“L’ingresso dell’acqua del lago, in città, a Como, non è riferibile al sormonto del nuovo lungolago, ma al rigurgito delle acque che arrivano in piazza Cavour attraverso la rete di drenaggio, in quanto non è stato ancora possibile completare, per i livelli record del lago, le opere di separazione/interclusione delle acque presso il cantiere delle paratie”. Lo comunica in una Nota tecnica l’assessorato agli Enti locali della Regione Lombardia intervenendo sulla situazione presente in queste ore a Como.
Stop a rigurgiti del Lago di Como con i lavori ultimati
Evidenziando come dall’inizio dell’anno nel Lago di Como siano entrati oltre 4.000 milioni di metri cubi d’acqua a fronte di un ingresso medio storico di 2.400 milioni (il 170% in più della media) e che in 79 anni di regolazione questo è stato il 4° anno più piovoso, l’assessore regionale Massimo Sertori spiega che “l’ultimazione dei lavori elettro-idraulici, possibile solo con l’abbassamento dei livelli, consentirà di scongiurare gli eventi come quelli verificatisi in queste ore”.
Nuovo tratto ‘passeggiata’, consegna resta al 23 luglio
Regione Lombardia, nella Nota, conferma l’ulteriore consegna della ‘passeggiata’ per il giorno 23 luglio. E ribadisce, inoltre, quanto attiene il funzionamento e quindi la consegna totale dei lavori della parte elettro idraulica. Posto che le pompe sono già a dimora e le vasche completate, ciò avverrà non appena il livello del lago permetterà la conclusione dei lavori.
Completamento lavori in condizioni meteo difficili
“I numeri record dell’andamento degli afflussi a lago – ribadisce Sertori – sono eloquenti. E fanno quindi comprendere che stiamo affrontando, e ultimando, il cantiere delle paratie in condizioni meteo molto difficili”.
Altro passo importante avanti nel cantiere del lungolago di Como, i cui lavori hanno raggiunto l’85% del programma.
Mercoledì 27 marzo 2024, infatti, è stato consegnato ai comaschi, e a tutti i turisti che frequentano il lago di Como, un altro tratto di lungolago fino a piazza Cavour.
I presenti
Al sopralluogo erano presenti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, gli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) e Alessandro Fermi (Università, Ricerca e Innovazione), il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, e il sindaco di Como, Alessandro Rapinese.
Cantiere lungolago Como verso la conclusione
“Questo è un altro passo di avvicinamento alla conclusione dei lavori delle paratie del lago di Como – ha detto il presidente Fontana – con la riconsegna di un altro tratto di passeggiata lungolago, quella prospiciente piazza Cavour. Tutto ciò è sicuramente la dimostrazione dell’efficienza di Regione Lombardia che, da quando ha preso in mano la gestione del cantiere, ha mantenuto gli impegni che si era assunta. Così, tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio concluderemo i lavori anche per la parte legata alle paratie. Opere che garantiranno, in futuro, Como da rischi di eventuali esondazioni”.
Assessore Sertori: collocate paratie il collaudo
A fianco del presidente l’assessore Sertori che segue in prima persona l’andamento del cantiere del lungolago e delle paratie di Como. “Per ultimare i lavori della parte verso lago di piazza Cavour – ha spiegato Sertori – bisognerà mettere a dimora le paratie. Fatto questo, e terminato quindi tutto il cantiere, faremo anche un collaudo delle paratie. Per cui le alzeremo tutte per vedere come funzionano”.
Assessore Fermi: vicini a traguardo di un’impresa
“Per me comasco – ha aggiunto l’assessore Fermi – mercoledì 27 marzo è quindi una giornata estremamente importante. Ho assistito sin da quando ero sottosegretario in Regione alla genesi di quest’opera. Voglio ringraziare il governatore Fontana, l’allora assessore Viviana Beccalossi e l’assessore Massimo Sartori perché arrivare fino a oggi, insieme alle imprese, è stato qualcosa che in quei momenti pareva impossibile perché sembrava un cantiere infinito, nel senso che non poteva trovare una fine. Invece ce l’abbiamo fatta. Restituiamo a tutti una delle passeggiate più belle al mondo. La restituiamo con tanto orgoglio ringraziando tutti coloro che hanno dato una mano a superare le difficoltà”.
Ministro Locatelli: opera attenta anche a carrozzine
Presente alla cerimonia, il ministro per le Disabilità, la comasca Alessandra Locatelli, ha parlato di “grande risultato per Regione Lombardia, ma soprattutto un grande orgoglio per noi comaschi che da troppi anni non riuscivamo a vedere più il nostro meraviglioso lago”. “L’efficienza di Regione Lombardia – ha sottolineato – ha preso per mano quella che era una situazione drammatica e ha portato i suoi risultati”. “Da ministro per le Disabilità – ha continuato – devo dire che ci sono degli ottimi passaggi anche per le persone che fanno fatica a camminare o che sono in carrozzina”.
Sindaco Rapinese: una bella giornata per la Lombardia
“Per tutti i comaschi – ha detto il sindaco Alessandro Rapinese – questo è un giorno splendido in cui riprendiamo possesso del nostro lungolago. Di questo sono grato al presidente Fontana per il suo impegno e all’assessore Sartori con cui c’è un rapporto costante e devo dire di reciproca soddisfazione. Mercoledì 27 marzo 2024 è un bel momento per noi lombardi quindi grazie a tutti i soggetti che sono stati coinvolti e che ha voluto e che ha prestato le proprie professionalità. È proprio bello essere qui”.
La scheda
L’opera del cantiere del lungolago di Como e delle paratie ha quale stazione appaltante Aria spa e l’azione, come appaltatore, del Raggruppamento temporaneo di impresa, Rossi Renzo Costruzioni srl (mandataria), C.G.X. Costruzioni Generali Xodo srl (mandante), Engeco srl (mandante), Ranzato Impianti srl (mandante) con un importo contrattuale dei lavori di 14.577.557,38 euro.
Il cronoprogramma
Il 10 giugno 2023, infatti, si è chiusa la fase 1 (viale Geno, S. Agostino, passeggiata viale Trieste – Biglietteria e Pontile, Vasca A) con consegna alla città dei lavori ultimati; consegna il 27 marzo 2024, quindi, per parte della fase 2 (scalinata piazza Cavour) relativamente ai primi due gradini. La fine della fase 2, con consegna complessiva dell’opera, è prevista per il 4 luglio 2024.
Opere attualmente in corso
difesa idraulica e finitura della scalinata di piazza Cavour;
opere di finitura superficiale della vasca B;
procedure di accatastamento per la cabina elettrica;
opere impiantistiche all’interno delle due vasche.
Opere completate
posa elementi di difesa idraulica (panconi) su tutta la lunghezza della Vasca A e S. Agostino;
rivestimento esterno in pietra lato lago da Sant’Agostino a tutta la Vasca A;
pavimentazione ed impianto di illuminazione della Vasca A;
fognatura bianca (collettamento acque verso le vasche);
posa portone della darsena;
ritegni sismici del Bastione Ovest e di tutta la Vasca B;
posa delle tubazioni di collettamento delle acque bianche a servizio della vasca A;
posa del pontile n°3 (in uso da parte della Navigazione Laghi);
biglietteria (in uso da parte della Navigazione Laghi).
L’assessore di Regione Lombardia a Enti locali, Montagna e Utilizzo delle Risorse idriche, Massimo Sertori, ha presentato, a Como, alla presenza di numerosi stakeholders ed amministratori locali, il ‘Progetto ADDApt: strategie per la gestione ottimale delle risorse idriche del bacino del fiume Adda’.
Il convegno ha visto la partecipazione anche dell’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, e del sottosegretario alla presidenza, Mauro Piazza.
Il progetto ADDApt per il Fiume Adda
Il progetto ADDApt, finanziato da Regione Lombardia e a cui hanno collaborato il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Milano, mira a promuovere la gestione ottimale delle risorse idriche del bacino idrografico del Fiume Adda. Lo fa studiando misure di adattamento ai cambiamenti climatici che permettano, dove possibile, di mitigarne gli effetti sia sui livelli del Lago di Como. Questo sia sulla popolazione e sui settori economici che hanno a che fare con le acque dell’Adda e del Lago di Como.
“Per il territorio comasco, lecchese, rivierasco del lago, e per l’agricoltura irrigua di valle – spiega l’assessore Sertori – si è trattato di un momento significativo. La presentazione di uno studio che fa sintesi delle dinamiche che ruotano intorno al bacino lacustre e non solo. Evidenziando come il sistema Montagna-Fiume Adda-Lago di Como, e quindi il sistema irriguo, sia un sistema unico, sinergico. Dove, per essere adeguatamente valorizzato, tutti gli attori devono conoscere il contesto. E, quindi, agire in un’ottica monte-valle che tenga conto di tutti gli interessi in gioco”.
“Lo studio – continua l’assessore Sertori – mette in luce, con dati analitici, la disponibilità della risorsa idrica, tracciando anche le prospettive in relazione all’andamento climatico. Lo studio evidenzia, altresì, le possibili soluzioni per una gestione ottimale della risorsa acqua. Contemperando i diversi interessi e confermando in modo scientifico quanto già tracciato dal Tavolo permanente della risorsa idrica, coordinato da Regione Lombardia, così come la correttezza degli interventi gestionali e infrastrutturali proposti dal tavolo e portati avanti da Regione (a esempio il cantiere delle paratie)”.
Fermi: genesi dello studio nel 2019
“Sono felice – commenta l’assessore Fermi – di aver partecipato alla presentazione di questo studio che ha visto la sua genesi nel 2019, per risolvere l’annoso problema del livello delle acque del lago tra Como e Lecco. Allora io e Mauro Piazza ci siamo rivolti a Massimo Sertori per presentare questo progetto. Che è stato accolto con favore e per il quale Regione Lombardia ha stanziato 600.000 euro”. “Nel frattempo, a Como è andato avanti anche il cantiere delle paratie – sottolinea Fermi – ma l’obiettivo era quello di studiare un sistema che regolasse al meglio le risorse idriche. È con grande soddisfazione, dunque, che presentiamo questo progetto e perciò ringrazio sentitamente i professori Castelletti e Gandolfi per il lavoro svolto”.
Piazza: mantenimento di una promessa presa
“È una giusta restituzione – aggiunge il sottosegretario Mauro Piazza – dell’impegno che avevamo preso per fare uno studio di insieme, e che abbiamo visto essere molto complesso”. “Uno dei motivi per cui facciamo una battaglia per l’autonomia – ha concluso – è per avere un riallineamento sulle competenze. Cosa che, in questo caso, ci consentirebbe di lavorare meglio e più velocemente”.