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La nuova classifica FAI svela i Luoghi del Cuore più amati (e sorprendenti) d’Italia

A volte prendiamo degli aerei e percorriamo chilometri per trovare ciò che ai nostri occhi è la meraviglia, eppure esistono posti a poca distanza da noi che sono pronti a sorprenderci e a lasciarsi scoprire. Questa è proprio l’Italia raccontata dalla classifica provvisoria del 13° censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI, che premia paesaggi naturali, abbazie, borghi, chiese, ponti storici e luoghi simbolo delle nostre comunità locali.

Dalle spettacolari Lame di Puglia, oggi in testa alla graduatoria, fino allo Spirit de Milan, passando per grotte rupestri, fari di montagna e antichi complessi religiosi, emerge una geografia alternativa del Belpaese, fatta di tesori da rivalutare e proteggere. Il censimento resterà aperto fino al 15 dicembre 2026 e chiunque può ancora contribuire con il proprio voto, mentre la classifica definitiva sarà resa nota a febbraio 2027.

Classifica provvisoria dei 20 Luoghi del Cuore FAI più votati

A poco più di due mesi dall’apertura del censimento, sono già oltre 350.000 i voti raccolti, segno di un forte legame tra le comunità locali e il proprio patrimonio culturale e naturalistico. Ecco la classifica come si presenta ad oggi:

  1. Lame di Puglia (Bari, Puglia) – 21.801 voti;
  2. Grotte Rupestri di Verzino (Crotone, Calabria) – 11.915 voti;
  3. Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, Camerino (Macerata, Marche) – 10.192 voti;
  4. Villa San Leonardo al Palco (Prato, Toscana) – 6.073 voti;
  5. Santuario delle Sette Chiese (Monselice, Padova, Veneto) – 5.849 voti;
  6. Ponte San Michele (Paderno d’Adda, Lecco, Lombardia) – 4.606 voti;
  7. Cascina Monluè (Milano, Lombardia) – 4.443 voti;
  8. Convento di San Domenico (Taggia, Imperia, Liguria) – 3.775 voti;
  9. Chiesa di San Giovanni (Portogruaro, Venezia, Veneto) – 3.756 voti;
  10. Abbazia Benedettina dei Santi Nicola e Paolo VI (Rodengo Saiano, Brescia, Lombardia) – 3.605 voti;
  11. Faro Voltiano (Brunate, Como, Lombardia) – 3.582 voti;
  12. Chiesa di San Michele Arcangelo di Pegazzano (La Spezia, Liguria) – 3.451 voti;
  13. Antica Tipografia Masciangelo (Lanciano, Chieti, Abruzzo) – 3.302 voti;
  14. Parco dei Rimbocchi (Perugia, Umbria) – 3.217 voti;
  15. Villa Pignatelli di Montecalvo (San Giorgio a Cremano, Napoli, Campania) – 3.103 voti;
  16. Abbazia della Sacra di San Michele (Sant’Ambrogio di Torino, Piemonte) – 2.823 voti;
  17. Villa Romana (Casignana, Reggio Calabria) – 2.815 voti;
  18. Parco dell’Hangar Dirigibili (Augusta, Siracusa, Sicilia) – 2.726 voti;
  19. Badia San Lorenzo (Casamassima, Bari, Puglia) – 2.622 voti;
  20. Spirit de Milan (Milano, Lombardia) – 2.615 voti.
Lame di Puglia, Murge
Getty Images
Panorama delle Lame di Puglia

Perché questa classifica racconta un’Italia nuova

A colpire non sono soltanto i numeri, ma soprattutto la varietà dei luoghi scelti dagli italiani. In vetta troviamo le Lame di Puglia, uno straordinario sistema di valloni carsici che collega l’altopiano delle Murge al Mar Adriatico e custodisce un patrimonio di masserie, chiese rurali, torri e biodiversità che oggi numerosi enti locali vogliono proteggere.

Seguono le Grotte Rupestri di Verzino, antichissimi rifugi preistorici immersi nella Riserva Naturale Regionale del Fiume Vitravo, e il Convento di Renacavata, considerato la prima sede dell’Ordine dei Frati Cappuccini e tappa del sempre più frequentato Cammino dei Cappuccini.

Convento di Renacavata
Getty Images
Il Convento di Renacavata

La graduatoria dimostra come il patrimonio italiano non sia composto soltanto da grandi città d’arte. Tra i siti più votati figurano infatti un faro costruito a quasi mille metri di altitudine, un’antica tipografia ottocentesca, un ponte in ferro simbolo dell’ingegneria industriale, monasteri medievali, ville storiche e persino lo Spirit de Milan, esempio di recupero di archeologia industriale diventato negli ultimi anni uno dei principali punti di riferimento culturali del quartiere Bovisa.

Il censimento del FAI rappresenta anche uno strumento concreto di valorizzazione: i luoghi che raggiungono almeno 3.000 voti possono infatti candidare progetti di recupero e concorrere ai contributi economici destinati alla conservazione del patrimonio culturale.

La valle dove l’acqua diventa pietra: viaggio nella misteriosa Val Gelana, gioiello nascosto dell’Appennino

Non la conosce quasi nessuno, anzi, potremmo definirla un tesoro “di nicchia” vero e proprio, eppure nel cuore dell’Appennino parmense esiste una valle sorprendente dove la natura sembra aver riscritto le proprie regole. Qui l’acqua non scorre soltanto tra boschi e rocce, ma lascia dietro di sé una traccia visibile del suo passaggio: piccole cascate, concrezioni minerali e spettacolari depositi di travertino che trasformano il paesaggio in un luogo quasi fiabesco.

È la Val Gelana, una piccola perla nascosta nel territorio di Bedonia, in provincia di Parma, un geosito di rilevanza locale ancora lontano dai grandi circuiti turistici, ma capace di sorprendere chi decide di esplorarlo. Una valle dove ogni dettaglio racconta il lento lavoro dell’acqua: dalle rocce modellate nel corso dei secoli fino ai particolari “drappi” di carbonato di calcio che ricoprono alcuni tratti del torrente, creando scenari insoliti per l’Appennino.

Val Gelana, dove le cascate si tramutano pietra

La caratteristica più affascinante della Val Gelana è legata proprio alle sue acque. Il torrente Gelana attraversa rocce particolarmente ricche di minerali e, durante il suo percorso, raccoglie grandi quantità di bicarbonato di calcio. Quando l’acqua raggiunge i salti delle cascate, il carbonato di calcio tende a depositarsi creando nel tempo vere e proprie sculture naturali: ammassi rocciosi, piccole vaschette in serie e spettacolari formazioni di travertino di cascata.

Bedonia, Carniglia, Ponte di Maria Luigia sul torrente Gelana
Ufficio Stampa
Il Ponte di Maria Luigia sul torrente Gelana

Il risultato è un paesaggio raro, dove il confine tra acqua e pietra sembra quasi scomparire. Le cascate non sono soltanto un elemento del panorama, ma diventano esse stesse protagoniste di un processo geologico ancora in corso.

Oltre alla sua particolarità geologica, la Val Gelana custodisce anche un patrimonio storico e paesaggistico tutto da scoprire. Il percorso escursionistico che attraversa la valle regala scorci panoramici già nella parte iniziale, tra Case Gelana e Caneso, dove emergono i segni dell’antico rapporto tra uomo e montagna: campi conquistati alla natura, prati coltivati e piccoli insediamenti che raccontano la vita delle comunità locali.

La valle conserva anche memorie legate al passato del territorio, tra cui i passaggi di Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma, e alcuni ponti in pietra costruiti durante il periodo del Ducato, ancora oggi percorribili.
Scendendo verso la forra del torrente, invece, la presenza umana lascia spazio completamente alla natura: il bosco diventa più fitto, l’acqua accompagna il cammino e compaiono i resti di antichi mulini abbandonati, testimonianza di un passato rurale ormai nascosto dal tempo.

Dove si trova la Val Gelana e come raggiungerla

Se vi abbiamo incuriosito e invogliato a intraprendere un’avventura nella natura più incontaminata, adesso vi spieghiamo come localizzare l’escursione. La Val Gelana si trova nell’Appennino parmense, nel territorio del comune di Bedonia, in provincia di Parma, all’interno di un’area caratterizzata da boschi, torrenti e piccoli borghi di montagna.

Per raggiungerla è possibile arrivare fino a Bedonia in auto e proseguire verso la località di Case Gelana, punto di partenza dei principali percorsi escursionistici della valle. Da qui si può iniziare l’esplorazione a piedi seguendo i sentieri che accompagnano il torrente Gelana tra cascate, formazioni di travertino e scorci naturali suggestivi. Il percorso richiede scarpe da trekking e un minimo di preparazione, soprattutto nei tratti più vicini alla forra del torrente.

Ora puoi trasformare lo scalo a Parigi in una mini vacanza

Avete uno scalo più lungo del solito? Non scoraggiatevi, anzi, se economicamente quella coincidenza conviene, sceglietela lo stesso perché se atterrate a Parigi, da oggi c’è una novità che darà una svolta all’esperienza e diventerà l’occasione perfetta per scoprire una nuova destinazione.

Paris Stopover è a nuova proposta firmata da Air France ed Extime Travel, il marchio di retail aeroportuale e ospitalità del Gruppo ADP dedicato alle esperienze turistiche, che permette ai viaggiatori di trasformare lo scalo presso l’aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle in un vero soggiorno alla scoperta della capitale francese e della regione circostante.

L’iniziativa nasce per rispondere alle nuove esigenze del turismo internazionale: sempre più viaggiatori desiderano ottimizzare il proprio tempo durante gli spostamenti e aggiungere esperienze autentiche al proprio itinerario. Non è un caso che circa il 50% dei clienti Air France in arrivo a Parigi-Charles de Gaulle sia in coincidenza verso un’altra destinazione. Paris Stopover permette quindi di vivere la città anche durante una pausa tra due voli, offrendo un servizio completo e personalizzabile.

Come funziona Paris Stopover

Ma dunque, come funziona? I clienti Air France possono scegliere Paris Stopover direttamente durante la prenotazione del volo, selezionando l’opzione per prolungare lo scalo a Parigi, sia durante il viaggio di andata sia al ritorno. Paris Stopover è accessibile a tutti i clienti Air France in coincidenza, indipendentemente dalla classe di viaggio scelta e il servizio può essere prenotato tramite Extime Travel fino a 48 ore prima della partenza, salvo disponibilità. L’offerta è dedicata ai passeggeri che hanno acquistato un biglietto con opzione Stopover sul sito Air France e prevedono un tempo minimo di coincidenza di 27 ore.

Nuova promo Vueling per voli 2026
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La Torre Eiffel a Parigi, al tramonto

Dopo la prenotazione del volo, i viaggiatori possono accedere ai pacchetti creati da Extime Travel e costruire un’esperienza su misura in base alla durata dello scalo, con soggiorni che possono variare da una a quattro notti. L’offerta comprende diverse soluzioni che combinano trasferimenti organizzati, attrazioni, sistemazioni in hotel quattro o cinque stelle accuratamente selezionati, attività ed esperienze turistiche personalizzabili.

Tra le prime proposte disponibili c’è il pacchetto “Paris Must-See”, pensato per chi visita la capitale francese per la prima volta e desidera scoprire alcuni dei suoi simboli più celebri, dalla Torre Eiffel al Museo del Louvre. Per chi viaggia in famiglia, invece, il pacchetto dedicato a Disneyland® Paris offre la possibilità di vivere una parentesi magica alle porte della città.

Parigi vista dal tetto di Notre Dame
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Affascinante veduta di Parigi dal tetto di Notre Dame

Una novità importante, soprattutto alla luce di uno studio pubblicato dalla società Chaire Pégase nell’aprile 2026, che dimostra come addirittura l’81% dei passeggeri con una coincidenza a Parigi sia interessato alla possibilità di lasciare l’aeroporto durante lo scalo per esplorare Parigi. Un dato che conferma tra l’altro il crescente interesse verso il fenomeno dello stopover travel, ovvero la possibilità di inserire una tappa intermedia in un viaggio internazionale.

Scoprire Parigi e la Francia in poche ore

Con Paris Stopover, Air France ed Extime Travel puntano a valorizzare non solo le attrazioni più famose della capitale, ma anche il patrimonio culturale e turistico della regione circostante. Nei prossimi mesi il catalogo sarà ampliato con nuove proposte premium e itinerari dedicati a diversi interessi: dalle esperienze gastronomiche alle visite culturali, dalle escursioni alle attività festive, fino a percorsi esclusivi pensati per chi desidera vivere Parigi in modo più autentico.

La storica Torre di Montparnasse nel cuore di Parigi
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La Torre di Montparnasse svetta nel cuore di Parigi

Il lancio di Paris Stopover rappresenta inoltre una nuova fase della partnership strategica “Connect France”, siglata nel giugno 2025 da Air France-KLM e Groupe ADP con l’obiettivo di rafforzare il ruolo internazionale dell’hub di Parigi-Charles de Gaulle e consolidare l’attrattività della Francia come prima destinazione turistica mondiale.

10 esperienze da vivere per sentirsi davvero nel viaggio di Ulisse

Il 16 luglio scorso, in Italia è uscito al cinema The Odissey di Christopher Nolan e, a dire il vero, già da mesi non si parla d’altro, tra aspettative e polemiche – quelle, non mancano mai. Con il poema omerico tornato sulla bocca di tutti, non si può far altro che lasciarsi affascinare da questa narrazione epica che da oltre duemila anni continua ad affascinare viaggiatori, scrittori e sognatori.

Il viaggio di Ulisse raccontato nell’Odissea di Omero è infatti un percorso di mari sconfinati, isole misteriose, incontri con creature leggendarie e luoghi sospesi tra storia vera e mito che ancora oggi sembrano custodire il ricordo dell’eroe greco. Seguire le tracce di Ulisse non significa soltanto visitare siti archeologici o musei, ma immergersi in paesaggi dove il confine tra realtà e leggenda diventa sottilissimo: promontori affacciati sul Mediterraneo, grotte nascoste, antiche fortezze sul mare e baie raggiungibili solo a piedi o in barca.

Dalle coste del Lazio alla Grecia, passando per la Sicilia e le isole del Mediterraneo, sono tantissime le esperienze che permettono di vivere un viaggio ispirato all’epopea omerica. Ecco alcuni luoghi da inserire in un itinerario sulle orme di Ulisse o, per lo meno, per sentirsi un po’ viaggiatori e un po’ naufraghi come il protagonista dell’Odissea.

Camminare fino al Picco di Circe

Se volete ripercorrere idealmente lo stesso mare osservato da Ulisse, sappiate che nel Lazio esiste un luogo dove leggenda e paesaggio si incontrano per davvero. Stiamo parlando del Promontorio del Circeo, da sempre associato alla figura della maga Circe, una delle protagoniste più celebri dell’Odissea. Secondo il mito, Ulisse approdò sull’isola di Eea, dove incontrò Circe, capace di trasformare gli uomini in animali grazie ai suoi poteri. La tradizione ha identificato proprio il promontorio laziale con il luogo in cui sarebbe vissuta la maga.

Promontorio del Circeo
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Vista del Promontorio del Circeo

Raggiungere il Picco di Circe, il punto più alto del promontorio, è un’esperienza perfetta per chi vuole sentirsi dentro il viaggio dell’eroe. Il sentiero attraversa la macchia mediterranea e conduce a un panorama spettacolare sul Mar Tirreno, con una vista che nelle giornate limpide arriva fino alle Isole Pontine.

Entrare nella Grotta di Nestore

Sulla costa occidentale del Peloponneso, vicino alla baia di Voidokilia, si trova uno dei luoghi più affascinanti legati ai poemi omerici, la celeberrima Grotta di Nestore. Secondo la tradizione, questa cavità naturale sarebbe stata associata a Nestore, il leggendario re di Pilo e uno degli eroi greci della guerra di Troia. La grotta domina d’altro canto una delle baie più spettacolari della Grecia, con acque turchesi e un paesaggio che sembra rimasto immutato nei secoli.

Quali sono le location di "Odissea", il film, in Grecia?
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La misteriosa Grotta di Nestore

Esplorare le Isole Egadi in barca

Seppur non precisamente “omeriche”, le Isole Egadi, al largo della Sicilia occidentale, sono una destinazione ideale per chi vuole vivere il Mediterraneo con lo stesso spirito di esplorazione di Ulisse. Favignana, Levanzo e Marettimo custodiscono calette nascoste, grotte marine e fondali trasparenti che sembrano appartenere a un racconto epico.

Calette a Favignana, Sicilia
IPA
Il suggestivo panorama delle calette di Favignana

Navigare tra queste isole permette di scoprire angoli raggiungibili solo dal mare, proprio come avrebbe fatto un antico viaggiatore alla ricerca della prossima terra da esplorare. Tra le esperienze più suggestive c’è una gita in barca verso le grotte di Marettimo o un bagno nelle acque della Cala Rossa di Favignana, dove il contrasto tra rocce e mare crea uno scenario da cartolina.

Navigare nello Stretto di Scilla e Cariddi

Il tratto di mare più famoso dell’Odissea è indubbiamente quello tra Calabria e Sicilia dove si trova uno dei luoghi più noti della mitologia greca: lo Stretto di Messina, identificato dalla tradizione con il passaggio tra Scilla e Cariddi. Nell’Odissea Ulisse dovette affrontare questo tratto di mare estremamente pericoloso, stretto tra due mostri mitologici: Scilla, nascosta tra le rocce, e Cariddi, capace di inghiottire le acque creando vortici mortali.

Panoramica di Scilla in Calabria
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Panoramica di Scilla in Calabria

Il borgo di Scilla, con il quartiere dei pescatori di Chianalea affacciato sull’acqua, è una tappa imperdibile per chi vuole aggiungere al viaggio anche un tocco di storia e tradizione.

Dormire in un’antica tonnara come un navigatore

Per immergersi davvero nelle atmosfere del viaggio di Ulisse, una delle esperienze più suggestive è trascorrere una notte in un’antica tonnara trasformata in struttura ricettiva: in Sicilia ne esistono tantissime. Questi luoghi raccontano secoli di rapporto tra uomo e mare: antichi edifici in pietra dove un tempo si lavorava il tonno, oggi diventati dimore affacciate sul Mediterraneo.

La Tonnara di Scopello
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La celebre Tonnara di Scopello

Assistere a uno spettacolo al Festival di Epidauro

Tra le esperienze più emozionanti per chi ama il mondo classico c’è assistere a uno spettacolo nel Teatro di Epidauro, uno dei teatri antichi meglio conservati al mondo. Ogni estate il Festival di Epidauro riporta in scena tragedie e commedie greche in un luogo dalla straordinaria atmosfera.

Epidauro teatro
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L’antico teatro di Epidauro

Sedersi sulle gradinate costruite più di duemila anni fa e ascoltare una rappresentazione sotto il cielo stellato significa vivere un legame diretto con la cultura che ha dato origine ai miti di Ulisse. Il teatro, famoso anche per la sua incredibile acustica, è dunque una delle tappe più suggestive di un viaggio nella Grecia classica.

Visitare il Castello di Methoni

Sulla costa del Peloponneso si trova il Castello di Methoni, una spettacolare fortezza costruita sul mare che sembra appartenere a un racconto di viaggi e conquiste. Affacciato sul Mar Ionio, il castello è uno dei luoghi più scenografici della Grecia meridionale. Le sue mura, le torri e il lungo ponte che conduce all’ingresso raccontano secoli di storia mediterranea. Passeggiare tra le rovine al tramonto permette di immaginare navi in arrivo all’orizzonte e antichi navigatori pronti a partire verso nuove terre.

Esplorare l’Acrocorinto

Sopra la città di Corinto sorge l’Acrocorinto, una delle fortezze più imponenti della Grecia. Questa antica cittadella domina il territorio circostante dall’alto di una collina e offre una vista spettacolare sul Golfo di Corinto e sul Peloponneso.

C'è anche l'area archeologica di Acrocorinto tra i luoghi dov'è stato girato "Odissea" in Grecia
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Lo spettacolo senza tempo di Acrocorinto

Scoprire Aspri Ammos, la spiaggia del mito di Calipso

Tra i luoghi più suggestivi associati al viaggio di Ulisse c’è anche Aspri Ammos, una spiaggia selvaggia legata alla leggenda di Calipso, la ninfa che secondo l’Odissea trattenne l’eroe per anni sulla sua isola. La tradizione colloca l’episodio sull’isola di Ogigia, identificata da alcuni studiosi con diverse località del Mediterraneo.

Alcune spiagge greche, tra cui Aspri Ammos, sono state associate nel tempo al fascino di questo mito grazie alla loro natura incontaminata e all’atmosfera isolata.

Salpare su una barca tradizionale al tramonto

Per concludere un viaggio sulle orme di Ulisse non c’è esperienza più simbolica che salpare su una barca tradizionale al tramonto. Navigare lentamente mentre il Sole scende sul mare permette di riscoprire il Mediterraneo nella sua dimensione più autentica: quella fatta di vento, onde e silenzi, proprio come facevano gli antichi navigatori.

L’eclissi solare più attesa dell’anno sarà visibile anche dall’Italia: i luoghi migliori per vederla

Ti appassiona l’astronomia? Allora segna subito la data! Il 12 agosto 2026 il cielo regalerà uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno. L’Europa assisterà infatti a un’eclissi totale di Sole, ma è bene chiarire subito un aspetto: in Italia sarà solo parziale. Il nostro Paese si troverà infatti al di fuori della fascia di totalità, che attraverserà la Groenlandia, sfiorerà l’Islanda occidentale e proseguirà dalla Spagna nord-occidentale fino alle Baleari.

In Italia, però, le condizioni saranno comunque eccezionali: un’eclissi parziale molto profonda e scenografica che accompagnerà il calar del sole e promette uno dei cieli più spettacolari dell’estate 2026. In alcune aree del Nord-Ovest oltre il 90% del disco solare sarà oscurato dalla Luna, regalando un suggestivo Sole a falce che scomparirà lentamente all’orizzonte.

È il momento giusto per prenotare le vacanze di fine estate: 3 mete affascinanti con la promo Ryanair

Non avete ancora un biglietto aereo tra le mani e una meta da sogno che vi aspetta per le ferie d’estate? Chi non ha ancora organizzato le vacanze estive o freme per fare le valigie e concedersi un weekend anche solo tra agosto e settembre ha un’occasione da non perdere. Ryanair ha infatti lanciato una nuova promozione che permette di ottenere il 15% di sconto su un’ampia selezione di voli.

Vacanze estive dell’ultimo minuto, Vueling lancia una promo per volare in tutta Europa

L’estate è fatta anche di decisioni improvvise, un weekend da organizzare, una pausa dal lavoro da trasformare in una piccola fuga o una vacanza ancora tutta da programmare. Per chi non ha ancora scelto la prossima destinazione, Vueling, compagnia del gruppo IAG, propone la nuova campagna “Last Call for Summer”, con tariffe speciali per raggiungere alcune delle mete più amate del Mediterraneo e delle grandi città europee.

L’offerta è pensata per chi vuole approfittare delle ultime occasioni estive e acquistare un volo direttamente dal sito o dall’app Vueling, scegliendo tra diverse destinazioni del network della compagnia. Tra città d’arte, isole mediterranee e mete perfette per una pausa al mare, la promo permette di organizzare una partenza anche senza mesi di anticipo. La promozione si applica a prenotazioni comprese tra il 21 luglio e il 3 agosto 2026, su voli a partire dall’1 agosto al 31 ottobre 2026.

Da Milano Malpensa a Ibiza

Tra le proposte della promo spicca il collegamento da Milano Malpensa a Ibiza con tariffe a partire da 21 euro. Celebre in tutto il mondo per la sua vita notturna, Ibiza custodisce anche un lato più tranquillo e sorprendente, fatto di calette nascoste, borghi bianchi e paesaggi naturali.

La splendida Cala Comte a Ibiza
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Tutto il fascino di Cala Comte

Oltre ai locali più famosi, l’isola invita a scoprire luoghi come Dalt Vila, il centro storico fortificato dichiarato Patrimonio Unesco, oppure spiagge dall’acqua cristallina come Cala Comte e Cala d’Hort. Perfetta per un viaggio estivo all’insegna del mare, Ibiza regala anche tramonti spettacolari, mercatini artigianali e piccoli ristoranti dove assaporare la cucina mediterranea.

Da Firenze a Minorca

Per chi cerca una destinazione un po’ più rilassata, la promo Vueling propone voli da Firenze a Minorca a partire da 28 euro. Meno mondana rispetto alla vicina Ibiza, Minorca è un’isola ideale per chi ama natura e mare. Le sue spiagge dalle acque turchesi, le calette immerse nella vegetazione e i sentieri panoramici la rendono una delle mete più affascinanti delle Baleari.

Cala Pilar, Minorca
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Veduta di Cala Pilar

Tra le esperienze da non perdere ci sono una passeggiata nella storica Ciutadella, l’antica capitale dell’isola, un’escursione lungo il Camí de Cavalls, il percorso costiero che circonda Minorca, e una giornata alla scoperta delle sue celebri baie come Cala Pilar, Cala Macarella e Cala Mitjana.

Da Torino a Barcellona

La promo include anche il collegamento da Torino a Barcellona con tariffe a partire da 29 euro, perfetto per chi desidera una fuga urbana senza rinunciare al mare. La capitale catalana è una destinazione che unisce cultura, gastronomia e paesaggi unici. Dai capolavori di Antoni Gaudícome la Sagrada Família e Park Güell alle passeggiate sulla Rambla, ogni quartiere racconta una storia diversa.

World’s Best Cities Report 2026 di Resonance Consultancy
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Veduta aerea panoramica della Sagrada Familia

Tra le tappe imperdibili ci sono il quartiere gotico con le sue strade medievali, il mercato della Boqueria per assaggiare specialità locali e la spiaggia della Barceloneta per concedersi qualche ora di relax dopo aver esplorato la città.

Dal TikTok alla manicure, i 10 comportamenti più odiosi in aereo secondo i viaggiatori italiani

Un tempo le più grandi discussioni in aereo tra passeggeri riguardavano il bracciolo da conquistare o il vicino che reclinava il sedile all’improvviso – beh, quello da fastidio anche adesso, sicuramente. Eppure, oggi, il galateo ad alta quota si è evoluto, o forse sarebbe meglio dire che è completamente deragliato come un treno in corsa ad alta velocità.

Tra chi registra balletti per TikTok in cabina, chi si improvvisa content creator sporgendosi sopra il vicino per immortalare il tramonto dal finestrino e chi considera il volo il momento ideale per una manicure completa, salire su un aereo può trasformarsi in un’esperienza decisamente movimentata.

La fotografia arriva da una recente ricerca di Booking.com, secondo cui oltre la metà degli italiani (54%) ritiene che i passeggeri oggi si prendano troppe libertà durante il volo. Eppure c’è un piccolo paradosso: quasi una persona su due (48%) ammette di comportarsi in aereo proprio come farebbe nel salotto di casa.

I 10 comportamenti più odiati dai passeggeri

Se qualcuno pensava che il vicino che russa fosse il peggio del peggio, probabilmente non ha ancora incontrato chi apre un panino dall’aroma “importante” a 10.000 metri di quota o chi decide di limarsi le unghie durante un volo internazionale.

Passeggeri in aereo
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Alcuni passeggeri in aereo parlano tra loro

Ecco la classifica dei comportamenti più odiati dagli italiani secondo Booking.com:

  1. Portare a bordo cibi dall’odore intenso o particolarmente ingombranti (44%);
  2. Camminare scalzi in cabina (38%);
  3. Invadere lo spazio del vicino per fare foto o video dal finestrino (37%);
  4. Guardare video o ascoltare musica senza cuffie (36%);
  5. Finire involontariamente nei video social di altri passeggeri (35%);
  6. Usare il filo interdentale durante il volo (33%);
  7. Camminare avanti e indietro nel corridoio per raggiungere l’obiettivo giornaliero di passi (30%);
  8. Fare la manicure a bordo, limando o tagliando le unghie (29%);
  9. Registrare contenuti per TikTok o altri social durante il volo (26%);
  10. Fare stretching o yoga nel corridoio dell’aereo (22%).

E se questi comportamenti fanno sorridere, alcuni dati raccontano un’altra curiosità: il 12% degli italiani confessa di togliersi le scarpe appena l’aereo raggiunge la quota di crociera, nonostante il 77% sia convinto che a bordo bisognerebbe mantenere lo stesso livello di educazione che si avrebbe su qualsiasi altro mezzo pubblico. Un altro desiderio sembra accomunare moltissimi viaggiatori, il silenzio. Il 76% sogna una vera Quiet Zone, una zona dell’aereo libera da video social, telefonate pre decollo e post atterraggio, stories e contenuti ad alto volume, mentre il 65% vorrebbe regole più rigide sull’utilizzo della tecnologia durante il volo.

Quali sono le cose più insopportabili? Rispondi al sondaggio

Ogni viaggiatore ha almeno un aneddoto da raccontare: il vicino che guarda una serie senza cuffie, chi occupa mezzo sedile altrui o chi trasforma il corridoio in una palestra improvvisata. Per questo abbiamo lanciato un sondaggio ai nostri lettori: qual è il comportamento che rovina davvero un volo? Ditecelo in questo sondaggio!

Il nuovo galateo del volo passa dal buon senso

Quando la pazienza finisce, gli italiani reagiscono in modi diversi. Il 40% preferisce rivolgersi direttamente al personale di bordo, il 31% prova prima a risolvere la situazione parlando con educazione al passeggero interessato, mentre il 21%sceglie la strada più semplice: chiedere un cambio di posto.

Secondo Alessandro Callari, Regional Manager Italia di Booking.com, oggi il viaggio non inizia una volta atterrati, ma dal momento in cui si mette piede in aeroporto e, naturalmente, sull’aereo. Proprio per questo il rispetto degli spazi condivisi e qualche semplice regola di buon senso possono fare la differenza tra un volo rilassante e uno da dimenticare.

Nel frattempo, una certezza sembra emergere dalla ricerca: gli italiani continuano a mettere il comfort al primo posto, soprattutto nei voli di lunga durata. Forse è anche per questo che cresce il desiderio di cabine più silenziose e di un piccolo ritorno alle buone maniere. Perché se è vero che l’aereo può diventare un’estensione del proprio viaggio, difficilmente dovrebbe trasformarsi nel salotto di casa. O, peggio ancora, in un centro estetico.

Non solo in inverno, questi sono i Carnevali estivi da non perdere in Italia

Il Carnevale è una delle feste più attese del periodo invernale, soprattutto dai più piccoli che non aspettano altro che potersi travestire dai loro eroi e personaggi preferiti. Eppure, chi pensa che il Carnevale sia una festa riservata a febbraio probabilmente non ha mai assistito a uno dei tanti Carnevali estivi che animano l’Italia nei mesi più caldi. Tra carri allegorici che sfilano sul lungomare, maschere illuminate dal tramonto, musica, spettacoli e un’atmosfera decisamente diversa da quella invernale, queste manifestazioni sono diventate appuntamenti imperdibili per residenti e viaggiatori.

Il bello è che le temperature estive permettono di vivere la festa fino a tarda notte, spesso con il mare a pochi passi o sullo sfondo di suggestivi centri storici. Dalla Sicilia alla Sardegna, passando per la Toscana e il Lazio, ecco quattro eventi che trasformano l’estate in un’esplosione di colori e creatività.

Carnevale Estivo di Viareggio

Quando si parla di Carnevale, Viareggio è un nome che decisamente non ha bisogno di presentazioni. Le sue imponenti costruzioni in cartapesta, infatti, sono celebri in tutto il mondo e, da qualche anno, anche l’estate regala un’occasione speciale per ammirarle. Il primo appuntamento è sabato 25 luglio alla Cittadella del Carnevale, dove dalle 21 tornano in scena i carri vincitori dell’edizione 2026: La gallina dalle uova d’oro di Alessandro Avanzini, I samurai del potere di Luigi Bonetti, il carro vincitore In bocca al lupo di Luca Bertozzi e il vincitore di seconda categoria Native American Return di Fabrizio e Valentina Galli.

Le grandi opere di cartapesta prenderanno vita tra luci, movimenti e coreografie, precedute da una serata di spettacoli con giocolieri, bande musicali, i Pedrasamba e le maschere Burlamacco e Ondina.

Gallina dalle uova d'oro, carro, Viareggio
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La gallina dalle uova d’oro di Alessandro Avanzini

La festa prosegue sabato 1 agosto nella Pineta di Ponente, dove dalle 17 tornano a sfilare le mascherate in gruppo e le maschere isolate dell’edizione 2026 lungo i viali Cadorna e Capponi. Ad accompagnarle ci saranno bande musicali, le maschere ufficiali del Carnevale e quelle dei rioni cittadini, riportando l’atmosfera della manifestazione in uno dei luoghi più iconici di Viareggio.

L’ultimo appuntamento è in programma lunedì 10 agosto con la tradizionale Notte dei Bozzetti, quando alla Cittadella del Carnevale gli artisti della cartapesta presenteranno al pubblico i progetti delle opere che sfileranno nell’edizione 2027. Tra costumi, musica, proiezioni e spettacoli sarà possibile scoprire in anteprima temi e idee del prossimo Carnevale.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero e, in occasione degli appuntamenti alla Cittadella, anche il Museo del Carnevale resterà aperto dalle 20 a mezzanotte, offrendo un’occasione in più per conoscere da vicino l’arte della cartapesta che ha reso Viareggio famosa nel mondo.

Carnevale Estivo di Acireale

Considerato uno dei Carnevali più importanti della Sicilia, Acireale non si limita alla storica edizione invernale, anzi, la raddoppia. Anche quest’anno la città torna a riempirsi di colori con il Carnevale Estivo, in programma l’1, 2, 8 e 9 agosto 2026. Le eleganti piazze barocche diventano la cornice di carri allegorici, gruppi mascherati, spettacoli musicali e animazione che coinvolgono il centro storico fino a tarda sera.

L’atmosfera è totalmente differente da quella di febbraio: le temperature estive invitano a passeggiare tra le vie della città, fermarsi nei locali del centro e vivere una manifestazione che unisce tradizione, arte della cartapesta e voglia di stare all’aperto.

Maskaras a Muravera

Tra gli appuntamenti più originali dell’estate c’è anche Maskaras, il Carnevale estivo di Muravera, nel Sud-Est della Sardegna, in programma il 9 agosto 2026. La manifestazione porta in strada gruppi mascherati, musica, spettacoli itineranti e un’atmosfera festosa che coinvolge tutto il paese, richiamando visitatori anche dalle località balneari della costa.

Lo consigliamo perché è uno di quegli eventi che permettono di conoscere un volto diverso della Sardegna, andando oltre spiagge, mare e mondanità costiera. La festa diventa infatti un’occasione per scoprire le tradizioni locali e vivere una serata ricca di energia, tra costumi, colori e intrattenimento.

Tarquinia Lido e i carri gonfiabili ad aria

Non solo tradizione: tra le novità più curiose del 2026 spicca il Carnevale Estivo di Tarquinia Lido, in programma il 25 luglio e il 16 agosto. L’evento si distingue per una caratteristica davvero insolita, è infatti il primo Carnevale italiano con carri gonfiabili ad aria, grandi sculture pneumatiche che sfilano sul lungomare offrendo uno spettacolo completamente diverso dai tradizionali carri allegorici.

L’effetto scenografico è sorprendente, soprattutto nelle ore serali, quando le gigantesche installazioni prendono vita tra musica, luci e animazione. Una formula innovativa che rende questo appuntamento una piccola chicca dell’estate italiana, ideale per chi ama scoprire eventi insoliti e fuori dai circuiti più conosciuti.

L’Egitto continua a stupire: trovate tre antiche tombe nella necropoli di Saqqara

Millenni dopo la loro costruzione, le piramidi egizie non smettono di far parlare di sé e di apparire come “vive” per le continue scoperte che le riguardano. Così, in quello che ancora oggi identifichiamo come l’antico Egitto, continuano ad emergere testimonianze capaci di riscrivere il senso della storia. Nella celebre necropoli di Saqqara, uno dei più importanti siti archeologici del Paese, gli archeologi hanno scoperto tre tombe rupestri risalenti al Nuovo Regno, appartenute ad alcuni funzionari di alto rango che vissero migliaia di anni fa.

La scoperta è avvenuta durante una missione archeologica egiziana nell’area orientale della necropoli di Bubasteion, una zona già nota per il suo straordinario patrimonio funerario. Le tombe hanno restituito iscrizioni geroglifiche, decorazioni scolpite e scene della vita quotidiana, una scoperta che fornisce così nuove informazioni sull’organizzazione dello Stato, sul ruolo dell’esercito, sui templi e sulle famiglie dell’élite egizia.

Le tre tombe del Nuovo Regno a Saqqara

La prima tomba ritrovata dagli esperti archeologi apparteneva a Mentuhotep, un alto funzionario che ricoprì numerosi incarichi amministrativi e militari. Le decorazioni sulle pareti raccontano scene di offerte e di caccia, mentre una rappresentazione mostra Mentuhotep seduto accanto alla madre Iahhotep, un dettaglio che testimonia l’importanza del suo lignaggio familiare. Le iscrizioni riportano diversi titoli prestigiosi, tra cui Principe Ereditario, Sindaco, Seguace del Re, Amministratore delle Terre Straniere e Supervisore dell’Esercito della città di Khebeshet. Un ruolo che lo colloca ai tempi ai vertici della società egizia, tra gestione del territorio e responsabilità militari.

La seconda tomba apparteneva invece a Pareemwaya, conosciuto anche come Samut, che aveva il titolo di Grande Mercante del Tempio di Ptah. Al suo interno sono stati ritrovati numerosi riferimenti alla sua famiglia: la moglie Tui, definita “Signora della Casa”, la madre Atbiu, cantante del dio Amon, e i nomi dei suoi quattro figli. Una testimonianza rara della struttura delle famiglie dell’élite durante il Nuovo Regno.

La terza sepoltura infine era quella di Nehsi, identificato dalle iscrizioni come Supervisore della Casa. Anche se la tomba presenta diversi danni causati dal passare del tempo, gli archeologi hanno recuperato importanti elementi, tra cui un frammento di colonna con un’iscrizione che racconta il ritorno di un comandante militare dalla regione di Naharin, nell’attuale area della Siria settentrionale.

L’importanza della scoperta

Il ritrovamento delle tre tombe si rivela come un dato importante per comprendere meglio la società del Nuovo Regno egizio, un periodo compreso indicativamente tra il XVI e l’XI secolo a.C. in cui l’Egitto raggiunse grande potenza politica, militare e culturale.

Le iscrizioni e le decorazioni rinvenute permettono infatti agli studiosi di ricostruire aspetti della vita quotidiana degli antichi egizi che spesso rimangono nascosti dietro i grandi monumenti dei faraoni. Queste tombe, dunque, raccontano la storia non solo dei sovrani, ma anche delle persone che rendevano possibile il funzionamento dell’intero regno, come amministratori, militari, sacerdoti e membri delle famiglie più influenti.

La scoperta aggiunge inoltre nuove informazioni sulla necropoli di Bubasteion, ampliando la conoscenza di un’area funeraria già ricchissima di testimonianze archeologiche. Gli scavi non sono ancora conclusi, gli archeologi prevedono di proseguire le ricerche nei pozzi funerari ancora inesplorati, nella speranza di trovare nuovi reperti e ulteriori dettagli sulla vita degli uomini e delle donne sepolti a Saqqara oltre 3.000 anni fa.

Il Castello di Fontainebleau: la residenza dei re di Francia che racconta otto secoli di storia

Non è la dimora reale più conosciuta della Francia, eppure questo antico e nobile castello merita assolutamente una visita. A meno di un’ora da Parigi esiste un luogo che ha attraversato quasi tutta la storia della monarchia francese. Il Castello di Fontainebleau, dichiarato Patrimonio Unesco, è stato la dimora prediletta di re, regine e imperatori per oltre otto secoli, molto prima che Versailles diventasse il simbolo dello sfarzo della corte francese.

Sale affrescate, gallerie rinascimentali, appartamenti imperiali e immensi giardini raccontano le trasformazioni di un palazzo che, ancora oggi, conserva il fascino delle grandi residenze reali.

La storia del castello e cosa vedere durante la visita

Le origini del Castello di Fontainebleau risalgono al XII secolo, quando Luigi VII fece costruire una fortezza nel cuore della foresta. Fu però Francesco I, nel 1528, a trasformarla in un magnifico palazzo rinascimentale, chiamando niente poco di meno che artisti italiani come Rosso Fiorentino e Primaticcio e dando vita alla celebre Scuola di Fontainebleau, che influenzò profondamente l’arte europea.

Castello di Fontainebleau
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Il Castello di Fontainebleau e la famosa scalinata

Nel corso dei secoli il castello è stato abitato da 34 re di Francia e due imperatori, diventando una delle residenze più amate della monarchia. Qui nacquero sovrani come Francesco II, Enrico III e Luigi XIII, mentre Luigi XV celebrò il proprio matrimonio nella Cappella della Trinità. Anche Napoleone Bonaparte lasciò un segno indelebile: restaurò il palazzo trasformandolo in residenza imperiale e proprio qui, nel 1814, salutò la Guardia Imperiale prima dell’esilio all’Isola d’Elba, un momento passato alla storia nel celebre Cour des Adieux, il Cortile dell’Addio.

Oggi è possibile visitare 121 sale delle oltre 1.500 che compongono il complesso. Tra gli ambienti più spettacolari spiccano la Galleria di Francesco I, decorata con affreschi e stucchi rinascimentali, la sontuosa Sala da Ballo, la Cappella della Trinità, gli eleganti appartamenti imperiali e l’unica Sala del Trono di Napoleone ancora conservata in Francia. All’esterno meritano una passeggiata i giardini storici, il lungo canale ornamentale e la celebre Scalinata a Ferro di Cavallo, uno dei simboli del castello e tra i punti più fotografati dell’intero complesso.

Interno, Castello di Fontainebleau
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Le gallerie interne del Castello di Fontainebleau

Dove si trova il Castello di Fontainebleau e come raggiungerlo

Il Castello di Fontainebleau si trova nell’omonima cittadina dell’Île-de-France, a circa 55 chilometri a sud-est di Parigi, una destinazione ideale anche per una gita di uno o due giorni. Raggiungerlo è semplice anche senza automobile. Dalla stazione Paris Gare de Lyon partono treni diretti per Fontainebleau-Avon, con un tempo di percorrenza di circa 35-40 minuti. Dalla stazione si può arrivare al castello con l’autobus urbano oppure con una passeggiata di circa 30 minuti attraverso il parco e il centro storico.

Teatro Imperiale, castello di Fontainebleau
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Il teatro imperiale all’interno del castello

Una volta terminata la visita, vale la pena dedicare del tempo anche ai dintorni. Il centro di Fontainebleau ospita boutique, caffè, ristoranti e un vivace mercato, mentre la Foresta di Fontainebleau, estesa per oltre 220 km², offre sentieri per escursioni a piedi e in bicicletta ed è una delle mete più conosciute al mondo per il bouldering, la disciplina dell’arrampicata sui massi. Chi desidera approfondire il patrimonio storico della zona può inoltre visitare il vicino Castello di Vaux-le-Vicomte, considerato la fonte d’ispirazione della Reggia di Versailles.

Il castello è aperto tutto l’anno, a eccezione del martedì e di alcune festività. L’accesso ai parchi e ai giardini è gratuito, mentre il biglietto d’ingresso permette di visitare gli appartamenti reali e il Museo Napoleone I, completando un viaggio attraverso oltre otto secoli di storia francese.

Truffa del bagaglio fuori misura: cosa sta succedendo in aeroporto ai passeggeri

L’incubo dei viaggiatori e soprattutto di chi ha con sé solo il bagaglio a mano è sempre lo stesso: pagare il supplemento perché la valigia è fuori misura o supera i kg permessi a bordo. Chi vola con frequenza conosce bene le regole sui bagagli a mano e sa che dimensioni, peso e supplementi sono aspetti che possono incidere sul costo del viaggio.

Proprio questa familiarità con i controlli è diventata il punto di partenza di una nuova truffa segnalata all’aeroporto di Milano Malpensa, dove alcuni passeggeri sarebbero stati avvicinati da falsi addetti intenti a richiedere fino a 70 euro per un presunto bagaglio fuori misura. Un raggiro che sfrutta la fretta, l’ansia di perdere il volo e la scarsa conoscenza delle procedure aeroportuali, soprattutto da parte di turisti e viaggiatori occasionali.

Le Fiandre diventano ancora più belle da esplorare a piedi: arrivano nuovi itinerari

Torniamo a parlare del cosiddetto “turismo slow”, in particolare di quel nuovo modo di viaggiare sempre più a stretto contatto col territorio, in sella alla bicicletta o addirittura a piedi – con scarpe adatte e comode, certo. Proprio in merito a questo, le Fiandre continuano a investire in un turismo che privilegia il tempo, la scoperta e il contatto con il territorio.

Se città come Bruges, Anversa e Gand sono da anni tra le mete più amate del Belgio, oggi la regione invita a rallentare il ritmo anche attraverso una rete di sentieri che attraversa boschi, parchi naturali, castelli e piccoli borghi. Con l’ampliamento delle Flanders’ Finest Hiking Routes, il 2026 segna un nuovo passo avanti per chi desidera conoscere il volto più autentico delle Fiandre camminando.

Flanders’ Finest Hiking Routes, le Fiandre a piedi

Se non avete ancora visitato le Fiandre e attraversato i suoi suggestivi e fiabeschi paesaggi, questo è il momento giusto per rimediare alla mancanza. La rete delle Flanders’ Finest Hiking Routes raggiunge infatti quota 22 itinerari grazie all’inaugurazione di sei nuovi percorsi, disponibili dalla primavera 2026. L’iniziativa rientra nella strategia delle Fiandre di promuovere un turismo sostenibile, distribuendo i flussi di visitatori anche nelle aree meno frequentate e valorizzando il patrimonio naturalistico della regione.

Parco Nazionale Hoge Kempen
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Vista del Parco Nazionale Hoge Kempen

I nuovi itinerari attraversano alcuni dei luoghi più suggestivi delle Fiandre, tra cui il Parco Nazionale Hoge Kempen, il Grenspark Kalmthoutse Heide e le aree che circondano Anversa, Lovanio e Bruges. Si tratta di percorsi ad anello compresi tra 7 e 19 chilometri, progettati per offrire un’esperienza accessibile sia agli escursionisti più esperti sia a chi desidera trascorrere una giornata immerso nella natura. Lungo i sentieri si alternano boschi, brughiere, corsi d’acqua, castelli storici e testimonianze del patrimonio culturale fiammingo, con numerose occasioni per conoscere anche le tradizioni gastronomiche locali.

Fiandre, itinerari tra natura, castelli e tradizioni locali

Uno degli aspetti più apprezzati della rete è l’attenzione dedicata all’organizzazione dell’esperienza. Ogni itinerario dispone di una segnaletica dedicata, tracce GPX scaricabili, informazioni pratiche sui punti di partenza, indicazioni sull’accessibilità e collegamenti con il sistema dei nodi escursionistici che caratterizza la rete sentieristica delle Fiandre.
Tra le proposte spiccano anche cinque percorsi che attraversano territori ricchi di castelli storici e due itinerari dedicati alla tradizione brassicola fiamminga (ovvero la lunga cultura della produzione di birra artigianale nelle Fiandre) con l’opportunità per il viaggiatore di abbinare l’escursionismo alla scoperta delle produzioni locali.

Gaasbeek Castle, Fiandre
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Il Gaasbeek Castle, Fiandre

La rete si integra inoltre con i collegamenti ferroviari della regione, favorendo spostamenti sostenibili e consentendo di raggiungere facilmente i punti di partenza delle escursioni senza ricorrere all’automobile. Con questo ampliamento, le Fiandre rafforzano un’offerta che unisce natura, cultura, storia ed enogastronomia, confermando il crescente interesse verso un turismo lento e consapevole. Le Fiandre aggiungono così un nuovo modo di viverle: scarpe comode, zaino leggero e tanta voglia di lasciarsi sorprendere da angoli nascosti, sapori locali e panorami fuori rotta.

Migliaia di guglie spuntano dal deserto: il mistero del luogo più surreale, il Parco Nazionale di Nambung

L’Australia è famosa per i suoi animali unici e spesso considerati tra i più pericolosi del pianeta, per gli immensi deserti rossi, le spiagge da sogno e i paesaggi che sembrano appartenere a un altro mondo. Di recente, tra l’altro, è diventata una delle mete più gettonate persino dai giovani in cerca di esperienze lavorative all’estero proprio per il suo fascino remoto e la sua ricchezza paesaggistica ed esperienziale. Ma non tutti sanno che, nel cuore dell’Australia Occidentale, esiste un luogo talmente surreale da lasciare senza parole anche i viaggiatori più esperti e che in pochi conoscono, anche dai social.

Si tratta del Parco Nazionale di Nambung, nell’Australia Occidentale, famoso per il celebre Deserto dei Pinnacoli (noto anche come Pinnacles Desert). Qui migliaia di guglie di pietra emergono dalla sabbia dorata come se fossero comparse dal nulla, costruendo uno scenario che ricorda un set cinematografico di fantascienza. Un luogo dunque dove geologia, natura e mistero si incontrano dando vita a uno scenario dietro cui però si nasconde una storia lunga migliaia di anni.

Il Parco Nazionale di Nambung

Il cuore del parco è il Deserto dei Pinnacoli, una vasta distesa sabbiosa punteggiata da migliaia di colonne di pietra calcarea, alcune alte oltre 3,5 metri. Queste spettacolari formazioni si sono sviluppate nel corso di migliaia di anni grazie a complessi processi geologici: secondo le teorie più accreditate, derivano da antichi depositi di conchiglie marine lasciati quando il mare ricopriva quest’area dell’Australia Occidentale. Con il passare del tempo, vento ed erosione hanno modellato il terreno fino a far emergere le cosiddette guglie che oggi caratterizzano il paesaggio.

Deserto dei Pinnacoli, Australia
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Sguardo sulle guglie del Deserto dei Pinnacoli

Oltre ai Pinnacoli, il parco custodisce un ricco patrimonio naturale e nei suoi oltre 17.000 ettari vivono canguri, emù e numerose specie di uccelli australiani, mentre poco distante si trova persino Hangover Bay che, al contrario di come possa suggerire il nome, non è un ritrovo post-serata per i più giovani, ma una baia dalle acque cristalline ideale per nuotare, fare snorkeling e osservare la fauna marina, tra cui delfini e leoni marini.

L’escursione qui è completa, anche perché chi desidera approfondire la storia del luogo, può visitare il Pinnacles Desert Discovery Centre per conoscere l’origine geologica del deserto attraverso esposizioni interattive, video e installazioni dedicate anche alla cultura delle popolazioni aborigene legate a questo territorio.

Dove si trova il Parco Nazionale di Nambung e come raggiungerlo

Il Parco Nazionale di Nambung si trova nell’Australia Occidentale, a circa 200 chilometri a nord di Perth, facilmente raggiungibile in automobile in poco più di due ore seguendo la Indian Ocean Drive, una delle strade panoramiche più suggestive del Paese. Il punto di accesso principale è nei pressi della cittadina di Cervantes, da cui si raggiunge in pochi minuti il Deserto dei Pinnacoli. All’interno del parco è presente un percorso panoramico percorribile in auto, oltre a sentieri che consentono di passeggiare tra le spettacolari guglie di pietra.

Parco Nazionale di Nambung
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Un canguro nel Parco Nazionale di Nambung

Il periodo migliore per visitarlo va da aprile a ottobre, quando le temperature sono più miti e le condizioni climatiche rendono più piacevole l’esplorazione. Tuttavia, è all’alba e al tramonto che il deserto regala il suo spettacolo più affascinante: le ombre si allungano sulla sabbia e i Pinnacoli regalano uno dei panorami più esemplari e fotografati dell’intera Australia.

Viaggi di nozze 2026: le mete più amate dagli italiani tra USA, Giappone e safari

Le location scelte dalle star per celebrare l’amore conquistano da sempre l’immaginario collettivo. Negli ultimi mesi l’Italia è tornata protagonista sulla scena internazionale: Venezia ha fatto da sfondo al matrimonio di Jeff Bezos e Lauren Sánchez, mentre la Sicilia che continua a esercitare un forte fascino tra celebrity e viaggiatori di tutto il mondo, è stata sotto i riflettori per il matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner a Palermo. Le grandi celebrità insomma continuano a trasformare alcune destinazioni in vere e proprie destinazioni romantiche, alimentando il sogno di viaggi da favola, con un occhio di riguardo al Belpaese.

Quali sono invece le mete che scelgono gli italiani quando arriva il momento della luna di miele? La risposta arriva dall’analisi del Centro Studi Veratour sulle prenotazioni confermate dei viaggi di nozze 2026, elaborate tra gennaio e giugno. Il quadro racconta una nuova idea di honeymoon: sempre meno una semplice fuga in un paradiso tropicale e sempre più un’esperienza costruita su misura, fatta di itinerari, cultura, natura, città da esplorare e momenti indimenticabili da condividere in coppia.

Le mete più scelte per il viaggio di nozze 2026

Non ci sorprende che gli Stati Uniti restano a oggi la destinazione più desiderata dagli sposi italiani nel 2026, con il 56% delle preferenze complessive. Il fascino americano continua a essere fortissimo, anche se il dato registra una lieve flessione rispetto al 2025, quando rappresentava il 62,6% delle scelte. A conquistare le coppie però non è soltanto il classico coast to coast o il tour delle grandi città americane, sono piuttosto i viaggi combinati, capaci di unire scoperta e relax, a registrare un vero e proprio incremento.

Los Angeles, California
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Vista sulle strade nel centro di Los Angeles

Il tour degli Stati Uniti in versione classica rappresenta il 20,4% dei viaggi di nozze, mentre crescono le formule che aggiungono una seconda esperienza, come USA abbinati a Santo Domingo o Giamaica (14,2%), USA con crociera ai Caraibi (6,9%) e USA e Messico con il 5,9%. La formula vincente sembra quindi essere quella del “doppio viaggio”: prima vivere l’energia di metropoli, parchi naturali e grandi itinerari, poi concedersi qualche giorno di mare.

Nave da crociera ai Caraibi
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Nave da crociera sulle acque splendide dei Caraibi

Giappone, Asia e Africa

La vera sorpresa del 2026 è però il Giappone, che continua la sua crescita come una delle destinazioni simbolo delle nuove lune di miele. Da solo raggiunge il 18% delle preferenze, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Il Paese del Sol Levante risponde perfettamente ai desideri delle coppie moderne: permette di unire tradizioni millenarie e tecnologia, templi e quartieri futuristici, natura, gastronomia e città simbolo come Tokyo e Kyoto. Non cresce soltanto il Giappone, bensì l’intera area dell’Estremo Oriente che passa dal 18,3% del 2025 al 22,7% del 2026. Tra le mete emergenti troviamo anche Indonesia, scelta dal 3,7% degli sposi e Thailandia, con il 3,2%.

Tokyo a marzo
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Il parco Chidorigafuchi a Tokyo durante la stagione della fioritura

Un altro trend in forte crescita riguarda l’Africa Australe e subsahariana, che passa dal 6,1% al 9,5%. Sempre più coppie scelgono una luna di miele all’insegna dell’avventura, combinando safari, paesaggi naturali e soggiorni balneari. Destinazioni come Tanzania, Kenya, Sudafrica, Seychelles e Zanzibar rappresentano una nuova idea di romanticismo, fatta di esperienze da vivere insieme, tra animali selvatici, tramonti nella savana e oceani cristallini.

Sudafrica
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Panorama di Cape Town di sera

Le destinazioni che perdono interesse

Se per anni Maldive e paradisi dell’Oceano Indiano hanno rappresentato il sogno per eccellenza della luna di miele, oggi il modello sta cambiando ed è qui la vera sorpresa. L’Oceano Indiano resta una scelta importante, ma registra un leggero calo passando dal 7,8% del 2025 al 6,5% del 2026. Le Maldive rappresentano il 3,3% delle preferenze, mentre Mauritius raggiunge il 2,3%.

Vista aerea panoramica di una barriera corallina turchese e laguna con un'isola paradisiaca alle Maldive
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Veduta aerea paradisiaca delle Maldive

Il dato non indica una totale perdita di fascino delle destinazioni tropicali, ma racconta un’evoluzione: il mare non è più necessariamente l’intero viaggio, ma diventa una parte di un’esperienza più ampia. Anche i Caraibi mantengono una posizione stabile, con il 5,3% delle preferenze, soprattutto grazie alle combinazioni con gli Stati Uniti. Il viaggio di nozze del 2026 sembra quindi avere una nuova parola chiave, esperienza. Gli italiani continuano a sognare mete lontane e spettacolari, ma desiderano viverle in modo più autentico, attraverso itinerari capaci di raccontare una storia.

Viaggi studio, cambia la geografia delle partenze: le mete più gettonate nel 2026

I viaggi studio si confermano tra gli investimenti educativi più apprezzati dalle famiglie italiane. Imparare o anche semplicemente migliorare una lingua all’estero, confrontarsi con culture diverse e acquisire autonomia restano obiettivi centrali anche nel 2026 nell’ambito dell’istruzione, ma il mercato sta cambiando: oggi infatti la scelta di un programma dipende sempre di più dalla qualità dell’organizzazione, dalle tutele offerte e dall’affidabilità degli operatori, in un contesto internazionale ancora segnato da incertezze economiche e geopolitiche.

A evidenziarlo è l’Osservatorio ASTOI Confindustria Viaggi – Comparto Education, che analizza l’andamento delle prenotazioni per programmi High School, vacanze studio all’estero e soggiorni studio in Italia. L’indagine mostra un settore complessivamente stabile, con l’High School in tenuta, le vacanze studio estive in rallentamento e i soggiorni studio in Italia in crescita. Cambia anche la geografia delle partenze: Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti e Canada restano le mete di riferimento, mentre aumentano le richieste verso nuove destinazioni asiatiche, in particolare Giappone e Corea.

High School e vacanze studi, le mete più richieste

Tra tutte le formule disponibili, i programmi High School restano il segmento più stabile del comparto Education. Frequentare un trimestre, un semestre oppure un intero anno scolastico all’estero continua a essere una scelta molto apprezzata dalle famiglie, che la considerano un percorso di crescita linguistica, personale e interculturale capace di incidere concretamente sul futuro degli studenti.

Il profilo più frequente è quello di ragazzi tra i 16 e i 17 anni, generalmente iscritti al quarto anno delle scuole superiori. L’anno scolastico completo rimane la formula preferita, seguito dal semestre e, sebbene in misura minore, dal trimestre.

Russell, Bay of Islands in Nuova Zelanda
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La Nuova Zelanda attira ancora i giovani studenti – In foto: Russell, Bay of Islands

Anche il modo di scegliere la destinazione è cambiato profondamente tanto che, se in passato l’attenzione era concentrata soprattutto sulla destinazione o sul costo del programma, oggi piuttosto assumono un peso crescente la selezione delle scuole partner così come la qualità delle famiglie ospitanti, l’assistenza garantita durante tutto il soggiorno, la presenza di referenti locali e non di minore importanza anche le tutele offerte sia agli studenti sia ai genitori. Si può dunque affermare che ad essere premiata oggi è soprattutto la capacità degli operatori specializzati di accompagnare ogni fase dell’esperienza.

Sul fronte delle destinazioni invece, Irlanda, Regno Unito e Spagna si confermano le mete europee più richieste grazie all’equilibrio tra qualità dell’offerta scolastica, vicinanza geografica e contesto culturale. Oltre oceano, gli Stati Uniti restano il punto di riferimento principale, seguiti dal Canada, mentre Australia e Nuova Zelanda mantengono una presenza consolidata tra le opzioni più apprezzate.

La vera novità del 2026 riguarda però l’Asia. Cresce infatti l’interesse verso Giappone e Corea del Sud, destinazioni sempre più ricercate da studenti che desiderano vivere un’immersione culturale diversa rispetto ai percorsi tradizionali. Aumentano anche le richieste per il Sudafrica, segnale di una domanda sempre più orientata a esperienze internazionali diversificate.

Seul, Corea del Sud
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Skyline di Seul all’alba, in Corea del Sud

Per quanto riguarda le vacanze studio estive, il comparto registra una flessione media di circa il 10%, legata principalmente all’aumento dei costi di viaggio e soggiorno e al clima di incertezza internazionale. Questo rallentamento, però, non riduce l’interesse verso il valore educativo dell’esperienza. Le famiglie continuano a investire nei programmi linguistici, orientandosi verso destinazioni considerate sicure e facilmente raggiungibili

I partecipanti appartengono prevalentemente alla fascia 13-19 anni e scelgono programmi di due settimane con accompagnatore, soggiornando soprattutto in college o residence. Accanto alle lezioni di lingua trovano sempre più spazio attività dedicate a public speaking, leadership, debate, coding, digital skills, sostenibilità ambientale, discipline STEM e professioni creative, trasformando il viaggio studio in un percorso formativo completo.

Vacanze studio
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Studenti in viaggio studio davanti a un collage

Crescono i soggiorni studio in Italia

Il segmento che registra i risultati più incoraggianti è quello dei soggiorni studio in Italia, per i quali l’Osservatorio ASTOI stima una crescita media del 7,6% nel 2026. Questi programmi sono rivolti principalmente ai ragazzi tra gli 8 e i 13 anni e rappresentano, nella maggior parte dei casi, il primo soggiorno lontano dalla famiglia. L’obiettivo va oltre l’apprendimento linguistico: i partecipanti sviluppano autonomia, capacità relazionali e sicurezza personale attraverso attività sportive, laboratori esperienziali e percorsi educativi organizzati in contesti protetti.

La buona tenuta del comparto è favorita da diversi elementi, come la vicinanza delle destinazioni rende gli spostamenti più semplici, i costi risultano generalmente più contenuti rispetto ai programmi internazionali e l’organizzazione offre alle famiglie un elevato livello di tranquillità. Tra le regioni più richieste figurano Puglia, Sardegna e Sicilia, seguite da Lazio, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige, a dimostrazione di un’offerta sempre più ampia e distribuita lungo tutto il territorio nazionale.

Le Isole Eolie conquistano la stampa estera: “Un viaggio da film”

Le Isole Eolie tornano sotto i riflettori internazionali e questa volta a celebrarle è la stampa estera. Il quotidiano spagnolo t ha dedicato un lungo reportage all’arcipelago siciliano, definendolo un vero “viaggio da film”, un itinerario che intreccia paesaggi vulcanici, mitologia, cinema, enogastronomia e mare cristallino.

Un racconto che arriva in un momento particolarmente favorevole per le Eolie, anche grazie all’attenzione suscitata dalle riprese di “The Odyssey” di Christopher Nolan, girato tra Lipari e Vulcano nel 2025, e che conferma l’arcipelago come una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo.

TikTok influenza sempre più i viaggiatori: le mete più cercate e i trend del momento

La Grande Muraglia cinese sotto le note di “Farò di te un uomo” dal classico Disney Mulan è solo uno dei travel trend che impazzano su TikTok tra i content creator del settore e i viaggiatori che seguono la piattaforma. C’era un tempo in cui per organizzare una vacanza si apriva una guida turistica, si chiedevano consigli agli amici o si iniziava una lunga ricerca sui motori di ricerca tradizionali. Oggi, invece, il primo passo verso una nuova destinazione può nascere da un video di pochi secondi: un sentiero immerso nella natura, un borgo nascosto, un ristorante scoperto da un creator o un hotel diventato virale.

È l’effetto #TravelTok, il fenomeno che sta cambiando il modo in cui i viaggiatori immaginano, progettano e prenotano le proprie esperienze. Secondo lo studio TikTok Marketing Science EU5 Travel on TikTok 2025, la piattaforma è ormai diventata uno strumento centrale nella fase di ispirazione e pianificazione: il 70% degli utenti ha prenotato un viaggio o un’esperienza grazie a TikTok, mentre il 54% lo ha fatto negli ultimi dodici mesi.

Non si tratta più soltanto di intrattenimento, ma di una vera e propria fonte di ispirazione per il turismo, utilizzata per scoprire destinazioni, confrontare idee e trovare esperienze considerate più autentiche rispetto alla comunicazione tradizionale. La community interessata ai contenuti travel è composta soprattutto da persone alla ricerca di natura e attività all’aria aperta (47%), cultura e storia (44%) e viaggi in famiglia (36%). Un pubblico sempre più orientato verso esperienze personalizzate e capaci di raccontare un territorio attraverso immagini, emozioni e testimonianze dirette.

#TravelTok, le mete più cercate

I numeri confermano il ruolo crescente della piattaforma nelle decisioni dei viaggiatori. Tre persone su quattro utilizzano TikTok come strumento di ricerca per pianificare itinerari e vacanze, mentre le ricerche legate al turismo sono aumentate del 91% e l’hashtag #TravelTok è cresciuto del 33% su base annua.

Vaduz, capitale del Liechtenstein
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Vaduz, capitale del Liechtenstein

Come già accennato, infatti, per il 41% degli utenti TikTok rappresenta oggi la principale fonte di ispirazione per scegliere una destinazione, superando anche il passaparola di amici e familiari (29%) e i motori di ricerca tradizionali (26%). Inoltre, il 51% degli utenti consulta almeno una volta alla settimana contenuti dedicati a viaggi, hotel e ristoranti, mentre l’81% considera la pianificazione sulla piattaforma più coinvolgente e divertente.

Tra le destinazioni che stanno registrando la maggiore crescita di interesse nell’Unione europea spiccano alcune mete meno convenzionali: il Liechtenstein, con un aumento delle ricerche del 335%, il Monte Olimpo in Grecia (+321%), la Costa Brava in Spagna (+246%) e il St Andrews Lakes nel Regno Unito (+133%). Il successo di queste località racconta una nuova tendenza: i viaggiatori non cercano più soltanto le mete più famose, ma luoghi capaci di offrire esperienze originali, paesaggi sorprendenti e un rapporto più autentico con il territorio.

Cadaques borghi catalogna
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Veduta di Cadaqués sulla Costa Brava

I nuovi trend di viaggio nati su TikTok

Tra i fenomeni più interessanti emersi sulla piattaforma ci sono i destination dupe ovvero destinazioni alternative rispetto alle mete più affollate e costose. L’obiettivo è trovare luoghi con atmosfere simili alle grandi mete del turismo, ma più accessibili e meno congestionati. Questo trend ha contribuito alla crescita dell’interesse verso Paesi come il Montenegro, dove le visualizzazioni dei contenuti sono aumentate del 164% su base annua, e l’Albania, cresciuta del 61%.

Sveti Stefan, in Montenegro
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Spiaggia e isola di Sveti Stefan, nel Montenegro

Parallelamente continua il successo dello slow travel, una filosofia di viaggio che privilegia ritmi più lenti, connessione con la natura e scoperta delle comunità locali. L’hashtag #SlowTravel ha registrato una crescita del 293% nelle visualizzazioni, mentre quello dedicato ai #WellnessResort è aumentato del 530%, segnale di una crescente ricerca di benessere e rigenerazione.

Un altro fenomeno in crescita è il set-jetting, ovvero la tendenza a visitare i luoghi diventati celebri grazie a film e serie Tv. Le visualizzazioni dei contenuti con hashtag #FilmingLocation sono aumentate del 28%, confermando quanto cinema e streaming influenzino sempre di più le scelte turistiche.

A rendere TikTok così efficace è soprattutto il fattore autenticità. Il 96% degli utenti considera affidabili creator e brand di viaggio presenti sulla piattaforma, mentre il 28% dichiara di aver prenotato proprio perché il contenuto visto appariva reale e spontaneo, lontano dalle classiche campagne pubblicitarie.

Regole a tavola in Italia: la BBC spiega agli stranieri gli errori da non commettere in vacanza

C’è un momento che, in molti ristoranti italiani, riesce a fermare il tempo. Un turista alza la mano e, dopo una cena a base di carbonara o pesce fresco, ordina un cappuccino. Gli sguardi si incrociano, qualcuno sorride, qualcun altro resta incredulo. Una scena che per gli italiani è quasi un classico e che oggi è diventata anche il punto di partenza di un approfondimento pubblicato dalla BBC, dedicato alle regole non scritte della tavola italiana.

L’articolo racconta ai viaggiatori stranieri quei piccoli gesti che, pur non essendo veri e propri divieti, fanno parte della tradizione culinaria del Belpaese. Più che semplici norme di galateo, sono abitudini nate nel corso dei secoli, strettamente legate alla storia delle diverse regioni e al modo in cui gli italiani vivono il cibo, non come un semplice pasto, ma come un rituale fatto di convivialità, stagionalità e rispetto degli ingredienti.

Regole a tavola in Italia, i 7 errori più comuni

Il primo grande “scivolone” riguarda per l’appunto il cappuccino dopo colazione. Per molti visitatori è una bevanda da gustare in qualsiasi momento della giornata, mentre in Italia è tradizionalmente riservato alla colazione, generalmente accompagnato da brioche o prodotti da forno. Dopo pranzo o cena, la scelta ricade quasi sempre su un espresso o, al massimo, su un macchiato.

Italia, turista, cappuccino
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Una turista in Italia fa colazione

Un’altra particolarità è il rispetto dell’ordine delle portate. Nei ristoranti italiani il pranzo o la cena seguono una precisa sequenza: antipasto, primo, secondo con contorno, dolce, caffè e, infine, amaro. È possibile saltare alcune portate, ma difficilmente verranno servite tutte insieme o in un ordine diverso. Anche l’insalata, contrariamente a quanto avviene in molti Paesi, accompagna il secondo e non apre il pasto.

Tra le regole più conosciute c’è poi quella che invita a non mescolare mare e montagna. L’esempio più celebre è il parmigiano sulla pasta ai frutti di mare o alle vongole. Sebbene esistano alcune ricette tradizionali che uniscono formaggio e pesce (come la pasta con pecorino e cozze), nella cultura gastronomica italiana i due mondi restano generalmente separati, perché i sapori intensi dei formaggi stagionati rischiano di coprire la delicatezza del pesce.

Anche richiedere modifiche ai piatti non è particolarmente apprezzato. La cucina italiana si basa su ricette codificate e su equilibri precisi tra ingredienti, formato della pasta e tipo di condimento. Naturalmente allergie o esigenze alimentari vengono considerate, ma sostituire ingredienti semplicemente per gusto personale può essere interpretato come una mancanza di fiducia nel lavoro dello chef.

Italia, ristorante
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Al ristorante in Italia

La BBC invita inoltre a scoprire la cucina regionale, evitando di ordinare sempre gli stessi piatti “famosi”. La gastronomia italiana è profondamente legata ai territori: Napoli è la patria della pizza, Roma della carbonara e della cacio e pepe, Genova del pesto, Firenze della bistecca alla fiorentina, mentre Venezia è celebre per i suoi bacari e cicchetti. Ogni città custodisce specialità che raccontano la propria storia e rappresentano una parte fondamentale dell’esperienza di viaggio.

Un altro errore frequente è avere fretta. In Italia il ristorante è un luogo di incontro e socialità. I pasti possono durare diverse ore, tra una portata e l’altra, accompagnati da conversazioni, vino e momenti di pausa che fanno parte dell’esperienza tanto quanto il cibo stesso.

Infine, c’è chi rinuncia all’amaro, considerandolo superfluo. In realtà, secondo la tradizione italiana, rappresenta la conclusione naturale del pasto insieme al caffè. Ogni regione propone liquori digestivi differenti, spesso prodotti con erbe aromatiche, agrumi o ricette tramandate da generazioni.

Perché è importante conoscere le tradizioni

Le osservazioni raccolte dalla BBC ricordano come molte di queste regole non siano imposizioni rigide, ma consuetudini culturali che aiutano a comprendere meglio il rapporto degli italiani con la tavola. La cucina italiana, infatti, non è soltanto una somma di ricette famose nel mondo, come purtroppo molti turisti ritengono o percepiscono. La tradizione enogastronomica del Belpaese è a tutti gli effetti il risultato di tradizioni regionali, prodotti locali e gesti tramandati nel tempo, nelle “cucine delle nonne”, che raccontano identità, territorio e convivialità. Conoscere queste abitudini permette a chi visita il Paese di vivere un’esperienza quantomeno più autentica, andando oltre i luoghi comuni che fioccano sull’argomento e scoprendo il valore culturale racchiuso in ogni piatto.

In fondo, ordinare un espresso invece di un cappuccino dopo cena o lasciarsi guidare dalle specialità del territorio non significa semplicemente seguire un’etichetta, è piuttosto un modo per entrare, almeno per qualche ora, nello stile di vita italiano e assaporarne davvero l’essenza.

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