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I festival letterari e culturali che trasformano l’Italia in un palcoscenico estivo a cielo aperto

L’estate italiana si conferma una stagione privilegiata per l’incontro tra cultura, territorio e comunità: borghi, città d’arte, isole e parchi archeologici si trasformano in luoghi di confronto e partecipazione, dove la letteratura dialoga con la musica, il teatro, la scienza, la filosofia e l’attualità.

Il calendario per la stagione 2026 è particolarmente ricco, tra appuntamenti consolidati e nuove progettualità culturali: una selezione da non perdere.

Mine Festival

A Emarèse, comune della Valle d’Aosta con poco più di duecento abitanti, nasce il Mine Festival con cui, dal 12 al 14 giugno, il paese si trasforma in un laboratorio culturale diffuso dove arte, musica, gastronomia e partecipazione collettiva diventano strumenti per reinterpretare alcuni elementi simbolici del territorio.

Gli appuntamenti si svolgeranno presso il centro culturale Le Milieu, il forno di comunità di Erésaz e altri luoghi significativi del borgo: l’obiettivo è promuovere forme di turismo culturale sostenibile, valorizzando le storie e le competenze degli abitanti grazie al coinvolgimento diretto della popolazione.

Le notti dell’underground – Il festival di Re Nudo

Le notti dell’underground – Il festival di Re Nudo” inaugura la sua terza edizione negli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano, fino a domenica 14 giugno: oltre cento artisti coinvolti e trentatré appuntamenti distribuiti nel corso dei quattro giorni, per un totale di circa ventotto ore di programmazione.

Le forme espressive toccano ambiti molto diversi, dal teatro alla musica, dalla poesia alla fotografia, dalla pittura alla danza, fino alla videoarte, alla grafica digitale, alla street art e al cinema, in una commistione continua tra linguaggi e sperimentazioni contemporanee.

A fare da filo conduttore è il tema “un futuro bifronte”, che invita a osservare il presente come uno spazio sospeso tra scenari opposti, dove convivono tensioni distopiche e possibilità di trasformazione.

PordenonePensa

Dall’11 al 26 giugno torna PordenonePensa, il Festival del confronto promosso dal Circolo Culturale Eureka Pordenone, giunto alla diciottesima edizione.

Il Chiostro della Biblioteca Civica di Pordenone è il principale teatro degli incontri, ai quali si aggiungono appuntamenti diffusi nei comuni limitrofi di Roveredo in Piano, Porcia, Spilimbergo e Fontanafredda.

Tra gli ospiti spiccano la chef Chiara Pavan, impegnata in una riflessione sul rapporto tra sostenibilità ambientale e cultura gastronomica, Filippo Facci e Alberto Mingardi, protagonisti di un confronto sui temi politici ed economici del presente.

Adriano Panatta ripercorrerà la propria esperienza sportiva e umana, mentre Pietrangelo Buttafuoco, Giampiero Mughini e Giordano Bruno Guerri animeranno un incontro dedicato al piacere della lettura e al valore dei libri.

Il programma prosegue con approfondimenti sull’economia e la polarizzazione ideologica insieme a Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone, senza trascurare questioni legate all’etica sportiva con Alessandro Donati e riflessioni sul conformismo nella società italiana affidate a Tommaso Cerno.

Festival Rinascimento Culturale

Pubblico al Festival Rinascimento Culturale Brescia ed Erbusco
Ufficio Stampa Festival Rinascimento Culturale
Festival Rinascimento Culturale Brescia ed Erbusco

Da oltre un decennio il Festival Rinascimento Culturale si propone di stimolare il pensiero critico mediante l’incontro tra saperi differenti: la tredicesima edizione, organizzata in collaborazione con la BCC Basso Sebino, entra nel vivo con tre appuntamenti in programma tra Brescia ed Erbusco.

Il 19 giugno Nicoletta Cusano e Maria Chiara Carrozza riflettono sul valore della conoscenza e sul ruolo strategico della ricerca scientifica nello sviluppo delle società contemporanee.

Il 29 giugno l’attenzione si sposta sull’intelligenza artificiale grazie all’intervento di Nello Cristianini, tra i maggiori esperti internazionali del settore, che affronta le implicazioni culturali e cognitive della crescente interazione tra esseri umani e macchine.

Il 30 giugno sarà invece Dario Fabbri a guidare il pubblico nell’analisi degli scenari geopolitici contemporanei, offrendo strumenti interpretativi per comprendere le tensioni che caratterizzano il panorama internazionale.

Il Trebbo in Musica

Torna “Il Trebbo in musica“, la rassegna ideata da Ravenna Festival per Cervia e Milano Marittima. Giunta alla sua settima edizione e realizzata in collaborazione con il Comune di Cervia e con il contributo della Cooperativa Bagnini, rinnova la tradizione romagnola del trebbo, trasformandola in un ciclo di incontri tra letteratura, musica e performance scenica.

Dal 14 giugno al 9 luglio, il programma si articola in sette appuntamenti serali che mettono al centro la parola e il suo dialogo con altre forme artistiche: tra gli eventi principali, l’adattamento di Ambra Angiolini da un testo di Stefano Benni, il confronto di Pablo Trincia con “A sangue freddo” di Truman Capote e l’omaggio di Massimo Zamboni a Pier Paolo Pasolini.

Ampio spazio è dedicato anche alla letteratura russa con il doppio appuntamento di Paolo Nori, che unisce riflessioni storiche e autobiografiche, mentre un tributo a Grazia Deledda celebra il legame tra la scrittrice e Cervia.

La chiusura è affidata a Fabio Canino con una rilettura de “Il brutto anatroccolo” in chiave contemporanea. Il programma si completa il 10 luglio con una presentazione editoriale e un concerto al Woodpecker dedicato all’architetto Filippo Monti.

Stagione 2026 di Villa Vittoria Cultura

Firenze rinnova il proprio appuntamento con Villa Vittoria Cultura, e l’edizione 2026 si sviluppa fino al 30 settembre con un programma che spazia tra letteratura, poesia, storia, arte e pensiero contemporaneo.

La formula scelta dagli organizzatori punta sul dialogo tra discipline e sulla costruzione di uno spazio aperto al confronto tra autori, studiosi, istituzioni e pubblico.

I temi affrontati spaziano dal Medioevo all’attualità, e tra i protagonisti troviamo personalità come Vannino Chiti, Giovanna Dolfi, Lorenzo Conti Lapi, Carlo Conti, Marco Del Panta, Giovanni Tosco, Gianpaolo Cionini, Alessandro Sarti ed Eugenio Giani.

Mondolfo Marotta, “Come un libro all’aperto”

Giunta alla quinta edizione, “Come un libro all’aperto” consolida il proprio ruolo nel calendario culturale marchigiano con dieci appuntamenti ospitati nei luoghi più suggestivi di Mondolfo e Marotta.

Ad aprire il ciclo di incontri sarà Lucia Tancredi con il romanzo “Ersilia e le altre”; seguiranno Lucio Presta con “L’uragano” e Paola Perego, che presenterà il proprio libro autobiografico “A modo mio”.

Un momento particolarmente atteso sarà l’omaggio a Lucio Dalla affidato a Marino Bartoletti, accompagnato dal Duo Idea, con il volume “Caro Lucio ti scrivo”.

Stefano Meloccaro porterà il pubblico nel mondo del tennis raccontato tramite la letteratura sportiva, mentre Roberto Mercadini riceverà il Premio “Come un libro all’aperto”, presentando il volume dedicato alla rivoluzione scientifica e alla figura di Galileo Galilei.

Tra gli altri ospiti figurano Daniele Mencarelli, Enrico Galiano, Piergiorgio Pulixi e Giulia Baldelli.

MicroCosmi

Nel cuore della Costa del Cilento, MicroCosmi, in programma dal 6 al 12 luglio tra San Giovanni a Piro, Bosco e Scario, nasce da un’idea del musicista Vittorio Cosma con la curatela di Annarita Masullo e si propone come un laboratorio permanente dedicato al dialogo tra discipline differenti: musica, letteratura, giornalismo, arti visive, teatro, divulgazione scientifica e riflessione filosofica convivono all’interno di un programma che trasforma piazze e spazi pubblici in luoghi di partecipazione condivisa.

A contribuire alla definizione dei contenuti è un board composto da figure provenienti da mondi diversi, tra cui Telmo Pievani, Fabio Peri, Fabrizio Barca, Giorgio Gherarducci, Gea Scancarello, Umberto Angelini, Susy Laude, Lorenza Daverio, Valentina Farinaccio, Grazia Gotti, Max Magaldi e Claudio Jampaglia.

MicroCosmi coinvolge associazioni, operatori culturali e cittadini nella costruzione di una progettualità condivisa destinata a lasciare un’eredità stabile sul territorio cilentano.

FestivalFlorio

Le isole Egadi si preparano ad accogliere una nuova edizione di FestivalFlorio che, dal 28 giugno al 5 luglio, trasforma Favignana, Levanzo e Marettimo in un grande palcoscenico diffuso dedicato alla cultura.

Nato nel 2012, il festival ha consolidato il proprio ruolo nel panorama mediterraneo grazie a una proposta che mette in relazione musica, teatro, letteratura, divulgazione e promozione delle eccellenze territoriali. Sotto la direzione artistica del maestro Giuseppe Scorzelli, continua a valorizzare il patrimonio paesaggistico e storico dell’arcipelago grazie a una programmazione articolata.

Ad aprire l’edizione 2026 sarà il conferimento del Premio Favignana per il Teatro a Leo Gullotta, riconoscimento assegnato a figure che hanno lasciato un segno significativo nel mondo dell’arte e dell’impegno civile.

Nel corso della settimana si alterneranno concerti, incontri letterari e momenti di approfondimento: Carlotta Proietti renderà omaggio all’eredità artistica di Gigi Proietti, mentre Sergio Baietta proporrà una rilettura contemporanea del repertorio di Fryderyk Chopin.

La letteratura troverà spazio nell’incontro dedicato alle lettere tra Eduardo e Luca De Filippo, curato da Maria Procino, mentre Marco Morricone offrirà un ritratto personale del padre Ennio, esplorandone il lato umano oltre quello artistico.

Tra gli appuntamenti più originali spicca il reading “Cacciatori di Comete“, dedicato alla missione spaziale Rosetta, che unirà divulgazione scientifica e narrazione teatrale. A chiudere il festival sarà Giovanni Allevi con “Armonie Invisibili”, evento sul mare che fonderà musica e racconto in una delle cornici più suggestive dell’arcipelago.

Terza edizione di SelinunteEstate

Infine, tra i templi dell’antica Selinunte prende vita, dal 4 luglio al 5 settembre, SelinunteEstate che trasforma il parco archeologico e le Cave di Cusa in scenari dedicati all’incontro tra arti performative e patrimonio storico.

La terza edizione propone circa cinquanta appuntamenti che spaziano dal teatro alla musica, dalla danza alle lectio magistralis, dai musical ai talk culturali fino agli eventi all’alba.

Il progetto nasce anche dal desiderio di offrire spazio alle nuove generazioni artistiche tramite una open call che ha raccolto numerose adesioni.

Meglio tardi che mai, le location del film svelano una perla storica d’Italia

Il 31 maggio 2026 torna in prima serata su Rai 1 il ciclo Purché finisca bene: dopo il successo di ascolti di Cercasi tata disperatamente, spazio a un film Tv di Giuseppe Curti in cui a fare da protagonista, oltre a interpreti d’eccezione come Lorenzo Richelmy, Mariana Lancellotti, Emanuela Grimalda, Camilla Filippi, Gabriele Cirilli, Claudio Corinaldesi e Sergio Assisi, sono una storia di rinascita e una città simbolo del passato recente d’Italia. Scopriamo insieme le location di Meglio tardi che mai.

Scoperti foro e teatro lungo la Via Appia, i droni individuano un’antica città romana

Certe scoperte archeologiche non arrivano con il rumore degli scavi spettacolari, ma con un ronzio quasi impercettibile: quello dei droni che sorvolano campi apparentemente silenziosi. È proprio così che il sito romano di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri, in provincia di Avellino, sta tornando a raccontare la propria storia. E non si tratta di dettagli marginali: le nuove indagini hanno rivelato un foro urbano e un teatro monumentale finora sconosciuti, elementi che cambiano radicalmente l’immagine che avevamo di questo insediamento lungo la Via Appia.

Se finora potevate immaginare Fioccaglia come una semplice stazione lungo la grande arteria romana, oggi dovete pensare a qualcosa di molto diverso: una vera città, organizzata, viva, inserita pienamente nella rete politica ed economica della Roma repubblicana.

La scoperta del foro e del teatro

Le nuove ricerche, coordinate dal professor Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e al Comune di Flumeri, non hanno aperto trincee né portato alla luce muri visibili a occhio nudo. Eppure, hanno permesso di “vedere” la città come mai prima. Ci si trova nel sito romano di Fioccaglia, nella zona dell’Irpinia e il ritrovamento è incredibile.

Grazie a rilievi aerei con droni e a sofisticate prospezioni geofisiche, gli archeologi hanno ottenuto una sorta di radiografia del sottosuolo. Le differenze nella crescita della vegetazione, le anomalie magnetiche del terreno, le tracce invisibili lasciate dalle strutture antiche: tutto ha contribuito a ricostruire la pianta urbana ancora sepolta.

Quello che emerge è sorprendente. Sotto i campi agricoli si disegna un impianto urbano regolare, con strade ortogonali e isolati pianificati secondo il modello delle città romane di fondazione. Non un insediamento spontaneo, dunque, ma un centro progettato con precisione.

Al centro di questa griglia urbana compare chiaramente il foro: una grande piazza rettangolare circondata da edifici pubblici, cuore politico, commerciale e sociale della comunità.

E poi la sorpresa più inattesa. Poco distante, le indagini hanno individuato il profilo curvo di un teatro monumentale mai documentato prima. Nessuno scavo precedente ne aveva segnalato l’esistenza. La sua presenza cambia completamente la percezione del sito: un teatro implica spettacoli, assemblee, momenti collettivi, una vita culturale attiva.

Già negli anni Ottanta erano emersi segnali importanti: un decumano basolato e una domus decorata in Primo Stile pompeiano, che suggerivano ricchezza e organizzazione urbana. Oggi, però, il quadro si amplia e diventa molto più ambizioso.

Perché questa scoperta cambia la storia dell’Irpinia romana

Dovete immaginare la Via Appia non solo come una strada, ma come una vera infrastruttura strategica dell’antichità, la celebre Regina Viarum che collegava Roma al Sud Italia. Fioccaglia si trovava in una posizione chiave, vicino alla confluenza del fiume Ufita e del torrente Fiumarella: un nodo naturale di transito e controllo del territorio.

Molti studiosi identificano il sito con l’antica Forum Aemilii, centro legato alla romanizzazione dell’Irpinia tra II e I secolo a.C., periodo in cui Roma consolidava la propria presenza nelle aree interne della Campania. La scoperta del foro e del teatro rafforza enormemente questa ipotesi.

La combinazione di infrastrutture pubbliche monumentali, strade pavimentate e residenze aristocratiche racconta una comunità prospera, capace di sostenere attività politiche, economiche e culturali complesse.

Questa scoperta dimostra quanto le tecnologie non invasive stiano rivoluzionando l’archeologia. Senza scavare gli studiosi riescono oggi a pianificare tutela e valorizzazione con una precisione impensabile fino a pochi anni fa.

Le istituzioni locali guardano già al futuro. Le nuove evidenze stanno contribuendo alla definizione di un piano di gestione e valorizzazione dell’area, anche in relazione ai grandi progetti infrastrutturali della Valle Ufita, come la futura stazione dell’Alta Velocità Hirpinia. L’obiettivo è trasformare Fioccaglia in un punto di riferimento culturale per l’entroterra campano, spesso meno conosciuto rispetto ai grandi poli archeologici regionali.

E forse è proprio questo il fascino più grande della scoperta: ricordarvi che la storia romana non vive solo nei luoghi celebri. A volte emerge dove meno ve lo aspettate, sotto campi coltivati e paesaggi tranquilli, pronta a riscrivere la geografia dell’Italia antica. Nei prossimi mesi nuove indagini non invasive aggiungeranno dettagli al mosaico. E c’è da scommettere che Fioccaglia abbia ancora molto da raccontare.

Balcone di pietra tra le nuvole: Monte Castello di Vibio, il borgo che ha scelto la misura dell’anima

Qui non c’è fretta e nemmeno stress, perché le circa 1.400 anime che vivono a Monte Castello di Vibio, in Umbria, abitano un borgo impostato secondo il modello del castrum medievale, con una trama compatta di vicoli, porte e salite che rallenta naturalmente il ritmo. Collocato a 423 metri di altitudine su un colle che domina campi e anse del Tevere, conserva ancora mura, porte e torri nate per difendere una comunità fiera, spesso in contrasto con la potente (e vicina) Todi.

Dopo secoli di lotte, ribellioni, abbattimenti e ricostruzioni, tra Ottocento e periodo napoleonico il paese cambiò volto, grazie anche all’arrivo di nuove idee che portano alla nascita di un Comune moderno e con un progetto sorprendente per un centro così piccolo. Vi basti pensare che proprio qui, nel 1808, è stato edificato un teatro completo in tutte le sue parti, particolarmente ridotto nelle dimensioni ma perfetto nelle proporzioni.

Da allora questo luogo custodisce una delle esperienze culturali più intense dell’Umbria, in cui il visitatore si sente avvolto totalmente da una quiete che, in alcuni angoli del nostro Paese (e non solo), sembra ormai un ricordo lontano.

Cosa vedere a Monte Castello di Vibio

Questo grazioso nucleo antico della provincia di Perugia, parte dell’associazione Borghi più belli d’Italia, accoglie con un labirinto di vicoli che rasenta una perfezione architettonica che ha saputo resistere agli anni, al punto da non cedere quasi per niente al richiamo della modernità invadente. Ci vuole poco tempo per esplorare il suo centro storico, ma serve attenzione: i numerosi dettagli emergono lentamente.

Teatro della Concordia

Il viaggio non può che iniziare dal Teatro della Concordia. Vi abbiamo detto che è piccino e armonico, ma non vi abbiamo ancora rivelato il suo peculiare primato: è il teatro all’italiana più piccolo al mondo. Con 99 posti distribuiti tra platea e palchi, una struttura interamente lignea che garantisce un’acustica sorprendente, decorazioni ad affresco che ricoprono soffitto, palchetti e foyer, questo spazio è stato pensato e costruito a misura del paese stesso.

Niente sfarzo esagerato o grandezze poco utili, perché emerge solo uno stile post-rivoluzionario francese e il desiderio di celebrare l’armonia tra popoli diffusasi in Europa all’inizio del XIX secolo. A catturare l’attenzione, oltre alle dimensioni, sono i raggianti soffitti affrescati da Luigi Agretti nel 1892, un ragazzo di soli 14 anni che ci ha regalato un posto che, ancora oggi, conserva una freschezza rara.

Le cose però non sono andate sempre a gonfie vele e, dopo la chiusura nel 1951 e persino un crollo parziale, la comunità scelse l’autotassazione per salvarlo. Il restauro, concluso nel 1993, ha mantenuto la struttura originale e restituisce un gioiello riconosciuto a livello internazionale.

Torre di Porta Maggio

In passato la Torre di Porta Maggio fungeva da baluardo difensivo contro le incursioni da Todi, mentre oggi segna uno degli accessi principali al paese. Dalla sua sommità si apre una vista ampia sulla Media Valle del Tevere, con campi coltivati, colline e corsi d’acqua che cambiano colore durante la giornata.

Al suo interno, invece, trova spazio una raccolta di cimeli storici, tra cui fucili a bacchetta del 1822 e una lettera autografa di Giuseppe Garibaldi indirizzata al Comune nel 1862, testimonianza diretta del Risorgimento vissuto anche qui.

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo

Affacciata sulla piazzetta dedicata a Vittorio Emanuele II, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo è frutto di una ricostruzione ottocentesca sostenuta da Gregorio XVI e Pio IX, con uno stile neoclassico che si esprime attraverso una facciata sobria e un interno a tre navate con absidi semicircolari.

Varcata la soglia a colpire sono gli affreschi di Nicola e Federico Benvenuti, l’altare maggiore affiancato dalle statue dei santi titolari e dominato dall’immagine della Madonna dei Portenti, il fonte battesimale e il Braccio Santo (reliquiario che riproduce fedelmente l’anatomia dall’arto umano fino alla mano) in argento.

Chiesa di Sant’Illuminata e Madonna delle Carceri

Per ultime (ma non per importanza e bellezza) la Chiesa di Sant’Illuminata, la casa di un crocifisso ligneo del Quattrocento legato a una tradizione devozionale antica, e la Cappella della Madonna delle Carceri, dalle pareti che narrano storie mariane con pigmenti sbiaditi ma espressivi.

Cosa fare a Monte Castello di Vibio

A Monte Castello di Vibio ci si sente a casa propria, perché la popolazione e il territorio sono in grado di coinvolgere chiunque decida di fermarsi anche per poche ore. Tra le esperienze più suggestive:

  • Percorrere il Sentiero del Furioso all’interno del Parco Fluviale del Tevere: si segue un tracciato ad anello tra boschi, rive fluviali, resti di mulini ad acqua e la centrale idroelettrica di Montemolino, esempio significativo di archeologia industriale.
  • Raggiungere l’area legata alla battaglia del 1310 tra Guelfi e Ghibellini: episodio culminato con la distruzione di un ponte sul Tevere, un fatto che, invitabilmente, ha segnato profondamente la storia locale.
  • Visitare cantine, aziende agricole e fattorie didattiche: tra olio Dop Umbria Colli Orvietani, Grechetto di Todi Doc, ortaggi e allevamenti di piccola scala.
  • Partecipare alle feste tradizionali: come la sagra delle scottadito a fine giugno, la Festa di Sant’Antonio a Doglio e il Banchetto Medievale dopo Ferragosto, con cene itineranti, musica e spettacoli.
  • Vivere il Paese del Natale: periodo in cui il borgo si trasforma tra presepi artistici, mercatini e installazioni dedicate ai più piccoli.
Monte Castello di Vibio, borgo in Umbria
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Veduta dall’alto di Monte Castello di Vibio, Umbria

Come arrivare

Il borgo di Monte Castello di Vibio un è un angolo di pace dell’Umbria che richiede un breve viaggio attraverso la campagna più autentica. Per chi proviene da nord, la soluzione ottimale consiste nel percorrere la superstrada E45 fino all’uscita di Fratta Todina, proseguendo successivamente lungo la strada provinciale che risale dolcemente il fianco della collina attraverso tornanti panoramici.

Chi invece arriva da sud dovrà imboccare la medesima E45 superando Todi e uscendo a Ponterio, seguendo poi la segnaletica chiara che indica Monte Castello di Vibio. Per i viaggiatori che prediligono il treno, la stazione ferroviaria più vicina risulta quella di Todi-Ponte Rio sulla linea Ferrovia Centrale Umbra, da cui partono autobus di linea che collegano il fondovalle al centro storico.

Torna OperaCamion: Il Barbiere di Siviglia attraversa Roma su quattro ruote

Ci siamo: OperaCamion è pronto a rimettersi in viaggio Il Teatro dell’Opera di Roma torna a portare la lirica nei quartieri della città, trasformando...

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Al via ‘Next’ per sostenere compagnie, teatri, sale e giovani artisti

Presentata al Piccolo Teatro di Milano l’edizione 2025 di ‘Next – Laboratorio di idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo‘. Il progetto, promosso da Regione Lombardia, sostiene l’intera filiera dello spettacolo dal vivo e dell’audiovisivo, con l’obiettivo di favorire la produzione, la programmazione e la circuitazione delle realtà artistiche lombarde, valorizzando il talento, la qualità e la diffusione delle arti performative sul territorio regionale.

La conferenza stampa al Piccolo Teatro di Milano

In foto l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, durante la presentazione di ‘Next’ al Piccolo Teatro di MilanoAlla conferenza stampa è intervenuta l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso: “Next è una piattaforma unica in Italia, uno strumento con il quale sosteniamo i talenti e i progetti del settore dello spettacolo in Lombardia. Con questo programma supportiamo le nostre compagnie, i teatri, le sale cinematografiche e soprattutto i giovani artisti, accompagnandoli nella crescita e nell’apertura ai mercati internazionali“.

“È un investimento concreto – ha concluso Caruso – che va nella direzione di garantire la continuità delle iniziative sui territori. Lavoriamo con determinazione affinché la Lombardia resti una terra in cui la cultura genera lavoro”.

Next 2025, l’anteprima e le linee di intervento

La nuova edizione, in collaborazione con Fondazione Cariplo e organizzata da AGIS Lombarda, aprirà ufficialmente il 10 e 11 novembre 2025 con la vetrina delle produzioni di prosa e danza contemporanea, coinvolgendo i teatri Elfo Puccini e Franco Parenti e il centro di produzione Dancehauspiù di Milano. Regione ha già messo in campo risorse per le edizioni 2025/2026 e 2026/2027, confermando il ruolo di ‘Next‘ come punto di riferimento per il panorama culturale lombardo. Un progetto, quello di ‘Next’, che raggiungerà le 14 edizioni consecutive grazie al sostegno di Regione.

Le linee di intervento riguardano anche il sostegno al teatro per l’infanzia e la gioventù; la circuitazione regionale, nazionale e internazionale delle compagnie anche under 35; la promozione delle sale cinematografiche; e l’iniziativa ‘Schermi e Palchi di Classe’ rivolta agli istituti scolastici e che ha consentito di portare a teatro e al cinema oltre 73.000 studenti lombardi nel corso dell’anno scolastico 2024/2025.

‘Schermi e Palchi di Classe’, i progetto scolastici di Next

Nello specifico, con ‘Schermi di Classe’ sono stati coinvolti oltre 38.000 studenti di 212 istituti scolastici e 317 plessi in 98 Comuni della Lombardia, organizzando 254 proiezioni in 84 sale cinematografiche; mentre con ‘Palchi di Classe‘ sono stati coinvolti oltre 35.000 studenti appartenenti a 346 istituti scolastici e 367 plessi che hanno assistito a 286 spettacoli organizzati in 187 Comuni.

Maggiori dettagli e il programma completo delle iniziative in Regione Lombardia sono disponibili a questo link.

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Teatro lirico, presentata la stagione 2025/2026 di OperaLombardia

Presentata in Regione la stagione 2025 2026 di OperaLombardia, il circuito che unisce la programmazione del grande teatro di tradizione: il Donizetti di Bergamo, il Grande di Brescia, il Sociale di Como, il Ponchielli di Cremona e il Fraschini di Pavia. Alla conferenza stampa di presentazione, nella Biblioteca Tremaglia di Palazzo Lombardia, ha partecipato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso.

Obiettivo promuovere lo spettacolo lirico a un pubblico sempre più ampio

In foto l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, durante la conferenza stampa di presentazione della stagione 2025 2026 di OperaLombardiaOperaLombardia è un progetto che nasce in questa Regione – ha spiegato l’assessore Caruso – e rappresenta un modello unico a livello nazionale”.

“Sosteniamo – ha aggiunto – con forza questo esperimento per la messa in rete degli spettacoli del circuito OperaLombardia, fondamentale per promuovere e diffondere lo spettacolo lirico a un pubblico sempre più ampio e diversificato”.

“Un progetto – ha concluso Caruso – che punta all’ottimizzazione delle risorse, condividendo le idee e creando produzioni di altissima qualità”.

Teatro OperaLombardia 2025/2026, i relatori alla conferenza

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Lorenza Gazzerro (vicedirettrice area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo), Massimo Boffelli (direttore generale del Teatro Donizetti di Bergamo), Umberto Angelini (sovrintendente del Teatro Grande di Brescia), Barbara Minghetti (direttore di programmazione, AsLiCo – Teatro Sociale di Como), Andrea Nocerino (sovrintendente del Teatro Ponchielli di Cremona), Francesco Nardelli (direttore generale del Teatro Fraschini di Pavia), Maurizio Salerno (direttore generale e direttore artistico della Fondazione ‘I Pomeriggi Musicali’) e Giovanni Vegeto (direttore generale AsLiCo – Teatro Sociale di Como).

Le origini di OperaLombardia

I volantini di OperaLombardia distribuiti durante la conferenza stampa di presentazione della stagione 2025 2026 Dal suo avvio nei primi anni ‘80, il Circuito Lirico Lombardo, ribattezzato nel 2015 OperaLombardia, rappresenta un punto di riferimento per la produzione e la diffusione dell’opera lirica in Lombardia. La stagione 2025-2026, grazie al sostegno di Regione, Fondazione Cariplo e Ministero della Cultura, si contraddistingue per un progetto artistico che unisce titoli del grande repertorio e opere di rara esecuzione.

Il cartellone proposto per la stagione 2025/2026, in partenza il 25 settembre 2025, premia l’ottimizzazione dei costi e la condivisione di idee, risorse, progetti e palinsesti: tutte le opere che andranno in scena, infatti, saranno nuovi allestimenti. È confermata, anche per questa stagione, la collaborazione con ‘I Pomeriggi Musicali’, diventata negli anni l’orchestra partner e un eccellente accompagnamento musicale delle diverse produzioni.

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Con bando di Regione finanziate 27 realtà teatrali in Lombardia

Prosegue l’impegno di Regione a sostegno del teatro in Lombardia. Sono 27 le realtà teatrali che hanno ottenuto un contributo regionale attraverso il bando 2025 per il supporto alla produzione di spettacoli e rassegne, voluto dall’assessore alla Cultura, Francesca Caruso. La misura, finanziata con uno stanziamento complessivo di 1,2 milioni di euro, ha premiato compagnie, imprese culturali e professionisti attivi nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Milano, Monza e Brianza e Varese. Si tratta di soggetti che operano stabilmente nei settori della prosa, del teatro per l’infanzia e la gioventù e del teatro di figura che animano la vita culturale dei territori.

Il sostegno di Regione Lombardia alla produzione teatrale

Pubblicati gli esiti del bando 2025 sul sostegno alla produzione dei teatri di Regione Lombardia: in foto l’assessore alla Cultura Francesca Caruso“Con la pubblicazione dei risultati del bando – afferma l’assessore regionale Francesca Caruso – prosegue quindi il sostegno concreto a soggetti e professionisti che ogni giorno lavorano nel settore del teatro con abnegazione, passione e competenza. Si tratta di realtà che sviluppano progettualità solide, intrecciano relazioni autentiche con il pubblico e assicurano una presenza culturale continua sul territorio. Infatti, con questo contributo finanziamo le produzioni, la programmazione di rassegne e stagioni, le tournée nazionali e internazionali, le attività laboratoriali, l’ospitalità di spettacoli e i progetti educativi”.

“Solo nel 2024 – continua Caruso – queste realtà hanno infatti prodotto 210 nuovi spettacoli e messo in scena oltre 5.000 repliche. Inoltre, hanno raggiunto più di 1,3 milioni di spettatori e attivato oltre 2.600 contratti di lavoro: sono numeri che raccontano, con chiarezza, lo sforzo quotidiano di chi fa cultura sul campo”.

Teatro in Lombardia, i soggetti beneficiari del bando in Regione

Pubblicati gli esiti del bando 2025 sul sostegno alla produzione dei teatri di Regione Lombardia: in foto un attore sul palco di un teatroA Milano, dove si concentra il maggior numero di soggetti finanziati (19), hanno ricevuto contributi: Teatro Franco Parenti S.r.l. Impresa Sociale, Teatro dell’Elfo S.C. Impresa Sociale, Tieffe Teatro Milano Società Cooperativa Impresa Sociale, Teatro del Buratto Società Cooperativa Sociale, Elsinor Società Cooperativa Sociale, Teatro Carcano S.r.l., Teatro de Gli Incamminati Società Cooperativa, Associazione Grupporiani, A.T.I.R., Accademia dei Filodrammatici, Associazione Teatro della Cooperativa, La Bilancia – Società Cooperativa, Associazione Culturale Pacta Arsenale dei Teatri, Associazione Culturale Teatro Out Off, Associazione Centro Teatro dei Navigli, Associazione Culturale Campoteatrale, Compagnia Corrado d’Elia, Linguaggicreativi ETS, Associazione Culturale PEM Habitat Teatrali.

A Bergamo vengono finanziate 3 realtà: Teatro Prova Società Cooperativa Sociale, T.T.B. – Teatro Tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche Società Cooperativa Sociale, Pandemonium Teatro Società Cooperativa Sociale Onlus. In provincia di Lecco hanno ricevuto sostegno 2 soggetti: Scarlattineprogetti Associazione Culturale e Teatro Invito – Società Cooperativa Sociale.

In provincia di Varese finanziata quindi l’Associazione Eccentrici Dadarò. A Brescia Il Telaio – Società Cooperativa Sociale Onlus, mentre in provincia di Monza e Brianza il contributo è andato a La Danza Immobile S.r.l. Impresa Sociale ETS.

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