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Festa dei nonni 2025, il 2 ottobre apre Belvedere di Palazzo Lombardia

Per la ‘Festa dei nonni 2025′ Regione Lombardia offre un interessante carnet di appuntamenti. Giovedì 2 ottobre, dalle ore 16.30 alle 18.30, è prevista l’apertura straordinaria del 39° piano di Palazzo Lombardia. L’accesso consentirà di offrire una #BelvedereExperience ai nonni e nipoti che potranno celebrare insieme questa ricorrenza. La salita al Belvedere, completamente gratuita previa prenotazione, permetterà di ammirare, a 161 metri di altezza, il panorama della città dall’alto, una vista mozzafiato dello skyline di Milano.

L’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Pari opportunità di Regione Lombardia, Elena Lucchini, che per il terzo anno promuove questa iniziativa, ha voluto dare anche spazio a un confronto di buone pratiche legate alle politiche sull’invecchiamento attivo promosse da Regione Lombardia.

Festa dei nonni 2025 salita al Belvedere di Palazzo Lombardia

“Vogliamo  – ha detto – rendere omaggio e festeggiare una figura fondamentale per la nostra comunità. I nonni  sempre più preziosi e indispensabili per la gestione della famiglia e per la cura che riservano ai nipoti sono la testimonianza di saggezza e di valori che dobbiamo saper tramandare. Quest’anno però vogliamo dedicare anche un momento di approfondimento sulle politiche d’invecchiamento attivo e abbiamo pensato di promuovere un dibattito per confrontare buone pratiche del nostro straordinario mondo associativo e del co-housing tra studenti e over 65 promosso”.

La Lombardia dei nonni

Nella mattina del 2 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30, nella meravigliosa cornice del Belvedere di Palazzo Lombardia, si terrà il talk ‘La Lombardia dei nonni‘ incentrato sulle politiche di invecchiamento attivo che prevede anche i saluti del presidente Attilio Fontana.

A condurre il dibattito sarà Umberto Brindani, direttore del settimanale Gente. Sarà presente l’Associazione Connessi Ets per illustrare le Best practice sui Piani invecchiamento attivo, l’associazione Nonni 2.0 per presentare l’alleanza tra generazioni, l’associazione Nestore e la realtà Anni Azzurri KOS con ‘Nonni per Tutti’, il podcast che mantiene giovani.
Al termine la presentazione di storie e testimonianze di co-housing tra giovani studenti e persone anziane sostenute dall’assessorato alla Famiglia.

‘Angeli custodi’

La ‘Festa dei Nonni’ è stata istituita con la Legge 159 del 31 luglio 2005 e si celebra il 2 ottobre, giorno dedicato agli ‘Angeli custodi’.

L’ingresso è gratuito previa prenotazione a questo link.

 

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Podcast AREU, Fontana: si vede l’impegno di operatori e volontari

“Ogni missione è una corsa contro il tempo, dove preparazione, prontezza e sensibilità possono fare la differenza”. Parte da questo principio il podcast ‘Operatori in prima linea’, dedicato da Regione Lombardia ad AREU, l’Agenzia che coordina il servizio sanitario di emergenza urgenza garantendo interventi tempestivi sul territorio attraverso il numero unico 112. “Per realizzare un’offerta ‘al passo con i tempi’ – spiega Pierfrancesco Gallizzi, direttore della Comunicazione di Regione Lombardia – abbiamo deciso di dare spazio anche ai podcast con l’obiettivo di valorizzare tematiche che possano interessare il grande pubblico. Da qui la partenza con puntate dedicate alle nostre sedi, Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli, e al cammino di avvicinamento alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. E ora, con i riflettori puntati su una struttura d’eccellenza quale AREU”.

Il podcast sull’AREU Lombardia

Nel podcast – che può essere ascoltato su Spotify sul canale ‘Ascolta la Lombardia’ o nella sezione ‘Eventi’ del sito internet della Regione Lombardia – attraverso le voci degli operatori e le loro esperienze sul campo, si racconta l’organizzazione capillare, il lavoro di squadra e l’umanità di chi affronta ogni giorno situazioni critiche. “Un podcast lanciato in concomitanza della ‘Giornata contro la violenza verso gli operatori sanitari e sociosanitari’ – commenta il presidente Attilio Fontana – che celebra l’impegno costante degli operatori di AREU, protagonisti positivi delle emergenze in Lombardia. Un viaggio che ci permette di scoprire come, dietro le sirene, ci sono sempre donne e uomini ‘in prima linea’ cui deve sempre andare il nostro ringraziamento”.

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Castelmezzano, l’antico borgo templare

È uno dei borghi più belli d’Italia e non è difficile intuirne i motivi. Basta uno sguardo dall’alto, per questo paesino in provincia di Potenza, immerso in una cornice di eterea bellezza, abbarbicato tra le alte guglie delle Dolomiti Lucane.

Si tratta di Castelmezzano, poco distante dal Parco Naturale di Gallipoli Cognato – Piccole Dolomiti Lucane, in una posizione così suggestiva da assomigliare, soprattutto durante l’inverno, a un favoloso presepe.

Castelmezzano, la storia del borgo templare

Le sue origini sono comprese tra il VI ed il V secolo a.C., quando alcuni coloni greci penetrarono nella valle del Basento e fondarono il centro abitato di Maudoro, ossia ‘mondo d’oro’. Nel X secolo d.C., le invasioni saracene costrinsero la popolazione locale a fuggire e a cercare riparo tra le vette delle montagne degli arabi che stavano invadendo la zona.

Dopo l’occupazione longobarda, vi si insediarono i Normanni tra il XI e il XIII secolo d.C. e vi costruirono un castello: questo fu un periodo di pace e di sviluppo, ma con gli Angioini conobbe un forte declino. Poi gli Aragonesi, tra il XIV e il XVI secolo, quando le condizioni economiche e sociali rimasero perlopiù invariate. Nel XIX secolo, Castelmezzano fu toccata dal fenomeno del brigantaggio, che contribuì non poco alla scelta di molte famiglie a trasferirsi oltreoceano.

Oggi la storia secolare di questo borgo è ancora presente, seppur sciupata dalla polvere del tempo, che contribuisce ad arricchire il luogo di magia e di suggestione. La città, che era magione templare, presenta diverse testimonianze distribuite in tutto il paese, a partire dallo stemma. Questo rappresenta inequivocabilmente lo stemma dei Templari, in quanto raffigura due cavalieri su un unico cavallo. Un simbolo che riassume, in una sola immagine povertà, carità e la dualità spirituale, bianco e nero, bene e il male.

Del castello sono ancora visibili una parte del muro di cinta, resti di mura rialzati sulla roccia, una cisterna per la raccolta delle acque meteoritiche e la lunga e ripida scalinata scavata nella roccia, che oggi appare decisamente consumata e logora, ma non per questo meno affascinante. Questa porta a un probabile posto di vedetta, da cui era possibile sorvegliare la vallata del fiume Basento. O, forse, è una scorciatoia per il Paradiso.

Le tappe da non perdere

Come accennato, la millenaria storia di Castelmezzano risuona ancora oggi tra le ripide scalinate e gli antichi vicoli del borgo templare dove le abitazioni sono inserite direttamente nella roccia e si svela nelle tappe che non si possono perdere, a partire dalla Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo, che svetta nella centrale Piazza Caiazzo e che affascina al primo sguardo con l’imponente facciata in stile romanico.
Al suo interno, conserva la tela della Sacra Famiglia a opera del pittore lucano Giovanni De Gregorio (conosciuto come il Pietrafesa), una statua lignea della Madonna e un affresco raffigurante San Rocco, patrono di Castelmezzano.

Altrettanto degna di nota è la Chiesa del Santo Sepolcro, tra le più antiche del paese, di origine bizantina, custode della statua lignea della Madonna dell’Ascensione risalente al XIV secolo che, leggenda vuole, sia stata rinvenuta in mare da due pescatori cui Maria stessa avrebbe chiesto di essere portata proprio a Castelmezzano.

Da vedere anche, oltre al già citato castello del XI-XIII secolo d.C., svariati ed eleganti palazzi nobiliari nonché le cappelle di San Marco, di Santa Maria, della Madonna dell’Annunziata e di Santa Maria “Regina Coeli”, mentre da provare è l’adrenalinico “Volo dell’Angelo“, percorso mozzafiato sospeso a più di 800 metri di altezza che porta da Pietrapertosa a Castelmezzano.

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

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