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Aujourd’hui — 1 août 2026Flux principal

Tra pini secolari e oscure acque glaciali c’è il Mummelsee, il leggendario Occhio della Foresta Nera

1 août 2026 à 17:00

Acqua scura, quasi uno specchio d’ossidiana, una corona di abeti che sale lungo i pendii e il profilo della Hornisgrinde a dominare l’orizzonte. Si presenta così il Mummelsee, misterioso (e leggendario) lago della Foresta Nera che riesce a unire natura, storia geologica e tradizioni popolari con la stessa intensità.

Situato a 1.036 metri di quota vicino al borgo di Seebach, lungo la celebre Schwarzwaldhochstraße, la Strada Panoramica della Foresta Nera che collega Baden-Baden e Freudenstadt attraverso alcuni dei paesaggi più spettacolari della Germania, è raggiunto da migliaia di visitatori attratti sì dalla bellezza del panorama, ma anche spinti dalle misteriose leggende che da secoli lo circondano.

Molti lo chiamano “L’Occhio della Foresta Nera“, soprannome che nasce dalla forma quasi perfettamente circolare e dalla superficie che riflette il bosco circostante con una nitidezza sorprendente. Nelle giornate prive di vento sembra davvero che la montagna osservi il cielo attraverso una pupilla di cristallo. Basta però una nuvola, un cambio di luce o una leggera brezza perché l’atmosfera si trasformi completamente, ma regalando comunque scorci che sembrano usciti da un antico racconto.

Origine, formazione e leggende del Mummelsee

Il Mummelsee appartiene ai laghi glaciali della Foresta Nera, chiamati in tedesco Karsee. Rappresenta il più grande dei 7 bacini glaciali ancora presenti nella regione, oltre a figurare tra i più alti. La sua origine risale a circa 10.000 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale. Enormi masse di ghiaccio scavarono lentamente una conca quasi circolare nella montagna. Con il progressivo ritiro dei ghiacciai, quella depressione si riempì d’acqua fino a formare il lago attuale. Oggi occupa una superficie di 3,7 ettari, raggiunge circa 18 metri di profondità e presenta un perimetro vicino agli 800 metri.

Alle sue spalle si innalza la Hornisgrinde, che con i suoi 1.164 metri è la cima più elevata della Foresta Nera settentrionale. Sul lato occidentale compare invece il Katzenkopf, altra vetta ricoperta da fitte foreste di conifere. L’acqua defluisce nel torrente Seebächle, che prosegue verso la valle di Seebach prima di confluire nel fiume Acher. Proprio il lago e questo corso d’acqua hanno dato il nome al paese di Seebach.

L’origine del nome Mummelsee affonda le radici, invece, nella tradizione popolare: un tempo la superficie ospitava numerose ninfee bianche chiamate nel dialetto locale Mummeln, termine dal quale derivò, per l’appunto, il nome del lago. Col passare dei secoli quella semplice spiegazione botanica lasciò spazio a racconti molto più affascinanti.

Secondo una delle leggende più celebri, nelle sue profondità sorgerebbe un magnifico castello di cristallo abitato dalle Mümmlein, eleganti ninfe delle acque dalla straordinaria bellezza. Durante la notte salivano in superficie per danzare tra gli alberi oppure raggiungevano le fattorie della valle, aiutando contadini e boscaioli nelle attività quotidiane o accudendo i bambini. Prima dell’alba rientravano sempre nel loro regno sommerso, rispettando gli ordini del sovrano del lago.

Una storia romantica racconta invece dell’amore tra una ninfa e un giovane contadino di Seebach. La ragazza rimase troppo a lungo con il suo innamorato durante una festa del villaggio e rientrò oltre l’ora stabilita. Il re del Mummelsee punì severamente quella disobbedienza, mentre il giovane attendeva sulla riva un segno della sorte dell’amata. Poco dopo una piccola onda color cremisi emerse dalla superficie: era il simbolo del tragico destino della ninfa, sacrificata per avere seguito il proprio cuore.

Altri racconti parlano del Re del Mummelsee, di spiriti che abiterebbero gli abissi e persino di un passaggio diretto verso il centro della Terra. Storie tramandate per generazioni che continuano ancora oggi ad alimentare il fascino di questo angolo della Foresta Nera.

Cosa fare e vedere al Mummelsee

Il giro di questo lago della Germania rappresenta il modo migliore per apprezzare il paesaggio. Un sentiero ad anello, pianeggiante e accessibile anche ai passeggini e alle persone con mobilità ridotta, consente di completare l’intero percorso in circa 20 minuti. Punti panoramici, scorci sul bosco e riflessi sempre diversi accompagnano l’intero itinerario.

Lungo il tragitto compare una raffinata statua in bronzo dedicata alla ninfa del Mummelsee, omaggio alle antiche leggende che ancora caratterizzano questo luogo. Poco distante si sviluppa anche un percorso artistico all’aria aperta, con installazioni contemporanee realizzate con materiali naturali.

Durante la bella stagione il lago cambia prospettiva grazie al noleggio delle barche a pedali. Dall’acqua la foresta appare ancora più imponente e il silenzio dona una sensazione difficile da descrivere. Secondo la tradizione, osservando con molta attenzione il centro del lago si potrebbe persino scorgere il bagliore del castello del Re del Mummelsee.

Barce sul Mummelsee
iStock
Navigare il Mummelsee

Famiglie con bambini trovano un grande parco giochi ispirato alle storie della zona, con strutture dedicate ai piccoli esploratori e una casetta del fantasma del Mummelsee che narra le antiche leggende locali. Accanto sorgono negozi specializzati nei prodotti tipici della Foresta Nera, tra cui orologi a cucù, oggetti d’artigianato, liquori, miele, marmellate e specialità gastronomiche. Durante l’estate il forno a legna prepara pane contadino secondo ricette tramandate nel tempo, mentre alcune dimostrazioni permettono di osservare da vicino le fasi della lavorazione.

Chi desidera panorami ancora più ampi può salire verso la Hornisgrinde. Il sentiero raggiunge la vetta in circa 1 ora tra prati d’altura e boschi. Dalla torre panoramica lo sguardo abbraccia gran parte della Foresta Nera, la Valle del Reno e, nelle giornate limpide, persino la catena dei Vosgi in territorio francese.

Il Mummelsee rappresenta inoltre un importante punto di passaggio del Westweg, il più celebre itinerario escursionistico della Foresta Nera, riconoscibile dal caratteristico rombo rosso che accompagna gli escursionisti da Pforzheim fino a Basilea.

Dove si trova e come arrivare

Il Mummelsee si trova nel Baden-Württemberg, nel cuore della Foresta Nera settentrionale, vicino al comune di Seebach. La sua posizione lungo la Schwarzwaldhochstraße lo rende facilmente raggiungibile in automobile. Partendo da Baden-Baden bastano circa 40 minuti di viaggio lungo una delle strade panoramiche più belle della Germania. Freudenstadt dista circa 35 chilometri, mentre Strasburgo si raggiunge in poco più di 1 ora attraversando il confine franco-tedesco.

Un ampio parcheggio accoglie i visitatori direttamente accanto al lago, soluzione particolarmente pratica anche per famiglie e viaggiatori con poco tempo a disposizione. Tra maggio e ottobre, durante i fine settimana, un autobus collega il Mummelsee con la torre panoramica della Hornisgrinde, agevolando la salita verso la vetta. Alba, tramonto e prime ore del mattino regalano l’atmosfera più suggestiva.

Alla scoperta di Caló des Moro, piscina naturale più bella di Maiorca

1 août 2026 à 15:30

Alcune spiagge conquistano per la loro ampiezza, altre per i servizi, altre ancora per la comodità che rende facile immaginare un’intera giornata al sole senza pensieri: poi c’è Caló des Moro, per cui è sufficiente uno sguardo dall’alto, prima ancora di scendere verso l’acqua, per capire perché sia diventata una delle più desiderate di Maiorca.

Nel 2026, è stata anche inserita nella classifica delle migliori spiagge d’Europa di World’s 50 Best Beaches, a conferma del fascino assoluto di uno degli angoli più fotografati e amati delle Baleari, una caletta fragile, spettacolare e selvaggia, da raggiungere con un po’ di pazienza e da rispettare con grande attenzione.

Indicata in castigliano anche come Cala del Moro, si svela nel comune di Santanyí, a circa 9 chilometri dal centro, incastonata in una conca naturale, abbracciata da pareti rocciose a strapiombo nelle quali si aprono anche piccole grotte. Tutt’intorno, pini, cespugli e ginestre, mentre il mare crea una tavolozza turchese che ha reso celebre la spiaggia ben oltre i confini dell’isola.

Caló des Moro, la cala più famosa e desiderata di Maiorca

Veduta panoramica di Calo des Moro, Maiorca
iStock
Tutto il fascino di Calo des Moro a Maiorca

A detta di molti, Caló des Moro è la spiaggia più bella di Maiorca. Di certo è una di quelle immagini che sembrano fatte appositamente per alimentare il desiderio di partire: acqua trasparente, rocce chiare, fondali luminosi, pareti naturali e la sensazione quasi irreale di piscina naturale affacciata sul Mediterraneo.

Non si tratta di una spiaggia da grandi numeri (anche se negli ultimi anni è stata presa d’assalto da viaggiatori, fotografi e curiosi) bensì di una cala raccolta, dove lo spazio sulla sabbia può diventare molto limitato, soprattutto nei mesi estivi e nelle ore centrali della giornata.

Il mare è il vero protagonista: limpido, trasparente, quasi sempre calmo quando le condizioni sono favorevoli, passa dal celeste chiarissimo al turchese più intenso e crea un effetto scenografico che ricorda davvero una piscina. Dall’alto, prima della discesa, il colpo d’occhio è straordinario: l’acqua sembra brillare tra le rocce, mentre la piccola striscia di candida sabbia appare come un rifugio naturale protetto dal resto del mondo.

Come arrivare a Caló des Moro

Parte del fascino di Caló des Moro è legata anche al suo accesso non immediato: infatti, è isolata e immersa nella natura, e l’ultimo tratto va percorso a piedi con scarpe comode, attenzione e un minimo di prudenza.

Partendo da Palma di Maiorca, occorre seguire la Ma-19 in direzione Llucmajor, proseguire verso Campos e poi seguire le indicazioni per Cala Llombards e quindi per l’area di accesso a Caló des Moro e Cala S’Almunia. Il parcheggio è a circa un chilometro dalla cala, nella zona di Sa Comuna, e da lì inizia il tratto pedonale.

La camminata dura circa 15-20 minuti in una cornice molto suggestiva. Si procede fino a una scalinata immersa nella vegetazione, per poi raggiungere il sentiero che corre lungo la parete rocciosa laterale alla spiaggia: ed è proprio durante questo tratto che Caló des Moro si svela piano piano dall’alto, con il mare turchese incastonato tra le rocce e la piccola cala quasi nascosta.

La discesa finale verso la spiaggia è piuttosto ripida e può risultare scivolosa, soprattutto con scarpe non adatte o nelle ore di maggiore affollamento. Non è un accesso comodo per tutti e non è adatto a carrozzine e passeggini, per questo è importante arrivare preparati, portare con sé solo il necessario e affrontare il percorso senza fretta.

Dove andare a Ferragosto in Europa: le migliori mete fresche e meno affollate

Par : elenausai10
1 août 2026 à 14:00

Sono in molti che preferiscono evitare di viaggiare a Ferragosto, anche perché in diverse destinazioni diventa sinonimo di caldo e code. C’è chi, però, non vuole rinunciare alle vacanze durante le settimane di ferie e, durante la pianificazione, l’ideale è semplicemente capire dove andare.

Sicuramente, le ondate di calore che hanno colpito Spagna, Italia e Grecia, oltre al fenomeno dell’overtourism, spingono sempre più viaggiatori a scegliere temperature più miti e mete meno affollate al posto delle solite cartoline turistiche.

Ecco allora 7 mete dove andare a Ferragosto in Europa: dalle coste atlantiche della Galizia alla Valle dell’Isonzo, dalle città del Nord Europa fino ai paesaggi della Bosnia ed Erzegovina e del Montenegro.

Oslo, Norvegia

Oslo è molto più di una città da weekend lungo: architettura eclettica, musei di livello mondiale, foreste a due passi dal centro e il fiordo che si apre proprio davanti alla città ne fanno una meta capace di riempire ben più di due o tre giorni.

D’estate, la capitale norvegese si anima di eventi ed è perfetta per chi cerca fresco senza rinunciare alla cultura: gli ultimi trent’anni di riqualificazione del lungomare l’hanno trasformata in un vero polo culturale, con musei dedicati ad arte, storia, esplorazione marittima e architettura contemporanea, il tutto affiancato da isolotti liberamente esplorabili.

Ad agosto le temperature restano piacevoli, in genere intorno ai 20°C, anche se non mancano giornate sopra i 30°C, e le ore di luce si allungano fin quasi a sera. Sono i giorni in cui i locali affollano le “spiagge” cittadine e le piscine sul porto per godersi ogni ultimo raggio d’estate, tra saune galleggianti con tuffo nel fiordo e passeggiate nella foresta di Nordmarka, a pochi minuti dal centro.

Galizia, Spagna

I romani la chiamavano la fine della terra e, ancora oggi, la Galizia conserva quell’aria di luogo lontano da tutto. Incastonata nell’angolo nord-occidentale della Spagna, qui convivono l’eredità celtica e romana, visibile nella Torre di Ercole a La Coruña, faro romano ancora funzionante, e nelle antiche mura di Lugo, e la tradizione del Cammino di Santiago, che ha reso Santiago de Compostela una delle mete di pellegrinaggio più importanti della cristianità.

Ad agosto il clima regala una tregua dalla pioggia tipica della zona, ideale per esplorare la costa selvaggia, fare escursioni o raggiungere in barca le Isole Atlantiche. Da non perdere un pranzo a base di polbo à feira, empanada e capesante, accompagnato da un bicchiere di Albariño locale.

Faro rosso su una scogliera della costa della Galizia, in Spagna
123RF
La costa selvaggia della Galizia, tra scogliere e acque atlantiche

Valle dell’Isonzo, Slovenia

Chi non vuole allontanarsi troppo dall’Italia può andare nell’estremo nord-ovest della Slovenia dove troverà la Valle dell’Isonzo, uno dei paesaggi più spettacolari delle Alpi Giulie. Il fiume Isonzo, dalle acque turchesi cristalline, scorre per oltre 130 km fino all’Adriatico ed è un punto di riferimento per gli amanti del kayak e del rafting in tutta Europa.

Ma la valle non è solo natura: porta ancora i segni della Prima Guerra Mondiale, quando fu uno dei fronti più sanguinosi del conflitto, con sacrari, musei e sentieri storici come il Walk of Peace che la attraversa per 220 km fino al mare. Tra un’escursione e l’altra si può assaggiare la tradizione casearia locale a Kobarid o mettersi alla prova con canyoning, SUP, zipline e arrampicata.

Bosnia ed Erzegovina

La Bosnia ed Erzegovina è un Paese affascinante e ancora poco conosciuto. Molti la associano ancora alla dolorosa guerra civile degli anni ’90, le cui cicatrici restano visibili, ma chi la visita oggi si porta a casa soprattutto il ricordo del calore umano, delle montagne, dei castelli medievali in rovina e dei fiumi limpidi da percorrere in rafting.

Imperdibile il tragitto in treno tra Sarajevo e Mostar lungo il canyon della Neretva, così come il quartiere ottomano di Baščaršija a Sarajevo, tra moschee, botteghe di ramai e caffetterie dove assaggiare ćevapi, burek e baklava. A Mostar il simbolo è lo Stari Most, il ponte cinquecentesco distrutto nel 1993 e ricostruito, da cui d’estate i tuffatori locali si lanciano nella Neretva. Poco distante, le acque turchesi di Blagaj e le cascate di Kravica regalano un fresco rifugio dalla calura estiva.

Alsazia, Francia

Con la sua fusione di influenze francesi e tedesche, l’Alsazia è una regione fuori dagli schemi, incastonata tra Germania e Svizzera, nell’estremo nord-est della Francia, tanto da far dimenticare in quale paese ci si trovi davvero. Strasburgo dà il tono con la sua cattedrale gotica in arenaria rosa, alta 141 metri, e il centro storico della Grande Île, patrimonio UNESCO, dove case a graticcio, canali e piazzette animate dai winstub (le tipiche taverne alsaziane) si susseguono senza sosta.

Più a sud, Colmar incanta con i suoi vicoli acciottolati e i canali che si intrecciano tra le case colorate. Nessun viaggio in Alsazia, però, è completo senza percorrere almeno un tratto della Route des Vins, mentre gli amanti della natura possono spingersi verso il Massiccio dei Vosgi o il Parco Naturale Regionale dei Vosgi del Nord.

Case a graticcio colorate lungo un canale a Colmar, in Alsazia
123RF
Colmar, tra canali e case a graticcio nel cuore dell’Alsazia

Edimburgo, Scozia

Edimburgo si racconta subito nel suo castello: la stanza dei Gioielli della Corona scozzese, la cappella romanica del XII secolo e il celebre colpo di cannone dell’una che ancora oggi fa sussultare i passanti sotto le mura. Da lì si scende lungo il Royal Mile, un susseguirsi affascinante di case in pietra, chiese e vicoli stretti fino al Palazzo di Holyroodhouse e al moderno edificio del Parlamento scozzese.

Chi cerca aria aperta può salire su Arthur’s Seat, l’antico vulcano spento che domina la città con vista fino al Firth of Forth, oppure raggiungere una delle spiagge cittadine: Portobello per l’atmosfera vivace da lungomare, con fish and chips e gelaterie, o Cramond, dove con la bassa marea si può raggiungere a piedi una piccola isola con bunker della Seconda Guerra Mondiale. Per un momento più tranquillo, il sentiero lungo il Water of Leith porta tra ville georgiane e mulini storici fino al quartiere di Stockbridge, tra pub e negozi indipendenti.

Montenegro

Infine vi consigliamo il Montenegro, un Paese piccolo, ma sorprendentemente ricco di attrattive. Qui troverete spiagge, cittadine medievali ben conservate e avventure all’aria aperta, il tutto racchiuso in un territorio che ospita ben cinque parchi nazionali.

Vicino a Cetinje si trova la Grotta di Lipa, un percorso di 2,5 km tra stalattiti e formazioni calcaree, con temperature interne che restano fisse intorno ai 10°C anche d’estate. Poco distante, il Parco Nazionale di Lovćen custodisce foreste, sentieri escursionistici e una fauna che include orsi bruni, lupi e aquile reali.

Sulla costa, Budva racconta 2.500 anni di storia tra reperti greci e romani esposti nel suo museo, mentre al largo di Perast l’isolotto artificiale di Gospa od Škrpjela, nato attorno a un’icona mariana ritrovata nel 1452, ospita una chiesa barocca con affreschi veneziani, raggiungibile in barca.

Stifone, il borgo dalle acque color smeraldo che custodisce il porto fluviale dell’antica Narnia

1 août 2026 à 13:00

Vivono appena una quarantina di abitanti a Stifone, eppure racchiude una concentrazione di storia gigantesca. Questa piccola frazione del comune di Narni si distende lungo una stretta gola scavata dal fiume Nera, ai piedi della rupe sulla quale svetta il Castello di Taizzano. Il paesaggio è di quelli che fanno sognare, con l’acqua che riflette tonalità che passano dal verde smeraldo al turchese intenso, mentre la roccia calcarea, la vegetazione e le antiche abitazioni creano un insieme armonioso.

La sua fama, del resto, nasce proprio dal colore del Nera, uno degli elementi più fotografati dell’Umbria. Merito delle numerose sorgenti che alimentano il fiume con acque limpide e ricche di minerali. Dietro questo idilliaco scenario, però, si nasconde una vicenda lunga oltre 2.000 anni. Prima ancora della nascita del borgo medievale, circa 900 metri più a valle, in località Le Mole, si trovava probabilmente il porto fluviale dell’antica Narnia, l’attuale Narni.

Tacito racconta che nel 20 d.C. l’ex console Gneo Calpurnio Pisone, arrivato a Narnia, raggiunse Roma navigando lungo il Nera e poi sul Tevere. Ritrovamenti archeologici, tra cui mosaici e sepolture di età imperiale, confermano la grande vitalità di questa zona durante l’epoca romana. Da allora il rapporto con l’acqua ha continuato a segnare la vita del paese. Mulini, gualchiere, ferriere e, molto più tardi, centrali idroelettriche hanno sfruttato la forza del Nera trasformando Stifone in uno dei centri produttivi più interessanti della regione.

Cosa vedere a Stifone

Sì, è vero! Le dimensioni di questo borgo dell’Umbria sono piccole, ma grande è la sua ricchezza storica. Lungo poche centinaia di metri si susseguono testimonianze che raccontano epoche molto diverse, unite da un unico filo conduttore rappresentato dal fiume.

Il borgo medievale

Le strette vie conservano ancora l’impianto sviluppato tra il Medioevo e il Rinascimento. Pietra locale, scorci raccolti, archi e abitazioni costruite quasi a ridosso del Nera restituiscono l’immagine di una comunità cresciuta sfruttando al massimo lo spazio disponibile. L’insieme mantiene un carattere autentico, lontano dalle trasformazioni che hanno interessato molti altri centri storici umbri.

La Chiesa di Santa Marina

All’ingresso del paese due piccole piazze introducono alla Chiesa di Santa Marina, edificio semplice ma ricco di fascino. Il portale in cotto richiama la tradizione costruttiva locale, mentre il campanile a vela dona slancio alla facciata con una linea essenziale.

Le sorgenti e gli antichi lavatoi

Scendendo verso il Nera compaiono numerose sorgenti che sgorgano direttamente dalla roccia. Una delle più suggestive nasce accanto a una piccola grotta e alimenta gli antichi lavatoi pubblici. Per secoli questo spazio ha rappresentato uno dei principali luoghi di incontro della comunità. Ancora oggi l’acqua striscia limpida tra le vasche in pietra, mantenendo vivo uno degli angoli più caratteristici di Stifone.

Il fiume Nera e le sue acque color smeraldo

Il vero protagonista è il Nera. Le sue tonalità hanno reso Stifone celebre ben oltre i confini regionali. Verde intenso, riflessi cobalto e sfumature turchesi cambiano continuamente durante la giornata grazie alla purezza delle sorgenti e al fondale chiaro.

L’antico cantiere navale romano

Circa 900 metri a sud del centro abitato, in località Le Mole, si trovano alcune strutture archeologiche segnalate a partire dal 1969 e interpretate da diversi studiosi come i resti di un antico cantiere navale. La struttura potrebbe risalire al periodo della prima guerra punica, quando Roma avviò una poderosa costruzione di navi militari per affrontare Cartagine.

La presenza di un cantiere così lontano dal mare può sorprendere soltanto in apparenza: attraverso il Nera e il Tevere le imbarcazioni raggiungevano infatti il Tirreno, sfruttando una rete fluviale fondamentale per la logistica romana.

Gole del Nera umbria
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Antico cantiere navale romano alle Gole del Nera

Il Monastero di San Giovanni

Sul versante del Monte Croce emergono i resti del Monastero di San Giovanni, conosciuto anche con il nome di Eremo di Santa Betta. La posizione dominante offre uno sguardo privilegiato sulla valle del Nera.

Cosa fare a Stifone

Stifone è il luogo ideale per rallentare, grazie a un’atmosfera scandita dal rumore dell’acqua, dalla luce riflessa sulle rocce e dalle testimonianze storiche che emergono lungo il borgo.

  • Seguire la ciclopedonale delle Gole del Nera: percorso che utilizza il vecchio tracciato ferroviario e accompagna lungo uno degli itinerari naturalistici più suggestivi dell’Umbria.
  • Fotografare le sfumature del fiume: mattino e tardo pomeriggio regalano riflessi particolarmente intensi, con tonalità che cambiano rapidamente a seconda della luce.
  • Raggiungere la Rocca Albornoz di Narni: la fortezza domina l’intera valle e permette di comprendere il ruolo strategico svolto dal Nera, dalla Via Flaminia e dallo stesso porto fluviale di Stifone nel controllo del territorio.
  • Scoprire la storia industriale della valle: resti di mulini, gualchiere, ferriere e centrali idroelettriche sono i testimoni di secoli di ingegno legati alla forza dell’acqua. Nel 1892 entrarono in funzione proprio in questa zona due delle prime centrali idroelettriche italiane, destinate anche ad alimentare l’illuminazione di Narni.
  • Raggiungere il sito dell’antico porto romano: l’area archeologica permette di collegare idealmente la storia narrata da Tacito con il paesaggio attuale, ancora modellato dallo stesso corso d’acqua che oltre 2.000 anni fa trasportava uomini e merci verso Roma.

Dove si trova e come arrivare

Stifone appartiene al comune di Narni, nella provincia di Terni, nel cuore dell’Umbria meridionale. Il borgo dista circa 75 km da Roma e sorge lungo la riva sinistra del fiume Nera, all’interno dell’omonima gola. In auto si raggiunge facilmente seguendo la Via Ortana, che conduce fino alle aree di sosta vicine al paese e alla località Le Mole.

Chi arriva da Narni può anche utilizzare il percorso ciclopedonale delle Gole del Nera, ricavato lungo l’antica linea ferroviaria e collegato al celebre Ponte di Augusto.

Piccolo nelle dimensioni, enorme nella capacità di sorprendere, Stifone racchiude natura, archeologia, architettura medievale e memoria industriale in uno spazio raccolto (ma incredibilmente potente).

Posti vicini gratis in aereo dal 2027, cambiano le regole per i viaggi in famiglia

1 août 2026 à 12:00

Con l’inizio delle vacanze scolastiche in tutta Europa e milioni di famiglie in partenza per le ferie estive, torna al centro dell’attenzione un tema molto sentito da chi viaggia con bambini: la possibilità di ottenere gratis posti vicini a chi li accompagna durante il volo. Sebbene l’Unione europea abbia compiuto un passo decisivo verso una maggiore tutela dei passeggeri, le nuove disposizioni non saranno applicabili nell’immediato: infatti, per tutta l’estate in corso, continueranno a valere le politiche commerciali adottate dalle singole compagnie aeree.

A fotografare la situazione è una nuova analisi realizzata da AirAdvisor, che mette in evidenza differenze ancora marcate tra i principali vettori europei.

Le regole cambieranno dal 2027

L’analisi è stata pubblicata dopo l’approvazione, da parte del Parlamento europeo, dell’accordo raggiunto con il Consiglio dell’Unione europea sulla revisione dei diritti dei passeggeri aerei. Il testo è stato approvato con 646 voti favorevoli, 12 contrari e tre astensioni e introduce un importante cambiamento per le famiglie che viaggiano in aereo.

La nuova normativa stabilisce infatti che l’assegnazione gratuita dei posti adiacenti diventerà un obbligo di legge: i bambini sotto i 14 anni avranno diritto a sedere gratuitamente accanto alla persona che li accompagna. La stessa possibilità sarà riconosciuta, compatibilmente con la disponibilità dei posti, agli accompagnatori delle persone con disabilità o a mobilità ridotta e delle donne in gravidanza, purché viaggino nell’ambito dello stesso contratto di trasporto.

Per le passeggere in gravidanza sono inoltre previsti la priorità durante l’imbarco e il divieto di applicare la clausola del “no-show”, che permette alla compagnia di cancellare il volo di ritorno quando il passeggero non ha utilizzato quello di andata.

La riforma rappresenta la prima revisione delle norme europee sui diritti dei passeggeri aerei dal 2004. Dopo il voto del Parlamento europeo del 7 luglio, il testo ha ricevuto l’approvazione definitiva del Consiglio dell’Unione europea il 13 luglio 2026, completando così l’iter legislativo. Le nuove disposizioni entreranno in vigore 12 mesi e 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea: l’obbligo diventerà quindi effettivo nel corso del 2027.

Le sei compagnie europee più attente ai viaggi in famiglia

Famiglia in aereo con bambini
123RF
Bambini in aereo, quando i posti vicini saranno davvero gratuiti

Secondo una classifica elaborata da AirAdvisor, sei compagnie europee si distinguono per le politiche e i servizi rivolti alle famiglie: British Airways, Finnair, SAS, KLM, Air France e LOT.

Tra queste c’è British Airways, che garantisce gratuitamente ai minori di 12 anni un posto vicino all’adulto accompagnatore. Inoltre, propone snack box per bambini acquistabili su alcuni voli a corto raggio e pasti dedicati sui collegamenti a lungo raggio, generalmente da richiedere in anticipo. A questo va aggiunta la disponibilità di culle sui voli a lungo raggio e schermi integrati nei sedili su tutta la flotta.

Anche Finnair assegna in automatico posti vicini ai minori di 12 anni. Sui collegamenti a lungo raggio mette anche a disposizione, su prenotazione, pasti dedicati ai bambini e culle sulla maggior parte delle rotte intercontinentali.

La stessa politica di assegnazione automatica dei posti è prevista da SAS per i bambini sotto i 12 anni. La compagnia offre pasti per bambini sulle rotte dirette verso il Nord America e l’Asia e consente l’imbarco gratuito sia del passeggino sia del seggiolino auto.

Tra i vettori più attenti alle esigenze delle famiglie compare anche KLM, che assegna automaticamente posti vicini ai minori di 12 anni. Sui voli intercontinentali propone inoltre ai bambini la Bluey Meal Box e mette a disposizione una selezione di film dedicati ai più piccoli.

Air France assegna gratuitamente ai bambini un posto accanto a un adulto accompagnatore e cerca, in base alla disponibilità, di sistemare insieme anche gli altri componenti della famiglia. Sono disponibili, su prenotazione, pasti dedicati. La compagnia offre inoltre il trasporto gratuito del passeggino e del seggiolino auto.

Anche LOT garantisce ai bambini sotto i 12 anni un posto accanto ad almeno un adulto accompagnatore e, quando possibile, cerca di sistemare insieme anche gli altri componenti della famiglia.

Le compagnie low cost meno favorevoli ai nuclei familiari

Dall’analisi emerge un quadro differente per numerose compagnie low cost: AirAdvisor evidenzia infatti che diversi vettori low cost, tra cui easyJet e Wizz Air, raramente mettono a disposizione pasti dedicati ai bambini o sistemi di intrattenimento pensati per i passeggeri più piccoli.

Inoltre, alcune compagnie continuano a richiedere un supplemento per la scelta anticipata dei posti o per garantire che tutti i componenti della famiglia siano sistemati insieme. Una situazione che, almeno fino all’entrata in vigore della nuova normativa europea, continuerà a dipendere esclusivamente dalle politiche adottate dal singolo vettore.

Nonostante ciò, anche alcune compagnie low cost stanno modificando le proprie politiche. Dal 25 giugno 2026 Ryanair prevede che, con l’assegnazione casuale gratuita, i bambini siano sistemati accanto all’adulto accompagnatore senza costi aggiuntivi. La misura non garantisce però necessariamente posti vicini a tutti i componenti della famiglia.

La scelta della compagnia per chi viaggia con bambini

Per valutare il livello di attenzione riservato alle famiglie, AirAdvisor ha preso in considerazione quattro aspetti principali: la garanzia di posti vicini, il trasporto gratuito del passeggino in stiva, la disponibilità di pasti dedicati ai bambini e la presenza di servizi di intrattenimento durante il volo.

Secondo Anton Radchenko, CEO di AirAdvisor, la ricerca evidenzia come nel 2026 le politiche delle compagnie aeree sull’assegnazione dei posti alle famiglie siano ancora molto poco uniformi. A suo giudizio, l’accordo approvato dall’Unione europea rappresenta un passo avanti significativo, ma non offrirà benefici immediati a chi deve partire nei prossimi mesi. L’obbligo di assegnare gratis posti vicini alle famiglie entrerà infatti in vigore soltanto dal 2027 e, fino a quel momento, sarà ancora la compagnia aerea scelta a stabilire se un bambino potrà sedersi gratuitamente accanto al genitore, essere sistemato in un posto vicino (ma non direttamente adiacente), oppure se sarà necessario pagare un supplemento per mantenere unita la famiglia durante il viaggio.

Radchenko ricorda inoltre che, in caso di cancellazione o di arrivo a destinazione con almeno tre ore di ritardo, i passeggeri possono già oggi avere diritto alla compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento (CE) n. 261/2004 o dalla normativa britannica UK261, purché il volo rientri nel rispettivo ambito di applicazione e il disservizio non sia stato causato da circostanze eccezionali. L’applicabilità delle due normative dipende dalla rotta e, in alcuni casi, dalla compagnia che opera il volo.

Un’estate d’amore sul Lago di Garda, torna l’appuntamento più romantico tra eventi ed esperienze uniche

1 août 2026 à 11:00

Il Lago di Garda si prepara a vivere una nuova estate all’insegna del romanticismo con il ritorno di “Lago di Garda in Love – Un’Estate d’Amore & Friends”, la manifestazione che dall’8 al 16 agosto trasforma il Benaco in una grande rassegna diffusa capace di coinvolgere territori, comunità e turisti. L’iniziativa, ideata e organizzata da PromoE20, conferma anche per il 2026 la volontà di valorizzare alcune delle località più suggestive del lago con un programma che unisce spettacolo, musica, arte, intrattenimento e momenti di condivisione.

Per nove giorni il pubblico può vivere un percorso che attraversa borghi, lungolaghi e colline, e scoprire il territorio da una prospettiva differente. L’evento coinvolge otto Comuni gardesani (San Zeno di Montagna, Brenzone sul Garda, Torri del Benaco, Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Valeggio sul Mincio e Sirmione) ai quali si aggiungono tre ospiti speciali, Soave, Montagnana e Rosolina.

Agosto tra musei e luoghi della cultura, questi sono gli appuntamenti da non perdere

1 août 2026 à 10:00

Agosto è il mese ideale per riscoprire il patrimonio culturale italiano grazie a mostre, aperture straordinarie, visite guidate ed eventi pensati per coinvolgere un pubblico sempre più ampio: dai grandi complessi monumentali alle dimore storiche, passando per musei d’arte contemporanea e siti archeologici di fama internazionale, il calendario estivo propone occasioni per vivere la cultura anche nelle ore serali.

Concerti, spettacoli dal vivo, installazioni, percorsi speciali e iniziative dedicate alle famiglie arricchiscono l’offerta e trasformano la visita in un’esperienza immersiva. Da Torino e Milano alle Marche, fino a Pompei, ecco alcuni degli appuntamenti più interessanti in programma durante il mese di agosto.

Le sere d’estate alla Reggia di Venaria

L’estate torna protagonista alla Reggia di Venaria con il ritorno delle Sere d’Estate, in programma dal 31 luglio al 5 settembre: ogni venerdì e sabato il complesso monumentale prolunga l’orario di apertura fino alle 23, con la possibilità di visitare gli ambienti della residenza sabauda e le mostre in un’atmosfera differente rispetto alle ore diurne.

Il programma affianca alle visite un ricco calendario di spettacoli dal vivo, concerti, dj set e performance artistiche. La principale novità dell’edizione 2026 è la possibilità di organizzare un picnic nei Giardini con apposite lunch box, un’iniziativa che permette di vivere il parco anche nei momenti di relax.

Con il calare della sera, i Giardini si trasformano grazie all’illuminazione di circa 5.000 candele e luci d’arredo che creano un percorso suggestivo tra il Potager Royal, la Fontana d’Ercole e la Cascina Medici: sono questi gli scenari che ospitano concerti, spettacoli di danza e performance musicali realizzati in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo.

Musei Reali di Torino, agosto tra visite speciali e aperture serali

Per tutto il mese di agosto i Musei Reali di Torino ampliano la propria offerta con un programma che alterna visite guidate, aperture straordinarie, concerti e mostre, inserendosi nelle iniziative dedicate al decimo anniversario dell’istituzione.

Tra le principali novità, I Racconti del patrimonio, un ciclo di visite accompagnate dal personale del museo e comprese nel biglietto d’ingresso. Gli appuntamenti del lunedì e del venerdì consentono di accedere ad ambienti di solito non visitabili, tra cui la sezione Archeologia a Torino del Museo di Antichità, l’appartamento della regina Margherita e, in alcune date, anche l’appartamento della regina Elena e le Cucine Reali.

In prossimità del Ferragosto è inoltre prevista un’apertura eccezionale mercoledì 12 agosto, quando il complesso rimarrà accessibile nonostante la consueta chiusura infrasettimanale.

Prosegue anche Estate Reale 2026. Una sera al museo, la rassegna di aperture serali che permette di visitare Palazzo Reale, la Galleria Sabauda e il Museo di Antichità accompagnando il percorso con concerti e spettacoli. Tra gli appuntamenti più attesi spicca la Notte di San Lorenzo dell’8 agosto, organizzata insieme alla Fondazione Club Silencio, che propone osservazioni del cielo, musica dal vivo, performance nei Giardini Reali e concerti a lume di candela all’interno del Teatro Romano.

Accanto agli eventi, trovano spazio anche gli appuntamenti musicali organizzati con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino nell’ambito della rassegna Torino crocevia di sonorità. Tra la fine di luglio e il 28 agosto il programma tocca repertori differenti, dalla musica classica al jazz fino alle sonorizzazioni elettroniche dedicate al cinema muto.

Restano inoltre visitabili tre mostre dossier: La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo, ospitata alla Galleria Sabauda fino al 15 settembre, e Margherita, prima Regina d’Italia. Storia, cultura e stile insieme a Il Volto delle Donne. L’altra faccia della Storia, entrambe aperte fino al 6 gennaio 2027.

Villa Arconati apre le porte anche ad agosto

Dettaglio di Villa Arconati, Lombardia
Credits: Corinne Férault
Prezioso dettaglio di Villa Arconati

Anche chi trascorrerà l’estate in città potrà trovare un’occasione per concedersi una giornata all’insegna dell’arte e della natura grazie alle iniziative organizzate dalla Fondazione Augusto Rancilio a Villa Arconati, alle porte di Milano.

Per tutto il mese di agosto sono in programma le Mattine d’Estate a Villa Arconati, visite guidate organizzate ogni mercoledì e venerdì che permettono di esplorare il giardino monumentale tra alberi secolari, fontane, giochi d’acqua, prospettive scenografiche e statue che raccontano la storia della dimora. Il percorso comprende anche l’accesso ad alcune delle sale più rappresentative della Villa, aperte in via eccezionale per offrire uno sguardo ancora più completo sul patrimonio storico e artistico del complesso.

Grande attenzione è riservata anche alle famiglie: ogni martedì mattina torna infatti C’era una volta a Villa Arconati, una visita-gioco dedicata ai bambini dai 4 ai 10 anni che ruota attorno alla mascotte Argo, il pavone pasticcione: con indizi e piccole sfide, grandi e piccoli vengono accompagnati alla scoperta degli angoli più suggestivi del parco in un percorso che unisce gioco, osservazione e curiosità.

La Villa sarà inoltre aperta tutte le domeniche, e in via eccezionale anche a Ferragosto.

La Grande Brera tra pittura, fotografia e arte contemporanea

Alla Pinacoteca di Brera prosegue fino al 13 settembre la mostra Giovanni Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione, la prima grande monografica dedicata all’artista. Il percorso riunisce 46 opere provenienti da importanti istituzioni internazionali, tra cui il Louvre, il Museo del Prado e la National Gallery, e offre una rilettura della figura di un pittore che operò tra Milano e Venezia entrando in contatto con protagonisti come Leonardo, Giorgione e Dürer.

Sempre fino al 13 settembre Palazzo Citterio ospita Paladino, progetto dedicato ai Dormienti di Mimmo Paladino. L’installazione, pensata appositamente per la Sala Stirling, mette in dialogo le figure distese dell’artista con l’architettura dello spazio espositivo. L’esperienza è arricchita dalla traccia sonora composta da Brian Eno per la prima presentazione dell’opera, avvenuta a Londra nel 1999.

Nello stesso periodo rimane visitabile anche Giovanni Gastel. Rewind, un percorso che ripercorre la carriera del fotografo tramite immagini di moda, campagne pubblicitarie, ritratti, still life e con 250 fotografia, oltre 140 delle quali inedite. La mostra dedica inoltre spazio ai suoi scritti e alle poesie.

Al Museo MA*GA un’estate tra arte, tecnologia e memoria

La programmazione estiva del Museo MA*GA di Gallarate propone un articolato percorso che attraversa linguaggi artistici differenti e mette in dialogo il Novecento con la ricerca contemporanea.

Le mostre approfondiscono il lavoro di Paolo Scheggi e Vincenzo Agnetti, accostando la ricerca ambientale del primo all’utilizzo concettuale della fotografia sviluppato dal secondo. Lo sguardo si estende poi alle sperimentazioni digitali di Giovanni Ferrario, che utilizza l’Intelligenza Artificiale come strumento creativo, e ai progetti dei cinque artisti selezionati per il XXVIII Premio Gallarate, incentrati su pratiche partecipative e performative.

Completa il programma l’omaggio al rapporto tra l’illustratrice Brunetta e la Maison Missoni, dedicato al dialogo tra moda e sperimentazione visiva nella seconda metà del Novecento.

A Civitanova Marche la prima mostra italiana dedicata a Fares Cachoux

Dal 13 agosto al 3 novembre lo Spazio Multimediale San Francesco di Civitanova Marche ospita FARES CACHOUX…OLTRE, prima mostra italiana dedicata all’artista franco-siriano.

Curata da Cristina Falco ed Enrico Lattanzi e organizzata dal Museo MAGMA insieme a Cartacanta APS, l’esposizione ripercorre le principali tappe della carriera dell’artista tramite le sue serie più significative. L’arte grafica di Fares Cachoux affronta temi legati alla politica, alla società e all’ambiente, utilizzando il linguaggio visivo come strumento di riflessione sulle questioni più attuali.

Il percorso espositivo offre così l’occasione per conoscere un autore che pone al centro del proprio lavoro il dialogo tra ricerca artistica e realtà contemporanea.

A Pompei arriva Philip Colbert con Pop Mythology

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Ph Valentina Sensi
Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology

L’arte contemporanea incontra uno dei siti archeologici più celebri al mondo con Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology, il grande progetto espositivo inaugurato il 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei.

L’installazione rappresenta il più ampio intervento artistico realizzato finora dall’artista britannico, noto per il suo alter ego The Lobster: oltre trenta sculture monumentali vengono collocate all’interno di Pompei e negli altri siti gestiti dal Parco Archeologico, tra cui Longola, Boscoreale, Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico.

L’iniziativa, organizzata dalla casa editrice Il Cigno Arte insieme al Parco Archeologico di Pompei, apre un nuovo capitolo della ricerca di Colbert dedicata al rapporto tra mitologia, storia e cultura contemporanea. Una delle opere sarà inoltre installata nel sito protostorico di Longola come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha interessato l’area nelle scorse settimane.

L’esposizione conferma la vocazione internazionale dell’artista, autore di numerosi interventi site-specific realizzati in città come Londra, Venezia, Roma, Napoli, Shanghai, Hong Kong e Seoul, e propone un dialogo tra il patrimonio archeologico e i linguaggi della cultura pop contemporanea.

Castelli Aperti porta alla scoperta dei tesori del Piemonte

1 août 2026 à 09:30

Domenica 2 agosto torna l’appuntamento con Castelli Aperti, l’iniziativa che invita a riscoprire il patrimonio storico e culturale del Piemonte grazie all’apertura straordinaria di castelli, dimore storiche, musei, palazzi e complessi monumentali distribuiti in tutto il territorio regionale.

L’evento offre l’occasione di conoscere luoghi di grande valore artistico e architettonico, spesso meno noti al grande pubblico, con visite libere, percorsi guidati e iniziative dedicate.

Le aperture in provincia di Alessandria e Asti

La provincia di Alessandria propone un programma ricco e variegato: ad Acqui Terme sarà possibile visitare liberamente il Castello dei Paleologi con il Civico Museo Archeologico, aperto sia al mattino sia nel pomeriggio, mentre Villa Ottolenghi Wedekind prevede una visita guidata su prenotazione nel pomeriggio. Ad Alfiano Natta sarà aperta la Tenuta Castello di Razzano, con la possibilità di visitare il Museo Artevino e le cantine di invecchiamento.

Tra le altre aperture, la Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno, il Museo d’Arte Sacra di Cassine, il borgo di Ozzano Monferrato visitabile con il supporto di audioguide accessibili con QR Code e Palazzo Lignana di Rivalta Bormida, dove le visite saranno guidate e su prenotazione. A Rosignano Monferrato sono previste visite al borgo in diversi orari della giornata, mentre il Castello di Trisobbio consentirà la salita alla torre con prenotazione obbligatoria. A Valenza sarà inoltre visitabile Palazzo Terzano con visite guidate.

Anche la provincia di Asti aderisce all’iniziativa con svariate proposte: a Castagnole delle Lanze sarà aperta la Torre del Conte Ballada di Saint Robert, mentre l’area del Castello di Castelnuovo Calcea sarà visitabile gratis per l’intera giornata. A Costigliole d’Asti il Castello di Rorà ospita inoltre, fino al 30 agosto, una mostra dedicata alle artiste Gabriella Piccatto e Barbara Corbucci.
A Monastero Bormida, oltre alle tradizionali visite guidate, è prevista una visita teatralizzata con rievocatori medievali dell’associazione Custodes Viarum. Accesso libero, infine, alla Torre di San Giorgio Scarampi.

Occasioni di visita dalle province di Biella e Cuneo

In provincia di Biella saranno aperti Palazzo Gromo Losa con ingresso gratuito, Palazzo La Marmora, il Ricetto di Candelo, la Collezione Enrico ospitata a Villa Flecchia e il Palazzo dei Principi di Masserano, con diverse modalità di visita tra ingressi liberi e percorsi guidati.

Molto ricca l’offerta della provincia di Cuneo, che comprende numerosi castelli, musei e palazzi storici, tra cui il Museo Diocesano di Alba, il Castello Falletti di Barolo con il WIMU Wine Museum, La Zizzola e i musei civici di Bra, il Castello del Roccolo di Busca e Palazzo Salmatoris a Cherasco.

Saranno inoltre aperti il Castello dei Principi d’Acaja di Fossano, il Castello Reale di Govone, il Castello degli Alfieri di Magliano Alfieri con i suoi musei, il Castello della Manta, il Museo del Generale Bonaparte di Mombasiglio e il Museo della Casa di Mondovì, dove fino al 16 agosto l’ingresso sarà a offerta libera.

L’iniziativa coinvolge anche il borgo e la Torre Medievale di Priero, il Castello di Roddi, il Castello di Serralunga d’Alba e numerosi beni storici di Saluzzo, tra cui Casa Cavassa, la Casa Natale di Silvio Pellico, La Castiglia, la Torre Civica con la Pinacoteca Olivero e Villa Belvedere Radicati.

Completano il programma il Museo Civico di Savigliano, Palazzo Muratori Cravetta e la Torre Civica della città.

Le aperture tra Novara e Torino

In provincia di Novara sarà possibile visitare il Castello dal Pozzo di Oleggio Castello con visite guidate su prenotazione, mentre la Fondazione Antonio e Carmela Calderara di Vacciago di Ameno offrirà visite libere gratuite e visite guidate concordate con la struttura. Il Castello di Vinzaglio sarà invece accessibile esclusivamente su prenotazione.

Per quanto riguarda la provincia di Torino, l’iniziativa comprende Villa Il Meleto di Agliè, storica casa di Guido Gozzano, il Castello e Parco di Masino a Caravino e il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo, aperti con i rispettivi orari di visita e, in alcuni casi, con prenotazione consigliata.

Svelata la città più intelligente del mondo: nella nuova classifica l’Italia è fuori dalla top 20

1 août 2026 à 07:30

Quando scegliamo la destinazione del prossimo viaggio, pensiamo spesso ai monumenti, alla storia, alla cucina tradizionale o ai paesaggi in cui è immersa. Ma c’è un aspetto che rende l’esperienza ancora più piacevole e che spesso scopriamo solo una volta arrivati, ovvero quanto una città sia “intelligente“. Trasporti efficienti, servizi digitali, connessioni veloci, sicurezza e una gestione innovativa degli spazi, anche e soprattutto grazie all’avvento delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale, possono fare davvero la differenza per i residenti, per coloro che vorranno trasferirsi e per chi esplora la città con gli occhi di un viaggiatore.

Proprio per questo il colosso della consulenza Boston Consulting Group (BCG) ha stilato il suo primo Intelligent Cities Index, che valuta 61 delle più grandi città del mondo svelando la classifica di quelle più intelligenti, che stanno investendo di più in tecnologia, sostenibilità, infrastrutture e qualità della vita migliorando concretamente l’esperienza di chi le vive e di chi le visita. C’è un dato che salta subito all’occhio: tra le prime 20 classificate non compare nessuna città italiana.

Londra è la città più smart

A conquistare il primo posto della graduatoria, secondo l’Intelligent Cities Index 2026, è Londra, premiata come città più intelligente del mondo grazie alla capacità di trasformare innovazione e IA in servizi concreti per cittadini e visitatori. Secondo il report della BCG, la capitale britannica eccelle nella qualità delle infrastrutture digitali, nell’utilizzo dell’AI per migliorare i servizi pubblici e nella collaborazione tra istituzioni, università e imprese tecnologiche.

Il risultato non dipende soltanto dall’adozione di nuove tecnologie, ma soprattutto dalla loro applicazione nella vita quotidiana. Trasporti pubblici sempre più efficienti, informazioni in tempo reale, servizi digitalizzati, gestione intelligente del traffico e una crescente attenzione alla sostenibilità rendono Londra una città in cui muoversi è più semplice anche per chi la visita per pochi giorni.

La top 20 delle città più intelligenti del mondo

Il nuovo report evidenzia come le città ai primi posti della classifica non si limitino a sperimentare le nuove tecnologie come l’IA, ma le utilizzino per affrontare alcune delle principali sfide urbane: dalla mobilità alla sicurezza, fino alla gestione dei grandi eventi e dei flussi turistici. Un approccio che permette di migliorare la qualità della vita dei residenti e, allo stesso tempo, di offrire un’esperienza più fluida ai milioni di viaggiatori che ogni giorno scelgono queste speciali destinazioni.

Questa la classifica delle prime 20 città più intelligenti del mondo:

  1. Londra (Regno Unito);
  2. Dubai (Emirati Arabi Uniti);
  3. New York (Stati Uniti);
  4. Washington D.C. (Stati Uniti);
  5. Amsterdam (Paesi Bassi);
  6. Copenhagen (Danimarca);
  7. Singapore;
  8. Seul (Corea del Sud);
  9. Monaco di Baviera (Germania);
  10. Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti);
  11. Parigi (Francia);
  12. Pechino (Cina);
  13. Zurigo (Svizzera);
  14. Shenzhen (Cina);
  15. Sydney (Australia);
  16. Berlino (Germania);
  17. Oslo (Norvegia);
  18. Tokyo (Giappone);
  19. Stoccolma (Svezia);
  20. Helsinki (Finlandia).

Nell’Intelligent Cities Index 2026 compaiono anche le italiane Roma e Milano, uniche rappresentanti del nostro Paese, ma restano fuori dalla top 20: la Capitale si piazza al 40° posto, seguita dal capoluogo lombardo al 41°. Un risultato che evidenzia come il percorso verso città sempre più intelligenti e digitali sia già iniziato, ma che ci sia ancora strada da fare per raggiungere i modelli più avanzati a livello internazionale.

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