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Sertori e Beduschi: in Lombardia stagione irrigua sotto controllo

La situazione irrigua e l’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura in Lombardia non destano preoccupazione. Questa la sintesi del Tavolo regionale, moderato dal vicesegretario della Regione, Pier Attilio Superti, per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica svoltosi, lunedì 28 luglio 2025 mattina, a Palazzo Lombardia, alla presenza degli assessori Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste).

Sertori: ultime piogge hanno migliorato la situazione

L'assessore Sertori spiega al Tavolo che la stagione irrigua in Lombardia è sotto controllo“Le ultime piogge – ha sottolineato l’assessore Massimo Sertori – sicuramente hanno migliorato la situazione rispetto alla fotografia che abbiamo fatto il 17 luglio all’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po dove eravamo sotto di circa il 14% rispetto alla risorsa idrica standard/media”. “Una situazione che è ulteriormente migliorata con le piogge che ci sono state negli ultimi giorni – ha proseguito – per cui quello che è emerso dal Tavolo è che, attualmente, la situazione è tranquilla”. “Siamo oramai in uno stato avanzato della stagione irrigua – ha concluso Sertori – e i laghi sono a un livello di riempimento soddisfacente. Per cui, da qui in avanti, non dovremmo avere grossi problemi per la conclusione dell’irrigazione”.

Beduschi: stagione irrigua 2025 Lombardia sotto controllo

L'intervento dell'assessore Beduschi mentre spiega al Tavolo che la stagione irrigua in Lombardia è sotto controllo“Quella del 2025 – ha dichiarato l’assessore Beduschi – non è certo una stagione paragonabile al 2022, quando abbiamo dovuto affrontare gravi problemi legati alla scarsità di acqua”. “Le ultime precipitazioni – ha aggiunto – stanno però dando risultati positivi, anche se permane qualche criticità locale, e ci fanno ritenere che anche questa stagione irrigua potrà essere significativa e, soprattutto, gestita con un buon margine di sicurezza”. “È evidente – ha concluso Beduschi – che la gestione della risorsa idrica rappresenta per Regione Lombardia una delle sfide principali, e la sua ottimizzazione costituisce un risultato strategico. Proprio per questo abbiamo pubblicato un bando da 7 milioni di euro a favore delle aziende agricole. Con l’obiettivo di efficientare i propri sistemi irrigui”.

I dati emersi durante il confronto

Durante il Tavolo, infatti, si è ricordato come la stagione invernale 2024-2025 sia stata caratterizzata da una condizione altalenante di anomalie positive e negative di precipitazioni, con temperature sempre superiori alla media. Una situazione che ha portato a un inizio della stagione irrigua caratterizzato da un deficit di riserva nivale. Una situazione migliorata con le piogge di maggio, controbilanciate dalle alte temperature che hanno causato il completo scioglimento della riserva di neve. In questo contesto, il 17 luglio, l’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po ha attribuito, a buona parte del Distretto e a tutto il territorio lombardo, uno scenario di severità idrica ‘Bassa in assenza di precipitazioni’.

Riserve idriche

In Lombardia, al 28 luglio 2025, il totale delle riserve idriche risulta moderatamente inferiore alla media, ma decisamente superiore al valore registrato nel 2022. Quando il deficit era del 66% rispetto alla media.

Attualmente, in Lombardia è complessivamente a disposizione quasi il triplo della risorsa idrica stoccata nello stesso periodo del 2022.

I valori dei grandi laghi

Il Tavolo ha quindi analizzato le situazioni dei grandi laghi, con il Lago Maggiore con un riempimento del 77%, il Lago di Como del 45%, il Lago d’Iseo dell’89%, il Lago d’Idro al 100% del volume autorizzato e il Lago di Garda al 77%. Si tratta di valori che consentiranno la positiva conclusione della stagione irrigua.

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Olimpiadi 2026, Fontana: evento renderà protagoniste Valtellina e Lombardia

Le Olimpiadi come strumento per promuovere investimenti, potenziare le infrastrutture e valorizzare le eccellenze del territorio, nel quadro di una visione sinergica tra gli stakeholder coinvolti che favorisca una proficua collaborazione tra pubblico e privato. Questo il tema chiave dell’intervento del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha partecipato, a Sondrio, insieme all’assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, all’evento ‘Verso Milano Cortina 2026’, organizzato e promosso da Provincia, APF Valtellina e Regione in collaborazione con Polisportiva Albosaggia e Comune di Sondrio.

L’appuntamento, a cui ha preso parte, tra gli altri, anche il presidente di Fondazione Milano-Cortina e del CONI, Giovanni Malagò, è stato l’occasione per fare il punto, a meno di un anno dall’inizio dei Giochi olimpici e paralimpici, sulle opportunità di questo grande evento sportivo, che vede la Valtellina e tutta la Lombardia in un ruolo di primo piano.

Fontana: Olimpiadi opportunità per tutto il territorio

olimpiadi valtellina lombardia “Milano Cortina 2026 – hanno precisato il presidente Fontana e l’assessore Sertori – rappresenta prima di tutto un’opportunità per tutto il territorio, un volàno per gli investimenti. Un evento che lascerà in eredità infrastrutture e un patrimonio immateriale importante, ma anche un’occasione per valorizzare le eccellenze locali dal punto di vista sportivo, turistico, culturale e tecnologico”.

“A differenza di Expo 2015, evento concentrato esclusivamente su Milano – ha sottolineato Fontana – l’aspetto peculiare delle Olimpiadi invernali è la sua diffusione territoriale, grazie alla quale verranno coinvolti direttamente, oltre al capoluogo, anche un’altra vasta parte dei territori lombardi, in particolare la Valtellina. In questo contesto, il ruolo di Regione Lombardia è cruciale per garantire una visione strategica, capace di dispiegare appieno tutte le opportunità legate all’evento”.

Sinergie pubblico-privatovaltellina lombardia olimpiadi

In quest’ottica, la visione di Regione Lombardia, incentrata sulla promozione di sinergie virtuose tra pubblico e privato, è risultata ancora una volta vincente. “Fin dall’inizio – ha detto il governatore – abbiamo condiviso qualsiasi iniziativa inerente le Olimpiadi con tutto il partenariato economico, sociale ed istituzionale che aderisce al ‘Patto per lo Sviluppo’, che rappresenta la sede privilegiata della concertazione pubblico-privato per le politiche strategiche. Questo modello di collaborazione e condivisione è stato la chiave dei primati raggiunti finora dalla Lombardia e risulterà efficace anche per le Olimpiadi”.

Il presidente di Regione ha inoltre ricordato il recente accordo firmato con i sindacati e le associazioni di categoria per la diffusione delle ‘Linee di indirizzo per la sicurezza nei cantieri delle grandi opere’: “È uno strumento per sollecitare le stazioni appaltanti delle opere relative a Olimpiadi, PNRR e Piano Lombardia a un’attenzione particolare ai lavoratori e alla loro sicurezza”.

Sertori: Milano Cortina 2026 eredità per ‘Dolomiti Valtellina 2028’

L’assessore Sertori ha quindi evidenziato il ruolo dei Giochi olimpici e della loro legacy come valorizzazione dei territori. “La Lombardia  – ha detto – sarà assoluta protagonista a livello mondiale nell’organizzazione di grandi eventi sportivi. Un motivo di grande orgoglio per la Valtellina, per l’intera nostra regione e per tutto il Paese. E a rendere ancora più significativo il ruolo della Lombardia saranno anche le Olimpiadi Giovanili Invernali del 2028, che abbiamo conquistato insieme a Veneto e Trentino, con il progetto ‘Dolomiti Valtellina 2028’, un traguardo costruito sull’eredità delle Olimpiadi di Milano Cortina. In questo modo si offre al territorio un nuovo importante appuntamento a distanza di due anni”.

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Missione Lombardia a Bruxelles, Fontana incontra vicepresidente Fitto

La necessità di preservare il ruolo chiave delle Regioni nella Politica di Coesione Europea e la valorizzazione di un approccio che ponga al centro i territori attraverso un orientamento basato sul raggiungimento di risultati misurabili e tangibili. Questi alcuni dei punti chiave evidenziati dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, in occasione dell’incontro con il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, avvenuto nell’ambito della missione istituzionale a Bruxelles.

Della delegazione fanno parte Marco Alparone (vicepresidente e assessore regionale al Bilancio e Finanza) e gli assessori Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Massimo Sertori (Enti Locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) oltre a Raffaele Cattaneo (sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee).

Fontana: Regioni continuino a essere centrali in Politica di Coesione Europea

bruxelles lombardia fitto

“Siamo contrari – ha detto il presidente Fontana – a un ‘Quadro Finanziario Pluriennale’ che annulli le risorse per la Politica di coesione in un macro-contenitore con altri fondi e a un modello per Piani nazionali che riduca le Regioni da autorità di gestione a organismi intermedi o semplicemente a beneficiari”.

“Siamo qui – ha aggiunto – per chiedere che le Regioni continuino a essere attori primari della Politica di coesione secondo il principio di sussidiarietà e che le altre politiche europee siano più integrate con la Politica di coesione”.

Valorizzare il principio di sussidiarietà

Il governatore della Lombardia, infatti, ha condiviso la posizione di molte regioni in base alla quale la Politica di Coesione promossa dall’Unione Europea rappresenti l’intervento istituzionale di carattere orizzontale più riconoscibile agli occhi dei cittadini, incarnando i principi della sussidiarietà e della solidarietà tra i diversi popoli e territori.

Entro luglio 2025, la Commissione europea dovrà formulare la proposta per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE.

Promuovere la governance multilivello

“Dai documenti informali della direzione generale Budget della Commissione circolati nei mesi scorsi – ha specificato il governatore – si andrebbe verso un bilancio pluriennale post 2027 basato sulle politiche, con meno programmi e un piano unico per ciascuno Stato membro che colleghi le riforme chiave agli investimenti e si concentri su priorità comuni. Abbiamo spiegato al vicepresidente Fitto come tutto ciò significherebbe che non vi sarebbero più contatti diretti o negoziazioni tra la Commissione Europea e le regioni mettendo così in discussione l’elemento chiave della governance multilivello. La nazionalizzazione della Politica di coesione ridurrebbe le regioni da autorità di gestione a organismi intermedi o addirittura semplicemente beneficiari”.

“Un modello centralizzato come quello che viene prefigurato – ha concluso il presidente lombardo – non darebbe garanzie del mantenimento di tale impegno finanziario per la Lombardia e toglierebbe alla Regione la gestione di questi fondi”.

Il confronto con i funzionari e gli stakeholders

Dopo l’incontro tra il presidente Fontana e il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, la delegazione lombarda ha partecipato a un momento di lavoro nella sede della Regione Lombardia a Bruxelles al quale hanno preso parte, oltre agli assessori che accompagnano il governatore, anche l’ambasciatore d’Italia Federica Favi e funzionari apicali della Commissione Europea. Presenti i responsabili dei Gabinetti dei Commissari e gli stakeholders del mondo associativo, economico ed imprenditoriale. Tra questi, il capo di gabinetto aggiunto del Commissario ai Trasporti e Turismo, Apostolos Tzitzikostas, interlocutore principale per il dialogo strategico sull’automotive, settore chiave che vede Regione Lombardia alla guida dell’Automotive Regions Alliance (Ara).

mog/as2

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Depurazione acque, approvato accordo Lombardia-Ministero-Uffici d’Ambito

La Giunta regionale lombarda, su proposta dell’assessore a Enti locali, Montagna e Utilizzo Risorsa idrica, ha approvato il testo dell’addendum all’Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Lombardia e Uffici d’Ambito di Bergamo, Brescia, Lecco, Milano, Pavia e Sondrio, per la realizzazione dei progetti di depurazione ammessi al finanziamento con i fondi PNRR.

Novità depurazione acque con Accordo della Lombardia

“L’addendum – commenta l’assessore all’Utilizzo delle Risorse idriche – permette infatti di innalzare al 30% la quota di finanziamento PNRR erogata come anticipo ai beneficiari. Ricordo che l’accordo inizialmente sottoscritto prevede essere solo del 10%. Gli interventi che potranno quindi beneficiare di questo addendum sono 14. Con un costo complessivo di circa 86 milioni di euro (finanziati con il PNRR per circa 65 milioni di euro)”.

Il ruolo di Regione Lombardia

Il ruolo di Regione Lombardia sarà infatti unicamente quello di assicurare la supervisione complessiva degli interventi di cui all’allegato tecnico dell’accordo, presidiando sulla loro attuazione. I beneficiari del finanziamento, infatti, saranno gli Uffici d’Ambito del Servizio Idrico Integrato.

Attenzione al territorio

“Il provvedimento – commenta l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche – segnala quindi, una volta di più, l’attenzione per il territorio e le sue necessità, in un tema strategico come la depurazione delle acque. L’adeguamento del depuratore bergamasco è infatti fondamentale e Regione Lombardia lavora di concerto con i soggetti coinvolti per potenziare un’infrastruttura cruciale a beneficio della comunità”.

Il dettaglio degli interventi

Gli interventi suddivisi per provincia riguarderanno i seguenti agglomerati:

Bergamo (1 intervento):

Bergamo.

Brescia (7 interventi):

Calvisano e Calvisano Mezzane;

Lograto;

Poncarale;

Leno;

Calcinato (Calcinato Ponte San Marco);

Pavone Mella e Pralboino;

Isorella e Visano.

Lecco (1 intervento):

Valmadrera.

Città metropolitana di Milano (1 intervento):

Trezzano sul Naviglio.

Pavia (2 interventi):

Bereguardo e Trivolzio;

Groppello Cairoli.

Sondrio (2 interventi):

Dubino-Nuova Olonio, Piantedo, Delebio, Rogolo, Pedesina e Gerola Alta;

Piantedo e Delebio.

Qui, il dettaglio del finanziamento richiesto, il costo complessivo e il numero degli interventi suddivisi per province.

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Como. Progetto ADDApt, Sertori: le coordinate per gestire la risorsa idrica

L’assessore di Regione Lombardia a Enti locali, Montagna e Utilizzo delle Risorse idriche, Massimo Sertori, ha presentato, a Como, alla presenza di numerosi stakeholders ed amministratori locali, il ‘Progetto ADDApt: strategie per la gestione ottimale delle risorse idriche del bacino del fiume Adda’.

Il convegno ha visto la partecipazione anche dell’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, e del sottosegretario alla presidenza, Mauro Piazza.

Il progetto ADDApt per il Fiume Adda

Il progetto ADDApt, finanziato da Regione Lombardia e a cui hanno collaborato il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Milano, mira a promuovere la gestione ottimale delle risorse idriche del bacino idrografico del Fiume Adda. Lo fa studiando misure di adattamento ai cambiamenti climatici che permettano, dove possibile, di mitigarne gli effetti sia sui livelli del Lago di Como. Questo sia sulla popolazione e sui settori economici che hanno a che fare con le acque dell’Adda e del Lago di Como.

Assessore Sertori

“Per il territorio comasco, lecchese, rivierasco del lago, e per l’agricoltura irrigua di valle – spiega l’assessore Sertori – si è trattato di un momento significativo. La presentazione di uno studio che fa sintesi delle dinamiche che ruotano intorno al bacino lacustre e non solo. Evidenziando come il sistema Montagna-Fiume Adda-Lago di Como, e quindi il sistema irriguo, sia un sistema unico, sinergico. Dove, per essere adeguatamente valorizzato, tutti gli attori devono conoscere il contesto. E, quindi, agire in un’ottica monte-valle che tenga conto di tutti gli interessi in gioco”.

“Lo studio – continua l’assessore Sertori – mette in luce, con dati analitici, la disponibilità della risorsa idrica, tracciando anche le prospettive in relazione all’andamento climatico. Lo studio evidenzia, altresì, le possibili soluzioni per una gestione ottimale della risorsa acqua. Contemperando i diversi interessi e confermando in modo scientifico quanto già tracciato dal Tavolo permanente della risorsa idrica, coordinato da Regione Lombardia, così come la correttezza degli interventi gestionali e infrastrutturali proposti dal tavolo e portati avanti da Regione (a esempio il cantiere delle paratie)”.

Fermi: genesi dello studio nel 2019

Fermi Sertori

“Sono felice – commenta l’assessore Fermi – di aver partecipato alla presentazione di questo studio che ha visto la sua genesi nel 2019, per risolvere l’annoso problema del livello delle acque del lago tra Como e Lecco. Allora io e Mauro Piazza ci siamo rivolti a Massimo Sertori per presentare questo progetto. Che è stato accolto con favore e per il quale Regione Lombardia ha stanziato 600.000 euro”. “Nel frattempo, a Como è andato avanti anche il cantiere delle paratie – sottolinea Fermi – ma l’obiettivo era quello di studiare un sistema che regolasse al meglio le risorse idriche. È con grande soddisfazione, dunque, che presentiamo questo progetto e perciò ringrazio sentitamente i professori Castelletti e Gandolfi per il lavoro svolto”.

Piazza: mantenimento di una promessa presa

Piazza e Sertori

“È una giusta restituzione – aggiunge il sottosegretario Mauro Piazza – dell’impegno che avevamo preso per fare uno studio di insieme, e che abbiamo visto essere molto complesso”. “Uno dei motivi per cui facciamo una battaglia per l’autonomia – ha concluso – è per avere un riallineamento sulle competenze. Cosa che, in questo caso, ci consentirebbe di lavorare meglio e più velocemente”.

 

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