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Programmazione comunitaria: Varese in 7 anni oltre 80 milioni a 2.700 ditte

Con l’obiettivo di far conoscere le opportunità che offre la programmazione comunitaria europea, l’assessore regionale Alessandro Fermi (Università, Ricerca e Innovazione), ha incontrato rappresentanti di imprese ed enti di Varese. Con lui anche l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso. È la terza tappa del tour nelle province lombarde studiato affinché si allarghi il numero di coloro che le intercettano.

Le risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) sono fondamentali per dare corpo alle politiche regionali in favore della ricerca, dell’innovazione, della competitività, della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Varese, Programmazione comunitaria: oltre 80 milioni

“L’obiettivo – ha spiegato Fermi – è fare meglio della scorsa programmazione. Nella provincia di Varese, aveva permesso di finanziare progetti per oltre 80,8 milioni di euro, di cui hanno beneficiato quasi 2.700 imprese. Un risultato già molto interessante che, sono convinto, potrà diventare ancora migliore visto che siamo riusciti a recuperare quasi il doppio dei fondi. Alcune misure sono già in programma e altre potranno nascere nel corso dell’anno. Proviamo quindi a stabilire una linea di percorso per utilizzare tutte le risorse e farlo in modo intelligente. Sono profondo sostenitore della Lombardia dei territori e quindi sono convinto che ogni provincia debba scommettere sulle proprie peculiarità e svilupparle. Una programmazione europea che cuba due miliardi di euro non può prescindere da questo obiettivo. Serve fare un sano lavoro di squadra per fare avanzare un sistema”.

La semplificazione

Altro grande tema è quello della semplificazione. “Oggettivamente – ha continuato – la burocrazia è spesso faticosa e demotivante. Il nostro compito è quello di mettere in campo una cabina di regia che agevoli il più possibile il percorso per la presentazione delle domande. C’è un po’ di lavoro da fare – ha concluso Fermi –  ma è stimolante e rappresenta una grande opportunità”.

Per la cultura lombarda impegnati 18 milioni

“Portare le opportunità messe in campo da Regione Lombardia – ha affermato l’assessore Caruso – è la concreta testimonianza di quanto la nostra istituzione sia concretamente vicina ai territori. Un impegno finanziario di circa 18 milioni di euro destinato a sostenere e promuovere la ricchezza culturale lombarda. Attraverso le risorse europee abbiamo realizzato due importanti iniziative. La prima è  ‘Lombardia per il Cinema‘. È  una misura inedita per cui sono stati stanziati 3 milioni di euro per rafforzare la competitività del settore della produzione audiovisiva e cinematografica.  La seconda è ‘InnovaCultura‘, per cui è stato garantito un finanziamento da 6 milioni di euro. I fondi servono  per promuovere nuove competenze tecnologiche nei musei, negli ecomusei, nei siti Unesco, nei parchi archeologici, nelle biblioteche e negli archivi storici della Lombardia.

Questo tour, di cui Varese è la terza tappa, ha l’obiettivo di sensibilizzare i singoli territori su quali sono le opportunità che il fondo regionale mette a disposizione. Iniziative come quella di oggi sono importanti momenti di ascolto e confronto per ribadire che Regione c’è ed è vicina a chi vuole ‘fare cultura’ in Lombardia”.

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Carenza personale Asa e Oss , più veloce formare nuovi operatori stranieri

Contro  la carenza di personale Asa (Ausiliario socio assistenziale) e Oss (Operatore socio sanitario) la proposta sperimentale dell’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Simona Tironi.

Iscrivere gli studenti stranieri ai corsi Asa  e Oss mentre l’ambasciata Italiana effettua le pratiche per l’equiparazione del titolo di studio.  È questo il suggerimento, a titolo sperimentale,  per rispondere alla carenza di operatori nel mondo sanitario.

Carenza di personale Asa e Oss, la sperimentazione

“In via del tutto eccezionale e per un periodo di sei mesi, – spiega Tironi – è consentito iscrivere gli allievi ai corsi Asa e Oss in attesa del completamento delle procedure da parte dell’ambasciata.  Tutto ciò purché sia accertata e dimostrata la difficoltà di ottenere in tempi brevi la dichiarazione di valore del titolo di studio straniero”.

“L’ente di formazione – aggiunge – dovrà comunque accertarsi del livello di scolarizzazione dell’allievo in fase di iscrizione e sollecitarlo alla presentazione della dichiarazione di valore appena possibile”.

La dichiarazione di valore dovrà essere, in ogni caso, presente agli atti prima dell’esame finale.

Il corso per Ausiliario socio assistenziale

Il corso Asa ha una durata di 800 ore (di cui 350 di teoria, 350 di tirocinio e 100 di esercitazioni). Per accedervi è necessaria la licenza media. I corsi possono essere in orario mattutino, oppure in orario serale o, in taluni casi, anche per tutta la giornata. L’organizzazione  dipende dal  centro formativo.

Al termine del percorso di circa 5 mesi , il personale si occuperà di prestare assistenza alle persone in condizioni di fragilità momentanea  o stabile . È quindi d’aiuto per soddisfare i cosiddetti bisogni primari (vestirsi, nutrirsi, effettuare spostamenti, lavarsi), e per promuovere la loro socializzazione. Se necessario si occupa anche della cura e dell’igiene dell’ambiente e dell’assistito.  Svolge inoltre piccole commissioni e pratiche burocratiche e si occupa delle relazioni con il territorio e i servizi.

L’Ausiliario socio assistenziale lavora al domicilio oppure in strutture pubbliche o private sociosanitarie. Tra queste vi sono, ad esempio,  residenze per persone anziane o diversamente abili, servizi di assistenza domiciliare, centri diurni per anziani o riabilitativi, comunità terapeutiche.

Il corso per Operatore socio sanitario

Il corso Oss ha invece una durata di 1.000 ore. D queste 450 di teoria, 450 di tirocinio e 100 di esercitazioni. In 9 mesi prepara il personale a svolgere la sua mansione in tutti i servizi del settore sociale e sanitario. Tra queste ci sono strutture  socio-assistenziali e sociosanitarie, residenziali e semiresidenziali.  Collaborano inoltre con gli infermieri.

L’operatore socio sanitario si occupa, in particolare,  di assistenza diretta; intervento igienico-sanitario e sociale; supporto gestionale, organizzativo e formativo.

Carenza personale Asa  OssEsame finale solo con i requisiti previsti

“Nessun allievo potrà accedere all’esame finale – prosegue Tironi – se non è in possesso di tutti i requisiti stabiliti dalla norma. Inclusa – ribadisce – la dichiarazione di valore“.

L’assessore regionale sottolinea inoltre che le traduzioni asseverate, ad eccezione dei cittadini ucraini e dei rifugiati , non costituiscono titolo idoneo per l’accesso ai corsi Asa e Oss e agli esami finali.

“Questa proposta – conclude l’assessore Tironi – è un’eccezione temporanea per far fronte alla situazione di emergenza e garantire la presenza di personale qualificato nelle strutture regionali. Eventuali controversie tra i fruitori dei corsi e gli enti accreditati erogatori riguarderanno esclusivamente le due parti interessate. Non coinvolgeranno quindi, in alcun modo, Regione Lombardia”.

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Lombardia, Regione celebra 40 anni legge che tutela le aree verdi

Le aree verdi della Lombardia  comprendono 24 parchi regionali, 101 parchi di interesse sovracomunale, 3 riserve naturali statali e 67 riserve naturali regionali, 33 monumenti naturali e 246 siti Rete Natura 2000. Un patrimonio definito “eccezionale, da tutelare e da valorizzare. Le parole pronunciate al convegno ‘Le aree protette in Lombardia, 40 anni di tutela e valorizzazione’ dal presidente della Regione, Attilio Fontana, e dall’assessore al Territorio, Gianluca Comazzi.

I lavori si sono svolti all’auditorium Giorgio Gaber di Palazzo Pirelli e hanno celebrato i 4 decenni dalla legge regionale che regolamenta questa materia.

Aree verdi della Lombardia, patrimonio da valorizzare

“Questa – ha affermato il presidente Fontana – è una giornata speciale. E’ una celebrazione del ruolo cruciale che i parchi lombardi hanno nel preservare le aree protette e nell’insegnare una consapevolezza ambientale più profonda. Un impegno vitale quindi per garantire la tutela del nostro territorio e il benessere di tutti i cittadini. Tutto ciò, lavorando in sinergia con le comunità locali, coinvolgendole cioè nelle decisioni riguardanti la gestione delle aree verdi, con progetti di volontariato e conservazione.  Adottando un approccio integrato che si relaziona con le realtà del territorio, è infatti possibile garantire che il potenziale verde della nostra Regione sia valorizzato al meglio”.

Patrimonio lombardo da preservare

“Il quarantesimo anniversario della legge 86/83 è un momento di riflessione e celebrazione per tutti noi impegnati nella preservazione del patrimonio ambientale della Lombardia. Sono estremamente grato – ha sottolineato l’assessore Comazzi – per il prezioso lavoro svolto e il costante impegno nella valorizzazione del territorio lombardo e della sua eredità. I nostri parchi, le nostre riserve naturali, i siti di Rete Natura, rappresentano infatti tutti un valore inestimabile per la qualità della vita dei cittadini,. Lo sono anche per lo sviluppo sostenibile del territorio e per la crescita del turismo lombardo. Il nostro sostegno a questo sistema di aree protette – ha concluso – è quindi essenziale per garantire un futuro sostenibile per la Lombardia”.

Strumento fondamentale per la difesa degli ecosistemi

Al convegno con un video messagio è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. “Le aree protette – ha detto – sono uno strumento fondamentale per la difesa degli ecosistemi e della nostra biodiversità. Quelle lombarde da 40 anni svolgono un ruolo essenziale di tutela e sono tra le più importanti nel nostro Paese”.

Quasi il 30% del territorio regionale è zona protetta

In Lombardia quasi il 30% del territorio è racchiuso in queste zone protette, aree che sono necessarie per la salvaguardia dell’ingente patrimonio naturale autoctono, ricco di varie tipologie di habitat e di biodiversità vegetale e animale, all’interno dei quali vivono numerose specie di interesse comunitario, nonché un’elevata quantità di endemismi. La legge regionale ha avuto un impatto tangibile, ottenendo risultati concreti per la conservazione della biodiversità, la salvaguardia del paesaggio, la promozione di attività agricole sostenibili e la protezione di habitat critici per la fauna e la flora locali.

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