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La Jacuzzi of Despair: il fenomeno del lago killer che intrappola tutte le creature

Avete presente quella paura che assale molti di noi quando nuotiamo nell’acqua alta e il mare diventa sempre più scuro? La nostra immaginazione vola immediatamente verso le creature più pericolose che, silenziose, nuotano tra i nostri piedi. Il 95% delle volte è una paura infondata, tranne in un luogo del mondo: la temibile Jacuzzi of Despair, ossia “la Jacuzzi della Disperazione”.

Il nome deriva dalla sua fama come letale pozza oceanica che intrappola e mummifica le creature che vi entrano. Situata sul fondo del Golfo del Messico, presenta condizioni così tossiche che solo i batteri e qualche specie animale riesce a sopravviverle!

La scoperta della Jacuzzi of Despair

È il 2015 quando un team di ricercatori ha scoperto la Jacuzzi of Despair durante una spedizione che aveva l’obiettivo di indagare le infiltrazioni fredde presenti nelle profondità del Golfo del Messico. Le infiltrazioni fredde sono luoghi in cui gli idrocarburi, ossia i principali costituenti del petrolio e del gas, fuoriescono dal fondale marino ed entrano nella colonna d’acqua.

Nel caso del Golfo del Messico, gli idrocarburi vengono spinti fuori da blocchi di sale in movimento nella crosta terrestre che si sono formati milioni di anni fa, quando l’acqua di un antico mare è evaporata. I ricercatori si stupirono nel trovare diversi granchi e altre creature morte “sottaceto” all’interno della pozza, tanto da soprannominarla la “Jacuzzi of Despair” o “Hot Tub of Despair”.

La fuoriuscita si trova a quasi 1.000 metri sotto il mare e misura 30,5 metri di circonferenza e 3,7 metri di profondità.

Le caratteristiche mortali della Jacuzzi of Despair

Quali sono le caratteristiche che rendono questo lago situato sul fondo dell’oceano così mortale? Le sue acque salmastre si formano grazie agli idrocarburi che risalgono attraverso strati di sale sotterranei, come spiegato in un riassunto della spedizione pubblicato al tempo della scoperta. Questa salamoia è fino a quattro volte più salata e di conseguenza molto più densa dell’acqua di mare circostante, impedendo che i due fluidi si mescolino.

All’interno della pozza, le temperature raggiungono i 19°C: questa combinazione di calore e altissima salinità crea condizioni letali per la maggior parte degli organismi. A rendere l’ambiente ancora più ostile sono gli alti livelli di solfuro di idrogeno e metano presenti nella salamoia, sostanze che solo poche creature, come alcune specie di cozze, riescono a tollerare.

Il Messico è un Paese dove si verificano fenomeni naturali incredibili: dal cenote Angelita alle grotte carsiche. Come ha dichiarato Erik Cordes, professore associato di biologia presso la Temple University, che ha scoperto questo luogo insieme ad altri colleghi: “È stata una delle cose più sorprendenti trovata nel mare profondo.”

Le acque all’interno della piscina sottomarina sono delimitate da un tappeto di batteri e depositi di sale. Tutt’attorno la vita è rigogliosa, ma le creature che si avventurano oltre il confine non tornano indietro.

Alnwick, il giardino più pericoloso e mortale dell’Inghilterra

All’ingresso c’è un cancello di ferro nero dove spicca la frase: “Queste piante possono uccidere” e, giusto per far arrivare bene il concetto ai visitatori, è decorato con tanto di teschio e ossa incrociate. Sembra uno scherzo, ma in realtà non lo è perché il terreno custodito con cura oltre quelle sbarre è il giardino più letale del mondo.

Fondato nel 2005, il Giardino dei Veleni presso l’Alnwick Garden nel Northumberland, in Inghilterra, ospita più di 100 piante tossiche, inebrianti e narcotiche. Se avete il coraggio di oltrepassare il cancello potete farlo, ma solo accompagnati da guide autorizzate le quali, prima di entrare, vi daranno qualche informazione da tenere a mente.

La più importante? È assolutamente vietato toccare, assaggiare o annusare qualsiasi pianta presente anche perché, in passato, alcuni ospiti sono occasionalmente svenuti per aver inalato fumi tossici mentre passeggiavano all’interno del giardino!

Dove si trova il giardino di Alnwick

L’Alnwick Garden si trova nella città di Alnwick, nel Northumberland, in Inghilterra, vicino al confine con la Scozia. Il giardino è adiacente al castello, dove una combinazione di tunnel oscuri ricoperti d’edera e aiuole a forma di fiamma creano l’atmosfera per quello che viene considerato uno spazio educativo e intrigante, dove le piante più pericolose sono tenute in sicurezza all’interno di gabbie giganti.

Cosa vedere nel giardino di Alnwick

Progettato con l’intento di essere un luogo non convenzionale, l’Alnwick Garden rappresenta un giardino unico e contemporaneo dove perdersi nel misterioso labirinto di bambù, esplorare i pericoli del Giardino dei Veleni o ammirare la grande cascata della Sage Wealth Management.

Qui potrete trascorrere una giornata all’insegna delle bellezze naturali, soprattutto durante il periodo delle fioriture. Il Giardino dei Ciliegi, per esempio, vanta la più grande collezione di Taihaku al mondo, composta da 329 alberi che fioriscono tutti insieme per un massimo di due settimane verso la fine di aprile/inizio maggio. Giugno e luglio, invece, sono i periodi più belli dell’anno per visitare il roseto, dove sono custodite 3000 rose.

Oltre ai fiori, nel giardino di Alnwick ci sono anche altre attrattive, come la casa sull’albero in legno più grande del mondo, vincitrice di diversi premi, un parco di mini golf e un bar dove potrete fare l’esperienza di un classico afternoon tea all’inglese.

L’area del Giardino dei Veleni

Il Giardino dei Veleni è una delle aree più suggestive del giardino perché ospita oltre 100 specie di piante pericolose, tossiche e nocive come la Strychnos nux-vomica, la pianta con cui si produce la stricnina, l’Hemlock, la pianta con cui è stato avvelenato Socrate, o il Ricinus communis (l’origine dell’innocuo olio di ricino, ma anche della mortale ricina). Un’altra delle piante pericolose coltivate qui è l’Aconitum, o luparia, che contiene aconitina, una neurotossina e cardiotossina.

All’interno del giardino ci sono anche molte piante e alberi di uso comune e di cui non si conosce, a volte, la pericolosità, come l’albero di maggiociondolo, il secondo albero più velenoso del Regno Unito. Molte persone lo possiedono perché quando fiorisce mostra degli splendidi fiori gialli, ma contiene anche un veleno chiamato citisina. Se uno dei rami dovesse cadere e venisse raccolto dopo mesi da un cane…il finale potete immaginarlo!

Ma non tutte le piante presenti nel giardino hanno esclusivamente una natura pericolosa, anzi. Alcune di queste sono la fonte di cure mediche, come il tasso, che viene utilizzato nel trattamento del cancro al seno, o la pervinca i cui ingredienti possono essere fatali, ma se lavorati correttamente producono farmaci benefici.

Inoltre, il giardino fa parte di un programma di educazione sulle droghe, soprattutto considerando che il nord-est ha i tassi di mortalità per droga più alti in Inghilterra e Galles. L’obiettivo del programma, quindi, è quello di educare sulle piante da droga e prevenirne i danni in caso di un loro abuso.

La riqualificazione del giardino di Alnwick

La riqualificazione del giardino di Alnwick cominciò nel 1996 grazie a un’idea di Jane Percy, Duchessa di Northumberland. Insieme all’architetto paesaggista Jacques Wirtz e al supporto di un gruppo di volontari, realizzò uno dei progetti di giardinaggio più ambiziosi in Gran Bretagna dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Durante la prima fase è stata creata l’immensa fontana, nella seconda la grande casa sull’albero, che ospita il bar. L’idea per la creazione del Giardino dei Veleni, invece, nacque dopo che la Duchessa visitò l’Orto Botanico di Padova, restando impressionata dalle piante medicali custodite al suo interno.

Come visitare il giardino di Alnwick

Gli orari di apertura vengono aggiornati stagionalmente e sono consultabili sul sito ufficiale del giardino di Alnwick. Acquistando il biglietto d’ingresso avrete accesso alle diverse aree, compresa quella dedicata al Giardino dei Veleni, per la quale consigliamo di informarvi sugli orari dei tour guidati, dove vengono accettate massimo 20 persone a gruppo.

Il biglietto d’ingresso per gli adulti costa 13,20 sterline (intorno ai 15 euro), per i bambini sopra i 5 anni costa 5,50 sterline (intorno ai 6,50 euro), mentre i bambini sotto i 5 anni entrano gratis.

Kiruna, la città svedese che viene spostata

Si chiama Kiruna ed è una città in Svezia davvero particolare, lo è per diverse ragioni ma una spicca più delle altre: la città si sta spostando, si tratta di una vera e propria trasformazione urbana che sta coinvolgendo un terzo del territorio e circa 6mila cittadini.

Oltre a questo, è anche una location incredibile, basti pensare che è il centro abitato più settentrionale del Paese, si trova a nord del circolo polare artico e qui, oltre a una natura sorprendente, si può sperimentare il sole di mezzanotte, ma anche la notte polare, ci si può lasciare incantare dalla meraviglia dell’aurora boreale, dedicarsi allo sci o all’escursionismo immersi in un paesaggio indimenticabile.

Tutto quello che c’è da sapere su Kiruna, una città famosa anche dal punto di vista letterario dal momento che è qui che sono ambientati i libri della scrittrice Asa Larsson.

Kiruna, la città svedese che viene spostata

Non è un luogo dalla storia antica, ma senza dubbio la sua vita urbana è strettamente legata alla presenza delle sue miniere di ferro. Siamo a Kiruna, in Svezia, posto di grande bellezza e meraviglia che si trova a circa 200 chilometri dal circolo polare artico.

In realtà resti del passato più remoto hanno fatto comprendere che la zona era abitata ma per parlare della città che esiste oggi si deve fare un deciso balzo in avanti nel tempo.

La comunità qui, infatti, è nata all’inizio del XX secolo con il via alle attività minerarie, con l’insediamento posto sul basso monte Haukivaar, poi nel 1948 ha ottenuto i diritti di città e, nel medesimo periodo, ha iniziato a svilupparsi.

Ma ora è in pieno svolgimento un grande cambiamento che porterà a lasciare una parte del terreno spostando abitanti ed edifici grazie a un’importante trasformazione e ricollocazione urbana. Il nuovo centro è stato spostato tre chilometri a est da quello precedente, le strade e le ferrovie sono state deviate, alcuni edifici sono stati demoliti e ne sono stati realizzati nuovi. A tal proposito il primo a essere oggetto di inaugurazione è stato il municipio nel 2018. Mentre è a settembre 2022 che tre quartieri commerciali hanno visto la luce nel nuovo centro. Pare che queste opere termineranno nel 2035.

La ragione che sta alla base del trasferimento viene spiegata bene da LKBA, l’azienda che si occupa dell’estrazione. Sul sito ufficiale viene spiegato che sotto lì vi è una delle più grandi miniere sotterranee di ferro al mondo e che l’attività estrattiva deve essere effettuata a profondità sempre maggiori e sempre più vicino alla comunità, per questo si è dovuto procedere con il “trasloco” urbano.

A essere interessate sono circa 3mila abitazioni e un territorio che si aggira sui 450mila metri quadrati di locali pubblici e commerciali, sempre parlando di numeri sono all’incirca seimila le persone che si sono trasferite.

Alcune case sono state semplicemente spostate, come è avvenuto ad esempio con la chiesa cittadina, realizzata nel 1912 e tra le costruzioni più peculiari della città: di colore rosso, dalla forma singolare è davvero affacinante e bellissima.

Cattedrale di Kiruna in Svezia
Fonte: iStock
La bellissima cattedrale di Kiruna in Svezia

Cosa fare a Kiruna

Immersa nella natura selvaggia, a circa 200 chilometri a nord del circolo polare artico, Kiruna accoglie con la sua magia e con le tantissime cose che si possono fare qui. Anche semplicemente lasciando che sia la natura stessa a stupire: in estate con i suoi due mesi e mezzo di sole di mezzanotte, da settembre a marzo con lo spettacolo dell’aurora boreale.

Il suo territorio è vastissimo, basti pensare che si snoda su 19.447 chilometri quadrati e questi numeri rendono la città il secondo comune più grande al mondo, infine è interessante sapere che tocca altri due Paesi dell’Europa: a ovest arriva a essere il confine nazionale della Svezia con la Norvegia, mentre a est è il confine nazionale con la Finlandia.

Tra le varie meraviglie naturali da vedere vi sono foreste boreali e di betulle, tundra alpina, 6 fiumi se e oltre 6.000 laghi. Nel suo territorio si trovano il Parco Nazionale di Abisko e il Parco Nazionale di Vadvetjåkka.

E Kiruna è un luogo autentico, magico, unico nel suo genere, posto nella Lapponia svedese, avvolge i visitatori con la meraviglia di un paesaggio invernale: il clima è freddissimo (subartico) e può variare di molto da una zona all’altra del suo ampio territorio.

Qui si può sciare sia sulle piste che praticare sci di fondo, si possono programmare tante escursioni diverse, da quelle giornaliere a quelle che durano più giorni. E non può mancare una conoscenza più approfondita dell’attività mineraria, fondamentale per la zona, grazie a una visita del centro visitatori LKAB.

E poi perché non andare alla scoperta della città e del suo territorio grazie ai libri di Asa Larsson? I suoi romanzi polizieschi sono appassionanti da leggere, magari proprio mentre si visita questa incredibile città nella Lapponia svedese.

Kiruna città nella Lapponia svedese
Fonte: iStock
Kiruna, meravigliosa città nella Lapponia svedese

Come arrivare a Kiruna

Non è difficile arrivare a Kiruna: infatti è possibile giungere in questa città con tutti i mezzi. Ad esempio, in treno con viaggi notturni partendo da Stoccolma. Quando si giunge alla stazione cittadina c’è un bus navetta gratuito. Si può arrivare in aereo, ma anche giungere in automobile o autobus, un tipo di viaggio on the road che permette di scoprire il territorio svedese e i suoi paesaggi incredibili. Basti pensare che tra  Stoccolma e Kiruna ci sono 1300 chilometri di meraviglia.

Anche muoversi all’interno del vasto territorio comunale è importante e può valere la pena noleggiare un’automobile, ma non mancano i mezzi pubblici. Gli orari di apertura delle attività commerciali sono dalle 10 alle 18 dal lunedì al venerdì, sabato chiusura alle 14 e domenica tutto chiuso.

Un luogo che vale la pena visitare almeno una volta nella vita per immergersi nella bellezza della natura selvaggia.

La pioggia di pesci, il fenomeno misterioso

Negli ultimi anni, abbiamo visto al cinema un film di animazione chiamato “Piovono polpette”, eppure sembra che alcuni cibi possano realmente cadere giù dal cielo: non stiamo delirando, stiamo semplicemente facendo riferimento al bizzarro e misterioso fenomeno noto come la pioggia di pesci dell’Honduras.

Ma di che si tratta? In questo articolo, cerchiamo di fare chiarezza su un fenomeno straordinario e affascinante che ha catturato l’attenzione di persone di tutto il mondo per secoli.

Cos’è la pioggia di pesci dal cielo a Yoro

Uno degli episodi più noti di pioggia di pesci si è verificato a Yoro, una piccola città situata nel nord-est dell’Honduras. Questo evento insolito si manifesta da anni e anni annualmente tra maggio e luglio, attirando curiosi, scienziati e turisti desiderosi di assistere a uno spettacolo unico, anche se per certi versi anche inquietante.

La pioggia di pesci a Yoro è infatti un fenomeno incredibile che si verifica da generazioni, tanto da essere diventato parte integrante della cultura locale. Si racconta che i pesci cadano dal cielo durante forti temporali, coprendo le strade e i tetti delle case con piccoli pesci vivi. Questo straordinario evento ha suscitato molte teorie e spiegazioni, ma la causa precisa continua a essere oggetto di dibattito tra gli esperti.

Quali sono le cause della pioggia di pesci

Le possibili spiegazioni di questo fenomeno variano da ipotesi scientifiche a leggende popolari. Una delle teorie più accettate riguarda il fenomeno dei trombi d’aria marini. Durante le tempeste, potrebbero formarsi trombe d’aria che sollevano i pesci dalle acque circostanti, trasportandoli per chilometri prima di rilasciarli sulla terraferma.

Altri studiosi suggeriscono che i pesci potrebbero essere trasportati da stormi di uccelli o da correnti atmosferiche particolari, che li depositano in luoghi insoliti come le strade di Yoro. Alcune leggende locali attribuiscono la pioggia di pesci a un miracolo divino o a un atto di generosità da parte di Dio. Altri ancora, infine, pensano che l’abbondanza di pioggia faccia emergere dal terreno, attraverso piccole cavità, i pesci che vivono nel sottosuolo.

Gli abitanti sanno quando sta per arrivare perché la pioggia miracolosa è anticipata da nubi nere e dense, seguite da tuoni e fulmini. Subito dopo il temporale, dal cielo arriva una pioggia torrenziale che dura dalle 2 alle 3 ore, proprio come una di quelle che caratterizzano le tempeste tropicali. Una volta che ha smesso di piovere, ci si rende conto dell’accaduto: gli abitanti di Yoro possono trovarsi davanti a migliaia di pesci sparsi al suolo, ancora vivi.

A Yoro, dopo la pioggia di pesci, i cittadini raccolgono la grande quantità di pesce e ne fanno una grande mangiata tutti insieme. Nello specifico si tratta di piccoli pesci d’acqua dolce, ma la cosa ancor più strana legata a questo insolito fatto che si ripete di anno in anno è che non si tratta di pesci che si trovano nelle acque di quella zona.

Dal 1998 in questa occasione, a Yoro si organizza anche un festival del pesce. Nel 2006 l’evento è stato persino documentato dalla televisione locale. La pioggia di pesci è un evento che capita anche in altre parti del mondo, come per esempio in Thailandia. Una delle ipotesi è che forti venti, transitando su bacini d’acqua, raccolgano animali come pesci o rane e li trasportino per chilometri e chilometri. Le trombe marine o i tornado trasporterebbero gli animali a grosse altitudini e larghe distanze. Insomma, queste sarebbero altrettante ipotetiche spiegazioni per il fenomeno che si verifica anche altrove.

Questa ipotesi sembrerebbe supportata dal fatto che le specie di animali in queste “piogge” sono piccole, leggere e perché una pioggia di animali è spesso preceduta da una tempesta. Questa teoria però non tiene conto del fatto che le specie coinvolte in questo fenomeno siano di un solo tipo e non un gruppo di animali dalla grandezza simile.

Indipendentemente dalla spiegazione esatta, la pioggia di pesci a Yoro rimane tuttora un enigma affascinante della natura che continua a suscitare meraviglia e interesse in tutto il mondo.

Monteviasco, il borgo appeso a un filo, perché qui non arrivano le strade

A pochi chilometri da Varese c’è un borgo fermo nel tempo e il percorso per raggiungerlo è un’esperienza di per sé. Stiamo parlando di Monteviasco, paesino di montagna facente parte del comune di Curiglia dove vivono circa 15 abitanti, isolato da tutto perché letteralmente “appeso a un filo”. Qui non ci sono strade e, oltre i 1400 gradini di una mulattiera da percorrere a piedi, fino al 2018 l’unico modo per raggiungerlo era una funivia, ora tristemente inattiva.

L’abitato, affacciato sul Lago Maggiore, appare silenzioso anche se, dentro di loro, gli abitanti chiedono a gran voce un cambiamento che ancora oggi non viene ascoltato. I suoi scenari, quindi, sono riservati ai pochi camminatori e avventurieri che intraprendono il percorso attraverso i gradini per poi essere ripagati da un borgo dalla bellezza caratteristica. Le case sono rustiche, fatte in piode con balconi in legno, mentre i vicoli sono lastricati in pietra, secondo la tradizionale “rizzada”.

Monteviasco, il borgo isolato dal mondo

Monteviasco non è sempre stato un borgo isolato. La funivia Ponte di Piero-Monteviasco, realizzata nel maggio del 1989, permetteva di raggiungerlo facilmente in meno di dieci minuti da chiunque volesse sfuggire al caos turistico del Lago Maggiore per rintanarsi nella quiete del paesino e della sua natura circostante. Tutto questo fino al 2018, quando lo storico manutentore dell’impianto morì a causa di un incidente. Da quel giorno sono passati ben 6 anni e, seppur dopo un primo sequestro da parte della magistratura la funivia è stata ammodernata e i lavori di adeguamento sono terminati a dicembre, il borgo vive ancora nel suo isolamento.

Oltre ad aver causato una progressiva diminuzione del numero di abitanti, la situazione ha provocato non poche rinunce e disagi per chi, invece, ha deciso di restare in attesa di un cambiamento che tarda ad arrivare. Sono loro, gli abitanti che non vogliono abbandonare il borgo che amano e che desiderano veder rinascere, a prendersene cura in qualità di volontari. Con amore per il proprio paese, si impegnano a mantenere in ordine i selciati che rappresentano le strade, a sgomberare e liberare il borgo dai rifiuti e a garantire un’accoglienza dignitosa a chi raggiunge Monteviasco, oggi possibile solo a piedi.

E sono gli stessi abitanti a chiedere un cambiamento e la riapertura della funivia per terminare questo isolamento dal mondo e rendere la loro quotidianità più semplice in nome del diritto di abitare il proprio borgo.

Un’occasione per perdersi nella natura

La Val Veddasca si origina al valico dell’Alpe di Neggia, nel territorio svizzero di Gambarogno e termina a Maccagno, dove sbocca sul Lago Maggiore. Sono molti gli itinerari possibili per andare alla scoperta di queste bellissime Prealpi lombarde in mezzo a castagni, faggi e noci e alcuni di questi partono proprio da Monteviasco. Dal borgo infatti, curato e con una chiesetta bellissima, cominciano silenziosi sentieri ideali per chi desidera semplicemente perdersi nella bellezza della natura, tra pinete, boschi e alpeggi.

I più allenati, per esempio, possono percorrere il suggestivo anfiteatro della Val Viascola sul sentiero contrassegnato dalla segnaletica 3V Via Verde Varesina, colore bianco-rosso dove, in circa 2 ore e 30 minuti, si passano Alpe Pulosa, Alpe Fontanella, Alpe Cortetti, Viasco e Curiglia.

Attendiamo nuovi aggiornamenti sulla funivia per poter tornare a scoprire il borgo in sicurezza (considerando che il sentiero della mulattiera non è semplice e non adatto a tutti), per ascoltare le storie dei suoi abitanti e condividere con loro i meravigliosi paesaggi offerti dal paese e dal territorio circostante.

I migliori 10 film che sono stati girati a Roma

Roma, la nostra bellissima Capitale, è da sempre la protagonista di alcuni tra i film più belli del cinema, italiano e internazionale. Nel corso degli anni, infatti, sono stati in tanti i registi che hanno scelto (e che continuano a scegliere) la Città Eterna come set di alcune bellissime pellicole, che vanno dai capolavori del Neorealismo alla commedia all’italiana, fino a produzioni ben più recenti. Lungometraggi che ci hanno regalato, spesso, uno spaccato inedito della Capitale, e che ci hanno portato a scoprire incantevoli monumenti storici, piazze e vicoli che lasciano senza fiato. Noi di SiViaggia abbiamo deciso di selezionare per voi i 10 dei migliori film girati a Roma.

Scopri tutte le straordinarie attività da fare a Roma

I migliori film degli anni ’40, ’50 e ’60

È davvero complesso scegliere i migliori film girati a Roma tra gli anni ’40, ’50 e ’60, perché è proprio in questo lungo periodo che il cinema ha visto comparire sui suoi schermi dei capolavori davvero intramontabili. La Città Eterna, infatti, si rivela da sempre l’ambientazione ideale per ogni genere di pellicola.

“La Dolce Vita”

La Dolce Vita” è un film del 1960 diretto da Federico Fellini e con attori del calibro di Marcello Mastroianni, Anita Ekberg e Anouk Aimée. Impossibile dimenticare il famossissimo “Marcello come here!”, frase iconica di uno dei più grandi capolavori di tutti i tempi.

Il film è ambientato in una Roma patinata e scintillante e che mostra delle location che sono una più bella dell’altra. Tra le riprese più straordinarie non possiamo non menzionare la celebre scena del bagno nella Fontana di Trevi, ancora oggi una delle più suggestive del cinema mondiale.

Sono tantissimi i luoghi di Roma che si possono scovare nel film, ma tra i più noti ci sono:

  • Piazza San Pietro;
  • Via Vittorio Veneto;
  • Piazza del Popolo;
  • Fontana di Trevi;
  • Terme di Caracalla;
  • Parco degli Acquedotti.

Scopri le Terme di Caracalla a bordo di una bicicletta elettrica

“Roma Città Aperta”

Roma Città Aperta” risale al 1945 e vede alla regia Roberto Rossellini, che ha guidato incredibili attori come Anna Magnani e Aldo Fabrizi. È considerato un capolavoro del Neorealismo italiano, al punto che è stato nominato agli Oscar e premiato al Festival di Cannes.

È infatti ancor più incredibile pensare che il film fu girato non appena si concluse la Seconda Guerra Mondiale, con pellicole scadute e un set di fortuna. Tra i luoghi più iconici di Roma presenti nel film ci sono:

  • Galleria Sciarra;
  • Piazza di Spagna;
  • Ostiense.
Roma Città Aperta, il film
Fonte: Getty
Una scena di “Roma Città Aperta” con Anna Magnani 

“Ben-Hur”

Ben-Hur” è un film del 1959 diretto da William Wyler con protagonista Charlton Heston. È un vero e proprio Colossal a tema storico e drammatico, uno dei più grandi e premiati successi della storia del cinema. Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1960, è considerato uno dei migliori film mai realizzati, tanto da venire premiato con il maggior numero di Oscar (11), un record che ha potuto vantare per ben 38 anni.

Molte delle scene del film sono state girate negli studi di Cinecittà, che ai tempi erano persino soprannominati la “Hollywood sul Tevere”, in modo particolare per il basso costo delle straordinarie maestranze della città. Altre location bellissime sono nei dintorni della Capitale.

I film più belli degli anni ’70, ’80  e ’90

Anche gli anni ’70, ’80 e ’90 hanno generato dei veri e propri capolavori cinematografici, sia italiani che internazionali. E molti di questi, come è possibile immaginare, mostrano come set di riprese proprio la nostra bellissima Roma.

“Un Sacco Bello”

Iniziamo questo viaggio da una delle commedie italiane più divertenti di sempre: “Un Sacco Bello“. Si tratta di un film del 1980 diretto da Carlo Verdone, che tra i suoi attori vede presente anche il mitico Mario Brega.

Film d’esordio alla regia di Carlo Verdone, regala una Roma semideserta e oppressa dal sole di ferragosto ma piena di scorci della città davvero speciali e unici nel loro genere. Tra le location che compaiono nel film ci sono:

  • Bocca della Verità;
  • Piramide Cestia/Porta San Paolo;
  • Trastevere;
  • Bioparco.

Salta la fila e visita il Bioparco di Roma

“Il Talento di Mr. Ripley”

Nel 1999 sugli schermi di tutto il mondo è uscito “Il Talento di Mr. Ripley“, film di Anthony Minghella che vede tra i suoi protagonisti Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Jude Law, Cate Blanchett, Philip Seymour Hoffman e Sergio Rubini.

Liberamente tratto dal romanzo omonimo di Patricia Highsmitha, è spesso ricordato come uno dei film più eleganti di tutti i tempi. Tra i luoghi di Roma utilizzati per le riprese troviamo:

  • Piazza di Spagna;
  • Fontana delle Tartarughe;
  • Piazza Navona;
  • Palazzo Costaguti;
  • Foro Romano;
  • Ponte Sant’Angelo;
  • Musei Capitolini.

Fai un tour dei Musei Capitolini, tra i più antichi del mondo

“Caro Diario”

Caro Diario” è un film di Nanni Moretti del 1993 che tra i suoi personaggi vede anche Jennifer Beals, ma che curiosamente interpreta se stessa. Si tratta di un omaggio del regista alla sua Roma, che in sella a una Vespa 125 GTR del ’75 blu, ci permette di fare un giro nella città quasi completamente vuota di agosto, mettendoci di fronte a inquadrature straordinarie sulle bellezze paesaggistiche, architettoniche e monumentali della Capitale.

Tra i luoghi più belli della città che compaiono nel film ci sono:

  • Quartiere Prati;
  • Gianicolo;
  • Porta San Sebastiano;
  • Piazza del Popolo;
  • Ponte Flaminio;
  • Idroscalo (Ostia).

I film più belli girati a Roma negli anni 2000

Concludiamo questo viaggio nella Roma cinematografica scoprendo alcuni dei film più belli che sono stati girati in città in tempi molto recenti, quindi negli anni 2000. Anche durante l’attuale secolo, infatti, i registi che hanno scelto la Città Eterna come set cinematografico sono davvero tantissimi.

“La Grande Bellezza”

Premio Oscar e film che ci fa immergere in una Roma dalla bellezza estetica eccezionale è la “La Grande Bellezza“. Risalente al 2013, è stato diretto da Paolo Sorrentino e vede tra i suoi interpreti Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.

Premio Oscar al Miglior Film Straniero, è ricco di citazioni famose e ci dona scorci della Città Eterna che lasciano davvero senza fiato. Alcuni dei luoghi presenti nel film sono:

  • Fontanone dell’Acqua Paola;
  • Tempietto di San Pietro in Montorio;
  • Giardino degli Aranci;
  • Villa del Priorato dei Cavalieri di Malta;
  • Villa Medici;
  • Fontana di Trevi;
  • Palazzo Doria Pamphilj;
  • ETRU – Museo Nazionale Etrusco;
  • Parco degli Acquedotti.

Regalati un tour alla scoperta del Palazzo Doria Pamphilj con una delle collezioni d’arte più ricche di Roma

“Le Fate Ignoranti”

Ferzan Özpetek nel 2001 ha prodotto un film davvero bellissimo: “Le Fate Ignoranti“. Con attori italiani magistrali come Margherita Buy e Stefano Accorsi, è una pellicola da molti considerata un capolavoro. Una piccola curiosità: deve il suo nome a un noto affresco di Rene Magritte, uno dei maestri del Surrealismo.

Tra le location di Roma che possiamo ammirare nei suoi 105 minuti di lunghezza ci sono:

  • Musei Capitolini – Centrale Montemartini;
  • Gasometro;
  • Ostiense.

“Angeli e Demoni”

Angeli e Demoni” è un film del 2009 con la regia Ron Howard che annovera tra i suoi interpreti stelle cinematografiche mondiali come Tom Hanks, Ewan McGregor, Stellan Skarsgård e Pierfrancesco Favino.

Angeli e Demoni, Tom Hanks
Fonte: Getty Images
Tom Hanks a Roma per “Angeli e Demoni”

Basato sull’omonimo romanzo best seller di Dan Brown, dà la possibilità di scoprire alcuni dei posti più incantevoli della nostra maestosa Capitale, tra cui:

  • Piazza Navona;
  • Fontana dei Quattro Fiumi;
  • Basilica di San Pietro;
  • Pantheon
  • Cappella Sistina;
  • Passetto di Borgo;
  • Castel Sant’Angelo.

Acquista un biglietto saltafila per scoprire meraviglie e misteri di Castel Sant’Angelo

“Mangia Prega Ama”

L’ultimo film girato (anche) a Roma scelto dalla nostra Redazione è “Mangia Prega Ama“, prodotto del 2010 da Ryan Murphy e basato sul libro autobiografico di Elizabeth Gilbert.

La protagonista del film è una splendida Julia Roberts, affiancata da Javier Bardem, James Franco, Billy Crudup e Richard Jenkins.

Tra le location di Roma che si possono ammirare nei suoi 133 minuti di lunghezza ci sono:

  • Piazza Navona;
  • Campo de’ Fiori;
  • Piazza di Spagna;
  • Villa Borghese.

Carinzia, Austria: cosa visitare e luoghi di interesse

Se volete visitare la Carinzia, ecco tutte le informazioni utili, dagli itinerari green al folklore tipico della regione più meridionale dell’Austria. Questa è una regione che sembra essersi fermata nel tempo, fatta di atmosfere ovattate, di case color pastello, con una natura rigogliosa e un popolo con un grande senso dell’ospitalità. Vi portiamo alla scoperta di questa soleggiata regione austriaca, tra i suoi 200 laghetti alpini alle cittadine da fiaba come Villach, la più vicina all’Italia, Velden e Klagenfurt.

Itinerario in Carinzia

Durante un soggiorno in Austria, non ci si può assolutamente fermare in un solo luogo, tentazioni paesaggistiche, artistiche e culturali sono sempre più a accattivanti e facilmente raggiungibili, in treno o in auto. Per l’automobilista buonfsegustaio e meno ansioso di accumulare chilometri sugli itinerari più noti, la Carinzia, “regione degli amici”, come la chiamavano i Celti, rappresenta un boccone prelibato. Basta arrivare con l’autostrada a Udine, poi, fino a Tarvisio e, passato il confine, si prosegue per Villach, la storica e ridente cittadina che vanta intorno i “laghi più puliti d’Europa” e, tra questi, il Wörthersee e il Weissensee.

Cosa vedere a Villach

Ricca di fascino, Villach è la seconda città più grande della regione della Carinzia, e vanta una storia lunga millenni, che ne caratterizza costumi e tradizioni. Data la sua posizione strategia tra tre diverse nazioni, tutta la zona turistica è influenzata, così come tutta l’Alpe Adria, da influssi austriaci, sloveni e italiani. Sviluppata lungo il fiume Drava, questa cittadina ha un elegante centro storico che si può girare a piedi, dove bellissimi palazzi dalle tinte pastello guardano sulla Hauptplatz, la piazza principale, antica via di traffico medievale, ricca di bar e di locali. Imponente è il campanile della chiesa parrocchiale St. Jako: questa costruzione, in stile tardogotico, con i suoi 94 metri, è la più alta della Carinzia.

Proseguendo per le pittoresche vie del centro, imperdibile è una visita al cortile dell’abitazione del famoso medico e alchimista Paracelso, o una sosta in 8 Mai-Platz dove si trova una scultura di bronzo che raffigura una coppia di giovani vestita con i costumi tipici della città, che i cittadini sfoggiano in occasione della tanto attesa festa estiva Villacher Kirchtag.

Villach è anche un importante centro termale che la rende il punto di partenza ideale per una vacanza tra natura, salute e sport, che d’inverno si trasforma in un paradiso per gli amanti dello sci, mentre d’estate è il paradiso delle attività all’aria aperta. Qui si può partecipare alle attività agricole del luogo: svago, vita sana, divertimenti e possibilità di apprendere le antiche arti produttive e culinarie sono gli ingredienti di successo di una vacanza in Carinzia. Costeggiando il lago di Worth, ci si inoltra nel mondo austriaco in maniera naturale e genuina. Dall’altro capo del lago, ecco Velden “die Rosevon Wörthersee” la rosa del Wörthersee, come dice una vecchia e famosa canzone.

I laghi della Carinzia

La zona di Villach è ricca di laghi alpini. Nonostante l’altitudine, la particolare posizione geografica consente alle acque limpide (e potabili) di questi laghetti di raggiungere, durante la stagione estiva, temperature fino ai 28°C. Un tuffo e una nuotata saranno quindi un vero toccasana durante le giornate più calde. Tra i più famosi per bellezza, servizi e strutture ricettive ci sono sicuramente il Lago di Faak, dalle acque color turchese, il Lago di Ossiach, dall’ispirazione musicale e culturale, e il piccolo, ma non meno suggestivo Lago di Afritz. Durante tutto il periodo estivo, lungo le sponde dei laghi, si possono praticare diversi sport acquatici, ma ci sono anche piste ciclabili, itinerari per il nordic walking e slow trail per vivere la natura e l’aria aperta.

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Fonte: @Tine Steinthaler
Il Lago Wörthersee in Carinzia

Qui il clima è molto temperato e piacevole in ogni stagione, e merita una visita da parte di chi è alla ricerca di tranquillità, di escursioni o vuole alternare una giusta dose di sport nautici, a passeggiate a piedi o a cavallo. Circondato da un labirinto di valloni boscosi, dove larici, querce, aceri, abeti e faggi crescono fittissimi, il Wörthersee sembra un lago d’alta montagna: invece, la sua quota, che è meno di 500 metri, smentisce questa sensazione, con i suoi prati stupendamente fioriti. L’acqua davvero tiepida è ideale per tuffi, nuotate e windsurf, grazie alla sua nota limpidezza, apprezzatissima dagli abitanti di Velden, un’amabilissima località costiera di antica tradizione turistica, piena di ristorantini accoglienti, pasticcerie lussuose ed eleganti sale da tè.

Cosa vedere a Velden am Wörthersee

Questa cittadina si affaccia sull’estremità occidentale del Lago Wörthersee ed è una frequentatissima località turistica. Velden ha una lunga tradizione come luogo di villeggiatura, un tempo era frequentata dall’alta società, tanto che è rimasto ancora molto attivo il casinò. Ma è soprattutto d’estate che la cittadina si anima. Grazie ad alcuni eventi e a un’offerta ricettiva e gastronomica d’alto livello, ancora oggi è il ritrovo di vacanzieri benestanti e degli amanti delle feste. Tra le attività più praticate c’i sono le escursioni, come l’anello del lago Wörthersee, percorsi per bici e mountain bike e un bellissimo campo da golf collinare a 18 buche.

Nella vicina Friesach, la più antica cittadina della Carinzia, c’è il castello di Petersberg, dove, durante l’estate, si tengono gli spettacoli del Festival Teatrale. Dopo aver superato la cittadina di Strassburg e l’omonimo castello dai grandiosi torrioni, Gurk vi accoglierà con la sua Cattedrale Romanica, uno dei più prestigiosi monumenti architettonici di tutta l’Austria. Lungo la strada incontrerete St.Veit an der Glan, la vecchia capitale del ducato di Carinzia, che attrae il visitatore con i suoi monumenti, perfetti esempi di equilibrio tra gotico, barocco e rococò, tra stradine e piazze pittoresche del vecchio centro storico, dalla pianta rettangolare, tipica delle città-fortezza.

Klagenfurt, capoluogo della Carinzia

La città di Klagenfurt, capoluogo della Carinzia che si affaccia sulla sponda orientale del Wörthersee, è stata un crocevia di popoli attraverso i secoli, vantando un’inconfondibile struttura urbanistica a scacchiera disegnata nel 1534 dall’architetto italiano Domenico dell’Allio. Città a misura d’uomo, offre itinerari suggestivi, come una passeggiata lungo il canale di Lend o una salita al Magdalensberg. La Neuer Platz o piazza Nuova si trova al centro della città, ed è famosa per la Fontana del Drago costruita nel 1590 e che oggi è l’emblema della città.

Oggi è un piacere passeggiare tra le vecchie vie del centro, con l’Alter Platz, la parte più antica, circondata da case e palazzi costruiti nel XVI e XVII secolo. Vietata alle auto dal 1961, è stata la prima isola pedonale di tutta l’Austria. E non è l’unico vanto: Klagenfurt è stata premiata per tre volte con l’Europa Nostra Diplom, per la conservazione esemplare del suo patrimonio architettonico e urbanistico.

Da non perdere è la chiesa di Sant’Egidio che offre un punto di osservazione eccezionale dalla piattaforma panoramica della torre. Si salgono 225 scalini, ma la fatica è ripagata dalla straordinaria vista sul centro storico di Klagenfurt, sul Wörthersee, sulle Caravanche e sui monti Koralpe.

Immancabile è anche una passeggiata lungo il Lendkanal, una via d’acqua che collega il centro di Klagenfurt con il lago Wörthersee. Lungo i quattro chilometri di lunghezza del canale corre anche la pista ciclopedonale che costeggia spiaggette erbose dove fare una sosta ristoratrice.

In Carinzia tutto l’anno

Il turismo della Carinzia ha puntato su una parola d’ordine: ecologia. I responsabili del governo regionale, infatti, hanno elaborato una strategia che ha come obiettivo la tutela della natura e la conservazione del paesaggio, ribadendo che le strutture create per i turisti devono servire anche a migliorare la qualità della vita dei residenti. In un’ottica di contenimento intelligente del turismo di massa, lo sport invernale non è l’unica carta che la Carinzia intende giocare. Obiettivo principale è sviluppare proposte alternative allo sci e la strategia è l’estensione della stagione turistica agli altri periodi dell’anno.

Il calendario carinziano è fittissimo di feste, celebrazioni, sagre popolari, processioni e manifestazioni folcloristiche. Molto sentite sono le tradizionali ricorrenze del mondo cristiano, ma sopravvivono e si tramandano anche riti e celebrazioni riconducibili a culti arcaici, le cui origini si perdono nel paganesimo. Feste legate alla fertilità della terra e ai buoni raccolti, al risveglio primaverile della natura come le feste di maggio o le feste propiziatorie di inizio autunno. D’inverno la festa più sentita è il Carnevale. Numerose e tradizionali corporazioni offrono per quest’occasione un programma intenso di eventi con carri allegorici, sfilate, maschere che hanno come tema gli eventi storici principali di questa città.

Tutte le location di Trinità, i film con Bud Spencer e Terence Hill

Il western all’Italiana nella sua versione più comica e irriverente degli Anni Settanta è rappresentato da due classici del cinema: “Lo chiamavano Trinità…” e il sequel “…Continuavano a chiamarlo Trinità”, incluse le ormai mitiche scazzottate di Bud Spencer e Terence Hill sono ambientate nel vecchio West, che in realtà altro non era che i dintorni della Roma dei set cinematografici. E a breve arriverà un nuovo film di Trinità, in cui Terence Hill, al secolo Mario Girotti (senza il siuo braccio destro, in quanto Bud Spencer, con cui faceva coppia, è mancato nel 2016), impugnerà di nuovo la pistola.

I luoghi di Trinità in Italia

In entrami i film, la California, il Far West descritto dalla regia, tanto lontano non doveva essere se stava tra il Gran Sasso e la periferia romana. Trinità, interpretato da Terence Hill, e suo fratello Bambino, alias Bud Spencer, hanno girato le scene tra la Cava della Magliana, nell’omonimo quartiere alla periferia Ovest di Roma, la zona dell’altopiano di Camposecco, nel territorio del comune di Camerata Nuova, e l’Abruzzo. In particolare, gli esterni sia del film “Lo chiamavano Trinità…” sia di …Continuavano a chiamarlo Trinità” sono stati girati a Campo Imperatore, all’ombra del Gran Sasso, e in altre zone dell’Abruzzo.

Tra le location di entrambi i film troviamo anche la piana di Camposecco, nel Comune di Camerata Nuova, che sorge a circa 810 metri di altitudine, nel parco naturale regionale Monti Simbruini, dove sono state ambientate molte delle scene del primo film di Trinità. Per gratitudine, il comune di Camerata Nuova, che conta poche centinaia di abitanti, offrì la cittadinanza onoraria a Bud Spencer e a Terence Hill. La valle dove si stabiliscono i mormoni è situata all’interno del Parco naturale regionale dei Monti Simbruini, mentre le scene di Trinità che nuota nel laghetto sono state girate nel Parco della Valle di Treja (Mazzano Romano).

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Fonte: 123RF
Campo Imperatore in Abruzzo

Altri esterni furono girati in zona Campo della Pietra, soprannominato Far West dei Simbruini per il suo paesaggio selvaggio, nei pressi del Santuario della Santissima Trinità a Vallepietra, tra canyon serpeggianti, cavalli liberi al pascolo, aspri altipiani carsici e fresche faggete, dove ancora oggi è ben visibile una targa a ricordo dell’evento.

La scena della cascata si svolge alle cascate di Monte Gelato, nel parco della valle del Treja fra Roma e Viterbo. Le scene all’inizio e alla fine del film in cui Terence Hill viaggia nel deserto ed entra nella posada a mangiare sono state girate alla periferia di Roma, nella Valle Galeria, in una cava di tufo lungo l’attuale autostrada A91 che conduce all’aeroporto di Fiumicino, mentre il paese con l’ufficio dello sceriffo (Bambino) si trova poco distante. Per la location utilizzata quando i due fratelli attraversano il fiume si fa riferimento a quel tratto del fiume Tevere, nei pressi di Attigliano, in provincia di Terni.

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Fonte: 123RF
Le Cascate di Monte Gelato, nel parco della valle del Treja

Nel sequel dello spaghetti Western, la produzione si è spostata al confine con il Molise. Alcune scene di “…Continuavano a chiamarlo Trinità” sono state, infatti, girate sulle sponde del fiume Volturno che attraversa le campagne di Venafro nel Molise. Si tratta delle scene nelle quali i protagonisti passeggiano sulle rive di un fiume, dove sono ben visibili dei sassi bianchi di forma piatta tipici di quella zona. La stessa scena finale, in cui la carrozza con la famiglia resta bloccata nel letto del fiume, è stata girata tra le acque del Volturno.

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Fonte: Getty Images
Una scena del film “… Continuavano a chiamarlo Trinità”

Santa Margherita di Pula, la location di Temptation Island

La versione italiana del reality show Temptation Island, un programma televisivo lanciato in Italia nel 2005, è ambientata nel nostro paradiso dell’estate, un luogo che, nell’immaginario collettivo, corrisponde al posto più esotico che sia in Italia: la Sardegna. Da anni un resort ospita le sette coppie che prendono parte docu-reality e che hanno deciso di mettere alla prova il loro rapporto ed è diventato famosissimo.

Dove è ambientato Temptation Island

Ci troviamo nel Sud-Ovest della Sardegna, nella zona di Santa Margherita di Pula, una delle più selvagge dell’isola, dove la tutela dell’ambiente ha mantenuto la densità abitativa ben controllata per garantire alla macchia mediterranea di continuare a svilupparsi e rendere verde tutta la zona che si affaccia su un mare meraviglioso dalle sfumature che vanno dal verde al blu.

Il lungo litorale di Santa Margherita di Pula comprende una serie di cale di sabbia bianca e fine e sprazzi di graniti rosati. Cala Marina, Cala Bernardini, Cala d’Ostia, Cala Verde e altre spiagge minori. E poi ci sono le spiagge dei resort, che si affacciano sul mare limpido, come quella del resort dove è ambientato da anni Temptation Island e Temptation Island Vip, con le coppie di personaggi dello spettacolo.

Lo scenario del programma Tv che va in onda su Canale5 si trova in questa località da favola, con spiagge incredibili e dalla bellezza incontaminata. Ci troviamo in provincia di Cagliari e il mare in questo tratto di costa è di una bellezza senza paragoni, basti pensare alla vicina Chia, nel Comune di Domus de Maria, che ha ricevuto per anni apprezzamenti internazionali e a Teulada che si è aggiudicata per anni il premio come spiaggia più bella d’Italia per Tuerredda. Insomma, è in questa zona della Sardegna che si trovano alcune delle spiagge più belle d’Italia.

Il resort di Temptation Island

I protagonisti di Temptation Island soggiornano all’Is Morus Relais, a soli 40 chilometri da Cagliari. Questo resort quattro stelle non è uno dei più lussuosi della Sardegna, ma ha mantenuto un aspetto decisamente autentico che rappresenta al meglio la Sardegna, questa magnifica terra e le sue tradizioni. Is Morus è immerso nella vegetazione mediterranea e ha una cinquantina tra camere, suite e ville indipendenti. Le piscine interrate affacciate direttamente sul mare e il camminatoio in legno che richiama la pineta circostante rendono questo luogo davvero magico. Perfetto per coppie innamorate, insomma. All’interno ci sono anche un ristorante, due bar e una pasticceria.

Quanto costa una vacanza nel resort di Temptation Island

Come tutto il resto della Sardegna, questo resort non è ovviamente low cost, ma i prezzi per una vacanza estiva non sono neanche folli. La soluzione più costosa è quella all’interno di una delle ville che possono ospitare fino a sette persone e che costano fino a 1400 euro al giorno, l’equivalente di 200 euro a persona. Ci sono però ville più economiche a partire da 800 euro al giorno per quattro persone. Nel resort ci sono anche delle camere e delle suite. Queste ultime costano a partire da 160 euro a notte epr due persone, mentre le camere sono decisamente più economiche: la family per due adulti e due bambini costa 125 euro a notte.

La spiaggia di Santa Margherita di Pula

La spiaggia di Santa Margherita di Pula è di sabbia con granelli grigio-rosati, l’acqua è bassa e limpida, pertanto, questa zona è adatta alle vacanze in famiglia per il facile accesso al mare, ma anche agli appassionati di sport nautici come windsurf e vela perché soffia sempre una bella brezza. Il fondale è ideale per lo snorkeling, le immersioni e la pesca sportiva. In particolare, la spiaggia di Is Morus – dove si svolge Temptation Island – ha sabbia fine color crema con qualche ciottolo. Il fondale è abbastanza profondo e sabbioso. Le acque sono cristalline e rendono questa costa paragonabile alle spiagge tropicali.

Come arrivare a Santa Margherita di Pula

È facile raggiungere la spiaggia di Pula. Partendo da Cagliari, basta percorrere la Strada Statale 195 seguendo le indicazioni per il centro di Santa Margherita. Quindi prendere la via Flumendosa, la litoranea e seguire i cartelli per Is Morus.

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Fonte: @Mediaset
Le coppie di Temptation Island 2024

 

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