Montagne che si specchiano nei laghi, sentieri sospesi sopra panorami spettacolari e rifugi dove fermarsi dopo ore di cammino riscoprendo i sapori più genuini: l’Italia regala esperienze ad alta quota che non passano inosservate neppure all’estero. A celebrarle questa volta è il Guardian, che ha raccolto i consigli dei suoi lettori sulle più belle vacanze in montagna da vivere in Europa.
Tra Svizzera, Pirenei, Austria, Irlanda e Balcani, l’Italia domina la lista comparendo ben tre volte. Dalle Dolomiti di Brenta alle montagne che dominano il Lago di Como, fino ai piedi del Monte Bianco, sono tre luoghi diversi tra loro, ma accomunati da panorami autenticamente spettacolari.
Le Dolomiti di Brenta, il lato più tranquillo delle Dolomiti
Il primo luogo italiano elogiato dal Guardian è quello delle Dolomiti di Brenta, raccontate come il volto più tranquillo delle Dolomiti, lontano dalle zone maggiormente prese d’assalto dai turisti e dagli “instagrammer”.
Il lettore che le ha segnalate racconta di aver scelto come base Pinzolo, per poi partire da Madonna di Campiglio per un trekking di tre giorni tra rifugi, vie ferrate e creste affilate. Il momento più bello del viaggio? L’arrivo al Rifugio Agostini, a 2.410 metri, nel cuore della Val d’Ambiez: un luogo apprezzato per l’accoglienza, il cibo di montagna e soprattutto per le cime frastagliate che riempiono il panorama dalle sue finestre. L’itinerario si conclude poi a Molveno, con un aperitivo sulle rive del lago.
Siamo in Trentino, nella parte più occidentale dell’area dolomitica: le Dolomiti di Brenta sono protette dal Parco Naturale Adamello Brenta e si distinguono per le imponenti pareti rocciose modellate in guglie e pinnacoli.
iStockLago Nambino nelle Dolomiti di Brenta
La Via dei Monti Lariani sopra il Lago di Como
C’è poi un modo decisamente diverso di scoprire uno dei laghi italiani più famosi al mondo, ovvero guardarlo dall’alto. Il Guardian segnala la Via dei Monti Lariani, un lungo itinerario escursionistico che attraversa le montagne della sponda occidentale del Lago di Como.
Il percorso, lungo circa 125 chilometri, collega Cernobbio a Sorico, sfiorando il confine con il Canton Ticino. Si cammina tra pascoli di montagna, piccoli paesi legati anche alla storia del contrabbando di frontiera e panorami aperti verso le Alpi. A rendere speciale l’esperienza sono anche le soste nei rifugi e negli agriturismi, dove assaggiare piatti della tradizione come polenta “uncia” e pizzoccheri.
Il Rifugio Bertone con vista sul Monte Bianco
È però la Valle d’Aosta a conquistare il riconoscimento più importante della selezione: il Guardian sceglie come “winning tip” il consiglio dedicato al Rifugio Giorgio Bertone, sopra Courmayeur, a 2.000 metri di quota.
A colpire sono innanzitutto le incredibili viste sul Monte Bianco, ma il panorama è soltanto una parte dell’esperienza. Ci sono il cibo, l’atmosfera di un autentico rifugio alpino e soprattutto la Balconata della Val Ferret, considerato uno dei percorsi più belli nei dintorni. Il momento da non perdere arriva al tramonto, quando la luce cambia sui ghiacciai e, con il calare del buio, sopra il massiccio compare il cielo stellato.
Entra nel vivo “ViViamo il Trasimeno”, il Festival dei Cammini 2026 che fino all’11 ottobre propone cinque fine settimana ricchi di appuntamenti dedicati alla scoperta del territorio, alla sostenibilità ambientale e a un turismo capace di valorizzare paesaggi, storia, cultura e tradizioni.
Percorsi a piedi e in bicicletta, attività all’aria aperta e occasioni di incontro e riflessione per scoprire o riscoprire il fascino del Trasimeno e, allo stesso tempo, promuovere le buone pratiche legate al turismo lento, anche nei periodi di bassa stagione e di minore affluenza.
Sono sei i soggetti che organizzano l’iniziativa: l’associazione culturale “L’Olivo e la Ginestra”, il gruppo sportivo “Filippide” di Castiglione del Lago, l’associazione italiana “Via Romea Germanica”, la UISP Regionale Umbria, l’associazione “I Borghi più belli d’Italia” e il gruppo di mountain bike “ASD MTB” di Castiglione del Lago.
A collaborare e promuovere il festival sono invece l’Unione dei Comuni del Trasimeno e i Comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno, insieme al GAL Trasimeno Orvietano.
A piedi sulle tracce di Perugino
Il primo appuntamento accompagna i partecipanti alla scoperta dei paesaggi legati a Pietro Vannucci, il Perugino: fino a martedì 22 settembre sono, infatti, in programma le “Camminate lungo i sentieri del Perugino”, curate dall’associazione “L’Olivo e la Ginestra”.
Cinque tappe, per un totale di 103 chilometri, lungo una fitta rete di strade secondarie e sentieri di campagna, con un itinerario che parte e si conclude a Panicale per andare alla ricerca dei paesaggi raffigurati dal celebre artista.
Dopo essere partito il 18 settembre alle 9 da Panicale, con arrivo nel pomeriggio a Fontignano, sabato 19 il percorso riparte alle 9 da Fontignano per raggiungere Castiglion Fosco. Domenica 20 si cammina da Castiglion Fosco a Piegaro, mentre lunedì 21 la partenza è fissata da Piegaro, alle 9, con arrivo a Città della Pieve nel pomeriggio.
L’ultima tappa, martedì 22 settembre, prenderà il via da Città della Pieve, dallo storico Palazzo Fargna, sede del Municipio pievese, per fare ritorno a Panicale.
Ph Ufficio stampa GOEC Gabriele Olivo Editoria e ComunicazioneViViamo il Trasimeno, Festival dei Cammini 2026
A Castiglione del Lago il festival incontra il ciclismo
Il fine settimana del 19 e 20 settembre porta invece a Castiglione del Lago una due giorni dedicata a ciclismo, cammini e cultura.
Sabato 19, alle 17, Palazzo della Corgna ospiterà le iniziative legate alla “Cicloturistica dei Borghi più belli d’Italia” e alla rievocazione della “Pedalata Rosa del 1995”. L’appuntamento sarà anche l’occasione per visitare la mostra allestita nel palazzo, con pannelli fotografici, documenti dell’evento e reperti di abbigliamento e accessori appartenuti ai ciclisti.
Seguirà un convegno dedicato al rapporto tra cammini, territorio, turismo, sport e marketing territoriale cui parteciperanno rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Federciclismo, di Bike Hospitality e delle categorie interessate, oltre alla stampa locale, nazionale e al gruppo RCS. Tra gli ospiti è prevista anche la partecipazione straordinaria del russo Evgenij Berzin, vincitore del Giro d’Italia nel 1994 e secondo classificato nel 1995.
La giornata si concluderà con la premiazione di alcune delle figure che contribuirono all’evento del 1995.
Domenica 20 settembre sarà invece la volta della XIV edizione della “Cicloturistica dei Borghi più belli d’Italia”, organizzata da “ASD Cicli Matè”: dalle 8 alle 15 i partecipanti partiranno e arriveranno a Castiglione del Lago, attraversando anche Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno, Magione e Panicale.
Sono previsti due percorsi: uno di 70 chilometri, pensato per tutti i cicloamatori, e uno di 118 chilometri, rivolto a chi desidera affrontare una sfida più impegnativa.
Tra i laghi di Chiusi e Montepulciano, camminate e sport
Sempre domenica 20 settembre il festival si sposterà al confine tra Umbria e Toscana, nell’area dei laghi di Chiusi e Montepulciano, dove l’ASD GS Filippide propone una giornata dedicata alle attività podistiche e a tre differenti camminate.
Si comincia presto, alle 6, con una camminata di 29 chilometri intorno al lago di Chiusi e al lago di Montepulciano. Alle 8.30 partirà invece il percorso di 16 chilometri attorno al lago di Chiusi, mentre alle 9.30 sarà la volta della camminata di 8 chilometri, arricchita dalla visita alle celebri torri “Beccati Questo” e “Beccati Quest’altro”, legate da oltre sette secoli alla storia del territorio.
Le due torri raccontano, infatti, un antico capitolo della rivalità tra Siena e Perugi: la Torre di Beccati Questo fu realizzata dai senesi nel fondo della valle, mentre quella di Beccati Quest’altro, detta anche Torre Beccati Quello, fu edificata dai perugini in posizione dominante e proprio di fronte alla prima.
La prima torre venne costruita nel 1279 dai Guelfi, dopo una vittoria sui Ghibellini, come simbolo del loro dominio sulle zone paludose al confine tra i territori di Siena e Perugia. Qualche anno più tardi, i perugini risposero costruendo la seconda torre. Nonostante i nomi dal tono volutamente sbeffeggiante, i due edifici non vennero utilizzati come vere strutture difensive o militari ma svolgevano piuttosto la funzione di stazioni di gabella, dove venivano riscossi i tributi di passaggio.
Per i podisti più preparati, infine, è prevista la tradizionale corsa di 18,5 chilometri, con partenza e arrivo al lago di Chiusi alle 9.30 e passaggio dalla frazione di Vaiano di Castiglione del Lago.
La Val Verzasca accoglie i viaggiatori lungo una strada scavata nel fianco della montagna, una sorta di serpente di asfalto. Ed è proprio alla fine di questa stretta vallata ticinese che sorge Sonogno, piccolo paese a 918 metri di altitudine e in cui vivono meno di un centinaio di anime. Case in pietra, piccoli orti fioriti, viuzze acciottolate e costruzioni rustiche disegnano un paesaggio molto diverso dai centri turistici più frequentati della zona.
Persino il silenzio sembra avere una consistenza particolare, perché viene disturbato soltanto dall’acqua, dai passi sulle pietre e dalle voci provenienti dalle poche attività del villaggio. Dietro questa quiete, però, si nasconde una storia fatta di fatica: per secoli gli abitanti vissero soprattutto di pastorizia e agricoltura, adattandosi a un ambiente montano poco generoso. Fin dal XIV secolo praticarono la transumanza, portando il bestiame verso il piano di Magadino durante l’inverno.
Cosa vedere a Sonogno
Il bello di questo paesino della Svizzera è che possiede degli elementi che raccontano episodi di vita quotidiana molto più lontani nel tempo rispetto all’aspetto ordinato dell’insediamento. Il nucleo storico merita quindi uno sguardo lento, con attenzione alle tracce meno evidenti.
Il nucleo in pietra
La parte più suggestiva del paese raccoglie case in sasso, rustici e strette viuzze acciottolate, con piccoli giardini che aggiungono macchie di colore alla severità della pietra. L’architettura riflette le condizioni della vita alpina, con edifici costruiti utilizzando i materiali disponibili sul territorio e spazi organizzati secondo le esigenze della comunità rurale.
La piazzetta rappresenta il punto più riconoscibile e tra gli edifici si fa notare la casa ex Genardini, una tipica abitazione locale oggi utilizzata dal Museo di Val Verzasca. Poco distante si trova l’antico forno del pane, ancora attivo. Salendo nella parte alta del nucleo compare anche un particolare sorprendente: sulla parete di una casa rustica è dipinto un Giudizio universale risalente al XVIII secolo, realizzato da un autore rimasto anonimo.
La chiesa di Santa Maria Lauretana
La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Lauretana è documentata già nel 1519, ma la struttura attuale risale alla ricostruzione del 1854. L’interno conserva dipinti di Cherubino Patà, pittore ticinese originario di Sonogno, figura legata alla storia artistica locale. La chiesa racconta anche la lunga evoluzione religiosa della comunità.
iStockLa bellissima Chiesa di Santa Maria Lauretana
Il Museo di Val Verzasca
Entrare nel Museo di Val Verzasca, attivo a Sonogno dal 1974, permette di passare dalla bellezza del borgo alla vita concreta delle persone che lo hanno abitato. Gli oggetti di uso quotidiano sono i testimoni di un mondo fondato sull’agricoltura, sulla pastorizia, sulla transumanza e sull’emigrazione.
La sede principale comprende un edificio storico e una costruzione più recente, realizzata nel 2017. Un modello tridimensionale accompagna il racconto dell’evoluzione del paesaggio fino alla metà del XX secolo, periodo nel quale agricoltura e allevamento rappresentavano ancora una parte fondamentale dell’economia verzaschese.
L’esposizione affronta anche un capitolo più duro: quello della povertà e dell’emigrazione stagionale dei bambini spazzacamino della Verzasca. Gli oggetti del passato diventano così un punto di partenza per una riflessione sul lavoro minorile contemporaneo.
La rete museale comprende inoltre un mulino, una piccola centralina elettrica e il museo del fieno selvatico di Odro, insieme a 5 itinerari etnografici distribuiti sul territorio.
La Casa della Lana
Dal 1978 la lavorazione della lana rappresenta una delle attività artigianali più caratteristiche di Sonogno. Alla Casa della Lana le artigiane trasformano la lana di pecora in maglioni, giacche, sciarpe e altri manufatti. Vi basti pensare che davanti all’edificio possono comparire piccoli mucchi di lana appena tinta, lasciati ad asciugare al sole.
La Cascata della Froda
Poco fuori dal centro, la strada verso la Val Redorta conduce alla Cascata della Froda. Il percorso richiede circa 25 minuti a piedi oppure una decina di minuti in bicicletta.
L’acqua precipita tra le rocce in un ambiente boscoso che la rende particolarmente suggestiva nelle stagioni più fresche, quando il contrasto tra vegetazione, pietra e acqua diventa ancora più marcato.
Cosa fare a Sonogno
Il paese si presta a un’esperienza lenta, ma la sua posizione consente anche di allargare lo sguardo alla valle. Le attività più interessanti nascono proprio dall’incontro tra natura e memoria locale.
Cercare i prodotti locali al mercato: tra maggio e ottobre si possono incontrare bancarelle dedicate all’artigianato e alla gastronomia della valle nella piazza del paese.
Partire in bicicletta: consente di esplorare l’Alta Verzasca Bike. La bicicletta può essere trasportata sull’AutoPostale dalla stazione di Locarno fino a Brione Verzasca, Piee, punto di partenza del percorso, che segue in gran parte il corso della Verzasca.
Scoprire la valle attraverso i percorsi etnografici: aggiunge alla dimensione naturalistica manufatti, edifici e testimonianze legate alla storia delle comunità locali.
In inverno si può pattinare: sulla pista di ghiaccio del centro sportivo oppure dedicarsi allo sci di fondo lungo una pista di 8 km, trasformando il paesaggio estivo in uno scenario completamente diverso.
Sonogno si trova all’estremità settentrionale della Valle Verzasca, nel Canton Ticino, a 918 metri di quota. Dal 2020 appartiene al Comune di Verzasca, nato dalla fusione dei precedenti comuni e territori della parte alta e centrale della valle. Per raggiungerlo con i mezzi pubblici, la soluzione più semplice parte da Locarno, importante centro del Ticino situato all’estremità settentrionale del Lago Maggiore.
Dalla stazione ferroviaria parte l’AutoPostale 321, che risale la Valle Verzasca fino a Sonogno. In alta stagione il trasporto pubblico rappresenta una scelta particolarmente pratica. La strada segue progressivamente il corso della valle e attraversa gli altri piccoli abitati verzaschesi prima di raggiungere l’ultimo villaggio. Il tragitto stesso diventa parte dell’esperienza, perché il paesaggio cambia gradualmente passando dal fondovalle agli ambienti più aspri dell’alta Verzasca.
Sonogno conserva così qualcosa di raro per una destinazione alpina diventata conosciuta: la sua attrattiva non dipende da un singolo monumento spettacolare, ma dalla somma di dettagli che appartengono ancora alla vita del paese.
In una valle appartata delle Ardenne belghe, il verde avvolge le vestigia di un’antica abbazia, mentre l’acqua sgorga ancora dalla sorgente legata alla sua fondazione. Poco più in là, il lavoro dei monaci prosegue resistendo allo scorrere del tempo, e lo fa attraverso una birra conosciuta in tutto il mondo. Orval riunisce spiritualità, architettura, memoria e gastronomia in uno scenario di grande suggestione.
La valle in cui sorge è chiamata Val d’Or, “Valle d’Oro” in francese e la tradizione racconta che, nel corso dei secoli, il nome sia stato rovesciato fino a diventare Orval. Il simbolo più riconoscibile del complesso è una trota con un anello d’oro in bocca, raffigurata sullo stemma dell’abbazia e riprodotta sulle bottiglie della celebre birra.
Il complesso, tra le altre cose, si trova in una regione piena di boschi, vallate e piccoli centri abitati. La sua particolarità, quindi, sta anche nella coesistenza di due realtà: da una parte, il percorso aperto ai visitatori conduce attraverso le rovine e gli spazi museali dell’antica abbazia; dall’altra, il monastero attuale continua a essere una comunità cistercense trappista, con una chiesa, un centro di accoglienza e attività produttive legate alla tradizione del luogo.
Breve storia e leggende dell’Abbazia di Orval
La storia di Orval affonda le radici nel XII secolo. La fondazione risale al 1132, nei pressi della sorgente associata alla leggenda di Matilde di Toscana, duchessa vedova della Bassa Lorena. Secondo il racconto tramandato nei secoli, la nobildonna si fermò durante un viaggio per bere l’acqua di una fonte e lasciò cadere nel bacino il suo anello nuziale d’oro. Dopo aver pregato e promesso la fondazione di un monastero in quella valle, vide affiorare una trota con l’anello tra le fauci.
La promessa sarebbe stata mantenuta proprio con la nascita della comunità monastica. La sorgente, ancora oggi, alimenta il complesso e il birrificio, rendendo la leggenda una presenza concreta nella vita dell’abbazia. Il primo grande trauma, però, arrivò nel 1252, quando un incendio distrusse il monastero.
La ricostruzione restituì vita alla comunità, ma le vicende belliche continuarono a segnarne il destino. Nel 1637, durante la Guerra dei Trent’anni, l’abbazia fu saccheggiata dalle truppe francesi. Un altro episodio drammatico risale al 1793: durante la Rivoluzione francese, i monaci offrirono ospitalità a un esercito austriaco. In seguito, i rivoluzionari francesi incendiarono il complesso e costrinsero i religiosi ad abbandonarlo.
Le rovine e i terreni passarono allora in mani private. La rinascita cominciò poi nel 1926, quando i proprietari donarono l’area ai cistercensi. Fu quindi avviata la costruzione di un nuovo monastero, con una chiesa consacrata nel 1948. Per quanto riguarda la tradizione birraia, già presente nel passato monastico, fu ripresa nel 1931 per contribuire a sostenere i costi dei lavori.
Il progetto ebbe grande successo grazie a una ricetta particolare, basata su una combinazione distintiva di luppoli e lieviti. Nacque così una delle birre trappiste belghe più celebri, riconoscibile per il colore ambrato, il gusto secco e una componente amarognola con sfumature fruttate.
La visita tra rovine, musei e giardini officinali
Il percorso di visita permette di conoscere la storia di questo gioiello del Belgio attraverso ambienti diversi, ciascuno con una propria atmosfera. Il punto di partenza ideale è il complesso delle rovine medievali, immerse nel verde della valle. Resti di muri, archi e strutture appartenenti all’antico monastero restituiscono l’imponenza di un luogo religioso che attraversò incendi, saccheggi e ricostruzioni. La vegetazione, con il trascorrere delle stagioni, aggiunge una dimensione quasi pittorica alle pietre, mentre la sorgente di Matilde continua a scorrere nei pressi del sito.
iStockLe bellissime rovine dell’Abbazia di Orval
Il biglietto d’ingresso comprende l’accesso alle rovine, al Museo Monastico, al Museo Farmaceutico, a Les Communs Abraham e a una presentazione audiovisiva dedicata alla storia del monastero e alla vita della comunità attuale. Il Museo Monastico occupa le cantine neoclassiche del XVIII secolo, progettate dall’architetto Laurent-Benoît Dewez.
Questi ambienti furono in seguito utilizzati come base per la costruzione del monastero attuale. Le collezioni raccontano la storia di Orval attraverso documenti, fotografie, illustrazioni e plastici, affiancando testimonianze della siderurgia locale, utensili in ferro, oggetti da cucina e piastre da camino provenienti dalla forgia del territorio. Una sezione dedicata all’arte sacra presenta opere più antiche e lavori art déco realizzati intorno al 1926.
Poi c’è il Museo Farmaceutico che conduce invece nella ricostruzione di un laboratorio monastico del XVIII secolo. Alambicchi, mortai, bilance, recipienti e vasi in ceramica mostrano l’antica preparazione di rimedi e medicamenti. Il momento più piacevole arriva nel giardino delle piante officinali, ricco di profumi e specie utilizzate dalla farmacia tradizionale.
Les Communs Abraham è l’unico edificio dell’antica abbazia arrivato fino a oggi in condizioni integralmente conservate. Il nome ricorda il frate Abraham Gilson, figura importante nella storia del monastero, e ospita un’esposizione dedicata alla produzione della birra, un plastico del complesso e un percorso interattivo pensato anche per i bambini.
La visita può proseguire nel negozio dell’abbazia e nella taverna, aperti secondo il calendario del sito. Qui si acquistano la birra Orval, i formaggi prodotti dai monaci, libri, oggetti religiosi e souvenir. Per gli appassionati, il birrificio rappresenta una tappa particolarmente desiderata, ma l’accesso è legato all’annuale Open Door Day.
Dove si trova e come arrivare
L’Abbazia di Orval si trova nel territorio di Villers-devant-Orval, nella provincia belga del Lussemburgo, in una zona meridionale della Vallonia vicina al confine francese. Florenville rappresenta il centro abitato di riferimento per organizzare la visita e raggiungere il complesso.
In auto, da Bruxelles, il viaggio richiede circa 2 ore, a seconda del traffico e del percorso scelto. La soluzione risulta particolarmente comoda per chi desidera esplorare anche i paesaggi delle Ardenne e i piccoli villaggi della regione. Il trasporto pubblico richiede una pianificazione più attenta: la stazione ferroviaria più vicina è quella di Florenville, collegata a Libramont da alcuni treni giornalieri.
Dalla stazione, un autobus raggiunge l’abbazia in circa 15 minuti. Le corse ferroviarie possono essere poco frequenti, quindi è utile verificare gli orari prima di partire e costruire l’itinerario tenendo conto delle coincidenze.
Nel calendario d’autunno tornano weekend di profumi intensi, sagre di paese e feste dedicate ai prodotti che segnano il passaggio di stagione. Le giornate si accorciano, ma si allungano le tavolate sotto i tendoni, tra mercatini agricoli, degustazioni guidate e piazze che si riempiono di banchi colorati. Castagne, vini nuovi, specialità di montagna e ricette di tradizione diventano l’occasione perfetta per scoprire borghi e città con un passo più lento. In questo scenario anche il Friuli-Venezia Giulia propone un viaggio tra sapori, incontri e paesaggi che cambiano colore.
Tra gli appuntamenti enogastronomici di ottobre 2026 in Friuli-Venezia Giulia spiccano la Mostra Mercato Regionale della patata di Reana del Rojale e Ein Prosit in Tarvis: torna l’appuntamento con il gusto a Udine, che richiamano appassionati da tutta la regione. A fare da cornice ci sono poi manifestazioni come Pordenone Artanfood e il mercato agroalimentare “Naturalmente Lavariano” a Mortegliano, ideali per chi vuole scoprire specialità locali, prodotti di stagione e nuove idee per un fine settimana all’insegna del gusto.
Eventi enogastronomici di ottobre in Friuli-Venezia Giulia da scoprire
Pordenone Artanfood – Pordenone (PN), dal 2 al 4 ottobre 2026. Pordenone Artandfood è una manifestazione dedicata ai piaceri del gusto e ai prodotti d’eccellenza del Friuli Occidentale, con degustazioni, momenti formativi, proposte culturali, artistiche e attività per famiglie.
Mostra Mercato Regionale della patata – Reana del Rojale (UD), dal 3 al 4 ottobre 2026. La Mostra Mercato Regionale della patata è una sagra che premia i pataticoltori e valorizza la qualità dei tuberi del Rojale con specialità gastronomiche e ricette originali nate dalla ricerca sul prodotto.
Mercato agroalimentare "Naturalmente Lavariano" – Mortegliano (UD), il 10 ottobre 2026. Mercato agroalimentare a Lavariano dedicato alla vendita diretta di prodotti agricoli locali, per promuovere il chilometro zero, la genuinità e gli scambi culturali legati al territorio.
Ein Prosit in Tarvis: torna l'appuntamento con il gusto – Udine (UD), dal 14 al 18 ottobre 2026. Manifestazione enogastronomica tra Tarvisio e Malborghetto con vini, specialità regionali e internazionali, mostra-assaggio, degustazioni guidate, incontri, seminari, laboratori e itinerari del gusto.
L’estate finisce (almeno in alcune parti d’Italia), negli armadi cominciano a riaffiorare capi dai colori autunnali, ma tra noi c’è sicuramente chi non è ancora pronto a rinunciare al sole. La testa comincia a fantasticare sulle mete dove l’inverno arriva più tardi o non arriva affatto: posti dove il costume da bagno trova spazio in valigia anche a dicembre e le giornate regalano ancora qualche ora di luce e calore.
E Ryanair sembra aver letto nel pensiero di chi rifiuta il freddo. Anche oggi arriva una nuova promozione, valida entro la mezzanottedel 17 settembre 2026 per voli utilizzabili dal 17 settembre al 31 dicembre 2026. Questo, quindi, è il momento giusto per pianificare una fuga last minute verso il sole o per una nuotata prima che l’anno finisca.
Dove andare? Ecco tre mete dove il 2026 si può ancora chiudere a maniche corte.
Con l’arrivo dell’autunno, l’Italia torna a celebrare uno dei suoi prodotti più identitari: il vino. È il momento della vendemmia, dei magnifici borghi che si animano, delle cantine che aprono le porte ai visitatori e delle sagre che portano in piazza uva, calici, ricette locali e antiche tradizioni. Sono tantissimi gli appuntamenti del 2026 che permettono di abbinare una gita fuori porta alla scoperta dei territori del vino.
Abbiamo selezionato dieci feste e manifestazioni da segnare in agenda, tra grandi eventi enoturistici e sagre storiche. Un’occasione per conoscere denominazioni e vitigni, assaggiare ottime specialità regionali e vivere l’atmosfera della vendemmia nel periodo più suggestivo dell’anno.
Cantine Aperte in Vendemmia
Fino al 25 ottobre 2026 le cantine del Movimento Turismo del Vino apriranno le porte durante le settimane più vive dell’anno. L’iniziativa Cantine Aperte in Vendemmia permette di seguire il percorso dell’uva dalla vigna alla cantina, tra raccolta, pigiatura, fermentazione e primi assaggi.
Il programma cambia da territorio a territorio e comprende vendemmie didattiche, degustazioni, picnic tra i filari, passeggiate, musica, pranzi e cene in vigna. Non mancano proposte pensate per le famiglie, con attività per bambini e occasioni per vivere la campagna. Un modo originale per scoprire il vino italiano direttamente nei luoghi in cui nasce.
65ª Festa del Vino del Monferrato (AL)
Casale Monferrato ospiterà la 65ª Festa del Vino del Monferrato il 18, 19 e 20 e il 25, 26 e 27 settembre 2026. In piazza Castello e al Mercato Pavia saranno protagonisti 30 produttori di vino monferrino e 31 Pro Loco, con migliaia di posti a sedere e un ricco percorso gastronomico.
Accanto ai calici troveranno spazio alcuni dei piatti più rappresentativi della cucina monferrina, dagli agnolotti alla panissa, dai friciulin ai fritti misti, fino alla bagna cauda. La festa permette così di scoprire il territorio attraverso il suo abbinamento più autentico: vino e cucina locale.
I partecipanti all’evento avranno anche l’opportunità di decretare “il Vino della Festa 2026“.
140ª Festa dell’Uva di Merano (BZ)
Dal 16 al 18 ottobre 2026 Merano celebrerà 140 anni di Festa dell’Uva. La manifestazione, nata nel 1886, è una delle tradizioni più radicate della città altoatesina e nel 2026 tornerà con un programma che intreccia memoria e contemporaneità.
La festa proporrà musica e folklore, specialità autunnali e iniziative che raccontano la cultura locale, in un’atmosfera capace di unire tradizione e apertura verso il futuro. Il momento più caratteristico sarà quello della domenica con la sfilata con carri allegorici, bande e gruppi in costume tradizionale che trasmormerà Merano in un grande palcoscenico dedicato alla vendemmia.
iStockIl borgo di Merano
Festival Franciacorta in Cantina (BS)
Dal 18 al 20 settembre 2026 la Franciacorta celebrerà il suo vino più famoso con un intero weekend dedicato a cantine, degustazioni e territorio. Le aziende partecipanti proporranno visite e assaggi, ma anche esperienze gastronomiche, culturali e all’aria aperta.
Il Festival è pensato per andare oltre il calice e raccontare il paesaggio tra vigneti, castelli, monasteri e dimore storiche. Nel programma 2026 saranno presenti anche appuntamenti “Focus Franciacorta”, con masterclass, degustazioni verticali, visite ai vigneti e incontri con produttori ed enologi.
98ª Festa dell’Uva di Soave (VR)
Dal 18 al 20 settembre 2026 il borgo scaligero di Soave ospiterà la 98ª Festa dell’Uva. L’appuntamento celebra il legame tra il paese e la sua tradizione vitivinicola, portando nel centro storico eventi e iniziative dedicate all’uva e al vino.
La festa è anche un’opportunità per visitare uno dei borghi medievali più suggestivi del Veneto e abbinarvi una passeggiata tra le mura, il castello e le colline vitate che circondano Soave. Un appuntamento ideale per chi cerca una gita d’autunno tra paesaggio, storia e sapori.
59ª Sagra dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro (MO)
Il 19 e 20 e il 25, 26 e 27 settembre 2026 Castelvetro di Modena festeggerà la 59ª edizione della Sagra dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa. Il borgo collinare modenese si animerà con degustazioni, musica, street food e appuntamenti dedicati alla tradizione vitivinicola locale.
Durante la manifestazione sarà previsto il percorso Degustazione Lambrusco Grasparossa con 14 aziende vitivinicole del territorio che propongono imperdibili assaggi. È una buona occasione per conoscere il Lambrusco Grasparossa direttamente nel territorio di produzione e passeggiare tra il centro storico, le botteghe e gli spazi della festa.
74ª Sagra Provinciale dell’Uva di Riolo Terme (RA)
Dal 25 al 27 settembre 2026 Riolo Terme, in Emilia-Romagna, festeggerà la 74ª Sagra Provinciale dell’Uva. Tre giorni dedicati a sapori, musica e tradizioni, con un programma che mette al centro l’uva e il vino ma anche la convivialità romagnola.
Tra gli appuntamenti gastronomici spicca la grande polentata del venerdì al Parco Pertini, mentre il programma proporrà gara di pigiatura, giochi, spettacoli e serate musicali. La sagra è l’occasione per vivere una festa popolare legata alla vendemmia e scoprire un angolo dell’entroterra romagnolo.
Da non perdere la Camminata della Sagra dell’Uva di domenica 27 settembre, un percorso guidato tra calanchi e gessi.
70ª Festa dell’Uva di Arcevia (AN)
Dal 24 al 27 settembre 2026 il centro storico di Arcevia, nelle Marche, ospiterà la 70ª Festa dell’Uva, una delle ricorrenze più sentite dell’autunno marchigiano. Per quattro giorni il borgo celebrerà la vendemmia con vino, cucina locale, musica e iniziative per tutte le età. Tra i momenti più attesi dell’evento c’è “Vergara in Gara” una competizione dedicata alle sfogline e agli sfoglini per eleggere la migliore tagliatella.
Le vie e le piazze si trasformeranno in un percorso del gusto grazie alle Locande del Buon Ristoro, dove assaggiare ricette della tradizione accompagnate dai vini delle colline della Val Mivola. È un appuntamento ideale per unire una festa popolare alla scoperta dell’entroterra marchigiano.
43ª Festa dell’Uva e del Vino di Chiusi (SI)
Dal 25 al 27 settembre 2026 Chiusi, in Toscana, celebrerà la 43ª Festa dell’Uva e del Vino. Nel centro storico apriranno cantine, enoteche e taverne, creando un percorso tra degustazioni, cucina tradizionale, musica e spettacoli. Il programma comprenderà anche street band, folklore, cene nelle taverne e degustazioni in Piazza Duomo.
Nei giorni che precedono la festa, dal 18 al 24 settembre, è previsto inoltre un calendario di appuntamenti “Aspettando la festa…”, con musica, apertura dell’enoteca, street food e degustazioni.
102ª Sagra dell’Uva di Marino (RM)
Tra gli appuntamenti più celebri del Lazio c’è la storica Sagra dell’Uva di Marino, in programma il 26 e 27 settembre e poi il 3, 4 e 5 ottobre 2026. La festa è profondamente legata alla tradizione vitivinicola dei Castelli Romani e richiama ogni anno visitatori per celebrare il raccolto e il vino locale.
Il cuore della manifestazione è il rapporto tra città e tradizione agricola, con eventi, degustazioni e momenti spettacolari. È una delle feste più caratteristiche dell’autunno romano e un’occasione per scoprire Marino e i suoi dintorni in un periodo particolarmente vivace.
Il conto alla rovescia per il Natale può partire anche a settembre, soprattutto quando si tratta di pianificare un viaggio in un periodo di alta stagione festiva come quello natalizio.
Oggi è il momento perfetto per farlo perché Ryanair ha lanciato una nuova promozione valida fino al 16 settembre 2026 per volare dal 17 settembre al 31 dicembre 2026, una finestra abbastanza ampia da coprire sia le prime luci natalizie nelle capitali europee che i giorni veri e propri per chi vuole trascorrere le feste in viaggio.
L’autunno può essere il momento ideale per concedersi una pausa dalla routine e scoprire una nuova città, soprattutto quando si trovano tariffe convenienti. Vueling propone una nuova promozione che permette di prenotare alcuni voli con sconti fino al 20%, per viaggiare tra il 1° ottobre 2026 e il 31 gennaio 2027. L’offerta è disponibile per acquisti effettuati dal 15 al 20 settembre, sul sito della compagnia o tramite l’app mobile, ed è valida su una selezione di voli diretti operati da Vueling, fino a esaurimento dei posti disponibili. Il prezzo finale può variare in base ai servizi accessori scelti.
Tra le combinazioni disponibili ci sono alcune proposte particolarmente interessanti per organizzare un city break nei prossimi mesi. Dalle atmosfere autunnali di Bruxelles alla vivacità di Bilbao, fino a una Barcellona da vivere lontano dalla piena stagione turistica, ecco tre idee che abbiamo selezionato per voi da prendere al volo.
Da Firenze a Bruxelles
Novembre può essere davvero una buona occasione per scoprire Bruxelles con un’atmosfera decisamente autunnale. In questo periodo la capitale belga si presta a passeggiate suggestive dalla Grand-Place fino ai suoi diversi quartieri, entrando in piccoli locali e birrerie artigianali per una pausa al riparo dal clima più fresco. La città è particolarmente interessante anche per la sua scena gastronomica, tra street food, cioccolato e specialità locali come le waffle belghe o le patatine fritte.
Vale la pena dedicare un po’ di tempo al quartiere del Sablon, con le sue boutique e le gallerie d’arte moderna e contemporanea, oppure esplorare le zone più creative della città come Ixelles e Saint-Gilles. Novembre è inoltre un buon periodo per alternare passeggiate e musei, approfittando delle numerose proposte culturali di Bruxelles. Sicuramente da non perdere l’iconico Atomium e il Museo Magritte.
Il volo da Firenze a Bruxelles del 22 novembre parte da 28 euro a persona.
iStockBruxelles, Belgio
Da Venezia a Bilbao
Ottobre è invece perfetto per visitare Bilbao, quando l’autunno permette ancora di vivere la città camminando senza il caldo dei mesi estivi. Oltre ai grandi musei, come il Guggenheim, si può dedicare una parte della giornata alla scoperta del Casco Viejo, il centro storico attraversato da strade strette e piazze dove fermarsi per assaggiare i tantissimi tipi di pintxos.
Una passeggiata lungo la Ría de Bilbao durante una giornata di sole offre un punto di vista diverso sulla città, tra architettura contemporanea e quartieri, come Bilbi o Abando, che negli ultimi decenni hanno cambiato volto. In autunno può essere piacevole anche raggiungere i dintorni della città per ammirare il paesaggio dei Paesi Baschi. Una tappa consigliata è Hayedo de Otzarreta nel Parco Naturale del Gorbeia con i suoi spettacolari faggi secolari.
Andare da Venezia a Bilbao il 29 ottobre costa da 22 euro a persona.
Da Milano Malpensa a Barcellona
Dicembre è ideale per scoprire una Barcellona diversa da quella dei mesi più affollati. Le temperature generalmente più miti rispetto a molte altre città europee permettono di passeggiare a lungo, alternando i quartieri del centro, come El Born o El Raval, alle zone meno turistiche come Sant Andreu.
Dicembre porta inoltre in città un’atmosfera particolare, tra mercatini, decorazioni e tradizioni natalizie. È il momento giusto per curiosare tra le bancarelle e fermarsi in una caffetteria per una pausa. Per chi ama l’arte, poi, i musei rappresentano una valida alternativa nelle giornate più fresche. Da non perdere il Museo Picasso e la Fondazione Joan Miró.
Si può volare da Milano Malpensa a Barcellona il 1° dicembre da 15 euro a persona.
L’estate sta finendo, ma la voglia di partire ovviamente no. E se state già cercando una scusa per mettere in calendario un weekend fuori porta, Ryanair prova a darvela con “Follia d’autunno – Prezzi folli di metà settimana”, la nuova promozione con tariffe a partire da 16,99 euro.
Il tempo, però, è pochissimo. Dovete prenotare entro il 15 settembre 2026 per viaggiare dal 17 settembre al 31 dicembre 2026. Le mete a disposizione tantissime e spaziano da spiagge e isole ancora piacevoli da scoprire in autunno, mete perfette per scoprire il foliage e fare un city break e ovviamente località da scoprire nel periodo natalizio. Accanto alle partenze da 16,99 euro spuntano, con un po’ di flessibilità sulle date, anche voli sotto la soglia dei 15 euro.
Da Bergamo a Kalamata
Il calendario dice autunno. Kalamata, almeno per un po’, sembra non essersene accorta. Da Milano Bergamo si vola verso Kalamata con tariffe da 16,99 euro: una cifra davvero conveniente. Ma perché visitare la meta roprio in questo periodo? Le temperature sfiorano i 30 gradi di giorno fino a fine settembre e scendono a circa 20 gradi la sera… nelle ore diurne stare in spiaggia è ancora fattibile e molto piacevole.
La città ha il mare a pochi minuti dal centro e una lunga passeggiata costiera, però vale la pena allontanarsi dalla sdraio. Si può salire al Castello di Kalamata, che domina la parte vecchia, per poi scendere verso la chiesa dei Santi Apostoli, legata alla memoria della Guerra d’indipendenza greca. Poco distante ci sono il Museo Archeologico della Messenia, vicoli, taverne e piazze dove la vita continua senza troppo preoccuparsi della stagione turistica.
C’è anche il curioso Parco Municipale delle Ferrovie, museo all’aperto tra vecchie locomotive e vagoni storici, e c’è soprattutto il lato gastronomico. Kalamata è terra di olive e olio: andando avanti verso l’autunno, mercati e produttori diventano parte del viaggio tanto quanto spiagge e siti archeologici.
iStockKalamata, la città delle olive da scoprire
Da Pisa a Rabat
Sulla rotta Pisa-Rabat Ryanair propone voli da 14,99 euro, con partenze dirette che trasformano la capitale marocchina in una delle occasioni più interessanti della promozione. Rabat è affacciata sull’Atlantico, più rilassata rispetto ad altre grandi città marocchine e abbastanza raccolta da poter essere scoperta senza trasformare un weekend in una maratona. A ottobre le massime si aggirano intorno ai 27 °C: clima ideale per passare parecchie ore fuori, tra monumenti, giardini e medina.
La prima tappa può essere la Kasbah degli Oudaïa, fortezza arroccata tra il fiume Bouregreg e l’oceano. Vicoli bianchi e blu, mura, scorci sull’acqua. Poco sotto ci sono i Giardini Andalusi; più avanti, cambiando completamente scenario, la Torre di Hassan e il Mausoleo di Mohammed V.
iStockRabat e il suo porto sono affascinanti
Da Napoli a Budapest
A Budapest l’autunno arriva presto e anche in città si vive il foliage e l’atmosfera con colori caldi che caratterizzano la capitale ungherese. Con voli a meno di 17 euro da Napoli è una chicca da non perdere, anche nei weekend… e in più ci sono in promo tante date perfette per scoprire anche i mercatini di Natale.
Una volta arrivati, la città si presta perfettamente a qualche giorno senza programmi troppo rigidi. Si può iniziare dalla Collina del Castello e dal Bastione dei Pescatori, con il Parlamento dall’altra parte del Danubio, e poi scendere verso il centro. In autunno anche l’Isola Margherita cambia atmosfera: quasi 100 ettari di verde nel mezzo del fiume, attraversabili a piedi o in bicicletta.
Quando le temperature scendono, poi, Budapest gioca la carta che poche città europee possono permettersi: le terme. Le piscine dello Széchenyi sono una delle immagini simbolo della città e con l’aria fresca il vapore che sale dall’acqua rende tutto ancora più scenografico.
Profumo di castagne arrostite, calici di vino nuovo e olio appena franto portano in tavola i colori più intensi dell’autunno. È il tempo delle sagre di paese, delle feste patronali e degli eventi enogastronomici che celebrano i prodotti di stagione, tra sapori genuini e atmosfere raccolte. In questo scenario l’Umbria diventa un mosaico di piccoli borghi in festa, dove ogni fine settimana è un invito a scoprire tradizioni, piazze e panorami immersi nel foliage.
Nel cuore verde d’Italia, il calendario di ottobre 2026 si accende tra rievocazioni storiche, celebrazioni religiose e weekend gourmet. Ad Assisi la Festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia richiama pellegrini e visitatori da tutto il Paese, mentre a Trevi Frantoi Aperti in Umbria racconta il mondo dell’olio extravergine tra visite e degustazioni. Per chi ama i sapori dolci, Altrocioccolato a Città di Castello trasforma le vie del centro in un percorso dedicato al cioccolato e alle sue infinite declinazioni.
Ottobre 2026 in Umbria, tutti gli eventi da gustare
Giostra dell'arme – San Gemini (TR), dal 26 settembre al 11 ottobre 2026. A San Gemini la Giostra dell’Arme vede sfidarsi i due rioni con prove a cavallo, corteo storico, investitura dei cavalieri e spettacoli rievocativi di ambientazione medievale.
Corciano castello di vino – Corciano (PG), dal 2 al 4 ottobre 2026. Corciano castello di vino propone un percorso sensoriale itinerante dedicato alle tradizioni vinicole del territorio umbro, per valorizzare la città e il suo patrimonio enologico.
Festa della vendemmia a Penna in Teverina – Penna in Teverina (TR), dal 2 al 4 ottobre 2026. A Penna in Teverina la Festa della vendemmia celebra uva, vino e mosto con stand gastronomico, piatti casalinghi e dolci locali a base di mosto come maritozzi, pane tipico e tisichelle.
Festival dell'Oriente a Perugia – Bastia Umbra (PG), dal 3 al 4 ottobre 2026. Al complesso Umbria Fiere di Bastia Umbra il Festival dell’Oriente presenta culture e tradizioni asiatiche con mostre, bazar, gastronomia, cerimonie, spettacoli, concerti, danze, arti marziali e incontri tematici.
Festa di San Francesco d'Assisi Patrono d'Italia – Assisi (PG), il 4 ottobre 2026. Ad Assisi la Festa di San Francesco Patrono d’Italia prevede celebrazioni liturgiche nelle principali basiliche e festeggiamenti civili con spettacoli, danze e canti popolari in città.
A Piegaro torna la Sagra della Castagna – Piegaro (PG), dal 9 al 18 ottobre 2026. A Piegaro la Sagra della Castagna propone stand gastronomici dove la castagna è protagonista in numerose ricette, dai primi piatti ai dolci, compresa la tradizionale versione arrosto.
La disfida di San Fortunato a Todi – Todi (PG), dal 9 al 11 ottobre 2026. A Todi la Disfida di San Fortunato celebra il patrono con eventi a tema medievale, tra cui il Palio dell'Aquila, una mostra mercato dei prodotti tipici e un corteo storico lungo le vie della città.
Frantoi Aperti in Umbria – Trevi (PG), dal 17 ottobre al 15 novembre 2026. Frantoi Aperti in Umbria celebra l’arrivo del nuovo olio extravergine trasformando i frantoi in laboratori culturali con eventi dedicati al fumetto, attività per bambini e mostre sul legame tra olio e territorio.
Altrocioccolato – Città di Castello (PG), dal 23 al 25 ottobre 2026. Altrocioccolato è una manifestazione dedicata al consumo responsabile e ai prodotti biologici, con stand di vendita, laboratori didattici, degustazioni, mostre, mensa equo-solidale e un ricco programma di spettacoli e incontri.
Profumo di mele nuove e castagne arrostite riempie i borghi vestiti di foliage, tra tavolate condivise e piazze animate. Le sagre di paese si intrecciano alle feste patronali, mentre i prodotti tipici di stagione raccontano la storia dei territori attraverso sapori semplici e autentici. Calici alzati, piccoli mercati contadini e antiche tradizioni agricole tornano protagonisti, trasformando ogni weekend in un viaggio tra gusto e convivialità. In questo scenario, il Trentino-Alto Adige diventa una meta ideale per chi ama scoprire l’autunno passo dopo passo.
Tra le vallate e i paesi del Trentino-Alto Adige, ottobre 2026 offre un calendario fitto di appuntamenti enogastronomici, dalle dolci note del Dolomiti Gourmetfestival di Dobbiaco ai sapori di montagna de La desmontegada de le vache di Predazzo. Non mancano le grandi feste popolari come l’Oktoberfest Trento o gli eventi dedicati al vino e ai frutti dell’autunno, che guidano i visitatori alla scoperta di ogni angolo della regione tra degustazioni, folklore e panorami alpini in pieno foliage.
Eventi di ottobre in Trentino-Alto Adige, tutte le sagre da segnare
Dolomiti Gourmetfestival – Dobbiaco (BZ), dal 1 al 3 ottobre 2026. Nella regione 3 Cime Dolomiti il Dolomiti Gourmet Festival riunisce chef italiani e internazionali per proporre una cucina sostenibile ispirata alla natura e al legame con il territorio.
Oktoberfest Trento – Trento (TN), dal 2 al 4 ottobre 2026. Manifestazione a Trento ispirata all’Oktoberfest, con sapori bavaresi, musica e tradizioni alpine in un’atmosfera festosa.
Transumanza delle bestiame a Castelrotto – Castelrotto (BZ), il 3 ottobre 2026. A Castelrotto le strade si animano con la transumanza del bestiame e i festeggiamenti che accompagnano il rientro degli animali.
La desmontegada de le vache di Predazzo – Predazzo (TN), dal 3 al 4 ottobre 2026. A Predazzo si festeggia la fine dell’alpeggio con sfilate di carri, musica, laboratori e proposte gastronomiche della tradizione.
Festa della Patata – Ronzone (TN), dal 3 al 4 ottobre 2026. Nel centro storico di Ronzone si celebra l’autunno con una festa dedicata alla patata e ai prodotti dell’orto, tra mercatini, bancarelle artistiche, animazione per bambini e cucina tipica.
Festival della Polenta a Storo – Storo (TN), dal 3 al 4 ottobre 2026. Evento dedicato alla celebre farina gialla di Storo e alla polenta, piatto simbolo della cucina di montagna locale.
Festa della zucca a Pergine Valsugana – Pergine Valsugana (TN), dal 9 al 11 ottobre 2026. A Pergine Valsugana, nel parco Ai Tre Castagni, le zucche vengono esposte in una mostra autunnale dedicata a questo ortaggio.
Sapori d’Autunno 2026 a Brentonico – Brentonico (TN), dal 10 al 11 ottobre 2026. A Brentonico mercato dei sapori, tour enogastronomici, laboratori, attività per bambini, spettacoli e concerti celebrano l’autunno e la tradizione di montagna.
Ritorno del bestiame dall'Alpeggio – Terento (BZ), il 10 ottobre 2026. A Terento il ritorno del bestiame dall’alpeggio è una colorata festa della transumanza con animali adornati, bande musicali, balli e sfilate.
Festa della Mela con grande sfilata – Naz-Sciaves (BZ), il 11 ottobre 2026. A Naz-Sciaves la Festa della Mela propone degustazioni di mele appena raccolte, mercato contadino, giochi per bambini, musica, balli e una grande sfilata con incoronazione della reginetta della mela.
Festa della Castagna – Keschtnriggl – Tesimo (BZ), dal 15 ottobre al 8 novembre 2026. Le Giornate della castagna Keschtnriggl a Tesimo-Prissiano, Foiana e Lana valorizzano cultura e usanze locali, con particolare attenzione alle castagne e al loro ruolo per la popolazione.
La Festa dell'uva. Kermesse di musica e folklore – Merano (BZ), dal 16 al 18 ottobre 2026. A Merano la Festa dell’uva propone tradizione, musica tipica, specialità gastronomiche altoatesine e buon vino nel centro cittadino, in una manifestazione storica molto sentita.
Pomaria 2026 – Arte, cultura, gastronomia, musica e tradizione – Cles (TN), dal 17 al 18 ottobre 2026. In Val di Non “Pomaria” è una grande festa delle mele con raccolta in campo, laboratori di cucina per lo strudel, giochi, degustazioni e iniziative per adulti e bambini.
Il Vicolo del vino di Termeno – Termeno sulla Strada del Vino (BZ), il 17 ottobre 2026. Il Vicolo del vino di Termeno è una festa lungo la Strada del Vino con degustazioni di bottiglie selezionate, specialità culinarie e musica vivace.
Settimane della Castagna a Velturno – Velturno (BZ), dal 17 ottobre al 8 novembre 2026. A Velturno le Settimane della Castagna offrono visite guidate, escursioni e degustazioni dedicate alla castagna e alla cucina rurale, nel periodo del Törggelen.
Formai dal Mont – Ville d'Anaunia (TN), dal 23 al 25 ottobre 2026. A Tassullo la rassegna Formai dal Mont presenta i formaggi di malga di Val di Non, Val di Sole e Altopiano della Paganella, offrendo un percorso di scoperta dei prodotti lattiero-caseari locali.
Mercato di Stegona – Brunico (BZ), dal 26 al 28 ottobre 2026. Il Mercato di Stegona, frazione di Brunico, è la più grande fiera del Tirolo, trasformando il paese in un grande luna park dove passeggiare, contrattare e fare acquisti.
Sagra della ciuiga – San Lorenzo Dorsino (TN), dal 30 ottobre al 1 novembre 2026. A San Lorenzo in Banale la Sagra della ciuìga celebra il tipico salame con le rape con degustazioni, menu a tema, spettacoli di strada, musica antica e l’apertura di corti e cantine del borgo Berghi.
Il ritmo lento dei borghi si intreccia alla voglia di stare all’aria aperta, tra piazze che si riempiono di profumi di cucina e brindisi condivisi. L’autunno porta con sé sagre di paese, feste patronali ed eventi dedicati ai frutti della terra, dove il gusto incontra tradizioni autentiche. Nelle Marche questo periodo è un invito a scoprire paesaggi collinari, piccoli centri incastonati tra mare e monti e sapori che raccontano la stagione. È il momento ideale per viaggiare senza fretta, seguendo il calendario delle feste enogastronomiche.
In ottobre le Marche diventano un vero itinerario del gusto, tra mostre mercato e feste di piazza che celebrano vendemmia, castagne e tartufi. Si passa dai profumi di pane appena sfornato di Pane Nostrum a Senigallia alle atmosfere intense della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna, fino ai calici alzati tra vino e specialità contadine durante Leguminaria, i piatti poveri della cucina marchigiana ad Appignano. Un calendario fitto di appuntamenti che invita a esplorare il territorio assaggiandone le eccellenze.
Eventi di ottobre 2026 nelle Marche, le sagre da vivere sul posto
Festa del fungo – Piandimeleto (PU), dal 26 settembre al 27 ottobre 2026. La Festa del Fungo è un appuntamento dedicato alla gastronomia e ai prodotti tipici, con un ricco programma di eventi che anima gli ultimi giorni di settembre e l'inizio di ottobre.
Sagra dell'uva – Cupramontana (AN), dal 1 al 4 ottobre 2026. Storica sagra dedicata all'uva e al Verdicchio, celebra il raccolto e la fertilità della terra con un forte legame alla tradizione e attenzione alle nuove generazioni.
Fiera del tartufo di Pergola – Pergola (PU), il 4 ottobre 2026. Nel centro storico di Pergola si svolge la Fiera nazionale dedicata al tartufo bianco pregiato, appuntamento che richiama visitatori da tutta la regione.
Pane Nostrum – Senigallia (AN), dal 9 al 11 ottobre 2026. A Senigallia la manifestazione Pane Nostrum trasforma le piazze in forni all’aperto, presentando le migliori tradizioni panificatorie italiane e internazionali nel suggestivo scenario del Foro Annonario ottocentesco.
Festa del miele e dei prodotti autunnali – Belforte all'Isauro (PU), dal 10 al 12 ottobre 2026. A Belforte all’Isauro la Festa del miele e dei prodotti autunnali fa rivivere la cucina di una volta con dolci, marmellate, miele, profumi di campagna e sapori legati ai frutti dell’orto e del bosco.
Mostra Nazionale del tartufo bianco pregiato delle Marche – Sant'Angelo in Vado (PU), dal 10 al 11 ottobre 2026. A Sant’Angelo in Vado la Mostra Nazionale del tartufo bianco pregiato propone l’acquisto del celebre tubero e di altri prodotti tipici del Montefeltro come funghi, castagne, formaggi e miele.
Cantiano Fiera Cavalli – Cantiano (PU), il 11 ottobre 2026. Cantiano Fiera Cavalli è una rassegna dedicata al Cavallo del Catria con numerosi esemplari, sfilate, gare equestri, spettacoli, spazi ludici, stand gastronomici e un salone delle tipicità locali nella cornice del Monte Catria.
Sagra della castagna – Valfornace (MC), il 11 ottobre 2026. Sagra dedicata alla castagna con passeggiata nei castagneti, pranzo agli stand gastronomici, mercatini, giostre, musica dal vivo, stornellatori e banda musicale.
Leguminaria, i piatti poveri della cucina marchigiana – Appignano (MC), dal 16 al 18 ottobre 2026. Appignano di Macerata celebra i legumi e la cucina povera marchigiana con degustazioni nelle tradizionali cantine, piatti a base di ceci, fagioli e lenticchie, mercatini, ceramiche, musica e attività per bambini.
La Festa della Castagna di Lunano – Lunano (PU), dal 17 al 18 ottobre 2026. Festa autunnale che coinvolge l'intero paese di Lunano nella valorizzazione delle castagne locali, offrendo un ricco programma dedicato al gusto delle castagne del Monte della Croce.
Festa del Lacrima e del Tartufo – Morro d'Alba (AN), dal 17 al 18 ottobre 2026. Mostra-mercato dedicata al vino doc Lacrima di Morro d'Alba, al tartufo e ai prodotti tipici, con degustazioni, artigianato artistico e hobbistica.
Castagnata in piazza – Smerillo (FM), il 19 ottobre 2026. In piazza le castagne sono protagoniste con caldarroste, vino e menù interamente dedicati, dagli gnocchetti al castagnaccio, accompagnati da spettacoli di intrattenimento.
Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna – Acqualagna (PU), il 25 ottobre 2026. Importante fiera dedicata al tartufo bianco che ha reso Acqualagna capitale del tartufo, con un mercato di riferimento per la promozione e la commercializzazione nazionale e internazionale di questo prodotto.
Festa del braciere – Musica e piatti tipici – Moresco (FM), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026. A Moresco si festeggia con un grande braciere in piazza del Castello che cuoce risotti, salsicce, spiedini e castagne, accompagnati dal vino tipico locale e da un'atmosfera conviviale.
Quando l’aria si fa più frizzante e le prime nebbie avvolgono campagne e colline, tornano i riti collettivi che segnano l’autunno: piazze che si riempiono di banchi, profumi di cucine di strada, brindisi sotto i portici dei borghi. È il momento delle sagre di paese e delle feste patronali, dei mercati contadini e delle fiere dedicate ai prodotti tipici di stagione, dai formaggi ai vini. In Lombardia tutto questo diventa un mosaico vivace di sapori, paesaggi e tradizioni che unisce grandi città e piccoli centri.
Nel calendario di ottobre 2026 in Lombardia trovano spazio eventi che raccontano anime diverse della regione: dalle atmosfere agricole e artigiane di Chiostro in Fiera 2026 a Milano alle specialità valtellinesi celebrate con Il Pizzocchero d’Oro 2026 e Weekend del gusto a Teglio, fino ai protagonisti dei formaggi d’alpeggio con la Mostra del Bitto 2026 a Morbegno. Un mese perfetto per mettersi in viaggio tra sagre, mercatini ed eventi enogastronomici e scoprire, tappa dopo tappa, i tanti volti del gusto lombardo.
Eventi di ottobre 2026 in Lombardia, le sagre e i gusti da vivere
La Festa dell'Uva 2026, torna la tradizione a Bondeno – Gonzaga (MN), dal 2 al 4 ottobre 2026. Festa dell'Uva dedicata alle tradizioni contadine, con piatti tipici mantovani, specialità gastronomiche, spettacoli, musica e intrattenimento per famiglie.
Chiostro in Fiera 2026, torna la mostra mercato di alto artigianato – Milano (MI), dal 2 al 4 ottobre 2026. Mostra mercato di alto artigianato con abbigliamento, gioielli, accessori, arredi antichi, ceramiche, fiori, piante e specialità gastronomiche del territorio.
Mercato agricolo dei Navigli – Milano (MI), il 3 ottobre 2026. Mercato agricolo in zona Navigli a Milano e a Segrate, con ampia scelta di prodotti locali a filiera corta: frutta e verdura fresche, formaggi, pane, carne, riso, vini, farine, miele e altri alimenti genuini.
Torna una nuova edizione del Villaggio delle Zucche PuraVida Farm – San Martino Siccomario (PV), dal 3 al 4 ottobre 2026. Villaggio delle zucche in stile pumpkin patch americano con giochi, animazione, laboratori creativi, animali da fattoria, proposte gastronomiche e migliaia di zucche in un grande parco naturale.
Il Pizzocchero d'Oro 2026 e Weekend del gusto a Teglio – Teglio (SO), dal 3 al 4 ottobre 2026. Rassegna gastronomica a Teglio con il Pizzocchero d’Oro e successivi weekend a tema funghi, selvaggina e sapori autunnali, proposta nei ristoranti e agriturismi aderenti.
Villa Arconati Far riapre tutte le domeniche per la stagione – Bollate (MI), il 4 ottobre 2026. Villa Arconati apre la stagione domenicale con visite guidate, mostre d’arte e la possibilità di esplorare il grande giardino storico, tra percorsi di arte, natura e architettura.
Fiera di Calvatone 2026: prodotti, gusti e sapori del territorio – Calvatone (CR), il 4 ottobre 2026. La Fiera di Calvatone valorizza prodotti, gusti e sapori locali con percorso espositivo, bancarelle, spazi per hobbisti, ricca offerta gastronomica, intrattenimenti, spettacoli dal vivo e Luna Park.
Mercatino Pavese dell'antiquariato e non solo – Pavia (PV), il 4 ottobre 2026. Il Mercatino Pavese dell'antiquariato in viale XI Febbraio ospita numerose bancarelle con mobili antichi, oggettistica, argenteria, ceramiche, porcellane, quadri, gioielli d'epoca, modernariato, collezionismo e antiquariato etnico.
Colori e sapori del mercatino italiano – Pavia (PV), il 4 ottobre 2026. In Viale Matteotti a Pavia un mercatino enogastronomico offre prodotti tipici selezionati da diverse regioni italiane, tra salumi, formaggi, dolci, vini, pane speciale e miele, nella cornice del Castello Visconteo.
Il Bello, il Buono, il Bio: mercatino dei sapori e non solo – San Pellegrino Terme (BG), il 4 ottobre 2026. A San Pellegrino Terme il mercatino “Il Bello, il Buono, il Bio” propone assaggi e acquisti tra arte, antiquariato, prodotti tipici e biologici, artigianato di qualità, laboratori per ragazzi e altre iniziative.
Sagra del Raviolo Nostrano 2026 a Covo – Covo (BG), dal 9 al 12 ottobre 2026. A Covo la Sagra del Raviolo Nostrano celebra un’antica tradizione contadina con abbondanti degustazioni di ravioli e altri piatti locali, accompagnati da momenti di festa e intrattenimento.
Mercato della Terra di Piambello – Induno Olona (VA), il 10 ottobre 2026. Il Mercato della Terra di Piambello riunisce produttori locali che vendono direttamente ai consumatori prodotti di qualità, rispettando l’ambiente, promuovendo prezzi equi, cultura alimentare del territorio e biodiversità.
Curiosità in Via Emilia, il mercatino di Voghera – Voghera (PV), il 10 ottobre 2026. A Voghera torna “Curiosità in Via Emilia”, mercatino nel centro storico con bancarelle dedicate ad antichità, artigianato, collezionismo, modernariato, creatività, prodotti tipici alimentari e prodotti biologici non alimentari.
Antiquariato che passione! Torna a Cusago il mercatino – Cusago (MI), il 11 ottobre 2026. Nel centro storico di Cusago, accanto al Castello Medievale, il mercatino di antiquariato raduna espositori con mobili, oggetti da collezione, ceramiche, argenti, libri, stampe, modernariato e prodotti alimentari biologici, con possibilità di assaggiare specialità lombarde.
Torna a Goito la Fiera Regionale del Grana Padano dei Prati Stabili – Goito (MN), dal 16 al 18 ottobre 2026. La Fiera Regionale del Grana Padano dei Prati Stabili celebra il Grana Padano DOP con animazioni, spettacoli, laboratori, fattorie didattiche, degustazioni e numerosi stand gastronomici.
Mostra del Bitto 2026, torna uno degli eventi autunnali più attesi in Valtellina – Morbegno (SO), dal 17 al 18 ottobre 2026. La Mostra del Bitto a Morbegno è una storica vetrina dedicata al celebre formaggio d’alpeggio valtellinese e alle eccellenze della provincia, con protagoniste le produzioni dei pastori a fine stagione estiva.
Sforzato Wine Festival 2026, Eroico Rosso – Tirano (SO), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026. Il centro storico di Tirano ospita lo Sforzato Wine Festival, dedicato allo Sforzato di Valtellina Docg, con degustazioni nelle dimore nobiliari e un ricco calendario di eventi che uniscono vino, gastronomia, cultura e paesaggio.
Quando l’aria si fa più frizzante e i primi vapori salgono dai pentoloni nelle piazze, l’autunno richiama tutti attorno ai tavoli delle feste di paese. È il tempo dei prodotti del bosco e delle vigne, delle sagre che animano borghi e città con mercatini, profumi di cucine all’aperto e antiche devozioni. Tra castagne, mosto e piatti della tradizione, le comunità si ritrovano per celebrare la raccolta e i sapori di stagione. In questo scenario il Lazio diventa un mosaico di appuntamenti da vivere con calma, tra colline, laghi e vie cittadine.
Nel Lazio di ottobre 2026 il calendario enogastronomico è fitto: dalle atmosfere medievali della Sagra delle Castagne – Soriano tra storia e leggenda a Soriano nel Cimino, ai profumi di cioccolato e nocciole di CioccoTuscia 2026, la cultura dei dolci sapori a Viterbo, fino ai sapori contadini della Sagra del Tartufo a Canterano e delle tante sagre di paese dedicate a castagne, zucca, polenta e porchetta. Un viaggio di gusto che unisce borghi e città, perfetto per riscoprire il territorio weekend dopo weekend.
Eventi di ottobre nel Lazio, tutte le sagre da segnare
Mercato del Contadino dei Castelli Romani a Rocca di Papa – Rocca di Papa (RM), il 1 ottobre 2026.
Mercato contadino a filiera corta con vendita diretta di prodotti stagionali, freschi e a km 0 dalle aziende del territorio, puntando su tipicità locali, qualità e risparmio per il consumatore.
Mercato del Contadino dei Castelli Romani a Frascati – Frascati (RM), il 2 ottobre 2026.
Mercato contadino di filiera corta a Frascati, dove acquistare il paniere agroalimentare locale in un’area un tempo agricola, oggi riconvertita al terziario.
Sagra delle Castagne – Soriano tra storia e leggenda – Soriano nel Cimino (VT), dal 2 al 18 ottobre 2026.
Antica sagra che unisce rievocazioni storiche e celebrazione della castagna, con il paese addobbato e scene ispirate a eventi reali e leggende tramandate nel tempo.
Tre Mercati Contadini ad Albano Laziale – Albano Laziale (RM), dal 3 al 4 ottobre 2026.
Mercati contadini ad Albano Laziale con appuntamenti settimanali in Via Riccardo Lombardi e in Piazza Pia, dove acquistare prodotti agricoli direttamente dai produttori.
Mercato della Terra di Frascati – Frascati (RM), il 3 ottobre 2026.
Mercato della Terra settimanale a Frascati che riunisce produttori e artigiani locali di vino, olio, formaggi, legumi, farine, ortaggi, frutta, miele e manufatti, ispirato ai principi Slow Food.
Sagra della Zucca a Caorera – Guidonia Montecelio (RM), dal 3 al 4 ottobre 2026.
Mostra mercato dedicata alla zucca Santa Bellunese, con esposizione e vendita di prodotti agricoli e artigianato locale.
Sagra della porchetta – Poggio Bustone (RI), dal 3 al 5 ottobre 2026.
Sagra dedicata alla porchetta di Poggio Bustone, preparata secondo tradizione e proposta in una competizione tra produttori locali.
Biomercato in Certosa – Roma (RM), il 3 ottobre 2026.
Biomercato con piccoli produttori biologici nel Parco della Certosa, arricchito da laboratori per bambini e pranzo sociale.
Palio di Ostia Antica – Roma (RM), dal 3 al 4 ottobre 2026.
Rievocazione storica con torneo equestre nel Borgo di Ostia Antica e al Parco dei Ravennati, in cui le contrade si sfidano per vincere il Palio.
Wanderlust 108 – Roma (RM), il 3 ottobre 2026.
Giornata dedicata a sport e benessere con Mindful Triathlon, che propone una sessione di yoga con DJ e una meditazione guidata da una guida spirituale.
CioccoTuscia 2026 – Viterbo (VT), dal 3 al 4 ottobre 2026.
Evento enogastronomico a Viterbo dedicato al cioccolato e ai dolci, con numerosi stand e un’area show cooking per dimostrazioni gratuite di pasticceri professionisti.
Mercato della Terra di Anguillara Sabazia – Anguillara Sabazia (RM), il 4 ottobre 2026.
Mercato della Terra sulle sponde del lago di Bracciano con prodotti locali e biologici, formaggi tradizionali, pani a lievitazione naturale, salumi, vini, miele, oli, farine e birre artigianali stagionali.
Vendemmiale di Capena – Capena (RM), dal 4 al 5 ottobre 2026.
Vendemmiale di Capena con sfilata di carri allegorici, musica in piazza e degustazione del vino versato dalle fauci del leone millenario.
Mercato della Terra di Santa Maria delle Mole – Marino (RM), il 4 ottobre 2026.
Mercato della Terra in piazza Sciotti a Marino con verdure bio, oli, mieli, formaggi e numerosi Presìdi Slow Food che valorizzano antichi mestieri e tradizioni locali.
Mercato della Terra di Monte Compatri – Monte Compatri (RM), il 4 ottobre 2026.
Mercato della Terra lungo la passeggiata di Monte Compatri, con Presìdi Slow Food, miele, frutta e verdura locali, formaggi e porchetta tipica laziale.
Mercato Contadino dei Castelli Romani a Roma Capannelle – Roma (RM), il 4 ottobre 2026.
Mercato Contadino a Roma Capannelle nato dall’alleanza tra produttori e consumatori per creare una comunità del cibo alternativa all’agroindustria e alla grande distribuzione.
Sagra del Tartufo a Canterano – Canterano (RM), dal 10 al 11 ottobre 2026.
Sagra dedicata al tartufo nero pregiato e allo scorzone di Canterano, protagonisti di bruschette, tonnarelli e salsicce accompagnati da vino rosso locale.
Cioccofest e Festa della Castagna a Caprarola – Caprarola (VT), dal 10 al 11 ottobre 2026.
Festival del cioccolato e Festa della Castagna nel Parco delle Scuderie di Palazzo Farnese, con produttori artigianali, enogastronomia, degustazioni, animazione, area giochi e musica.
Sagra della Castagna a Montelanico – Montelanico (RM), dal 10 al 11 ottobre 2026.
Sagra della Castagna a Montelanico con canti popolari, balli tipici, castagne arrostite sui fuochi, buon vino e un’atmosfera conviviale resa unica dai profumi autunnali.
Sapori D’Autunno – Roccasecca (FR), dal 10 al 11 ottobre 2026.
Percorso enogastronomico con prodotti e piatti tipici stagionali, affiancato da bancarelle di antiquariato e artigianato, musica dal vivo e luna park.
Sagra della Polenta a Nazzano – Nazzano (RM), il 11 ottobre 2026.
Sagra autunnale dedicata alla polenta e alla tradizione contadina locale, organizzata in concomitanza con la processione del Santo Patrono, per valorizzare memoria, sapori e cultura rurale.
Festa di Sant’Edisto – Sant’Oreste (RM), il 12 ottobre 2026.
Celebrazione religiosa di Sant’Edisto con eventi culturali, musicali ed enogastronomici, tra cui una manifestazione con degustazione di dolci tipici legata all’origine del nome del paese.
Sagra del Marrone di Latera – Latera (VT), dal 17 al 26 ottobre 2026.
Manifestazione dedicata al marrone di Latera con degustazione di caldarroste e vino locale nel centro storico e numerose iniziative collaterali.
Festa delle Tradizioni d’Autunno – Pofi (FR), dal 17 al 18 ottobre 2026.
Festa in piazza con stand gastronomici della cucina pofana e ciociara, mostre, mercatini, balli e musica popolare per valorizzare le risorse del territorio e le tradizioni d’autunno.
Sagra delle tagliatelle al sugo di cinghiale – Sacrofano (RM), dal 17 al 18 ottobre 2026.
Sagra enogastronomica nel cuore del Parco di Veio dedicata alla pappardella al cinghiale, accompagnata da prodotti tipici locali come olio extravergine e vini del territorio in un’atmosfera conviviale.
Mercato della Terra di Ciampino – Ciampino (RM), il 18 ottobre 2026.
Mercato contadino a Ciampino con circa 20 produttori del territorio, che offre un’ampia gamma di alimenti e alcune specialità come Presìdi Slow Food, dolci kosher e cosmetici derivati da prodotti locali.
Sagra della ciambella al mosto – Marino (RM), il 18 ottobre 2026.
Sagra dedicata alla ciambella al mosto, servita con vino per l’immersione, con stand enogastronomici nel centro storico, degustazioni di vini locali e spettacoli culturali e folkloristici.
Sagra della Castagna e del fungo porcino – San Martino al Cimino (VT), dal 18 al 19 ottobre 2026.
Sagra dedicata alla castagna nel borgo di San Martino al Cimino vicino Viterbo, con iniziative volte a valorizzare uno dei prodotti più importanti dell’economia locale e ad attirare numerosi visitatori.
Sagra della castagna e dei prodotti tipici locali – Cave (RM), dal 23 al 25 ottobre 2026.
Evento dedicato al marrone e ai prodotti tipici locali, che valorizza la tradizionale e copiosa produzione di castagne dei boschi di Cave, un tempo esportate fino in Francia.
Festa d’autunno a Vacone – Vacone (RI), il 25 ottobre 2026.
Festa d’autunno all’aperto in un bosco vicino al paese, con pranzo conviviale a base di specialità stagionali come polenta, salsicce, castagne e vino novello, accompagnato da musica dal vivo.
Profumo di funghi, castagne e tartufi che arrivano in tavola con i primi cieli tersi e l’aria più frizzante: è la stagione in cui i borghi si risvegliano fra mercatini, piatti fumanti e calici colmi. Le sagre di paese tornano protagoniste, insieme alle feste patronali e ai prodotti tipici di stagione, trasformando ogni fine settimana in un’occasione per scoprire sapori e tradizioni. Nelle piazze risuonano voci, brindisi e accenti diversi, mentre si passeggia tra banchi colmi di specialità locali. Anche in Campania l’autunno diventa il momento ideale per rallentare, assaggiare e lasciarsi guidare dai profumi.
Tra gli appuntamenti più attesi di ottobre 2026 in Campania spiccano la Sagra dei funghi di Cusano Mutri, la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo e dei Prodotti Tipici Locali di Colliano e la Sagra del Cinghiale a Dugenta, che raccontano la regione attraverso boschi, ricette tradizionali e piatti di carne cucinati con cura. Accanto a loro, eventi come Autumn Fest a Mugnano del Cardinale e il Mercato della Terra a Piano di Sorrento offrono un viaggio tra produzioni locali, colori autunnali e sapori genuini tutti da scoprire.
Eventi di ottobre in Campania, le sagre enogastronomiche da scoprire
Sagra dei funghi – Cusano Mutri (BN), dal 25 settembre al 18 ottobre 2026. Tradizionale sagra nel borgo di Cusano Mutri dedicata ai funghi, alla cucina tipica e alle specialità enogastronomiche del territorio.
Sagra del Cinghiale a Dugenta – Dugenta (BN), dal 2 al 4 ottobre 2026. Sagra con piatti a base di cinghiale accompagnati da vini locali, serviti in trattorie all’aperto, con balli e canti folkloristici e possibilità di acquistare prodotti tipici.
Mostra Mercato Nazionale del Tartufo e dei Prodotti Tipici Locali – Colliano (SA), dal 8 al 11 ottobre 2026. Mostra mercato agroalimentare incentrata sul Tartufo Nero di Colliano, affiancato da formaggi, ricotte, patate di montagna, oli, miele e altri prodotti tipici locali.
Autumn Fest – Mugnano del Cardinale (AV), dal 10 al 11 ottobre 2026. Autumn Fest propone piatti della tradizione locale, vino del territorio, musica e intrattenimento, con stand gastronomici aperti anche a pranzo la domenica.
Mercato della Terra – Piano di Sorrento (NA), il 11 ottobre 2026. Mercato mensile ospitato nel mercato ortofrutticolo liberty di Piano di Sorrento, con produttori Slow Food e un’ampia varietà di specialità locali, momenti culturali e Laboratori del Gusto per adulti e bambini.
Nel calendario delle feste d’autunno tornano i profumi del vino nuovo, le luci delle piazze e le tavolate dedicate ai sapori di stagione. Tra sagre di paese, fiere, mercatini e feste patronali, l’aria si riempie di colori caldi, castagne, uva e specialità del territorio. È il momento ideale per scoprire borghi, tradizioni e paesaggi che cambiano volto con le prime foglie rosse, lasciandosi guidare dalla voglia di stare insieme. Anche in Abruzzo, tra montagne e colline, i weekend diventano un invito a rallentare e assaporare ogni tappa.
Nel corso di ottobre 2026 l’Abruzzo propone un itinerario ricco di appuntamenti, tra sapori e devozione popolare. Dal Revival Folcloristico dell’uva e del Vino Montonico di Bisenti alle Feste patronali in onore di Santa Reparata e del Compatrono San Gilberto di Casoli, passando per la storica Fiera di ottobre ad Arischia all’Aquila e per l’evento Lungo le antiche rue a Civitella Roveto, il mese diventa l’occasione perfetta per scoprire volti diversi della regione.
Eventi di ottobre in Abruzzo, le sagre e le feste da vivere
Revival Folcloristico dell'uva e del Vino Montonico – Bisenti (TE), dal 1 al 4 ottobre 2026. Sagra dedicata all'uva e al vino Montonico che unisce gastronomia, cultura e tradizioni popolari, con sfilata di carri allegorici, gruppi folcloristici, mostre e percorso culturale nel paese.
Feste patronali in onore di Santa Reparata e del Compatrono San Gilberto – Casoli (CH), dal 7 al 9 ottobre 2026. Feste patronali con celebrazioni religiose, solenne processione, bande musicali, concerti, fiere e la tradizionale Giornata dei donativi in onore di Santa Reparata e San Gilberto.
Fiera di ottobre ad Arischia – L'Aquila (AQ), dal 10 al 11 ottobre 2026. Fiera di ottobre con spettacoli equestri, serata country, festa della birra e il concorso musicale Roccale d’Oro, in un clima di divertimento e relax.
Lungo le antiche rue – Civitella Roveto (AQ), dal 16 al 18 ottobre 2026. Sagra dedicata alla castagna Roscetta, per valorizzare il Marrone della Valle Roveto e rivitalizzare il centro storico, rievocando la civiltà contadina di Civitella Roveto.
Se abitate a Torino o dintorni, c’è una nuova ragione per guardare con attenzione alle partenze dall’aeroporto del capoluogo piemontese. Wizz Air inaugura oggi la sua nuova base operativa al Torino Airport, la settima della compagnia in Italia, con il primo Airbus A321neo già operativo e un secondo aeromobile in arrivo dal 25 ottobre 2026. Una novità che porta con sé nuove rotte, più frequenze e soprattutto nuove possibilità per organizzare un viaggio direttamente dal Piemonte, dove spesso i viaggiatori erano costretti a virare sulla vicina Lombardia.
Per celebrare l’apertura, Wizz Air ha lanciato una promozione valida il 14 e 15 settembre 2026: il 15% di sconto è applicato su voli selezionati da e per Torino, per viaggi effettuati tra il 21 settembre e il 10 dicembre 2026. Il network torinese raggiunge così 23 rotte verso 10 Paesi, con un’offerta che comprende grandi capitali, città spagnole, destinazioni italiane e mete per una vacanza al sole. Tra le nuove rotte ce ne sono alcune piuttosto interessanti per un weekend d’autunno e tre, in particolare, meritano di finire subito nella lista dei prossimi viaggi.
Le nuove rotte Wizz Air a Torino
L’apertura della base rappresenta un investimento importante per Wizz Air sul territorio piemontese. Il primo aereo basato a Torino è operativo dal 14 settembre, mentre il secondo entrerà in servizio il 25 ottobre. La compagnia prevede complessivamente circa 1,3 milioni di posti in vendita da Torino nel corso del 2026 e stima la creazione di 80 nuovi posti di lavoro diretti e circa 700 indiretti. La novità principale per chi viaggia, come già detto, è però l’ampliamento del network. Le nuove rotte comprendono Barcellona, Bilbao, Lamezia Terme, Madrid, Malaga, Napoli, Roma Fiumicino, Sharm el-Sheikh, Suceava e Valencia. A queste si aggiungeranno inoltre, dal gennaio 2027, le rotte invernali verso Breslavia, Danzica, Katowice e Praga.
La promozione inaugurale arriva quindi nel momento giusto per programmare un viaggio nei prossimi mesi. Il 15% di sconto sui voli selezionati è disponibile soltanto il 14 e 15 settembre e riguarda partenze comprese tra il 21 settembre e il 10 dicembre 2026. Le condizioni e la disponibilità possono variare in base al volo scelto.
Bilbao, Malaga e Sharm el-Sheikh: 3 nuove mete da Torino
Bilbao è la scelta giusta per chi cerca una città europea meno scontata. La nuova rotta Wizz Air permette di raggiungere i Paesi Baschi e scoprire il Guggenheim, il Casco Viejo e la celebre tradizione dei pintxos, in un periodo dell’anno ideale per visitare la città senza l’affollamento dell’alta stagione.
Malaga porta invece sulla Costa del Sol, dove anche nei mesi autunnali si può contare su temperature piacevoli e un’atmosfera ancora mediterranea. Il centro storico, l’Alcazaba, il Museo Picasso e il lungomare rendono la città adatta sia a un weekend culturale sia a una pausa al caldo. La nuova rotta da Torino sarà operativa dal 26 ottobre.
Sharm el-Sheikh cambia completamente scenario: la nuova rotta, attiva dal 27 ottobre, porta direttamente sul Mar Rosso, tra spiagge, resort e fondali particolarmente apprezzati dagli amanti dello snorkeling e delle immersioni. Una delle opzioni più interessanti per chi vuole trasformare un viaggio autunnale in una fuga verso temperature estive.
Nel calendario di fine estate, quando l’aria si fa più fresca e i colori iniziano a virare all’autunno, i paesi si animano di sagre, feste patronali ed eventi dedicati ai sapori del territorio. È il momento delle tavolate all’aperto, dei prodotti tipici di stagione e delle tradizioni che tornano a riunire residenti e viaggiatori. In questo periodo, tra montagne e borghi, l’Italia celebra la propria identità rurale con appuntamenti autentici e atmosfere raccolte. Anche in Valle d’Aosta l’inizio dell’autunno diventa un invito a rallentare e a riscoprire usi e sapori locali.
Nel settembre 2026 gli eventi enogastronomici diventano il filo conduttore di un viaggio tra vallate e campanili, dalla fiera Lo Matsòn, la Fiera enogastronomica dei prodotti valdostani di Courmayeur alle celebrazioni della Devétéya é Féra de Cogne 2026, passando per la tradizionale Fea de Vapeleuna di Valpelline. Un itinerario tra feste di paese, patroni e prodotti tipici che invita a esplorare la regione seguendo il profumo dei formaggi, dei piatti di montagna e delle antiche consuetudini alpine.
Settembre in Valle d’Aosta, gli eventi da vivere tra borghi e vallate
Lo Matsòn, la Fiera enogastronomica dei prodotti valdostani – Courmayeur (AO), dal 5 al 6 settembre 2026.
Fiera enogastronomica a Courmayeur dedicata ai prodotti valdostani, con formaggi, vini, salumi, confetture, laboratori per bambini, spettacoli e degustazioni lungo le vie del paese.
Sain Grat 2026 – Valgrisenche (AO), il 6 settembre 2026.
Festa patronale di San Grato a Valgrisenche, con celebrazioni che si svolgono in piazza della chiesa in onore del protettore della Valle d’Aosta.
Festa patronale di Fénis – Fénis (AO), dal 18 al 22 settembre 2026.
Festa patronale di Fénis dedicata a San Maurizio, con cucina tradizionale, balli, danze e giochi in un clima di allegria.
Fea de Vapeleuna – Valpelline (AO), il 20 settembre 2026.
Antica fiera di Valpelline oggi trasformata in mostra-mercato dei prodotti tipici valdostani, con stand di degustazione e vendita, intrattenimenti, premiazioni e accompagnamento musicale.
Devétéya é Féra de Cogne 2026 – Cogne (AO), dal 26 al 27 settembre 2026.
A Cogne la Devétéya segna il rientro delle mandrie dagli alpeggi con sfilata per il paese, rievocazione dell’antica fiera del bestiame e mercato di prodotti enogastronomici e artigianali.
La desarpa di Valtournenche – Valtournenche (AO), il 26 settembre 2026.
La Desarpa di Valtournenche celebra il ritorno delle mandrie dagli alpeggi con una sfilata di mucche addobbate, partecipazione delle realtà locali, punti di ristoro, musica, folklore, pranzo comunitario e danze.