C’è un borgo tutto di legno nato da un film, ed è bellissimo: Drvengrad, in Serbia
In Italia, ma in realtà in gran parte d’Europa, siamo abituati a visitare borghi millenari che resistono con forza e maestosità allo scorrere del tempo. Eppure, sempre nel nostro continente, c’è qualcosa di totalmente diverso (ma non per questo meno affascinante). Parliamo di Drvengrad, nella Serbia occidentale, un villaggio realizzato dal regista Emir Kusturica sulle alture di Mećavnik.
Sì, avete letto benissimo: pur sembrando un antico insediamento balcanico cresciuto lentamente nel corso dei secoli e rimasto fedele alle proprie tradizioni, è in realtà nato dall’immaginazione di un regista cinematografico. Il suo nome tradotto vuol dire “città di legno“, ma è conosciuto anche con gli appellativi Mećavnik e Küstendorf (quest’ultimo richiama il cognome del suo ideatore e la parola tedesca Dorf, villaggio).
Tutto ebbe inizio durante le riprese di La vita è un miracolo, film del 2004. Affascinato dal paesaggio, Kusturica decise di realizzare un piccolo centro abitato che riunisse architettura tradizionale, arte contemporanea e un’idea personale di vita lontana dalle grandi città.
Cosa vedere a Drvengrad
Questo peculiare villaggio della Serbia è stato concepito secondo una pianta piuttosto regolare, con un ingresso principale, una piazza centrale e una successione di edifici distribuiti lungo vicoli raccolti. Ma ciò che davvero colpisce è che ogni particolare rivela la personalità eccentrica del suo creatore.
Piazza Diego Armando Maradona e le strade dedicate ai personaggi famosi
Il cuore di Drvengrad è Piazza Diego Armando Maradona, al quale Kusturica dedicò anche un documentario. La pavimentazione è realizzata con cubetti lignei e sezioni di vecchie traversine ferroviarie, mentre intorno sorgono edifici tradizionali e sculture che contribuiscono a inscenare un’atmosfera surreale.
Anche la toponomastica riserva parecchie sorprese: l’arteria principale porta il nome di Ivo Andrić, scrittore jugoslavo insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1961. Altre vie ricordano Federico Fellini, Ingmar Bergman, Ernesto Che Guevara e Novak Đoković.
Le antiche case di legno recuperate dai villaggi balcanici
All’apparenza, le abitazioni sembrano tutte della stessa epoca, ma nei fatti il complesso è stato costruito utilizzando anche autentiche brvnare, tradizionali case di tronchi provenienti dagli insediamenti rurali della regione.
Molte strutture furono smontate, trasportate sulla collina e restaurate e oggi presentano finestre piccole, porticati e particolari decorativi che raccontano l’antico rapporto tra gli abitanti e le risorse naturali.
La chiesa ortodossa di San Sava
La piccola chiesa del borgo è interamente realizzata in legno, accompagnata da un campanile della stessa materia. L’edificio è dedicato a San Sava, figura fondamentale nella storia religiosa serba, e vanta un’architettura che riprende i modelli delle antiche chiese russe costruite con tronchi sovrapposti.
Tetti a più livelli e scandole lignee creano una sagoma riconoscibile, particolarmente suggestiva quando il cielo grigio delle montagne contrasta con le tonalità calde della costruzione.
Il cinema Stanley Kubrick
Cinema e vita quotidiana si incontrano anche negli spazi sotterranei del complesso. Tra le attrazioni principali c’è il cinema Stanley Kubrick, dedicato al celebre regista statunitense.
La sala mantiene l’atmosfera delle proiezioni tradizionali, con poltrone e ambienti pensati per valorizzare l’esperienza cinematografica. Il programma comprende film contemporanei, opere d’archivio e appuntamenti speciali.
La biblioteca, le gallerie e gli angoli più curiosi
Dietro le facciate rustiche si nascondono ulteriori sorprese, come la biblioteca dedicata allo scrittore Meša Selimović che richiama la grande tradizione letteraria balcanica, mentre gli spazi espositivi ospitano iniziative artistiche e mostre. C’è pure la galleria Corto Maltese, il cui nome rimanda al celebre personaggio creato dal fumettista Hugo Pratt.
Meritano attenzione anche le insegne dei locali, spesso ispirate a protagonisti della letteratura e del cinema. La pasticceria Kod Ćorkana, per esempio, prende il nome da un personaggio dell’universo narrativo di Ivo Andrić.
Cosa fare a Drvengrad
Visitare le attrazioni del villaggio richiede relativamente poco tempo, ma la permanenza può trasformarsi in un soggiorno di diversi giorni. Tra appuntamenti culturali, cucina locale e paesaggi montani, le esperienze più interessanti proseguono ben oltre il perimetro delle sue case.
- Salire sul treno dell’Otto di Šargan: a pochi chilometri si trova una delle ferrovie turistiche più celebri della Serbia, conosciuta con il nome di Šarganska osmica. Il treno storico Nostalgija percorre, nella stagione ordinaria, circa 15,5 km tra Mokra Gora e Šargan Vitasi, attraversando 22 gallerie e 5 ponti. Il tracciato forma un grande 8 per superare un dislivello di circa 300 metri e lungo il viaggio appare anche Golubići, stazione utilizzata per il film di Kusturica.
- Partecipare al festival Küstendorf: dal 2008 il borgo ospita una manifestazione internazionale dedicata al cinema e alla musica, dove giovani autori, studenti e grandi nomi della settima arte si incontrano tra proiezioni, lezioni e spettacoli.
- Assaggiare le specialità della cucina serba: una sosta nei ristoranti permette di conoscere i sapori della gastronomia balcanica. Tra le preparazioni tradizionali ci sono i ćevapčići, piccoli cilindri di carne alla griglia, il kajmak, prodotto lattiero-caseario dalla consistenza cremosa, e le sostanziose zuppe chiamate čorba. Per una pausa dolce, spazio alle palačinke, sottili crêpe farcite.
- Trascorrere una notte nelle abitazioni tradizionali: si può soggiornare tra pareti di tronchi, mobili decorati e scorci sui tetti del paese. Gli alloggi presentano caratteristiche differenti, risultato dell’adattamento delle vecchie costruzioni alle esigenze contemporanee.
- Esplorare la natura di Mokra Gora: sentieri, boschi di conifere e rilievi appartengono al paesaggio dell’area protetta di Šargan-Mokra Gora. Tra le tappe da non perdere segnaliamo le grotte Hajdučka e Crvena, la cascata Skakavac e le sorgenti minerali di Bele Vode.
- Visitare Kremna, il paese delle profezie: poco distante si trova un villaggio legato alle vicende della famiglia Tarabić, famosa nella tradizione popolare locale per presunte capacità profetiche.

Dove si trova e come arrivare
Drvengrad è un villaggio serbo che prende vita a circa 680 metri di altitudine. Il centro abitato di riferimento è Mokra Gora, nella regione amministrativa di Užice, poco distante dal confine con la Bosnia-Erzegovina.
Belgrado dista circa 200-240 km, secondo l’itinerario stradale prescelto. In automobile si può percorrere l‘autostrada E-763 verso l’area centrale del Paese, proseguire in direzione Užice e raggiungere Mokra Gora attraverso Kremna. Un’altra possibilità passa da Valjevo e Bajina Bašta.
Chi preferisce i trasporti pubblici può raggiungere Užice in autobus o treno e proseguire con un collegamento locale oppure in taxi. Dalla stazione ferroviaria di Mokra Gora il complesso dista quasi 2 km. Per chi arriva dall’Italia, lo scalo internazionale di riferimento è l’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado, da dove il viaggio continua poi su strada.















