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Castello di Loarre, la fortezza segreta dove Ridley Scott ha girato uno dei suoi film più epici

Un’imponente muraglia e ben undici torri costruite su uno sperone roccioso a 1.071 metri d’altezza formano il Castello di Loarre, in Spagna.

Un gioiello romanico la cui anima è mutata nel corso dei secoli, senza però mai perdere il suo fascino: è stato prima un palazzo reale e poi un monastero; ora è una testimonianza storica dell’architettura civile e militare di un passato lontano, utilizzato più volte anche come suggestivo set cinematografico. Anche Ridley Scott ne rimase incantato, tanto da sceglierlo come location per girarvi il celebre film Le crociate – Kingdom of Heaven.

La storia del castello più antico di Spagna

Voluto dal grande monarca Sancho III el Mayor di Pamplona nell’XI secolo, il Castello di Loarre è nato per difendere la linea di confine del Regno d’Aragona e fu un elemento chiave nella riconquista cristiana di queste terre. Ampliato nello stesso secolo dal nipote, Sancho Ramírez, re d’Aragona, con la sua posizione domina tutta la pianura della Hoya de Huesca e in particolare Bolea, che era la principale piazza musulmana che controllava i ricchi terreni agricoli della pianura.

Nei secoli successivi, la fortezza perse progressivamente la sua funzione difensiva. Con l’avanzare della Reconquista verso sud, il confine si allontanò e il castello divenne sempre meno strategico dal punto di vista militare. A partire dalla fine dell’XI secolo ospitò una comunità di canonici regolari di Sant’Agostino e si trasformò in un importante centro religioso, senza rinunciare al suo ruolo di simbolo del potere della Corona d’Aragona.

Castello di Loarre, suggestiva fortezza spagnola
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Castello di Loarre, suggestiva fortezza spagnola

Oggi è considerato uno dei castelli romanici meglio conservati d’Europa e rappresenta uno degli esempi più straordinari di architettura militare medievale della penisola iberica. Non a caso è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale ed è candidato a entrare nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Cosa vedere al Castello di Loarre

Visitare il Castello di Loarre significa tuffarsi direttamente nel Medioevo: tra le sue mura perfettamente conservate, infatti, è facile immaginare la vita di soldati, monaci e sovrani dell’epoca. Proprio come accade nel film di Ridley Scott girato in questa fortezza: Le crociate – Kingdom of Heaven. Ai piedi del castello la troupe costruì persino una fattoria scenografica, ricoprendo il paesaggio con tonnellate di neve artificiale per ricreare l’atmosfera dell’inverno europeo, dopo che le nevicate attese non arrivarono. Una scelta dettata soprattutto dalla spettacolarità del luogo: la costumista Janty Yates, premio Oscar per Il gladiatore, ha ricordato Loarre come “uno dei posti più belli” in cui abbia mai lavorato, spiegando che Scott rimase colpito dai panorami sconfinati, dal castello arroccato sul bordo della montagna e dai tramonti, ritenendolo l’ambientazione perfetta per evocare la Francia del XII secolo.

Uno degli ambienti più affascinanti è la chiesa di San Pedro, in stile romanico e caratterizzata da un’elegante cupola sostenuta da archi e da capitelli finemente scolpiti con motivi vegetali e figure simboliche. Poco distante si trova la suggestiva cripta di Santa Quiteria, scavata nella roccia. Ma il vero spettacolo prende vita salendo su una delle undici torri, da cui si gode una vista meravigliosa sulla pianura della Hoya de Huesca, sui Pirenei e, nelle giornate più limpide, sulle montagne che segnano il confine con la Francia.

La Chiesa di San Pedro nel Castello di Loarre
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La Chiesa di San Pedro nel Castello di Loarre

Tra i dettagli più curiosi da cercare durante la visita ci sono anche i capitelli scolpiti del monastero. Su uno di essi compaiono due scimmie in pietra: una si copre la bocca, mentre l’altra sembra tapparsi le orecchie. A prima vista potrebbero ricordare le celebri “tre scimmie sagge”, ma il loro significato è molto diverso. Nell’arte romanica medievale, infatti, le scimmie simboleggiavano i vizi e le passioni dell’uomo e la loro presenza all’ingresso del monastero aveva quindi un valore simbolico: ricordava ai fedeli che i peccati e le debolezze umane dovevano rimanere fuori da quel luogo sacro.

Puoi ammirare l’eclissi del secolo dal castello

Il 12 agosto 2026 il Castello di Loarre sarà uno dei luoghi più spettacolari della Spagna da cui osservare l’eclissi solare totale (che sarà visibile, anche se parzialmente, anche dall’Italia). Grazie alla sua posizione a 1.071 metri di altitudine, con un ampio orizzonte sulla Hoya de Huesca, offrirà una vista privilegiata del fenomeno celeste più atteso dell’anno.

Per l’occasione la fortezza prolungherà eccezionalmente l’orario di apertura fino alle 21:00 e organizzerà una speciale esperienza che inizierà alle 18:30 con una visita guidata dedicata al rapporto tra il Medioevo e i fenomeni celesti. Il momento clou sarà l’osservazione dell’eclissi, che inizierà alle 19:28 e raggiungerà il massimo alle 20:15, terminando alle 20:58.

Il biglietto include la visita guidata, gli occhiali certificati per osservare l’eclissi, una bevanda analcolica e una degustazione di tapas aragonesi. Il costo è di 16,80 euro (15,50 euro il ridotto e 14,50 euro per i bambini).

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello di Loarre si trova nell’omonimo borgo della provincia di Huesca, nella comunità autonoma dell’Aragona, nel nord della Spagna.

Raggiungerlo è semplice. In auto dista circa 35 chilometri da Huesca, poco più di mezz’ora di viaggio, mentre da Saragozza occorre circa un’ora e mezza. Chi arriva in aereo può volare verso gli aeroporti di Saragozza o di Pamplona, per poi proseguire in auto.

Blue, le location del film nel cuore più autentico delle Marche

Le Marche si confermano territorio di produzioni cinematografiche: dal 23 luglio 2026 è arrivata al cinema l’opera prima della regista Eleonora Puglia interamente girata tra borghi storici, spiagge e vivaci cittadine marchigiane. Andiamo insieme alla scoperta delle location di Blue.

Di cosa parla

Luce, la protagonista del film interpretata da Alexia Cozzi, è una ragazza di buona famiglia. Né gli amici e né soprattutto il padre, il personaggio di Rocco Siffredi, vera chicca del cast, sembrano vedere di buon grado la sua relazione con Loris: un giovane meccanico che frequenta giri ambigui.

Quando il ragazzo finisce nei guai e ha bisogno di soldi per uscirne, l’unica ad aiutare Luce è Vicky: un’amica che guadagna pubblicando contenuti su Blue, una piattaforma per adulti. Una sola notte online basta a Luce per saldare il debito di Loris. Da quest’esperienza però la ragazza cambiata e cresciuta: inevitabilmente anche la relazione con il fidanzato non sarà più la stessa.

Eleonora Puglia esordisce al cinema con il film "Blue"
(c) Piper Film
Una scena di “Blue”

Dov’è stato girato

Realizzato con il contributo della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission, il film Blue è stato girato tra Offida, Fermo e Porto San Giorgio coinvolgendo un gran numero di attività e comparse locali e riuscendo soprattutto, come è stato più volte sottolineato durante presentazioni e prime, nel valorizzare il patrimonio artistico-culturale della zona.

Offida

Le riprese a Offida sono avvenute in concomitanza con il carnevale offidano: una festa tradizionale che si celebra da metà gennaio al giorno delle Ceneri e che, ogni anno, richiama nel borgo marchigiano un gran numero di curiosi.

Il clou del carnevale è la sfilata del bove finto del venerdì grasso: la sagoma di un bove in legno e ferro gira, portata a spalla da due uomini, per la città fino ad arrivare nella piazza principale dove la folla in abiti tradizionali la incita e dà vita a uno spettacolo simile alla corrida.

C'è Offida, con il suo tradizionale carnevale, tra le location di "Blue"
Getty Images
Il folkloristico carnevale di Offida

A rendere più suggestiva questa tradizione, così come quella dei vlurd del martedì grasso che di fatto “danno fuoco” al carnevale, contribuisce l’impianto medievale ancora piuttosto evidente di Offida: il borgo è circondato da mura fortificate e torri e il suo simbolo più forte è senza dubbio l’antica rocca circondata da rupi su cui oggi sorge la Chiesa gotico-romanica di Santa Maria della Rocca.

Alla scoperta di luoghi dov'è stato girato il film blue: il borgo di Offida
iStock
Il caratteristico centro storico di Offida

Fermo

Anche a Fermo, altro centro marchigiano dov’è stato girato Blue, le origini medievali sono rimaste evidenti negli stretti vicoli acciottolati in cotto e su cui si affacciano case basse e dai prospetti scuri. Di Fermo i più attenti riusciranno a riconoscere sullo schermo soprattutto le vedute: quelle dal Colle del Grifalco, in particolare, che è il punto più alto della città e domina l’Adriatico, i Monti Sibillini, il Conero.

Tra le location di "Blue" nelle Marche c'è anche Fermo
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Una meravigliosa veduta da Fermo

Porto San Giorgio

Tra le location di Blue, Porto San Giorgio è la più vicina al mare e a una certa idea di movida giovanile e adrenalinica, per quanto non manchino in zona né luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico – molte spiagge vantano, anzi, il riconoscimento di Bandiera Blu – e né attrazioni storico-culturali.

La Rocca Tiepolo, per esempio, fu edificata sul finire del Duecento per difendere la città dai pirati saraceni. Villa Bonaparte, oggi location per eventi privati, fu per lunghi anni nell’Ottocento luogo di villeggiatura del fratello di Napoleone. Ai primi del Novecento risale, invece, la costruzione dello storico Teatro Vittorio Emanuele II. Sul lungomare e non solo non mancano splendide costruzioni Liberty come quella di Villa degli Oleandri.

Ransom Canyon 2, le location della serie Tv tra ranch e praterie rievocano atmosfere western

La seconda stagione di Ransom Canyon arriva su Netflix dal 23 luglio 2026 e riporta sullo schermo quel mix che chi ha seguito la prima ha imparato ad apprezzare di rivalità familiari, amori travolgenti e profondo amore per la terra: quella del ranch attorno a cui gravitano le vicende di questo western contemporaneo firmato da April Blair. Andiamo insieme alla scoperta delle location di Ransom Canyon 2.

Di cosa parla

Sei mesi dopo il momento in cui si era interrotta la prima stagione ritroviamo Staten Kirkland (Josh Duhamel) alle prese con il tentativo di riappropriarsi del ranch di famiglia. Anche Quinn O’Grady (Minka Kelly) sta affrontando un momento complicato: rientrata da New York, dov’era andata per inseguire il sogno di suonare con l’orchestra filarmonica, non sa più se vivere a Ransom Canyon è davvero quello che desidera per il suo futuro.

Il forte sentimento che lega i due protagonisti è invece immutato, come immutate sono le circostanze – e le scelte – che rendono difficile il loro amore. Attorno a Staten e Quinn, anche le vite degli altri abitanti di Ransom Canyon vanno avanti in direzioni a volte inaspettate.

Arriva su Netflix, dal 23 luglio, la seconda stagione di "Ransom Canyon 2"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Ransom Canyon 2”

Dov’è stata girata la serie

La cittadina del Texas centrale in cui è ambientata è anche in questa seconda stagione di Ransom Canyon una sorta di personaggio a sé: i ranch, i parchi naturali, le colline che degradano dolcemente dando vita a panorami irripetibili aggiungono profondità narrativa alla storia.

Ransom Canyon 2 non è stata girata davvero nella Texas Hill Country: per ricreare i paesaggi di questa zona, molto pittoresca e fuori dai circuiti più turistici degli Stati Uniti, oltre a girare in studio, la produzione è ricorsa a diverse location nel New Mexico.

Il Nuovo Messico

Tra i luoghi dov’è stata girata la seconda stagione della serie c’è Albuquerque. Tra quelle più grandi e più importanti almeno dal punto di vista economico-commerciale e sociale del Nuovo Messico, la città compare sempre più spesso sul piccolo schermo – qui è stata girata, per esempio, la nuova serie dei creator di Stranger Things: The Boroughs – soprattutto quando quelle da raccontare sono storie di rancheros e cowboy.

Ad Albuquerque del resto culture molto diverse come quella ispanica e quella dei nativi americani continuano a incontrarsi ogni giorno, dando vita a un modo di vivere unico. Non meno eccezionali sono paesaggi e panorami come quello delle Sandia che con le loro vette dominano incontrastate o quello del Rio Grande che taglia un’area desertica tra le più caratteristiche al mondo.

Dov'è stata girata la seconda stagione di "Ransom Canyon", in arrivo su Netflix
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Il panorama unico di Albuquerque

Altri paesaggi facili da riconoscere nelle inquadrature della serie sono quelli della Contea di Mora: una zona nel nord-ovest del New Mexico famosa per le praterie, i fiumi (il nome stesso deriva da quello principale: il Mora, appunto) e il verde da cui è dominata. La Foresta nazionale di Carson con i suoi boschi di conifere e i suoi torrenti e laghi limpidi è tra le più amate da chi pratica trekking e altre attività outdoor o semplicemente vuole ritrovare il contatto con la natura.

Le location di "Ransom Canyon 2" nel New Messico
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La splendida Foresta di Carson

Altre location di Ransom Canyon 2 si trovano all’interno della contea di San Miguel. Situata sempre nella zona nordoccidentale del New Messico, questa zona è segnata dalla presenza dei Monti Sangre de Cristo: i grandi canyon scavati dai torrenti e le mesa – le iconiche rocce sopraelevate dalla cima piatta –  sono la cifra più caratteristica del paesaggio locale.

La Contea di San Miguel è tra i luoghi dov'è stata girata la serie "Ransom Canyon 2"
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L’imponente profilo dei Monti Sangre de Cristo

Qui, a poca distanza da Santa Fe dove sono state girate altre scene della seconda stagione della serie, si trova quello che resta del Pueblo di Pecos: un antico villaggio abitato da nativi americani di lingua towa che fu tra i primi a ribellarsi alla presenza dei conquistadores spagnoli.

Si trovano nel New Messico la gran parte delle location di "Ransom Canyon 2"
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Le spettacolari rovine di Pecos

Pompei: Fuori dal Tempo, le location del docudrama ridanno splendore all’antica città romana

Per un docudrama che cerca di ricostruire le ultime ventiquattr’ore prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. la scelta delle ambientazioni rischia di apparire scontata. Eppure nella serie in tre episodi in arrivo su Disney+ dal 23 luglio 2026 difficilmente si ha questa impressione: sarà per la presenza di Tom Hiddleston, che i più ricorderanno per aver interpretato il villain della Marvel Loki, o perché la produzione è quella, avvezza a portare sullo schermo immagini potenti, di National Geographic. Scopriamo insieme le location di Pompei: Fuori dal Tempo.

Di cosa parla

C’è qualcuno che è riuscito a sopravvivere alla distruzione di Pompei? È questa domanda che sembra aver ispirato la nuova serie Disney+ con Tom Hiddleston, a metà tra dramma cinematografico e documentario investigativo. Grazie all’aiuto dello storico Steven L. Tuck vengono ricostruite in particolare le vite di tre personaggi che, le fonti storiche suggeriscono, si sono salvati dal fiume di lava, lapilli e ceneri che ricoprì la città quella notte: quella di Avianius, un giovane apprendista fabbro; quella di Iulia Felix, potente donna d’affari che era solita affittare i locali della propria villa, e quella di un membro della Guardia Pretoriana che quel giorno si trovava per caso a Pompei.

Dov’è stata girata la serie

Le location di Pompei: Fuori dal tempo si trovano, va da sé, tutte all’interno del Parco Archeologico di Pompei: sulle stesse strade che quel giorno videro fuggire migliaia di persone disperate, passeggiando tra resti di antiche ville romane e locali un tempo a uso pubblico come terme, mercati, termopoli Tom Hiddleston incontra archeologi ed esperti di storia dell’età romana, si ferma a parlare con loro e a contemplare gli inestimabili tesori che oggi custodisce Pompei.

"Pompei: Fuori dal Tempo", il docudrama con Tom Hiddleston, è stato girato all'interno del Parco Archeologico
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È un vero tesoro quello custodito a Pompei

Il Parco Archeologico di Pompei

Come ribadito anche all’interno della serie, la zona è ancora oggi oggetto di studi e di ricerche che periodicamente portano alla luce nuovi sorprendenti ritrovamenti come, ultimo in ordine di tempo, quello degli scheletri di due uomini in fuga dall’eruzione.

L’area degli scavi è molto vasta, quasi 450 mila metri quadrati che la rendono una delle più grandi di tutto il Sud Italia, e per questo difficile da esplorare in una sola visita a meno di non fermarsi a osservare solo poche, selezionate, attrazioni di Pompei: le più importanti per il passato della città e per la storia del sito archeologico.

Si trovano tutte all'interno degli scavi le location di "Pompei: Fuori dal Tempo"
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Le magnificenti rovine di Pompei

Via dell’Abbondanza: il cuore dell’antica Pompei

In alcune inquadrature del trailer di Pompei: Fuori dal Tempo si vede Tom Hiddleston camminare lungo Via dell’Abbondanza, riconoscibile per i grossi blocchi di basalto. Un tempo era la più importante arteria commerciale della città, tanto che percorrendola è facile notare ancora gli ingressi delle tabernae – caratterizzati da un’apertura più larga verso l’esterno, la presenza di banconi di pietra e qualche volta dei fori per i contenitori in ceramica che nei termopoli servivano per riscaldare le vivande – e quelli delle abitazioni private, insieme a una serie numerosissima di iscrizioni, tra cui anche iscrizioni elettorali che invitavano a votare per questo o quel candidato.

"Pompei: Fuori dal Tempo": dov'è stata girata la serie National Geographic con Tom Hiddleston
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Un’iconica strada dell’antica Pompei

Oggi la Via dell’Abbondanza, chiamata così perché è qui che avvenne uno dei primi ritrovamenti archeologici: una fontana contenente un’allegoria dell’abbondanza, attraversa gli scavi da est a ovest collegando due tappe obbligate di ogni visita come sono il Foro e l’Anfiteatro.

Il primo era la piazza principale della città dove si svolgevano i più importanti eventi civili e religiosi e su cui si affacciavano la maggior parte degli edifici pubblici: oggi è spoglio, ma un tempo doveva avere statue e marmi a impreziosirlo. L’Anfiteatro di Pompei, uno dei più antichi conosciuti, era utilizzato in origine per spettacoli circensi e di gladiatori. Oggi è tra le aree accessibili anche a prescindere dalla visita al Parco Archeologico, in occasione di concerti e grandi eventi musicali: suggestiva è la vista sul Vesuvio che si ha dal suo interno.

Terapia di famiglia, le location meravigliose sul lago sono un invito alla tranquillità

Le location di Terapia di famiglia hanno un forte valore simbolico: come ha raccontato il regista rappresentano la calma e la tranquillità apparente della vita borghese e, allo stesso tempo, quanto poco basti per sconvolgerle. Scopriamo insieme dov’è stato girato il nuovo film di Arnaud Lemort, al cinema dal 23 luglio 2026.

Di cosa parla

Dopo cinque anni di terapia, Damien Leroy (Baptiste Lecaplain) non è riuscito ad alleviare nemmeno un po’ i problemi di ansia cronica di cui soffre da sempre, anzi ha finito per diventare invadente anche nei confronti dello psicoanalista che lo ha in cura: il discretamente famoso Olivier Béranger (Christian Clavier). Intenzionato a congedarlo come paziente, il dottor Béranger lancia a Damien un’ultima sfida: trovare la donna della sua vita. Contro ogni previsione, Damien ci riesce.

Quando Alice, la donna di cui si innamora follemente e da cui è ricambiato, lo invita ai festeggiamenti per il trentesimo anniversario di matrimonio dei genitori si scopre che il padre è il dottor Béranger in persona. Ha inizio così, soprattutto a opera dell’ultimo, un crescendo di provocazioni, segreti professionali traditi e tentativi estremi di far scoppiare la coppia.

Il 23 luglio arriva nelle sale "Terapia di famiglia": il nuovo film di Arnaud Lemort
(c) Medusa Film
Una scena del film “Terapia di famiglia”

Dov’è stato girato il film

Il film è stato girato sul Lago Lemano (noto anche come Lago di Ginevra): uno dei laghi più grandi di tutta Europa, diviso tra Svizzera e Francia, famoso per le acque placide e tranquille su cui godersi un’uscita in pedalò o in kayak o provare anche da principianti uno dei tanti sport acquatici in voga al momento.

Alla scoperta delle principali location del film "Terapia di famiglia"
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Il meraviglioso paesaggio del Lago Lemano

Basta una giornata ventosa, però, perché il Lemano diventi «come Biarritzvv»: con questo paragone con località basca affacciata sull’oceano e nota soprattutto per le onde da surf, il regista ha inteso rimarcare il valore metaforico che hanno le location di Terapia di famiglia.

La tranquilla vita agita che la famiglia del dottor Béranger conduceva prima che Damien conoscesse la figlia è ben rappresentata da scorci dei pittoreschi  borghi affacciati sulla riva francese del lago come, tra i più facili da riconoscere sullo schermo, Évian-les-Bains, Yvoire, Thonon-les-Bains.

Évian-les-Bains

Évian-les-Bains è da sempre famosa come centro termale e per le straordinarie proprietà della sua acqua. Il quartiere medievale; gli edifici della Bella Époque come la straordinaria Villa Lumière, residenza estiva dell’omonima famiglia; l’iconico casinò con cupola in stile neo-bizantino; la passeggiata sul lago e la storica funicolare inaugurata a inizio Novecento per accompagnare i visitatori negli spostamenti tra i vari centri termali sono tra le cose da vedere a Évian-les-Bains.

Da non perdere sono anche i giardini acquatici del Jardin du Pré Curieu: ospitano ninfee, carpe koi, rane, salamandre.

Dov'è stato girato il film "Terapia di famiglia":i pittoreschi borghi sul Lago Lemano
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Il caratteristico centro storico di Évian-les-Bains

Yvoire

Yvoire è il più pittoresco tra i borghi affacciati sul Lago di Ginevra. Il castello, le antiche porte d’ingresso della città, le mura fortificate sono tra i principali simboli del posto, facili da riconoscere in molte scene del film. La Chiesa di San Pancrazio e il Jardin des Cinq Sens con la sua straordinaria varietà di specie botaniche sono tra le altre attrazioni da non perdere in visita a questa “Perla del Lago”.

C'è anche Yvoire tra le location di "Terapia di famiglia"
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Il pittoresco castello di Yvoire

Thonon-les-Bains

Tra le location utilizzate, Thonon-les-Bains è stata quella più sfruttata per le vedute panoramiche sul lago: dai numerosi giardini della città alta la vista spazia, infatti, su gran parte della riva meridionale del Lemano. Scendendo più in basso, il quartiere di Rives si presenta come un pittoresco villaggio di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato.

In mezzo c’è un ricco patrimonio religioso di chiese come la Basilica di Saint-François-de-Sales e Chiesa di Saint-Hippolyte e altri edifici storici come il Castello di Sonnaz, oggi utilizzato per lo più per mostre ed esibizioni.

Thonon-les-Bains è tra i luoghi dov'è stato girato il film "Terapia di famiglia"
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Una straordinaria veduta da Thonon-les-Bains

Torna il Treno delle Valli con 3 viaggi a bordo delle carrozze Anni ’30, tra borghi e Alpi piemontesi

C’è un modo speciale per viaggiare nel tempo e tornare a più di cent’anni fa, quando il ritmo della vita era più rilassato e anche una gita fuori porta aveva tutto il sapore di una vera disconnessione dalla realtà mentre si scoprivano luoghi sorprendenti e mai visti prima. Basta salire a bordo di un convoglio storico con carrozze “Centoporte” degli Anni Trenta, accomodarsi sui sedili in legno e lasciarsi accompagnare lungo una delle linee ferroviarie più affascinanti del Piemonte.

Il Treno delle Valli, promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con Fondazione FS Italiane e i Comuni della linea Torino-Ceres, torna quest’estate con tre partenze speciali: il 26 luglio, il 9 agosto e il 23 agosto, per celebrare i 150 anni della Torino-Lanzo e i 110 anni della Torino-Ceres. Le tappe previste e gli eventi in programma sono già una garanzia di successo per questi viaggi suggestivi che richiamano le antiche tradizioni locali in paesaggi dove la natura detta il ritmo della vita quotidiana.

Dai voli al gelato, la classifica di cosa è aumentato di più per le vacanze estive italiane

Partire per le vacanze estive oggi costa molto più di quanto accadesse dieci anni fa. Se nel 2016 bastavano circa 100 euro per acquistare un volo nazionale, oggi per la stessa tratta possono servirne quasi 300. Ma i rincari non riguardano soltanto i trasporti: anche un pernottamento in hotel, una spesa al supermercato o un semplice gelato sul lungomare pesano molto di più sul portafoglio dei viaggiatori.

A fotografare l’evoluzione dei prezzi è un’analisi del Centro di formazione e Ricerca sui Consumi (C.r.c.), realizzata sui dati Istat, che mette a confronto il costo delle principali voci di spesa legate alle vacanze estive tra il 2016 e oggi. Ciò che emerge è un quadro che racconta non solo quanto siano sensibilmente aumentati i prezzi, ma anche come sta cambiando il modo di viaggiare degli italiani.

Dal trasporto all’alloggio, fino alla spesa quotidiana, ecco le voci che hanno registrato i rincari più marcati negli ultimi dieci anni.

La classifica dei rincari per le vacanze estive

L’esplosione dei prezzi più evidente negli ultimi 10 anni riguarda il trasporto aereo, che guida la classifica dei rincari. Le tariffe dei voli nazionali sono aumentate del 193,3% nell’arco di dieci anni, confermandosi al primo posto degli aumenti. Al secondo si fermano i collegamenti europei, che segnano un incremento del 187,1%. Anche i voli intercontinentali costano di più (+67,7%), ma l’aumento è risultato più contenuto anche a causa del calo dei prezzi dei voli in Medioriente, legato alle tensioni geopolitiche: questi costi sono al sesto posto tra quelli cresciuti di più.

Dietro questa crescita ci sono diversi fattori: la forte ripresa della domanda dopo la pandemia, la riduzione dell’offerta su alcune rotte interne, l’aumento dei costi operativi e i sistemi di tariffazione dinamica (il dynamic pricing) utilizzati dalle compagnie aeree, che fanno salire i prezzi nei periodi di maggiore richiesta.

Subito dopo gli aerei, in questa classifica virtuale dei rincari ci sono i traghetti, che registrano uno degli aumenti più consistenti. In dieci anni le tariffe sono cresciute del 92,1%, rendendo più costosi gli spostamenti verso Sardegna, Sicilia e le isole minori.

Per chi sceglie di partire in auto, inoltre, incidono anche i carburanti: il gasolio costa in media il 61% in più rispetto al 2016, mentre la benzina registra un aumento del 28,5%. Crescono anche il noleggio auto (+27,9%) e i biglietti ferroviari (+27,6%), mentre i pedaggi autostradali hanno segnato un incremento più contenuto (+10,3%).

Non è solo il viaggio a essere diventato più caro. Anche il costo del soggiorno è aumentato in modo significativo. Le camere d’albergo registrano un rincaro medio del 68,8%, mentre i pacchetti vacanza all inclusive costano il 46,4% in più rispetto a dieci anni fa. Più contenuto, invece, l’aumento dei campeggi e dei villaggi turistici (+22,1%), che continuano a rappresentare una delle soluzioni più convenienti per chi desidera contenere le spese.

L’inflazione non risparmia nemmeno i prodotti simbolo dell’estate. A guidare la classifica degli alimenti che hanno registrato i maggiori rincari ci sono i pomodori, aumentati del 74%. Seguono l’insalata (+41,2%) e la frutta fresca (+39,8%), protagoniste della tavola estiva, mentre concedersi un gustoso gelato costa oggi in media il 36,2% in più rispetto al 2016.

Anche il pesce (+33,7%), l’acqua minerale (+33%) e le bibite analcoliche (+30,5%) hanno registrato aumenti importanti, confermando come anche le piccole spese quotidiane incidano sempre di più sul budget delle vacanze.

L’analisi mostra anche che alcuni prodotti hanno registrato rincari decisamente più contenuti. I condizionatori, ad esempio, sono aumentati del 15% nell’ultimo decennio, mentre la birra segna un incremento del 16,4%.

Ecco la classifica dei rincari per le vacanze estive:

  1. Voli nazionali: +193,3%;
  2. Voli europei: +187,1%;
  3. Traghetti: +92,1%;
  4. Pomodori: +74,0%;
  5. Alberghi: +68,8%;
  6. Voli intercontinentali: +67,7%;
  7. Gasolio: +61,0%;
  8. Pacchetti vacanza: +46,4%;
  9. Insalata: +41,2%;
  10. Frutta fresca: +39,8%;
  11. Gelati: +36,2%;
  12. Pesce: +33,7%;
  13. Acqua minerale: +33,0%;
  14. Bibite: +30,5%;
  15. Benzina: +28,5%;
  16. Auto a noleggio: +27,9%;
  17. Treni: +27,6%;
  18. Campeggi e villaggi: +22,1%;
  19. Birra: +16,4%;
  20. Condizionatori: +15,0%;
  21. Pedaggi: +10,3%.

Come stanno cambiando le vacanze degli italiani

Secondo Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del C.r.c., questi rincari stanno modificando in modo significativo le abitudini delle famiglie italiane. Se dieci anni fa la vacanza estiva durava mediamente undici giorni ed era concentrata soprattutto nel mese di agosto, oggi sono sempre più frequenti soggiorni di tre o quattro notti distribuiti tra giugno, luglio e settembre, quando le tariffe risultano generalmente più convenienti.

Cresce anche la scelta di destinazioni vicine e facilmente raggiungibili, così da limitare le spese di trasporto. Una tendenza che si riflette anche nelle mete preferite: la quota di italiani che trascorre le vacanze estive all’estero è passata dal 25,5% del 2016 al 12% dello scorso anno, segno di un modo di viaggiare che si sta adattando a costi sempre più elevati.

Passeggeri indisciplinati a bordo: cosa prevede la normativa europea

Con l’arrivo del picco dei voli estivi, si ripresenta puntuale un fenomeno temuto da viaggiatori e compagnie aeree: i disservizi causati da passeggeri molesti o indisciplinati. Tuttavia, secondo gli esperti di diritto aeronautico di AirAdvisor, le compagnie aeree stanno sfruttando questi episodi per sottrarsi sistematicamente ai propri doveri di indennizzo: infatti, molti vettori utilizzano la dicitura “passeggero indisciplinato” come uno scudo automatico per respingere le richieste di risarcimento avanzate ai sensi del Regolamento UE261, basandosi su un’interpretazione distorta di una storica sentenza europea del 2020 (causa C-74/19). Tuttavia, la normativa europea prevede regole molto precise per l’applicazione di questa esimente.

Cosa stabilisce la sentenza europea

La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha stabilito che il comportamento di un passeggero può sì costituire una “circostanza eccezionale”, ma solo a patto che vengano soddisfatti quattro requisiti rigorosi e cumulativi. Se anche solo una di queste condizioni non viene rispettata, la difesa della compagnia aerea decade e il risarcimento è dovuto:

  • imprevedibilità: la condotta deve essere del tutto fuori dal controllo del vettore. Se il passeggero mostrava già evidenti segni di alterazione o aggressività prima dell’imbarco e il personale lo ha fatto comunque salire, l’imprevedibilità viene meno;
  • nesso causale diretto: deve esserci un collegamento inequivocabile tra quel preciso incidente e il ritardo o dirottamento. Non sono ammessi generici riferimenti a disservizi avvenuti in tratte precedenti;
  • assenza di responsabilità del vettore: la compagnia deve dimostrare di non aver contribuito all’evento, ad esempio evitando di somministrare alcolici in quantità eccessiva a bordo;
  • obbligo di limitare il disservizio: il vettore deve provare di aver fatto tutto il possibile prima, durante e dopo l’episodio per contenere il ritardo e assistere i passeggeri (comprese le riprotezioni immediate).

«I passeggeri non perdono il diritto al risarcimento semplicemente perché un altro viaggiatore si è comportato in modo scorretto», spiega Anton Radchenko, CEO di AirAdvisor. «Lo perdono solo se la compagnia aerea è in grado di dimostrare di non aver avuto alcuna responsabilità nell’accaduto, fornendone prova e non limitandosi ad affermarlo».

Le reali dimensioni del problema

I dati globali della IATA indicano che il tasso di incidenti a bordo è in realtà migliorato, passando da un episodio ogni 307 voli nel 2024 a uno ogni 355 nel 2025. Tuttavia, l’altissimo volume di traffico della stagione calda moltiplica i casi assoluti. Le cause principali rimangono il consumo eccessivo di alcol e il mancato rispetto delle istruzioni dell’equipaggio. Troppo spesso, però, la “circostanza eccezionale” viene dichiarata d’ufficio dalle compagnie per non pagare i 250, 400 o 600 euro previsti dalla legge europea.

Come difendersi: la guida per il passeggero

Se il tuo volo subisce un forte ritardo o viene dirottato a causa di un passeggero molesto, non darti per vinto. Ecco le mosse consigliate dai legali:

  1. richiedi una motivazione scritta: non accettare scuse verbali. Pretendi che la compagnia metta nero su bianco la causa specifica e documentata del ritardo;
  2. documenta tutto: segna gli orari effettivi e fai screenshot dei tabelloni aeroportuali o delle app di volo;
  3. conserva ogni scontrino: pasti, hotel e trasporti sostitutivi ti devono essere rimborsati per legge, a prescindere dal risarcimento finale;
  4. attenzione ai voucher: non accettare frettolosamente buoni viaggio prima di aver verificato se hai diritto a ricevere la compensazione in denaro contante.

In conclusione, la definizione di “passeggero indisciplinato” non è una formula sufficiente per escludere il risarcimento. Spetta alla compagnia fornire prove concrete e dimostrare di aver fatto tutto quanto ragionevolmente possibile per prevenire l’episodio e limitarne le conseguenze.

Travelmaxxing, il nuovo modo di viaggiare di più sfruttando ogni momento

Non è più sufficiente partire per la tanto attesa vacanza di una o più settimane: oggi sempre più viaggiatori vogliono spremere ogni minuto disponibile, incastrando più destinazioni, sfruttando ogni weekend e trasformando anche poche ore lontano da casa in un’esperienza memorabile. Si chiama travelmaxxing ed è il nuovo fenomeno diventato virale sui social, soprattutto tra la Generazione Z, ma in realtà riprende una filosofia di viaggio conosciuta da tempo dagli esploratori più esperti.

Il termine nasce dall’unione di travel (viaggio) e maxxing (massimizzare): significa ottenere il massimo da ogni occasione di viaggio, ottimizzando ferie, ponti, voli e tempi di permanenza in una meta per vivere più esperienze possibili. Ma come farlo senza snaturare l’essenza stessa di un viaggio? Ecco come il travelmaxxing sta cambiando il modo di esplorare il mondo.

Cos’è il travelmaxxing?

Per coloro che praticano il travelmaxxing, il viaggio non inizia quando arrivano a destinazione, ma già nel momento in cui organizzano la partenza. L’obiettivo è sfruttare ogni possibilità per massimizzare le esperienze: partire dopo il lavoro il venerdì sera, rientrare all’alba del lunedì mattina, visitare una città nelle prime ore del giorno quando è ancora deserta o inserire una seconda destinazione durante uno scalo. La logica del travelmaxxing è quindi semplice: non avere necessariamente più ferie, ma utilizzare meglio quelle che si hanno a disposizione.

Il caso estremo dei day trip internazionali

Il caso più estremo del travelmaxxing sono i cosiddetti day trip internazionali: quei viaggi in cui si vola in un altro Paese e si torna a casa nello stesso giorno. Un esempio? Partire all’alba per una capitale europea, visitare un museo, pranzare in un ristorante tipico, passeggiare tra i luoghi simbolo della città e infine rientrare a casa la sera.

Secondo dati diffusi da Booking.com, come riporta il Times, le ricerche di voli internazionali con partenza e ritorno nella stessa giornata sono aumentate significativamente rispetto allo scorso anno, segnale della crescita delle cosiddette “micro-avventure”: vere e proprie fughe lampo che condensano un’esperienza all’estero in poche ore.

Naturalmente, non è un approccio adatto a tutti: richiede energia, organizzazione e la capacità di accettare ritmi più intensi. Ma il successo sui social dimostra che sempre più persone sono alla ricerca di modi alternativi per vivere il viaggio.

Come fare travelmaxxing: 5 trucchi

Come vivere l’esperienza del travelmaxxing? Ecco 5 consigli provenienti dagli esperti di viaggio.

  1. Trasformare gli scali in nuove destinazioni: uno dei trucchi più utilizzati dai travelmaxxer è sfruttare gli scali aerei per aggiungere una tappa in più al viaggio. Invece di scegliere sempre un volo diretto, si può valutare una sosta di uno o più giorni in una città di collegamento. Alcune compagnie aeree incentivano questa soluzione offrendo anche programmi di stopover con soggiorni agevolati negli aeroporti. Un viaggio verso l’Asia, per esempio, può diventare l’occasione per visitare anche una metropoli come Istanbul senza acquistare un secondo biglietto (una delle compagnie che li rende disponibili è Turkish Airlines);
  2. Svegliarsi presto per vivere le città senza folla: uno dei principi del travelmaxxing è anticipare gli altri viaggiatori. Visitare una piazza famosa all’alba, entrare in un mercato prima dell’arrivo dei gruppi turistici o passeggiare nei quartieri più fotografati nelle prime ore del mattino permette di scoprire una destinazione con un’atmosfera completamente diversa. A Venezia, ad esempio, una passeggiata mattutina in Piazza San Marco prima della colazione può regalare un’esperienza molto lontana dal caos delle ore centrali;
  3. Scegliere con attenzione gli aeroporti: non sempre risparmiare sul biglietto significa ottimizzare il viaggio. Molti aeroporti low cost si trovano infatti molto lontani dal centro città: basti pensare allo scalo di Parigi-Beauvais (BVA), in Francia: si trova a 85 km a nord di Parigi, con un tempo di trasferimento in bus navetta di circa 1 ora e 15 minuti. Il tempo necessario per raggiungere la meta può ridurre drasticamente quello disponibile per visitarla. Per questo, per massimizzare il proprio tempo, è importante tenere in considerazione diversi fattori (non solo il prezzo del biglietto), come la distanza dell’aeroporto dalla città, quali collegamenti sono disponibili e gli orari di partenza e arrivo;
  4. Prenotare con largo anticipo: per sfruttare al meglio ponti e festività è fondamentale programmare in anticipo. Per esempio, prenotare i voli quando le compagnie pubblicano le nuove tratte stagionali (anche se sembra sia esageratamente presto) permette spesso di trovare tariffe più convenienti;
  5. Sfruttare ogni ora del weekend: uno dei segreti dei viaggiatori più organizzati è utilizzare gli orari “estremi”. Le partenze del venerdì sera e i rientri della domenica notte consentono di avere quasi due giorni pieni di vacanza senza consumare ulteriori ferie. Chi può svolgere il proprio lavoro anche da remoto, può lavorare qualche ora dalla lounge dell’aeroporto prima della partenza, in modo tale da guadagnare tempo e iniziare prima il viaggio.

The East Palace, le location del k-drama tra le zone più affascinanti della Corea del Sud

La nuova serie k-drama in arrivo su Netflix dal 17 luglio 2026 unisce mistero, azione, storia, leggende e tradizioni della Corea del Sud: dai parchi naturali agli edifici dallo stile inconfondibile, scopriamo insieme le location di “The East Palace” (“Donggung”, nella versione originale).

Di cosa parla

Una presenza sinistra aleggia nel palazzo del principe ereditario: per capirne di più il re si rivolge a Gu-cheon (Nam Joo-hyuk) e Saeng-gang (Roh Yoon-seo), i protagonisti della serie scritta da Kwon So-ra e Seo Jae-won e diretta Choi Jung-kyu.

Lui è un acchiappa fantasmi famoso perché capace di trasformarsi in uno spirito ma mantenere al contempo il controllo sulla spada con cui può ucciderli. Lei è una dama di corte che riesce a comunicare con l’aldilà sentendone le voci e parlando con i morti. Insieme riescono a svelare l’oscuro segreto che avvolge il Palazzo Reale.

Il 17 luglio arriva su Netflix il k-drama "The East Palace"
Ufficio stampa Netflix
Una scena da “The East Palace”

Dov’è stata girata la serie

Per questo dark fantasy in stile coreano la produzione ha optato per un mix di ambientazioni reali – ed effettivamente visitabili se si è appassionati di set-jetting, ossia di viaggi alla scoperta dei luoghi di film e serie Tv – e scene girate in studio, con l’ausilio di effetti speciali e CGI. Le location di The East Palace realmente esistenti si trovano tutte in Corea del Sud.

Il Seoraksan National Park

Prima di essere convocato dal re per la missione speciale della serie, Gu-cheon viveva in isolamento nella natura: le scene riguardanti questa parte della sua vita sono state girate all’interno del Seoraksan National Park. Si tratta di un parco nazionale nella zona centro-occidentale della Corea del Sud che il governo ha più volte candidato come patrimonio UNESCO: nei suoi oltre 160 chilometri quadrati di estensione custodisce infatti una serie di attrazioni naturalistiche, paesaggistiche, storiche, artistiche e culturali dal valore inestimabile.

Tra le location di "The East Palace" c'è il Seoraksan National Park
iStock
L’incantevole Seoraksan National Park

Il parco ha innanzitutto una forte biodiversità. Al suo interno si possono osservare una grande quantità di specie vegetali: dalle querce al pino siberiano, passando per specie rare come la Hanabusaya asiatica (una pianta da fiore della famiglia delle campanulacee). Anche la fauna abbonda: scoiattoli volanti, sparvieri cinesi popolano il parco insieme a specie in via di estinzione come il picchio di Tristram e il goral coreano. Il Seoraksan National Park è ben frequentato insomma, in tutti i periodi dell’anno, da amati delle osservazioni e più in generale da chi vuole ritrovare un certo contatto con la natura. Numerosi sentieri, di diversi livelli di difficoltà e adatti quindi a molte tipologie di camminatori: dai principianti ai più esperti, lo rendono una meta ideale anche per il trekking.

Nei luoghi dov'è stata girata la serie "The East Palace": il Seoraksan National Park
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La natura è spettacolare al Seoraksan National Park

Da non perdere è un’escursione in prossimità della Roccia di Ulsanbawi: una delle cime grantiche più iconiche del parco facile da riconoscere, anche nelle inquadrature di The East Palace, grazie alle cinque vette. Con i suoi oltre 870 metri di altezza sul livello del mare, anche se non è la più alta del Seoraksan National Park, offre una vista senza pari sul Mar dell’Est dove all’alba si può assistere al sorgere del sole

"The East Palace": le location all'interno del Seoraksan National Park (Sud Corea)
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La magnificente Roccia di Ulsanbawi

Le Cascate di Biryong e più ancora quelle di Towangseong, uno spettacolare sistema a tre livelli alto oltre 300 metri, sono tra le altre attrazioni da non perdere all’interno del Seoraksan.

Lo stesso vale per il tempio di Sinheungsa: un’oasi di pace e tranquillità dove avere un assaggio di quelli che sono i principi del buddismo coreano. Fondato nel 652, il tempio ha avuto nei secoli una fortuna alterna con la pagoda e gli altri edifici principali che sono andati distrutti almeno una volta per via di un incendio. Oggi è famoso soprattutto per la più grande statua bronzea di un Buddha esistente al mondo alta oltre 14 metri: il “Grande Buddha dell’Unificazione”, così è chiamata, cogliendo lo spirito del luogo.

"The East Palace": le location reali del nuovo k-drama Netflix
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L’imponente statua del Grande Buddha dell’Unificazione

Altre location

Il titolo originale e le numerose scene ambientate in edifici che ricordano quelli tipici dell’era della dinastia Joseon hanno alimentato il dubbio che tra le location di The East Palace ci fosse anche il Donggung Palace and Wolji Pond. Lo storico sito della città di Gyeongju non è, però, tra i luoghi dov’è stata girata la nuova serie k-drama Netflix.

Dov'è stata girata "The East Palace": le scene in studio
Ufficio stampa Netflix
Il palazzo infestato della nuova serie k-drama Netflix

Le scene in questione, che vedono i protagonisti all’interno del palazzo reale infestato, sono state girate all’interno del Mungyeong Saejae Open Set: uno degli studios – visitabile – più utilizzati per girare i drama coreani, specie quelli di ambientazione storica.

Su quali set è stata girata la nuova serie k-drama Netflix "The East Palace"?
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L’iconico Mungyeong Saejae Open Set

Lucky, le location della serie tra casinò storici e scorci molto americani

Anya Taylor-Joy, che i più ricorderanno come La regina degli scacchi, torna sul piccolo schermo con una nuova serie Apple TV tratta dall’omonimo bestseller di Marissa Stapley: andiamo alla scoperta delle location di Lucky, disponibile sulla piattaforma dal 15 luglio 2026.

Di cosa parla

La protagonista, Lucky, sta provando in tutti i modi a mettersi alle spalle il proprio passato criminale e costruirsi una nuova esistenza. Un colpo multimilionario andato male, però, la costringe a mettersi nuovamente in fuga.

Braccata com’è tanto dall’FBI quanto da una spietata boss della malavita, la donna non può fare a meno di chiedersi se una redenzione è possibile e se mai riuscirà davvero a chiudere questo capitolo della propria vita.

Arriva su Apple TV una nuova serie thriller con Anya Taylor-Joy: "Lucky"
Ufficio stampa Apple TV
Una scena della nuova serie Apple TV “Lucky”

Dov’è stata girata la serie

Le location di Lucky si trovano tutte tra Las Vegas e il sud della California: set scelti per la capacità di riproporre sullo schermo l’atmosfera urbana che domina la serie e naturalmente quella “da casinò” che si respira soprattutto nella prima parte, quando il personaggio di Anya Taylor-Joy prepara il colpo.

Las Vegas

Alcune scene chiave, quelle che vedono Lucky scappare sui tetti inseguita dal marito (Drew Starkey), sono state girate su rooftop con vista sulla Las Vegas Strip.

Questa strada, che unisce i sobborghi di Paradise e Winchester, è una delle più famose al mondo: qui si trovano infatti buona parte dei più grandi hotel internazionali, le statistiche più accreditate parlano di 19 su 25. Con le sue oltre 65 mila stanze a disposizione di turisti e visitatori è il simbolo del lusso, della movida notturna e di un certo stile di vita patinato.

Tra le location della serie Tv "Lucky" c'è Las Vegas
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La spettacolare Las Vegas Strip

Tra i luoghi dov’è stata girata la serie Lucky c’è uno dei casinò storici di Las Vegas: il Caesars Palace. Al 3570 di Las Vegas Blvd South – così si chiama in realtà la Strip – l’hotel casinò è famoso per lo stile architettonico che imita palesemente quello dell’Impero Romano: c’è persino un piccolo Colosseo, costruito a inizi Anni Duemila appositamente per il residency show di Céline Dion A New Day e dove negli anni si sono esibiti numerosi altri artisti di fama internazionale come Elton John, Cher, Adele.

Il Ceasars Palace è noto però anche per aver ospitato importanti competizioni sportive, di wrestling soprattutto, oltre che il Gran Premio di Formula 1 nel 1981 e 1982: nel parcheggio è presente infatti un circuito di gara.

Tra i luoghi dov'è stata girata la serie "Lucky" c'è anche uno storico casinò di Las Vegas
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Lo storico Caesars Palace di Las Vegas

California del Sud

Long Beach

Tra le location di Lucky nel sud della California c’è Long Beach: questa cittadina a meno di mezz’ora da Santa Monica e in pieno stile californiano, con alte palme e l’oceano sullo sfondo a fare da contrasto ai grattacieli ultramoderni, è stata trasformata dalla produzione in San Diego grazie all’impiego di volanti con stemma e nome della città e altri dettagli pensati ad arte.

Le riprese hanno riguardato in particolare l’area della Promenade: il lungomare di Long Beach frequentato ogni giorno da locali e turisti attratti, oltre che da panorami unici, anche dalle numerose attività che si possono svolgere qui come visitare uno degli acquari più grandi degli Stati Uniti (l’Aquarium of the Pacific) o fermarsi alla Rainbow Harbor & Marin a pescare, a osservare – con un po’ di fortuna – le balene o semplicemente a rilassarsi o per un pic-nic o, ancora, esplorare l’iconico faro di Long Beach.

C'è anche Long Beach tra le location di "Lucky", la nuova serie Apple TV con Anya Taylor-Joy
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L’iconica Promenade di Long Beach

La Simi Valley

La Simi Valley, un’ampia zona dove piccoli centri abitati si alternano ad aree verdi e sentieri panoramici molto amati dagli appassionati di trekking, è stata usata come ambientazione di scene all’esterno come quelle che raccontano la nuova fuga di Lucky. I più appassionati di cinema e televisione riconosceranno senza dubbio il Big Sky Movie Ranch: uno dei ranch più ricorrenti sullo schermo, per anni per esempio set di La casa nella prateria (la serie originale Anni Settanta, non il nuovo reboot Netflix).

C'è anche la Simi Valley tra i luoghi dov'è stata girata la serie Apple TV "Lucky"
La lussuosa Simi Valley

Piru

Altre scene della nuova serie Apple TV sono state girate a Piru: un’iconica cittadina americana con strade ampie e costruzioni basse, spesso scelta dalle produzioni cinematografiche perché potrebbe trovarsi ovunque negli Stati Uniti. Da non perdere è una passeggiata nei pressi dell’omonimo lago, tra i numerosi parchi nazionali della zona e per gli amati del genere alla California Tactical Academy, il più grande poligono di tiro all’aperto nella zona di Los Angeles.

Tra le location di "Lucky", la nuova serie Apple TV con l'attrice de "La regina degli scacchi", si trovano nel sud della California
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Il tranquillo Lago di Piro

Corri o muori, la serie Tv che svela tante splendide location nel cuore vibrante dell’Europa

Il 15 luglio 2026 è arrivata su Prime Video un’action comedy tutta al femminile in cui Octavia Spencer e Hannah Waddingham tengono gli spettatori attaccati allo schermo a suon di colpi di scena, fughe adrenaliniche, misteri e tanto divertimento. A fare da protagoniste sono anche le location di Corri o muori, serie Tv ideata dalla showrunner Tessa Coates: le scene sono state interamente girate in un inaspettato Paese europeo, tra la città e i dintorni che diventano nuove mete da raggiungere per gli amanti del set-jetting.

Di cosa parla

Debbie Claybourne e Judith Burton sono due amiche di lunga data, convinte di sapere tutto l’una dell’altra almeno fino a quando Debbie scopre che Judith non è una contabile forense come ha sempre raccontato, bensì una sicaria internazionale. La rivelazione avviene nello stesso momento in cui una losca figura del passato torna a minacciare Judith e il marito di Debbie si scopre coinvolto in un grave caso di corruzione. Le due amiche decidono quindi di scappare e attraversare l’Europa: con forze dell’ordine, assassini professionisti e pericolosi criminali alle calcagna, la loro è una corsa contro il tempo per portare a galla la verità.

Arriva su Prime Video "Corri o muori": un'action comedy con Octavia Spencer e Hannah Waddingham
(c) Amazon MGM Studios
Una scena delle serie Tv “Corri o muori”

Dov’è stata girata la serie

Le location di Corri o muori si trovano tutte in Repubblica Ceca: l’eleganza della capitale, Praga, e dei suoi dintorni caricano di tensione le vicende in cui si trovano coinvolte le due amiche, oltre a dare un senso di opulenza alla serie.

Praga

Scene tra le principali sono state girate nella Città Vecchia (Staré Město): è nel cuore antico di Praga tra vicoli medievali, edifici barocchi e monumenti in stile gotico che Debbie e Judith cominciano la loro fuga.

Molte location di "Corri o muori", nuova serie Prime Video con Octavia Spencer e Hannah Waddingham, si trovano a Praga
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La pittoresca Città Vecchia di Praga

Tra le inquadrature è facile riconoscere soprattutto Mariánské náměstí: una delle piazze principali della Old Town, dedicata alla Vergine Maria, su cui si affacciano il Clementinum (sede della famosa Biblioteca Nazionale), la New City Hall e il Prague City Council, oltre ad altri edifici amministrativi e politici.

Le location di "Corri o muori" a Praga: ecco dov'è stata girata la serie
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La famosa Piazza della Vergine Maria a Praga

Altro quartiere di Praga dov’è stata girata la serie Corri o muori è Malá Strana: affacciato sul fiume Moldava, offre una vista unica sulla città e i suoi ponti ed è noto per essere frequentato da artisti, intellettuali, attivisti, cosa che gli è valsa nel tempo la fama di quartiere bohémien.

Praga: dov'è stata girata la serie "Corri o muori"
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Malá Strana: il quartiere più bohémien di Praga

Il Kampa Park, che compare nelle inquadrature della serie, è uno dei punti più caratteristici dell’intero quartiere: si tratta di un’area verde con vista sull’isolotto di Kampa dove leggere, fare jogging o sedersi a rilassarsi tra alberi secolari e statue moderne tra le più originali di Praga.

Le principali location di "Corri o muori" a Praga: dov'è stata girata la serie
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Il pittoresco Kampa Park

Un aspetto curioso è che tra le location ci sono numerosi indirizzi – hotel, ristoranti, sale da concerti, club – ben frequentati dai turisti e locali. Da Le Palais Art Hotel Prague, un art hotel a cinque stelle in uno dei quartieri più esclusivi della città, al ristorante belga Bruxx, passando per il National Theatre e la Rudolfinum Concert Hall, ma anche per uno dei club più popolari in città tra chi ama scoprire sempre nuove proposte musicali, il Klub Futurum: la serie non manca di raccontare Praga come una città viva e dinamica (non a caso considerata tra le città più felici al mondo).

I dintorni di Praga

Karlovy Vary

Nei dintorni della Capitale la produzione ha girato a Karlovy Vary: questa località termale della Boemia, meta di molte escursioni giornaliere che partono da Praga, è frequentata almeno dagli inizi dell’Ottocento da chi ama le terme e gli stabilimenti termali. Inconfondibili sono i colonnati che fiancheggiano le principali vie pedonali: per esigenze narrative, però, la serie è stata girata sulla Nová Louka, strada più moderna e attraversata da veicoli.

Ci sono anche angoli della Boemia tra le location di "Corri o muori"
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Il pittoresco centro termale di Karlovy Vary

In Corri o muori compare soprattutto l’iconico Grandhotel Pupp: tra gli alberghi più storici del posto, ha ospitato personaggi come Wolfgang Goethe e Johann Sebastian Bach prima di diventare sullo schermo l’iconico Hotel Splendide di Casino Royale.

C'è anche il Grandhotel Pupp tra i luoghi dov'è stata girata la serie "Corri o muori"
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Grandhotel Pupp

I castelli della Boemia

Tra gli altri luoghi dov’è stata girata Corri o muori c’è anche il Ploskovice Chateau: un castello barocco, immerso nel verde di un grande parco, costruito come residenza estiva di Anna Maria Francesca Granduchessa di Toscana e oggi parte dell’immenso patrimonio dei castelli della Boemia.

Ci sono anche i castelli della Boemia tra le location di "Corri o muori"
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L’elegante castello di Ploskovice

Tra gli ultimi c’è anche il più modesto Chateau Slapy, storica residenza di una famiglia nobiliare che all’inizio del Novecento costruì un edificio con elementi barocchi e classici sui resti di un antico chiostro, usato anch’esso come set per la nuova serie Prime Video con Octavia Spencer e Hannah Waddingham.

Come sono costruiti i finestrini degli aerei? Tutto quello che c’è da sapere

La notizia del volo Ryanair, costretto a rientrare dopo la rottura di un finestrino nell’estate 2026, ha riacceso la curiosità di molti passeggeri su come siano effettivamente realizzati alcuni elementi degli aerei. Sebbene episodi di questo tipo siano estremamente rari, è normale chiedersi come siano costruiti i finestrini e come riescano a resistere a condizioni così estreme durante il volo.

Molto più di un semplice vetro

A differenza di quanto si potrebbe pensare, il finestrino di un aereo non è un semplice vetro: si tratta infatti di un componente progettato per resistere a forti sbalzi di temperatura, alle differenze di pressione tra l’interno e l’esterno della cabina e alle continue sollecitazioni del volo.

Quando un aereo vola ad alta quota, generalmente tra i 10.000 e i 12.000 metri, all’esterno la temperatura può scendere fino a circa -50 °C e l’aria è troppo rarefatta per respirare, per questo motivo la cabina viene pressurizzata e i finestrini devono essere in grado di sopportare queste condizioni in totale sicurezza.

Finestrino aereo rotto: perché è rarissimo
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Finestrino aereo rotto: ecco perché è rarissimo

Per costruirli non si utilizza il vetro tradizionale, ma uno speciale materiale acrilico, più leggero e molto più resistente agli urti. Inoltre, a differenza del vetro comune, non tende a frantumarsi in schegge. Ogni finestrino è formato da più pannelli sovrapposti: quello esterno è il più importante perché è quello che sopporta quasi tutta la differenza di pressione tra l’interno della cabina e l’esterno dell’aereo, mentre gli altri servono a proteggere la struttura e ad aumentare ulteriormente il livello di sicurezza.

Ad ogni decollo e atterraggio la fusoliera si dilata e si contrae leggermente a causa delle variazioni di pressione e temperatura, perciò anche i finestrini sono progettati per sopportare questi continui cambiamenti, mantenendo le proprie caratteristiche per migliaia di ore di volo.

Perché è così difficile che un finestrino si rompa 

La presenza di più strati è una delle ragioni per cui i finestrini degli aerei sono così sicuri: infatti, se uno dei pannelli dovesse riportare una crepa o un piccolo danneggiamento, non significa automaticamente che l’intero finestrino abbia perso la propria resistenza.

Per questo motivo ogni componente viene controllato regolarmente durante le operazioni di manutenzione: i tecnici verificano lo stato dei pannelli e, se necessario, provvedono alla loro sostituzione prima che possano rappresentare un problema. Anche nell’eventualità, estremamente rara, di un danno più serio, gli equipaggi sono addestrati a seguire procedure specifiche per garantire la sicurezza del volo. È proprio la combinazione tra progettazione, manutenzione e addestramento a rendere questi episodi così eccezionali.

Dai laboratori al cielo: tutti i test di sicurezza 

Prima di essere installati sugli aerei, i finestrini vengono sottoposti a numerosi test: devono dimostrare di resistere ai continui cambi di pressione, alle basse temperature, ai raggi ultravioletti e agli impatti con detriti e altri corpi estranei che potrebbero colpire l’aereo durante il volo.

Esistono poi alcuni dettagli che incuriosiscono da sempre i passeggeri; ad esempio, molti si sono chiesti almeno una volta a cosa serva il piccolo foro presente sul finestrino o perché tutti i finestrini degli aerei abbiano una forma arrotondata anziché quadrata. Anche questi particolari non sono casuali, ma rispondono a precise esigenze di sicurezza e di progettazione.

La rottura di un finestrino, come nel caso del recente episodio che ha coinvolto il volo Ryanair, rappresenta quindi un evento decisamente eccezionale.

Luxor sorprende ancora, un nuovo capitolo della storia riaffiora dalla sabbia dopo 3.000 anni

Un nuovo capitolo della storia millenaria di Luxor si sta scrivendo proprio in questi giorni. Qui, dove i templi monumentali si alternano a necropoli millenarie e ogni stagione di scavi restituisce testimonianze dell’antico Egitto, il passato continua a riaffiorare dalla sabbia.

L’ultima scoperta arriva dalla riva occidentale del Nilo, nella celebre necropoli tebana, dove una missione archeologica dell’Università di Leiden, nei Paesi Bassi, ha riportato alla luce una tomba decorata rimasta nascosta per oltre tremila anni. Una scoperta che conferma ancora una volta come Luxor, considerata uno dei più grandi musei a cielo aperto del mondo (e tra le destinazioni più attese per osservare la grande eclissi solare totale del 2027), custodisca ancora tesori capaci di riscrivere la storia.

Al via la caccia alle 7 Meraviglie del Mondo Contemporanee: tutti possono votarle

Dalle antiche meraviglie del mondo, come la Piramide di Cheope, i Giardini pensili di Babilonia e il Faro di Alessandria, alle Nuove 7 Meraviglie del Mondo votate nel 2007, che hanno consacrato luoghi simbolo come il Colosseo, la Grande Muraglia Cinese e il Taj Mahal, il fascino delle opere capaci di lasciare un segno nella storia non è mai tramontato. Ma ora si apre un nuovo capitolo: il mondo si prepara a scegliere le 7 Meraviglie del Mondo Contemporanee, una selezione dedicata alle opere realizzate dal 1801 a oggi che hanno cambiato il volto dei viaggi e del turismo.

A lanciare la sfida è il World Travel & Tourism Council (WTTC), che invita ognuno, da ogni parte del pianeta, a candidare e votare gli edifici, i monumenti e i luoghi simbolo dell’epoca contemporanea, che “meglio definiscono l’era moderna del viaggio”. Una nuova lista entrerà così nella storia, ma per la prima volta in assoluto verrà scritta da tutti noi.

Nascono le 7 Meraviglie del Mondo Contemporanee

Dopo le Sette Meraviglie del Mondo Antico e la classifica delle Nuove 7 Meraviglie del Mondo, il WTTC vuole raccontare i luoghi che rappresentano il nostro tempo: opere nate dall’ingegno umano che continuano a influenzare il turismo e il modo in cui scopriamo il pianeta. La campagna punta a individuare non soltanto monumenti già celebri, ma anche destinazioni emergenti che grazie a un progetto innovativo sono riuscite a cambiare il volto di un territorio.

Come spiegato dal WTTC, le meraviglie contemporanee dovranno rispettare i seguenti criteri:

  • Essere realizzate dall’uomo (come monumenti, edifici, istituzioni o resort);
  • Essere state costruite dal 1801 a oggi;
  • Avere un forte impatto sulla destinazione in cui si trovano;
  • Essere aperte alla scoperta, includendo sia luoghi famosissimi sia realtà meno conosciute.
Il Colosseo di Roma, tra le Nuove 7 Meraviglie del Mondo Moderno
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Il Colosseo di Roma, tra le Nuove 7 Meraviglie del Mondo Moderno

Quali luoghi potrebbero diventare meraviglie contemporanee? Tra gli esempi citati dal WTTC ci sono alcuni simboli dell’architettura moderna come la Torre Eiffel di Parigi, il Museo Guggenheim di Bilbao e il Grande Museo Egizio di Giza, opere che non sono soltanto attrazioni turistiche, ma veri motori di sviluppo per le città in cui si trovano.

Ma la scelta finale potrebbe anche includere luoghi meno scontati e poco conosciuti, come aeroporti innovativi, grandi infrastrutture, musei futuristici (basti pensare a quelli premiati dagli ultimi Prix Versailles), edifici iconici o progetti capaci di unire cultura, sostenibilità e turismo.

“La meraviglia non è qualcosa che l’umanità ha smesso di creare secoli fa – ha dichiarato Gloria Guevara, Presidente e CEO del WTTC -. Ogni generazione lascia il segno nel mondo. Invitiamo le persone di tutto il mondo ad aiutarci a riconoscere i punti di riferimento che hanno definito l’era moderna e che continueranno a ispirare nuovi modi di vivere il mondo”.

Quale meraviglia sceglieresti? Vota nel nostro sondaggio

Il mondo dovrà scegliere quali opere meritano di entrare nella storia come simboli dell’epoca contemporanea, ma anche i viaggiatori possono dire la loro. Dopo aver scoperto i criteri della selezione e alcune delle possibili candidate, ora tocca a voi: quale luogo sceglieresti come nuova Meraviglia del Mondo Contemporanea?

Come partecipare

Le candidature sono già aperte sul sito ufficiale della campagna Contemporary Wonders del WTTC. Il percorso di selezione durerà un anno e coinvolgerà il pubblico internazionale in diverse fasi:

  • Dal 7 luglio 2026 si vota: le candidature sono aperte a tutto il mondo: chiunque e ovunque può votare sul sito ufficiale dell’iniziativa una meraviglia costruita dal 1801 in poi;
  • Il 7 gennaio 2027, dopo l’analisi delle candidature, settanta meraviglie entreranno nella longlist e il WTTC aprirà le votazioni al pubblico;
  • Il 7 aprile 2027 verranno annunciati i 30 finalisti;
  • Il 7 luglio 2027 verranno svelate le 7 meraviglie contemporanee del mondo.

Il ponte tibetano più lungo del mondo è in Italia: mille passi sospesi tra cielo e montagne

Sospeso a 80 metri di altezza, il ponte tibetano a campata unica più lungo del mondo regala 586 metri di adrenalina pura e oltre mille passi nel vuoto: sono i numeri da brivido del Ponte tra i due Parchi di Castelsaraceno, un’esperienza capace di far battere il cuore agli amanti dell’avventura e della natura incontaminata.

Basta guardarlo per immaginare tutta l’emozione di attraversarlo: passo dopo passo si percorre un’opera ingegneristica straordinaria, sospesi tra cielo e terra, con il fiato sospeso e lo sguardo rivolto verso uno dei panorami più spettacolari della Basilicata.

Dove stanno andando tutti in vacanza: queste sono le mete che crescono di più nel 2026

Nonostante l’incertezza economica e geopolitica continui a pesare sul settore, il turismo europeo conferma la propria capacità di tenuta. Nei primi mesi del 2026 gli arrivi turistici internazionali nel continente sono aumentati del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i pernottamenti hanno registrato un incremento del 4,8%. A certificarlo è l’ultimo rapporto European Tourism: Trends & Prospects della European Travel Commission (ETC), secondo cui il desiderio di viaggiare resta forte, anche se cambiano le priorità dei turisti.

Il report sottolinea che la crescita è arrivata nonostante la diminuzione della fiducia dei consumatori, l’aumento del costo dei viaggi e le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, che hanno influenzato i collegamenti aerei tra l’Europa e diversi mercati di medio e lungo raggio.

Secondo l’ETC, i viaggiatori sono oggi molto più selettivi rispetto al passato: nella scelta della destinazione pesano sempre di più sicurezza, convenienza economica, facilità di accesso e rapporto qualità-prezzo, mentre aumenta anche la propensione a viaggiare fuori dall’alta stagione. Come ha spiegato Miguel Sanz, presidente della European Travel Commission, “il turismo europeo ha continuato a dimostrare resilienza nel secondo trimestre del 2026, nonostante un contesto globale più incerto. Viaggiare rimane una priorità, ma il modo in cui le persone viaggiano sta cambiando”.

La casa nella prateria, le location del reboot celebrano la natura sconfinata del continente americano

Tra le serie Tv più attese dell’estate 2026 c’è senza dubbio il reboot de La casa nella prateria. Ispirata alla vita e ai romanzi semi-autobiografici della scrittrice e pioniera Laura Ingalls Wilder, questa novità Netflix, disponibile sulla piattaforma dal 9 luglio, è un omaggio a uno degli sceneggiati televisivi più amati e più visti di sempre: la serie degli Anni Settanta, firmata da Michael Landon, ad oggi conta nove stagioni, più di duecento episodi e un numero imprecisato di riprogrammazioni (con un po’ di fortuna si può ancora beccare in Tv qualche episodio de La piccola casa nella prateria).

Rispetto a quella originale, diversi sono il cast, il taglio narrativo e – un po’ a sorpresa – anche le location di La casa nella prateria: scopriamo insieme dov’è ambientata.

Di cosa parla

Nella prima stagione de La casa nella prateria, la famiglia Ingalls si avventura a Independence in Arkansas, estremo Ovest degli Stati Uniti. Direttamente dalla voce della protagonista, Laura (Alice Halsey), conosciamo le speranze che animano i pionieri, ma anche le innumerevoli difficoltà che sono costretti ad affrontare mentre inseguono il sogno di una nuova casa.

Dal 9 luglio è disponibile su Netflix il reboot de "La casa nella prateria"
Ufficio stampa Netflix
Una scena dal reboot Netflix de “La casa nella prateria”

Incendi, lupi, febbri misteriose sono solo alcuni tra gli imprevisti a cui Laura, Ma (Crosby Fitzgerlad), Pa (Luke Bracey), Mary (Skywalker Hughes) e il fido cane Jack devono far fronte mentre, accanto a loro, una famiglia Osage – vera novità del reboot Netflix de La casa nella prateria – mostra l’altro lato della medaglia, ossia come l’arrivo dei coloni sconvolse la vita delle popolazioni native.

Dov’è stata girata la serie

La produzione della nuova serie Netflix non è tornata nei luoghi di Laura Ingalls Wilder come fece, a suo tempo, Michael Landon. Ad essere scelto era stato il Minnesota e, in particolare, la comunità di Walnut Grove sulle rive del Plum Creek, che fu il primo insediamento a Ovest della famiglia Ingalls. Come set de La casa nella prateria è stata scelta piuttosto una zona strategica sul piano logistico e per quanto riguarda le facility cinematografiche, ma non per questo meno interessante dal punto di vista naturalistico: quella delle Canadian Prairies (le Grandi Praterie canadesi).

"La casa nella prateria". il reboot Netflix è ambientato nelle Grandi Praterie canadesi
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Il suggestivo paesaggio delle Grandi Praterie canadesi

La provincia di Manitoba e le Grandi Praterie canadesi

Tra le località dov’è stato girato il reboot de La casa nella prateria c’è più nello specifico il Manitoba: una provincia del Canada centro-occidentale famosa per le immense distese di grano, i boschi di acero, le grandi praterie, i laghi, parchi nazionali tra i più importanti dell’intera nazione e spazi aperti a perdita d’occhio dove non è difficile avvistare orsi, linci e altra fauna tipica del posto.

Tra i luoghi dov'è stata girata la nuova serie de "La casa nella prateria" c'è il Manitoba in Canada
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La placida natura del Manitoba (Canada)

Fuori dalle rotte turistiche classiche, insomma, la zona delle Grandi Praterie canadesi è un’ottima destinazione – da raggiungere anche in treno, grazie a tratte ferroviarie tra le più spettacolari del Canada – per ritrovare il contatto con la natura e un ritmo di vita più lento e, per la gioia dei più nostalgici, più simile a quello di una volta.

Non mancano angoli dove il tempo sembra essersi letteralmente fermato. È così a Cooks Creek, comunità rurale nella municipalità di Springfield che compare tra le location come ai tempi dei pionieri: un luogo in cui la vita gravita ancora tutto intorno alle due chiese e alla casa comunale.

Arriva su Netflix il reboot de "La casa nella prateria": le location principali
Ufficio stampa Netflix
Un altra scena della nuova serie Netflix “La casa nella prateria”

Winnipeg

La vita scorre più vivace a Winnipeg, capitale del Manitoba dove sono state girate alcune scene della nuova serie. Non è immediato immaginarsi che dal vuoto delle Grandi Praterie canadesi possa ergersi all’improvviso una città così viva e all’avanguardia, molto conosciuta anche all’estero per esempio per l’interessante scena musicale e per l’ampia varietà di localini che offrono musica dal vivo di qualsiasi genere.

Tra le location di "La casa nella prateria" c'è Winnipeg, la capitale del Manitoba
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La vivace città di Winnipeg

Tappe da non perdere in città sono lo storico mercato, The Forks, dove assaggiare piatti della cucina locale (mais, zucca e bacche sono tra gli ingredienti chiave) e acquistare prodotti tipici e manufatti aborigeni e l’Exchange District dove andare alla scoperta della storia della città e dell’intera provincia, a partire dalle sue origini francofone.

Tra i luoghi dov'è stata girata la serie Netflix "La casa nella prateria" c'è Winnipeg, la capitale del Manitoba
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The Forks, lo storico mercato di Winnipeg

I più amanti delle attività outdoor non dovrebbero perdersi l’opportunità di pescare enormi pescegatto (gli esemplari più grossi possono arrivare a pesare fino a dieci chili) nel Red River che attraversa la città o, in autunno, di ammirare i colori del foliage tra praterie e boschi che circondano la città. Da Winnipeg si raggiungono facilmente alcuni dei più importanti parchi nazionali e riserve naturali del Canada dove, con un po’ di fortuna, si può avvistare l’orso polare.

Election Day, le location del film in un angolo di Veneto che pochi conoscono

Il nuovo film di Giorgio Amato, nelle sale dal 9 luglio 2026, è una divertente satira politica capace di smascherare come interessi personali e giochi di potere incidano più spesso di quanto si immagini sulla gestione della cosa pubblica. Il cast è d’eccezione, tra gli interpreti ci sono Angela Finocchiaro e Giorgio Tirabassi, così come l’ambientazione, che svela scorci d’Italia che meritano un viaggio: ecco le location in cui è stato girato Election Day.

Di cosa parla

Renata Innocenti è una deputata progressista, la favorita a ricevere la carica di ministro della Pubblica Istruzione nel caso in cui la coalizione con cui è candidata vincesse le elezioni. Proprio durante l’Election Day – da cui il titolo del film – mentre segue lo spoglio in compagnia del proprio team, viene fuori un grosso scandalo mediatico in cui è coinvolto il marito, il giornalista sportivo Carlo De Santis: durante un collegamento da bordo campo ha fatto nei confronti di un giocatore nero un commento razzista. Inciderà questo sul risultato elettorale di Renata, in bilico solo per pochissimi voti?

Arriva nelle sale il nuovo film di Giorgio Amato: "Election Day"
(c) Medusa Film
Una scena del film “Election Day”

Dov’è stato girato il film

Le principali location di Election Day, come ha rivelato la stampa locale già ai tempi delle riprese, si trovano a Montegrotto Terme: un caratteristico centro termale del Veneto, poco distante dal più famoso Abano Terme ma non meno amato dagli appassionati di cure termali e vacanze relax.

Montegrotto Terme: tra benessere e storia

Prenotare un pacchetto o singoli trattamenti spa in uno dei tanti hotel con sorgente privata è, del resto, tra le principali cose da fare a Montegrotto Terme.

I benefici e il potere curativo delle acque della zona sono noti almeno dall’età romana: lo stesso nome moderno, derivato dal latino “Mons Aegrottorum” ossia “Monte dei malati”, allude a come il posto venisse frequentato da persone che soffrivano di patologie curabili – o per lo meno alleviabili nei sintomi – grazie alle cure termali.

I resti archeologici di un complesso termale del I secolo sono tra le più interessanti attrazioni culturali in città: si riescono ancora a identificare chiaramente le tre vasche collegate da un ingegnoso sistema idrico, i ninfei, un teatro e una zona dedicata al relax.

Il centro storico di Montegrotto Terme gravita attorno al complesso della Chiesa di San Pietro ed Eliseo e dell’Oratorio della Madonna Nera: qui lo stile medievale dell’antica fortificazione cittadina, ancora visibile, si mixa a quello romanico del campanile e a quello moderno della chiesa ricostruita negli Anni Cinquanta.

Passeggiando tra vie e piazze principali, come Piazza Roma e Piazza Carmignoto dove sono state girate alcune delle scene principali di Election Day ci si imbatte in boutique eleganti, giardini e parchi pubblici, monumenti contemporanei (uno dei più amati dai locali è la scultura in vetro “Metal Trees”) e fontane dagli intricati giochi d’acqua (all’interno del parco Papa Giovanni Paolo II c’è quella, molto amata in città, che celebra il gemellaggio con il comune bosniaco di Mostar).

C'è il centro storico di Montegrotto Terme tra le principali location di "Election Day"
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Una panoramica di Piazza Roma

In molti angoli della città, soprattutto chi viene da fuori potrebbe avere l’impressione che il tempo si sia fermato. In Piazza Mercato, per esempio, il giovedì continua a svolgersi la vendita di olio, miele, vino tra le altre specialità enogastronomiche euganee: la tradizione è stata immortalata anche in alcune scene di Election Day che, a proposito di curiosità, vede recitare nella parte di sé stesso l’attuale sindaco di Montegrotto Terme Riccardo Mortandello.

Da non perdere, infine, è Butterfly Arc: una mostra, la prima nel suo genere in Italia, di farfalle vive e cioè libere di volare tra piante e fiori dei tre giardini tropicali in situ.

I Colli Euganei

Alcuni scorci ripercorrono i territori in cui è immersa Montegrotto Terme, ovvero i Colli Euganei. Appena fuori dalla città, può iniziare un percorso alla scoperta delle più belle ville del Veneto, a partire da Villa Draghi, una villa del XVIII secolo passata di mano in mano a diverse famiglie nobiliari della zona.

Dal sentiero di Villa Draghi e Monte Ceva si può partire soprattutto, a piedi o in bici, alla scoperta dei Colli Euganei: un parco regionale a 600 metri sul livello del mare dove si alternano boschi, zone lacustri, pievi, antichi monasteri, scavi archeologi e resti di antiche dimore aristocratiche.

Dov'è stato girato "Election Day", il nuovo film di Giorgio Amato
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Lo splendido panorama dei Colli Euganei

Immerso nel verde della collina si trova, per esempio, il Castello del Catajo: un maniero settecentesco, con più di 350 stanze, un tempo luogo di villeggiatura degli Asburgo.

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