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Quanto costa il viaggio a bordo del treno più lussuoso al mondo: il Dream of the Desert

Un treno dal fascino d’altri tempi che attraversa a ritmo lento le distese desertiche dell’Arabia Saudita, con suite private, una carrozza ristorante e ambienti ispirati alle tradizioni dell’ospitalità locale. Sembra lo scenario di un film, ma questo viaggio esiste veramente: è il progetto Dream of the Desert, il nuovo treno ultra-lusso sviluppato dall’italiana Arsenale, il primo al mondo dedicato ai viaggi ferroviari ultra-lusso nel deserto.

Le prenotazioni sono ufficialmente aperte e le prime partenze sono previste da Riyadh per ottobre 2027, ma quanto costa vivere questa esperienza decisamente fuori dal comune? I prezzi non sono proprio per tutte le tasche: per viaggiare in coppia servono cifre che farebbero impallidire anche una vacanza di lusso.

Il viaggio a bordo del Dream of the Desert

Il progetto porta la firma di Arsenale, gruppo italiano specializzato nell’ospitalità di alta gamma, e nella sua prima configurazione prevede 24 suite private, una carrozza ristorante e una carrozza Majlis, che si ispira alla tradizione saudita degli spazi dedicati all’incontro e all’ospitalità.

Il bar del Dream of the Desert
Ufficio Stampa
Il bar del Dream of the Desert

L’esperienza è pensata per alternare il tempo trascorso a bordo alle escursioni nelle regioni attraversate: sono previste infatti esperienze esclusive nelle località raggiunte dal treno. Per la stagione inaugurale, sono due gli itinerari proposti, nella parte settentrionale dell’Arabia Saudita: The Desert Kingdoms e Shadows of Aja.

The Desert Kingdoms dura 4 giorni e 3 notti e tocca le regioni di Al Jouf e Hail, con una delle esperienze più scenografiche prevista a Dumat Al-Jandal: il castello storico di Marid farà da cornice a una cena di gala accompagnata da uno spettacolo tra musica, racconti e performance teatrali. Il programma prosegue poi tra le montagne di Aja, con incontri legati alle tradizioni locali, cavalli arabi, poesia e musica.

Marid Castle
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Una delle tappe del Dream of the Desert: Marid Castle

Il secondo itinerario, Shadows of Aja, dura invece 3 giorni e 2 notti tra Hail e Al Qassim. Qui il programma comprende escursioni in fuoristrada tra i paesaggi montuosi, una cena sotto il cielo del deserto e un’esperienza di osservazione delle stelle guidata da astronomi. La seconda parte del percorso conduce tra i palmeti di Al Qassim, dove sono previsti incontri con agricoltori e artigiani e un’esperienza gastronomica dedicata ai prodotti locali, dai datteri al caffè saudita. In alcuni periodi dell’anno, il viaggio potrà includere anche le distese di sale di Al-Awshaziyah.

È già in programma, inoltre, un futuro itinerario dedicato ad AlUla, il futuristico osservatorio che unirà ricerca astronomica ed esperienze immersive memorabili.

Suite del Dream of the Desert
Ufficio Stampa
Dettaglio sulla suite del Dream of the Desert

Quanto costa viaggiare sul Dream of the Desert

Ed eccoci alla domanda che probabilmente molti si stanno facendo: quanto bisogna spendere per salire a bordo di Dream of the Desert? Le tariffe di partenza sono decisamente importanti: 86.250 riyal sauditi, pari a circa 20.670 euro per una coppia, per una suite e un viaggio di due notti. Il prezzo è comprensivo di IVA e si riferisce alla formula più breve tra quelle inaugurali.

La cifra include il pernottamento nella suite privata, la ristorazione sia a bordo sia durante le tappe e le esperienze previste dall’itinerario. Si tratta quindi di un pacchetto che comprende non soltanto il viaggio ferroviario, ma anche le attività organizzate nelle località attraversate.

Ristorante del Dream of the Desert
Ufficio Stampa
La carrozza ristorante del Dream of the Desert

Per chi desidera un’esperienza ancora più esclusiva sono previste anche partenze private e formule personalizzate, con servizi che possono includere ristorazione, intrattenimento, attività culturali e momenti dedicati al benessere. Per queste proposte, il programma e i relativi costi dipendono dalla tipologia di esperienza scelta.

Le prenotazioni per la stagione inaugurale sono già aperte attraverso il sito ufficiale del progetto. Dream of the Desert si presenta come una delle esperienze ferroviarie più esclusive al mondo: un viaggio tra paesaggi sconfinati, tradizioni saudite e comfort a cinque stelle, dove il lusso ha un prezzo da capogiro.

Sono 5 i ristoranti italiani tra i 50 migliori al mondo: ecco dove si trovano, dall’Alto Adige all’Abruzzo

L’Italia si conferma ancora una volta una delle grandi protagoniste della gastronomia internazionale. Nella nuova classifica The 50 Best Restaurants 2026, che ogni anno seleziona alcuni dei migliori ristoranti del pianeta, sono ben 5 i locali italiani che hanno conquistato un posto tra i primi 50. Dalle Langhe alle montagne dell’Alto Adige, passando per l’Emilia-Romagna, l’Abruzzo e il Veneto, questi luoghi del gusto sono immersi in paesaggi splendidi tra borghi, città eleganti e colline ricoperte di vigneti, e sanno dimostrare quanto la cucina italiana sappia distinguersi sulla scena mondiale.

A conquistare la vetta della classifica globale è stato invece un ristorante spagnolo, l’Asador Etxebarri, che ha preceduto il Gaggan di Bangkok e l’Alchemist di Copenhagen. Ma quali sono i ristoranti italiani da conoscere e, magari, da raggiungere durante il prossimo viaggio o la prossima gita fuori porta? Ecco gli indirizzi premiati.

I cinque ristoranti italiani tra i migliori al mondo

Il ristorante italiano che ha ottenuto il piazzamento più alto nella classifica The 50 Best Restaurants 2026, al 20° posto, è Piazza Duomo: sorge al Alba, in piazza Risorgimento, nel cuore delle Langhe. Un territorio celebre per i suoi vigneti, i borghi e le eccellenze enogastronomiche. Il ristorante, guidato dallo chef Enrico Crippa, vanta tre stelle Michelin ed è inserito in un contesto ideale per coloro che vogliono esplorare il territorio tra cucina d’autore, paesaggi collinari e grandi vini.

Il secondo ristorante italiano che troviamo scorrendo la classifica, al 24° posto, è Al Gatto Verde di Modena (città elogiata di recente dalla stampa estera). New entry nella top 50, questo locale si trova a Casa Maria Luigia, il progetto di ospitalità di Massimo Bottura, ed è guidato dalla chef Jessica Rosval. Il ristorante ha conquistato una stella Michelin, mentre per la chef il 2026 è un anno particolarmente importante: oltre al piazzamento del locale, ha ricevuto il Best Female Chef Award, riconoscimento assegnato per la sua tecnica di cottura alla brace e per l’impegno nella sostenibilità e nell’inclusione sociale. Tra i suoi progetti c’è anche Roots, ristorante sociale fondato per offrire alle donne migranti opportunità di formazione e lavoro nel mondo della cucina.

Dalla pianura emiliana saliamo verso l’Appennino abruzzese, dove troviamo Reale, altro nome italiano presente nella prestigiosa graduatoria (al 27° posto). Si trova all’interno di Casadonna, un ex monastero trasformato in luogo di ospitalità e alta cucina. Guidato dallo chef Niko Romito, il ristorante è insignito di tre stelle Michelin. La sua posizione, immersa nel paesaggio montano di Castel di Sangro, lo rende una meta da abbinare alla scoperta di uno degli angoli più suggestivi d’Abruzzo.

Anche l’Alto Adige trova spazio nella top 50 con Atelier Moessmer Norbert Niederkofler, a Brunico, al 38° posto. Il ristorante, che vanta tre stelle Michelin, è legato alla filosofia culinaria dello chef Norbert Niederkofler, che ha fatto della valorizzazione del territorio e degli ingredienti locali un elemento centrale del suo lavoro. Un indirizzo che si inserisce in un contesto alpino di grande fascino, immerso tra montagne imponenti, boschi e paesaggi che sanno cambiare continuamente volto con il susseguirsi delle stagioni.

Chiude la cinquina italiana Le Calandre, a Rubano, in provincia di Padova (al 43° posto della graduatoria mondiale). Fondato nel 1981 da Erminio Alajmo e Rita Chimetto, porta la firma dello chef Massimiliano Alajmo, che ne ha assunto la guida in cucina nel 1994 insieme al fratello Raffaele, e dal 2003 vanta tre stelle Michelin. Il ristorante porta il Veneto nella classifica internazionale e completa una rappresentanza italiana che attraversa territori e tradizioni differenti. Un altro indirizzo da segnare per chi ama trasformare un viaggio in un’occasione per scoprire anche le eccellenze della tavola.

La classifica completa

L’Italia festeggia cinque presenze, ma la graduatoria offre anche l’occasione per scoprire indirizzi gastronomici d’eccellenza in giro per il mondo. In testa c’è la Spagna, con Asador Etxebarri, mentre l’Asia si distingue con diversi ristoranti di Bangkok, Hong Kong e Seul.

Ecco tutti i 50 locali premiati, da segnare per un’esperienza gourmet insolita durante il prossimo viaggio:

  1. Asador Etxebarri: Atxondo (Paesi Baschi, Spagna);
  2. Gaggan: Bangkok (Thailandia);
  3. Alchemist: Copenaghen (Danimarca);
  4. Quintonil: Città del Messico (Messico);
  5. Wing: Hong Kong (Cina);
  6. The Chairman: Hong Kong (Cina);
  7. Kjolle: Lima (Perù);
  8. Kadeau: Copenhagen (Danimarca);
  9. Diverxo: Madrid (Spagna);
  10. Plénitude: Parigi (Francia);
  11. Atomix: New York (Stati Uniti);
  12. Sorn: Bangkok (Thailandia);
  13. Mérito: Lima (Perù);
  14. Sühring: Bangkok (Thailandia);
  15. Odette: Singapore (Singapore);
  16. Tuju: San Paolo (Brasile);
  17. Mingles: Seul (Corea del Sud);
  18. Nusara: Bangkok (Thailandia);
  19. Jan: Monaco di Baviera (Germania);
  20. Piazza Duomo: Alba (Piemonte, Italia);
  21. Meet the Bund: Shanghai (Cina);
  22. Boragó: Santiago (Cile);
  23. Vyn: Skillinge (Svezia);
  24. Al Gatto Verde: Modena (Emilia-Romagna, Italia);
  25. Lasai: Rio de Janeiro (Brasile);
  26. Masque: Mumbai (India);
  27. Reale: Castel di Sangro (Abruzzo, Italia);
  28. Trèsind Studio: Dubai (Emirati Arabi Uniti);
  29. Enigma: Barcellona (Spagna);
  30. Steirereck: Vienna (Austria);
  31. Celele: Cartagena (Colombia);
  32. Potong: Bangkok (Thailandia);
  33. Elkano: Getaria (Paesi Baschi, Spagna);
  34. Le Coquillage: Saint-Méloir-des-Ondes (Francia);
  35. La Colombe: Città del Capo (Sudafrica);
  36. Ru Yuan: Hangzhou (Cina);
  37. Nuema: Quito (Ecuador);
  38. Atelier Moessmer Norbert Niederkofler: Brunico (Trentino-Alto Adige, Italia);
  39. Schloss Schauenstein: Fürstenau (Svizzera);
  40. Jordnær: Copenaghen (Danimarca);
  41. Onjium: Seul (Corea del Sud);
  42. Bozar: Bruxelles (Belgio);
  43. Le Calandre: Rubano (Veneto, Italia);
  44. Don Julio: Buenos Aires (Argentina);
  45. Mayta: Lima (Perù);
  46. El Chato: Bogotá (Colombia);
  47. Le Louis XV – Alain Ducasse: Monte Carlo (Monaco);
  48. Ikoyi: Londra (Regno Unito);
  49. Naar: Kasauli (India);
  50. Saint Peter: Sydney (Australia).

Dove andremo in vacanza nel 2027, le mete più gettonate che fanno sognare gli italiani

Il 2027 sembra ancora lontano, ma gli italiani hanno già iniziato a scegliere le prossime destinazioni per organizzare il viaggio dei loro sogni. Chi ha già prenotato ha scelto soprattutto le grandi capitali europee, mentre le ricerche raccontano un desiderio di viaggi più lontani, con l’Asia in primo piano. A svelarlo è il nuovo report di eDreams ODIGEO, che ha lanciato il suo “A Year in Travel 2026“. Lo studio analizza, tra gli altri, i dati di ricerca e prenotazione dei clienti italiani, basandosi sui dati relativi alle prenotazioni di voli effettuate tramite i brand dell’azienda.

Cosa emerge? Le grandi capitali europee restano tra le mete preferite dagli italiani, ma quando si tratta di sognare il prossimo viaggio lo sguardo si spinge sempre più lontano, verso l’Asia. Ecco quali sono le destinazioni più gettonate tra gli italiani per il 2027.

Le mete più prenotate dagli italiani per il 2027

Per i viaggi del prossimo anno, gli italiani sembrano puntare soprattutto sulle città europee. La prima scelta per il prossimo anno è Parigi, che conquista il primo posto tra le destinazioni per cui gli italiani hanno già prenotato un volo, seguita da Madrid e Londra. Nella top 10 delle mete più gettonate compaiono anche Barcellona, Amsterdam, Budapest e Valencia: un quadro che mostra quanto le capitali e le città del continente continuino a essere protagoniste dei programmi di viaggio.

Non mancano, però, mete più distanti, come New York, e vacanze dal sapore più esotico, come Sharm el-Sheikh. Roma completa la classifica, nella quale la Capitale è l’unica destinazione italiana. Ecco la top 10 delle prenotazioni dei voli per il 2027:

  1. Parigi;
  2. Madrid;
  3. Londra;
  4. Barcellona;
  5. Sharm el-Sheikh;
  6. Amsterdam;
  7. New York;
  8. Budapest;
  9. Roma;
  10. Valencia.

Le mete più cercate dagli italiani per il 2027

Se le prenotazioni premiano soprattutto l’Europa, le ricerche raccontano invece un desiderio di esplorazione ancora più ampio tra i viaggiatori italiani. Tokyo, infatti, conquista il primo posto tra le destinazioni più cercate dagli italiani per il 2027, davanti a Bangkok e New York. L’Asia, inoltre, occupa un posto di rilievo nell’immaginario dei viaggiatori: 4 destinazioni su 10 in classifica sono proprio asiatiche.

Ecco le dieci mete che incuriosiscono maggiormente i viaggiatori e per le quali si stanno registrando maggiori ricerche online:

  1. Tokyo;
  2. Bangkok;
  3. New York;
  4. Parigi;
  5. Londra;
  6. Malé;
  7. Amsterdam;
  8. Miami;
  9. Sharm el-Sheikh;
  10. Phuket.
Roppongi, nel cuore di Tokyo, illuminata durante le feste
iStock
Roppongi, nel cuore di Tokyo, illuminata durante le feste

Roma conquista anche gli stranieri, Cagliari è in crescita

E se guardiamo al 2026, quali sono state le mete più amate dagli italiani? Per i voli, Barcellona è stata la destinazione più prenotata, seguita da Tirana e Parigi. Catania è invece la prima città italiana in classifica, al quarto posto. Tra le mete che hanno registrato la crescita maggiore spicca Torino, con un aumento del 59% delle prenotazioni aeree rispetto all’anno precedente, davanti a Napoli (+57%).

Per quanto riguarda gli hotel, gli italiani hanno scelto soprattutto Roma, che precede Milano e Barcellona. La Capitale si conferma molto amata anche dai viaggiatori internazionali: è infatti al primo posto per le prenotazioni alberghiere internazionali del 2027. Nel 2026, invece, la destinazione italiana che ha registrato la crescita più significativa nelle prenotazioni hotel dall’estero è stata Cagliari, con la località di Porto Sa Ruxi, in aumento del 78%.

Le città più sicure al mondo dove viaggiare nel 2027: un’italiana entra nella top 10

Quando partiamo per una nuova destinazione, oltre alle bellezze da scoprire, alle esperienze da vivere e alle attrazioni da non perdere assolutamente, facciamo sempre molta attenzione anche a un altro aspetto che può fare la differenza: la sicurezza. Sapere di poter passeggiare tranquillamente per le strade, utilizzare i mezzi pubblici e visitare i quartieri della città senza particolari preoccupazioni è infatti un elemento importante da considerare per organizzare un viaggio.

Ma quali sono le città più sicure al mondo da visitare nel 2027? A darci una risposta è il nuovo Safest Cities Report di Berkshire Hathaway Travel Protection (BHTP), che individua le 15 destinazioni urbane considerate più sicure dai viaggiatori. La ricerca si basa sulle esperienze dirette di oltre 1.500 viaggiatori statunitensi, incrociate con i dati degli indici di sicurezza urbana di Numbeo e The Economist e con le valutazioni di GeoSure Global, che analizza anche la sicurezza dei singoli quartieri.

C’è anche una buona notizia per il Belpaese: tra le mete incoronate come le più sicure del pianeta si afferma anche una città italiana, che rispetto all’anno scorso guadagna posti in classifica.

Montreal è la città più sicura al mondo

È Montreal, in Canada, a conquistare il primo posto del Safest Cities Report 2027 di BHTP. La città si distingue per un tasso di criminalità particolarmente basso e per le ottime valutazioni ottenute dai suoi quartieri su GeoSure Global, dove i punteggi superiori a 70 sono considerati eccezionali.

Anche la sicurezza personale, quella notturna e l’accessibilità alle strutture sanitarie contribuiscono al risultato. Ma ci sono anche aspetti negativi a cui prestare attenzione, del resto nessun luogo è perfetto. Il rapporto segnala infatti il traffico: Montreal e i suoi sobborghi occupano entrambe le sponde del fiume San Lorenzo e attraversare i ponti per raggiungere i diversi punti della città può diventare un’impresa.

Venezia è (di nuovo) l’unica italiana nella top 15

A rappresentare l’Italia nella classifica 2027 c’è ancora una volta Venezia, unica città italiana presente nella selezione delle più sicure al mondo. Con 75,39 punti, la città lagunare si posiziona all’ottavo posto, guadagnando tre posizioni rispetto all’anno scorso. Secondo le valutazioni di GeoSure, offre buoni livelli di sicurezza per le donne e un facile accesso all’assistenza medica.

L’aspetto negativo? Come in molte destinazioni turistiche molto frequentate, anche qui la piccola criminalità rappresenta un aspetto da non sottovalutare, soprattutto nelle zone più affollate.

Vista panoramica su Venezia
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Venezia, la città italiana più sicura per un viaggio nel 2027

La classifica completa

La graduatoria del 2027 comprende soprattutto città europee, ma non mancano destinazioni asiatiche, americane e australiane. Dopo Montreal, sul podio salgono anche Zurigo, considerata una città tranquilla e dotata di trasporti pubblici efficienti, e Amsterdam, che ottiene giudizi positivi sul fronte della sicurezza. Seguono Tokyo, particolarmente apprezzata per la sicurezza personale, anche nelle ore notturne, e Reykjavik, che si distingue per le sue dimensioni contenute e l’atmosfera tranquilla. Tra le altre mete selezionate figurano Oslo, Singapore, Sydney e Honolulu.

Ecco la classifica completa delle 15 città più sicure al mondo da visitare nel 2027 secondo il nuovo rapporto, con i rispettivi punteggi:

  1. Montreal, Canada: 82,18 punti;
  2. Zurigo, Svizzera: 81,03 punti;
  3. Amsterdam, Paesi Bassi: 80,81 punti;
  4. Tokyo, Giappone: 79,91 punti;
  5. Reykjavik, Islanda: 78,90 punti;
  6. Oslo, Norvegia: 76,45 punti;
  7. Singapore: 76,41 punti;
  8. Venezia, Italia: 75,39 punti;
  9. Sydney, Australia: 75,34 punti;
  10. Honolulu, Stati Uniti: 75,31 punti;
  11. Dublino, Irlanda: 74,58 punti;
  12. Copenaghen, Danimarca: 73,52 punti;
  13. Barcellona, Spagna: 73,44 punti;
  14. San Francisco, Stati Uniti: 73,15 punti;
  15. Parigi, Francia: 72,45 punti.

Monastero di Manasija, Senigallia e Gargonza: i luoghi e i viaggi che hanno fatto sognare questo mese

L’autunno è ormai entrato nel vivo e le vacanze estive sono già un ricordo lontano, ma la voglia di partire non va certo in letargo. Anzi, è proprio questo il momento in cui cresce il desiderio di scoprire nuovi luoghi, lasciarsi sorprendere da destinazioni insolite e iniziare a sognare i prossimi viaggi, magari approfittando della prossima pausa invernale.

Anche a ottobre, i lettori di SiViaggia hanno continuato a esplorare il mondo attraverso storie di borghi fuori dal tempo, monasteri ricchi di tesori, città premiate dalla stampa internazionale e architetture che sembrano uscite dalla fantasia di un bambino. Dalla Serbia ai Paesi Bassi, passando per la Toscana e le Marche, ecco i cinque luoghi e viaggi che hanno fatto sognare di più questo mese.

Il Monastero di Manasija, sembra un castello medievale

A prima vista sembra una fortezza medievale, ma il Monastero di Manasija è molto di più: sorge nella valle del fiume Resava, in Serbia, con le sue altissime mura in pietra, le torri imponenti e un sistema difensivo formato da oltre cento caditoie. È il Monastero di Manasija, uno dei luoghi più affascinanti del Paese, fondato nel Quattrocento per volontà del despota Stefan Lazarević.

Dietro la sua imponente cinta fortificata si nasconde un tesoro di arte e spiritualità: la chiesa principale conserva preziosi affreschi della tradizione bizantina, mentre la celebre Scuola di Resava contribuì per secoli alla trascrizione e alla diffusione dei manoscritti. Non è un caso che l’UNESCO, nel 2010, lo abbia inserito nella lista propositiva dei siti candidati al Patrimonio Mondiale.

Qui il nostro articolo: Il fascino segreto del Monastero di Manasija, custode di affreschi straordinari e secoli di storia serba

Vista sul Monastero di Manasija
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Vista sul Monastero di Manasija

Senigallia è la città da vivere anche in autunno

C’è una città delle Marche che ha attirato l’attenzione del prestigioso quotidiano britannico The Guardian, entrando tra le cinque destinazioni europee consigliate per godersi ancora il sole d’autunno. È Senigallia, celebre per la sua Spiaggia di Velluto, che proprio quando gli ombrelloni scompaiono al termine della stagione più calda, rivela un volto diverso, più tranquillo e tutto da scoprire.

A conquistare la stampa estera non è soltanto il mare, ma anche la sua straordinaria offerta gastronomica, con ristoranti stellati, prodotti tipici e specialità locali come la pizza al formaggio. Ci sono poi i mercati autunnali, la raccolta delle olive e le passeggiate tra il fiume Misa, le colline e i borghi dell’entroterra. Tra i simboli della città c’è anche la Rotonda a Mare, elegante struttura degli anni Trenta sospesa sull’Adriatico: da qui parte uno degli itinerari suggeriti dal Guardian, ovvero una passeggiata che abbandona la costa e risale verso i borghi dell’entroterra.

Qui il nostro articolo: Senigallia conquista il Guardian: la meta italiana dove godersi ancora il sole d’autunno

Senigallia
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Vista panoramica sul mare di Senigallia

Natale 2026 low cost in 5 mete da sogno tra mercatini e sole d’inverno

Chi ha detto che viaggiare a Natale debba per forza costare una fortuna? Tra le città europee che si illuminano di luci e mercatini e le destinazioni dove trascorrere le feste al caldo, ci sono diverse mete che permettono di concedersi una vacanza senza svuotare i portafogli. Tra quelle che hanno attirato l’attenzione dei lettori di SiViaggia, ci sono Craiova, in Romania, dove il mercatino natalizio si è aggiudicato il primo posto nella classifica europea del 2026. Nel 2026 il tema è il Regno degli Elfi: le decorazioni e le luminarie si estendono su cinque piazze e lungo i viali del centro, e tra le attrazioni c’è anche una ruota panoramica alta 40 metri dalla quale ammirare la città illuminata.

Tra le altre mete consigliate per un Natale low cost troviamo Debrecen, in Ungheria, perfetta per respirare l’atmosfera dell’Avvento lontano dai prezzi di Budapest, le luminarie di Riga, in Lettonia, e due alternative al freddo: Agadir, in Marocco, e l’Algarve, in Portogallo, dove dicembre regala temperature miti e giornate da trascorrere all’aria aperta.

Qui il nostro articolo: Dove andare a Natale 2026 spendendo poco: mete da favola e low cost

Craiova illuminata nelle feste di Natale
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Craiova illuminata durante le feste di Natale

Gargonza, il grazioso borgo-castello toscano

Sulle colline della Val di Chiana, a metà strada tra Arezzo e Siena, c’è un borgo fortificato che sembra essersi fermato al Medioevo. È Gargonza, un piccolo paese in pietra dominato da una torre merlata, dove si snodano vicoli stretti tra antiche mura, passaggi medievali e una piazzetta con un pozzo ottagonale. La sua storia attraversa quasi nove secoli e custodisce anche un legame con Dante Alighieri: secondo la tradizione, il poeta soggiornò qui durante il suo esilio.

Dopo aver rischiato l’abbandono nel Novecento, il borgo è stato recuperato con un attento restauro conservativo e oggi accoglie i viaggiatori nelle sue dimore storiche, che permettono di scoprirne tutto il fascino d’altri tempi.

Qui il nostro articolo: Gargonza, il borgo-castello di pietra che racconta 900 anni di storia toscana

Gargonza
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Vista panoramica sul borgo di Gargonza

Il quartiere-foresta di Rotterdam con le sue case cubiche

A Rotterdam, nei Paesi Bassi, esiste un quartiere che sembra uscito da un mondo immaginario: una successione di grandi cubi gialli inclinati di 45 gradi, appoggiati su pilastri esagonali e collegati tra loro in una composizione geometrica sorprendente.

Case cubiche gialle "Blaakse Bos"
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Case cubiche gialle “Blaakse Bos” di Rotterdam

Sono le Kubuswoningen, progettate dall’architetto Piet Blom e realizzate tra il 1982 e il 1984. Il loro soprannome è Blaakse Bos, ovvero “Foresta di Blaak”, perché ogni abitazione rappresenta simbolicamente un albero, con il pilastro a fare da tronco e il cubo inclinato da chioma. Ma la cosa più incredibile è che non si tratta di semplici installazioni artistiche: sono vere case abitate, con ambienti distribuiti su tre livelli e pareti oblique che rendono ogni spazio fuori dagli schemi. Chi vuole scoprire come si vive in queste insolite abitazioni può anche visitare una casa museo aperta al pubblico.

Qui il nostro articolo: Il quartiere con incredibili case cubiche che sembrano una foresta geometrica: Kubuswoningen, a Rotterdam

Kubuswoningen a Rotterdam
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Le case cubiche gialle di Rotterdam

Il gigante italiano da record che ispirò la Statua della Libertà: il San Carlone, guardiano del Lago Maggiore

C’è una statua italiana che puoi incredibilmente visitare dall’interno e che ha un legame speciale con uno dei monumenti più famosi al mondo: la Statua della Libertà di New York. È il Colosso di San Carlo Borromeo di Arona, chiamato San Carlone, la gigantesca statua dedicata a San Carlo Borromeo alta ben 35,10 metri, che per circa due secoli è stata la più alta del mondo. Ma non tutti sanno che il progettista della Statua della Libertà, Frédéric-Auguste Bartholdi, visitò la statua per studiarne la struttura. Diversi anni più tardi avrebbe progettato la celebre statua che domina il porto di New York e che, con i suoi 93 metri di altezza complessiva, avrebbe sottratto al San Carlone il primato mondiale.

Da secoli domina il Lago Maggiore e al suo interno nasconde una sorpresa: è possibile entrare al suo interno e salire fino alla testa, percorrendo 85 gradini, tra scale a chiocciola e passaggi nascosti, per ritrovarsi davanti a una vista spettacolare sul lago e sulle montagne circostanti.

La storia del San Carlone

Quella del San Carlone non è un’installazione contemporanea, ma un monumento che ha più di tre secoli di storia e che continua a vegliare sul territorio di Arona con il suo braccio alzato in segno di benedizione. Il Sancarlone, come lo chiamano affettuosamente gli abitanti della città piemontese, venne concluso alla fine del Seicento, ma la sua storia inizia dopo la canonizzazione di Carlo Borromeo, avvenuta nel 1610.

Una delle finestre che si aprono sulla statua San Carlone
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Una delle finestre che si aprono sulla statua del San Carlone

Nato ad Arona nel 1538, il futuro santo fu arcivescovo di Milano e una delle figure religiose più influenti del suo tempo. Per celebrarne la memoria, il cardinale Federico Borromeo, suo cugino, sostenne l’ambizioso progetto di un Sacro Monte, un complesso che avrebbe dovuto comprendere una chiesa, quindici cappelle dedicate alla vita del santo e una statua monumentale.

Il progetto non venne mai completato interamente, ma il colosso fu realizzato su disegno di Giovan Battista Crespi e portato a termine nel 1698 dagli scultori Siro Zanella e Bernardo Falconi.

Le scalette che salgono alla testa del San Carlone
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Le scalette che salgono alla testa del San Carlone

Una struttura da record

Il Colosso di San Carlo Borromeo raggiunge i 35,10 metri compreso il piedistallo in marmo: la figura del santo misura circa 23 metri, mentre la base supera gli 11. È costruita con una struttura interna di pietra, mattoni e ferro, rivestita all’esterno da lastre di rame battute a martello. Anche il braccio destro sollevato in segno di benedizione è sostenuto da una complessa struttura metallica, pensata per resistere ai venti che possono colpire la zona.

È proprio la sua particolare tecnica costruttiva ad aver attirato l’attenzione di Frédéric-Auguste Bartholdi, che soggiornò proprio ad Arona per studiare il monumento prima di progettare la Statua della Libertà, destinata a superare il San Carlone e a sottrargli il record di statua più alta del mondo.

Come visitare la statua

Visitare il San Carlone è un’esperienza straordinaria e potete scegliere tra due modalità: fermarvi al terrazzo panoramico ai piedi della statua, da cui si ammirano il Lago Maggiore e la Rocca di Angera (l’opzione più adatta se soffrite di vertigini o claustrofobia), oppure proseguire all’interno del colosso.

Per arrivare fin dentro la testa del gigante bisogna affrontare 85 gradini, tra una scala a chiocciola e una ripida scala verticale, fino a raggiungere i 24 metri di altezza. La ricompensa è una prospettiva molto insolita che lascia a bocca aperta: il panorama sul Lago Maggiore e sulle montagne si apre proprio attraverso gli occhi, le orecchie e le narici del santo, oltre che dalle aperture all’altezza delle spalle. In pratica, si guarda il paesaggio dal punto di vista della statua, come se si fosse esattamente al posto di San Carlo.

La salita, però, non è adatta a tutti: gli spazi sono ristretti e il percorso può risultare impegnativo per chi soffre di vertigini, claustrofobia o problemi cardiaci e respiratori. L’accesso è consentito dai 6 anni, con accompagnamento di un adulto fino ai 12. Non sono ammessi ciabatte, infradito, zaini, borse ingombranti e ombrelli.

Il biglietto intero costa 10 euro e comprende terrazzo e interno della statua (ma se vi fermate al terrazzo il costo è di 7 euro). Il ridotto è di 5 euro per bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni. I biglietti si acquistano esclusivamente in biglietteria, non online.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il San Carlone si trova in Piazzale San Carlo, ad Arona, in provincia di Novara, sul colle omonimo a nord del centro abitato, lungo la strada che collega la città a Dagnente. In auto si raggiunge dalla Statale del Sempione, imboccando via Verbano e seguendo le indicazioni per la statua. Per chi arriva da Milano, il riferimento è l’autostrada A8 in direzione dei Laghi, proseguendo poi verso Arona.

La posizione sopraelevata permette di riconoscere il colosso anche dal lago: una volta arrivati, oltre alla visita della statua, si può passeggiare nel parco che la circonda e fermarsi ad ammirare il romantico panorama che si apre sul Lago Maggiore.

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