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Lombardia protagonista a Ecomondo con il piano per l’housing sociale

Le politiche di Regione Lombardia per l’housing sociale protagoniste a Ecomondo, l’evento di Rimini punto di riferimento per i settori della ‘green and circular economy’. L’assessore regionale alla Casa, Paolo Franco, ha partecipato oggi al convegno organizzato dal Coordinamento Confservizi Regionali illustrando, in particolare, le strategie messe in campo per ampliare l’offerta di abitazioni a canone calmierato, con l’obiettivo di aiutare le famiglie di reddito medio e medio-basso che faticano a trovare una soluzione abitativa sul mercato privato.

Risposte concrete alle famiglie i difficoltà

L’assessore regionale Paolo Franco ha partecipato a Ecomondo illustrando le strategie messe in campo per l'housing sociale in LombardiaAl centro del confronto, lo stanziamento di 32,5 milioni di euro deliberato lunedì dalla Giunta per finanziare un nuovo bando di housing sociale: “Ha suscitato l’interesse degli interlocutori – ha evidenziato Franco – l’azione implementata per dare risposte concrete a una fascia sempre più larga di popolazione che non riesce a sostenere mutui e affitti, senza, nel contempo, poter accedere alle case popolari. I 32,5 milioni di euro appena deliberati si aggiungono ai 18,5 milioni del bando partito lo scorso anno attraverso il quale stiamo mettendo a disposizione 400 appartamenti a canone calmierato nei diversi territori lombardi”.

“Siamo la prima Regione italiana – ha proseguito Franco – ad aver strutturato un piano di housing sociale nel medio e lungo termine grazie alla ‘Missione Lombardia’, il programma di interventi che prevede la sinergia costante con tutti gli enti coinvolti sul tema della casa, comprese le associazioni di categoria il cui contributo fattivo è determinante per mettere a terra i progetti. Da questo punto di vista, la ‘Missione Lombardia’, che include il piano regionale di housing sociale, può rappresentare un modello di buone pratiche da replicare in altre zone del Paese”.

A Ecomondo una collaborazione in chiave housing sociale

Al convegno hanno partecipato anche il presidente di Confservizi Lombardia, Yuri Santagostino, il presidente di Fla (Fondazione Lombardia per l’Ambiente), Piero Frazzi, il presidente di Federcasa Lombardia e membro di Confservizi, Corrado Zambelli.

L’evento di Rimini è stata l’occasione anche per rafforzare le interlocuzioni in corso tra l’assessorato alla Casa e Confservizi, finalizzate a un definire un protocollo di collaborazione che includa i lavoratori delle aziende consociate tra coloro che possono accedere alle abitazioni a canone calmierato. “Si tratta di lavoratori impegnati nelle imprese che erogano servizi di pubblica utilità: l’acqua, il gas, l’energia elettrica, l’ambiente, i trasporti. Allargare la platea di chi può usufruire dell’housing sociale è fondamentale, continuiamo a lavorare in questa direzione” ha concluso l’assessore.

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Case a prezzi accessibili, finanziato nuovo bando di housing sociale

Regione Lombardia potenzia il piano di housing sociale per aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili da destinare a lavoratori e famiglie della classe media e medio bassa, che ora faticano a trovare soluzioni abitative praticabili.

Le nuove risorse in campo

La Giunta, su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, ha dato il via libera a un finanziamento di 32,5 milioni di euro che consentirà di attivare un nuovo bando regionale rivolto a imprese, cooperative, Comuni o Aler affinchè rendano disponibili case a costi inferiori rispetto agli affitti di mercato.

Il precedente bando regionale

I fondi si aggiungono ai 18,5 milioni di euro del bando avviato lo scorso anno con il quale saranno messe a disposizione 400 abitazioni a canone calmierato: i cantieri sono in corso e si concluderanno, in base al cronoprogramma dei 14 progetti finanziati, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2027.

“L’obiettivo – sottolinea l’assessore Franco – è aiutare le persone e i nuclei familiari che non riescono ad accedere al mercato privato degli affitti o dei mutui e che, nel contempo, non hanno i requisiti per ottenere una casa popolare. Una fascia di popolazione sempre più larga, a cui le istituzioni devono offrire opportunità concrete. Il nostro lavoro va esattamente in questa direzione: la Lombardia è la prima regione italiana ad aver strutturato un programma di housing sociale a medio e lungo termine”.

Impegno costante

“Il nuovo bando – prosegue Franco – incrementa sensibilmente le risorse già stanziate con la precedente misura, a testimonianza di un impegno costante, attento alle evoluzioni e alle dinamiche della società lombarda. Lavoriamo per garantire il diritto alla casa non solo alle persone in povertà, ma anche, attraverso l’housing sociale, alle famiglie con reddito medio e medio-basso e a particolari categorie professionali, come le forze dell’ordine o chi lavora nell’ambito dei servizi essenziali: questi ultimi spesso rinunciano a lavorare in Lombardia a causa dei costi abitativi”.

Il piano ‘Missione Lombardia’

“Attraverso la ‘Missione Lombardia’ ovvero il piano di rilancio delle politiche abitative regionali – evidenzia Franco – stiamo cambiando il concetto di intervento pubblico nell’edilizia residenziale, tornando al principio originario di assicurare una casa ai lavoratori. Lo facciamo agendo in sinergia con altri attori del settore. L’housing sociale, inoltre, genera benefici per la comunità nel suo complesso favorendo il cosiddetto mix abitativo nei quartieri popolari”.

Le linee di intervento del bando

Il nuovo bando da 32,5 milioni di euro includerà 3 linee di intervento. La prima, da 18 milioni di euro, è rivolta a imprese, cooperative, Comuni e altri soggetti pubblici. La seconda, da 7,5 milioni di euro, è riservata agli interventi proposti dalle Aler. Mentre la terza, da 7 milioni di euro, è destinata agli enti privati che operano nel sociale, inclusi gli enti religiosi, a supporto delle situazioni di fragilità e delle esigenze abitative temporanee legate a studio, lavoro o necessità di cura.

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Prima Biennale dell’accoglienza a Palazzo Lombardia

A Palazzo Lombardia la prima Biennale dell’accoglienza, un convegno nazionale nato con l’obiettivo di rappresentare un momento di confronto concreto e costruttivo tra i protagonisti dell’accoglienza: famiglie, associazioni, operatori sociali, magistrati, amministratori e rappresentanti delle istituzioni.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Regione Lombardia, nasce dal Forum delle Associazioni Familiari con il contributo di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Azione per Famiglie Nuove, Cometa, Comunità Papa Giovanni XXIII, Famiglie per l’accoglienza e Fraternità.

Accoglienza, solidarietà e responsabilità

“È importante – ha dichiarato l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini – portare al centro del dibattito pubblico il valore dell’accoglienza, che si basa prima di tutto sui principi di solidarietà e di responsabilità collettiva”.

L'assessore regionale Elena Lucchini interviene alla Biennale dell'accoglienza di Palazzo Lombardia, un momento di confronto fra famiglie, associazioni, operatori sociali e istituzioni.

“A livello nazionale – ha osservato –  i numeri degli affidi stanno vivendo un momento di flessione. Uno scenario che non si presenta in Regione Lombardia, dove i dati sono particolarmente stabili. Negli ultimi anni si parla di circa 2.700 affidi, sia di minori sia di giovani ragazzi tra i 18 e i 21 anni. Sono numeri che ci tengo a fare emergere, perché sono tanti i ragazzi che vengono accolti anche quando hanno raggiunto la maggiore età. Questo significa dare una grande attenzione a quella fascia anagrafica nella quale spesso e volentieri i giovani vivono dei momenti di particolare fragilità“.

Sono 13 le Reti delle famiglie

“Tutto questo –  ha sottolineato Lucchini – è stato reso possibile grazie ad una forte collaborazione con tutta la Rete delle famiglie. Nel 2020, con una nostra delibera di Giunta, abbiamo voluto riconoscere e accreditare ben 13 Reti di famiglie presenti in tutte le province della nostra Regione”.

“Sono reti di famiglie – ha spiegato l’assessore – che collaborano con equipe multidisciplinari di professionisti per supportare le famiglie, nel momento, appunto, dell’affido per tutto l’arco temporale necessario. Ad oggi siamo arrivati ad avere circa 640 famiglie e 102 professionisti coinvolti nelle attività di supporto“.

“Risultati incoraggianti ma – ha evidenziato Lucchini – non bisogna abbassare la guardia. Vogliamo dare maggior impulso e più attenzione per cercare di valorizzare ulteriormente queste esperienze. La giornata di oggi risulta quindi un passaggio importante per trasmettere questo messaggio e portarlo proprio all’attenzione, in particolar modo, delle istituzioni al fine di coinvolgere sempre più realtà per far comprendere che la famiglia è luogo di crescita. È il luogo dove andiamo a responsabilizzare i giovani che saranno gli adulti del domani”.

Biennale dell’accoglienza a Palazzo Lombardia: proposte concrete

Obiettivo della Biennale quello di tracciare una serie di proposte concrete sulle quali lavorare nei prossimi due anni.

“Vogliamo – ha confermato  – monitorare l’iter di queste proposte per poi ritrovarci fra 24 mesi per constatare i risultati raggiunti e studiare come procedere per poterci migliorare ulteriormente”.

Un intento confermato anche da Adriano Bordignon, presidente del Forum delle associazioni familiari.

“Quella di oggi – ha concluso – è una ‘finestra sul futuro‘, perché pensiamo che ragionare insieme su come accogliere al meglio i più piccoli sia il segno di come sta il nostro Paese. La Biennale dell’accoglienza nasce con questo scopo e fra due anni ci ritroveremo ancora qui per fare il punto della situazione e decidere come proseguire insieme in questo impegno per trovare nuove strategie per dare opportunità ai nostri giovani”.

La mostra fotografica

Il convegno è accompagnato da una mostra fotografica, visitabile dal 1° al 16 novembre 2025 nel l’Aula Magna del Museo di Storia Naturale di Milano, che racconta la bellezza e la realtà dell’affido e dell’adozione, attraverso storie di prossimità e solidarietà familiare.

 

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La rigenerazione sociale di Zingonia (BG) prosegue: al via nuovo Cfp

Prosegue l’impegno per la riqualificazione e rigenerazione urbana di Zingonia (BG). La Giunta regionale ha deliberato l’adesione alla proposta di ‘Accordo di Rilancio Economico Sociale e Territoriale‘ (Arest) promossa dal Comune di Verdellino e finalizzata alla creazione di un centro di formazione professionale a sostegno del tessuto produttivo locale. Il provvedimento è stato approvato con il concerto degli assessori regionali Paolo Franco (Casa e Housing sociale), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Guido Guidesi (Sviluppo economico).

Fontana: restituiamo valore ai territori

“Zingonia – sottolinea il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana in cui trova applicazione il ‘Modello Lombardia’. Quando pubblico e privato lavorano insieme con obiettivi chiari, è possibile restituire valore a territori che per anni sono stati simbolo di criticità e oggi tornano a essere luoghi di opportunità e crescita, dove la riqualificazione può andare di pari passo con l’inclusione e il riscatto sociale”.

I dettagli dell’intervento di rigenerazione urbana a Zingonia

Il progetto, denominato ‘Zingonia – Land of people, land of work’, prevede la riqualificazione di un immobile di proprietà comunale per la realizzazione di un centro di formazione professionale – CFP per figure specializzate da inserire nelle aziende operanti sul territorio e in tutta l’area industriale di Zingonia. Il costo complessivo dell’intervento ammonta a 6.266.000 euro. Alla quota ‘Arest’ di 2 milioni di euro già stanziata da Regione Lombardia si aggiungono 2.020.000 euro di fondi del Comune di Verdellino e 2.246.000 euro di investimenti privati.

Tironi: da Regione risposte concrete alle aziende e agli studenti

“Il nostro obiettivo – evidenzia l’assessore Tironi – è offrire agli studenti percorsi formativi utili per contribuire a dare alle aziende del territorio le risposte che attendono, ossia profili professionali specifici richiesti dalle imprese. Talvolta sono difficili da reperire a causa del ‘mismatch’, ossia una scarsa aderenza tra la preparazione acquisita da ragazze e ragazzi in anni di studio e le effettive opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. Con questa iniziativa Regione Lombardia si dimostra attenta ai bisogni del territorio e sempre pronta a sostenere il tessuto economico. Garantire ai giovani occasioni di occupabilità è per noi un traguardo di grande rilevanza”.

Nel dettaglio, l’accordo prevede i seguenti interventi: ristrutturazione con parziale demolizione e ricostruzione, adeguamento sismico, efficientamento energetico del fabbricato; realizzazione di un parcheggio di 1600 metri quadri; demolizione parziale del capannone esistente e bonifica delle aree esterne; acquisto di allestimenti e arredi necessari; elaborazione di un piano formativo professionalizzante.

Franco: investite risorse ingenti per cambiare volto di una realtà complessa

“Il progetto – dichiara l’assessore Franco, che presiede il Collegio di vigilanza dell’Accordo di Programma per la riqualificazione di Zingonia – si inserisce in un percorso di rigenerazione urbana e sociale che interessa un’area della provincia di Bergamo su cui Regione ha investito risorse determinanti e lavorato, insieme a tutti i soggetti coinvolti, per cambiare il volto di una realtà complessa. Attraverso la realizzazione del nuovo centro di formazione professionale, restituiamo a Zingonia un luogo capace di connettere competenze e impresa, dove i giovani possano acquisire capacità tecniche spendibili nel mondo del lavoro e le aziende trovare i profili necessari per crescere e innovare”.

“Come Regione – prosegue Franco – sosteniamo i Comuni e le realtà locali nella realizzazione di iniziative finalizzate a migliorare la qualità della vita dei cittadini, offrendo loro nuove prospettive di lavoro e integrazione. L’azione di Regione si caratterizza, ancora una volta, per pragmatismo e concretezza”.

Gli accordi ‘Arest’

Gli ‘Arest’ sono uno strumento di programmazione negoziata promosso da Regione Lombardia che coinvolge soggetti pubblici e privati per supportare specifiche iniziative presentate dai Comuni con l’obiettivo di rendere il territorio ancora più attrattivo per gli investimenti. Le risorse regionali stanziate attraverso gli ‘Arest’ sono determinanti per consentire agli Enti locali di realizzare opere prioritarie e interventi infrastrutturali in grado di creare un contesto favorevole allo sviluppo delle imprese, con ricadute positive in termini di salvaguardia e creazione di posti di lavoro oltre che di rigenerazione urbana.

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Brescia. Patto per la governance turistica condiviso da realtà locali

Il ‘Patto per la creazione di un sistema di governance turistica per la provincia di Brescia‘ è stato presentato nella sede della Camera di Commercio. Il documento, condiviso da Comune e Provincia di Brescia, dalle tre Comunità montane (Valle Camonica, Valle Sabbia, e Valle Trompia) dal Consorzio Lago di Garda Lombardia e da Visit Lake Iseo, ha tra gli obiettivi principali anche quello di stimolare la creazione di nuovi prodotti e servizi turistici rafforzando competenze e innovazione nel settore.

Alla conferenza ha partecipato l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda della Regione Lombardia Debora Massari.  Presenti, poi, tra gli altri, il presidente della Camera di commercio di Brescia Roberto Saccone, il presidente della Provincia Emanuele Moraschini e il sindaco Laura Castelletti.

Patto, passo strategico per la governance turistica di Brescia

“Questo Patto – ha spiegato l’assessore Massari – segna un passo strategico verso una governance turistica più integrata e moderna.
Brescia custodisce un patrimonio culturale, naturale ed economico di straordinario valore: valorizzarlo in modo coordinato significa promuovere crescita sostenibile, competitività e qualità dell’offerta. Regione Lombardia sostiene con convinzione questo percorso di collaborazione tra istituzioni e territori, nella certezza che da una visione condivisa nascano sviluppo, attrattività e benessere per le nostre comunità e per chi sceglie di visitarle”.

Accordo triennale

L’accordo che si basa sulla valorizzazione delle identità locali, la cooperazione, la fiducia e l’inclusione sociale, ha una durata di tre anni e alla scadenza potrà anche essere rinnovato.

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Regione aiuta le famiglie che non riescono a pagare il riscaldamento

Regione Lombardia incrementa i fondi destinati alle famiglie in difficoltà economica che vivono nelle case Aler nelle province di Brescia, Cremona, Mantova, Bergamo, Lecco, Sondrio, Varese, Como, Monza. Si tratta del ‘Contributo regionale di solidarietà’, misura riservata ai nuclei familiari con ISEE fino a 9.360 euro che si trovano in condizioni economiche tali da non riuscire a sostenere i costi della locazione sociale, ovvero la somma tra il canone d’affitto e le spese per i servizi condominiali (riscaldamento centralizzato, pulizie degli spazi comuni, manutenzione del verde). Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco.

Il nuovo finanziamento ammonta a 475.000 euro e si aggiunge ai 5.523.292 euro già stanziati nel 2025 per chi vive negli alloggi popolari di Aler Brescia-Cremona-Mantova, Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio. Attraverso questi 6 milioni di euro, complessivamente, saranno erogati aiuti a circa 4.660 famiglie, di cui circa 370 grazie al nuovo stanziamento.

Franco: sostegno concreto per le necessità abitative essenziali

“Attraverso il Contributo regionale di solidarietà – evidenzia l’assessore Franco – mettiamo in campo un aiuto importante per persone e nuclei familiari che vivono in una condizione di vulnerabilità economica oggettiva e comprovata. Un sostegno fattivo che consente di far fronte alle spese legate al riscaldamento e ad altre necessità abitative essenziali. Recuperando ulteriori risorse, implementiamo politiche di ‘welfare abitativo’ in grado di incidere positivamente nella vita quotidiana di migliaia di famiglie. Regione c’è: chi è in difficoltà, in Lombardia, non viene lasciato solo”.

Il nuovo stanziamento di 475.000 euro è così ripartito: 249.756 euro per Aler Bergamo-Lecco-Sondrio; 100.142 euro per Aler Brescia-Cremona-Mantova; 125.102 euro per Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio.

Gli aiuti per le famiglie che non riescono a pagare il riscaldamento nelle case Aler

Questa la suddivisione provinciale dei fondi complessivi da 6 milioni di euro, con una stima/proiezione dei possibili beneficiari.

  • BERGAMO – 1.024.453 euro (contributi per circa 519 famiglie);
  • LECCO – 325.223 euro (contributi per circa 165 famiglie);
  • SONDRIO – 276.439 euro (contributi per circa 140 famiglie);
  • BRESCIA – 990.077 euro (contributi per circa 947 famiglie);
  • CREMONA – 504.744 euro (contributi per circa 483 famiglie);
  • MANTOVA – 446.504 euro (contributi per circa 427 famiglie);
  • VARESE – 1.142.498 euro (contributi per circa 929 famiglie);
  • COMO – 559.094 euro (contributi per circa 455 famiglie);
  • MONZA BRIANZA – 729.254 euro (contributi per circa 593 famiglie).

Stanziati 55,6 milioni a livello lombardo per chi vive nelle case Aler

Per quanto riguarda le province di Milano, Pavia e Lodi, nel corso del 2025 sono stati deliberati fondi per 17 milioni di euro a favore degli inquilini di Aler Milano e 2,3 milioni a favore degli inquilini di Aler Pavia-Lodi. Negli ultimi tre, anni le erogazioni del ‘Contributo regionale di solidarietà’ destinati ai residenti nelle case Aler in Lombardia ammontano a 55,6 milioni di euro.

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Cani guida per non vedenti, da Regione Lombardia nuove risorse

Nuove risorse della Regione Lombardia per i cani guida desinata alle persone non vedenti. La Giunta, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, ha destinato 150.000 euro per l’anno 2025 a sostegno delle associazioni che addestrano e forniscono gratuitamente gli animali a chi ne ha bisogno.

L’intervento, previsto dall’articolo 41 della Legge Regionale 1/2008, si inserisce tra le iniziative della Regione per promuovere autonomia, inclusione e pari opportunità per le persone con disabilità visiva.

Cani guida aiuto concreto per le persone non vedenti

L'assessore regionale Elena Lucchini

“Il cane guida rappresenta molto più di un aiuto concreto nella mobilità quotidiana – sottolinea l’assessore Lucchini – . È un vero e proprio compagno di vita. Permette alle persone non vedenti di muoversi in autonomia, di lavorare, di studiare, di vivere pienamente la propria comunità. Con questo intervento confermiamo l’impegno della Regione Lombardia nel sostenere chi si prende cura di formare questi straordinari animali. Vogliamo così garantire il diritto all’autonomia delle persone con disabilità visiva”.

20.000 euro per ogni animale addestrato

Il contributo regionale coprirà fino al 70% delle spese sostenute dalle associazioni accreditate. Previsto un massimo di 20.000 euro per ogni cane guida addestrato e consegnato gratuitamente a cittadini non vedenti residenti in Lombardia, nel limite complessivo di 150.000 euro. Con successivo decreto attuativo sarà pubblicato l’Avviso pubblico per la presentazione delle domande di contributo. Qui saranno definite le modalità e i tempi di partecipazione.

“La collaborazione con le associazioni che operano nel settore – aggiunge Lucchini – è fondamentale per garantire continuità a un servizio di grande valore umano e sociale. Grazie a loro, ogni anno nuove persone non vedenti possono migliorare la qualità della propria vita e sentirsi più autonome”.

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Palestra di boxe nei locali Aler di Sant’Angelo Lodigiano

A Sant’Angelo Lodigiano il progetto ‘Uscire dall’angolo’ è realtà: le botteghe dell’Aler, in disuso da anni, tornano a vivere ospitando una palestra di boxe destinata a diventare un nuovo luogo di aggregazione socio-educativa per i ragazzi del quartiere ‘Pilota’. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza dell’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, e del presidente di Aler Pavia-Lodi, Monica Guarischi.

Promossa dall’associazione sportiva Spartan Adamas Boxing Team e realizzata grazie alla collaborazione di Regione Lombardia e Aler Pavia-Lodi, l’iniziativa ha trasformato i locali ‘commerciali’ al piano terra dell’edificio Aler di via Leonardo da Vinci in una palestra e scuola di boxe. L’associazione, che ha risposto alla manifestazione d’interesse di Aler per gli spazi in disuso, ne curerà la gestione per i prossimi dieci anni, impegnandosi anche a rinnovarli e mantenerli nel tempo.

Uno spazio dedicato ai giovani e ai valori dello sport

L'assessore Franco ha inaugurato la palestra di boxe destinata a diventare un nuovo luogo di aggregazione socio-educativa nei locali Aler“Con l’inaugurazione di questa nuova palestra – ha dichiarato l’assessore Franco – restituiamo a Sant’Angelo Lodigiano uno spazio che torna a vivere, dedicandolo ai giovani e ai valori positivi dello sport. Si tratta di un progetto che unisce rigenerazione urbana e inclusione sociale: due pilastri chiave del piano per le politiche sulla casa che Regione Lombardia mette in campo per migliorare la qualità della vita nei quartieri”.

“Lo sport – ha sottolineato l’assessore – rappresenta uno strumento essenziale per prevenire il disagio giovanile insegnando ai ragazzi il rispetto per le regole e offrendo loro la possibilità di dedicarsi a un’attività salutare, fondamentale nel percorso di crescita. ‘Uscire dall’angolo’ non è solo il nome dell’iniziativa: è un messaggio di riscatto e di coraggio che vogliamo lanciare a tutta la comunità”.

Palestra di boxe nei locali Aler: iniziativa sociale ed educativa

L'assessore Franco ha inaugurato la palestra di boxe destinata a diventare un nuovo luogo di aggregazione socio-educativa nei locali AlerDurante l’inaugurazione, la presidente di Aler Pavia-Lodi, Monica Guarischi, ha sottolineato come “puntiamo sullo sport come strumento per raccogliere e accogliere i ragazzi, con l’obiettivo primario di favorire l’inclusione sociale dei giovani che vivono nelle case popolari. E per capire quanta passione è stata messa in questo progetto, basta guardare i murales realizzati dai ragazzi stessi: dimostrano che c’è una grande voglia di fare e di cambiare”.

“Vorrei ringraziare l’assessore Franco – ha concluso Guarischi – che ha sempre spronato le Aler a prevedere iniziative mirate alla dimensione sociale e ad ampliare la concezione di patrimonio edilizio pubblico, destinando locali a iniziative meritevoli che abbiano una valenza socio-educativa“.

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Nidi Gratis Plus, aperto il bando dedicato ai genitori

Dal 27 ottobre e sino al 20 novembre 2025, i genitori lombardi possono accedere al bando di Regione Lombardia Nidi Gratis Plus.
Dopo la prima fase rivolta all’adesione dei Comuni, ora il bando si apre alle famiglie con l’intento di facilitare l’accesso ai servizi per la prima infanzia. Rispondendo così ai bisogni di conciliazione vita-lavoro e favorendone la permanenza, l’inserimento e il re-inserimento nel mercato del lavoro con particolare attenzione alle madri, il bando ha come obiettivo quello di garantire l’accesso gratuito a uno dei più importanti servizi per l’infanzia, come, appunto, è l’asilo nido.

Misura confermata e potenziata

L'assessore regionale Elena Lucchini

Regione Lombardia, che ha confermato e potenziato la misura ‘Nidi Gratis Plus’ per l’anno educativo 2025/2026, ha destinato 60 milioni di euro per il triennio 2025/2028 a sostegno delle famiglie con figli da 0 a 3 anni iscritti ai nidi e micronidi pubblici o privati convenzionati.

L’obiettivo è quello di azzerare o ridurre la retta mensile a carico dei genitori, favorendo la conciliazione tra vita familiare e lavorativa e promuovendo l’occupazione femminile.

Segnale tangibile per genitori e famiglie

“Con Nidi Gratis Plus Regione Lombardia continua a investire concretamente nel futuro delle famiglie e dei bambini lombardi – dichiara l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – . Questo intervento consente alle famiglie con ISEE fino a 20.000 euro di azzerare interamente la retta, mentre per quelle con ISEE compreso tra 20.000 e 25.000 euro è previsto un contributo fino a 100 euro massimo mensili oltre al rimborso INPS”. “Un contributo – ha concluso la responsabile della Famiglia – che non è solo un supporto economico, ma che vuole anche rappresentare un messaggio di fiducia e di attenzione da parte dell’intera comunità. Vogliamo dare un segnale tangibile a chi sceglie di mettere al mondo un figlio stando al fianco di mamma e papà in questa importante scelta”.

Adesioni in aumento a Nidi Gratis Plus

I dati raccolti fino a oggi confermano il successo della misura. I Comuni lombardi che hanno aderito alla misura anche quest’anno sono aumentati, passando dalle 652 dell’edizione precedente alle 670 di quest’anno, e anche il numero delle strutture aderenti è cresciuto da 1.183 a 1.213.

Risultati e impatto

Nel 2024 la misura ha finanziato 10.887 domande, contribuendo a sostenere migliaia di famiglie lombarde e a rafforzare il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia.

Requisiti per accedere

Possono presentare domanda le famiglie che rispettano i seguenti criteri:

  • figli di età compresa tra 0 e 3 anni, iscritti e frequentanti nidi o micronidi pubblici o privati autorizzati aderenti alla misura;
  • attestazione ISEE minorenni in corso di validità fino a 25.000 euro;
  • retta mensile a carico dei genitori superiore all’importo rimborsabile da INPS (pari a euro 272,73 per le prime 10 mensilità ed euro 272,70 per l’undicesima, oppure euro 327,27 per le prime 10 ed euro 327,30 per l’undicesima);
  • residenza in Lombardia del genitore richiedente e del minore beneficiario.

Modalità e termini di presentazione

Le domande di adesione alla misura Nidi Gratis Plus 2025/2026 devono essere presentate dal 27 ottobre al 20 novembre 2025 esclusivamente online sul portale: www.bandi.regione.lombardia.it.

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Bonus assistenti familiari rifinanziato con 2 milioni di euro

L'assessore regionale Elena LucchiniRifinanziato il Bonus per gli assistenti familiari. Lo ha deciso la Giunta regionale  su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità Elena Lucchini. Approvata quindi la delibera che rifinanzia con 2 milioni di euro l’intervento a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari, ai sensi della legge regionale 15/2015.

La misura, inserita nell’ambito della programmazione ‘Sostegno alla persona e alla famiglia’, mira a promuovere e qualificare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore dell’assistenza domiciliare, garantendo servizi informativi, di consulenza e di supporto alle famiglie e agli operatori.

Già finanziate oltre 2000 persone

Grazie all’attuazione delle precedenti delibere, a settembre 2025 risultano finanziate oltre 2.000 persone, con sportelli e registri attivi nella totalità degli Ambiti territoriali lombardi – ad eccezione di Campione d’Italia, che sta completando il percorso di attivazione.

sostegno concreto per le famiglie lombarde

“Con questo provvedimento – dichiara l’assessore Elena Lucchini – confermiamo la volontà di Regione Lombardia di sostenere concretamente le famiglie lombarde e valorizzare il lavoro prezioso svolto dagli assistenti familiari. Il rifinanziamento della misura permette di dare continuità a un sistema che si sta consolidando al fine di garantire sempre maggior qualità, sicurezza e trasparenza nei rapporti di assistenza e cura, tutelando al tempo stesso i lavoratori e le persone più fragili. È un investimento che rafforza la rete territoriale e riconosce il ruolo fondamentale delle famiglie come primo presidio di solidarietà e coesione sociale”.

Il riparto del finanziamento

Le risorse verranno ripartite tra le otto ATS lombarde, in base a criteri oggettivi:
• 30% in proporzione alla popolazione residente over 65 (dati ISTAT 2024);
• 70% sulla base delle domande ammesse e finanziate nelle precedenti annualità della misura “Bonus Assistenti Familiari”.

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Milano, sgomberati 5 alloggi Aler occupati abusivamente a San Siro

“Ringrazio le Forze dell’ordine e la Questura per l’operazione effettuata nel quartiere San Siro di Milano che ha consentito di sgomberare 5 alloggi Aler occupati abusivamente in via Ricciarelli (civico 22) e in piazza Selinunte (civico 6). Un segnale importante e concreto che va nella direzione di ripristinare la legalità e il rispetto delle regole”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, che si è recato nel quartiere per congratularsi con i rappresentanti delle Forze dell’ordine, circa 300, e della Questura che hanno effettuato sgomberi e perquisizioni.

“Interventi come questo – ha proseguito Franco – sono fondamentali per riaffermare la presenza dello Stato e delle istituzioni nei quartieri complessi. Regione assicura la totale disponibilità a collaborare per il contrasto alle occupazioni abusive, come testimoniano i 6 milioni di euro stanziati per il piano di deterrenza che include videorsorveglianza, presidi e vigilanza. Siamo dalla parte delle persone oneste: non deve esserci spazio per gli abusivi che praticano la cultura dell’illegalità e tolgono la casa a chi ne ha diritto”.

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Pavia, riqualificati edifici Aler di via Alzaia con 5 milioni di euro

“La riqualificazione degli edifici di via Alzaia è una dimostrazione di efficienza e pragmatismo lombardo. Come Regione siamo riusciti a recuperare risorse significative dal fondo complementare al PNRR, convogliandole su un progetto di grande rilevanza per Pavia. Abbiamo monitorato il cantiere passo dopo passo e siamo lieti che i lavori si siano conclusi con diversi mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, intervenendo a Pavia all’inaugurazione dei due stabili Aler riqualificati di via Alzaia 65, su cui sono stati investiti circa 5 milioni di euro per interventi di efficientamento energetico, miglioramento sismico e rigenerazione degli spazi pubblici.

I lavori, iniziati nel giugno 2023, sono terminati in due anni, con largo anticipo rispetto alla scadenza di fine anno. I due edifici, composti da quattro piani e un seminterrato, ospitano un totale di 32 abitazioni.

Rivitalizzazione dei quartieri e risparmi sulle bollette delle famiglie

“Interventi come questo – ha proseguito l’assessore Franco – migliorano la vita dei residenti, determinano risparmi sulle bollette delle famiglie e contribuiscono alla rivitalizzazione dei quartieri, con benefici per l’intera comunità. I palazzi rinnovati di via Alzaia segnalano l’impegno costante di Regione e rappresentano un modello di azione virtuoso da replicare a livello lombardo. Tassello dopo tassello, stiamo realizzando con concretezza la ‘Missione Lombardia’, il piano di rilancio delle politiche abitative che abbraccia tutti gli aspetti connessi alla qualità dell’abitare: riqualificazione energetica, messa in sicurezza degli edifici, contrasto al degrado, vicinanza alla popolazione bisognosa”.

La riqualificazione degli edifici Aler di via Alzaia a Pavia

Alla cerimonia del taglio del nastro hanno partecipato anche l’assessore regionale alla Famiglia, Elena Lucchini, il sottosegretario regionale al Patrimonio, Ruggero Invernizzi, il presidente di Aler Pavia-Lodi, Monica Guarischi, e il direttore generale di Aler Pavia-Lodi Luca Baccaro.

“Da rappresentante del territorio – ha detto l’assessore Lucchini – conosco bene l’importanza dell’opera di rigenerazione attuata in via Alzaia, dove vivono tante famiglie in difficoltà dal punto di vista economico e sociale. Regione c’è e interviene con azioni tangibili in grado di migliorare il territorio e portare sollievo a chi vive in condizioni di fragilità”.

“Accolgo con soddisfazione – ha commentato il sottosegretario Invernizzi – la conclusione di lavori di riqualificazione molto importanti per la città e che hanno visto Regione protagonista. La politica del fare caratterizza l’operato di un ente vicino alle necessità del nostro territorio”.

Finanziamento complessivo di 5 milioni di euro

Il finanziamento complessivo di 4.974.817 euro ha permesso di realizzare le seguenti opere: adeguamento sismico attraverso il consolidamento statico strutturale con sistema ‘Sismacoat’; efficientamento energetico dell’intero involucro; riqualificazione e valorizzazione delle aree verdi di pertinenza; realizzazione di isolamento termico a cappotto; sostituzione degli scaldabagni elettrici; sostituzione centrale termica con gruppo termico ibrido a pompa di calore; sistemazione di vialetti interni, marciapiedi e verde; sostituzione dell’impianto citofonico e adeguamento dell’impianto elettrico vani scala; sostituzione del cancello carraio e recinzione; sostituzione completa di tutti gli infissi esterni degli alloggi; installazione dell’impianto fotovoltaico sul tetto.

Gli inquilini non hanno dovuto lasciare i loro appartamenti durante i lavori, che sono stati progettati e svolti proprio in modo da garantire a tutti la permanenza nelle rispettive abitazioni, riducendo al minimo i disagi derivanti dal cantiere.

Riduzione del 30% delle spese energetiche

La presidente di Aler Pavia-Lodi, Monica Guarischi, ha spiegato che “realizzare azioni volte all’efficientamento energetico, soprattutto in questo periodo storico, significa avere chiaro un obiettivo futuro fondamentale. La riduzione delle spese, infatti, è importantissima per aiutare quegli inquilini che già sono in difficoltà e fanno fatica a pagare i rincari. Possiamo stimare circa una riduzione del 30% delle spese energetiche per ogni nucleo familiare. Per quanto riguarda i lavori di adeguamento sismico la nuova struttura è in grado di resistere a un terremoto di intensità pari a circa il 100% di quello previsto dalla normativa vigente con riferimento a una nuova costruzione”.

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A Milano la nuova sede della Federazione Sport Invernali, ok ai lavori

Prende forma il progetto di riqualificazione dello stabile di via Andrea Costa 20 a Milano: Regione Lombardia ha stanziato 3 milioni di euro a favore di Aler per la ristrutturazione dell’immobile destinato a ospitare la sede nazionale della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI). È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco.

Lo scorso luglio, la FISI aveva presentato una manifestazione di interesse per il complesso di via Costa rispondendo ad un avviso pubblico di Aler Milano. L’immobile a uso ufficio, riconosciuto come bene di interesse culturale dal Ministero, diventerà il nuovo quartier generale istituzionale e operativo della federazione attraverso una locazione ventennale a canone concordato.

La nuova sede nazionale FISI in Lombardia

“Questa iniziativa – sottolinea l’assessore Franco – rappresenta un tassello importante della strategia regionale di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio pubblico. Si tratta di un progetto che unisce sport, inclusione sociale e sviluppo territoriale generando un impatto positivo per la comunità. Ospitare la nuova sede della FISI a Milano costituisce un impegno concreto per dare continuità all’eredità olimpica e rafforzare l’attrattività della Lombardia come regione di riferimento per gli sport invernali”.

I lavori di riqualificazione prevedono interventi necessari a garantire la sicurezza, l’efficienza, il miglioramento strutturale e la piena fruibilità dell’immobile, al fine di renderlo idoneo ad ospitare la sede nazionale della Federazione.

La rivitalizzazione dei quartieri

Il provvedimento è coerente con l’impegno voluto dal Consiglio regionale in sede di approvazione della legge regionale di assestamento di bilancio 2025-2027 che incentiva progetti di riqualificazione di spazi Aler in grado di contribuire alla rivitalizzazione dei quartieri, anche attraverso l’insediamento di enti e associazioni senza fini di lucro con finalità socioeducative.

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Lombardia, politiche sociali: ripartiti oltre 58 milioni del FNPS

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, ha approvato la programmazione e il riparto delle risorse del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS) – annualità 2024-esercizio 2025, per un importo complessivo di 58,38 milioni di euro destinati agli Ambiti territoriali della Lombardia.

Per servizi sociali territoriali

Le risorse assegnate consentiranno di rafforzare i servizi sociali territoriali, sostenendo in particolare gli interventi a favore delle famiglie, dei minori, delle persone fragili e anziane, in coerenza con gli obiettivi del Piano Sociale Nazionale 2024-2026 e delle linee regionali di programmazione sociale 2025-2027.
L'assessore regionale Elena Lucchini
“Con questo provvedimento – spiega l’assessore Elena Lucchini – Regione Lombardia conferma la propria attenzione concreta verso i bisogni delle persone e delle famiglie, assicurando un uso attento ed efficace delle risorse per rafforzare i servizi di prossimità. Investiamo su un welfare che accompagni le comunità locali e favorisca la prevenzione delle fragilità, in particolare quelle familiari, valorizzando la collaborazione con Comuni, Ambiti e realtà del territorio”.

Le principali linee di intervento

 Le risorse del Fondo saranno così distribuite:
•23,35 milioni di euro per l’area Famiglia e Minori, destinati agli Ambiti territoriali in base alla popolazione residente, con una specifica attenzione ai Comuni montani;
•4,42 milioni di euro per l’attuazione del programma P.I.P.P.I. – Prevenzione dell’allontanamento familiare, che coinvolgerà 63 Ambiti territoriali selezionati tramite manifestazione di interesse;
•1,44 milioni di euro per la supervisione del personale dei servizi sociali, volta a migliorare la qualità del lavoro degli operatori;
•2,88 milioni di euro per il LEPS ‘Dimissioni protette’, a sostegno della presa in carico delle persone anziane al momento del rientro a domicilio dopo il ricovero;
•23,45 milioni di euro per le altre aree di intervento sociale;
•2,85 milioni di euro aggiuntivi per il raggiungimento dell’obiettivo di servizio sull’affidamento familiare, che valorizza l’impegno delle famiglie affidatarie lombarde.

Una programmazione condivisa con i territori

 Gli Uffici di Piano definiranno, in accordo con le ATS nell’ambito delle Cabine di regia territoriali, la programmazione locale delle risorse, che sarà approvata dalle Assemblee dei Sindaci e trasmessa alla Regione tramite la piattaforma SMAF. Le risorse saranno poi erogate alle ATS, che provvederanno alla distribuzione agli Ambiti territoriali entro trenta giorni.

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Da Regione fondi per abbattere le barriere architettoniche in casa

Regione Lombardia stanzia un ulteriore milione di euro per finanziare interventi di abbattimento delle barriere architettoniche nelle case popolari e negli edifici privati. Lo stabiliscono due delibere della Giunta regionale approvate su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco.

Stanziati 36,8 milioni negli ultimi anni

“Le nuove risorse si aggiungono ai 36,8 milioni di euro messi in campo negli ultimi 3 anni – evidenzia l’assessore Franco – a testimonianza del forte impegno di Regione Lombardia a tutela dei cittadini con fragilità. Abbattere le barriere architettoniche, lavorare per l’accessibilità delle abitazioni, significa migliorare la vita delle persone con disabilità, garantendo loro il diritto di muoversi liberamente a casa propria. Con la ‘Missione Lombardia’, il piano regionale per le politiche abitative, finanziamo interventi che rivestono una straordinaria importanza per chi vive in condizioni di vulnerabilità”.

Le nuove risorse in campo

I provvedimenti assicurano 500.000 euro alle Aler per le opere nelle case popolari e 543.206 euro ai Comuni in relazione agli interventi negli edifici privati.

Per quanto riguarda gli edifici popolari, i fondi consentiranno alle Aler di riqualificare almeno 15 alloggi in uso ad assegnatari in condizioni di disabilità, oltre a rinnovare almeno due ascensori. Questa la ripartizione delle risorse: Aler Bergamo-Lecco-Sondrio 52.500 euro; Aler Brescia-Cremona-Mantova 45.700 euro; Aler Milano 300.000 euro; Aler Pavia-Lodi 23.000 euro; Aler Varese-Como-Monza Brianza 78.800 euro.

Per quanto concerne gli edifici privati, i fondi sono destinati ai Comuni che hanno comunicato i rispettivi fabbisogni a Regione attraverso i canali preposti. Saranno poi i Comuni a liquidare il contributo ai cittadini e a verificare i requisiti di ammissibilità delle richieste. I fondi potranno concorrere a soddisfare complessivamente 126 domande provenienti dai Comuni.

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Biennale dell’accoglienza, un evento con al centro la famiglia

È stata presentata a Palazzo Lombardia la prima Biennale dell’accoglienza. L’evento – promosso dal Forum delle associazioni familiari in collaborazione con Regione Lombardia – vedrà un convegno nazionale sul tema dell’accoglienza familiare di minori senza famiglia o momentaneamente allontanati. Si svolgerà il 3 e 4 novembre 2025 a Milano a Palazzo Lombardia, attraverso riflessioni che coinvolgono gli ‘attori’ principali che, vivendo direttamente l’accoglienza nei diversi ruoli, ne conoscono le varie sfumature: famiglie e associazioni, operatori sociali, magistrati, amministratori e politici. Il convegno sarà affiancato da un’esposizione fotografica dal 1 al 16 novembre 2025 nell’Aula magna del Museo di Storia naturale di Milano in cui si racconta la bellezza dell’accoglienza adottiva e affidataria e le diverse esperienze di prossimità famigliare. Un’occasione per far emergere e valorizzare le esperienze, fatte di persone che si mettono in gioco, spesso associandosi, tenendo così unite le maglie della rete sociale.

Famiglia, alleanza fra istituzioni e associazioni

“Siamo orgogliosi di poter ospitare a Palazzo Lombardia la prima edizione di questo evento costruito attraverso una forte alleanza fra istituzioni, associazioni e reti delle famiglie”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini. È importante, ha sottolineato, “portare al centro del dibattito pubblico questo tema di cui si parla molto poco, ma sul quale come Regione Lombardia siamo impegnati, riconoscendo il valore dell’accoglienza e fornendo supporto alle famiglie adottanti e affidatarie”.

Importanti forme di collaborazione

Biennale dell'accoglienza

“In questi anni – ha spiegato Lucchini – sono nate importanti forme di collaborazione che hanno portato l’accreditamento di Regione Lombardia a 13 reti familiari. Questo ci ha permesso di poterle aiutare e accompagnare nel loro percorso anche attraverso l’ausilio di professionisti”.

“Ci crediamo molto – ha sottolineato l’assessore – e considera che questo modello deve essere supportato e migliorato con il sostegno delle istituzioni. Proprio per questo – ha aggiunto Lucchini – stiamo potenziando i Centri per la famiglia, non solo aumentandone il numero, ma anche fornendo nuovi servizi. E fra questi ci sono anche quelli specificamente dedicati all’accoglienza”.

La Biennale per raccontare una esperienza di bellezza

Con la Biennale dell’accoglienza, ha ribadito il presidente del Forum delle associazioni familiari Adriano Bordignon “grazie alla collaborazione di Regione Lombardia, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e il supporto del Comune di Milano, vogliamo legare l’esperienza delle famiglie che adottano e partecipare in affido dei bambini a un’esperienza di bellezza. Spesso si raccontano solo i nodi ei problemi, invece sono straordinarie esperienze per le famiglie e un grande investimento per il futuro e per i cittadini del domani. Ora insieme alla Regione e al Governo diamo il via a un percorso che dice: crediamo nelle famiglie e crediamo nell’accoglienza”.

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In Lombardia al via il patentino digitale per studenti e docenti

La Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità Elena Lucchini, di concerto con gli assessori Guido Bertolaso (Welfare) e Simona Tironi (Educazione, Formazione, Lavoro) ha approvato lo schema di protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e con Corecom Lombardia per la realizzazione di percorsi di alfabetizzazione e cittadinanza digitale rivolti a studenti, docenti e famiglie.

Promuovere cultura digitale

L’obiettivo è promuovere una cultura digitale consapevole e responsabile, rafforzando le competenze di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, nonché dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale. Le attività comprenderanno anche il rilascio del Patentino Digitale, un attestato che certificherà l’acquisizione di competenze fondamentali per l’uso sicuro, etico e informato delle tecnologie.

L’iniziativa è volta a contrastare fenomeni di odio online, disinformazione, cyberbullismo e violenza di genere, oltre a prevenire i rischi legati al gioco d’azzardo digitale. Il progetto sarà finanziato con fondi regionali residui provenienti da precedenti interventi di contrasto al bullismo e al gioco d’azzardo, per un importo complessivo di 482.465 euro.

Strumento contro i rischi della rete

L'assessore regionale Elena Lucchini

“Con il Patentino Digitale – dichiara l’assessore Lucchini – vogliamo offrire ai ragazzi e alle loro famiglie strumenti concreti per navigare sul web in modo sicuro e consapevole . Il mondo digital può essere un luogo di crescita, conoscenza e socialità, ma occorre attivare competenze e senso di responsabilità. Educare al digitale significa proteggere i nostri giovani dai rischi della rete e promuovere una cittadinanza attiva, rispettosa e informata. La collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale e Corecom, prosegue Lucchini, “ci consentirà di costruire insieme un ecosistema educativo che accompagni i ragazzi verso un utilizzo attento delle tecnologie”.

Investimento su cultura e sicurezza

“L’educazione digitale – dice l’assessore Tironi – è ormai parte integrante dei percorsi formativi. Con il Patentino Digitale, Regione Lombardia rafforza il legame tra scuola e competenze per la vita, offrendo a studenti, docenti e famiglie strumenti per un uso consapevole e responsabile della rete. Lo abbiamo e lo stiamo facendo con l’intelligenza artificiale nei nostri percorsi di istruzione formazione e lavoro, ora proseguiamo nella giusta direzione. È un investimento sulla cultura della sicurezza digitale e sull’autonomia dei nostri giovani”.

Coinvolto tutto il territorio regionale

L'assessore regionale Simona Tironi

Il Protocollo consolida la collaborazione già attiva tra Regione Lombardia, Ufficio Scolastico Regionale e Corecom in materia di educazione digitale e contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

Le attività formative prenderanno avvio nel corso dell’anno scolastico 2025-2026 e coinvolgeranno scuole e centri di formazione professionale su tutto il territorio regionale.

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Fondo minori in comunità: alla Lombardia 36,2 milioni di euro

La Conferenza Stato-Città ha approvato il riparto del contributo statale per le spese che i Comuni sostengono in esecuzione di provvedimenti di affidamento dei minori emessi dall’Autorità giudiziaria, dando attuazione al Fondo triennale (2025-2027) istituito con la legge di Bilancio 2025.

Il fondo stanzia 100 milioni di euro annui per ciascuna annualità 2025, 2026 e 2027, con l’obiettivo di sostenere gli oneri dei Comuni per le spese di inserimento dei minori allontanati dal nucleo familiare a seguito di provvedimento dell’Autorità giudiziaria in strutture residenziali quali comunità educative, comunità familiari e alloggi per l’autonomia.

Alla Regione Lombardia spetterà il riparto più consistente, pari a 36,2 milioni di euro che consentiranno di garantire un contributo a oltre 700 comuni lombardi.

Fondo minori in comunità, un aiuto concreto ai Comuni

Esprime soddisfazione Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, che ha fortemente sostenuto la proposta ponendola all’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni, affinché si garantisse una risposta reale alle esigenze dei territori, in particolare per i Comuni più piccoli, che spesso si trovano a far fronte a spese rilevanti per l’accoglienza, l’assistenza, il sostegno sociale e psicologico dei minori affidati.

L’assessore regionale alla Famiglia, Elena Lucchini

Una vittoria per la Lombardia

“Si tratta di una grande vittoria della Lombardia”, così ha sottolineato la responsabile alla Famiglia. “Sin dal mio insediamento, raccogliendo le istanze degli amministratori locali, ho posto infatti come prioritaria la questione all’attenzione di tutti i livelli istituzionali. La Conferenza delle Regioni, raccogliendo l’istanza lombarda, ha votato a favore dell’istituzione di un Fondo dedicato. Impegno concretizzatosi quindi con la cifra di 100 milioni di euro per il 2025 messa a disposizione dal ministero dell’Interno e destinata a sostenere proprio le spese dei Comuni, in particolare i più piccoli, per i minori in comunità”.

Dalla Regione un intervento straordinario

“Grazie a questo importante e consistente riparto, che si aggiunge all’intervento straordinario a valere sul Fondo sociale regionale di 2,6 milioni, che abbiamo varato lo scorso settembre a sostegno di 331 piccoli comuni – ha continuato Lucchini – oggi possiamo offrire una risposta concreta agli amministratori lombardi. Un risultato storico – ha concluso l’assessore Lucchini – frutto di un proficuo lavoro di squadra tra istituzioni – ha concluso l’assessore Lucchini – reso possibile grazie anche alla sensibilità del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ha concretizzato la proposta della Lombardia”.

Riparto suddiviso per provincia

Bergamo: 2.720.117,08 euro
Brescia: 2.367.117,95 euro
Como: 1.680.500,58 euro
Cremona: 678.059,93 euro
Lecco: 1.788.579,18 euro
Lodi: 1.206.981,57 euro
Mantova: 940.980,27 euro
Milano: 10.721.972,34 euro
Monza e Brianza: 3.573.267,92 euro
Pavia: 3.841.917,89 euro
Sondrio: 567.137,32 euro
Varese: 6.120.985,06 euro
TOTALE LOMBARDIA: 36.207.617,09 euro

A questo link il riparto dei fondi diviso per singolo Comune.

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Bergamo, Regione Lombardia protagonista a evento ‘Prospettiva Salute’

Gli assessori regionali Paolo Franco (Casa e Housing sociale) ed Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità) hanno partecipato oggi, a Bergamo, a ‘Prospettiva Salute’, evento organizzato in collaborazione con Ats Bergamo che riunisce esperti, professionisti e stakeholder del settore sanitario per un confronto su temi di respiro nazionale.

Assessore Franco: piano di housing sociale

L’assessore Franco ha sottolineato l’impegno di Regione Lombardia sul tema degli alloggi per il personale sanitario e sociosanitario: “La Lombardia è la prima regione d’Italia ad aver strutturato un piano articolato di housing sociale per dare risposte a chi, con competenza e dedizione, lavora ogni giorno per la salute e il benessere dei cittadini. Attraverso diverse convenzioni territoriali, stiamo implementando un modello di intervento che prevede abitazioni a canone concordato per infermieri e professionalità dell’ambito sociosanitario, perchè in molti casi i problemi che attengono al reclutamento del personale derivano proprio dalla difficoltà di trovare case a prezzi accessibili. L’azione di Regione è concreta e finora sono circa 300 gli alloggi già assegnati o che saranno assegnati a breve attraverso una collaborazione virtuosa con le Aler e le aziende sanitarie dei territori”.

Assessore Lucchini: accordo su tema caregiver

L’assessore Lucchini si è soffermata sul tema dei caregiver familiare: “A Bergamo ho espresso il mio apprezzamento per l’esito dell’Accordo di collaborazione tra Ats Bergamo e Regione Lombardia che ha permesso di mettere a terra buone pratiche a sostegno dei caregiver familiari. Grazie a un’innovativa alleanza sociale abbiamo potenziato e migliorato la rete socio-assistenziale territoriale costituita da grandi capacità umane al servizio dei caregiver, ai quali va garantita maggior tutela e consapevolezza. Il caregiver è un attore attivo della rete dei servizi e una preziosa risorsa che può operare al fianco delle associazioni di volontariato, agli enti del Terzo settore, ai patronati, alle fondazioni che a diverso titolo portano avanti una straordinaria attività di welfare territoriale. Intendiamo dare valore alle connessioni che sapranno integrare la cooperazione tra i diversi soggetti, monitorando i processi operativi e sensibilizzando sui bisogni e diritti dei Caregiver: per contrastare l’isolamento sociale, individuare situazioni ‘invisibili’, favorire la salute delle persone curate e curanti. Solo insieme possiamo far crescere la nostra comunità affinché sia sempre più inclusiva e attenta ai bisogni”.

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