è a Milano Centrale, da dove il convoglio partirà alla volta di Alba, attraversando il Piemonte a bordo delle storiche carrozze Gran Confort. Le date indicate sono 11, 18 e 25 ottobre, tre domeniche nel pieno della stagione autunnale.

Da Milano alle Langhe a bordo delle carrozze Gran Confort

Il viaggio parte da Milano e, man mano che il treno si allontana dalla città, il paesaggio lascia spazio a un territorio impreziosito da colline, vigneti e borghi, fino ad arrivare nelle Langhe, territorio riconosciuto come Patrimonio UNESCO.

A rendere particolare il percorso è anche il convoglio scelto per l’occasione con le iconiche carrozze Gran Confort, considerate un simbolo dell’eleganza ferroviaria italiana. Gli ambienti ampi e silenziosi, insieme alle poltrone spaziose e alle ampie finestrature, permettono di vivere il tragitto con un ritmo più lento e rilassato.

Dal finestrino, le colline e i filari accompagnano lo sguardo mentre il treno procede verso Alba e dona una prospettiva inedita sul territorio piemontese.

Un viaggio dedicato ai sapori delle Langhe

Il tema dell’itinerario è racchiuso nel suo stesso nome: “Tartufo e Vino“. L’autunno è, infatti, legato nel racconto del viaggio alle eccellenze enogastronomiche delle Langhe, un territorio nel quale paesaggio e cultura del gusto sono in profonda connessione.

A bordo non mancano momenti di degustazione dedicati ai sapori piemontesi che entrano, così, a far parte dell’esperienza già durante il tragitto, prima ancora di raggiungere Alba.

Il viaggio assume quindi una dimensione sensoriale: da una parte il paesaggio che scorre, dall’altra i prodotti che raccontano la tradizione locale.

Alba tra mercati, enoteche e botteghe

Una volta arrivati ad Alba, i viaggiatori possono vivere liberamente la Capitale delle Langhe e i dintorni, godendo appieno dell’atmosfera autunnale delle Langhe.

Alba è una delle città simbolo della tradizione piemontese e offre l’occasione di entrare in contatto con una cultura del gusto che trova espressione nei mercati stagionali, nelle enoteche storiche, nelle botteghe artigiane e nelle esperienze di degustazione.

Il mese di ottobre aggiunge alla città ulteriore fascino, soprattutto per il legame con il tartufo e con i grandi vini della zona. Il viaggio a bordo del treno storico e la permanenza ad Alba diventano un’esperienza completa: il convoglio introduce ai paesaggi e ai sapori delle Langhe, mentre la città consente di approfondirne l’atmosfera e le tradizioni.

Informazioni e biglietti

Il biglietto adulto costa 69 euro, mentre per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti è prevista una tariffa pari al 50%, quindi 34,50 euro. I bambini da 0 a 4 anni non compiuti viaggiano invece gratis.

La tariffa indicata è valida per una sola tratta, vale a dire per il viaggio di andata oppure per quello di ritorno.

I biglietti sono disponibili tramite tutti i canali Trenitalia, incluse le biglietterie e i self-service presenti nelle stazioni e le agenzie di viaggio abilitate.

Dal cuore di Milano al Lago di Como e d’Iseo sui treni d’epoca

Domenica 13 settembre riprende il calendario dei treni storici in Lombardia, l’iniziativa che permette di ammirare alcuni dei paesaggi più suggestivi della regione a bordo di convogli d’epoca. Dopo il successo registrato tra aprile e giugno 2026 (con circa mille passeggeri che hanno scelto di vivere l’esperienza), Trenord propone infatti otto nuove date dedicate a itinerari verso Como, Laveno Mombello e il Lago Maggiore, Asso e il Lago d’Iseo, per unire la scoperta del territorio alla mobilità sostenibile.

Le carrozze restaurate, gli arredi d’epoca e le attività organizzate a bordo ricreano una suggestiva atmosfera ispirata agli Anni Venti.

Un viaggio nella storia su carrozze d’epoca

Una parte delle corse sarà effettuata con un convoglio composto da tre carrozze di prima classe AZ, contraddistinte dalle numerazioni 130, 136 e 137 e costruite nel biennio 1924-1925. A completare il convoglio saranno il locomotore elettrico FNM E610-04, realizzato nel 1949, e il locomotore elettrico FNM E600-3, costruito nel 1928.

I mezzi sono stati finemente restaurati con il supporto di Ferrovienord e partiranno da Milano Cadorna per raggiungere, durante le giornate previste dal programma, destinazioni come Laveno Mombello, Como e Asso. Il percorso verso Novara è inoltre compreso nel calendario dei viaggi con il convoglio storico.

I passeggeri viaggeranno su carrozze con sedili in velluto rosso cardinale e interni in legno, ritrovandosi immersi in un’ambientazione che richiama gli Anni Venti. Durante il viaggio saranno inoltre presenti personaggi in costume d’epoca, musicisti e voci impegnati in performance artistiche e teatrali.

Dal Lago di Como al Lago Maggiore, gli itinerari proposti

Il primo appuntamento autunnale è fissato per domenica 13 settembre, con il viaggio da Milano Cadorna a Como Lago. La settimana successiva, domenica 20 settembre, il convoglio storico raggiungerà invece Laveno Mombello Lago, per un itinerario legato al territorio del Lago Maggiore.

Il calendario proseguirà poi con la corsa verso Asso, prevista per domenica 4 ottobre, mentre Como tornerà protagonista con altri tre appuntamenti, il 18 ottobre, l’8 novembre e il 22 novembre.

Accanto agli itinerari effettuati con il convoglio d’epoca, sono previste anche due corse lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo, che costeggia il Lago d’Iseo e, in questo caso, sarà protagonista l’Automotrice storica ALn 668-125, realizzata nel 1979 e oggi restaurata.

La prima corsa sul Lago d’Iseo è in programma domenica 27 settembre e collegherà Rovato FN e Pisogne mentre l’ultimo appuntamento del calendario, domenica 13 dicembre, porterà i passeggeri da Rovato a Iseo.

Le date dei prossimi viaggi storici

Il calendario proposto da Trenord comprende otto appuntamenti tra settembre e dicembre 2026. Si parte il 13 settembre con Milano Cadorna-Como Lago, seguito il 20 settembre dal collegamento Milano Cadorna-Laveno Mombello Lago. Il 27 settembre sarà invece dedicato al percorso Rovato FN-Pisogne.

Domenica 4 ottobre toccherà alla tratta Milano Cadorna-Asso, mentre il 18 ottobre e l’8 novembre torneranno i viaggi verso Como Lago. Un ulteriore appuntamento sulla stessa destinazione è previsto il 22 novembre. Infine, il 13 dicembre il calendario si concluderà con il viaggio Rovato FN-Iseo.

I biglietti speciali dell’iniziativa sono acquistabili tramite il sito e l’app Trenord. La formula comprende il viaggio di andata e ritorno sui convogli storici e, per i viaggiatori provenienti da altre località lombarde, anche il collegamento di andata e ritorno sui treni Trenord da tutta la Lombardia verso Milano o Rovato e verso le stazioni nelle quali effettuano fermata i mezzi storici.

A Londra spunta “Lady in Blue” che omaggia la donna contemporanea

A Londra c’è una nuova figura che attira lo sguardo di chi percorre Trafalgar Square: si chiama Lady in Blue ed è la scultura dell’artista newyorkese Tschabalala Self scelta per il Quarto Plinto, uno degli spazi più riconoscibili della piazza londinese. Realizzata in bronzo e caratterizzata da un intenso abito blu, l’opera porta al centro di uno dei luoghi simbolo della capitale britannica l’immagine di una giovane donna contemporanea, anonima e metropolitana.

La scultura resterà sul Quarto Plinto per i prossimi due anni e prende il posto di Mil Veces un Instante (A Thousand Times in an Instant) di Teresa Margolles. Si tratta della sedicesima opera d’arte installata sul plinto dal 1998, nell’ambito di una commissione di arte pubblica che nel tempo ha trasformato questo spazio in un luogo dedicato alla riflessione sulla contemporaneità.

Lady in Blue si presenta come una figura femminile con un abito blu, tacchi dello stesso colore e gioielli realizzati con perline di vetro. Il bronzo della statua è stato patinato utilizzando un pigmento raffinato di lapislazzuli, la pietra semipreziosa impiegata dagli artisti da millenni.

Dal passato monumentale al futuro condiviso

La scelta di Self introduce nella piazza una presenza molto diversa da quelle tradizionalmente associate a Trafalgar Square: la statua si confronta infatti con alcuni dei principali riferimenti storici tra cui la Colonna di Nelson e i Lions di Landseer, legati a personaggi ed eventi del passato.

L’intenzione dell’artista era proprio quella di interrompere, almeno idealmente, la tradizione: Self ha immaginato una figura riconoscibile nella sua quotidianità, una sorta di “everywoman” contemporanea, collocata in un luogo di solito associato a monarchi, comandanti militari e figure destinate alla memoria collettiva.

Lady in Blue non è pensata come un monumento celebrativo nel senso tradizionale ma è una donna che attraversa la città e guarda verso ciò che deve ancora accadere: Self ha spiegato di voler dirigere l’attenzione al futuro collettivo e ha descritto la protagonista della scultura come una donna in cui molte persone possono riconoscersi, una londinese che cammina verso il futuro con ambizione e determinazione e che, nella sua presenza, rappresenta lo spirito della città.

La sedicesima opera del Quarto Plinto

Lady in Blue è stata scelta nel marzo 2024, quando Tschabalala Self è stata nominata artista vincitrice insieme ad Andra Ursuta che vedrà la propria opera salire sul Quarto Plinto nel 2028.

La selezione è stata affidata al Quarto Plinth Commissioning Group, un panel indipendente presieduto dallo scrittore e curatore Ekow Eshun il quale ha sottolineato la capacità della scultura di trasformare un soggetto quotidiano in una presenza monumentale e ha osservato come Self abbia preso la figura familiare di una donna che si muove attraverso la città per conferirle una dimensione straordinaria nel cuore di Londra.

Anche Justine Simons, vice sindaco per la cultura e le industrie creative, ha definito Lady in Blue una sorprendente aggiunta a una parte storica della città. La scultura, infatti, non si limita a occupare uno spazio lasciato vuoto ma entra in dialogo con l’identità monumentale di Trafalgar Square e introduce una figura appartenente al presente.

Otto giorni per vivere il Vietnam a bordo di un treno da sogno

Un viaggio alla scoperta del Vietnam da nord a sud, seguendo il ritmo del treno e fermandosi lungo il percorso per incontrare paesaggi, città storiche e tradizioni: è questa l’idea alla base di SJourney, il brand vietnamita dedicato agli itinerari ferroviari di lusso che trasformano il tragitto stesso in parte dell’esperienza. A rendere ancora più interessante il progetto è arrivato anche un tocco italiano: Arsenale, realtà attiva nell’hospitality di lusso e nel turismo ferroviario, ha infatti acquisito una partecipazione strategica del 33% in SJourney.

Il percorso più rappresentativo è quello che collega Hanoi a Ho Chi Minh City in otto giorni e sette notti con un programma che alterna la permanenza a bordo a soste organizzate, durante le quali i viaggiatori possono conoscere da vicino alcune delle località più significative del Paese.

Alla scoperta delle meraviglie del Vietnam

Nel corso degli otto giorni lungo la tratta Hanoi – Ho Chi Minh City sono previste tappe in alcune delle zone più interessanti del Vietnam, tra cui Trang An, il parco nazionale di Phong Nha–Ke Bang e Hoi An, riconosciuti Patrimonio UNESCO.

Il viaggio prende il via da Hanoi, con l’imbarco previsto alla stazione di Gia Lam: la prima sera è dedicata all’accoglienza a bordo e a una cena di benvenuto.

La seconda giornata conduce verso Ninh Binh, una delle aree più suggestive del Vietnam settentrionale, con la visita di Trang An, celebre per i paesaggi carsici, oltre alla scoperta dell’area legata all’antica capitale. La tappa successiva porta a Quang Binh, dove l’itinerario entra nel parco nazionale di Phong Nha–Ke Bang, uno dei luoghi di maggiore interesse naturalistico compresi nel percorso.

Il viaggio prosegue quindi verso Hue, antica città imperiale dove il programma include la visita della Cittadella imperiale e un approfondimento sull’artigianato locale. Il quinto giorno è invece dedicato a Quang Nam, con una tappa a Hoi An.

Dopo la parte centrale del viaggio, il treno continua verso sud e raggiunge Phu Yen, famosa per le paradisiache spiagge incontaminate e una natura lussureggiante. La penultima giornata porta a Phan Thiet, dove l’esperienza è legata anche alla cultura Cham, e si conclude con l’ultima cena a bordo.

L’ottavo giorno il treno raggiunge infine Ho Chi Minh City, con il trasferimento previsto verso l’hotel o l’aeroporto.

Cabine private e servizi di bordo

A distinguere SJourney è anche il livello dei servizi: cabine private dotate di bagno, aria condizionata e cassaforte, con biancheria e prodotti di cortesia. Durante il viaggio è previsto il servizio di riassetto quotidiano, mentre la sera viene effettuata la preparazione del letto. Ogni cabina dispone inoltre di un assistente personale, parte di un servizio pensato per accompagnare il passeggero durante tutto il percorso.

L’esperienza di lusso vanta anche il ristorante a bordo e nel pacchetto sono comprese colazione, pranzo e cena, sia durante la permanenza a bordo sia, in alcuni casi, nei ristoranti previsti dal programma delle escursioni. Ai pasti sono inclusi bevande analcoliche, birra e vino della casa. A completare l’offerta, visite guidate in lingua inglese, gli ingressi indicati nel programma e i trasferimenti privati a inizio e fine viaggio.

Restano invece a carico del viaggiatore il visto, l’assicurazione, le spese personali e le bevande consumate al di fuori dei pasti inclusi.

Castelli Aperti in Piemonte, viaggio tra dimore storiche, torri e musei

Domenica 13 settembre l’appuntamento con Castelli Aperti, una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio storico, artistico e architettonico delle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara e Torino e propone un totale di 56 aperture tra castelli, ville, palazzi, musei, torri e borghi.

Il programma permette così di costruire itinerari molto diversi tra loro, dalle dimore storiche delle Langhe e del Canavese fino ai centri fortificati del Monferrato, passando per musei e antiche residenze nobiliari.

Tra castelli e borghi nella provincia di Alessandria

La provincia di Alessandria propone un ricco programma in cui le architetture storiche si alternano a musei e borghi del Monferrato. Ad Acqui Terme, per esempio, il Castello dei Paleologi ospita il Civico Museo Archeologico e consente di affiancare alla visita la scoperta delle testimonianze archeologiche del territorio. L’apertura è prevista dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, con ingresso a 4 euro.

Da non perdere poi la Tenuta Castello di Razzano, ad Alfiano Natta, dove visitare il Museo Artevino e le cantine dedicate all’invecchiamento, e il Castello di Piovera, aperto nel pomeriggio con visite guidate su prenotazione dalle 14.30 alle 18.30, e ingresso a 13 euro. Se preferite un’esperienza legata ai borghi, Ozzano Monferrato propone invece un percorso libero negli spazi esterni del centro storico, accompagnato da un’audioguida accessibile tramite QR Code.

Le aperture tra Asti e il paesaggio del Monferrato

Anche l’Astigiano porta nel circuito torri, castelli e testimonianze della storia locale: tra gli altri, a Castagnole delle Lanze, la Torre del Conte Ballada di Saint Robert dona l’occasione di ammirare il suggestivo panorama dall’alto, con apertura dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. La salita costa 3 euro, mentre è prevista anche una formula da 8 euro che comprende un calice di vino.

A Castelnuovo Calcea, invece, l’area dell’antico castello è accessibile gratuitamente per tutta la giornata, dalle 10 alle 19. Tra le numerose proposte spicca poi il Castello di Rorà a Costigliole d’Asti, che domina il centro storico e sarà aperto sia al mattino sia nel pomeriggio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, con ingresso a 5 euro.

Biella, dalle dimore storiche al Ricetto di Candelo

Nel Biellese l’appuntamento permette di alternare palazzi storici e borghi fortificati: a Biella, Palazzo Gromo Losa sarà aperto dalle 10 alle 19 e ospiterà la rassegna “Fatti ad Arte” insieme alla mostra “Tutto rose e fiori” di Elham M. Aghili, visitabile fino al 18 ottobre 2026. L’ingresso ha un costo di 7 euro.

Un’altra dimora storica visitabile è Palazzo La Marmora, aperto dalle 15 alle 19 con possibilità di visita libera o accompagnata; nel programma compare inoltre il Ricetto di Candelo, celebre borgo fortificato medievale in cui passeggiare liberamente oppure con visite guidate disponibili su richiesta.

Nelle Langhe tra Barolo, Manta e Serralunga

È davvero ricca la proposta della provincia di Cuneo, dove il percorso di Castelli Aperti incontra alcuni dei paesaggi storici più riconoscibili delle Langhe. Ad esempio, a Barolo, il Castello Falletti ospita il WiMu – Wine Museum, dedicato alla cultura e alla storia del vino: sarà aperto dalle 10.30 alle 19, con ingresso intero di 9 euro.

Altre meraviglie sono il Castello della Manta, che vanta i pregevoli affreschi della Sala Baronale, aperto dalle 10 alle 18, e il Castello di Serralunga d’Alba, che propone svariati turni di visita guidata nell’arco della giornata. Il primo ha un ingresso di 11 euro, mentre per Serralunga il costo è di 6 euro.

A completare il panorama le proposte di Saluzzo, dove il pubblico può visitare la Castiglia, antica fortezza dei marchesi, oltre a Casa Cavassa, alla Torre Civica e alla Pinacoteca Olivero.

Dal Novarese al Canavese

Il circuito raggiunge poi la provincia di Novara, con aperture che includono dimore storiche e luoghi dedicati all’arte: a Oleggio Castello, il Castello Dal Pozzo sarà visitabile al mattino con visita guidata e prenotazione obbligatoria, al costo di 15 euro. A Vacciago di Ameno, la Fondazione Antonio e Carmela Calderara propone invece visite libere gratuite dalle 15 alle 18.

Nel Torinese, infine, l’itinerario guarda soprattutto al Canavese e alle dimore storiche: ad Agliè, Villa Il Meleto, legata alla figura di Guido Gozzano e al paesaggio canavesano, sarà aperta dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 19, con ingresso a 8 euro mentre a Caravino il Castello e Parco di Masino consentirà di visitare la residenza storica insieme al grande parco, dalle 10 alle 18, con ingresso di 15 euro e accesso gratuito per gli iscritti FAI.

A Piossasco, Casa Lajolo abbina invece l’apertura alla Festa degli Orti, in programma proprio domenica 13 settembre. Il calendario torinese comprende inoltre il Castello delle Quattro Torri di Arignano e il Castello di Pralormo visitabile con guida dalle 10 alle 18.

Nasce RivierAlp, il suggestivo cammino tra il Mediterraneo e le Alpi Marittime

Ha aperto ufficialmente il 1° settembre 2026 RivierAlp, un nuovo cammino transfrontaliero che mette in collegamento Mentone, Sanremo e Imperia con diverse località della provincia di Cuneo. Il percorso nasce utilizzando itinerari già presenti sul territorio, si sviluppa lungo alcune delle storiche vie di collegamento tra il Mediterraneo e le Alpi Marittime e riporta al centro  un sistema di tracciati legato anche alle tradizionali vie del sale.

La rete accompagna i camminatori dalle montagne verso la costa, passando per località come Terme di Valdieri, Trinità di Entracque, Limone Piemonte, Certosa di Pesio, Roccaforte di Mondovì e Ormea. Lungo il cammino, l’itinerario permette di muoversi tra boschi e crinali e di raggiungere borghi, fortificazioni e rifugi godendosi anche escursioni su creste panoramiche.

Una rete di percorsi con un’identità comune

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la necessità di rendere riconoscibile l’intero itinerario, nonostante RivierAlp utilizzi percorsi già presenti sul territorio. Per questo il consorzio degli operatori turistici della provincia di Cuneo ha installato appositi talloncini segnavia lungo i sentieri intervenendo sulla segnaletica esistente.

A rafforzare l’identità comune sarà anche la cartografia dedicata: è stata infatti completata la stampa della cartina ufficiale del cammino RivierAlp, alla quale si affiancherà nel corso del mese la cartoguida, pensata per fornire informazioni sulle tappe, sui territori attraversati, sui punti di interesse e sui servizi disponibili.

Il passaporto del cammino accompagna il viaggio

Tra gli elementi che caratterizzano l’esperienza di RivierAlp c’è anche il passaporto del cammino, una sorta di diario personale del viaggio, che può essere ritirato gratuitamente presso gli uffici turistici individuati come punti di partenza e porte di accesso all’itinerario.

Sul versante italiano, i passaporti sono disponibili presso gli uffici dell’ATL del Cuneese di Cuneo, Limone Piemonte, Chiusa di Pesio e Ormea, oltre che presso il centro visita Terme Valdieri e l’ufficio turistico di Entracque. Sul versante francese, invece, il passaporto può essere ritirato a Tenda presso il bureau d’information touristique.

Al momento del ritiro viene apposto sul passaporto il timbro identificativo della porta di accesso scelta e, tappa dopo tappa, diventa così una testimonianza concreta del cammino compiuto, dalle montagne fino al Mediterraneo.

Il sistema dei passaporti e dei timbri consentirà inoltre di monitorare i flussi dei camminatori e di comprendere quali siano le diverse porte di ingresso più utilizzate. I dati raccolti potranno fornire informazioni utili per le future attività di sviluppo e promozione di RivierAlp.

Scorcio di Ormea, Piemonte
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Rilassante scorcio di Ormea

L’arrivo al Mediterraneo e il cesto del viaggiatore

Il viaggio lungo RivierAlp prevede anche un riconoscimento per chi completa il percorso raggiungendo le località di arrivo indicate a Sanremo, Imperia e Mentone. Ai camminatori che porteranno a termine il viaggio potrà essere consegnato il cesto del viaggiatore, pensato come premio finale e come simbolo dell’esperienza. Il riconoscimento vuole celebrare il raggiungimento del Mediterraneo dopo il percorso attraverso le Alpi Marittime e, allo stesso tempo, raccontare grazie alle eccellenze locali l’identità e la ricchezza dei territori.

Le informazioni sulle tappe, sulle porte di accesso, sul passaporto del cammino e sui servizi disponibili possono essere richieste a Conitours, il consorzio degli operatori turistici della provincia di Cuneo.

Domenica al Museo, le migliori visite gratuite del 6 settembre

Domenica 6 settembre torna l’atteso appuntamento con Domenica al Museo, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che consente di scoprire gratis, ogni prima domenica del mese, numerosi castelli, musei, parchi archeologici, ville, giardini statali e complessi monumentali aderenti.

Si tratta di un evento di successo che coinvolge, mese dopo mese, centinaia di realtà distribuite su tutto il territorio nazionale e offre l’occasione per trascorrere una giornata dedicata alla conoscenza del patrimonio archeologico e artistico italiano, dai centri più piccoli alle grandi città.

Musei e siti visitabili gratis da Nord a Sud: una selezione

Partendo da Nord, in Lombardia sono visitabili, tra gli altri, il Museo Nazionale Archeologico e il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, le Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione, e il Santuario di Minerva di Breno (Brescia). In Piemonte, invece, sarà possibile accedere gratuitamente all‘Abbazia di Fruttaria a San Benigno Canavese, all’Area Archeologica di Libarna di Serravalle Scrivia nonché ai Musei Reali di Torino, a Palazzo Carignano e a Villa della Regina.

In Liguria, spazio al Forte San Giovanni di Finale Ligure (Savona), all’Area Archeologica di Nervia a Ventimiglia e alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e al Palazzo Reale di Genova; il Veneto partecipa con, tra gli altri, il Museo archeologico nazionale di Verona, l’Area archeologica di Feltre (Belluno) e il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso, nelle sedi di San Gaetano e Santa Margherita.

In Friuli Venezia Giulia si accede gratis, ad esempio, all’Area archeologica Villa romana di Torre a Pordenone e alla Basilica paleocristiana di Via Madonna del Mare e il Museo Storico con il Parco del Castello di Miramare a Trieste.

Proseguendo verso il Centro Italia, in Emilia Romagna aderiscono all’iniziativa la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, il Battistero degli Ariani, il Mausoleo di Teodorico e il Museo Nazionale a Ravenna, in Toscana, oltre agli Uffizi di Firenze, il Museo di Casa Vasari ad Arezzo, il Parco Archeologico di Roselle a Grosseto e il Complesso monumentale della Certosa di Calci (Pisa), mentre in Abruzzo il Museo archeologico nazionale di Campli (Teramo) e il Museo casa natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara.

In Molise biglietto gratis per il Museo archeologico di Santa Maria delle Monache a Isernia e il Museo in Palazzo Pistilli di Campobasso mentre le Marche propongono, tra gli altri, il Museo archeologico nazionale di Ascoli Piceno, l’Antiquarium statale di Numana e la Rocca Roveresca di Senigallia. Nel Lazio, Villa Adriana, Villa d’Este, l’Area Archeologica di Villa Adriana e il Santuario di Ercole Vincitore.

Scendendo verso Sud, in Campania è possibile ammirare i parchi archeologici di Pompei, Paestum ed Ercolano, Villa Sora, il MANN, Capodimonte, Castel Sant’Elmo e la Reggia di Caserta; in Calabria, ad esempio, la Galleria nazionale di Cosenza, La Cattolica di Stilo e i Parchi Archeologici di Crotone e Sibari.

Particolare della Cattolica di Stilo, Calabria
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La meravigliosa Cattolica di Stilo

La Basilicata aderisce con il Parco archeologico di Herakleia a Policoro, il Tempio delle Tavole Palatine a Bernalda (Matera) e la Sede espositiva in Palazzo Ducale di Tricarico; In Puglia aprono gratis Castel del Monte ad Andria, il Castello Svevo di Trani, il Parco archeologico di Monte Sannate a Gioia del Colle e il Museo nazionale Jatta a Riva di Puglia.

Infine, in Sardegna, da vedere il Parco Archeologico di Caprera e, a Cagliari, la Pinacoteca Nazionale, la Basilica di San Saturnino e il Museo Archeologico Nazionale.

Informazioni utili per organizzare la visita

I siti che partecipano alla Domenica al Museo del 6 settembre osserveranno i consueti orari di apertura. Prima di organizzare la giornata è quindi consigliabile controllare gli aggiornamenti sui canali ufficiali dei singoli musei, parchi archeologici e luoghi della cultura, così da verificare con precisione gli orari e le modalità di accesso.

È utile consultare anche le informazioni diffuse dal Ministero della Cultura, dal momento che le condizioni di ingresso possono variare a seconda della struttura. In particolare, per i musei e i siti più frequentati potrebbe essere richiesta la prenotazione oppure consigliata, anche se l’accesso nell’ambito dell’iniziativa rimane sempre gratuito.

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