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Un viaggio tra castelli di pietra e vicoli incantati: Kamnik, bellissima cittadina medievale slovena

A meno di 30 chilometri da Lubiana, ai piedi di montagne imponenti, si materializza una città dove il passato medievale sembra non essere mai stato superato. Si chiama Kamnik e si presenta con facciate colorate, tetti spioventi e un piccolo castello (in realtà di più) arroccato sopra le case. Sullo sfondo si alzano le Alpi di Kamnik e della Savinja, una catena montuosa dominata dal Grintovec (che raggiunge ben 2.558 metri di altitudine).

Le strade del centro custodiscono portali in pietra, edifici barocchi e antiche botteghe, mentre dalle piazze si intravedono le cime alpine. Durante la dominazione asburgica era conosciuta con il nome tedesco di Stein im Oberkrain, legato alla parola Stein, pietra, elemento richiamato anche dal toponimo sloveno. Ancora oggi, tra le testimonianze delle antiche famiglie nobili e le storie tramandate dagli abitanti, si percepisce la ricchezza di un passato che ha lasciato tracce sorprendenti.

Cosa vedere a Kamnik

Il centro storico di questa città della Slovenia si sviluppa attorno a una lunga piazza e a una strada che per generazioni ha ospitato le attività artigianali. In passato Kamnik era protetta da mura alte fino a 10 metri, con un fossato e quattro porte di accesso, che hanno progressivamente lasciato spazio alla località attuale (anche se non è difficile riconoscere l’importanza dell’antico insediamento).

Glavni trg, la piazza principale

Più simile a una strada raffinata che a una piazza tradizionale, Glavni trg è il vero e proprio centro della vita cittadina. Qui le facciate degli edifici si mostrano con colori delicati, cornici decorate e finestre disposte secondo le trasformazioni architettoniche avvenute nei secoli.

Tra le strutture emergono anche interventi riconducibili a Jože Plečnik, celebre architetto locale che ha lasciato un’impronta fondamentale nell’architettura di Lubiana e in altre località del Paese.

Mali grad, il castello della contessa Veronika

Servono pochi scalini per raggiungere uno dei monumenti più incantevoli della cittadina: Mali grad, letteralmente Piccolo Castello. Occupa uno sperone roccioso sopra Glavni trg, in una posizione che gli è valsa il soprannome di balcone della città. Dell’antico complesso fortificato rimane soprattutto una straordinaria cappella romanica a due piani, con una cripta inferiore.

Dal colle lo sguardo attraversa il centro abitato e raggiunge le montagne, ma il luogo custodisce anche una delle leggende più famose della regione: si racconta che la contessa Veronika, ricchissima e avara, si rifiutò di contribuire alla costruzione di una chiesa, dichiarando che avrebbe preferito trasformarsi in un serpente.

La maledizione si avverò, al punto che mutò in una creatura per metà donna e metà rettile, fino a scomparire nelle profondità della roccia insieme al proprio tesoro. La sua figura è diventata talmente importante da comparire persino nello stemma cittadino.

Stari grad, le rovine sopra la valle

Sull’altura che domina Kamnik, dalla parte opposta del fiume, sorgono i resti dello Stari grad, il Castello Vecchio, che in passato costituiva uno dei principali punti difensivi del territorio.

Particolarmente interessante è il contrasto tra le rovine della costruzione e il panorama naturale: nelle giornate limpide la vista abbraccia Kamnik, le pendici alpine e parte della pianura in direzione di Lubiana.

Via Šutna, tra botteghe e case storiche

Considerata la strada più bella di Kamnik, Šutna conserva l’atmosfera dell’antico quartiere artigianale. Le case si affacciano lungo una via raccolta, con insegne tradizionali, facciate restaurate e particolari decorativi. Bellissima è la chiesa dell’Immacolata Concezione, riconoscibile per il suo campanile gotico separato dal corpo principale.

Chiesa dell'Immacolata Concezione, Kamnik
Getty Images
La Chiesa dell’Immacolata Concezione con il suo campanile

Lungo la strada si trova inoltre la casa natale di Rudolf Maister, generale, poeta e pittore sloveno nato nel 1874, protagonista degli avvenimenti seguiti alla Prima Guerra Mondiale. Consigliamo di visitare anche il Museo Sadnikar, legato a una delle collezioni private di oggetti storici e artistici più interessanti della cittadina.

Monastero francescano e Cappella del Santo Sepolcro

Dietro le tranquille facciate del complesso francescano si conserva un patrimonio culturale di notevole valore. La vicina chiesa di San Giacomo compare nelle testimonianze documentarie già nel 1423, mentre il convento custodisce una biblioteca con circa 10.000 volumi.

Uno dei suoi testi più preziosi è la Bibbia slovena tradotta da Jurij Dalmatin e pubblicata a Wittenberg nel 1584, un’opera fondamentale per la storia della lingua nazionale. All’interno del complesso si trova anche la Cappella del Santo Sepolcro, progettata da Jože Plečnik nel 1952.

Castello Zaprice e Museo interregionale

Infine, su una collina poco distante dal nucleo antico sorge il Castello Zaprice, un’altra importante testimonianza della presenza aristocratica a Kamnik. Oggi è la casa del Museo interregionale, che si occupa della storia, dell’archeologia e delle tradizioni del territorio.

Cosa fare a Kamnik

La città di Kamnik è un punto di partenza privilegiato per conoscere il paesaggio alpino della Slovenia centrale. Nel raggio di pochi chilometri si alternano altipiani pastorali, sorgenti montane, giardini botanici e località termali.

  • Visitare l’altipiano di Velika Planina: celebre per il villaggio pastorale con caratteristiche baite in legno dai tetti molto bassi.
  • Assaggiare il formaggio Trnič: preparato tradizionalmente con cagliata, panna e sale, viene modellato in piccole forme decorate mediante stampi di legno intagliati.
  • Visitare l’Arboretum Volčji Potok: a breve distanza dal centro, è uno dei più importanti parchi botanici sloveni, con migliaia di specie e varietà vegetali, prati, laghetti e grandi collezioni floreali.
  • Esplorare la valle di Kamniška Bistrica: boschi, pareti rocciose e acque limpide.
  • Rilassarsi alle Terme Snovik: a est di Kamnik si trova questo complesso termale immerso tra colline e boschi, conosciuto per le sue acque e per l’attenzione alla sostenibilità ambientale.
  • Partecipare alle feste tradizionali: settembre è il periodo del festival Dnevi narodnih noš in oblačilne dediščine, dedicato ai costumi popolari e al patrimonio folkloristico sloveno. In agosto, invece, il Kamfest anima diversi spazi cittadini con concerti, spettacoli e iniziative culturali.

Dove si trova e come arrivare

Kamnik si trova nella Slovenia centrale, circa 25-30 chilometri a nord-est di Lubiana, quindi una posizione che consente di raggiungere facilmente sia la capitale sia le aree montane della regione. In automobile, partendo da Lubiana, il tragitto richiede generalmente circa 30-40 minuti, secondo il traffico e il percorso scelto. L’accesso avviene attraverso la rete stradale che attraversa la pianura slovena, in direzione nord.

Sono disponibili anche collegamenti ferroviari e autobus da Lubiana, con tempi di percorrenza variabili in base al servizio. Per chi desidera visitare Velika Planina, l’Arboretum e le altre attrazioni nei dintorni, un’automobile facilita gli spostamenti.

Alessandro Callari, Booking: “Cresce l’interesse per luoghi meno scontati”

Nel 2027, il turismo abbandonerà ogni copione prestabilito per dare spazio all’effetto sorpresa e all’imprevisto. I dati che emergono dalla ricerca “Travel Predictions 2027” di Booking.com evidenziano che il 77% dei viaggiatori pianifica soggiorni per cimentarsi in esperienze fuori dai propri schemi. L’81% sceglie la meta ideale facendosi guidare dalle emozioni. Il 65% mostra interesse per forme di turismo insolite, come il “turismo paranormale” alla scoperta di cripte misteriose.

L’indagine è stata condotta online tra luglio e agosto 2026 su un campione complessivo di 28.230 persone in 33 Paesi, coinvolgendo adulti che prevedono di viaggiare nei successivi 12-24 mesi. Le destinazioni sono state selezionate filtrando tra le mille più prenotate su Booking nella prima metà del 2026 e ordinandole in base alla crescita percentuale rispetto all’anno precedente.

Attraverso l’analisi dei dati di prenotazione (tra gennaio e giugno 2026), Booking ha selezionato dieci destinazioni emergenti (presentate senza un ordine di ranking specifico) ideali per i viaggiatori del 2027:

Le 10 mete di tendenza del 2027

Reims (Francia)

Famosa per le storiche maison e cantine di Champagne scavate nel gesso sotterraneo, offre anche un ricco patrimonio culturale dominato dalla Cattedrale di Notre-Dame de Reims (luogo d’incoronazione dei sovrani di Francia) e una vivace tradizione enogastronomica (come i biscuits roses). È collegata a Parigi in meno di 45 minuti di treno ad alta velocità.

Monterey (California, USA)

Situata sulla Central Coast, unisce paesaggi oceanici spettacolari, un passato industriale legato a John Steinbeck (Cannery Row) e il celebre Monterey Bay Aquarium. È perfetta per il whale watching, il kayak tra le foreste di kelp e percorrere la scenografica 17-Mile Drive.

Sendai (Giappone)

Principale città della regione del Tohoku, offre ampi spazi naturali lontani dai flussi di massa, unendo uno stile di vita rilassato a testimonianze storiche come il Castello di Sendai e il mausoleo Zuihoden. È celebre per la lingua di manzo alla griglia (gyutan) e vicina alle sorgenti termali di Akiu Onsen e alla baia di Matsushima.

Rosario (Argentina)

Città creativa e informale adagiata sul fiume Paraná, nota per la passeggiata della Costanera, il vivace quartiere di Pichincha (ricco di jazz bar e locali), il Mercado del Patio e i legami storici con figure come Che Guevara e Lucio Fontana.

Puri (India)

Situata nell’India orientale sul Golfo del Bengala, unisce ampie spiagge sabbiose a tradizioni spirituali e di pesca. Ospita il sacro Tempio di Jagannath e rappresenta la porta d’accesso per il Tempio del Sole di Konark (UNESCO) e il lago Chilika.

Christchurch (Nuova Zelanda)

Rinata dopo i terremoti del 2010-2011, si è affermata come una delle realtà urbane più dinamiche e creative del Paese, attraversata dal fiume Ōtākaro Avon e vicina alle Alpi Meridionali e a Hagley Park.

Bratislava (Slovacchia)

Capitale a misura d’uomo lungo il Danubio, offre un centro storico medievale, palazzi barocchi, l’iconico castello sulla collina, mercati vivaci e vicinanza ai vigneti dei Piccoli Carpazi (Pezinok e Modra). Si trova a breve distanza da Vienna e Budapest.

Goiânia (Brasile)

Una delle prime città pianificate del Sudamerica (anni ’30), famosa per i suoi viali alberati, l’architettura Art Déco, il Mercado Municipal (con i prodotti tipici del Cerrado) e una vivace scena culturale e notturna nei quartieri di Setor Marista e Bueno.

Pescara (Italia)

Meta della costa adriatica caratterizzata da ampi litorali sabbiosi, ritmi rilassati, ottima cucina marinara (come il brodetto alla pescarese) e itinerari culturali legati a Gabriele D’Annunzio e al Museo delle Genti d’Abruzzo.

Asunción (Paraguay)

Capitale accogliente e ricca di contrasti, dal vivace Mercado 4 (tra erbe per il tereré e piatti tipici come il mbeju) ai monumenti storici come il Palacio de los López, fino ai locali e ristoranti contemporanei del quartiere Villa Morra.

Le evidenze della ricerca

Alla luce dei fatti, abbiamo chiesto un commento ad Alessandro Callai, Regional Manager Italia in Booking.com.

Alessandro, il mondo dei viaggi segue con grande attenzione il vostro report annuale. Quest’anno, nell’ambito di “Travel Predictions 2027”, sta suscitando particolare interesse la lista delle “Trending Destinations”. Di cosa si tratta esattamente?

Le nostre “Travel Predictions 2027” si basano su una ricerca condotta su oltre 28.000 viaggiatori in 32 Paesi e territori. Insieme alle previsioni, presentiamo anche le nostre “Trending Destinations”: dieci mete verso cui l’interesse è in crescita. Abbiamo stilato la lista sulla base dei nostri dati di prenotazione. Per essere incluse, le destinazioni dovevano figurare tra le mille più prenotate su Booking.com nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026. Le abbiamo poi ordinate in base alla crescita su base annua, con un limitato intervento editoriale per garantire un’adeguata varietà geografica. Ne è nata una lista eterogenea, che spazia da Sendai, in Giappone, a Goiânia, in Brasile, fino a Christchurch, in Nuova Zelanda.

Guardando questa lista internazionale, c’è un elemento ricorrente che accomuna destinazioni così diverse?

Molte di queste località si trovano vicino a mete più conosciute. Bratislava è a breve distanza da Vienna e Budapest. Reims è una meta a sé, non soltanto una gita in giornata da Parigi. Monterey, in California, offre una piacevole fuga affacciata sull’oceano. A unirle potrebbe essere più una sensazione che una caratteristica geografica. I viaggiatori sembrano attratti da città con una ricca vita culturale, dove possono rallentare e prendersi tutto il tempo che vogliono. Pensiamo a un pranzo che si prolunga fino al pomeriggio, o a una passeggiata senza una meta precisa. Sono luoghi da esplorare senza fretta, soffermandosi sui dettagli e lasciando che la giornata segua il suo corso. Forse il filo conduttore è proprio questo: il piacere della scoperta, a un ritmo più disteso.

E in Italia spicca Pescara. Come si inserisce in questo scenario?

Siamo orgogliosi che Pescara figuri tra le nostre “Trending Destinations”. L’Italia è una meta da sogno per molti viaggiatori internazionali, ma l’attenzione si concentra spesso sulle grandi città d’arte, come Roma e Firenze, o su località costiere molto amate, come la Costiera Amalfitana, il Gargano e il Salento. Pescara dimostra che c’è molto altro da scoprire lungo la costa adriatica, in Abruzzo. E riflette una tendenza che osserviamo anche nelle altre destinazioni: cresce l’interesse per luoghi meno scontati.

In “Travel Predictions 2027” parlate anche di “Going Off-Script” e “Vibe Check-In” (scegliere in base al proprio stato d’animo). In che modo Pescara si collega a queste nuove tendenze?

Pensiamo che sia in sintonia con entrambe. Dalla nostra ricerca emerge che il 77% dei viaggiatori è interessato a un viaggio del tutto fuori dai propri schemi, mentre l’81% sceglierebbe una destinazione soprattutto in base a come desidera sentirsi. Pescara è ideale per chi cerca un ritmo più lento: un lungo litorale sabbioso da esplorare a piedi o in bicicletta, mattinate in riva al mare e serate scandite dai tempi dell’aperitivo.

Quali altri elementi, secondo lei, rendono Pescara una destinazione così promettente per il prossimo anno?

Pescara racchiude molti degli aspetti che rendono speciale un viaggio in Italia: un’ottima cucina, una vivace vita culturale, il piacere di stare al mare e tanti luoghi meno conosciuti da esplorare nei dintorni. È una destinazione che invita i viaggiatori ad andare oltre le mete più familiari e a scoprire un volto diverso dell’Italia. Per questo, Pescara è una meta entusiasmante da esplorare nel 2027 e negli anni a venire.

Italia e Polonia unite da un nuovo cammino sulle tracce di Giovanni Paolo II

Un nuovo itinerario europeo si prepara a collegare Cracovia e Roma nel segno di Giovanni Paolo II, trasformando la memoria del Pontefice in un’occasione di scoperta culturale, spirituale e turistica. Il progetto ha mosso il primo passo ufficiale al TTG Travel Experience di Rimini, dove è stato firmato un protocollo d’intesa tra Italia e Polonia per avviare una collaborazione dedicata alla realizzazione del Cammino di San Giovanni Paolo II.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare i luoghi legati alla vita e al pontificato di Karol Wojtyla, mettendo in relazione territori, paesaggi, tradizioni e comunità locali.

Il Cammino di San Giovanni Paolo II

Le due città simbolo del progetto sono Cracovia, in Polonia, dove Karol Wojtyla si formò e svolse gran parte del suo ministero, e Roma, dove venne eletto Papa il 16 ottobre 1978 e trascorse quasi 27 anni di pontificato. Il futuro cammino intende ricostruire questo legame attraverso i luoghi, le testimonianze e le persone che hanno accompagnato la sua storia.

La firma del protocollo rappresenta l’avvio di un progetto che guarda anche al crescente interesse per il turismo lento. Come ricordato dal ministro Mazzi durante la presentazione, l’Italia può contare su circa 33.000 chilometri di cammini, un patrimonio che permette di conoscere il Paese da una prospettiva diversa, lontana dai circuiti più frequentati.

Anche la Polonia vede nell’iniziativa un’opportunità per rafforzare i rapporti culturali e turistici tra i due Paesi. Giovanni Paolo II, profondamente legato alla natura e alle attività all’aria aperta, amava camminare, sciare e andare in canoa: passioni che si intrecciano idealmente con la filosofia di un viaggio senza fretta, fatto di paesaggi e incontri.

Il progetto punta inoltre a valorizzare i numerosi luoghi intitolati al Pontefice in Italia e in Polonia. Un patrimonio di memoria che può diventare il punto di partenza per scoprire destinazioni meno conosciute e le comunità che ne custodiscono le storie.

Cracovia e Roma saranno collegate da un cammino dedicato a Giovanni Paolo II
iStock
Santuario di Papa Giovanni Paolo II a Cracovia

Un itinerario europeo tra cultura, spiritualità e turismo lento

Il futuro cammino vuole superare i confini del tradizionale pellegrinaggio, proponendosi a viaggiatori con interessi differenti. Accanto ai percorsi da affrontare a piedi, sono previste proposte di breve durata, itinerari tematici e strumenti utili per organizzare le visite. Un’attenzione particolare sarà riservata anche ai giovani e agli studenti, attraverso scambi culturali e iniziative educative dedicate al dialogo tra Paesi e generazioni.

Un ruolo importante sarà svolto da quattro università coinvolte nella collaborazione: la Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia, l’Università Cattolica di Lublino Giovanni Paolo II, la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – Angelicum di Roma e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il contributo del mondo accademico servirà a ricostruire il legame tra Wojtyla e i territori attraversati durante la sua vita.

Il progetto sarà sviluppato dal Ministero del Turismo italiano e dalla Polish Tourism Organisation, insieme alla sua sede in Italia, con il coinvolgimento di enti locali, organizzazioni turistiche regionali, realtà religiose e imprese. In prospettiva, la collaborazione potrà estendersi anche ad altri Paesi legati alla memoria del Pontefice.

Il percorso è ancora nella fase iniziale: nei prossimi mesi saranno definiti il nome ufficiale, l’identità visiva, le tappe e gli strumenti dedicati ai viaggiatori.

Contributo per il trasporto scolastico in favore di studenti con disabilità. Anno 2026

Info utili per presentare la domanda

Descrizione

 

IN CHE COSA CONSISTE

Il contributo è a favore delle famiglie di studenti con disabilità, privi di autonomia, frequentanti o che abbiano frequentato la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado con sede a Biella o fuori dal territorio comunale, nell’anno solare 2026.

Il contributo consiste in un contributo diretto pari ad € 1.500,00 per studente:

– nel caso di più studenti disabili all’interno dello stesso nucleo familiare che l’importo assegnato ai figli successivi al primo sarà pari al 50% del contributo massimo di cui sopra;

– in caso di esaurimento risorse di attribuire il contributo di importo inferiore a € 1.500,00 per studente.

 

CHI PUÒ BENEFICIARNE

studenti/studentesse con disabilità in possesso dei seguenti requisiti soggettivi:

  • essere residenti nel Comune di Biella;
  • essere in possesso della certificazione di disabilità rilasciata ai sensi della Legge n. 104/1992, art. 3 comma 1 o 3;
  • frequentare o aver frequentato nell’anno 2026 la scuola dell’infanzia, la scuola primaria o la scuola secondaria di primo grado, con sede a Biella o fuori dal territorio comunale.
  • essere privi di autonomia e non usufruire del servizio di trasporto scolastico, ma provvedere al trasporto con mezzi propri o servizi privati.
  • non aver beneficiato del medesimo contributo da parte di questo o altro Ente.

 

COME SI RICHIEDE

Il Comune di Biella raccoglierà le istanze entro le ore 23.59 del 25 novembre 2026, esclusivamente in via telematica attraverso il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o similari (CRT, TS-CNS) o C.I.E. (Carta di Identità Elettronica) sullo Sportello Unico Digitale nella apposita sezione che sarà attiva a partire dal 26 ottobre 2026.

Il link verrà pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Biella, Area tematica Salute, Benessere e Assistenza/ Contributo trasporto scolastico famiglie di studenti con disabilità, link:

Contributo trasporto scolastico famiglie di studenti con disabilità

 

PUNTO DI FACILITAZIONE DIGITALE PER IL SUPPORTO PER IL CARICAMENTO ONLINE DELLA DOMANDA E PER RICHIESTA DI INFORMAZIONI

Per richiesta di supporto per il caricamento online della domanda e/o informazioni è attivo il Punto di facilitazione digitale nei giorni lunedì (14.30-15.30) e mercoledì (10.00-12.00) al numero 015-3507484, oppure all’indirizzo mail trasporto.studentidisabili@comune.biella.it

 

Collegamenti

 

https://comune.biella.it/servizio/contributo-trasporto-scolastico-famiglie-di-studenti-con-disabilit/

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Il fascino segreto del Monastero di Manasija, custode di affreschi straordinari e secoli di storia serba

Osservando con non troppa attenzione si potrebbe pensare di essere arrivati davanti a un castello medievale, uno di quelli costruiti per resistere agli assedi, con torri altissime, mura massicce e pochissime aperture rivolte verso l’esterno. Ma la verità è che dietro quella poderosa cinta difensiva resiste allo scorrere inesorabile del tempo uno dei luoghi religiosi più importanti della Serbia, custode di affreschi preziosi, antichi manoscritti e della memoria di un sovrano che contribuì a trasformare il proprio regno in un centro culturale di grande prestigio.

È il Monastero di Manasija, conosciuto anche con l’antico nome di Resava, e prende vita su un pianoro affacciato sulla valle del fiume Resava. Tutt’intorno, invece, ci sono boschi e rilievi che incorniciano possenti torri di pietra. Oggi riunisce due anime apparentemente lontane: da una parte è una straordinaria testimonianza dell’architettura militare medievale, dall’altra è la culla di un patrimonio artistico e spirituale legato alla tradizione bizantina.

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